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32.2005.89

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

17 febbraio 2006Italiano53 min

Source ti.ch

Fatti

i quali ha già ottenuto le indennità giornaliere). Le conclusioni del dr. __________

riguardo all'abilità lavorativa hanno validità come lui stesso scrive nella

propria perizia solo a partire dal 25.9.1999, allorché l'assicurato è stato

dimesso dal __________.

Prima di allora vale quindi anche

per il perito reumatologo una totale inabilità lavorativa in qualsiasi

professione.

4.3. Se invece codesto lodevole Tribunale dovesse

ritenere che il danno alla salute dell'assicurato non sia stato esaminato con

la dovuta precisione e che il rapporto 25.11.2004 del dr. __________ non sia

sufficientemente concludente, imponendosi pertanto l'allestimento di una

perizia pluridisciplinare o una perizia psichiatrica atta a convalidare o meno

le conclusioni dei medici curanti, si chiede che venga allestita una perizia

giudiziaria al posto di ritornare l'incarto all'Ufficio AI per ulteriori

accertamenti medici. Infatti in non pochi casi l'Ufficio AI impiega ancora

molto tempo per dar seguito alla richiesta del Tribunale, svantaggiando così

l'assicurato che ha diritto ad una procedura celere. Nella STCA 8.11.2004 (inc.

32.2004.15) è stato per esempio ritornato l'incarto all'Ufficio AI con la

richiesta di allestimento di una perizia psichiatrica che l'Ufficio AI al

momento non ha ancora fatto eseguire." (Doc. I)

1.4. Con risposta

di causa 18 luglio 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha

invece postulato la reiezione del ricorso (cfr. doc. V). L’amministrazione ha

in particolare osservato:

"

(...)

In merito agli

accertamenti medici, abbiamo sottoposto ad ulteriore esame del Servizio medico

regionale dell'AI (SMR) il caso dell'assicurato, nonché il "nuovo"

referto medico emesso dal dr. __________, psichiatra, datato 19.10.2004

(precedente a quello del 25.11.2004 emesso dallo stesso psichiatra in fase di

opposizione). Alleghiamo la nota redatta dal SMR, dr. __________, parte

integrante della presente risposta, nella quale si rileva come non vi sono

valutazioni cliniche o elementi diagnostici che possano confermare la presenza

di patologia della sfera psichiatrica.

Per quanto concerne la

perizia reumatologica eseguita dal dr. __________ del 25.03.2004, la medesima

ha forza probatoria piena essendo conforme ai principio giurisprudenziali

decretati dal Tribunale Federale.

Gli accertamenti economici

effettuati dalla consulente in integrazione professionale (cfr. rapporto dell'1.07.2004),

non contestati in sede di opposizione, sono integralmente confermati dallo

scrivente Ufficio nella presente procedura. Anche aggiornando il reddito

ipotetico da valido definito dalla consulente in fr. 44'850.-- all'anno (anno

2002) al 2004, dal confronto dei redditi risulta comunque un grado d'invalidità

ben inferiore al 40% (dal raffronto tra fr. 45'792.--, reddito ipotetico da

sano, e fr. 36'075.--, reddito percepito da invalido inclusa riduzione

medico-teorica del 25%, risulta un grado d'invalidità del 21%).

Si precisa inoltre che

non risulta che il perito reumatologo dr. __________ abbia indicato nella sua

perizia una totale inabilità lavorativa dell'assicurato in qualsiasi

professione prima del 25.09.1999 (il medesimo ha giudicato l'assicurato abile

al lavoro al 100% con rendimento massimo del 100% dal 25.09.1999, dopo

dimissione dal centro di accertamento di __________). Pertanto va disattesa la

richiesta del ricorrente di riconoscere il diritto alla rendita intera

d'invalidità per il periodo dall'01.07.1999 (cfr. p.to 4.2 ricorso)."

(Doc. V)

1.5. In data 17

agosto 2005 il rappresentante dell’assicurato ha ancora osservato:

"

La risposta di causa

18.7.2005 dell'Ufficio AI prende posizione su parte delle obiezioni sollevate

con l'atto di ricorso a margine:

- Il dr. __________ del SMR sostiene che

non sia necessario l'allestimento di una perizia psichiatrica poiché

l'assicurato non presenta nessuna patologia della sfera psichiatrica, in quanto

è riuscito a superare gli esami di tirocinio e già a suo tempo nella

valutazione del __________ non vi erano elementi concludenti per la presenza di

un disturbo della sfera psichiatrica. Inoltre a suo dire anche lo psichiatra

curante dr. __________ aveva a suo tempo rilevato solo alterazioni minime.

In

realtà, come ben dimostrato nell'atto ricorsuale, già il rapporto del __________

rimarcava una soglia di resistenza al dolore molto debole, ed inoltre il calo

di rendimento scolastico (pur senza giungere ad un insuccesso scolastico) è

dimostrato dalle note conseguite, inferiori rispetto ai risultati dei primi

semestri.

Il

fatto poi che non si sia tenuto conto del certificato medico del dr. __________

solamente perchè non vi era una valutazione clinica o degli elementi

diagnostici porta alla semplice conclusione che l'amministrazione non ha dato

seguito ai suoi obblighi in fatto di diligenza nell'accertamento istruttorio

inviando allo psichiatra curante il solito questionario medico, chiedendogli di

aggiornare la situazione clinica.

- Riguardo alla forza probatoria piena

della perizia reumatologica del dr. __________, l'UAI si limita ad affermare

che la perizia è conforme ai principi giurisprudenziali, senza entrare nel

merito delle dettagliate censure sollevate. Non basta però che in altre

occasioni magari codesto tribunale abbia accordato piena forza probatoria ad

una perizia del dr. __________, per concludere che tutte le sue perizie debbano

essere esenti da critiche. A maggior ragione poi se si chiede di mostrare i

dati complessivi riguardanti le perizie del dr. __________.

- In merito al diritto ad una rendita

d'invalidità per i mesi di luglio e agosto 1999 ribadisco come il perito

reumatologo abbia letteralmente affermato che la sua conclusione ha validità a

partire dal 25.9.1999 allorché l'assicurato è stato dimesso dal __________.

Quindi significa che per il periodo precedente tale data il perito ha preferito

non determinarsi. Pertanto dovrebbe valere le attestazioni di inabilità

lavorativa stabilite dai medici curanti." (Doc. VII)

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I

707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio

2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA

del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2. Il

1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni

sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative

anche in ambito AI.

Dal

profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in

vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere

valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332

consid. 2.2 e 333 consid. 2.3, 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.

1b; SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2).

Il

Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di

regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione

contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

L’introduzione

della LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale per quel che concerne, in

ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro,

d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione

(della rendita d'invalidità e di altre prestazioni durevoli), motivo per cui le

succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono

tuttora valide (DTF 130 V 343).

Trattandosi

nel caso in esame di eventuali prestazioni durevoli riferite sia ad un periodo

antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, le disposizioni di legge

applicabili al caso di specie verranno riferite ad entrambi gli ordinamenti in

vigore prima e dopo il 1° gennaio 2003 (cfr. DTF 130 V 446 consid. 1.2.2),

ritenuto comunque che – come detto - la nuova normativa non ha apportato dal

punto di vista materiale alcuna sostanziale modifica riguardo ai succitati

concetti dell’AI.

Dal 1°

gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme introdotte dalla 4a revisione

della LAI.

2.3. Oggetto del

contendere è sapere da una parte se l’insorgente ha diritto ad una mezza rendita

a partire dal 1° luglio 2004 e, dall’altra, se deve essergli riconosciuto il

diritto ad una rendita intera per il periodo compreso tra il 1° luglio 1999 e

il 31 agosto 1999.

2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino

al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.

1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente

o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali

dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un

danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia

o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il

danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,

perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità

(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité

sociale, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore

sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se

sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno

al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che

nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che

gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado

d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che

l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione

di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del

lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto

conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore

(RCC 1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2;

Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,

Lausanne 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il

reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto

invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando

la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in

condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali

provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V

30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

Al

proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128

V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa

stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello

della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che

l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una

prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto

non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di

riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un

ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF

129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26

giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa

R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.

consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella

causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella

causa G. consid. 4.2, I 475/01).

2.5. Per

quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute

psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di

gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della

sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino

intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977

pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK

1984 pag. 342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003,

pag. 128).

L'Alta Corte ha inoltre

avuto modo di precisare che:

"

(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono

determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere

annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie

psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato

psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione

per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato

potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è

ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo

possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un

assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività

lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue

attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può

da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di

un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi

decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa

insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere

che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da

lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF

102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.

1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29

settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

Secondo la giurisprudenza

del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni

dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la

farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella

causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

2.6. Conformemente

ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni

sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233

consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;

Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551

e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve

intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior

modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente

mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una

nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze

ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona

interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne

l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).

Dalla

persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti

esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso

concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori

circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il

luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata

dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279

consid. 5a/aa e 5a/bb).

2.7. Nel caso in esame, nel

rapporto 13 aprile 1999 il curante, dr. __________, FMH in psichiatria e

psicoterapia, posta la diagnosi di “disturbo dell’adattamento con umore

depresso”, ha rilevato:

" (...)

4.3. Costatazioni

obiettive

L'assicurato è molto preoccupato per

il suo avvenire poiché fra poco tempo terminerà i diritti per l'ottenimento

dell'indennità giornaliera.

L'esame psichiatrico mette in

evidenza una persona ben orientata nel tempo e nello spazio.

Discrete le facoltà di comprensione

e le possibilità di verbalizzazione in italiano.

Intatte le memorie.

Il corso del suo pensiero è

leggermente rallentato e ristretto: vi è un'ideazione prevalente che si

impernia attorno ai problemi socioeconomici della famiglia.

Non ho riscontrato fenomeni

deliranti o alterazioni percettive.

Affettivamente evidenzia un tono

vitale diminuito ed un umore di base sub-depressivo.

È teso, inquieto e leggermente

iperemotivo.

Le possibilità di socializzazione

sono inalterate.

Ho conosciuto l'assicurato in data

25.02.'99 ed ho iniziato una presa a carico psicofarmacologica,

psicoterapeutica e psico-sociale.

Sul piano prettamente psichiatrico

l'assicurato presenta un'inabilità lavorativa che può essere stimata a circa il

30% a causa della sintomatologia depressiva.

Egli evidenzia dei chiari disturbi

riguardanti le sue possibilità di adattamento alla sua nuova situazione

post-infortunistica.

È molto preoccupato per quanto

riguarda una ripresa lavorativa e per le misure di Riformazione Professionale.

Comunque, la sintomatologia maggiore

riferita dall'assicurato è di pertinenza ortopedica o reumatologica." (Doc.

AI 9.1)

Nel foglio complementare per la valutazione delle possibilità

reintegrative e del diritto alla rendita lo specialista ha inoltre rilevato che

per quanto riguardo l’attività fino a quel momento esercitata “attualmente il

suo stato depressivo gli impedisce di svolgere un’attività nella misura del 30%

circa”, precisando che la sua precedente attività è ancora possibile “sul

piano psichiatrico (con ritmo ed intensità lavorativi ridotti a causa della

presenza dei disturbi depressivi), con una limitazione del rendimento del 30%”.

Il dr. __________ ha poi indicato che “l’assicurato necessita una

prosecuzione delle cure e di un sostegno psicoterapeutico e psico-sociale in

vista di un reinserimento lavorativo in un altro ambito professionale”.

Quanto alla possibilità per l’assicurato di svolgere altre attività, lo

specialista ha rilevato che “per la problematica psichiatrica, eccezion

fatta per la diminuita capacità lavorativa del 30%, l’assicurato non presenta

altre limitazioni per una ripresa lavorativa anche in un altro ambito

professionale”, sottolineando che “la problematica maggiore è di

competenza ortopedica-reumatologica” (cfr. doc. AI 9.2).

Con rapporto 22 luglio 1999 il dr. __________, FMH in reumatologia,

posta la diagnosi di “sindrome lombospondilogena e sindrome iperalgica S1

dx. su stato dopo emilaminectomia L5/S1 dx. con discectomia (24.9.98). Stato

dopo trauma da accelerazione cervicale e lombare (13.2.98). Disfunzione

articolazione sacro-iliaca dx. Depressione reattiva”, ha rilevato:

" È proponibile l'integrazione professionale in

un'attività lavorativa da svolgere in parte seduta ed in parte in piedi che non

comporti l'alzare ed il portare pesi oltre 10-15 kg e che non comporti movimenti

ripetitivi spec. di inclinazione del rachide lombare. Una riformazione

professionale viene consigliata anche dal dr. med. __________ - FMH

neurochirurgia (vedi rapp. del 20.4.1999)." (Doc. AI 12)

Successivamente, l’assicurato, su richiesta

dell’Ufficio AI, è stato ammesso al __________ (__________) di __________, dal

23 agosto al 24 settembre 1999, per un periodo di orientamento professionale.

Nel rapporto d’osservazione 5 ottobre 1999 il direttore del __________ ha

proposto una riqualifica professionale nel settore dell’informatica,

osservando:

"

(...)

Les résultats des tests d'autoévaluation

laissent apparaître des limitations fonctionnelles importantes qui sont en

parfaite corrélation avec ce qui a pu être observé tout au long du stage.

Les résultats montrent

également un seuil de résistance à la douleur qui est assez faible. Son niveau

d'épuisement professionnel est quant à lui plus important que la norme, ce qui

Considerandi

indique un niveau de lassitude plus élevé que la moyenne de la population.

A l'atelier d'ergonomie

on observe une personne assez limitée dans sa mobilité, toutefois l'assuré

compense bien en général. Les activités faisant appel au port de charges

supérieur à 5-10 kg sont contre-indiquées de même que les

travaux demandant des positions basses (à genoux, à quatre pattes) ainsi que

les actions de contorsion de la colonne vertébrale.

RI 1 possède un excellent

niveau de capacités d'apprentissage, de très bonnes connaissances scolaires que

nous situons à un niveau baccalauréat.

Nous lui avons fait

passer les tests d'entrée de l'école technique de __________ (électionique +

micro-mécanique) qu'il a réussi sans problèmes. L'assuré s'est montré très

motivé, toujours cordial et de bonne humeur.

Au terme du stage nous

arrivons à la conclusion qu'il pourrait, sans trop de difficultés, faire face à

un apprentissage en informatique de maintenance, de gestion ou en

électronique." (Doc. AI 24.1)

L’Ufficio AI ha quindi accordato all’assicurato un periodo di

riformazione professionale quale informatico presso la ditta __________ di __________

dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2004 (cfr. doc. AI 38).

L’Ufficio AI con decisione 9 settembre 2003 ha inoltre assunto i costi di una sedia ergonomica quale adattamento sul posto di lavoro,

conformemente a quanto indicato nel rapporto “consulto di ergoterapia” 15

luglio 2003 dall’ergoterapista della __________ di __________, dove l’assicurato

è stato degente dal 30 giugno 2003 al 18 luglio 2003 (cfr. doc. AI 50)

In data 26 gennaio 2004 la ditta __________ ha

comunicato all’amministrazione la disponibilità ad assumere l’assicurato alla

fine del periodo di riformazione, cioè a partire dal 1° luglio 2004, nella

misura del 50% con un salario mensile di fr. 1'600 (cfr. doc. AI 51).

L’assicurato ha trasmesso all’amministrazione il

certificato medico 30 gennaio 2004 del dr. __________, del seguente tenore:

"

Certifico che il

paziente sopracitato è in cura per disturbi alla schiena su esiti di op. ernia

discale L5/S1 (1998).

È da ritenere una

capacità lavorativa quale informatico nella misura del 50% per un periodo

indeterminato." (Doc. AI 51 a)

Ricevuto tale certificato l’Ufficio AI ha

ritenuto necessario sottoporre l’assicurato ad una perizia reumatologica,

affidata al dr. __________, FMH in reumatologia (cfr. doc. AI 55).

Nel

dettagliato referto 22 marzo 2004 il perito, sulla base delle risultanze degli

atti contenuti nell’incarto, nonché dei dati anamnestici e dall’esame clinico,

ha posto la diagnosi di “lombosciatalgia cronica all’arto inferiore destro

in: esito da discectomia L5/S1 il 24.9.1998 con cicatrici attorno alla radice di

S1 a destra; alterazioni degenerative alla colonna lombare (erniazione discale

L4/L5 lussata dal lato sinistro con estensione caudalmente con liscia

indentazione sulla radice L5 a sinistra); disturbi statici del rachide

(tendenzialmente piatto); decondizionamento muscolare” (cfr. doc. AI 58

pag. 6).

In merito

alle conseguenze sulla capacità lavorativa e sulla capacità di integrazione, il

perito ha sottolineato quanto segue:

"

(...)

Considero come lavoro

ergonomicamente idoneo alle patologie sopramenzionate un'attività con carichi

variabili (carico massimo: 10

kg), che permetta di cambiare

spesso la posizione del rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o

flessione della colonna vertebrale, rispettivamente senza estensione prolungata

del rachide. Attività statiche che necessitano lo stare in piedi o seduti

prolungatamente sono inadatte.

In un lavoro idoneo allo

stato di salute, giudico l'assicurato abile al lavoro al 100% con un rendimento

massimo del 100%, dal 25.9.1999, allorché veniva dimesso dal centro di

accertamento di __________.

La professione di

informatico appresa tramite riformazione AI implica posizioni statiche

prolungate (lavori davanti al PC), per cui giudico l'assicurato abile al lavoro

in questa attività sull'arco di una giornata lavorativa normale, ma con una diminuzione

del rendimento del 25%." (Doc. AI 58)

Nel “rapporto finale-fine formazione” del 1° luglio 2004 la

consulente IP ha indicato:

" Si tratta di un A. 36enne al termine di una formazione

(riqualifica art. 17 LAI) di informatico (sotto la supervisione della collega __________,

della quale rimando ai rapporti).

Per quanto riguarda il reddito

ipotetico dell'A. risulta difficile desumerlo dall'incarto.

Presumibilmente (vedi domanda) nel 1998 l'A. percepiva un salario

pari a 3’500.-- al mese e si stava formando (AFC) in qualità di verniciatore di

carrozzeria.

Dai contratti collettivi pubblicati

nel 2002 dall'OCST possiamo dedurre che un verniciatore di carrozzeria al primo

impiego nel 2002 ha un salario tra i 3’350.-- al mese e i 3’550.-- al mese

(salario medio di 44'850.-- all'anno).

Per quanto riguarda l'esigibilità

della professione, la valutazione effettuata dal __________ all'inizio

della formazione presumeva un'abilità nella professione di informatico nella

misura del 100%. I dati fornitici in data 7 maggio 2004 dal SMR giustificano

invece un'IL del 25% nella professione di informatico.

Contatto il Signor __________ in

data 1° luglio 2004, egli effettua una verifica e mi comunica che sui

certificati blu firmati dal DL non risulta alcuna assenza rilevante per

malattia durante il periodo della riqualifica. Possiamo quindi desumere che dal

2000.

al 2004 il rendimento dell'A. sia stato del 100%.

Per quanto riguarda il reddito da

invalido, contatto l'Ispettore di tirocinio Signor __________ in data

30.6.2004

Mi viene spiegato che per quanto riguarda l'informatica non esistono

Contratti Collettivi. A titolo indicativo, per un informatico con AFC possiamo

calcolare un primo stipendio di circa 3'600.-- al mese incrementabile (dopo

qualche anno di pratica) a 3'800.-- al mese. Per una persona con un profilo

come quello del nostro A. possiamo calcolare un primo stipendio pari a circa

3'700.-- all'anno. Quale informatico, dopo riqualifica, l'A. ha quindi un

reddito da invalido pari a 48'100.-- all'anno se continuasse a lavorare nella

misura del 100%, effettuando le riduzioni medico-teoriche segnalate dal SMR (25%)

otteniamo invece un reddito da invalido pari a 36'000.-- all'anno.

L'A. risulta aver avuto una proposta

di assunzione nella misura del 50% presso il DL dove ha svolto la riqualifica.

L'Ispettore di tirocinio mi informa

che l'A. ha ottenuto l'AFC nei termini previsti (richiedere copia per

l'incarto).

Sulle basi delle limitazioni

medico-teoriche non si ritiene vi siano, al momento, i presupposti per

ulteriori provvedimenti professionali e si chiude la pratica."

(Doc. AI 64)

Con decisione 12 agosto 2004 l’Ufficio AI ha constatato che

l’assicurato ha terminato con successo la riformazione professionale di

informatico - attività nella quale presenta un grado di inabilità massimo del

25% come stabilito dal dr. __________ in sede peritale - e può realizzare un

reddito che esclude il diritto alla rendita (cfr. doc. AI 66).

Nella procedura d’opposizione l'assicurato ha contestato

la mancata presa in considerazione dei suoi problemi psichiatrici, trasmettendo

il rapporto redatto in data 25 novembre 2004 dal dr. __________

indirizzato al dr. __________, del seguente tenore:

" (...)

Per quanto concerne il grado di

abilità lavorativa ritengo pure che il paziente summenzionato non possa

lavorare in una percentuale lavorativa superiore al 50%. Sono pure d'accordo

sul fatto che la riqualifica professionale abbia consentito di mantenere

un'attività lavorativa a tempo parziale (50%). L'assenza di una riqualifica

avrebbe probabilmente comportato un'interruzione totale dell'attività

lavorativa.

La richiesta dell'Ufficio invalidità

di esigere un'attività lavorativa futura a tempo pieno comprometterà a breve

termine o a lungo termine la situazione già precaria del paziente.

Egli, nell'attuale percentuale

lavorativa presenta una stanchezza cronica con conseguenti difficoltà

dell'attenzione e della concentrazione che dipendono appunto da questa

problematica algica persistente.

Ritengo pertanto che la prospettiva

di esigere un'attività a tempo pieno comprometta a breve termine le condizioni

psichiche del paziente. Concordo quindi sulla posizione tua e del datore di

lavoro di mantenere una capacità lavorativa ridotta al 50%."

(Doc. AI 76a)

Al riguardo, nelle “Annotazioni del medico” 3 maggio 2005 il dr. __________

del SMR ha osservato:

" Viene accordato un programma di riqualifica dal 7.00 al

6.04

come formazione di informatico.

Questa attività è stata convalidata

da un accertamento __________ senza limitazioni.

Questa viene svolta senza nessun

impedimento certificato.

A fine formazione per una

problematica lombosciatica cronica viene certificata dal MC che l'A. è

solamente abile al 50% nell'attività d'informatico. Da notare che in quel

periodo è stata proposta un'assunzione al 50% dal DL!!

Di fronte al IL certificata in

febbraio 04 viene programmata una perizia reumatologica. Questa avviene nello

stesso periodo e determina un'attività adatta esigibile solo al 75% per il

fatto che l'attività svolta necessita lunghi periodi di posizione sedentaria

(oltre 2 ore!).

Con tale limitazione

l'amministrazione calcola la perdita di guadagno come invalido e questa risulta

essere insufficiente per un diritto di rendita d'invalidità.

A tale decisione viene presentata

un'opposizione con la presentazione di un certificato medico del Dott. __________

e una lettera dell'Avv.

Il medico fa un certificato in base

a indicazioni ricevute dal paziente.

Questo ritiene che l'A. presenta

un'alterazione della CL dovuta alla presenza di stanchezza cronica con

difficoltà d'attenzione e di concentrazione che sono la conseguenza della

problematica algica persistente. Per tale motivo nel 1999 il dott. __________

indicava un'incapacità lavorativa del 30%.

Non evidenzia nessuna nuova diagnosi

psichiatrica e motiva la sua valutazione con il rischio di compromettere a

breve termine le condizioni psi del paziente se una prospettata esigenza

d'attività a tempo pieno viene mantenuta.

Va sottolineato che durante tutto il

periodo di riqualifica l'A. è sempre stato abile in misura completa.

Nessun'alterazione psi è stata notificata. Per la presenza di dolori cronici e

un disagio generale l'A. è stato giudicato inabile al 25% nell'attività

ritenuta in precedenza senza limitazioni. Questa limitazione permette all'A. di

cambiare posizione per un corto periodo e riprende normalmente la sua attività

per circa 2 ore.

L'unica presa di posizione psi

risale al 1999 (dott. __________) che indicava una inabilità del 30% per motivi

psi in qualsiasi attività. Questa valutazione non è stata confermata dai fatti visto

che l'A. ha svolto senza impedimento lavorativo un lungo periodo di riqualifica

di circa 4 anni. Solo in fine tirocinio viene certificato un IL del 50% per

motivi reumatologici (dott. __________) senza chiare motivazioni.

Non viene descritto un peggioramento

dello stato di salute, ma solo eventuali prospettive negative. Inoltre le

limitazioni indicate dal psi nel 1999 corrispondono all'impedimento certificato

dal lato reumatologico.

Inoltre l'avv. dell'A. sottolinea un

argomento economico per potere mantenere la famiglia che non ci riguarda (!);

per il danno fisico e psicosomatico è stata stabilita un'attività totalmente

compatibile con il danno globale presente con una riduzione del rendimento che

comprende anche il lato psi.

Per l'assenza di elementi oggettivi

nel certificato presentato, per l'assenza di una presa a carico psi durante un

lungo periodo, per l'assenza d'IL motivata durante il periodo di riqualifica

ritengo che l'argomentazione medica prodotta in fase d'opposizione non presenta

mezzi di prova atti a sconfessare l'operato dell'amministrazione.

La decisione è confermata."

(Doc. AI 79)

2.8

Con il proprio ricorso

l’assicurato ha contestato la perizia del dr. __________, ritenendola “di parte”

(dato che il perito “ripete a più riprese che l’assicurato durante l’esame

clinico irrigidisce attivamente la muscolatura e impedisce così lo svolgersi di

alcuni test, quasi a voler insinuare atteggiamenti simulanti da parte

dell’assicurato”, cfr. doc. I) e non affidabile poiché fondata su diversi

errori (cfr. doc. I). L’assicurato ha inoltre rimproverato all’amministrazione

di non aver esperito una perizia psichiatrica e di avere omesso nella decisione

impugnata di tenere conto dei problemi psichiatrici che lo affliggono e che

secondo il suo medico curante, dr. __________, lo rendono inabile al lavoro al

50% (cfr. doc. I).

Con scritto 28 giugno 2005 il dr. __________ del SMR ha osservato:

" (…)

Discussione.

Siamo confrontati con un giovane

assicurato che ha subito un infortunio e che ha cominciato a lamentare disturbi

algici del rachide (con irradiazioni), per cui è stato sottoposto a terapia

chirurgica dapprima e conservativa di seguito.

In tutto il dossier si trovano

attestazioni non sempre coincidenti dal lato della valutazione di IL.

Si deve considerare dapprima che la

valutazione del __________, molto attenta, lascia negare con certezza la

presenza di patologia psichiatrica. Questo non è in contrasto con le

attestazioni iniziali del dr. __________, che aveva rilevato solo alterazioni

minime e, soprattutto, legate a normali preoccupazioni di fronte all'avvenire

socio-professionale.

Si deve considerare che il soggetto

ha seguito con successo la formazione professionale nei tempi previsti.

Questo fa negare categoricamente che

vi sia stato un influsso negativo di fattori psichiatrici sulla formazione e

quindi sulla capacità lavorativa (nel caso comprendente attività pratica,

studio ed esami). La riuscita agli esami dimostra come il soggetto non avesse limiti

funzionali psichici, perchè si sarebbero risentiti, soprattutto in fase

d'esame.

La valutazione reumatologica del dr.

__________, se confrontata con l'osservazione del __________, è addirittura più

severa. Non viene considerato nel rapporto che anche un informatico non sta

seduto senza possibilità di cambiamento delle posizioni per tutto l'arco della

giornata lavorativa.

Veniamo ora ai certificati del dr. __________.

Non vi è alcuna valutazione clinica, non vi è traccia di elementi diagnostici,

non vi è traccia di evoluzione. Non possiamo dunque confermare la presenza di

patologia della sfera psichica compromettente la possibilità di svolgere

l'attività professionale imparata nella misura "oggettivata" dall'AI.

Gli elementi contenuti,

affaticabilità, perdita della concentrazione e della facoltà d'attenzione sono

nettamente contraddette dal curriculum del soggetto.

Si deve concludere che non esiste

alcun elemento che possa lontanamente far sospettare un peggioramento dello

stato di salute o l'instaurarsi di una qualsiasi patologia della sfera

psichica.

Si considera pure che ulteriori

accertamenti fanno correre il serio rischio che il soggetto si ritrovi

confermato in una situazione d'invalidità e quindi di invalidità

iatrogena." (Doc. Vbis)

2.9

Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso

valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli

esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta

l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)

e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento

della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere

motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I

355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S.,

U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160

consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid.

3a e riferimenti; Pratique

VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa

M [I 162/01], consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA

del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa

G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS

1988.

pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre

considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.

Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in

causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a

tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione

invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110

consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con

l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e

l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte

esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.

95).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i

quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a

risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non

sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI

2001.

pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.C., I

355/03, consid. 5).

Per quel che riguarda i

rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della

vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di

fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di

dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,

U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;

MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,

Zurigo 1997, pag. 230).

Infine, va ricordato che se vi

sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura

senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su

un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause

P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

2.10

Nell’evenienza

concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute del

ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima

dell’emissione della decisione qui impugnata, deve osservare che dalla

documentazione medica agli atti emerge che le patologie dell’assicurato non

sono state sufficientemente approfondite dall’amministrazione. Infatti, se da

una parte, a fronte di una problematica lombare dell’assicurato, l’Ufficio AI

ha affidato al dr. __________, specialista in materia, l’incarico di esperire

una perizia reumatologica, d’altra parte l’amministrazione non ha approfondito

la tematica relativa all’affezione psichiatrica dell’assicurato, attestata dal

curante, dr. __________.

Dall’esame degli atti all’incarto emerge che già

in occasione del ricovero dell’assicurato presso la __________ di __________

nel gennaio 1999, il dr. __________, medico assistente del __________, aveva

rilevato che “accanto alla sintomatologia fisica il paziente ha sviluppato

una chiara reazione depressiva con ideazione prevalente incentrata sul dolore

cronico persistente e sul timore di non guarire con ricadute a livello della

sua situazione lavorativa e finanziaria” e aveva consigliato al paziente un

trattamento farmacologico antidepressivo unitamente alla presa a carico

ambulatoriale presso lo studio dello specialista in psichiatria, dr. __________

(cfr. doc. AI 8a). L’assicurato era quindi stato visitato dal dr. __________ in

data 25 febbraio 1999: era così iniziata una presa a carico psicofarmacologica,

psicoterapeutica e psico-sociale vista la diagnosi di “disturbo

dell’adattamento con umore depresso”, che secondo lo specialista rendeva

sul piano prettamente psichiatrico l’assicurato inabile al lavoro al 30% circa

a causa della sintomatologia depressiva, come attestato nel certificato medico

13.

aprile 1999 (cfr. doc. AI 9.1). Lo specialista aveva pure rilevato che

nonostante la problematica maggiore dell’assicurato fosse di competenza

ortopedica-reumatologica, egli necessitava di una prosecuzione delle cure e di

un sostegno psicoterapeutico e psico-sociale in vista di un reinserimento

lavorativo in un altro ambito professionale, stante una diminuita capacità

lavorativa del 30% a causa della problematica psichiatrica (cfr. doc. AI 9.2).

Anche il dr. __________, nel rapporto medico 22

luglio 1999 all’Ufficio AI ha indicato, fra le altre patologie che affliggono

l’assicurato, la presenza di una depressione reattiva (cfr. doc. AI 12).

Inoltre, il direttore del __________ di __________,

nel rapporto di osservazione 5 ottobre 1999, aveva osservato che “les

résultats montrent également un seuil de résistance à la douleur qui est assez

faible. Son niveau d'épuisement professionnel

est quant à lui plus important que la norme, ce qui indique un niveau de

lassitude plus élevé que la moyenne de la population.” (cfr. doc. AI 24.1).

Infine, il dr. __________, nel suo rapporto

medico 25 novembre 2004 al dr. __________, ha attestato che l’assicurato “non

può lavorare in una percentuale lavorativa superiore al 50%”, aggiungendo

che “la richiesta dell’Ufficio invalidità di esigere un’attività lavorativa

futura a tempo pieno comprometterà a breve termine o a lungo termine la

situazione già precaria del paziente. Egli, nell’attuale percentuale lavorativa

presenta una stanchezza cronica con conseguenti difficoltà dell’attenzione e

della concentrazione che dipendono appunto da questa problematica algica

persistente” (cfr. doc. AI 70a).

Stante quanto sopra, alla luce di quanto

certificato dal dr. __________, la componente psichiatrica necessita di essere ulteriormente

approfondita.

Al

riguardo, va fatto presente che nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in

DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha fatto proprie le considerazioni esposte da

Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in:

SZS 1999 pag. 105 ss), in cui questo autore ha descritto in dettaglio i compiti

del perito medico che deve esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione

somatoforme.

Secondo

Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi

secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità

dell'affezione.

Il perito

deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da

parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali

il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la

perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il

carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con

sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti

medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in

base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre,

l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Il TFA,

per quanto riguarda il carattere invalidante dei disturbi di natura

somatoforme, ha poi precisato che un rifiuto di una rendita deve ugualmente

basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e

quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione

rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra

le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il

fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come

pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psicosociale

intatto (STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del

12.

marzo 2004, I 683/03, pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23

settembre 2004, I 384/04, consid. 1.2).

Ora, nel

caso in esame, vista la situazione descritta dal dr. __________, non è da

escludere che effettivamente vi sia ora una patologia extra-somatica rilevante.

Non

essendo stata approfondita la tematica, in applicazione della succitata

giurisprudenza federale, gli atti sono da rinviare all’amministrazione affinché

proceda, mediante una valutazione psichiatrica, ad accertare l’aspetto extra-somatico

dell’assicurato, rispettivamente l’eventuale sua abilità lavorativa, con

riferimento sia alla sua attività di informatico, sia, se del caso, ad altre

attività adeguate ritenute esigibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è accolto.

§

La decisione 9 maggio 2005 è annullata.

§§ Gli atti sono rinviati all’Ufficio AI perché proceda agli

accertamenti

conformemente ai considerandi e renda una nuova decisione.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’Ufficio AI verserà all’assicurato fr. 1’000.-- a titolo di

ripetibili (IVA inclusa).

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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