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32.2007.61

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

14 maggio 2008Italiano41 min

Source ti.ch

Fatti

I 807/04 vom 10. Juli 2006, E. 1.2)." (cfr. DTF 133 V 462-472)

In

un'altra sentenza I 735/05 del 23 luglio 2007 pubblicata in DTF 133 V 472 seg.

il Tribunale federale ha stabilito che la cifra marg. 8053 della Circolare

sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità

(CIGI; nel suo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004) non viola nè il principio

della parità di trattamento (art. 8 cpv. 1 Cost.), nè il divieto di

discriminazione (art. 8 cpv. 2 cost.), nè il divieto dell'arbitrio (art. 9

Cost.) e neppure la LDis.

Inoltre

la legge non fa dipendere il diritto ad un assegno per grandi invalidi dalla

gratuità o meno dell'accompagnamento nell'organizzazione della realtà

quotidiana, bensì soltanto dall'intensità del danno alla salute.

2.4. Nella

presente fattispecie il dottor __________ del SMR ha escluso che i requisiti dell'art.

38 OAI in relazione con l'art. 37 cpv. 1 lett. e OAI siano soddisfatti ed ha

rilevato:

" La

presenza continua non è motivata da elementi oggettivi, i disturbi dell'A

presentano dei vertigini che rendono insicura l'A. Si tratta di ansia e paure.

Infatti l'A dichiara che dei giorni sta relativamente bene e può svolgere certe

attività. In situazione di necessità si permette di condurre un auto-veicolo.

Ne risulta che tale disfunzione non presenta la caratteristica di

una sorveglianza permanente.

Per tale motivo ritengo che un IGI non risulta giustificato.

L'accompagnamento costante per l'organizzazione della realtà

quotidiana non è presente, l'A si occupa normalmente dei suoi cani senza

problemi come evidenziato dall'assistente.

Anche il MC non descrive una situazione che necessita una

sorveglianza continua motivata.

Ritengo che possiamo rifiutare tale prestazione." (Doc. AI

195-1)

Alla stessa conclusione è

giunto il dottor __________ nel corso della procedura di opposizione:

" (...)

Dall'inchiesta AGI casalinga non emerge una limitazione

dell'autonomia tale da giustificare un provvedimento AGI.

Ora vengono riferiti due episodi di caduta con contusione cranica,

di per sè non è la contusione cranica che interessa se a questa non vengono

collegati dei sintomi o delle sequele cliniche, è da considerare il fatto che

l'assicurata sia soggetta al rischio di cadute.

Questo aspetto rientrava già nella precedente valutazione, è una

delle conseguenze dei capogiri e si verifica in modo occasionale e non è un

motivo di incapacità o di limitazione dell'autonomia.

In sostanza non vi sono nuovi elementi che possano mutare la

precedente decisione." (Doc. AI 205-1)

Dalla sua perizia del il

27 aprile 2007 il dottor __________, Capo del Servizio di neurologia dell'__________

ha posto la diagnosi di:

"1. Trauma cranio-cerebrale e cervicale (22.08.1997) con

a) Commotio cerebri

b) Sindrome post-concussiva

i. Cefalea

post-traumatica cronica, associata componente di uso eccessivo di analgesici

Considerandi

ii. Vertigini

iii. Disturbi cognitivi di entità

media-moderata

iv. Disturbo ansioso-fobico

v. Insonnia

vi. Insicurezza alla marcia, in

parte su diagnosi 2.

c) Sindrome

cervicale lieve-moderata in presenza di alterazioni degenerative

d) Frattura del processo spinoso di Thl.

2.

Disturbo della personalità istrionico

a) Probabilmente fissato in seguito al

trauma del 22.08.1997

b) Sovrapposto disturbo ansioso-fobico

3.

Stato dopo frattura tri-malleolare della

caviglia destra 9.4.1982

a. Trattata chirurgicamente

b. Conseguente artrosi post-traumatica

4.

Lesione cuffia rotatori spalla dx traumatica su

caduta 10.10.1992

5.

Instabilità alla marcia di origine mista: ortopedica su

sensazione di instabilità caviglia destra e dolori della sacro-iliaca destra,

vertigini cervicogene e/o nell'ambito della sindrome post-concussiva cronica e

componente ansiosa. (...)" (Doc. C2)

Dal

referto peritale emergono in particolare i seguenti elementi:

" (...)

Þ Certificato 25.04.2006

Dr. __________documento portato dalla paziente al momento dell'esame): 20.10.2005

caduta dalle scale di casa con contusione parieto-occipitale destra con piccola

ferita lacero-contusa, nuova traumatizzazione della colonna cervicale e della

spalla destra e contusione dorso-lombare destra con ematoma lombare. In data

del 18.11.2005 lamentava un aumento della sintomatologia vertiginosa, delle cefalee

e delle cervicalgie.

Þ Certificato 23.10.2006

Dr. __________ (documento portato dalla paziente al momento dell'esame): Stato

dopo infortunio con contusione cranica (02.10.2006).

(...)

Vertigini e cadute ripetute La signora RI 1, oltre

ad una instabilità costante alla marcia, riferisce degli attacchi di vertigini,

della durata di diversi minuti (fino ad una ora), descritti come molto intense e

rotatorie, che non sono scatenate dai cambiamenti di posizione, ma possono

comparire anche in posizione sdraiata ed immobile, e avrebbero, quando

sopraggiunge in posizione eretta, condotto anche a diverse cadute. Durante

queste cadute, quasi sempre in avanti (non sensazione di essere spinta da un

lato) la paziente a diverse riprese ha picchiato il volto o il capo, e si è

anche procurata una contusione al ginocchio destro. Queste cadute non si sono

mai accompagnate da perdita di conoscenza. Durante gli attacchi vertiginosi non

vi è perdita o alterazione del contatto, nè sono visibili movimenti anomali

come tremore, clonie o movimenti automatici. Gli attacchi vertiginosi sono

comparsi nelle prime settimane dopo il trauma (quando la paziente portava

ancora il collare), erano inizialmente quotidiani, potendo sopraggiungere anche

diverse volte al giorno, per poi diventare meno frequenti (4-5x/settimana

attualmente), benché la frequenza delle cadute legate a questi episodi sia

aumentata negli ultimi mesi.

La signora RI 1 riferisce che mentre prima dell'incidente vi erano

alcune cadute, legate all'instabilità del piede destro, esse erano prima

dell'incidente rare e in parte "prevedibili" mentre ora

sopraggiungerebbero "senza preavviso" facendole temere di cadere

nuovamente nelle scale (come è accaduto 18 mesi fa, quando avrebbe fatto un

"tuffo" di 15 gradini) o in un altro luogo pericoloso.

(...)

Ansia e cambiamento di carattere: La signora RI 1

riferisce che mentre prima dell'incidente non soffriva particolarmente di ansia

(all'infuori di una claustrofobia, manifestatasi per la prima volta dopo la

nascita del primo figlio e che la paziente attribuisce in primo luogo al fatto

di essere stata rinchiusa in una "scatola" da compagni di giochi

quando era bambina; e di una paura di volare, per cui avrebbe preso l'aereo una

sola volta in vita sua) attualmente non è in grado di restare sola neanche per

qualche minuto costringendo i familiari a starle accanto a turno. Quando sola

sentirebbe subito una "grande paura" di quello che "potrebbe

succedere" in particolare se le "venisse un nuovo attacco di

vertigine". Anche il compagno della paziente riferisce questa incapacità a

restare sola, dicendo che la signora F. "lo controlla in

continuazione", lo chiamerebbe "anche di notte quando finalmente

riesce a fare le proprie cose, per esempio scrivere al computer", mentre

"l'ufficio non dista neanche di 10 metri dalla camera dove dorme la

signora RI 1".

(...)

In sintesi, la signora RI 1 lamenta una sindrome

dolorosa cervicale con riduzione della mobilità cervicale, soprattutto

limitata da dolori, senza irradiazione brachialgica; cefalee croniche,

quotidiane, con frequenti esacerbazioni in parte legate ai movimenti, per

le quali assume quotidianamente degli antinfiammatori a dose piena da più di 9

anni; delle "crisi vertiginose" con conseguenti ripetute

cadute; una riduzione del rendimento lavorativo legato a difficoltà di

concentrazione, disturbi del sonno con risvegli infrasonno e difficoltà a

trovare lo slancio alla mattina, ma senza franca sonnolenza diurna, nonché una ansia

importante, secondaria, soggettivamente, soprattutto alle vertigini e al

timore di ulteriori cadute. Quando interrogata sul disturbo al primo piano,

la paziente dice essere soprattutto disturbata dai limiti posti alla sua

indipendenza da questa ansia e dal rischio di cadute.

(...)

IV.5 Esame neuropsicologico del 23.03.2007 (Clinica __________,

Lic. psic. __________)

Sintomatologia cognitiva di entità media-moderata caratterizzata

da deficit mnestici a lungo termine, disturbi esecutivo-attentivi e difficoltà

di accesso lessicale. Quanto emerso può essere in parte ascritto al trauma

distorsivo cervicale subito dalla paziente il 22.08.2007: disturbi di memoria,

difficoltà attentive e rallentamento sono infatti frequentemente descritti

quali conseguenza di tale tipo di traumi.

Il riscontro di deficit di accesso lessicale e di fluenza verbale

e la gravità dei disturbi mnestici a lungo termine - in particolare osservati

in modalità verbale - vanno tuttavia oltre a quanto ci si sarebbe potuti

attendere.

Per quanto concerne le possibili ricadute funzionali, riteniamo

che i disturbi attentivi, mnestici ed il rallentamento presentato dalla

paziente potrebbero moderatamente limitare il suo rendimento nello svolgimento

dell'attività di gestione del proprio patrimonio immobiliare.

(...)

Per quel che riguarda la situazione venutasi a creare dopo

l'incidente la paziente afferma di essere molto cambiata di carattere e di

avere grosse difficoltà a concentrarsi e a tenere le cose a mente. In

precedenza si descrive come una donna attiva che gestiva tutto. Attualmente si

lagna dal fatto di non sentirsi più autosufficiente e soprattutto di dipendere

per la maggior parte delle cose dal suo secondo marito.

(...)

● Diagnosi: disturbo istrionico di personalità

(ICD10-F60.4) associato ad elementi ansioso-fobici indicanti una dipendenza e

un attaccamento preoccupato al suo entourage.

(...)

b) "Traumatischer schwindel (Zervikaler

Schwindel, zusätzlich phobischer Schwindel)"

Possiamo confermare questa diagnosi, in quanto la signora RI 1 in

effetti presenta degli attacchi vertiginosi rotatori, che, data la loro

comparsa dopo il trauma, e in assenza di anomalie all'esame neurologico e

otoneurologico evocatorie di una patologia vestibolare o neurologica centrale,

possono essere attribuiti ad una origine "cervicogena" o

eventualmente essere interpretata come parte della sindrome post-concussiva

cronica in parte esacerbati da uno stato ansioso-fobico.

- "Neurosthenisch-Hirnorganisches Psychosyndrom".

Questa terminologia, oltre alla diagnosi di sindrome post-contusiva, sembra

sottointendere anche una componente psichiatrica "nevrastenica":

Poste queste premesse, la sintomatolgia psichiatrica, pur preesistente (vedi

diagnosi Dr. __________) è peggiorata negli ultimi anni, fissandosi in uno

stato nevrotico del carattere a colorito isterico. Questo peggioramento è,

secondo il principio della verosimiglianza preponderante, in relazione con

l'incidente del 22.08.1997. (Doc. C/2)

Invitato a prendere

posizione su questa perizia l'UAI ha trasmesso il seguente parere dal dottor D.

__________ del SMR:

" (...)

Dalla recente perizia pluridisciplinare non risulta una patologia

che giustifichi l'erogazione d'un AGI. La patologia psichiatrica

dell'assicurata non è particolarmente pesante, da parte del perito psichiatrico

viene valutato un impedimento del 30%. Si tratta d'un disturbo prevalentemente

istrionico (il Disturbo Istrionico di Personalità è caratterizzato da

un'emotività eccessiva e dalla continua ricerca di attenzione. Gli individui

con disturbo istrionico, infatti, si sentono a disagio quando non sono al centro

dell'attenzione. Percependo l'approvazione degli altri come unica ancora di

salvezza, avvertono una pressione costante ad utilizzare l'aspetto fisico per

ricercare questa attenzione) con componente ansiosa.

L'instabilità alla marcia, problematica probabilmente pure da

imputare alla problematica psichica, non è presente in continuazione ma solo

episodicamente. Questo disturbo sicuramente non rende necessaria la presenza

continua d'una terza persona la quale non potrebbe in ogni caso evitare una

eventuale caduta. La reperibilità di terzi potrebbe essere garantita senza

problemi tramite p.es. il Teleallarm qualora l'assicurata temesse di non

potersi alzare da sola dopo una caduta." (Doc. XII/bis)

Al fine di chiarire la

situazione dal profilo medico il TCA ha interpellato il perito dottor __________,

ponendogli alcuni quesiti:

"

Sulla base di quanto ha potuto constatare nella

sua perizia:

1) ritiene

che l'assicurata, viste le sue condizioni di salute, debba essere aiutata da

qualcuno per poter svolgere in modo autonomo le attività quotidiane (cioè aiuto

nella strutturazione della giornata o sostegno nell'affrontare talune

situazioni della vita quotidiana - per esempio problemi di vicinato, questioni

legate alla salute, all'alimentazione e all'igiene, semplici attività

amministrative - o istruzioni per sbrigare i lavori domestici nonché

sorveglianza / controllo) oppure può svolgerle da sola?

2) ritiene

che l'assicurata debba essere accompagnata da qualcuno per potere uscire di

casa al fine di compiere talune attività della vita quotidiana e intrattenere

contatti (ad esempio: fare gli acquisti, attività del tempo libero, contatto

con uffici amministrativi o personale medico, recarsi dal parrucchiere, ecc.)

oppure può farlo da sola?

3) ritiene

che l'assicurata debba essere accompagnata da qualcuno nell'organizzazione

della vita quotidiana per evitare che essa si isoli permanentemente dal mondo

esterno (e che ciò implichi un considerevole peggioramento del suo stato di

salute) oppure no?

4) (solo

in caso di risposta positiva o una o più delle prime tre domande).

L'accompagnamento di

un'altra persona nell'organizzazione della vita quotidiana è necessario in

media per almeno due ore la settimana sull'arco di tre mesi? (...)" (Doc.

XIV)

Questo specialista ha così

risposto il 9 marzo 2008:

" (...)

1) Per quanto

concerne lo svolgimento delle attività quotidiane non ritengo che l'assicurata

debba essere aiutata da terzi per svolgere queste in maniera autonoma; in

particolare è da ritenersi totalmente indipendente per quanto concerne i

problemi di vicinato, l'alimentazione, l'igiene, le piccole questioni legate

alla salute o istruzioni per sbrigare i lavori domestici nonché

sorveglianza/controllo.

In

riferimento all'esecuzione di semplici attività amministrative queste sono eseguibili

come citato nella perizia (v. 1.17b) in misura ridotta del 60%.

2) Non ritengo

che la Sig.ra RI 1 debba essere accompagnata quando esce di casa; le semplici

attività quotidiane possono essere svolte autonomamente in particolare gli

acquisti, le attività del tempo libero, i contatti con uffici amministrativi o

personale medico, recarsi dal parrucchiere ...

3) Non ritengo

che l'assicurata debba essere accompagnata nell'organizzazione della vita

quotidiana.

4) Cade.

La presa di posizione si riferisce in

modo particolare all'affezione neurologica.

Ho comunque preso contatto telefonico

anche con il Dr. __________, FMH psichiatria, che ha allestito la perizia

citata, concernente l'aspetto psichiatrico. Le sue conclusioni non si

discostano essenzialmente dalle mie neurologiche." (Doc. XV)

Nella sua perizia del 27

aprile 2007 il dotto __________, aveva così risposto al quesito 1.17:

" (...)

1.17

Valuti

il perito il grado medico-teorico di invalidità, presentati da RI 1, in

funzione di quanto stabilito all'art. 3 litt. B delle

condizioni generali della convenuta, denominate "Zusatzbedingungen (ZB)

Nr. 2.2 für die Versicherung der Invalidität zu den Allgemeinen

Versicherungsbedingungen für die ZürichLuk Lebens-, Unfall- und

Krankenversicherung".

Riteniamo che l'invalidità medico-teorica a seguito dell'incidente

del 1997, dal punto di vista neurologico-psichiatrico, sia

complessivamente stimabile ad un massimo di 40%, senza tener conto

delle preesistenti (precedenti al 22.08.1997) assegnazioni di invalidità.

Queste si basano sulla sindrome cervicale con diagnosi di frattura

e pseudoartrosi del processo Th1, valutazione neurologica, neurologica e

psichiatrica.

a) Spieghi

il perito, all'occorrenza, perchè le sue conclusioni si discostano da quelle

del Dr. __________ (Cfr. doc. H1)

Innanzitutto nel documento H1, il Dr. __________ prende posizione

su una incapacità di guadagno (tenendo conto dell'attività lavorativa) mentre

la nostra è una valutazione di una incapacità lavorativa medico-teorica.

In secondo luogo la nostra valutazione tiene conto oltre che dei

disturbi neurologici anche degli aspetti neuropsicologici e psichiatrici.

b) Dica

il perito se nel determinare il grado di invalidità ha tenuto conto sia della

sua incapacità nello svolgere le usuali mansioni di casalinga sia

dell'incapacità connessa con l'attività professionale, svolta prima

dell'infortunio del 22.08.1997, d'amministratrice del proprio patrimonio

immobiliare e di quello da terzi affidatole.

Sì, il complessivo 40% di invalidità tiene conto sia delle

mansioni quale casalinga che di quelle esercitate nell'attività professionale.

(...)" (Doc. C/2, pag. 28-29)

Il dottor __________ è

stato interpellato e invitato dal TCA a rispondere a delle domande direttamente

attinenti all'oggetto litigioso (per un diverso caso cfr. DTF 133 V 369-370).

Egli ha risposto dopo

avere interpellato lo psichiatra dottor __________. Inoltre in occasione

dell'allestimento della perizia del 27 aprile 2007 il dottor __________ aveva

pure sentito il signor __________ (cfr. Doc. C/2 pag. 1:

"sull'eteroanamnesi dell'ex marito della peritanda, signor __________,

testimone dell'incidente nonché attuale compagno, del 28.02.2007"), cioè

la persona che aveva descritto le difficoltà della ricorrente all'assistente sociale,

in occasione dell'inchiesta del 16 giugno 2005 (cfr. consid. 2.2).

Ora, le conclusioni del

dottor __________, che questo Tribunale non ha motivi di mettere in dubbio

(cfr. DTF 133 V 469) sono chiare i disturbi di cui soffre l'assicurata non sono

di intensità tale da giustificare un accompagnamento nell'organizzazione della realtà

quotidiana (cfr. art. 38 cpv. 1 e cpv. 3 OAI).

Tale conclusione coincide

peraltro con quella dei medici del SMR (cfr. STFA I 938/04 del 24 agosto 2006).

Di conseguenza, ritenuto

che, per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_125/2007 del 9 aprile 2008; STF

9C-13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220; DTF 131 V

242.

consid. 2.1 pag. 243; DTF 129 V 167 consid. 1 pag. 169) il giudice delle

assicurazioni sociali, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola

sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della

decisione su opposizione in lite (nel caso concreto l'8 gennaio 2007),

giustamente l'UAI ha respinto la richiesta di un assegno per grandi invalidi.

2.5

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle

spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- vanno poste a

carico dell’assicurata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

é respinto.

2. Le spese

per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurata.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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