32.2005.199
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
15 novembre 2006Italiano32 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2005.199
Data decisione, Autorità:
15.11.2006, TCA
Titolo:
Istituto previdenziale è legittimato a contestare una decisione dell'UAI concernente un suo affiliato, le cui conseguenze hanno un'incidenza sull'obbligo di prestazioni del primo.Interruzione dell'anno di carenza visto il periodo di attività lavorativa,ritenuta esigibile,esercitata dall'assicurata
DECORRENZA DELLA RENDITA
QUALITÀ PER RICORRERE
art. 8 LPGA
art. 59 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2005.199
cr/sc
Lugano
15 novembre
2006
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Cinzia Raffa, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 ottobre 2005
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 26
settembre 2005 emanata da
in relazione al caso:
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
PI 1, __________
rappr. da: avv. RA 1, __________
ritenuto, in
fatto
1.1. PI 1, nata
nel __________, priva di una formazione professionale qualificata, nel mese di
aprile 2003 ha presentato una
richiesta di prestazioni AI per adulti.
Esperiti
gli accertamenti medici del caso, con decisioni 15 aprile 2004 e 13 maggio 2004
l’Ufficio AI le ha riconosciuto una rendita intera dal 1° ottobre 2002 (doc. AI
31 e 34).
1.2. Con
opposizione 3 giugno 2004 la RI 1, agente quale assicuratore LPP dell’ultimo
datore di lavoro dell’assicurata (“__________di __________” nell’ambito di un
programma di reinserimento professionale del __________, cfr. doc. AI 50), ha
contestato l’inizio dell’incapacità lavorativa – determinante giusta l’art. 29
cpv. 1 lett. a LAI per la decorrenza del diritto alla rendita – che l’Ufficio
AI ha fatto risalire al mese di ottobre 2002.
In particolare
essa ha evidenziato:
"
(...)
L'inizio del periodo d'attesa è stato dai voi
fissato per il 1° ottobre 2001, terminando dunque il 1° ottobre 2002. La
signora PI 1 era assicurata presso RI 1 dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001
con un tasso occupazionale del 100% nell'ambito di un piano occupazionale.
Dagli atti però risulta che il periodo d'attesa avrebbe dovuto essere aperto al
più tardi all'inizio del 2001.
Dagli atti risulta:
Prima richiesta di prestazioni del 17.03.1998
Richiesta respinta (politossicomania) con
decisione del 30.06.1998
Seconda richiesta di prestazioni del 11.04.2003
Rendita intera, grado d'invalidità 100 %, con
decisione
del 15.04.2004
Diagnosi
Infezione HIV stadio CDC B2 / politossicomania /
epatite B e C cronica (patologia tipo Borderline / disturbi d'ansia e
depressione)
Comunicazione del 07.11.2003 / __________
Il dott. __________ nel certificato del
06.06.2003 che da due anni e mezzo la signora PI 1 è totalmente
inabile al lavoro (= gennaio 2001).
Visto che fino al 30.09.2001 ha lavorato per un
piano occupazionale, prendiamo la data del 1° ottobre 2001 quale inizio
dell'anno d'attesa (anche se non sarebbe esatto in mancanza di ulteriori
dati dobbiamo stabilire un inizio. ...!).
Per RI 1 ne risulta:
La signora PI 1 ha lavorato per un piano
occupazionale con carattere protettivo, il quale non può in alcun modo essere
paragonato a un'occupazione normale sul libero mercato.
Dall'incarto risulta dunque che per motivi di
salute la signora PI 1 è limitata nella sua capacità lavorativa di almeno il
20% in modo ininterrotto a partire al più tardi dal 30 giugno 1998 (Decisione Assicurazione
federale per l'invalidità). La richiesta di prestazione viene respinta
unicamente perchè l'AI non prevede la politossicomania come affezione tutelata.
Senza opposizione e per ciò che concerne la
determinazione del periodo d'attesa nella decisione (1° ottobre 2001) - data
che per la AI potrebbe comportare una certa praticabilità - siamo tenuti a
rispettare le indicazioni secondo la LPGA.
Dunque l'inizio del periodo d'attesa deve essere
riesaminato e ridefinito in base all'anamnesi." (Doc. AI 37-2+3)
1.3. Dopo aver
sottoposto il caso all’esame del proprio Servizio medico regionale (SMR), con
decisione 26 settembre 2005 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione della RI 1,
evidenziando in particolare:
"
(...)
3. Nella
fattispecie, si reputa che le motivazioni presentate dall'opponente non siano
state sufficientemente suffragate da elementi oggettivi e perciò non possono essere
ritenute convincenti al punto tale da dover indurre l'UAI a riformare la
decisione impugnata.
Occorre in proposito ricordare che una precedente
analoga richiesta assicurativa depositata il 17 marzo 1998 era sfociata nella
decisione di rifiuto del 19 agosto 1998, a motivo del fatto che la
compromissione della capacità lavorativa era addebitabile unicamente ad una
politossicomania non tutelata dall'AI. Si rilevi d'altro lato che tale
decisione non è stata oggetto di ricorso da parte dell'assicurata.
È vero che concretamente ora risulta
particolarmente gravoso determinare una data inconfutabile che rispecchi
precisamente la manifestazione del danno alla salute, tale da produrre una
diminuzione sostanziale della capacità di lavoro o di guadagno.
Tuttavia, alla luce di quanto rilevato pure dal
SMR in occasione del recente riesame degli atti dell'incarto, segnatamente
della copiosa documentazione contenuta nella cartella clinica trasmessa dal
medico curante Dr. __________, si può affermare che il deterioramento sensibile
e significativo dello stato valetudinario possa essere fatto risalire all'epoca
della cessazione dell'attività lucrativa svolta per il tramite del __________,
come d'altronde è stato chiaramente dichiarato dallo stesso medico curante
mediante referto 06 giugno 2003. Questo fatto coincide anche parzialmente con
la data del consulto medico ambulatoriale avvenuto il 26 luglio 2001 al __________
di __________, ove i sanitari avevano considerato una compromissione clinica
con diminuzione di peso.
In esito a quanto menzionato, considerato che
l'atto di opposizione non è stato supportato da elementi oggettivi alcuni,
l'apprezzamento effettuato dall'amministrazione nel corso d'istruttoria e
convalidato ancora nel corso della presente procedura di opposizione da parte
del SMR, deve essere legittimamente riconfermato. (...)"
(Doc. AI 54-3+4)
1.4. Contro la
decisione su opposizione la RI 1 ha interposto tempestivo ricorso al TCA,
sostenendo che l’inizio del periodo di attesa debba essere fissato
retroattivamente quantomeno all’inizio del mese di gennaio 2001. Ribadendo che l’attività
della signora PI 1 nell’ambito di un piano occupazionale con carattere
protettivo non può essere paragonata ad un’occupazione normale sul libero
mercato, la ricorrente sostiene che:
"
(...)
Diagnosi
Infezione HIV stadio CDC B2 / politossicomania /
epatite B e C cronica / patologia tipo Borderline / disturbi d'ansia.
Comunicazione del 7 novembre 2003 / __________
In base al certificato medico del Dr. __________
del 6 giugno 2003, la signora PI 1 è inabile al lavoro da due anni e mezzo
(quindi circa da gennaio 2001).
(citiamo): Visto che fino al 30.09.2001 ha
lavorato per un piano occupazionale, prendiamo la data del 1° ottobre 2001
quale inizio dell'anno d'attesa (anche se non sarebbe esatto in mancanza di
ulteriori dati dobbiamo stabilire un inizio ...).
b)
Per RI 1 ne risulta inoltre:
La signora PI 1 ha lavorato per un piano
occupazionale con carattere protettivo, un'occupazione che non può in alcun
modo essere paragonata ad un'occupazione normale sul libero mercato.
L'impiego nell'ambito del piano occupazionale
altro non era che la conseguenza diretta dell'incapacità della signora PI 1 di
conseguire un'attività lucrativa a tempo pieno.
A tale proposito dagli atti risultano le seguenti
indicazioni:
● Rifiuto
delle indennità di disoccupazione con decisione del 19 luglio con indicazione del
mancato periodo di contribuzione, quindi mancata attività lucrativa.
● Il
programma occupazionale di sei mesi è stato finanziato dall'__________
(attestato del datore di lavoro del 8 ottobre 2001).
● Annotazione
per l'incarto della signora __________ del 7 novembre 2003: Non ha quasi mai
svolto un'attività lucrativa.
● Dr.ssa
__________ del 10 ottobre 2003: l'ultima attività esercitata è stata nell'ambito
di un progetto occupazionale fino al 2001.
● Richiesta
di prestazioni AI del 9 aprile 2003: numero 7.3 dal 1982; numero 7.5.1 da
maggio 1991 relativa alla tossicodipendenza.
● Lettera
della signora PI 1 del 11 agosto 1998: infezione HIV dal 1982, incidente con
rottura del bacino e del braccio destro con una cattiva guarigione.
● Rapporto
medico __________ e __________ del 6 aprile 1998: numero 4.1 uso di metadone da
dicembre 1997.
● Richiesta
di prestazioni AI del 13 marzo 1998: numero 6.2 professione nessuna; 6.4.1 casalinga
dal 1986 al 98, venditrice a metà tempo dal 1988 al 1996 per CHF 400.- al mese.
Dunque dall'incarto risulta che la signora PI 1
per motivi di salute è limitata nella sua capacità lavorativa di almeno il 20%
in modo ininterrotto a partire al più tardi dal 30 giugno 1998 (decisione
Assicurazione federale per l'invalidità). La richiesta di prestazione viene
respinta unicamente perché l'AI si basa solamente sulla politossicomania.
Con la determinazione più o meno casuale
dell'inizio del termine d'attesa nella decisione (1° ottobre 2001) - che per la
AI potrebbe comportare una certa praticabilità - saremmo responsabili a fornire
le prestazioni e, senza opposizione, legati alle indicazioni della LPGA. Per
determinare la responsabilità a fornire prestazioni è decisivo il grado
d'incapacità lavorativa di almeno il 20% che ha portato all'invalidità. Se
quest'incapacità lavorativa di una persona che prima svolgeva un'attività
lucrativa a tempo pieno, inizia durante il periodo assicurato dal 10 aprile al
30 settembre più un mese, allora RI 1 è fornitrice di prestazioni. Ma
l'incapacità lavorativa sussisteva in sostanza sin dall'inizio della
dipendenza. La signora PI 1 era assicurata da noi nell'ambito di un programma
occupazionale a carattere protettivo, il che non è paragonabile in alcun modo
ad un'occupazione nel libero mercato. Far corrispondere l'inizio del termine
d'attesa con la fine del programma occupazionale è arbitrario.
c)
L'inizio del termine d'attesa deve essere oggetto
di ulteriori accertamenti e fissato ad una nuova data in base all'anamnesi;
secondo il nostro avviso l'inizio sarebbe da collocare a giugno 1998 o prima. È
compito della controparte effettuare ulteriori accertamenti circa l'inizio
dell'incapacità lavorativa della signora PI 1. L'adempimento del termine
d'attesa di un anno e del diritto alla rendita che ne consegue, devono essere
valutati indipendentemente da questo fatto. Con la notifica della decisione
alla RI 1, essa non può più ignorare - in base alla procedura prevista dalla
LPGA, in vigore dal 10 gennaio 2003 - che l'inizio del termine d'attesa è stato
fissato arbitrariamente, basandosi su motivi evidentemente erronei.
Pertanto dalla decisione su opposizione del 26
settembre 2005 non emergono altri motivi che giustificano la respinta
dell'opposizione.”
(Doc. III)
1.5. Con la
risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso.
1.6. Invitata dal
TCA a prendere posizione sul gravame, quale parte interessata, con scritto 20
giugno 2006 la signora PI 1 ha comunicato che i suoi medici sono disposti a
rispondere a eventuali domande (doc. IX).
Con
scritto 24 luglio 2006 l’interessata, patrocinata dall’avv. RA 1, ha chiesto la
reiezione del ricorso, osservando:
"
(...)
- la fondazione LPP non fornisce alcun elemento concreto ed
oggettivo a sostegno della propria tesi, né produce alcun valido e concludente
mezzo di prova.
- La contestazione mossa all'UAI circa l'inizio del termine di
attesa è generica, al punto che la ricorrente si limita a definire tale momento
"al più tardi all'inizio dell'anno 2001 o addirittura prima" (cfr.
ricorso, pag. 2 i.i.); "secondo il nostro avviso l'inizio sarebbe da
collocare a giugno 1998 o prima" (cfr. ricorso, pag. 4). In tal modo la
ricorrente non motiva, né precisa sufficientemente il proprio gravame, che già
solo per questo motivo non può essere accolto.
- È inconfutabile che la signora PI 1 abbia lavorato (manifestando
una piena capacità lavorativa) dal 1. aprile 2001 al 30 settembre 2001. Per i
primi 3 mesi l'attività svolta è stata considerata positiva dal datore di
lavoro, mentre durante la seconda metà si sono riscontrate alcune difficoltà.
Nel complesso l'attività è stata valutata come soddisfacente (cfr. rapporto
finale d'attività dell'8 ottobre 2001 all'indirizzo dell'__________). In questo
periodo, dal 1. aprile al 30 settembre 2001 non è stata riscontrata alcuna
incapacità lavorativa.
- In data 24 giugno 2003, il dr. __________ ha dichiarato
riferendosi alla signora PI 1, che "il suo stato psicofisico è talmente
instabile che seguire un lavoro regolare non è possibile sia dal lato psichico
sia fisico. La paziente è indebolita e non resiste più di un'ora in
un'occupazione regolare. La paziente è inabile da più di 2 anni al lavoro"
(cfr. certificato del 24 giugno 2003 dr. __________). L'incapacità lavorativa
espressa dal dr. __________ quanto al periodo precedente è puramente
indicativa. Si tratta di una constatazione retroattiva, non decisiva e che fa
comunque ricadere l'inizio dell'incapacità lavorativa proprio nel periodo
durante il quale la signora PI 1 ha lavorato quale aiuto giardiniere. La
dichiarazione deve pertanto essere posta in relazione all'effettiva capacità di
fatto ed interpretata nel senso che dopo l'attività svolta la signora PI 1 non
è più stata abile al lavoro. Ma anche qualora si volesse per denegata ipotesi
attribuirle una valenza precisa circa il momento in cui l'incapacità lavorativa
sarebbe sorta, si rileva (come già detto) che il termine di 2 anni indicato dal
medico inizierebbe a decorrere proprio allorquando la signora PI 1 era, quale
dipendente, assicurata presso la ricorrente.
- Dal referto 2 agosto 2001 del __________, eseguito a seguito di
una visita in data 26 luglio 2001, emerge una situazione stabile e non
rilevante, senza incapacità lavorativa, ciò che conferma l'assunto secondo cui
dal 1. aprile al settembre 2001 la signora PI 1 fosse abile al lavoro.
- Le indicazioni circa il termine da considerare per l'inizio
dell'incapacità lavorativa determinante ai sensi dell'assicurazione invalidità
espresse dal dr. __________ in data 19 settembre 2005, dopo attenta valutazione
degli atti, permettono di concludere, in assenza di dati contrari, a favore
della soluzione adottata dall'UAI." (Doc. XVI)
Il 20 luglio
2006 il patrocinatore ha inoltre chiesto che la sua assistita venga posta al
beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio (doc. XVII).
1.7. Il doc. XVI
dell’avv. RA 1 è stato trasmesso all’Ufficio AI e alla RI 1 (doc. XIX), con la
facoltà di presentare osservazioni scritte.
Le parti
sono rimaste silenti.
considerando in diritto
Fatti
2.1. Ai sensi
dell’art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o
dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo
annullamento o alla sua modifica.
Ciò è segnatamente il caso per altri assicuratori i quali, a seguito di una
decisione amministrativa di un’altra assicurazione, hanno un obbligo di fornire
prestazioni (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 59 N. 12). Dispone al
riguardo l’art. 49 cpv. 4 LPGA: “Se prende una decisione che concerne
l’obbligo di un altro assicuratore di fornire prestazioni, l’assicuratore deve
comunicare anche a lui la decisione. Quest’ultimo dispone dei
medesimi rimedi giuridici dell’assicurato.”
Nel caso
in esame, si tratta di stabilire se l’inizio dell’anno di attesa secondo l'art.
29 cpv. 1 lett. b LAI vada fatto risalire come stabilito dall’Ufficio AI nella
decisione impugnata, al 1° ottobre 2001 oppure già al mese di gennaio
(eventualmente prima) 2001, secondo la tesi della RI 1.
L’esito
della presente vertenza avendo delle ripercussioni sull’obbligo assicurativo
della RI 1, quest’ultima è legittimata ad inoltrare il presente ricorso.
2.2. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002
che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore
sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se
sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno
al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che
nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.
Ai
sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione
di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 p. 84 consid. 1b).
2.3. Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 1 LAI:
"
il diritto alla rendita secondo l'articolo 28
nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:
a. presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per
cento, oppure
b. è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al
lavoro per almeno il 40 per cento in media."
Secondo
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI
nasce al più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e
senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in
media.
Di regola
il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una
diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a
quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato
non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa
(DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità
di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).
Alla
scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità -
questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i disposti
dell'art. 28 LAI.
L'ammontare
della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro
durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua
dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta
solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due
terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno
pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata
del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad
una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di
guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità
media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%,
l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità
(Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).
Se
l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi,
il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).
Vi è
interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1
LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30
giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza
riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non
è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo
provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso
è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).
2.4. Nella
fattispecie in esame, l’assicurata aveva presentato una prima richiesta di
prestazioni nel marzo 1998, respinta dall’Ufficio AI con decisione 19 agosto
1998 (non impugnata) a motivo che la compromissione della capacità lavorativa
era dovuta unicamente alla sua politossicomania.
Dall’esame
della copiosa documentazione medica agli atti, risulta che la signora PI 1 è
affetta da infezione HIV (prima diagnosi 1986), politossicomania, epatite B e C
cronica, patologia di tipo Borderline e disturbi d’ansia.
Con
scritto 30 marzo 2001 l’__________ di __________ ha informato il __________, __________
di __________, che nell’ambito dell’applicazione del nuovo dispositivo legale
della Legge sull’assistenza sociale entrato in vigore il 1° gennaio 1998 l’__________
garantisce il costo salariale di fr. 2'600 mensili lordi più oneri sociali,
dedotto il contributo di fr. 295 al mese a carico del datore di lavoro,
relativo al contratto di lavoro dell’assicurata della durata di sei mesi, dal
1° aprile 2001 al 30 settembre 2001 quale operaia presso il __________ (doc.
1-16 inc. disoccupazione).
In data 8
maggio 2001 l’assicurata ha compilato la “Domanda d’indennità di disoccupazione”, rivendicando
tale diritto a partire dal 1° aprile 2001, indicando di essere stata in
assistenza a partire dal 1998 circa e di essere disposta e capace di lavorare a
tempo pieno (doc. 1-10 inc. disoccupazione).
In data 8
maggio 2001 l’URC di __________ ha confermato l’iscrizione in disoccupazione
dell’assicurata dal 17 aprile 2001, alla ricerca di un’attività lavorativa al
100% o al 50%. Ella non è in possesso di nessuna formazione professionale e dal
1990 al 1993 è stata responsabile di un piccolo negozio di alimentari (doc. 2-8
inc. disoccupazione).
Con
decisione 19 luglio 2001 la Cassa disoccupazione __________ ha ritenuto che
l’assicurata non ha diritto all’apertura di un termine quadro per la
riscossione delle indennità di disoccupazione a partire dal 17 aprile 2001 in quanto è in assistenza dal 1998
(doc. 1-18 inc. disoccupazione).
L’assicurata
ha nuovamente richiesto le indennità di disoccupazione in data 3 ottobre 2001.
Nel formulario, dopo aver indicato di avere svolto durante sei mesi un programma
di impiego temporaneo finanziato dall’__________, alla domanda “al momento
della disdetta o durante il termine di disdetta eravate impedita a lavorare, in
tutto o in parte, a causa di malattia”, ella ha risposto “no” (doc. 1-7
inc. disoccupazione).
Nell’attestato
del datore di lavoro compilato in data 8 ottobre 2001 dal __________ risulta
che l’assicurata è stata attiva nell’ambito di un programma d’impiego
temporaneo finanziato dall’__________ dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001, in qualità di operaia generica, per
40 ore settimanali (doc. 1-14 inc. disoccupazione).
Nel
rapporto finale di attività compilato in data 8 ottobre 2001 dal __________, il
responsabile ha indicato che l’assicurata ha svolto l’attività di manutenzione
del giardino (pulizia viali, taglio erba, compostaggio, semina orto,
manutenzione orto), esprimendo la seguente valutazione in merito all’attività
svolta:
"
Per i primi 3 mesi c’è stato un buon impegno e
specialmente la nuova attività era da considerarsi positiva.
Nella seconda metà del programma l’impegno è
leggermente calato anche viste le condizioni psico-fisiche della signora PI 1.”
(Doc. 2-27 inc. disoccupazione)
Riguardo alle competenze acquisite e sviluppate
il responsabile ha poi aggiunto:
"
Per la prima volta impegnata in un lavoro si è
ambientata abbastanza bene anche con i colleghi ed ha imparato a svolgere i
piccoli lavori affidatigli con una certa costanza. Abbastanza buona l’integrazione
con i colleghi.” (Doc. 2-27 inc. disoccupazione)
Infine, il responsabile ha osservato che “i
problemi psicofisici della signora PI 1 (in cura al metadone) consigliano per
il futuro un’attività al 50% circa” (doc. 2-27 inc. disoccupazione).
Egli ha concluso osservando che al termine del
periodo occupazionale l’assicurata è entrata in disoccupazione, consigliando
un’occupazione al 50% (doc. 2-27 inc. disoccupazione).
Dal referto 2 agosto 2001 del __________,
eseguito a seguito di una visita in data 26 luglio 2001, emerge una situazione
stabile e non rilevante, senza incapacità lavorativa, ciò che conferma la
conclusione secondo cui dal 1. aprile al settembre 2001 la signora PI 1 era abile
al lavoro.
In data 8
ottobre 2001 il dr. __________, FMH in medicina interna, ha certificato
un’inabilità lavorativa del 100% dell’assicurata a partire dall’8 ottobre 2001
fino all’11 novembre 2001 (doc. 2-54 inc. disoccupazione).
Nel
certificato medico 6 giugno 2003 all’attenzione dell’Ufficio AI il dr. __________
ha rilevato:
"
(...)
In allegato le mando l'ultimo rapporto
dell'ospedale di __________ del 21.05.2003 in cui sono elencate tutte le
problematiche della paziente.
Attualmente abbiamo iniziato una cura con
Trizivir e lo stato psichico della paziente è notevolmente peggiorato, è più
instabile e meno resistente a tutti questi stress e un'attività lucrativa al
momento non è possibile. Questo da 2 anni e mezza ossia da quando ha lavorato
l'ultima volta come addetta al giardinaggio in un centro di vacanza.
E' stata degente presso la __________ di cui vi
allego il rapporto. Dopo questa degenza è stata ospite presso la __________."
(Doc. AI 15-1)
Nel rapporto relativo alla degenza dal 20
novembre 2002 al 27 gennaio 2003 presso la Clinica __________ inviato al
curante, dr. __________, il dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia,
Primario e Direttore Sanitario e la dr.ssa __________, FMH in psichiatria e
psicoterapia e Capoclinica, hanno posto la diagnosi di “sindrome da
dipendenza da oppioidi, attualmente in astinenza con cura metadonica (ICD 10; F
11.22); sindrome da dipendenza da alcool, attualmente in astinenza ma in
ambiente protetto (ICD 10; F 10.21); disturbo di personalità emotivamente
instabile, tipo borderline (ICD 10; F 60.31); sindrome mista ansioso-depressiva
(ICD 10; F 41.2)”, rilevando che l’assicurata, che dopo la morte del padre,
per arresto cardiaco, avvenuta il 26 dicembre 2001 è caduta in un forte stato
depressivo caratterizzato da apatia, anedonia, ritiro sociale ed ideazioni
suicidali passive, con consumo quotidiano di eroina e abuso etilico, durante la
degenza è riuscita a portare a termine la disintossicazione da stupefacenti ed
alcool e in data 27 gennaio 2003 è stata dimessa, con trasferimento al foyer “__________”
di __________ (doc. AI 18-4).
Nel successivo certificato 24 giugno 2003 inviato
all’amministrazione il dr. __________ si è così espresso:
"
Mi permetto d'inviarvi ultimo rapporto della
degenza alla Clinica __________ dal 20.11.02 al 27.01.2003, come pure la
lettera della Dr.ssa __________ del 16.06.03 e la lettera dell'Ospedale di __________
del 21.05.03.
Questo per quanto concerne le diagnosi e le
ripercussioni sulla capacità lavorativa.
La paziente, con la sua poli-patologia, sia di
dipendenza sia di HIV positivo con trasformazione in AIDS ha iniziato
attualmente una cura come proposto dall'Ospedale di __________.
Considerandi
II suo stato psicofisico è talmente instabile che
seguire un lavoro regolare non è possibile sia dal lato psichico sia fisico.
La paziente è indebolita e non resiste più di
un'ora in un'occupazione regolare.
La paziente è inabile da più di 2 anni al lavoro.
Lo stato di salute è suscettibile a peggioramento, la capacità lavorativa non
può essere migliorata con provvedimenti sanitari e una reintegrazione
professionale non è possibile.
Per il momento la Signora PI 1 non necessita di
mezzi ausiliari e per le attività quotidiane non ha bisogno d'aiuto.
Un accertamento medico supplementare è indicato
solo se gli atti da me forniti non vi bastano.
Per quanto concerne l'allegato al rapporto medico
per la valutazione della capacità lavorativa d'integrazione e del diritto della
rendita ritengo che la paziente non sia più in grado di riprendere un'attività
e rinuncio pertanto a riempirlo." (Doc. AI 18-1+2)
Nella proposta medico 6 novembre 2003 il dr. __________
del SMR ha rilevato quanto segue:
"
Rispetto allo stato del 1998 che ha portato al
rifiuto di prestazioni
Attualmente
Con il rapporto dr.ssa __________ e dr. __________
medico curante si valuta una peggioramento della situazione di viremia HIV che
ha condotto all'introduzione di una terapia antivirale con inoltre una nuova
patologia depressiva che ha condotto a 1. ricovero in clinica psichiatrica __________
11.2002
aggravando la patologia tipo Border Line presente dalla nascita. Questa
patologia depressiva non necessita una terapia pesante come all'uscita dalla
clinica __________ (vedi rapporto medico dr.ssa __________.2003) ma compromette
oltre al disintegramento sociale e strutturale esigenza di attività lavorativa
regolare anche se pur minima (vedi rapporto medico dr. __________).
Dopo la luce delle mie osservazioni sopraccitate
e i rapporti dettagliati dei medici curanti Propongo globalmente di valutare
l'Ata IL 100% per ogni tipo di attività se non in ambito protetto e a scopo
occupazionale
Non penso personalmente che un'ulteriore
valutazione globale medica possa portare a differente appreziazione
dell'abilità lavorativa residua.
La prognosi medica è sfavorevole a medio termine."
(Doc. AI 25-1)
In data 7 novembre 2003 il funzionario incaricato
dell’Ufficio AI ha osservato:
"
Non è del tutto semplice l'inizio del periodo di
attesa.
Il Dr. __________ nel certificato del 6.6.2003
indica che da 2 anni e mezzo l'assicurata non è più abile al lavoro.
Nel certificato del 24.6.2003 indica che da più
di 2 anni è totalmente inabile al lavoro.
Visto che fino al 30.9.2001 ha lavorato per un
piano occupazionale, prendiamo la data del 1. ottobre 2001 quale inizio
dell'anno di attesa (anche se non sarebbe esatto ma in mancanza di ulteriori
dati dobbiamo stabilire un inizio) e quindi diritto a rendita intera dal
1.10.2002
" (Doc. AI 26-1)
In seguito all’opposizione interposta dalla RI 1
contro la decisione di attribuire all’assicurata una rendita intera
d’invalidità a partire dal 1° ottobre 2002, con scritto 15 febbraio 2005
l’Ufficio AI ha ritenuto opportuno, al fine di meglio chiarire la fattispecie,
compiere ulteriori accertamenti:
"
Opposizione del 18.05.2004 avverso le nostre
decisioni del 15.04.2004 e 13.05.2004, inoltrata dalla LPP in quanto chiamata a
erogare prestazioni, siccome al momento dell'inizio della MLD la PI 1 era loro
affiliata.
Nota bene: l'assicurata non ha mai svolto
attività lucrativa alcuna nel corso della sua esistenza, tranne nel breve
periodo da aprile a settembre 2001.
Caso discusso con __________, in particolare per
quanto attiene alla malattia di lunga durata fissata dall'UAI a decorrere dal
01.10
, data immediatamente successiva al termine del semestre di
inserimento professionale-occupazionale effettuato per il tramite del __________
di __________ e retribuito dall'__________.
Il caso merita ulteriore istruttoria, in
particolare:
- richiami delle cartelle cliniche ai curanti Dr. __________ e
Dr.ssa __________;
- richiamo incarto all'URC di __________;
- richiesta di informazioni al __________ di __________ per
conoscere il genere di occupazione che ebbe l'interessata, gli orari di lavoro,
le assenze eventuali certificate dal medico, il vero rendimento produttivo.
-
In possesso di queste informazioni, il caso sarà
da riesaminare, eventualmente coinvolgendo ancora il nostro SMR." (Doc. AI
40-1)
Con scritto 7 aprile 2005 il __________ ha
risposto:
"
(...)
Abbiamo ricevuto la vostra richiesta relativa
alla persona citata in oggetto e, scusandoci per il ritardo intercorso, vi
diamo qui di seguito le informazioni relative al caso.
La signora PI 1 è stata occupata in un nostro
programma di inserimento professionale presso il __________ di __________, dove
si occupava della pulizia ordinaria delle camere e la cura e manutenzione
dell'orto, dalle 8.00 alle 12.00 (mattino) e dalle 13.00 alle 17.00
(pomeriggio) per 5 giorni la settimana.
Rendimento piuttosto scarso, vista la situazione
di salute precaria e l'assunzione regolare di metadone." (Doc. AI 50-1)
Ricevuta tale risposta e dopo aver esaminato
l’abbondante documentazione medica agli atti, il funzionario incaricato ha
chiesto al dr. __________ del SMR di indicare se sulla base della cartella
clinica presentata dal dr. __________ il 29 marzo 2005 vi sono indizi o
elementi oggettivi ed inconfutabili che possano giustificare dal lato medico
un’incapacità lavorativa sostanziale sopraggiunta prima del 1° ottobre 2001
(doc. AI 51-1).
Nelle sue annotazioni 19 settembre 2005 il dr. __________
ha risposto negativamente, rilevando:
"
Dopo valutazione degli atti medici ed in
particolare la cartella clinica del medico curante si può concludere che vi è
stato un peggioramento sensibile dello stato di salute risalente in base al
certificato medico dr. __________ del 6.6.2003 a 2 anni e mezzo prima (facendo
riferimento ad attività lucrativa).
Questo unico dato di abilità lavorativa agli atti
(unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine) parzialmente
coincide con anche le date del consulto medico ambulatoriale del 26.7.2001 al __________
con lettera di decorso del 2.8.2001 dove si considera una compromissione
clinica con diminuzione del peso di
8.
kg circa in 4 mesi ed inoltre Al periodo degli
ultimi 6 mesi del 2001 ovvero periodo della morte del padre dell'Ata. con
conseguente destabilizzazione psichica manifesta.
Una data inconfutabile dell'inizio non è
possibile pertanto possibile considerarla dal lato medico se non il certificato
del medico curante sopraccitato.
Essere più preciso a mio avviso non è possibile
con i dati a disposizione." (Doc. AI 53-1)
Come visto, l’assicurata ha esercitato per sei mesi a tempo
pieno (dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 17.00 per 5 giorni alla
settimana) la professione di operaia addetta alla manutenzione del giardino
presso il __________, seppur nell’ambito di un programma di inserimento professionale
finanziato dall’__________, trovando in tale impiego un’attività consona alla
sua situazione medica, perlomeno durante i primi tre mesi di attività. Come
espressamente indicato dal responsabile del programma d’inserimento
professionale, infatti, durante i primi 3 mesi c’è stato un
buon impegno da parte dell’assicurata e la nuova attività era da considerarsi
positiva, mentre nella seconda metà del programma l’impegno è leggermente
calato anche a causa delle condizioni psico-fisiche della signora PI 1 (doc.
2-27 inc. disoccupazione). Nel complesso l'attività è
stata valutata come soddisfacente (cfr. rapporto finale d'attività dell'8 ottobre
2001.
all'indirizzo dell'__________).
Come
giustamente osservato dall’interessata nel suo scritto 24 luglio 2006, durante
il periodo dal 1° aprile al 30 settembre 2001 non è stata riscontrata alcuna
incapacità lavorativa. Dagli atti non risulta infatti che nel succitato
periodo ella abbia avuto problemi di salute tali da compromettere la capacità
lavorativa in quell'attività (l’assicurata stessa, nel formulario relativo alla
richiesta di indennità di disoccupazione del 3 ottobre 2001, ha indicato di non avere avuto assenze dovute a malattia, doc. 1-7 inc.
disoccupazione).
È solo a partire
dall’ottobre 2001 e meglio dalla fine del periodo di impiego finanziato dall’__________
che il medico curante, dr. __________, fa risalire l’inabilità lavorativa
totale dell’assicurata, a causa soprattutto del suo stato psichico (doc. AI
15-1). In tutti gli altri numerosi certificati medici all’incarto, non viene
mai indicata con precisione una data d’inizio dell’incapacità lavorativa totale
dell’assicurata, come rilevato anche dal dr. __________ del SMR, il quale nelle
sue annotazioni 19 settembre 2005 ha osservato che l’indicazione di
un’inabilità lavorativa del 100% a partire dalla fine del periodo d’impiego
presso il __________ contenuta nel certificato medico 6 maggio 2003 del dr. __________
è “l’unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine” (doc.
AI 53-1).
Sino al termine del programma d’inserimento professionale l’assicurata ha
invece continuato ad esercitare un’attività lucrativa a tempo pieno (doc.
AI 50-1).
Visto quanto sopra, a
mente di questo Tribunale è da ritenere provato, perlomeno
secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del
settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l’incapacità lavorativa
totale dell’assicurata è iniziata in data 1° ottobre 2001.
Alla luce di quanto appena esposto, anche volendo far decorrere,
per ipotesi di lavoro, un’incapacità lavorativa rilevante dall’inizio del 2001,
come vorrebbe l’assicuratore LPP ricorrente, il termine di un anno è stato
sicuramente interrotto ai sensi dell’art. 29ter OAI (cfr. consid. 2.3) visto
che l’assicurata ha intrapreso (dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001)
l’attività di pulizia ordinaria delle camere e la cura e la manutenzione
dell’orto presso il __________ di __________, seppur nell’ambito di un
programma di inserimento professionale finanziato dall’__________, dimostrando
una capacità al lavoro economicamente utilizzabile in attività compatibile e
consona al suo stato di salute.
L’Ufficio AI ha pertanto correttamente fatto decorrere l’inizio
dell’anno di attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI dal 1° ottobre 2001, con
conseguente diritto alla rendita intera a partire dal 1° ottobre 2002.
La decisione su opposizione impugnata deve dunque essere
confermata.
2.5
La signora PI
1.
nello scritto 20 luglio 2006 ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio (doc. XVII).
Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata,
patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte della RI 1 di fr. 800.--
a titolo di ripetibili.
Secondo
la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124
V 309 consid. 6, STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,
U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999
nella causa E.T.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- La RI 1, __________,
verserà a PI 1 fr. 800.-- di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio del 20
luglio 2006.
4. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
PI 1
rappr. da: RA 1
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster