Lexipedia

Decisione

32.2005.228

Rendita d'invalidità rifiutata perchè inabilità causata dalla dipendenza dall'alcool.

9 ottobre 2006Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

i dati della perizia SAM, le mie osservazioni di allora inviate al SAM e da

ultimo i nuovi dati dell'opposizione.

Non posso che convalidare a questo punto quanto già

descritto antecedentemente nella mia nota del 23.8.2004 e cioè che la diagnosi

di base e principale è ben visibile nel SAM ( cito "uso dannoso di

sostanze alcoliche con sindrome amnesia").

Anamnesticamente essa è nota dal 1993 ed è ben

comprovata a livello laboratoristico dal medico curante con esami patologici

particolari (yGT e CDT patologici segno evidente di abuso alcolico) oltre a

ripetute visite mediche con fetore etilico ricorrente come descritto dal dr. __________

negli atti.

La problematica centrale ben descritta dal dr. __________

psichiatra che altamente invalidizza e limita totalmente l'Ata nell'esecuzione

di ogni tipo di attività è legata non ad una patologia di base psichiatrica ma

è legata ad abuso ripetitivo e continuato nel tempo di sostanze alcoliche ( e

non ad una malattia primaria).

Non si mette pertanto in dubbio l'esistenza di

limitazioni funzionali considerevoli per qualsiasi attività ( come ben esposto

dal SAM) ma ripeto che non si è in presenza di una malattia psichica di base ma

invece di un uso dannoso di sostanze alcoliche come evidente dal dr. __________

psichiatra del SAM .

A mio avviso pertanto la valutazione del caso come CIGI

1013 è pertinente.

L'Ata con la documentazione presentata in fase di

opposizione il 2.9.2004 non porta nuovi dati tali da imporre una rivalutazione

a livello medico e pertanto ritengo la decisione sopraesposta coerente e per

noi vincolante." (Doc. AI 26-1)

2.6. Va

qui ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, affinché un rapporto medico abbia valore probatorio determinante

occorre che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si

fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si

lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti

(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento

della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere

motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag.

108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01],

consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa

il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile

1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24

dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e

332; ZAK 1986 pag. 189).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale

ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione

deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni

e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento

(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da

medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

Per quel

che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della

vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a

favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

Inoltre,

nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha

fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui

questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve

esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo

Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi

secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità

dell'affezione.

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività

lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi

criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre,

l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del

resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,

tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le

allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,

l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni

fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele

molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di

grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27

settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

2.7. Nella

fattispecie, l’Ufficio AI ha sostanzialmente negato l’esi-stenza di

un’affezione rilevante ai sensi della LAI, essendo l’inabilità dell’assicurata legata

non a una patologia di base psichica, ma all’abuso di sostanze alcoliche.

Questo

TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute della ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’amministra-zione prima dell’emissione della decisione

impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione effettuata dal

SAM e riassunta nella perizia del 3 maggio 2004 e nella successiva precisazione

del 9 agosto 2004 (atti AI 16 e 20). Tali valutazioni sono da considerare

dettagliate, approfondite e quindi rispecchianti i parametri giurisprudenziali

ricordati al considerando che precede.

L’Ufficio

AI, infatti, alla luce delle attestazioni del medico curante dell’assicurata, ha

affidato al SAM l’incarico di esperire una perizia multidisciplinare (doc. AI 13).

In tale ambito è stato valutato l’aspetto psichiatrico, quello neurologico e

quello gastroenterologico, con la conclusione che l’assicu-rata presentava al

momento della perizia una totale inabilità in qualsiasi attività lavorativa o

mansione (doc. AI 16). I periti hanno rilevato che al momento delle loro

conclusioni peritali la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa era da

circoscrivere all’uso dannoso di sostanze alcoliche, le altre problematiche e

in particolare l’epatopatia, inficiando la capacità lavorativa dell’interessata

in maniera solo limitata e comunque essendo fluttuanti e direttamente correlate

Considerandi

con l’abuso etilico.

Per

quanto in particolare attiene ai problemi gastroenterologici, il Dr. __________,

specialista in gastroenterologia, ha rilevato che l’epatopatia, di origine

verosimilmente etilica, non era tale da provocare un’incapacità lavorativa,

affermando tra l’altro: “se la paziente non beve alcool non dovrebbe avere

problemi con il suo fegato. In quel caso è senz’altro possibile, dal profilo gastroenterologico,

di effettuare provvedimenti di integrazione professionale. Il problema

principale non è d’origine gastroenterologica ma bensì d’origine psichica e

cioè quanto la paziente riuscirà a stare lontano dalle bevande alcoliche.” (doc.

AI 15).

Dal

canto suo il Dr. __________, specialista in neurologia, ha rilevato come le

conseguenze di tipo neurologico sulla capacità lavorativa dell’assicurata fossero

ridotte, dell’ordine del 20% ca., con una buona prognosi per il futuro (doc. AI

22-23).

Quanto

infine alla perizia psichiatrica, il Dr. __________, specialista in psichiatria,

nel suo referto 11 marzo 2004, ha posto quale diagnosi psichiatrica “Uso

dannoso di sostanze alcoliche con sindrome amnesica” con una conseguente totale

inabilità lavorativa precisando quanto segue:

"

(...)

CONCLUSIONE

Nella situazione attuale quest'Assicurata è

da considerare inabile al lavoro per qualsiasi tipo di mansione e questo al 100%.

Riterrei però importante che il medico curante segnali la situazione della

signora RI 1 al Servizio __________ di __________.

RISPOSTE AI QUESITI

1) DescrIvere l'evoluzione delle

problematiche psichiatriche segnalate agli atti.

Quanto documentato agli atti è tuttora

osservabile e le sue problematiche maggiori sono associate all'assunzione di

bevande alcoliche.

2) Quali sono le conseguenze sulla capacità

lavorativa dell'A. nell'attività quale casalinga dovute al disturbi

psichiatrici constatati?

Penso che le sue capacità di assolvere i

suoi compiti domestici siano limitate. Proporrei a questo proposito un

intervento da parte di un assistente sodale del comune per constatare "in

loco" la sua situazione abitativa.

(...)

4) Da quanto esiste una limitazione della

capacità lavorativa dal punto di vista psichiatrico? Qual è stato da allora lo

sviluppo delle limitazioni della capacità lavorativa?

Questo dato nell'osservazione psichiatrica

al SAM è difficilmente quantificabile, ma anamnesticamente sembra che perduri

già da diversi anni.

5) Ritiene possibile effettuare

provvedimenti d'Integrazione professionale presso quest'A? Se sì, come giudica

l'abitudine al processo lavorativo e l'utilizzazione delle risorse disponibili

dal punto di vista psichiatrico? Se no, può indicarcene le ragioni?

Da parte Al no, ma eventualmente potrebbe

essere integrata in un laboratorio protetto del servizio __________ o in un

Ospedale di giorno.

6) Ritiene possibile migliorare la capacità

lavorativa dell'A nell'attività attuale dal punto di vista psichiatrico? Se sì,

con quali ragionevoli provvedimenti? Che effetti avrebbero questi provvedimenti

sulla capacità lavorativa?

Nella sua situazione attuale no. (...)" (Doc.

AI 16-17+18)

Da notare che questa conclusioni risultano perfettamente in linea

con quelle tratte dal medico curante della ricorrente, Dr. __________, il quale

nel già menzionato certificato del 2 dicembre 2003 (cfr. doc. AI 11 e consid.

2.

), dopo aver esposto come gli esami di laboratorio mostrassero la presenza

di una costante modica epatopatia etilica confermata da alcolemie, tassi del

CDT oltre che dall’impressione clinica, aveva affermato:

"

(...)

non sono stati fatti ulteriori accertamenti anche

perché il tipo di disturbo risulta chiaramente fluttuante e legato alle fasi di

consumo etilico della paziente. In ogni modo si tratta di un disturbo solo

della memoria con confabulazione e rallentamento, e non con fasi di

disorientamento o confusione tali da far sospettare altre cause oltre a quella

etilica. (...)" (Doc. AI 11-1)

Già nel suo rapporto medico all’AI del 22 luglio 2003 il curante

della ricorrente aveva del resto evidenziato quale unica diagnosi con

ripercussione sulla capacità lavorativa l’abuso etilico oltre che l’epatite

cronica e l’encefalopatia etilica, patologie queste ultime che, come detto,

sono poi state sufficientemente approfondite nella perizia del SAM dallo

specialista Dr. __________, il quale ne ha escluso la valenza invalidante (cfr.

sopra, cfr. doc. AI 15).

Alla

luce delle suesposte conclusioni specialistiche i periti del SAM hanno accertato

una totale incapacità lavorativa per l’assicurata, da ricondurre all’unica diagnosi

ritenuta invalidante in maniera rilevante, quale l’uso dannoso di sostanze

alcoliche, mentre che la patologia neurologica risultava idonea a limitare

l’interessata solo nella misura del 20%.

Questo

TCA non ha motivo per scostarsi da tale valutazione specialistica, che attesta

sì una inabilità lavorativa del 100% dell’assicurata in qualsiasi attività, ma riconduce

tale inabilità all’abuso etilico. Questa conclusione, approfondita e motivata,

non è stata contraddetta da altri certificati stesi da un medico specialista.

L’assicurata non ha infatti prodotto nuova documentazione medica che certifichi

una patologia, segnatamente psichiatrica, invalidante.

In

conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze

SAM, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurata di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente

esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal

danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti

ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo

1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversiche-rungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche

Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221),

è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante

valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i

riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32

consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che i problemi di dipendenza dall’alcool che

affliggono l’assicurata da diversi anni, come da lei stessa indicato nella “Richiesta

di prestazioni AI per adulti” (cfr. doc. AI 5), non sono la conseguenza di un

preesistente danno alla salute psichica. Nessun certificato medico agli atti

attesta una simile evenienza. Per contro, dalla documentazione medica agli atti

può essere concluso che i disturbi che lamenta la ricorrente sono direttamente riconducibili

all’abuso di sostanze alcoliche, come hanno ben rilevato lo specialista

psichiatra Dr. __________ e il medico curante dell’interessata.

Parimenti da

respingere, nel caso di specie, la possibilità che l’abuso di

sostanze alcoliche abbia portato ad una malattia psichica invalidante, che ha

provocato una perdita di guadagno permanente o di lunga durata dell’assicurata.

Infatti,

senza voler banalizzare la situazione psichica in cui si trova l’interessata,

in casu non sono date le succitate restrittive condizioni giurisprudenziali per

ammettere, ai sensi dell’AI, l’esistenza di una danno alla salute psichica

avente carattere invalidante. Il Dr. __________, specialista in psichiatria, ha

attestato un’inabilità lavorativa del 100% a tempo indeterminato, senza

tuttavia diagnosticare una specifica malattia psichica ma ponendo quale unica

diagnosi l’”uso dannoso di sostanze alcoliche con sindrome amnesia” e

rilevando come le problematiche maggiori della ricorrente fossero “associate all’assunzio-ne di bevande

alcoliche” (perizia

del Dr. __________ dell’11 marzo 2004, doc. AI 17).

Tutto ben considerato, dunque, dalla descrizione dello status eseguita dal Dr. __________,

non risulta che l’assicurata presenti le caratteristiche per riconoscere

un’inva-lidità psichica.

Da

quanto precede, a mente di questo Tribunale è da ritenere dimostrato con il grado di certezza richiesto nelle assicurazioni

sociali, che l’assicurata non presenta un'invalidità ai sensi della LAI, i

problemi alla salute di cui è affetta e le conseguenti limitazioni funzionali essendo

direttamente correlate con l’uso dannoso di bevande alcoliche.

Né del resto RI 1 fa valere, nel suo ricorso, argomenti o elementi

che possano in qualche modo inficiare le suesposte conclusioni e, in

particolare, il parere espresso dai medici interpellati e segnatamente dal

dott. __________. Inconferenti risultano d’altra parte anche le allegazioni

formulate da __________, impiegato comunale che si occupa del disbrigo delle

pratiche amministrative della ricorrente, in particolare laddove asserisce di

non aver potuto mai verificare di persona un abuso etilico da parte

dell’assicurata (doc. A2 e Vbis). Come è stato dianzi ampiamente illustrato,

infatti, i rapporti dei medici all’inserto, in particolare del medico curante

dell’assicurata, riferiscono di un abuso etilico confermato da alcolemia, dai

tassi del CDT e dall’impressione clinica oltre che dai rilievi specialistici

effettuati nell’ambito della perizia del SAM.

A

giusta ragione, quindi, l'Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni.

Visto

quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va respinto.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso é respinto.

2.- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster