32.2006.166
Conseguenze di un infortunio che impediscono il conseguimento di reddito. Esami medici specialistici escludono il sussistere di IL ma solo limitazioni all'esercizio di determinate attività. Non sussis
17 luglio 2007Italiano32 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2006.166
Data decisione, Autorità:
17.07.2007, TCA
Titolo:
Conseguenze di un infortunio che impediscono il conseguimento di reddito. Esami medici specialistici escludono il sussistere di IL ma solo limitazioni all'esercizio di determinate attività. Non sussistono gli estremi di una invalidità.
DIRITTO ALLA RENDITA
art. 4 LAI
art. 28 LAI
art. 16 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2006.166
ir/td
Lugano
17 luglio
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
statuendo sul ricorso del 25 ottobre 2006
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 26
settembre 2006 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
A. RI
1, 1957, domiciliata a __________, divorziata e madre di 3 figli di cui 2, __________
e __________, ormai adulti mentre __________ è sedicenne, ed occupata quale
autista presso __________ dal 1° ottobre 1999, rispettivamente presso l'__________
2-3 ore settimanali, con atto del 19 febbraio 2003 ha chiesto prestazioni AI
per adulti.
A
fondamento della sua richiesta la signora ha segnalato dolori cronici alla
mano, al polso ed al braccio destro e ciò dopo caduta. Il danno sussisterebbe
dal 3 agosto 2001. RI 1 ha segnalato di essere stata in cura dal dott. __________
di __________ e dal chirurgo dott. __________ di __________.
Alla
luce delle prestazioni pagate dalla __________ in ambito LAInf in favore
dell'assicurata l'UAI ha chiesto a questo assicuratore la trasmissione
dell'incarto.
Dagli
atti trasmessi emerge che, il 14 febbraio 2003, l'assicuratore ha considerato chiuso
l'infortunio 2 agosto 2001 e ciò dal 17 dicembre 2002 sulla scorta della
perizia del dott. __________ __________ redatta il 26 dicembre 2002 da cui si
desume (inc. Lainf 1-18) la diagnosi di "Esito da trauma contusionale
del polso e del gomito destro il 2 agosto 2001" nonché "Esito
da sezione del legamento carpi transversum con epineurolisi del nervo mediano, sinovectomia
dei flessori il 29 gennaio 2002" e "Periartropia
omeroscapolare bilaterale" nonché "Periartropia al gomito
destro".
L'UAI
ha pure acquisito il rapporto 27 febbraio 2003 del medico curante Dr. __________
(doc. 8) che ha indicato, per quanto attiene alla capacità lavorativa,
l'impossibilità di RI 1 a guidare a lungo o su strade complesse ed ha posto
limiti per il sollevamento di pesi e per lavori ripetitivi. Il curante ha
specificato la capacità lavorativa in attività confacenti (assenza di sforzi al
braccio) inizialmente limitata a 4 ore.
L'amministrazione
ha inoltre acquisito dall'assicuratore __________, che copre la perdita di
guadagno per i collaboratori della __________, l'incarto relativo
all'assicurata contenente, in particolare, una valutazione 1° luglio 2003 del
Dr. __________.
Sempre
nell'incarto __________ è presente la valutazione del perito Dr. __________ ed
una presa di posizione 22 maggio 2003 del curante __________ sulla perizia __________.
L'UAI
ha pure acquisito l'incarto dell'assicurata presso la Cassa disoccupazione __________
in cui (DISO 1-9) è contenuto un rapporto 26 agosto 2003 del dr. __________,
specialista in malattie reumatiche, secondo cui non ci sarebbero limitazioni
funzionali così come aveva pure ritenuto il dr. __________ pure specialista in medesimo
ambito. Sulla scorta di questi rilievi medici e sulla base della perizia
reumatologica eseguita dal dott. __________ che ha indicato un'abilità piena
quale aiutante presso l'autoscuola e talune limitazioni per altri lavori, il
dr. __________ dell'UAI ha formulato le seguenti proposte (12 gennaio 2004):
" - l'assicurata presenta una IL del 100% a partire
dal 2.8.2001 fino
al 10.12.2002 (vedi __________)
- a partire dal 11.12.2002 l'assicurata
è da ritenersi abile nei limiti dati dalla perizia Dr. __________ (attività da svolgere sull'arco di tutta la
giornata).
- A partire dal 30.6.2003 l'assicurata
è da ritenersi abile al 100% per qualsiasi
attività senza limitazioni di rilievo in assenza di limitazione funzionale
oggettivabile come da perizia __________ e valutazione Dr. __________
- Le limitazioni
quale casalinga sono da ritenersi in pratica nulle e partire dal momento della perizia __________, ovvero dal 10.12.2002, non essendo limitanti per tale
attività i criteri dati dal perito. Per il periodo dal 2.8.2001 al 10.12.2002
le limitazioni erano presenti unicamente per lavori pesanti (pulizia dei vetri, stirare, appendere il bucato,
girare il materasso)." (Doc. AI 24-2)
e
ciò sulla scorta anche del rapporto allestito da __________ (doc. 32).
Sulla
base di questi elementi l'UAI ha concesso una rendita al 100% limitata nel
tempo ossia dall'agosto 2002 al marzo 2003.
B. RI
1 si è opposta alla decisione. Con data 31 maggio 2005 è stato raccolto agli
atti AI un certificato medico del dott. __________ capo clinica radiologia __________
da cui si deducono "Modesti segni di entesite inserzionale omerale del
sovraspinato con piccola calcificazione degenerativa, senza lesioni. Si
associano minimi segni di borsite reattiva sottodeltoidea" ed il
rapporto 20 maggio 2005 del Dr. __________ fisiatra dell'__________ che
conclude per la prescrizione di "un ciclo di ginnastica in piscina
associato a manipolazioni della cerniera dorsolombare secondo Maigne".
Sulla
scorta del parere del medico UAI __________ l'amministrazione ha ordinato
l'allestimento di una perizia di natura psichiatrica al dott. __________ (doc.
45) che ha reso il suo referto il 14 ottobre 2005 dove ha ritenuto abile al
lavoro la ricorrente nella misura del 70%.
Dopo
acquisizione del rapporto finale della consulente in integrazione professionale
il 26 settembre 2006 l'Ufficio ha respinto l'opposizione e confermato il suo
precedente provvedimento.
C. Il
25 ottobre 2006 RI 1 è insorta al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni
contro la citata decisione, ricordando come le sue condizioni di salute non
siano migliorate e di avere dolori che la deprimono. L'UAI si oppone
all'accoglimento del gravame. La ricorrente non ha fornito nuove prove.
in
diritto
in
ordine
1. Il
ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intimazione della
decisione, è ricevibile siccome sufficientemente motivato e le conclusioni
appaiono chiaramente espresse.
2. La
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
(STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
nel
merito
3. Oggetto
della contestazione della ricorrente è la valutazione della capacità lavorativa
medico teorica operata dall'UAI a fronte delle patologie della ricorrente ed il
conseguente diritto, o meno, ad una rendita a partire dall'aprile 2003 e ciò
dopo che l'amministrazione ha riconosciuto una rendita piena dal 1° agosto 2002
al 31 marzo 2003.
4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).
Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.
Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; STFA del 14 luglio 2006 nella causa
A. [U 156/05], consid. 5; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura
dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la
valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).
5. Come
anticipato sommariamente nelle considerazioni di fatto, la ricorrente è stata
oggetto di numerose valutazioni e perizie. Per ragioni di semplicità ed
opportunità verranno qui di seguito ripresi i passi salienti di queste
valutazioni.
Anzitutto
il dott. __________, reumatologo ed esperto di medicina interna, ha fornito un preciso
dettaglio e completo rapporto medico, del tutto neutrale, e ciò dopo visita
della paziente. Il professionista ha raccolto una completa anamnesi personale e
sociale, ha eseguito puntuali osservazioni oggettive con esame neurologico, esami
di laboratorio, radiologia ed ha minuziosamente esposto la sua valutazione, cui
basta qui fare ampio rinvio siccome nota alla parti (doc. 1-17 inc. LAInf).
Di
rilievo è osservare come, secondo questo professionista "L'intensità dei
dolori riferiti dall'assicurata non trova spiegazioni agli esami oggettivi
clinici e paraclinici (incongruenza)".
Il
perito ha posto la seguente diagnosi:
" In base all'anamnesi, ai reperti clinici e agli
esami complementari disponibili ed effettuati durante la perizia attuale,
possiamo porre le diagnosi di esito da trauma contusionale del polso e gomito
destro il 2 agosto 2001, esito da sezione del legamento carpi tranversum, con
epineurolisi del nervo mediano, sinovectomia dei flessori il 29.1.2002,
periartropatia omeroscapolare bilaterale, periartropatia al gomito destro.
Ritengo possibile che la periartropatia omeroscapolare a destra e la
periartropatia al gomito destro siano da mettere in relazione di causalità
naturale con il trauma del 2 agosto 2001.
Le lombalgie saltuarie riferite anamnesticamente presenti da una
decina d'anni e la periartropatia omeroscapolare a sinistra (ecografia
della spalla sinistra del 12.12.2002 con modesti segni di sinovite focale del
capo lungo bicipitale di sinistra), non sono in relazione di causalità
naturale con l'infortunio in questione e non sono di rilevanza (percentuale
< 5%) per lo stato di salute generale dell'assicurata.
(…)
Le possibili patologie postinfortunistiche oggettive sono la
periartropatia al gomito e alla spalla destra; a causa di questi disturbi non
sono consigliabili lavori monotoni o statici con il braccio destro. Con il
braccio destro l'assicurata non dovrebbe svolgere attività che si ripetono
oltre il livello della testa, impieghi che implicano una flessione/estensione,
prosupinazione prolungata con il gomito destro. Il carico massimo per il
braccio destro è di 5-8 kg. Onde stabilire con precisione quale è la capacità
lavorativa residua nell'attività lavorativa svolta fino all'infortunio
(autista-magazziniere), bisognerebbe conoscere nei dettagli le singole mansioni
eseguite (posizioni e movimenti che vengono richiesti in %, carichi in kg). La
presenza della periartropatia al gomito e alla spalla destra porta ad
un'inabilità lavorativa come autista prevalentemente su strade di montagna, di
2/3, su strade di pianura, del 25%, i limiti di carico sopraccitati.
Nell'attività accessoria di insegnante presso un'autoscuola, l'assicurata con
le patologie appena menzionate, risulta abile al lavoro in misura completa a condizione
che questo lavoro soddisfi le condizioni ergonomiche sopraelencate."
In
epoca successiva, a seguito dell'intervento di __________ come descritto nelle
considerazioni di fatto, la ricorrente è stata visitata dal dott. __________.
Questo specialista ha pure redatto un rapporto (il 1° luglio 2003) completo e
dettagliato comprensivo di precisa anamnesi, puntuale descrizione dei fatti e
delle patologie riscontrate con minuziosa descrizione delle cure e degli
interventi (doc. 1-4 e segg. atti inc. __________). Lo specialista ha posto la
sua diagnosi, simile a quella posta dal dott. __________, ed ha rilevato che i
dati acquisiti "assieme ai reperti regolari delle indagini paracliniche
effettuate in precedenza suggeriscono chiaramente un'origine funzionale
(extra-organica) del quadro.
Non
sono competente a porre la diagnosi affermativa di una nevrosi di rendita; in
alternativa potrebbe trattarsi anche di una problematica di decondizionamento e
di un disturbo di adattamento ad una situazione posttraumatica".
Il
perito ha quindi ritenuto - in assenza di alterazioni strutturali e/o
funzionali - che la ricorrente fosse "abile al lavoro in misura
completa" per l'attività svolta ed altre consone alle capacità fisiche
ed intellettuali, suggerendo - per il tempo trascorso - una ripresa graduale
per 1 mese al 50% (doc. 1-9 inc. LAMal).
Il
dott. __________ ha comunque indicato come, in caso di fallimento della
reintegrazione nel mondo del lavoro "occorrerebbe una valutazione
psichiatrica per approfondire le ipotesi diagnostiche citate (nevrosi da
rendita; sindrome di decondizionamento/disturbo di adattamento)". Il
professionista indica poi di concordare "sull'assenza di una patologia
morbosa almeno per quanto riguarda gli aspetti organici" con il
rilievo di ininfluenza delle alterazioni degenerative a livello cervicale
(condrosi C5/6).
Più
restrittiva e favorevole alla ricorrente, invece, la posizione del curante
dott. __________ (inc. __________ 1-12) per cui le attività sono ammesse con
limitazioni (referto 22 maggio 2003).
Dall'incarto
della Cassa disoccupazione __________ (doc. DISO 1-9 e segg.) emerge un ulteriore
rapporto del dott. __________ specialista in malattie reumatiche del 26 agosto
2003. Il professionista evidenzia all'avambraccio destro leggeri diffusi dolori
e per il resto "lo stato articolare … degli arti superiori risulta
privo di particolarità". Il dott. __________ evidenzia come i dolori lamentati
dal braccio dell'assicurata non trovino una conferma in alcuna lesione
osteo-articolare. Come i suoi colleghi __________ e __________ il
professionista rileva una discrepanza tra dolori soggettivamente riferiti ed i
riscontri oggettivi.
Sempre
nel suo rapporto il dott. __________ conferma l'assenza di limiti funzionali
con il rilievo che "…non mi è possibile fornire valide proposte
terapeutiche" con il consiglio di "… utilizzare il
braccio".
Unicamente
il dott. __________ evidenzia, il 20 maggio 2005:
" Lieve riduzione della fisiologica lordosi lombare
sul piano sagittale. Palpazione ossea: dolente l'apofisi spinosa alla pressione
assiale e laterale della VII, VIII, XI, X, XI, XII vertebra toracica.
Palpazione delle parti molli: contrattura muscolare dolorosa
paravertebrale con punti triggers attivi prevalentemente sulla cerniera
dorsolombare e dorsale funzionale (T7). Digitofrizione sulle articolazioni
interapofisarie posteriori dolenti tra T9-T10, T10-T11, T11-T12 a destra.
Pince' roule' locale positivo sulla regione lombare destra. Punto della cresta
iliaca posteriore positivo a destra. Motilità: limitata ai gradi medi
dell'escursione articolare nella rotazione ed inclinazione bilateralmente.
Lasègue e Valleix glutei negativi bilateralmente. Normoreflessia rotulea ed
achillea bilaterale. Normostenia del muscolo ileopsoas, grande adduttore, retto
anteriore, tibiale anteriore, medio gluteo, peroneo lungo, estensore lungo
delle dita del piede, grande gluteo e gemello interno bilateralmente. Non
deficit delle sensibilità agli arti inferiori, né parestesie riferite."
(Doc. AI 43)
Concludendo
però per la necessità unicamente di esercizi ginnici in piscina e manipolazione
dorsolombare secondo Maigne.
Questi
aspetti sono stati sottoposti dal dott. __________ del SMR dell'AI il quale
rammenta come il collega evidenzi sostanzialmente una sindrome dolorosa da
disfunzione plurisegmentale dorsale con necessità di una fisioterapia. Per il
medico dell'AI "una documentazione di alterazioni strutturali non è
descritta", lo stato neurologico è normale, l'ecografia della spalla
destra "non contribuisce nuovi aspetti".
6. Come
indicato i medici, in particolare __________ e __________, hanno ritenuto
necessaria una perizia di natura psichiatrica ordinata dall'UAI.
Il
14 ottobre 2005 il dott. __________ ha inoltrato il suo articolato e ben
strutturato rapporto (doc. 46) per la cui stesura il professionista ha
contattato non solo la paziente ma anche il curante dott. __________, la
sorella __________, ha consultato tutta la complessa (e voluminosa)
documentazione medica (cfr. in particolare pag. 6 e 7 del rapporto cui si
rinvia per il dettaglio) ed ha operato le sue constatazioni obiettive sia sullo
stato somatico che su quello psichico. Eseguito il test di Rorschach tramite
psicologo - test che ha evidenziato elementi ansioso-depressivi e segnalano una
tendenza all'ipomaniacalità (doc. 46 pag. 9) - il medico ha posto la seguente
diagnosi:
" Disturbo di adattamento in personalità nevrotica
(ICD-10: F43.22; F60.8).
Stato dopo trauma contusionale polso dx., stato dopo algodistrofia
Sudek, sindrome lombosacrale, periatrite omero-scapolare dx., sospetta
fibromialgia in evoluzione." (Doc. AI 46)
Dopo
approfondita discussione degli elementi a sua disposizione il dott. __________
conclude per la praticabilità dell'attività svolta dall'assicurata nella misura
del 70%. Il medico ha constatato una diminuita capacità al lavoro del 30% con
il rilievo che dall'incidente del 2 agosto, vi è stata un'incapacità al lavoro
che, al momento della perizia, era comunque limitato e ridotto. Il professionista
ha evidenziato ancora la necessità di collocamento con il rilievo che l'assicurata
è in grado di svolgere, dal punto di vista psichico, qualsiasi attività
compatibile con l'aspetto reumatologico.
7. Affinché
un rapporto medico abbia valore
probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i
punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i
mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV
Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss.), nell’ambito delle assicurazioni
sociali, la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da
medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno
valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non
devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità.
Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza
con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento.
Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 p. 95).
Per
quel che riguarda il medico curante, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in caso dubbio, egli
attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), STFA del 27 dicembre 2001
nella causa P., I 603/01; cfr. U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).
Va
qui rammentato che, sempre nell’ambito delle assicurazioni sociali, e meglio
dell’assicurazione per l’invalidità, per quanto riguarda in
particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha
stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non
poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità
lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la
società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 p. 169; Pratique VSI
1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 p. 180; ZAK 1984 p. 342, 607 ; STFA
del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, p. 128).
L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
" (…)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre
1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I
148/98, p. 10 consid. 3b; RCC 1992 p. 182 consid. 2a con riferimenti).
Inoltre,
nella sentenza 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pp. 105ss), in cui questo
autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.
Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
L'esperto deve inoltre esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata.
Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).
Con
sentenza del 28 maggio 2004 (I 702/03), il TFA ha evidenziato che in un
precedente caso esaminato:
" … questa Corte ha avuto modo di precisare che una
tale inesigibilità presuppone in ogni caso la presenza manifesta di una comorbidità
psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza
costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) l'esistenza di
concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate da un decorso patologico
pluriennale con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2)
la perdita d'integrazione sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato
psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad
indicare allo stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo
risolutivo del conflitto psichico (profitto primario tratto dalla malattia;
"primärer Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti
ambulatoriali o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata
(sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e sentenza del 21
aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff
der Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung,
namentlich für den Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: René
Schaffhauser/Franz Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San
Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80 segg.)."
A proposito delle perizie allestite dal SAM, va evidenziato come in
ambito di assicurazione invalidità il TFA ha accertato che "l'indipendenza
e l'imparzialità dei periti dei centri medici d'accertamento, richieste dagli
art. 4 Cost. e 6 n. 1 CEDU, erano già garantite prima dell'entrata in vigore,
il 1° giugno 1994, del nuovo statuto riconosciuto a essi centri. L'influenza
dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali si limitava a questioni
d'ordine amministrativo-organizzativo. Con il nuovo statuto è stato ancorato il
concetto dell'indipendenza medico-specifica dei periti, che già esisteva in
precedenza." (DTF 123 V 175, in particolare pag. 178 consid. 4b, STFA
del 5 novembre 2002 nella causa S., I 665/00, consid. 2.3).
8. Dalla
descrizione degli elementi medici raccolti agli atti, elementi valutati secondo
Fatti
i criteri giurisprudenziali evocati, appare inequivocabilmente come, da un
profilo reumatologico, la ricorrente non presenti limitazioni all’esercizio di
un’attività lavorativa. In particolare sia il dott. __________ che il dott. __________,
in questo non certamente smentiti dal dott. __________ nel più recente rapporto
medico del maggio 2005, indicano una sostanziale piena capacità lavorativa
dell’assicurata e ciò dopo esami attenti ed approfonditi e valutazioni
ponderate e concordi. Questi due rapporti, dell’estate del 2003, sono
certamente in linea con la perizia redatta del dott. __________ all’attenzione
dell’assicuratore infortuni per primo intervenuto. In quel momento ancora
(ossia nel dicembre 2002) l’assicurata presentava delle limitazioni, che sono
andate vieppiù sparendo. In ottica infortunistica un'attività lavorativa non
monotona o statica, assenti estensioni o flessioni e senza carichi superiori ai
5 Kg per il braccio destro, era possibile (senza considerare lo stato psichico
poi accertato). Per gli aspetti fisici va aggiunto che il dott. __________ ha
ben messo in rilievo la discrepanza tra i dolori segnalati soggettivamente
dalla signora RI 1 con i rilievi oggettivi ed i dolori oggettivabili ad un
approfondito esame. Questa discrepanza, oltre a confermare la valutazione del
professionista circa l’assenza di impedimenti all’esercizio dell’attività
almeno presso una scuola guida, hanno indotto un approfondimento psichiatrico
consigliato pure dal medico AI.
La
decisione impugnata, basandosi sul materiale probatorio elencato in precedenza,
ha ritenuto giustificata una rendita al 100% sino al 31 marzo 2003. Circa la
durata della rendita occorre qui indicare come il dott. __________ abbia, in
maniera più specifica e dettagliata, puntuale ed attenta, operato una
valutazione nell'ottica della capacità lavorativa. Questo professionista ha
precisato come:
" In assenza di alterazioni strutturali e/o
funzionali dello apparato locomotorio non sussistono elementi che potrebbero
giustificare dal lato reumatologico un'ulteriore inabilità lavorativa. Ritengo
la paziente al contrario abile al lavoro in misura completa per l'attività
lucrativa svolta e per qualsiasi altra attività consone alle capacità fisiche
ed intellettuali della paziente. Visto il tempo trascorso dall'abbandono del
lavoro (quasi due anni) il rientro al lavoro si farà probabilmente difficile.
In rispetto a ciò suggerisco una ripresa graduale (per esempio 50% / mezza giornata
per un massimo di un mese, in seguito ripresa normale)." (Doc. AI 1)
In
sostanza dunque con la sua valutazione (il dott. __________ nel suo rapporto
del dicembre 2002 non aveva potuto essere sufficientemente esplicito e
completo, si vedano le conclusioni a pag. 6 del suo rapporto riportate in
esteso nelle considerazioni che precedono) il dott. __________ indica una piena
ripresa dalla sua valutazione (30 giugno 2003) e, per il primo mese al 50%.
Questa posizione era stata d'altra parte fatta propria, il 12 gennaio 2004, dal
dott. __________ dell'UAI. Ne discende che il periodo di inabilità lavorativa
al 100% va prorogato dal 1 agosto 2002 al 30 giugno 2003 ed il mese successivo
va ammessa al 50% non essendo verificata nell'inabilità totale. Dal 1° agosto
2003 l'assicurata, da un profilo fisico, non ha nessun impedimento al lavoro e,
conseguentemente nessuna incapacità al guadagno.
Come
visto nelle considerazioni che precedono il rapporto del dott. __________
appare completo, dettagliato, preciso, approfondito in maniera seria e
professionale. Ebbene questo rapporto giunge a conclusioni chiare,
giustificate, sorrette da valutazioni incontestabili e non contestate del resto
dalla signora RI 1. Il professionista conclude, come visto, per una capacità
lavorativa al 70%.
9. Il
Tribunale, alla luce della completezza dei rapporti acquisiti (in particolare
quello dei dott. __________ e __________), dell’assenza di indicazioni
contrarie dal profilo medico, dell’approfondimento delle analisi, dei dettagli
esaminati e della coerenza dei rapporti relativi allo stato fisico, nonché
della chiarezza e del dettaglio del rapporto dello psichiatra, non vede motivo
per scostarsi dalle conclusioni cui sono giunti i professionisti in discussione,
in particolare i dottori __________ e __________. Le loro valutazioni, che
l’UAI ha sostanzialmente fatto proprie nella decisione su opposizione
impugnata, vanno qui condivise con la precisazione espressa in coda al
precedente punto 8. Complessivamente va ritenuta un’inabilità lavorativa medico
teorica del 30% così come ritenuto dall’amministrazione per il periodo
successivo al 31 luglio 2003. Nella propria decisione su opposizione, cui, su
questi aspetti, può essere fatto ampio rimando conformemente a costante
giurisprudenza federale - si veda da ultimo la sentenza 1P 256/2006 del 26
giugno 2006 (cons. 2.2.):
" Aus dem Anspruch auf rechtliches Gehör (Art. 29
Abs. 2 BV) folgt die grundsätzliche Pflicht der Behörden, ihre Entscheide zu
begründen. In welcher Form der Betroffene über die Entscheidgründe ins Bild
gesetzt werden muss, lässt sich aus Art. 29 Abs. 2 BV (Art. 4 aBV) aber nicht
unmittelbar entnehmen. Insbesondere hat es das Bundesgericht abgelehnt, aus
dieser Vorschrift einen generellen Anspruch der Parteien auf eine ausführliche
schriftliche Begründung oder gar auf eine Begründung im gleichen Dokument, das
den Entscheid enthält, abzuleiten (BGE 111 Ia 2 E. 4a S. 4; 121 IV 345; E. 1h S. 353; 121 I 31, E. 2c S. 34). Dementsprechend ist es
grundsätzlich zulässig, wenn der angefochtene Entscheid zur Begründung
lediglich auf die tatsächlichen und rechtlichen Ausführungen der Vorinstanz
verweist (BGE 103 Ia 407 E. 3a S. 409 betreffend Strafurteile; ferner BGE 119
Considerandi
II 478 E. 1d S. 480; 123 I 31 E. 2c S. 34). In diesem Fall ist die
Möglichkeit, den Entscheid sachgerecht anzufechten, gleichwohl gewährleistet,
da der Rechtsunterworfene die Motive im vorgehenden Entscheid nachlesen kann.
Anders ist es nur, wenn der Betroffene vor der zweiten Instanz beachtliche
Gründe vorbringt, zu denen die erste Instanz noch nicht Stellung bezogen hat,
sei es, dass sie vor erster Instanz noch nicht vorgebracht wurden, aber
trotzdem vor zweiter Instanz neu vorgebracht werden dürfen, oder dass diese
Gründe vor erster Instanz schon vorgetragen wurden, diese aber dazu in der
Urteilsbegründung nicht Stellung bezogen hat (BGE 103 Ia 407 E. 3a S. 409)."
L’amministrazione
aveva ben evidenziato come, alla luce di tutti gli elementi acquisiti, il dott.
__________ del SMR aveva ritenuto complessivamente la limitazione citata alla
luce degli aspetti psichici e reumatologici (cfr. decisione impugnata cons. 8).
Unicamente in merito alla durata della rendita riconosciuta dal 1° agosto 2002
va parzialmente ammesso il gravame. La rendita va riconosciuta, piena (100%)
sino al 30 giugno 2003, e, durante il mese di luglio 2006, al 50%. Dopo tale
data l'assicurata non ha più diritto a rendita come si vedrà nelle
considerazioni che seguono.
10.
L’esame
svolto su incarico dell’amministrazione dalla consulente in integrazione
professionale (CIP), alla luce delle risultanze mediche acquisite agli atti e
quindi dello status e della capacità lavorativa della ricorrente ritenuto dagli
atti AI, situazione qui verificata ed approvata dal Tribunale, ha precisato –
come ben ritenuto dalla decisione impugnata nelle sue considerazioni al punto 9
– che la ricorrente potrebbe “accedere ad attività leggere nell’ambito del
settore Secondario come ad esempio lavori di produzione, assemblaggio, stampa,
rifinitura, lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità,
etichettatura in settori produttivi con materiali leggeri (orologeria,
micromeccanica, industria farmaceutica o alimentare, componenti elettroniche)”
D’altra parte in altre attività professionali la signora RI 1 potrebbe svolgere
i suoi compiti senza limitazione in ambito di lavanderie, alberghi/ristoranti,
nel servizio accoglienza clienti o quale venditrice non qualificata. La
valutazione della consulente, ripresa in sede di decisione su opposizione e non
oggetto di contestazione in quanto tale, va qui pienamente condivisa. Alla luce
degli approfondimenti eseguiti dall’amministrazione, che la signora RI 1 non ha
contestato o revocato in dubbio se non per indicare il possesso di un diploma
professionale, circostanza evidenziata dall’incarto, le risultanze ritenute
dall’UAI al punto 10 della decisione impugnata vanno pienamente condivise.
Sulla base dei dati raccolti e delle informazioni acquisite presso il datore di
lavoro della signora RI 1 la consulente in integrazione professionale ha
ritenuto:
" Per quanto riguarda l'anamnesi socio-professionale
faccio riferimento al rapporto del collega __________ del 22 d settembre 2004.
Ricordo che l'A. è in possesso di un AFC quale parrucchiera
ed in seguito ha esercitato diverse attività e da ultimo, a partire dal 1
ottobre 1999 presso la __________ di __________ come autista magazziniera.
Se avesse continuato a svolgere questa attività nella misura del 100%
nel 2003 l'assicurata avrebbe potuto percepire un reddito annuo di Fr. 35'490.-
(15 fr. all'ora + 1.25 di indennità vacanze x 42
x 52). Aggiornando questo dato al 2004 risulta un reddito da valido di Fr. 35'810.-.
(…)
in attività
adeguata è abile al 70% per cui ritengo esigibile un impiego in attività
leggere non qualificate che rispettano i limiti invalidanti e nel contempo il
profilo attitudinale personale e professionale (…) attività generiche, semplici
e ripetitive, mi sono riferita alla categoria 4.2 (valore mediano) che
stabilisce una
media dei salari nel settore privato nel Canton Ticino per le donne. In base a questi dati viene
definito un salario ipotetico nel 2004 di Fr. 40'360.-. Oltre alle limitazioni
espresse in sede medica ritengo opportuno effettuare una riduzione del 5 % per
lavori leggeri e del 5% per la limitazione legata all'uso del braccio destro.
In considerazione della capacità di lavoro residua del 70% espressa in sede
medica ed applicando una riduzione del 10% per i motivi sopra elencati, risulta
un reddito da invalido di Fr. 25'427.
Effettuando un confronto dei redditi risulta una capacità di guadagno
residua del 71% ed un grado d'invalidità del 29%.
Tenuto conto del curriculum scolastico e professionale dell'A. non è
possibile intravedere dei provvedimenti professionali che possano aumentare o
mantenere la capacità di guadagno. L'età avanzata, la scolarità e l'esperienza
professionale specifica dell'assicurata non permettono di proporre una
riqualifica professionale in quanto FA. non possiede né le capacità cognitive
né le competenze scolastiche per affrontare un progetto simile.
La mia opinione è che le limitazioni fisiche presentate dall'A. non si
configurano gravi al punto da giustificare una non reintegrabilità nel mercato
del lavoro. La presenza sul mercato del lavoro di attività direttamente
accessibili e confacenti con il danno alla salute, induce a concludere che l'A.
sia direttamente integrabile nel ciclo produttivo." (Doc. AI 55)
Non
v’è motivo per scostarsi da queste conclusioni frutto di un esame approfondito,
di dettaglio ed eseguito in maniera conforme ai principi che reggono la
materia. Va evidenziato per il resto che la decisione impugnata ha
correttamente rettificato (in sede di opposizione) la valutazione precedente
riferita al carattere misto adottato. In effetti la ricorrente, quale
divorziata, alla luce di quanto sostenuto nell’opposizione verbalizzata e degli
scritti dell’Ufficio del sostegno e dell’integrazione (13.11.2003 e 14.6.2006)
deve essere valutata unicamente quale salariata, con applicazione del metodo
generale ritenuto per gli assicurati.
11.
Visto
quanto precede le conclusioni cui è giunta l’amministrazione, ossia la
concessione di una rendita limitata al periodo corrente dal 1 agosto 2002
al 31 marzo 2003 va rettificato alla luce dei motivi espressi. Successivamente
al 1° agosto 2003, l’assicurata non può beneficiare di una rendita come
postulato siccome invalida in misura inferiore ai tassi che permettono la
concessione di rendite. Non essendo dato un tasso di invalidità giustificante
l’erogazione di prestazioni l’UAI ha rettamente negato a rendita.
12.
Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
Alla
luce dell'esito del gravame non si fa carico di spese alla ricorrente.
Per questi
motivi
dichiara e
pronuncia
1.
Il
ricorso è parzialmente accolto nel senso delle considerazioni espresse.
Di conseguenza in favore di RI 1, __________, è riconosciuta una rendita AI al
100% dal 1° agosto 2002 al 30 giugno 2003 ed al 50% dal 1° luglio 2003 al 31
luglio 2003. Per il resto il ricorso è respinto.
2.
Le spese sono poste a carico dello Stato.
3.
Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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