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Decisione

32.2005.199

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

15 novembre 2006Italiano32 min

Source ti.ch

Fatti

2.1. Ai sensi

dell’art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o

dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo

annullamento o alla sua modifica.

Ciò è segnatamente il caso per altri assicuratori i quali, a seguito di una

decisione amministrativa di un’altra assicurazione, hanno un obbligo di fornire

prestazioni (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 59 N. 12). Dispone al

riguardo l’art. 49 cpv. 4 LPGA: “Se prende una decisione che concerne

l’obbligo di un altro assicuratore di fornire prestazioni, l’assicuratore deve

comunicare anche a lui la decisione. Quest’ultimo dispone dei

medesimi rimedi giuridici dell’assicurato.”

Nel caso

in esame, si tratta di stabilire se l’inizio dell’anno di attesa secondo l'art.

29 cpv. 1 lett. b LAI vada fatto risalire come stabilito dall’Ufficio AI nella

decisione impugnata, al 1° ottobre 2001 oppure già al mese di gennaio

(eventualmente prima) 2001, secondo la tesi della RI 1.

L’esito

della presente vertenza avendo delle ripercussioni sull’obbligo assicurativo

della RI 1, quest’ultima è legittimata ad inoltrare il presente ricorso.

2.2. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002

che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.

1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente

o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali

dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un

danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia

o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il

danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,

perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità

(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité

sociale, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore

sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se

sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno

al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che

nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che

gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado

d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che

l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione

di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del

lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto

conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore

(RCC 1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2;

Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,

Lausanne 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il

reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto

invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando

la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in

condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali

provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V

30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

2.3. Ai sensi

dell'art. 29 cpv. 1 LAI:

"

il diritto alla rendita secondo l'articolo 28

nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:

a. presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per

cento, oppure

b. è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al

lavoro per almeno il 40 per cento in media."

Secondo

l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI

nasce al più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e

senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in

media.

Di regola

il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una

diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a

quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato

non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa

(DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità

di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).

Alla

scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità -

questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i disposti

dell'art. 28 LAI.

L'ammontare

della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro

durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua

dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta

solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due

terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno

pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata

del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad

una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di

guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità

media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%,

l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità

(Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).

Se

l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi,

il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).

Vi è

interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1

LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30

giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza

riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non

è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo

provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso

è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).

2.4. Nella

fattispecie in esame, l’assicurata aveva presentato una prima richiesta di

prestazioni nel marzo 1998, respinta dall’Ufficio AI con decisione 19 agosto

1998 (non impugnata) a motivo che la compromissione della capacità lavorativa

era dovuta unicamente alla sua politossicomania.

Dall’esame

della copiosa documentazione medica agli atti, risulta che la signora PI 1 è

affetta da infezione HIV (prima diagnosi 1986), politossicomania, epatite B e C

cronica, patologia di tipo Borderline e disturbi d’ansia.

Con

scritto 30 marzo 2001 l’__________ di __________ ha informato il __________, __________

di __________, che nell’ambito dell’applicazione del nuovo dispositivo legale

della Legge sull’assistenza sociale entrato in vigore il 1° gennaio 1998 l’__________

garantisce il costo salariale di fr. 2'600 mensili lordi più oneri sociali,

dedotto il contributo di fr. 295 al mese a carico del datore di lavoro,

relativo al contratto di lavoro dell’assicurata della durata di sei mesi, dal

1° aprile 2001 al 30 settembre 2001 quale operaia presso il __________ (doc.

1-16 inc. disoccupazione).

In data 8

maggio 2001 l’assicurata ha compilato la “Domanda d’indennità di disoccupazione”, rivendicando

tale diritto a partire dal 1° aprile 2001, indicando di essere stata in

assistenza a partire dal 1998 circa e di essere disposta e capace di lavorare a

tempo pieno (doc. 1-10 inc. disoccupazione).

In data 8

maggio 2001 l’URC di __________ ha confermato l’iscrizione in disoccupazione

dell’assicurata dal 17 aprile 2001, alla ricerca di un’attività lavorativa al

100% o al 50%. Ella non è in possesso di nessuna formazione professionale e dal

1990 al 1993 è stata responsabile di un piccolo negozio di alimentari (doc. 2-8

inc. disoccupazione).

Con

decisione 19 luglio 2001 la Cassa disoccupazione __________ ha ritenuto che

l’assicurata non ha diritto all’apertura di un termine quadro per la

riscossione delle indennità di disoccupazione a partire dal 17 aprile 2001 in quanto è in assistenza dal 1998

(doc. 1-18 inc. disoccupazione).

L’assicurata

ha nuovamente richiesto le indennità di disoccupazione in data 3 ottobre 2001.

Nel formulario, dopo aver indicato di avere svolto durante sei mesi un programma

di impiego temporaneo finanziato dall’__________, alla domanda “al momento

della disdetta o durante il termine di disdetta eravate impedita a lavorare, in

tutto o in parte, a causa di malattia”, ella ha risposto “no” (doc. 1-7

inc. disoccupazione).

Nell’attestato

del datore di lavoro compilato in data 8 ottobre 2001 dal __________ risulta

che l’assicurata è stata attiva nell’ambito di un programma d’impiego

temporaneo finanziato dall’__________ dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001, in qualità di operaia generica, per

40 ore settimanali (doc. 1-14 inc. disoccupazione).

Nel

rapporto finale di attività compilato in data 8 ottobre 2001 dal __________, il

responsabile ha indicato che l’assicurata ha svolto l’attività di manutenzione

del giardino (pulizia viali, taglio erba, compostaggio, semina orto,

manutenzione orto), esprimendo la seguente valutazione in merito all’attività

svolta:

"

Per i primi 3 mesi c’è stato un buon impegno e

specialmente la nuova attività era da considerarsi positiva.

Nella seconda metà del programma l’impegno è

leggermente calato anche viste le condizioni psico-fisiche della signora PI 1.”

(Doc. 2-27 inc. disoccupazione)

Riguardo alle competenze acquisite e sviluppate

il responsabile ha poi aggiunto:

"

Per la prima volta impegnata in un lavoro si è

ambientata abbastanza bene anche con i colleghi ed ha imparato a svolgere i

piccoli lavori affidatigli con una certa costanza. Abbastanza buona l’integrazione

con i colleghi.” (Doc. 2-27 inc. disoccupazione)

Infine, il responsabile ha osservato che “i

problemi psicofisici della signora PI 1 (in cura al metadone) consigliano per

il futuro un’attività al 50% circa” (doc. 2-27 inc. disoccupazione).

Egli ha concluso osservando che al termine del

periodo occupazionale l’assicurata è entrata in disoccupazione, consigliando

un’occupazione al 50% (doc. 2-27 inc. disoccupazione).

Dal referto 2 agosto 2001 del __________,

eseguito a seguito di una visita in data 26 luglio 2001, emerge una situazione

stabile e non rilevante, senza incapacità lavorativa, ciò che conferma la

conclusione secondo cui dal 1. aprile al settembre 2001 la signora PI 1 era abile

al lavoro.

In data 8

ottobre 2001 il dr. __________, FMH in medicina interna, ha certificato

un’inabilità lavorativa del 100% dell’assicurata a partire dall’8 ottobre 2001

fino all’11 novembre 2001 (doc. 2-54 inc. disoccupazione).

Nel

certificato medico 6 giugno 2003 all’attenzione dell’Ufficio AI il dr. __________

ha rilevato:

"

(...)

In allegato le mando l'ultimo rapporto

dell'ospedale di __________ del 21.05.2003 in cui sono elencate tutte le

problematiche della paziente.

Attualmente abbiamo iniziato una cura con

Trizivir e lo stato psichico della paziente è notevolmente peggiorato, è più

instabile e meno resistente a tutti questi stress e un'attività lucrativa al

momento non è possibile. Questo da 2 anni e mezza ossia da quando ha lavorato

l'ultima volta come addetta al giardinaggio in un centro di vacanza.

E' stata degente presso la __________ di cui vi

allego il rapporto. Dopo questa degenza è stata ospite presso la __________."

(Doc. AI 15-1)

Nel rapporto relativo alla degenza dal 20

novembre 2002 al 27 gennaio 2003 presso la Clinica __________ inviato al

curante, dr. __________, il dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia,

Primario e Direttore Sanitario e la dr.ssa __________, FMH in psichiatria e

psicoterapia e Capoclinica, hanno posto la diagnosi di “sindrome da

dipendenza da oppioidi, attualmente in astinenza con cura metadonica (ICD 10; F

11.22); sindrome da dipendenza da alcool, attualmente in astinenza ma in

ambiente protetto (ICD 10; F 10.21); disturbo di personalità emotivamente

instabile, tipo borderline (ICD 10; F 60.31); sindrome mista ansioso-depressiva

(ICD 10; F 41.2)”, rilevando che l’assicurata, che dopo la morte del padre,

per arresto cardiaco, avvenuta il 26 dicembre 2001 è caduta in un forte stato

depressivo caratterizzato da apatia, anedonia, ritiro sociale ed ideazioni

suicidali passive, con consumo quotidiano di eroina e abuso etilico, durante la

degenza è riuscita a portare a termine la disintossicazione da stupefacenti ed

alcool e in data 27 gennaio 2003 è stata dimessa, con trasferimento al foyer “__________”

di __________ (doc. AI 18-4).

Nel successivo certificato 24 giugno 2003 inviato

all’amministrazione il dr. __________ si è così espresso:

"

Mi permetto d'inviarvi ultimo rapporto della

degenza alla Clinica __________ dal 20.11.02 al 27.01.2003, come pure la

lettera della Dr.ssa __________ del 16.06.03 e la lettera dell'Ospedale di __________

del 21.05.03.

Questo per quanto concerne le diagnosi e le

ripercussioni sulla capacità lavorativa.

La paziente, con la sua poli-patologia, sia di

dipendenza sia di HIV positivo con trasformazione in AIDS ha iniziato

attualmente una cura come proposto dall'Ospedale di __________.

Considerandi

II suo stato psicofisico è talmente instabile che

seguire un lavoro regolare non è possibile sia dal lato psichico sia fisico.

La paziente è indebolita e non resiste più di

un'ora in un'occupazione regolare.

La paziente è inabile da più di 2 anni al lavoro.

Lo stato di salute è suscettibile a peggioramento, la capacità lavorativa non

può essere migliorata con provvedimenti sanitari e una reintegrazione

professionale non è possibile.

Per il momento la Signora PI 1 non necessita di

mezzi ausiliari e per le attività quotidiane non ha bisogno d'aiuto.

Un accertamento medico supplementare è indicato

solo se gli atti da me forniti non vi bastano.

Per quanto concerne l'allegato al rapporto medico

per la valutazione della capacità lavorativa d'integrazione e del diritto della

rendita ritengo che la paziente non sia più in grado di riprendere un'attività

e rinuncio pertanto a riempirlo." (Doc. AI 18-1+2)

Nella proposta medico 6 novembre 2003 il dr. __________

del SMR ha rilevato quanto segue:

"

Rispetto allo stato del 1998 che ha portato al

rifiuto di prestazioni

Attualmente

Con il rapporto dr.ssa __________ e dr. __________

medico curante si valuta una peggioramento della situazione di viremia HIV che

ha condotto all'introduzione di una terapia antivirale con inoltre una nuova

patologia depressiva che ha condotto a 1. ricovero in clinica psichiatrica __________

11.2002

aggravando la patologia tipo Border Line presente dalla nascita. Questa

patologia depressiva non necessita una terapia pesante come all'uscita dalla

clinica __________ (vedi rapporto medico dr.ssa __________.2003) ma compromette

oltre al disintegramento sociale e strutturale esigenza di attività lavorativa

regolare anche se pur minima (vedi rapporto medico dr. __________).

Dopo la luce delle mie osservazioni sopraccitate

e i rapporti dettagliati dei medici curanti Propongo globalmente di valutare

l'Ata IL 100% per ogni tipo di attività se non in ambito protetto e a scopo

occupazionale

Non penso personalmente che un'ulteriore

valutazione globale medica possa portare a differente appreziazione

dell'abilità lavorativa residua.

La prognosi medica è sfavorevole a medio termine."

(Doc. AI 25-1)

In data 7 novembre 2003 il funzionario incaricato

dell’Ufficio AI ha osservato:

"

Non è del tutto semplice l'inizio del periodo di

attesa.

Il Dr. __________ nel certificato del 6.6.2003

indica che da 2 anni e mezzo l'assicurata non è più abile al lavoro.

Nel certificato del 24.6.2003 indica che da più

di 2 anni è totalmente inabile al lavoro.

Visto che fino al 30.9.2001 ha lavorato per un

piano occupazionale, prendiamo la data del 1. ottobre 2001 quale inizio

dell'anno di attesa (anche se non sarebbe esatto ma in mancanza di ulteriori

dati dobbiamo stabilire un inizio) e quindi diritto a rendita intera dal

1.10.2002

" (Doc. AI 26-1)

In seguito all’opposizione interposta dalla RI 1

contro la decisione di attribuire all’assicurata una rendita intera

d’invalidità a partire dal 1° ottobre 2002, con scritto 15 febbraio 2005

l’Ufficio AI ha ritenuto opportuno, al fine di meglio chiarire la fattispecie,

compiere ulteriori accertamenti:

"

Opposizione del 18.05.2004 avverso le nostre

decisioni del 15.04.2004 e 13.05.2004, inoltrata dalla LPP in quanto chiamata a

erogare prestazioni, siccome al momento dell'inizio della MLD la PI 1 era loro

affiliata.

Nota bene: l'assicurata non ha mai svolto

attività lucrativa alcuna nel corso della sua esistenza, tranne nel breve

periodo da aprile a settembre 2001.

Caso discusso con __________, in particolare per

quanto attiene alla malattia di lunga durata fissata dall'UAI a decorrere dal

01.10

, data immediatamente successiva al termine del semestre di

inserimento professionale-occupazionale effettuato per il tramite del __________

di __________ e retribuito dall'__________.

Il caso merita ulteriore istruttoria, in

particolare:

- richiami delle cartelle cliniche ai curanti Dr. __________ e

Dr.ssa __________;

- richiamo incarto all'URC di __________;

- richiesta di informazioni al __________ di __________ per

conoscere il genere di occupazione che ebbe l'interessata, gli orari di lavoro,

le assenze eventuali certificate dal medico, il vero rendimento produttivo.

-

In possesso di queste informazioni, il caso sarà

da riesaminare, eventualmente coinvolgendo ancora il nostro SMR." (Doc. AI

40-1)

Con scritto 7 aprile 2005 il __________ ha

risposto:

"

(...)

Abbiamo ricevuto la vostra richiesta relativa

alla persona citata in oggetto e, scusandoci per il ritardo intercorso, vi

diamo qui di seguito le informazioni relative al caso.

La signora PI 1 è stata occupata in un nostro

programma di inserimento professionale presso il __________ di __________, dove

si occupava della pulizia ordinaria delle camere e la cura e manutenzione

dell'orto, dalle 8.00 alle 12.00 (mattino) e dalle 13.00 alle 17.00

(pomeriggio) per 5 giorni la settimana.

Rendimento piuttosto scarso, vista la situazione

di salute precaria e l'assunzione regolare di metadone." (Doc. AI 50-1)

Ricevuta tale risposta e dopo aver esaminato

l’abbondante documentazione medica agli atti, il funzionario incaricato ha

chiesto al dr. __________ del SMR di indicare se sulla base della cartella

clinica presentata dal dr. __________ il 29 marzo 2005 vi sono indizi o

elementi oggettivi ed inconfutabili che possano giustificare dal lato medico

un’incapacità lavorativa sostanziale sopraggiunta prima del 1° ottobre 2001

(doc. AI 51-1).

Nelle sue annotazioni 19 settembre 2005 il dr. __________

ha risposto negativamente, rilevando:

"

Dopo valutazione degli atti medici ed in

particolare la cartella clinica del medico curante si può concludere che vi è

stato un peggioramento sensibile dello stato di salute risalente in base al

certificato medico dr. __________ del 6.6.2003 a 2 anni e mezzo prima (facendo

riferimento ad attività lucrativa).

Questo unico dato di abilità lavorativa agli atti

(unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine) parzialmente

coincide con anche le date del consulto medico ambulatoriale del 26.7.2001 al __________

con lettera di decorso del 2.8.2001 dove si considera una compromissione

clinica con diminuzione del peso di

8.

kg circa in 4 mesi ed inoltre Al periodo degli

ultimi 6 mesi del 2001 ovvero periodo della morte del padre dell'Ata. con

conseguente destabilizzazione psichica manifesta.

Una data inconfutabile dell'inizio non è

possibile pertanto possibile considerarla dal lato medico se non il certificato

del medico curante sopraccitato.

Essere più preciso a mio avviso non è possibile

con i dati a disposizione." (Doc. AI 53-1)

Come visto, l’assicurata ha esercitato per sei mesi a tempo

pieno (dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 17.00 per 5 giorni alla

settimana) la professione di operaia addetta alla manutenzione del giardino

presso il __________, seppur nell’ambito di un programma di inserimento professionale

finanziato dall’__________, trovando in tale impiego un’attività consona alla

sua situazione medica, perlomeno durante i primi tre mesi di attività. Come

espressamente indicato dal responsabile del programma d’inserimento

professionale, infatti, durante i primi 3 mesi c’è stato un

buon impegno da parte dell’assicurata e la nuova attività era da considerarsi

positiva, mentre nella seconda metà del programma l’impegno è leggermente

calato anche a causa delle condizioni psico-fisiche della signora PI 1 (doc.

2-27 inc. disoccupazione). Nel complesso l'attività è

stata valutata come soddisfacente (cfr. rapporto finale d'attività dell'8 ottobre

2001.

all'indirizzo dell'__________).

Come

giustamente osservato dall’interessata nel suo scritto 24 luglio 2006, durante

il periodo dal 1° aprile al 30 settembre 2001 non è stata riscontrata alcuna

incapacità lavorativa. Dagli atti non risulta infatti che nel succitato

periodo ella abbia avuto problemi di salute tali da compromettere la capacità

lavorativa in quell'attività (l’assicurata stessa, nel formulario relativo alla

richiesta di indennità di disoccupazione del 3 ottobre 2001, ha indicato di non avere avuto assenze dovute a malattia, doc. 1-7 inc.

disoccupazione).

È solo a partire

dall’ottobre 2001 e meglio dalla fine del periodo di impiego finanziato dall’__________

che il medico curante, dr. __________, fa risalire l’inabilità lavorativa

totale dell’assicurata, a causa soprattutto del suo stato psichico (doc. AI

15-1). In tutti gli altri numerosi certificati medici all’incarto, non viene

mai indicata con precisione una data d’inizio dell’incapacità lavorativa totale

dell’assicurata, come rilevato anche dal dr. __________ del SMR, il quale nelle

sue annotazioni 19 settembre 2005 ha osservato che l’indicazione di

un’inabilità lavorativa del 100% a partire dalla fine del periodo d’impiego

presso il __________ contenuta nel certificato medico 6 maggio 2003 del dr. __________

è “l’unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine” (doc.

AI 53-1).

Sino al termine del programma d’inserimento professionale l’assicurata ha

invece continuato ad esercitare un’attività lucrativa a tempo pieno (doc.

AI 50-1).

Visto quanto sopra, a

mente di questo Tribunale è da ritenere provato, perlomeno

secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del

settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.

cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, Bundesgesetz

über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l’incapacità lavorativa

totale dell’assicurata è iniziata in data 1° ottobre 2001.

Alla luce di quanto appena esposto, anche volendo far decorrere,

per ipotesi di lavoro, un’incapacità lavorativa rilevante dall’inizio del 2001,

come vorrebbe l’assicuratore LPP ricorrente, il termine di un anno è stato

sicuramente interrotto ai sensi dell’art. 29ter OAI (cfr. consid. 2.3) visto

che l’assicurata ha intrapreso (dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001)

l’attività di pulizia ordinaria delle camere e la cura e la manutenzione

dell’orto presso il __________ di __________, seppur nell’ambito di un

programma di inserimento professionale finanziato dall’__________, dimostrando

una capacità al lavoro economicamente utilizzabile in attività compatibile e

consona al suo stato di salute.

L’Ufficio AI ha pertanto correttamente fatto decorrere l’inizio

dell’anno di attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI dal 1° ottobre 2001, con

conseguente diritto alla rendita intera a partire dal 1° ottobre 2002.

La decisione su opposizione impugnata deve dunque essere

confermata.

2.5

La signora PI

1.

nello scritto 20 luglio 2006 ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza

giudiziaria con gratuito patrocinio (doc. XVII).

Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata,

patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte della RI 1 di fr. 800.--

a titolo di ripetibili.

Secondo

la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva

d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124

V 309 consid. 6, STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,

U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999

nella causa E.T.).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- La RI 1, __________,

verserà a PI 1 fr. 800.-- di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva

d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio del 20

luglio 2006.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

PI 1

rappr. da: RA 1

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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