32.2008.175
Negato a giusta ragione l'aumento della rendita d'invalidità ad un assicurato tuttora abile in misura del 50% in attività leggera. Istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio accolta
18 maggio 2009Italiano39 min
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AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2008.175
Data decisione, Autorità:
18.05.2009, TCA
Titolo:
Negato a giusta ragione l'aumento della rendita d'invalidità ad un assicurato tuttora abile in misura del 50% in attività leggera. Istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio accolta
DIRITTO ALLA RENDITA
GRADO DI INVALIDITÀ
PERIZIA
RENDITA
REVISIONE DELLA RENDITA
UFFICIO ASSICURAZIONE INVALIDITÀ
art. 4 cpv. 1 LAI
art. 28 cpv. 1 LAI
art. 28 cpv. 2 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 17 LPGA
art. 87 cpv. 2 OAI
art. 87 cpv. 3 OAI
art. 87 cpv. 4 OAI
art. 88 cpv. 1 let. A OAI
art. 88 cpv. 2 let. A OAI
art. 88bis cpv. 2 let. a OAI
Raccomandata
Incarto n.
32.2008.175
LG/DC/sc
Lugano
18 maggio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 24 settembre 2008
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 1
settembre 2008 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1, nato
nel 1949, precedentemente attivo in qualità di muratore e operaio-magazziniere,
in data 12 febbraio 1998 ha
presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, a
seguito dei postumi di una caduta avvenuta il 15 aprile 1997 (doc. AI 1-1).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI, con decisione del 1° marzo 1999, ha attribuito all’assicurato un
quarto di rendita AI a far tempo dal 1° aprile 1998.
Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato un
tempestivo ricorso al TCA postulando il riconoscimento di una mezza rendita
d’invalidità a decorrere dal 1° aprile 2008 (doc. AI 33-1).
Questa
Corte con decisione del 16 maggio 2000, cresciuta incontestata in giudicato
(inc. no. 32.1999.00031), ha accolto il gravame rinviando gli atti
all’amministrazione per “procedere ai necessari accertamenti atti a
stabilire in che misura l’insieme delle affezioni di cui soffre l’assicurato
incida sulla sua capacità lavorativa, precisando il grado di capacità al lavoro
di RI 1 in attività adeguate” (doc. AI 44-1).
1.3. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, in particolare una perizia
pluridisciplinare ad opera del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione
Invalidità (SAM), l’UAI con decisione del 19 giugno 2002 (doc. AI 75-1), ha
confermato il progetto d’assegnazione di rendita del 18 gennaio 2002 (doc. AI
65-1) attribuendo all’assicurato una mezza rendita d’invalidità a partire dal
1° aprile 1998.
Contro
questa decisione il rappresentante dell’assicurato è nuovamente insorto dinanzi
al TCA, postulando la concessione di una rendita intera di invalidità a partire
dal 1° aprile 1998.
Questa
Corte con sentenza del 7 luglio 2003, cresciuta incontestata in giudicato (inc.
no. 32.2002.94), ha respinto il gravame confermando la valutazione operata
dall’amministrazione che aveva ritenuto il ricorrente inabile al lavoro al 50% in
attività leggera, giungendo ad un grado di invalidità del 62% (doc. AI 100-1).
1.4. L’Ufficio AI,
su segnalazione del Dr. __________ (doc. AI 107-1) e del Dr. __________ (doc.
AI 110-1) e sulla base del rapporto medico del SMR (doc. AI 111-1), ha avviato
nel mese di marzo del 2004 una procedura di revisione (doc. AI 114-1).
In data 18
maggio 2004 l’UAI ha comunicato all’assicurato la necessità di un accertamento
presso il Servizio accertamento medico (SAM) di Bellinzona per valutare
l’effettivo peggioramento dello stato di salute dell’assicurato (doc. AI
116-1).
Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare una perizia
pluridisciplinare ad opera del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione
Invalidità (SAM), l’UAI, con decisione su opposizione del 10 maggio 2005 (doc.
AI 128-1), cresciuta incontestata in giudicato, ha ritenuto invariato il grado
d’invalidità dell’assicurato (62%), ma ha aumentato la sua rendita a tre quarti
dal 1° gennaio 2004, in
considerazione dell’entrata in vigore delle disposizioni della 4a revisione
LAI.
1.5. Nelle
annotazioni del 28 agosto 2007 il medico del SMR, Dr. __________, sulla base
dello scritto del 13 agosto 2007 del Dr. __________ il quale lamentava un
peggioramento dei disturbi a livello cervicale dell’assicurato (doc. AI 130-1)
e della RM del 13 aprile 2007 (doc. AI 130-2), ha ritenuto giustificata una nuova
revisione del caso (doc. AI 132-1).
Nell’ambito
della procedura avviata nel mese di settembre del 2007 (doc. AI 135-1), l’UAI
ha predisposto una valutazione peritale della sintomatologia reumatologica ad
opera del medico del SMR, Dr. __________ (doc. AI 145-1).
L’UAI con
decisione del 1° settembre 2008 (doc. AI 150-1), preavvisata in data 23 luglio
2008 (doc. AI 146-1), ha respinto la richiesta di aumento della rendita
d’invalidità risultando invariato lo stato di salute dell’assicurato.
1.6. Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto con un
tempestivo ricorso al TCA, postulando la concessione di una rendita intera AI
dal mese di agosto 2007 (doc. I).
L’assicurato
ha contestato il “sommario” accertamento medico del SMR e la “superficiale”
valutazione dell’UAI che non avrebbero correttamente considerato il
peggioramento dello stato di salute di __________.
A
sostegno delle proprie argomentazioni il ricorrente ha prodotto il rapporto del
29 ottobre 2007 del Dr. __________ (doc. A), il rapporto del 30 marzo 2007 del
Dr. __________ (doc. B) e lo scritto del 21 luglio 2008 del Dr. __________
(doc. C).
L’avv. RA
1 ha chiesto inoltre il rinvio degli atti affinché venga ordinato un
approfondito accertamento medico circa lo stato degenerativo dell’assicurato e
di conseguenza sia accertata la sua totale incapacità al guadagno (doc. I).
Il
rappresentante dell’insorgente ha infine postulato la concessione
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura
(doc. I).
1.7. L’UAI, in
risposta, con riferimento alle annotazioni del SMR sulla documentazione medica
presentata, ha confermato la decisione impugnata e postulato la reiezione
integrale del ricorso (doc. IV).
La
risposta di causa è stata intimata al rappresentante del ricorrente
(doc. V).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è
chiamato a pronunciarsi se l’Ufficio AI era legittimato oppure no a negare
l’aumento della rendita d’invalidità all’assicurato.
Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28
cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Questa
graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio
2008.
Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale
dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al
guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado
dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è
possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle
circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime
di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla
rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr.
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio
2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002
nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto
2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno
2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.3. Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv.
1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile
modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della
grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata inoltrata domanda di
revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d’invalidità o
d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato in misura
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.
Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener
conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso
perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione
con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio
1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994
nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30).
Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che
le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una
modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.
D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.
In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia
della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata.
Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC 1987 pag. 38, consid. 1a; STFA 29
aprile 1991 in causa G.C.,
Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).
Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op.
cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 258).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita
d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2
lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione
della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto,
il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
2.4. Nella
decisione impugnata l’UAI ha respinto la richiesta di aumento della rendita,
sulla base del rapporto datato 10 luglio 2008 del medico del SMR, Dr. __________,
internista-reumatologo, il quale ha posto la seguente diagnosi:
"
(...)
Diagnosi:
- Cervicobrachialgia
destra in uncartrosi tra C4 e T1 con sub stenosi canale spinale e focalità
erniaria alla radice di C6 destra, altra focalità erniaria paramediana destra
C5-C6, paramediana sinistra C6-C7 e in sede centrale C4-C5
-
Sindrome panvertebrale su turbe statiche degenerative del rachide
- Ernia discale L5-S1
- Sindrome del tunnel carpale prevalente a
destra. (...)"
(Doc. AI 145-3)
Il
Dr. __________ ha in seguito espresso la seguente valutazione:
"
(...)
Valutazione/conclusione:
Assicurato di 58 anni in condizioni generali
discrete. Già al beneficio di rendita Al in misura del 62% dal 01.01.1998,
affetto da sindrome panvertebrale soprattutto lombospondilogena, anomalie di
transizione lombosacrale e cervicovertebrale, sindrome tunnel carpale
bilaterale, iniziale sindrome femororotulea su condropatia, osteoartrosi mani,
sindrome depressiva ricorrente. II 13.08.2007 il medico curante Dr. __________
attesta peggioramento sintomatologico dei disturbi cervicobrachiali confermati
da indagine in RMN. II 17.01.2008 il Dr. __________ attesta peggioramento
sintomatologico dei disturbi lombocrurali e cervicobrachiali. Al confronto del
referto radiologico RMN rachide cervicale eseguito nel settembre 1997 con
diagnosi di alterazioni degenerative rachide cervicale, condrosi spondilosi e
spondilartrosi C5-C6, osteocondrosi con retrolistesi, protrusione discale e
spondilartrosi C6-C7 con stenosi secondaria di lieve entità del canale spinale.
Al controllo in RMN del rachide cervicale eseguito nell'aprile 2007 si
evidenzia evoluzione con diagnosi di: quadro di disco uncartrosi tra C4 e Th1,
risulta una sub stenosi del canale spinale a questi livelli. Si profila una
focalità erniaria in atto nel neuro forame della radice di C6 destra
caratterizzata da una lieve reazione flogistica che comprende anche gli angli
posterolaterali destri dei corpi vertebrali opposti. Nello stesso contesto vi è
una focalità erniaria paramediana destra C5-C6, paramediana sinistra C6-C7 ed
in sede centrale C4-C5. Alla evoluzione radiologica documentata in RMN
corrisponde un lieve peggioramento della sintomatologia presente al rachide
cervicale. Invariato risulta il disturbo parestesico algico maggiore all'arto
superiore destro con irradiazione fino alle dita della mano di destra. La
lombalgia persistente presente già dal 1997 sembra essere stabile nel tempo. Ad
oggi viene riferita una irradiazione saltuaria e di entità modesta all'arto
inferiore sinistro (nelle perizie SAM veniva riferita irradiazione arto
inferiore destro). L'esame elettroneuromiografico eseguito nel gennaio 2003 in
regione del nervo tibiale e muscolo lungo peroneo sinistro risultano essere
negativi. Ancora in accordo con la valutazione neurologica del Dr. __________
eseguita nel gennaio 2003 la sintomatologia risulta di origine
statico-degenerativa in presenza di un'ernia discale L5-S1 con irritazione
probabile intermittente della radice di L5.
La valutazione reumatologica e funzionale odierna
ha permesso di stabilire i seguenti limiti funzionali: può sollevare da terra e
da piano orizzontale abitualmente massimo kg 7, può sollevare da terra e da
piano orizzontale saltuariamente massimo kg 10, deve evitare lavori con le
braccia al di sopra del piano orizzontale, deve evitare l'utilizzo di utensili
vibranti, deve evitare forza di presa prolungata con la mano destra, deve
evitare movimenti ripetitivi di flessione, estensione e rotazione della
schiena, può mantenere posizione seduta statica massimo 45 minuti, deve
limitare la deambulazione su terreni sconnessi, deve limitare il salire e
scendere le scale, deambula senza riposo massimo 500 m.
La valutazione clinica odierna permette di
stabilire una incapacità lavorativa del 100% in attività come magazziniere,
montatore di mobili, muratore (in accordo anche con la perizia SAM dell'agosto
2004). In attività lucrativa che rispetta i limiti sopra elencati l'assicurato
presenta una capacità lavorativa del 50% su mezza giornata (ancora in accordo
con perizia SAM dell'agosto 2004). La situazione clinica in riferimento alla
lombalgia, alla sindrome tunnel carpale arti superiori risulta essere stabile
nel tempo. Risulta radiologicamente documentato in RMN il peggioramento delle
alterazioni degenerative al rachide cervicale. La valutazione clinica del
rachide cervicale risulta invariata rispetto a quanto documentato già nella
perizia SAM del 31.08.2004 (pagina 6). Al momento non sono proponibili
ulteriori provvedimenti medici o chirurgici atti al miglioramento della
capacità funzionale. L'assicurato riferisce che verrà sottoposto a valutazione
neurochirurgica in riferimento all'esito della RMN eseguita il 13.04.2007. La
patologia degenerativa del rachide risulta essere suscettibile di peggioramento
clinico. L'assicurato riferisce di usare collare ortopedico di sostegno nello
ore serali. Non necessita di altri presidi ortopedici." (Doc. AI 145-4)
2.5. Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).
In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.
La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)
Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16
ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e
periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:
"
(…)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur
probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat
d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins
traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expert.(…)
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Va
ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito
psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni
(D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota
158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
inc. 32.1999.124).
2.6. Questo
Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute dell’assicurato è stato
accuratamente vagliato prima dell'emissione della decisione impugnata, dopo
attenta analisi della documentazione medica agli atti, deve concludere che non
vi è motivo per distanziarsi dalla valutazione peritale del Dr. __________ del
Servizio medico regionale (SMR), che soddisfa i requisiti posti dalla
giurisprudenza affinché un rapporto medico abbia pieno valore probatorio (cfr.
consid. 2.5) e può quindi validamente servire da base al presente giudizio
senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori accertamenti medici.
Il Dr. __________,
medico SMR – reumatologo medico chirurgo, specialista medicina interna (sul diritto per gli assicurati di conoscere
la specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR 2008 IV Nr. 13) ha infatti sottoposto l’assicurato ad un accurato esame reumatologico,
nel quale è stata posta la diagnosi di “Cervicobrachialgia destra in uncartrosi
tra C4 e T1 con sub stenosi canale spinale e focalità erniaria alla radice di
C6 destra, altra focalità erniaria paramediana destra C5-C6, paramediana
sinistra C6-C7 e in sede centrale C4-C5; Sindrome panvertebrale su turbe
statiche degenerative del rachide; Ernia discale L5-S1
e Sindrome del tunnel carpale prevalente a destra” (doc. AI 145-3).
Il medico del SMR ha poi fissato i seguenti limiti funzionali: “può sollevare da terra e da piano orizzontale abitualmente massimo
kg 7, può sollevare da terra e da piano orizzontale saltuariamente massimo kg
10, deve evitare lavori con le braccia al di sopra del piano orizzontale, deve
evitare l'utilizzo di utensili vibranti, deve evitare forza di presa prolungata
con la mano destra, deve evitare movimenti ripetitivi di flessione, estensione
e rotazione della schiena, può mantenere posizione seduta statica massimo 45
minuti, deve limitare la deambulazione su terreni sconnessi, deve limitare il
salire e scendere le scale, deambula senza riposo massimo 500 m” (doc. AI 145-4).
Il Dr. __________
ha poi valutato l’assicurato inabile al lavoro in misura completa in attività
come magazziniere, montatore di mobili, muratore, per contro in attività
adeguate, nel rispetto dei limiti sopra indicati, l’assicurato presenta una
capacità lavorativa del 50% su mezza giornata (doc. AI
145-4).
Il TCA non ha motivo per distanziarsi da tale
valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.
Innanzitutto
nel rapporto medico dell’11 settembre 2007 il Dr. __________, medico generico
FMH, e non specialista in reumatologia, ha posto una diagnosi che si sovrappone
a quella del Dr. __________ indicando una “discopatia e canale spinale
stretto da C4 a Th1 con plurime focalità erniarie con interessamento radicolare
limitativo; sindrome lombosacrale cronica e sindrome depressiva” (doc. AI
136-2) e indicando in modo del tutto generico che vi è stato un peggioramento
della patologia dell’assicurato (doc. AI 136-4).
Peggioramento
che peraltro anche il medico del SMR ha rilevato, laddove ha specificato: “Alla
evoluzione radiologica documentata in RMN corrisponde un lieve peggioramento
della sintomatologia presente al rachide cervicale” (doc. AI 145-4).
Il
rapporto medico del Dr. __________, spec. FMH in reumatologia, non consente a
questa Corte una diversa valutazione del quadro valetudinario di RI 1.
Il medico
curante ha infatti posto una diagnosi sostanzialmente simile a quella del Dr. __________
indicando una “sindrome panvertebrale soprattutto lombo-spondilogena su
turbe statico-degenerative del rachide su ernia discale-spondilartrosi L4/5 e L5/S1,
anomalia di transizione lombo sacrale asimmetrica e cervico-vertebrale su
osteocondrosi-protrusione discale C5/C7 con spondilosi a questi livelli – irritazione
intermittente C8 bilat.; sindrome del canale carpale bilat.; sindrome
femoro-rotulea su condropatia bilat..predominante a sx; poliatrosi delle dita
delle mani, sindrome depressiva ricorrente” (doc. AI 141-3).
Lo
specialista non ha dato alcuna indicazione circa l’incapacità lavorativa
dell’assicurato, ma ha fornito dei limiti funzionali sovrapponibili a quelli
indicati dal medico del SMR (cfr. doc. 141-4/5 e doc. AI 145-4).
Questa
Corte ritiene pertanto che lo stato di salute dell’assicurato, dal profilo
reumatologico, sia stato dettagliatamente ed approfonditamente vagliato dal Dr.
__________.
Neppure
le certificazioni successivamente trasmesse a questa Corte dall’insorgente consentono
una diversa valutazione.
Nello
scritto del 29 ottobre 2007 il Dr. __________, capo-servizio di anestesiologia
dell’Ospedale Regionale di __________ si è limitato a comunicare al medico
curante Dr. __________ di aver eseguito in data 20 luglio 2007 un’infiltrazione
periradicolare per i dolori paracervicali del paziente e ad ipotizzare una
componente radicolare irritativa a livello di C5-C6 (doc. A).
Anche il
referto del 30 marzo 2007 del Dr. __________ non permette una diversa
valutazione dello status clinico dell’assicurato, laddove si è limitato
a rilevare dalla RX alla colonna cervicale una discopatia cervicale con
disturbi di disestesie al braccio destro e una colonna cervicale con importanti
alterazioni degenerative e reattive, oltre che spondilosi con uncartrosi ed
interessamento dei forami C5-C7 soprattutto dal lato destro (doc. B).
Patologie,
quelle evidenziate dai due medici, ben illustrate anche dal Dr. __________ nel
proprio referto del 10 luglio 2008 quando ha indicato che rispetto al 1997,
dove vennero diagnosticate alterazioni degenerative al rachide
cervicale, condrosi spondilosi e spondilartrosi C5-C6, osteocondrosi con
retrolistesi, protrusione discale e spondilartrosi C6-C7 con stenosi secondaria
di lieve entità del canale spinale, nel 2007 è stato diagnosticato un quadro di
disco uncartrosi tra C4 e Th1, una focalità erniaria in atto nel neuro forame
della radice di C6 destra e una focalità erniaria paramediana destra C5-C6,
paramediana sinistra C6-C7 ed in sede centrale C4-C5 (doc. AI 145-4).
Il
referto del 21 luglio 2008 del Dr. __________, primario di neurochirurgia
dell’Ospedale Regionale di __________, ha confermato la presenza della
cervico-brachialgia con componente radicolare C6 e C7 dominante a destra, della
sindrome del tunnel carpale e le compressioni multilivello dominanti a destra,
oltre che la stenosi ossea spinale dominante a destra in C5/C6 e C6/C7, riferite
tutte anche dal Dr. __________ (cfr. doc. C, doc. AI
145-4).
Giova
ricordare inoltre un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima
Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche
se specialista (cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno
un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega
al suo paziente (cfr.
RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF
124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.).
Il TF ha affermato che in ragione della diversità dell’incarico
assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia) in caso di lite non ci si
può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista
(cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STFA I 701/05 del 5 gennaio 2007
consid. 2).
Ad esempio, nella sentenza
9C_289/2007 del 29 gennaio 2008 il Tribunale federale ha sottolineato che:
" (...) Par ailleurs, il y a lieu d'ajouter qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat de soins et un mandat
d'expertise (cf. arrêt I 701/05 du 5 janvier 2007, consid. 2 et les nombreux
arrêts cités, dont en particulier l'ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175), on ne
saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le
juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs
médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que
si ces méde-cins traitants font état d'éléments objectifs ayant été ignorés
dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre
en cause les conclusions de l'expertise. Cette hypothèse n'étant toutefois pas
donnée dans le cas d'espèce, c'est à juste titre que les premiers juges se sont
fondés, sans violer le droit fédéral, sur les conclusions du SMR et qu'ils ont
confirmé la décision attaquée. (...)"
Tutto ben considerato, dunque,
a mente del TCA non vi sono motivi per distanziarsi dalle conclusioni del Dr. __________,
alle quali deve essere attribuita, secondo la giurisprudenza
citata in precedenza (cfr. consid. 2.5.), forza probatoria piena, in quanto approfondite,
complete e motivate.
Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V
140 e 129 V 4).
Alla luce
di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
del SMR, le quali hanno permesso di vagliare accuratamente lo stato di salute
dell’interessato e richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con
il grado della verosimi-glianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è tuttora abile
in misura del 50% in attività leggera.
Visto
quanto precede, la decisione impugnata va confermata e il ricorso
respinto
2.7. L’assicurato
ha chiesto al TCA l’esecuzione di “un approfondito accertamento medico circa
lo stato degenerativo dell’assicurato” (I).
Al
proposito va nuovamente ribadito che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda
pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di
essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).
In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti medici.
2.8. Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a
carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria
(cfr. consid. 2.9.).
Al
riguardo il Consiglio federale nel Messaggio concernente la modifica della
legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (misure di semplificazione
della procedura) del 24 maggio 2005 in FF 2005 pag. 2751 seg. si è così espresso:
"
(...)
Quando sono adempite le condizioni del gratuito
patrocinio, la procedura di ricorso in materia di AI continuerà ad essere gratuita
(con riserva di una successiva restituzione) per gli assicurati interessati,
come negli altri settori del diritto amministrativo.
Si intende così garantire che saranno prese in
considerazione le particolarità del singolo caso, in modo tale che anche le
persone meno abbienti possano accedere ai tribunali.
(...)
Le stesse considerazioni valgono a proposito
delle procedure di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni
e, per le persone residenti all'estero, dinanzi alla Commissione di ricorso
AVS/AI. In altri termini, quando non può essere concesso il gratuito patrocinio
in seguito a circostanze particolari che riguardano il singolo caso, per le
controversie concernenti prestazioni dell'AI i Cantoni devono stabilire limiti
di spesa inferiori rispetto agli altri settori del diritto amministrativo.
Al fine di tener conto della componente di
politica sociale, fisseranno questi limiti non in funzione del valore
litigioso, ma in funzione dell'onere effettivo. È stato fissato un limite di
spesa (dai 200 ai 1000 franchi) equivalente a quello stabilito nella revisione
totale dell'organizzazione giudiziaria. Si è così dato seguito al suggerimento
espresso dalla maggioranza dei Cantoni nella procedura di consultazione.
(...)"
2.9. Il
ricorrente ha infine postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio (I).
Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità
di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 86, pag. 626).
Fatti
I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.
88s) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).
Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra
del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV
Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).
Al
minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del
15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).
Nella
fattispecie, dalle carte processuali risulta che il ricorrente - coniugato
con __________ ausiliaria di panetteria presso la __________ di __________ - si
trova nel bisogno.
Il medesimo dispone in
effetti, quali entrate, di una rendita d’invalidità (¾), oltre a una
prestazione complementare per un totale di fr. 1'314.-- e di una rendita trimestrale
d’invalidità LPP di fr. 1'174.50 (fr. 391.50 mensili), per un importo mensile
di fr. 1'705.50. Va ancora aggiunto lo stipendio della moglie, di fr. 1’773.35
netti mensili.
Il reddito della famiglia
dell’assicurato, composto da lui e dalla moglie, ammonta a fr. 3'478.85 (doc.
IX bis).
L’assicurato non ha
dichiarato alcuna sostanza.
Considerandi
Per
quanto riguarda il calcolo del fabbisogno, all’assicurato deve essere applicato
l’importo base mensile per coniugi pari a fr. 1'550.--, stabilito per il
calcolo del minimo esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento,
quale Autorità di vigilanza cantonale e in vigore dal 1° gennaio 2001, tuttora
in uso.
Questi
importi comprendono già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri dome-stici, quali elettricità, illuminazione,
gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del
diritto esecuti-vo; cfr., pure, Lignes directrices pour le calcul du minimum
d’existence en matière de poursuite selon l’art. 93 LP du 24.11.2000, in
BlSchK 2001, p. 19).
Al
minimo esecutivo va aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%,
secondo la giurisprudenza citata.
In
casu, aggiungendo all’importo di base di fr. 1'550.-- il supplemento del
15%, vi sono poi da computare i premi dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie (documentati solo fr. 360.30/mese, ma da raddoppiare considerando
anche il premio dovuto dalla moglie) e gli interessi ipotecari presso la Banca __________
per un importo di fr. 1'073.08 mensili. Si ottiene così un importo di fr.
3'568.--.
Non risultando un’eccedenza il requisito dell’indigenza è dato.
L’assicurato non possiede
inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un legale
appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva essere privo di
fondamento.
Essendo dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la
concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito
patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso,
qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare
(cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93;
cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti
al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I
569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid.
5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Ne
consegue che il ricorrente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese
processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. L’istanza
tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.
3. Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente. A seguito
della concessione dell'assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte
dallo Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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