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Decisione

32.2008.65

Giocatore di hockey che non può più svolgere la sua attività agonistica a causa di un infortunio. Determinazione del reddito da valido

2 marzo 2009Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

2.1. La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;

STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H

212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98

del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99

del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Il

1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

Occorre

qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza

di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti

quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica

degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

Dal

momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è

realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione

della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati

in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

2.3. Nel

caso in esame, pacifico è che l’assicurato, a seguito dell’infortunio del 2000,

non può più esercitare la sua professione di giocatore di hockey a causa di un

deficit vestibolare periferico destro, soggetto ad un probabile aggravamento, e

di una disfunzione otolitica. Egli può tuttavia intraprendere senza alcuna

controindicazione l’attività di impiegato di commercio di cui possiede

l’attestato di capacità (cfr. rapporto 26 marzo 2001 del dr. __________, doc. AI

8-1 e rapporto 26 marzo 2002 del dr. __________, doc. AI 7-3).

Lo

stato di salute è rimasto stazionario, cosi come si evince dallo scritto 27 gennaio

2007 del dr. __________, il quale ha confermato che l’assicurato, affetto da

sindrome post-commozionale e da deficit vestibolare, non può più svolgere un’attività

fisica di una certa entità. Egli ha poi rilevato che il paziente, dopo

l’infortunio del 2000, ha aperto uno studio di fisioterapia e massaggiatore, professione

che esercita a tempo pieno e senza impedimenti (doc. AI 95-6).

Oggetto

del contendere è invece la graduazione dell’invalidità, rispettivamente la

determinazione dei redditi di riferimento.

2.4. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,

malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la

surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere

sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de

causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.

216ss).

Secondo

l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno

diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che

gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi

almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità

e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio

di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali

di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe

potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore

(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance

invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito

che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con

quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua

capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni

normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti

integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V

136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di

regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio

la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello

assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La

misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla

situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di

misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per

la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°

gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità

di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze

concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

2.5. La

nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in

materia LAINF, motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene

apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad

un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127

V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi

ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi

settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della

medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il

grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo

assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità

fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti; d’altra

parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente

indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo

tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V

471). In tal senso, in una sentenza del 26

luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp.

79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è

l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla

valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in

casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un

diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non

basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123).

In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999

nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni

non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo

si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di

vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione

invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione

dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia

tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

Il

principio del coordinamento è in seguito stato relativizzato dal TF, il quale

ha stabilito non vincolante la valutazione dell’invalidità da parte

dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione per l’invalidità

verso l’altro assicuratore, tant`è che il primo non può interporre opposizione

ad una decisione del secondo e viceversa (DTF 131 V 362 e da ultimo DTF 133 V

549).

In

un’altra sentenza, l’Alta Corte non ha tuttavia ritenuto di giungere ad una

diversa valutazione del grado d’invalidità tra assicurazione contro gli

infortuni e assicuratore per l’invalidità nella misura in cui l’incapacità al

guadagno trae origine dallo stesso danno alla salute (cfr. STF 4 ottobre 2007

nella causa B, I 789/06 e U 432/06, consid. 5).

2.6. Ritornando

alla fattispecie concreta, occorre ribadire che l’Ufficio AI aveva motivo per

distanziarsi dalla decisione 19 novembre 2002, ancorché cresciuta in giudicato,

dell’assicuratore LAINF, il quale ha riconosciuto al ricorrente un grado

d’invalidità del 40% risultante dal raffronto tra un reddito da valido di fr.

92'000 ed un reddito da invalido di fr. 55'200.

Infatti,

nella sentenza 4 giugno 2004 questa Corte aveva rilevato che i fr. 92'000 di

reddito da valido erano frutto di una transazione tra assicurato e assicuratore

LAINF, che non corrispondeva alla concreta situazione dell’assicurato e che

quindi non vincolava l’AI (cfr. consid. 2.6 della citata sentenza).

Vero

che, come rilevato nel ricorso (cfr. punto 3.6), il succitato importo è stato

frutto di una serie di incontri tra il legale dell’assicurato e l’assicuratore

LAINF su questioni di diritto e di fatto e che nella stagione 1999/2000 il

ricorrente aveva percepito dall’__________ (quando era in LNB) fr. 63'000 più

fr. 15'000 di premi partita, vale a dire una retribuzione di complessivi fr.

78'000 (cfr. doc. AI 2-17; escluse dal reddito sono le rifusioni spese di fr.

29'000 non costituendo salario determinante AVS). Tuttavia, la valutazione

fatta dall’assicuratore LAINF, come sostenuto dal ricorrente (cfr. ricorso punto

no. 3.7), di riconoscere un incremento di reddito medio di fine carriera del

15% non si basa su circostanze concrete.

Del

resto, come verrà detto nel prosieguo (cfr. consid. 2.9.2), anche prendendo in

considerazione il reddito di fr. 92'000 l’assicurato non avrebbe diritto ad una

rendita, visto che la determinazione del reddito da invalido non corrisponde

alla giurisprudenza del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF).

Per

questi motivi ai fini della vertenza non è necessario sentire il funzionario

della __________ incaricato della trattativa, come pure il legale

dell’assicurato. Non occorre infine richiamare dall’assicuratore LAINF l’intero

incarto inerente l’insorgente poiché la documentazione rilevante è già contenuta

negli atti AI (sub “Incarto LAINF”, doc. AI). Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio

conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre

prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,

2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223

consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non

lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR

2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v

Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c

con riferimenti).

2.7. Nella

decisione contestata, l’Ufficio AI ha stabilito i differenti gradi d’invalidità

come indicato nel seguente specchietto:

"

Considerata la

differenza di condizioni professionali e salariali avvenuta all'interno del

periodo intercorso fra l'evento del danno alla salute e la presente valutazione

delle prestazioni, si è provveduto ad effettuare il confronto dei redditi per

ogni anno, come meglio specificato nello schema seguente:

Anno

Reddito H

(da valido)

Reddito P

(da invalido + % di aggiornamento)

Grado

d'invalidità

2001

84'204.-

54'822.-

35%

2002

81'336.-

55'808.-

31%

2003

42'000.-

56'590.-

0%

2004

52'500.-

57'099.-

0%

Considerandi

2005.

39'972.-

57'670.-

0%

2.8

2.8.1

Riguardo

all’accertamento del reddito da valido, va ricordato che, è decisivo stabilire,

secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato

guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano

(STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella

causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti,

cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più

concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che l’assicurato

avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure

delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali

la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi

sono degli indizi concreti in merito (DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid.

3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). Considerato come di

regola bisogna presumere che senza il danno alla salute l’assicurato avrebbe

continuato la precedente attività, decisivo risulta di regola l’ultimo guadagno

conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente all’usuale crescita dei salari

(RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti).

Secondo

costante giurisprudenza, nell'ambito della valutazione del reddito da valido,

eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in

considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile

e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale

sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito

un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni

d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile

un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato

dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 p. 174-175 = SVR

1998.

IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit.,

pag. 206-207). Degli indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera

professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore

di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito

delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale

deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la

frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (DTF

96.

V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in re M. [I

419/95]; STFA inedita 4 settembre 2002 in re L [M 8/01]).

2.8.2

Nella

sentenza 4 giugno 2004 questo TCA, ricordato come il momento determinante per

la valutazione del grado d’invalidità fosse il 2001, preso atto che l’Ufficio

AI si era basato su quanto l’assicurato avrebbe potuto guadagnare quale giocatore

di hockey in LNB (fr. 78'000), aveva rilevato:

"

Appurato come l’Hockey

Club __________ in quella stagione fosse stato effettivamente promosso in LNA

(cfr. www.hockeystats.ch) – tale circostanza è stata d’altronde riconosciuta

dall’amministrazione – l'Ufficio assicurazione invalidità avrebbe dovuto quindi

accertare il reddito che l’assicurato avrebbe percepito in LNA. Vero che,

conformemente al citato allegato contrattuale del 27 gennaio 2000, il ricorrente

in caso di promozione della squadra aveva diritto, oltre ai premi per la semifinale

e finale dei play off per complessivi fr. 10'000.-, ad una somma di fr.

5'000.-. Questo non significa tuttavia che i fr. 78'000.- determinati

dall’amministrazione corrispondano ai proventi salariali che l’assicurato avrebbe

potuto percepire, senza il danno alla salute, nel 2001. Secondo la generale esperienza

della vita è infatti notorio che la squadra versi ad un professionista che

gioca in LNA un salario di base maggiore di quello fissato contrattualmente

allorquando l’interessato giocava in lega inferiore. Pertanto,

l’amministrazione non avrebbe dovuto basarsi sui dati salariali di giocatore di

hockey in LNB, anche se comprensivi dei succitati premi di promozione.” (consid.

2.

, pag. 12).

Per

questo motivo, questa Corte aveva disposto il rinvio degli atti all’Ufficio AI “affinché

accerti il provento che l’assicurato avrebbe percepito, senza l’invalidità, in

LNA, eventualmente facendo riferimento ai salari medi di un giocatore avente i

medesimi requisiti del ricorrente, tenuto del resto conto delle probabili

modifiche di reddito subentrate sino al momento della decisione contestata”

(consid. 2.8, pag. 12).

2.8.3

Nella

decisione impugnata, l’Ufficio AI ha fissato i redditi degli anni 2001 e 2002 (fr.

84'204 e 81'336) fondandosi sui guadagni medi dei giocatori professionisti

dell’__________ in LNA appartenenti alla stessa fascia di età dell’assicurato. La

stessa modalità di calcolo è stata eseguita per gli anni 2003, 2004 e 2005 ma relativi

ai giocatori in LNB (rispettivamente fr. 42'000, 52'500 e 39’972).

In

sintesi, l’assicurato contesta tale modalità di calcolo in quanto l’Ufficio AI avrebbe

dovuto eseguire un accertamento più capillare e completo, ossia accertare il

salario dei giocatori militanti in altre squadre di LNA con i requisiti

sportivi e tecnici analoghi. Limitarsi ai giocatori dell’__________, squadra

che notoriamente a causa della cattiva gestione è in seguito fallita, non

conferisce affidabilità al rilevamento statistico. Inoltre, l’assicurato censura

che per gli anni 2003-2005 siano stati presi in considerazione i dati salariali

relativi alla LNB, in quanto è solo a causa del dissesto finanziario che la squadra

è retrocessa, circostanza non pertinente per una proiezione della sua carriera

professionale.

Orbene,

dopo attenta analisi degli atti, questo TCA non può che confermare l’operato

dell’Ufficio AI.

Innanzitutto

occorre rilevare che correttamente l’amministrazione ha eseguito il rilevamento

salariale facendo riferimento ai salari percepiti dai giocatori di hockey nati

negli anni 1970 – 1975, compresi nella fascia di età dell’assicurato (classe

1973), militanti nell’__________ allorquando tale squadra giocava in LNA (doc.

AI 89-1). Va infatti fatto presente che molto verosimilmente l’assicurato,

senza l’infortunio del 2000, avrebbe continuato a militare nell’__________,

squadra che nella stagione 2000/2001 – quindi dopo l’infortunio - è stata promossa

in LNA. Certo che nel corso della carriera un giocatore professionista cambia

la squadra, ma si tratta in concreto di un’ipotesi non suffragata da alcun

indizio concreto. Non era quindi necessario che l’amministrazione, come richiesto

dal ricorrente, eseguisse “un’indagine su base nazionale, coinvolgendo

almeno tre squadre, al fine di ottenere dei dati validi e utilizzabili” (ricorso

punto no. 4.7). Del resto, il rilevamento statistico è stato limitato ai

giocatori della stessa squadra nati tra il 1970 ed il 1975 e questo permette di

avere una valutazione affidabile. Vero che, come sottolineato dal ricorrente,

possono essere inclusi anche i giocatori meno talentuosi, ma anche quelli con

più performance dell’assicurato.

Certamente

valutare dal punto di vista salariale la carriera di uno sportivo d’elite

risulta essere difficile, tenuto conto che vi sono diversi fattori

imponderabili che spesso non dipendono dal giocatore. Tuttavia, il metodo

scelto dall’Ufficio AI si basa su una valutazione realistica fondata su

concreti dati salariali e quindi meglio legata all’effettivo andamento della carriera

sportiva dell’assicurato. Il metodo proposto dal ricorrente, ossia:

"

… testimonianza di __________

e di altri addetti ai lavori (staff tecnico dell'__________ e __________) volta

a stabilire il valore tecnico-sportivo di RI 1 RI 1, indagine statistica volta

ad accertare il salario percepito da giocatori di hockey con requisiti analoghi

(tecnici, sportivi, …) a quelli di RI 1, indagine statistica volta a stabilire

il momento in cui un giocatore di hockey percepisce il salario più alto

(evoluzione reddituale), indagine storico-giornalistica e audizione di __________

(al tempo direttore sportivo) e altri dirigenti dell'__________ __________

volta ad accertare che l'__________, al tempo, versava in gravi difficoltà

finanziarie, le quali hanno condotto al ridimensionamento degli obbiettivi

societari (dei salari dei giocatori) e al fallimento della società sportiva,

indagine volta a stabilire la composizione della squadra dell'__________ con

riferimento alle stagioni in cui ha militato in serie A e quelle in cui ha

militato in serie B." (Doc. I pag. 13-14)

appare difficilmente

attuabile.

Inoltre,

se come sostenuto dall’insorgente (ricorso punto 4.8), una parte dei salari è

stata versata in nero, la stessa non può essere tenuta in considerazione non

potendo essere quantificata.

Non

occorre infine esaminare se per gli anni successivi al 2002 l’Ufficio AI abbia

correttamente tenuto conto, a seguito della retrocessione dell’__________, dei guadagni

relativi alla LNB. Infatti, come visto (cfr. consid. 2.7), nemmeno con gli

ipotetici proventi da LNA l’assicurato raggiungerebbe il grado d’invalidità pensionabile.

2.9

2.9.1

Conformemente

la giurisprudenza del TFA, il reddito da invalido è determinato sulla base della situazione

professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo

sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che

il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non

costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.

3b/aa e riferimenti).

Se

invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non

ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,

da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di

invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi

dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle

principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991

p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

Inoltre,

va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a

causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,

età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non

possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in

lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio

dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico

statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una

deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener

conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del

lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale

procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il

giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello

degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

L’Alta

Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni

economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento

TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di

statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei

valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5

settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

2.9.2

Nel

caso in esame è pacifico che l’assicurato sfrutta meglio la sua residua capacità

lavorativa nella professione appresa di impiegato di commercio e mai esercitata

(l’attività di fisioterapista/massaggiatore, intrapresa dopo l’infortunio, non

permette all’assicurato di conseguire redditi maggiori), professione che, come esposto

al consid. 2.3, risulta essere esigibile anche dal punto di vista medico.

Quale

reddito da invalido nella decisione 10 novembre 2003 l’Ufficio AI aveva fatto

riferimento all’importo di fr. 55'200, determinato dall’assicuratore LAINF sulla

base delle tabelle salariali nazionali di categoria, con una riduzione dell’11%

per adattarle alla realtà ticinese.

Con

la STCA 4 giugno 2004 di rinvio, questa Corte aveva fatto presente:

" Orbene, a mente di questo Tribunale, siccome il calcolo

dell’assicurazione LAINF non corrisponde alla concreta situazione

dell’assicurato, domiciliato nel Canton Ticino, l’amministrazione è tenuta a

determinare il guadagno che egli potrebbe percepire, mettendo a pieno frutto la

sua residua capacità lavorativa, quale impiegato di commercio, applicando, se

del caso, i rilevamenti statistici ufficiali riferiti ai salari presenti nelle

grandi regioni della Svizzera (Tabella TA 13), tenuto del resto conto di

un’eventuale riduzione del salario ipotetico conformemente alla succitata giurisprudenza

federale.

Al proposito va rilevato che il TFA ha ritenuto non criticabile l’utilizzo

della citata tabella TA 13 al posto di quella relativa ai valori nazionali

(tabella TA 1) (STFA non pubblicata del 13 giugno 2003 in re G., I 475/01,

consid. 4.4; del 10 agosto 2001 in re. R., I 474/00, consid. 3c/aa; del 27

marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T., I 446/98,

consid. 4c. Vedi anche STFA inedita 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02,

consid. 6.4, in cui l’Alto Tribunale ha lasciato aperta la questione a sapere

se devono essere applicati i valori regionali oppure quelli nazionali).

Orbene,

come riportato al consid. 2.9.1, nel frattempo la giurisprudenza federale ha

precisato che, in mancanza di dati concreti, ai fini statitistici deve essere

fatto riferimento alle tabelle salariali nazionali, motivo per cui quanto

evidenziato nella sentenza del 2004 (utilizzazione delle tabelle regionali) non

è (più) attuale.

Nella

decisione contestata, l’Ufficio AI ha fissato il salario da invalido in fr.

54'822 come segue:

"

Malgrado il danno alla

salute avrebbe invece potuto conseguire Frs. 54'822.- [Frs. 57'708.- (fonte:

SIC scala raccomandazioni salariali degli impiegati di commercio nell'anno

2001, livello C, 28 anni, reddito medio svizzera) ridotto del 9% per gap

salariale regionale e del 5% per ragioni sociali)]." (Doc. AI 114/2)

Il

succitato calcolo non è tuttavia conforme alla recente giurisprudenza, ritenuto

che, come ricordato in precedenza, sono esclusivamente

applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali statistici

nazionali e di conseguenza altrettanto inapplicabili sono le tabelle nazionali

della Società svizzera degli impiegati di commercio adeguate, mediante

riduzione del 9%, alla realtà ticinese (STCA 28 agosto 2008 nella causa M. pag.

26, inc. 32.2007.211).

Nel

caso in esame, tuttavia, il modo di procedere dell’Ufficio non ha in concreto

alcuna rilevanza essendo il salario da invalido di fr. 71’557 (fr. 77'130 annui

dopo adeguamento all'evoluzione salariale per il 2001;

cfr. Tabella TA7 2000 [sull’utilizzo della tabella salariale TA7: cfr. STCA

citata del 28 agosto 2008 pag. 21] punto 23 “Altre attività commerciali e

amministrative”, livello di qualifica 3 [conoscenze professionali

specializzate]: fr. 6’021.-- X 12 mesi: 40 x 41.7 [La Vie économique, 4-2005,

pag. 86, tabella B9.2] x 2,4 [v. La Vie économique, 4--2005, pag. 87, tabella

B10.2], meno 5% di riduzione sociale fissata dal consulente in

integrazione professionale) maggiore di quello esposto nella decisione contestata

(fr. 54'822) ed in entrambi i casi dal raffronto con un reddito da valido di

fr. 84'204 non risulta un grado d’invalidità pari almeno al 40%.

Allo

stesso risultato, infine, si giunge volendo prendere come reddito da valido i

fr. 92'000 considerato dall’assicuratore LAINF (92'000 – 71'557 x100: 92000 =

22,2% d’invalidità).

In

conclusione, visto quanto sopra, non raggiungendo l’assicurato il grado minimo

d’invalidità, la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso va

respinto.

2.10

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara

e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Le

spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per

il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il

segretario

Raffaele

Guffi Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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