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Decisione

32.2009.143

L'UAI ha correttamente negato il diritto a provvedimenti professionali ad un'assicurata abile in misura totale nell'attività di impiegata di commercio, malgrado la forte riduzione visiva all'occhio de

15 febbraio 2010Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

I doc. X +

bis e XV sono stati inviati alle parti per conoscenza (doc. XIV, XVI).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF

9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;

STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;

STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U

347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H

304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Il TCA è

chiamato a stabilire se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha negato

all’assicurata il diritto a provvedimenti professionali.

Secondo

l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o minacciati da

un’invalidità (art. 8 LPGA) hanno diritto ai provvedimenti d’integrazione per

quanto:

a. essi siano necessari e

idonei per ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità al guadagno o

la loro capacità di svolgere le mansioni consuete; e

b. le condizioni per il

diritto ai diversi provvedimenti siano adempiute.

Il

diritto ai provvedimenti d’integrazione non dipende dall’esercizio di

un’attività lucrativa prima

dell’invalidità.

Per determinare questi

provvedimenti occorre tener

conto della durata

probabile della vita professionale rimanente (art. 8 cpv. 1bis).

Al riguardo in una

sentenza 9C_547/2009 del 30 ottobre 2009 pubblicata nella SVR 2010 IV nr. 16

l’Alta Corte ha sottolineato che:

"

(…)

Der Anspruch auf Eingliederungsmassnahmen setzt somit nur noch

eine drohende, und nicht mehr eine unmittelbar drohende Invalidität (Art. 8

Abs. 1 IVG in der bis 31. Dezember 2007 gültig gewesenen Fassung) voraus

(Botschaft des Bundesrates zur Änderung des Bundesgesetzes über die

Invalidenversicherung [5.Revision] vom 22. Juni 2005, BB1 2005 S. 4560).” (…)

Fra i

provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i

provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI, cfr. SVR 2010 IV nr.

16), che comprendono l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima

formazione professionale (art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17

LAI), il collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI), l’indennità per sopperire all’aumento dei contributi della previdenza professionale obbligatoria

e dell’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia (art. 18 cpv.

3 LAI), l’assegno per il periodo d’introduzione (art. 18a LAI) e l’aiuto in

capitale (art. 18b LAI).

2.3. L’art. 17

LAI prevede in particolare che:

" L’assicurato

ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa se la sua invalidità

esige una riconversione professionale e grazie ad essa la capacità al guadagno

può essere presumibilmente conservata o migliorata."

Invalido

ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della

gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione

professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (SVR 2010 IV nr. 16;

DTF 124 V 110 consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

Secondo

l’art. 6 cpv. 1 OAI

" Per

riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari

a mantenere o migliorare la capacità di guadagno al termine della prima

formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa

formazione professionale a causa dell’invalidità."

Con riformazione

professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure

reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità

di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia

attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del

possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.

495 consid. 2a).

L'assicurato

ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel

suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di

guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).

Una

formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto

del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti

d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo

1997, pag. 131).

Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a

carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione

professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la

reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e

se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di

conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza

invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti

completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di

guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai

provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella

causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998

pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

Nella già

citata sentenza, pubblicata in SVR 2010 IV nr. 16, il Tribunale federale ha

rilevato:

" 5.1

Nicht geprüft hat die Vorinstanz den Anspruch der Be­schwerdeführerin nach Massgabe von Art. 8 Abs. 1 lit. a IVG in der seit 1. Januar 2008 geltenden Fassung

(5. IV­ Revision). Mit Bezug auf die Frage nach der drohenden In­validität, welche laut dieser Bestimmung Anspruch

auf Eingliederungsmassnahmen,

worunter Umschulung, ver­leiht, lässt

der vorinstanzliche Entscheid sachbezügliche tatbeständliche Feststellungen vermissen. Die Vorinstanz hat den rechtserheblichen Sachverhalt in diesem

Punkt in Verletzung des

Untersuchungsgrundsatzes (Art. 61 lit. c ATSG) unvollständig festgestellt, weshalb das Bundesge­richt nicht daran gebunden ist und die

tatbeständlichen Darlegungen von Amtes

wegen ergänzen kann. Der letzt­instanzlich eingereichte Bericht der Frau

Dr. med. E vom 30. Juni 2009 kann demnach in die Beurteilung miteinbe­zogen werden, zumal er nur knapp acht Monate nach

Erlass der Ablehnungsverfügung (vom 6. November 2008) erstat­tet wurde, Rückschlüsse auf die Situation zu dem

für die richterliche Beurteilung massgeblichen Zeitpunkt des Ver­fügungserlasses erlaubt und der angefochtene

Entscheid Anlass zu dessen Einreichung

gegeben hat (Art. 99 Abs. 1 BGG). Die

Ärztin der Rehabilitationsklinik D nahm im er­wähnten Bericht Stellung

zur Arbeitsunfähigkeit der Versi­cherten als

Pharmaassistentin und wies darauf hin, dass diese im Verlauf der Berufstätigkeit zunehmend an Rücken­schmerzen

gelitten habe, die regelmassig medizinische Be­handlung erforderten. Prognostisch ausserte sich Frau Dr. med. E dahin, dass sie längerfristig mit einer

weiteren Zu­nahme der Rückenschmerzen im Verlauf rechne, weshalb sie

eine Umschulung auf einen Beruf befürworte, der auch zwischenzeitlich sitzend ausgeübt werden könne. Weiter erachtete sie es als wichtig, dass Anpassungen

der Arbeits­situation und der Arbeitsfähigkeit zeitgerecht erfolgten, um

ein Dekompensieren zu vermeiden und damit mehrmona­tige Arbeitsunfähigkeiten und stationäre Aufenthalte zu verhindern. Sodann ging die Zürich

Versicherungs-Gesell­schaft, bei

welcher die Beschwerdeführerin für die Folgen des Unfalls vom 17. November 2001 versichert war, in der Verfügung betreffend Integritätsentschädigung

vom 14. Februar 2008 aufgrund der

ärztlichen Angaben des Spi­tals G und der Rehabilitationsklinik D davon aus,

dass sich der Integritätsschaden voraussichtlich verschlimmern werde,

wovon auch die Arbeitsfähigkeit betroffen sein dürfte.

5.2 Die Angaben der Frau Dr. med. E im nachträglich eingereichten Bericht vom 30. Juni 2009 deuten darauf hin, dass die Beschwerdeführerin, wenn auch

aktuell nicht in anspruchsbegründendem Ausmass invalid, so doch im Sinne von

Art. 8 Abs. 1 IVG von einer Invalidität bedroht sein könnte und daher gemäss

Art. 17 Abs. 1 IVG Anspruch auf Umschulung auf eine neue Erwerbstätigkeit hat,

wenn die übrigen Voraussetzungen nach dieser Bestimmung erfüllt sind. Die Verwaltung, an welche die Sache zurückzu­weisen ist, wird

gestützt auf zusätzliche Abklärungen in medizinischer Hinsicht prüfen, ob die

Voraussetzungen für den Leistungsanspruch nach Art. 8 Abs. 1 und 17 Abs. 1 IVG erfüllt

sind und hernach über die Umschulung neu ver­fügen.” (…)

2.4. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo

la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto

all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans

le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

L’art. 28

cpv. 2 LAI prevede che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se

sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al

60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di

rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi

dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in

condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del

lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido

(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere

determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante

la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle

affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et

pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,

sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente

esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di

eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;

DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la

giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,

come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche

e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,

p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra

parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di

applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è

essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il

TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di

guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono

essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze

concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

Al

proposito va infine ancora rilevato che, secondo la

giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le

circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla

rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla

medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali

modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione

(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili

di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R

consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in

SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01

pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I

26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I

475/01).

2.5. Nella

decisione del 9 giugno 2009 l’UAI ha negato le prestazioni all’assicurata

fondandosi sul rapporto del 12 giugno 2008 della Dr.ssa __________ (doc. AI

6-1), sul referto del 12 settembre 2008 del Dr. __________ (doc. LAINF 23-1) e

sulle annotazioni del 16 aprile 2009 del medico del SMR, Dr. __________ (doc.

AI 14-1).

Il Dr. __________,

spec. in chirurgia ed esperto in medicina infortunistica, nel referto del 12

settembre 2008 svolto per conto dell’assicuratore infortuni __________, dopo

aver illustrato l’anamnesi della paziente, la fattispecie, i disturbi soggettivi,

lo stato generale e locale ha posto la seguente diagnosi:

"

(…)

CONCLUSIONE:

esiti di incidente in data 30 giugno 2000 in seguito al quale la paziente subì:

- grave contusione oculare destra con irido-dialisi, glaucoma

secondario e rottura della coroide, trattata conservativamente.

Permangono netto calo del visus a destra

nonché eventualità di insorgenza di cataratta post-traumatica e/o glaucoma

post-traumatico.

CAUSALITÀ:

non sono ravvisabili fattori estranei

all’infortunio che ci occupa, a fronte del problema oculare.

PROCEDERE:

ritenuto lo stato attuale il caso viene portato

alla definizione rimanendo subordinata la riapertura in presenza di glaucoma o

cataratta all’occhio destro.

Per quanto riguarda la richiesta di riforma

professionale, questa è da rivolgere direttamente all’Assicurazione Invalidità

verso la quale la signora RI 1 ha già mosso i passi necessari.

Rispetto ai postumi infortunistici la paziente è

in grado di lavorare nella occupazione di impiegata d’ufficio.” (doc. LAINF

23-3).

La Dr.ssa

__________, spec. FMH in oftalmologia, nel rapporto del 12 giugno 2008, dopo

aver posto la diagnosi di “Stato dopo contusione oculare dell’occhio destro.

Iridodonesi. Glaucoma secondario. Rottura della coroide”, ha indicato che

l’assicurata “…al momento attuale non presenta un’incapacità lavorativa”

e concluso osservando quanto segue:

"

(…)

Senz’altro la paziente può effettuare dei lavori

con un impegno fisico medio, questo senza difficoltà. Per quanto riguarda il

maneggio di attrezzi la signorina RI 1 presenta una visione binoculare

leggermente ridotta, per questo motivo dovrebbe evitare lavori che necessitano

di una funzione binoculare perfetta. Anche per quel che riguarda la posizione

corporea non vi sono limiti particolari da imporre, la signorina RI 1 può anche

spostarsi normalmente.”

(doc. AI 6-7)

2.6. Quanto alla

valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti

siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su

esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che

sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito

siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha

valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad

esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I

462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF

125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag.

123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998

IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In

una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però

ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire

delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.

In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha

statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione

degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale

le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una

certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto

sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di

una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique

VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993 pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Occorre

ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse

dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante

ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.

In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

Per

quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza

della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto

di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di

dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125

V 353 consid. 3a)cc);

Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,

Zurigo 1997, pag. 230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16

ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e

periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto

segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports

médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des

critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur

probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence

consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat

d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les

références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause

une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de

nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont

une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins

traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans

le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en

cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

2.7. Questo

Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute della ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emissione della

decisione impugnata, non ha motivi per scostarsi dalle conclusioni cui è giunto

l’UAI sulla base delle valutazioni del SMR e della consulente in integrazione

professionale.

Quest’ultima

nel suo rapporto del 21 aprile 2009 ha indicato che l’attività di impiegata di

commercio, per la quale l’assicurata dispone dell’attestato federale di

capacità, è da lei esigibile e le permette di sfruttare al meglio la capacità

di guadagno residua. Tale attività permette di rispettare le limitazioni legate

al danno alla salute, in quanto non è necessaria una visione binoculare. (doc.

AI 15-2)

Dal punto

di vista del guadagno l’attività di impiegata di commercio è quella che

permette di sfruttare al meglio la capacità di guadagno residua (doc. AI 15-2).

Secondo

la consulente la scelta di svolgere una formazione come operatrice

socio-sanitaria non è da mettere in relazione con il danno alla salute, in

quanto RI 1 avrebbe potuto continuare a svolgere la sua attività abituale di

impiegata di commercio. Anzi, secondo la consulente “la nuova attività

risulta essere meno adeguata alle limitazioni mediche (attività in cui vi sono

dei pesi da sollevare e vi possono essere delle mansioni medico-teoriche, es.

prelievi di sangue, che richiedono una visione binoculare)” (doc. AI 15-2).

Dalla

documentazione medica agli atti, riassunta dal Dr. __________ del SMR nelle

annotazioni del 16 aprile 2009, emerge la diagnosi di “Stato dopo contusione

oculare dell’occhio destro (30 giugno 2000). Iridodonesi. Glaucoma secondario.

Rottura della coroide. Visus ridotto (2-3/10 con correzione)” (doc. AI

14-1).

Tuttavia,

secondo i medici interpellati (Dr.ssa __________ e Dr. __________) la

ricorrente non presenta nessuna incapacità lavorativa nella professione di

impiegata d’ufficio e benché presenti una forte riduzione visiva all’occhio

destro (2-3/10 con correzione) dovuta alla forte contusione e alle lesioni

riportate, ella “…può effettuare dei lavori con un impegno fisico medio,

questo senza difficoltà. Per quanto riguarda il maneggio di attrezzi la

signorina RI 1 presenta una visione binoculare leggermente ridotta, per questo

motivo dovrebbe evitare lavori che necessitano di una funzione binoculare

perfetta. Anche per quel che riguarda la posizione corporea non vi sono limiti

particolari da imporre, la signorina RI 1 può anche spostarsi normalmente”

(doc. AI 6-7; doc. 23-3 LAINF).

Il Dr. __________

del SMR, nelle annotazioni del 16 aprile 2009, per quanto riguarda i limiti

funzionali ha indicato che “l’assicurata presenta una visione binoculare

ridotta, può eseguire lavori di impegno fisico leggero o medio. A medio termine

può instaurarsi una cataratta o un distacco della retina con ulteriore

diminuzione del visus causando praticamente la condizione di visione

monoculare. Visus a destra 10/10 con correzione”.

Secondo

il Dr. __________ in un’attività rispettosa dei limiti funzionali come nelle

mansioni di impiegata di commercio o operatrice socio-sanitaria, la

capacità lavorativa dell’assicurata non è limitata (doc. AI 14-1).

Il Dr. __________

nella valutazione in ambito LAINF del 12 settembre 2008, ha rilevato che permangono un netto calo del visus a destra nonché l’eventualità

dell’insorgenza di cataratta post-traumatica e/o glaucoma post-traumatico.

Egli ha

sostenuto che la paziente “è in grado di lavorare nell’occupazione di

impiegata d’ufficio” e che la richiesta di riformazione professionale è da

rivolgere direttamente all’assicurazione invalidità (doc. LAINF 23-3).

Infine,

il medico curante, Dr.ssa __________, nel referto del 12 giugno 2008

all’indirizzo dell’AI aveva chiaramente indicato che “la signorina RI 1 al

momento attuale non presenta un’incapacità lavorativa” (doc. AI 6-2).

In sede

ricorsuale la ricorrente, a sostegno della propria richiesta di provvedimenti

professionali dell’AI, ha asserito invece di avere incontrato grandi difficoltà

nello svolgere le mansioni di impiegata, motivo per il quale avrebbe optato per

una nuova formazione professionale quale operatrice socio-sanitaria (doc.I).

Al fine

di chiarire questo aspetto il TCA, il 13 ottobre 2009, ha interpellato la Dr.ssa __________ ponendo al medico curante i seguenti quesiti:

"

(…)

1)

Condivide l’opinione della consulente in integrazione professionale quando

indica come più indicata per RI 1 l’attività di impiegata di commercio rispetto

a quella di operatore socio-sanitario (OSS) ?

2)

Ritenuto che nel suo rapporto medico del 6 giugno 2008 all’indirizzo

dell’Ufficio invalidità, alla domanda se vi è un’indicazione per la verifica di

una conversione professionale lei ha risposto: “Attualmente no, l’attività

scelta può essere effettuata a tempo pieno” (pag. 6), con “attività

scelta” quale mansione lavorativa intendeva ?

3)

A suo parere l’assicurata potrebbe svolgere a tempo pieno o parziale

l’attività di impiegata di commercio, nella quale viene utilizzato

prevalentemente il PC, con una visione binoculare ridotta ?

In caso di risposta affermativa, in quale misura

?

4)

L’attività di operatore socio-sanitario (OSS) è da ritenersi più adeguata

alla patologia di cui soffre RI 1 ?

In

data 21 ottobre 2009 la Dr.ssa __________ ha così risposto:

"

(…)

1. Personalmente

non condivido questa opinione e penso che l’attività di operatore socio-sanitario

sia nettamente più adatta per la signorina RI 1 che non quella di impiegata di

commercio.

Considerandi

2.

Nella

mia risposta con “attività scelta” intendevo la mansione di operatore

socio-sanitario (a quel momento la signorina RI 1 aveva già iniziato la sua

formazione di operatore socio-sanitario).

3.

La

forte riduzione visiva di un occhio e di conseguenza anche la riduzione della

funzione binoculare possono sicuramente rendere più difficile lo svolgimento di

un’attività quale impiegata di commercio nella quale viene utilizzato il pc per

la maggior parte del tempo lavorativo. Mi è difficile rispondere alla seconda

parte della sua domanda, cioè in quale misura: i disturbi astenopici possono

essere variabili e anche molto diversi da soggetto a soggetto.

4.

Dopo

l’infortunio la signorina RI 1 aveva già provato a riprendere la sua attività

lavorativa, tuttavia sempre con molti disturbi. Questo è anche stato uno dei

motivi che l’hanno indotta a scegliere una nuova professione.

5.

In

conclusione penso in effetti che l’attività di operatore socio-sanitario sia da

ritenersi più adeguata alla patologia di cui soffre la signorina RI 1 che non

quella di impiegata di commercio.”

(doc.

VII).

Il medico

del SMR, Dr. __________, nelle annotazioni del 6 novembre 2009 ha affermato che l’attività di impiegata d’ufficio “può essere svolta anche da chi ha solo un

occhio funzionale, in particolare si tratta di un’attività che non richiede la

visione binoculare” (doc. X bis). Egli ha quindi confermato l’abilità

completa nell’attività di segretaria e rilevato che le indicazioni fornite

dalla Dr.ssa __________ “rispecchiano più i desideri dell’assicurata che

fatti strettamenti medici” (doc. X bis).

In

effetti il TCA constata come la Dr.ssa __________ alla domanda specifica se l’assicurata

è in grado di “svolgere a tempo pieno o parziale l’attività di impiegata di

commercio” (doc. VI) si sia limitata a rilevare che “la forte riduzione

visiva di un occhio e di conseguenza anche la riduzione della funzione

binoculare possono sicuramente rendere più difficile lo svolgimento di

un’attività quale impiegata di commercio nella quale viene utilizzato il pc per

la maggior parte del tempo lavorativo ” (cfr. doc. VII quesito nr. 3),

senza indicare un preciso grado d’inabilità lavorativa (cfr. doc. VII).

Questa

Corte in una sentenza 32.2007.375 del 15 gennaio 2009, relativa ad un

assicurato che soffriva di una “corioretinosi miopica OD e uno stato dopo

l’intervento bilaterale di cataratta” ha concluso per la completa abilità

lavorativa del ricorrente nell’attività di impiegato amministrativo, con la

limitazione per lavori che richiedono una visione stereoscopica applicando per

tali attività una riduzione del 10% del salario statistico.

L’Alta

Corte, in una sentenza U 183/98 dell’8 luglio 1999, ha confermato la completa capacità lavorativa di

un assicurato disegnatore/architetto che a seguito di un infortunio all’occhio

destro (“il a été blessé à l’oeil droit par un éclat métallique, alors qu’il

enlevait des carreaux d’un mur à l’aide d’un marteau et d’un burin”) aveva

perso la visione binoculare e stereoscopica.

In quella sentenza la

nostra Massima Istanza ha ripreso le considerazioni del Prof. Dr. __________,

specialista in oftalmologia ed ha così concluso:

"

(…)

Selon l’expérience, les personnes présentant une

vision monoculaire sont en mesure d’effectuer la plupart des métiers et

qu’il est fréquent que le travail à l’écran permette à des personnes possédant

une acuité visuelle fortement réduite d’être encore productive, les documents

pouvat être aggrandis à volonté.Si l’assuré rencontre des problèmes de réglage

de distance en raison de son hypermétropie et de sa presbytie, ces problèmes

peuvent normalment être résolus à l’aide d’une correction optique adéquate.

Selon l’expert, l’impossibilité d’une reconversion à un travail à l’écran est

donc imputable à l’assuré et non aux séquelles de l’accident" (la sottolineatura è del redattore).

Va

ancora rilevato che nell’ambito della 5a revisione dell’AI (cfr.

Messaggio concernente la modifica della legge federale sull’assicurazione

per l’invalidità (5a revisione dell’AI)

del 22 giugno 2005) e alla luce della recente giurisprudenza del Tribunale federale

(cfr. sentenza 9C_547/2009 del 30 ottobre 2009 pubblicata nella SVR 2010 nr. 16), sul diritto a provvedimenti di integrazione, è

ritenuta sufficiente una minaccia di invalidità e non più una minaccia diretta

di invalidità quale presupposto al diritto a provvedimenti di integrazione (“Der Anspruch auf Eingliederungs-massnahmen setzt somit

nur noch eine drohende, und nicht mehr eine unmittelbar drohende Invalidität

voraus”, cfr. consid. 2.2.).

In casu, tuttavia,

anche considerando le indicazioni del Dr. __________ che nel

referto del 12 settembre 2008, aveva sottolineato che “permangono netto calo

del visus a destra nonché eventualità di insorgenza di cataratta

post-traumatica e/o glaucoma post-traumatico” (doc. LAINF 23-3) e quelle della

Dr.ssa __________: “Per quanto riguarda la prognosi questa resta sempre

riservata, dato che dopo forti contusioni oculari sono possibili complicanze

tardive quali glaucoma secondario (già presente), cataratta traumatica o

distacco retinico” (doc. AI 6-4), questa Corte ritiene che anche

nell’eventualità di un peggioramento della patologia all’occhio destro (glaucoma

secondario, cataratta traumatica o distacco retinico) la capacità lavorativa dell’assicurata

rimarrebbe comunque completa essendo sufficiente, secondo le indicazioni del

Dr. __________ fatte proprie dal Tribunale federale (cfr. la sentenza U 183/98 dell’8

luglio 1999), la visione monoculare per l’esercizio della precedente attività

di impiegata di commercio.

Viste dunque

le affidabili conclusioni del SMR e della consulente in integrazione

professionale e alla luce della giurisprudenza appena citata, richiamato

inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente

esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal

danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i

riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur

Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das

Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo

1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con

il grado della verosimi-glianza preponderante valido nell'ambito delle

assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti

ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,

111.

V 188 consid. 2b), che l'assicurata è abile in

misura totale nella sua attività di impiegata di commercio.

Questa

Corte sottolinea al proposito che l’assicurata, dopo le scuole dell’obbligo e

l’apprendistato di impiegata di commercio, ha lavorato dal 1981 al 1986 come

segretaria presso l’__________ di __________, poi come ausiliaria di pulizia

(1988), come cameriera (1989-1990) e dal 1991 al 2003 è tornata a lavorare

presso l’__________ di __________ (__________, cfr. doc. 9-4). Essendo

l’infortunio avvenuto il 30 giugno 2000 l’assicurata ha dunque lavorato ancora

alcuni anni quale segretaria. Ciò corrobora la tesi dell’amministrazione

secondo cui il cambiamento di attività professionale è da ricondurre più a

motivi personali che di salute.

Nella

misura in cui l’UAI ha rifiutato all’assicurata il diritto a provvedimenti

professionali (cfr. consid. 2.2 e 2.3), la decisione formale del 9 giugno 2009

merita quindi conferma.

2.8

L’assicurata

ha chiesto al TCA l’esecuzione di una nuova valutazione medica (XV).

Al

proposito va nuovamente ribadito che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il

giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione

che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e

che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,

si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr.

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo

1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda

pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344

consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di

essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344

consid. 3c con riferimenti).

In

concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la

fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere

ad altri accertamenti medici.

2.9

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico

dell’assicurata ricorrente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico

dell’assicurata ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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