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32.2008.148

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

17 giugno 2009Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

i disturbi da dolore somatoforme, per cui si giustifica, dal profilo giuridico,

e allo stato attuale delle conoscenze, di applicare per analogia i principi

sviluppati dalla giurisprudenza in materia di disturbi da dolore somatoforme

qualora si tratti di valutare il carattere invalidante di una fibromialgia.

Ciò significa che anche in presenza di fibromialgia si deve

presumere che tale affezione o gli effetti della stessa possano essere

sormontati facendo gli sforzi personali ragionevolmente esigibili (cfr. DTF 131

V 50 (recte: 49)). Come in tema di disturbi da dolore somatoforme si deve

comunque prendere in considerazione la possibile sussistenza di determinati

fattori che, per la loro intensità e costanza, rendono la persona incapace di

fare simili sforzi. I criteri suscettibili di giustificare una prognosi

negativa sono i seguenti: la presenza di una componente psichiatrica importante

per la sua gravità, la sua intensità e la sua durata, il perdurare di un

processo morboso per più anni senza remissione durevole, l'esistenza di turbe

croniche, il verificarsi di una perdita di integrazione sociale in tutte le

manifestazioni della vita e la constatazione dell'insuccesso delle cure

ambulatorie o stazionarie praticate secondo le regole dell'arte, questo

nonostante l'attitudine cooperativa della persona assicurata. In presenza di

una componente psichiatrica, si deve tener conto dell'esistenza di uno stato

psichico cristallizzato risultante da un processo difettoso di risoluzione di

un conflitto conferente comunque un sollievo dal profilo psichico (profitto

tratto dalla malattia, fuga nella malattia). Infine, sempre come nel caso di

disturbi da dolore somatoforme si deve concludere per l'assenza di un danno

alla salute giustificante il diritto a prestazioni qualora le limitazioni

legate all'esercizio di un'attività risultino da un’esagerazione dei sintomi.

(…)” (STFA del 19 maggio 2006 nella causa O., I 873/05)

In una sentenza 9C_35/2007

del 4 aprile 2008, l'Alta Corte ha sottolineato:

" (...)

Quanto agli effetti invalidanti della

fibromialgia, invocati con il ricorso e negati nel caso di specie dal primo

giudice sulla scorta della valutazione del Servizio X.________, basta il rilievo

che, in analogia a quanto stabilito in materia di disturbo somatoforme da

dolore persistente, la malattia non è di regola atta a determinare una

limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare

un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI e che comunque le condizioni per

eccezionalmente ammettere una siffatta ipotesi non sono certamente date in

concreto in assenza di una comorbidità psichiatrica importante (in casu:

sintomatologia depressiva descritta in totale regressione) e in presenza di una

(chiara) tendenza all'esagerazione riscontrata dal dott. J.________ (DTF 132 V

65 consid. 4.2.1 e 4.2.2 pag. 70 seg.; 131 V 49 consid. 1.2 pag. 50; 130 V 352

consid. 2.2.3 pag. 353 seg. e consid. 3.3.1 pag. 358). (...)"

In una

sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che

“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in

particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata

sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto

scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del

Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).

(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

2.4. Se

il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che

incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,

aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta

(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di

una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande

invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della

rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si

ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del

grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è

stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il

grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è

modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3

OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno

per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era

insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova

richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni

previste nel capoverso 3.

Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di

ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o

parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il

miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione

allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente

continuerà a durare (art. 88 a

cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,

occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non

appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono

applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di

assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo

(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

La

costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a

revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha

un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è

rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno

subito un cambiamento importante (DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994

nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30).

Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che

le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una

modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.

D'altra

parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista

astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

In ogni

caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla

pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente

mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,

sia giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC 1987 pag. 38, consid. 1a;

STFA 29 aprile 1991 in causa

G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

Per

stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista

temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della

decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia

della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita

a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369

consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268;

Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.

258).

Circa gli

effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un

assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la

riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è

messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la

notifica della decisione.

2.5. Nella decisione del 7 maggio

2007 l’UAI ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al

periodo dal 1° marzo 2005 al 31 marzo 2006, ridotta poi a mezza rendita dal dal

1° aprile 2006, fondandosi, in particolare, sulla perizia pluridisciplinare del

SAM dell’8 gennaio 2006 (doc. AI 32-1).

Nell’ambito

della richiesta di aumento della rendita d’invalidità del 6 marzo 2008

l’assicurato ha trasmesso all’UAI il rapporto della Clinica universitaria __________

di __________.

Gli

specialisti interpellati, dopo aver descritto l’anamnesi del paziente, i

disturbi soggettivi, l’esame clinico del 24 ottobre 2007 e la documentazione

radiologica, hanno posto la diagnosi e la valutazione qui riprese:

"

V. DIAGNOSE

Transmurale Supraspinatus-Reruptur und Verdacht auf

Subskapularis-Oberrandläsion Schulter links mit / bei

• Status

nach Schulter-Arthroskopie und offener Rotatorenmanschetten­Rekonstruktion

links am 03.05.2005 (Dr. __________, __________)

Transmurale Supraspinatus-Reruptur und Verdacht auf

Subskapularis-Oberrandläsion Schulter rechts mit / bei

• Status

nach Schulter-Arthroskopie mit offener Rotatorenmanschetten­Rekonstruktion und

Akromioplastik rechts am 02.03.2004 (Dr. D. __________, __________)

AC-Gelenks-Arthropathie links mehr als rechts

Sensomotorisches Karpaftunnelsyndrom links mehr als

rechts

Multisegmentale degenerative Veränderungen der HWS

von C4-C7 mit / bei

• grosser,

nach intraforaminal reichender Diskushemie auf Höhe C6/C7 rechts mehr als links

mit möglicher Kompromittierung der Nervenwurzel C7 rechts

VI. ZUSAMMENFASSUNG

UND BEURTEILUNG

Der von uns begutachtete Expiorand hatte am

29.09.2002 einen Motorradunfall. Eine im Bereich beider Schultern vorliegende

Rotatorenmanschetten-Läsion wurde lange Zeit nicht erkannt. Trotz offener

Rotatorenmanschetten-Rekonstruktion am 02.03.2004 im Be­

reich der rechten Schulter sowie am 03.05.2005 im

Bereich der linken Schulter bestehen weiterhin belastungs- und

bewegungsabhängige Schmerzen im Bereich beider Schultern sowie auch erhebliche

Nachtschmerzen. Diese Schmerzen imponieren teils Im Sinne ei­ner Brachialgia

paraesthetica nocturna. Zusätzlich bestehen auch störende Paràsthesien und

Hypästhesien im Bereich beider Arme.

Diagnostisch findet sich im Bereich beider Schultern

eine intervalinahe Rotatorenman­scheften-Reruptur Qeweils Supraspinatus

transmural sowie Verdacht auf Subskapularis­Oberrandläsion) bei Intakter,

durchgehender langer Bizepssehne. Zusätzlich besteht kli­nisch eine deutliche

AC-Gelenksarthropathie links mehr als rechts. In der durchgeführten

MRI-Untersuchung der HWS zeigt sich eine deutliche Diskushemie C6/C7 mit

intrafora­minaler Kompromittierung der Nervenwurzel C7, vor allem rechts.

Elektrophysiologisch konnte ein sensomotorisches Karpaltunnelsyndrom links mehr

als rechts nachgewiesen werden, welches die nächtlichen Beschwerden im Sinne

einer Brachlalgla paraesthetica noctuma gut erklären kann. Rechtsseits bestehen

elektrophysiologisch zudem Hinweise auf eine auch proximaler gelegene,

allenfalls radikuläre Läsion.

Gesamthaft können die gefundenen Pathologien das

Ausmass der geschilderten Be­schwerden erklären. Therapeutisch besteht eine

komplexe Situation mit verschiedenen, teils konservativen, insbesondere aber

operativen Interventionsmöglichkeiten. Diesbezüg­lich verweisen wir auf die von

Ihnen gestellten Fragen.

VII. BEANTWORTUNG

DER FRAGEN

Befunde, Diagnose?

Siehe Kapitel III, IV und V unseres Gutachtens.

Welche Behandlungsmassnahmen könnten Ihres

Erachtens eine entscheidende Besserung des Zustandes der rechten Schulter

bringen?

Wir denken, dass bei diesem 50-jährigen Exploranden

mit Supraspinatus-Reruptur bei guter Muskelqualität und nur mässiger Retraktion

eine Re-Rekonstruktion anzustreben ist. In diesem Sinne worden wir eine erneute

Schulter-Arthroskopie mit arthroskopischer Ro­tatorenmanschetten-Rekonstruktion

und bei Rotatorenintervall-angrenzender Ruptur gleichzeitig auch

Bizepstenotomie oder -tenodese sowie Re-Akromioplastik und bei posi­tivem

Ansprechen auf die AC-Gelenksinfiltration auch AC-Gelenksresektion vorschlagen.

Dadurch ist eine Verbesserung der Schmerzsymptomatik wahrscheinlich bis

überwiegend wahrscheinlich zu erwarten, eine Verbesserung der Kraft aber

möglicherweise nicht.

Gleichzeitig könnte rechts mit einer altfälligen

Schulteroperation eine operative Dekom­pression des elektrophysiologisch klar

nachgewiesenen, sensomotorischen Karpaltunnel­syndroms durchgeführt werden, da

dieses oftmals diffuse Armschmerzen verursachen kann im Sinne einer Brachialgia

paraesthetica noctuma und diese Beschwerden nur schwer von der

Schulterbeschwerden getrennt werden können.

Welche therapeutischen Massnahmen könnten eine

entscheidende Besserung des Zustandes der linken Schulter bringen?

Gleiches wie oben gilt auch für die linke Schulter.

Auch hier besteht eine Rotatorenman­schetten-Reruptur mit guter Muskelqualität

und nur mässiger Retraktion sowie ein deutlich positives Ansprechen auf die

AC-Gelenksinfiltration, so dass durch eine erneute Schulter­Arthroskopie,

Rotatorenmanschetten-Rekonstruktion, Bizepstenotomie oder -tenodese,

Re-Akromioplastik und AC-Gelenksresektion mit Wahrscheinlichkeit bis

überwiegender Wahrscheinflchkeit eine Verbesserung der Schmerzsymptomatik zu

erwarten ist, eine Verbesserung der Kraft aber möglicherweise nicht.

Wie auch auf der rechten Seite könnte links

gleichzeitig eine operative Therapie des elekt­rophysiologisch nachgewiesenen

sensomotorisc hen Karpaltunnelsyndroms durchgeführt werden. Nach unserem

Erachten würde sich dadurch die Wahrscheinlichkeit einer deutli­chen

Beschwerderegredienz der Schulter- und Armschmerzen links noch deutlich erhö­hen.

Falls keine weitere Behandlung mehr In Frage

kommt, wie lautet Ihre Beurteilung der zumutbaren Arbeitsfähigkeit?

Entfällt.

Wie hoch stufen Sie den Integritätsschaden an der

rechten Schulter, wie hoch an der linken Schulter ein?

Wir würden den Integritätsschaden an beiden

Schultern auf je 10 % einstufen, entspre­chend einer mässigen Form einer

Perlarthropathia humeroscapularis. Durch eine erfolg­reiche operative Therapie

könnte jedoch der Integritätsschaden wahrscheinlich bis über­wiegend wahrscheinlich

auf 0 % vermindert werden. Eine Zunahme der Rupturgrösse mit konsekutiver

Pseudoparalyse der Schulter könnte den Integritätsschaden ebenso aber auch

erhöhen.

Haben Sie allfällige Bemerkungen?

Ob, in welcher Reihenfolge und Geschwindigkeit die

vorgeschlagenen Massnahmen durchgeführt werden sollen, ist eine

Temperamentfrage und richtet sich nach den Wün­schen des Exploranden.

Aufgrund der verschiedenen Pathologien würden wir

folgendes Procedere durchführen:

Zuerst Anpassung von Nachtlagerungsschienen im

Bereich beider Handgelenke. Dadurch kann eventuell bereits ein gewisser

Therapieeffets seitens des Karpaltunnelsyndroms erzielt werden. Gleichzeitig

mit einer allfälligen Schulteroperation (rechts oder links) wäre die operative

Dekompression des Karpaltunnels durchführbar.

Da vor allem rechtsseits zusätzlich eine radikuläre

Schmerzgenese möglich ist, die Be­schwerden jedoch eher linksseits überwiegen,

würden wir bei einer allfälligen operativen Therapie empfehlen, eher die linke

Seite zuerst anzugehen. Bei guter Schmerzbefreiung und entsprechendem

Therapiewunsch dann auch selbiges Vorgehen auf der rechten Sei­te. Eine

Operation an der Halswirbelsäule sehen wir nicht primär indiziert. Bei

persistie­renden Restbeschwerden wäre nach den Operationen an den oberen

Extremitäten die Situation im Bereich der Halswirbelsäule nochmals dann neu zu

evaluieren." (Doc. AI 71 14-18)

Su indicazione del 15 maggio 2008 del Dr. __________ del SMR (doc.

AI 78-1) l’UAI ha predisposto un accertamento peritale psichiatrico presso il

Centro peritale per le assicurazioni sociali (doc. AI 79-1).

In tale

ambito il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, nel referto del

18 giugno 2008, dopo aver illustrato l’anamnesi, i dati soggettivi

dell’assicurato e le constatazioni obiettive ha diagnosticato quanto segue:

"

Sindrome depressiva ricorrente, non specificata

(ICD‑10 F33.9) con aspetti persecutori e rivendicativi esistenti dal

2004.

Disturbo di personalità misto (ICD‑10

F61.0) con aspetti caratteriali e paranoico esistenti da diversi anni.

Periartropatia omeroscopolare cronica bil. con/su:

stato dopo rirottura del tendine sovraspinato della spalla dx; tendinopotia

degenerativa della spalla sx dal 2003; sindrome cervico‑vertebrale

cronica con slash su moderata osteocondrosi e uncartrosi cervicale. Indizzi per

profusioni discoli, cervicali negli ultimi 2‑3 anni.” (doc. AI 81-9)

Lo

specialista ha poi espresso la seguente valutazione:

"

5. Valutazione e prognosi

Siamo di fronte ad un 51 enne che praticamente

prima dell'incidente del 2002 non aveva mai presentato dei disturbi di alcun

genere.

Ha svolto la sua attività lavorativa negli ultimi

anni praticamente dal 1987 fino all'infortunio del 2002 presso il comune di __________

in qualità di operaio, dopo l'infortunio egli avrebbe potuto riprendere la sua

attività lavorativa almeno nella misura del 50%, visto che ha avuto periodi di

inabilità lavorativa anche negli ultimi anni nella misura del 50%, però in

seguito a vari problemi burocratici e amministrativi egli non ha potuto

riprendere neanche in modo parziale l'attività lavorativa, anzi gli è stato

proposto di non presentarsi sul posto di lavoro e ufficialmente egli è ancora

dipendente del comune di __________.

Come già accennato, gradualmente ha sviluppato

una serie di disturbi psichici, ragion per la quale doveva essere seguito

presso lo studio medico del Dr. __________ praticamente dal 2004 a tuttora in modo regolare, visto che

aveva presentato una depressione atipica ( depressione nervosa) con lo sviluppo

di una progressiva depressione reattiva con componente caratteriale e

rivendicatività, aggressività, addirittura con idee suicidali, omicidali a

confronto dei suoi colleghi di lavoro (egli voleva varie volte recarsi presso

il comune di __________ e buttare giù qualcuno dalla terrazza).

All'inizio sotto forma di una depressione

reattiva nell'ambito di una sindrome da disadattamento sicuramente con elementi

di tipo paranoico già pre‑esistente a causa dei suoi disturbi della

personalità che come fattore scatenante insieme a tutto quello che gli è

successo, evidenziava delle modalità caratteristiche persistenti, a volte con

un comportamento pericoloso e rivendicativo pervasiva e non flessibile,

ostacolava un eventuale adattamento, ragion per la quale necessitava una cura

psico‑farmacologico importante, attualmente con l'introduzione di un

farmaco neurolettico che sembra aver migliorato gradualmente la sua

aggressività e la sua situazione psichica in generale.

Egli riferisce che recentemente è stato ancora

valutato presso la Clinica universitaria__________ che hanno proposto ancora

degli interventi chirurgici che lui rifiuta assolutamente.

A causa anche di altri problemi socio‑economici

si sente molto teso a volte esplosivo, riferisce che se non usciva regolarmente

dal domicilio per passeggiare a volte varie ore nei boschi con il cane, la sua

rabbia poteva causare dei danni.

Egli si sente tradito, presenta continui pensieri

rivendicativi, d'ingiustizia che lo disturbano in continuazione ed è convinto

che se ritornava al posto di lavoro la situazione poteva essere differente.

In seguito al mio colloquio telefonico con il Dr.

__________ psichiatra che lo ha in cura oramai già da diversi anni, infatti

abbiamo constatato un lieve miglioramento negli ultimi mesi dal punto di vista

psichiatrico, dovuto anche all'introduzione della terapia psico‑farmacologica

aggiuntiva a base di Tegretol e Clopixol.

Il collega, conferma un'inabilità lavorativa

nella misura del 50% puramente dal punto di vista psichiatrico, che in linea

massima siamo in accordo con la valutazione del collega Dr. __________ del

dicembre del 2006.

Praticamente egli ancora presenta un'inabilità

lavorativa nella misura del 50% a causa d'insieme di un disturbo psichico ben

presente, che necessita assolutamente la continuazione della sua presa a carico

di tipo psichiatrico ed è importantissimo che continui ad assumere la sua psico‑farmaco

terapia come già in atto, riconoscendo la sua inabilità lavorativa parziale

almeno ancora per un anno e poi rivalutare la sua situazione psichica.

Con la possibilità che migliori, vista la sua età

relativamente giovane, in caso di un accordo sul posto di lavoro o con la

collaborazione della __________, che ancora sta assumendo le sue spese pagando

una certa indennità, salvo eccezione la sua prognosi a medio‑lungo

termine, dal punto di vista psichiatrico potrebbe essere favorevole.

B. Conseguenze sulla capacità di lavoro

l. Menomazioni (qualitative e quantitative)

dovute ai disturbi constatati

1. 1 a livello psicologico e mentale

A livello psicologico e mentale, come descritto

sopra; siamo in presenza di una sindrome depressiva atipica, di entità lieve‑media

ma con un componente nevrotico e un disturbo di personalità che complica

l'evoluzione positiva‑rapida all'assicurato.

Tutto ciò, causa un malessere psichico permanente

che malgrado i suoi sforzi persistono ancora e impediscono uno svolgimento di

un'attività lavorativa completo.

1.2 livello fisico

A livello fisico, per quel che riguarda i suoi

disturbi e dolori alle spalle e alla colonna cervicale, già stato valutato,

egli presenta dei disturbi importanti ed in modo costante che causano anche dei

disturbi del sonno visto che è difficile la posizione giusta e deve per forza

dormire con la pancia in su ed è l'unica posizione che gli da sollievo.

Altrimenti, fisicamente stà bene e come già accennato svolge varie camminate e

passeggiata all'aria aperta che gli fanno bene.

1.3 nell'ambito sociale

Per fortuna, nell'ambito sociale egli riesce a

gestire la sua situazione in modo molto positivo, è in ottimi rapporti con i

suoi famigliari, amici e conoscenti. Svolge un'attività sociale abbastanza

importante.

Considerandi

2.

Conseguenze dei disturbi sull'attività

attuale

2.1

Come si ripercuotono i disturbi

sull'attività attuale dell'assicurato

Dal punto di vista psichico, egli potrebbe

svolgere qualsiasi attività lavorativa, attualmente nella misura del 50%.

2.2

L'attività

attuale è ancora praticabile?

Sì.

2.3

Se si, in quale misura (ore al giorno)?

Nella misura del 50%, circa 4‑5 ore al

giorno.

2.4

E' constatabile una diminuzione della

capacità di lavoro?

Si.

2.5

Se si, in che misura?

Nella misura del 50%.

2.6

Da quando esiste una limitazione della

capacità di lavoro provata a livello medico di almeno il 20% ?

Dal 2002 per un periodo e poi dal 2005 in modo costante.

2.7

Quale è stato da allora lo sviluppo della

limitazione delle capacità di lavoro?

Egli poteva riprendere la sua attività lavorativa

varie volte nella misura del 50%, che purtroppo però non è riuscito ad aver il

suo posto di lavoro e tutto ciò ha sviluppato uno stato depressivo atipico con

un nervosismo importante che complicava la sua situazione.

3.

L'ambiente di lavoro dell'assicurato è in

grado di sopportare,i disturbi psichici?

Si, visto che negli ultimi anni ci sono stati

anche dei cambiamenti sul posto di lavoro..

C. Conseguenze sulla capacità d'integrazione

1.

E' possibile effettuare provvedimenti

d'integrazione? Ve ne sono in corso? Ne sono previsti?

No

1.1

Se si, La preghiamo di descrivere il piano

di riabilitazione, in special modo per quanto riguarda:

-

l'abitudine al processo lavorativo

-

l'esercizio di capacità sociale di base

-

l'utilizzazione di risorse disponibili

Non è il caso.

1.2

Se no, La preghiamo di darcene ragione

Egli, praticamente, ha lavorato per circa 20 anni

come operaio presso il comune di __________ e poi 7 anni presso le __________.

E' auspicabile un rientro sul posto di lavoro e

di svolgere un'attività adeguata nell'ambito dove egli ha già una grande

esperienza.

2.

E' possibile migliorare la capacità di

lavoro sul posto di lavoro attuale?

2.1

Se si, con quali ragionevoli provvedimenti

Sì dal punto di vista psichiatrico, egli dovrebbe

migliorare la sua capacità lavorativa nel futuro.

2.2

Secondo lei che effetti hanno questi

provvedimenti sulla capacità di lavoro?

Sicuramente un effetto molto positivo, la presa a

carico di tipo psichiatrico è fondamentale e nel caso di un’evoluzione ancora

favorevole, egli potrebbe recuperare la sua abilità lavorativa anche fino alla

misura del 70%.

3.

L'assicurato

è in grado di svolgere altre attività?

Sì.

3.1

Se si, a quali esigenze deve rispondere il

posto di lavoro e di che cosa bisogna tenere soprattutto conto nel caso di

un'altra attività?

Egli, come già accennato, ha sempre svolto

un'attività lavorativa semplice come operaio, ha sempre avuto un eccellente

rapporto con i suoi colleghi durante il periodo di lavoro e non credo che abbia

dei grossi problemi nella sua graduale ripresa lavorativa futura.

3.2

In che misura si possono svolgere

attività consone alle menomazioni (ore aI giorno)?

Attualmente 50%, vale a dire circa 4 ore al

giorno.

In futuro bisogna rivalutare la sua situazione.

3.4

se si, in che misura?

Vedi sopra.

3.5

Qualora non siano possibili altre

attività: per quali motivi?

Vedi sopra. (doc. AI 81-9+10+11+12+13+14).

2.6

Quanto alla

valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi

importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si

fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal

paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),

che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del

perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto

medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,

ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I

462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF

125.

V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997

pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998

IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata

nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al

principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per

quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il

giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,

il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro

conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa

fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono

ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una

superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI

2001.

pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella DTF 125 V 351 (= SVR

2000.

UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti

da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno

valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,

compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non

devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità.

Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza

con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio l'oggettività

e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che

permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la

parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie

fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i

quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati

concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano

indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag.

109.

consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto

2006.

concernente un caso di assicurazione

per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio

delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione

per l'invalidità, sottolineando

che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per

principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione

l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

3.2

L'on ne saurait certes

mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre

d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que

l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS

sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;

toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre

médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire

de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

Per quel che riguarda i

rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il

giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia

esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in

favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353

consid. 3a)cc); Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.

230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008

del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici

curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato

quanto segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports

médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des

critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui

permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient

de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un

mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR

2008.

IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai

2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par

l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul

fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il

n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments

objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui

sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les

conclusions de l'expert.(…)” (nello stesso senso cfr. STF

9C_170/2008 del 7 novembre 2008).

Infine, va ricordato che se vi

sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la

procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25

aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia

ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La

promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni

sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.

628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in

particolare la DTF 127 V 294;

cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie

giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203

e segg. (249-254).

In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni

sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una

richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente

e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative

lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap

nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,

inc. 32.1999.124).

2.7

Questo

Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emissione della

decisione impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione

effettuata dai medici del SMR.

2.7.1

Per quanto

riguarda la patologia ortopedica l’assicurato è stato sottoposto ad un

accurato esame specialistico in data 28 novembre 2006, nell’ambito della

perizia SAM, da parte del Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il

quale dopo aver posto la diagnosi di “Periartropatia

omero‑scapolare cronica bilaterale, stato dopo rirottura del tendine

sovraspinato della spalla destra, tendopatia degenerativa della spalla

sinistra. ▪Sindrome cervicale vertebrale

cronica, ▪moderata osteocondrosi ed

uncartrosi cervicale. Indizi per protrusioni discali cervicali” ha ritenuto il paziente abile al 50% nella professione abituale di

operaio comunale.

Lo

specialista ha poi rilevato che l’assicurato sarebbe in grado di svolgere

attività lavorative alternative di carattere manovale. Nel caso di una

“costellazione favorevole” si potrebbe mirare ad una capacità lavorativa del

75% al massimo (doc. AI 32-18/20).

Nell’ambito

della richiesta di aumento del grado d’invalidità l’assicurato ha prodotto il

rapporto del 13 dicembre 2007 della Clinica universitaria __________ di __________,

allestito per conto della __________, nel quale viene posta una diagnosi che

sostanzialmente ricalca le patologie evidenziate dal perito del SAM.

I medici

della Clinica universitaria __________ mettono infatti in evidenza gli

interventi del 2 marzo 2004 e del 3 maggio 2005 ben illustrati anche nella

perizia del Dr. __________ (cfr. doc. AI 32-14; doc.

71-14/15).

“Transmurale

Supraspinatus-Reruptur und Verdacht auf Subskapularis-Oberrandläsion Schulter

links mit / bei

• Status

nach Schulter-Arthroskopie und offener Rotatorenmanschetten­Rekonstruktion

links am 03.05.2005 (Dr. D. __________)

Transmurale Supraspinatus-Reruptur und Verdacht auf

Subskapularis-Oberrandläsion Schulter rechts mit / bei

• Status

nach Schulter-Arthroskopie mit offener Rotatorenmanschetten­Rekonstruktion und

Akromioplastik rechts am 02.03.2004 (Dr. __________, __________)“ (doc. AI 71-14/15).

Il Dr. __________ ha

anch’egli precisato che il Dr. __________ il 2 marzo 2004 ha eseguito la riparazione chirugica della cuffia dei tendini rotatori della

spalla destra associata all’acromioplastica.

I

successivi dolori alla spalla sinistra sono poi stati ricondotti alla sindrome

d’attrito sottocromiale con lesione parziale, su base degenerativa, del tendine

sovraspinato sinistro.

Nel

febbraio 2005 gli esami radiologici hanno indicato la rirottura del tendine

sovraspinato dell’articolazione omero-scapolare destra (doc. AI 32-14).

Il 3

maggio 2005 vi è poi stato la revisione e sutura della cuffia dei tendini

rotatori e l’acromioplastica della spalla sinistra (doc. AI 32-14).

Nella diagnosi del Dr. __________

viene poi confermata la tendopatia degenerativa della spalla sinistra segnalata

anche dai medici della Clinica __________ ("AC-Gelenks-Arthropathie

links mehr als rechts") (doc. AI 32-18).

Infine,

vengono ancora segnalate:

"Sensomotorisches Karpaftunnelsyndrom links

mehr als rechts

Multisegmentale degenerative Veränderungen der HWS

von C4-C7 mit / bei

• grosser,

nach intraforaminal reichender Diskushemie auf Höhe C6/C7 rechts mehr als links

mit möglicher Kompromittierung der Nervenwurzel C7 rechts" (doc. AI

71-15)

Anche la problematica in

C6/C7 è stata diagnosticata dal Dr. __________, laddove ha indicato nelle

radiografie del 2003 una moderata osteocondrosi ed uncartrosi cervicale in

C6/C7 e in quelle del 2006 segni incipienti di osteocondrosi C4/C5 ed

un’osteocondrosi un poco più pronunciata del segmento C6/C7 (doc. AI 32-17)

Viene infine valutato un

danno all’integrità (Integritätsschaden) del 10% per la spalla destra e

quella sinistra senza tuttavia fornire alcuna indicazione supplementare circa

la capacità lavorativa residua (doc. AI 71-17).

A mente degli specialisti

della Clinica __________ il paziente dovrebbe sottoporsi ad una serie di

interventi chirugici per beneficiare di un miglioramento della sintomatologia

dolorosa (doc. AI 71-16/17/18).

Nelle

annotazioni del 7 aprile 2008 il medico del SMR, Dr. __________ ha precisato

che la perizia ortopedica della Clinica __________ non oggettiva peggioramenti

rispetto a quella eseguita presso il SAM (doc. AI 73-1).

Il Dr. __________

interpellato dal TCA a proposito della cumulabilità o meno dei gradi

d’inabilità lavorativa dal profilo ortopedico e psichiatrico, nello scritto di

risposta del 27 aprile 2009 ha

confermato la capacità lavorativa del 50% nella professione abituale di operaio

comunale:

“una

incapacità lavorativa completa non si giustifica dal punto di vista ortopedico

e in base al rapporto del 2 dicembre 2006, nemmeno da quello psichiatrico. La

esperienza di questi casi mostra che una attività lavorativa parziale, sia pure

con efficienza diminuita, distoglie per un certo periodo la concentrazione del

paziente dalle patologie ancora persistenti e sovente allevia il quadro algico

(vedasi rapporto del d. __________ pg.4 valutazione).

In

modo espressamente limitato alla patologia ortopedica avevo indicato la

possibilità di mirare, nella più favorevole delle ipotesi, ad una capacità

lavorativa del 75% in una attività lavorativa di carattere alternativo e

accompagnata da precise limitazioni (vedasi mio rapporto del 29.11.2006, pg 8,

paragrafo 7.). Questa possibilità, già problematica sotto il profilo pratico,

alla luce della valutazione psichiatrica viene a cadere” (doc. XII).

Questa

Corte ritiene dunque che dalla documentazione medica agli atti non sia

oggettivabile un peggioramento della patologia ortopedica.

2.7.2

Nell’ambito

della perizia SAM, l’assicurato è stato inoltre sottoposto ad un accurato esame

psichiatrico ad opera del Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e

psicoterapia, il quale nel rapporto del 2 dicembre 2006 ha diagnosticato una sindrome depressiva ricorrente, non specificata (ICD10‑F33.9)

con aspetti persecutori e rivendicativi. Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD 10‑ F45.4). Disturbo di personalità misto (ICD 10‑

F61.0) con aspetti caratteriale e paranoico e valutato l’assicurato inabile

nella misura del 50% nell’ultima attività lavorativa svolta (doc. AI 32-25).

Da parte

sua il Dr. __________ nella perizia del 18 giugno 2008, svolta nell’ambito

della procedura di revisione, ha diagnosticato dal punto di vista psichiatrico

una sindrome depressiva ricorrente, non specificata

(ICD10‑F33.9) con aspetti persecutori e rivendicativi esistenti dal 2004. Disturbo di personalità misto (ICD 10‑

F61.0) con aspetti caratteriali e paranoico esistenti da diversi anni, e

valutato l’assicurato abile in misura al 50% in qualsiasi attività lavorativa

(doc. AI 81-12).

Il medico del SMR, Dr. __________,

nelle annotazioni dell’8 luglio 2008 ha precisato che “dal lato medico

sostanzialmente non è cambiato nulla dalla precedente perizia SAM” (doc. AI

83-1).

Il TCA

non ha motivo per distanziarsi dalla valutazione peritale del Dr. __________,

che non è del resto stata smentita da certificati medico-specialistici

attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in grado di influire sulla

capacità lavorativa residua dell’interessato.

Tale non può essere la

certificazione del Dr. __________ dell’8 maggio 2008 (doc. AI 91-37),

precedente alla valutazione del Dr. __________, dove il medico curante ha

diagnosticato una “grave problematica psicopatologica e clinica

caratterizzata da una sindrome ansioso-depressiva importante con somatizzazioni

d’ansia multifocali nel quadro di un disturbo da disadattamento reattivo a

complessa e invalidante problematica ortopedica-reumatologica”.

In seguito il Dr. __________ si

è poi soffermato sulla patologia ortopedica indicando che il paziente soffre di

“…una grave e instabile situazione clinica plurirecidivante, evolutiva e

invalidante che ha colpito entrambe le spalle a livello dei tessuti molli

nonché delle superfici articolari, al quale si somma una sindrome sensitivo-motoria

degenerativa ad entrambi gli arti superiori, una sindrome vertebrale multi

segmentale a livello cervicale aggravata da compressione radicolare su ernia

discale”

Neppure lo scritto del 26

agosto 2006 del medesimo psichiatra, ma sottoscritto dal Dr. __________,

permette una diversa valutazione dello status clinico di RI 1. Il Dr. __________

ha infatti ripreso la precedente diagnosi di sindrome ansioso-depressiva e

indicato che il disturbo psichiatrico tende a somatizzare a livello organico.

L’attuale quadro psicopatologico è precario a tal punto – a suo dire – da poter

sfociare in atti impulsivi anticonservativi (doc. AI 91-41).

La patologia psichiatrica

evidenziata dal Dr. __________ nei referti dell’8 maggio e del 26 agosto 2008,

ovvero la sindrome ansioso-depressiva, è sostanzialmente quella che

avevano diagnosticato sia il Dr. __________ che il Dr. __________ nei loro

rispettivi referti dove essi parlano di sindrome depressiva ricorrente (cfr.

doc. AI 32-21; 81-1). Il medico curante ha poi illustrato la patologia

ortopedica che tuttavia questa Corte ha già avuto modo di analizzare

precedentemente sulla base del referto dello specialista Dr. __________ (cfr.

consid. 2.7.1).

Diverge, per contro, la

valutazione dell’inabilità lavorativa: completa secondo il medico curante, al

50% secondo i periti interpellati dall’amministrazione.

Va

rilevato però che il Dr. __________ ha fissato un diverso grado di inabilità

lavorativa senza fornire elementi oggettivi tali da preferire la sua valutazione

a quella sia del Dr. __________ che del Dr. __________.

Nelle annotazioni del 17

settembre 2008 i medici del SMR, Dr. __________, FMH in medicina generale e la

Dr.ssa __________, psichiatra, hanno rilevato che le certificazioni del Dr. __________

non hanno fornito “dati supplementari” a livello di diagnosi e le divergenze

con la perizia del Dr. __________ ritenute non sufficienti per mutare le

conclusioni alle quali sono giunte i periti del SAM (doc. VI 1).

Questa Corte ritiene pertanto che lo stato di salute dell’assicurato, dal profilo

psichiatrico, sia stato dettagliatamente e approfonditamente vagliato dal Dr. __________

e non vi sono motivi per distanziarsi da tali conclusioni, ritenuto che il

referto dell’8 maggio e quello del 26 agosto 2008 del Dr. __________ non

apportano nuovi elementi, non apprezzati dal medico del Centro peritale, in

grado di influire sulla sua valutazione specialistica approfondita e ben

motivata (cfr. STF 9C_683/2008 del 25 febbraio 2009).

Infine è utile ricordare che la nostra

Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le certificazioni del medico

curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U

202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del

rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. [= AJP 1/2002, p. 83]; DTF

125.

V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; STFA del 10 ottobre 2003 nella causa

C., U 278/02, consid. 2.2; R. Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in

Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.).

Va qui ricordato che se, da una parte, la procedura davanti al TCA è retta dal principio

inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere

accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non

è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di

collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210

consid. 6c con riferimenti).

Il dovere processuale di collaborazione comprende

in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente

esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai

fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le

conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

Si

ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica

eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per

l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento

impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V

140.

e 129 V 4).

2.7.3

Per quanto concerne la censura

relativa al grado d’invalidità globale stabilito al 50% nella perizia SAM e

confermato in via di revisione, ma contestato dal ricorrente, va detto quanto

segue.

Secondo l’Alta Corte, per determinare il grado di inabilità

lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie, non si devono

semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo a un

giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra tutti

gli esperti interessati.

La

questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se

del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di

principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA del 4 settembre 2001

nella causa D., I 338/01, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72, p. 485).

In

una sentenza del 19 agosto 2005 nella causa D., I 606/03, lo stesso TFA ha

inoltre precisato che il giudizio sul grado complessivo dell’incapacità

lavorativa va di regola eseguito nell’ambito di una perizia pluridisciplinare,

ciò che nella causa in esame è stato fatto.

In una sentenza

I 514/06 del 25 maggio 2007, pubblicata in SVR 3/2008 IV nr. 15, pag. 43-45, il

Tribunale federale ha osservato che “una semplice addizione di diverse

inabilità lavorative parziali, eventualmente presa in considerazione in

occasione di una perizia pluridisciplinare, può produrre, a seconda delle

peculiarità concrete del caso, un risultato troppo consistente oppure troppo

esiguo”.

Su questo argomento, cfr. D. Cattaneo, “Le

perizie nelle assicurazioni sociali”, in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG,

Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203 e segg. (245-249).

I periti del SAM, Dr.ssa __________

e Dr. __________ nella loro valutazione globale dell’8 gennaio 2006 hanno

infatti rilevato che le patologie di cui soffre il ricorrente e che gli causano

una limitazione della capacità lavorativa comportano sempre una riduzione del

rendimento (doc. AI 32-10).

Valutazione poi ripresa

integralmente dal medico del SMR, Dr. __________ (doc. AI 36-3).

Il Dr. __________

interpellato a tal proposito da questa Corte in data 27 aprile 2009 ha precisato che “…i tassi di incapacità lavorativa indicati dal profilo ortopedico e da

quello psichiatrico non devono essere cumulati. Punto di riferimento è il grado

di capacità lavorativa del 50% valutato per l’attività di operaio comunale da

ultimo svolta, sia per la patologia ortopedica che per quella psichiatrica” (doc.

XII).

La risposta del Dr. __________ ha dunque permesso

di chiarire la questione controversa (cfr. STF 9C_2003/2008 del 26 marzo 2009).

Alla luce

di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze

del SMR, le quali hanno permesso di vagliare accuratamente lo stato di salute

dell’interessato e richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di

intraprendere tutto

quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito

economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,

400.

e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,

Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im

schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V

28.

consid. 4a e sentenze

ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG,

Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con il grado della

verosimi-glianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali

(DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142

consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è tuttora abile in misura del 50% in ogni attività.

Nella misura in cui l’UAI ha confermato il diritto dell’assicurato

ad una mezza rendita d’invalidità (grado del 50%), la decisione dell’11 luglio

2008.

deve, perciò, essere confermata.

2.8

L’assicurato

ha chiesto al TCA l’allestimento di una perizia ad opera di esperto neutro

(doc. I).

Al

proposito si osserva che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il

giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione

che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e

che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,

si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr.

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo

1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda

pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344

consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di

essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p. 28; DTF 124

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

In

concreto la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel merito

della vertenza, per cui la richiesta probatoria deve essere disattesa.

2.9

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale

cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata

fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza

riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi Fr. 200.- sono poste a

carico del ricorrente

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico

dell’assicurato ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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