Lexipedia

Decisione

32.2006.1

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

21 maggio 2007Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i dolori. Nel 1996 la sintomatologia si estende alla regione toracovertebrale.

Il decorso mostra poi un’aggravazione progressiva dei dolori che si manifestano

a tutto l’asse vertebrale con irradiazione al cinto scapolare a destra e

intercorrente anche all’art superiore destro senza sicura disposizione

dermatomica (ev. C5). Non irradiazione algica agli arti inferiori. Si tratta di

dolori continui di carattere meccanico, esacerbati da posizioni invariate prolungate,

dal portare pesi, dall’inizio dei movimenti, la paziente deve spesso cambiare

posizione. Di notte riesce a dormire solo in decubito laterale: se per caso di

gira sulla schiena, si sveglia dai dolori. Lavori pesanti di casalinga (lavare

vetri, fare i letti a castello, aspirapolvere, alzare pesi, far la spesa) non

sono più possibili. La paziente è aiutata dai famigliari.

Su scala numerica da 0-10, il dolore viene

riferito in media a 8.

Utilizza la pillola dal 1992, da allora cefalee

intense una settimana prima del ciclo per 2 settimane: si tratta di cefalee a

carattere tensivo, bilaterali, utilizza raramente Ponstan o Tenormin.

La timia è piuttosto depressa, accetta con

rassegnazione la sua condizione, non si sente rilassata. Precedentemente

iperlassa in gioventù. Dal 1968 rifiuto rendita AI (IL 20-30%)."

(doc. 5)

Secondo

lo specialista curante, RI 1 presentava a quell’epoca un’incapacità del 50%

nell’attività di casalinga (cfr. doc. 5).

L’Ufficio AI

ha quindi incaricato l’assistente sociale di allestire un’inchiesta economica

per le persone che si occupano dell’economia domestica.

Sulla base

degli accertamenti eseguiti presso il domicilio dell’assicurata il 24 giugno

2002, l’assistente sociale, con rapporto del 2 luglio 2002, ha stimato le limitazioni

nelle attività come casalinga complessivamente in un 55%.

L’incaricata

ha esposto quanto segue nel suo rapporto AI:

" 5.

Conduzione dell'economia domestica

pianificazione, organizzazione, ripartizione del

lavoro, controllo

importanza assegnata

5%

percentuale degli impedimenti

40%

percentuale di invalidità

2%

I dolori più o meno intensi non permettono alla signora RI 1 di

pianificare le proprie attività. Deve far conto con il suo stato di salute del

momento per decidere se fare ciò che desidera. Questa situazione la deprime

molto poiché, negli anni, nonostante molti tentativi di cure non ha mai trovato

sollievo e la situazione ha continuato a peggiorare inesorabilmente.

La signora RI 1 esprime il suo rammarico per non poter più

essere intraprendente e attiva come sarebbe sua natura. Afferma di essersi

sempre spinta fino ai suoi limiti ma negli ultimi anni l'intensità dei dolori

non le ha più dato scelta. Attribuisco una percentuale di impedimento del 40% a

sostegno dell'impossibilità di occuparsi della conduzione dell'economia

domestica liberamente.

5.2 Alimentazione

preparazione dei pasti, pulizia della cucina, riserve

importanza assegnata

30%

percentuale degli impedimenti

50%

percentuale di invalidità

15%

La signora RI 1 ha sempre prestato molta cura alla preparazione

dei pasti per i suoi familiari utilizzando prodotti freschi e genuini. Con il

passare degli anni le mani le hanno posto sempre più difficoltà fino a non

permetterle più di tagliare le verdure, pelare le patate, sbucciare la frutta,

ecc. Afferma di avere poca forza nelle mani e nelle braccia. Le mani si

gonfiano dopo breve utilizzo e un calore anomalo la infastidisce molto. Il

contatto con l'acqua peggiora la situazione di disagio; spesso le cadono gli

oggetti dalle mani. In questa situazione ha dovuto gradualmente cambiare il suo

modo di cucinare. Si serve di prodotti surgelati anziché di verdure fresche,

acquista le patatine già tagliate e tutti gli altri prodotti che le evitano di

utilizzare le mani. La signora RI 1 mi spiega che anche solo la preparazione di

un risotto le risulta difficoltosa. Il movimento ripetitivo del rimestare

esercitando un po' di forza é sufficiente per intensificare il dolore diffuso e

ritrovarsi con la mano destra gonfia e indolenzita. Non ha la forza necessaria

per scolare la pasta, sollevare pentole pesanti, togliere le teglie dal forno o

servire i piatti in tavola o il caffé. L'insicurezza nella presa e la poca

stabilità l'hanno spinta ad evitare di mettersi in situazioni dove rischia di

bruciarsi. I familiari l'aiutano in tutti questi frangenti e si occupano pure

di caricare la lavastoviglie e riordinare i piatti. La signora RI 1 ripulisce

superficialmente il piano di lavoro ma tutte le pulizie di fino della cucina

sono affidate ad un'amica che interviene regolarmente. Ricorda che era sua

abitudine preparare succhi con la propria uva, marmellate e altri prodotti

conservati sott'olio, ecc.

La signora RI 1 si vede notevolmente limitata nelle attività

qui considerate. Ha ricercato modi per essere autonoma ma l'aiuto da parte dei

familiari é divenuto indispensabile. Non si tratta di aiuti che possono essere

considerati quale normale collaborazione ma sono necessari in sostituzione

dell'assicurata. Valuto gli impedimenti complessivamente nella misura del 50 %.

5.3 Pulizia dell'appartamento

rispolvero,

pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare i letti, ecc.

importanza assegnata

15%

percentuale degli impedimenti

80%

percentuale di invalidità

12%

La signora RI 1 si trova in serie difficoltà nell'occuparsi delle

pulizie di casa. Ormai da anni non é più in grado di passare l'aspirapolvere o

lo straccio sui pavimenti. Il dolore le impedisce di assumere e mantenere

posizioni in ergonomiche o con il tronco leggermente inclinato in avanti.

L'esercitare forza con le braccia significa intensificare notevolmente il

dolore diffuso e non riuscire più a muoversi per ore. Non può lavorare tenendo

le braccia alzate come per esempio per pulire i vetri. In queste condizioni la

signora RI 1, gradualmente, si é arresa ed ha delegato ad un'amica le pulizie

di casa. Anche i familiari collaborano attivamente. I figli si occupano

personalmente di rifare i letti a castello e il marito l'aiuta a riassettare il

letto matrimoniale. Il cambio delle lenzuola viene effettuato solo con l'aiuto

dell'amica. La signora RI 1 a dipendenza di come si sente, spolvera, riordina,

ripulisce la vaschetta del bagno ma non può fare molto di più. Ricorda inoltre

che durante due settimane al mese non é in grado di fare nulla.

In questo ambito l'assicurata incontra le maggiori difficoltà e

da tempo ha delegato i lavori a terzi. Impedimento medio complessivo sull'arco

dell'anno quantificabile nella misura dell'80 %.

5.4 Spesa e acquisti diversi

compresi

pagamenti, trattative assicurazioni e rapporti ufficiali

importanza assegnata

10%

percentuale degli impedimenti

50%

percentuale di invalidità

5%

Si reca a fare la spesa con il marito che si incarica di prendere

quanto le occorre dagli scaffali se si tratta di confezioni pesanti e trasporta

e riordina la spesa una volta a casa. La signora RI 1 non é assolutamente in

grado di sollevare pesi. Ha la patente di guida ma fatica molto a stare seduta

in auto poiché avverte ogni minimo sobbalzo. Percorre quindi brevi tragitti in

auto altrimenti la muscolatura si irrigidisce e di conseguenza i dolori

aumentano. Evita inoltre di fare manovre dove dovrebbe girare il capo. Si vede

quindi limitata anche negli spostamenti poiché gli effetti sgradevoli si

producono pure se utilizza i mezzi pubblici. Cammina volentieri per tenersi in

movimento ma non é in grado di uscire di casa tutti i giorni e deve attendere

il momento adatto. Per quanto riguarda le questioni amministrative familiari é

il marito ad occuparsene ma la signora RI 1 segnala di faticare anche ad

apporre la propria firma. Pur utilizzando penne con una grossa impugnatura

mentre scrive avverte delle "scariche elettriche" sul dorso della

mano che irradiano i nervi fino all'avambraccio. Da tempo ha rinunciato a

scrivere i biglietti di augurio, lettere, ecc.

