Lexipedia

Decisione

32.2006.30

Assenza di accertamenti in merito alla patologia psichiatrica e pneumologica l'UAI, cui vanno retrocessi gli atti, deve quindi procedere ad un complemento istruttorio tramite esperimento di una perizi

7 marzo 2007Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

I

principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto

il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.

17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

2.5. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,

malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la

surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere

sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de

causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.

216ss).

Secondo

l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno

diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che

gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono

invalidi almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità

e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio

di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali

di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe

potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore

(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance

invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito

che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con

quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua

capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni

normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti

integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V

136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di

regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio

la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello

assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La

misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla

situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di

misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per

la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due

redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,

vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati

sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV

Nr. 74; DTF 114 V 313).

2.6. La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella

vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la

determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal

singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute,

conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470

consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione

coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle

assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie,

diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la

guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto

ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore

senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può

determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente

da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia

escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471). In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000,

pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta

Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità,

l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità

cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza

di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità,

ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse

sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In

una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il

TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla

valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione

approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine,

gli organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono

scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad

esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis

1998 p. 170).

2.7. Nel

caso di specie con decisione 11 giugno 2003 l’assicurato-re LAINF ha riconosciuto

all’assicurata il diritto ad indennità giornaliere complete dal 1° dicembre

2001 fino al 1° maggio 2003 (doc. 37), ritenuto che a partire da tale data ella

è da considerare abile al lavoro al 100% in attività leggere adeguate così come

stabilito nel rapporto 26 agosto 2003 della dr.ssa __________, specialista FMH

in medicina interna e del lavoro, medico di fiducia della __________ (doc. 5-7

inc. __________). A seguito dell’opposizione dell’assicurata, con scritto 4 novembre

2003 la __________ le ha comunicato di riconoscerle delle indennità giornaliere

complete fino al 24 agosto 2003, precisando che a partire dal 25 agosto 2003

viene considerata nuovamente abile al lavoro al 100% (doc. 3-1 inc. LAINF).

L’assicurata stessa ha infatti comunicato di avere reperito un’attività grazie

all’agenzia di lavoro __________ a partire dal mese di agosto 2003 (doc. 5-5 inc.

LAINF).

2.8. Con

rapporto medico 25 luglio 2003 indirizzato al patrocinatore dell’assicurata, il

dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, ha diagnosticato un’importante

sindrome ansioso-depressiva, osservando:

"

(...)

Non rivengo sull'evoluzione della patologia polmonare,

la paziente è stata regolarmente seguita ed indagata da vari specialisti (Dr. __________,

__________ e vari ricoveri presso vari centri).

Per quel che riguarda la sua patologia puramente

psichiatrica si tratta di un’importante sindrome ansioso-depressiva che la

paziente ha sviluppato gradualmente, accompagnata anche da una serie di

attacchi di panico, importanti stati d'ansia, disturbi del sonno e varie preoccupazioni.

Per quel che riguarda l'evoluzione della sua patologia

psichiatrica, malgrado una cura antidepressiva ed ansiolitici, essa a volte

presenta un lieve miglioramento dell'umore ma spesso soffre oltre che a causa

della sua patologia polmonare anche per un importante stato depressivo e spesso

si sente non compresa e non riuscendo a svolgere le semplici attività

quotidiane (semplici compiti domestici, fare le scale) con ovviamente

un'influenza negativa sul suo umore.

Essendo una persona giovane ne soffre ancora di più

trovandosi incapace di fare tutto, con sentimenti di rabbia ed a volte di

aggressività e disperazione.

Tutto questo porta la paziente ad un ritiro sociale e ad

un ulteriore sentimento di autosvalutazione e diminuzione della sua autostima.

Per quel che riguarda la sua patologia puramente

psichiatrica si tratta di una sindrome da disadattamento con reazione mista

ansioso-depressiva (ICD-10 F43.22) ed un'incapacità lavorativa attuale

almeno nella misura del 50% con una prognosi a medio-lungo termine sfavorevole.

Essa è seguita regolarmente presso il mio studio medico

e, come già accennato, è al beneficio di un'importante psicofarmacoterapia che

va sicuramente continuata per evitare ulteriori problemi e disagi." (Doc.

AI 38)

Nel

rapporto medico 26 agosto 2003 per conto dell’assicura-tore infortuni la dr.ssa

__________ ha rilevato:

"

(...)

Aufgrund der Untersuchungsergebnisse ist der

Verlauf des von der __________ übernommenen Asthmas über die letzten zwei Jahre als stabil zu bezeichnen.

Der Verlauf dieses Asthmas ist

jedoch aussergewöhnlich. Ein Epoxidharzasthma kommt im Gegensatz zur

epoxydharzbedingten, allergischen Kontaktdermatitis sehr viel seltener vor. Noch seltener ist es mit einer allergischen

epoxydharzbe-dingten Kontaktdermatitis assoziiert. Während die Kontaktdermatosen in der Regel durch eine

Sensibilisierung auf das Harzmonomer (bis Phenol A) zustande kommen, ist das Epoxydharzasthma

zumeist durch andere Allergene, sogenannte Phthalsäureanhydride, die in diesen

Epoxydharzsystemen vorhanden sind, verursacht (1. David J. Hendrick, P. Sherwood Burge, Willian S.

Beckett, Andrew Churg: Occupational disorders of the lung, Asthma, Epoxy

resins, Seite 43.W.B.Saunders Verlag 2002. 2. Kanerva L., Estlander T, Kess Kienen H., Jolanki R.:

Occupational allergic airborn contactderrnatitis and delayed bronchial asthma

from epoxy resins and bronchial provocation test. European Journal of

Dermatology 2000; 10: 475 bis 477). Der Verlauf dieses Asthmas ist insofern

aussergewöhnlich, als sich trotz intensivster und korrekter Therapie, die auch

zwei Hospitalisationen mit Einsatz von peroralen Steroiden umfasst, weder subjektiv

noch objektiv keine Besserung der Atembeschwerden erzielen liess. Ge-mäss zur Verfügung stehender Literatur

ist ein Fortbestehen eines epoxidbeding-ten Asthmas bronchiale nach über einem

Jahr Expositionsfreiheit äusserst sel-ten. Bei dieser Patientin überblicken wir

bereits zwei Jahre unter adäquater The-rapie, ohne dass sich subjektiv

bezüglich der Schwere der Atembeschwerden, noch bezüglich der objektiv

festgestellten bronchialen Hyperreagibilität irgend eine Veränderung hätte

feststellen lassen.

Die von der Patientin geklagten Atembeschwerden,

namentlich die anfallsweise auftretende Atemnot sind daher, wie bereits durch

Herrn Dr. __________ vermutet und im Rahmen der Hospitalisation in der __________

bestätigt, als chroni-sche Hyperventilation zu beurteilen und nicht als

eigentliche Asthmaanfälle zu werten. Es versteht sich von selbst, dass die

antiasthmatische Therapie gegen die chronische Hyperventilation in der Regel

nichts ausrichten kann. Es sei

denn, es handle sich um ein instabiles Asthma bronchiale. Gegen diese These spricht aber der stabile

Peak-flow-Verlauf zwischen dem 17.7. und dem 21.8.2001, wie auch die Beurteilung

durch die __________ vom 20.12.2002. Die chronische Hyperventilation liefert

auch eine mögliche Erklärung für die Persistenz der bronchialen

Hyperreagibilität. An dieser Stelle ist festzuhalten, dass die unspezifische

bronchiale Hyperreagibilität zwar typischerweise bei einem Asthma bronchiale zu

finden ist, doch kann diese gemäss epidemiologischen Untersuchungen auch bei

Personen ohne Lungen-/Atemprobleme oder bei Rauchern nachgewiesen werden.

Aufgrund der bisherigen Untersuchungsergebnisse war von

einem leichten und stabilen Asthma bronchiale auszugehen. Dieses ist, aus

meiner Sicht als Internistin und Arbeitsmedizinerin gut vereinbar mit einer 100%-ige

Arbeitsfä-higkeit unter Beachtung der Nichteignungsverfügung und ohne

Exposition zu atemwegsreizenden Substanzen wie Stäuben, Räuchen, Aerosolen und

Dämpfen für leichte bis mittelschwere Arbeiten.

Die psychische Komponente, gemäss Herrn Dr. __________

handelt es sich um ein "sindrome da disadattamento con reazione mista

ansioso-depressiva" ist aus meiner Sicht die Hauptursache für die

Considerandi

chronische Hyperventilation. Ein

stabiles, leichtes Asthma bronchiale, wie diese führt üblicherweise nicht zu

einer derartigen Chronifizierung der Hyperventilation.

Antrag:

Zur Klärung der Arbeitsfähigkeit soll die Patientin

pneumologisch begutachtet werden. Die Pneumologie des __________ (Prof. __________) ist um eine

Begutachtung zu bitten." (Doc. 5-8+9+10, inc. LAINF)

Nelle

sue annotazioni 2 marzo 2004 il dr. __________ del SMR ha osservato:

"

La valutazione della __________

permette di stabilire che l'A. è completamente abile dall’8.03. Elementi extra

infortunistici che incidono in maniera preponderante sulla CL non sono

presenti. Un lieve stato depressivo è descritto ma sembra che non abbia

influenza sulla capacità lavorativa.

Possiamo concedere la rendita come proposto."

(Doc. AI 19-1)

Sulla

base di tali valutazioni, l’amministrazione, ritenuto che a partire dal 25 agosto

2003.

l’assicurata è totalmente abile al lavoro, così come stabilito

dall’assicuratore infortuni con decisione 4 novembre 2003, le ha quindi riconosciuto

una rendita intera dal 1° dicembre 2001 (dopo un anno di carenza ex art. 29

LAI) fino al 30 novembre 2003 (ossia, conformemente a quanto previsto dall’art.

88.

OAI, tre mesi dopo il miglioramento della capacità lavorativa, avvenuta alla

fine di agosto 2003). A partire dal 1° dicembre 2003 l’interessata non ha invece

più diritto ad una rendita, non presentando nessuna diminuzione della capacità

lavorativa (doc. AI 20).

Con

comunicazione 23 dicembre 2005 il funzionario incaricato ha osservato:

"

In data odierna contatto

la __________ per avere informazioni a riguardo del caso in oggetto.

Il signor __________ comunica che non è stato dato

seguito alla richiesta della Dr.ssa __________ del 26.8.2003 di procedere con

una perizia pneumologica in quanto la CL del 100% in attività adeguate è stata

confermata.

L'avvocato RA 1 non ha pure dato seguito al loro

scritto del 12 agosto 2004 per cui la __________ ha ritenuto il caso chiuso.

E' stata riconosciuta unicamente un'incapacità del 100%

per una ricaduta dal 6.12.2004 al 31.1.2005." (Doc. AI 32-1)

Egli

ha poi aggiunto:

"

In data odierna contatto

il signor __________ della __________:

Lo stesso comunica che il periodo riconosciuto al 100%

dal 6.12.2004 al 31.1.2005 era in relazione alla malattia professionale già

presa a carico in precedenza." (Doc. AI 33-1)

Dagli

atti dell’assicuratore LAINF emerge che in data 7 dicembre 2004 il datore di

lavoro dell’assicurata ha annunciato una ricaduta del caso (doc. VIII 39/178).

Con certificato medico 6 dicembre 2004 il dr. __________, FMH in medicina generale,

ha attestato una totale inabilità al lavoro a partire dal 6 dicembre 2004 fino

al 17 dicembre 2004 (doc. VIII 39/180); con ulteriore attestazione medica 16 dicembre

2004.

ha certificato la

continuazione della totale inabilità lavorativa dell’inte-ressata (doc. VIII

39/181). In data 8 febbraio 2005 il dr. __________ ha attestato la piena

capacità lavorativa a partire dal 1° febbraio 2005 (doc. VIII 39/183). Infine,

con certificato medico 12 gennaio 2006 il curante ha attestato che

l’interessata, che presenta “un’asma bronchiale dovuta all’attività

lavorativa svolta”, è stata inabile al lavoro al 100% dal 6 dicembre 2004

al 31 gennaio 2005 (doc. VIII 39).

Ritenuto

il nuovo periodo di incapacità lavorativa riconosciuto dall’assicuratore LAINF,

l’Ufficio AI, nella decisione su opposizione 30 dicembre 2005, ha quindi da una parte ribadito la

totale abilità lavorativa dell’assicurata a partire dal 25 agosto 2003, così

come stabilito in ambito __________ e confermato dal SMR, il quale, dopo aver

analizzato tutta la documentazione medica all’incarto, non ha potuto fare altro

che rilevare che le patologie estranee alla malattia professionale non hanno nessun

influsso sulla capacità lavorativa. D’altra parte, l’Ufficio AI, ritenuto che

l’assicuratore infortuni ha riconosciuto all’assicurata delle indennità

giornaliere per un’incapacità lavorativa del 100% dal 6 dicembre 2004 al 31

gennaio 2005, a seguito di una

ricaduta, ha deciso di attribuirle il diritto ad una rendita d’invalidità,

limitata nel tempo, dal 1° dicembre 2004 al 31 gennaio 2005, a norma dell’art. 29 bis LAI (doc. AI

34).

2.9

Affinché

un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed

esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,

prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in

piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione

delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni

dell'esperto devono inoltre essere motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella

causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U

329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF

122.

V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der

Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01],

consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa

il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle

inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998

nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24

dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e

332; ZAK 1986 pag. 189).

In

un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia

giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio

non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo

per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli

interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio

1995.

in re A. C; cfr. anche DTF

123.

V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che

ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,

non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità

(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in

un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in

dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle

particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati

i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK

1986.

pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa

G.C., I 355/03, consid. 5).

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,

pag. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

2.10

Nell’evenienza concreta, vista l’assenza di un qualsivoglia

accertamento medico di natura psichiatrica e pneumologica, questo TCA, per le

ragioni che seguono, ritiene necessario che l’Ufficio AI, previo complemento

istruttorio, si pronunci nuovamente sul grado d’invalidità dell’assicurata.

Il

Tribunale rileva innanzitutto che, da una parte, la dr.ssa __________, nelle sue

valutazioni 26 agosto 2003 per conto dell’assicuratore infortuni, dopo aver

affermato che dal suo punto di vista (internistico) l’assicurata è abile al

lavoro al 100% in attività leggere adeguate, che non implichino il contatto con

allergeni, ha espressamente indicato che al fine di appurare e chiarire quale

sia la capacità lavorativa dell’interessata, occorre sottoporla ad una

valutazione peritale pneumologica (“zur

Klärung der Arbeitsfähigkeit soll die Patientin pneumologisch begutachtet

werden”, doc. 5-10 inc. LAINF).

Ora, vista la chiara ed esplicita richiesta da parte del medico di

fiducia dell’assicuratore infortuni di sottoporre l’assicurata ad una perizia

pneumologica proprio al fine di poter valutare la sua capacità lavorativa

residua, l’amministrazione avrebbe dovuto predisporre tale tipo di accertamento

prima di esprimersi in merito all’eventuale invalidità dell’assicurata.

D’altra

parte, il dr. __________, nel suo rapporto medico 25 luglio 2003 indirizzato al

patrocinatore, ha indicato che l’assicurata presenta un’importante sindrome ansioso-depressiva, che ha sviluppato gradualmente, accompagnata anche da una serie di

attacchi di panico, importanti stati d'ansia, disturbi del sonno e varie

preoccupazioni, che a suo modo di vedere la rendono inabile al lavoro almeno al

50%, con una prognosi sfavorevole (doc. AI 38, le sottolineature sono

della redattrice).

Inoltre,

la dr.ssa __________, nelle sue valutazioni 26 agosto 2003 per conto

dell’assicuratore infortuni, ha indicato che la componente psichica, che lo

specialista dr. __________ definisce come sindrome da disadattamento con

reazione mista ansioso-depressiva, costituisce la causa principale

dell’iperventilazione cronica, precisando che un’asma bronchiale stabile,

come quella dell’assicurata, non conduce generalmente ad una

cronicizzazione dell’iperventilazione. Proprio al fine di chiarire tale

problematica, la dr.ssa __________ ha rilevato di ritenere necessario

sottoporre l’interessata ad una perizia pneumologica (doc. 5/9-10 inc. LAINF,

la sottolineatura è della redattrice).

Ora,

visto come il dr. __________ ponga in evidenza l’esistenza di un importante

problema depressivo, il TCA ritiene che anche questo aspetto avrebbe dovuto

essere indagato da parte dell’Ufficio AI. Non è decisivo al riguardo quanto

osservato dal dr. __________ nelle sue annotazioni 2 marzo 2004 in merito all’inesistenza di elementi

extra-infortunistici che possano incidere in maniera preponderante sulla capacità

lavorativa dell’assicurata, aggiungendo che “un lieve

stato depressivo è descritto ma sembra che non abbia influenza sulla capacità

lavorativa” (doc. AI 19, la sottolineatura è della

redattrice). L’amministrazione e per essa il SMR, a fronte di un certificato

medico da parte di uno specialista in psichiatria che ha in cura l’interessata

e che la ritiene, a causa delle sue patologie, inabile al lavoro al 50%, invece

di ipotizzare (“sembra”) una mancata influenza della patologia psichiatrica sulla capacità

lavorativa dell’interessata, senza apportare al riguardo la benché minima motivazione,

avrebbe quantomeno dovuto procedere ad un accertamento in tal senso. Come visto,

infatti, la presenza di una sindrome ansioso-depressiva, che a mente dello

specialista curante rende l’assicurata inabile al lavoro al 50%, con una

prognosi sfavorevole, avrebbe dovuto essere ulteriormente indagata a mezzo di

esame peritale, prima di esprimere un parere definitivo in merito alla capacità

lavorativa residua. Inoltre, essendo la problematica psichiatrica fortemente

legata a quella pneumologica, l’amministrazio-ne avrebbe parimenti dovuto

valutare tale aspetto, sottoponendo l’assicurata anche ad una perizia

pneumologica, così come espressamente indicato dalla dr.ssa __________. Non può

al riguardo essere condiviso il parere dell’assicurato-re infortuni, riportato

dal funzionario dell’Ufficio AI, secondo il quale “non

è stato dato seguito alla richiesta della Dr.ssa __________ del 26.8.2003 di procedere

con una perizia pneumologica in quanto la CL del 100% in attività adeguate è

stata confermata” (doc. AI

32-1): come esposto in precedenza, infatti, la dr.ssa __________ ha espresso il suo parere di medico internista ritenendo

l’assicurata abile al 100% in attività adeguate, evidenziando tuttavia la necessità

di sottoporre l’interessata ad una perizia pneumologica al fine di chiarire

quale fosse la sua effettiva capacità lavorativa (doc.

5-10 inc. LAINF). Pertanto, non si può concludere che l’assicurata sia in ogni

caso abile al 100% in attività adeguate per giustificare l’omissione di approfonditi

accertamenti dal punto di vista pneumologico.

Per

questi motivi la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati

all’Ufficio AI perché, previo complemento peritale volto ad appurare

l’esistenza di eventuali problemi di natura psichiatrica e di natura

pneumologica e le loro ripercussioni sulla capacità lavorativa dell’assicurata,

renda un nuovo giudizio.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto.

§ La

decisione 30 dicembre 2005 è annullata.

§§ Gli atti sono rinviati

all’Ufficio AI affinché proceda agli accertamenti di cui al consid. 2.10..

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

L’Ufficio

AI verserà all’assicurata fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster