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Decisione

32.2009.130

Senza ulteriori indagini non é possibile escludere che un peggioramento sia insorto prima della decisione impugnata. Rinvio atti all'Ufficio AI

18 novembre 2009Italiano32 min

Source ti.ch

Fatti

I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.

consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002

nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; vedi inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella

causa G. consid. 4.2, I 475/01).

2.5. Per

quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute

psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di

gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della

sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile

per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169;

Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.

342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10

consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.

128).

Al

riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

"

(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni

fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,

devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie

psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato

psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione

per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato

potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è

ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo

possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un

assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività

lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue

attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può

da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità

di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare

se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior

rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della

capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che

essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001

pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c

in fine).

(…)" (STFA del 30 giugno 2004 nella causa W., I

166/03, consid. 3.2)."

Secondo

la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,

le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,

la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella

causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

In

una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento

di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa

da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di

classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.

pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05

del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

2.6. Nell’evenienza

concreta, nelle annotazioni 5 maggio 2009 (doc. AI 17/2), il dr. __________,

medico SMR, ha ha concluso per

la necessità di una perizia pluridisciplinare presso il SAM: “(…) in ragione

della patologia e della molteplicità delle eziologie individuate (psichiatrica,

reumatologica, e gastroenterologica), si ritiene opportuno richiedere una

valutazione specialistica multidisciplinare finalizzata alla identificazione delle

risorse tuttora presenti. Considerando la flessibilità dimostrata in passato

nello svolgimento di diverse attività lavorative, appare essenziale valutare in

modo circostanziato la C.L. per ciascuna di esse anche alla luce

dell’applicazione di eventuali provvedimenti professionali.” (doc. AI 17/1).

L’Ufficio

AI ha quindi ordinato una perizia a cura del SAM (doc. AI 18/1-2).

Dalla

perizia pluridisciplinare 25 agosto 2009 (doc. AI 21/1-37) risulta che i

periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni

obiettive, hanno fatto capo a due consultazioni specialistiche esterne, di

natura psichiatrica (dr. __________) e reumatologica (dr. __________).

Sulla

base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del ricorrente presso

il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente diagnosi:

"

5.1 Diagnosi con

influenza sulla capacità lavorativa:

Sindrome cervicospondilogena cronica con/su:

- componente radicolare irritativa intermittente

C6 a sin.,

- ernia discale C5-C6, nota nel 2006.

Periartropatia omeroscapolare tendinotica alla spalla

sin. (nota dal 2007) con/su:

- senza segni per rottura della cuffia dei

rotatori.

Instabilità sintomatica a livello dell’articolazione

trapeziometacarpea della mano sin. con/su:

- pregressa lesione traumatica del

legamento collaterale ulnare a sin. (data esatta sconosciuta).

Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di

grado medio (F 33.1).

5.2 Diagnosi senza influenza sulla

capacità lavorativa:

Disturbo di personalità misto (F 61.0) schizoide,

dipendente ed emotivamente instabile.

Sindrome lombospondilogena cronica.

Pregressa frattura della clavicola ds. (trattata

chirurgicamente nel 1979), guarita.

Ernia iatale assiale, lieve gastrite e sindrome

emorroidale." (doc. AI 21/11-12)

Sulla

base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione, i periti,

posta la seguente valutazione medico-teorica globale dell’attuale capacità

lavorativa: “(…) l’A. presenta una capacità lavorativa dello 0% come

pasticciere-panettiere e cuoco (…)” (doc. AI 21/15), hanno concluso:

" (...)

8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITA’

LAVORATIVA

Dal punto di vista reumatologico l'A. presenta una

capacità lavorativa dello 0% come pasticcere e cuoco a causa dei problemi a

livello della colonna cervicale, spalla sin. e mano sin.. Questa capacità

lavorativa, dal punto di vista reumatologico, è presente dall'11.12.2006

(visita presso il Prof. __________).

Dal punto di vista psichiatrico l'A. presenta una

capacità lavorativa del 40% dal 2004

a causa della sintomatologia

depressiva (diminuzione delle funzioni cognitive, rallentamento del pensiero,

apatia, abulia ed astenia) che provocano una maggiore esauribilità, una

maggiore affaticabilità, una minore precisione, una minore resistenza e

continuità nell'esecuzione delle mansioni.

Dunque l'A. presenta una capacità lavorativa del 40%

(presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) come

pasticcere-panettiere e cuoco, a partire dal maggio 2004 (cessazione dell'attività

come cuoco) e dello 0%, sempre nelle stesse attività, a partire dall'11.12.2006

(visita presso il Prof. __________) e continua.

Dal lato prognostico non sono prevedibili cambiamenti a

medio-lungo termine. Sui provvedimenti terapeutici torneremo al punto 10.

9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

D'INTEGRAZIONE

Dal profilo psichiatrico l'A. presenta una capacità

lavorativa del 40% dal maggio 2004 in qualsiasi tipo di attività.

Dal punto di vista reumatologico l'A. può svolgere

un'attività leggera ed adatta, che eviti movimenti ripetitivi o posizioni

inergonomiche a carico della colonna cervicale, che permetta, in generale, il rispetto

delle regole di ergonomia della schiena, che eviti movimenti ripetitivi con le

spalle sopra l'orizzontale, che eviti lavori di forza od eccessivamente

ripetitivi con la mano sin., a tempo pieno, ma con un rendimento ridotto al

massimo nella misura del 10% (ricordiamo che il riassunto delle risorse fisiche

è allegato al consulto). Questa capacità lavorativa è presente dall'11.12.2006

(visita presso il Prof. __________) e continua.

Tenendo conto della patologia psichiatrica l'A.

raggiunge una capacità lavorativa del 40% (presenza durante tutto il giorno, ma

con rendimento ridotto) anche nelle attività rispettose dei limiti appena descritti,

dal maggio 2004 e continua.

Non sono da prevedere cambiamenti di rilievo a

medio-lungo termine.

Dal lato terapeutico l'A. presenta una quadro

resistente ed irreversibile al trattamento psicofarmacologico.

Dal punto di vista reumatologico sarebbero possibili

interventi a livello della colonna cervicale e della mano sin., come proposti

dal Prof. __________ e dal Dr. __________. Questi interventi potrebbero

migliorare la capacità lavorativa anche nelle attività di pasticcere-panettiere

o cuoco. Vista la cronicizzazione dei dolori la probabilità di successo di tali

interventi è però da considerare relativamente ridotta.

Dal punto di vista psichiatrico, tenendo conto dei suoi

disturbi, non si consigliano provvedimenti d'integrazione professionale.

Al medico di famiglia abbiamo già inviato una copia

degli esami di laboratorio.

10 OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE

PARTICOLARI

Le conclusioni peritali si fondano su

un'esauriente discussione tra tutti i

medici periti del SAM.

Domande particolari non sono poste.

(…)" (doc. AI 21/15-17)

L’Ufficio

AI – viste le risultanze peritali, il rapporto medico 24 settembre 2008

del dr. __________ (doc. AI 23/1-4) e quello finale 17 dicembre 2008 della consulente

in integrazione con le tabelle allestite il 17 e il 18 dicembre 2008 (doc. AI 25/1,

26/1-3 e 27/1) –, con decisioni 21 e 28 maggio 2009 (doc. AI 35/1-3 e 37/1-3), ha

confermato il diritto ad una mezza rendita dal 1. luglio 2006.

2.7. Quanto

alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto

(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le

conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se

un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né

la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23

aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25

febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il

suo contenuto (DTF 122 V 160 in

fine con rinvii).

A proposito delle perizie mediche eseguite

nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che,

nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti,

hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state

realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi

concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161,

DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986

pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Berna 1994, pag.

332).

In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI

2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero

apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di

determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le

perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta

senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è

quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e

di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che

possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza

di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri

rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.

3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile

2007; STFA U

329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha

ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato

si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non permette già di

metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere

delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente

fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli

assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o

a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su

indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza

probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa

la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007

del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il

TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai

medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico

curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova

perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant

d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a

admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de

l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le

SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion

entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire

de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des

autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)"

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/05,

consid. 3.2)

Per quel che riguarda i rapporti del medico

curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere

conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente,

il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF

8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;

Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundes-gericht im Sozialversicherungsrecht,

Zurigo 1997, pag. 230).

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va

qui evidenziato che in una sentenza del 14 luglio 2009,9C_332/2009 destinata

alla pubblicazione, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali

e l’art. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sviluppato le seguenti

considerazioni:

"

(…)

4.2 Sinn und Zweck des im Rahmen der 5. IV-Revision

(Bundesgesetz vom 6. Oktober 2006; AS 2007 5129 ff.) neu geschaffenen, seit 1.

Januar 2008 in Kraft stehenden und vorliegend anwendbaren Art. 59 Abs. 2bis IVG

sowie des neu gefassten Art. 49 IVV liegen darin, dass die IV-Stellen zur Beurteilung

der medizinischen Anspruchsvoraussetzungen auf eigene Ärzte und Ärztinnen

zurückgreifen können. Diese sollen aufgrund ihrer speziellen

versicherungsmedizinischen Kenntnisse für die Bestimmung der für die

Invalidenversicherung massgebenden funktionellen Leistungsfähigkeit der

Versicherten verantwortlich sein. Damit soll eine konsequente Trennung der

Zuständigkeiten zwischen behandelnden Ärzten (Heilbehandlung) und

Sozialversicherung (Bestimmung der Auswirkungen des Gesundheitsschadens)

geschaffen werden. Die RAD bezeichnen die zumutbaren Tätigkeiten und die

unzumutbaren Funktionen unter Angabe einer allfälligen medizinisch begründeten

zeitlichen Schonung. Damit soll im Hinblick auf eine erfolgreiche Eingliederung

eine objektivere Festlegung der massgebenden funktionellen Leistungsfähigkeit

der Versicherten ermöglicht werden. Gestützt auf die Angaben des RAD hat die

IV-Stelle zu beurteilen, was einer versicherten Person aus objektiver Sicht

noch zumutbar ist und was nicht (Botschaft vom 23. Juni 2005 zur Änderung des

Bundesgesetzes über die Invalidenversicherung [5. Revision], BBl 2005 4572 zu

Absatz 2 und 4577 Ziff. 2.2.1 zu Art. 7 Absatz 2; vgl. auch Protokolle der

Sitzungen der nationalrätlichen und ständerätlichen Kommissionen für soziale

Sicherheit und Gesundheit vom 11.-13. Januar 2006, S. 98 ff., resp. vom 29./30.

Mai 2006, S. 62 f.; Beatrice Breitenmoser, Die Antworten des Gesetzgebers in

der 4. und 5. IVG-Revision: Die zentralen Punkte der beiden Revisionen, in: Die

5. IVG-Revision: Kann sie die Rentenexplosion stoppen?, 2004, S. 108 f.; Ralf

Kocher, Ausblick auf die 5. IV-Revision, in: Invalidität im Wandel, 2005, S. 45;

Ueli Kieser, Entwicklungen im Rahmen der 5. IV-Revision, HILL 2007 Fachartikel

Nr. 7, S. 5; ebenso, wenn auch rechtspolitisch kritisch, Hardy Landolt,

Auswirkungen der 5. IVG-Revision auf die Schadenminderungspflicht,

Personen-Schaden-Forum 2007, S. 239 ff., und Thomas Locher, Stellung und

Funktion der Regionalen Ärztlichen Dienste [RAD] in der Invalidenversicherung

[IV], in: Medizinische Gutachten, 2005, S. 65 f.).

4.3

4.3.1 Auch auf Stellungnahmen der RAD kann indessen nur

abgestellt werden, wenn sie den allgemeinen beweisrechtlichen Anforderungen an

einen ärztlichen Bericht genügen (Urteil des Eidg. Versicherungsgerichts I

694/05 vom 15. Dezember 2006 E. 2). Sie müssen insbesondere in Kenntnis der

Vorakten (Anamnese) abgegeben worden sein und in der Beschreibung der

medizinischen Situation und Zusammenhänge einleuchten; die Schlussfolgerungen

sind zu begründen (BGE 125 V 351 E. 3a S. 352). Die RAD-Ärzte müssen sodann

über die im Einzelfall gefragten persönlichen und fachlichen Qualifikationen

verfügen (Urteile I 142/07 vom 20. November 2007 E. 3.2.3 und I 362/06 vom 10.

April 2007 E. 3.2.1). Bezüglich dieser materiellen und formellen Anforderungen

sind sie im Beschwerdefall gerichtlich überprüfbar (vgl. hiezu Protokoll der

Sitzung der Kommission für soziale Sicherheit und Gesundheit des Nationalrates

vom 11.-13. Januar 2006, S. 101).

Nicht zwingend erforderlich ist, dass die versicherte

Person untersucht wird. Nach Art. 49 Abs. 2 IVV führt der RAD für die

Beurteilung der medizinischen Voraussetzungen des Leistungsanspruchs nur «bei

Bedarf» selber ärztliche Untersuchungen durch. In den übrigen Fällen stützt er

seine Beurteilung auf die vorhandenen ärztlichen Unterlagen ab (BBl 2005 4572

zu Absatz 2). Das Absehen von eigenen Untersuchungen ist somit nicht an sich

ein Grund, um einen RAD-Bericht in Frage zu stellen. Dies gilt insbesondere,

wenn es im Wesentlichen um die Beurteilung eines feststehenden medizinischen

Sachverhalts geht und die direkte ärztliche Befassung mit der versicherten

Person in den Hintergrund rückt (Urteil I 1094/06 vom 14. November 2007 E.

3.1.1 in fine mit Hinweisen; vgl. auch BGE 127 I 54 E. 2e und f S. 57 f.).

4.3.2 Im Übrigen hat die Rechtsprechung bereits unter

der bis 31. Dezember 2007 geltenden Rechtslage erkannt, dass Berichte regionaler

ärztlicher Dienste materiell Gutachtensqualität haben können (vgl. etwa Urteil

des Eidg. Versicherungsgerichts I 694/05 vom 15. Dezember 2006 E. 2; vgl. auch

SVR 2008 IV Nr. 13, I 211/06 E. 5.2). Trifft dies zu, haben sie beweisrechtlich

keinen geringeren Rang als etwa ein MEDAS-Gutachten (Urteil 9C_773/2007 vom 23.

Juni 2008 E. 5.3; Urteil des Eidg. Versicherungsgerichts I 827/05 vom 18.

Oktober 2006 E. 3.2; vgl. auch Urteil 9C_657/2007 vom 12. Juni 2008 E. 3.2).

Nach dem soeben ergangenen Urteil 9C_204/2009 vom 6. Juli 2009 haben

RAD-Untersuchungs-berichte, sofern sie den erwähnten materiellen und formellen

Anforderungen (E. 4.3.1 hievor) genügen, einen vergleichbaren Beweiswert wie

ein anderes Gutachten (BGE 9C_204/2009 vom 6. Juli 2009 E. 3.3.2 mit weiteren

Hinweisen).

Nach der kraft Art. 55 ATSG sinngemäss anwendbaren

Rechtsprechung zu Art. 12 lit. e VwVG wird mit Gutachten von Sachverständigen

gestützt auf besondere Sachkenntnis Bericht über die Sachverhaltsprüfung und

-würdigung erstattet (BGE 132 II 257 E. 4.4.1 S. 269). Wann eine solche medizinische

Expertise vorliegt, beurteilt sich im Einzelfall aufgrund der

verfahrensmässigen Bedeutung und des Inhalts der ärztlichen Meinungsäusserung.

Eine generelle, schematische, formalen Gesichtspunkten folgende Abgrenzung ist

nicht möglich (BGE 122 V 157 E. 1b S. 160). Immerhin handelt es sich in der

Regel da um ein Sachverständigengutachten, wo ein Arzt im Hinblick auf den

Abschluss eines Versicherungsfalles beauftragt wird, einen auf den gesamten medizinischen

Akten und allenfalls eigenen Untersuchungen beruhenden zusammenfassenden

Bericht zu erstatten (Urteil U 65/06 vom 14. Februar 2007 E. 2.2 mit Hinweisen;

Urteil des Eidg. Versicherungsgerichts U 91/95 vom 9. März 1998 E. 3c).

(…)" (STF del 14 luglio 2009 nella causa Z.,

9C_323/2009, consid. 4.2 e 4.3)

Va ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso

deve adempiere diverse condizioni.

In

DTF 127 V 294 l'Alta Corte ha infatti fatto proprie le considerazioni di Mosimann.

In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und

[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico

l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta

e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre,

l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del

resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,

tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le

allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,

l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni

fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele

molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di

grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27

settembre 2001, inc. 32.1999.124).

2.8. Nell’evenienza

concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore

probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli

impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del SAM

avuto riguardo alla patologia psichiatrica.

Per

quanto riguarda l’aspetto somatico la fattispecie merita invece di essere ulteriormente

indagata come verrà di seguito esposto.

2.8.1. Per

quanto riguarda la patologia psichiatrica il dr. __________, FMH in psichiatria

e psicoterapia, nel consulto 14 agosto 2008 (doc. AI 21/18-23), posta la seguente

diagnosi:

"

(…)

Sindrome depressiva ricorrente, episodio

attuale di grado medio (ICD 10 F 33.1).

Disturbo di personalità misto (ICD 10 F

61.0) schizoide, dipendente e emotivamente instabile.

(…)" (doc. AI 21/21)

ha

concluso:

"

(…)

1. Diagnosi.

Vedi sopra.

Considerandi

2.

Influenza di queste ultime sulla

capacità lavorativa nell’attività da ultimo svolta dall’assicurato.

L'assicurato presenta una incapacità lavorativa nella

misura del 60 % per ragioni psichiatriche, sia nella sua professione sia in

altre attività medico teoriche.

3.

Descrivere l'evoluzione dello stato di

salute dell'assicurato dal punto di vista specialistico. Prognosi.

L'evoluzione del quadro clinico è apparso in modo

conclamato a partire dal 2004. Da allora egli presenta una incapacità medico

teorica nella misura del 60 %.

La prognosi è stazionaria a lungo termine.

4.

Come si giustifica la diminuzione della

capacità lavorativa? Quali sono le limitazioni funzionali constatate?

La limitazione funzionale è data dalla sintomatologia

depressiva (diminuzione delle funzioni cognitive, rallentamento del pensiero,

apatia, abulia e astenia) che rende l'assicurato con una maggiore esauribilità,

una maggiore affatticabilità, una minore precisione, resistenza e continuità

nell'esecuzione delle mansioni.

5.

Possibilità terapeutiche per migliorare

la capacità lavorativa. Che effetti avrebbero questi provvedimenti sulla

capacità lavorativa?

Come detto sopra si tratta di un processo

psicopatologico in cui si constata un ripiegamento dell'apparato psichico e

quindi con ogni probabilità si tratta di un quadro resistente e irreversibile

al trattamento psicofarmacologico.

6.

Ritiene possibile effettuare

provvedimenti di integrazione professionale?

No. In considerazione dell'età e delle caratteristiche

del quadro.

7.

Ritiene che l'assicurato sia in grado di

svolgere altre attività? Se sì descrivere il limite funzionale e la capacità

lavorativa in altre attività adatte.

Potrebbe eseguire delle attività semplici e ripetitive,

sempre con una incapacità lavorativa nella misura del 60 %.

(…)" (doc. AI 21/22-23)

Queste

valutazioni non sono state contestate dall’assicurato che non ha d’altronde prodotto

certificazione medica specialistica – anche se la perizia del

SAM è stata trasmessa alla dr.ssa __________, FMH in psichiatria e psicoterapia,

presso l’Ospedale __________, (doc. AI 32/1) – dalla quale si dovrebbe

concludere che le conclusioni del dr. __________, fatte proprie dai periti del

SAM, siano errate.

2.8.2

Per

quanto riguarda l’aspetto somatico il dr. __________, della Clinica __________,

nel referto RM colonna lombare del 01.09.2009, ha concluso: “(…) • Ernia discale L5-S1 centrale con possibile

radicolopatia S1 bilaterale • Artropatia

faccettaria • Lipoma del filum

terminale (…)” (XIX).

Viste

le conclusioni suenunciate, ritenuto il relativamente breve lasso di tempo

intercorso tra la RM colonna lombare del 01.09.2009 e le decisioni impugnate

del 21, 28 maggio 2009 e considerato che nella perizia pluridisciplinare 25 agosto

2008.

i periti del SAM si sono fondati, tra l’altro, su degli esami radiologici

del 9 luglio 2008 (doc. AI 21/11), questo Tribunale non può escludere con la

sufficiente tranquillità che un peggioramento della situazione valetudinaria

sia subentrato in un periodo antecedente al momento della resa del provvedimento.

Di

conseguenza le decisioni impugnate vanno annullate e gli atti rinviati

all’amministrazione affinché, sottoposte al SAM le risultanze della RM colonna

lombare del 01.09.2009, stabilisca se le stesse hanno un influenza sulla

capacità lavorativa e, nell’affermativa, quando potrebbero essere insorte. Al

fine di chiarire la situazione l’Ufficio AI dovrà interpellare anche il dr. __________,

FMH in reumatologia, al quale è stato inviato il referto in parola. Una volta

aggiornata la perizia del SAM e, se del caso, effettuata una nuova valutazione

globale della capacità lavorativa, l’Ufficio AI provvederà ad emettere un nuovo

provvedimento.

2.9

Per

quel che riguarda la valutazione economica, ritenuto che la situazione medica

deve essere ulteriormente indagata, al momento attuale non è possibile esprimersi

compiutamente.

Al

riguardo il TCA si limita qui ad osservare che per il calcolo del grado

d’invalidità la situazione non cambierebbe a favore dell’assicurato anche se,

per pura ipotesi, quale reddito da valido si volesse considerare il salario

valido per il 2007 per un cuoco con diploma. Detto reddito è infatti inferiore

al reddito da valido di fr. 52'702.-- considerato dall’amministrazione.

2.10

In

simili circostanze, visto tutto quanto precede, le decisioni impugnate vanno annullate

e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, dopo aver proceduto come indicato

al consid. 2.8, renda un nuovo provvedimento.

2.11

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

Per

questi motivi

dichiara

e pronuncia

1.

Il

ricorso è accolto ai

sensi dei considerandi.

§ Le decisioni impugnate

sono annullate e gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda

conformemente ai considerandi.

2.

Le

spese, per fr. 200.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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