Lexipedia

Decisione

32.2005.59

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

16 novembre 2005Italiano63 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti atti a giustificare l'assegnazione di provvedimenti

professionali.

Per quel che concerne il danno alla

salute, risulta innanzitutto un'instabilità alle spalle, elemento già reso noto

con la precedente richiesta di prestazioni. Con rapporto 22 aprile 2002 il

curante attestava anche la presenza di una forma di tossicodipendenza (che

stando agli atti non dovrebbe attualmente più sussistere), nonché depressione.

Queste ultime non rientravano comunque fra le diagnosi con ripercussioni sulla

capacità lavorativa.

In seconda battuta il curante ha

comunque specificato che anche la problematica alle spalle attualmente non

compromette minimamente la capacità lavorativa: "il paziente a margine non

ha nessuna limitazione dal punto di vista fisico" (dich. 3.9.2002).

Chiedere ev. a __________ se è

necessario ricontattare il curante affinché, in considerazione delle precedenti

attestazioni, abbia a meglio specificare la funzionalità delle braccia (cf.

nota __________ 28.12.2002).

Come noto, affinché un diritto a

riqualifica sia dato, è inoltre necessario che l'assicurato presenti una

perdita di guadagno pari al 20%.

Occorre pertanto paragonare il

reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire senza danno alla salute, con

quello che potrebbe percepire svolgendo un'attività adeguata, nella misura

stabilita a livello medico teorico.

Nel presente caso tuttavia, prima di

procedere a siffatto paragone, occorrerebbe verificare quali attività

l'assicurato ha svolto prima che subentrassero problemi di salute.

Considerata l'entità del danno alla

salute, che di primo acchito appare contenuto, non è escluso che un'attività

già precedentemente esercitata sia tuttora normalmente esigibile, ciò che

escluderebbe quindi una perdita di guadagno legata al danno alla salute ...

." (Doc. AI 102)

Nel suo “Rapporto finale” 16 aprile 2003 il consulente IP ha raccomandato

all’amministrazione di approfondire lo stato funzionale delle spalle

(percentuale di esigibilità) dell’assicurato presso uno specialista del settore

(cfr. doc. AI 103).

Nel frattempo, il Dr. __________ ha ritenuto opportuno sottoporre

il proprio paziente ad un consulto specialistico presso il Dr. Med. __________,

FMH in medicina interna e malattie reumatiche, il quale in data 1° aprile 2003

ha stilato il seguente referto:

"

(...)

Diagnosi: - Sindrome

di iperlassità legamentare su/con:

instabilità delle 2 spalle e a livello della spalla dx stato dopo

capsular-Schift secondo Warren nel 22.03.1993

- Artralgie

diffuse

Valutazione: si tratta di un giovane paziente __________

che da tempo accusa un dolore alle spalle. Già ai tempi era stata diagnosticata

un'instabilità multidirezionale alla spalla sx, motivo per cui si era proceduto

nel 93 a un capsular Schift secondo Warren, intervento che non ha portato, a

detta del paziente, a nessun miglioramento se non ulteriore diminuzione della

mobilità a livello delle spalle. Attualmente il paziente accusa un dolore ad

entrambe le spalle in particolare ai movimenti estremi e all'elevazione delle

spalle oltre l'orizzontale. A questo si aggiungo delle artralgie irregolari e

emigranti. All'esame clinico trovo un paziente con un habitus marfanoide in

particolare alle estremità anteriori alle superiori estremamente lunghe, lieve

aracnodattilia iniziale, colonna vertebrale normoconfigurata, torace

normoconfigurato, presenza di tutti i 5 punti positivi per un'iperlassità

legamentare. A livello delle spalle presenza di una modica instabilità

anteriore con Test di Apprenson positivo.

Assenza di sinoviti,

muscolatura discreta.

Ho effettuato ancora una

sonografia funzionale delle spalle su pressione anche del paziente, sonografia

che mi ha mostrato una struttura ossea ancora ben intatta senza importanti

irregolarità, cuffia dei rotatori intatta e una tendenza ancora alla sublussazione

di entrambe le spalle. Assenza di versamenti intraarticolari.

Considerandi

II paziente soffre in

primo luogo di un'iperlassità legamentare sino quasi ad una sindrome di Marfan,

per tale sindrome mancano però ancora vari sintomi come la lussazione del

cristallino, una scoliosi, un petto incavato. La sindrome di iperlassità legamentare

è estremamente pronunciata ed è la causa primaria dell'instabilità a livello

delle spalle, e quindi non sorprende il fatto che l'operazione non abbia

portato ad alcun miglioramento. In questi pazienti bisogna essere prudenti con

interventi di stabilizzazione in quanto questi il più delle volte sono

destinati al fallimento. L'ipoplasia del glenoide non può far altro che aumentare

il rischio d'instabilità. Le artralgie sono anch'esse spiegate nell'ambito

dell'iperlassità legamentare. Così ci si può eventualmente porre la questione,

e se non vale la pena, di effettuare ancora un’ECO cardiaco alla ricerca di un

prolasso mitralico e di un'eventuale ectasia dell'aorta ascendente.

Per quel che riguarda il

lavoro il paziente è da considerare inabile per dei lavori pesanti, come anche

quello sinora effettuato di autista magazziniere dove deve sollevare dei pesi.

Francamente nell'ambito

di una riqualifica consiglierei autista di bus o mezzi pubblici, dove non deve

sollevare ripetutamente il braccio sopra l'orizzontale o portare pesi, un'altra

possibilità potrebbe essere la riqualifica in quale tassista. In tale attività

il paziente sarebbe poi abile al 100%.

A livello terapeutico l'unica

cosa consigliabile è un adeguato rinforzo muscolare da effettuarsi in palestra

mentre deve evitare tutti gli esercizi che puntano sull'agilità, in particolare

lo strecing." (Doc. AI 106a)

Con “Proposta medico” 23 aprile 2003 il Dr. __________ del SMR ha osservato:

"

Per stabilire i limiti dati dalla

"instabilità multidirezionale volontaria alle 2 spalle" e la

evoluzione nel tempo (stato da intervento alla spalla destra nel 1993) è

indicata rivalutazione a distanza di quasi 8 anni dalla valutazione del dr. __________,

(che lo aveva operato e giudicato con una IL 25% come magazziniere).

Perizia dr. __________.

Il perito dovrà esprimersi sui

limiti dati dall'affezione delle spalle (possibilità di alzare pesi,

limitazione nei movimenti)." (Doc. AI 104)

L’amministrazione

ha quindi ordinato l’esecuzione di una perizia ortopedica, affidata al Dr. Med. __________, FMH in chirurgia

ortopedica e ortopedia, al fine di accertare l’effettivo stato

di salute dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla sua capacità lavorativa.

Nel

rapporto 2 giugno 2003 lo specialista, dopo aver proceduto ad un’esauriente e

dettagliata anamnesi, nonché alla valutazione dei dati soggettivi ed oggettivi,

ha posto la seguente diagnosi:

" (...)

4.

Diagnosi

4.1

Diagnosi con

ripercussioni sulla capacità di lavoro

Ÿ esistenti da quando?

Instabilità congenita

multidirezionale di entrambe le spalle in stato dopo capsular-shift spalla

destra.

4.2

Diagnosi senza

ripercussioni sulla capacità di lavoro

Ÿ esistenti da quando?

Vedi atti allegati.

5.

Valutazione e

prognosi

Per quanto riguarda le

spalle la situazione è stabilizzata. Non si possono ottenere sostanziali

modifiche dello stato attuale mediante ulteriori trattamenti medici. Il paziente

necessita di una continua ginnastica per il rinforzo della muscolatura del cingolo

omero­scapolare.

B. CONSEGUENZE

SULLA CAPACITÀ DI LAVORO

1.

Menomazioni

(qualitative e quantitative) dovute ai disturbi constatati

Ÿ a livello psicologico e mentale

Il paziente presenta una

certa depressione peraltro già notata anche dal curante dr. __________.

Ÿ a livello fisico

Il paziente si lamenta di

essere impossibilitato a svolgere attività sportive e si lamenta anche di non

poter eseguire lavori pesanti.

Ÿ nell'ambito sociale

Non note.

2.

Conseguenze dei

disturbi sull'attività attuale

2.1

Come si

ripercuotono i disturbi sull'attività attuale dell'assicurato?

L'assicurato ha

interrotto l'attività di autista magazziniere in quanto questo comportava il

trasporto di pesi anche consistenti che gli causavano forti dolori alle spalle

e che non potevano essere più svolti normalmente.

2.2

Esatta

descrizione delle funzioni intatte e della capacità di carico

Il paziente non ha alcuna

limitazione per quanto riguarda gli arti inferiori. Per quanto riguarda gli

arti superiori il paziente può spostare pesi fino a 5 kg senza limitazione. Può

spostare pesi fino a 15-20 kg saltuariamente. Non più di 20 kg. Può fare lavori

con le braccia appoggiate ad un banco anche ripetitivi. Può svolgere lavori

senza limitazione con le braccia sotto l'orizzonte sempre limitatamente al

sollevamento pesi. Può svolgere lavori oltre l'orizzonte soltanto

eccezionalmente.

2.3

L'attività

attuale è ancora praticabile?

Sì in qualità di autista

senza compito di carico e scarico. No per attività di autista­magazziniere che

gli impongono il trasporto di pesi.

2.4

Se sì, in quale

misura (ore al giorno)?

In qualità di autista il

paziente potrebbe essere abile anche in misura completa 8 ore al giorno.

2.5

E' presente

inoltre una diminuzione della capacità di lavoro?

No

2.7

Da quando esiste una limitazione della

capacità di lavoro dal lato medico di almeno il 20%?

Dal 1983 il paziente non

ha più ripreso l'attività lavorativa.

2.8

Qual è stato in

seguito lo sviluppo della limitazione della capacità di lavoro?

Vi è stato un tentativo

di reintegrazione professionale, fallito a quanto sembra per incostanza del

paziente. Attualmente il paziente si sente pronto e volonteroso per essere

riqualificato in una attività professionale adeguata.

C. CONSEGUENZE

SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

Mi astengo dalla risposta

delle domande sottocitate in quanto la risposta è a voi già nota. Rispondo

peraltro alle domande riguardo l'affezione alle spalle.

Ribadisco quanto detto

sopra. Il paziente non presenta particolari limitazioni ai movimenti.

Può svolgere quindi tutti

i lavori con le braccia che non lo costringono a lavorare con le braccia oltre

l'orizzonte per periodi prolungati oltre ¼ d'ora-20 minuti e non può trasportare

pesi frequentemente oltre i 5-10 kg.

1.

E' possibile effettuare provvedimenti

d'integrazione? Ve ne sono in Corso? Ne sono previsti?

2.

E' possibile

migliorare la capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale?

2.1

Se si, con quali ragionevoli

provvedimenti (p. es. provvedimenti medici, mezzi Ausiliari, adattamento del

posto di lavoro)?

2.2

Secondo lei che

effetti hanno questi provvedimenti sulla capacità di lavoro?

3.

L'assicurato è

in grado di svolgere altre attività?

3.1

Se sÌ, a quali esigenze deve

rispondere il posto di lavoro dal punto di vista medico e di che cosa bisogna

tenere soprattutto conto nel caso di un'altra Attività?

3.2

In che misura si possono svolgere

attività consone alle menomazioni (ore al Giorno)?

3.3

E' presente

inoltre una riduzione della capacità di lavoro?

3.4

Qualora non

siano possibili altre attività: per quali motivi?" (Doc. AI 106)

In data 16 giugno 2003 l’Ufficio AI ha nuovamente affidato

l’incarico per integrazione al consulente IP (cfr. doc. AI 108), il quale ha

redatto in data 17 luglio 2003 il seguente rapporto finale:

"

Le informazioni funzionali dell'A.

sono VAGHE, inefficienti per assolvere il compito di Consulente.

Infatti, non sono in grado di

configurare teoricamente l'A., non sono in grado di decidere se l'A. ha diritto

ai provvedimenti professionali, ... Il motivo è semplice: nessun limite è stato

espressamente redatto, a parte un'insignificante "100% in attività adeguata:

conduttore di mezzi pubblici o tassista (rammento che il tassista deve essere

in grado di sollevare e scaricare valigie di 2 - 20 kg)".

Apprezzo l' "orientamento"

professionale espresso dal Perito, purtroppo non soddisfa il mandato

conferitogli!

Di conseguenza ritorno la pratica

per ulteriori approfondimenti funzionali."

(Doc. AI 110)

Nella “Proposta medico” 21 luglio 2003 il Dr. __________ ha

osservato:

" I limiti sono descritti nella perizia del dr. __________

del 02.06.2003.

(la valutazione cui si riferisce

__________ è quella del dr. __________ del 01.04.2003, che effettivamente non

descrive limiti ma è piuttosto sul vago con anche suggerimenti magari non

richiesti, si trattava però non di una valutazione per l'AI ma di una lettera

al medico curante).

Di nuovo ad OP per

valutazione." (Doc. AI 112)

In data 24 luglio 2003 il consulente IP ha indicato quanto segue:

"

RAPPORTO INTERMEDIO

L'A. ha una limitazione del carico

delle spalle di 5 Kg.

Quale consulente valuto opportuno

verificare le funzionalità e il rendimento economico in attività non

qualificate semplici e ripetitive presso il __________.

Il Laboratorio d'osservazione /

accertamento collocato nel __________ di __________ è senz’altro in grado di

fornire valide risposte in merito alle problematiche appena espresse.

Vi raccomando, dunque, di sostenere

le spese d'accertamento della durata di 1-3 mesi e le conseguenti spese: IG e

trasferte con i mezzi pubblici." (Doc. AI 113)

L’Ufficio AI ha quindi informato l’assicurato della necessità di

un accertamento professionale presso il __________ di __________ al fine di

valutare la sua capacità reintegrativa e lavorativa (cfr. doc. AI 116).

In data 7 maggio 2004, la responsabile dell’osservazione del __________

ha stilato il seguente “Rapporto finale” di dimissione prima della scadenza del

periodo di accertamento e osservazione professionale:

" Con riferimento al mandato per la

valutazione delle capacità lavorative residue del signor RI 1 __________ -

accertamento, osservazione e orientamento professionale a carattere pratico -

la presente documentazione quale rapporto di dimissione dal nostro __________.

Per i dettagli

dell'osservazione si rimanda agli scritti e alle schede del maestro di lavoro

signor __________, che trova in allegato, con i quali viene dato un quadro

riassuntivo, discorsivo (Presenza, Rapporto con i colleghi e i maestri di

lavoro, Danno alla salute, Aspettative e competenze, Proposte) e schematico

(Capacità di apprendimento, Preparazione del lavoro, Esecuzione, Capacità

fisica, Comportamento e relazione, Ripercussione del danno alla salute), di quanto

constatato e verificato durante il periodo di permanenza al __________ del __________.

Durante il primo mese (__________),

l'assicurato ha dimostrato capacità manuali, organizzative e di impegno

valutate tra il discreto ed il buono; ma non ha dimostrato ritmi produttivi

sufficientemente sostenuti e performanti per il mercato del lavoro attuale; nell'insieme

pur essendo persona con risorse e potenzialità, non ha palesato particolare

coinvolgimento, rimanendo a tratti focalizzato su aspetti e disagi personali

attuali, era palpabile sin dai primi giorni dell'osservazione uno stato di

tensione e di preoccupazione.

II signor RI 1 attendeva

con impazienza l'opportunità di un periodo di formazione e di un reinserimento

professionale tramite li __________, ma il riacutizzarsi delle problematiche

psichiatrico-psicologiche non gli hanno consentito la necessaria serenità

nell'affrontare il programma e da questo eventuali progetti futuri.

Durante il percorso di

osservazione non ha potuto garantirci la continuità (periodi di assenza

certificati dal curante); ciononostante sono emersi interessi per alcuni

settori professionali (ad es. ambito Sociale); alla scadenza del primo mese di

osservazione "generica", si è riusciti a negoziare e pianificare il

proseguo, a metà tempo (certificato medico di abilità lavorativa al 50%), in un

primo settore "specifico" del __________, il Giardinaggio; in seguito

si sarebbe eventualmente preso in considerazione anche un secondo settore

professionale scelto/auspicato dall'assicurato.

Riassumendo, le prove, i

test e le esercitazioni fin qui eseguite, hanno dato risultati tali da non

lasciar presagire possibilità di riqualifica professionale in uno dei settori

presenti al __________; di seguito le ragioni.

Il signor RI 1 è stato

presentato agli operatori della __________ ed ha iniziato in data 20 aprile lo

stage (a mezza giornata / il pomeriggio); purtroppo dopo un paio di giorni ha

dovuto interrompere a causa del riacutizzarsi dello stato depressivo in forma

grave.

Il curante, Dr. __________

ha prescritto una psicoterapia, quindi è stato indirizzato al Dr. __________

che lo ha visto 2-3 volte; in data 6 maggio lo specialista in psichiatria ha

dato indicazioni per un ricovero che dovrebbe essere avvenuto in data odierna.

L'assicurato è da

considerare dimesso dal __________ partire dal 7 maggio." (Doc. AI 121)

Al citato rapporto finale sono stati allegati il

“rapporto di osservazione” relativo al periodo 4 marzo 2004 - 2 aprile 2004 e

le “Considerazioni e conclusioni” stilate in data 5 aprile 2004 dal maestro di

lavoro dell’assicurato:

" (...)

Osservazioni generali

(immagine

dell'assicurato; modo di porsi nei confronti del lavoro; ...)

Il sig. RI 1

ha iniziato il periodo di osservazione alla data stabilita.

Si è presentato come

persona attenta e volenterosa di iniziare un possibile nuovo percorso

formativo.

Ha sempre ascoltato

con attenzione le spiegazioni dei test e delle attività ma, fin dall'inizio, ha

esternato un certo carattere critico che, in alcune occasioni, erano eccessive

e hanno richiesto un supplemento di spiegazioni e lunghe conversazioni per tentare

di convincerlo dello scopo e/o del senso della prova specifica ritenuta banale

o inutile dall'A.

Presenza

(sull'arco del periodo

dell'osservazione e della singola giornata; continuità; puntualità; pausa;

percentuale dei giorni di assenza; ...)

Le numerose e

frammentarie assenze hanno influito notevolmente sull'esito dell'osservazione

globale.

Durante il periodo di

permanenza in questo settore, della durata di 4 settimane, l'A. è stato assente

per malattia dal 10 al 16 marzo (5 gg. Lavorativi); il 23 marzo (1 giorno) e

dal 30 marzo al ... (attualmente è ancora in malattia).

Questa sequenza

frazionata di assenze ha influito sull'esito dell'osservazione perché varie

attività pratiche non ha potuto eseguirle. In particolar modo non posso esprimere

valutazioni per quanto concerne le posizioni eretta, accovacciata e con le

braccia sopra il livello delle spalle.

Durante la sua

presenza la puntualità è stata accettabile.

Rapporto con i

colleghi e i maestri di lavoro

(disponibilità al

dialogo; capacità di inserimento nel gruppo; mantenimento dei rapporti all'interno

del contesto lavoro; ...)

La qualità del

rapporto con i colleghi è stata discontinua. In particolare, durante i primi giorni

il sig. RI 1 ha avuto piccoli diverbi con un paio di colleghi che gli avevano

fatto degli scherzi (dirgli che sarebbe stato indirizzato verso la meccanica sapendo

che l'A. è refrattario alle attività manuali e alla manipolazione di metalli).

La reazione a questo

scherzo mi ha impressionato per la durezza espressa. Molto offeso, non ha

tollerato nessuna scusa, ed è stato molto duro nei confronti dei colleghi che,

capendo la situazione, hanno cessato di indirizzargli qualsiasi genere di attenzione.

Dopo questo episodio la relazione è continuata ma su toni meno amichevoli.

Con noi il rapporto è

sempre stato rispettoso ma abbastanza formale.

La criticità e un

certo aspetto di diffidenza dell'A. non sempre hanno favorito al meglio la

relazione. Polemico (contenuto) sullo scopo e/o validità di alcune prove pratiche

come la costruzione di una scatola di ottone col traforo, o il cucire con la

macchina da cucito o l'assemblare semplici pezzi, hanno creato discussioni dove

il sig. RI 1 forse non capiva il senso delle prove pratiche (tenuta della

posizione; precisione; ecc.) e le criticava ad oltranza. Ha eseguito tutte le

attività ma non sempre con lo spirito giusto.

Forse lo stato

depressivo, attualmente presente nell'A., ha contribuito a questo atteggiamento

poco collaborante.

Danno alla salute

(problemi riscontrati;

lamentele. assenze; fragilità; modo di porsi; ...)

Il danno alla

salute: instabilità bilaterale delle spalle (operato) ha influito parzialmente

sull'osservazione perché, a causa delle frequenti assenze, non ha eseguito

quelle prove dove si poteva osservare direttamente l'incidenza del danno.

Forse il problema

maggiore da valutare, e cercare di risolvere prima possibile, è quello relativo

alla condizione psichica piuttosto precaria dell'A.

Sta seguendo una cura

antidepressiva prescritta dal suo medico curante ma gli effetti, da quanto

dichiarato dal sig. RI 1, dovrebbero vedersi solo dopo un mese. L'A. si è

assentato dal 30 marzo perché aveva bisogno di stare da solo, la relazione con

la compagna è difficile a causa della depressione. La reattività esternata

durante l'osservazione potrebbe compromettere un reinserimento professionale.

Come detto sopra

alcune posizioni non sono state verificate a causa della sua assenza dal nostro

laboratorio di osservazione. L'unica posizione verificata è stata quella seduta

dove ha mostrato una continuità di oltre le due ore senza particolari problemi

eccetto che per alcuni dolori in varie parti del corpo e, in particolare, alla

spalla dx. e schiena dopo lavori manuali semplici e leggeri.

Aspettative e

competenze

(confronto tra competenze

dichiarate ed effettive; prospettive; proposte di formazione o lavorative da

parte dell'utente; ...)

Il livello

cognitivo del sig. RI 1 si situa a livello dei primi anni di scuola media con

la difficoltà della lingua italiana parlata e scritta.

Le competenze ed

abilità manuali sono discrete per ciò che concerne la motricità fine ed

accurata; per la motricità più grossolana ci potrebbero essere più difficoltà

perché l'A. non gradisce svolgere lavori grossolani e in particolare con

metalli.

Le aspettative sono

state sempre rivolte verso un lavoro in ambito sociale. Il sig. RI 1 aveva

effettuato, nel recente passato, alcuni stage (volontariato) presso Istituti

del Cantone con sua soddisfazione ed interesse. Altro interesse esternato, ma

meno determinato del precedente, il lavoro con animali e/o all'aria aperta.

Proposte

(periodo di osservazione

in un settore specifico del __________; osservazione in esternato; possibilità

di inserimento diretto: azienda, stipendio, condizioni particolari; difficoltà

o carenze che ne impediscono la possibilità di una futura formazione o colloc.

diretto; ...)

Nelle attuali

condizioni e alla luce di quanto potuto constatare, è necessario mettere in

atto una ulteriore prova lavorativa pratica, così da permettergli di ritrovare

un equilibrio (pur con l'assunzione dei farmaci antidepressiví).

Si propone uno stage

nel settore del giardinaggio floricoltura (__________) per verificare la tenuta

regolare e per permettergli di recuperare interessi e fiducia." (Doc. AI 121b)

Con certificato medico 6 maggio 2004 il Dr. Med. __________,

FMH in psichiatria e psicoterapia, Medico Capo Servizio del __________, ha

attestato che l’assicurato “è inabile al lavoro nella misura del 100% dal 1

maggio 2004 a tempo indeterminato” (cfr. doc. AI 122).

L’Ufficio AI ha inoltre ricevuto il certificato

medico 7 maggio 2004 redatto dalla Dr.ssa __________, medico assistente della __________

di __________, che attesta la degenza dell’assicurato presso la clinica a

partire dal 7 maggio 2004 fino a data da determinarsi e la sua totale inabilità

al lavoro (cfr. doc. AI 126).

In data 21 maggio 2004 il Dr. __________ del SMR

ha chiesto al Dr. __________ di fornire le seguenti precisazioni:

" Le chiedo alcune informazioni concernenti l’assicurato

indicato a margine, presso il quale erano in corso delle misure di accertamento

professionale.

Durante questi

accertamenti che si sono svolti a __________ dal 04.03.2004 al 02.04.2004

l’assicurato è rimasto spesso assente, assenze giustificate dal medico curante.

Ci è pervenuto un suo certificato del 06.05.2004 in cui dichiarava che

l’assicurato è inabile nella misura del 100% dal 01.05.2004 a tempo

indeterminato.

Ci interessa sapere:

- la diagnosi

- se l’assicurato è

ricaduto nell’uso di stupefacenti

- per quanti giorni l’assicurato è

rimasto ricoverato presso la __________, quale era lo scopo di questo ricovero

e se tale scopo è stato raggiunto visto che si prospetta una dimissione a breve

termine

- ritiene possibile che queste misure

reintegrative possano essere riprese a breve termine?

Se ci sono altre

osservazioni da fare la prego di volerle aggiungere.” (...).” (Doc. AI 124)

A tale richiesta di precisazioni il Dr. __________

ha risposto in data 11 giugno 2004:

" Ti informo da quanto da te richiesto nella tua lettera

del 21.05.04 concernente lo stato di salute dell'assicurato in epigrafe.

Lo stesso è stato

segnalato dal collega Dr. __________ di __________, nell'ambito di una sindrome

depressiva lieve con aspetti ansiosi, e una quota d'angoscia moderata e

fluttuante. Dopo il primo incontro egli ha presentato una ricaduta più

accentuata in abuso di oppiacei, motivo che ha comportato poi l'indicazione di

un ricovero presso la __________ di __________, in quanto si era mostrato

motivato per un trattamento antidepressivo e una terapia di disintossicazione

di oppiacei (dove è rimasto ricoverato per circa due settimane nel mese di

maggio).

In considerazione della

tipologia della patologia che presenta l'assicurato ho consigliato sia al Dr. __________,

nonché ai colleghi della __________ che una presa a carico da parte del __________

di __________ sarebbe più idonea. A questo proposito ho parlato con il Dr. __________,

Capo Servizio per la sua segnalazione presso detto servizio.

Inoltre ho segnalato la

sua situazione al personale di __________. Ti allego la lettera inoltrata ai

colleghi della __________." (Doc. AI 128)

Con “Annotazioni del medico” 22 giugno 2004 il

Dr. __________ ha rilevato:

" Vedi mie annotazioni del 19.05.2004 e lettera al dr. __________

della stessa data.

Rapporto del dr. __________

con risposta parziale alle nostre domande del 19.05.2004.

Emerge comunque che l'A.

ha ripreso l'uso di stupefacenti (eroina per via endovenosa) ha fatto un

ricovero di 2 settimane per disintossicazione in maggio alla __________ di __________."

Attualmente non sono

indicate misure reintegrative (e neanche rendita)."

(Doc. AI 129)

2.7

Perché un rapporto medico abbia valore probatorio

è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti

litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali

di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi

antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche

o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto

devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der

Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique

VSI 2001 p. 108 consid. 3a, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M [I

162/01] consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA

del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F., 24

dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;

ZAK 1986 p. 189).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351ss. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con

l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e

l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte

esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

Per

quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza

della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta

a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgerichts, op. cit., p. 111).

Inoltre,

nella sentenza 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha

fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pp. 105ss), in cui questo

autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve

esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una

diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità

dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di

un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto

di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e

quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale

profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata

pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità

di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi

sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

L'esperto deve inoltre esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona

esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi

criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,

le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,

l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni

fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele

molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di

grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27

settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

2.8

Nel

caso di specie, il ricorrente ha contestato la decisione dell’Ufficio AI

rilevando innanzitutto che la stessa non tiene conto del fatto che il danno

alla salute si fonda sulle gravi disfunzioni ad entrambe le spalle di cui soffre

fin dal 1993 (cfr. doc. I).

Orbene,

in esito ad un approfondito e dettagliato esame specialistico dello stato di

salute dell'assicurato dal punto di vista ortopedico, nel referto 2 giugno 2003

- cui va senz'altro attribuito pieno valore probatorio conformemente ai

succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.7.) - il Dr. __________, perito

incaricato dall’UAI, sulla base della consultazione avvenuta il 27 maggio 2003,

dell'esame degli atti medici a sua disposizione e delle radiografie portate dal

paziente, dopo illustrazione dei dati anamnestici (anamnesi sociale e del

lavoro, descrizione del decorso, sviluppo della malattia e risultati della

terapia) dei dati soggettivi e delle constatazioni obiettive, alla luce di una

valutazione anche dal profilo prognostico, ha concluso che l'assicurato, affetto

da instabilità congenita multidirezionale di entrambe le spalle in stato dopo

capsular-shift spalla destra, “non ha alcuna limitazione per quanto riguarda

gli arti inferiori. Per quanto riguarda gli arti superiori il paziente può

spostare pesi fino a 5 kg senza limitazione. Può spostare pesi fino a 15-20 kg

saltuariamente. Non più di 20 kg. Può fare lavori con le braccia appoggiate ad

un banco anche ripetitivi. Può svolgere lavori senza limitazione con le braccia

sotto l’orizzonte sempre limitatamente al sollevamento pesi. Può svolgere

lavori oltre l’orizzonte soltanto eccezionalmente”. Tenendo conto di tutto

ciò, il perito ha concluso che l’assicurato è in grado di esercitare, in misura

completa (8 ore al giorno), la precedente attività di autista senza compito di

carico e scarico. Al contrario, egli non può esercitare la professione di

autista-magazziniere, che implica l’obbligo di trasporto di pesi (cfr. doc. AI 106).

Visto quanto precede, questo Tribunale non può che

rilevare l’incongruenza della contestazione ricorsuale relativa ad una presunta

mancata presa in considerazione dei problemi alle spalle che affliggono

l’assicurato.

2.9

Il ricorrente ha inoltre

contestato all’amministrazione di non avere considerato che i suoi problemi

fisici e la lunga inattività sono stati elementi scatenanti di uno stato

depressivo e ansiotico, causa della tossicodipendenza.

Nella fattispecie in esame, occorre dunque

accertare se la tossicodipendenza sia la conseguenza di un preesistente danno

alla salute psichica oppure se l’uso di sostanze stupefacenti ha portato ad una

malattia psichica invalidante, che ha provocato una perdita di guadagno

permanente o di lunga durata.

Il

Dr. __________, nel suo “Rapporto medico” 22 aprile 2002 ha indicato la

tossicodipendenza quale diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa

(cfr. doc. AI 86).

In seguito, lo stesso Dr. __________ nello scritto 3 settembre

2002.

all’Ufficio AI ha rilevato che il paziente “ha smesso una terapia

metadonica nel luglio 2001 per un ricovero di disintossicazione su seguente

terapia a __________ e da allora è sempre rimasto astinente con regolari

controlli, l’ultimo dei quali il 29 agosto 2002” (cfr. doc. AI 92). Egli ha

poi precisato che “l’assicurato non prende nessun medicamento” e “non

ha più nessun contratto terapeutico”, concludendo che “l’affidabilità,

in vista di una riqualifica professionale, è buona” (cfr. doc. AI 92).

Anche il Capo-équipe del __________ di __________, dove l’assicurato

ha soggiornato dall’8 ottobre 2001 all’8 giugno 2002, ha affermato che “durante

il suo percorso il signor RI 1 ha potuto rafforzare la sua decisione di vivere

una vita astinente cercando di individuare le cause che lo avevano portato

all’uso di sostanze. Ha dimostrato di essere in grado di mantenere gli impegni

presi quali l’astinenza, le regole della casa e i vari lavori negli atelier”,

concludendo per la sua “idoneità nell’affrontare una riqualifica

professionale quale possibile sbocco per un nuovo e definitivo impegno

lavorativo” (cfr. doc. AI 94).

In seguito, nella perizia ortopedica 2 giugno 2003 il Dr. __________

ha indicato, nella sezione “B. Conseguenze sulla capacità di lavoro”, al

punto “1. Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai disturbi

constatati a livello psicologico e mentale”, che “il paziente presenta

una certa depressione peraltro già notata anche dal curante Dr. __________”

(cfr. doc. AI 106).

Il Dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia,

medico Capo __________, con certificato medico 6 maggio 2004 ha attestato che

l’assicurato è inabile al 100% al lavoro a partire dal 1° maggio 2004, per un periodo

di tempo indeterminato (cfr. doc. AI 122).

Lo stesso specialista, nello scritto 6 maggio 2004 inviato al Primario

della __________, ha indicato che l’assicurato “presenta una problematica di

tossicodipendenza di eroina da più di dieci anni”; è stato ospite di

diverse comunità terapeutiche e ha subito anche un trattamento metadonico; nel

2003.

è riuscito a rimanere in astinenza da droghe e dal marzo 2004 ha cominciato

un periodo di osservazione presso il __________ di __________ (cfr. doc. AI

127). Lo specialista ha osservato al riguardo che “già a partire dalle prime

settimane ha presentato uno stato di angoscia e ansia marcata che ha poi

comportato l’insorgenza di una ricaduta nel consumo di eroina per via

endovenosa. Nell’arco dell’ultima settimana di marzo ha iniziato con una

frequenza maggiore (2-3 volte alla settimana). Il paziente appare determinato e

motivato per una terapia di disintossicazione, alla luce di queste prime

ricadute. Per la presa a carico ambulatoriale a medio-lungo termine valuterò

insieme al collega Dr. __________ la sua segnalazione ai colleghi del __________

di __________ o alla __________.” (cfr. doc. AI 127).

Inoltre, nello scritto 11 giugno 2004 al Dr. __________ del SMR,

il Dr. __________ ha rilevato che l’assicurato è affetto da “sindrome depressiva

lieve con aspetti ansiosi e una quota d’angoscia moderata e fluttuante”

(cfr. doc. AI 128). Egli ha poi aggiunto che l’assicurato “dopo un primo

incontro ha presentato una ricaduta più accentuata in abuso di oppiacei, motivo

che ha comportato poi l’indicazione di un ricovero presso la __________ di __________,

in quanto si era mostrato motivato per un trattamento antidepressivo e una

terapia di disintossicazione di oppiacei.” (cfr. doc. AI 128). Il Dr. __________

ha infine rilevato che, vista la tipologia della patologia presentata

dall’assicurato, egli ha consigliato sia al Dr. __________, medico curante, sia

ai colleghi della __________, una presa a carico da parte del __________ di __________

(cfr. doc. AI 128).

Dalla documentazione medica agli atti emerge che i problemi di tossicodipendenza che affliggono l’assicurato sin dal 1994,

come da lui stesso indicato nella “Richiesta di prestazioni AI per adulti”

(cfr. doc. AI 76), non sono la conseguenza di un preesistente

danno alla salute psichica. Nessun certificato medico agli atti attesta

una simile evenienza.

Parimenti da respingere, nel caso di specie, la

possibilità che l’uso di sostanze stupefacenti abbia portato ad una malattia

psichica invalidante, che ha provocato una perdita di guadagno permanente o di

lunga durata dell’assicurato.

Infatti, senza voler banalizzare la situazione

psichica in cui si trova l’assicurato, in casu non sono date le succitate

restrittive condizioni giurisprudenziali per ammettere, ai sensi dell’AI,

l’esistenza di una danno alla salute psichica avente carattere invalidante.

Il Dr. __________, curante dell’assicurato, ha

infatti indicato la tossicodipendenza e la depressione quali diagnosi senza

influsso sulla capacità lavorativa (cfr. doc. AI 86). Il Dr. __________,

specialista incaricato dall’Ufficio AI di eseguire una perizia ortopedica, ha

indicato che a livello psicologico e mentale l’assicurato presenta una certa

depressione già notata anche dal curante, Dr. __________ (cfr. doc. AI 106).

Il Dr. __________, specialista in psichiatria, ha

attestato un’inabilità lavorativa del 100% a partire dal 1° maggio 2004 a tempo

indeterminato, senza tuttavia specificare i motivi di tale inabilità (cfr. doc.

AI 122). In un successivo scritto al Primario della __________, dove

l’assicurato è stato ricoverato durante due settimane nel mese di maggio 2004

per un trattamento antidepressivo e una terapia di disintossicazione da

oppiacei, lo specialista ha indicato che il signor RI 1 ha presentato sin dalle

prime settimane di osservazione presso un centro di comunità familiare di __________

uno stato di angoscia e di ansia marcata, senza tuttavia mai parlare di una

malattia psichica invalidante (cfr. doc. AI 127). Ancora, nello scritto 11

giugno 2004 indirizzato all’Ufficio AI, il Dr. __________ ha precisato che

l’assicurato gli era stato segnalato dal medico curante, Dr. __________,

nell’ambito di una sindrome depressiva lieve con aspetti ansiosi e una quota di

angoscia moderata e fluttuante, senza ulteriori approfondimenti. Tutto ben

considerato, dunque, dalla descrizione dello status eseguita del Dr. __________,

non risulta che l’assicurato presenti le caratteristiche per riconoscere

un’invalidità psichica.

Da quanto precede, a mente

di questo Tribunale è da ritenere siccome

dimostrato con il grado di certezza richiesto nelle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti

ivi citati; DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142

consid. 8b; DTF 113 V 323 consid. 2a; DTF 112 V 32 consid. 1c; DTF 111 V 188 consid. 2b; SVR 1996

Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 p. 210/211), che

l’assicurato, affetto da un lieve disturbo psichiatrico, non presenta

un'invalidità ai sensi della LAI.

A giusta

ragione, quindi, l'UAI ha respinto la domanda di prestazioni.

Ne

consegue la conferma del querelato provvedimento e la reiezione del gravame.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il

ricorso è respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster