Lexipedia

Decisione

32.2008.222

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

8 luglio 2009Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive,

hanno fatto capo a quattro consultazioni specialistiche esterne, di natura

reumatologica (dr. __________), neurologica (dr. __________), endocrinologica

(dr. __________) e psichiatrica (dr.ssa __________).

Sulla

base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno della ricorrente

presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente

diagnosi:

"

5.1 Diagnosi con

influsso sulla capacità lavorativa:

Tendomiosi a catena cronica dell’arto sup. sin. con:

- periartropatia omeroscapolare

tendinotica, senza segni a favore di una lesione della cuffia dei rotatori;

- epicondilite ulnare e radiale, st.

da denervazione secondo Willhelm e Homan l’8.02.2000;

- modico TOS (thoracic outlet syndrom,

sindrome dell’apertura toracica);

- irritazione del nervo ulnare a

livello del solco del nervo ulnare al gomito sin.;

- modica sindrome del tunnel carpale.

Gonalgia cronica ds., con

- st. da trauma distorsivo ca. nel

1984, con rottura del legamento crociato ant., conseguente instabilità ant. e

versamenti recidivanti anamnestici;

- st. da osteotomia correttiva

bilaterale per ginocchia valghe nel 1982.

Obesità d’origine alimentare (BMI 32 kg/m2), con

- test di soppressione al Dexametasone

nella norma il 12.02.2000 ed eutiridismo;

- epicondilopatia cronica bilaterale,

st. dopo intervento al gomito sin. nel marzo 2000.

5.2 Diagnosi senza influsso sulla

capacità lavorativa:

Dolori cronici alla caviglia sin. di natura funzionale,

con

- st. da distorsione, con lesione

anamnestica dei legamenti collaterali, l’1.12.1997, trattata conservativamente.

Sindrome lombospondilogena cronica, con

- irritazione secondaria

dell’articolazione sacroiliaca ds..

Ernia iatale, con discreto reflusso gastroesofageo

(endoscopia del marzo 1998).

St. dopo laparoscopia l’8.2000 e 6 2001 (dolori

pelvici, cisti ovarica ds.).

Disturbo di personalità non altrimenti specificato.

Lieve ipercolesterolemia." (doc. AI 19/13-14)

Sulla

base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione, i periti

del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale dell’attuale

capacità lavorativa: “(…) l’attua-le grado di capacità lavorativa

medico-teorica globale dell’A., in un’attività leggera, è valutato nella misura

superiore all’80%. In un’attività pesante-mediamente pesante, ripetitiva, l’A.

è da ritenere inabile al lavoro nella misura del 50%. (…)” (doc. AI 19/16),

avevano concluso:

"

(...)

8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

LAVORATIVA

Le limitazioni qualitative e quantitative, sul piano fisico

e mentale, nonché psichico, sono descritte al capitolo 6.

I disturbi psichici della peritanda non influenzano la

capacità lavorativa e neppure una riqualifica professionale.

Sul piano fisico, invece, le limitazioni (impossibilità

a sottostare a movimenti eccessivamente ripetitivi con gli arti sup., di

flessione / estensione ripetuta delle ginocchia, a posizione inginocchiata, impossibilità

a sostenere movimenti con gli arti sup. attorno o sopra l'orizzontale, se non

sporadicamente, e l'impossibilità di mantenere gli arti sup. in tale posizione

oltre a pochi secondi, riducono la capacità lavorativa della peritanda in

un'attività pesante - mediamente pesante e ripetitiva nella misura del 50%.

In un'attività leggera e adatta l'A. presenta, dal

punto di vista fisico, una limitazione non oltre al 20%.

Sulla base di quanto detto, dunque, riteniamo che

un'attività leggera e adatta, per esempio un'attività sedentaria, come

telefonista, impiegata d'ufficio, ecc., sia esigibile da parte dell'A. in

misura superiore al 80%.

Dagli atti in nostro possesso possiamo affermare che

queste limitazioni siano presenti a partire dal 14.02.2001 (vedi certificato

medico AI del 12.06.2001).

Da quanto descritto agli atti ed evidenziato durante

l'attuale perizia, non riteniamo si possa argomentare una capacità lavorativa

inferiore al 80% per un periodo prolungato in un'attività leggera e adatta.

L'attuale stato di salute della Signora __________ é

stazionario da diversi anni e non riteniamo che in futuro ci si possa attendere

a miglioramenti o peggioramenti di rilievo.

9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

D'INTEGRAZIONE

Come ben descritto nel rapporto della nostra consulente

psichiatra, dr.ssa __________, l'A. presenta un atteggiamento contraddittorio:

da una parte si dice motivata a lavorare solo in determinati ambiti

(naturopatia), nello stesso tempo si dichiara non disposta ad una riqualifica,

per altro necessaria.

Da una parte si descrive orgogliosa ed ambiziosa,

dall'altra si adegua alla situazione con nessun tentativo di rivalsa.

Dopo essere stata interpellata riguardo ad un'eventuale

riqualifica professionale, l'A. si esprime in tal modo: "Io tenterò,

qualora non dovessi riuscirci si potrà almeno dire che abbia tentato".

Crediamo quindi che ella non sia molto motivata in tal

senso. Andrebbe pertanto valutata da un professionista del campo, quale un

orientatore professionale, per stabilire se ev. vi siano dei campi che possano

motivare l'A. a sottostare ad una riqualifica professionale.

L'A. potrebbe essere aiutata nella ricerca di un posto

di lavoro, quale per esempio telefonista, ausiliaria in ufficio, ecc..

10 RISPOSTE A DOMANDE PARTICOLARI

Domande particolari non sono poste.

(…)" (doc. AI 19/16-18)

L’Ufficio

AI, visto l’intervento al ginocchio destro subito il 30 aprile 2003 (doc. AI

30/1-3), ha chiesto una nuova perizia al dr. __________ (doc. AI 33/1 e 34/1).

Il

dr. __________, FMH in reumatologia, nella perizia 28 gennaio 2004 (doc. AI

36/1-11), poste le seguenti diagnosi:

"

4.1 Diagnosi con

influsso sulla capacità di lavoro:

Gonalgie di tipo meccanico persistenti a destra

- stato da osteotomia correttiva per

ginocchia valghe nel 1981 ca.

- stato da trauma distorsivo nel 1984

ca. con rottura del LCA

- conseguente instabilità anteriore

- lesioni degenerative secondarie

(incipiente gonartrosi tricompartimentale, rottura perziale del menisco mediale

e del menisco laterale)

- ricostruzione del legamento crociato

anteriore, meniscectomia parziale mediale e laterale il 30.04.03 con ottimo

risultato oggettivo

Periartropatia omeroscapolare tendinotica cronica a sinistra

- nell’ambito di una tenomiosi a

catena e di un disturbo di elaborazione del dolore

- su acromiun uncinato (tipo 3) con

restringimento dello spazio acromiale, senza borsite, senza lesioni della

cuffia dei rotatori

Tenomiosi a catena dell’arto superiore sinistro

- periartropatia omeroscapolare

tendinotica

- epicondilite ulnare e radiale, stato

da denervazione secondo Wilhelm e Hohman 08.02.00

- modico TOS a sinistra

- sindrome del tunnel carpale

“funzionale” (irritazione cronica del nervo mediano con ENG normale 16.12.02)

- irritazione del nervo ulnare a

livello del solco al gomito sinistro

Sindrome lombospondilogena cronica

- irritazione secondaria

dell’articolazione sacroiliaca destra

- radiografia della colonna lombare

del 02.12.02: normale

Dolori cronici alla caviglia destra di natura

funzionale

- stato da distorsione con lesione

anamnestica dei legamenti collaterali laterali 01.12.97 trattata

conservativamente

- stato da artroscopia tibiotarsica a

destra e sbrigliamento artroscopico del tessuto cicatrizale di interposizione

tibotarsica a destra il 10.03.99

Disturbo di elaborazione del dolore in primo piano

nelle diverse problematiche citate con tendenza alla fibromialgia

- dolori addominali cronici di origine

indeterminata

- stato

dopo laparoscopia diagnosticata 1990 e 05.09.2001

- algie facciali a destra

4.2 Diagnosi senza influsso sulla

capacità di lavoro:

Eccesso di peso (BMI 29kg/m2)

Stato dopo meatomia media bilaterale, etmoidectomia e

turbinoplastica inferiore sinistra il 16.01.03. Stato dopo meatotomia inferiore

sinistra nel 1995 per sinusiti a ripetizione

Disturbo di personalità non altrimenti specificato

(diagnosi Dr.ssa __________, Dr. __________ 24.12.02) " (doc. AI 36/5-6)

ha

concluso:

"

(...)

5. VALUTAZIONE E PROGNOSI:

Si tratta di un'assicurata attualmente 33enne, che ha

conseguito il diploma di scuola media in seguito ha lavorato come allieva

infermiera odontoiatrica senza però conseguire il relativo diploma.

L'assicurata ha lavorato in seguito come cassiera, come

ausiliaria di cura, quindi come responsabile del servizio clienti presso il __________,

poi come cameriera e come venditrice e infine nuovamente come infermiera

odontoiatrica. Lavoro che interrompe per problemi di salute. In seguito l'assicurata

ha lavorato come centralinista in due occasioni. Dall'ottobre 2000 non esercita

alcuna attività lavorativa e, dopo la perizia pluridisciplinare SAM del

20.01.03, non ha più cercato lavoro.

Per quanto riguarda la problematica reumatologica, ortopedica,

l'assicurata lamenta gonalgie di tipo meccanico a destra ben spiegate da una

rottura del legamento crociato anteriore avvenuta nel 1984 con conseguente

instabilità e lesioni degenerative secondarie del menisco mediale, del menisco

laterale, nonché incipiente gonartrosi tricompartimentale. Il 30.04.03 è stata

realizzata da parte del Dr. __________ una ricostruzione del legamento crociato

anteriore e sono state regolarizzate le lesioni degenerative del menisco

mediale e laterale. L'intervento ha avuto un ottimo risultato intraoperativo e

anche clinico nel decorso da un punto di vista oggettivo.

Soggettivamente però la situazione appare invariata o

addirittura peggiorata con grosse limitazioni funzionali che limitano la

deambulazione a 15 min. con crescente zoppia e rendono insicura la paziente nel

fare le scale.

Per quanto riguarda il ginocchio vi è quindi un

miglioramento oggettivo rispetto al consulto di reumatologia del 06.12.03, con

riserva per l'intervento che è ancora relativamente fresco ma vi è un peggioramento

soggettivo da imputare a mio av-viso prevalentemente a un disturbo di

elaborazione del dolore discusso in seguito.

Un secondo problema attualmente soggettivamente in

primo piano è una periartropatia omeroscapolare tendinotica cronica a sinistra,

problema già discusso in occasione del consulto di reumatologia del 06.12.02 e

interpretato prevalentemente nell'ambito di una tenomiosi a catena dell'arto

superiore sinistro. Ulteriori indagini da parte del Dr. __________ e in

particolare l'Artro IRM del 07.11.03 hanno permesso di evidenziare la presenza

di un acromio uncinato di tipo 3 che riduce lo spazio sottoacromiale senza

associata borsite sottoacromiale e senza alcuna lesione degenerativa o di qualunque

natura a carico dei tendini della cuffia dei rotatori.

Riguardo alla spalla sinistra, rispetto al consulto di

reumatologia del 06.12.03, abbiamo un reperto oggettivo sconosciuto in

precedenza, cioè la presenza di un acromiun uncinato che restringe leggermente

lo spazio sottoacromiale e può fa-vorire una periartropatia omeroscapolare

tendinotica. D'altra parte non vi è alcuna evidenza alla risonanza magnetica

per una tendinite cronica, per alterazioni degenerative a carico dei tendini

della cuffia dei rotatori o per un associata borsite sottoacromiale.

L'importanza soggettiva, la limitazione funzionale e il decorso cronico sono

probabilmente in parte da attribuire alla presenza di una tenomiosi a catena di

tutto l'arto superiore sinistro e di un disturbo di elaborazione del dolore.

La paziente presenta una tenomiosi a catena dell'arto

superiore sinistro, come descritto il 06.12.02. Gli altri elementi che

compongono questa tenomiosi a catena (epicondilite ulnare radiale, TOS, sindrome

del tunnel carpale funzionale e irritazione del nervo ulnare) appaiono

oggettivamente invariati rispetto al controllo del 16.12.02.

Soggettivamente la tenomiosi a catena dell'arto

superiore sinistro è nettamente peggiorata. Il peggioramento è a mio avviso da

attribuire a un disturbo di elaborazione del dolore.

Sono note ancora una sindrome lombospondilogena cronica

e dolori cronici alla caviglia destra già citati nel consulto del 06.12.02 e

invariati.

La paziente presenta un disturbo di elaborazione del

dolore con tendenza alla fibromialgia. Si tratta di dolori generalizzati

fluttuanti. In assenza però di almeno 11 su 18 punti di fibromialgia eccessivamente

dolorosi ad una pressione digitale di ca. 4 kg, la diagnosi di fibromialgia non

può ancora essere formalmente ritenuta secondo i criteri di classificazione ACR

1990.

Questa sindrome del dolore cronico si sta

progressivamente aggravando, secondo le indicazioni della paziente e spiega il

peggioramento più soggettivo che oggettivo delle diverse problematiche

precedentemente discusse nonché, come segnalato in occasione del consulto del

06.12.02, il cattivo risultato soggettivo (cioè la sensazione della paziente di

un peggioramento rispetto a prima dell'intervento) dopo 2 interventi chirurgici

che non hanno presentato problemi maggiori e hanno dato buoni risultati oggettivi.

Anche se non sono formalmente riempiti i criteri

diagnostici ACR 1990 per la dia-gnosi di fibromialgia, il quadro clinico

attuale è a mio avviso assimilabile a quello di una fibromialgia. Appare

corretto tener conto di questo disturbo di elaborazione del dolore nella

valutazione della capacità lavorativa.

Appoggio l'attitudine prudente del chirurgo Dr. __________

di fronte al previsto intervento chirurgico sulla spalla sinistra. Il rischio

di un insuccesso soggettivo appare relativamente alto e mi sembra vi sia un

rischio aumentato per una capsulite retrattile o un'algodistrofia.

B. CONSEGUENZE SULLA CAPACITA DI

LAVORO

1. MENOMAZIONI (QUALITATIVE E

QUANTITATIVE) DOVUTE AI DISTURBI CONSTATATI

A livello psicologico e mentale non trovo attualmente

alcun problema che non sia stato valutato in modo estensivo nell'ambito della

perizia psichiatrica del 24.12.02.

Le menomazioni a livello fisico sono state riportate in

dettaglio in precedenza.

Le problematiche in ambito sociale segnalate dalla paziente

sono state riportate nell'ambito della perizia pluridisciplinare del 20.01.03 e

in parte al punto 1.6.

Considerandi

2.

CONSEGUENZE DEI DISTURBI

SULL'ATTIVITÀ ATTUALE

2.1

COME SI RIPERCUOTONO I DISTURBI

SULL'ATTIVITÀ ATTUALE DELL'ASSICURATA?

L'assicurata è limitata dalle gonalgie a destra e agli

spostamenti oltre 15 min., nel salire e scendere le scale e in tutti i

movimenti di flessione/estensione del ginocchio destro, particolarmente in

carico. L'assicurata è limitata dalla problematica alla spalla sinistra in

tutti i movimenti dell'arto

superiore sinistro, particolarmente attorno e sopra l'orizzontale ma anche in

tutti i movimenti ripetitivi. L'assicurata è limitata dalla tenomiosi a catena

e per tutti i movimenti dell'arto superiore sinistro e della mano sinistra. Può

utilizzare la tastiera di un computer solo per breve tempo e deve poi fermarsi

per un'esacerbazione dei dolori. Non è in grado di svolgere normalmente i

lavori domestici.

La problematica alla schiena limita leggermente

posizioni statiche eccessivamente prolungate e movimenti ripetitivi di

flessione/estensione del tronco. I dolori cronici alla caviglia destra si

ripercuotono sugli spostamenti. Il disturbo di elaborazione del dolore

interferisce con tutte le attività della vita quotidiana amplificando i

disturbi precedentemente esposti.

2.2

ESATTA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI

INTATTE E DELLA CAPACITÀ DI CARICO

L'assicurata è in grado di rimanere seduta durante una

giornata lavorativa senza limitazioni particolari. Attualmente può rimanere in

piedi almeno mezz'ora di seguito e deve poter beneficiare in seguito di una

pausa in cui possa sedersi. Non dovrebbe rimanere in piedi oltre 4 ore al

giorno. L'assicurata è in grado di spostarsi a piedi per brevi tragitti, non

oltre 15 min. e non oltre 3-4 volte al giorno. È in grado di raccogliere

saltuariamente oggetti per terra ma deve evitare movimenti ripetitivi di flessione/estensione

delle ginocchia, particolarmente in carico. Può saltuariamente salire e

scendere le scale ma non deve farlo ripetutamente durante la giornata

lavorativa e dovrebbe, se possibile, lavorare su un solo piano o poter

utilizzare l'ascensore. L'assicurata è in grado di realizzare i lavori leggeri

con gli arti superiori che non devono essere ripetitivi. Può lavorare al

computer evitando però la redazione di lunghi testi. Deve poter riposare le

mani regolarmente. Movimenti ripetitivi con la spalla sinistra e ogni movimento

sopra l'orizzontale devono essere evitati.

2.3

L'ATTIVITÀ ATTUALE È ANCORA

PRATICABILE?

Sì. L'attività di centralinista è ancora praticabile

almeno nella misura del 60-70%. La paziente dovrebbe lavorare a tempo pieno,

con un rendimento attualmente e a medio termine ridotto del 30-40%.

2.7

DA QUANDO ESISTE UNA LIMITAZIONE

DELLA CAPACITÀ DI LAVORO DAL LATO MEDICO DI ALMENO IL 20 %?

È presente dal 14.02.01.

2.8

QUAL È STATO IN SEGUITO LO SVILUPPO

DELLA LIMITAZIONE DELLA CAPACITA DI LAVORO?

La capacità lavorativa dell'assicurata fino al 06.12.02

è riportata nella perizia pluridisciplinare SAM del 20.01.03. In seguito la

capacità lavorativa è progressivamente peggiorata, sia a causa dell'operazione

che la paziente ha subito al ginocchio destro il 30.04.03, sia per un

peggioramento più soggettivo che oggettivo della situazione all'arto superiore

sinistro e per l'ulteriore sviluppo di un disturbo non specifico di elaborazione

del dolore con tendenza alla fibromialgia.

C. CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

D'INTEGRAZIONE

1.

È POSSIBILE EFFETTUARE

PROVVEDIMENTI D'INTEGRAZIONE? VE NE SONO IN CORSO? NE SONO PREVISTI?

Sì. L'assicurata rifiuta una riqualifica professionale.

È possibile offrirle un aiuto al collocamento in un'attività adatta al 50%.

2.

È POSSIBILE MIGLIORARE LA CAPACITA

DI LAVORO SUL POSTO DI LAVORO ATTUALE?

No.

3.

L'ASSICURATA È IN GRADO DI

SVOLGERE ALTRE ATTIVITÀ?

L'assicurata è in grado di svolgere un'attività

prevalentemente sedentaria nella quale utilizzi soprattutto l'arto superiore

destro, che rispetti tutti i limiti precedentemente espressi al punto 2.2.

Idealmente potrebbe trattarsi di un lavoro come centralinista,

telefonista o altro lavoro d'ufficio che non esiga regolarmente la redazione di

lunghi testi. Un'attività adatta potrebbe essere svolta a tempo pieno, con un

rendimento ridotto al massimo nella misura del 30-40%.

In un'attività pesante a mediamente pesante

l'assicurata è attualmente a mio avviso inabile al lavoro nella misura del 70%.

OSSERVAZIONI, ALTRE DOMANDE:

I problemi che hanno determinato un peggioramento della

capacità lavorativa rispetto alla perizia pluridisciplinare SAM del 20.01.03,

non sono irreversibili. La situazione al ginocchio destro, operato 8 mesi fa,

dovrebbe ulteriormente migliorare a medio termine. La situazione alla spalla

sinistra e all'arto superiore sinistro dovrebbe migliorare con o senza

intervento. Una periartropatia omeroscapolare tendinotica, in particolare, ha

abitualmente una buona prognosi anche in presenza di un acromio uncinato con

modico restringimento dello spazio sottoacromiale. Nel caso in cui venisse

realizzato un intervento di decompressione previsto per febbraio, la situazione

andrebbe in seguito comunque rivalutata. La presenza di un disturbo di

elaborazione del dolore, anche se ancora non specifico, ha abitualmente una

cattiva prognosi modulata però dalla presenza o meno di fattori di rischio per

cronificazione, di fattori "protettivi", dalla durata del dolore e

dall'età della paziente. Trattandosi di una paziente molto giovane, vale a mio

avviso ancora la pena di investire in una presa a carico multidisciplinare per

pazienti con dolori cronici. Considererei anche la possibilità che il ritorno a

una vita lavorativa e sociale più conforme ai desideri della paziente possa

esercitare un effetto positivo a questo livello, tenendo conto ancora una volta

della giovane età dell'assicurata.

La situazione andrebbe a mio avviso rivalutata fra 1-2

anni. La possibilità di un miglioramento delle problematiche potenzialmente

reversibili precedentemente discusse e della capacità lavorativa appare

maggiore rispetto a quella di una situazione invariata o di un peggioramento.

(…)" (doc. AI 36/6-9)

Occorre

quindi verificare se, da allora, è intervenuto un importante cambiamento.

Al

riguardo va rilevato che – vista la domanda di revisione 21 febbraio 2006 nella quale, il dr. __________,

FMH in chirurgia ortopedica, ha osservato che “(…) attualmente il quadro

clinico è stato caratterizzato da una frattura del capitello radiale nel

gennaio 2005 che ha necessitato un lungo periodo di fisioterapia. Il quadro

clinico presentato dalla paziente è in via di graduale peggioramento e in

particolare, sia a livello della spalla destra che della spalla sinistra, il

quadro clinico presenta segni per un netto deficit funzionale con in particolare

una netta diminuzione della mobilità articolare a livello delle articolazioni

omero scapolari destra e sinistra e delle articolazioni radio capitali

sinistra. Tenuto conto, da quanto già espresso dal collega e tenuto conto del

quadro clinico attualmente, ritengo opportuna una rivalutazione della rendita

d’invalidità.“ (doc. AI 70/1) – l’Ufficio AI ha ordinato una nuova perizia a cura del dr. __________.

Il

dr. __________, FMH in medicina interna e reumatologia, nella perizia 24 aprile

2006.

(doc. AI 74/1-12), poste le seguenti diagnosi:

"

a. Diagnosi

con ripercussioni sulla capacità di lavoro

Fibromialgia sino a sindrome del dolore cronico

Tendomiosi a catena dell’arto superiore sinistro su/con:

○ Nell’ambito

della prima diagnosi

○ Dolori

all’epicondilio ulnare e radiale in stato dopo denervazione secondo Wilhelm e Hohman

08.02.2000

Gonalgie persistente su/con:

○ Stato dopo osteotomia correttiva per ginocchia valga nel

1981.

ca.

○ Stato dopo trauma distorsivo nel

1984.

ca. con rottura del LCA

○ Iniziali lesioni degenerativa

○ Stato dopo

ricostruzione del legamento crociato anteriore, meni-scectomia

● Lieve periartropatia omero scapolare

bilaterale su/con:

○ Nell’ambito della prima diagnosi

○ Lieve tendinite del sopraspinato

○ Acromio uncinato a sinistra

● Sindrome lombospondilogena cronica su/con:

○ Insufficienza muscolare

b. Diagnosi senza ripercussioni sulla

capacità di lavoro

Adipositas

Stato dopo laparoscopia diagnosticata 1990 e 05.09.2001

Disturbo di personalità non altrimenti specificato" (doc. AI 74/8-9)

ha

concluso:

"

(...)

5- Valutazione e prognosi

La paziente soffre in un primo luogo di una

fibromialgia sino a disturbo d'elaborazione del dolore che influenza,

secondariamente, tutte le altre diagnosi che sono sovrapponibile all'ultima

perizia del Dr. __________. L'unica evoluzione è ora una chiara fibromialgia

sino a sindrome del dolore cronico, sindrome che il dott. __________

intravedeva già nella sua perizia del 28.01.2004. L'esame clinico è in pratica

identico a quello di allora ed in particolare non trovo alcuna limitazione

della mobilità a livello delle spalle con distanza pollice vertebra prominens

simmetrica e nella norma. Da notare che a livello delle spalle ho effettuato

anche una sonografia funzionale che ha mostrato unicamente una lieve tendinite

del sopraspinato confermando il risultato di una precedente artro risonanza

della spalla drt.

La paziente, tra la perizia del Dr. __________ e la

mia, ha avuto una gravidanza ed ha attualmente una bambina piccola che la

costringe ad alcuni lavori in casa da classificare come pesanti. Questi ultimi

possono sicuramente indurre ad un certo aumento dei dolori soggettivi, senza

che però questo si ripercuota sull'esame oggettivo e quindi sulla capacità

lavorativa.

A livello terapeutico, di fianco ad un adeguato

rinforzo muscolare che si può raggiungere anche con un'attività sportiva, è

consigliata la ripresa di un'attività che possa reinserire la paziente in

ambito sociale e quindi rendere i dolori più sopportabili.

A livello prognostico mi sembra di poter affermare che

negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una stabilizzazione del quadro

clinico che non penso debba variare nei prossimi anni, ad eccezione d'eventuali

nuovi eventi non prevedibili.

B Conseguenze sulla capacità di lavoro

1.

Menomazioni (qualitative e

quantitative) dovute ai disturbi constatati

A livello fisico la paziente presenta soprattutto un

disturbo d'elaborazione del dolore che interferisce su altre patologie

reumatiche d'entità moderata.

In particolare segnalo una lieve periartropatia

omero/scapolare a livello della spalla dx, senza alcuna lesione dei tendini,

delle gonalgie persistenti in stato dopo ricostruzione del tendine del

crociato, lieve gonartrosi, una moderata sindrome lombospondilogena su iniziali

alterazioni degenerative ed in particolare un sovraccarico strutturale.

2.

Conseguenze dei disturbi

sull'attività attuale

2.1

Come si ripercuotono i disturbi

sull'attività attuale dell'assicurato?

L'assicurata è limitata, a causa dei dolori alle

ginocchia, per gli spostamenti oltre i 15 minuti nel salire e scendere

ripetutamente le scale; per quello che riguarda le problematiche alle spalle

essa non è in grado di sollevare ripetutamente pesi superiori ai 15 kg o di

lavorare a lungo sopra l'orizzontale. Mentre per quanto riguarda i limiti posti

dalla miogelosi a catena, essi sono gli stessi già definiti per le spalle.

2.2

Esatta descrizione delle funzioni

intatte e della capacità di carico

La paziente non è in grado di assumere posture monotone

per più di 4 ore, deve poter cambiare regolarmente postura, circa ogni 2-3 ore.

Non deve camminare ripetutamente per più di 1,5 km, non può sollevare

ripetutamente pesi superiori ai 15 kg o lavorare a lungo (30 minuti) sopra

l'orizzontale.

a. L'attività attuale è ancora

praticabile?

L'attività di centralinista è praticabile nella misura

del 70 %.

2.4

Se sì, in quale misura ( ore al

giorno)?

2.5

E presente inoltre una diminuzione

della capacità di lavoro?

2.6

Se sì, in che misura?

2.7

Da quando esiste una limitazione della

capacità di lavoro dal lato medico di almeno il 20%?

Dal 14.02.2001.

a. Qual

è stato in seguito lo sviluppo della limitazione della capacità di lavoro?

La capacità lavorativa fino al 28.01.2004 è regolata dalla

perizia del dottor __________, in seguito essa è rimasta stabile al 30% in un

lavoro leggero che contenga le limitazioni indicate al punto 2.2.

C- Conseguenze sulla capacità

d'integrazione

1- E possibile effettuare

provvedimenti d'integrazione? Ve ne sono in corso? Ne sono previsti?

Sì.

1.1

Se sì, la preghiamo di descrivere il

piano di riabilitazione

La paziente necessita unicamente di una riqualifica

professionale in un'attività adatta.

Dal punto di vista medico è già stato fatto tutto il

possibile per mantenere la paziente in tale abilità.

1.2

Se no preghiamo di motivare

2- È possibile migliorare la

capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale?

No.

2.1

se sì con quali ragionevoli

provvedimenti (p. es. provvedimenti medici, mezzi ausiliari, adattamento del

posto di lavoro)?

a. Secondo lei che effetti hanno

questi provvedimenti sulla capacità di lavoro?

3- L'assicurato è in grado di

svolgere altre attività

Sì.

3.1

Se sì, a quali esigenze deve rispondere

il posto di lavoro dal punto di vista medico e di che cosa bisogna tenere

soprattutto conto nel caso di un'altra attività?

L'assicurata è in grado di svolgere un'attività

prevalentemente sedentaria, dove non debba sollevare ripetutamente pesi

superiori ai 15 kg, dove non debba stare a lungo in posizione monotona, in particolare

in posizione eretta, non deve camminare ripetutamente per più di 1,5 km o

salire e scendere ripetutamente le scale. Nell'ambito di una tale attività

potrebbe lavorare 8 ore al giorno con una diminuzione del rendimento del 30 %.

3.2

In che misura si possono svolgere

attività consone alle menomazioni (ore al giorno)?

3.3

È presente inoltre una riduzione della

capacità di lavoro?

3.4

Se sì in che misura?

3.5

Qualora non siano possibili altre

attività: per quali motivi?

Osservazioni altre domande

La situazione è sostanzialmente invariata rispetto alla

perizia disciplinare del SAM ed alla perizia del Dr. __________.

Personalmente non trovo alcuna limitazione della

mobilità delle spalle come descritto dal Dr. __________.

La paziente come casalinga è abile in misura del 80%,

dove il 20% riguarda unicamente particolari attività pesanti." (doc. AI

74/9-12)

Visti

i certificati medici:

● 18 giugno 2007 nel quale il dr. __________, FMH in psichiatria e

psicoterapia, posta la diagnosi di “(…) sindrome mista ansioso-depressiva

(F41.2) – Disturbo di personalità - immaturo (F60.8) (…)” ha attestato che “(…)

nei ultimi mesi la situazione è peggiorata causa il divorzio in atto che ulteriormente

sta compromettendo suo stato di salute. (…)” (doc. AI 91/3);

● 24 luglio 2007 nel quale il dr. __________, FMH in medicina

interna, ha confermato che la paziente “(…) ha sofferto negli ultimi 2 – 3 anni

di alcuni episodi (probabilmente 8) manifestatisi sempre in posizione eretta e

da interpretare come probabili sincopi vago-vasali. Gli schiarimenti di tipo

neurologico e cardiologico non hanno evidenziato nessuna patologia.” (doc. AI

91/2);

● 16 novembre 2007 (doc. AI 92/1-2) nel quale il dr. __________ ha

concluso che “(…) da quanto sopra esposto, dal punto di vista ortopedico e alla

luce dei nuovi eventi artromatici e operatori avvenuti nel 2007, il quadro

clinico accusato dalla paziente è in via di lento ma graduale peggioramento

consistente in dolori diffusi, una netta impotenza funzionale al gomito

sinistro pluri-fratturato e alla spalla sinistra che presenta ora anche una

capsulite retrattile. Ragione per la quale, dal punto di vista squisitamente

ortopedico, la paziente è da ritenersi invalida al 100%. (…)” (doc. AI 92/2)

l’Ufficio

AI ha ordinato una nuova perizia pluridisciplinare a cura del SAM (doc. AI 94/1

e 97/1-2).

Nella

perizia pluridisciplinare 30 giugno 2008 (doc. AI 101/1-52) risulta che i periti,

dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive,

hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura

psichiatrica (dr. __________), reumatologica (dr. __________) e neurologica

(dr. __________).

Sulla

base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno della ricorrente

presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente

diagnosi:

"

5.1

Diagnosi con

influsso sulla capacità lavorativa:

Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F

45.

).

Disfunzione vegetativa somatoforme (ICD-10 F 45.3).

Disturbo di personalità misto (ICD-10 F 61.0),

dipendente, immaturo, emotivamente instabile.

Sindrome cervicospondilogena cronica, prevalentemente a

sin., e lombospondilogena cronica, prevalentemente a ds., con/su:

- disturbi statici del rachide

(appiattimento della dorsale, scoliosi sin.-convessa dorsale, iperlordosi

lombare);

- decondizionamento muscolare.

Periartropatia omeroscapolare alla spalla sin., con/su:

- pregressa acromioplastica, con

débridement della fossa sottoacromiale a sin., 2.04.2007.

Gonartrosi a ds., con/su:

- pregressa regolarizzazione

artroscopica di lesioni meniscali, pregressa pla-stica ricostruttiva del

legamento crociato ant. mediante III centrale del tendine rotuleo, sempre per

via artroscopica, 30.04.2003;

- pregresso trauma distorsivo del

ginocchio ds., con rottura del legamento crociato nel 1984;

- pregresso intervento di osteotomia

correttiva bilaterale per ginocchia valghe, 1980 ca..

5.2

Diagnosi senza influsso sulla

capacità lavorativa:

Sospetta lieve sindrome irritativi del nervo ulnare al

gomito sin., con/su:

- nessun deficit oggettivo;

- pregresso intervento secondo

Willhelm-Hohman, 1.03.2000.

Pregressa frattura al capitello radiale a sin.,

29.01.2005

e 13.09.2007, con/su:

- trattamento conservativo con gesso

Sincopi recidivanti di origine non chiara, epilessia

ragionevolmente esclusa.

Ernia iatale e riflusso gastroesofageo (anamnestico)."

(doc. AI 101/14-15)

Sulla

base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione, i periti

del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale dell’attuale

capacità lavorativa: “(…) l’A presenta una capacità lavorativa del 70%

(presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) come

centralinista (ultima attività svolta). (…)” (doc. AI 19/16), hanno concluso:

"

(...)

8.

CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA

Dal punto di vista neurologico l'A. non presenta

limitazioni della capacità lavorativa.

Dal punto di vista reumatologico, a causa dei problemi

alla colonna vertebrale, arti inf. e arto sup. sin., I'A. presenta una

limitazione della capacità lavorativa del 30% come centralinista.

Dal punto di vista psichiatrico, dal gennaio 2005

(peggioramento rispetto al passato e alla valutazione della Dr.ssa __________)

l'A. presenta una riduzione della capacità lavorativa del 30% (n.d.r. recte:

20%) in qualsiasi tipo di attività.

Globalmente, l'A. presenta dunque una capacità

lavorativa del 70% (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento

ridotto), come centralinista. Le incapacità lavorative psichiatrica e

reumatologica non vanno sommate, bensì integrate, poiché considerano il sintomo

principale dell'A., cioè il dolore.

A causa dell'intervento alla spalla sin. l'A. ha

presentato una capacità lavorativa dello 0% come centralinista da inizio aprile

2007.

sino a fine giugno 2007.

9.

CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

D'INTEGRAZIONE

Dal punto di vista neurologico l'A. presenta una

capacità lavorativa del 100% in qualsiasi tipo di attività.

Dal punto di vista psichiatrico l'A. presenta una

riduzione della capacità lavorativa del 20% da gennaio 2005 in qualsiasi tipo

di attività.

Dal punto di vista reumatologico l'A. può molto spesso

sollevare/portare pesi fino a 5 kg sino all'altezza dei fianchi, spesso tra i

5-10 kg sino all'altezza dei fianchi, di rado 10-25 kg sino all'altezza dei

fianchi, mai pesi oltre 25 kg sino all'altezza dei fianchi. Può molto spesso

sollevare pesi fino a 5 kg sopra l'altezza del petto, talvolta pesi

oltrepassanti 5 kg sopra l'altezza del petto. Può molto spesso maneggiare

attrezzi di precisione, spesso maneggiare attrezzi di media entità, talvolta

attrezzi pesanti e talvolta maneggiare attrezzi molto pesanti. Può di rado effettuare

lavori sopra la testa, spesso effettuare la rotazione del tronco, molto spesso

assumere la posizione seduta e inclinata in avanti, spesso la posizione in

piedi inclinata in avanti, di rado assumere la posizione inginocchiata,

talvolta effettuare la flessione delle ginocchia. Può assumere spesso la

posizione seduta di lunga durata, talvolta la posizione in piedi di lunga

durata. Può molto spesso camminare sino a 50 m e oltre i 50 m, spesso per

lunghi tragitti, spesso su terreno accidentato. Può talvolta salire le sale,

non può mai salire su scale a pioli. In questo tipo di attività l'A. raggiunge

una capacità lavorativa del 100%.

Globalmente l'A. raggiunge una capacità lavorativa del

80% (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto), nelle

attività rispettose dei limiti appena descritti.

Per il periodo da inizio aprile 2007 fino a giugno 2007

l'A. ha presentato una capacità lavorativa dello 0% in qualsiasi tipo di

attività.

Anche come casalinga, l'A. presenta una riduzione della

capacità lavorativa di ca. il 20%, sempre da gennaio 2005 e continua.

Dal punto di vista reumatologico l'A. deve proseguire

la ginnastica funzionale per la spalla sin.; si consiglia un calo ponderale per

diminuire il carico sugli arti inf. e sul passaggio lombosacrale, facilitando

così il condizionamento della muscolatura.

Rispetto alle precedenti valutazioni reumatologiche, i

limiti funzionali descritti dal Dr. __________ sono più dettagliati; per questo

motivo vi è una leggera differenza della percentuale di limitazione tra il

consulto del Dr. __________ e gli altri citati agli atti.

Ricordiamo che il Dr. __________ valuta una sindrome

fibromialgica generalizzata e il Dr. __________ cita una sindrome somatoforme

da dolore persistente: si tratta della descrizione della stessa patologia.

10.

OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE

PARTICOLARI

Le conclusioni peritali si fondano su

un'esauriente discussione tra tutti i medici periti del SAM.

Domande particolari non sono poste.

A causa dei disturbi, in particolare reumatologici, si

sconsigliano le attività di cameriera e di infermiera odontoiatrica.

(...)" (doc. AI 101/18-20)

Viste

le risultanze mediche su cui si è basata la decisione del 25 aprile 2005 (doc.

AI 59/2-7) e ritenuto l’esito degli accertamenti successivamente effettuati,

questo Tribunale deve concludere che globalmente la situazione valetudinaria

non ha subito degli importanti cambiamenti ed è pertanto a ragione che

l’Ufficio AI ha confermato il diritto ad un quarto di rendita.

Il

TCA rileva che le valutazioni emerse dagli accertamenti medici peritali

effettuati dopo la decisione 25 aprile 2005 (doc. AI 59/2-7) – valutazioni

riprodotte sopra in esteso alle quali va riconosciuta forza probatoria piena

(cfr. consid. 2.6) – non sono state validamente contestate dall’assicurata.

In

particolare non è possibile concludere differentemente neanche avuto riguardo

allo scritto 6 ottobre 2008 (doc. AI 110/2), indirizzato all’avv. __________,

nel quale il dr. __________ si è così espresso:

"

Ho preso nota delle

valutazioni peritali eseguite nel giugno 2008 concernente la summenzionata paziente.

Sinceramente non mi trovo d'accordo per quanto concerne

le valutazioni di tipo reumatologico ortopedico. Attualmente il quadro clinico

è situato, con una recrudescenza dei dolori dovuti anche alla nota fibromialgia

a livello della spalla sinistra. Inoltre a causa delle note fratture a livello

del capitello radiale sinistro, di cui l'ultima avventura nel settembre 2007,

vi è una recrudescenza del quadro clinico compatibile con un'epicondilite e,

previ ulteriori accertamenti, potrebbe essere suscettibile di nuovo e

definitivo intervento chirurgico. Tenuto conto delle altre patologie

squisitamente ortopediche (vedi mio scritto del 16.11.2007) ritengo

l'assicurata inabile, dal punto di vista ortopedico, per almeno un 50%.

Lascio il compito ad altri specialisti ad un'ulteriore

valutazione dello stato internistico psichico e neurologico della paziente che

a mio avviso dovrebbe ben influire sul grado di incapacità e di inabilità che

la paziente meriterebbe." (doc. AI 110-2)

Al

riguardo giova rilevare che – a prescindere dalle considerazioni che si impongono

in merito ai rapporti del medico curante

(cfr. consid. 2.7) – il dr. __________ non motiva debitamente

e nemmeno documenta perché non si trova d’accordo con la perizia

pluridisciplinare 30 giugno 2008 (doc. AI 101/1-52). Lo stesso sanitario, anche

se nel richiamato certificato 16 novembre 2007 (doc. AI 92/1-2) aveva concluso

che “(…) da un punto di vista squisitamente ortopedico, la paziente è da

ritenersi invalida al 100%. (…)” (doc. AI 92/2), nello scritto 6 ottobre 2008,

pur menzionando una recrudescenza dei dolori, ha invece concluso che “(…)

ritengo l’assicurata inabile, dal punto di vista ortopedico, per almeno un 50%.

(…)”(doc. AI 110/2).

Va

qui inoltre evidenziato che il medico curante, che vede il suo paziente soprattutto

in fase di esacerbazione di una patologia, raggiunge facilmente una diversa

impressione circa la gravità del danno alla salute rispetto a quella che può

farsi un perito che non incentra il proprio esame principalmente sulle esigenze

terapeutiche in un determinato momento (vedi la STF del 2 giugno 2009 nella

causa G.,9C_606/2008, consid. 3.2.5 e la STF ivi citata).

Quanto

alla contestazione che il dr. __________ non ha una specializzazione in ortopedia,

il TCA rileva che il reumatologo per formazione ed esperienza lavorativa

dispone dei mezzi per valutare in modo adeguato e completo affezioni

all’apparato muscolo-scheletrico.

Di

conseguenza – ricordato che quando

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si

rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz

/ Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n.

63, Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2a ed., pag. 274, si veda pure DTF

122.

II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente

all'art. 29 cpv. 2

Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti) – questo

Tribunale ritiene che, senza che sia necessario esperire la chiesta nuova

perizia, la pronunzia impugnata merita conferma.

2.8

In

simili circostanze, visto tutto quanto precede il ricorso deve essere respinto.

2.9

Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la

procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al

rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è

soggetta a spese.

L’entità

delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese

di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico della ricorrente.

Per

questi motivi

dichiara

e pronuncia

1.

Il

ricorso è respinto.

2.

Le

spese di fr. 200.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster