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Decisione

32.2005.255

Assicurato 62enne al momento della decisione impugnata con una capacità lavorativa non sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato

7 novembre 2006Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

i 5 kg ridotto).

In più dovrebbe svolgere un lavoro (sempre inerente ai

problemi della schiena) parzialmente seduto, parzialmente in piedi con la possibilità

di cambiare spesso posizione.

Visto che i problemi complessi dei piedi

bilateralmente non sono di mia competenza, ho mandato il paziente per una

valutazione alla Clinica Universitaria Ortopedica __________ a __________.

Il paziente è stato visto una prima volta l'8.12.2005

(vedi rapporto allegato) e dopo aver pianificato gli ulteriori accertamenti

(soprattutto TAC dei piedi bilateralmente) il paziente è stato rivisto il

17.1.2006.

Già in occasione della prima visita il paziente è stato

messo inabile al lavoro nella misura del 100% in modo provvisorio.

Nel secondo rapporto del 24.1.2006 (vedi ugualmente

allegato) il paziente viene giudicato (a causa delle importanti alterazioni

patologiche nella TAC) inabile al suo abituale lavoro come cameriere nella

misura del 100% in modo definitivo.

Il paziente entrerà di nuovo alla Clinica __________ a __________

nel mese di aprile per farsi fare delle scarpe ortopediche su misura - Nè

l'intervento proposto, nè queste scarpe ortopediche, possono aumentare la

capacità lavorativa (ma migliorare la sua qualità di vita avendo meno dolori

nella vita quotidiana).

Tornando al problema della colonna lombare, avevo sopra

specificato, che dovrebbe fare un lavoro parzialmente seduto, parzialmente in

piedi. Il lavoro parziale in piedi cade per il problema podologico, visto che

il paziente soffre di dolori continui in ambedue i piedi appena li carica o

appena fa qualche passo.

A mia conoscenza non esiste nessuna attività lucrativa

teoricamente proponibile al paziente, per quello anche la proposta di una

reintegrazione professionale all'età di 63 anni mi sembra impossibile.

Così (basandomi soprattutto sulla valutazione della

Clinica Universitaria __________) il paziente mi sembra abbia diritto ad una

rendita intera.

Alla luce di questi nuovi accertamenti clinici e

radiologici vi prego gentilmente di rivalutare la vostra decisione." (Doc.

4)

- certificato medico 15 dicembre 2005 firmato dal dr. __________,

__________ e dal dr. __________, medico assistente della

Clinica Ortopedica Universitaria __________, in cui gli specialisti si sono

così espressi:

"

Beurteilung und

Procedere

Zur weiteren Abklärung der Fussdeformitäten beidseits

Durchführung einer CT-Diagnostik zur Beurteilung der ossären Verhältnisse der

Rück-/Mittelfüsse beziehungsweise zum Ausschluss einer calcaneonaviculären

Coalitio. Anschliessend Wiedervorstellung am 17.01.2006 in unserer Sprechstunde

zum Festlegen des weiteren Procederes. Hinsichtlich des lumbovetrebralen

Schmerzsyndroms empfehlen wir eine regelmässige physiotherapeutische Behandlung

und bedarfsgerechte Analgetikatherapie. Von unserer Seite Ausstellung eines

ärztlichen Zeugnis mit 100%iger Arbeitsunfähigkeit als Serviceangestellter vom

08.12.2005 bis 17.01.2006. Derzeit ist davon auszugehen, dass der Patient als

Serviceangestellter aufgrund der knöchernen Fehlstellung im Bereich beider

Füsse (rechts stärker als links) keine 100% Arbeitsfähigkeit mehr erlangen

wird." (Doc. 3)

- certificato

24 gennaio 2006 sottoscritto dal dr. __________ della Clinica Ortopedica Universitaria

__________, del seguente tenore:

"

(...)

Beurteilung und Procedere

Der Patient zeigt eine ausgeprägte

Mittelfussproblematik rechts bei wahrscheinlicher stattgehabter Nekrose des

Naviculare. Zusätzlich besteht eine bds. Tibialis posterior-Insuffizienz welche

die Knick-/Senkfusskomponente erklärt. Therapeutisch kommen eine Versorgung mit

einem orthopädischen Masschuh oder aber eine korrigierende Double-Arthrodese in

Frage. Allerdings ist der Patient zum jetzigen Zeitpunkt für ein operatives

Vorgehen nicht bereit. Auf jeden Fall kann festgehalten werden, dass er für

eine körperlich anstrengende Arbeit als Serviceangestellter sicherlich nicht

mehr arbeitsfähig ist.

Wie mit dem Hausarzt tel. am 20.1.2006 vereinbart

werden wir die orthopädisch technische Schuhversorgung durchführen.

Nächste klinische Kontrolle in 3 Monaten." (Doc.

2)

Nelle sue

annotazioni 27 marzo 2006 il dr. __________ del SMR ha

rilevato:

"

Perizia ortopedica dr. __________

del 19.5.2005

Vedi nota del 28.11.2005 dr.ssa __________, SMR, in

fase di opposizione

Decisione su opposizione del 30.11.2005

In fase di ricorso vengono presentati:

rapporto __________ del 24.1.2006:

diagnosi: malformazione piede bilaterale destra

>sinistra (valgo/piatto) in

- probabile necrosi

parziale del talo (dd. Iperplasia os navicolare a destra) con sublussazione a

livello dell'articolazione talo-navicolare destra in presenza di insufficienza parziale

della tibialis posterior a destra

sindrome lombovertebrale con

artrosi facettaria L5/S1 bilateralmente

conclusioni inabile quale cameriere

rapporto dr. __________ del 13.2.2006:

limiti funzionali per la schiena: in modo ripetuto non

sopra i 5 kg, occasionalmente 10 kg, per la schiena dovrebbe svolgere attività

in posizione alternata seduto/eretto, fatto però impossibile in considerazione

della problematica dei piedi

valutazione: dall'attuale documentazione medica non risulta una

modifica di rilievo dello stato di salute rispetto al momento della valutazione

peritale dr. __________. Le diagnosi sono in pratica rimaste invariate, a

livello dei piedi vengono riferiti dolori sotto sforzo come già in

occasione della perizia ortopedica mentre a livello del rachide lombare vi sono

le note alterazioni degenerative senza però presenza di sofferenza di tipo

radicolare.

Le valutazioni circa la capacità lavorativa espresse

dai medici __________ e da parte del Dr. __________ non concordano

completamente con le indicazioni date dal Dr. __________. In considerazione del

fatto che il dr. __________ ha espresso la sua valutazione circa la capacità

lavorativa quale perito specialistico con pluriennale esperienza nel campo non

vedo ragioni, in assenza di una modifica dello stato di salute dal momento

dell'esecuzione della perizia, di discostarci dalle sue conclusioni."

(Doc. VIII/bis)

2.6. Perché un rapporto medico abbia valore probatorio

è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti

litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali

di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi

antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche

o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto

devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004

nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,

U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,

p. 31; DTF 125 V 352;

Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I

162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14

aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del

24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e

332; ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita

il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire

dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere

considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto

sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici

dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove

è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la

propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per

quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono

tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

In

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da

medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno

valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,

compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non

devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità

(DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività

e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354).

Lo stesso vale per le perizie fatte

esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

Considerandi

(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

Per quel

che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;

MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,

1997, p. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

2.7

Nell’evenienza

concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute del

ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima

dell’emissione della decisione qui impugnata, deve rilevare quanto segue.

Nella

sua valutazione peritale 19 maggio 2005 il dr. __________, dopo aver rilevato

che “a livello fisico il paziente è limitato nel mantenere la posizione

eretta per lunghi periodi”, che “il paziente non è più abile nell'attività

di cameriere nella misura del 100%” e che “per un'attività

confacente dove il paziente non sia costretto a stare in piedi per periodi eccessivamente

lunghi, attività che non costringono il paziente a portare eccessivi pesi

soprattutto su terreni sconnessi, il paziente potrebbe essere giudicato anche

abile in misura completa”, rispondendo alla domanda “l’attività attuale è

ancora praticabile?” ha inspiegabilmente indicato “sì”, nella misura di

“4-5 ore al giorno”, con una diminuzione del rendimento “nelle

limitazioni sopra descritte” (doc. AI 184+5, le sottolineature sono della

redattrice).

Dalla

documentazione medica prodotta dall’assicurato e in particolare dalle certificazioni

13.

febbraio 2006 del dr. __________ (doc. 4), 15 dicembre 2005 (doc. 3) e 24 gennaio

2006.

(doc. 2) degli specialisti della Clinica Ortopedica Universitaria __________,

emerge chiaramente che l’assicurato, a causa delle sue patologie (sindrome

lombo-spondilogena su discopatie e alterazioni degenerative articolari

plurisegmentali; marcato retropiede valgo, avampiede addotto e piede piatto con

predominanza a destra su probabile necrosi del talo con sublussazione

nell’articolazione talonavicolare a destra con insufficienza parziale del

tibialis posterior a destra), è da ritenere totalmente inabile nella sua precedente

attività di cameriere. Quanto ad un’eventuale abilità lavorativa in altre

attività, il dr. __________ ha poi rilevato che l’assicurato, a causa dei suoi

problemi alla colonna lombare, potrebbe essere ritenuto

parzialmente abile in un lavoro parzialmente seduto, parzialmente in piedi, mentre

a causa delle sue patologie ad ambedue i piedi, non si può pretendere che egli

svolga un impiego che necessiti di stare a lungo in piedi: fatte queste

premesse, il dr. __________ è giunto alla conclusione che “non esiste

nessuna attività lucrativa teoricamente proponibile al paziente, per quello

anche la proposta di una reintegrazione professionale all'età di __________ mi

sembra impossibile. Così (basandomi soprattutto sulla valutazione della Clinica

Universitaria __________) il paziente mi sembra abbia diritto ad una rendita

intera” (doc. 4).

Ora,

per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni

sociali valuta la legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla

base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata –

in concreto il 30 novembre 2005 - quando si ritenga che fatti verificatisi

ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo

della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 129 V 4 consid. 1.2, 127 V

467.

consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).

In

tal senso, ai fini del presente giudizio il citato rapporto 13 febbraio 2006

del dr. __________ (che si rifà ai rapporti 15 dicembre 2005 e 24 gennaio 2006

degli specialisti della Clinica Ortopedica Universitaria __________) può essere

preso in considerazione poiché quanto descritto si riferisce all’evoluzione

(peggioramento) della situazione medica dell’assicurato a partire dalla primavera

del 2003.

Le

diagnosi dello specialista curante (dr. __________) e degli specialisti della

Clinica Ortopedica Universitaria __________ non contrastano con quanto ritenuto

in sede peritale dal dr. __________, se non per quanto concerne la percentuale

di inabilità lavorativa dell’assicurato nella sua precedente attività di

cameriere, inizialmente ritenuta dallo stesso dr. __________ del 100%, ma poi

senza motivazioni stimata al 50%. Il perito, dr. __________, dopo aver

correttamente rilevato che l’assicurato è limitato nel mantenere la posizione eretta

per lunghi periodi – limitazione dunque che concerne senza dubbio la

professione di cameriere, caratterizzata dal dover restare in posizione eretta

per lunghi periodi – ed aver di conseguenza ritenuto che l’assicurato non è più

abile nell’attività di cameriere al 100%, è caduto in contraddizione indicando

che la precedente attività – cameriere appunto – è ancora praticabile, nella

misura di 4-5 ore al giorno (doc. AI 18-5). Tale conclusione non può essere

fatta propria da questo Tribunale, ritenuto che il perito ha chiaramente

indicato che l’assicurato è totalmente inabile nella professione di cameriere,

che i suoi limiti sono rappresentati dal dover mantenere per lunghi periodi la

posizione eretta e che nel definire un’attività adeguata alle limitazioni

funzionali dell’assicurato il dr. __________ ha espressamente ribadito che non

debba trattarsi di un impiego in cui sia costretto a stare in piedi per periodi

eccessivamente lunghi (doc. AI 18-6).

Visto quanto

precede, questo TCA ritiene di dover dare maggior credito alle

valutazioni specialistiche espresse in maniera approfondita

e motivata dal dr. __________, dagli specialisti della Clinica Ortopedica

Universitaria __________ e, almeno in un primo momento, dallo stesso perito,

dr. __________. Di conseguenza, occorre ritenere che a partire dal mese di febbraio

2003.

l’assicurato sia totalmente inabile nella sua precedente attività di cameriere,

ma pienamente abile in attività leggere adeguate ai suoi limiti funzionali,

descritti nella perizia del dr. __________.

2.8

In

merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, l’amministrazione

nella decisione 14 luglio 2005 ha indicato che l’assicurato, totalmente abile dal profilo medico in

attività adeguate ai suoi limiti funzionali, senza il danno alla salute avrebbe

potuto percepire nella sua attività di cameriere un reddito di fr. 51'943

(stato 2004), mentre in attività adeguate al suo stato di salute, a tempo

pieno, non qualificate, potrebbe ancora percepire un salario lordo di fr.

39'689 (stato 2004 con riduzione del 25%). L’amministrazione ha quindi concluso

che dal raffronto dei redditi da valido e da invalido risulta una perdita di

guadagno del 24% (doc. AI 21).

2.9

Ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si

deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e dunque fittizio; ci dev'essere

cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta

di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,

intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF

110.

V 276; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts, 1997, p. 212). Un assicurato non può pertanto

avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per

pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se l'attività

ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato generale

del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso possibile

solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro medio (ZAK

1989.

p. 322; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, p. 124).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene

conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione

professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC

1989.

p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, Les rapports de causalité dans le

droit suisse de la sécurité sociale, 1991, p. 232). La misura dell'attività

ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale

dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La

situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della

residua capacità al guadagno.

In relazione alle

conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa ‑ conformemente a un

principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali ‑

all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno (DTF 123 V 233,

117.

V 278 e 400 e i ivi riferimenti; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,

1999, pp. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungsrecht, 1995, p. 61). In virtù di tale obbligo, l'assicurato

deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel

miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità",

segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se

necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 e sentenze ivi citate; cfr.

anche Meyer-Blaser, op. cit., p. 221).

Come detto, tutte le circostanze d’ordine sociale e personale

dell’assicurato di per sé non sono determinanti per la valutazione dell'invalidità, ma sono piuttosto

rilevanti di principio per la fissazione, se del caso, del reddito ipotetico da

invalido (DTF 126 V 78; STFA 14 febbraio 2004 nella causa T, I 594/04; Pratique VSI 2002 p. 64).

Tuttavia

la più recente giurisprudenza del TFA ha avuto modo di precisare che quando si

tratta di valutare l’invalidità di un assicurato prossimo all’età del pensionamento,

occorre procedere ad un’analisi globale della situazione e domandarsi se,

realisticamente, questo assicurato è in grado di reperire un impiego sul

mercato equilibrato del lavoro.

Indipendentemente

dall’esame della condizione relativa al summenzionato obbligo di ridurre il

danno, occorre quindi stabilire se in concreto un potenziale datore di lavoro

consentirebbe oggettivamente ad assumere l’assicurato, tenuto conto delle

attività da esso ancora esigibili a causa delle sue affezioni, dell’eventuale

adattamento del posto di lavoro, della sua esperienza professionale e della sua

situazione sociale, delle sue capacità di adeguarsi ad un nuovo impiego, del salario

e dei contributi padronali da versare alla previdenza professionale come pure

della prevedibile durata del rapporto di lavoro (STFA 4 aprile 2002 nella causa

W., I 401/01; 26 maggio 2003 nella causa N., I 462/02; 10 marzo 2003 nella causa

S., I 617/02).

2.10

Nella

fattispecie concreta, dagli atti risulta che l’assicurato, __________ al momento

dell’emanazione della decisione impugnata, a causa del danno alla salute di cui

è portatore presenta, da febbraio 2003, una totale inabilità nella sua precedente

professione di cameriere. Egli, per contro, sulla scorta della valutazione peritale

del dr. __________ - che ha evidenziato limitazioni nel mantenere la posizione eretta per periodi

eccessivamente lunghi, nell’effettuare spostamenti su

terreni sconnessi, escludendo la possibilità di trasportare pesi oltre i 25 kg, cfr. doc. AI 18 - è stato giudicato

abile in misura del 100% in attività leggere adeguate in considerazione di

suddette limitazioni.

Professionalmente

l’assicurato ha esercitato per oltre 40 anni l’attività cameriere, ciò che

lascia presumere che egli, stante in particolare la mancanza di una solida

formazione scolastica, incontrerebbe verosimilmente grosse difficoltà

nell’intra-prendere una nuova attività, anche di tipo leggero nel settore del

controllo, della sorveglianza o dell’incasso, senza formazione complementare,

ritenuto inoltre che anche nell’esercizio della maggior parte di dette attività

egli, a causa del danno alla salute, non potrebbe mantenere a lungo posizioni

statiche, né seduto, né in piedi. Le possibilità d’impiego in detto settore

d’attività appaiono quindi in concreto del tutto teoriche e irrealistiche,

essendo altamente improbabile che un datore di lavoro (anche nel settore

dell’incasso) accetti di assumere nelle condizioni sopra descritte, un

impiegato __________ - che quindi a (relativamente) breve termine raggiungerà

l’età del pensionamento - tenuto altresì conto dei rischi connessi ad una eventuale

sua assunzione (elevati contributi del datore di lavoro destinati alla

previdenza professionale, inesperienza professionale e mancanza di adattamento

del lavoratore dovuta sia all’età che alla scarsa formazione scolastica; cfr.

le succitate STFA 4

aprile 2002, 26 maggio 2003 e 10 marzo 2003 in cui il TFA ha ritenuto, alla luce delle circostanze concrete,

siccome non più economicamente utilizzabile la capacità lavorativa residua di

un assicurato 62enne, rispettivamente di un 61enne e di un 64enne).

Stante

quanto precede, la capacità residua dell’assicurato non risultando in concreto

economicamente sfruttabile in un mercato equilibrato del lavoro, ad esso deve

essere riconosciuto il diritto ad una rendita intera d’invalidità a far tempo

dal 1° febbraio 2004.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è accolto.

§ La

decisione 30 novembre 2005 è annullata.

§§ L’assicurato ha diritto

ad una rendita intera d’invalidità a far tempo dal 1° febbraio 2004.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

L’Ufficio

AI verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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