32.2007.391
Attribuzione, in via di revisione, di una rendita AI intera per periodo limitato
5 febbraio 2009Italiano51 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
32.2007.391
Data decisione, Autorità:
05.02.2009, TCA
Titolo:
Attribuzione, in via di revisione, di una rendita AI intera per periodo limitato
DECORRENZA DELLA RENDITA
DIMINUZIONE DELLA RENDITA
DIRITTO ALLA RENDITA
GRADO DI INVALIDITÀ
REVISIONE DELLA RENDITA
art. 4 LAI
art. 28 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 17 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2007.391
FC/sc
Lugano
5 febbraio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Francesca
Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 14 dicembre 2007
di
RI 1
contro
la decisione del 14 novembre 2007 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto in
fatto
1.1. Con
decisione 29 gennaio 1998 l’Ufficio AI ha respinto una domanda di prestazioni
AI per adulti presentata nel marzo 1997 da RI 1, nato nel 1963, di professione
installatore di impianti sanitari, - affetto da sindrome lombo-vertebrale
cronica, sindrome cervico-vertebrale, sindrome del tunnel carpale e obesità
(doc. AI 11) -, ritenendo che il grado di invalidità riconoscibile al
richiedente non attingeva un grado rilevante (doc. AI 30). Impugnata
dall’assicurato, questa decisione è stata annullata con una sentenza resa il 16
novembre 1998 dal TCA, il quale ha ritenuto la fattispecie non sufficientemente
istruita retrocedendo quindi gli atti all’amministrazione per effettuare
ulteriori chiarimenti (inc. 32.98.31).
Esperiti
nuovi accertamenti, mediante decisione del 15 aprile 2004, l’Ufficio AI ha
riconosciuto all’assicurato una mezza rendita di invalidità per un grado di
invalidità del 54% a decorrere dal 1. agosto 1997 (doc. AI 112, 118).
1.2. Avviata
nel giugno 2006 una procedura di revisione, l’Ufficio AI, dopo aver
interpellato i medici curanti e esperiti i necessari accertamenti medici, con
progetto di decisione del 27 agosto 2007 ha riconosciuto all’assicurato una
rendita intera per il periodo dal 1. luglio 2006 al 28 febbraio 2007 e in
seguito confermato la mezza prestazione (doc. AI 157).
Con
scritto 18 settembre 2007 l’interessato ha contestato il progetto di decisione
chiedendo l’attribuzione di una rendita intera anche successivamente al 28
febbraio 2007 (doc. AI 159).
Esaminata
l’ulteriore documentazione versata agli atti, l’Ufficio AI ha confermato il
progetto di decisione con provvedimento del 14 novembre 2007 motivando come
segue:
" (...)
Esito degli
accertamenti:
Dalla documentazione
medica acquisita agli atti in fase di revisione risulta che il suo stato di
salute è peggiorato per un periodo limitato di tempo compreso tra il mese di
aprile del 2006 ed il mese di novembre del medesimo anno. In effetti, in tale
lasso di tempo, il danno alla salute, di cui lei è portatore, le ha comportato
una totale incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno quantificabile nella
misura del 100% in ogni attività. In seguito, dalla fine di novembre 2006, è
riconosciuto il precedente grado di invalidità del 54%.
Decidiamo pertanto:
Le osservazioni
presentate in seguito al nostro progetto di decisione del 27.08.2007 non
apportano elementi nuovi ed oggettivi per i quali è possibile modificare la
nostra precedente presa di posizione.
Preso in
considerazione quanto sopra esposto, dal 01.07.2006, ossia trascorsi 3 mesi
dall'avvenuto aggravamento, sino al 28.02.2007 (per 3 mesi dal miglioramento -
art. 88 OAI), lei ha diritto alla rendita intera d'invalidità. Successivamente,
dal 01.03.2007, le è nuovamente riconosciuto il diritto alla mezza rendita
AI."
(Doc. AI 163-2)
1.3. Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurato ha presentato un ricorso al
TCA di questo tenore:
" (...)
Fatti
I motivi:
Nelle osservazioni
presentate all'Ufficio Assicurazione Invalidità lo scorso 18 settembre 2007,
avevo elencato tutte le patologie lamentate, ovvero
● pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza di
grado I. a destra;
● pseudo-artrosi del processo postero-tali
post-traumatico a sinistra;
● lombosacralgia con sciatalgia destra su
spondilolistesi L5/S1, discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4-L5;
● sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche
degenerative C5-C6 e C6-C7;
● gonartrosi bilaterale, più spiccata a destra
post-traumatica (con episodi di gotta);
● neuropatia bilaterale dal nervo mediano al tunnel
carpale, prevalentemente a destra nell'ambito di una artrite-tendinopatia
unica.
Faccio notare come il
caso iniziale che ha condotto l'Ufficio Assicurazione Invalidità a riconoscermi
una mezza rendita di invalidità (grado 54%, ulteriormente attestato dopo il 1.
marzo 2007) non considerava la grave patologia alla caviglia destra così
come gli ulteriori peggioramenti riscontrati nel frattempo.
Nel suo complesso, le
limitazioni fisiche sulla mia capacità lavorativa, vanno ben oltre il 54% di
grado di invalidità riconosciuto dopo il 1. marzo 2007.
Per il tramite del mio
medico curante, mi sono quindi rivolto allo specialista in reumatologia e
riabilitazione dott. med. __________ di __________, il quale - nel suo rapporto
del 10.12.2007, prodotto in copia al presente ricorso - sottolinea e/o
conferma, nell'ambito delle sue specializzazioni, quanto segue:
● una sindrome lombo-vertebrale con dei dolori in
particolar modo ai movimenti quindi a carattere meccanico da riferire alle
discopatie conosciute;
● la presenza di una osteocondrosi già assai rilevante
con una pseudoanterolistesi di L5/S1;
● la presenza di una spondilosi anteriore quale segno
indiretto di un'instabilità segmentale;
● la
manifestazione probabile di uno sperone calcaneare.
Sottolineo inoltre che
- nell'impossibilità economica di anticipare le spese legate ad una perizia
multidisciplinare universitaria (vivo con la mezza rendita AI, una mezza
rendita LPP ed un modesto contributo da parte della prestazione complementare)
- avevo espressamente chiesto all'Ufficio Assicurazione Invalidità di
sottopormi ad una perizia completa presso il Servizio di Accertamento Medico
(SAM) . L'Ufficio Assicurazione Invalidità non ha ritenuto di favorire questa
mia richiesta e - con un apprezzamento sommario ed incompleto - ha
semplicemente deciso di ripristinare il diritto alla mezza rendita AI (grado
54%) a far capo dal 1. marzo 2007 (dopo avermi messo al beneficio di una
rendita intera d'invalidità temporaneo per alcuni mesi). In questo contesto,
assicuro che le risultanze di una eventuale perizia SAM saranno da me accettate
senza riserva alcuna." (Doc. I)
Al ricorso ha pure
allegato un certificato del dr. __________ del 10 dicembre 2007 (doc. A3).
1.4. Con
la risposta di causa del 22 gennaio 2008 l’Ufficio AI, riferendosi al preavviso
del medico del Servizio medico regionale dell’AI (SMR), ha postulato la reiezione
del ricorso osservando:
" (...)
Con il ricorso
l'assicurato chiede l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità anche
dopo il 1.3.2007 per un'invalidità almeno del 70%, subordinatamente ulteriori
accertamenti e meglio una perizia pluridisciplinare del Servizio di
accertamento medico dell'AI (SAM).
Egli indica di essere
affetto da una pseudo artrosi al malleolo mediale e del processo postero-tali
post-traumatico a sinistra, lombo sciatalgia con sciatalgia destra, sindrome
cervico-vertebrale, gonartrosi bilaterale e neuropatia bilaterale dal nervo mediano
al tunnel carpale. Il ricorrente sostiene che il 54% d'invalidità inizialmente
fissato dall'UAI non aveva valutato ulteriori patologie presenti (caviglia
destra, ulteriori peggioramenti) e che le sue limitazioni fisiche dopo il 1
marzo 2007 causano pure un'invalidità superiore al 54%.
Con il ricorso inoltra
la nuova valutazione medica 10.12.2007 del Dr. __________, che indica una
sindrome lombo-vertebrale, osteocondrosi, spondilosi anteriore, probabile
sperone calcaneare.
Tali considerazioni e
richieste ricorsuali, attinenti la valutazione del danno alla salute, unitamente
all'intera documentazione medica agli atti ed alla nuova attestazione medica
10.12.2007 del Dr. __________, sono state sottoposte ad una ulteriore valutazione
medica globale del Servizio medico regionale dell'AI (SMR). Dopo attenta valutazione
di tutti gli elementi medici, con annotazioni mediche 16.1.2008, allegate,
l'SMR ha valutato che il rapporto del Dr. __________ conferma l'evoluzione
favorevole della problematica gottosa, che il rapporto del Dr. __________
13.3.2007 corrisponde al periodo della valutazione peritale e la problematica
del tunnel carpale presentava una evoluzione favorevole, di modo che non vi
sono aspetti del danno alla salute che giustificano una diversa valutazione
rispetto alla precedente valutazione SMR (cfr. annotazioni SMR 22.8.2007, doc.
156 inc. AI, e annotazioni SMR 2.10.2007, doc. 162 inc. AI) che viene
confermata, Tale valutazione di incapacità lavorativa del 100% da aprile a
novembre 2006 e alla base della decisione impugnata che è dunque corretta.
Visto quanto sopra, si
chiede che codesto lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata
e, conseguentemente, respingere il ricorso:" (Doc. VI)
In
uno scritto del 1. febbraio 2008 l’assicurato si è riconfermato nelle sue
domande producendo documentazione medica e allegando:
" (...)
Ø Lo stesso
ufficio AI sostiene nella sua risposta che, la mezza rendita (grado 54%) mi è
stata riconosciuta a partire dal 1. agosto 1997 per affezioni "da pseudo
artrosi del malleolo mediale e del processo posteriore talico posttraumatico sinistro
e sindrome lombo spondilogena". La rendita intera temporanea (dal 1.7.2006
al 28.2.2007) è stata riconosciuta considerando un peggioramento dello stato di
salute per artrite urica.
Ø L'Ufficio
AI non considera però che, per il problema al piede sinistro e su indicazione
del PD dott. med. __________, avrei dovuto essere operato presso la __________
il 16 maggio 2005 (vedi allegato A). Tale intervento non è stato effettuato in
quanto lo stesso dott. med. __________ non poteva offrirmi una garanzia di
miglioramento, rispettivamente, l'intervento avrebbe presupposto la fissazione
(bloccaggio) della caviglia sinistra. Come dire, fintanto che il piede sinistro
"tiene", era meglio non operarmi. Fatto sta che da alcuni anni, con
frequenza sempre più regolare, il mio piede sinistro "cede".
Ø Per il
piede sinistro, lo specialista dott. med. __________ (senza eseguire
radiografie, si esprime per un probabile "sperono calcaneare" (vedi
lettera dott. med. G. __________ allegato B).
Ø Il
problema evidenziato alle ginocchia (destra e sinistra) dal mio medico curante
non è stato per nulla considerato nè risolto. Da una parte, dovrei sottopormi a
due interventi meniscali ... d'altra parte questi interventi sono da rinviare
in quanto provvederebbe una accelerazione della calcificazione alle due
ginocchia con il prevedibile ritorno "sotto i ferri" nel volgere di
pochi anni per l'innesto di due protesi (destra e sinistra).
Ø Se da una
parte i problemi ai due gomiti (destro e sinistro) si sono affievoliti, resta
il fatto che la sensibilità alle mani continua a diminuire. Secondo i medici
consultati, questo è dovuto ai disturbi al tunnel carpale bilaterale (più
destro che sinistro).
Ø I disturbi
alla schiena, da discopatia conosciuta come rilevato negli anni '90, si è
tramutata in sindrome lombo-vertebrale con dolori in particolar modo ai movimenti
e quindi a carattere meccanico (vedi lettera dott. med. __________ allegato B).
Attraverso il mio
medico curante, volevo effettuare una perizia completa (quindi, piede
destro-sinistro, gomito destro-sinistro, ginocchio destro-sinistro, alluce
destro, spalla sinistra, sindrome cervico-vertebrale e schiena) presso il dott.
med. __________ specialista FMH in medicina interna e reumatologica. Il
medesimo aveva però "declinato l'invito" nella misura in cui riteneva
di non essere in grado di svolgere una perizia "su più fronti" e che,
come consiglio, mi indirizzava verso una perizia neutra in ambito
universitario (vedi allegato D).
Purtroppo, viste le
mie ristrettezze economiche ("vivo" con 1'900.-- al mese, AI + PC +
LPP), non sono in grado di affrontare tale perizia universitaria. Per questo
motivo, seppur in via subordinata, ho sempre chiesto all'ufficio Assicurazione
Invalidità di sottopormi ad una perizia pluridisciplinare SAM. Questa mia
richiesta mi è stata negata ... ed ora, mi si dice che la mia situazione di
salute non è peggiorata rispetto alla visita peritale del dott. med. __________
esperita nel lontano 1997.
Intendo inoltre
allegare ancora due documenti presentati dal mio medico all'ufficio invalidità,
datati 13 giugno 2006 (allegato E), e 18 settembre 2007 (allegato F) dove si
spiegano tutte le problematiche, e dove in tutte due le richieste si chiede la
possibilità di effettuare una perizia. I rapporti medici redatti a partire dal
2004-05, sino ad ora, a parte il miglioramento dell'artrite urica sotto
controllo con farmaci, non mi appare parlino di miglioramento della mia salute.
Al contrario mi pare
che ci sia sempre un peggioramento di anno in anno, vedi ultimo rapporto __________
del 10 dicembre 2007, dove segnala un probabile sperone calcaneare sul piede
destro non ancora confermato da radiografie." (Doc. VIII)
L’Ufficio
AI, dal canto suo, si è ribadito nella sua richiesta di reiezione del ricorso
(X) e l’assicurato, con ulteriore scritto del 26 febbraio 2008, ha nuovamente
postulato di essere sottoposto ad una perizia multidiciplinare (XII).
considerato in
diritto
2.1. Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).
Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.2. Il
TCA è chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a sostituire, a
far tempo dal 1. marzo 2007, la rendita intera di invalidità con la mezza rendita
già erogata all’assicurato in precedenza (dal 1. agosto 1997, doc. AI 116),
fermo restando che non è contestata - ed esula quindi dal presente giudizio -
l’attribuzione di una rendita intera dal 1° luglio 2006 al 28 febbraio 2007 a
seguito di una riconosciuta incapacità lavorativa totale.
2.3. Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV
Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre
2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I
38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005
nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).
2.4. L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:
" Se il grado
d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione,
per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta.”
I principi
giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime
del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA
(DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
2.5. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.
Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della
capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, p. 216ss.).
Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.
Nel
suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.
Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 p. 84 consid. 1b).
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a). Per il raffronto dei
redditi ipotetici fa stato, in linea
di principio, il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non
quello della decisione su opposizione) (cfr. DTF 128 V 174).
2.6. Nel
caso concreto risulta che all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di
invalidità, l’amministrazione, ricevuta una domanda di prestazioni del marzo
1997, esperiti i necessari accertamenti medici, aveva, tra
l’altro, ordinato una perizia poi eseguita dal dr. __________, internista e
reumatologo.
Nel
suo referto del 25 agosto 1997, il perito, esaminata la documentazione
dell’incarto AI, aveva posto le seguenti diagnosi:
"
- Lombo sacro-sciatalgie predominanti a dx
con spondilolistesi
L5/S1 in peggiora mento rispetto al 1993.
- Discopatia L5/S1 e
in minor misura L4/L5.
- Spondiloartrosi
L5/S1 e L4/L5.
- Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx,
scogliosi a S.
- Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7
(osteocondrosi, discartrosi).
- Poliatralgie con:
· condropatie
rotulee bilaterali
· stato dopo
frattura della rotula dx osteosintetizzata
. piedi piatti bilaterali.
- Sindrome del
tunnel carpale bilaterale."
A
proposito della capacità lavorativa residua dell'assicurato sia quale operaio
cantonale che come installatore di impianti sanitari, il perito aveva
evidenziato quanto segue:
"
Trattandosi di due professioni relativamente
pesanti dove il porto di oggetti pesanti soprattutto in posizioni
anatomicamente non corrette (flessione ed estensione del corpo, carichi
portanti a distanza del baricentro), in considerazione dei problemi presentati
dal paziente, la sua capacità lavorativa è ridotta al 50%. Tale incapacità
lavorativa è derivata soprattutto da problemi a livello lombare.
In effetti dai documenti radiologici in mio
possesso, si può notare un netto peggioramento del problema lombare basso
dell'arco degli ultimi 4 anni.
Un'attività più leggera in cui il paziente possa
frequentemente cambiare posizione, non portare carichi elevati, può senz'altro
essere effettuata anche in misura completa. Un'attività come quella di custode
per esempio, dove si deve portare carichi più leggeri e distribuiti secondo il
volere del paziente nell'arco della giornata, può essere richiesta anche in
misura totale, così come un'attività di magazziniere o di autista
magazziniere." (cfr. doc. AI 19)
L’Ufficio
AI ha preso in seguito atto che l’assicurato aveva ripreso un’attività
lavorativa a metà tempo quale custode dal 1. settembre 1997 (doc. AI 24).
Con
provvedimento 29 gennaio 1998 l’amministrazione ha quindi respinto la domanda
di prestazioni ritenendo data una perdita di guadagno del 25% (doc. AI 30).
A
seguito della pronuncia di questa Corte del 16 novembre 1998 (inc. 32.98.31;
cfr. doc. AI 53 e sopra consid. 1.1), l’Ufficio AI ha nuovamente interpellato
il dr. __________, il quale, con scritto 26 marzo 1999, ha precisato:
"
Ho rivisto in data 25.3.99 il paziente.
Mi riferisco, per l'anamnesi
dettagliata, al mio precedente scritto del 25 agosto '07.
All'esame odierno si nota una
sostanziale stabilità rispetto all'esame del 25.08.1997.
In base a questa nuova visita, e in base
alle constatazioni nella mia perizia, posso rispondere quanto segue:
- Nell'attività
svolta dal paziente presso la ditta __________ di __________ quale custode era
esigibile un'attività in maniera limitata al 50%. In un'attività teorica di
custode impegnandosi unicamente in lavori leggeri (non quindi come quello che
effettuava il paziente tipo tagliare erba, dipingere camere, ecc.) e dove
potesse gestirsi la sua giornata (cosa che non era proponibile presso la sua
ditta) l'attività lavorativa sarebbe stata totale. Il paziente doveva quindi
ritenersi inabile al lavoro in misura del 50% nella sua attività attuale."
(Doc. AI 60-1)
Avendogli
quindi l’Ufficio AI riconosciuto il diritto a provvedimenti professionali dal
1. marzo 1999 al 16 agosto 2002 (doc. AI 61), l’assicurato ha intrapreso una
riformazione come agente di manutenzione di apparecchi informatici.
Nel
suo scritto all’AI del 29 aprile 2002 il dr. __________, internista e medico
curante dell’assicurato, ha affermato:
"
Pseudoartrosi malleolo mediale e insufficienza grado I. a destra:
per tale patologia, ben documentata radiologicamente, il paziente è stato
sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della punta
antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento deltoide così
come resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001. In tale sede
persiste soggettivamente una sintomatologia dolorosa e oggettivamente una
dolenzia alla palpazione e una limitazione funzionale.
Pseudoartrosi del processo
posteriore tali post-traumatico a sinistra: per tale patologia, pure
documentata radiologicamente il paziente è stato sottoposto il 27.07.1999 ad
una revisione, débriment e asportazione del frammento.
Lombo-sacralgia con sciatalgia a
destra su spondilolistesi L5S1, discopatia L5-S1, spondilartrosi L5-S1 e L4-L5:
in tale sede clinicamente è presente una rigidità della colonna lombare,
una dolenzia all'inserzione tendineo-muscolari da L3 a S1.
Radiologicamente sono evidenziate le
patologie sopra descritte.
Sindrome cervico-vertebrale su
lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.
Gonartrosi bilaterale, più spiccata
a destra (post-traumatica): a livello delle due ginocchia, soprattutto a
livello del ginocchio destro, sono evidenti clinicamente e radiologicamente
delle lesioni artrosiche. Queste lesioni sono nettamente più spiccate a destra.
Gotta (?): il paziente ha
presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci, sia alle
ginocchia. Ultimo episodio a livello del ginocchio destro dove si constatava clinicamente
un'importante versamento articolare, rossore, calore. Queste alterazioni
potrebbero essere secondarie ad una acutizzazione dell'artrosi. Tuttavia non
può essere esclusa una gotta visto la persistenza di una iperuricemia. A questo
proposito segnalo che il paziente sarà pertanto prossimamente al Dr. __________.
In considerazione della polipatologia
sopra descritta ritengo che il paziente non sia in grado di svolgere la sua
riformazione al 100%. Penso che sia auspicabile che il paziente possa continuare
la sua formazione professionale limitando però la sua attività al 50%."
(Doc. AI 84-1+2)
L’amministrazione
ha quindi richiesto un’ulteriore valutazione peritale al dr. __________, il
quale, in data 27 giugno 2002, ha posto le seguenti diagnosi:
" (...)
4.- DIAGNOSI con
ripercussione sulla capacità lavorativa:
- Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I
della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta
antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione
dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.
- Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico
a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il
27.7.'99.
- Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a
dx in paziente con:
· lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a
sx., scoliosi a S.
· spondilolistesi
L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.
· discopatia
L4/L5 < L5/S 1.
· spondilartrosi
L4/L5, L5/S1.
- Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: ·
osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.
- Gonalgie
bilaterali predominanti a dx. con:
· gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare
e femoro-tibiale interno predominante a dx.
- condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi
acuti occasionali:
· stato dopo
frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"
(Doc. AI 90-6+7)
esponendo
la seguente valutazione:
" (...)
5.- VALUTAZIONE
E PROGNOSI
Il paziente lamenta
quindi una serie di patologie del sistema osteo-articolare importanti, che
sommate ne riducono certamente le capacità fisiche lavorative. Rispetto alla
mia precedente perizia del 1997, attualmente i dolori cervicali e lombari sono
rimasti stabili (non per questo sono migliorati ma con l'evitare lavori
particolarmente pesanti sono divenuti sopportabili).
Nel frattempo sono
invece apparsi dei dolori agli arti inferiori, ai piedi, soprattutto caviglie e
alle due ginocchia, con radiologicamente già una pseudoartrosi alla caviglia
dx, un'artrosi iniziante al compartimento femoro-patellare e femoro-tibiale
interno delle due ginocchia predominante a dx., reperti senz'altro importanti
per la giovane età del paziente
Inoltre
condrocalcinosi alle due ginocchia eventualmente alla sinfisi pubica, che provocano
degli attacchi acuti, che sono quindi attribuibili alla condrocalcinosi (Pseudogotta).
Si sa che la
condrocalcinosi è associata spesso con un artrosi precoce. Una condrocalcinosi
in un paziente così giovane deve indurre il medico curante alla ricerca delle
cause secondarie (emocromatosi, distiroidismo, disturbo del calcio e del
fosforo, ipomagnesiemia in una sindrome di Bartter o simile).
Dal punto di vista
lavorativo sono soprattutto le problematiche alle due caviglie e alle due
ginocchia che sembrano limitare la sua capacità. In effetti questa può
senz'altro essere limitata a mezza giornata visti i reperti oggettivi
ritrovati. Il paziente deve essere incitato a perdere più peso possibile poiché
è ampiamente riconosciuto che il sovrappeso è un fattore importante in caso di
artrosi alle ginocchia o delle caviglie. La perdita di peso dovrebbe consistere
in almeno 20 kg.
B. CONSEGUENZE
SULLA CAPACITA' DI LAVORO
Considerandi
2.
Conseguenza dei
disturbi sull'attività attuale:
2.1
anche
nell'attività attuale dove il paziente è spesso in piedi, porta a volte dei carichi
anche superiori ai 15-20 kg, deve mantenere delle posizioni tenute a lungo, per
più di mezz'ora'/o ora, le sue capacità lavorative sono ridotte in misura del
50%.
2.2
il
paziente potrebbe fare più facilmente delle attività dove rimanga più spesso
seduto (non più di 40-50 minuti poi deve potersi alzare) e non debba portare
nessun carico pesante.
Le patologie
complesse sia a livello del rachide che delle articolazioni inferiori, limitano
fortemente la funzionalità residua del paziente.
2.3
sì.
2.4
in
misura del 50% a sapere 4-5 ore al giorno (5 ore comprendenti delle pause ogni
tanto): questo vuol dire capacità ridotta al 50%.
2.5
2.6
rimangono le limitazioni già descritte nella perizia del 1997
essenzialmente: evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15 kg, evitare
posizioni mantenute sia in piedi che seduto per più di 40-50 min., evitare
posizioni con il rachide piegato in avanti sia a livello lombare che cervicale.
Evitare di camminare più di 30-40 minuti per il problema alle gambe.
2.7
dal
1997.
2.8
è
rimasta sostanzialmente stabile.
(…)
3.
vista la patologia estremamente complessa presentata dal
paziente, le attività che potrebbe esercitare sarebbero essenzialmente quelle
d'ufficio, dove egli possa rimanere una parte del tempo seduto ma potendo
cambiare spesso posizione. Esempio: impiegato di banca, di un'assicurazione, o
in un ufficio, anche in un'attività come benzinaio, cassiere, custode, le sue
capacità risulterebbero ugualmente limitate al 50%. In effetti qualsiasi tipo
di queste attività che non siano d'ufficio, determinano spesso la posizione
eretta a lungo, portare carichi ecc.
3.2
in
un'attività d'ufficio estremamente leggera, potrebbe svolgere un lavoro quasi
completo (80-100%).
In questo caso se
veramente sono rispettati tutte le limitazioni funzionali del paziente non vi
sarebbero limitazioni ulteriori." (Doc. AI 90-7+8+9)
Dopo
avere interpellato la consulente in integrazione professionale - la quale,
operato il confronto dei redditi, aveva stabilito una perdita di guadagno del
54% -, l’Ufficio AI, mediante provvedimento del 15 aprile 2004 (rimasto
incontestato), ha quindi attribuito al richiedente una mezza rendita di
invalidità dal 1. agosto 1997, ritenendo data un’incapacità lavorativa del 54%
e motivando:
"
(...)
Esito degli accertamenti:
Dal 12 agosto 1996 (inizio dell'anno di
attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.
● Dalla
documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare
dalla perizia eseguita dal Dr. __________, si evince che la professione svolta
presso il Municipio di __________ non è più esigibile, è abile nella misura del
50% nell'attività appresa (agente di manutenzione di apparecchi informatici)
così come in altre attività di tipo leggere ma non sedentarie; professioni
generiche non richiedenti qualifiche specifiche e rispecchianti le indicazioni
mediche, quindi leggere e sedentarie, sono esigibili in misura dell'80-100%.
Di
seguito si riporta il calcolo effettuato per fissare il grado d'invalidità:
Reddito annuale esigibile:
Reddito annuale esigibile:
senza invalidità CHF 59'025.--
con invalidità CHF
26'801.--
perdita di guadagno CHF 32'224.--=
Grado d'invalidità 54%
(Doc. AI 111-1 e 117)
Avviata
nel giugno 2006 una revisione d’ufficio della prestazione, l’amministrazione ha
interpellato il medico curante di RI 1, dr. __________, il quale, nel suo
rapporto 27 giugno 2006, allegati altri referti medici, ha concluso per
un’inabilità lavorativa completa dal 14 giugno 2006 (poi corretta in 28 aprile
2006, doc. AI 138) per le seguenti diagnosi:
"
(...)
Sindrome lombovertebrale cronica su
turbe statiche, lesioni artrosiche degenerative, disbalance muscolare,
spondilosi L5-S1.
Sindrome cervico-vertebrale su turbe
statiche e lesioni artrosiche degenerative.
Pseudo-artrosi malleolo mediale e
insufficienza grado I, a dx.
Stato dopo trauma distorsivo della
caviglia sinistra.
Esiti dopo intervento di Kidner al
piede dx. e resezione del processo posteriore del tali a sx. Artrite caviglia
sinistra d'origine indeterminata (2004).
Instabilità del retro-piede sx.
post-traumatica con osteocondritis tali sottotalare. Gonalgia bilaterale
nell'ambito di una condrocalcinosi bilat." (...)" (Doc. AI 136-1)
e
motivando:
"
(...)
Segnalo che nel corso degli ultimi anni
il paziente ha presentato in particolare un peggioramento di una sintomatologia
dolorosa alle due ginocchia nell'ambito di una calcinosi del ginocchio
bilaterale con probabile meniscopatia medio-laterale delle due ginocchia. In
questo contesto il paziente ha presentato sovente delle gonalgia acute con
versamento interarticolare. Per una vostra migliore documentazione invio il
rapporto del Dr. __________ del 14.06.2006, rapporto MRI del ginocchio destro
del 23.05.2006, rapporto MRI del ginocchio sinistro del 7.02.2006, rapporto del
Dr. __________ del 18.05.2006.
In considerazione di queste patologie
il paziente è stato sottoposto ripetutamente a delle terapie
antalgiche-antinfiammatorie, cure fisioterapiche e sono previsti prossimamente
degli interventi artroscopici.
Il paziente continua poi a presentare
una sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retro-piede
bilateralmente sulle patologie a voi già ben note. Infine da segnalare episodi
recidivanti di cervicalgie e lombalgie già precedentemente documentate.
Segnalo pure un trauma distorsivo della
caviglia sinistra avvenuto nel 2003 (vedi rapporto del Prof. __________).
In considerazione di questa complessa
patologia ortopedico-reumatologica ritengo che debba essere rivista l'inabilità
lavorativa concernente il sopraccitato paziente con una perizia
specialistica." (Doc. AI 136-2)
Esaminati questi atti, il dr. __________
del SMR, in data 14 novembre 2006 ha affermato:
"
(...)
Le patologie rispettivamente le
diagnosi indicate nella documentazione medica recentemente fornita non si
differenziano da quanto già contenuto nella perizia del Dr. __________ del
2002.
Secondo il rapporto del Dr. __________
del giugno 2006 erano previsti interventi operatori per problemi già noti.
Dalle informazioni raccolte presso la
segreteria del medico citato nessun intervento è in programma.
Conclusione:
Con la documentazione a disposizione
non abbiamo nessuna giustificazione medica oggettiva a conferma del
peggioramento riferito dal medico curante.
Una perizia non è al momento indicata.
Lo stato di salute è da considerare
stazionario." (Doc. AI 141-1)
In
data 14 dicembre 2006 il dr. __________, reumatologo, ha fatto pervenire un
certificato del seguente tenore:
" Ho
in cura questo vostro sopramenzionato assicurato a partire dal 24.03.2004
quando si è presentato per la prima volta con dei gonfiori articolari a livello
della caviglia di sinistra. Il paziente è stato poi trattato con
anti-infiammatori non steroidali. L'ultima visita era risalente al 29.08.2004.
Egli si è poi ripresentato da me a partire dal 28.03.2006, con episodi ripetuti
di gonfiori articolari a livello della caviglie bilateralmente a carattere
altalenante, nonché la presenza di un importante gonfiore e versamento alle
ginocchia a carattere altalenante dapprima a quello destro ed in seguito al
sinistro.
Sono state eseguite
delle punzioni articolari e delle infiltrazioni con corticosteroidi. Gli esami
di laboratorio del liquido sinoviale hanno potuto evidenziare la presenza di
cristalli di acido urico. Si tratta quindi in questo paziente di un'artrite
urica con importante esacerbazione dolorosa e clinica con versamenti ripetuti a
partire dal mese di aprile del 2006. Sono state quindi necessarie ripetute
infiltrazioni intra-articolari, in particolar modo alle ginocchia, l'ultima
delle quali risale al 04.07.2006.
E' stata introdotta
una terapia medicamentosa anti-infiammatoria con Lodin 600, CoDafalgan al
bisogno per i dolori. E' stata iniziata quindi una terapia medicamentosa uricostatica
con Zyloric 300 mg una pastiglia giornaliera. Grazie a queste terapie si è
assistito progredientemente al miglioramento delle condizioni di salute, in particolar
modo non si sono più manifestate delle sinoviti o dei gonfiori articolari. Non
sono più state necessarie delle punzioni. I valori dell'acido urico si sono
mantenuti nella norma. Tenendo in considerazione quindi quest'evoluzione, è da
ritenere che il paziente ha presentato un'incapacità lavorativa completa dal
mese di aprile via fino almeno all'ultima visita del 08.11.2006. E' da
attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria
reumatica se sarà continuata la dieta e la terapia uricostatica.
In questo senso il
paziente non dovrebbe più nel futuro avere problematiche riferibili a questa
patologia. Persistono invece tutti i suoi problemi di tipo post-traumatico e
degenerativo.
Egli è in cura da vari
ortopedici per queste problematiche. Non ho mai preso a carico personalmente
queste patologie limitandomi ad inviare il paziente per una valutazione ortopedica
globale al Dr. __________ presso __________."
(Doc. AI 144-1+2)
Nelle
sue Annotazioni del 20 dicembre 2006 il dr. __________ del SMR ha affermato:
"
(...)
Conclusioni:
È evidente dal rapporto del Dr. __________
che si l'assicurato ha avuto un peggioramento passeggero dello stato di salute
nel 2006 dovuto ad artrite urica, regredito però completamente.
Il problema dell'iperuricemia è ben
controllabile con farmaci.
La nuova affezione diagnosticata non ha
carattere invalidante.
Per quanto riguarda le affezioni
ortopediche-reumatologiche sopra elencate dagli atti medici a disposizione non
risultano cambiamenti di rilievo in grado di influenzare il grado di invalidità
assegnato."
(Doc. AI 147-2)
Il
dr. __________ in data 13 marzo 2007 ha precisato:
" Come
richiesto nella sua lettera del 5.03.2007 le segnalo che il paziente è tuttora
in mia cura e presenta numerose patologie e in particolare:
Una pseudo-artrosi
al malleolo mediale e insufficienza di grado I. a destra. Per tale patologia che è stata documentata radiologicamente il
paziente è stato sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della
punta antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento
deltoide così come una resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001.
In tale sede persiste tuttavia una sintomatologia dolorosa e una dolenzia alla
palpazione del malleolo.
Pseudo-artrosi del
processo postero-tali post-traumatico a sinistra.
Per tale patologia pure documentata radiologicamente il paziente è stato
sottoposto il 27.07.1999 a una revisione, débridement e asportazione di un
frammento.
Lombosacralgia con
sciatalgia destra su spondilolistesi L5/S1, discopatia L5ISI, spondilartrosi
L5/S1 e L4-L5. In tale sede è presente clinicamente
una dolenzia alla palpazione della muscolatura paralombare soprattutto da L3 a
S1.
Sindrome
cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.
Gonartrosi
bilaterale più spiccata a destra (post-traumatica).
A livello delle due ginocchia soprattutto a livello del ginocchio destro sono
evidenti clinicamente e radiologicamente delle lesioni artrosiche.
Il paziente presenta
pure con ogni probabilità degli episodi di gotta. In effetti il paziente ha
presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci sia alle ginocchia
con in questa sede anche la presenza di un versamento intra-articolare. Il paziente
presenta in effetti una iperuricemia.
Neuropatia
bilaterale dal nervo mediano al tunnel carpale prevalentemente a destra
nell'ambito dì una artrite-tendinopatia urica. (...)" (Doc. AI 153-1+2)
Valutata
tutta la documentazione medica, con rapporto medico 22 agosto 2007 il dr. __________
del SMR ha concluso:
" (...)
Diagnosi principale
- Gonartrosi bilaterale più spiccata a dx
(post-traumatica)
- Sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche
degene-
rative C5/C6 e C6/C7
- Lombosacralgia con sciatalgia dx su spondilolistesi
L5/S1,
discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4/L5
- Pseudo-artrosi del processo postero-tali
post-traumatico a
sx
- Pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza
di gradi
I a dx
Codice ICD 10
Codice AI
Ulteriori
diagnosi senza influsso sulla CL
- Neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel
carpale
prevalentemente a sx nell'ambito di
un'artrite-tendinopati-
ca urica
(...)
Limiti
funzionali
- Evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15
kg.
Evitare posizioni mantenute sia in piedi che seduto
per più
di 30-40 minuti
(...)
Attualmente l'A. risulta comunque
disoccupato, mentre il suo medico curante, Dr. __________, riferisce un
aggravamento dello stato di salute con IL totale dal 28.04.2006 per "condrocalcinosi
e condropatia bicompartimentale alle ginocchia bilateralmente, in particolare a
sx", (certificato medico del Dr. __________. ortopedico, del
14.06
) e una "neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel
carpale prevalentemente a dx nell'ambito di un'artrite-tendinopatica
urica" (certificato medico del Dr. __________, neurologo, del 21.12.2006)
Procedere:
Per le stesse motivazioni mediche
documentate dall'SMR in data 20.12.2006 (dove si evince che il peggioramento
dello stato di salute dovuto ad un'artrite urica può essere soggetto a
miglioramento a seguito di farmacoterapia), come pure attesta il certificato
medico del Dr. __________ che c'era stata una regressione della sintomatologia
(che nei casi acuti può essere soggetta ad infiltrazioni nonché a decompressione
del n. mediano), ritengo che le affezioni ortopediche-reumatologiche sopra
elencate dagli atti medici a nostra disposizione non influenzano il grado di
invalidità assegnato del 54%. Rimane giustificata, dal punto di vista medico
solo una IL del 100% in ogni attività da aprile a novembre 2006." (Doc. AI
156-1+2)
Alla
luce di questi accertamenti, l’amministrazione, con il provvedimento
contestato, ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al
periodo dal 1. luglio 2006 (tre mesi dopo il peggioramento) al 28 febbraio 2007
(tre mesi dopo l’attestata ripresa della capacità lavorativa al 50%) e dal 1.
marzo 2007 confermato la mezza rendita di invalidità (doc. AI 165; cfr. sopra
consid. 1.2).
Allegato
al ricorso è stato presentato un certificato datato 10 dicembre 2007 del
curante dr. __________ del seguente tenore:
" Ho
visto questo nostro sopramenzionato paziente, che per quanto riguarda le problematiche
infiammatorie articolari in particolar modo la sua artrite urica sembra essere
bene sotto controllo. Non vi sono più stati episodi infiammatori articolari. Il
paziente asserisce di continuare la sua terapia medicamentosa con un
uricostatico. Da lui è importante controllare la compliance e quindi
controllare anche regolarmente negli esami di laboratorio i valori dell'acido
urico. Per quanto riguarda i disturbi attuali, vi è una sindrome
lombo-vertebrale con dei dolori in particolar modo ai movimenti quindi a
carattere meccanico da riferire alle sue discopatie conosciute, in particolar
modo a livello del segmento L5/S1 dov'è presente un'osteocondrosi già assai rilevante
con una pseudoanterolistesi di L5 su S1 e di una spondilosi anteriore quale
segno indiretto di un'instabilità segmentale. Egli mi segnala poi la presenza
di un dolore nella zona piantare del calcagno destro con un dolore spiccato
alla palpazione. Non ho eseguito radiografie, ma probabilmente si tratta di uno
sperone calcaneare. Ho ordinato per quanto riguarda la colonna vertebrale delle
fisioterapie ambulatoriali. Le terapie medicamentose potranno continuare come
finora. Gli ho inoltre consegnato una ricetta per l'applicazione di Talonette
di Viskohel soft spot." (Doc. A3)
In
proposito, nelle sue Annotazioni del 16 gennaio 2008, il medico SMR dr. __________
ha concluso:
"
L'attuale rapporto del dr. __________ conferma l'evoluzione favorevole
della problematica gottosa con assenza di episodi infiammatori a livello
articolare.
Il rapporto del dr. __________ del
13.3.2007
corrisponde in pratica a quello del 29.4.2002 che corrisponde al
periodo della valutazione peritale (perizia dr. __________). La problematica nuova
del tunnel carpale aveva già mostrato una evoluzione favorevole (vedi rapporto
del dr. __________ di 12.2006).
In conclusione si conferma la
valutazione SMR precedente."
(Doc. VI/bis)
2.7
Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004 nella
causa C., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01
ed S., U 330/01; STFA 18 marzo 2002
nella causa M., I 162/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31). A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella
causa B., I 569/97; STFA 28 novembre 1996 nella causa F., U 113/96; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;
ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte
in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; DTF
123.
V 175, consid. 4b, pag. 178; Pratique VSI 2001 pag. 106, consid. 3c, pag.
110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di
principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria
decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto
riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia
essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Massima Istanza ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986.
p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03).
Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, in dubbio, egli attesterà in
favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause G., U 329/01 ed S., U 330/01;
DTF 125 V 353 consid. 3b/cc;
Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialver-sicherungsrecht, 1997, p. 230).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui
egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003
nelle cause G., U 329/01 e S., U 330/01).
2.8
L’assicurato,
da anni, è affetto dalle diverse patologie elencate come segue dal dr. __________
nella sua perizia del 25 agosto 1997 (doc. AI 19):
"
- Lombo
sacro-sciatelgie predominanti a dx con spondilolistesi
L5/S1.
- Discopatia L5/S1 e
in minor misura L4/L5.
- Spondiloartrosi
L5/S1 e L4/L5.
- Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx,
scogliosi a S.
- Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7 (osteocondrosi,
discartrosi).
- Poliatralgie con:
· condropatie
rotulee bilaterali
· stato dopo
frattura della rotula dx osteosintetizzata
. piedi piatti
bilaterali.
- Sindrome del
tunnel carpale bilaterale."
Nella
successiva perizia del 27 giugno 2002, sulla quale poi si è in sostanza basata
l’amministrazione per rendere la decisione del 15 aprile 2004 (cfr. consid.
1.
), il dr. __________ ha posto le seguenti diagnosi:
" (...)
- Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I
della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta
antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione
dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.
- Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico
a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il
27.7
'99.
- Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a
dx in paziente con:
· lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a
sx., scoliosi a S.
· spondilolistesi
L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.
· discopatia
L4/L5 < L5/S 1.
· spondilartrosi
L4/L5, L5/S1.
- Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: ·
osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.
- Gonalgie
bilaterali predominanti a dx. con:
· gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare
e femoro-tibiale interno predominante a dx.
- condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi
acuti occasionali:
· stato dopo
frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"
(Doc. AI 90-6+7)
In
sostanza dunque la mezza rendita di invalidità è stata riconosciuta per
un’inabilità lavorativa nelle attività lavorative da ultimo esercitate (come
installatore sanitario, impiegato comunale e custode), del 50% (secondo il dr. __________
in un’attività estremamente leggera da svolgere da seduto, tipo impiegato
d’ufficio, l’abilità era dell’80-100%; doc. AI 90-8) a dipendenza soprattutto
delle problematiche e dei dolori alle caviglie e ai piedi, alle ginocchia, oltre
che alle lombo-sacralgie bilaterali. Le problematiche lamentate alla spalla (periartropatia
scapolo-omerale), le cervico-scapolalgie, lo stato dopo frattura di un dito
della mano sinistra e l’affezione al tunnel carpale, non sono invece state
considerate dal perito limitanti per la capacità lavorativa (doc. AI 90-7; cfr.
sopra consid. 2.6).
Avviata
nel giugno 2006 una procedura di revisione, il medico curante dr. __________ ha
indicato un peggioramento della situazione, da situare alla fine del mese di
aprile 2006, da ascrivere essenzialmente ad un aumento dei dolori alle due
ginocchia (doc. AI 136). Il curante ha poi segnalato il persistere della già
nota sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retropiede
bilateralmente oltre ai, pure già noti, episodi recidivanti di cervicalgie e
lombalgie come pure un trauma distorsivo della caviglia sinistra avvenuto nel
2003.
(doc. AI 136-2).
In
questo contesto ha certificato un’incapacità lavorativa completa dall’aprile
2006.
(doc. AI 138; cfr. sopra consid. 2.6).
Da
questo rapporto medico e dagli atti allegati si desume in altre parole che
nell’aprile 2006 l’assicurato ha subito un peggioramento a causa di un
aggravamento importante dei dolori alle ginocchia e alle caviglie.
In
particolare, i referti agli atti e in particolare quello del dr. __________ del
14.
dicembre 2006 (doc. AI 144; cfr. sopra consid. 2.6), documentano che
l’assicurato è affetto da artrite urica e che tale patologia ha determinato,
dal mese di aprile 2006 appunto, importanti esacerbazioni dolorose e cliniche,
con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia. Eseguite ripetute
infiltrazioni intra-articolari e introdotta una terapia medicamentosa
anti-infiammatoria e uricostatica, si è assistito ad un miglioramento delle
condizioni con assestamento dei valori di acido urico e assenza di sinoviti e
gonfiori articolari. Dopo aver riferito di tale situazione, lo specialista dr. __________,
nel certificato del 14 dicembre 2006, ha attestato un’inabilità lavorativa
completa dall’aprile al novembre 2006, sottolineando nel contempo l’avvenuto miglioramento
delle condizioni a seguito delle terapie introdotte e che per il futuro vi era
da attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria
reumatica (doc. AI 144; cfr. consid. 2.6).
Alla
luce di questi atti questo TCA, richiamata la suesposta giurisprudenza in
materia di valore probatorio di rapporti medici, non intravede ragioni che
impediscano di far proprie le conclusioni cui è giunta l’amministrazione. In
effetti dagli atti emerge che rispetto alla situazione esistente al momento
dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità, vale a dire nel mese di
aprile 2004, situazione descritta nella perizia del dr. __________ del 27 giugno
2002.
e nel certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 90, 84;
cfr. consid. 2.6), si è assistito ad un temporaneo peggioramento delle
condizioni di salute dell’assicurato a motivo del manifestarsi acuto
dell’artrite urica e delle conseguenti importanti esacerbazioni dolorose e
cliniche, con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia dal mese di
aprile 2006. Grazie alle terapie intraprese, nel corso di novembre 2006 la
situazione si è però nuovamente stabilizzata, i menzionati disturbi essendo completamente
regrediti.
Quanto
invece alle altre problematiche lamentate dall’assicura-to, e meglio le
affezioni ortopediche-reumatologiche, a ragione il medico SMR dr. __________ ha
affermato che non risultavano, rispetto all’epoca di attribuzione della mezza
rendita, cambiamenti di rilievo, ossia in grado di influenzare il grado di
invalidità riconosciuto (doc. AI 147).
In
effetti, anche il dr. __________ nel suo certificato del 13 marzo 2007 (cfr.
doc. AI 153 e sopra consid. 2.7), ha elencato le diagnosi già note non
segnalando alcun peggioramento (cfr. in particolare rispetto alla precedente
valutazione del 29 aprile 2002, doc. AI 84). L’unica affezione nuova rispetto
alle precedenti certificazioni del dr. __________ è quella del tunnel carpale al
polso destro. Ora, va innanzitutto rilevato che tale problematica era già
presente all’epoca della prima valutazione peritale del dr. __________ eseguita
nell’agosto 1997 (doc. AI 19); in quella sede il perito non le aveva comunque
attribuito valenza invalidante. D’altra parte va rilevato che anche questa
patologia è connessa con l’artrite urica manifestatasi con prepotenza
nell’aprile 2006 e, come detto, poi stabilizzata dalla fine di novembre 2006.
Nel suo rapporto del 21 dicembre 2006 il dr. __________, neurologo interpellato
proprio a motivo della neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel
carpale, ha in effetti confermato che il disturbo si inseriva nell’ambito
dell’artrite urica attestando pure l’avvenuto miglioramento a seguito della
citata terapia medicamentosa e della posa di stecche di fissazione (doc. AI
155-3, 5).
Quanto
al problema alla caviglia sinistra, lamentato dal ricorrente, lo stesso era
stato già debitamente segnalato dal dr. __________ e, quindi, valutato
nell’ambito dell’esame complessivo della capacità lavorativa dell’assicurato.
Trattasi in particolare di un problema di instabilità laterale su allungamento
dell’apparato legamentare esterno associato a un problema statico di retropiede
in varo, come attestato dal dr. __________, ortopedico, il 18 maggio 2006 (doc.
AI 155-10). Delle relative ripercussioni sulla capacità lavorativa
dell’interessato è comunque stato tenuto debitamente conto nell’ambito della
valutazione complessiva della capacità lavorativa. Del resto, il fatto che tale
problematica potrebbe beneficiare di un miglioramento mediante un’operazione
chirurgica non può evidentemente modificare le attuali conclusioni sull’abilità
lavorativa.
Alla luce di questi riscontri
medici, pertinentemente il medico SMR dr. __________, nel suo rapporto medico
22.
agosto 2007, ha rilevato come le ripercussioni sulla capacità lavorativa
causate dalle problematiche ortopediche-reumatologiche erano da
considerare invariate rispetto
alla situazione accertata in sede di attribuzione, nell’aprile 2004, della
mezza rendita di invalidità (cfr. in particolare la valutazione del dr. __________
del giugno 2002) (doc. AI 156). D’altra parte quanto alle problematiche alle
ginocchia (“condrocalcinosi e condropatia bicompartimentale alle ginocchia
bilateralmente”) e ai polsi (“neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel
carpale”) segnalate quale peggioramento dal medico curante e poi oggetto di
esame degli specialisti dr. __________, dr. __________ e dr. __________, il
medico SMR ha giustamente evidenziato che era ravvisabile un notevole miglioramento
della situazione, con una stabilizzazione, a partire dal mese di novembre 2006.
Di conseguenza il dr. __________ ha concluso escludendo un peggioramento di
rilievo dello stato di salute rispetto alla valutazione del dr. __________ del
27.
giugno 2002 e, quindi, all’epoca di attribuzione della mezza rendita, fatta
eccezione del limitato periodo di inabilità totale a dipendenza della citate affezioni
acute alle ginocchia (e ai polsi), dal mese di aprile al novembre 2006 (doc. AI
156; cfr. sopra consid. 2.6).
Sulla
base di queste conclusioni, che non prestano il fianco a censura alcuna ma
appaiono sorrette da validi e pertinenti accertamenti medici, a ragione quindi
l’Ufficio AI, attribuita una rendita intera dal 1. luglio 2006 al 28 febbraio
2007.
per le conseguenze dell’acutizzarsi e dell’esacerbazione dolorosa e
clinica dell’artrite urica, a partire dal 1. marzo 2007 (tre mesi dopo
l’accertato intervento del miglioramento da situare al mese di novembre 2006
conformemente al referto del dr. __________, doc. AI 144-1 e sopra consid. 2.7;
cfr. l’art. 88 OAI) ha confermato la concessione della mezza rendita di
invalidità in luogo della prestazione intera riconosciuta a titolo transitorio
(doc. AI 57).
D’altra
parte, l’assicurato, pur contestando le conclusioni dell’amministrazione in
punto alla sua residua capacità lavorativa (che sostanzialmente ritiene
inferiore al 50% anche dopo il mese di novembre 2006) non ha prodotto
certificazioni idonee a apportare elementi nuovi di valutazione o a permettere
di stabilire con chiarezza un peggioramento duraturo (vale a dire permanente,
anche dopo il mese di novembre 2006) dello stato di salute intervenuto tra la
perizia del dr. __________ del 27 giugno 2002 e la decisione impugnata del 14
novembre 2007. Decisione che, sia ribadito, delimita il potere cognitivo di
questa Corte (il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla
situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa;
cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4; cfr. anche DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V
93.
consid. 3, 99 V 102).
In effetti, l’unica certificazione
nuova prodotta dal ricorrente è quella del 10 dicembre 2007 del dr. __________
(doc. A3; cfr. sopra consid. 2.6). Ora, la stessa non è tale da modificare le
conclusioni cui sono giunti i succitati specialisti. In particolare, tale certificato
non permette di stabilire con chiarezza un peggioramento dello stato di salute
del richiedente intervenuto tra la perizia del __________ 27 giugno 2002 e la
decisione contestata o di dedurre l’esistenza di un’inabilità lavorativa a
dipendenza degli esiti della manifestazione acuta della gotta anche per il
periodo successivo al mese di novembre 2006. In effetti, il dr. __________,
dopo aver sottolineato l’assenza di nuovi episodi infiammatori articolari e il
fatto che l’artrite urica è ben sotto controllo, si limita ad attestare le
patologie già note, e meglio la sindrome lombovertebrale su alterazioni
degenerative, oltre ai lamentati disturbi alla zona plantare del calcagno
destro (su possibile sperone calcaneare). Lo specialista non si pronuncia per
contro sull’eventuale valenza invalidante di tali patologie né, quindi, sul
grado di inabilità lavorativa del paziente. Preso atto di tale certificazione,
con pertinenza il medico SMR dr. __________ (doc. VIbis) ha osservato come tale
referto confermasse l’evoluzione favorevole della problematica gottosa, non
documentando per contro elementi che potessero in qualche modo attestare
un’evoluzione negativa, nel senso di un aggravamento, delle condizioni di
salute dell’assicurato rispetto all’epoca della concessione della mezza rendita
(doc. VIbis; consid. 2.7). Va segnalato del resto come il dr. __________
nemmeno più menziona le altre problematiche segnalate dal ricorrente, in
particolare quella relativa al tunnel carpale, questo a dimostrazione
dell’evoluzione positiva avuta anche da tale patologia.
Né d’altra parte l’ulteriore documentazione
prodotta dal ricorrente in corso di causa – segnatamente lo scritto 6 marzo
2007.
del dr. __________ al dr. __________, doc E - apporta elementi
oggettivamente apprezzabili e atti a giustificare una differente interpretazione
dello stato valetudinario rispetto a quello valutato dall’Ufficio AI.
A prescindere quindi dalle
considerazioni che si impongono, giusta la richiamata giurisprudenza, in punto
alle certificazioni rese dai medici curanti (cfr. sopra consid. 2.7), bisogna
quindi concludere che dalle attestazioni del dr. __________ e del dr. __________
non si rilevano elementi suscettibili di modificare le conclusioni cui è giunta
l’amministrazione nel provvedimento censurato.
Al
proposito va comunque anche ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta
dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio
devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo
principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere
delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid.
1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione
comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò
fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo
alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V
264.
consid. 3b con riferimenti).
Ora,
questo Tribunale - ribadito come il ricorrente non ha prodotto alcuna
documentazione medica di rilievo o fornito elementi idonei a dimostrare con
alta verosimiglianza l’intervento di un peggioramento rilevante e
duraturo delle sue condizioni di salute rispetto alla situazione accertata
all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità e meglio della
resa del referto peritale del dr. __________ del 27 giugno 2002 (doc. AI 90) e
del certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 84), rispettivamente
la sussistenza, dopo il mese di novembre 2006, della problematica gottosa in
forma acuta e suscettibile di influire sulla capacità lavorativa - ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'inabilità lavorativa dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi
necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti.
In
conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
specialistiche, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400.
e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato con il
grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111.
V 188 consid. 2b), che sino al momento
dell’emanazione del querelato provvedimento l'assicurato presentava un’incapacità
lavorativa medico-teorica del 54% nella sua attività professionale di
installatore sanitario o impiegato comunale, fatto salvo un periodo di incapacità
totale dal mese di aprile al mese di novembre 2006.
Si ribadisce
tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi
diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in
epoca successiva alla data decisiva del provvedimento in lite, il quale
delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4). In
caso di peggioramento rilevante delle condizioni di salute, debitamente comprovato
da pertinente documentazione medica relativa ad eventuali nuovi o maggiori
disturbi somatici che potrebbero influire sul grado di inabilità, egli potrà in
futuro presentare una domanda di revisione.
2.9
L’assicurato
ha altresì chiesto al TCA l’esecuzione di una perizia (I).
Al proposito va nuovamente
ribadito che se l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47
n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF
122.
II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29
cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti medici.
2.10
Visto quanto precede, la conclusione dell’Ufficio AI essendo basata su
sufficienti approfondimenti, non può che essere confermata. Ne discende la
reiezione del ricorso e la conferma del provvedimento impugnato.
Per
quanto riguarda le spese della presente procedura, secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- vanno poste a carico
dell’assicurato.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Le
spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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