32.2009.35
Infermità congenita OIC 313. Negata l'esistenza di un nesso causale adeguato tra l'infermità congenita OIC 313 e la tachicardia parossistica (che nemmeno ha potuto essere confermata come diagnosi)
24 novembre 2009Italiano20 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2009.35
Data decisione, Autorità:
24.11.2009, TCA
Titolo:
Infermità congenita OIC 313. Negata l'esistenza di un nesso causale adeguato tra l'infermità congenita OIC 313 e la tachicardia parossistica (che nemmeno ha potuto essere confermata come diagnosi)
INFERMITÀ CONGENITE
PROVVEDIMENTO SANITARIO
art. 5 LAI
art. 12 LAI
art. 13 LAI
art. 8 LPGA
art. 1 OIC
art. 2 cpv. 3 OIC
Raccomandata
Incarto n.
32.2009.35
FS/lb
Lugano
24 novembre
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 26 gennaio 2009
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 12 gennaio 2009 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto in
fatto
1.1. Nel
mese di ottobre 2008 RI 1, nato nel 1998, tramite la mamma RA 1, ha inoltrato
una richiesta di prestazioni per assicurati che non hanno ancora compiuti i 20
anni, indicando quale danno alla salute l’infermi-tà congenita prevista alla cifra
313 dell’allegato all’Ordinanza sulle infermità congenite (OIC) (doc. AI
1/1-6).
1.2. Mediante
decisione 12 gennaio 2009 (doc. AI 13/1-2), preavvisata con progetto 2 dicembre
2008 (doc. AI 10/1-2), l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni
adducendo:
"
(…)
Sulla base della documentazione medica in nostro
possesso, non è presente un'infermità congenita riconosciuta e mancano
altresì le condizioni per la copertura dei costi in conformità con l'art. 12
LAI.
Infatti, i disturbi del ritmo, come in questo caso la
tachicardia non sono considerati infermità congenita ai sensi dell’art. 13 LAI.
Il dotto di Botallo aperto può essere riconosciuto dall’Assicurazione invalidità
per l’eventuale chiusura chirurgica e il ricovero in ospedale.
Attualmente i disturbi indicati sono da metter in
considerazione con la tachicardia e non con il dotto di Botallo per il quale al
momento non sono necessarie cure.
(…)." (doc. AI 13/1-2)
1.3. Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, sempre tramite la madre, ha
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA e nel complemento 12 febbraio 2009 ha
osservato:
"
(…)
Mio figlio RI 1 soffre di tachicardia dal giugno 2008.
Da allora si sono verificati alcuni episodi durante i quali RI 1 riferisce di
“sentire il cuore in gola” battere velocissimo. Tali episodi si sono ripetuti
ad intervalli di circa due mesi ed in situazioni diverse: a scuola durante la
lezione, a ricreazione, a casa sul divano. A causa della loro breve durata, non
è stato possibile fin ora effettuare un ECG durante gli attacchi. La diagnosi
clinica è stata di tachicardia parossistica.
Tachicardie parossistiche sono causate da una
malformazione presente dalla nascita. Si tratta di un fascio accessorio, di
regola atri e ventricoli, che causa un “cortocircuito” fra le due strutture e
di conseguenza la tachicardia. Trattandosi appunto di una malformazione
congenita riteniamo sussistano le condizioni per ottenere la copertura da parte
dell’AI.
Vista la diagnosi clinica, chiediamo quindi che la
decisione oggetto del ricorso venga rivista e la copertura AI per le cure
mediche legate alla tachicardia concessa.
(…)." (V)
1.4. Con
la risposta di causa, rilevato come l’assicurato sollevi in sostanza le stesse
obiezioni già trattate in sede di preavviso, l’Ufficio AI ha chiesto la
reiezione del ricorso.
1.5. Il
vicepresidente del TCA, con ordinanza del 6 agosto 2009 (X), ha ordinato una
perizia medica a cura del Prof. Dr. med. __________.
1.6. L’8
ottobre 2009 è pervenuta al TCA la perizia medica del Prof. Dr. med. __________
che è stata immediatamente intimata alle parti per osservazioni (XIII e XIV).
1.7. L’Ufficio
AI ha preso posizione con osservazioni 19 ottobre 2009 trasmesse al ricorrente
per conoscenza (XVII e XVIII).
1.8. Con
lettera 27 ottobre 2009 la madre dell’assicurato – dopo essere stata resa
attenta della possibilità di dover sopportare i costi della richiesta
traduzione in italiano della perizia giudiziaria (XV e XVI) – ha comunicato
al TCA di voler “(…) annullare la mia precedente richiesta di traduzione
dell’incarto riguardante la perizia del prof. __________ sul caso di mio figlio
RI 1. Ho già ricevuto tale traduzione dal medico di riferimento Dott. __________.
(…)” (XIX).
Anche
dopo la lettera 28 ottobre 2009, con la quale il TCA le ha assegnato un ultimo
termine per presentare osservazioni scritte in merito alla perizia giudiziaria
(XX), la madre dell’as-sicurato è rimasta silente.
considerato in
diritto
2.1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00).
2.2. Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il
rilascio della garanzia per provvedimenti sanitari ex artt. 12 e 13 LAI in
relazione alle diagnosi poste di “(…) – Offener Ductus Botalli –
Klinischer Verdacht auf rezidivierende paroxysmale Tachykardien (…)” (Artzbericht 4 novembre 2008 del dr. __________, Leitender
Artz di Kardiologie dell’__________ Kinderspital di __________, sub doc. AI
6/1-2) e di “(…) malformazione congenita cardiaca (…)” (rapporto medico del dr.
__________, FMH in pediatria, sub doc. AI 8/1-2).
2.3. Secondo l’art. 13 cpv. 1 LAI gli assicurati, fino al compimento dei
20 anni, hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità
congenite. Sono considerate infermità congenite le malattie presenti a
nascita avvenuta (art. 3 cpv. 2 LPGA). Il diritto a tali provvedimenti esiste
indipendentemente dalla possibilità d’integrazione nella vita professionale o
di svolgimento delle mansioni consuete (art. 8 cpv. 2 LAI).
Il Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le
infermità congenite per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la
facoltà di escludere le prestazioni se le infermità sono di poca importanza
(art. 13 cpv. 2 LAI).
Facendo
uso della delega di competenze di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato
l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21).
Questa
autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare
per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei
criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli aspetti
di ordine pratico (RDAT II-1999, n. 65; Pratique VSI 1999 pag. 173 consid. 2b
con riferimenti).
Giusta
l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in allegato.
Il Dipartimento federale dell'interno può adeguare l’elenco ogni anno,
sempreché le uscite supplementari per l’adeguamento a carico dell’assicurazione
non eccedano complessivamente tre milioni di franchi all’an-no.
Sono
reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita
tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a
conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.
3 OIC).
Oggetto
del diritto ai provvedimenti sanitari sono di regola le infermità congenite
elencate alle singole cifre dell'allegato all'OIC. Al trattamento delle
infermità congenite si aggiungono pure tutte le conseguenze e gli effetti
collaterali che, dal punto di vista medico, ricadono nell'insieme dei sintomi
dell'infermità congenita in questione.
Il
diritto ai provvedimenti sanitari di cui l'art. 13 LAI si estende quindi pure
al trattamento e la cura dei danni alla salute secondari che non fanno più
parte dell'insieme dei sintomi dell'infermità congenita ma secondo l'esperienza
medica sono spesso la conseguenza dell'infermità stessa.
Tra
l'infermità congenita e il danno alla salute secondario – direttamente o indirettamente
causato da quest'ultima – deve però esistere un nesso di causalità adeguato e
la cura di questo danno secondario deve rivelarsi necessaria (DTF 100 V 41).
Secondo
la costante giurisprudenza federale è sufficiente, dal profilo probatorio, che
secondo il parere del medico specialista sussista un'infermità figurante nell'OIC
(DTF 100 V 108 consid. 2 in
fine; Valterio, Droit et pratique de l’assurance-invalidité, Losanna 1995, pag.
121).
2.4. Quale misura integrativa, a norma dell'art. 12 cpv. 1 LAI, l'assicurato
sino all’età di 20 anni compiuti ha diritto ai provvedimenti sanitari
destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente
all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità al guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di
tale capacità. Di regola, per cura vera e propria dell'affezione si intende la
guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. L'assicurazione
per l'invalidità, di principio, prende a proprio carico unicamente le misure
terapeutiche atte a eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o
perlomeno relativamente stabili, oppure delle perdite di funzione, a condizione
che tali misure permettano di prevedere un successo durevole e importante ai
sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI (DTF 120 V 279 consid. 3a e riferimenti ivi
citati; Pratique VSI 2000, pag. 301 consid. 2a).
La
succitata disposizione legale persegue lo scopo di delimitare il campo di applicazione
dell'assicurazione per l'invalidità da quello dell'assicurazione contro le
malattie e gli infortuni. Tale delimitazione si fonda sul principio secondo il
quale la cura di una malattia o di una lesione, a prescindere dalla durata dell'affezione,
appartiene, in primo luogo, al campo dell'assicurazione contro le malattie e
gli infortuni (DTF 104 V 81, consid. 1, 102 V 41 consid. 1; RCC 1981 pag. 159
consid. 3a).
Inoltre,
l'art. 5 cpv. 2 LAI prevede che le persone di età inferiore a 20 anni, che non
esercitano un’attività lucrativa, sono considerate invalide sulla base
dell’articolo 8 capoverso 2 LPGA. Stabilisce l’art. 8 cpv. 2 LPGA che gli assicurati
minorenni senza attività lucrativa sono ritenuti invalidi se hanno un danno
alla salute fisica, mentale o psichica che probabilmente provocherà
un’incapacità al guadagno totale o parziale.
Al
riguardo, nella STFA del 10 novembre 2006 nella causa R. (I 436/05), il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF)
ha, in particolare, sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
3.2 Per quanto riguarda gli assicurati minorenni che
non svolgono attività lucrativa il Tribunale federale delle assicurazioni ha
già avuto modo di rilevare che, conformemente all'art. 5 cpv. 2 LAI, per valutare
il diritto a provvedimenti sanitari non è rilevante il momento in cui la misura
viene eseguita, bensì l'istante in cui il giovane entrerà a far parte della
vita attiva (DTF 100 V 103).
Secondo giurisprudenza - purché si possa prevedere il necessario successo
integrativo (DTF 100 V 43
consid. 2a, 99 consid. 3; cfr. pure la sentenza del 29 settembre 2005 in re O.,
Fatti
I 426/04) - provvedimenti sanitari dispensati ad assicurati minorenni che non
svolgono attività lucrativa possono essere diretti in modo prevalente
all'integrazione professionale ed essere così assunti, nonostante il carattere
ancora momentaneamente labile dell'affezione, dall'assicurazione per
l'invalidità, se, senza queste misure - che possono essere subitanee (ad es.
un'operazione) oppure estese nel tempo (ad. es. fisioterapia, ergoterapia), ma
comunque non illimitate (RCC 1984 pag. 523) -, si otterrebbe una guarigione incompiuta
o sussisterebbe un difetto stabile, difficilmente correggibile, pregiudicante
la formazione professionale o/e la capacità di guadagno (DTF 131 V 21
consid. 4.2 con riferimenti, 105 V 20; VSI 2003 pag. 105 consid. 2 [sentenza
del 10 dicembre 2001 in re G., I 340/00]). Dev'essere, in altre parole,
impedita la sopravvenienza di un difetto stabile. Sono per contro esclusi i
provvedimenti che si limitano a ritardare
l'insorgere di uno stato stabilizzato con l'ausilio di trattamenti e terapie di
durata indeterminata (sentenza citata del 23 settembre 2004 in re Z., consid.
2.1).
(…)." (STFA del 10 novembre 2006 nella causa R.,
[I 436/05], consid. 3.2))
2.5. Nell’evenienza concreta, per chiarire la situazione, questo TCA ha
ordinato l’allestimento di una perizia medica a cura del Prof. Dr. med. __________
al quale sono stati sottoposti i seguenti quesiti:
"
(…)
A) PROPOSTI DALLA PARTE CONVENUTA
1) RI 1 soffre di una infermità congenita ai
sensi dell'art. 13 LAI? Sotto quale cifra dell'OIC è identificata?
RI 1 leidet an einem Geburtsgebrechen
gemäss Art. 13 IVG? Wenn ja, sage der Expert im Sinne von welcher Ziffer der
Liste der Verordnung über Geburtsgebrechen Anhang (GgV-Anhang)?
2) L'Ufficio AI non assume la profilassi endocarditica
(vedi anche circolare sui provvedimenti sanitari alla cifra marginale n. 313).
Vi sono altri provvedimenti sanitari che rientrano nella cura dell'IC, se
riconosciuta come tale?
Die IV Stelle hat die Endocarditisprophylaxe
nicht übernommen (gemäss dem Kreisschreiben über die medizinischen
Einglie-derungsmassnahmen der Invalidenversicherung (KSME) am Ziff. 313). Gibt
es Anspruch auf andere medizinische Massnahmen zur Behandlung des
Geburtsgebrechens, wenn es so identifiziert?
B) PROPOSTI DAL TRIBUNALE
CANTONALE DELLE ASSICURAZIONI (TCA)
1) Dagli atti risulta che RI 1, 14.7.1998,
soffre dell'infermità congenita di cui alla cifra 313 dell'allegato
all’Ordinanza sulle infermità congenita (allegato OIC). Può confermare questa diagnosi?
Aus
den Gerichtsakten geht hervor, dass __________, 14.7.1998, an einem
Geburtsgebrechen nach Ziffer 313 der Verordnung über Geburts-gebrechen Anhang
(GgV- Anhang) leidet. Können Sie
diese Diagnose bestätigen?
2) RI 1 soffre anche di una tachicardia parossistica?
Leidet
RI 1 auch an einer paroxysmale Tachykardie?
3) Succede spesso, secondo l'esperienza
medica, che a causa di una malformazione del cuore ai sensi della cifra 313 OIC
si sviluppi una tachicardia parossistica quale conseguenza diretta?
Kommt es, gemäss medizinische Erfahrungen,
häufig vor, dass sich auf Grund eines Herzfehlers nach Ziffer 313 GgV eine
paroxysmale Tachykardie als direkte Folgeerscheinung entwickelt?
4) Succede spesso che una sofferenza
cardiaca come quella del paziente degeneri in una tachicardia parossistica?
Kommt es häufig vor, dass ein Herzleiden wie
das des Patienten in eine paroxysmale Tachykardie degeneriert?
5) Esiste un legame tra la malformazione
cardiaca e la tachicardia parossistica? In quale misura?
Besteht
ein Zusammenhang zwischen den Herzfehler und die paroxysmale Tachykardiee? In
welchem Umfang?
6) Se la tachicardia
parossistica non fosse da ritenere quale
danno alla salute secondario della malformazione cardiaca, in che cosa consiste
la cura indicata e quanto é destinata a durare?
Falls die paroxysmale Tachykardie keine sekundären
Gesundheitsschaden des Herzfehlers ist, welche ist die empfohlene Behandlung
und wie lange sollte sie dauern?
7) Quali potrebbero essere i risultati della cura della
tachicardia parossistica e
quale prognosi è possibile formulare a lungo termine?
Welche dürfen die Resultaten der Behandlung
der paroxysmale Tachykardie sein und welche ist die langfristige Prognose?
8) Senza la cura della tachicardia parossistica sussisterebbe un difetto
stabile, difficilmente correggibile, pregiudicante la formazione professionale
o/e la capacità di guadagno?
Ohne die Behandlung der paroxysmale
Tachykardie träte ein stabilisierter Zustand, welcher die Berufsbildung oder
die Erwerbsfähigkeit voraussichtlich beeinträchtigen würde?
(…)." (XII)
Nella
perizia 7 ottobre 2009 il Prof. __________ ha così risposto ai quesiti suenunciati:
"
(…)
A Proposti dalla parte convenuta
1. RI 1 leidet aufgrund der Aktenlage
eindeutig an einem Geburts-gebrechen Art. 13 IVG, es handelt sich um einen persistierenden
Ductus arteriosus, ein angeborenes Herz-Kreislaufleiden im Sinne GgV Ziffer
313.
Considerandi
2.
Die Endokarditisprophylaxe wird wie üblich
von der IV nicht übernommen. Der Anspruch des Versicherten besteht auf medizinische
Massnahmen zur Behandlung des Geburtsgebrechens, also die dazu notwendigen
diagnostischen Untersuchungen, ärztliche Kontrolluntersuchungen sowie die
Kosten die durch die Behandlung selbst entstehen, in diesem Falle also die
Hospitalisation in der Kinderklinik __________ zur Herzkatheteruntersuchung mit
gleichzeitigem katheterinterventionellen Verschluss des persistierenden Ductus.
B Proposti dal tribunale cantonale delle
assicurazioni
1.
Es wird bestätigt, dass RI 1 an einem
persistierenden Ductus arteriosus leidet, einem Geburtsgebrechen gem. Ziffer
313.
GgV.
2.
Die Diagnose einer paroxysmalen
Tachykardie ist nicht eindeutig. Zwar beschreibt der Patient Symptome die für
das kurzzeitige Vorliegen von paroxysmalen Tachykardien verdächtig sind, um was
es sich aber genau handelt ist nicht festzulegen, solange eine solche, vom
Patienten angegebene Episode nicht mittels EKG-Aufzeichnung dokumentiert ist,
und effektiv das Vorliegen einer pathologischen Tachykardie beweist.
3.
Bei Patienten mit Herzfehler (Ziff. 313
GgV) werden statistisch etwas häufiger als bei sonst herzgesunden Kindern
paroxysmale Tachykardien beobachtet. Ein kausaler Zusammenhang ist aber nur in ganz wenigen Fällen klar herzustellen.
Insbesondere bei einem
persistierenden Ductus (wie bei RI 1) ist dieser Zusammenhang nicht typisch, da
der Ductus ja ausserhalb des Herzens Iiegt und mit dem elektrischen
Reizleitungssystem des Herzens in keinerlei Zusammenhang steht. In meiner Erfahrung habe ich die Assoziation
eines persistierenden Ductus mit paroxysmalen Tachykardien noch nie erlebt,
eine solche Assoziation müsste als rein zufällig angesehen werden.
4.
Wie oben erwähnt hat meines Erachtens
das Herzleiden von RI 1 mit dem Auftreten von paroxysmalen Tachykardien keine
kausale Verbindung. Diese
Verbindung ist untypisch und so selten dass sie als zufällig angesehen werden
muss.
5.
Ein Zusammenhang zwischen dem Herzfehler
und der Tachykardie ist wie schon gesagt eher unwahrscheinlich. Fur die IV
Leistungspflicht ist dies indessen nicht relevant, da bei fast allen
Tachykardien die im Kindesalter ausbrechen eine angeborene Veranlagung
anzunehmen ist, und damit eine pathologische Tachykardie die im Kindesalter
ausbricht ebenfalls unabhängig von einem Herz-fehler ein Geburtsgebrechen gem.
Ziffer 313 GgV darstellt, zumindest ist das die Gepflogenheit hier im Kanton __________,
wo wir diese Patienten ebenfalls für die medizinischen Massnahmen unter Ziff.
313.
der IV anmelden. Bedingung ist allerdings eine EKG-Dokumentation der
vorliegenden Tachykardie, andernfalls ist eine klare Diagnosestellung nicht
möglich, ein klinischer Verdacht wie im Falle von RI 1 genügt nicht als
Diagnose.
6.
Für die Behandlung einer paroxysmalen
Tachykardie wie im vorliegenden Fall von RI 1 gibt es etablierte medizinische
Richtlinien; wie aggressiv oder allenfalls wie konservativ die Behandlung
ausgerichtet wird, richtet sich nach dem Leidensdruck des Patienten. Grundsätzlich gibt es die Möglichkeit
mittels medikamentöser Dauertherapie die Anfallshäufigkeit zu unterdrücken, dies
ist aber keine heilende Therapie und nach dem Absetzen der Medikamente besteht
die hohe Chance dass die Anfälle von Tachykardie wieder auftreten. Da es
bekannt ist dass bei Neuauftreten von Tachykardien im Teenageralter eine sehr
hohe Chance besteht dass diese Tachykardien ein Dauerproblem werden (im
Gegensatz zu Neugeborenen und Säuglingen die diese Tachykardien oft "verwachsen")
bietet man den Patienten an, ohne den Umweg über eine Iangdauernde medikamentöse
Therapie direkt zu einem heilenden Verfahren zu greifen, indem man mit einer
Herzkatheteruntersuchung die elektrische Störzone im Herzen aufsucht und dann
auch verödet. Dieses Verfahren hat heute auch bei Kindern eine sehr hohe
Heilungschance und nur ein minimes Risiko. Aber auch hier gilt eigentlich die Regel dass man nur
Tachykardien behandelt die mit EKG nachgewiesen und dokumentiert sind, was bei RI
1.
nicht der Fall ist.
7.
Die Iangfristige Prognose bei
Tachykardien ist heutzutage sehr gut, falls die Tachkardien ein Iästiges und
häufiges Problem sind ist mit der Herzkatheter-behandlung (Ablation) eine
definitive Heilung zu erreichen.
8.
Auch bei Weiterbestehen der Tachykardien
ist nicht mit einer Beeinträchti-gung der Berufsbildung oder Erwerbstätigkeit
zu rechnen, wenn die Tachykar-dien zu einem Problem im Alltag werden (wenn sie
häufiger werden oder Iänger dauern) wird man zu einer der geschilderten
Behandlungsmass-nahmen greifen und wieder einen Normalzustand herstellen.
(…)." (doc. XIII)
2.6
Questo
Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni
a cui è giunto il perito giudiziario che, valutata
compiutamente la documentazione medica agli atti, ha concluso che RI 1 soffre
di un persistente Ductus arteriosus (infermità congenita prevista
alla cifra 313 OIC), che non può essere posta la diagnosi di tachicardia parossistica,
che tra la concreta sofferenza cardiaca e la tachicardia parossistica non vi è
alcun nesso causale adeguato e che vi sono delle cure per la tachicardia
parossistica con prognosi favorevole e in grado di evitare il subentrare di
difetti stabili, difficilmente correggibili, pregiudicanti la formazione
professionale o/e la capacità di guadagno.
Va
qui ricordato che in caso di perizia medico giudiziaria il giudice – di
principio – non si scosta, senza ragioni imperative, dalle conclusioni del
perito medico, il cui compito è proprio quello di mettere a disposizione della
giustizia le sue specifiche conoscenze allo scopo di chiarire gli aspetti
sanitari di una determinata fattispecie (STF 8C_103/2008 del 7 gennaio 2009).
Ragioni
che possono indurre a non fondarsi su tale referto sono ad esempio la presenza
di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia o altri
rapporti contenenti validi motivi per farlo (DTF 125 V 351, consid. 3b/aa, pag.
352.
e sentenze ivi citate; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e
riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01
del 25 febbraio 2003).
Deve
tuttavia essere sottolineato che il perito giudiziario –contrariamente al perito
di parte o allo specialista che si esprime sotto un'altra veste – ha uno
statuto speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario
che lo sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una
funzione qualificata al servizio della giustizia (STFA U 288/99 del 15 gennaio
2001, consid. 3a, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate). Quindi,
nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, una perizia amministrativa
riveste un valore probatorio limitato rispetto ad una perizia giudiziaria (STFA
del 15 gennaio 2001 succitata, consid. 3a: "Ein
Administrativgutachten lässt sich somit hinsichtlich seines Stellenwerts im
Rahmen der Beweiswürdigung und Rechtsfindung nur sehr beschränkt mit einer
gerichtlich angeordneten Expertise vergleichen").
Nella fattispecie anche il dr. __________, medico SMR, nelle
annotazioni 15 ottobre allegate alle osservazioni 19 ottobre 2009 dell’Ufficio
AI, ha del resto osservato che “(…) le risposte del prof. __________ sono
esaurienti. Risulta chiaramente che non è documentata finora una patologia del
ritmo, quindi non può essere posta la diagnosi, quindi la problematica non può
essere presa a carico.” (XVII/Bis).
Inoltre,
anche se invitata espressamente a farlo dopo che il dr. __________ le ha
tradotto la perizia giudiziaria (cfr. consid. 1.8), la madre dell’assicurato
non ha preso posizione in merito e tantomeno prodotto ulteriore documentazione
medica.
In simili circostanze, conformemente alla legge e alla giurisprudenza
citata (cfr. consid. 2.3 e 2.4), questo Tribunale deve concludere quanto segue.
Per
quanto riguarda la diagnosi di “(…) Offener Ductus Botalli (…)” (doc. AI 6/1),
dagli accertamenti esperiti risulta che la stessa configura un’infermità congenita
ai sensi della cifra 313 OIC ed è pertanto a ragione che, al riguardo,
l’Ufficio AI ha concluso che “(…) il dotto di Botallo aperto può essere riconosciuto
dall’Assicurazione Invalidità per l’eventuale chiusura chirurgica e il ricovero
in ospedale. (…)” (doc. AI 13/1)
Quanto
alla diagnosi di “(…) klinischer Verdacht auf rezidivierende paroxysmale
Tachykardien (…)” (doc. AI 6/1) – a prescindere dal fatto che non è stata
confermata dagli accertamenti esperiti –, il perito giudiziario
ha escluso l’esistenza di un nesso causale adeguato tra la concreta sofferenza
cardiaca e la tachicardia parossistica e di conseguenza, non configurando un
danno secondario dell’infermità congenita di cui alla cifra 313 OIC, in
concreto non vi sarebbe alcun diritto a prestazioni ex art. 13 LAI per questa
patologia.
Ribadito
infine che il perito giudiziario non ha confermato la diagnosi di tachicardia
parossistica, nemmeno possono essere riconosciute delle prestazioni sulla base
dell’art. 12 LAI.
Al
riguardo il TCA si limita qui a rilevare che se effettivamente potesse essere
posta la diagnosi di tachicardia parossistica, viste le risposte del perito
giudiziario, si dovrebbe in ogni caso ancora appurare se nell’evenienza
concreta vi sarebbero o meno i presupposti per riconoscere delle prestazioni ex
art. 12 LAI.
La
decisione impugnata deve pertanto essere confermata e il ricorso respinto.
2.7
Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese.
L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.--
sono poste a carico del ricorrente.
Per
questi motivi
dichiara
e pronuncia
1.
Il
ricorso è respinto.
2.
Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico a carico del ricorrente.
3.
Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster