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Decisione

32.2005.20

incapacità al lavoro per motivi fisici. Commerciante indipendente (gerente di una stazione di benzina)

5 agosto 2005Italiano65 min

Source ti.ch

Fatti

i motivi di fatto e diritto alla base della decisione contestata.

Viene brevemente spiegata la

procedura d'opposizione ed i relativi requisiti.

In concreto viene evidenziato che la

decisione contestata applica correttamente i criteri stabiliti dalla legge per

l'assegnazione della prestazione richiesta.

In considerazione del chiarimento

intervenuto l'assicurata dichiara di interporre formale opposizione

contro la decisione, per i seguenti motivi:

il perito nella persona del Dr. __________

riconosce periodi d'incapacità lavorativa parziale e totale per il lasso di

tempo intercorrente fra il 1.11.2001 e il 5.3.2002 mentre indica gli

impedimenti entro i quali un'attività adeguata è proponibile dal 6.3.2002.

Interpellato il consulente d'integrazione professionale indica che l'attuale

professione è proponibile in misura dell'80% da cui il rifiuto.

A ricezione del rifiuto l'assicurata

è stata invitata a recarsi con la perizia reumatologica dal medico curante Dr. __________

e dal Dr. __________ per presentare in sede odierna elementi atti ad

argomentare l'opposizione.

L'assicurata ha quindi portato la

seguente documentazione allegata:

• certificato medico del dr. __________

datato 10.1.2004 nel quale si

evince

un'incapacità lavorativa intercalata nel tempo in misura parziale con grado 50%

e totale. Nel caso il certificato aprirebbe il diritto ad una mezza rendita.

• Lettera del chirurgo Dr. __________

al medico curante del 19.1.2004 nel

quale si

riferisce della visita effettuata il 16.1.2004 dopo aver operato l'assicurata

il 4.8.2003.

• Referto operatorio del Dr. __________

per il provvedimento sanitario di

tunnel carpale del 4.8.2003.

• Esame elettroneurografico ed elettromiografico

del 30.4.2003 del

Dr. __________.

• Rapporti della clinica __________

del 24.2.2003 e del 7.12.2001.

• Ecocolordopples eseguito dal

Dr. __________ il 23.4.2002.

• Atto del Dr. __________ del

5.3.2002.

Dagli atti si evince in particolar

modo che l'assicurata è stata inabile al lavoro per motivi medici durante i

seguenti periodi:

IL 100% dal 1.11.2001 al 25.11.2001

IL 50% dal 26.11.2001 al 02.03.2002

IL 100% dal 3.3.2002 al 5.3.2002

IL 50% dal 6.3.2002 al 5.6.2003

IL 100% dal 6.6.2003 al 15.7.2003

IL 50% dal 16.7.2003 al 4.8.2003

IL 100% dal 5.8.2003 al

01.09.2003

IL 50% dal 2.9.2003 a tutt'ora

L'assicurata infine comunica che

sono presenti anche altre patologie non menzionate quali:

• fibroma uterino (vedi atti

clinica __________)

• ciste ovarica al collo

dell'utero (vedi atti __________)

• alopecia a chiazze

• manifestazione di eruzioni

cutanee agli arti superiori

• cisti mammellari

Dal punto di vista

economico-lavorativo occorre precisare che le mansioni di lavoro sono state

mutate (in particolare sono state diminuite le ore lavorative) avvalendosi di

tre validi collaboratori. L'orario d'apertura del chiosco è diminuito da 16 ore

giornaliere a 12 ore giornaliere poiché la diminuzione del tempo di lavoro

dell'assicurata non è stato rimpiazzata da nuovo personale. In pratica la signora

RI 1 si reca dal lunedì al venerdì dalle 18.00 alle 21.00 e saltuariamente al

sabato e alla domenica durante lo stesso orario o su chiamata durante la

settimana per un aiuto straordinario. Le nuove mansioni sono di carattere 2

ore/die servizio al clienti (incassare la benzina, operazioni di cambio valute,

vendita di articoli di negozio da confine (sigarette,…) mentre 1 ora/die viene

dedicata alla chiusura della stazione di benzina con conteggi delle pompe del

carburante, chiusura contabile, chiusura dello stabile con allarme. Evita di

esporre gli articoli da sostituire. Non vengono effettuati lavori di pulizia

nel negozio da parte dell'assicurata. Anche nella cura dell'abitazione le

limitazioni sono a sua detta importanti omettendo di effettuare lavori

fisicamente impegnativi, per i quali si serve di una persona terza.

Per i motivi sopra citati

l'assicurata richiede di rivalutare il diritto a prestazioni AI.

L'assicurata, letto il verbale, dichiara di approvarne il contenuto.

Copia del verbale - viene

consegnato seduta stante all'assicurata." (doc. AI 29)

1.3. Con decisione su opposizione

13 gennaio 2005 l'UAI ha confermato la precedente decisione:

"

(...)

3. Nel caso concreto, per quanto

attiene all'aspetto medico, giova ricordare che l'amministrazione esprime il

proprio convincimento prendendo le decisioni che si impongono al termine di

ogni procedura istruttoria. In sede di opposizione, spetta quindi

all'assicurata fornire le prove atte a giustificare una diversa valutazione del

caso.

A tal proposito, la

documentazione medica prodotta dall'assicurata unitamente all'atto di

opposizione nonché il rapporto di decorso 17.5.2003 del Dr. __________ ed il

rapporto medico 2.6.2004 del Dr. __________ sono stati sottoposti al vaglio del

Servizio medico regionale dell'assicurazione invalidità (SMR); quest'ultimo

(vedi in modo particolare le annotazioni 15.11.2004 del Dr. __________ agli atti)

non ha tuttavia riscontrato alcun peggioramento dello stato di salute

dell'assicurata tale da poter legittimare un apprezzamento medico diverso della

fattispecie in esame.

Ulteriori accertamenti di

natura medica non sono di riflesso stati reputati necessari e da questo punto

di vista gli atti componenti l'incarto appaiono del tutto soddisfacenti.

A titolo abbondanziale,

va sottolineato che le perizie mediche eseguite da medici riconosciuti

specializzati hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e

sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che

indizi concreti non inducano a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176).

Nello specifico, non sono

state ravvisate ragioni concrete o spunti di critica atti ad inficiare la

perizia reumatologica 11.6.2003 effettuata dal Dr. __________; sotto questo

profilo, non sussiste di conseguenza motivo alcuno per scostarsi dalla

valutazione operata dal summenzionato perito, la quale va pertanto pienamente

avvalorata.

4. Per quanto attiene

invece all'aspetto economico, si rileva quanto qui di seguito.

Per la determinazione del

diritto alla rendita, occorre innanzi tutto precisare che l'amministrazione ha

valutato il grado d'invalidità dell'assicurata con decisione 15.12.2003 nella

misura massima del 20%, tenendo conto dell'impatto del danno alla salute sulla

capacità lavorativa della Signora RI 1 e basandosi in modo particolare sugli

elementi medici-economici raccolti in fase istruttoria. In seguito

all'opposizione datata 21.1.2004 interposta dall'assicurata contro la decisione

di cui sopra, l'amministrazione ha incaricato il Servizio ispettorato Al di

voler esperire un'inchiesta economica a domicilio per indipendenti.

Gli impedimenti

lavorativi pratici indicati nella tabella dell'inchiesta economica per

indipendenti (cfr. in tal senso il rapporto d'inchiesta esterna 23.4.2004

nonché la successiva annotazione e precisazione del 12.10.2004 agli atti) hanno

definito la situazione di lavoro concreta determinatasi dopo l'insorgenza del

danno alla salute.

L'attività globale ancora

possibile in qualità di gestore indipendente di una stazione di benzina dopo

l'insorgenza del danno alla salute (come da valutazione secondo l'inchiesta

economica) risulta essere pari al 68%; come confermato dal SMR l'impedimento

pratico complessivo pari al 32% su tutte le mansioni risulta essere adeguato

alla valutazione medica (cfr. annotazioni del SMR di data 15.11.2004).

Bisogna altresì

sottolineare come il consulente in integrazione professionale aveva specificato

a pag. 2 della propria valutazione datata 16.10.2003 che "(...) La

professione di commerciante indipendente esercitata dall'assicurata

prima del danno alla salute è ancora esercitabile in misura importante

e con un'organizzazione ottimale del lavoro, nel rispetto delle indicazione

mediche, anche in misura totale. Per concludere, ritengo che la

Signora RI 1, può sfruttare al massimo la residua capacità di

lavoro e di guadagno nella sua professione di commerciante indipendente

applicata nella gerenza della Stazione __________ con negozio (...).

Ora, alla luce di quanto

suesposto e considerato come l'assicurata riesca a sfruttare pienamente la

propria residua capacità di lavoro e di guadagno nella sua abituale professione

svolgendo di conseguenza dal profilo prettamente pratico pressoché tutte le sue

mansioni (la maggior parte delle quali è da ritenersi leggere), già solo per

questi motivi la decisione impugnata merita piena conferma, risultando il grado

invalidante nella fattispecie che ci occupa inferiore al minimo previsto dalla

legge sull'assicurazione invalidità la quale prevede un diritto a rendita

unicamente per gradi uguali o superiori al 40%.

5. Occorre per di più

puntualizzare come le osservazioni poste dal Servizio ispettorato Al nel

rapporto d'inchiesta esterna 23.4.2004 con successiva nota interna 12.10.2004

appaiono del tutto chiare ed indiscutibili laddove si afferma che, in virtù

delle indicazioni raccolte, dal punto di vista finanziario la marcata

diminuzione della cifra d'affari è assolutamente estranea al danno alla salute

patito dall'assicurata". (doc. AI 68)

1.4. Con tempestivo ricorso al TCA

l'assicurata ha ribadito quanto chiesto in sede di colloquio/opposizione rivendicando

il diritto ad una rendita d’invalidità:

"

(...)

Dalla documentazione medica qui

prodotta si constata chiaramente che purtroppo il mio stato di salute è

inesorabilmente in lento ma costante stato di degenerazione. Allo stato attuale

delle cose i miei medici curanti non riescono ad attuare specifiche cure atte a

poter migliorare o per lo meno a preservare la mia salute. I medici stanno

vagliando la possibilità di attuare a breve, interventi chirurgici specifici.

In effetti, dal mese di novembre

2001 la mia inabilità al lavoro, suffragata dai referti medici, è oscillata dal

50% al 100%. E, data la mia età questo non è sicuramente incoraggiante per il

mio morale e le mie aspettative future.

Da un punto di vista prettamente

pratico, mio malgrado sono stata costretta a mutare le mie mansioni di lavoro;

per questo ho dovuto avvalermi dell'aiuto di tre collaboratori che mi hanno

aiutata nella gestione della stazione di benzina. Grazie al loro senso di

responsabilità questi collaboratori, malgrado le mie difficoltà di salute, sono

restati nella struttura, sebbene il futuro fosse veramente molto incerto.

I miei interventi nella gestione e

conduzione del negozio e della stazione di benzina ora sono forzatamente

ridotti allo stretto necessario. Tuttavia, anche per una questione d'immagine e

fiducia nei confronti della mia clientela che ormai conosco da anni, la mia

presenza, seppur limitata nel tempo, è raccomandata e quindi necessaria per la continuazione

degli affari.

Al Servizio medico regionale

dell'assicurazione invalidità (SMR) sono stati sottoposti i rapporti medici del

Dr. __________ (17.05.2004) e del Dr. __________ (02.06.2004); in tale contesto

il Dr. __________ "non ha tuttavia riscontrato alcun peggioramento dello

stato di salute dell'assicurata tale da poter legittimare un apprezzamento

medico diverso della fattispecie in esame". Vorrei tuttavia evidenziare,

che il mio stato di salute nell'arco di quel breve periodo non ha, per mia

fortuna, subito modifiche o peggioramenti ma che sull'arco temporale dal

novembre 2001 ad oggi la mia situazione si è costantemente aggravata.

Quali elementi giustificativi vi

posso indicare:

- si sono rese necessarie numerose visite di

accertamento effettuate da medici specialisti conosciuti ed apprezzati;

- diversi ricoveri in cliniche ed ospedali in Ticino

per interventi chirurgici;

- un grado di incapacità lavorativa che nel passato,

come giustificato dai referti medici, oscillava dal 50% al 100%;

- l'insorgere di nuove complicazioni mediche che ne

condizionano ulteriormente il mio già precario stato di salute. A tal proposito

vi rimando alle mie osservazioni espresse a pagina 3/3 del Verbale di

colloquio/Opposizione del 21 gennaio 2004.

Da parte mia prendo atto della

valutazione sul mio stato di salute espresso dal Dr. __________ nella sua

perizia reumatologica dell'11 giugno 2003; tuttavia da quel periodo ad oggi la

mia salute ha subito un inesorabile peggioramento. Fino ad oggi, nessun medico

che mi ha visitata, è riuscito, con adeguate terapie o con gli interventi

chirurgici sin qui già effettuati, a ristabilire uno stato di salute

apprezzabile che mi permetta di lavorare come in precedenza.

L'affermazione espressa dall'Ufficio

AI secondo il quale .." la signora RI 1, può sfruttare al massimo la

residua capacità di lavoro e di guadagno nella sua professione di commerciante

indipendente applicata alla gerenza della Stazione Agip con negozio..." mi

trova d'accordo solamente nella misura in cui questa mia capacità di lavoro

viene realmente quantificata secondo principi economici. In altre parole, la

"mia capacità di produrre reddito aziendale" deve essere valutata in

modo oggettivo nel senso che il mio apporto economico all'azienda deve essere

confrontato con quanto un dipendente, con pari funzioni, è chiamato a dare al

suo datore di lavoro. Questo raffronto, con le attuali mie condizioni di salute

che non mi permettono, durante la mia presenza nella Stazione di servizio, di

"poter dare il massimo" oggettivamente non è attuabile. Infatti

nessun datore di lavoro sarebbe disposto ad assumere e retribuire un dipendente

con una presenza fisica sul posto di lavoro ad esempio del 70%, ma con una

"resa economica" soltanto del 50% poiché impedito da problemi di

salute.

Lascio tuttavia all'Autorità

competente un'equa valutazione in giudizio per queste mie considerazioni.

Per quanto riguarda gli aspetti

economici, mi permetto evidenziare alcune mie brevi considerazioni.

All'entrata in vigore il 01.04.2000

in Svizzera della nuova Legge contro il riciclaggio di denaro (LRD) la

sottoscritta si è prontamente annunciata, secondo i disposti di legge,

all'Amministrazione Federale delle Finanze per richiedere l'autorizzazione

all'iscrizione quale intermediario finanziario (IF). In effetti, la

sottoscritta è riconosciuta IF a tutti gli effetti di legge. In tale ambito, la

Stazione __________ svolge l'attività d'ufficio cambio collateralmente a quello

del commercio di carburante e generi di confine. Corrisponde ai dati statistici

una generale diminuzione, in Ticino ed in Svizzera, del commercio di

carburante. La peggiorata situazione economica generale in Svizzera e nella

vicina Italia, l'aumento del prezzo del carburante e la riduzione del costo

della benzina per i cittadini residenti sulla fascia di confine ha influenzato

la cifra d'affari di tutte le stazioni di benzina.

Tuttavia, malgrado questi fattori

negativi, la mia Stazione di benzina è sempre stata aperta al pubblico ed ha

sempre avuto in organico, in modo costante e regolare, diverse persone.

La diminuzione della cifra d'affari

è oggettivamente da imputare alle seguenti cause:

- calo generale degli affari legati al settore

carburanti e generi di confine;

- diminuzione della mia presenza fisica in seguito

alle peggiorate condizioni di salute dall'anno 2001 che mi impediscono di poter

presenziare in azienda in modo regolare e continuativo" (doc. I).

1.5. Nella risposta di causa l’UAI,

confermando il contenuto della decisione su opposizione, ha chiesto la

reiezione del ricorso:

"

Preso atto dell'allegato ricorsuale

e ritenuto come la ricorrente abbia prodotto nuova documentazione medica a

suffragio delle proprie argomentazioni (vedi in modo particolare i doc. A

27, A 29 e A 30 incarto TCA i quali non fanno parte dell'incarto

AI), l'Ufficio AI del Canton Ticino ha valutato in base a quest'ultima se vi

sono i presupposti per sostenere un peggioramento rilevante dello stato

valetudinario dell'assicurata.

Dall'annotazione medica emessa dal

Servizio medico regionale dell'AI (SMR) che si allega alla presente risposta,

si evince in maniera inequivocabile come non vi sia stato alcun peggioramento

inerente lo stato di salute della qui ricorrente con susseguente influsso sulla

capacità lavorativa della stessa.

In effetti, il Dr. __________ del

SMR ha confermato con le proprie annotazioni 28.2.2005 di cui sopra che,

malgrado l'iter descritto dall'assicurata in sede di ricorso, la valutazione

della sua capacità lavorativa può essere inglobata in quella che aveva a suo

tempo apprezzato il Dr. __________ con perizia reumatologica 11.6.2003 agli

atti, le altre patologie lamentate dalla signora RI 1 non essendo di alcun

rilievo pratico ai fini del presente giudizio.

Si precisa altresì che in sede di

ricorso (cfr. pag. 3-4 del ricorso 10.2.2005 agli atti) l'assicurata ammette in

modo inequivocabile che vi sia stata una diminuzione della propria cifra

d'affari dovuta a motivi di natura congiunturale e concorrenziale (vedi in modo

particolare la riduzione del costo della benzina per i cittadini residenti

sulla fascia di confine in un raggio di 20 km), come rettamente analizzato

dall'amministrazione con la propria decisione su opposizione del 13.1.2005"

(doc. III).

1.6. Con scritto 14 marzo 2005

l’assicurata ha osservato:

"

(...)

accuso ricevuta della raccomandata

del 1 marzo 2005 intimata alla sottoscritta, nella quale sono contenute le

osservazioni dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità, unitamente alle

annotazioni del medico responsabile SMR Dr. __________, che non condivido.

Va innanzitutto chiarito che le

annotazioni del Dr. __________ sono state allestite unicamente sulla base della

documentazione medica a lui pervenuta.

Da un colloquio che ho richiesto al

mio medico di fiducia Dr. __________ di __________,"è emerso che due certificati

da lui emessi in data 9 dicembre 2002 e 17 maggio 2004 a suo tempo trasmessi

direttamente all'Ufficio dell'assicurazione invalidità - Bellinzona; fino ad

oggi, per un disguido, la sottoscritta non ne aveva mai ricevuto copia.

Per i motivi sopra esposti allego

alla vostra attenzione fotocopia di quanto ricevuto ultimamente. Negli stessi,

ma specialmente nell'ultimo referto medico del Dr. __________ del 17.5.2004, è

chiaramente evidenziato che il mio stato di salute, lentamente ma

inesorabilmente, è in continuo peggioramento. Questo stato di cose non mi

permette di poter svolgere la mia attività lavorativa al 100% e questa

situazione di precarietà è confermata dallo stesso certificato del 17.5.2004. A

supporto di quanto sopra indicato vi segnalo che già nel certificato del 9

dicembre 2002, alla domanda se la mia capacità lavorativa poteva essere

migliorata con provvedimenti sanitari il Dr. __________ già a suo tempo rispose

in modo negativo (vedi punto C.2) come pure si espresse in termini chiari per

quanto riguardava l'evoluzione del mio stato di salute (vedi punto C.1).

Già in sede di ricorso del 10

febbraio 2005 avevo chiaramente espresso che il calo della mia cifra d'affari

era imputabile, cumulativamente, a due fattori ben distinti ossia:

- calo generale degli affari legati al settore

carburanti e generi di confine;

- diminuzione forzata della mia presenza

fisica in azienda a seguito del peggioramento delle mie condizioni di salute.

La mia presenza in negozio è frazionata sull'arco della giornata. Una presenza

effettiva per quattro ore di seguito, alle attuali mie condizioni di salute, è

purtroppo oramai impensabile. I dolori si manifestano dopo breve tempo e ciò

comporta una continua interruzione del lavoro ed un periodo di riposo. Non

corrisponde quindi al vero l'affermazione che "Si precisa altresì che in

sede di ricorso (cfr. pag. 3-4 del ricorso 10.2.2005 agli atti) l'assicurata

ammette in modo inequivocabile che vi sia stata una diminuzione della propria

cifra d'affari dovuta a motivi di natura congiunturale e concorrenziale (vedi

in modo particolare la riduzione del costo della benzina per i cittadini

residenti sulla fascia di confine in un raggio di 20 Km), come rettamente

analizzato dall'amministrazione con la propria decisione su opposizione del

13.1.2005" (doc. V).

1.7. Con osservazioni 22 marzo

2005 l’UAI ha precisato:

"

con riferimento allo scritto 14

marzo 2005 inviatoVi dall'assicurata, si osserva quanto verrà esposto qui di

seguito.

Per quanto attiene all'aspetto

medico, la qui ricorrente ha prodotto nuova documentazione medica (cfr. in modo

particolare i doc. B3, B4, B5, B6, B7 e B8).

I certificati medici di cui sopra

sono stati sottoposti come di consueto al vaglio del Servizio medico regionale

dell'AI (SMR), il quale ha stabilito in sostanza con annotazioni 18 marzo 2005

qui allegateVi che non vi sono nel caso concreto elementi atti a modificare la

valutazione clinica-lavorativa dell'assicurata in oggetto.

Si ritiene quindi di dover insistere

nel chiedere la reiezione del ricorso." (doc. VII)

1.8. Con scritto 14 aprile 2005

l’assicurata ha osservato:

"

(...)

accuso ricevuta della lettera del 23

marzo 2005, nella quale sono contenute le osservazioni dell'Ufficio

dell'assicurazione invalidità, unitamente alle annotazioni del medico responsabile

SMR Dr. __________, che non condivido.

A complemento della documentazione

già in vostro possesso e come anticipato nella precedente corrispondenza, mi

permetto inoltrare ulteriori referti medici aggiornati a sostegno delle

osservazioni qui di seguito riportate:

- Il Dr. __________, primario

Ortopedico dell'__________ (1), dopo aver esaminato la RM del ginocchio dx del

04.05.2004 (allegata) e la teleradiografia effettuata l'11.03.2005 presso __________

di __________ (allegata), consiglia ricovero per intervento chirurgico, come

potrete rilevare dal certificato medico allegato.

- Il Dr. __________, dopo le

valutazioni e le diagnosi effettuate dal Dr. __________ del 24.03.2005

(allegato), conferma un' inabilità lavorativa del 50%, di cui allego documentazione.

Concorde col Dr. __________ e il Dr.

__________ eseguirò una terapia d'infiltrazioni. Nel caso in cui la stessa non

avrà nessun effetto sulle condizioni del mio ginocchio, mi sottoporrò

all'intervento chirurgico consigliato dal Dr. __________.

Come traspare dalla diagnosi del Dr.

__________, le problematiche riscontrate alla spalla dx e della cervicale

persistono e sono in costante peggioramento rispetto al passato” (doc. XI)

1.9 Con osservazioni 27 aprile

2005 l’UAI ha precisato:

"

con riferimento alla missiva 14

aprile 2005 inviataVi dall'assicurata (doc. XI) nonché alla documentazione

medica allegata alla stessa (doc. C1-6), si osserva quanto verrà esposto qui di

seguito.

I certificati medici di cui sopra

sono stati sottoposti al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR).

Il Dr. __________ del SMR dell'Al ha

stabilito che la documentazione medica conferma in primo luogo la presenza di

una gonartrosi prevalentemente a destra, patologia comunque già nota sia in

occasione della perizia effettuata dal Dr. __________ in data 11.6.2003 che

durante l'inchiesta economica a domicilio per indipendenti.

In secondo luogo, per quanto attiene

alla problematica della spalla destra, con annotazioni 25 aprile 2005 qui

allegateVi il Dr. __________ del SMR dell'AI ha precisato che l'articolazione

presenta una mobilità completa ed è presente soltanto un impingement ventrale e

ventrolaterale; inoltre, in considerazione dell'inchiesta economica per

indipendenti in occasione della quale la Signora RI 1 è già stata ritenuta

molto limitata per attività in cui potrebbe disturbare la spalla (vedi lavori

di pulizia, ordinazione, stoccaggio della merce), tale problematica non

influenzerebbe ulteriormente la capacità lavorativa residua già attestata in

precedenza dall'amministrazione.

Infine, le altre patologie

menzionate nei doc. C1-6 prodotti dall'assicurata sono di lieve entità e senza

alcun influsso di rilievo sulla capacità lavorativa residua della stessa.

In conclusione, alla luce di quanto

suesposto, si ritiene quindi di dover insistere nel chiedere la reiezione del

ricorso." (doc. XIII)

1.10. Con scritto 6 maggio 2005

l’assicurata ha osservato:

"

(...)

Le annotazioni del Dr. __________

evidenziano un progressivo peggioramento. Infatti i rapporti referto RM ginocchio

dx; certificato Dr. __________ e rapporto Dr. __________ già in vostro

possesso, evidenziano il mio cattivo stato di salute.

Nelle presenti annotazioni del

medico non è stato preso in considerazione il rapporto del Dr. __________ già

in vostro possesso.

Riconfermo le mie considerazioni già

esposte in precedenza.

Considerato quanto esposto chiedo la

continuazione del ricorso" (doc. XIV).

considerando in diritto

In ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I

707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio

2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H

220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA

del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel merito

2.2. Oggetto del contendere è

sapere se RI 1 ha diritto ad una rendita d’invalidità.

Il 1°

gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune

modifiche legislative anche in ambito AI.

Per quel

che concerne l’applicazione intertemporale delle disposizioni materiali della

LPGA, l’art. 82 cpv. 1 LPGA statuisce che le disposizioni materiali della

citata legge non sono applicabili alle prestazioni correnti ed alle esigenze

fissate prima della sua entrata in vigore.

In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 329 ss, avente ad oggetto l’erogazione

d’interessi di mora, il TFA, dopo avere dichiarato la citata norma (art. 82

cpv. 1 LPGA) incompleta nonché frammentaria ed aver precisato che con

“prestazioni” s’intende quelle che hanno fatto oggetto di decisioni cresciute

in giudicato e non quelle prestazioni sulle quali non è stato ancora statuito

definitivamente, ha stabilito che non si può dedurre e contrario dell'art. 82

cpv. 1 LPGA che il momento della decisione sarebbe determinante per

l'applicabilità delle disposizioni materiali della nuova legge in relazione a

prestazioni che non sono ancora state fissate alla sua entrata in vigore

(1° gennaio 2003) e che, eccezion fatta per le fattispecie specifiche

contemplate dalla menzionata disposizione transitoria, per il resto occorre riferirsi

ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che

dichiarano applicabile, in caso di modifica delle basi legali, l'ordinamento in

vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che dev'essere

valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332 consid.

2.2 e 333 consid. 2.3).

In effetti, secondo costante giurisprudenza, dal profilo temporale determinanti

sono di principio le norme materiale in vigore al momento della realizzazione

dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce

conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid.

1, 121 V 366 consid. 1b) ed il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini

dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati

fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF

121 V 366 consid. 1b).

In

un’altra recente sentenza del 5 luglio 2004, pubblicata in DTF 130 V 445 s e

concernente una rendita dell’assicurazione per l’invalidità, l’Alta Corte

federale ha confermato il succitato principio stabilito in DTF 130 V 329,

estendendolo anche a prestazioni assicurative durevoli. Infatti, nell’ambito

dell’esame di un’eventuale insorgenza di un diritto alla rendita prima

dell’entrata in vigore della LPGA, occorre fare riferimento ai principi

generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano,

appunto, applicabile l’ordinamento in vigore al momento della realizzazione

dello stato di fatto giuridicamente determinante. Ne consegue dunque, continua

il TFA, che per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l’esame del diritto alla

rendita avviene sulla base del vecchio ordinamento, mentre a partire da tale

data esso avviene secondo le nuove norme di legge (DTF 130 V 446 consid.

1.2.2).

Va tuttavia precisato che l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica

sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per

l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,

d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita

d'invalidità e di altre prestazioni durevoli), motivo per cui le succitate

nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora

valide (DTF 130 V 343).

Trattandosi nel caso in esame di eventuali prestazioni durevoli riferite sia ad

un periodo antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, occorrerebbe

distinguere, dal punto di vista del diritto applicabile, i periodi prima e dopo

l’introduzione della LPGA.

Ritenuto che le nuove norme (LPGA) non hanno apportato dal punto di vista

materiale alcuna sostanziale modifica riguardo ai succitati concetti dell’AI,

le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile

comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore

al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme

valide sino al 31 dicembre 2002.

2.3. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002

che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.

1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente

o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,

sono quindi:

- un danno alla

salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o

infortunio, e

- la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il

danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,

perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini,

Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.

216ss).

Secondo

l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno

diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28

cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se

sono invalidi almeno al

70%, a

tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se

sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al

40%.

Ai sensi

dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado

d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che

l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione

di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del

lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto

conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato

dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua

invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni

di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag.

543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les

prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato

avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può

tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa

in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato

del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 16

LPGA e 28 cpv. 2 vLAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.

1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di

fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,

le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid.

2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile

dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla

possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La

situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della

residua capacità al guadagno.

Secondo

il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di

guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze

concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in

DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi

ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita

(e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato

che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad

una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale

diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati

ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere

ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF

129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26

giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa

R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid.

3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid.

3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid.

4.2, I 475/01).

2.4. Nella fattispecie, il dr. __________,

specialista in malattie reumatiche, nel suo rapporto medico del 26 novembre

2002 ha rilevato:

"

A. Diagnosi con ripercussioni

sulla capacità lavorativa: 1.

Sindrome cervico-spondilogena a dx su:

- Alterazioni degenerative

soprattutto a livello C5-C6.

- Tendenza alla cronicizzazione dei

dolori su probabile sovraccarico funzionale 2. Sindrome lombovertebrale/spondilogena

a dx su:

- Iniziali alterazioni degenerative.

- Insufficienza muscolare.

3. Gonartrosi a dx.

- Stato dopo menischectomia nel

1961.

4. Leggera sindrome del tunnel carpale

a dx.

Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa:

Nessuna.

B. Incapacità lavorativa medicalmente giustificata del

20% almeno, per l'ultima attività esercitata quale gerente di

distributore:

Da parte mia non è mai stata

attestata alcuna Incapacità lavorativa. Da quanto mi risulta la signora RI 1 ha

sempre continuato a lavorare (?). L'assicurata è indipendente ed ha un negozio

proprio.

C. Domande generali per il medico

1. Lo stato di salute

dell'assicurata è stazionario, ma suscettibile di miglioramento.

Considerandi

2.

La capacità lavorativa può essere

migliorata con provvedimenti sanitari? Sì. I suoi dolori sono migliorati dopo

l'esecuzione di un corretto trattamento fisioterapico, sebbene non dei tutto

scomparsi.

3.

Ritiene che provvedimenti

professionali siano indicati? No.

4.

L'assicurata ha bisogno di mezzi

ausiliari? No.

5.

L'assicurato deve ricorrere

all'aiuto di terzi per svolgere gli atti ordinari della vita? No.

6.

Ritiene che un accertamento

medico supplementare sia indicato? Qualora l'assicurata non stia effettivamente

lavorando e si dichiari inabile al lavoro bisognerà eseguire un'adeguata valuta­zione

della sua effettiva capacità lavorativa tramite perizia reumatologica.

D. Dati medici

1.

Trattamento dal: l'assicurata era

stata a me inviata dal suo medico curante, dr. __________, una prima volta il

26.07.2002

2.

Ultima consultazione del

21.11.2002

3.

+4.+5. Anamnesi! Disturbi

soggettivi! Constatazioni

Vedi copia dei rapporti inviati al

dr. __________ del 29.07.2002 e del 15.11.2002 allegati.

6.

Esami specialistici Nessuno.

7.

Provvedimenti terapeutici!

prognosi

Da parte mia erano stati prescritti

due cicli di fisioterapia, eseguiti presso lo studio del signor __________,

comprendenti principalmente misure di medicina manuale secondo tecnica Maitland.

Grazie a queste terapie è stato possibile ottenere un certo miglioramento dei

suoi cronici dolori alla colonna vertebrale.

In occasione del controllo del

14.11.2002

aveva affermato di stare un po' meglio, di lamentare però ancora

leggeri dolori nel braccio dx, con un certo indolenzimento sia durante il

giorno che di notte. Clinicamente avevo potuto confermare dolori a livello cervico-scapolare

a dx più che a sx, in presenza comunque di una buona mobilità sia della colonna

cervicale che delle spalle. Clinicamente nessun chiaro segno per la presenza di

una sindrome del tunnel carpale. Come già espresso nei miei rapporti ho il

sospetto che i dolori lamentati dalla signora RI 1 possano anche avere una

certa componente funzionale (sembra che recentemente abbia avuto problemi di

vicinato, cosa che l'ha notevolmente disturbata).

Da parte mia non sono state per il

momento prese ulteriori misure terapeutiche, ho consigliato all'assicurata di

continuare ad eseguire regolarmente un programma di ginnastica a domicilio,

così da mantenere una buona tonicità ed elasticità della muscolatura del

tronco. Non sono previsti ulteriori controlli nel mio studio.

Ritengo che la prognosi sia

abbastanza positiva, sebbene sia già subentrata una certa forma di

cronicizzazione. Molto probabilmente il miglioramento dei suoi cronici dolori

dipenderà anche da fattori esterni, non dipendenti dalle sue problematiche al

sistema locomotore." (doc. AI 11)

"

1.

Domande sull'attività attuale

1.1

Che conseguenze ha il

disturbo alla salute sull'attuale attività?

Da quanto mi risulta l'assicurata

lavora quale indipendente ed è proprietaria di un negozio di frontiera. Sotto

l'aspetto puramente reumatologico ritengo che non vi siano particolari

limitazioni per lo svolgimento di questo tipo di lavoro.

2.

Domande su possibili provvedimenti

d'Integrazione

2.1

Si può migliorare la

capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale o nel campo di attività attuale?

Come già espresso precedentemente

ritengo che l'assicurata, se continuerà ad eseguire un buon programma di

esercizi fisici per migliorare la tonicità della muscolatura del tronco,

dovrebbe poter continuare a svolgere la sua attività senza particolari

difficoltà.

2.2

L'assicurata è in grado di

svolgere altre attività?

Sì, purché si tratti di attività che

non richiedano sforzi particolari per la colonna vertebrale (sollevamento

ripetuto di pesi, lavori prolungati in posizioni inergonomiche, ecc.).

3.

Proposte, altre domande

Sottolineo come non fossi a

conoscenza del fatto che l'assicurata avesse inoltrato richiesta per

provvedimenti da parte dell'AI. A me non è mai stato richiesto alcun

certificato e nessuna presa di posizione sulla sua capacità lavorativa." (allegato

doc AI 11)

Nel suo rapporto del 9

dicembre 2002 il dr. __________, internista e medico curante, ha rilevato:

" A. Diagnosi con ripercussioni sulla capacità

lavorativa:

1) sindrome cervico-spondilogeno destra su artrosi

C5-C6, tendenza alla cronicizzazione dei dolori, da novembre 2001.

2) sindrome lombovertebrale-spondilogena destra, su

iniziale artrosi ed insufficienza muscolare, da novembre 2001.

3) gonartrosi destra

da luglio 2002.

4) sindrome dei tunnel

carpale destro, da giugno 2002.

Diagnosi senza

ripercussioni sulla capacità lavorativa:

1) Stato da bombardamento con ultrasuono al calcolo

ureterale sinistro, nel marzo 2002.

2) Ricostruzione dei tendini e legamenti del V dito

della mano sinistra nel 1975.

B. Incapacità

lavorativa:

100% dal 01.11.2001 al

25.11.2001

50% dal 26.11.2001 al

02.03.2002

100% dal 03.03.2002 al

05.03.2002

50% dal 06.03.2002 a

tuttora.

C. Domande generali

per il medico:

1.

Lo stato di salute dell'assicurato è

suscettibile di peggioramento.

2.

La capacità lavorativa può essere

migliorata con provvedimenti sanitari?

No.

3.

Ritiene che

provvedimenti professionali siano indicati? No.

4.

L'assicurato

ha bisogno di mezzi ausiliari? No.

5.

L'assicurato deve ricorrere all'aiuto

di terzi per svolgere gli atti ordinari della vita? Se si da quando? No.

6.

Ritiene che un accertamento medico

supplementare sia indicato? No.

D. Dati medici:

1.

Trattamento

dal 26.11.2001 a

tuttora.

2.

Ultima

consultazione del

04.12.2002

3.

Anamnesi: dal novembre 2001, seguo la paziente per

dolori cervicoscapolari al braccio destro, con parestesia alla mano destra

soprattutto il I/II/III dito. Concomitanti, vi sono pure dolori toracolombari

irradianti alla gamba destra fino al ginocchio. La paziente è stata sottoposta

nel marzo 2001 a bombardamento con ultrasuoni per calcolo ureterale sinistro,

con risoluzione totale dei problema.

4.

Disturbi soggettivi: sono lamentati soprattutto i dolori nella

regione cervicotoracoscapolare destra che irradiano al braccio, fino alla mano

destra, con formicolii soprattutto I/II/III dito, sempre della mano destra.

Sono pure riferiti dolori in modo minore, a livello lombare che irradiano alla

gamba destra fino al ginocchio. I dolori non sono influenzati dal movimento e

non disturbano particolarmente il sonno alla paziente.

5.

Constatazioni: vedi i referti allegati del Dr. __________.

6.

Esami specialistici: vedi i referti allegati dei Dr. __________

e Dr. __________.

7.

Provvedimenti

terapeutici/prognosi:

purtroppo tutti gli approcci terapeutici fino ad ora intrapresi ( fisioterapia,

medicina manuale, antinfiammatori, miorilassanti) non hanno sortito alcun

effetto. A mio modo di vedere, la prognosi è sfavorevole, poiché vi è

sicuramente una tendenza alla cronicizzazione dei dolori, molto poco

influenzabili con le terapie." (doc.

AI 15)

"

1.

Domande sull'attività

attuale

1.1

Che conseguenze ha il

disturbo alla salute sull'attuale attività?

Non riesce a svolgere la sua

professione di gerente e commessa di un negozio di frontiera (benzina ed

articoli vari) più di 4 ore al giorno.

1.2

E'ancora proponibile

l'attività attuale?

Si.

Se si, per quanto tempo (ore

al giorno)? Per 4 ore al giorno.

Esiste inoltre una diminuzione

del rendimento?

Si.

Se si, in che misura? 50%.

2.

Domande su possibili

provvedimenti d'integrazione

2.1

Si può migliorare la

capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale o nel campo di attività attuale? No.

2.2

L'assicurato è in grado di

svolgere altre attività? No.

2.2.3

Se altre attività non

fossero proponibili, quali sono i motivi? Ritengo che l'attività attuale della paziente, sia già la massima che

la stessa possa fare." (allegato doc AI 16)

Il dr. __________, reumatologo

ed internista, su incarico dell’UAI in data 11 giugno 2003 ha rilasciato il

seguente referto peritale:

"

Valutazione:

La signora RI 1, nata il

24.3

, __________, accusa da tempo indeterminato dolori cervicooccipitali

e brachiali a destra come pure dolori lombari a presentazione meccanica.

Clinicamente trovo un rachide piatto con una scoliosi dorsolombare ed una

muscolatura decondizionata, la cervicale mostra una disfunzione dei segmenti

alti e a livello C5/6 a destra, dove radiologicamente riscontriamo una grave osteocondrosi

con uncartrosi e spondilosi accompagnatorie. La cervicale presenta comunque una

buona mobilità, risulta minimamente limitata alla rotazione globale verso

sinistra, sono assenti, come già in precedenza durante un esame specialistico

neurologico, deficit radicolari. Ricordiamo che il 13.6.2002 era stata

documentata una sindrome del canale carpale a destra, la quale poteva

sicuramente spiegare i disturbi distali della mano destra durante la notte

descritti dalla signora. La colonna lombare è solo minimamente limitata alle lateroflessioni

con dolori muscolari a fine corsa alla lateroflessione verso destra, assenti

segni lomboradicolari, alle lastre della lombare del 2002 sono riconoscibili

minime alterazioni degenerative con una condrosi L4/5 con spondilosi, normali

le articolazioni sacroiliache. In esito da meniscectomia nel 1961 al ginocchio

destro, radiologicamente riscontriamo una gonartrosi tricompartimentale a

destra, che spiega le gonalgie prevalentemente presenti al carico, il ginocchio

si presenta con un valgismo, risulta stabile, la mobilità passiva è normale con

una gonalgia mediale ai movimenti. Da anni sono presenti dolori all'altezza del

malleolo laterale a sinistra soprattutto al carico, la caviglia non è

tumefatta, ma dimostra un indolenzimento malleolare laterale, in insufficienza legamentare.

La caviglia destra alcuni giorni orsono, il 5.6.2003 ha subito un trauma di

supinazione è viene risentita dolorante anch'essa alla mobilizzazione.

In base all'anamnesi, ai reperti

clinici e agli esami complementari disponibili, possiamo porre le diagnosi di

sindrome cervicospondilogena a destra e lombovertebrale cronica in rachide

piatto con scoliosi dorsolombare, alterazioni degenerative della colonna

cervicale (grave osteocondrosi con uncartrosi e spondilosi C5/6), alterazioni

degenerative della colonna lombare (condrosi L4/5 con spondilosi), gonartrosi tricompartimentale

con valgismo a destra in esito da meniscectomia nel 1961, insufficienza legamentare

dell'articolazione tibioastragalica a sinistra, esito da trauma di supinazione

della caviglia destra il 5.6.2003.

Non ho proposte terapeutiche da

formulare in grado di migliorare la capacità lavorativa. Per i problemi alle

articolazioni tibioastragaliche consiglio di portare scarpe che stabilizzano le

caviglie.

(…)

4.

Diagnosi

Sindrome cervicospondilogena a

destra e lombovertebrale cronica in

- rachide piatto con scoliosi dorsolombare,

- alterazioni degenerative della

colonna cervicale (grave

osteocondrosi con uncartrosi e spondilosi

C5/6),

- alterazioni degenerative della

colonna lombare (condrosi L4/5 con

spondilosi)

Gonartrosi tricompartimentale con

valgismo a destra in

- esito da meniscectomia nel 1961

Insufficienza legamentare

dell'articolazione tibioastragalica a sinistra

Esito da trauma di supinazione della

caviglia destra il 5.6.2003

B. Conseguenze sulla capacità di

lavoro

C. Conseguenze sulla capacità

d'integrazione

Considero come lavoro ergonomicamente

idoneo alle patologie sopramenzionate, un'attività con carichi variabili

(carico massimo: 15 kg), che permette di cambiare spesso la posizione del

rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna

vertebrale, rispettivamente senza estensione prolungata del rachide. Non sono

consigliabili lavori che richiedono salire c/o scendere scale a più riprese,

lavori su terreno sconnesso, attività in posizione accovacciata, inginocchiata.

In un lavoro adeguato allo stato di

salute, l'assicurata presenta una capacità lavorativa completa con un

rendimento massimo a partire dal 6 marzo 2002.

Nell'ultima attività principale di

gerente di una stazione di benzina, giudico una capacità lavorativa completa

sull'arco di una giornata di lavoro normale, ma con una riduzione del

rendimento del 20% a partire dal 6 marzo 2002." (doc. AI 29)

Nella sua “proposta

medico” del 18 agosto 2003 il dr. __________ del SMR ha rilevato:

"

IL 0% in attività adeguata dal

6.3.2002

(carichi fino a 15kg, possibilità di cambiare spesso posizione del

rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna

vertebrale, senza estensione prolungata del rachide. Senza lavori che

richiedono di salute o scendere ripetutamente le scale, non lavori su terreno

sconnesso, senza posizione accovacciata, senza lavori da svolgere

inginocchiata.

IL 20% (riduzione rendimento) in

attività abituale di gerente di stazione di benzina a partire dal 6.3.2002.

In conclusione:

IL

100% dal 1.11.2001 al 25.11.2001

50% dal 26.11.2001 al 2.3.2002

100% dal 3.3.2002 al 5.3.2002

20% dal 6.3.2002 continua (0% in

attività confacente)." (doc. AI 31)

In data

17.

maggio 2004 il dr. __________ ha rilevato:

"

1.

Lo stato di salute da

allora è: peggiorato

2.

Le diagnosi sono state

modificate? Si.

Quali hanno un influsso

sulla capacità lavorativa?

- La gonartrosi

destra è molto peggiorata con lesione meniscale

degenerativa a destra.

- Insufficienza ligamentare

all'articolazione della caviglia sinistra.

Da quando e in che

proporzioni?

Dalla fine del 2003 in una

proporzione del 25%-35%.

3.

Decorso/evoluzione

delle constatazioni?

Si

caratterizza per la presenza di dolori continui al ginocchio destro che si

aggrava in posizione eretta, questi dolori al ginocchio fanno sì che la

paziente carichi maggiormente l'arto controlaterale con dolenzia alla caviglia

sin., che presenta un'insufficienza ligamentare per diversi traumi distorsivi

subiti in passato, provocandole pure dolori a quel livello.

4.

Provvedimenti

terapeutici/prognosi:

per la gonartrosi

la paziente verrà nuovamente visitata prossimamente dal Dr. __________ per

un'eventuale artroscopia, mentre per la caviglia sin. al momento non entrano in

gioco opzioni terapeutiche, tranne quella di portare una cavigliera e delle

scarpe adatte.

La prognosi

per la gonartrosi è sicuramente sfavorevole nel medio-lungo periodo, quella per

la caviglia è legata a quella della gonartrosi.

5.

Data dell'ultimo

controllo medico: 10.05.2004."

(doc. AI 56)

Su richiesta del medico

curante, in data 2 giugno 2004 il dr. __________, reumatologo, ha attestato:

" (...)

Inviata da __________

(vedi lettera) per gonalgia ds. già operata anni fa con meniscectomia lat. e

trattamento per cisti (Bergamo).

Ora torna per un problema

al gin. sin., RM: grave gonartrosi soprattutto laterale con lesione

degenerativa del menisco esterno.

All'esame clinico:

tendenza ad iperpronazione,

valgo di 7 dita a livello malleolare, sovraccarico esterno soprattutto sulla

gamba ds., tendenzialmente anche a sin.

Ha dolori sulla parte

mediale del ginocchio all'inserzione del pes anserius che sembra gonfio. C'è

anche una cisti di Baker con probabile presenza di corpo libero.

Interessante la patologia

meniscale lat. (vedi RM) in menisco residuo lat. piccolo con lesioni

superficiali però non ha segni meniscali ma un dolore al pes anserius da

sovraccarico in valgo.

Dobbiamo probabilmente

cambiare atteggiamento di carico e mi domando se non sarebbe il caso di fare

un'osteotomia varizzante per la quale io non sono specialista.

Porta volentieri i tacchi

alti ma ha tendenza a distorsioni della caviglia. Anche qui probabilmente un

sottopiede con rialzo mediale non porterà a successo.

Lavora come indipendente

e non se la sente di assentarsi troppo, un'osteotomia porterebbe una lunga

riabilitazione per cui tentiamo un approccio conservativo con sottopiedi per

ora.

Come secondo approccio si

potrebbe anche discutere una toilette articolare con introduzione di acido laluronico.

Pur consci della

situazione e d'accordo con la paziente, tentiamo un approccio conservativo.

Diagnosi

grave gonartrosi

soprattutto laterale ds. in genua valga

st. dopo meniscectomia

lat. parziale aperta

sovraccarico sulla

parte int. al pes anserinus

Procedere

fisioterapia e sottopiedi

con rialzo interno per correggere il valgo." (doc. AI 57)

Nelle sue

“annotazioni” del 15 novembre 2004 il dr. __________ ha precisato:

" Vengono aggiunti : rapporto medico del Dr. __________

del 17.5.2004

rapporto Dr. __________ del 18.5.2004

La patologia attualmente

limitante in prima linea risulta essere la gonartrosi a destra, patologia già

presente in occasione della perizia Dr. __________ del 11.6.2003. Tale

patologia era presente in modo in pratica identico in occasione dell'inchiesta

esterna avvenuta il 23.4.2004 e ne è stato tenuto conto in forma adeguata.

Le conclusioni

dell'ispettore possono essere condivise." (doc. AI 65)

In

data 20 luglio 2004 il dr. __________, fisiatra, scrivendo al dr. __________,

ha osservato:

" Ti ringrazio per avermi inviato la sopra scritta

paziente che ho visitato l'08.07.2004 per dolori al collo, alla regione

scapolare ed al braccio destro, nonché per dolori lombari a sinistra.

Non tornando

sull'anamnesi che ti già nota, all'esame obbiettivo locale della spalla destra

si evidenziava: lieve sopralivellamento della spalla destra rispetto alla controlaterale.

palpazione delle parti ossee: esente da dolore riferito. Palpazione della parti

molli: contrattura e punti triggers muscolari attivi del sottospinoso e del

piccolo rotondo. Articolarità: flessione anteriore 150°, flessione posteriore

40°, abduzione 180°, adduzione limitata da dolore a 20°, flessione orizzontale

120° limitata da dolore, estensione orizzontale a 30°, rotazione esterna 50°, rotazione

interna 95°. Motilità: flessione anteriore a 90° limitata da dolore, flessione

posteriore a 40°, abduzione a 90° limitata da dolore, adduzione a 20° limitata

da dolore, rotazione esterna 50°, rotazione interna 95°. Non deficit della

stenia muscolare del deltoide, sottospinato, bicipide brachiale, lungo

supinatore, tricipite brachiale, estensore comune delle dita, abduttore breve

del pollice, abduttore del V° dito e I° interosseo dorsale bilateralmente. Non

deficit delle sensibilità agli arti superiori, né parestesie riferite.

L'esame obbiettivo locale

nella zona circostante la spalla destra ha evidenziato una contrattura con

punti triggers attivi sul fascio superiore del trapezio e sullo splenio del

collo di destra.

In relazione a tali

rilievi clinici a da quanto descrittomi nella tua lettera del 05.07.2004, ho

sottoposto la paziente ad un ciclo di kinesiterapia attiva ed assistita con

l'obbiettivo di allungare la muscolatura del sottospinoso e del piccolo rotondo

e di trattarne i punti triggers attivi con delle infiltrazioni locali,

associando una kinesiterapia attiva ed assistita di rinforzo dei muscoli che

stabilizzano la scapola destra. Infatti il problema principale che riferisce la

paziente è questa sgradevole sensazione dolorosa della scapola destra, che non

viene stabilizzata sufficientemente dai muscoli e quindi si muove anche nelle

fasi di movimento della spalla in cui dovrebbe non muoversi." (doc. A29)

Nelle sue

“annotazioni” del 28 febbraio 2005 il dr. __________, medico responsabile SMR,

ha osservato:

" Si deve ammettere che la Signora RI 1 è stata

sottoposta a numerosi consulti, terapie, per disturbi di varia natura (renali,

cervicali, del cinto omeroscapolare, del ginocchio ecc.).

L'elemento che

maggiormente influisce sulla possibilità di espletare funzioni lavorative è

sicuramente l'artrosi del ginocchio. Tutte le altre patologie, eccetto per i

brevi periodi di cura, non intaccano la funzionalità soprattutto per attività

di tipo leggero, dove elementi di grado leggero-moderato, non devono essere

esclusi a priori.

In conclusione si può

affermare che, malgrado l'iter descritto, la descrizione di CL può essere

inglobata in quella che già aveva valutato il Dr. __________, non essendo di

alcun rilievo pratico le altre patologie all'infuori dei disturbi lamentati

all'apparato locomotore." (doc. IIIbis)

In data 9

marzo 2005 il dr. __________, primario ortopedico presso l’Ospedale di __________,

ha precisato che l’assicurata dovrebbe “evitare qualsiasi attività che

comporti un sovraccarico funzionale degli arti inferiori (stazione eretta

prolungata, deambulazione prolungata o sforzi di altra natura)" (doc.

B3).

In data

24.

marzo 2005 il dr. __________, chirurgo ortopedico, oltre alla gonartrosi ha

certificato un “impingement ventrale” alla spalla destra (doc. C6).

Nelle sue

“annotazioni” del 18 marzo 2005 il dr. __________ ha evidenziato:

" In sede di ricorso la Signora RI 1 il suo lungo iter

clinico in base a rapporti/certificati, annotati all'incarto.

Produce un rapporto del Prof.

dr. __________, il quale descrive in riassunto la situazione clinica delle

ginocchia e conclude affermando "da evitare qualsiasi attività che

comporti un sovraccarico funzionale degli arti inferiori (stazione eretta

prolungata, deambulazione prolungata o sforzi di altra natura)".

Tale situazione di

sovraccarico non si verifica esplicando attività che permettano la variazione

delle posizioni (eretta - seduta, deambulazione ridotta per brevi tratti,

sollevamento/spostamento di pesi ridotti) come avviene in una stazione di

benzina a cui è annesso uno spaccio di articoli vari (es. sigarette,

alimentari, giornali). Si tratta di una situazione dove lo sforzo maggiore,

quanto a pesi, è esplicato nel trasporto di casse di bibite che saranno poi

"esposte" in frigoriferi o su scaffalature. Per questo, dove la

persona attiva non è sola per tutta la giornata, può far richiedere l'aiuto di

collaboratori/collaboratrici." (doc. VIIbis)

Nelle sue

“annotazioni” del 25 aprile 2005 il dr. __________ ha rilevato:

" In fase di ricorso al tribunale vengono presentati:

- referto

RM ginocchio destro del 4.5.2004: gonartrosi di grado avanzato a livello del

compartimento laterale, lesione a carattere degenerativo del menisco laterale

- certificato del dr. __________ nel quale egli conferma

di aver visto l'assicurata a più riprese per gonartrosi destra, rizartrosi

destra, artralgia spalla destra con esecuzione di relative infiltrazioni.

Valuta genericamente la presenza di una IL del 50%

- Rapporto dr. __________

del 24.3.2005:

Diagnosi: impingement

ventrale spalla destra

Lieve

sindrome cervico-vertebrale bilaterale su

degenerazione

C5/C6

Incipiente

rizartrosi con sublussazione carpo-

metacarpale

I a destra

Sospetto

di incipiente sindrome del tunnel carpale a

sinistra

Stato

dopo operazione del tunnel carpale a destra e

dito

a scatto pollice destro con disestesie persistenti I° e II° dito mano destra

Il medico descrive la

presenza di "dolori un po' ovunque nell'arto superiore destro", a

livello della spalla destra presenza di impingement ventrale e ventro-laterale

con per il resto mobilità completa della spalla a destra

Valutazione: l'attuale

documentazione medica conferma la presenza di una gonartrosi prevalentemente a

destra, patologia già nota in occasione della perizia dr. __________ e in

occasione dell'inchiesta sul posto di lavoro. Di questa patologia si è tenuto

debitamente conto nei limiti funzionali.

Per quanto concerne la

problematica della spalla destra va menzionato che l'articolazione presenta una

mobilità completa, unicamente presente un impingement ventrale e ventro­laterale

(quindi per i movimenti sopra il pianto orizzontale). In considerazione

dell'inchiesta sul posto di lavoro dove in pratica l'assicurata è già stata

ritenuta molto limitata per attività dove potrebbe disturbare la problematica

della spalla (lavori di pulizia, ordinazione e stoccaggio della merce) tale

problematica non influenzerebbe ulteriormente la capacità lavorativa residua

stabilita.

Le altre patologie

menzionate sono di entità lieve e senza influsso di rilievo sulla capacità

lavorativa residua." (doc. XIIbis)

2.5

Perché un rapporto medico abbia valore probatorio

è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti

litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali

di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi

antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche

o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto

devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,

BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001

pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I

162/01], consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA

del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;

STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988

pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre

considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.

Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in

causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a

tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione

invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V

178.

consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con

l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e

l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte

esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.

95).

Per

quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza

della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta

a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

2.6

Per

quanto attiene al problema fisico (reumatologico), questo TCA non intravede

ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il

perito dr. __________.

In esito

ad un approfondito esame dello stato di salute dell'assicurata, nel referto

peritale 11 giugno 2003 - cui va senz'altro attribuito pieno valore probatorio

conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.5) - il

dr. __________, reumatologo ed internista, sulla base di una consultazione avvenuta

il 11 giugno 2003, dell'esame degli atti medici a sua disposizione, dopo illustrazione

dei dati anamnestici, dei dati soggettivi e delle constatazioni obiettive, alla

luce di una valutazione anche dal profilo prognostico, ha diagnosticato una sindrome cervicospondilogena a destra e lombovertebrale cronica in

rachide piatto con scoliosi dorsolombare, alterazioni degenerative della

colonna cervicale (grave osteocondrosi con uncartrosi e spondilosi C5/6), alterazioni

degenerative della colonna lombare (condrosi L4/5 con spondilosi), gonartrosi tricompartimentale

con valgismo a destra in esito da meniscectomia nel 1961, insufficienza legamentare

dell'articolazione tibioastragalica a sinistra ed esito da trauma di

supinazione della caviglia destra, concludendo per una capacità

lavorativa dell’80% nella precedente professione di gerente di una stazione di

benzina; a mente del perito, l’assicurata presenta per contro una completa

capacità lavorativa in attività ergonomicamente idonee

alle patologie sopramenzionate, dove non debba sollevare pesi superiori ai 15

kg, che le permettano di cambiare spesso la posizione del rachide senza

movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna vertebrale e senza

estensione prolungata del rachide. Egli ha per giunta sconsigliato lavori che

richiedono il salire e scendere dalle scale a più riprese, lavori su terreni

sconnessi e attività in posizione accovacciata e inginocchiata (doc. AI 29).

Tale valutazione è stata

confermata anche dal dr. __________ e dal dr. __________ del SMR (doc. AI 31, 65,

IIIbis, VIIbis e XIIbis).

Dal canto suo il dr. __________ in data 9 dicembre

2002.

ha certificato un’incapacità lavorativa del 50% dal marzo 2002 (cfr. anche

certificato medico del 10 gennaio 2004, doc. A 23), mentre in data 17 maggio

2004.

il sanitario ha certificato un peggioramento dello stato di salute dell’assicurata

in misura del 25-35%, soprattutto a causa della gonartrosi a destra e dell’insufficienza

ligamentare all’articolazione della caviglia sinistra (doc.

AI 56).

Dai certificati del dr. __________

non si evincono tuttavia sufficienti elementi per ammettere con alta

verosimiglianza l’insorgere di un rilevante peggioramento delle condizioni di

salute per lo meno sino all’emanazione del querelato provvedimento.

La descrizione

clinica operata dal medico curante, peraltro sovrapponibile a quella del dr. __________,

non può essere presa in considerazione ai fini del presente giudizio in

quanto non sufficientemente circostanziata e dettagliata e non conforme quindi

ai succitati criteri stabiliti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.5).

Nemmeno i

certificati medici prodotti con l’atto ricorsale (posteriori di due mesi rispetto

alla decisione su opposizione, rispettivamente del 9 marzo e 24 marzo 2005,

doc. B3 e C6) permettono di apprezzare diversamente la situazione

dell’assicurata. Il dr. __________, come visto, ha in sostanza rilevato che

all’assicurata devono essere negate quelle attività che comportano un

sovraccarico degli arti inferiori (doc. B3); tali eventualità sono comunque

scongiurate nella precedente attività di gestione di una stazione di benzina

(che, a quanto sembra di capire, l’assicurata continua, seppure con una

presenza meno prolungata, ad esercitare). Anche il dr. __________ ha confermato

la presenza di una gonartrosi e di un problema alla spalla destra (inpingement ventrale),

patologie che non inficiano tuttavia la capacità lavorativa quale gerente di

una stazione di benzina (doc. C6).

Agli atti

non sono per il resto presenti validi atti medici che possano in un qualche

modo mettere in discussione le conclusioni cui é giunto lo specialista dr. __________,

avallate anche dei medici del SMR (doc. AI 29, 31, 65, IIIbis, VIIbis e XIIbis).

Questo

Tribunale ritiene pertanto che la refertazione medica agli atti contiene

elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno

dell'assicurata sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si

renda quindi necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti.

In

conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze peritali,

richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente

esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal

danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i

riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,

Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se necessario

intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi

citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo

1997, pag. 221) -, è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza

preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid.

2.

e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V

32.

consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurata

è abile al lavoro in misura dell’80% nella sua precedente professione di gerente

di una stazione di benzina, rispettivamente in misura del 100% in attività

leggere consone alle limitazioni elencate dal perito.

2.7

Il caso è

stato in seguito sottoposto al consulente in integrazione professionale (di

seguito consulente), che nel suo rapporto del 16 ottobre 2003 ha precisato:

“(…)

Sulla base delle informazioni

raccolte e in risposta al vostro mandato, sono in grado di presentarvi le

seguenti considerazioni e conclusioni.

La professione di commerciante

indipendente esercitata dall'assicurata prima del danno alla salute è ancora

esercitatile in misura importante e con una organizzazione ottimale del lavoro,

nel rispetto delle indicazioni mediche, anche in misura totale.

L'importanza del guadagno

dichiarato, la formazione e l'esperienza professionale, lo statuto di

indipendente, l'età, la valutazione del medico riguardante l'inabilità, molto

limitata, non consentono di raccomandare il cambiamento di attività.

Per concludere, ritengo che la

Signora RI 1, può sfruttare al massimo la residua capacità di lavoro e di

guadagno nella sua professione di commerciante indipendente applicata nella

gerenza della Stazione __________ con negozio.

La pratica viene chiusa nell'ambito

del mandato conferito." (doc. AI 36)

Nel suo

“rapporto d’inchiesta esterna” del 23 aprile 2004 il segretario-ispettore

incaricato ha rilevato:

“(…)

Prima dell'insorgenza del danno alla

salute, con particolare riferimento all'affezione lombare/cervicale, la

richiedente risultava impegnata dal profilo lavorativo a tempo pieno, con una

presenza complessiva di circa 8-9 ore ripartite sull'arco della giornata

lavorativa di 12 ore. Si è sempre occupata di tutte le mansioni inerenti la

conduzione della stazione di benzina, dai lavori amministrativi -

organizzativi( controllo dipendenti, comanda merci, registrazioni,

corrispondenza,ecc), a quelli inerenti il servizio della clientela in negozio,

agli incassi e cambio valuta, chiusura serale della cassa (non sempre), ai

lavori del magazzino e sistemazione della merce negli scaffali, a quelli di pulizia

del negozio, delle pompe e del piazzale (unitamente ai dipendenti), alle

commissioni e mansioni generali. La parte contabile è curata __________ di __________

(sig. __________).

Gli impedimenti lavorativi iniziali

vengono riferiti all'insorgenza di disturbi legati alla colonna lombare e

cervicale nonché a coliche renali , che l'hanno portata ad annunciarsi alla sua

assicurazione privata, la __________, che ha riconosciuto la presenza di

inabilità al lavoro nella misura del 50 % a partire dal novembre 2001. Da

allora avrebbe quindi mantenuto questa percentuale, intercalando saltuariamente

dei brevi periodi di totale inabilità per cure specifiche, quali il ricovero

per bombardamento del calcolo renale, la distorsione alla caviglia (06.06 -

15.07

), l'intervento chirurgico del tunnel carpale (04.08­01.09.03).

Al riguardo della sua capacità

lavorativa la signora RI 1 ci riferisce che oggigiorno risulta impegnata nella

misura di 3-4 ore lavorative giornaliere in media. Presente principalmente

sulla fascia oraria tra le 18.00 e le 21.00 ed in caso di necessità /

sostituzioni, anche in giornata. Asserisce di non essere in grado di fornire

una prestazione superiore, in quanto ne risentirebbe a livello fisico, in

particolare per gli asseriti dolori a livello cervicale, irradianti a suo dire

sino a livello del gomito destro. L'accentuarsi dei dolori la disturberebbe

quindi anche a livello di riposo notturno. Notifica minor resistenza agli

sforzi.

Da pochi giorni avrebbe

un'accentuazione di un'allergia generalizzata, presente soprattutto all'inguine

ed alle ascelle (ha un appuntamento in questi giorni dal Dr. __________);

Segnala inoltre l'insorgenza recente

di un rigonfiamento al ginocchio destro, all'interno, mentre sul retro avrebbe

pure una specie di indurimento/gonfiore . In merito verrà verosimilmente

eseguito un approfondimento medico a suo dire con esame RM (sembra anche per la

questione cervicale) per il tramite del curante.

Quali ulteriori fatti nuovi dopo il

rapporto peritale 11.06.03 del Dr. __________, abbiamo l'intervento chirurgico

per tunnel carpale destro del 04.08.03 ed il recente intervento sul pollice

destro (18.03.04). Per questo problema la signora ci notifica una mancanza di

sensibilità che sarebbe presente alla base del dito, rispettivamente la mancanza

di forza nell'eseguire mansioni quali p. es il fare una presa per l'apertura di

barattoli. Si lamenta di lasciar cadere di mano frequentemente gli oggetti.

A livello lavorativo oltre

all'asserita riduzione dell'impegno orario dichiara di aver tralasciato le

mansioni più impegnative quali i lavori di stoccaggio ed esposizione della

merce, rispettivamente quelli di riordino e pulizia.

Attualmente la fascia oraria

d'apertura della stazione di benzina viene dichiarata coperta come segue:

dalle ore 08.00 alle 13.00: __________

dalle ore 13.00 alle 18.00 dalla

dipendente __________;

il sabato e la domenica la

dipendente __________

dalle 18.00 alle 21.00

dall'assicurata e saltuariamente sull'arco della giornata per particolari

necessità (commissioni, sostituzioni, ecc ).

La signora RI 1 già da parecchi anni

usufruisce pure della collaborazione saltuaria da parte di un pensionato, nella

persona del signor __________, del 1929, già collaboratore anni fa' nella

Stazione di benzina __________., oggigiorno presente più regolarmente per

aiuto/sostituzione, a titolo di volontariato per ragioni di amicizia.

Dal profilo medico , secondo le

risultanze peritali, ricordiamo che le limitazioni evidenziate sono riferibili

in particolare all'esecuzione di sforzi quali il sollevare pesi superiori ai 15

kg. Da evitarsi il salire/scendere con frequenza le scale, i lavori su terreno

sconnesso, l'attività in posizione accovacciata, inginocchiata, i movimenti

ripetitivi di flessione -rotazione della colonna vertebrale.

Idonea un'attività dove si può

variare spesso la posizione del rachide.

In considerazione di queste

indicazioni, tenuto conto del tipo di mansioni che l'esercizio della

professione della signora RI 1 richiede, la maggior parte delle quali è da

ritenersi leggera, adeguata con il danno alla salute presentato, tenuto conto

di quanto emerso in sede di colloquio, si ritiene che le limitazioni presentate

possono essere così riassunte:

Mansioni

Quota-parte

Impedimenti

Invalidità

1.

Lavori

organizzativi/direttivi

10%

0%

0.

%

2.

Ordinazione/Stoccaggio/esposizione della merce

05%

60%

3.

%

3.

Lavori

di pulizia pompe, negozio, Magazzino, piazzale

05%

100%

5.

%

4.

Vendita/cambio/commissioni

80%

20%

16.

%

Impedimenti

pratici complessivi

24.

%

Per il lato economico si rimanda

all'allegata tabella (dati dal 1999 al 2002). I dati sono riferiti sull'arco

del biennio. Un 'incidenza del danno alla salute sul lato finanziario non è

determinabile, in particolare in quanto la marcata diminuzione della cifra

d'affari evidenziabile, tra il biennio 99-00 ed il 2001-2002 è da ricondurre

alla decisione delle Autorità italiane di ridurre il costo della benzina per i

cittadini residenti sulla fascia di confine, nel raggio di 20 km, in misura

proporzionale alla distanza.

Questo fatto ha comportato

un'importante perdita di clientela, che per la concorrenzialità del prezzo

della benzina italiana, si è quindi nuovamente riversata sui distributori oltre

confine.

Per il lato medico, prima di

valutare il caso, viste le lamentele fatte valere dall'interessata, abbiamo

concordato la richiesta di un aggiornamento medico al curante, per non

tralasciare nessun aspetto al riguardo." (doc. AI 52)

In una

sua nota interna del 12 ottobre 2004 il segretario-ispettore ha inoltre precisato:

"

In riscontro alla richiesta

08.10.2004

e dopo aver preso atto del conto perdite e profitti + bilancio per

l'anno 2003, rispettivamente della certificazione medica rilasciata il 17

maggio 2004 dal Dr. __________ di __________, posso riconfermarmi nelle

conclusioni di cui al precedente rapporto datato 23.04.2004.

I dati economici del 2003 confermano

infatti la tendenza già evidenziata nel periodo contabile precedente, di

diminuzione degli affari per ragioni comunque estranee al danno alla salute

(vedi costo della benzina).

Il nuovo rapporto medico non porta

peraltro elementi tali da poter portare ad una modifica sostanziale delle

limitazioni lavorative pratiche considerate, di cui a tabella a pag. 2. Gli

impedimenti lavorativi a mio modo di vedere possono essere attribuiti

all'esecuzione dei lavori più gravosi, per i quali, già per le altre

problematiche di salute, abbiamo considerato degli impedimenti significativi

(vedi punti 2 e 3 della tabella). Per l'esecuzione dei lavori

amministrativo-direttivi non vedo problemi . Per l'attività di vendita

/cambio/commissioni (p.to 4) v'è da dire che trattasi di un'attività che

permette all'interessata il cambio frequente della postura, a sua discrezione e

comunque nei ritagli di tempo tra un cliente e l'altro.. Posso immaginare eventualmente

delle maggiori difficoltà per quanto concerne le commissioni/mansioni generali.

Non penso comunque che gli impedimenti superino il 30 %. (sulla tabella quindi

24.

% al posto di 16 %). II tempo di lavoro dedicato al p.to 4 è impiegato

infatti per la maggior parte in negozio. In questo caso avremmo quindi un

impedimento pratico complessivo pari al 32 % su tutte le mansioni." (doc. AI 63)

In merito alla valutazione operata dal consulente

in integrazione professionale, rispettivamente dal segretario-ispettore, va

osservato quanto segue.

Compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in

base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le

attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht, op. cit., p. 228; Omlin, Die Invalidität in der

obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

Ai fini dell'accertamento

dell'invalidità ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato

e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta

di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le

capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un

concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung

des Bundesgericht, op cit., p.

212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale

di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347).

Ciò

non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente

limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se

il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica

di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des

Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 124).

Dall’altra parte, l'art. 8 cpv.

1.

LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente minacciati

d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, tra cui i

provvedimenti professionali (art. 15 –18 LAI), necessari e atti a ripristinare,

migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno.

Ciò

non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti

integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la

residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in

integrazione professionale.

Decisivo

è definire il più oggettivamente possibile, tenuto conto delle risultanze

mediche, la residua capacità di lavoro dell'assicurato in un'ottica economica.

D'altra

parte, come accennato, in relazione

alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa ‑ conformemente a

un principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali ‑

all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti

ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo

1999, pp. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, p. 61). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve

intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel

miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità",

segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se

necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi

citate; cfr. anche Meyer Blaser, op. cit., p. 221).

In

casu, nel rapporto 16 ottobre 2003 il consulente, tenendo conto delle

risultanze specialistiche (e delle indicazioni del dr. __________ e del dr. __________,

doc. AI 31, 65, IIIbis, VIIbis e XIIbis) ha evidenziato che nel caso di specie

non sono dati i presupposti per l'applicazione di provvedimenti d'integrazione

volti ad un recupero o miglioramento della capacità di guadagno, poiché la

professione di gerente di una stazione di benzina può essere ancora esercitata

dall’assicurata in misura pressoché totale. Il consulente ha in particolare

riferito che “l'importanza del guadagno dichiarato,

la formazione e l'esperienza professionale, lo statuto di indipendente, l'età,

la valutazione del medico riguardante l'inabilità, molto limitata, non

consentono di raccomandare il cambiamento di attività” (doc. AI 36).

Anche il

segretario-ispettore incaricato di valutare con precisione l’organizzazione del

lavoro in ogni sua componente è giunto alla conclusione che l’impedimento

complessivo è del 32% (doc. AI 52 e 63). L’esame, peraltro ben dettagliato,

permette di completare dal lato pratico quanto rilevato in sede peritale e di

valutazione professionale.

Ne consegue la conferma della decisione

amministrativa e la reiezione del ricorso.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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