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32.2006.17

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

8 novembre 2006Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354).

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da

medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli

assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o

a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su

indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza

probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa

la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa

G.C., I 355/03).

Per quel che riguarda i rapporti concernenti il

medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere

conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il

paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo

paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF

125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; MEYER-BLASER, Rechtsprechung des

Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e

S., U 330/01).

Infine, va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve

adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile:

esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag. 628-629, in particolare la nota 158, nella

quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la

DTF 127 V 294). In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le

considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme

Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss),

in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo

una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata. Del resto, un

rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali

le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni

sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una

richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal

paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto

dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi

handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre

2001 nella causa A., inc. 32.1999.124);

- nella

fattispecie dal fascicolo risulta che in occasione dell’ultima revisione

d’ufficio sfociata con delibera 20 febbraio 2001 (doc. AI 18/1 e 17/1), con la

quale – constatato che il grado d’invalidità non si è modificato – è stato

confermato il diritto a una mezza rendita, il dr. __________, primario di

oncologia, posta la diagnosi di “carcinoma polmonare a grandi cellule del lobo

polmonare superiore destro, stato iniziale T2 N1 MO, maggio 1986. Stato da

pneumonectomia destra (28.05.1986), stato dopo 3 cicli di chemioterapia

adiuvante con Cisplatino, Mitomicina e Vindesina da agosto a ottobre 1986” ha

concluso che: “(…) il signor RI 1 non presenta attualmente segni di recidiva o

metastasi, tuttavia permangono le sequele dell’intervento chirurgico del 1986

caratterizzate da: fibrotorace destro con retrazione omolaterale del medistino,

deviazione esofagea, scoliosi del rachide toracico e cervicale con sindrome di

disequilibrio muscoloscheletrico pronunciata, atrofia pettorale destra. Nonostante

queste menomazioni il paziente è in grado di svolgere la propria attività lavorativa

nella misura del 50% e riesce a svolgere una buona attività sociale e di relazione.

Ad oltre 14 anni dalla diagnosi e del trattamento chirurgico e chemioterapico,

il paziente si presenta in condizioni cliniche stazionarie. Pertanto riteniamo

che sia ormai stato effettuato il massimo recupero funzionale e psichico possibile

e non vi sia ulteriore possibilità di miglioramento (…)” (doc. AI 14/1).

- con

lettera 22 ottobre 2004 il dr. __________, FMH in medicina interna, ha scritto

all’Ufficio AI quanto segue:

" (…)

il

mio paziente soprannominato mi chiede di confermarvi che il suo grado di

invalidità si è modificato in misura rilevante e vorrebbe richiedere un aumento

del diritto alle prestazioni.

Circa

dal 1988 il paziente riceve una rendita del 50%.

Nel

frattempo sono subentrate le seguenti diagnosi:

Sindrome

vertebrale dorsale alta

D4 a D8 destra

Sindrome

cervicale

Radiculopatia C7 e C8 a destra

Ernia discale dorso-laterale destra C5/C6

Sincopi

vaso-vagali

Trombosi

venosa di branca all’OS

Completa restituitio ad integrum del quadro retinico (2003)

Incipiente

coxartrosi

Sacroiliite

bilat.

Piccola

lesione parziale della cuffia rotatoria spalla destra

Poliartrosi

Diatesi

allergica; allergia anamnestica al Saridon, a diverse piante?

Ipertensione

arteriosa labile

Insonnia

Onicomicosi

alluce destro

Vecchie diagnosi

Stato

da pneumonectomia destra per

carcinoma bronchiale indifferenziato a grandi cellule

bronchite cronica ostruttiva con esacerbazioni

possibile componente asmatica su sensibilizzazione ai pollini

Ernia

iatale complicata da malattia di riflusso con

Svuotamento gastrico lento causa

Ipertonia del piloro e stato dopo vagotonia su ulcus duodeni

Importanti dispepsie e dolori epigastrici

Stato

dopo vagotonia 1983 causa ulcera duodenale

Specialmente

in questi ultimi mesi il dolori che il paziente risente a livello della spalla

destra, del braccio destro fino al gomito, delle cervicali, nella regione

paravertebrale destra vicino alla scapola e nella parte laterale del torace a

destra sono aumentati.

Tali

dolori sono continui e riducono le capacità lavorative del Signor RI 1 in

maniera importante.

Nel

tentativo di migliorare la situazione ho inviato il paziente dai segueti

specialisti: Dr. med. __________, Pneumologo, Dr. med. __________ e Dr__________,

Cardiologi, Dr. med. __________, Gastroenterologo, e Prof. __________,

Oncologo.

(…)”

(doc. AI 21/1-2)

Nel

successivo rapporto medico 27 dicembre 2004 all’Ufficio AI, il dr. __________,

poste le diagnosi note, ha certificato che dal 20 giugno 2004 l’assicurato è

inabile al 100% nella sua attività, che lo stato di salute è suscettibile di

peggioramento e ha esposto la seguente anamnesi: “(…) in questi ultimi anni il

paziente ha avuto un continuo peggioramento dei suoi dolori potenti a livello

del tratto digestivo su operazione di ulcera, a causa della sua ernia discale

cervicale, dei dolori nella parte laterale dx. del torace e paravertebrale

dorsale dx di eziologia non chiara su stato di pneumonectomia. Inoltre ha fatto

una trombosi all’occhio sx. ed ha avuto importanti disturbi cardiovascolari con

Considerandi

una ipertensione e sincopi recidivanti di origine non chiara. Recentemente è

subentrato un calo ponderale e per questo motivo è in cura dal dr. __________.

A causa dei dolori il signor RI 1 ha consultato anche il dr. __________, __________.

In seguito è stato nuovamente visitato dal dr. __________, FMH Pneumologia, __________.

In passato sempre per i disturbi ha fatto delle cure a __________ e da un

medico di __________. Purtroppo senza successi. Per le sincopi è stato ospedalizzato

all’__________, è andato dal Dr. __________, cardiologo, __________ e recentemente

dal Dr. __________, cardiologo, __________, __________ (…) (doc. AI 31/1-2);

- il

dr. __________, nel rapporto medico 21 dicembre 2004 all’Uffi-cio AI, ha invece

certificato che l’assicurato dal 1988 è inabile al 50% nella sua professione e

che lo stato di salute è stazionario (doc. AI 29/1-3);

- il

TCA rileva innanzitutto che, conformemente alla giurisprudenza federale in

merito alla valutazione probatoria di atti medici sopra riportata, il dr. __________

non attesta un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato. Infatti,

poste delle diagnosi oltretutto non oggettivate, il dr. __________ non si

esprime chiaramente sul momento in cui sarebbero insorte e sull’influsso delle

stesse sulla capacità di lavoro.

Anche

gli specialisti a cui é stato inviato, che non si esprimono sulla capacità di lavoro

dell’assicurato, non certificano un peggioramento dello stato valetudinario

dell’assicurato.

Il

dr. __________, FMH in medicina interna e pneumologia, nel rapporto 12 febbraio

2004.

indirizzato al dr. __________, posta la diagnosi di “stato da

pneumonectomia destra per carcinoma poco differenziato a grandi cellule nel

1996.

– sincopi vaso-vagali - sindrome vertebrale cervico dorsale – ernia iatale

complicata da malattia del reflusso gastro-esofageo – stato vagotonia nel 1983

per ulcera duodenale”, si è così espresso: “(…) ti allego il risultato

dell’esame funzionale respiratorio che come vedi è molto soddisfacente. E’

presente un disturbo ventilatorio di tipo restrittivo di media entità

compatibile con uno stato da pneumonectomia destra rimasto comunque invariato

rispetto al controllo del 2001. Lo scambio gassoso sia a riposo che sottosforzo

è mantenuto e la tolleranza allo sforzo (ergospirometria) è solo leggermente ridotto

e compatibile con lo stato di non perfetto allenamento fisico del paziente. Per

una valutazione più completa della situazione ti rimando anche ai risultati

dell’indagine cardiologica che verrà eseguita prossimamente da __________. La

situazione respiratoria è soddisfacente e a mio modo di vedere non esistono controindicazioni

perché il paziente continui a suonare la tromba. Sarebbe comunque indicata una

ottimale condizione fisica con regolare allenamento fatto comunque sotto

controllo (prossimamente si formerà un gruppo di riabilitazione respiratoria

presso l’__________) (…)” (doc. AI 21/6).

Il

dr. __________, FMH in medicina interna e cardiologia, nel suo reperto 16 febbraio

2004, ha riferito che l’ecocardiogramma è nei limiti normali: non vi sono segni

indiretti per ipertensione polmonare e ha descritto il seguente esame oggettivo

“(…) 84 Kg. Polso 76 regolare. PA sdraiato a dx 142/96. Polmoni: murmure vescicolare

assente sul campo dx. Normale sul sx. Non stasi giugulare né edemi. Reperto cardiaco

palpatorio normale. I° tono normale. Nessun sistolico. Sdoppiamento del II° tono

con accentuazione della componente aortica. Nessun diastolico (…)” (doc. AI

21/7-8).

Il

dr. __________, responsabile servizio delle aritmie cardiache, in uno scritto

14.

aprile 2004, rilevata la presenza di un’ipertensione arteriosa con valori

domiciliari eccessivamente elevati, confermati dalla presenza di un’ipertrofia

ventricolare sinistra, ha invitato il dr. __________ a potenziare il

trattamento antipertensivo introducendo un farmaco che agisca sul sistema

renina-angiotensina (doc. AI 21/9-10). In un'altra lettera del 4 maggio 2004 al

dr. __________, il dr. __________ si è così espresso: “(…) ti riferisco in

merito al summenzionato paziente che ho rivisto il 03.05.04, immediatamente

dopo la prova di ortostatismo effettuata al Day Hospital del __________ dal Dr.

__________. L’esame è risultato assolutamente negativo, sia in condizioni

basali che dopo stimolazione andreiergica con Isoprenalina. Riprendendo

l’anamnesi e discutendo con il paziente, lo stesso mi comunica che poco prima

degli episodi, quando si sdraiava, aveva difficoltà a sentire il polso tuttavia

il battito cardiaco gli sembrava piuttosto regolare nella frequenza. Questo

parlerebbe per una reazione vagale da vasodilatazione e non cardioinibitrice,

tipo di reazione difficilmente controllabile farmacologicamente. Da queste

considerazioni, ho suggerito al paziente di stendersi immediatamente a terra

alle prime avvisaglie di sintomi, continuando a controllare il battito cardiaco

e possibilmente la PA. Indipendentemente da queste osservazioni, ti suggerirei

di sostituire il Belok Zok con un medicamento attivo sul sistema

renina-angiotensina (inibitori dell’enzima di conversione o antagonisti

dell’amgiotensina II), in considerazione dell’ipertrofia ventricolare sinistra

descritta dall’ecografia effettuata dal collega dr. __________. A questo proposito,

è indicato un controllo ecocardiografico tra circa un anno (…)” (doc. AI 21/3).

In una lettera 24 gennaio 2005 all’Ufficio AI il Dr. __________ ha precisato

che “(…) da parte mia non ho prescritto incapacità lavorativa, la problematica

da me valutata non costituisce motivo di incapacità lavorativa (…)” (doc. AI

33/1).

Il

dr. __________, capo servizio di gastroenterologia, nel suo reperto 14

settembre 2004, riferisce di una “coloscopia totale normale” e di un “esame del

tutto rassicurante in assenza di qualsiasi patologia organica del colon” (doc.

AI 21/11-12).

Il

dr. __________, primario di oncologia, nel suo rapporto 23 settembre 2004 al

dr. __________, ha osservato che: “(…) ho rivisto dopo 4 anni il signor RI 1

che – come ricorderà lei sicuramente – ha subito una pneumonectomia destra per

carcinoma polmonare non a piccole cellule il 30.5.1986. Il motivo per cui il

paziente è stato attualmente visitato nel nostro ambulatorio dell’Ospe-dale __________

a __________ è la perdita di peso (circa 7 kg), non intenzionale, e la presenza

di sangue occulto nelle feci (1 prova su 3). Da segnalare nel passato recente

una trombosi all’occhio destro di dignità non chiara, verosimilmente associata

ad una crisi ipertensiva trattata con medicamenti anti-ipertensivi ed aspirina

cardio (!). L’esame del sangue occulto nelle feci è stato eseguito mentre il

paziente assumeva l’aspirina cardio, medicamento che poi è stato interrotto per

l’esecuzione della colonoscopia presso lo studio del dottor __________ il

14.9.2004

e risultata completamente normale. Segnaliamo inoltre la presenza

cronica di un’ernia iatale e disturbi gastrici, non accentuatisi in questo

periodo. L’esame obiettivo non mette in evidenza alcun segno sospetto di

attività neoplastica ed anche gli esami di laboratorio, comprendenti

colesterolo, proteine totali, ematologia e funzione renale ed epatica sono

risultati tutti nella norma. La lieve ipercolesterolemia non è stata segnalata

al nuovo esame successivamente eseguito. La determinazione della glicemia non

ci è stata riportata. A mio modo di vedere andrebbe esclusa un’eventuale

alterazione del metabolismo glucidico. Quello della tiroide è già stato escluso

con gli esami 20.7.2004. La radiografia del torace di alcuni mesi fa era

sovrapponibile ai controlli precedenti. Consiglierei di continuare l’osservazione

del paziente sulla base dei valori dell’emoglobina. Non vi è un’indicazione

assoluta per interrompere il trattamento con aspirina cardio, che potrebbe

essere eventualmente assunta a giorni alterni piuttosto che quotidianamente.

(…)” (doc. AI 21/5).

Riguardo

alla documentazione medica sopra riprodotta il dr. __________, medico SMR,

nelle annotazioni 30 giugno 2005, si è così espresso: “(…) dalla lettura degli

atti all’incarto, in particolare dalla documentazione prodotta dal MC, Dr. __________,

non risultano motivi medici oggettivi per giustificare una modifica del grado

di invalidità. Gli atti a disposizione (cardiologico: Dr. __________, 24.01.05

– pneumologico: Dr. __________, 12, 2,2004) non parlano di un peggioramento

dello stato di salute. Le altre diagnosi citate dal MC non sono oggettivate da

consulti specialistici o indagini paracliniche. Il peggioramento segnalato dal

MC non è dunque giustificato e così neanche il grado di IL (…)” (doc. AI 36/1);

- un

peggioramento dello stato di salute dell’assicurato non è ravvisabile neppure

avuto riguardo alla documentazione medica prodotta con l’opposizione.

Infatti,

nel suo reperto 16 marzo 2005, il dr. __________ non si esprime sulla capacità

lavorativa dell’assicurato e si limita ad osservare che “(…) ho effettuato 2

biopsie dell’antro gastrico, soprattutto per la presenza della bile e ricercare

la presenza di Helicobacter. Dal punto pratico, davanti alla quantità dei

disturbi dovuti a questi interventi pregressi, mi domando se non sarebbe il

caso di discutere con un chirurgo della possibilità d’effettuare una

piloro-plastica, per migliorare lo svuotamento gastrico, evitare il gonfiore

dell’ernia, e forse evitare tra l’ernia e il cuore questi episodi presincopale

molto disturbanti. E’ chiaro che questo tipo d’intervento, che forse potrebbe

essere fatto per via laparoscopica, non è privo d’effetti secondari, tale svuotamento

esagerato dello stomaco almeno per i solidi. Vi lascio discutere di questa mia

proposta. Rimango a disposizione per in seguito presentare il signor RI 1, al

nostro Primario di chirurgia Professore __________, che sicuramente sarà

d’accordo di vedere il paziente per discuterne più a fondo dal punto tecnico

(…)” (doc. 38/6-7).

Neppure

i reperti medici rilasciati dalla __________ di __________, che riferiscono di

un soggiorno dell’assicurato presso di loro dal 28 aprile al 17 maggio 2003,

attestano un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato. Nell’attestato 17 maggio 2003 si osserva infatti che “(…) wir

entliessen Herrn RI 1 am 17.5.2003 in deutlich besserem Allgemeinzustand und

subjektiv mit deutlich weniger Schmerzen nach Hause (…)” (doc. AI 38/9-10);

- per

quanto attiene all’asserita lunga e profonda depressione,

sempre latente, a parte il fatto che la stessa non viene neppure rilevata dal

dr. __________ suo curante, essa non è certificata da nessun specialista in

psichiatria (cfr. STFA del 23 aprile 2004 nella causa N., I 404/03; STFA del 12

giugno 2006 nella causa C., I 771/05) e non vi è nessun atto medico che

soddisfi le esigenze poste dalla giurisprudenza per poter concludere circa

l’esistenza di un danno psichico invalidante;

- in conclusione, le certificazioni prodotte dall’assicurato a sostegno

di un peggioramento del suo stato di salute non forniscono elementi che da un

lato permettano di ritenere in maniera convincente ed oggettivabile

un’evoluzione della situazione valetudinaria e di sostanziare quindi l’attuale

esistenza di un’incapacità lavorativa superiore a quella precedentemente accertata,

dall’altro che giustifichino l’esperimento di ulteriori indagini mediche. In

questo senso la richiesta di un esame medico peritale deve essere respinta.

E’ pertanto da ritenere siccome provato, con il grado di verosimiglianza

richiesto nel campo delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360), che l’attuale

stato di salute dell’assicurato e gli effetti invalidanti ad esso

riconducibili, siano rimasti pressoché invariati e non siano tali da

giustificare una modifica del diritto alla rendita ai sensi della legge e della

giurisprudenza in precedenza ricordata, atteso che l’incapacità al 100% dal 20

giugno 2004 attestata dal dr. __________ non trova riscontro oggettivo da un

punto di vista medico e che va quindi considerata alla stregua di una diversa

valutazione di una situazione sostanzialmente già presente;

- di conseguenza la decisione con cui l’Ufficio AI ha ritenuto non

essere in concreto integrati gli estremi per procedere ad una revisione del

diritto alla rendita merita di essere tutelata, mentre il ricorso deve essere

respinto, senza necessità di procedere ad ulteriori accertamenti di natura

medica.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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