32.2008.240
UAI ha rifiutato a ragione all'assicurato il diritto ad una rendita e a provvedimenti professionali,essendo egli ancora abile al lavoro al 100% in attività adeguate,come stabilito nella perizia reumat
27 luglio 2009Italiano51 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2008.240
Data decisione, Autorità:
27.07.2009, TCA
Titolo:
UAI ha rifiutato a ragione all'assicurato il diritto ad una rendita e a provvedimenti professionali,essendo egli ancora abile al lavoro al 100% in attività adeguate,come stabilito nella perizia reumatologica
DIRITTO ALLA RENDITA
GRADO DI INVALIDITÀ
PERIZIA
PROVVEDIMENTO PROFESSIONALE
RIFIUTO DELLA PRESTAZIONE
art. 4 cpv. 1 LAI
art. 8 cpv. 1 LAI
art. 17 LAI
art. 28 cpv. 1 LAI
art. 69 cpv. 1bis LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 6 cpv. 1 OAI
Raccomandata
Incarto n.
32.2008.240
cr/sc
Lugano
27 luglio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Cinzia Raffa
Somaini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 23 dicembre 2008
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 25 novembre 2008 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1, nato
nel 1963, in precedenza attivo in qualità di asfaltatore trasportatore, in data
1° ottobre 2007 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni
AI per adulti, in quanto affetto da “necrosi alla testa dell’anca” (doc.
2/1-8).
Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
reumatologica affidata al dr. __________ del SMR, con progetto di decisione del
16 ottobre 2008 (doc. 31/1-3), poi confermato con decisione del 25 novembre 2008,
l’Ufficio AI ha rifiutato all’interessato il diritto ad una rendita, essendo il
suo grado di invalidità inferiore al 40% (doc. A).
1.2. Contro
questa decisione l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che gli sia riconosciuto il diritto ad
almeno un quarto di rendita di invalidità, o, in via subordinata, il diritto di
beneficiare di provvedimenti professionali (riqualifica professionale).
Il
patrocinatore dell’assicurato ha sostanzialmente contestato la valutazione
medica del SMR, chiedendo che l’assicurato venga sottoposto ad una nuova
perizia medica, così come già richiesto ma negato dall’UAI, al fine di
stabilire in modo chiaro e inoppugnabile quale sia il suo vero e attuale stato
di salute.
Il
patrocinatore ha poi contestato il calcolo del grado di invalidità operato
dall’amministrazione, criticando in particolare il reddito da invalido preso in
considerazione, che secondo l’avv. RA 1 è troppo elevato e appare “del tutto
incongruo e non rispondente alla realtà poiché in nessun settore di attività
ove vige un contratto collettivo di lavoro, vale a dire quei settori di
attività che garantiscono un maggior salario minimo, è possibile reperire un
salario minimo pari a fr. 56'237 non già per una persona invalida ma pure per
una persona integra”.
Infine,
il patrocinatore ha chiesto che, “nella denegata ipotesi in cui dovesse
risultare l’assenza di un diritto ad una rendita d’invalidità del ricorrente,
egli chiede di poter beneficiare perlomeno di misure di sostegno per una
riqualifica professionale” (I).
1.3. L’UAI, in
risposta, dopo avere ribadito la correttezza sia della perizia del dr. __________
(peraltro non contestata dall’assicurato), sia del calcolo dei redditi operato
dall’amministrazione, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (VI +
1).
1.4. In data 26
marzo 2009, il patrocinatore dell’assicurato ha comunicato al TCA che
l’interessato “è attualmente oggetto di ulteriori esami di controllo da parte
del dr. __________, dato il riacutizzarsi dei dolori dovuti all’osteonecrosi”,
Fatti
i cui risultati “verranno inoltrati a codesto lodevole Tribunale non appena i
controlli in essere saranno ultimati”.
L’avv. RA 1 ha poi nuovamente contestato il
calcolo del grado di invalidità effettuato dall’UAI, che sarebbe “arbitrario,
perché come risulta pure dal rapporto medico del dr. __________, il ricorrente,
che non possiede alcuna qualifica professionale, ha un’incapacità lavorativa al
100% nella sua attività professionale di asfaltatore addetto ai trasporti”.
Il patrocinatore ha inoltre rilevato che l’UAI
non ha indicato quali attività, in cui non è richiesta una qualifica
professionale, siano esigibili dall’assicurato, tenuto conto dei suoi limiti
funzionali, ritenendo che “con tutta la migliore volontà possibile, e dopo
avere interpellato non solo numerosi datori di lavoro, ma anche l’Ufficio
disoccupazione, si può tranquillamente escludere che esista una qualsiasi
attività lucrativa senza qualifica professionale, che possa essere svolta dal
ricorrente, senza eccedere i limiti indicati dal dr. __________ nel suo
rapporto medico e che permetta anche solo lontanamente di conseguire un reddito
annuo di fr. 56’237”.
Infine, l’avv. RA 1 ha definito “scandalosa”
l’affermazione dell’UAI circa la disponibilità a valutare il finanziamento di
una formazione “ad hoc” qualora l’assicurato trovasse un datore di lavoro
disposto ad assumerlo al 100%, che a suo avviso equivarrebbe a “far capire al
ricorrente che egli potrà tranquillamente far capo all’assistenza pubblica” (X).
1.5. In data 18
giugno 2009 il patrocinatore dell’interessato ha trasmesso al TCA nuova
documentazione medica (XII + B1-2).
1.6. Con osservazioni
del 6 luglio 2009, l’amministrazione ha rilevato di avere sottoposto la nuova
documentazione medica prodotta dall’assicurato al vaglio del SMR, il quale ha
evidenziato che dalla stessa non risulta una modifica sostanziale dello stato
di salute dell’interessato rispetto alla valutazione del dr. __________ del
giugno 2008 (XIV + bis).
Tale
scritto è stato trasmesso all’assicurato (XV), per conoscenza.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se a
ragione oppure no l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a
provvedimenti professionali e a una rendita.
Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a
ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per
stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro
prevedibile.
Fra i provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti
pure i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono
l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale
(art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento
(art. 18 cpv. 1 LAI).
2.3. L’art. 17
LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una
nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI
" per
riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari
a mantenere o migliorare la capacità di guadagno al termine della prima
formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa
formazione professionale a causa dell’invalidità."
Con riformazione
professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure
reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a).
L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).
Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).
Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998
pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).
2.4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.
Questa graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore
dal 1° gennaio 2008.
Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito
da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).
2.5. Per chiarire
la situazione dal profilo medico, l’UAI ha affidato al dr. __________ del SMR,
medico internista-reumatologo, l’incarico di eseguire una perizia
specialistica.
Nel suo rapporto medico del 2 giugno 2008, il dr.
__________ ha posto le diagnosi principali di “stato dopo protesizzazione anca
destra per esiti di osteonecrosi (29 agosto 2006); stato dopo intervento
posizionamento stelo cefalico anca sinistra in osteonecrosi nota (novembre
2007)”, mentre quale diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa quella
di “stato dopo intervento ernia inguinale sinistra (1985)” (doc. 21-1).
Il dr. __________ ha ritenuto l’assicurato
inabile al lavoro al 100% nella sua precedente attività svolta presso un’azienda
di asfaltatura con la mansione di autista, magazziniere e addetto all’officina,
a causa del “carico funzionale in termini di peso e mobilità non idonei alla
situazione clinica dell’assicurato” (doc. 21-5).
Il dr. __________ ha per contro considerato
l’assicurato pienamente abile al lavoro, con un pieno rendimento, in attività
adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali (doc. 21-5). A tale riguardo,
il dr. __________ ha elencato i seguenti limiti funzionali:
"
(…)
La valutazione reumatologica odierna permette di
stabilire i seguenti limiti: deve limitare i cambi di postura frequenti da
seduto all’in piedi e viceversa, deve limitare la deambulazione su terreni
sconnessi, deve evitare movimenti ripetitivi di torsione del bacino, può
sollevare dal piano orizzontale abitualmente massimo 20 kg, può sollevare dal piano orizzontale saltuariamente massimo 25 kg, può sollevare da terra abitualmente massimo 15 kg, può sollevare da terra saltuariamente
massimo 20 kg.” (Doc. 21-4)
Il dr. __________ ha indicato che la piena
esigibilità lavorativa in attività adeguate è presente dal 1° gennaio 2008,
“cioè a distanza di circa 6 settimane dall’interevento ultimo all’anca
sinistra” (doc. 21-5).
Il dr. __________ ha rilevato che al momento del
suo esame l’assicurato non necessitava di ausili ortopedici, osservando che
“non è possibile escludere una progressione della osteonecrosi già trattata
all’anca sinistra. Per quanto riguarda la protesizzazione dell’anca destra si
può ritenere la situazione clinica stabile. L’assicurato attualmente risulta
essere pressoché asintomatico sia all’anca destra che a quella sinistra” (doc.
21-5).
Lo specialista ha infine indicato che
l’interessato avrebbe subito un nuovo controllo clinico in data 4 giugno 2008
(doc. 21-5).
2.6. L’assicurato
ha contestato la decisione dell’amministrazione di rifiutargli il diritto ad
una rendita, trasmettendo al TCA, a sostegno delle sue pretese, i seguenti
referti:
-
referto relativo all’esame di RM anca sinistra
del 1° aprile 2009, redatto dal dr. __________ del Servizio di radiologia dell’__________,
che riporta le seguenti conclusioni:
" Rispetto
all’indagine del 2007 riduzione dell’edema a livello della testa e collo
del femore.
Invariata piccola depressione sulla testa omerale, settore antero-superiore
da riferirsi ad esiti di osteonecrosi.”
(Doc. B2,
sottolineatura della redattrice)
-
scritto del 29 aprile 2009 del dr. __________
del Servizio di chirurgia ortopedica e ortopedia dell’__________ di __________,
indirizzato al dr. __________, del seguente tenore:
" Le
riferisco in merito al suo paziente che ho visto ieri in stato dopo protesi
two-step all’anca destra per osteonecrosi della testa femorale e posa di perno
per foraggi all’anca sinistra per osteonecrosi della testa femorale.
L’evoluzione clinica per quanto riguarda l’anca destra sembra favorevole,
per la sinistra chiaramente vi è una limitazione e a volte qualche dolore. Vi è
ancora la presenza della necrosi però senza peggioramento a parte la
diminuzione con lieve affossamento della testa femorale sulla zona di carico.
Per il momento non vi è nessuna indicazione per trattamento
chirurgico, valuteremo l’evoluzione.
Il paziente mi informa anche sulle trattative con l’AI, mi
permetto quindi di inviare copia di questa lettera all’AI. Reputo infatti che
il signor RI 1 non ha nessuna possibilità di ricominciare a fare il lavoro
che aveva ed è inabile al 100%.
Sarebbe ideale una presa a carico da parte dell’AI con
reintegrazione professionale, il paziente è molto motivato per una
riqualifica. Rivedrò il paziente per controllo.”
(Doc. B1, sottolineature della redattrice)
Nelle sue annotazioni del 6 luglio 2009, il dr. __________
del SMR, specialista FMH in medicina generale (sul diritto per gli assicurati
di conoscere la specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR 2008 IV Nr. 13),
ha osservato:
"
Assicurato nato nel 1963, meccanico-macchinista
Richiesta AI di 10.2007
Diagnosi:
osteonecrosi teste femorali bilaterale
Visita in ambito SMR 2.6.2008:
IL 100% attività abituale da 10.2005
Abile al 100% in attività adatta
Calcolo CGR: grado AI 26%
Decisione UAI del 25.11.2008: nessun diritto a
rendita
Ricorso:
Rapporto dr. __________ del 29.4.2009:
o
evoluzione a destra pare favorevole
o
a sinistra vi è una limitazione e a volte
qualche dolore, presenza ancora di necrosi però senza peggioramento. Per il
momento non vi è nessuna indicazione per trattamento chirurgico.
o
Viene ritenuto non possibile continuare il
lavoro precedente al 100%
Referto radiologico del 1.4.2009:
o
rispetto al 2007 riduzione dell’edema a livello
della testa e collo femore sinistro
o
invariata piccola depressione sulla testa
omerale da riferirsi a esiti di osteonecrosi
Valutazione:
l’attuale documentazione non evidenzia una
sostanziale modifica dello stato di salute rispetto alla valutazione in ambito SMR
del 2.6.2008.
Da notare che l’assicurato presenta unicamente
una problematica limitante a livello delle anche, patologia che ha
ripercussioni unicamente per attività da svolgere in stazione eretta o
necessitante la deambulazione. Rimando qui alla pubblicazione della SIM
“Attività lavorativa esigibile dopo un infortunio o una malattia”, dove si
legge:
" Articolazione
dell’anca
Le limitazioni della funzione articolare dell’anca si
riflettono esclusivamente sulle attività da eseguire durante la deambulazione o
la stazione eretta. Sono presenti limitazioni relative per quanto riguarda il
salire su scale e impalcature, la deambulazione in discesa per lunghi tratti e
il salto in avanti. Non ci sono di regola limitazioni per attività da eseguire
in posizione seduta o con carichi variabili.
Per le attività in posizione seduta, va tutt’al più
consigliato l’utilizzo di una sedia adattata.”
Si conferma quindi la validità della valutazione
espressa in ambito SMR.” (Doc. XIV/bis)
2.7. Per costante
giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid.
4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2
pag. 134; 114 V 310 consid. 3c
pag. 314; 105 V 156 consid. 1
pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle
indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente
ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228
seg.).
Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto
si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000
UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006 concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.
La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)
Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato
quanto segue:
"
(…)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125 V 351 consid. 3a p. 352)
qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il
convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence
entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV
Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]),
on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou
le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou
plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va
différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement
vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont
suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)
Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.8. Questo
Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emissione della
decisione impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione
peritale effettuata dal dr. __________ il 2 giugno 2008, la quale è dettagliata
ed approfondita e quindi rispecchia i parametri giurisprudenziali sopra
ricordati.
Il dr. __________
ha infatti sottoposto l’interessato ad un accurato esame reumatologico, dal
quale è emerso che egli, tenuto conto delle sue patologie, è inabile al lavoro
al 100% nella sua precedente attività di autista-magazziniere presso un’azienda
che si occupa di asfaltatura – che comporta carichi funzionali in termini di
peso e di mobilità non idonei alla situazione clinica dell’assicurato - ma è da
Considerandi
ritenere pienamente abile al lavoro in attività adeguate, rispettose dei suoi
limiti funzionali (doc. 21-5).
Del resto, la valutazione
peritale del dottor __________ non è stata smentita in sede ricorsuale
attraverso dei referti specialistici attestanti delle patologie maggiormente
invalidanti.
L’assicurato
si è infatti limitato a trasmettere al TCA uno scritto del 29 aprile 2009 del
dr. __________, il quale ha attestato una completa inabilità lavorativa
dell’assicurato nella sua precedente attività, ritenuta non più esigibile (cfr.
doc. B1, in cui lo specialista ha indicato che “reputo infatti che il signor RI
1.
non ha nessuna possibilità di ricominciare a fare il lavoro che aveva ed è
inabile al lavoro al 100%”, sottolineatura della redattrice).
Il TCA
constata pertanto che la valutazione del dr. __________ coincide con quanto
rilevato anche dal dr. __________, il quale ha parimenti ritenuto l’assicurato totalmente
inabile al lavoro nella sua precedente attività (cfr. doc. 21-5, sottolineatura
della redattrice).
Il dr. __________ non ha, per contro, indicato
che l’assicurato sia limitato nello svolgimento di altre attività, ritenendo,
al contrario, “ideale” una presa a carico da parte dell’AI per una
reintegrazione professionale (cfr. doc. B1).
Da notare, inoltre, che nel rapporto medico
ricevuto dall’UAI in data 2 maggio 2008, il dr. __________, poste le diagnosi
di “osteonecrosi teste femorali bilaterali; stato dopo foraggio e protesi
two-step anca destra (2005-2006) e foraggio con first step anca sinistra
(2007)” e dopo avere evidenziato che lo stato di salute dell’interessato era
“stazionario”, non ha indicato che l’assicurato possa incontrare particolari
limitazioni nel mantenere la posizione seduta di lunga durata, ma solo nel
camminare su terreni dissestati, camminare per lunghi tragitti, nel salire e
scendere le scale, sollevare pesi tra 10 e 25 kg e oltre (cfr. doc. 17-4+5).
Questi limiti funzionali sono gli stessi che sono
stati stabiliti anche dal dr. __________, il quale, nel suo referto peritale,
ha considerato l’interessato limitato nei cambiamenti frequenti di postura (da
seduto a in piedi e viceversa), nella deambulazione su terreni sconnessi, nei
movimenti ripetitivi di torsione del bacino e nel sollevamento di pesi oltre i 15 kg (doc. 21-4).
Da notare, inoltre, che il dr. __________ del
SMR, nelle sue annotazioni del 6 luglio 2009, ha ritenuto che dallo scritto del dr. __________ non emerge una modifica sostanziale dello
stato di salute dell’interessato rispetto alla valutazione peritale del dr. __________.
Inoltre, alla luce delle limitazioni dell’assicurato derivanti dalle patologie
alle anche, il dr. __________ ha sottolineato che non sono più esigibili per
l’assicurato attività da svolgere in piedi o che necessitino della deambulazione
(cfr. doc. XIV/bis).
Il TCA condivide queste considerazioni del medico
del SMR.
Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V
140.
e 129 V 4).
Alla luce di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e
concludenti risultanze specialistiche del dr. __________, le quali hanno
permesso di vagliare accuratamente lo stato di salute dell’interessato e
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con
il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111.
V 188 consid. 2b), che l'assicurato sia inabile al
lavoro al 100% nella sua precedente attività, ma che, a partire dal mese di
gennaio 2008, così come indicato nella perizia del dr. __________ (cfr. doc.
21-5), sia abile al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei suoi
limiti funzionali.
2.9
Sul mercato
generale del lavoro esistono delle attività, essenzialmente di controllo e di
sorveglianza, che l’interessato, malgrado il danno alla salute, sarebbe in
grado di esercitare al 100%.
Per
costante giurisprudenza la questione relativa alle attività professionali
concretamente realizzabili è di competenza del consulente in integrazione
professionale (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 citata al consid. 2.7.).
Ora, nel caso concreto, il consulente IP, nel suo
rapporto dell’11 settembre 2008, ha indicato, quali attività esigibili, nel
rispetto delle limitazioni mediche, attività semplici e ripetitive, sia nel
settore secondario che in quello terziario (doc. 26-1).
Il patrocinatore dell’interessato ha contestato
la valutazione del consulente incaricato, indicando che egli “non ha
minimamente indicato in quale altra attività, in cui non è richiesta alcuna
qualifica professionale, il ricorrente possa essere impiegato, tenuto conto dei
limiti indicati nel rapporto medico del dr. __________, vale a dire limitazione
nei cambi di postura frequenti, limitazione di deambulazione su terreni
sconnessi, esclusione di movimenti di torsione del bacino, sollevamento
saltuario di un peso massimo di 20 chili, …” (doc. X).
Chiamato
a pronunciarsi, il TCA ritiene che, come indicato dall’amministrazione,
all’assicurato può essere ragionevolmente chiesto di sfruttare la sua residua
capacità lavorativa in quei settori d’attività
accessibili a lavoratori non qualificati, con mansioni semplici e ripetitive, che
non richiedono una preparazione professionale specifica ma possono essere
esercitate dopo una semplice introduzione al posto di lavoro ed un breve
periodo di rodaggio.
Il TCA rileva inoltre che, contrariamente a
quanto sostenuto dal patrocinatore dell’interessato, il consulente incaricato
ha elencato, a titolo di esempio, alcune attività esigibili dall’assicurato
nonostante il danno alla salute (cfr. doc. 26-1, in cui il consulente ha indicato che ad esempio “l’assicurato potrebbe essere impiegato in lavori
di controllo/sorveglianza, confezione, stampa, come pure operaio generico
(assemblaggio, produzione, stampa, lucidatura), venditore non qualificato”).
Va qui rilevato che
specialmente nell’ambito industriale, ma anche nel settore delle prestazioni di
servizio, vi sono, in effetti, delle attività di mera sorveglianza – fisicamente
assai leggere – che non presuppongono particolari attitudini intellettuali e
che possono essere svolte sia in posizione seduta che in piedi
(per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo
ecc.) con la possibilità anche di variare frequentemente la postura.
Alla luce di queste considerazioni, non possono
quindi essere accolte le critiche formulate dal patrocinatore dell’assicurato e
le attività indicate dal consulente IP devono quindi essere considerate
esigibili, in quanto rispettose dei limiti funzionali dell’interessato,
ritenuto inoltre che all'assicurato incombe l’obbligo di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute.
A
proposito della critica del patrocinatore dell’interessato in merito al fatto
che lo stesso, con tutta la buona volontà e dopo avere interpellato non solo
numerosi datori di lavoro, ma anche l’Ufficio disoccupazione, non riesca a
reperire un’altra attività lavorativa (cfr. doc. X), il TCA rileva di non
ignorare le difficoltà che presenta il mercato del lavoro svizzero. Tuttavia,
ciò rappresenta un elemento estraneo all’invalidità. In effetti, secondo
dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per
valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA inedita del 10
settembre 1998 nella causa S.; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U 240 p. 96;
SVR 1995 UV 35 p. 106 consid. 5b e riferimenti).
Se, malgrado tale
impegno, un’occupazione confacente all’interessato non è reperibile in
concreto, questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale,
considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, né assicurazione
contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono tenute a rispondere (DTF
110.
V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin, op. cit., p. 83).
In tale ipotesi deve semmai intervenire
l'assicurazione contro la disoccupazione.
È poi
utile segnalare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate
possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice
non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti
esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità.
In proposito, va rilevato che il TFA ha in particolare già ritenuto corretto il
rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. DTF 119 V 347;
VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA del 25 febbraio 2003, U 329/01, consid. 4.7).
Il
Tribunale federale ha nuovamente avuto occasione di ribadire la sua
giurisprudenza nella STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008, con la quale ha
confermato la STCA 35.2007.42 del 21 giugno 2007, osservando:
"
8.2
Come rettamente rilevato dal Presidente del
Tribunale cantonale, tuttavia, la questione se la capacità lavorativa in
posizione prevalentemente eretta risulta effettivamente ridotta non va risolta
in questa sede. In effetti in considerazione dell'ampio ventaglio di attività
semplici e ripetitive contemplate dai settori della produzione e dei servizi
(cfr. ISS, livello di esigenze 4, tabella TA1) - un numero significativo di
queste attività sono infatti di natura leggera, permettono di alternare la
posizione e sono pertanto adatte al danno alla salute presentato
dall'assicurato (v. per analogia la sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 324/00 del 5 giugno 2001, consid. 2b) - la Corte ha già
ripetutamente statuito, in casi con limitazioni funzionali analoghe, che esiste
un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità
lavorativa residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza
DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b; si veda anche la sentenza del
Tribunale federale delle assicurazioni I 401/01 del 4 aprile 2002, consid. 4c).
Si tratta segnatamente del mercato occupazionale per personale non qualificato
o semi qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente
offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir
eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi
fisici e che consentono il cambiamento frequente di posizione (RCC 1980 pag.
482.
consid. 2; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7).”
Inoltre, il TCA rileva che il Tribunale federale ha già più volte avuto
occasione di confermare, in caso di assicurati portatori di protesi alle anche,
l’esistenza di una piena capacità lavorativa residua in attività adatte (cfr.,
ad esempio, STF 9C_629/2007 del 15 mai 2008; I 46/06 del 12 settembre 2006; U
323/04 del 30 agosto 2005).
2.10
Occorre ora
esaminare le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal
profilo economico.
Preliminarmente
va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129
V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I
600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV
Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in
SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02;
cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01),
per cui, come correttamente ritenuto dall’UAI, nel caso concreto sono
determinanti i dati del 2006 (visto che l’assicurato è inabile al lavoro
dall’ottobre 2005).
2.11
Per quel che
concerne il reddito da valido, l’UAI ha quantificato il reddito
che l’assicurato avrebbe potuto percepire da sano nel 2006 in fr. 76’323 (cfr. doc. 26-1), conformemente a quanto indicato dal precedente datore di lavoro
nel questionario ricevuto dall’UAI il 23 ottobre 2007 (cfr. doc. 8-2).
Il TCA non ha quindi motivo per distanziarsi
dall’ammontare citato, il cui importo non è del resto stato contestato in sede
di ricorso.
2.12
Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla
base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991.
p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il
TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del
salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione
(DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).
In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.
Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).
Nel rapporto dell’11
settembre 2008, il consulente ha fissato il reddito da invalido
dell’assicurato, in applicazione delle tabelle statistiche RSS (TA1), in fr.
59'197 (cfr. doc. 27-1), cui apportare una riduzione del 5% per attività sempre
nello stesso settore, per un importo di fr. 56'237 (cfr. doc. 26-2).
Il patrocinatore
dell’assicurato ha contestato tale importo, utilizzato dall’amministrazione, in
quanto sarebbe troppo elevato e non corrispondente alla realtà (doc. I).
Al riguardo, il TCA sottolinea che in una
sentenza 8C_334/2008 del 26 novembre 2008, il Tribunale federale ha ricordato
che "nel caso di un invalido che, dopo l’insorgenza del danno alla salute,
può compiere soltanto lavori leggeri e non impegnativi dal punto di vista
intellettuale, il relativo reddito è di principio determinato in base alla
media del salario lordo (valore totale) conseguibile per attività semplici e
ripetitive (livello di esigenza 4 sul posto di lavoro) nel settore privato in
conformità alle tabelle A dell’ISS (sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni U240/99 del 7 agosto 2001 consid. 3c/cc, parzialmente pubblicata
in RAMI 2001 pag. 347; cfr. pure DTF 129 V 472 consid. 4.2.1. pag. 476 con
riferimento)" (STF citata, sottolineatura della redattrice).
Il TCA ritiene, pertanto, che nella
determinazione del reddito da invalido dell’interessato, ancora abile al 100%
in attività adatte, sia corretto applicare i dati statistici della Tabella TA1,
concernente una vasta gamma di attività adeguate allo stato di salute
dell’interessato, come ritenuto dall’amministrazione.
In
applicazione della giurisprudenza sviluppata nella sentenza del 7 aprile 2008
(inc. 32.2007.165), utilizzando, conformemente alla
giurisprudenza appena esposta, i dati forniti dalla tabella TA1 elaborata
dall'Ufficio federale di statistica, l’assicurato, svolgendo nel 2006 una
professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto
realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'732.
Riportato
su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata in
La Vie économique, 9-2008, p. 98), esso ammonta a fr. 4'933.11 mensili
oppure a fr. 59'197.32 per l'intero anno (fr. 4'933.11 x 12).
L’assicurato,
quale magazziniere – macchinista - meccanico presso la ditta __________,
avrebbe guadagnato, nel 2006, fr. 76’323/anno per un’occupazione a tempo pieno.
Tale
reddito si situa sopra la media dei salari per un'attività equivalente
(Tabella TA1 2006, p.to 50-52, livello di qualifica 4: fr. 4’523 riportato su
41.7
ore/settimana = fr. 56'583).
Nel caso
in esame non sono, perciò, realizzati i presupposti per ridurre il reddito
statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF U
8/07 del 20 febbraio 2008.
Ritenuto che, come visto in
precedenza (cfr. consid. 2.8.), da un punto di vista medico, l’assicurato può
esercitare un’attività adeguata alle sue condizioni di salute al 100%, il
reddito statistico citato non va ulteriormente ridotto.
2.13
In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr.
DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
In una
sentenza I 147/05 del 25 luglio 2005, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una
riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio,
che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere
un’attività adeguata in misura del 60%.
La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):
"
2.4
Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem Beschwerdegegner
die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar, während
körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte Tätigkeiten zu
60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne Heben, Stossen und
Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung mit Rotation der
Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine triftigen Gründe
ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen; dies wird von der
Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.
2.5
Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.
2.6
Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in
Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden
...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund
statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache
der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden
Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen
ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S.
28.
T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht
schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).
2.7
Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu
berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen
Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen
gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein
Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende
Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw.
2.3
hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus
des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat
jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit
einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache
Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein
kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher
liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der
Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist,
was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe
Invalidenrente führt." (STFA succitata)
In
un’altra pronunzia U 420/04 del 25 luglio 2005, consid. 2 - riguardante un
assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio,
totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno
fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15% (“Dem
Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen keine
schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er den bisher
ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann. Mit den von
der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten zu können,
als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt
ist, angemessen Rechnung getragen”).
In una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito
alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:
"
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.
A titolo di esempio, in una sentenza del 14
febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che
l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione
impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i
lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a
prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé
non influisce sul livello retributivo.
Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005
nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in
attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge
de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la
sottolineatura è del redattore).
In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al
beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età
costituisse un fattore di riduzione.
Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4
OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa
disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della
rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419
consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b).
Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento
fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo
scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF
115.
V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella
causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in
talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr.,
ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e
visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori
delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.
Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%.
Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute,
l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità,
che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività
sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più
elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I
559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata
una riduzione del 15% per ragioni di salute).
La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).
Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004
nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata
dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri
fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)
2.14
In concreto,
nel rapporto dell’11 settembre 2008, il consulente IP ha accordato una
riduzione percentuale del 5% “per attività sempre nello stesso settore” (cfr.
doc. 26-2).
Nel caso
di specie, la riduzione percentuale del 5% applicata dall’amministrazione è
corretta e viene fatta propria dal TCA.
Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che, per costante
giurisprudenza il giudice non può scostarsi dalla valutazione
dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/dd e
6).
Procedendo
quindi al raffronto dei redditi, con riferimento al 2006, partendo da un
salario da invalido di fr. 59'197.32 e ammettendo la riduzione del 5%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 56'237.45
(fr. 59'197.32 - (fr. 59'197.32 x 5 : 100)).
Confrontando
ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 76’323
(consid. 2.11.), emerge un tasso d’invalidità del 26.32%, arrotondato al 26% (secondo la giurisprudenza
di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà diritto ad una rendita di invalidità, come
stabilito dall'amministrazione.
Alla
medesima conclusione si giunge anche aggiornando i redditi (da valido e da
invalido) al 2008 (dato che, come visto in precedenza, occorre valutare se vi è
stata una modifica di rilievo dei dati ipotetici
di riferimento sino al momento della decisione impugnata, cfr. consid.
2.4
in fine).
Dal raffronto tra il
reddito da valido, aggiornato al 2008, di fr. 79'095.05 – ossia fr. 76’323 +1.6% per il 2007 e +2% per il 2008 (cfr. tab. relativa
all’evoluzione dei salari nominali, dei prezzi al
consumo e dei salari reali, 1990-2008, pubblicati sul sito dell’Ufficio
federale di statistica) - e da invalido di fr. 58’359.06 – ossia fr.
59’197.32 (2006), aggiornati al 2007, per un importo di fr. 60’226.07
(cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 9-2008, p. 99) e al
2008, per un importo di fr. 61’430.59 [secondo la variazione percentuale dei salari in termini
nominali riscontrata nei primi tre trimestri del 2008], cui
apportare una riduzione del 5% per altri motivi - emerge infatti un grado di
invalidità del 26.22%, arrotondato al 26%. Tale risultato non
dà comunque diritto ad una rendita di invalidità.
Nella
misura in cui l’UAI ha negato all’assicurato il diritto ad una rendita di
invalidità (grado del 26%), la decisione del dicembre 2008 deve, perciò, essere
confermata.
2.15
A titolo
abbondanziale, va osservato che essendo il grado di invalidità dell’insorgente
superiore al 20%, egli potrebbe teoricamente avere diritto ad una riformazione
professionale.
L’art.
17.
LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una
nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Nel caso
di specie, tuttavia, una riqualifica professionale non entra in considerazione,
ritenuto che il consulente ha escluso ulteriori provvedimenti integrativi di
natura professionale. Nel rapporto dell’11 settembre 2008, infatti, il
consulente ha indicato che l’assicurato non ritiene corretto che dal lato
medico egli sia considerato abile al lavoro al 100%, osservando che
“considerando quanto emerso in fase di colloquio, si ritiene che non esistono
le premesse per entrare nel merito di provvedimenti professionali”. Il
consulente ha aggiunto che “l’assicurato mi comunica che ha un contatto con un
datore di lavoro che sarebbe disposto ad assumerlo nella misura del 50% in un
garage con mansione di svolgere le pratiche per i collaudi, impiego questo al
50% ma sull’arco dell’intera giornata (due ore al mattino, due ore al
pomeriggio). Comunico all’assicurato che sarebbe interessante fare un incontro
con il datore di lavoro e il consulente AI al fine di definire un’eventuale
possibilità di aumento della percentuale lavorativa ad esempio attraverso una
formazione ad hoc. L’assicurato ribadisce che il datore di lavoro è disposto ad
assumerlo solo al 50%” (cfr. doc. 26-2).
Questo Tribunale rileva comunque che il consulente
IP, nel rapporto dell’11 settembre 2008, ha indicato che “si resta peraltro a disposizione per entrare nel merito di una formazione ad hoc, qualora
l’assicurato trovasse un’attività confacente con il danno alla salute e che
permetta di recuperare la capacità di guadagno residua” (doc. 26-2).
Spetta dunque all’assicurato, se del caso,
attivarsi in questo senso e ricontattare il Consulente IP.
2.16
L’assicurato
ha chiesto al TCA l’esecuzione di una nuova perizia medica (doc. I).
Al
proposito va nuovamente ribadito che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda
pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di
essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).
In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti medici.
2.17
Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese.
L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico
dell’assicurato ricorrente.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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