32.2008.69
Richiesta di una rendita d'invalidità respinta poiché l'insorgente non raggiunge il grado invalidante richiesto dalla legge
11 febbraio 2009Italiano26 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
32.2008.69
Data decisione, Autorità:
11.02.2009, TCA
Titolo:
Richiesta di una rendita d'invalidità respinta poiché l'insorgente non raggiunge il grado invalidante richiesto dalla legge
DIRITTO ALLA RENDITA
GRADO DI INVALIDITÀ
RENDITA
art. 4 LAI
art. 28 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2008.69
cs
Lugano
11 febbraio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 18 aprile 2008 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 3 marzo
2008 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
A. RI
1, nato nel __________, da ultimo rappresentante della __________ nel biennio
2002-2003, ha postulato, il 24 giugno 2004, l’assegnazione di prestazioni AI in
seguito ad una “lombosciatalgia bilaterale di tipo aspecifico.” (doc. AI
54-5).
Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione formale del 14
agosto 2006, l’Ufficio AI ha assegnato a RI 1 ¼ di rendita dal 1.05.2005 al
31.07.2005 ed una rendita intera dal 1.08.2005 al 28.02.2006 (ossia tre mesi
dopo il miglioramento dello stato di salute; art. 88a cpv. 1 OAI).
Il
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 3 marzo 2008
(doc. AI 136-1).
B. Contro
la predetta decisione l’assicurato, rappresentato dall’RA 1, è tempestivamente
insorto al TCA. L’insorgente contesta unicamente il salario da valido di fr.
71'500 preso in considerazione dall’UAI per il raffronto dei redditi. Egli ritiene
infatti che si debba utilizzare l’importo di fr. 3'834.50 che consegue lavorando
al 50% quale montatore di impianti sanitari e riscaldamenti dal 1° settembre
2006, che, rapportato al 100%, darebbe un importo di fr. 99'697 all’anno. Il
ricorrente afferma di dover essere considerato alla stregua di un
professionista qualificato, avendo conseguito due attestati federali di
capacità nelle attività di montatore di impianti sanitari e riscaldamenti (doc.
I).
C. Con
risposta del 2 maggio 2008 l’UAI ha chiesto la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV).
in
diritto
in ordine
1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
nel
merito
2. Nel
caso di specie l’insorgente non contesta le valutazioni mediche del suo stato
di salute, e meglio la circostanza che è stato giudicato totalmente incapace al
lavoro nella sua precedente attività di rappresentante di prodotti per l’edilizia
(cfr. doc. AI 71-1, 102-1 e 119-2) a partire da giugno 2003 e abile al 100% in
attività confacenti al suo stato di salute, ossia senza carico superiore ai
10-15 kg, senza movimenti ripetitivi di flessione/rotazione della colonna
vertebrale, senza estensione prolungata del rachide, con possibilità di
cambiare la posizione del rachide, con rispetto delle regole ergonomiche per la
schiena.
Egli
rileva unicamente che l’ammontare del reddito da valido non sarebbe stato valutato
correttamente.
3. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.
Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31
dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono
invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50%
o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore
in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI (cpv. 2 dal 1° gennaio
2008) prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.
Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel
confronto dei redditi - di regola - non si tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF
107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative.
La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2; DTF 114 V 313 consid. 3a).
Il
principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio della
proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da
una persona un determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti
(Peter, Die Koordination der Invalidenrente, Schultess 1997 p. 71 e dottrina
ivi citata), anche in virtù del principio della riduzione del danno.
Ai
fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
dunque fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts, 1997, p. 212). Un assicurato
non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto
di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se
l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il
mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è
reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di
lavoro medio (ZAK 1989 p. 322; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
2003, p. 124).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene
conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC
1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, Les rapports de causalité dans le
droit suisse de la sécurité sociale, 1991, p. 232). La misura dell'attività
ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale
dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
In relazione alle
conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa ‑ conformemente a un
principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali ‑
all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno (DTF 123 V 233,
117 V 278 e 400 e i ivi riferimenti; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,
1999, pp. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungsrecht, 1995, p. 61). In virtù di tale obbligo, l'assicurato
deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel
miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità",
segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se
necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer-Blaser, op. cit., p. 221).
Come detto, tutte le circostanze d’ordine sociale e personale
dell’assicurato di per sé non sono determinanti per la valutazione dell'invalidità, ma sono piuttosto
rilevanti di principio per la fissazione, se del caso, del reddito ipotetico da
invalido (DTF 126 V 78; STFA 14 febbraio 2004 nella causa T, I 594/04; Pratique VSI 2002 p. 64).
4. Dalla decisione su opposizione del 3 marzo 2008 emerge che l’UAI ha
calcolato una capacità di guadagno del 64,5%, affermando in particolare:
" Il signor RI 1, dopo l’assolvimento delle scuole
dell’obbligo, inizia un apprendistato della durata di 3 anni quale montatore di
impianti sanitari. Dal 1986 al 1988 frequenta la __________ di __________ ed
ottiene un secondo AFC quale montatore di riscaldamenti.
Prima dell’infortunio al polso e in qualità di montatore di
riscaldamenti lavora presso __________ di __________ con un salario annuo di
Fr. 42'600.-.
Seguono vari tentativi di riformazione professionale nell’ambito
dell’Assicurazione Invalidità (__________, tecnico della vendita e disegnatore
impianti di riscaldamento/ventilazione) che purtroppo non consentono di
ottenere una riqualifica professionale.
Da quel momento l’assicurato lavora, in ordine di tempo, quale gerente
di un negozio di abbigliamento, quale consulente finanziario presso l’__________,
quale assicuratore c/o __________ e come gerente di un bar per circa 2 anni.
Dopo un breve periodo di disoccupazione, e più precisamente nel giugno
2002, viene assunto dalla __________ quale rappresentante di prodotti per
l’edilizia.
Dall’ottobre 2005 beneficia dell’indennità di disoccupazione in misura
del 50%.
(…)
Durante l’incontro preliminare il signor RI 1 viene informato riguardo
ai provvedimenti professionali di cui può beneficiare.
Nel tentativo di pianificare un possibile progetto di riqualifica,
l’assicurato formula espressamente la sua reticenza a livello emotivo, afferma
infatti che non si sente pronto per intraprendere un simile percorso. Si
sentirebbe più sicuro se potesse esercitare professioni che già conosce e non
necessitano di riqualifica.
(…)
Tenendo conto dei limiti invalidanti e del profilo professionale e
personale del signor RI 1, possono essere ritenute esigibili attività non
qualificate quali ad esempio:
-
venditore non
qualificato
-
addetto alla
logistica (merce leggera o con ausilio del muletto)
-
operaio di
fabbrica con mansioni di sorveglianza, di assemblaggio o di controllo
(…)
Salario da valido:
Per determinare il Salario da valido, nel caso del signor RI 1, si fa
riferimento al salario indicato dal datore di lavoro che ammonta a Fr. 71'500.-
annui.” (doc. AI 119-3)
Dagli
atti risulta inoltre che il 6 dicembre 2004 un funzionario dell’UAI aveva
affermato:
"
Trattasi di un
assicurato 36enne ai tempi attivo quale montatore di impianti sanitari e
riscaldamento.
A seguito di un infortunio al polso destro nel novembre 1986 e
ricaduta in agosto 1989 si erano proposti provvedimenti professionali nel senso
di una riformazione quale disegnatore di impianti di riscaldamento.
L’assicurato ha però quasi subito interrotto il provvedimento in quanto non
aveva interesse.
La __________ ha riconosciuto una rendita di grado 15%.
L’AI ha riconosciuto una rendita limitata di grado 80% dall’agosto
1990 al settembre 1993.
In giugno 2004 viene inoltrata una nuova richiesta per provvedimenti
professionali o rendita.
L’assicurato da ultimo è stato attivo quale rappresentante di prodotti
edili con un reddito pari a CHF 54'000.- nel 2002 e nel 2003. Nel 1990 aveva un
reddito pari a CHF 42'600.--.
La __________ ha riconosciuto IL dal 100% dal 17.6.2003 al 30.6.2004.
Ha chiuso il caso in quanto l’assicurato è stato licenziato e quindi hanno
pagato, dopo il licenziamento, ancora 180 giorni come da contratto. Sono pronti
a riaprire il caso se l’assicurato sarà sottoposto all’intervento chirurgico
alla schiena.
Il Dr. __________ indica una totale capacità in attività adeguate.
L’assicurato dal 1995 ad oggi ha svolto svariate attività (vedi
comunicazione del 26.11.2004).
Visto il rapporto peritale del Dr. __________ dal dicembre 2003
l’attività originaria di montatore di impianti sanitari e riscaldamento non
dovrebbe essere più esigibile.” (doc. AI 69-1)
Infine
dal rapporto del consulente IP del 20 febbraio 2006 (doc. AI 117-1) emerge:
" Il signor RI 1 inoltra una 1° richiesta AI nel 1990
causa infortunio al polso destro che lo rende inabile nella professione appresa
(montatore/installatore di impianti sanitari). In tale ambito, da parte dell'ufficio
AI viene offerta una riqualifica professionale volta a frequentare il __________
di __________ che purtroppo si risolve in un nulla di fatto poiché all’esame di
ammissione al __________ sembra che il signor RI 1, a detta dei docenti
interessati, non abbia i requisiti minimi per portare a termine tale iter
scolastico.
Ci si orienta, pertanto, verso una riformazione quale tecnico della
vendita che viene successivamente abbandonata per mancanza di datori di lavori
disposti ad assumere l’A.
In seguito viene avviata una riqualifica quale disegnatore di impianti
di riscaldamento/ventilazione, interrotta qualche mese dopo da parte del signor
RI 1 poiché non rispondente ai suoi bisogni di contatti sociali.
Viene ora esaminata una 2° richiesta di prestazioni AI inoltrata nel
giugno 2004. (vedi anche rapporto della collega Sig.ra __________ del 19 aprile
2005).
(…)
Il signor RI 1 è affetto da una sindrome lombovertebrale per la quale
è stato sottoposto ad un intervento di stabilizzazione delle vertebre in data
03.05.2005 presso l’__________ di __________.
A livello medico-teorico, il signor RI 1 è ritenuto inabile al 100%
nell’attività abituale (rappresentante prodotti per l’edilizia) a partire dal
giugno 2003 (vedi rapporto Dr. __________ del 30.12.2004).
Per quanto riguarda un’attività adeguata a livello medico-teorico
viene certificata un’abilità lavorativa pari al 100% a decorrere dal dicembre
2005 (vedi annotazione Dr. __________ del 23.9.2005 e del 10.11.2005 +
conseguente lettera/risposta Dr. __________ del 01.11.2005). nello svolgimento
di tale attività devono essere rispettati i seguenti criteri:
- senza carico superiore ai 10-15 Kg
- senza movimenti ripetitivi di
flessione/rotazione della colonna vertebrale
- con possibilità di cambiare la posizione del rachide
- con rispetto delle regole ergonomiche per la schiena.
(…)
Il signor RI 1, dopo l’assolvimento delle scuole dell’obbligo, inizia
un apprendistato della durata di 3 anni quale montatore di impianti sanitari.
Dal 1986 al 1988 frequenta la __________ di __________ ed ottiene un secondo
AFC quale montatore di riscaldamenti.
Prima dell’infortunio al polso e in qualità di montatore di
riscaldamenti lavora presso __________ di __________ con un salario annuo,
stabilito a suo tempo dal collega signor __________, di Fr. 42'600.
Seguono vari tentativi di riformazione professionale nell’ambito
dell’Assicurazione Invalidità (__________, tecnico della vendita e disegnatore
impianti di riscaldamento/ventilazione) che purtroppo non consentono di
ottenere una riqualifica professionale.
Da quel momento l’A. lavora in ordine di tempo quale gerente di un
negozio di abbigliamento, quale consulente finanziario presso l’__________,
quale assicuratore c/o __________ e come gerente di un bar per circa 2 anni.
Dopo un breve periodo di disoccupazione, e più precisamente nel giugno
2002, viene assunto dalla __________ quale rappresentante di prodotti per
l’edilizia.
Dall’ottobre 2005 beneficia dell’indennità di disoccupazione in misura
del 50%.
(…)
Durante l’incontro il signor RI 1 viene informato riguardo ai
provvedimenti professionali di cui può beneficiare. Nel tentativo di
pianificare un possibile progetto di riqualifica, l’A. formula espressamente la
sua reticenza a livello emotivo, afferma infatti che non si sente pronto per
intraprendere un simile percorso. Si sentirebbe più sicuro se potesse
esercitare professioni che già conosce e non necessitano di riqualifica.
(…)
Tenendo conto dei limiti invalidanti e del profilo professionale del
signor RI 1, possono essere ritenute esigibili attività non qualificate quali
ad esempio:
- venditore non qualificato
- addetto alla logistica (merce leggera o con ausilio del muletto)
- operaio di fabbrica con mansioni di
sorveglianza, di assemblaggio o di controllo
(…)
Salario da valido:
Per determinare il Salario da valido, nel caso del signor RI 1, si fa
riferimento al salario indicato dal datore di lavoro signor __________ (vedi
rapporto del 19.4.2005 della collega __________). L’importo indicato ammonta a
Fr. 71'500.
Salario da invalido:
(…)
Stando a questi criteri, nel 2005 il signor RI 1 potrebbe percepire un
salario in un’attività adeguata al 100% di fr. 53’040. Si ritiene opportuno
l’applicazione di una riduzione del 8% per attività leggera, infatti egli non
può sollevare pesi superiore ai 10-15 Kg. Viene inoltre attribuita un’ulteriore
diminuzione del 5% in considerazione del fatto che l’A. necessita di alternare
la posizione, condizione questa che determina una riduzione di rendimento.
Dopo le diminuzioni appena citate il Salario da invalido viene stimato
a Fr. 46'145.
Alla luce di quanto appena esposto e ai sensi della legge AI, il
signor RI 1 presenta un grado d’invalidità del 35,5%. (…)”
5.In merito alle ripercussioni economiche
del danno alla salute, l’UAI ha preso in considerazione l’importo di fr. 71'500
pari all’ammontare che l’interessato avrebbe potuto guadagnare quale montatore
di impianti sanitari e riscaldamenti se avesse continuato a lavorare presso il
datore di lavoro __________, per il quale l’interessato svolgeva un’attività
lavorativa alla fine degli anni ’80. L’UAI ha preso in considerazione questa
attività poiché era la professione che il ricorrente esercitava all’insorgenza
del primo danno alla salute, quando, all’inizio degli anni ‘90 ha ottenuto, per
un periodo di circa 3 anni, una rendita intera (cfr. doc. AI 86-2). L’ammontare
di fr. 71'500 è stato accertato tramite conversazione telefonica tra il
consulente IP e l’allora datore di lavoro __________ nel corso del primo
quadrimestre del 2005 (doc. AI 86-3).
Nel
frattempo l’interessato ha esercitato numerose ulteriori attività ed in
particolare, prima dell’insorgere del secondo danno alla salute, quella di rappresentante
di prodotti edilizi per la __________. Per questo lavoro egli è stato ritenuto
totalmente inabile al lavoro.
In
particolare il dr. med. __________, medico SMR, ha ritenuto quale attività
abituale quella di rappresentante di prodotti per l’edilizia (doc. AI 71-1) ed
anche la perizia reumatologica del 24 dicembre 2003 del dr. med. __________
(doc. Cassa malati 1-9) sulla quale l’UAI si fonda per determinare l’incapacità
lavorativa al 100%, conclude affermando che “dal 17 giugno 2003 l’assicurato
risulta inabile al lavoro come rappresentante di prodotti edili: non dispongo
di informazioni affidabili riguardanti le funzioni, le posizioni, assunte
durante questo impiego; non sono a conoscenza dei carichi massimi sollevati dal
paziente durante il lavoro” e “per poter definire la capacità
rispettivamente il rendimento lavorativo residui nell’ultima attività di
rappresentante di prodotti edili, necessito di un mansionario dettagliato
riguardante questo lavoro (…)”. L’UAI sulla base di questa perizia e delle
affermazioni del dr. med. __________ ha effettuato degli accertamenti in tal
senso (doc. AI 74-1 e seguenti).
L’UAI
non ha preso in considerazione il salario da ultimo percepito presso la ditta __________,
che del resto è inferiore a quello che potrebbe percepire come montatore di
impianti sanitari, bensì ha utilizzato il salario che avrebbe percepito se
avesse continuato ad esercitare l’attività esercitata prima dell’insorgere del
primo danno alla salute.
Come
si vedrà in seguito, sia prendendo in considerazione il salario precedentemente
conseguito presso la __________, sia prendendo quello percepito dal precedente
datore di lavoro, __________, l’interessato non avrebbe comunque diritto ad
alcuna rendita.
Per
contro, la richiesta del ricorrente di prendere in conside-razione un salario annuo
di fr. 99'697, pari a quello che potrebbe conseguire dal 1° settembre 2006
lavorando al 100% presso __________, impianti riscaldamento-sanitari,
manutenzione e ripara-zioni, dove ha iniziato un’attività lavorativa al 50%
(doc. B) 16 giorni dopo la notifica della decisione formale, è manifestamente
infondata.
Va
innanzitutto evidenziato come l’invalidità, concetto essenzial-mente
economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non
secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.
Spetta
al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato
e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra
nell'esplicare determinate funzioni.
Il
medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02 e la STFA del
18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01).
L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).
Fatti
I
due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi
deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute e che occorre, sempre, basarsi
sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il
TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato
può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la
sua residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U
25/94).
La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita
un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che
sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato
il più concretamente possibile.
Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b).
Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b,
ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).
Se
nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può
ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique
VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002, I
56/02).
Per
quel che concerne il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).
Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
Considerandi
1991.
p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
6.
In
concreto, l’interessato, a torto, chiede che venga preso in considerazione
l’importo di fr. 3'834.50, rivalutato al 100%, per tredici mensilità, pari a
quanto ha iniziato a guadagnare pochi giorni dopo aver ricevuto la decisione
formale. Sennonché questo salario non può in ogni caso essere ritenuto quale
salario da valido, trattandosi di un ammontare che l’interessato ha iniziato a
conseguire quando, dal punto di vista dell’UAI, era già incapace al lavoro.
Questo
reddito può semmai essere considerato quale salario da invalido, essendo l’ammontare
che il ricorrente riesce a conseguire in tale qualità e che ha iniziato a
percepire appena due settimane dopo aver ricevuto la decisione formale.
Per
quanto concerne il raffronto dei redditi quale salario da valido, di regola, va
preso in considerazione quello che l’interessato avrebbe potuto conseguire
senza il danno alla salute. In concreto, sia utilizzando il salario che
potrebbe conseguire quale montatore di impianti sanitari presso la ditta __________,
aggiornato al 2006, presso la quale lavorava prima dell’insorgere del primo
danno alla salute alla fine degli anni ’80, sia utilizzando quello percepito
quale rappresentante di prodotti edilizi, ossia l’attività per la quale è stato
giudicato inabile al lavoro al 100% prima del secondo danno alla salute, l’insorgente
non avrebbe comunque diritto ad una rendita.
Quale
salario da invalido può invece essere preso in considerazione l’ammontare di
fr. 3'834.50, per tredici mensilità, che l’interessato consegue concretamente
malgrado il danno alla salute.
Come
visto, nel 2005, l’interessato, secondo gli accertamenti effettuati dall’UAI,
avrebbe potuto conseguire un salario di fr. 71'500, che, aggiornato al 2006,
ammonta a fr. 72'358 (+ 1,2%, cfr. la vie économique 12-2008, tabella B 10.2,
pag. 95).
Va
qui evidenziato come per le attività di messa in servizio, regolazione e
mantenimento di macchine con conoscenze professionali e specializzate il
salario mensile lordo statistico per il Canton Ticino secondo i dati dell’Ufficio
federale di statistica, rilevazione svizzera della struttura dei salari ammontava
a fr. 5'451 al mese nel 2006 (cfr. www. bfs.admin.ch/
bfs/ portal/ it/ index/ themen/ 03/04/ blank/ key/ lohnstruktur/ nach_ taetigkeiten.htm,
nonché www.lohnrechner.bfs.admin.ch/ Pages/ SalariumWizard.aspx?lang=it)
e a fr. 5'913 in Svizzera. Ciò corrisponde a fr. 65'412 all’anno (fr. 68'192 su
41.7
ore), ossia un salario inferiore, ma non molto diverso, rispetto a quello
che avrebbe conseguito continuando a lavorare presso l’ex datore di lavoro __________.
Per contro, l’importo annuo di fr. 99'697 non trova conferma nei dati
statistici.
Da
rilevare inoltre che nel 2000 l’insorgente aveva conseguito un importo di fr.
4'300 al mese (cfr. doc. Cassa disoccupazione 1-7) e che nel biennio 2002-2003,
come si vedrà meglio in seguito, aveva percepito un salario non superiore ai
fr. 67'000.
Raffrontando
il reddito di fr. 72'358 con quello da invalido di fr. 49'848.50 (3'834.50 X
13), si ottiene un grado d’invalidità del 30%.
Nemmeno
se si prendesse in considerazione il reddito conseguito da ultimo
dall’interessato quale rappresentante di prodotti edilizi il diritto alla rendita
sarebbe dato. Dagli atti emerge infatti che nel 2002, prima dell’insorgere del
danno alla salute, da giugno a dicembre il ricorrente ha conseguito un importo
di fr. 37'598.50 (doc. AI 58-2), ossia fr. 64’455 su 12 mesi (37'598.50 : 7 X
12). Nel 2003, nei primi 5 mesi, quando era ancora abile al 100%, ha guadagnato
fr. 24'429.90, che corrisponde a fr. 58'631.70 all’anno (24'429.90 : 5 X 12).
L’interessato, nella richiesta del 24 giugno 2004, aveva indicato un salario
mensile di fr. 5'580, ossia, fr. 66’960 all’anno.
Utilizzando
il dato più favorevole all’interessato, ossia fr. 66'960 conseguito fino alla
fine del 2003, aggiornandolo al 2006, si ottiene un importo di fr. 69'058 (+
0.
; + 1.0; + 1.2; cfr. la vie économique 12-2008, tabella B 10.2, pag. 95).
Raffrontandolo con l’ammontare di fr. 49'848.50, si ottiene un grado
d’invalidità del 28%, inferiore rispetto a quello calcolato in precedenza.
Alla
luce di quanto sopra esposto, ritenuto che l’interessato, anche lavorando solo al
50%, consegue un salario annuo pari a fr. 49'848.50 e che l’invalidità è un
concetto prettamente economico e non medico, questo Tribunale deve concludere
che l’insorgente non ha diritto ad alcuna rendita dell’AI, oltre a quelle già
versate fino alla fine del mese di febbraio 2006.
7.
Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, in casu si giustifica di mettere l’intero importo a
carico del ricorrente.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le
spese di fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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