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Decisione

32.2007.376

Soppressione rendita a seguito di revisione. Nuova domanda

21 novembre 2008Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

i periti hanno valutato l'intero stato valetudinario dell'assicurato in

considerazione di tutta la documentazione presente agli atti, e quindi anche di

quella dell'__________. Prova né è il fatto che alla voce "atti"

della summenzionata perizia vengono citati referti medici presenti anche nell'incarto

della Cassa Malati (cfr. perizia pluridisciplinare SAM del

30 aprile 2007).

Di conseguenza, questo Servizio ha infatti valutato

compiutamente tutta la documentazione medica allestita negli anni agli atti ed

ha fatto visitare l'assicurato da specialisti, giungendo ad una conclusione

logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità dell'assicurato di

esercitare la sua abituale attività. Va altresì rammentato che la perizia

pluridisciplinare SAM è stata ulteriormente sottoposta alla

valutazione del SMR, ciò che conferma l'assoluta inoppugnabilità delle conclusioni

a cui è giunto I'UAI.

4.

Visto quanto sopra, si chiede che codesto lodevole

Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e, conseguentemente, respingere

il ricorso." (Doc. IV)

considerato in diritto

In

ordine

2.1. La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell’articolo 49 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;

STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H

335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00

del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26

ottobre 1999).

2.2. Il

1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

Occorre

qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza

di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti

quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica

degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

Dal

momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è

realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione

della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati

in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

Nel

merito

2.3. Oggetto

del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una rendita d'invalidità.

2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv. 1

LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o

di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

Gli

elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono

quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre

quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità

di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per

l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la

sécurité sociale, pag. 216ss).

Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI (nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°

gennaio 2004), gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono

invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,

ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se

sono invalidi almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità

e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio

di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali

di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe

potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato

dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua

invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni

di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag.

543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les

prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto

conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora

realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in

attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del

lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 16 LPGA:

metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136

consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel

confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di

fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,

le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 pag. 325

consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op.

cit, pag. 232).

La

misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione

personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La

situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua

capacità al guadagno.

Secondo

il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di

guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze

concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

Al proposito va precisato che, secondo una

sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per

il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio

dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su

opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque

tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel

periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata

una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità

essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

Tale principio

è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF 129 V

222; cfr. anche STFA inedite 26 giugno 2003

nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01

pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I

761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid.

3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid.

4.2, I 475/01).

2.5. Per

quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute

psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di

gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della

sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile

per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;

Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.

342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10

consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.

128).

L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

"

(…)

Tra i danni alla

salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare

un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre

alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a

malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque

non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le

limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando

prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile

dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque

stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno

alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro

gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello

di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di

stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla

salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno

un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi

se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in

pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile

per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a,

pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)"

(STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid.

3b)."

Secondo

la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,

le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,

la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella

causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

Va

altresì rilevato che secondo la giurisprudenza del TFA, un disturbo somatoforme

da dolore persistente non è di regola atto, in quanto tale, a determinare una

limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare

un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A determinate condizioni tale

disturbo può causare un’incapacità lavorativa e spetta comunque allo

specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione riconosciuta

pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente sull’esigibilità

della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.

Al

riguardo, nella sentenza 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 352 (confermata

in DTF 131 V 49), l’Alta Corte ha precisato che un’inesigibilità presuppone in

ogni caso la presenza manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole

gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri

criteri. Tali criteri sono (1) l'esistenza di concomitanti affezioni

organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con

sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita

d'integrazione sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico

consolidato, senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante

simultaneamente l’insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del

conflitto psichico (profitto primario tratto dalla malattia; "primärer

Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali

o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti

riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130

V 354 consid. 2.2.3; STFA inedita 28 maggio 2004 in re B, I 702/03 consid. 5 e

del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; Pratique

VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der

Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der

Sozialversicherung, namentlich für den Einkommens- vergleich in der Invaliditätsbemessung,

in: René Schaffhau- ser/Franz Schlauri [editori], Schmerz und

Arbeitsunfä-higkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80 segg.).

2.6. Per completezza va ricordato che l’assicurato ha beneficiato,

a far tempo dal 1 febbraio 1998 di una mezza rendita di invalidità (decisione del

11 febbraio 2000, doc. AI 51-1). La prestazione è stata accordata alla luce delle

risultanze di una perizia fatta eseguire dal __________ di __________, il 29 novembre

1999, concludente quanto segue:

"

3.1. Diagnosen (mit

Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit)

1. Rezidivierende depressive Störung,

gegenwärtig mittelschweren Grades mit somatischem Syndrom (ICD-10 F33.11)

Considerandi

2.

Panikstörung und spezifische Phobie

(Höhenangst), inzwischen regredient (ICD-10 F41.0, F40.2)

3.

Chronische Periarthropathia coxae links

mit/bei

- St.n. offener Marknagelversorgung

wegen traumatischer

Femurfraktur links am 6.8.86

- St.n. Entfernung des Marknagels sowie

Abmeisselung von

Verkalkungen im Einschlagsbereich am

Trochanter major links

am 8.2.88

- periartikuläre Verkalkungen im Bereiche

des Trochanter major

links, aus­ geprägte Kallusbildung im

Bereiche der Fraktur

4.

St.n. Kniegelenkarthroskopie links

mit Entfernung eines Knorpelsequesters am medialen Condylus am 8.2.88

- radiomorphologisch leichte Femoropatellararthrose

sowie

medial betonte Gonarthrose

5.

Chronisches unspezifisches lumbovertebrales

Schmerzsyndrom

mit/bei

- Abschwächung der abdominellen sowie

rückenstabilisierenden

Muskulatur ausgeprägte muskuläre Dysbalance mit

deutlicher Verkürzung der ischio­kruralen sowie Rectus femoris-Muskulatur

beidseits

3.3

Beurteilung der Arbeitsfähigkeit

3.3.1

Allgemeines

Für eine körperlich schwer belastende berufliche

Tätigkeit, wie sie der Versi­cherte als gelernter Karosseriespengler ausführte,

besteht eine volle, 100%ige Arbeitsunfähigkeit. Für eine mittelschwer

belastende Tätigkeit unter Vermei­dung von Heben und Tragen von Lasten > 15 kg, dem Vermeiden von länge­rem Sitzen, Stehen, Kauern und Knien oder längerem Treppensteigen

besteht eine 50%ige Arbeitsunfähigkeit. Für eine leichte, wechselbelastende

Tätigkeit, wie Herr RI 1 sie z.B. als Verkäufer in einem Baumaschinengeschäft

aus­übt, besteht eine Arbeitsfähigkeit von 50 %.

3.3.2

Arbeitsfähigkeit im angestammten Beruf

Aus rein somatischer Sicht besteht wegen einer

Periarthropathie der Hüfte infolge Unfalls eine 100%ige Arbeitsunfähigkeit im

angestammten Beruf. Für mittelschwere Arbeitsbelastungen ist Herr RI 1 aus

rheumatologischer Sicht für eine 50%ige Arbeitstätigkeit einsetzbar, für eine

leichte, wechselbela­stende Arbeitstätigkeit besteht eine volle

Arbeitsfähigkeit. Diese ist jedoch ge­genwärtig wegen der mittelschweren

Depression auf 50 % eingeschränkt.

3.3.3

Arbeitsfähigkeit in anderen Berufen

Gegenwärtig besteht für eine leichte, nicht belastende

Arbeitstätigkeit eine 50%ige Arbeitsfähigkeit. Diese hat der Explorand auch

bereits in seinem Beruf als Verkäufer in einem Baumaschinengeschäft

wahrgenommen. Diese ist in Abhängigkeit vom Erfolg der medizinischen Massnahmen

(siehe 3.3.5) im Verlauf der Zeit möglicherweise auch ausbaubar." (Doc. AI 46)

La prestazione è in seguito stata soppressa mediante provvedimento

del 21 maggio 2002, cresciuto incontestato in giudicato, avendo

l’amministrazione constatato che l‘interessato aveva ripreso a lavorare a tempo

pieno dal 2 maggio 2001 (doc. AI 55, 58).

Unitamente

alla nuova domanda di prestazioni presentata nel luglio 2005, l’assicurato,

attivo a quell’epoca come venditore di macchine edili nella misura del 50%

(doc. AI 77), ha presentato un certificato 13 luglio 2005 del dr. __________, internista,

del seguente tenore:

"

La situazione generale

del paziente si è peggiorata notevolmente negli ultimi mesi e non è più compatibile

con un `attività lavorativa al 100% nella professione esercitata o in un altro

tipo di lavoro.

Questo peggioramento si è in particolare verificato

nel:

• Scompenso

psicosomatico invalidante con grave insonnia, stanchezza durante la giornata

con frequenti episodi di malessere e confusione.

• Cervicalgie e

lombalgie che limitano i movimenti e gli spostamenti del paziente.

TERAPIA ATTUALE:

• Stilvox l0mg

• Fluctine 1

/0/0

• Xanax 0,25mg

• Tienor

Malgrado una cura ottimale una riduzione del 50%

dell'attività lavorativa s'impone." (Doc. AI 70)

Sempre

il dr. __________ in data 16 settembre 2005 ha affermato:

"

DIAGNOSI:

1.

Lombalgia aspecifica su/con:

➣ Alterazioni

degenerative con discopatia multisegmentaria;

➣ Sbilancio

muscolare;.

2.

Cervico-brachialgia aspecifica:

➣ Turbe

statiche con raddrizzamento della lordosi cervicale;

➣ Alterazione

degenerative con spondilardosi da C3-C7;

3.

Edemi bimalleolari e tibiali di

verosimile origine da insufficienza venosa cronica;

4.

Dolori all'avampiede sx a livello metatarsale

d'origine non chiara:

➣ DD sovraccarico nell'ambito dell'obesità;

5.

Adiposità con BMI di 36,6 kg/m2;

6.

Periartopia omoroscaporale tenfinopatica sx con:

➣ Esito di frattura clavicola sx 1986;

➣ Acromion

uncinato con restringimento dello spazio fra

acromion e testa omerale (Rx spalla sx

24.08

);

➣ Tendine del

sovraspinato senza segni di rottura, tendine del

sotto scapolare con ecogenicità irregolare senza segni

di rottura o ematoma (sonografia della spalla del 23.08.2005);

7.

Sindrome ansioso-depressiva trattata dal 1996;

8.

Amaurosi all'occhio sinistro in esito

d'incidente del 1981; 9. Varicocele

10.

Episodi d'ipoglicemie postprandiali.

COMMENTO:

Per quanto concerne i problemi ortopedici mi rifaccio

alla valutazione della clinica di __________ che propone un'incapacità

lavorativa del 50% da valutare secondo l'evoluzione. Visto le diagnosi elencate

è poco probabile che questa incapacità possa essere migliorata in un futuro

prossimo o lontano. Un intervento alla spalla è del resto stato proposto e il

paziente consulterà il dott. __________ di __________

in merito nelle prossime settimane.

La sindrome ansiosa depressiva è stata valutata nel

rapporto della __________ di __________ dove ha un'inabilità lavorativa del 50

% (pagina 5)

Ad 12 II paziente presenta durante, la giornata degli

episodi di stanchezza importante che si spiegano sia per il suo stato ansioso

depressivo che per la tendenza a sviluppare delle ipoglicemie postprandiali.

Durante questi episodi che si accompagnano di sonnolenza il paziente ha spesso

mal di testa e difficoltà a concentrarsi. Questi episodi sono diventati molto

frequenti da qualche mese e sopravvengono quasi quotidianamente. Durante questi

momenti il paziente lamenta sudorazioni fredde, e ha pure sviluppato crisi di

panico.

TERAPIA:

➣ Xanax 0,25mg R

➣ Fluctine 20mg 11010

➣ Agopton 30mg 0/0/1

➣ Stilnox 10mg

➣ Moduteric mite 110/0

➣ Magnesio lingual

CONCLUSIONE:

Per le ragioni elencate, problemi ortopedici, sindrome

ansio-depressiva, tendenza all' ipoglicemia, al paziente attualmente dovrebbe

essere riconosciuta un'inabilità permanente del 50 %." (Doc. AI 74)

Al

fine di istruire l’aspetto medico, l’amministrazione ha richiamato agli atti la

documentazione dall’assicuratore malattia e dalla cassa disoccupazione e ha

interpellato l'ultimo datore di lavoro dell'assicurato, la __________, per la

quale l’assicurato lavorava dal 1. aprile 2004 a metà tempo quale venditore di macchine edili (doc. AI 76, 77, 85, 89).

Agli

atti figura un rapporto relativo ad una degenza subita dall’assicurato dall'8

al 27 agosto 2005 presso il Centro di riabilitazione di __________ per le

seguenti diagnosi:

"

DIAGNOSI

1.

Lombalgia aspecifica su/con:

• alterazioni degenerative con discopatia multisegmentaria

• sbilancio muscolare

2.

Cervico-brachialgia aspecifica

• turbe statiche con raddrizzamento della lordosi

cervicale

• alterazioni degenerative con spondilartosi da C3-C7

3.

Edemi bimalleolari e tibiali di verosimile

origine da insufficienza venosa cronica

4.

Dolori all'avampiede sx a livello metatarsale di

origine non chiara

• DD sovraccarico nell'ambito dell'obesità

5.

Adiposità con BMI di 36,6kg/m2

6.

Periartropatia omeroscapolare tendinopatica sx

con:

• esito di frattura clavicola sx 1986

• acromion uncinato con restringimento dello spazio fra

acromion e testa omerale (Rx spalla sx 24.08.2005)

• tendine del sovraspinato senza segni di rottura,

tendine del sottoscapolare con ecogenicità irregolare senza segni di rottura o

ematoma (sonografia della spalla del 23.08.2005)

7.

Sindrome ansioso-depressiva trattata dal 1996

8.

Amaurosi all'occhio sx in esito di incidente del

1981.

9.

Varicocele sx

10.

Esito di eradicazione H. Pylori, ernia iatale da

scivolamento

11.

Esito di frattura del femore sx nel 1986.

Obiettivamente:

a livello lombare presenta ancora un diminuzione della mobilità di 1/3 nella

flessione laterale sx/dx, nessun dolore alla palpazione delle apofisi spinose e

della muscolatura paravertebrale. A livello cervicale la mobilità è alquanto

libera, nessun dolore alla palpazione. Presenta ancora lieve contrattura della

muscolatura paravertebrale interscapolare a sx.

Peso all'uscita 106,8 kg (diminuzione di 4,2 kg

rispetto all'entrata).

TERAPIA ALL'USCITA E PROCEDERE

Moduretic mite 1-0-0

Fluctine 30 mg

1-0-0

Dafalgan 1 g 1-1-1

Pantozol 40 mg

0-0-1

Abbiamo consigliato al paziente di continuare con gli

esercizi fisioterapici qui appresi anche al proprio domicilio ed abbiamo

prescritto 9 sedute di fisioterapia ambulatoriale con esercizi di ginnastica in

piscine mirata all'ulteriore rinforzo muscolare addominale­dorsale.

Consigliamo inoltre al paziente di continuare con la

dieta ipocalorica di 1200 Kcal/die iniziata durante la degenza per diminuire ulteriormente

il peso corporeo, auspicabile soprattutto per il problema lombare.

Per il dolore a livello della spalla sx con

irradiazione al braccio sx, in presenza di un acromion uncinato con

restringimento dello spazio acromio-omerale, abbiamo consigliato al paziente un

consulto ortochirugico specializzato alfine di stabilire l'uteriore procedere.

Inabilità lavorativa: 100 % fino al 03.09.2005 in

seguito consigliamo una ripresa lavorativa al 50 % per un periodo da stabilire

con il medico curante." (Doc. AI 83)

In

data 2 febbraio 2006 il dr. __________ ha confermato le sue conclusioni di

inabilità lavorativa completa dal 22 luglio al 2 settembre 2005 e del 50% in

seguito (doc. AI 84-1).

Alla

luce di questi atti, nelle sue Annotazioni del 10 ottobre 2006 il dr. __________

del Servizio medico regionale dell’AI (in seguito: SMR), ha reputato indicato

procedere ad una perizia pluridisciplinare (doc. AI 94).

L’Ufficio

AI ha quindi affidato il compito di esperire una perizia pluridisciplinare al

Servizio Accertamento Medico (SAM). I periti del SAM, nel dettagliato rapporto

peritale del 30 aprile 2007, analizzati gli atti, effettuati numerosi esami e

fatti eseguire consulti di natura reumatologia e psichiatrica, hanno posto le

seguenti diagnosi:

"

(...)

5.

DIAGNOSI

5.1

Diagnosi con influenza sulla capacità

lavorativa:

Ansia episodica parossistica.

Periartropatia omeroscapolare

tendinotica cronica sinistra.

Sindrome cervicospondilogena e

lombospondilogena cronica con/su:

➣ alterazioni degenerative

multisegmentali di media importanza a livello cervicale,

➣ pregressa distrofia di crescita

di Scheuermann.

Periatropatia all'anca sinistra,

cronica con/su:

➣ ossificazione del grande

trocantere,

➣ pregressa osteosintesi tramite

chiodo endomidollare a causa di frattura diafisaria del femore sinistro (6.08.1986),

➣ pregressa AMO del sopraccitato

chiodo (8.02.1998).

5.2

Diagnosi senza influenza sulla

capacità lavorativa:

Incipiente gonartrosi a sinistra.

Obesità (BMI 37,8) con dislipidemia. Epatopatia.

Cecità all'occhio di sinistra.

Possibile ernia iatale."

(Doc. AI 102)

esponendo

le seguenti valutazioni e conclusioni:

"

6.

DISCUSSIONE

(…)

Durante il soggiorno dell'A. presso il SAM l'A. è stato valutato dal punto di vista psichiatrico

(dr. __________) e reumatologico (dr. __________). I rapporti dei nostri

consulente sono allegati in extenso

alla nostra perizia. Inoltre

l'A. è stato sottoposto ad accertamenti vari.

Dal punto di vista psichiatrico vi è un affettività

leggermente di tipo depressivo accompagnata da tratti di ansia, angoscia ed un

comportamento di tipo discontinuo. Nel passato l'A. aveva presentato dei

disturbi psichici, in particolar modo una sindrome da attacchi di panico e vari

stati ansiosi (seguito e curato da vari specialisti). L'evoluzione è stata

positiva. Da diverso tempo non presenta nessuna importante patologia

psichiatrica (eccezion fatta per stati d'ansia non gravi sotto forma di ansia

episodica parossistica).

Dal profilo psichiatrico l'A. presenta un'incapacità

lavorativa del 10-20%. E' importante che l'A. continui ad assumere Fluoxetina

(accompagnata, al bisogno, da Xanax). La prognosi a medio - lungo termine è

favorevole.

Dal punto di vista reumatologico è presente una

periartropatia omeroscapolare tendinotica cronica a sinistra che si è

sviluppata a partire dal luglio 2005 ed è rimasta invariata da allora. Le

alterazioni degenerative cervicali sono peggiorate rispetto ad alcuni anni

orsono (dinamica relativamente comune per alterazioni degenerative di questo

tipo). La sindrome lombospondilogena e la periartropatia dell'anca sinistra

sono invariate da anni. Vi è stato un peggioramento della gonartrosi a

sinistra. In futuro è da prevedere un lento peggioramento di queste alterazioni

degenerative secondo una dinamica abituale. La progressione è facilitata dal

sovrappeso, particolarmente per quel che riguarda le ginocchia. Non è escluso

che un intervento alla spalla sinistra, come proposto dall'ortopedico dr. __________, possa migliorare la capacità lavorativa dell'A. Dal punto di vista

reumatologico l'A. è totalmente abile al lavoro in attività d'ufficio. Come

rappresentante di macchine edili, tenendo conto della necessità di viaggiare in

automobile e talvolta di spostarsi su cantieri, l'A. presenta una capacità

lavorativa del 90% (presenta durante tutto il giorno, ma con rendimento

ridotto). La riduzione è dovuta ai problemi alla spalla sinistra ed alla

colonna lombare vertebrale. I limiti funzionali saranno descritti ai nostri

punti 8 e 9.

Non vi sono altre patologie che limitano la capacità

lavorativa dell'A. Si consiglia un calo ponderale ed una presa a carico della dislipidemia

(dieta e medicamenti). Un calo ponderale è consigliabile a prevenzione delle

malattie cardiovascolari e per diminuire il carico sugli arti inferiori.

Sicuramente il medico curante ricontrollerà gli enzimi epatici. I disturbi

gastrointestinali non limitano la capacità lavorativa dell'A. Attualmente non

vi sono indizi per una sindrome delle apnee notturne (questa sarebbe ben

curabile tramite ventilazione notturna C-PAP e calo ponderale).

La situazione economica dell'A. non è un fattore

medico.

7.

VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE DELL'ATTUALE

CAPACITA' LAVORATIVA

L'A. presenta una capacità lavorativa dell'85% ca.

(presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) come venditore -

rappresentante di macchine edili.

8.

CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA

L'A. è limitato lievemente dal problema reumatologico

(alla spalla sinistra ed alla colonna vertebrale) e psichiatrico (stati

d'ansia).

Tenendo conto di tutto queste patologie l'A. presenta

una capacità lavorativa come venditore - rappresentante di macchine edili

dell'85% ca. (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto).

Questa capacità lavorativa è presente da parecchio tempo, sicuramente da un

paio d'anni.

A causa del problema oculare si sconsigliano attività

pericolose come quelle svolte nel passato (carrozziere).

In futuro non è da prevedere un sostanziale cambiamento

della sopraccitata capacità lavorativa. Non possiamo codificare un sostanziale

peggioramento tale da codificare un'incapacità lavorativa superiore a quella

appena descritta.

9.

CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

Anche in altre attività l'A. presenta una capacità

lavorativa dell'85% ca. (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto).

Questa capacità lavorativa è sicuramente presente da un paio d'anni.

Dal lato funzionale la capacità per il sollevamento ed

il trasporto di carichi molto leggeri è normale, per carichi leggeri è

lievemente ridotta, per carichi medi è ridotta, per carichi pesanti è molto

ridotta e per carichi molto pesanti è esigua. Per il sollevamento di carichi

sopra il piano delle spalle con pesi inferiori a 5 kg è normale a destra,

ridotta a sinistra, con pesi superiori normale a destra esigua a sinistra. La

manipolazione per oggetti leggeri e lavori di precisione è normale, per lavori

medi è lievemente ridotta, per lavori pesanti e di manovalanza è ridotta, per

lavori molto pesanti è esigua. La capacità funzionale per posizioni di lavoro a

braccia elevate è normale a destra, molto ridotta a sinistra; con rotazione del

tronco è ridotta, seduta e piegata in avanti è ridotta, eretta e piegata in

avanti è ridotta, inginocchiata è ridotta e con le ginocchia in flessione è

ridotta. La capacità funzionale per mantenere la posizione seduta o eretta è da

normale a lievemente ridotta. La capacità funzionale per spostamenti oltre i 50

m è normale, per lunghi tragitti è lievemente ridotta, su terreno accidentato

lievemente ridotta, per salire e scendere le scale è lievemente ridotta. Si

sconsigliano attività su ponteggi o scale a pioli. L'impiego delle due mani è

normale. Si sconsigliano attività in equilibrio.

In futuro non è da prevedere un cambiamento della

sopraccitata capacità lavorativa." (Doc. AI 102)

Nel

suo rapporto medico del 21 giugno 2007 il medico SMR dr. __________ ha

concluso:

Diagnosi

principale

Ansia episodica parossistica

Periartropatia omeroscapolare tendinotica cronica sinistra

Sindrome cervico- e lombospondilogena cronica con/su

- alterazioni degenerative multisegmentali di media importanza

a

livello cervicale

- pregressa distrofia di crescita di Scheuermann

Periartropatia all'anca sinistra con/su

- ossificazione

del grande trocantere

- pregressa osteosintesi tramite chiodo endomidollare

a causa di frattura diafisaria del femore sinistro (06.08.1986)

- pregressa AMO del sopraccitato chiodo (08.02.1998)

Codice lCD 10

Codice Al

Ulteriori diagnosi

con influsso sulla CL

Codice ICD 10

Codice AI

Ulteriori diagnosi

senza influsso sulla

CL

Incipiente gonartrosi a sinistra

Obesità (BMI 37.8) con dislipidemia

Epatopatia

Cecità all'occhio di sinistra

Possibile ernia iatale

Limiti funzionali

IL in %

Attività abituale

Venditore

Rappresentante macchine edili

Attività adeguata

Inizio IL duratura

Mese/anno

CL del 85% (presenza tutto il giorno, rendimento ridotto), da un paio

d'anni

Inizio-possibilità integrazione (mese/anno)

In aprile 2007 l'A è stato sottoposto a perizia SAM, le cui conclusioni che condividiamo

sono riassunte in seguito.

- Dal punto di vista psichiatrico, l'A presenta un'IL

del 10-20 %. È importante che continui ad assumere Fluoxetina (accompagnata, al

bisogno di Xanax). La prognosi a medio-lungo termine è favorevole.

- Dal punto di vista reumatologico, la CL è del 90 %

(presenza tutto il giorno, ma con rendimento ridotto). La riduzione è dovuta

ai problemi alla spalla sinistra ed alla colonna lombare.

Non vi sono altre patologie che limitano la CL

dell'A.

Si consiglia un calo ponderale ed una presa a

carico della dislipidemia.

(doc.

AI 104)

Precisando

in data 18 luglio 2007:

(…)

Valutazione

Quale carrozziere IL 100% in pratica dal 1986

Attività media (pesi superiori ai 15 kg : IL 50%

Attività leggera tipo venditore di macchinari di

costruzione: IL 50% (impedimento dovuto alla problematica psichica).

Revisione a distanza di 1-2 anni consigliata Decisione

UAI: grado Al 50% dal 1.2.1998

Decisione UAI del 3.5.2002: rendita soppressa per

ripresa attività lavorativa al 100% dal 2.5.2001

Con certificato del 13.7.2005 (dr. __________) viene fatto

valere scompenso psicosomatico con seguente IL del 50% (viene certificata una

IL del 50% dal 22.7.2005)

Attuale SAM

Dal lato reumatologico attività leggera in pratica

sempre esigibile al 100% (riduzione del 10% per spostamenti in auto)

Valutazione reumatologico: evoluzione positiva dopo

crisi degli anni `90

In conclusione l'assicurato ha registrato una evoluzione favorevole

della problematica depressiva dopo la valutazione __________ del 1999.

La capacità lavorativa almeno dal 1.2004 non è stata

compromessa in modo superiore al 15% nell'attività abituale salvo per il

periodo di degenza __________ 8.8.2005 al 27.8.2005." (Doc. AI 106)

Con

progetto di decisione del 17 agosto 2007 l’Ufficio AI ha quindi negato il diritto

ad una rendita di invalidità motivando come segue:

"

(...)

Esito degli accertamenti:

Dalla documentazione medica acquisita agli atti, così

come dalla perizia specialistica interdisciplinare avvenuta durante il mese di

marzo del 2007 presso il Servizio Accertamento Medico (SAM) di Bellinzona,

non risulta che il danno alla salute, di cui lei è portatore, le abbia

comportato, o le comporti, un'incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno tale

da giustificare il diritto a prestazioni da parte dell'AI.

Più esplicitamente, secondo il parere medico lei è stato

ritenuto inabile nella misura massima del 15% nella sua abituale attività

(salvo un periodo di totale incapacità dovuto alla degenza a __________ dal

08.08.2005

al 27.08.2005).

Essendo dunque il grado d'invalidità inferiore al 40%,

e non avendo raggiunto un periodo di un anno con inabilità media di almeno il

40%, il diritto alla rendita non esiste.

Decidiamo pertanto:

La richiesta di prestazioni, preso in considerazione quanto

sopra esposto, è respinta." (Doc. AI 107)

Nelle

sue osservazioni del 11 settembre e 4 ottobre 2007 la CAP ha contestato le

conclusioni dell’amministrazione e prodotto un rapporto del __________ attestante

una malattia coronarica bivasale con conseguente posa di stent e quanto segue:

"

VALUTAZIONE

Malattia coronarica bivasale:

RIVA: stenosi subocclusiva ecentrica lunga (giâ evidenziata

alla cardio-TC) coinvolgente il tratto prossimale e medio del vaso: si procede

a predilatazione con pallone Avion 2.0/20 seguito da impianto di stent medicato

CYPHER 2.75/33 nel tratto medio seguito da impianto di stent CYPHER 3.0/18 nel

tratto prossimale e quindi CYPHER 3.0/13 tra i 2 stent.

RCX tratto medio: stenosi dell'80% focale nel tratto

medio descritta come placca soft alla cardio CCO-DIRECT

STENTING con stent non medicato Prokinetic 3.5/15.

PROCEDERE

Per un miglior controllo del FRCV si consiglia di

valutare il quadro lipidico del pz. e di introdurre in terapia statine per

LDL-Col<2.5 mmp/L

TERAPIA ALLA DIMISSIONE ASA 100mg 1-0-0 (ad vitam),

Plavix 75 mg 1-0-0 (per 12 mesi), Nexium 40 mg 1-0-0, Fluctine 20 mg 1-0-0,

Beloc Zok 50 mg 1-0-0, Sortis 40 mg 0-0-1." (Doc. AI 111)

Nelle

sue Annotazioni 18 ottobre 2007 il medico SMR dr. __________ ha affermato

quanto segue:

"

In data 11.09.2007

vengono inoltrate da parte del legale dell'A, osservazioni al progetto di

decisione dell'UAI del 16.08.2007, di negare il diritto ad una rendita

d'invalidità, sulla base di una valutazione pluridisciplinare SAM (28.03.2007).

Questa perizia aveva concluso che l'A fosse abile al

lavoro nella misura del 85 % (rendimento ridotto) nella professione abituale di

venditore, rappresentante di macchine edili.

In questa fase il legale allega il rapporto medico di

un intervento di dilatazione seguita da impianto di stent medicato per malattia

coronarica bivasale (RIVA e RCX ) in data 14.09.2007. L'evoluzione è stata senza

complicanza e l'A ha mantenuto un buon compenso emodinamico. II giorno dopo l'A

è stato dimesso al proprio domicilio in buono stato generale. Il cardiologo

consiglia un primo controllo cardiologico 3 mesi dopo l'intervento.

Valutazione

Si ritiene l'A totalmente inabile in qualsiasi attività

lavorativa dal 14.09.2007, per la durata di 3 mesi, fino alla prima valutazione

cardiologica, dopo di ché, in assenza di complicanze cardiologiche, viene

ripristinata la CL del 85 %, come da perizia SAM." (Doc. AI 113)

Mediante

provvedimento 22 ottobre 2007 l’Ufficio AI ha quindi confermato il diniego

delle prestazioni (cfr. doc. AI 114 consid. 1.2)

2.7

Con

il presente ricorso l’assicurato ribadisce in sostanza che il suo stato di salute

sarebbe tale da giustificare il riconoscimento di una rendita, sottolineando in

particolare che a dipendenza delle sue condizioni fisiche l’assicuratore

malattia gli aveva riconosciuto, dal luglio 2005 al luglio 2007, le relative

indennità giornaliere per un’incapacità lavorativa variabile tra il 50% e il

100% (I; cfr. sopra consid. 1.3).

Perché un rapporto medico abbia valore probatorio

è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti

litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali

di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi

antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche

o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto

devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004

nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,

U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,

p. 31; DTF 125 V 352; Pratique

VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa

il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite

da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono

a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle

inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella

causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993

nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p.

189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre

considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.

Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa,

nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere

in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione

invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V

178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento

delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice

fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore.

Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono

tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

In DTF

125.

V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito

che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni

e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi

in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne

in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle

particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati

i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354).

Lo stesso

vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p.

188; RAMI 1993 p. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

Per quel

che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;

MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,

1997, p. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

Inoltre,

nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha

fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui

questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve

esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo

Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi

secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità

dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di

un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto

di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e

quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale

profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata

pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità

di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole

deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre,

l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del

resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,

tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le

allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,

l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni

fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele

molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi

handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA

inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo

2004, I 683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre

2004, I 384/04, consid. 1.2).

2.8

Nell’evenienza concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo

stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato

dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione impugnata, non ha

motivo per mettere in dubbio la valutazione peritale pluridisciplinare

effettuata dai sanitari del SAM, da considerare dettagliata, approfondita e

quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr.

consid. 2.6).

Questi

ultimi, esaminata tutta la documentazione medica esistente, e richiamata

ulteriore documentazione sanitaria, hanno sottoposto la richiedente a esami di

laboratorio e radiologici nonché a consulti di tipo psichiatrico e reumatologico

(cfr. doc. AI 102 e in esteso consid. 2.6).

Per

quanto riguarda la valutazione psichiatrica, lo specialista, osservato

come il periziando presentasse una coscienza lucida, fosse ben orientato

nel tempo, nello spazio e verso sè stesso, non presentando nessun disturbo di

tipo dispercettivo nè dissociativo, pur rilevando una leggera diminuzione della

memoria recente, senza disturbi della concentrazione, ha comunque osservato un’emotività

stabile con un'affettività leggermente di tipo depressiva, accompagnata da

tratti di ansia, angoscia ed un comportamento di tipo discontinuo.

Rilevato

come in passato egli avesse presentato stati depressivi ed attacchi di panico

con un'evoluzione piuttosto positiva, ha osservato come comunque egli già da

diverso tempo non presentava alcuna importante patologia psichiatrica, salvo

stati d'ansia non gravi sotto forma di un'ansia episodica parossistica, concludendo

pertanto per un'inabilità lavorativa, puramente dal punto di vista psichiatrico,

del 10 al 20%.

Per

quel che riguardava l'evoluzione della sua patologia (ossia il disturbo da attacchi

di panico), ha infine posto una prognosi a medio-lungo termine favorevole (Doc.

AI 102).

D’altra

parte, sotto il profilo reumatologico, il dr. __________, specialista

FMH in reumatologia, nel suo rapporto al SAM del 18 aprile 2007, poste le

diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa di “Periartropatia

omeroscapolare tendinotica cronica a sinistra, Sindrome cervicospondilogena cronica: -

alterazioni degenerative multisegmentali di

media importanza senza neurocompressione,

Sindrome lombospondilogena cronica

- esiti da distrofia di crescita di Scheuermann, Periartropatia omeroscapolare tendinotica-cronica

a sinistra, - ossificazione

del grande trocantere a sinistra dopo osteosintesi tramite chiodo midollare e

relativa asportazione nel 1986, Incipiente

gonartrosi a sinistra Obesità", ha concluso:

"

2.

DISCUSSIONE

L'assicurato mostra una somma di

problemi locali di natura prevalentemente degenerativa. I - dolori alla spalla sinistra corrispondono

a una periartropatia omeroscapolare tendinotica senza segni clinici di

discontinuità della cuffia dei rotatori. Recentemente è stata realizzata una valutazione presso il Dr. H.R. __________, FMH ortopedia, che ha proposto un intervento chirurgico.

L'assicurato mostra una sindrome

cervicospondilogena cronica. Clinicamente non vi sono segni di neurocompressione. Le indagini radiologiche

convenzionali a disposizione mostrano alterazioni

degenerative di media importanza.

È presente una sindrome

lombospondilogena cronica. L'esame clinico mostra una modica diminuzione della

mobilità. Nessun segno di neurocompressione. Le indagini radiologiche convenzionali a

disposizione mostrano esiti da distrofia di crescita di Scheuermann senza altre anomalie di rilievo.

Vi è una periartropatia cronica

dell'anca destra probabilmente legata a cambiamenti locali di origine

traumatica dopo impianto e asportazione di un chiodo midollare nel 1986 per

frattura della

diafisi femorale, nel frattempo correttamente guarita.

Le gonalgie a sinistra

corrispondono a una incipiente gonartrosi messa in evidenza dalle radiografie convenzionali recentemente realizzate.

Sulle

conseguenze sulla capacità lavorativa, causate dai problemi alla spalla sinistra

e alla colonna vertebrale, il perito ha osservato:

"

Dal punto di vista

reumatologico teorico, in attività d'ufficio, l'assicurato è totalmente abile

al lavoro. Come rappresentante di macchine edili, tenendo conto della necessità

di viaggiare in macchina e talvolta di spostarsi sui cantieri, l'assicurato è

abile al lavoro a tempo pieno con un rendimento ridotto nella misura del 10%."

Il perito ha inoltre osservato:

"

La periartropatia

omeroscapolare tendinotica cronica a sinistra si è sviluppata a partire da

712005.

ed è invariata da allora. Le alterazioni degenerative cervicali sono

peggiorate rispetto ad alcuni anni fa,

secondo una dinamica relativamente comune per alterazioni degenerative di

questo tipo. La sindrome lombospondilogena e la periartropatia dell'anca

sinistra sono invariate da anni. La

gonartrosi a sinistra è peggiorata rispetto alla radiografia realizzata alcuni

anni fa. In futuro è da prevedere un ulteriore lento peggioramento di queste alterazioni

degenerative secondo una dinamica abituale. La progressione è facilitata dal

sovrappeso, particolarmente per

quanto riguarda le ginocchia.

(…)

8.

RITIENE CHE L'ASSICURATO SIA IN

GRADO DI SVOLGERE ALTRE ATTIVITÀ?

SE SÌ, DESCRIVERE I LIMITI

FUNZIONALI E LA CAPACITÀ LAVORATIVA DI TALE ATTIVITÀ ADATTA (ORE/DIE O

RIDUZIONE DEL RENDIMENTO).

L'assicurato è in grado di

svolgere un lavoro leggero e adatto, come quello che svolge attualmente, a tempo

pieno e con un rendimento ridotto tra lo 0 e il 10% a seconda del tipo di attività." (Doc. AI 102)

Tale

referto reumatologico appare senza dubbio approfondito e dettagliato e questo

Tribunale non ha motivi per ritenerlo incompleto o lacunoso.

Alla luce di questi consulti e degli esami esperiti, i medici del

SAM hanno, come detto, posto come diagnosi invalidanti quelle di "Ansia episodica parossistica, Periartropatia omeroscapolare tendinotica cronica

sinistra, Sindrome cervicospondilogena e lombospondilogena cronica con/su: alterazioni

degenerative multisegmentali di media importanza a livello cervicale, pregressa

distrofia di crescita di Scheuermann,

Periatropatia all'anca

sinistra, cronica con/su: ossificazione

del grande trocantere, pregressa osteosintesi tramite chiodo endomidollare a

causa di frattura diafisaria del femore sinistro (6.08.1986), pregressa AMO del sopraccitato chiodo (8.02.1998)”

(Doc. AI 102 e sopra consid. 2.6). Di conseguenza

hanno ritenuto l’assicurato incapace al lavoro nella sua professione di venditore

o in altra attività adeguata nella misura del 15% nel senso di un rendimento

ridotto a motivo dei problemi alla spalla sinistra e alla colonna vertebrale

così come della patologia ansiosa (cfr. sopra èer esteso al consid. 2.6).

Questa

dettagliata ed approfondita valutazione specialistica non è stata smentita da

altri certificati da parte di medici specialisti attestanti una diversa valenza

invalidante delle medesime patologie o un peggioramento delle sintomatologie.

Quanto

prodotto dal ricorrente al fine di dimostrare, a suo modo di vedere, la sua

inabilità al lavoro a causa delle patologie che lo affliggono, difatti, non è

in grado di sovvertire le conclusioni dei periti interpellati

dall’amministrazione o attestare un peggioramento delle sue affezioni rispetto

a quanto valutato in sede peritale.

In

effetti la lettera di dimissione relativa alla degenza dal 14 al 15 settembre

2007.

presso il __________ di __________ a causa di una malattia coronarica bivasale

e conseguente intervento di dilatazione eseguita da impianto di stent medicato

(doc. AI 111-3) non può modificare le suesposte conclusioni. Come pertinentemente

osservato il 18 ottobre 2007 dal medico SMR dr. __________, bisogna presumere

(in assenza di indicazioni contrarie) che l’evoluzione del citato intervento sia

stata senza complicanza, l’assicurato avendo peraltro mantenuto un buon

compenso emodinamico. In assenza di complicanze cardiologiche, che in concreto

non sono state, come detto, minimamente segnalate dall’assicurato per cui si

deve presumere non si siano verificate, a giusta ragione il medico SMR ha

concluso che per tale problematica cardiologia andava ammessa unicamente un’inabilità

lavorativa limitata al periodo della convalescenza, ossia per tre mesi dopo

l’intervento, vale a dire sino alla fine del 2007 circa (doc. AI 113, cfr.

sopra consid. 2.6).

Per il resto l’assicurato non ha prodotto alcuna certificazione

medica che potesse in qualche modo mettere in dubbio la fondatezza della

perizia SAM o indiziare elementi o diagnosi nuovi rispetto a quelli

esaurientemente indagati dai rispettivi specialisti nell’ambito della perizia

del SAM, ribadite peraltro l’affidabilità e la completezza di tale perizia.

Né del resto possono far concludere diversamente le allegazioni del

ricorrente che censura il fatto che le valutazioni mediche espresse dai periti

del SAM sarebbero in contrasto con quelle tratte dai medici della Cassa Malati __________,

compagnia assicurativa per la perdita di guadagno in caso di malattia del

datore di lavoro dell'assicurato, la quale ha versato all’assicurato indennità

giornaliere nel periodo dal 22 luglio 2005 sino al giugno 2007 per un incapacità

lavorativa del 50% secondo gli atti prodotti con il ricorso quali doc. C-Q.

Ora

in proposito, va osservato che dall’incarto di evince che l’Ufficio AI ha proceduto

ad acquisire agli atti l’incarto dell’__________ e che tali atti, unitamente a tutta la documentazione medica allestita negli anni figurante agli

atti, sono stati con ogni verosimiglianza valutati dai

periti del SAM, i quali hanno pure sottoposto

l’assicurato a vari esami e consulti specialistici, giungendo ad una

conclusione logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità

dell'assicurato di esercitare la sua abituale attività.

Il TCA

ritiene che il semplice fatto che il ricorrente abbia beneficiato di indennità

giornaliere (parziali) da parte dell’assicuratore malattia dell’ultimo datore

di lavoro nel periodo dal luglio 2005 al giugno 2007 non consenta, di per sé, di

riconoscergli anche il diritto a una rendita di invalidità da parte dell’AI,

già per il fatto che i presupposti alla base del riconoscimento di un’indennità

giornaliera da parte dell’assicuratore malattia divergono da quelli alla base

dell’attribuzione di una rendita di invalidità.

Del resto, il fatto

che un altro assicuratore, per giunta privato, abbia riconosciuto il proprio

obbligo a prestazioni, non può comunque vincolare in alcun modo l’Ufficio AI,

così come quest’ultimo ha pertinentemente osservato in sede di risposta di

causa (doc. IV). Sia infatti ribadito che la determinazione

dell’invalidità viene apprezzata in modo indipendentemente dal singolo

assicuratore sociale, il quale non è peraltro nemmeno tenuto ad assumere

automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza

predisporre i propri accertamenti.

Se

ne deve concludere che il ricorrente non ha in sostanza prodotto alcun certificato

medico atto a dimostrare che, al momento dell'emanazione dell'atto impugnato (il giudice delle assicurazioni sociali valuta la

legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di

diritto esistente al momento in cui essa è state resa; fr. DTF 130 V 140, 129 V 4, 121 V 366 consid. 1b), i

disturbi di cui è affetto incidessero sulla sua capacità lavorativa in maniera

superiore a quanto appurato dai periti.

A

tal proposito va ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio

inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere

accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non

è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di

collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210

consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende

in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò fosse

ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo alla

natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di

dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid.

3b con riferimenti).

In

conclusione, rispecchiando la perizia del SAM, e in particolare i referti specialistici

del dr. __________ e __________, tutti i criteri di affidabilità e completezza

richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.7), alla stessa può esser fatto

riferimento. Inoltre, non essendo l’interessato affetto da altre patologie

invalidanti che avrebbero dovuto essere ulteriormente indagate, questo

Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari

e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino

all'emanazione del querelato provvedimento. Pertanto, richiamato inoltre l'obbligo

che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare

alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF

123.

V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka,

Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;

Landolt, Das Zumutbar- keitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,

tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere siccome dimostrato con

il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle

assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi

citati; DTF 115 V 142 consid. 8b,

DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che sino

al momento dell'emanazione del querelato provvedimento l'assicurato presentava

una capacità lavorativa dell’85% nella sua attività precedentemente svolta o in

attività adeguate, rispettose dei limiti funzionali indicati dai periti del SAM

(cfr. doc. AI 102-21 e sopra al consid. 2.6).

Ciononostante

va fatto presente all’assicurato che in caso di peggioramento rilevante delle

condizioni di salute, debitamente comprovato da pertinente documentazione

medica, egli potrà in futuro presentare una nuova domanda di prestazioni.

2.9

Conformemente

al già ricordato principio generale applicabile anche nel diritto delle

assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno

(DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi

citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag.

57, 551 e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve

intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior

modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente

mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una

nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze

ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversiche-

rungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg). Non è

quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona interessata dovesse

essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF

113.

V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).

Alla

luce di tutto quanto esposto, visto che l'assicurato presentava dal settembre 2005, secondo la perizia

pluridisciplinare del SAM, una capacità al lavoro nella misura del 85%

nella sua precedente occupazione, egli, per ridurre il danno, doveva continuare

a mettere a frutto questa sua capacità nella sua precedente professione di

venditore. In questo caso è quindi indicato un raffronto percentuale dei

redditi (DTF 114 V 313 consid. 3a e riferimenti; STF I 759/2005 del 21 agosto

2006; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friburgo

1995, pag. 154). Ritenuto che il grado corrispondente di incapacità lavorativa

del 15% del ricorrente nella precedente attività non raggiunge il grado minimo

di invalidità pensionabile (40%), non vi sono i presupposti per concedergli il

diritto a prestazioni.

2.10

Nel

proprio ricorso il ricorrente ha in sostanza chiesto l’esecuzione di ulteriori

accertamenti (I).

A tal proposito va rilevato che per quel che riguarda le perizie

allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha riconosciuto

loro pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che

facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA del 10 luglio 2003 nella

causa C., U 168/02; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

Trattandosi

specificatamente delle perizie esperite dai centri medici di accertamento

dell’AI, il TFA, nella DTF 123 V 175, ha esplicitamente ammesso che l’imparzialità e l’indipen-denza di questi servizi nei confronti dell’amministrazione

e dell’UFAS sono garantite.

Inoltre

va ricordato che, quando l'istruttoria da

effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre

prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege des Bun- des, pag. 47 n. 63, Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid.

469.

consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente

all'art. 29 cpv. 2

Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

Nel caso in esame, già si è detto che non vi sono validi motivi per

ritenere inaffidabile la perizia del SAM.

Pertanto

la richiesta di accertamenti ulteriori va disattesa.

2.11

Visto quanto precede, la conclusione dell’Ufficio AI essendo basata su

sufficienti approfondimenti, non può che essere confermata.

Non essendo dato un grado d’invalidità giustificante l'eroga- zione di una

rendita d’invalidità (art. 28 cpv. 1 LAI), l’Ufficio AI ha rettamente negato il

diritto ad una rendita.

2.12

Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la

procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al

rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è

soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--

franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore

litigioso.

Visto

l’esito della vertenza le spese, per fr. 200.--, sono poste a carico del ricorrente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia. Le spese per complessivi fr. 200.-- sono

poste a carico a carico del ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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