Lexipedia

Decisione

32.2007.391

Attribuzione, in via di revisione, di una rendita AI intera per periodo limitato

5 febbraio 2009Italiano51 min

Source ti.ch

Fatti

I motivi:

Nelle osservazioni

presentate all'Ufficio Assicurazione Invalidità lo scorso 18 settembre 2007,

avevo elencato tutte le patologie lamentate, ovvero

● pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza di

grado I. a destra;

● pseudo-artrosi del processo postero-tali

post-traumatico a sinistra;

● lombosacralgia con sciatalgia destra su

spondilolistesi L5/S1, discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4-L5;

● sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche

degenerative C5-C6 e C6-C7;

● gonartrosi bilaterale, più spiccata a destra

post-traumatica (con episodi di gotta);

● neuropatia bilaterale dal nervo mediano al tunnel

carpale, prevalentemente a destra nell'ambito di una artrite-tendinopatia

unica.

Faccio notare come il

caso iniziale che ha condotto l'Ufficio Assicurazione Invalidità a riconoscermi

una mezza rendita di invalidità (grado 54%, ulteriormente attestato dopo il 1.

marzo 2007) non considerava la grave patologia alla caviglia destra così

come gli ulteriori peggioramenti riscontrati nel frattempo.

Nel suo complesso, le

limitazioni fisiche sulla mia capacità lavorativa, vanno ben oltre il 54% di

grado di invalidità riconosciuto dopo il 1. marzo 2007.

Per il tramite del mio

medico curante, mi sono quindi rivolto allo specialista in reumatologia e

riabilitazione dott. med. __________ di __________, il quale - nel suo rapporto

del 10.12.2007, prodotto in copia al presente ricorso - sottolinea e/o

conferma, nell'ambito delle sue specializzazioni, quanto segue:

● una sindrome lombo-vertebrale con dei dolori in

particolar modo ai movimenti quindi a carattere meccanico da riferire alle

discopatie conosciute;

● la presenza di una osteocondrosi già assai rilevante

con una pseudoanterolistesi di L5/S1;

● la presenza di una spondilosi anteriore quale segno

indiretto di un'instabilità segmentale;

● la

manifestazione probabile di uno sperone calcaneare.

Sottolineo inoltre che

- nell'impossibilità economica di anticipare le spese legate ad una perizia

multidisciplinare universitaria (vivo con la mezza rendita AI, una mezza

rendita LPP ed un modesto contributo da parte della prestazione complementare)

- avevo espressamente chiesto all'Ufficio Assicurazione Invalidità di

sottopormi ad una perizia completa presso il Servizio di Accertamento Medico

(SAM) . L'Ufficio Assicurazione Invalidità non ha ritenuto di favorire questa

mia richiesta e - con un apprezzamento sommario ed incompleto - ha

semplicemente deciso di ripristinare il diritto alla mezza rendita AI (grado

54%) a far capo dal 1. marzo 2007 (dopo avermi messo al beneficio di una

rendita intera d'invalidità temporaneo per alcuni mesi). In questo contesto,

assicuro che le risultanze di una eventuale perizia SAM saranno da me accettate

senza riserva alcuna." (Doc. I)

Al ricorso ha pure

allegato un certificato del dr. __________ del 10 dicembre 2007 (doc. A3).

1.4. Con

la risposta di causa del 22 gennaio 2008 l’Ufficio AI, riferendosi al preavviso

del medico del Servizio medico regionale dell’AI (SMR), ha postulato la reiezione

del ricorso osservando:

" (...)

Con il ricorso

l'assicurato chiede l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità anche

dopo il 1.3.2007 per un'invalidità almeno del 70%, subordinatamente ulteriori

accertamenti e meglio una perizia pluridisciplinare del Servizio di

accertamento medico dell'AI (SAM).

Egli indica di essere

affetto da una pseudo artrosi al malleolo mediale e del processo postero-tali

post-traumatico a sinistra, lombo sciatalgia con sciatalgia destra, sindrome

cervico-vertebrale, gonartrosi bilaterale e neuropatia bilaterale dal nervo mediano

al tunnel carpale. Il ricorrente sostiene che il 54% d'invalidità inizialmente

fissato dall'UAI non aveva valutato ulteriori patologie presenti (caviglia

destra, ulteriori peggioramenti) e che le sue limitazioni fisiche dopo il 1

marzo 2007 causano pure un'invalidità superiore al 54%.

Con il ricorso inoltra

la nuova valutazione medica 10.12.2007 del Dr. __________, che indica una

sindrome lombo-vertebrale, osteocondrosi, spondilosi anteriore, probabile

sperone calcaneare.

Tali considerazioni e

richieste ricorsuali, attinenti la valutazione del danno alla salute, unitamente

all'intera documentazione medica agli atti ed alla nuova attestazione medica

10.12.2007 del Dr. __________, sono state sottoposte ad una ulteriore valutazione

medica globale del Servizio medico regionale dell'AI (SMR). Dopo attenta valutazione

di tutti gli elementi medici, con annotazioni mediche 16.1.2008, allegate,

l'SMR ha valutato che il rapporto del Dr. __________ conferma l'evoluzione

favorevole della problematica gottosa, che il rapporto del Dr. __________

13.3.2007 corrisponde al periodo della valutazione peritale e la problematica

del tunnel carpale presentava una evoluzione favorevole, di modo che non vi

sono aspetti del danno alla salute che giustificano una diversa valutazione

rispetto alla precedente valutazione SMR (cfr. annotazioni SMR 22.8.2007, doc.

156 inc. AI, e annotazioni SMR 2.10.2007, doc. 162 inc. AI) che viene

confermata, Tale valutazione di incapacità lavorativa del 100% da aprile a

novembre 2006 e alla base della decisione impugnata che è dunque corretta.

Visto quanto sopra, si

chiede che codesto lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata

e, conseguentemente, respingere il ricorso:" (Doc. VI)

In

uno scritto del 1. febbraio 2008 l’assicurato si è riconfermato nelle sue

domande producendo documentazione medica e allegando:

" (...)

Ø Lo stesso

ufficio AI sostiene nella sua risposta che, la mezza rendita (grado 54%) mi è

stata riconosciuta a partire dal 1. agosto 1997 per affezioni "da pseudo

artrosi del malleolo mediale e del processo posteriore talico posttraumatico sinistro

e sindrome lombo spondilogena". La rendita intera temporanea (dal 1.7.2006

al 28.2.2007) è stata riconosciuta considerando un peggioramento dello stato di

salute per artrite urica.

Ø L'Ufficio

AI non considera però che, per il problema al piede sinistro e su indicazione

del PD dott. med. __________, avrei dovuto essere operato presso la __________

il 16 maggio 2005 (vedi allegato A). Tale intervento non è stato effettuato in

quanto lo stesso dott. med. __________ non poteva offrirmi una garanzia di

miglioramento, rispettivamente, l'intervento avrebbe presupposto la fissazione

(bloccaggio) della caviglia sinistra. Come dire, fintanto che il piede sinistro

"tiene", era meglio non operarmi. Fatto sta che da alcuni anni, con

frequenza sempre più regolare, il mio piede sinistro "cede".

Ø Per il

piede sinistro, lo specialista dott. med. __________ (senza eseguire

radiografie, si esprime per un probabile "sperono calcaneare" (vedi

lettera dott. med. G. __________ allegato B).

Ø Il

problema evidenziato alle ginocchia (destra e sinistra) dal mio medico curante

non è stato per nulla considerato nè risolto. Da una parte, dovrei sottopormi a

due interventi meniscali ... d'altra parte questi interventi sono da rinviare

in quanto provvederebbe una accelerazione della calcificazione alle due

ginocchia con il prevedibile ritorno "sotto i ferri" nel volgere di

pochi anni per l'innesto di due protesi (destra e sinistra).

Ø Se da una

parte i problemi ai due gomiti (destro e sinistro) si sono affievoliti, resta

il fatto che la sensibilità alle mani continua a diminuire. Secondo i medici

consultati, questo è dovuto ai disturbi al tunnel carpale bilaterale (più

destro che sinistro).

Ø I disturbi

alla schiena, da discopatia conosciuta come rilevato negli anni '90, si è

tramutata in sindrome lombo-vertebrale con dolori in particolar modo ai movimenti

e quindi a carattere meccanico (vedi lettera dott. med. __________ allegato B).

Attraverso il mio

medico curante, volevo effettuare una perizia completa (quindi, piede

destro-sinistro, gomito destro-sinistro, ginocchio destro-sinistro, alluce

destro, spalla sinistra, sindrome cervico-vertebrale e schiena) presso il dott.

med. __________ specialista FMH in medicina interna e reumatologica. Il

medesimo aveva però "declinato l'invito" nella misura in cui riteneva

di non essere in grado di svolgere una perizia "su più fronti" e che,

come consiglio, mi indirizzava verso una perizia neutra in ambito

universitario (vedi allegato D).

Purtroppo, viste le

mie ristrettezze economiche ("vivo" con 1'900.-- al mese, AI + PC +

LPP), non sono in grado di affrontare tale perizia universitaria. Per questo

motivo, seppur in via subordinata, ho sempre chiesto all'ufficio Assicurazione

Invalidità di sottopormi ad una perizia pluridisciplinare SAM. Questa mia

richiesta mi è stata negata ... ed ora, mi si dice che la mia situazione di

salute non è peggiorata rispetto alla visita peritale del dott. med. __________

esperita nel lontano 1997.

Intendo inoltre

allegare ancora due documenti presentati dal mio medico all'ufficio invalidità,

datati 13 giugno 2006 (allegato E), e 18 settembre 2007 (allegato F) dove si

spiegano tutte le problematiche, e dove in tutte due le richieste si chiede la

possibilità di effettuare una perizia. I rapporti medici redatti a partire dal

2004-05, sino ad ora, a parte il miglioramento dell'artrite urica sotto

controllo con farmaci, non mi appare parlino di miglioramento della mia salute.

Al contrario mi pare

che ci sia sempre un peggioramento di anno in anno, vedi ultimo rapporto __________

del 10 dicembre 2007, dove segnala un probabile sperone calcaneare sul piede

destro non ancora confermato da radiografie." (Doc. VIII)

L’Ufficio

AI, dal canto suo, si è ribadito nella sua richiesta di reiezione del ricorso

(X) e l’assicurato, con ulteriore scritto del 26 febbraio 2008, ha nuovamente

postulato di essere sottoposto ad una perizia multidiciplinare (XII).

considerato in

diritto

2.1. Il

1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

Occorre

qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza

di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono

determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la

fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.

1).

Dal

momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è

realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione

della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati

in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

2.2. Il

TCA è chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a sostituire, a

far tempo dal 1. marzo 2007, la rendita intera di invalidità con la mezza rendita

già erogata all’assicurato in precedenza (dal 1. agosto 1997, doc. AI 116),

fermo restando che non è contestata - ed esula quindi dal presente giudizio -

l’attribuzione di una rendita intera dal 1° luglio 2006 al 28 febbraio 2007 a

seguito di una riconosciuta incapacità lavorativa totale.

2.3. Per

costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione

attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o

la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le

regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV

Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre

2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I

38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005

nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).

2.4. L’art.

17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

" Se il grado

d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione,

per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,

d’ufficio o su richiesta.”

I principi

giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime

del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA

(DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

2.5. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio.

Gli

elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono

quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della

capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione

per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit

suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, p. 216ss.).

Giusta

l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno

diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono

invalidi almeno al 40%.

Nel

suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive

che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno

al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono

invalidi almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il

rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo

l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente

esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da

invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non

fosse diventato invalido (reddito da valido).

Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché

invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI

2000 p. 84 consid. 1b).

Secondo

il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di

guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete

(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a). Per il raffronto dei

redditi ipotetici fa stato, in linea

di principio, il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non

quello della decisione su opposizione) (cfr. DTF 128 V 174).

2.6. Nel

caso concreto risulta che all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di

invalidità, l’amministrazione, ricevuta una domanda di prestazioni del marzo

1997, esperiti i necessari accertamenti medici, aveva, tra

l’altro, ordinato una perizia poi eseguita dal dr. __________, internista e

reumatologo.

Nel

suo referto del 25 agosto 1997, il perito, esaminata la documentazione

dell’incarto AI, aveva posto le seguenti diagnosi:

"

- Lombo sacro-sciatalgie predominanti a dx

con spondilolistesi

L5/S1 in peggiora mento rispetto al 1993.

- Discopatia L5/S1 e

in minor misura L4/L5.

- Spondiloartrosi

L5/S1 e L4/L5.

- Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx,

scogliosi a S.

- Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7

(osteocondrosi, discartrosi).

- Poliatralgie con:

· condropatie

rotulee bilaterali

· stato dopo

frattura della rotula dx osteosintetizzata

. piedi piatti bilaterali.

- Sindrome del

tunnel carpale bilaterale."

A

proposito della capacità lavorativa residua dell'assicurato sia quale operaio

cantonale che come installatore di impianti sanitari, il perito aveva

evidenziato quanto segue:

"

Trattandosi di due professioni relativamente

pesanti dove il porto di oggetti pesanti soprattutto in posizioni

anatomicamente non corrette (flessione ed estensione del corpo, carichi

portanti a distanza del baricentro), in considerazione dei problemi presentati

dal paziente, la sua capacità lavorativa è ridotta al 50%. Tale incapacità

lavorativa è derivata soprattutto da problemi a livello lombare.

In effetti dai documenti radiologici in mio

possesso, si può notare un netto peggioramento del problema lombare basso

dell'arco degli ultimi 4 anni.

Un'attività più leggera in cui il paziente possa

frequentemente cambiare posizione, non portare carichi elevati, può senz'altro

essere effettuata anche in misura completa. Un'attività come quella di custode

per esempio, dove si deve portare carichi più leggeri e distribuiti secondo il

volere del paziente nell'arco della giornata, può essere richiesta anche in

misura totale, così come un'attività di magazziniere o di autista

magazziniere." (cfr. doc. AI 19)

L’Ufficio

AI ha preso in seguito atto che l’assicurato aveva ripreso un’attività

lavorativa a metà tempo quale custode dal 1. settembre 1997 (doc. AI 24).

Con

provvedimento 29 gennaio 1998 l’amministrazione ha quindi respinto la domanda

di prestazioni ritenendo data una perdita di guadagno del 25% (doc. AI 30).

A

seguito della pronuncia di questa Corte del 16 novembre 1998 (inc. 32.98.31;

cfr. doc. AI 53 e sopra consid. 1.1), l’Ufficio AI ha nuovamente interpellato

il dr. __________, il quale, con scritto 26 marzo 1999, ha precisato:

"

Ho rivisto in data 25.3.99 il paziente.

Mi riferisco, per l'anamnesi

dettagliata, al mio precedente scritto del 25 agosto '07.

All'esame odierno si nota una

sostanziale stabilità rispetto all'esame del 25.08.1997.

In base a questa nuova visita, e in base

alle constatazioni nella mia perizia, posso rispondere quanto segue:

- Nell'attività

svolta dal paziente presso la ditta __________ di __________ quale custode era

esigibile un'attività in maniera limitata al 50%. In un'attività teorica di

custode impegnandosi unicamente in lavori leggeri (non quindi come quello che

effettuava il paziente tipo tagliare erba, dipingere camere, ecc.) e dove

potesse gestirsi la sua giornata (cosa che non era proponibile presso la sua

ditta) l'attività lavorativa sarebbe stata totale. Il paziente doveva quindi

ritenersi inabile al lavoro in misura del 50% nella sua attività attuale."

(Doc. AI 60-1)

Avendogli

quindi l’Ufficio AI riconosciuto il diritto a provvedimenti professionali dal

1. marzo 1999 al 16 agosto 2002 (doc. AI 61), l’assicurato ha intrapreso una

riformazione come agente di manutenzione di apparecchi informatici.

Nel

suo scritto all’AI del 29 aprile 2002 il dr. __________, internista e medico

curante dell’assicurato, ha affermato:

"

Pseudoartrosi malleolo mediale e insufficienza grado I. a destra:

per tale patologia, ben documentata radiologicamente, il paziente è stato

sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della punta

antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento deltoide così

come resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001. In tale sede

persiste soggettivamente una sintomatologia dolorosa e oggettivamente una

dolenzia alla palpazione e una limitazione funzionale.

Pseudoartrosi del processo

posteriore tali post-traumatico a sinistra: per tale patologia, pure

documentata radiologicamente il paziente è stato sottoposto il 27.07.1999 ad

una revisione, débriment e asportazione del frammento.

Lombo-sacralgia con sciatalgia a

destra su spondilolistesi L5S1, discopatia L5-S1, spondilartrosi L5-S1 e L4-L5:

in tale sede clinicamente è presente una rigidità della colonna lombare,

una dolenzia all'inserzione tendineo-muscolari da L3 a S1.

Radiologicamente sono evidenziate le

patologie sopra descritte.

Sindrome cervico-vertebrale su

lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.

Gonartrosi bilaterale, più spiccata

a destra (post-traumatica): a livello delle due ginocchia, soprattutto a

livello del ginocchio destro, sono evidenti clinicamente e radiologicamente

delle lesioni artrosiche. Queste lesioni sono nettamente più spiccate a destra.

Gotta (?): il paziente ha

presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci, sia alle

ginocchia. Ultimo episodio a livello del ginocchio destro dove si constatava clinicamente

un'importante versamento articolare, rossore, calore. Queste alterazioni

potrebbero essere secondarie ad una acutizzazione dell'artrosi. Tuttavia non

può essere esclusa una gotta visto la persistenza di una iperuricemia. A questo

proposito segnalo che il paziente sarà pertanto prossimamente al Dr. __________.

In considerazione della polipatologia

sopra descritta ritengo che il paziente non sia in grado di svolgere la sua

riformazione al 100%. Penso che sia auspicabile che il paziente possa continuare

la sua formazione professionale limitando però la sua attività al 50%."

(Doc. AI 84-1+2)

L’amministrazione

ha quindi richiesto un’ulteriore valutazione peritale al dr. __________, il

quale, in data 27 giugno 2002, ha posto le seguenti diagnosi:

" (...)

4.- DIAGNOSI con

ripercussione sulla capacità lavorativa:

- Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I

della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta

antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione

dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.

- Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico

a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il

27.7.'99.

- Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a

dx in paziente con:

· lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a

sx., scoliosi a S.

· spondilolistesi

L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.

· discopatia

L4/L5 < L5/S 1.

· spondilartrosi

L4/L5, L5/S1.

- Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: ·

osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.

- Gonalgie

bilaterali predominanti a dx. con:

· gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare

e femoro-tibiale interno predominante a dx.

- condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi

acuti occasionali:

· stato dopo

frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"

(Doc. AI 90-6+7)

esponendo

la seguente valutazione:

" (...)

5.- VALUTAZIONE

E PROGNOSI

Il paziente lamenta

quindi una serie di patologie del sistema osteo-articolare importanti, che

sommate ne riducono certamente le capacità fisiche lavorative. Rispetto alla

mia precedente perizia del 1997, attualmente i dolori cervicali e lombari sono

rimasti stabili (non per questo sono migliorati ma con l'evitare lavori

particolarmente pesanti sono divenuti sopportabili).

Nel frattempo sono

invece apparsi dei dolori agli arti inferiori, ai piedi, soprattutto caviglie e

alle due ginocchia, con radiologicamente già una pseudoartrosi alla cavi­glia

dx, un'artrosi iniziante al compartimento femoro-patellare e femoro-tibiale

interno delle due ginocchia predominante a dx., reperti senz'altro importanti

per la giovane età del paziente

Inoltre

condrocalcinosi alle due ginocchia eventualmente alla sinfisi pubica, che provocano

degli attacchi acuti, che sono quindi attribuibili alla condrocalcinosi (Pseudogotta).

Si sa che la

condrocalcinosi è associata spesso con un artrosi precoce. Una condro­calcinosi

in un paziente così giovane deve indurre il medico curante alla ricerca delle

cause secondarie (emocromatosi, distiroidismo, disturbo del calcio e del

fosforo, ipomagnesiemia in una sindrome di Bartter o simile).

Dal punto di vista

lavorativo sono soprattutto le problematiche alle due caviglie e alle due

ginocchia che sembrano limitare la sua capacità. In effetti questa può

senz'altro essere limitata a mezza giornata visti i reperti oggettivi

ritrovati. Il pazien­te deve essere incitato a perdere più peso possibile poiché

è ampiamente riconosciuto che il sovrappeso è un fattore importante in caso di

artrosi alle ginocchia o delle caviglie. La perdita di peso dovrebbe consistere

in almeno 20 kg.

B. CONSEGUENZE

SULLA CAPACITA' DI LAVORO

Considerandi

2.

Conseguenza dei

disturbi sull'attività attuale:

2.1

anche

nell'attività attuale dove il paziente è spesso in piedi, porta a volte dei carichi

anche superiori ai 15-20 kg, deve mantenere delle posizioni tenute a lungo, per

più di mezz'ora'/o ora, le sue capacità lavorative sono ridotte in misura del

50%.

2.2

il

paziente potrebbe fare più facilmente delle attività dove rimanga più spesso

seduto (non più di 40-50 minuti poi deve potersi alzare) e non debba portare

nessun carico pesante.

Le patologie

complesse sia a livello del rachide che delle articolazioni inferiori, limitano

fortemente la funzionalità residua del paziente.

2.3

sì.

2.4

in

misura del 50% a sapere 4-5 ore al giorno (5 ore comprendenti delle pause ogni

tanto): questo vuol dire capacità ridotta al 50%.

2.5

2.6

rimangono le limitazioni già descritte nella perizia del 1997

essenzialmente: evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15 kg, evitare

posizioni mantenute sia in piedi che seduto per più di 40-50 min., evitare

posizioni con il rachide piegato in avanti sia a livello lombare che cervicale.

Evitare di camminare più di 30-40 minuti per il problema alle gambe.

2.7

dal

1997.

2.8

è

rimasta sostanzialmente stabile.

(…)

3.

vista la patologia estremamente complessa presentata dal

paziente, le attività che potrebbe esercitare sarebbero essenzialmente quelle

d'ufficio, dove egli possa rima­nere una parte del tempo seduto ma potendo

cambiare spesso posizione. Esempio: impiegato di banca, di un'assicurazione, o

in un ufficio, anche in un'attività come benzinaio, cassiere, custode, le sue

capacità risulterebbero ugualmente limitate al 50%. In effetti qualsiasi tipo

di queste attività che non siano d'ufficio, determinano spesso la posizione

eretta a lungo, portare carichi ecc.

3.2

in

un'attività d'ufficio estremamente leggera, potrebbe svolgere un lavoro quasi

completo (80-100%).

In questo caso se

veramente sono rispettati tutte le limitazioni funzionali del paziente non vi

sarebbero limitazioni ulteriori." (Doc. AI 90-7+8+9)

Dopo

avere interpellato la consulente in integrazione professionale - la quale,

operato il confronto dei redditi, aveva stabilito una perdita di guadagno del

54% -, l’Ufficio AI, mediante provvedimento del 15 aprile 2004 (rimasto

incontestato), ha quindi attribuito al richiedente una mezza rendita di

invalidità dal 1. agosto 1997, ritenendo data un’incapacità lavorativa del 54%

e motivando:

"

(...)

Esito degli accertamenti:

Dal 12 agosto 1996 (inizio dell'anno di

attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.

● Dalla

documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare

dalla perizia eseguita dal Dr. __________, si evince che la professione svolta

presso il Municipio di __________ non è più esigibile, è abile nella misura del

50% nell'attività appresa (agente di manutenzione di apparecchi informatici)

così come in altre attività di tipo leggere ma non sedentarie; professioni

generiche non richiedenti qualifiche specifiche e rispecchianti le indicazioni

mediche, quindi leggere e sedentarie, sono esigibili in misura dell'80-100%.

Di

seguito si riporta il calcolo effettuato per fissare il grado d'invalidità:

Reddito annuale esigibile:

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità CHF 59'025.--

con invalidità CHF

26'801.--

perdita di guadagno CHF 32'224.--=

Grado d'invalidità 54%

(Doc. AI 111-1 e 117)

Avviata

nel giugno 2006 una revisione d’ufficio della prestazione, l’amministrazione ha

interpellato il medico curante di RI 1, dr. __________, il quale, nel suo

rapporto 27 giugno 2006, allegati altri referti medici, ha concluso per

un’inabilità lavorativa completa dal 14 giugno 2006 (poi corretta in 28 aprile

2006, doc. AI 138) per le seguenti diagnosi:

"

(...)

Sindrome lombovertebrale cronica su

turbe statiche, lesioni artrosiche degenerative, disbalance muscolare,

spondilosi L5-S1.

Sindrome cervico-vertebrale su turbe

statiche e lesioni artrosiche degenerative.

Pseudo-artrosi malleolo mediale e

insufficienza grado I, a dx.

Stato dopo trauma distorsivo della

caviglia sinistra.

Esiti dopo intervento di Kidner al

piede dx. e resezione del processo posteriore del tali a sx. Artrite caviglia

sinistra d'origine indeterminata (2004).

Instabilità del retro-piede sx.

post-traumatica con osteocondritis tali sottotalare. Gonalgia bilaterale

nell'ambito di una condrocalcinosi bilat." (...)" (Doc. AI 136-1)

e

motivando:

"

(...)

Segnalo che nel corso degli ultimi anni

il paziente ha presentato in particolare un peggioramento di una sintomatologia

dolorosa alle due ginocchia nell'ambito di una calcinosi del ginocchio

bilaterale con probabile meniscopatia medio-laterale delle due ginocchia. In

questo contesto il paziente ha presentato sovente delle gonalgia acute con

versamento interarticolare. Per una vostra migliore documentazione invio il

rapporto del Dr. __________ del 14.06.2006, rapporto MRI del ginocchio destro

del 23.05.2006, rapporto MRI del ginocchio sinistro del 7.02.2006, rapporto del

Dr. __________ del 18.05.2006.

In considerazione di queste patologie

il paziente è stato sottoposto ripetutamente a delle terapie

antalgiche-antinfiammatorie, cure fisioterapiche e sono previsti prossimamente

degli interventi artroscopici.

Il paziente continua poi a presentare

una sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retro-piede

bilateralmente sulle patologie a voi già ben note. Infine da segnalare episodi

recidivanti di cervicalgie e lombalgie già precedentemente documentate.

Segnalo pure un trauma distorsivo della

caviglia sinistra avvenuto nel 2003 (vedi rapporto del Prof. __________).

In considerazione di questa complessa

patologia ortopedico-reumatologica ritengo che debba essere rivista l'inabilità

lavorativa concernente il sopraccitato paziente con una perizia

specialistica." (Doc. AI 136-2)

Esaminati questi atti, il dr. __________

del SMR, in data 14 novembre 2006 ha affermato:

"

(...)

Le patologie rispettivamente le

diagnosi indicate nella documentazione medica recentemente fornita non si

differenziano da quanto già contenuto nella perizia del Dr. __________ del

2002.

Secondo il rapporto del Dr. __________

del giugno 2006 erano previsti interventi operatori per problemi già noti.

Dalle informazioni raccolte presso la

segreteria del medico citato nessun intervento è in programma.

Conclusione:

Con la documentazione a disposizione

non abbiamo nessuna giustificazione medica oggettiva a conferma del

peggioramento riferito dal medico curante.

Una perizia non è al momento indicata.

Lo stato di salute è da considerare

stazionario." (Doc. AI 141-1)

In

data 14 dicembre 2006 il dr. __________, reumatologo, ha fatto pervenire un

certificato del seguente tenore:

" Ho

in cura questo vostro sopramenzionato assicurato a partire dal 24.03.2004

quando si è presentato per la prima volta con dei gonfiori articolari a livello

della caviglia di sinistra. Il paziente è stato poi trattato con

anti-infiammatori non steroidali. L'ultima visita era risalente al 29.08.2004.

Egli si è poi ripresentato da me a partire dal 28.03.2006, con episodi ripetuti

di gonfiori articolari a livello della caviglie bilateralmente a carattere

altalenante, nonché la presenza di un importante gonfiore e versamento alle

ginocchia a carattere altalenante dapprima a quello destro ed in seguito al

sinistro.

Sono state eseguite

delle punzioni articolari e delle infiltrazioni con corticosteroidi. Gli esami

di laboratorio del liquido sinoviale hanno potuto evidenziare la presenza di

cristalli di acido urico. Si tratta quindi in questo paziente di un'artrite

urica con importante esacerbazione dolorosa e clinica con versamenti ripetuti a

partire dal mese di aprile del 2006. Sono state quindi necessarie ripetute

infiltrazioni intra-articolari, in particolar modo alle ginocchia, l'ultima

delle quali risale al 04.07.2006.

E' stata introdotta

una terapia medicamentosa anti-infiammatoria con Lodin 600, Co­Dafalgan al

bisogno per i dolori. E' stata iniziata quindi una terapia medicamentosa uricostatica

con Zyloric 300 mg una pastiglia giornaliera. Grazie a queste terapie si è

assistito progredientemente al miglioramento delle condizioni di salute, in particolar

modo non si sono più manifestate delle sinoviti o dei gonfiori articolari. Non

sono più state necessarie delle punzioni. I valori dell'acido urico si sono

mantenuti nella norma. Tenendo in considerazione quindi quest'evoluzione, è da

ritenere che il paziente ha presentato un'incapacità lavorativa completa dal

mese di aprile via fino almeno all'ultima visita del 08.11.2006. E' da

attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria

reumatica se sarà continuata la dieta e la terapia uricostatica.

In questo senso il

paziente non dovrebbe più nel futuro avere problematiche riferibili a questa

patologia. Persistono invece tutti i suoi problemi di tipo post-traumatico e

degenerativo.

Egli è in cura da vari

ortopedici per queste problematiche. Non ho mai preso a carico personalmente

queste patologie limitandomi ad inviare il paziente per una valutazione ortopedica

globale al Dr. __________ presso __________."

(Doc. AI 144-1+2)

Nelle

sue Annotazioni del 20 dicembre 2006 il dr. __________ del SMR ha affermato:

"

(...)

Conclusioni:

È evidente dal rapporto del Dr. __________

che si l'assicurato ha avuto un peggioramento passeggero dello stato di salute

nel 2006 dovuto ad artrite urica, regredito però completamente.

Il problema dell'iperuricemia è ben

controllabile con farmaci.

La nuova affezione diagnosticata non ha

carattere invalidante.

Per quanto riguarda le affezioni

ortopediche-reumatologiche sopra elencate dagli atti medici a disposizione non

risultano cambiamenti di rilievo in grado di influenzare il grado di invalidità

assegnato."

(Doc. AI 147-2)

Il

dr. __________ in data 13 marzo 2007 ha precisato:

" Come

richiesto nella sua lettera del 5.03.2007 le segnalo che il paziente è tuttora

in mia cura e presenta numerose patologie e in particolare:

Una pseudo-artrosi

al malleolo mediale e insufficienza di grado I. a destra. Per tale patologia che è stata documentata radiologicamente il

paziente è stato sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della

punta antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento

deltoide così come una resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001.

In tale sede persiste tuttavia una sintomatologia dolorosa e una dolenzia alla

palpazione del malleolo.

Pseudo-artrosi del

processo postero-tali post-traumatico a sinistra.

Per tale patologia pure documentata radiologicamente il paziente è stato

sottoposto il 27.07.1999 a una revisione, débridement e asportazione di un

frammento.

Lombosacralgia con

sciatalgia destra su spondilolistesi L5/S1, discopatia L5ISI, spondilartrosi

L5/S1 e L4-L5. In tale sede è presente clinicamente

una dolenzia alla palpazione della muscolatura paralombare soprattutto da L3 a

S1.

Sindrome

cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.

Gonartrosi

bilaterale più spiccata a destra (post-traumatica).

A livello delle due ginocchia soprattutto a livello del ginocchio destro sono

evidenti clinicamente e radiologicamente delle lesioni artrosiche.

Il paziente presenta

pure con ogni probabilità degli episodi di gotta. In effetti il paziente ha

presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci sia alle ginocchia

con in questa sede anche la presenza di un versamento intra-articolare. Il paziente

presenta in effetti una iperuricemia.

Neuropatia

bilaterale dal nervo mediano al tunnel carpale prevalentemente a destra

nell'ambito dì una artrite-tendinopatia urica. (...)" (Doc. AI 153-1+2)

Valutata

tutta la documentazione medica, con rapporto medico 22 agosto 2007 il dr. __________

del SMR ha concluso:

" (...)

Diagnosi principale

- Gonartrosi bilaterale più spiccata a dx

(post-traumatica)

- Sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche

degene-

rative C5/C6 e C6/C7

- Lombosacralgia con sciatalgia dx su spondilolistesi

L5/S1,

discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4/L5

- Pseudo-artrosi del processo postero-tali

post-traumatico a

sx

- Pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza

di gradi

I a dx

Codice ICD 10

Codice AI

Ulteriori

diagnosi senza influsso sulla CL

- Neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel

carpale

prevalentemente a sx nell'ambito di

un'artrite-tendinopati-

ca urica

(...)

Limiti

funzionali

- Evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15

kg.

Evitare posizioni mantenute sia in piedi che seduto

per più

di 30-40 minuti

(...)

Attualmente l'A. risulta comunque

disoccupato, mentre il suo medico curante, Dr. __________, riferisce un

aggravamento dello stato di salute con IL totale dal 28.04.2006 per "condrocalcinosi

e condropatia bicompartimentale alle ginocchia bilateralmente, in particolare a

sx", (certificato medico del Dr. __________. ortopedico, del

14.06

) e una "neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel

carpale prevalentemente a dx nell'ambito di un'artrite-tendinopatica

urica" (certificato medico del Dr. __________, neurologo, del 21.12.2006)

Procedere:

Per le stesse motivazioni mediche

documentate dall'SMR in data 20.12.2006 (dove si evince che il peggioramento

dello stato di salute dovuto ad un'artrite urica può essere soggetto a

miglioramento a seguito di farmacoterapia), come pure attesta il certificato

medico del Dr. __________ che c'era stata una regressione della sintomatologia

(che nei casi acuti può essere soggetta ad infiltrazioni nonché a decompressione

del n. mediano), ritengo che le affezioni ortopediche-reumatologiche sopra

elencate dagli atti medici a nostra disposizione non influenzano il grado di

invalidità assegnato del 54%. Rimane giustificata, dal punto di vista medico

solo una IL del 100% in ogni attività da aprile a novembre 2006." (Doc. AI

156-1+2)

Alla

luce di questi accertamenti, l’amministrazione, con il provvedimento

contestato, ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al

periodo dal 1. luglio 2006 (tre mesi dopo il peggioramento) al 28 febbraio 2007

(tre mesi dopo l’attestata ripresa della capacità lavorativa al 50%) e dal 1.

marzo 2007 confermato la mezza rendita di invalidità (doc. AI 165; cfr. sopra

consid. 1.2).

Allegato

al ricorso è stato presentato un certificato datato 10 dicembre 2007 del

curante dr. __________ del seguente tenore:

" Ho

visto questo nostro sopramenzionato paziente, che per quanto riguarda le problematiche

infiammatorie articolari in particolar modo la sua artrite urica sembra essere

bene sotto controllo. Non vi sono più stati episodi infiammatori articolari. Il

paziente asserisce di continuare la sua terapia medicamentosa con un

uricostatico. Da lui è importante controllare la compliance e quindi

controllare anche regolarmente negli esami di laboratorio i valori dell'acido

urico. Per quanto riguarda i disturbi attuali, vi è una sindrome

lombo-vertebrale con dei dolori in particolar modo ai movimenti quindi a

carattere meccanico da riferire alle sue discopatie conosciute, in particolar

modo a livello del segmento L5/S1 dov'è presente un'osteocondrosi già assai rilevante

con una pseudo­anterolistesi di L5 su S1 e di una spondilosi anteriore quale

segno indiretto di un'instabilità segmentale. Egli mi segnala poi la presenza

di un dolore nella zona piantare del calcagno destro con un dolore spiccato

alla palpazione. Non ho eseguito radiografie, ma probabilmente si tratta di uno

sperone calcaneare. Ho ordinato per quanto riguarda la colonna vertebrale delle

fisioterapie ambulatoriali. Le terapie medicamentose potranno continuare come

finora. Gli ho inoltre consegnato una ricetta per l'applicazione di Talonette

di Viskohel soft spot." (Doc. A3)

In

proposito, nelle sue Annotazioni del 16 gennaio 2008, il medico SMR dr. __________

ha concluso:

"

L'attuale rapporto del dr. __________ conferma l'evoluzione favorevole

della problematica gottosa con assenza di episodi infiammatori a livello

articolare.

Il rapporto del dr. __________ del

13.3.2007

corrisponde in pratica a quello del 29.4.2002 che corrisponde al

periodo della valutazione peritale (perizia dr. __________). La problematica nuova

del tunnel carpale aveva già mostrato una evoluzione favorevole (vedi rapporto

del dr. __________ di 12.2006).

In conclusione si conferma la

valutazione SMR precedente."

(Doc. VI/bis)

2.7

Perché un rapporto medico abbia valore probatorio

è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,

si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si

lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti

(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o

nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono

inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004 nella

causa C., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01

ed S., U 330/01; STFA 18 marzo 2002

nella causa M., I 162/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; Meyer‑Blaser,

Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31). A proposito delle perizie mediche eseguite

nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di

evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici

specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a

conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle

inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella

causa B., I 569/97; STFA 28 novembre 1996 nella causa F., U 113/96; STFA del 24

dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;

ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA

ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA

al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte

in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe

obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici

dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; DTF

123.

V 175, consid. 4b, pag. 178; Pratique VSI 2001 pag. 106, consid. 3c, pag.

110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di

principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria

decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto

riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia

essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Massima Istanza ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento

(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK

1986.

p. 188; RAMI 1993 p. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03).

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, in dubbio, egli attesterà in

favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle

cause G., U 329/01 ed S., U 330/01;

DTF 125 V 353 consid. 3b/cc;

Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im

Sozialver-sicherungsrecht, 1997, p. 230).

Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere

la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui

egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003

nelle cause G., U 329/01 e S., U 330/01).

2.8

L’assicurato,

da anni, è affetto dalle diverse patologie elencate come segue dal dr. __________

nella sua perizia del 25 agosto 1997 (doc. AI 19):

"

- Lombo

sacro-sciatelgie predominanti a dx con spondilolistesi

L5/S1.

- Discopatia L5/S1 e

in minor misura L4/L5.

- Spondiloartrosi

L5/S1 e L4/L5.

- Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx,

scogliosi a S.

- Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7 (osteocondrosi,

discartrosi).

- Poliatralgie con:

· condropatie

rotulee bilaterali

· stato dopo

frattura della rotula dx osteosintetizzata

. piedi piatti

bilaterali.

- Sindrome del

tunnel carpale bilaterale."

Nella

successiva perizia del 27 giugno 2002, sulla quale poi si è in sostanza basata

l’amministrazione per rendere la decisione del 15 aprile 2004 (cfr. consid.

1.

), il dr. __________ ha posto le seguenti diagnosi:

" (...)

- Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I

della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta

antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione

dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.

- Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico

a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il

27.7

'99.

- Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a

dx in paziente con:

· lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a

sx., scoliosi a S.

· spondilolistesi

L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.

· discopatia

L4/L5 < L5/S 1.

· spondilartrosi

L4/L5, L5/S1.

- Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: ·

osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.

- Gonalgie

bilaterali predominanti a dx. con:

· gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare

e femoro-tibiale interno predominante a dx.

- condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi

acuti occasionali:

· stato dopo

frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"

(Doc. AI 90-6+7)

In

sostanza dunque la mezza rendita di invalidità è stata riconosciuta per

un’inabilità lavorativa nelle attività lavorative da ultimo esercitate (come

installatore sanitario, impiegato comunale e custode), del 50% (secondo il dr. __________

in un’attività estremamente leggera da svolgere da seduto, tipo impiegato

d’ufficio, l’abilità era dell’80-100%; doc. AI 90-8) a dipendenza soprattutto

delle problematiche e dei dolori alle caviglie e ai piedi, alle ginocchia, oltre

che alle lombo-sacralgie bilaterali. Le problematiche lamentate alla spalla (periartropatia

scapolo-omerale), le cervico-scapolalgie, lo stato dopo frattura di un dito

della mano sinistra e l’affezione al tunnel carpale, non sono invece state

considerate dal perito limitanti per la capacità lavorativa (doc. AI 90-7; cfr.

sopra consid. 2.6).

Avviata

nel giugno 2006 una procedura di revisione, il medico curante dr. __________ ha

indicato un peggioramento della situazione, da situare alla fine del mese di

aprile 2006, da ascrivere essenzialmente ad un aumento dei dolori alle due

ginocchia (doc. AI 136). Il curante ha poi segnalato il persistere della già

nota sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retropiede

bilateralmente oltre ai, pure già noti, episodi recidivanti di cervicalgie e

lombalgie come pure un trauma distorsivo della caviglia sinistra avvenuto nel

2003.

(doc. AI 136-2).

In

questo contesto ha certificato un’incapacità lavorativa completa dall’aprile

2006.

(doc. AI 138; cfr. sopra consid. 2.6).

Da

questo rapporto medico e dagli atti allegati si desume in altre parole che

nell’aprile 2006 l’assicurato ha subito un peggioramento a causa di un

aggravamento importante dei dolori alle ginocchia e alle caviglie.

In

particolare, i referti agli atti e in particolare quello del dr. __________ del

14.

dicembre 2006 (doc. AI 144; cfr. sopra consid. 2.6), documentano che

l’assicurato è affetto da artrite urica e che tale patologia ha determinato,

dal mese di aprile 2006 appunto, importanti esacerbazioni dolorose e cliniche,

con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia. Eseguite ripetute

infiltrazioni intra-articolari e introdotta una terapia medicamentosa

anti-infiammatoria e uricostatica, si è assistito ad un miglioramento delle

condizioni con assestamento dei valori di acido urico e assenza di sinoviti e

gonfiori articolari. Dopo aver riferito di tale situazione, lo specialista dr. __________,

nel certificato del 14 dicembre 2006, ha attestato un’inabilità lavorativa

completa dall’aprile al novembre 2006, sottolineando nel contempo l’avvenuto miglioramento

delle condizioni a seguito delle terapie introdotte e che per il futuro vi era

da attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria

reumatica (doc. AI 144; cfr. consid. 2.6).

Alla

luce di questi atti questo TCA, richiamata la suesposta giurisprudenza in

materia di valore probatorio di rapporti medici, non intravede ragioni che

impediscano di far proprie le conclusioni cui è giunta l’amministrazione. In

effetti dagli atti emerge che rispetto alla situazione esistente al momento

dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità, vale a dire nel mese di

aprile 2004, situazione descritta nella perizia del dr. __________ del 27 giugno

2002.

e nel certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 90, 84;

cfr. consid. 2.6), si è assistito ad un temporaneo peggioramento delle

condizioni di salute dell’assicurato a motivo del manifestarsi acuto

dell’artrite urica e delle conseguenti importanti esacerbazioni dolorose e

cliniche, con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia dal mese di

aprile 2006. Grazie alle terapie intraprese, nel corso di novembre 2006 la

situazione si è però nuovamente stabilizzata, i menzionati disturbi essendo completamente

regrediti.

Quanto

invece alle altre problematiche lamentate dall’assicura-to, e meglio le

affezioni ortopediche-reumatologiche, a ragione il medico SMR dr. __________ ha

affermato che non risultavano, rispetto all’epoca di attribuzione della mezza

rendita, cambiamenti di rilievo, ossia in grado di influenzare il grado di

invalidità riconosciuto (doc. AI 147).

In

effetti, anche il dr. __________ nel suo certificato del 13 marzo 2007 (cfr.

doc. AI 153 e sopra consid. 2.7), ha elencato le diagnosi già note non

segnalando alcun peggioramento (cfr. in particolare rispetto alla precedente

valutazione del 29 aprile 2002, doc. AI 84). L’unica affezione nuova rispetto

alle precedenti certificazioni del dr. __________ è quella del tunnel carpale al

polso destro. Ora, va innanzitutto rilevato che tale problematica era già

presente all’epoca della prima valutazione peritale del dr. __________ eseguita

nell’agosto 1997 (doc. AI 19); in quella sede il perito non le aveva comunque

attribuito valenza invalidante. D’altra parte va rilevato che anche questa

patologia è connessa con l’artrite urica manifestatasi con prepotenza

nell’aprile 2006 e, come detto, poi stabilizzata dalla fine di novembre 2006.

Nel suo rapporto del 21 dicembre 2006 il dr. __________, neurologo interpellato

proprio a motivo della neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel

carpale, ha in effetti confermato che il disturbo si inseriva nell’ambito

dell’artrite urica attestando pure l’avvenuto miglioramento a seguito della

citata terapia medicamentosa e della posa di stecche di fissazione (doc. AI

155-3, 5).

Quanto

al problema alla caviglia sinistra, lamentato dal ricorrente, lo stesso era

stato già debitamente segnalato dal dr. __________ e, quindi, valutato

nell’ambito dell’esame complessivo della capacità lavorativa dell’assicurato.

Trattasi in particolare di un problema di instabilità laterale su allungamento

dell’apparato legamentare esterno associato a un problema statico di retropiede

in varo, come attestato dal dr. __________, ortopedico, il 18 maggio 2006 (doc.

AI 155-10). Delle relative ripercussioni sulla capacità lavorativa

dell’interessato è comunque stato tenuto debitamente conto nell’ambito della

valutazione complessiva della capacità lavorativa. Del resto, il fatto che tale

problematica potrebbe beneficiare di un miglioramento mediante un’operazione

chirurgica non può evidentemente modificare le attuali conclusioni sull’abilità

lavorativa.

Alla luce di questi riscontri

medici, pertinentemente il medico SMR dr. __________, nel suo rapporto medico

22.

agosto 2007, ha rilevato come le ripercussioni sulla capacità lavorativa

causate dalle problematiche ortopediche-reumatologiche erano da

considerare invariate rispetto

alla situazione accertata in sede di attribuzione, nell’aprile 2004, della

mezza rendita di invalidità (cfr. in particolare la valutazione del dr. __________

del giugno 2002) (doc. AI 156). D’altra parte quanto alle problematiche alle

ginocchia (“condrocalcinosi e condropatia bicompartimentale alle ginocchia

bilateralmente”) e ai polsi (“neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel

carpale”) segnalate quale peggioramento dal medico curante e poi oggetto di

esame degli specialisti dr. __________, dr. __________ e dr. __________, il

medico SMR ha giustamente evidenziato che era ravvisabile un notevole miglioramento

della situazione, con una stabilizzazione, a partire dal mese di novembre 2006.

Di conseguenza il dr. __________ ha concluso escludendo un peggioramento di

rilievo dello stato di salute rispetto alla valutazione del dr. __________ del

27.

giugno 2002 e, quindi, all’epoca di attribuzione della mezza rendita, fatta

eccezione del limitato periodo di inabilità totale a dipendenza della citate affezioni

acute alle ginocchia (e ai polsi), dal mese di aprile al novembre 2006 (doc. AI

156; cfr. sopra consid. 2.6).

Sulla

base di queste conclusioni, che non prestano il fianco a censura alcuna ma

appaiono sorrette da validi e pertinenti accertamenti medici, a ragione quindi

l’Ufficio AI, attribuita una rendita intera dal 1. luglio 2006 al 28 febbraio

2007.

per le conseguenze dell’acutizzarsi e dell’esacerbazione dolorosa e

clinica dell’artrite urica, a partire dal 1. marzo 2007 (tre mesi dopo

l’accertato intervento del miglioramento da situare al mese di novembre 2006

conformemente al referto del dr. __________, doc. AI 144-1 e sopra consid. 2.7;

cfr. l’art. 88 OAI) ha confermato la concessione della mezza rendita di

invalidità in luogo della prestazione intera riconosciuta a titolo transitorio

(doc. AI 57).

D’altra

parte, l’assicurato, pur contestando le conclusioni dell’amministrazione in

punto alla sua residua capacità lavorativa (che sostanzialmente ritiene

inferiore al 50% anche dopo il mese di novembre 2006) non ha prodotto

certificazioni idonee a apportare elementi nuovi di valutazione o a permettere

di stabilire con chiarezza un peggioramento duraturo (vale a dire permanente,

anche dopo il mese di novembre 2006) dello stato di salute intervenuto tra la

perizia del dr. __________ del 27 giugno 2002 e la decisione impugnata del 14

novembre 2007. Decisione che, sia ribadito, delimita il potere cognitivo di

questa Corte (il giudice delle

assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla

situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa;

cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4; cfr. anche DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V

93.

consid. 3, 99 V 102).

In effetti, l’unica certificazione

nuova prodotta dal ricorrente è quella del 10 dicembre 2007 del dr. __________

(doc. A3; cfr. sopra consid. 2.6). Ora, la stessa non è tale da modificare le

conclusioni cui sono giunti i succitati specialisti. In particolare, tale certificato

non permette di stabilire con chiarezza un peggioramento dello stato di salute

del richiedente intervenuto tra la perizia del __________ 27 giugno 2002 e la

decisione contestata o di dedurre l’esistenza di un’inabilità lavorativa a

dipendenza degli esiti della manifestazione acuta della gotta anche per il

periodo successivo al mese di novembre 2006. In effetti, il dr. __________,

dopo aver sottolineato l’assenza di nuovi episodi infiammatori articolari e il

fatto che l’artrite urica è ben sotto controllo, si limita ad attestare le

patologie già note, e meglio la sindrome lombovertebrale su alterazioni

degenerative, oltre ai lamentati disturbi alla zona plantare del calcagno

destro (su possibile sperone calcaneare). Lo specialista non si pronuncia per

contro sull’eventuale valenza invalidante di tali patologie né, quindi, sul

grado di inabilità lavorativa del paziente. Preso atto di tale certificazione,

con pertinenza il medico SMR dr. __________ (doc. VIbis) ha osservato come tale

referto confermasse l’evoluzione favorevole della problematica gottosa, non

documentando per contro elementi che potessero in qualche modo attestare

un’evoluzione negativa, nel senso di un aggravamento, delle condizioni di

salute dell’assicurato rispetto all’epoca della concessione della mezza rendita

(doc. VIbis; consid. 2.7). Va segnalato del resto come il dr. __________

nemmeno più menziona le altre problematiche segnalate dal ricorrente, in

particolare quella relativa al tunnel carpale, questo a dimostrazione

dell’evoluzione positiva avuta anche da tale patologia.

Né d’altra parte l’ulteriore documentazione

prodotta dal ricorrente in corso di causa – segnatamente lo scritto 6 marzo

2007.

del dr. __________ al dr. __________, doc E - apporta elementi

oggettivamente apprezzabili e atti a giustificare una differente interpretazione

dello stato valetudinario rispetto a quello valutato dall’Ufficio AI.

A prescindere quindi dalle

considerazioni che si impongono, giusta la richiamata giurisprudenza, in punto

alle certificazioni rese dai medici curanti (cfr. sopra consid. 2.7), bisogna

quindi concludere che dalle attestazioni del dr. __________ e del dr. __________

non si rilevano elementi suscettibili di modificare le conclusioni cui è giunta

l’amministrazione nel provvedimento censurato.

Al

proposito va comunque anche ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta

dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio

devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo

principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere

delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid.

1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).

Il dovere processuale di collaborazione

comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò

fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo

alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti

rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V

264.

consid. 3b con riferimenti).

Ora,

questo Tribunale - ribadito come il ricorrente non ha prodotto alcuna

documentazione medica di rilievo o fornito elementi idonei a dimostrare con

alta verosimiglianza l’intervento di un peggioramento rilevante e

duraturo delle sue condizioni di salute rispetto alla situazione accertata

all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità e meglio della

resa del referto peritale del dr. __________ del 27 giugno 2002 (doc. AI 90) e

del certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 84), rispettivamente

la sussistenza, dopo il mese di novembre 2006, della problematica gottosa in

forma acuta e suscettibile di influire sulla capacità lavorativa - ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi

chiari e sufficienti per valutare l'inabilità lavorativa dell'assicurato sino

all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi

necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti.

In

conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze

specialistiche, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di

intraprendere tutto

quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito

economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,

400.

e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur

Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das

Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo

1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato con il

grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle

assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti

ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,

111.

V 188 consid. 2b), che sino al momento

dell’emanazione del querelato provvedimento l'assicurato presentava un’incapacità

lavorativa medico-teorica del 54% nella sua attività professionale di

installatore sanitario o impiegato comunale, fatto salvo un periodo di incapacità

totale dal mese di aprile al mese di novembre 2006.

Si ribadisce

tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi

diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in

epoca successiva alla data decisiva del provvedimento in lite, il quale

delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4). In

caso di peggioramento rilevante delle condizioni di salute, debitamente comprovato

da pertinente documentazione medica relativa ad eventuali nuovi o maggiori

disturbi somatici che potrebbero influire sul grado di inabilità, egli potrà in

futuro presentare una domanda di revisione.

2.9

L’assicurato

ha altresì chiesto al TCA l’esecuzione di una perizia (I).

Al proposito va nuovamente

ribadito che se l'istruttoria da

effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un

apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di

determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri

provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si

rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr. Kölz/Häner,

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47

n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF

122.

II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con

riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito

conformemente all'art. 29

cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

In

concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la

fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere

ad altri accertamenti medici.

2.10

Visto quanto precede, la conclusione dell’Ufficio AI essendo basata su

sufficienti approfondimenti, non può che essere confermata. Ne discende la

reiezione del ricorso e la conferma del provvedimento impugnato.

Per

quanto riguarda le spese della presente procedura, secondo l’art. 69 cpv. 1bis

LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle

spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- vanno poste a carico

dell’assicurato.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Le

spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster