32.2006.134
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25 giugno 2007Italiano43 min
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Numero d'incarto:
32.2006.134
Data decisione, Autorità:
25.06.2007, TCA
Titolo:
Domanda di revisione. Provato il peggioramento dello stato di salute, a ragione UAI ha riconosciuto il diritto a una rendita intera dal 01.08.05 (mese in cui é stata inoltrata la domada di revisione). Non é possibile una reintegrazione vista l'inabilità totale al lavoro in qualsiasi attività.
INTEGRAZIONE
QUALITÀ PER RICORRERE
REVISIONE
art. 4 LAI
art. 28 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 49 cpv. 4 LPGA
art. 59 LPGA
art. 88bis cpv. 1 let. a OAI
Raccomandata
Incarto n.
32.2006.134
FS/td
Lugano
25 giugno
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 settembre
2006 di
RI 1
contro
la decisione del 11 luglio 2006 emanata
da
in relazione al caso:
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
PI 1
ritenuto, in
fatto
1.1. PI
1, classe __________, di professione cameriera, nel mese di settembre 2003 ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti.
Esperiti
gli accertamenti medici del caso, tra cui una perizia pluridisciplinare eseguita
dal Servizio di accertamento medico dell’AI (in seguito SAM), con decisioni 25
novembre e 10 dicembre 2004, cresciute incontestate in giudicato, l’Ufficio AI
ha riconosciuto all’assicurata il diritto a una mezza rendita (per un grado
d’invalidità del 50%) dal 1° ottobre 2003, ritenuto che l’attività svolta
presso il __________ risulta essere l’unica attività esigibile e ideale dal
profilo medico teorico (doc. AI 26/1-7 e 27/1-5).
1.2. Visto
il rapporto medico 18 agosto 2005 della dr.ssa __________ (doc. AI 32/1-2) e
ritenuto che secondo il dr. __________, medico SMR, “(…) tenendo presente le
attuali complicanze e il rapporto medico della psi. curante si considera un
possibile peggioramento duraturo e pertanto si giustifica una revisione
anticipata delle prestazioni AI (…)” (doc. AI 37/1), l’Ufficio AI ha avviato
una procedura di revisione.
In
quest’ambito, esperiti gli accertamenti medici del caso, con decisione 11 luglio
2006 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicu-rata il diritto a una rendita
intera (per un grado d’invalidità del 100%) dal 1° agosto 2005 (doc. B2).
1.3. Contro
questa decisione la __________ Cassa Pensioni ha interposto tempestivo ricorso
al TCA, sostenendo che a torto l’Ufficio AI ha accordato all’interessata una
rendita intera dal 1° agosto 2005 senza valutare se sussistono possibilità di
reintegrazione. La ricorrente ha, in particolare, rilevato che:
" (…)
4. Secondo il DTF 99 V 288 ff l’alcolismo
di per sé stesso non motiva un'invalidità ai sensi della legge. In base agli
atti si può desumere che l'alcolismo ha causato una depressione. Secondo il
rapporto del dott. med. __________, del 30 agosto 2006, l'assicurata è affetta
da una dipendenza cronica da alcool e benzodiazepina, la quale ha causato stati
di depressione ed un unico caso di epilessia tipo grande male. L'esigua dose di
Anafranil non parla a favore di una depressione di media gravità e non lo fa
nemmeno il rapporto del dott. __________ del 31 agosto 2005, che diagnostica
uno stato neuropsicologo normale con cognizione normale e memoria verbale
stabile.
In base a questa dichiarazione si deve presumere che
sussiste solo una leggera depressione che limita la capacità lavorativa solo
leggermente.
5. Determinante è
però il fatto che i disturbi siano reversibili. In base al rapporto del dott.
med. __________, del 30 agosto 2006, la capacità lavorativa, senza
l'abuso di alcool e benzodiazepina, ammonta come minimo al 50 %, avvicinandosi
però di più al 100 %. Epilessia e depressioni devono essere considerate
connesse all'abuso di alcol. L'epilessia è reversibile e le depressioni si
potrebbero curare più adeguatamente, unitamente alla sospensione di alcool e benzodiazepina,
e anch'esse sono reversibili. Secondo l'art.
8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di
lunga durata. Secondo l'art. 7 LPGA è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto
l'assicurato alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Nel caso presente non è mai stata eseguita una terapia di disintossicazione
dall'alcool, quindi l'assicurata non è stata sottoposta alle cure e alle misure
d'integrazione, il che significa che non sussiste alcuna incapacità al guadagno
ai sensi dell'art. 7 LPGA e così neanche un'invalidità ai sensi dell'art. 8
cpv. 1 LPGA.
6. L'Ufficio Al avrebbe dovuto esaminare, prima di
concordare le prestazioni, le esigibilità dall'assicurata dell'obbligo di
ridurre il danno. Questo non l'ha fatto e così ha violato il principio
inquisitorio. La riduzione del danno secondo l'art. 21 cpv. 4 LPGA sarebbe a
parer nostro esigibile e prometterebbe successo. Una decisione sulla rendita si
può eseguire dopo la conclusione della riduzione del danno. Approvando una
rendita, senza prendere in considerazione la riduzione del danno, l'Ufficio Al
ha applicato la legge in modo sbagliato.
(…)." (doc. II)
1.4. Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso e osservato:
"
(…)
1. Preso
atto della documentazione medica trasmessa in fase di ricorso, lo scrivente
Ufficio ha ritenuto opportuno sottoporre il referto medico del 30 agosto 2006
del Dr. med __________ prodotto con il ricorso (doc. A2/B1 del ricorso) all'attenzione
del SMR.
2. Esaminato l'incarto, vagliato il rapporto del Dr.
med. __________, il SMR ha rilevato, come già evidenziato in occasione
della perizia SAM, che l'assicurata presenta una patologia psichiatrica sottogiacente
alla problematica dell'abuso etilico con inoltre un'anamnesi carica di fattori
negativi. Quindi non si tratta di caso di abuso etilico primario. Il SMR ha
inoltre rilevato come l'attuale inabilità lavorativa sia stata causata da
problematiche somatiche con influsso sulla capacità lavorativa, risultando
pertanto irrilevante sapere se queste complicazioni somatiche (crisi
epilettiche, frattura vertebrale) siano state causate da una problematica di
dipendenza. Dalla documentazione risulta pure che l'assicurata è stata
sottoposta a trattamento di disintossicazione con periodo di astinenza
confermato medicalmente della durata di 3 mesi. Durante questo periodo lo stato
di salute psichico è rimasto, però, sempre compromesso e, secondo la psichiatra
curante, non compatibile con un'attività lavorativa regolare.
Inoltre gli esami di laboratorio riscontrati in
occasione del ricovero presso la __________ (14.11.2005) mostrano solo lievi
alterazioni dei valori epatici, valori che quindi non confermano una
problematica legata ad abuso etilico continuo e importante.
3. In conclusione, il SMR ritiene che la
documentazione raccolta agli atti giustifica la completa inabilità lavorativa
da aprile 2005 fino almeno a dicembre 2005 dell'assicurata, per quanto concerne
il danno alla salute psichiatrico con abuso secondario, oltre alla problematica
epilettica e di frattura vertebrale.
L'adeguamento del grado Al risolto dall'Ufficio Al in
fase di revisione è stato quindi medicalmente giustificato.
(…)." (doc. II)
1.5. Invitata
dal TCA a prendere posizione sul ricorso, quale parte interessata, con scritto 5
ottobre 2006 la signora PI 1 ha comunicato quanto segue:
"
(…)
ho ricevuto il ricorso della cassa pensione contro la
decisione dell’Ufficio Assicurazione invalidità e chiedo che la decisione
dell’AI sia confermata e che il ricorso sia respinto.
Attualmente mi trovo ricoverata presso la Clinica __________
a causa del peggioramento del mio stato psichico, ingestibile per me senza
l’aiuto dei medici.
(…)." (doc. IV)
Tale
scritto è stato trasmesso all’Ufficio AI, con un termine di 10 giorni per presentare
una presa di posizione in merito (doc. VI).
Con
lettera 30 ottobre 2006 l’Ufficio AI ha comunicato al TCA di non avere osservazioni
da formulare (doc. IX).
Detta
lettera è stata trasmessa per conoscenza alla __________ Cassa Pensioni (doc.
XI).
1.6. Il
TCA ha inoltre trasmesso alla ricorrente, con copia per conoscenza alla parte
ricorrente, la risposta di causa dell’Ufficio AI e le osservazioni della
signora PI 1, assegnando un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova e osservazioni scritte in merito alle “Annotazioni del medico”
dell’11 ottobre 2006 allegate alla risposta di causa (doc. V + V/1).
Con
scritto 8 novembre 2006 la __________ Cassa Pensioni ha osservato:
" (…)
Nel rapporto del dottore __________ non è indicato
perché una persona con uno stato psichico normale (vedi rapporto del dottore __________
del 12 maggio 2005) deve avere una depressione grave e perché ad una persona
con una depressione media grave è prescritto di prendere solamente la metà
d’una pasticca d’Anafranil.
Negli rapporti medici non è visibile che l’abuso
alcolico ha un influsso secondario.
L’epilessia e la depressione sono fattori tipici
formati sotto l’abuso dell’alcole e essi scompaiono se l’abuso è curato. Il
dottore __________ non dice niente sopra questo punto che il dottore __________
ha messo in questione.
Anche che l’assicurato è insicuro a piedi può
significare che esiste un abuso di alcole. L’Ufficio AI avrebbe dovuto chiarire
questi punti messi in questione.
(…)." (doc. X)
Tale
scritto è stato trasmesso per conoscenza all’Ufficio AI e alla parte interessata
(doc. XII e XIII).
considerando in
diritto
In
ordine
2.1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Ai
sensi dell’art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione
o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo
annullamento o alla sua modifica.
Ciò
è segnatamente il caso per altri assicuratori i quali, a seguito di una decisione
amministrativa di un’altra assicurazione, hanno un obbligo di fornire prestazioni
(Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 59 N. 12). Dispone al riguardo
l’art. 49 cpv. 4 LPGA: “Se prende una decisione che concerne l’obbligo di un
altro assicuratore di fornire prestazioni, l’assicuratore deve comunicare anche
a lui la decisione. Quest’ultimo dispone dei medesimi rimedi giuridici
dell’assicu-rato.”
Nel
caso in esame, si tratta di stabilire se a ragione l’Ufficio AI ha accordato
all’interessata una rendita intera d’invalidità a far tempo dal 1° agosto 2005,
come stabilito nella decisione impugnata, oppure se, secondo la tesi della __________
Cassa Pensioni, l’amministrazione è giunta alla decisione contestata senza
prima accuratamente vagliare e approfondire l’aspetto medico e reintegrativo.
L’esito
della presente vertenza avendo delle ripercussioni sull’obbligo assicurativo
della __________ Cassa Pensioni, quest’ultima è legittimata ad inoltrare il
presente ricorso.
2.3. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).
Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.
Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto
dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto
alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche
precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul
diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di
tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati
ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere
ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.4. Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. consid. 3b, I 148/98; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(…)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S.
F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo
la giurisprudenza del TFA questi principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99, del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98 consid.
3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
Occorre
qui ricordare che, conformemente alla giurispruden-za del TFA l’alcolismo, l’abuso di medicamenti e la
tossicodipendenza non possono di per sé motivare un’invalidità ai sensi della
legge.
L’assicurazione
AI ne tiene conto solo se la dipendenza ha provocato una malattia (o un
infortunio) in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subito un danno
alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se essa
stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (Pratique VSI 2002 p.
30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7 consid. 2b; riguardo specificatamente
all’alcolismo: STFA inedita 23 ottobre 2003 nella causa W. [I 192/02], del 4
aprile 2002 nella causa MW [I 401/02]; cfr. anche marginale no. 1014 della Circolare
sull’invalidità e la grande invalidità).
2.5. Nella
concreta fattispecie, dall’esame della documentazione medica agli atti, risulta
che la signora PI 1 è affetta da problemi psichici fin dal mese di gennaio
2001, così come attestato dalla specialista curante, dr.ssa __________.
La
dr.ssa __________ , FMH in psichiatria e psicoterapia, nel rapporto medico 12
dicembre 2003, posta la diagnosi di “(…) sindrome mista ansioso-depressiva
grave (ICD-10 F 41.2) – pregressa sindrome delirante a sfondo erotomanico –
dipendenza da sostanze alcoliche, attualmente astensione assoluta dalle stesse
con presa regolare di Antabus (ICD-10 F 10.2) (…)” (doc. AI 12/1), aveva rilevato:
"
(…)
4. Disturbi soggettivi:
Ansia, insonnia, angoscia, astenia, facile esauribilità,
difficoltà di concentrazione e di attenzione.
5. Constatazioni:
La paziente si presenta ansiosa e tesa, il tono
dell'umore è deflesso, senza idee suicidali; non presenta disturbi psicotici;
presenta disturbi della concentrazione e dell'attenzione imputabili al quadro
depressivo.
7. Provvedimenti terapeutici/prognosi:
Si tratta di una paziente che grazie a un importante
sostegno in famiglia della sorella fino a qualche anno fa (quando poi la stessa
ha avuto uno scompenso depressivo), riusciva a mantenere uno stato di compenso
tale da poter continuare a svolgere un'attività lavorativa semplice come cameriera-commessa
a tempo pieno.
In seguito al cambio del posto di lavoro, da venditrice
è tornata a fare la cameriera con ripresa dell'abuso di sostanze alcoliche su
una base ansioso-depressiva. Ha difficoltà ad accettare l'autonomizzazione del
figlio 15 enne e difficoltà con il coniuge.
La paziente ha presentato un nuovo scompenso
ansioso-depressivo grave, tuttora in corso, da due anni.
L'inabilità lavorativa al 50% appare duratura e
permanente, sembra già un ottimo risultato il riuscire a mantenere tale attività
lavorativa parziale che viene mantenuta, in quanto la paziente lavora dalla sorella
che tollera tutte le sue difficoltà, incapacità e incompetenze, essendo molto
legata dal punto di vista affettivo.
Ritengo che pertanto il caso debba essere trattato per
una mezza rendita di invalidità.
(…)." (doc. AI 12/4)
Nell’ambito
della perizia pluridisciplinare 24 maggio 2004 a cura del Servizio accertamento
medico dell’AI (SAM) (doc. AI 17/1-31), il dr. __________, FMH in psichiatria e
psicoterapia, spec. bambini e adolescenti, posta la diagnosi di “(…) disturbo
di personalità emotivamente instabile in stato dopo problemi di maltrattamento
infantile – abuso etilico – instabilità emotiva e psicosomatica (…)” (doc. AI
17/15), nel suo consulto 26 marzo 2004 si era così espresso:
"
(…)
GRADO DI CAPACITÀ DI LAVORO
Quest'Assicurata ha svolto delle attività lavorative
poco costanti. Anamnesticamente risulta che ella ha lavorato al 100% per pochi
anni presso una pasticceria per poi iniziare un'attività al 50%.
E probabile che queste sue scelte lavorative siano
state dettate dagli elementi psicopatologici citati.
La situazione socio economica e famigliare risulta ora
precaria anche perché il marito è invalido.
Fatti
I problemi personali Intrapsichici di questa Assicurata
risalgono all'età infantile con un peggioramento dopo la nascita del figlio, e
questo In relazione anche alle difficoltà coniugali.
RISPOSTE Al QUESITI
1. Descrivere l'evoluzione delle problematiche
psichiatriche segnalate agli atti.
L'Assicurata segue un trattamento psichiatrico e
psicoterapeutico e psicofarmacologico presso la Dr.ssa __________. Dopo diversi
tentativi di cure psicofarmacologiche senza successo, l'Assicurata assume ora
una medicazione ipnoinduttrice in qualità di ansiolisi.
Considerandi
2.
Quali sono le conseguenze sulla capacità di lavoro dell'A.
nell'attività attuale quale cameriera dovute ai disturbi psichiatrici
constatati?
L'Assicurata ha scelto di lavorare al 50% e questo per
tutta una serie di problemi emotivi, sociali e famigliari.
3.
L'attività da ultimo svolta dall'A. è ancora
praticabile dal punto di vista psichiatrico? Se si, In quale misura (ore al
giorno)?
Sì, e questo nella misura del 50%.
4.
Da quando esiste una limitazione della capacità
lavorativa dal punto di vista psichiatrico? Qual è stato da allora lo sviluppo
delle limitazioni della capacità lavorativa fino ad oggi?
A questo quesito è difficile rispondere vista la storia
personale della signora PI 1.
5.
Ritiene possibile effettuare dei provvedimenti
d'integrazione professionale presso quest'A.?Se si come giudica l'abitudine al
processo lavorativo e l'utilizzazione delle risorse disponibili da un punto di
vista psichiatrico? Se no, può indicarcene le ragioni ?
L'Assicurata ha sempre operato nell'ambiente della ristorazione
e non penso che dei provvedimenti d'integrazione professionale possano
migliorare le sue capacità lavorative.
6.
Ritiene possibile migliorare la capacità lavorativa
dell'A. sul posto di lavoro attuale dal punto dl vista psichiatrico? Se sì, con
quali ragionevoli provvedimenti? Che effetti avrebbero questi provvedimenti
sulla capacità lavorativa?
Eventualmente sì. Bisogna però tener conto che
l'Assicurata lavora presso il ristorante della sorella e non sono certamente i
problemi psichici che le Impediscono le attività finora svolte.
7.
Ritiene [che] dal punto di vita psichiatrico l'A sia in
grado di svolgere altra attività? Se si, quali esigenze dovrà rispondere il
posto di lavoro e di che cosa bisognerà tenere soprattutto conto?
No.
8.
In che misura si possono svolgere attività consone
alle menomazioni (ore al giorno)? Se non sono possibili altre attività, per
quali motivi?
Sia per i suoi problemi ortopedico-reumatologici sia
per i problemi psico affettivi, penso che sia difficile che quest'Assicurata
possa inserirsi in un'attività lavorativa superiore a quella che ora sta effettuando.
9.
In che misura l'Assicurata può svolgere l'attività
di casalinga?
A questo livello non vi sono dei limiti di tipo
psichiatrico.
10.
Come valuta la prognosi valetudinaria a medio-lungo
termine dal punto di vista psichiatrico?
L'Assicurata sta continuando un trattamento
psicoterapeutico e psicofarmacologico intenso. Non penso però che la terapia
attualmente in atto abbia come obiettivo un miglioramento della sua situazione
lavorativa, anche perché l'Assicurata non auspica un aumento lavorativo.
(…)." (doc. AI 17/16-17)
Il
dr. __________, medico SMR, nel rapporto 29 luglio 2004 aveva indicato che:
" (…)
Dopo il SAM del marzo 2004 che reputo ben redatto nella
globale valutazione specialistica clinica e della esigibilità lavorativa si
valuta quale ideale dal lato specialmente psichico l’attuale attività di cameriera
presso il ritrovo gestito dalla sorella.
La situazione a livello sempre psichico appare
attualmente discretamente stabilizzata dopo abuso etilico esistito da anni con
impianto di Antabus sc.
La prognosi medico teorica visto il decorso ad oggi non
è favorevole e degna di migliorare a medio termine l’abilità lavorativa.
(…)” (doc. AI 21/1)
La
dr.ssa __________, nel rapporto medico 18 agosto 2005 indirizzato all’Ufficio
AI (doc. AI 32/1-2), ha segnalato un peggioramento dello stato di salute
osservando che:
" (…)
Visto il peggioramento del quadro psichico e fisico
della paziente nel corso degli ultimi mesi è mia premura segnalare il caso al
Vostro servizio, per una rivalutazione urgente.
La paziente è infatti beneficiaria di una rendita di
invalidità al 50% dal 1. ottobre 2003 e dal 1. aprile 2005 è inabile al 100% in
maniera continua.
Vista l’evoluzione sfavorevole appare del tutto
improbabile che la paziente possa riprendere un’attività lavorativa al 50% così
come nel corso dell’ultimo anno.
Tengo infatti che tale inabilità lavorativa al 100% sia
da considerarsi di lunga durata.
Vi prego per tanto di convocare la paziente per una
valutazione del suo caso ed un adeguamento del grado della rendita.
(…)” (doc. AI 32/2)
Il
dr. __________, nelle annotazioni 18 novembre 2005, ha osservato che “(…) ho
valutato gli atti medici della prima decisione incluso SAM e tenendo presente
le attuali complicanze e il rapporto medico della psi. curante si considera un
possibile peggioramento duraturo e pertanto si giustifica una revisione
anticipata delle prestazioni AI. A livello medico prego inviare un rapporto ai
curanti (in ogni caso sia a dr.ssa __________ che a dr. __________ neurologo).
(…)” (doc. AI 37/1).
Il
dr. __________, FMH in neurologia, nel rapporto 28 novembre 2005, posta la
diagnosi di “(…) disturbo schizzo-affettivo con transitorio abuso etilico,
stato da crisi convulsiva inaugurale nel 04.05 (…)” (doc. AI 39/1), ha espresso
la seguente prognosi:
" (…)
Non conosco bene la P., nell’11.03 era stata operata
per decompressione del n. mediano ds al canale carpale con decorso prolungato,
nel 4.05 è stata ricoverata all’__________ per una crisi convulsiva inaugurale,
in una P. che presentava disturbi psichiatrici di tipo schizzo-affettivo con
transitorio abuso etilico poi stabilizzato sotto terapia con Antabuse. Mi è
stata inviata l’ultima volta per un controllo EEG nell’8.05 (rapporto
allegato), rimane attualmente in cura psichiatrica presso la Dr.ssa __________.
Negli ultimi mesi è probabilmente rimasta inabile al lavoro in misura completa,
ma non sono al corrente dei periodi esatti di incapacità lavorativa. La
prognosi sia per quel che concerne lo stato di salute che la capacità
lavorativa dipende essenzialmente dal problema psichiatrico.
(…)” (doc. AI 39/2)
La
dr.ssa __________, nel rapporto medico di decorso 6 dicembre 2005 (doc. AI
40/3-5), poste le diagnosi note, ha riferito dei seguenti ricoveri:
- dal 6 al 15 aprile 2005
presso l’ospedale __________ di __________ per una crisi convulsiva inaugurale
con stato confusionale febbrile transitorio. Il decorso è stato solo lentamente
favorevole, ed il consulto neurologico aveva evidenziato un quadro sia clinico
che elettroencefalografico compatibile con un encefalopatia mista
verosimilmente su base epilettica medicamentosa e parainfettiva;
- dal 15 aprile 2005 al 12
maggio 2005 presso la clinica __________ di __________ per il proseguio delle
cure con miglioramento del quadro neurologico ma con un permanere di uno stato
ansioso depressivo grave;
- dal 5 al 15 luglio 2005
presso la clinica __________ di __________ per la presenza di una stato
confusionale dopo 3 o 4 giorni di abuso di sostanze alcoliche. Alla dimissione
fu introdotta una terapia avversiva con Antabus che la paziente ha assunto
regolarmente fino al 31 ottobre 2005;
- dal 14 al 28 novembre
2005.
presso l’ospedale la __________ di __________ in quanto portata in pronto
soccorso per uno stato di coscienza ridotto. Dopo consulto psichiatrico e
consulto telefonico neurologico, l’ipotesi più probabile era quella di una
crisi conversiva nell’ambito della patologia psichiatrica. Fu eseguita anche
una TAC della colonna toracale in quanto la paziente lamentava dolori alla
colonna toracale dopo una caduta alcune settimane prima che evidenziava una
frattura delle vertebre AT9 in consolidazione. La paziente fu pertanto
trasferita alla clinica __________ di __________, dove è tutt’ora degente.
Circa
la prognosi la dr.ssa __________ ha riferito che “(…) la paziente attualmente è
degente presso la clinica __________ di __________. Riceve una terapia
antidepressiva, ansiolitica, neurolettica. Ha beneficiato di una terapia psichiatrica
ambulatoriale senza evidenti miglioramenti del quadro ansioso depressivo
peggiorato dalla scorsa primavera. Al momento attuale per quanto riguarda la
prognosi rispetto alla capacità lavorativa, ritengo la stessa sfavorevole e
vista l’evoluzione mi sembra del tutto improbabile che la paziente possa riprendere
l’attività lavorativa al 50% così come era avvenuto nel corso dell’ultimo anno.
Ritengo che tale inabilità lavorativa al 100% sia da considerarsi di lunga
durata. Al momento attuale il quadro psicopatologico complessivo è ancora
estremamente instabile (…)” (doc. 40/5).
La
dr.ssa __________, nell’allegato al rapporto medico, ha attestato poi che “(…)
la sindrome ansioso depressiva attualmente grave, con le difficoltà di concentrazione,
attenzione e memorizzazione impedisce alla paziente di dare coerenza e continuità
ad ogni attività lavorativa (…)” certificando che l’attuale attività non è più
proponibile e che l’assicurata non è in grado di svolgere altre attività (doc.
AI 40/7).
Il
dr. __________, nelle annotazioni 18 maggio 2006, ha rilevato:
" (…)
R 50% dal 10.2003 in attuale revisione anticipata per
peggioramento documentato
- sia della grave patologia psichiatrica
con disturbo di personalità instabile noto ed associazione attuale a sindrome
mista depressiva grave
- sia di nuova apparizione di ricorrenti
crisi convulsive con ricoveri ospedalieri a ripetizione (aprile – agosto e
novembre 2005) in assenza di abuso etilico (ultima alcoolemia al PS 11.2005 0,1‰)
- sia per apparizione di nuova
complicanza osteoporotica dorsale con frattura Th9 in fase di stabilizzazione
dopo queste osservazioni e la nuova documentazione a
dossier da parte della dr.ssa __________ psichiatra e dr. __________ neurologo
oltre alla documentazione delle ospedalizzazioni Osp. __________ si giustifica
senza nuovi accertamenti medico assicurativi una IL 100% per ogni tipo di
attività dal 4.2005 in avanti per grave compromissione clinica globale e
diminuito rendimento e continuità di esigibilità lavorativa.
La prognosi appare molto sfavorevole considerando le
patologie presenti, l’alto degrado clinico attuale ed il decorso ad oggi e
personalmente sono dell’avviso che anche se vi sarà una ristabilizzazione
clinica essa non porterà ad un miglioramento dell’esigibilità futura
lavorativa. Dopo ciò a livello medico è indicata solo revisione a lungo
termine.
(…)” (doc. AI 45/1)
2.6
Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono
a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998.
nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;
ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte
in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
In DTF
125.
V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi
in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne
in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354).
Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).
Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
1997, p. 230).
Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).
Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte
und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui questo autore
ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve esprimersi sul
carattere invalidante di un'affezione somatoforme.
Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole
deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo 2004, I
683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre 2004, I
384/04, consid. 1.2).
2.7
Nell’evenienza
concreta, questo TCA, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
della signora PI 1 è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima
dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha motivo di mettere in
dubbio la valutazione del SMR, che – visto il peggioramento dello stato
valetudinario documentato dalle certificazioni della dr.ssa __________, del dr.
__________ e dalle attestazioni concernenti i diversi ricoveri subiti – ha ritenuto
l’assicurata completamente inabile al lavoro, in qualsiasi attività, a partire
dal mese di aprile 2005.
Il dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, rispondendo a
delle domande postegli dalla __________, nello scritto 30 ottobre 2006 ha sostenuto
che l’incapacità lavorativa è dovuta sostanzialmente ad una problematica di abuso
etilico e di benzodiazepine: “(…) aus dem Studium der Akten ergibt sich klar,
dass es sich bei der Erkrankung von Frau PI 1 mit überwiegender wahrscheindlichkeit
um eine chronische Alkohol- und Benzodiazepinabhängigkeit
handelt, die jetzt, in fortgeschrittenem Alter, zu depressiven Zuständen und
(gesichert) zu einmaliger Grand- Mal- Epilepsie geführt hat. Sowohl die
Depression als auch epileptische Anfälle sind Folgen des langjährigen
übermässigen Konsums von Alkohol; in Kombination mit Benzodiazepinen tritt die
Epilepsie vermehrt auf. (…)“ (doc. A2).
Alle
domande:
“1. Wie
hoch ist die Restarbeitsfähigkeit in der bisherigen und in einer angepas-sten Tätigkeit
nach Sistierung des Alkoholkonsums?
2.
Sind
die Epilepsie und di Depressionen alkoholbedingt?
3.
Sind
die Epilepsie und di Depression reversibel?“
il
dr. __________ ha risposto
“1. Die
Restarbeitsfähigkeit schätze ich auf mindestens 50%, eher gegen 100%, wenn die
Versicherte weder Benzodiazepine noch Alkohol konsumierte.
2.
Der
einmalige (eventuelle zweimalige) Epilepsieanfall ist mit überwiegender Wahrscheindlichkeit
auf den chronischen Alkoholkonsum (als Entzugsepilep-sie im Spital, ein oft zu
beobachtendes Phänomen!) zurückzuführen; ebenso muss die Depression im
Zusammenhang mit del langjährigen Alkoholkonsum gesehen werden.
3.
Dass
die Epilepsie reversibel ist, bestätigt der Bericht des Neurologen, Dr. med. __________
vom 31.08.05.
Die
Depression könnte adäquater, mit vermehrten therapeutischen Gesprä-chen und
allenfalls höheren Dosen von Antidepressiven Medikamenten (es gibt bessere als Anafranil,
auch gegen die Ängste), nebst Sistieren des Alkoholtrinkens und Entzug von den Benzodiazepinen,
behandelt werden, ist folglich eine reversible Störung.“
Nell’ambito
della procedura sfociata con le decisioni 25 novembre e 10 dicembre 2004, con
le quali l’Ufficio AI le aveva riconosciuto il diritto a una mezza rendita (per
un grado d’invalidità del 50%) a contare dal 1. ottobre 2003 (doc. AI 26/1-4 e
27/1-5), era emerso che l’assicurata soffre di una patologia psichiatrica con
ripercussioni sulla capacità lavorativa.
La
dr.ssa __________, nel rapporto medico 12 dicembre 2003, aveva attestato che
“(…) l’inabilità lavorativa del 50% appare duratura e permanente, sembra
già un ottimo risultato il riuscire a mantenere tale attività lavorativa
parziale che viene mantenuta, in quanto la paziente lavora dalla sorella che
tollera le sue difficoltà, incapacità e incompetenze, essendo molto legata dal
punto di vista affettivo (…)” (doc. 12/4, sottolineatura del redattore).
Il
dr. __________, nel consulto 26 marzo 2004 all’attenzione del SAM (doc. AI
17/14-17), ai seguenti quesiti aveva così risposto:
" (…)
2.
L’attività da ultimo svolta dall’A. è
ancora praticabile dal punto di vista psichiatrico? Se sì, in quale misura (ore
al giorni)?
Sì, e questo nella misura del 50%.
(…)
7.
Ritiene [che] dal punto di vista
psichiatrico l’A. sia in grado di svolgere altre attività? Se sì, quali
esigenze dovrà rispondere il posto di lavoro e di che cosa bisognerà tenere
soprattutto conto?
No.
8.
In che misura si possono svolgere
attività consone alle menomazioni (ore al giorno)? Se non sono possibili altre
attività, per quali motivi?
Sia per i suoi problemi ortopedico-reumatologici sia
per i problemi psicoaffettivi, penso che sia difficile che quest’Assicurata
possa inserirsi in un’attività lavorativa superiore a quella che ora sta effettuando.
(…)” (doc. AI 12/4)
Il
dr. __________, FMH in gastroenterologia, nel consulto 29 marzo 2004
all’attenzione del SAM (doc. AI 17/24-26), posta la diagnosi di “(…) stato dopo
epatite B adesso guarita – stato dopo abuso etilico intermittente – attualmente
la situazione epatica è normale, senza segni per epatopatia in atto, senza
segni per insufficienza epatica (…)”, aveva osservato che:
" (…)
Nel novembre del 2002 è stato fatto l’intervento per
impiantare le pastiglie di Antabus nella parete addominale dopodiché la
paziente non ha più bevuto e si può pensare che l’incapacità lavorativa per
i problemi dell’abuso etilico sono durati ancora per qualche mese, l’ulteriore
incapacità lavorativa era dovuta prevalentemente all’affezione psichiatrica.
(…)” (doc. 17/26, sottolineatura del redattore)
Il
dr. __________, FMH in chirurgia ortopedica, nel consulto 4 maggio 2004
all’attenzione del SAM (doc. AI 17/18-23), ha indicato che “(…) nel caso particolare
la valutazione è resa più difficile dalla presenza di un importante
componente psicoreattiva depressiva, con tendenza alla somatizzazione. (…)”
(doc. AI 17/21, la sottolineatura è del redattore).
Viste
le risultanze mediche appena esposte, richiamata la suesposta giurisprudenza in
materia probatoria di rapporti medici (cfr. consid. 2.6), questo Tribunale deve
innanzitutto concludere che non è possibile ritenere, come ha fatto il dr. __________,
che l’incapacità lavorativa sia riconducibile unicamente ad una problematica di
abuso etilico e di benzodiazepine.
Questo
vale a maggiore ragione visto che, come risulta dal rapporto medico di decorso
6.
dicembre 2005 della dr.ssa __________ (doc. AI 40/3-5), nonostante la terapia
avversiva con Antabus, i disturbi psichiatrici sono continuati: “(…)
dall’inizio del mese di luglio la paziente iniziò nuovamente ad abusare di
sostanze alcoliche, dopo 3 o 4 giorni di tale abuso per la presenza di uno
stato confusionale fu nuovamente ospedalizzata presso la clinica __________ dal
05.
luglio al 15 luglio 2005 e alla dimissione fu introdotta una terapia avversiva
con Antabus che la paziente ha assunto regolarmente fino al 31.10.2005. Durante
i mesi di settembre e ottobre u.s. permaneva uno stato depressivo medio grave
ed uno stato ansioso non sufficientemente controllato dalla terapia in corso
con difficoltà di attenzione e di concentrazione, e labilità della memoria
verbale a breve termine. […] In data 02.11.2005 rivedevo la paziente che mi
informava di aver sospeso l’assunzione di Antabus presso la clinica __________
e di ricevere a quel momento l’Antabus dal marito. Presentava sempre un tono
dell’umore deflesso, senza idee suicidali, senza disturbi psicotici, senza
allucinazioni. Permaneva in primo piano una grave componente d’ansia con
tensioni e crisi d’angoscia (…)” (doc. AI 40/4).
Inoltre,
all’entrata presso l’ospedale __________ di __________, dai dati del 14
novembre 2005, risultava un’alcolemia dello 0,1‰ (doc. AI 40/11).
Ritenuti
poi i diversi ricoveri a cui ha dovuto essere sottoposta – dal 6 al 15 aprile
2005.
per una crisi convulsiva inaugurale presso l’ospedale __________ di __________
(doc. AI 32/5-7) con trasferimento e degenza per tre settimane di convalescenza
presso la Clinica __________ di __________ (doc. AI 32/1-2); dal 5 al 15 luglio
2005.
presso la Clinica __________ (doc. AI 32/3-4), dal 14 al 28 novembre 2005
presso l’ospedale __________ di __________ con trasferimento alla clinica __________
per la presa a carico della problematica psichiatrica (doc. AI 40/8-10) –
questo Tribunale non ha motivi per scostarsi dalle conclusioni espresse dal dr.
__________ nelle annotazioni 18 maggio 2006, secondo il quale “(…) si
giustifica senza nuovi accertamenti medico assicurativi una IL del 100% per
ogni tipo di attività dal 4.2005 in avanti per grave compromissione clinica
globale e diminuito rendimento e continuità di esigibilità lavorativa. (…)”
(doc. AI 45/1).
Anche
il dr. __________, medico SMR, nelle annotazioni 11 ottobre 2006, in merito al
rapporto 30 agosto 2006 del dr. __________, ha espresso la seguente valutazione:
“(…) come già evidenziato in occasione della perizia SAM l’assicurata presenta
una patologia psichiatrica sottogiacente alla problematica dell’abuso etilico
con inoltre un’anamnesi carica di fattori negativi. In questo senso sicuramente
non si può parlare di abuso etilico primario. Inoltre l’attuale IL è stata causata
da problematiche somatiche con influsso sulla capacità lavorativa, in questo
senso risulta irrilevante se queste complicazioni somatiche (crisi epilettiche,
frattura vertebrale) siano state causate da una problematica di dipendenza.
Dalla documentazione risulta pure che l’assicurata è stata sottoposta a
trattamento di disintossicazione con un periodo di astinenza confermato
medicalmente di 3 mesi. Durante questo periodo lo stato di salute psichico è
rimasto però sempre compromesso e secondo la psichiatra curante non compatibile
con un’attività lavorativa regolare. Gli esami di laboratorio riscontrati in
occasione del ricovero presso la __________ (14.11.2005) mostrano solo lievi alterazioni
dei valori epatici, valori che parlano contro una problematica di abuso etilico
continuo e importante. In conclusione la documentazione raccolta da parte
dell’UAI permette di concludere per una IL completa da aprile 2005 fino almeno
12.
, questo per un danno alla salute psichiatrico con abuso secondario
oltre a problematica epilettica e di frattura vertebrale. L’adeguamento del
grado AI è stato quindi medicalmente giustificato. L’ulteriore evoluzione della
capacità lavorativa dipenderà dall’evoluzione della patologia psichiatrica
anche se la lunga cronistoria e l’età dell’assicurata sono da considerarsi
quali fattori prognostici negativi. (…)” (doc. V/1).
Pertanto, stante quanto sopra, non vi sono, a mente del TCA, ragioni
per ritenere non corretto l’agire dell’amministrazione. A fronte delle chiare
attestazioni sia della specialista curante che degli specialisti del SAM e
delle risultanze dei diversi ricoveri a cui è stata sottoposta, non
contraddette da altri validi certificati medico-specialistici e considerate sufficientemente
motivate e concludenti da parte del medico SMR e non necessitanti dunque di
ulteriori approfondimenti, è a giusta ragione che l’Ufficio AI ha accordato
all’interessata una rendita intera, per un grado d’invalidità del 100%, a
partire dal 1° agosto 2005 (mese della richiesta di revisione; cfr. doc. AI
32/1-2 e art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI).
Al
riguardo va qui ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione:
(…)
3.2
L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)”
(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)
Ciò
deve quindi a maggior ragione valere in caso di sostanziale accordo tra parere
del medico curante e valutazioni del SMR, come nel caso di specie.
2.8
Quanto
alla censura della ricorrente concernente la mancata presa in considerazione,
prima di esaminare se sussistesse o meno il diritto ad una rendita
d’invalidità, di eventuali provvedimenti d’integrazione, questo Tribunale
rileva che tale critica non ha ragione d’essere, ritenuto che, come accertato
in precedenza (cfr. consid. 2.7.), l’interessata dal punto di vista medico non
dispone di una capacità lavorativa residua, sfruttabile sul mercato equilibrato
del lavoro.
Nell’ambito
dell’assicurazione invalidità vige il principio della
priorità della reintegrazione sulla rendita (art. 16 LPGA): di conseguenza,
l’attribuzione di una rendita d’invalidità entra in linea di conto solo
qualora non siano attuabili provvedimenti d'integrazione (DTF
123.
V 271). Nel caso di una domanda di rendita
l'amministrazione deve quindi dapprima accertare d'ufficio la questione della
reintegrazione dell'assicurato nel circuito economico (DTF 126 V 243 consid. 5; 121 V 190; 108 V
212.
seg.).
Tale
principio non trova tuttavia applicazione nel caso di specie, ritenuto che,
come visto, l’assicurata non risulta abile al lavoro, nemmeno in misura
ridotta, in nessuna attività lavorativa.
Privo
di fondamento è infine anche il richiamo all’art. 21 cpv. 4 LPGA.
Infatti,
dagli atti non risulta in alcun modo che l’assicurata abbia rifiutato delle
cure che le sono state indicate. Al contrario la dr.ssa __________ ha attestato
che alla dimissione dalla clinica __________ il 15 luglio 2005 “(…) fu
introdotta una terapia avversiva con Antabus che la paziente ha assunto regolarmente
fino al 31.10.2005. […] In data 02.11.2005 rivedevo la paziente che mi
informava di aver sospeso l’assunzione di Antabus presso la clinica __________
e di ricevere a quel momento l’Antabus dal marito. (…)” (doc. AI 40/4).
Inoltre,
anche se il dr. __________, nel rapporto 31 agosto 2005 (doc. AI 39/3-4), ha
riferito che “(…) secondo il marito assume i medicamenti in modo irregolare.
(…)” (doc. AI 39/3), secondo il dr. __________, gli esami di laboratorio del 14
novembre 2005 (doc. AI 40/11-15) “(…) mostrano solo lievi alterazioni dei
valori epatici, valori che parlano contro una problematica di abuso etilico
continuo e importante. (…)” (doc. V/1).
2.9
Visto
tutto quanto precede, a mente di questo Tribunale è da ritenere provato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante,
caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2
e riferimenti; cfr., pure,
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungs-recht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343), che l’assicurata presenta un’incapacità lavorativa totale, in
qualsiasi attività, a partire dal mese di aprile 2005.
L’Ufficio AI, vista
la domanda di revisione del 18 agosto 2005 (doc. AI 32/1-2), ha pertanto
correttamente attribuito all’inte-ressata il diritto alla rendita intera a
partire dal 1° agosto 2005 ex art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI.
La decisione
impugnata deve dunque essere confermata e il ricorso respinto.
2.10
Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico della ricorrente.
Per
questi motivi
dichiara
e pronuncia
1.
Il
ricorso è respinto.
2.
Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico della ricorrente.
3.
Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.
terzi implicati
Silvana Beltrami-Rossi, Via al Calvario 29, 6644 Orselina
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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