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Decisione

32.2005.157

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

10 luglio 2006Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

di precisare che secondo costante giurisprudenza le perizie mediche eseguite

nell'ambito della procedura amministrativa da medici riconosciuti specializzati

hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state

realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi

concreti non inducano a ritenerle inaffidabili. Riteniamo che, nella

fattispecie, il parere espresso nel rapporto steso dal dottor __________,

redatto pure al termine di una visita approfondita e le conferme della perizia __________,

debbano essere considerate ben più che un indizio concreto.

Riteniamo pure opportuno precisare che questi medici

non possono essere considerati alla stregua del medico di famiglia il quale,

come aggiunge MAI, attesta a favore del proprio paziente. Essi hanno infatti

agito per incarico delle __________ e della cassa pensioni __________ per

accertare la capacità lavorativa residua, rispettivamente definire possibili

provvedimenti per migliorare quest'ultima, agendo quindi nella veste di periti

del tutto neutrali.

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo che a

codesto Lodevole Tribunale piaccia giudicare:

Il ricorso è accolto e la decisione impugnata viene

annullata. Al signor RI 1, sulla base delle indicazioni fornite dal dottor __________

e dalla perizia __________, viene riconosciuto un grado di invalidità superiore

al 66 2/3 % e, di conseguenza, una rendita intera." (Doc. I)

1.6. Con

risposta di causa l’Ufficio AI chiede invece la reiezione del ricorso.

1.7. Con

scritto 7 ottobre 2005 il ricorrente ribadisce la necessità di una perizia

giudiziaria (V).

Considerandi

In

ordine

2.1

La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un

Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica

giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le

cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella

causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA

del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella

causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98

pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa

H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2

Il

1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto

delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato

alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

Al

riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di

principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003

IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b). Per quanto concerne

invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie,

nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in

vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli

effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo

all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per

l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi

generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano

applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato

di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31

dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del

precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le

nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).

Tale

questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo

stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica

sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per

l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,

d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita

d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le

succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono

tuttora valide (DTF 130 V 343).

Le

disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione,

vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio

2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31

dicembre 2002.

2.3

Secondo

l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito

l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno

presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute

fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

Gli

elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono

quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre

quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una

diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto

all'assicurazione per l'invalidità

(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité

sociale, pag. 216ss).

Va

precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre

2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno

al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di

rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°

gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto

ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita

se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al

50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Va

pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il

grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del

lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo

l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di

un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di

mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli

avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato

dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua

invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni

di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2;

Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,

Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).

Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché

invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b;

VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di

regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio

la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello

assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,

op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de

l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza

citata).

La

misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla

situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di

misure reintegrative.

La

situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della

residua capacità al guadagno.

Secondo

il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di

guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze

concrete (DTF 128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313

consid. 3a).

2.4

Va

infine rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche

nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di

ridurre il danno (DTF 123

V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;

Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551

e 572).In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve

intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior

modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente

mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una

nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze

ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona

interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne

l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).

Dalla

persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti

esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso

concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori

circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il

luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata

dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279

consid. 5a/aa e 5a/bb).

2.5

Nell’evenienza

concreta, il ricorrente è stato peritato dal dr. __________. Nel referto 2 settembre

2003.

(doc. 59) lo specialista in reumatologia, dopo aver esposto

dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni soggettive e obiettive, ha posto

la seguente diagnosi:

"

Sindrome panvertebrale

prevalentemente lombospondilogena cronica a destra, in

- esito da laminectomia L5, spinotomia

L5/S1 e L4/5, artrotomia e recessotomia bilaterale L5/S1 e L4/5, foraminotomia

S1 e L5 bilaterale, discectomia L5/S1 e L4/5, impianto di PLIF con gabbie in

materiale sintetico L4/5 e L5/S1 con fissazione posteriore bilaterale da L4 e

S1, l'11 gennaio 2002,

- esito da asportazione del fissatore interno il

7.2

,

- instabilità segmentale L5/S1,

- rachide piatto

Esito da frattura dell'osso navicolare carpale sinistro

il 31.8.1995,

- osteosintesi con viti di Herbert il 17.10.1995,

- interposizione di un trapianto di

spugnosa del navicolare carpale sinistro per pseudoartrosi il 19.4.1996,

- artrodesi lunato-capitato-hamato e triquetro

spugnosa il 20.6.1997,

- asportazione di 5 chiodi di Kirschner il

16.12.1997

Tallonite a destra in piedi piatti bilaterali."

(Doc. AI 59)

Quanto

alla valutazione sulla capacità lavorativa egli ha osservato:

"

Considero come lavoro

ergonomicamente idoneo alle patologie sopramenzionate, un'attività con carichi

variabili (carico massimo: 10 kg), che permette di cambiare molto spesso la posizione

del rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna

vertebrale, rispettivamente senza estensione prolungata del rachide.

L'assicurato non dovrebbe caricare la mano sinistra oltre i 5 kg,

rispettivamente sottoporla a movimenti monotoni.

In un lavoro adeguato allo stato di salute, giudico

l'assicurato abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale ma

con una diminuzione del rendimento del 20% dovuta alla necessità di cambiare

molto spesso la posizione del rachide.

Come montatore di binari, l'assicurato è da considerare

inabile al lavoro nella misura del 100% dall'inizio 2001." (Doc. AI 59)

2.6

Con

il ricorso l’assicurato contesta la valutazione del Dr. __________, sostenendo di

non presentare alcuna capacità lavorativa residua in attività adeguate.

Egli

ha fatto riferimento alla seguente documentazione medica contenuta agli atti:

·

perizia 8 agosto 2003 del dr. __________,

specialista in medicina interna, indicato dal Servizio medico delle __________ di

determinare la capacità lavorativa (doc. C e doc. 103).

Poste sostanzialmente le stesse diagnosi accertate dal dr. __________, il

succitato medico ha così concluso:

“Il signor RI 1 è da considerarsi inabile al 100% definitivamente nella sua

funzione di montatore di binari, come già affermato dal medico curante dopo

l'incidente che ha portato la frattura del navicolare della mano sinistra.

L'abilità lavorativa riconquistata dopo questo incidente, che permise di

riprendere l'attività nei binari come controllore, è però attualmente

fortemente messa in discussione dalla sintomatologia attuale che gli impedisce

praticamente qualsiasi attività lavorativa.

Mi pare inutile al momento attuale preoccuparsi di quale attività egli possa

svolgere poiché nelle sue condizioni l'abilità lavorativa residua è quasi

nulla.

E' necessario invece, con intensità, ripiegarsi sulla sintomatologia dorsale e

sul sospetto di instabilità vertebrale. Mi pare indispensabile una valutazione

approfondita in un centro ortopedico universitario prima di procedere a

qualsiasi nuovo intervento diagnostico e/o terapeutico. La posta in gioco è in

effetti alta. Se fossimo in presenza di una vera instabilità vertebrale un

intervento di rifissazione potrebbe ridare al paziente un'abilità lavorativa

parziale tale da riprendere la funzione esercitata dopo l'incidente alla mano.

Confermata la diagnosi di instabilità vertebrale, la decisione su un nuovo

intervento o su un trattamento conservatorio con intensa fisioterapia specifica

di stabilizzazione spetta, come già detto, ad un centro specializzato a cui è

ora fondamentale indirizzare il paziente." (Doc.

C)

·

perizia 29 marzo 2004 della Clinica

universitaria __________ di __________. Questa è la valutazione conclusiva

fornita al Servizio medico delle __________:

„Es liegt hier mit grosser

Wahrscheinlichkeit um eine Pseudarthrose L5/S1 vor, welche die vom Versicherten

beschriebenen einschiessenden Schmerzen auf Höhe LWS gürtelförmig durchaus

erklären kann. Fermer besteht eine Foraminalstenose auf Höhe L5/S1 mit

Kompression vor allem der rechten Nervenwurzel L5, welche die in den rechten

lateralen Oberschenkel ausstrahlenden Schmerzen erklären kann.

Erwähnenswert ist ebenfalls die radiocarpale Arthrose

im linken Handgelenk bei Status nach oben gennanten Operationen bei Os

scaphoid-Fraktur 1996, welche eine Arbeitsunfähigkeit von 100% in seinem Beruf

als Gleismonteur verursachte. Die Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im

Gleisbau, welche nach dem Unfall der linken Hand vorhanden war, ist durch die

aktuelle klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass

wir vorderhand mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in

der Begutachtung von Dr. __________ vom August 2003 beurteilt.

Inwieweit mit einer Revisions-Spondylodese dorsoventral

L4-S1 die Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu beurteilen. In

der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten die

Arbeitsfähigkeit mit einer Revisions-Spondylodese verbessert wird." (Doc. AI 75)

·

rapporto 16 aprile 2004 del dr. __________,

attivo presso il Servizio medico delle __________. Dopo aver visionato la

perizia della Clinica __________, il sanitario ha evidenziato quanto segue:

"

Il ressort clairement de

ces documents, comme le pensait déjà notre médecin attitré, le Dr. __________,

qu'en raison des sérieux problèmes de santé ostéo-articulaires qui touchent cet

employé, ce dernier n'est plus capable de reprendre une activité

professionnelle, même dans une activité autre que celle de son ancien métier de

monteur de voies, activité professionnelle pour laquelle il avait déjà été déclaré

inapte.

Dans ces conditions, comme on ne peut pas s'attendre dans le futur à une

amélioration de l'état de santé de RI 1 qui lui permettrait de reprendre une

activité professionnelle, même si plus tard une nouvelle intervention devait

être pratiquée, ce dernier, qui a déjà été mis au bénéfice d'une retraite

anticipée partielle de 20% en 1998, remplit les conditions médicales d'une

résiliation des rapports de service selon l'article 104 de la CCT." (Doc. AI 96)

Egli ha pertanto concluso che l’assicurato assolve le condizioni per

avere diritto ad una rendita intera, stimando l’incapacità di guadagno

superiore al 70% (doc. 96).

2.7

Perché un

rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed

esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami

approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia

stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro

nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della

situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate

(Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag.

31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.

3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid.

2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA

del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa

G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS

1988.

pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante

una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte

questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che

sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in

particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione

invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178

consid. 4b; Pratique VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con

l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e

l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31;

ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

Per quel

che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della

vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a

favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01

ed S., U 330/01, consid. 3.4;

DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc);

Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,

Zurigo 1997, pag. 230).$

Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01

ed S., U 330/01).

2.8

Nell’evenienza concreta, secondo questo TCA, non vi sono motivi per

mettere in dubbio la fedefacenza della valutazione effettuata dal perito dr. __________,

il quale ha compiutamente tenuto conto delle affezioni invalidanti

dell’assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla

piena incapacità lavorativa nella professione abitualmente esercitata, ma abile

all’80% in attività adeguate.

Vero che nel rapporto 8 agosto 2003, quindi quasi un mese prima della perizia

del dr. __________, il dr. __________ ha escluso un’eventuale capacità

lavorativa in attività adeguate (“Mi pare inutile al momento attuale

preoccuparsi di quale attività egli possa svolgere poiché nelle sue condizioni

l’abilità lavorativa residua è quasi nulla”, doc. C) e che non si tratta

del resto di una valutazione del medico di famiglia, la quale, secondo la

giurisprudenza del TFA, a dipendenza delle situazioni gode di un ridotto valore

probatorio (cfr. consid. 2.7). Tuttavia va rilevato che il perito chiamato

dall’Ufficio AI è specialista in reumatologia ed ha dettagliatamente descritto

non solo i limiti funzionali dell’assicurato, in particolare legati alla

problematica lombare, ma anche le residue risorse fisiche che l’assicurato

potrebbe mettere a frutto in un’eventuale attività adeguata. Essendo dunque la

perizia specialistica completa ed esaustiva, alla stessa va conferito valore

probatorio pieno.

Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, nella perizia 29 marzo 2004 i

medici della Clinica __________ non hanno confermano l’assenza di una residua

capacità in altre attività, seppur chiamati a rendere in tal senso una loro

valutazione (“Es geht hier um di Frage nach der weiteren

Restarbeitsfähigkeit und ob in einer leichteren, rückenschonenenden Tätigkeit

wiedere eine Arbeitsfähigkeit möglich ist, in welchem Prozentsatz uno ob

vorgängige therapeutische Massnahmen notwendig sind und welcher Art”, doc.

75.

pag. 1). Infatti, essi non hanno potuto valutare se un intervento di

revisione della spondilodesi a livello L4-S1 può migliorare la capacità

lavorativa, facendo comunque presente che, secondo la letteratura, solo raramente

un simile intervento dopo diversi anni d’incapacità porta ad un miglioramento

dell’abilità al lavoro (“Inwieweit mit einer Revision-Spondylodese

dorsoventral L4-S1 di Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu

beurteilen. In der Literatur ist bekannt, dass

nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten di Arbeitsfähigkeit mit einer

Revision-Spondylodese verbessert wird”, doc. 75).

Pertanto,

se da una parte gli specialisti della Clinica __________ non hanno intravisto

la possibilità di migliorare la capacità lavorativa dell’assicurato, dall’altra

va detto che tale ipotesi è stata formulata in relazione alla precedente

attività lucrativa in quanto nel paragrafo precedente essi hanno confermato il

giudizio di piena inabilità quale controllore nel montaggio di binari espresso

dal dr. __________ (Die

Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im Gleisbau, welche nach dem Unfall

der linken Hand vorhanden war, ist durch die aktuelle

klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass wir vorderhand

mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in der

Begutachtung von Dr. __________ vom August 2003 beurteilt, doc. AI 75)

Del resto, il dr. __________ nel raccomandare

una valutazione specialistica approfondita aveva evidenziato che “se fossimo

in presenza di una vera instabilità vertebrale un intervento di rifissazione

potrebbe ridare al paziente un’abilità lavorativa parziale tale da riprendere

la funzione esercitata dopo l’incidente alla mano”, eventualità, come

detto, esculsa dai medici di __________.

Vero

che con comunicazione 16 aprile 2004 il Servizio medico della Cassa pensioni __________,

sulla base dei rapporti del dr. __________ e della Clinica __________, escludendo

una capacità lavorativa in altre attività, ha ritenuto l’assicurato inabile al

70% ciò che giustificherebbe una rendita intera d’invalidità LPP (doc. 96), ma

è altrettanto vero che detto servizio non era a conoscenza della perizia 2

settembre 2003 del dr. __________.

In conclusione, sulla base dell’affidabile e concludente perizia del dr. __________,

richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente

esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal

danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere dimostrato, con il grado

della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni

sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.

8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è abile nella misura dell’80% in un’attività

adeguata rispecchiante le limitazioni elencate dal perito.

Visto quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso

va respinto.

2.9

In

via subordinata il legale dell'assicurato ha chiesto al TCA di ordinare una

perizia.

Ora,

se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il

giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione

che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e

che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,

si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.

KöIz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.

47.

n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs­rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure

SVR 2003 IV Nr. 1; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib

229.

consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

In

concreto, con riferimento al considerando precedente, non è necessario esperire

una perizia giudiziaria, avendo la perizia del dr. __________ valore probatorio

pieno. La richiesta del ricorrente non può essere accolta.

Per

questi motivi

dichiara

e pronuncia

1.

- Il

ricorso é respinto.

2.

- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3.

- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per

il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele

Guffi Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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