Impedimento medio complessivo sull'arco dell'anno

quantificabile nella misura del 50 %.

5.5 Bucato, confezione e riparazioni di indumenti

lavare,

stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia, ecc.

importanza assegnata

15%

percentuale degli impedimenti

80%

percentuale di invalidità

12%

I familiari mettono la biancheria già nella cesta posta davanti

alla lavatrice e l'assicurata carica e avvia la lavatrice. Si é dotata di

asciugatrice poiché non riusciva più a stendere sullo stenditoio alto.

Alzare le braccia in alto sollevando per esempio le lenzuola

bagnate è un atto impensabile da compiere già alcuni anni. Con rammarico

afferma inoltre di non poter più stirare. Si tratta di un movimento che le

intensifica il dolore in modo insopportabile. Ha affidato questo compito ad

un'amica da almeno due anni mentre in precedenza riusciva ancora a stirare

qualche camicia. In passato amava molto lavorare a maglia e cucire ma con il

peggiorare della sua situazione ha dovuto abbandonare anche queste attività

che, peraltro, la gratificavano molto.

Impedimento medio complessivo sull'arco dell'anno quantificabile

nella misura dell'80%.

5.6 Cura dei bambini e di altri membri della famiglia

compresa educazione, attività comuni, compiti, ecc.

importanza assegnata

20%

percentuale degli impedimenti

30%

percentuale di invalidità

6%

Il bambino più piccolo ha dieci anni ed é un bambino molto vivace,

iperattivo. La signora RI 1 afferma che egli richiede molta attenzione e ha

continuamente bisogno di un confronto, di comunicare i suoi pensieri e ottenere

risposta alle sue incessanti domande. La signora RI 1, già affaticata dai

continui dolori, afferma che molte volte non é disponibile all'ascolto e tende

a declinare le richieste del bambino. Ciò le fa molto dispiacere poiché in

passato, quando stava meglio, occupava i bambini attivamente in molte attività

manuali. Ora stimola __________ a trovare delle attività che possa fare da solo

o é spesso il padre a condividere il tempo libero. Sull'arco della giornata la

signora RI 1 afferma che le sue energie sono ridotte e verso sera si sente

esausta e necessita di riposo.

Anche in questo ambito la malattia ha determinato dei

cambiamenti valutabili, complessivamente nella misura del 30%.

5.7 Diversi

cura delle piante, giardinaggio, cura degli animali,

attività utilità pubblica, creazione artistica, impegno a favore di terzi,

volonariato

importanza assegnata

5%

percentuale degli impedimenti

60%

percentuale di invalidità

3%

La signora RI 1 si occupava personalmente della cura della vigna

che fa da pergolato nel cortile interno della casa come pure della raccolta

dell'uva ora effettuata da un'amica. Abbelliva la sua casa con molti fiori ma,

con l'aumentare delle difficoltà, ha ridotto gradualmente queste attività fino

a limitarsi a bagnare i fiori con un piccolo annaffiatoio. Dopo la morte del

cane pastore inglese che necessitava di molte cure ha scelto, poiché non era

più in grado di spazzolarne il pelo giornalmente, un cane piccolo a pelo corto.

Impedimento medio complessivo sull'arco dell'anno

quantificabile nella misura del 60 %.

Valutazione

dell'assistente sociale

totale

delle attività

100%

percentuale

di invalidità

55%

■ Chi

esegue i lavori, che a causa della sua invalidità, l'assicurata non può

svolgere personalmente nell'economia domestica?

Indicare il nome, l'indirizzo, il

grado di parentela, genere dei lavori delegati, ore di lavoro per settimana e

salario orario versato

i familiari e due amiche

6. GRADO ATTUALE DEGLI IMPEDIMENTI

attività

ripartizione

impedimento

GRADO D'INVALIDITÀ

salariata

casalinga

100%

55%

55%

TOTALE

55%

Da quando il danno alla salute ha avuto ripercussioni sulla

capacità al lavoro?

dal 1978 ma la situazione si é aggravata dal 1996 in poi."

(doc. 9)

Preso

atto della documentazione medica all’inserto, così come degli esiti

dell’inchiesta economica, il dott. __________, con rapporto del 6 novembre

2002, si è così espresso a proposito del grado d’incapacità quale casalinga

dell’assicurata:

"

Personalmente valuto una giustificata inabilità

lavorativa parziale a livello medico globale visto il decorso di questi ormai

due anni.

Non penso vi saranno miglioramenti a livello

prognostico sia clinicamente che a livello di abilità lavorativa.

Non vi sono attività adeguate meglio proponibili

a livello medico, che porterebbero ad un aumento dell’abilità lavorativa.

Si impone una rivalutazione a distanza di un

anno."

(doc. 11)

2.8. Al considerando

precedente sono state esposte le circostanze che giustificarono, all’epoca,

Considerandi

l’assegnazione all’assicurata di una mezza rendita di invalidità (cfr. doc.

17).

Si tratta

ora di esaminare la situazione esistente nel novembre 2005 (momento in cui è stata

emanata la decisione su opposizione impugnata) e di valutare se, nel frattempo,

le condizioni di salute di RI 1 sono migliorate a tal punto da giustificare la

soppressione della mezza rendita di invalidità.

Chiamata

a pronunciarsi, questa Corte ritiene che non siano adempiute le condizioni per

procedere a una revisione della rendita di invalidità sulla base dell’art. 17

LPGA.

In

proposito, occorre evidenziare che, secondo la giurisprudenza, un motivo di

revisione deve chiaramente emergere dall’incarto (cfr. STFA del 12

ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in Plädoyer 1/06, p. 64s. e i

riferimenti ivi menzionati).

Le norme

sulla revisione non possono in effetti costituire il fondamento giuridico per

un riesame senza condizioni del diritto alla rendita (R. Rüedi, Die

Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von

Invalidenrentenrevisionen, in Schaffauser/Schlauri [Hrsg.], Die Revision

von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo 1999, p. 15).

Nella concreta evenienza, la documentazione medica che l’amministrazione ha acquisito

nell’ambito della procedura di revisione, testimonia di uno stato di salute

rimasto sostanzialmente invariato rispetto a quello che, nel 2003, aveva

determinato il riconoscimento di una mezza rendita.

Tale

circostanza emerge dal rapporto di decorso 18 marzo 2004 del dott. __________,

il quale ha riferito di una situazione stazionaria (doc. 27; dello

stesso sanitario, cfr. pure il rapporto 10 luglio 2006 afferente alla consultazione

del 7 aprile 2006 – doc. C 2), e, soprattutto, dalla perizia 25 febbraio 2005

del SAM (cfr. doc. 33, p. 9: “Ricordiamo che l’A. in dicembre 2000 aveva

inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti chiedendo una rendita.

Dopo un’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia

domestica (vedasi atto 24.06.2002) è stata erogata all’A. una mezza rendita AI

per un grado del 55% a partire dal 01.12.1999 (vedasi atto 24.03.2003). Da

allora, secondo l’anamnesi fornita dall’A., il quadro clinico è rimasto

invariato, fatto questo confermato dal reumatologo curante dr. __________ di __________,

nel suo rapporto di decorso AI (vedasi atto 18.03.2004).” – il corsivo è

del redattore).

In tale

contesto va sottolineato che neppure l’amministrazione ha fondato la

soppressione del diritto alla rendita di invalidità sull’art. 17 LPGA.

L'UAI ha invece

riconsiderato la decisione formale del 24 marzo 2003 giusta l’art. 53 cpv. 2

LPGA, ritenendola, alla luce delle risultanze della perizia SAM del 25 febbraio

2005, manifestamente errata (doc. 44/10, p. 4: “In concreto, la completa

valutazione medica ha permesso di stabilire che già al momento in cui è stata

resa la decisione 24 marzo 2003 non esisteva alcuna diagnosi invalidante. Il

fatto di non aver svolto i necessari esami dal punto di vista medico non aveva

tuttavia permesso di determinare che già a quel momento non vi era diritto a

prestazioni AI e quindi che la decisione era errata.” – il corsivo è del

redattore).

Posto

quanto precede, il TCA deve dunque esaminare se i presupposti per procedere a

una riconsiderazione della decisione formale del 24 marzo 2003, sono

soddisfatti oppure no.

2.9

L'art. 53

LPGA prevede che:

" Le

decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono

essere sottoposte a revisione se l’assicurato o l'assicuratore scoprono

successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano

essere prodotti in precedenza.

(cpv. 1)

L'assicuratore può tornare sulle

decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se

è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una

notevole importanza. (cpv. 2)

L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su

opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo

preavviso all'autorità di ricorso." (cpv. 3)

I principi relativi alla

riconsiderazione e alla revisione processuale sviluppati dalla giurisprudenza

precedentemente alla LPGA, sono stati concretizzati all'art. 53 LPGA (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K 147/03, consid. 5.3 in

fine; STFA del 22 marzo 2004 nella causa M., U 149/03, consid. 1.2.; STFA

dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid. 1.2.).

Conformemente

a un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali,

l'amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è

senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante (cfr. STFA del

23.

marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa

B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28

novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,

C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7

marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M.,

C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6 luglio

2001.

nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6 giugno

2000.

nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV Nr. 5,

p. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, p. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N. 37, p.

247; DLA 2000 N. 40, p. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, p. 79 e 80; SVR 1997

ALV Nr. 101, p. 309 consid. 2a e riferimenti).

Per

giudicare se è ammissibile riconsiderare una decisione per il motivo che essa è

manifestamente errata, ci si deve fondare sulla situazione giuridica esistente

al momento in cui questa decisione è stata emanata, tenuto conto della prassi

in vigore a quel momento (DTF 119 V 479 consid. 1b/cc e i riferimenti ivi

citati).

Mediante

la riconsiderazione, si corregge un’errata applicazione iniziale del diritto,

rispettivamente, un’errata constatazione derivante dall’apprezzamento dei

fatti. Un cambiamento di prassi oppure di giurisprudenza non giustifica di

principio una riconsiderazione (DTF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid.

4a/cc).

Una

decisione è manifestamente errata, non soltanto quando è stata presa sulla base

di norme giuridiche sbagliate o inappropriate, ma anche quando delle

disposizioni fondamentali non sono state applicate oppure lo sono state in modo

inappropriato (DLA 1996/97 n. 28, p. 158 consid. 3c).

Ciò è

segnatamente il caso quando l’amministrazione accorda una rendita di invalidità

in violazione del principio della priorità della riformazione professionale sulla

rendita (STFA del 31 gennaio 2003 nella causa P., I 559/02).

Per contro,

non si è in presenza di un errore manifesto quando il versamento della

prestazione dipende da condizioni materiali la cui valutazione implica un

potere d’apprezzamento, in relazione a taluni aspetti o elementi, e che la

decisione appare ammissibile tenuto conto della situazione di fatto e di

diritto (STFA del 13 agosto 2003 nella causa P., I 790/01, consid. 3).

Più di

recente, in una sentenza del 13 luglio 2006 nella causa L., I 406/05, consid.

6, l’Alta Corte ha dichiarato manifestamente errata la decisione formale

mediante la quale l’Ufficio AI aveva riconosciuto a un assicurato una mezza

rendita di invalidità per il motivo che, nella sua abituale professione di

coiffeur, presentava una inabilità lavorativa del 50% (con corrispondente

riduzione del reddito). Secondo il TFA, l’amministrazione avrebbe invece dovuto

esaminare se l’assicurato, sul mercato generale del lavoro, esercitando

un’attività sostitutiva, era in grado di meglio valorizzare la sua capacità

lavorativa residua.

2.10

Nel caso di specie,

così come già rilevato al considerando 2.5., l’UAI ha basato la propria

decisione di concedere all’assicurata una mezza rendita di invalidità, sulle

indicazioni contenute nel rapporto medico 10 gennaio 2001 del dott. __________,

spec. FMH in medicina interna e reumatologia, nonché in medicina psicosomatica

e psicosociale AMPP (doc. 5), sulle risultanze dell’inchiesta economica a

domicilio esperita il 24 giugno 2002 dall’assistente sociale __________ (doc.

9), rispettivamente, sul parere 6 novembre 2002 del dott. __________ (doc. 11).

Nel

quadro della procedura di revisione del diritto alla rendita di invalidità

avviata d’ufficio dall’amministrazione, l’insorgente, nel corso del mese di

gennaio 2005, è stata periziata presso il SAM di Bellinzona, e ciò da un

profilo reumatologico e psichiatrico.

Il dott. __________,

spec. FMH in reumatologia, che ha visitato l’assicurata in data 25 gennaio

2005, ha posto la diagnosi di fibromialgia, di stato dopo exeresi del nervo

occipitale minor bilaterale, nonché di alterazioni statiche della colonna

vertebrale con scoliosi a forma di S e abbassamento del bacino a destra di 2

cm.

Per

quanto concerne l’esigibilità lavorativa, egli ha ritenuto che lo stato

reumatologico giustificasse una completa abilità quale casalinga (così come in

altre attività medio-pesanti):

"

Dal punto di vista reumatologico questa paziente

presenta il quadro clinico di una fibromialgia. È presente un’evoluzione

cronica di dolori iniziati a livello della colonna cervicale dopo un trauma nel

1978.

e l’esecuzione di una exeresi del nervo occipitale minor bilateralmente da

parte del dr. __________. I dolori si sono poi estesi a tutta la colonna

vertebrale e alle estremità superiori ed inferiori. Sono subentrati i disturbi

funzionali con mal di testa, cefalee e vertigini, nonché disturbi gastrici

tipici di questa manifestazione. Clinicamente si apprezzano i tender points

necessari per la diagnosi di una fibromialgia. Accanto a questo problema vi

sono delle alterazioni statiche della colonna vertebrale con una scoliosi a

forma di S, un abbassamento del bacino a destra di 2 cm con raccorciamento

della gamba destra. Raccorciamento che viene compensato dalla paziente con un

rialzo di 1 cm ½ alla scarpa destra. Le indagini cliniche e radiologiche attuali

non mostrano patologie degenerative importanti. Non vi sono segni compressivi

radicolari dal punto di vista clinico né a livello delle estremità superiori né

inferiori. Le radiografie della colonna vertebrale comprendenti la cervicale,

la toracale e la lombare a parte le alterazioni statiche sopra descritte, non

mostrano patologie dei segmenti intervertebrali.

Tenendo quindi in considerazione questi reperti

molto blandi dal punto di vista reumatologico ritengo che per quanto riguarda

l’attività professionale svolta di venditrice ma anche per altre attività da

considerare medio pesanti la paziente è abile al lavoro nella forma completa. Anche

nell’attività professionale attualmente svolta di casalinga dal punto di vista

reumatologico non vedo limitazioni particolari.”

(doc.

33/14 – il corsivo è del redattore)

L’aspetto

psichico è invece stato indagato dal dott. __________, spec. FMH in psichiatria

e psicoterapia, per il quale la ricorrente soffre di una sindrome da dolore

cronico persistente a carattere somatoforme (ICD-10: F45.4) con manifestazioni

neurovegetative e fibromialgiche, patologia che non incide negativamente sulla

sua capacità lavorativa (doc. 33/18: “Sostanzialmente questo quadro diagnostico

non comporta a mio avviso una inabilità lavorativa dal punto di vista

strettamente psichiatrico.”).

