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32.2006.6

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

29 novembre 2006Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

I

documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre

le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2

luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

Di

conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al

lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba

necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità

da parte della Commissione AI.

L'incapacità

di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4

LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera

quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,

utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro

equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di

muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con

metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri

lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit

suisse de la sécurité sociale, pag. 228).

La LAI

tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità

al guadagno.

Di

regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni

casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia

superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr.

ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952, pagg.

140 e 141).

Il TFA ha

avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto

di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può

esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua

residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).

La

perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno

computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al

mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro

particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato

esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare

che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito

corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991

U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

Le

ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale

della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,

sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,

esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la

propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

2.7. Secondo

l'art. 28 cpv. 3 vLAI

"

3 Il

Consiglio federale definisce il reddito determinante ed emana prescrizioni

completive sulla determinazione dell’invalidità, in particolare per gli

assicurati che prima di essere invalidi non esercitavano alcuna attività

lucrativa o erano ancora a tirocinio o agli studi."

L'art. 28

cpv. 2 seconda frase, in vigore dal 1° gennaio 2004, prevede che il Consiglio

federale definisce il reddito del lavoro determinante per valutare

l’invalidità.

L'art. 26

OAI, intitolato assicurati senza formazione professionale, enuncia che:

"

Se l'assicurato non ha potuto, a cagione

dell'invalidità, acquisire sufficienti conoscenze professionali, il reddito

lavorativo che potrebbe ottenere se non fosse invalido corrisponde al tasso

percentuale, graduato secondo l'età, del valore medio attualizzato ogni anno

secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di statistica sulla struttura dei

salari (cpv. 1).

_______________________________________________________

Dopo … anni compiti Prima

… anni compiti Tasso in per cento

_____________________________________________________________

21 70

21 25 80

25 30 90

30

100

_____________________________________________________________

Se un assicurato non ha potuto, a cagione

dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli

si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio

di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava (cpv. 2)."

Secondo

la giurisprudenza il capoverso 1 si riferisce a invalidi alla nascita oppure

invalidi precoci che non hanno potuto, a causa del danno alla salute,

acquisire delle conoscenze professionali sufficienti (STFA del 13 luglio 2005

nella causa G., I 24/03; STFA dell'11 febbraio 1993 nella causa B. p. 9; STFA

del 6 maggio 1986 nella causa D. consid. 1c, (I 358/85); Valterio, Droit et

pratique de l'assurance invalidité, p. 207; direttive UFAS sull'invalidità e la

grande invalidità N 3035-3039). Con questo concetto si intende il conseguimento

di una formazione professionale conclusa (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella

causa R., I 612/02, consid. 2.2.; STFA del 6 maggio 1986 in re D consid. 1c).

Il capoverso 1 sancisce in pratica il principio dell'accertamento generale e

astratto del reddito da valido sulla base delle tabelle salariali (STFA dell'11

febbraio 1993 in re B. p. 9).

Rappresenta

un’eccezione a questo principio, sempre nel contesto dell'art. 26 cpv. 1 OAI,

la fattispecie in cui un assicurato diventa invalido poco prima di iniziare la

formazione professionale e da elementi univoci ed evidenti risulta che senza

l’invalidità questi avrebbe appreso una determinata professione. In tale

evenienza il calcolo del reddito da valido va effettuato facendo riferimento a

questa professione (cfr. STFA del 26 gennaio 2005 nella causa M., I 543/04,

consid. 3.3.1; STFA del 10 febbraio 2003 nella causa D., I 472/02, consid. 1.2.).

Qualora,

tuttavia, un assicurato abbia concluso una formazione professionale,

l’invalidità va determinata secondo il metodo generale del raffronto dei

redditi (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02, consid. 2.2.;

STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 consid. 3.2.).

L'art. 26

cpv. 2 OAI presuppone, invece, in particolare che l'invalido abbia cominciato

una determinata formazione ed esistano indizi concreti secondo cui l'interessato,

se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione. Le sole

dichiarazioni d'intenti in tal senso oppure "Mutmassungen" non bastano

(STFA del 11 febbraio 1993 in re B. consid. 5b; STFA del 20 agosto 2002 nella

causa P., I 748/01, consid. 4; STFA del 2 settembre 2003 nella causa R.,

I 612/02 ("konnte die Versicherte Person wegen der

Invalidität eine begonnene berufliche Ausbildung nicht abschliessen…");

STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 ("In quest'ultimo ambito ambito, l'art. 26 cpv. 2 OAI recita in particolare che se un assicurato

non ha potuto, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione professionale,

il reddito che gli si potrebbe attribuire

presumendolo non invalido,

corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli

si prepara. Orbene, anche in questo caso il Tribunale federale delle

assicurazioni ha circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla

formazione di base (sentenza inedita del 10 marzo 1997 in re W., I 104/96,

consid. 2a).).

Il

reddito che si potrebbe attribuire all’assicurato presumendolo non invalido

corrisponde al reddito medio di un lavoratore nella professione che stava

seguendo. In questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto

il campo di applicazione di tale disposto alla formazione di base (cfr. STFA

del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01, consid. 3.2.).

Dalla

Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per

l’invalidità (CIGI) emanata dall’UFAS e valida dal 1° gennaio 2004 emerge,

inoltre, che l’art. 26 cpv. 2 OAI:

" (…)

Si applica anche ad assicurati che a causa dell’invalidità hanno dovuto seguire

una formazione meno qualificata di quella iniziata o prevista (RCC 1973 p. 538).

Per formazione prevista si intendono programmi di studio precisi che un giovane

ha dovuto abbandonare essendo diventato invalido poco prima" (CIGI n.

3040)

2.8. Nella

presente fattispecie l'UAI, nella decisione su opposizione del 1° dicembre 2005,

ha applicato l’art. 26 OAI, in quanto il ricorrente, come indicato da

quest’ultimo, a causa del danno alla salute insorto nel 1992 non ha potuto

seguire e terminare un apprendistato più impegnativo di quello svolto presso __________

(cfr. doc. A3).

L’assicurato,

dal canto suo, ha contestato l’applicazione di tale disposto, poiché a

differenza dell’art. 26 cpv. 1 OAI che si riferisce agli assicurati senza

formazione professionale, egli ha di fatto concluso un tirocinio professionale

come impiegato __________ (cfr. doc. I; V).

Questa

Corte, richiamata la giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7.), per i

motivi che seguono, ritiene di aderire alla tesi dell’insorgente secondo cui

l’art. 26 cpv. 1 OAI non trova applicazione nel caso in esame.

In primo

luogo, va osservato che l’assicurato non è sprovvisto di formazione

professionale. Al contrario dall’agosto 1999 all’agosto 2001 egli ha seguito e

terminato il tirocinio della durata di due anni di addetto alla distribuzione

presso __________ (cfr. www.__________ __________; doc. 1-4; 1-10; 1-19).

Non a

caso, i redditi conseguiti dall’assicurato presso __________ successivamente al

termine dell’apprendistato, calcolati con riferimento a un impiego a tempo

pieno, sono quasi tutti superiori a quelli stabiliti annualmente dall’UFAS sulla

base dell’art. 26 cpv. 1 OAI per un assicurato che non ha ancora compiuto 25

anni (cfr. Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione

per l’invalidità, n. 3039).

In

effetti il valore medio attualizzato ogni anno secondo il rilevamento

dell’Ufficio federale di statistica sulla struttura dei salari ammonta a fr.

69'000.-- per il 2002, a fr. 69'500.-- per il 2003 e il 2004 e a fr. 71'500.-- per

il 2005 (cfr. Comunicazione dell’UFAS alle Casse di compensazione e agli uffici

AI del 25 ottobre 2001 e del 3 ottobre 2005; Pratique VSI 2003 pag. 58).

Considerata

l’età dell’insorgente, nato il __________ 1982, tali importi vanno ridotti

sulla base dei tassi percentuali di cui all’art. 26 cpv. 1 OAI a fr. 48'300.--

per il 2002 (70% di fr. 69'000.--), fr. 48'650.-- per il periodo dal mese di

gennaio al mese di __________ 2003 in cui l’assicurato ha compiuto 21 anni (70%

di fr. 69'500.--), fr. 55'600.-- per il periodo dal mese di __________ al

mese di dicembre 2003 (80% di fr. 69'500.--), fr. 55'600.-- per il 2004 (80% di

fr. 69'500.--) e fr. 57'200.-- per il 2005 (80% di fr. 71'500.--).

L’assicurato,

per contro, per la propria attività al 60% nel 2002 ha percepito fr. 33'938.--,

nel 2003 fr. 32'784.--, nel 2004 fr. 35'063.-- e nel 2005 da gennaio ad agosto

fr. 31'781.-- che sarebbero diventati, secondo le dichiarazioni __________, fr.

37'939.-- se non avesse usufruito di un congedo non pagato di un anno a

decorrere dal mese di settembre 2005 (cfr. doc. A3; 55-1, 57-2, 57-3, 58-1, 59-1).

Queste

somme corrispondono, per un impiego al 100%, a fr. 56'563.-- per il 2002, fr.

54'640.-- per il 2003, fr. 58'438.-- per il 2004 e fr. 63'231.-- per il 2005.

2.9. Contrariamente

a quanto sostenuto dal ricorrente il TCA ritiene che nemmeno l’art. 26 cpv. 2

OAI torna applicabile nel caso in esame.

Da un

lato, in casu non si verifica l’eventualità che a cagione dell’invalidità l’assicurato

non ha completato la sua formazione professionale. Come già esposto, il

ricorrente ha terminato il proprio tirocinio presso __________.

Dall’altro,

non è dimostrato che l’insorgente a causa dell’invalidità abbia dovuto seguire

una formazione meno qualificata di un’altra invece prevista e pianificata.

E’ vero

che l’assicurato a più riprese, e meglio durante la procedura di opposizione e

davanti al TCA, ha indicato che senza le conseguenze dovute all’infortunio del

1992 sarebbe stato attivo nei settori professionali di grafica o informatica

(cfr. doc. 46-2, 50-1, 71-1, I, V).

E’

altrettanto vero, però, che agli atti non risulta che il ricorrente, prima

dell’invalidità, avesse già programmato in modo preciso il suo curriculum di

studio.

Dal

referto del 15 dicembre 2000 del __________ di __________ e dal rapporto medico

del 25 aprile 2003 della Dr. med. __________ si evince che l’insorgente ha

iniziato un primo apprendistato, quale tecnologo di imballaggio in una

tipografia, che ha poi dovuto abbandonare (cfr. doc. 1-14; 11-2).

Il

tecnologo di imballaggio si occupa della fabbricazione industriale di

imballaggi in cartone utilizzati per differenti generi di prodotti. L’attività

dei tecnologi di imballaggi, nella gran parte dei casi, consiste nella

sorveglianza e nella regolazione delle macchine. Si tratta perciò di una

professione molto tecnica, svolta in ambito industriale (cfr. www.orientamento.ch).

L’occupazione

di tecnologo di imballaggio, nonostante possa lavorare in collaborazione con

grafici, si differenzia dunque dall’attività di grafico, il quale disegna,

crea, dà forma e diffonde un’idea, un prodotto (cfr. www.orientamento.ch).

Pertanto

nel caso in esame non vi sono elementi sufficienti per concludere secondo il

grado della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della

sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320

e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo

2003, p. 343) che il ricorrente senza l’invalidità

avrebbe seguito una formazione di grafico o informatico.

E’

peraltro utile rilevare, per quanto attiene alla professione di tecnologo

d’imballaggi, che il relativo contratto collettivo per i cartonaggi prevede che

lo stipendio mensile di un operaio qualificato nel 1° anno dopo il tirocinio

ammontava il 1° gennaio 2006 a fr. 3'661.83, nel 2° anno a fr. 3'852.46 e nel

3° anno a fr. 4'034.42 (cfr. www.ocst.com).

Essendo già

le retribuzioni del 2006 inferiori a quelle percepite dall’assicurato quale impiegato

__________ dal 2002 al 2005 calcolate su base mensile per un impiego a tempo

pieno (fr. 4'352.-- per il 2002, fr. 4'203.-- per il 2003; fr. 4'495.-- per il

2004 e fr. 4'864.-- per il 2005), a maggiore ragione lo devono essere quelle

degli anni 2002-2005.

In simili

condizioni, il grado di invalidità del ricorrente va determinato secondo il

metodo generale del raffronto dei redditi ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 vLAI e

16 LPGA (cfr. consid. 2.5.).

2.10. Visto che la

giurisprudenza federale ha stabilito che per il raffronto dei redditi fa stato

il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. consid. 2.5.),

il TCA in concreto deve preliminarmente pronunciarsi sulla decorrenza del

diritto alla rendita.

Ai sensi

dell'art. 29 cpv. 1 vLAI:

"

il diritto alla rendita secondo l'articolo 28

nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:

a. presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per

cento, oppure

b. è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al

lavoro per almeno il 40 per cento in media."

Dal 1°

gennaio 2003 l’art. 29 cpv. 1 lett. a fa riferimento, in relazione

all’incapacità permanente di guadagno di cui alla lett. a, all’art. 7 LPGA e,

per quanto concerne l’incapacità al a lavoro di cui alla lett. b, all’art. 6

LPGA.

Per

quanto attiene all’art. 29 cpv. 1 lett. a LAI, i presupposti per un’incapacità

al guadagno permanente si ritengono adempiuti allorché si può presumere che né

un miglioramento né un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato non

debba secondo un’analisi prognostica e non retrospettiva - intervenire in

futuro (art. 29 OAI). La lett. a dell’art. 29 cpv. 1 LAI si applica di

conseguenza allorché il danno alla salute dell’assicurato si è largamente

stabilizzato ed è essenzialmente irreversibile e suscettibile di pregiudicare

la capacità di guadagno probabilmente in modo permanente. Il carattere

permanente è in particolare dato se non sono da attendersi miglioramenti né da

provvedimenti di cura né da provvedimenti d’integrazione (cfr. STFA del 25

novembre 2005 nella causa G., I 566/05; STFA del 18 luglio 2005 nella causa N.,

I 154/05).

Secondo

l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI

nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e

senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in

media.

La lett.

b si applica per contro alle malattie evolutive, vale a dire agli stati

patologici labili, suscettibili di evolvere verso un miglioramento o un

peggioramento (cfr. STFA del 25 novembre 2005 nella causa G., I 566/05; STFA

del 18 luglio 2005 nella causa N., I 154/05)).

Di regola

il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una

diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a

quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato

non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa

(DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità

di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).

Alla

scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità -

questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i

disposti dell'art. 28 LAI.

L'ammontare

della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro

durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua

dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta

solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due

terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno

pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata

del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad

una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di

guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità

media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%,

l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità

(Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127; STCA del 21

settembre 2005 nella causa W., 32.2005.82; STCA del 27 aprile 2004 nella causa

P., 32.2003.79).

Considerandi

Se

l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni

consecutivi, il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).

Vi è

interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1

LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30

giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza

riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non

è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo

provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso

è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).

2.11

Nella

fattispecie in esame dalle carte processuali emerge che l’assicurato il 7

agosto 1992 è stato investito da un’automobile riportando un trauma

cranio-cerebrale medio grave con emorragie focali in sede frontale e

all’altezza della capsula interna, con interessamento del ventricolo laterale

sinistro ed edema cerebrale reattivo (cfr. doc. 1-8, 1-14).

Dopo

avere frequentato le scuole dell’obbligo, l’assicurato ha iniziato un

apprendistato di tecnologo di imballaggi che, come visto sopra, ha dovuto

abbandonare in quanto le relative pretese erano per lui eccessive (cfr. doc.

11-4).

Nel mese

di agosto 1999 egli ha iniziato un tirocinio di due anni a tempo pieno presso __________

che ha concluso nel mese di agosto 2001.

Nel mese

di marzo 2001 la Dr. med. __________ del Servizio medico __________ aveva

proposto di alleggerire il lavoro dell’apprendista, riducendo l’attività

lavorativa di due ore il lunedì e il martedì, visto che i problemi di

concentrazione erano soprattutto in relazione con la giornata di scuola (cfr.

doc. 1-18).

Ciò era del

resto già stato suggerito nel dicembre 2000 dal __________ di __________ (cfr.

doc. 1-14, 1-15).

La Dr.

med. __________ ha anche aggiunto che non poteva garantire che il ricorrente

sarebbe stato in grado di lavorare al 100% dopo la formazione (cfr. doc. 1-18).

Conseguentemente

__________, dopo l’apprendistato, ha sciolto il rapporto di impiego con l’assicurato

(cfr. doc. 57-1).

Allo

stesso è poi stata offerta l’opportunità di lavorare, quale impiegato __________

ausiliario, dal 1° settembre al 31 dicembre 2001 al 100%. Il 1° gennaio 2002 egli

è stato assunto al 59,52%, corrispondente a 25 ore settimanali, mentre dal 1°

aprile 2005 la sua percentuale lavorativa è stata aumentata al 61.90% (cfr. doc.

54-1, 57-1, 59-1).

Il 23

agosto 2002 i medici del __________ di __________, dopo aver esaminato

l’assicurato dal profilo interdisciplinare il 1° luglio 2002, hanno così

valutato il suo caso:

"

Residuelle diskrete (armbetonte) Hemisymptomatik

linksseitig, Hyposmie bds. Residuell neuropsychologische Hirnleistungsdefizite

(v. a. vom subcorticalem Typ, Ermüdbarkeit, Konzentrationsdefizite,

Wesenveränderung). Eindeutige Indizien auf frontale Dysfunktion in

Belastungssituationen mit entsprechenden aggressiven Durchbruchshandlungen.

Diese Aspekte werden ausschlaggebend bleiben für die definitive weitere

Berufsfähigkeit, auch unter gut strukturierten Bedingungen. Diesbezüglich ist

aus unserer Sicht Herr RI 1 maximal 50% arbeitsfähig." (doc. 3-2)

La Dr. med. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia il

25.

aprile 2003 ha attestato che l’insorgente, quale __________, presentava

un’inabilità lavorativa del 50% dal 1992. Essa ha precisato che:

"

(…)

Paziente senza disturbi di

vigilanza, ben orientato nei tre domini. Non ci sono segni di sintomi

psicotici. Il pensiero è corretto nella forma e nei contenuti.

A periodi umore flesso;

grossa tensione endopsichica, idee suicidali.

Molto labile allo stress:

ha bisogno di molto riposo. Deve dormire durante il giorno almeno due ore

altrimenti aumentato i mal di testa, aumenta la tensione, diventa irrequieto ed

aggressivo, non riesce più a concentrarsi.

Più del 50% non riesce a

lavorare.

(…)

Considerata la componente

organica del disturbo, un aumento della capacità lavorativa, anche a lungo

termine, è esclusa." (Doc. 11-2)

Nel

referto del __________ di __________ del 20 maggio 2003 i medici hanno valutato

che “…es ist davon auszugehen, dass die neuropsychologischen Defizite und

auch die Hemisymptomatik stationär bleiben”. Inoltre

essi hanno indicato, da un lato, che la capacità al lavoro dell’assicurato

nella sua attività di impiegato __________ era limitata del 50% dal giugno 2001.

Dall’altro, riguardo all’esigibilità di altre attività, che, se possibile, egli

doveva restare nel suo ambiente di fiducia, in quanto la sua capacità di

cambiamento e di adattamento era compromessa (cfr. 13-1, 13-3, 13-4).

Infine i

sanitari, alla domanda dell’Ufficio AI volta a conoscere i motivi per i quali

nessuna altra attività era più esigibile, hanno affermato:

"

Für Herrn RI 1 ist es wichtig, dass die

Arbeitsabläufe bekannt sind, dass er die Arbeit flexibel einteilen kann und

dass kein Unterbruch des Arbeitsrhythmuses auftreten. Änderungen einer gut

bekannten Situation überfordern ihn und schränkt dann schlussendlich auch die

Leistungsfähigkeit ein. Die frontale Dysfunktion ist hier limitierender Faktor,

weshalb Änderungen vermieden werden sollten." (Doc.

13-5)

L’assicurato

è stato degente della Clinica __________ di __________ dal 22 maggio al 17

giugno 2003 a seguito di uno scompenso psichico.

Dal

rapporto del 4 settembre 2003 della Dr. med. __________, medico assistente

della Clinica __________, emerge che l’assicurato soffriva di depressione,

importante angoscia e tensione endopsichica che non si sentiva in grado di

gestire e contenere con conseguenti momenti di impulsività con crisi

eteroclastiche nei confronti di oggetti e in una occasione nei confronti della

madre, idee suicidali progettuali (l’insorgente ha comunque già effettuato

quattro tentamen suicidali medicamentosi). E’ stato, altresì, specificato che

nell’ambito della sindrome post-commotiva il ricorrente lamentava disturbi

della concentrazione, stanchezza cronica e cefalea (cfr. doc. 21-2, 21-4).

Il 28 novembre

2003.

il Dr. med. __________ del servizio medico dell’Ufficio AI ha indicato che

la documentazione medica concernente l’insorgente, comprensiva anche di quella del

__________ di __________, risultava corredata da rapporti coerenti e che

descrivevano bene il suo stato di salute e che l’inabilità lavorativa al 50%

sia nell’abituale attività che in ogni altra era giustificata (cfr. doc. 27-1).

Tale conclusione è stata ribadita dal medico il 20 maggio 2004, con la

precisazione che l’abilità al lavoro del 50% quale impiegato __________ (__________)

non era aumentabile in altre attività, che vi era stata una diminuzione

transitoria della capacità lavorativa durante il ricovero, poi rientrata, e che

trattavasi di MLD dal luglio 2002 (cfr. doc. 35-1).

Il 28 novembre

2003.

ha, altresì, avuto luogo una visita di controllo da parte dei medici del __________

di __________.

Dal

relativo referto del 6 gennaio 2004 si evince che il livello generale delle

condizioni di salute dell’assicurato era paragonabile a quello del 2002 e che:

"

(…) Die jetzige Tätigkeit

als __________ in kleinen Dörfern ausserhalb der Stadt bietet ihm hingegen

gewisse Vorteile: Er könne nach eigenem Rhythmus und Befindlichkeit arbeiten.

Er benötige für seine Verteilrunde, für welche 4.5 Stunden vorgesehen sind, ca.

6.

Stunden. Nach dieser Verteilrunde muss er sich wegen Müdigkeit und Kopfweh

hinlegen. Herr RI 1 lebt eigentlich seit dem Unfall eine Situation des immer

leicht an der Überforderungsgrenze zu sein", die Problematik der

Druckkumulation besteht also schon seit dem Unfall, wird aber erst jetzt in den

komplexeren Anforderungen des beruflichen Alltags (auch auf sozialer Ebene)

manifest. Alle bisher durchgeführten neuropsychologischen Untersuchungen (siehe

auch die erste am 05.05.99) ergeben das selbe neuropsychologische Bild. Die

Eskalation, die zur Psychiatrisierung und Hospitalisierung in der Clinica __________ und zum Suizidversuch am

02.06.03

geführt hat, ist unsere Ansicht nach klar als

Dekompensation im Rahmen der Unfallfolgen vom Unfall vom 07.08.92 zu verstehen.

Die aktuelle berufliche Situation nimmt nur bedingt Rücksicht auf die

Unfallfolge und Herr RI 1 muss dort immer wieder Frustration und

Oberlastungserfahrungen sammeln, die ihn verständlicherweise sehr unbefriedigt

lassen. Dass er immer wieder Phasen erlebt, in welchen er seine Situation als

aussichtslos erfährt, erscheint aus neuropsychologischer Sicht völlig

nachvollziehbar. Wesentlich erscheinen uns die psychotherapeutischen Massnahmen

um ihn zu unterstützen, mit den Unfallfolgen möglichst gut zu leben und seine

Leistungsgrenzen in seinem Alltag zu Integrieren. Ziel ist eine bessere

Lebensqualität und im besten Fall (bei guten Berufsbedingungen) das

Aufrechterhalten der bisherigen Leistungsfähigkeit. Es ist aber nicht von einer

Steigerung der Berufsfähigkeit auszugehen. Weitere erleichternde Massnahmen im

Beruf, wie Schichtenwechsel und eine möglichst stressfreie Umgebung auch

sozial, erachten wir für seine Lebensqualität ebenso als erforderlich." (Doc. 33-7)

Dal 10

febbraio 2004 il servizio dell’insorgente presso __________ è stato adattato

affinché potesse beneficiare di due giorni liberi consecutivi, ovvero il sabato

e la domenica come indicato dalla Dr. med. __________. Il ricorrente, pertanto,

dalla data indicata ha lavorato solamente cinque giorni alla settimana per

circa 4,5 ore. Il sabato senza prestazioni lavorative è stato considerato

malattia al 20% (cfr. doc. 59-1, 37-1, 33-7, 32-1).

2.12

Da quanto appena riportato

risulta che i medici del __________ di __________, e meglio il Dr. med. __________,

in neurologia, nel 2002 capoclinica, poi divenuto primario (cfr. doc. 13-3), e

la Dr. med. __________, medico assistente in neuro-riabilitazione, nel mese di

agosto 2002, in riferimento alla visita dell’assicurato del 1° luglio 2002, hanno

attestato un grado di abilità lavorativa del 50% (cfr. doc. 3-2).

Per quel che concerne il

valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso

sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga

conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in

piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto

medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002

IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311

consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).

L'elemento

determinante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del

mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

Questa

Corte, chiamata a pronunciarsi su una questione di carattere medico,

attentamente vagliata la documentazione presente all’inserto e considerato il

vissuto dell’assicurato, ritiene, in casu, di non avere valide ragioni per

scostarsi dall’apprezzamento dei medici del __________ di __________.

Infatti

lo stesso, alla luce anche del loro rapporto del 15 dicembre 2000 allestito a

seguito di una serie di indagini interdisciplinari esperite per acclarare le

condizioni di salute del ricorrente, da cui è emerso un disturbo delle funzioni

cerebrali di media gravità (cfr. doc. 1-14, 1-15), risulta motivato e

convincente.

Il parere degli

specialisti __________ è stato del resto condiviso da tutti i medici che si

sono interessati al caso del ricorrente, in particolare dalla Dr. med. __________

e dal Dr. med. __________ (cfr. doc. 11-2; 27-1; 35-1).

E’ vero che la Dr. med __________

ha considerato l’assicurato inabile al lavoro quale __________ al 50% dal 1992

e che gli stessi medici del __________ di __________, nel maggio 2003, hanno

ritenuto un grado di inabilità lavorativa al 50% nella sua attività di

impiegato __________ già a decorrere dal giugno 2001.

Tuttavia il ricorrente,

nel 1992, doveva ancora terminare le scuole dell’obbligo e nel giugno 2001

stava ultimando il proprio tirocinio. In effetti, come visto, per agevolarlo

gli è stato ridotto l’orario di un paio di ore.

Nei mesi da settembre a

dicembre 2001 egli ha però svolto l’impiego di __________ ausiliario al 100%.

E’ dal mese di gennaio

2002.

che l’assicurato ha diminuito la sua percentuale di attività (cfr. consid.

2.10

).

I medici __________ hanno

specificato che gli aspetti che sono all’origine dell’incapacità al lavoro del

50% avrebbero condizionato definitivamente l’abilità professionale

dell’insorgente (cfr. doc. 3-2).

Non è stato, tuttavia,

escluso un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato. In effetti nel mese

di maggio 2003 l’insorgente ha sofferto di uno scompenso psichico che ha

richiesto il suo ricovero in una clinica. In quel periodo l’inabilità

lavorativa è stata del 100% (cfr. doc. 21-1).

Alla luce di quanto appena

esposto in applicazione dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI il

periodo di carenza di un anno va dal 1° luglio 2002 al 30 giugno 2003.

Di

conseguenza l’assicurato ha diritto a una rendita di invalidità a far tempo dal

1° luglio 2003.

2.13

Va ora determinata l’entità

della rendita a cui ha diritto l’assicurato.

Per

quanto concerne il reddito senza invalidità al 1° luglio 2003 il ricorrente chiede

di tenere conto del reddito che avrebbe conseguito quale grafico o informatico,

formazione che avrebbe seguito senza il danno alla salute (cfr. doc. I).

Se fosse

risultato che l’assicurato, a causa dell’infortunio subito nel 1992, non ha

potuto seguire la formazione di grafico o informatico, in merito alla quale

aveva effettivamente già effettuato progetti concreti, ma ha dovuto ripiegare

sull’attività di impiegato __________, il TCA avrebbe effettivamente

considerato, giusta l’art. 26 cpv. 2 OAI, il reddito da grafico o informatico.

Tuttavia

per i motivi ampiamente esposti in precedenza (cfr. consid. 2.8.), questa

evenienza non si è verificata nella fattispecie.

Conseguentemente

occorre fare riferimento al reddito che l’assicurato avrebbe conseguito nel

2003.

quale impiegato __________ attivo a tempo pieno, ossia fr. 54'640.-- (fr.

32'784.-- guadagnati nel 2003 al 60% : 60 x 100; doc. 57-2).

2.14

Per quanto

attiene al reddito da invalido, il TCA rileva che in concreto il ricorrente,

presso __________, ha potuto sfruttare al meglio la propria restante capacità

di lavoro.

Infatti,

da parte dell’insorgente non è esigibile l’esercizio di attività alternative o

comunque con grado di esercizio superiore al 50%, come ben argomentato dai

medici del __________ di __________ (cfr. doc. 13-5; consid. 2.10), alle cui

conclusioni va riconosciuto un pieno valore probante (cfr. consid. 2.11.).

La valutazione

dei medici __________ è d’altronde stata condivisa pure dal Dr. med. __________

(cfr. doc. 27-1; 35-1).

In

proposito è utile sottolineare che anche il Dr. med. __________, specialista

FMH in psichiatria e psicoterapia, il 21 dicembre 2005 ha enunciato che la

capacità lavorativa dell’assicurato in un’attività ottimale è del 50% e che

l’attività ottimale è ad esempio quella di __________ (cfr. doc. A1).

Il fatto

che l’assicurato percepisse comunque un salario al 60% è ininfluente.

Il raffronto

tra reddito ipotetico e reddito conseguito presuppone che il salario sia

equivalente alla prestazione effettuata (P. Omlin, Die Invalidität in der

obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 213; STFA del 15 febbraio

1996.

in re A. D.). Ciò non è tuttavia il caso nelle ipotesi in cui viene

erogato un salario sociale o prestazioni per perdita di salario dovuta a

malattia o infortunio implicante un’incapacità lavorativa debitamente

comprovata (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a e b OAI).

In tali

evenienze l’interessato non può fornire la contropartita equivalente al reddito

(DTF 110 V 277; Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, p. 203):

la sua invalidità gli permette di fornire unicamente una prestazione ridotta da

un punto di vista qualitativo e quantitativo (Valterio, op. cit. p. 203).

Di regola

si deve presumere che il salario corrisponde alla prestazione effettuata.

Per

quanto riguarda il salario sociale, esso va riconosciuto solo con riserva (DTF

117.

V 18; RCC 1980 p. 321; P. Omlin, op. cit., p. 213; U. Meyer-Blaser,

Bundesgesetz über die Invaliden- versicherung, Serie: Rechtssprechung des

Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 201). La prova

deve basarsi su dati precisi, in quanto il datore di lavoro potrebbe avere

interesse a dichiarare l’esistenza di un salario sociale: nel caso di

erogazione della rendita egli potrebbe infatti ridurre lo stipendio (Valterio,

op. cit. p. 204). In simili condizioni non ci si può pertanto fondare

unicamente sulla dichiarazione del datore di lavoro. Indizi a favore del

versamento di un salario sociale sono in particolare il rapporto di parentela,

di amicizia o commerciale tra il datore di lavoro e l’assicurato

rispettivamente la sua famiglia, così come la lunga durata del rapporto di

lavoro e una collocazione in classi di salario fisse (Omlin, op. cit. p. 213,

cfr. anche marginale 3067 della Circolare sull’invalidità e la grande

invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI) nel tenore in vigore dal

1° gennaio 2000).

Nel caso

di specie, alla luce del fatto che l’assicurato nel maggio 2003 è stato affetto

da uno scompenso psichico che ha implicato serie problematiche e della

circostanza che comunque dal mese di febbraio 2004 ha lavorato al 50% (cfr.

doc. 21-4; doc. 37-1), è altamente verosimile che la retribuzione pari a un

grado di impiego del 60% non corrisponda alle effettive prestazioni effettuate

dall’insorgente, contrariamente a quanto indicato __________ il 28 luglio 2005

(cfr. doc. 54-1).

__________

al riguardo ha indicato che il sabato senza prestazioni era considerato

malattia al 20% (cfr. doc. 37-1). Non va dimenticato però che il contratto del

ricorrente concluso il 1° gennaio 2002 era del 60% con 25 ore di lavoro alla

settimana compreso il sabato (cfr. doc. 54-1). Già prima del febbraio 2004

quindi l’assicurato lavorava di sabato solo mezza giornata, per cui la

diminuzione della percentuale di lavoro è stata in realtà del 10%.

Pertanto

la parte di salario superiore al 50%, contrariamente a quanto effettuato

dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 65-5=A3), non va tenuta conto nel calcolo

dell’invalidità, poiché è da considerare quale salario sociale, dapprima, e

prestazioni del datore di lavoro per perdita di salario cagionata da infortunio

e/o malattia che ha implicato un’incapacità lavorativa debitamente comprovata,

in seguito (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a e b OAI; RCC 1970 pag. 473; DTF 104 V

92; STCA del 21 novembre 2005 nella causa N., 35.2004.73; STCA del 12 maggio

2003.

nella causa N., 31.2002.151).

Visto che

l’assicurato non potrebbe meglio valorizzare la sua capacità lavorativa residua

in attività alternative, questa Corte ritiene che all’inabilità lavorativa del

50% accertata nell’abituale professione di impiegato __________ corrisponda,

dunque, un’incapacità lucrativa della medesima entità.

In

effetti, come visto sopra, la giurisprudenza federale ha, più volte, confermato

il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità

di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto

all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di

tale danno.

Ciò

nondimeno, se il danno alla salute non è tale da imporre un cambiamento di

professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà

valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché

si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante

capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato

esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U

168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S.

F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26

febbraio 1996 nella causa G. P.).

In simili

circostanze, occorre concludere che il ricorrente ha diritto a una mezza

rendita di invalidità a decorrere dal 1° luglio 2003.

Tale

soluzione corrisponde, peraltro, a quanto deciso dall’Ufficio AI con le

decisioni formali del 3 novembre 2004 e del 18 febbraio 2005 con le quali è

stata assegnata all’insorgente una mezza rendita di invalidità dal 1° luglio

2003.

(cfr. doc. 42-2, 49-1; consid. 1.2.; 1.4.), poi modificate a suo

detrimento con la decisione su opposizione del 1° dicembre 2005 contestata

dinanzi al TCA (cfr. doc. 65-1).

2.15

Il

ricorrente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di ordinare l’edizione di tutti i

suoi atti medici e di tutti gli attestati scolastici fino al 7 agosto 1992

(cfr. doc. I, V).

Questa

Corte rileva che sulla base della documentazione agli atti, sia medica che di

altra natura, è stato sufficientemente chiarito che l’insorgente ha diritto a

una mezza rendita a far tempo dal 1° luglio 2003.

Di

conseguenza la richiesta del ricorrente concernente il richiamo dei citati

documenti deve essere respinta.

A tale

proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato

(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove

(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid.

4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio

2002.

nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H

299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15

novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27

ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13

maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a

ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di

essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122

V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.16

Alla luce di

tutto quanto esposto, nella misura in cui l’Ufficio AI con la decisione su

opposizione impugnata ha riconosciuto all’assicurato unicamente il diritto a un

quarto di rendita dal 1° settembre 2003 (cfr. doc. 65-5=doc.A3), il ricorso di RI

1.

deve essere parzialmente accolto.

2.17

Parzialmente

vincente in causa, il ricorrente, rappresentato da un avvocato, ha diritto a

un'indennità per ripetibili da mettere a carico dell’Ufficio AI resistente

(cfr. art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto.

§ La

decisione su opposizione del 1° dicembre 2005 impugnata è annullata.

§§ L’Ufficio

AI è condannato a riconoscere all’assicurato una mezza rendita di invalidità a

contare dal 1° luglio 2003.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’Ufficio

AI verserà al ricorrente fr. 800.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili

parziali.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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