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Decisione

32.2005.196

Assicurato portatore di affezioni ortopediche dovute ad incidente. Validità dell'esame degli atti eseguita dal SMR. Conferma della mezza rendita d'invalidità.

18 settembre 2006Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

2.4. Conformemente

ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni

sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233

consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;

Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551

e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve

intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior

modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente

mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una

nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze

ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversiche-rungsrecht,

tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato

alcun diritto ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado

di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid.

4a; RCC 1968 pag. 434).

Dalla

persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti

esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso

concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori

circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il

luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata

dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279

consid. 5a/aa e 5a/bb).

2.5. Nell'evenienza

concreta, con nota 24 agosto 2004 il dr. __________, presa in considerazione la

documentazione medica acquisita durante l’istruttoria amministrativa, ha

proceduto alla seguente valutazione:

"

A 48enne, di professione

disegnatore, impiegato quale capo cantiere nell'edilizia fino al 26.04.2002.

Per infortunio sul lavoro (ricaduta) l'A si dichiara inabile dal 26.04.2002.

Il 04.03.1997, l'A è vittima di un infortunio sul

lavoro, riportando una frattura comminutiva dislocata intrarticolare del radio

distale destro, delle ferite lacero-contuse al cuoio capelluto, così come delle

contusioni multiple, ma senza perdita di conoscenza. Per queste patologie è

stato sottoposto a diversi interventi chirurgici. Il 09.07.1999 esame

medico-circondariale di chiusura della __________. Vengono riconosciuti i

seguenti postumi infortunistici: limitazione funzionale algica

pluri-direzionale polso dx in presenza di uno stato dopo artrodesi

radio-carpica, resezione articolare radio-ulnare e distale e artrosi

amato-triquetrale a dx.

Dall'inizio di questo anno circa, l'A presenta dolori

alla gamba sinistra in sede posterolaterale fino al tallone e parte laterale

del piede. Accusa poca lombalgia. Da allora i dolori sono più o meno continui e

refrattari alla terapia. Secondo il neurochirurgo, Dr. __________ (06.07.2004),

questa sintomatologia di sindrome irritativa della radice S1 a sinistra per

ernia non è in relazione con l'infortunio sul lavoro del 04.03.1997. Il

23.07.04, l'A è stato sottoposto, dal Dr __________, ad un intervento di

fenestrazione L5-S1 a sin.

L'A presenta ugualmente delle cervicalgie con diminuita

mobilità della colonna cervicale. La radiografia della colonna cervicale del

26.08.2003 confermava iniziali segni di discopatia C4-6 con oncartrosi prevalente

a sin all'altezza C4-5 dove si evidenzia un restringimento foraminale. Non

evidenti lesioni post traumatiche alle strutture ossee o alterazioni focali da

struttura ossea. La __________ non riconosce un nesso causale tra l'infortunio

del 04.03.1997 e le cervicalgie.

L'A accusa capogiri e vertigini da deficit vestibolare

periferico con disfunzione otolitica a dx dopo contusione labirintica, indagato

presso l'__________ a __________ in novembre 2002.

L'A ha già beneficiato di una rendita intera dal

01.03.1998, mezza dall'1.12.1998 limitata al 30.10.1999 in quanto aveva ripreso

in misura completa la sua attività lucrativa.

Per la __________ l'A è stato inabile al 100% dal

26.04.2002, al 50% dal 01.04.2004 fino al 30.04.2004.

Le cervicalgie ed i vertigini, la limitazione al polso

destra nella funzione e nella forza come anche la patologia lombare non sono

compatibili con la professione di capo cantiere esercitata finora. Questi

disturbi influiscono sulla capacità lavorativa nella misura del 50% circa dal

01.04.2004, impedendo al paziente di esercitare attività pesanti: non deve

sollevare pesi superiori ai 5 kg, non deve lavorare in posizione eretta e

seduta durante periodi prolungati, non deve lavorare a lungo in posizione piegato

in avanti, deve evitare di lavorare su ponteggi o scale per via dei capogiri.

Non può esercitare attività lavorativa che necessitano l'impiego della mano

destra (destrimane) in movimenti esigenti forza e abilità." (Doc. AI 42)

Il

ricorrente contesta la succitata valutazione non essendoci stato un

miglioramento delle proprie condizioni di salute tali da ridurre - con

decorrenza dal 1° aprile 2004 - la rendita da intera a tre quarti.

2.6. Perché

un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed

esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami

approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia

stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro

nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione

medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer-Blaser,

Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352

consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123;

STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa

il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite

da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono

a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,

fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V

176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del

28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.;

SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In

un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia

giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo

servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un

vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare

Considerandi

considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non

pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique

VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano

dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che

il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento

(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK

1986.

pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

Per

quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza

della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta

a favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01

ed S., U 330/01, consid. 3.4; DTF 125 V 353 consid.

3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc); Meyer­Blaser, Rechtsprechung

des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori

il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed

indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un

altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

2.7

Dopo attento esame degli atti, questo TCA non ha motivo di mettere in dubbio

la valutazione 24 agosto 2004 effettuata dal SMR. Il dr. __________ ha

debitamente tenuto conto delle singole affezioni invalidanti di cui l’assicurato

è affetto giungendo ad una motivata e logica conclusione in merito alla

determinazione del grado d’inabilità lavorativa.

Per

quel che concerne la problematica al polso destro, postumo dell’infortunio sul

lavoro del 4 marzo 1997, egli ha fatto capo alla visita medica 3 marzo 2004 del

medico della __________, dr. __________ (doc. AI 10-29). Quest’ultimo aveva accertato

la stazionarietà della sintomatologia al polso confermando in sostanza la valutazione

9.

luglio 1999 del collega dr. __________, il quale, a sua volta, aveva in particolare

evidenziato una limitazione “nelle attività lavorative che richiedono

l’ingaggio dell’artlo superiore destro dominante sotto sforzo, i movimenti

ripetuti di rotazione dell’avambraccio così come i movimenti fini e continui

del polso, rispettivamente della mano per un periodo superiore a 5-10 minuti

senza possibilità di introdurre un corto riposo” (doc. AI 6-5). Per tale

danno alla salute, l’assicuratore LAINF ha riconosciuto l’assicurato inabile al

100% dal 26 aprile 2002, al 50% fino al 30 aprile 2004, erogando le prestazioni

di breve durata (doc. AI 10-1). Dal 1° maggio 2004 l’assicurato è stato posto

al beneficio di una rendita d’invalidità del 40%, nonché di un’indennità per

menomazione dell’integrità del 15% (doc. AI 11-2).

Per

quel che concerne i dolori alla gamba sinistra in sede posterolaterale sino al

tallone e parte laterale del piede, il medico del SMR, tenendo conto dei

rapporti 6 e 29 luglio 2004 del dr. __________, non ha riscontrato un’affezione

invalidante. Infatti, nel referto 29 luglio 2004 il dr. __________, steso dopo

l’intervento di fenestrazione, ha certificato che il paziente è stato dimesso

in buone condizioni di salute, con la persistenza di una parestesia al piede

sinistro, senza dolori di rilievo, parestesia che “andrà progressivamente digredendo,

ma nel giro di diverse settimane” (doc. AI 41.2).

Infine,

nella valutazione 24 agosto 2004 il medico del SMR ha preso in considerazione

anche le cervicalgie e le vertigini - motivo principale della notifica di

ricaduta all’assicuratore LAINF, affezioni che quest’ultimo non ha preso a

carico ritenendo non dato un nesso causale con l’infortunio assicurato (doc. AI

10-18) - sulla base dell’esame specialistico eseguito il 25 settembre 2002 presso

l’__________ di __________ (cfr. il relativo rapporto 31 ottobre 2002; doc. AI

29-5).

Tenendo

conto delle cervicalgie e delle vertigini, della limitazione al polso destro e della

patologia lombare, il medico del SMR ha escluso un’abilità lavorativa nella

professione di capo cantiere precedentemente esercitata dall’assicurato. In

attività leggere adeguate con le limitazioni esposte nel rapporto, l’abilità è

stata quantificata al 50%.

Questa

valutazione, coerente e fondata sulla base della documentazione medica agli

atti, merita conferma e non presta fianco ad alcuna critica.

Non

determinante ai fini dell’esito della vertenza è il rapporto 13 febbraio 2003 inviato

dal medico curante all’Ufficio AI, in cui il sanitario ha attestato l’inesigibilità

di attività adeguate (doc. AI 29-3) mentre, oltre un anno dopo, il 29 marzo

2004.

egli ha certificato all’assicurazione contro la disoccupazione che l’assicurato

poteva esercitare attività molto leggere (senza sollevamento di pesi superiori

ai 5 chili) evitando lavori su ponteggi e scale (doc. AI 1-8).

Inoltre

va detto che l’assicurato non ha prodotto alcuna documentazione che possa

mettere in dubbio la valutazione del SMR. Al riguardo occorre ricordare che se

da una parte la procedura davanti

al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il

giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva

che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata

dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158

consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di

collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑

ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto

riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti

rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V

264.

consid. 3b con riferimenti).

Vero che il dr. __________ ha steso la propria valutazione senza aver

visto l’assicurato. Tuttavia, a tale proposito, in ambito LAINF, il TFA

ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici della __________ hanno

pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base

agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10

settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa

A., U 49/95). Evidentemente tale valutazione deve rispettare i

succitati requisiti di completezza e di motivazione logica (cfr. consid. 2.6),

requisiti che la valutazione del SMR rispecchia integralmente (cfr. al riguardo STFA non pubblicata del

28.

ottobre 2002 in re P [I 523/02], consid. 3 ).

In

conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente valutazione 24 agosto

2004.

del SMR, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6),

richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto

quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito

economico cagionato dal danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere

dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito

delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi

citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V

188.

consid. 2b), che il ricorrente presenta una capacità lavorativa del 50% in

attività adeguate.

Visto

quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va

respinto.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi

implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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