Da parte

loro, i dottori __________ e __________, estensori del rapporto peritale del 25

febbraio 2005, si sono così pronunciati riguardo alla capacità lavorativa

dell’assicurata:

"

Come descritto al capitolo 6 e 7, dal punto di

vista reumatologico e psichiatrico, l’A. non presenta alcuna patologia che al

momento possa influenzare la sua capacità lavorativa. Valutiamo quindi il grado

di capacità lavorativa globale nell’attività di casalinga, nell’attività

precedentemente esercitata di venditrice e in qualunque altra attività

professionale nella misura del 100%.

(…).

Dopo aver attentamente riletto l’inchiesta

economica per le persone che si occupano dell’economia domestica (atto del

24.06

) giungiamo alla conclusione che gli impedimenti appurati allora

(nella conduzione dell’economia domestica, nell’alimentazione, nella pulizia

dell’appartamento, nella spesa e acquisti vari, nel bucato, confezione e

riparazione di indumenti, nella cura dei bambini e di altri membri della

famiglia e nelle altre attività elencate sotto diversi) non sono argomentati

dalle nostre attuali constatazioni mediche.”

(doc.

33/9)

Dalle

tavole processuali emerge inoltre che, nel corso del mese di aprile 2006, RI 1

è stata nuovamente visitata dal dott. __________.

Dal

relativo referto, datato 10 luglio 2006, si evince che l’insorgente soffre di

una fibromialgia/sindrome somatoforme da dolore persistente con caratteristiche

conversive su sindrome panvertebrale predominante in sede cervicale/cinto

scapolare e disequilibrio muscolare, scoliosi lombare destroconvessa, toracica

sinistroconvessa, dorso piatto e abbassamento del bacino a destra di 1.5 cm

circa, decondizionamento fisico, pregressa iperlassità legamentaria, cefalee probabilmente

miste, tensive, in parte sospette emicraniche con aura visiva, distonia

neurovegetativa, nonché compromissione biopsicosociale.

Il dott. __________

ha quindi espresso le considerazioni seguenti riguardo alla capacità

lavorativa:

"

… dal punto di vista prettamente

reumatologico-teorico, facendo astrazione dagli aspetti extrareumatologici, non

sussiste un’incapacità lavorativa secondo i criteri utilizzati attualmente. Ciò

significa che non vi sono elementi oggettivabili reumatologici correlabili con

i disturbi della paziente che sono invece da attribuire a fattori

extrareumatologici con compromissione biopsicosociale.

Si è sviluppato un decondizionamento fisico nel

corso degli anni che rende comunque controindicate (almeno teoricamente per

aspetti reumatologici) attività medio e molto pesanti ripetitive. Il

decondizionamento fisico può contribuire alla riduzione del rendimento.

Vista l’evoluzione degli ultimi anni, la prognosi

rimane molto sfavorevole.”

(doc. C

2, p. 3)

2.11

In sede di

decisione su opposizione impugnata, l’UAI ha fatto valere che la manifesta

erroneità della propria decisione formale del 24 marzo 2003, risiede nel fatto

che essa sarebbe stata emanata senza, citiamo: “… aver svolto i necessari esami

dal punto di vista medico …” (doc. 44/10, p. 4).

Questa Corte

constata innanzitutto che, trattandosi di determinare il diritto alla rendita

di invalidità da parte di una casalinga, il metodo scelto dall’amministrazione,

quello specifico, era conforme alla legge (cfr., al riguardo, il consid.

2.5

).

In questo

senso, il caso di specie si differenzia quindi chiaramente da quello di cui

alla STFA del 13 luglio 2006 nella causa L., citato al considerando 2.8. in

fine.

D’altro

canto, va sottolineato che, nell’ambito del metodo specifico di calcolo

dell'invalidità, un significato decisivo lo rivestono le risultanze dell’inchiesta

domiciliare (cfr. DTF 130 V 97, consid. 3.3.1: “Als Aufgabenbereich der im Haushalt tätigen Versicherten gilt die

übliche Tätigkeit im Haushalt sowie die Erziehung der Kinder (Art. 27 Abs. 2

IVV). Die Invaliditätsbemessung erfolgt im Regelfall durch eine Abklärung

vor Ort, deren Inhalt sich nach den durch die Rechtsprechung für gesetzes-

und verordnungskonform erklärten (bezüglich früherer Fassungen AHI 1997 S. 291 Erw.

4a, ZAK 1986 S. 235 Erw. 2d; für die seit 1. Januar 2000 geltende Regelung

Urteile S. vom 28. Februar 2003, I 685/02, BGE 130 V 97 S.

100.

Erw. 3.2, und S. vom 4. September 2001, I 175/01, Erw. 5a) Weisungen des Bundesamtes

für Sozialversicherung (BSV) (Kreisschreiben über Invalidität und Hilflosigkeit

[KSIH] gültig ab 1. Januar 2000, Rz 3090 ff.) richtet.“ – il corsivo é del

redattore).

In

effetti, secondo la giurisprudenza federale, non vi è in linea di massima e

senza valide ragioni, motivo per mettere in dubbio le conclusioni delle

inchieste a domicilio effettuate dai servizi sociali dell’amministrazione, in

quanto essi dispongono di collaboratori specializzati il cui compito consiste

precisamente nel procedere a tali indagini sul posto (RCC 1984, p. 143 consid.

5).

In una

sentenza del 13 settembre 2006 nella causa V., I 503/04, consid. 4, il TFA,

proprio in applicazione della giurisprudenza appena menzionata, ha tutelato il

giudizio del TCA che aveva fatto propri gli esiti dell’inchiesta economica a

domicilio compiuta da un’assistente sociale dell’UAI (invalidità complessiva

del 42%), e ciò sebbene il medico-specialista interpellato dall’amministrazione

avesse attestato un’incapacità lavorativa del 50% quale casalinga.

Nella

concreta evenienza, per decidere circa l’assegnazione di una rendita di

invalidità a RI 1, l’Ufficio AI aveva a propria disposizione l’inchiesta

domiciliare eseguita dall’assistente sociale __________, la quale aveva

esaminato in maniera circostanziata e motivata le singole mansioni consuete che

l’assicurata poteva o non poteva più svolgere (cfr. doc. 9).

Per quel

che riguarda gli aspetti medici, va peraltro rilevato che la conclusione contenuta

nel relativo rapporto del 2 luglio 2002 – grado di invalidità del 55% -,

corrispondeva in sostanza a quella formulata dal medico curante della

ricorrente, il reumatologo dott. __________, nel suo referto 10 gennaio 2001

(doc. 5/3; inabilità lavorativa del 50%).

Tale

conclusione è stata avallata dal medico di fiducia dell’amministrazione, dott. __________

(doc. 11).

In esito

alle considerazioni che precedono, questa Corte non ritiene che si possa validamente

sostenere che la decisione formale in questione sarebbe stata emanata sulla

base di accertamenti lacunosi o superficiali.

La

decisione, giusta o sbagliata che sia, è stata invece presa sulla base di

adeguati accertamenti medici ed economici.

Non si può

quindi pretendere che essa sia manifestamente errata.

Posto che

almeno una delle condizioni (cumulative) richieste dall’art. 53 cpv. 2 LPGA non

è adempiuta, l’UAI non è legittimato a riconsiderare la decisione formale del

24.

marzo 2003 e, quindi, a porre termine al diritto dell’assicurata alla

rendita di invalidità.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto.

§ La

decisione su opposizione impugnata è annullata.

§§ L’UAI

è condannato a continuare a riconoscere all’assicurata una mezza

rendita di invalidità.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’UAI

verserà all’assicurata l’importo di fr. 1'500 (IVA inclusa) a titolo di

ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster