32.2010.187
Compensazione di una rendita con contributi AVS arretrati. Fatto salvo il caso in cui l'A. é al beneficio di prestazioni assistenziali, la deduzione non può intaccare il minimo vitale ex art. 93 LEF
5 maggio 2011Italiano19 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2010.187
Data decisione, Autorità:
05.05.2011, TCA
Titolo:
Compensazione di una rendita con contributi AVS arretrati. Fatto salvo il caso in cui l'A. é al beneficio di prestazioni assistenziali, la deduzione non può intaccare il minimo vitale ex art. 93 LEF
RENDITA
art. 50 cpv. 2 LAI
art. 20 cpv. 2 LAVS
Raccomandata
Incarto n.
32.2010.187
FS
Lugano
5 maggio 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 giugno 2010 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 26 maggio 2010 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
terzi chiamati in causa: Ausgleichskasse des Kantons __________, __________,
ritenuto in
fatto
1.1. Con
decisione 26 maggio 2010 l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1 il diritto ad una
rendita intera dal 1. giugno 2009 (doc. AI 51/1-4 e le motivazioni sub doc. AI
49/1-2). Contestualmente l’amministrazione ha operato la compensazione delle
rendite AI arretrate con prestazioni dovute alla Cassa di compensazione del Cantone
__________ per un importo pari a fr. 25'080.--.
1.2. Contro
questa decisione, entro il termine fissatogli per presentarlo in lingua italiana
(III), l’assicurato, rappresentato da RA 1, ha inoltrato un ricorso al TCA del
seguente tenore:
"
(…)
Il ricorrente non é d’accordo con la compensazione che
viene operata con il dovuto della __________.
La rendita AI come la rendita della __________ copre e
corrisponde al minimo finanziario per vivere per il sottoscritto e quindi
nessuna compensazione può essere operata e condivisa dal sottoscritto e
sicuramente neppure permessa dalla legge.
Si chiede quindi che il ricorso venga accolto nel senso
di annullare la compensazione decisa.
(…)." (IV)
1.3. Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso osservando:
"
(…)
Con il gravame, l’assicurato contesta la liceità della
compensazione operata dall’amministrazione a favore della società
d’assicurazioni __________ per un importo di fr. 25'080.--.
(…)
Sono considerati anticipi le prestazioni liberamente
consentite, nella misura in cui l’assicurato si sia impegnato a rimborsarle e abbia
acconsentito per scritto al pagamento dell’arretrato al terzo che gli ha
concesso l’anticipo (art. 85bis cpv. 2 lett. B OAI).
In tal senso, si richiama il documento firmato
dall’assicurato in data 2.12.2008 – contenuto nell’incarto AI (doc. 39-3) – con
il quale accetta l’eventuale compensazione in caso di erogazione futura di
prestazioni arretrate relative ad una rendita AI.
La compensazione effetuata dallo scrivente Ufficio
delle rendite arretrate con il credito in restituzione di prestazioni erogate
dalla __________ appare pertanto corretta.
(…)." (VII)
1.4. Con
lettera 3 agosto 2010 l’assicurato ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione.
1.5. Il
26 gennaio 2011 il TCA ha scritto all’Ufficio AI una lettera del seguente
tenore:
"
(…)
dalla decisione impugnata risulta quando segue:
" VERRECHNUNG DER NACHZAHLUNG MIT
AUSSTEHENDEN BEITRAGSZAHLUNGEN BEI DER AUSGLEICHSKASSE __________. DIE
RUCKFORDERUNG DER __________ KANN NICHT BEZAHLT WERDEN."
(sottolineatura del TCA)
Ritenuto che da tale formulazione risulta che una
compensazione con prestazioni versate dalla __________ è stata respinta,
vogliate per cortesia rispondere alle seguenti domande:
1) Quali sono e su quale base si fondano i contributi
impagati spettanti alla Cassa di compensazione di __________ posti in
compensazione?
2) Come siete giunti (motivare precisamente e
documentare producendo l'incarto completo della Cassa di compensazione di __________)
all'importo di fr. 25'080.-- posto in compensazione?
In attesa di una vostra risposta, entro il termine di 10
giorni, vogliate gradire distinti saluti.
(…)." (XI)
1.6. Con
osservazioni 4 marzo 2011 – dopo che in precedenza gli era stata concessa per due
volte la proroga del termine (XII, XIII, XIV e XV) – l’Ufficio AI ha comunicato
al TCA quanto segue:
"
(…)
Con riferimento a quanto in oggetto, Vi inoltriamo in
allegato il laconico scritto della Cassa di compensazione del Cantone __________
del 25.02.2011, in risposta alla nostra richiesta di prendere posizione in
merito ai Vostri quesiti del 26.01.2011.
In allegato Vi trasmettiamo inoltre l’incarto completo
della Cassa di compensazione precitata.
(…)." (XVI)
1.7. Il
vicepresidente del TCA, con decreto 16 marzo 2011 (XVII), ha chiamato in causa
la Ausgleichskasse des Kantons __________, trasmettendole tutti gli atti con assegnazione di un termine di 15
giorni per determinarsi in merito.
Con
lettera 23 marzo 2011 (XVIII + allegati XVIII/1 e XVIII/2) la Ausgleichskasse des Kantons __________ – precisato, documentando,
che la pretesa per contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività
indipendente esercitata da RI 1 per l’anno 2000 è perenta e corretto
conseguentemente l’importo fatto valere in compensazione – ha comunicato
al TCA che la pretesa per contributi arretrati posta in compensazione ammonta a
fr. 23'635.75 e che la stessa si basa sull’art. 20 cpv. 2 LAVS.
Quanto
all’importo di fr. 1'426.25 (pari alla differenza tra la rendita AI per il periodo
dal 1. giugno 2009 al 30 aprile 2010 di fr. 25'080.-- e il corretto importo
posto in compensazione di fr. 23'635.75) la Ausgleichskasse des Kantons __________
ha indicato che lo stesso dovrebbe essere versato alla __________, la quale ha
corrisposto indennità giornaliere nel periodo dal 1. giugno 2009 al 3 marzo
2010 e che ha formulato domanda di compensazione il 14 maggio 2010.
1.8. Con
scritti 25 marzo 2011 (XIX e XX) il TCA ha assegnato alle parti un termine di
10 giorni per prendere visione delle osservazioni e della documentazione prodotta
dalla Ausgleichskasse des Kantons __________. Nello
stesso termine l’insorgente è stato invitato a prendere posizione anche
sull’esito degli accertamenti esperiti da questo Tribunale e trasmessigli in
copia.
1.9. Con
lettera 5 aprile 2011 l’assicurato ha comunicato al TCA di non avere osservazioni
da formulare e di mantenersi nelle richieste ricorsuali (XXI).
1.10. Con
osservazioni 6 aprile 2010 l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso
(XXII).
considerando in
diritto
In
ordine
2.1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (cfr. STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011;
STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).
Nel
merito
2.2. Oggetto
del contendere è la liceità della compensazione operata dall’amministrazione a
favore della Cassa di compensazione del Cantone __________ per un importo di
fr. 25'080.--.
Infatti,
come appurato da questo Tribunale e a differenza di quanto sostenuto nel
ricorso e confermato nella risposta di causa (cfr. consid. 1.2 e 1.3),
l’Ufficio AI non ha compensato le rendite arretrate per un importo di fr.
25'080.-- con il credito in restituzione fatto valere dalla __________.
In
effetti nella decisione impugnata la compensazione è così motivata: “(…) VERRECHNUNG DER NACHZAHLUNG MIT AUSSTEHENDEN BEITRAGSZAHLUNGEN BEI
DER AUS-GLEICHSKASSE __________. DIE RUCKFORDERUNG DER __________ KANN NICHT
BEZAHLT WERDEN. (…)” (doc. AI 51/2 la sottolineatura é del redattore).
Anche dall’incarto della Cassa di Compensazione del cantone __________
(XVI/1-113) si evince che, interpellata dalla __________ in merito al mancato
versamento dell’importo di fr. 20'744.85 posto in compensazione (doc. 88-92 incarto
cassa di compensazione), la suddetta Cassa ha così risposto: “(…) Sie stellen uns einen Verrechnungsantrag zu Ihrem Versicherungsfall RI
1, 12.008.545/2, HOFM zu und erkundigen sich wegen der Zahlung. Wir haben Ihnen
eine Kopie der rentenverfügung vom 26. Mai 2010 zugestellt, worin vermerkt war,
dass wir die gesamte Nachzahlung mit offenen Beitrags-forderungen der
Ausgleichskasse __________ verrechnen. Wir legen Ihnen noch mal eine Kopie bei.
Dass heisst, für Ihre Verrechnung bleibt nichts mehr übrig und wir müssen
Sie bitten, Ihre Rückforderung direkt beim Versicherten zu stellen. (…)” (doc. 81 incarto cassa di compensazione,
la sottolineatura è del redattore).
Visto
quanto sopra questo Tribunale deve pertanto pronunciarsi unicamente sulla compensazione
operata dall’ammini-strazione a favore della Cassa di compensazione del Cantone
__________ visto che la domanda di compensazione della __________ è invece
stata respinta.
In
questo senso è quindi a torto che l’assicurato contesta una compensazione con
la __________ in effetti mai avvenuta, alla quale, visto il rifiuto, nemmeno è
possibile versare l’im-porto di fr. 1'426.25 come proposto dalla Cassa di compensazione
del Cantone __________ (cfr. consid. 1.7).
2.3. Secondo
l’art. 20 cpv. 2 LAVS (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1997), applicabile
anche all'assicurazione invalidità (art. 50 cpv. 2 LAI), possono essere
compensati con delle prestazioni scadute:
- i
crediti derivanti dalla presente legge, dalla LAI, dalla legge federale del 25
settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno in caso di servizio militare
o di protezione civile e dalla legge federale del 20 giugno 1952 sugli assegni
familiari nell’agricoltura (lett. a);
- i
crediti per la restituzione di prestazioni complementari all’assicurazione per
la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità lett. b);
- i crediti per la
restituzione di rendite e indennità giornaliere dell’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni, dell’assi-curazione militare, dell’assicurazione contro
la disoccupazione e dell’assicurazione contro le malattie (lett. c).
Questa norma di
legge ha carattere obbligatorio e la Cassa ha non solo il diritto ma anche il
dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di procedere alla compensazione
con delle prestazioni scadute (DTF 115 V 341 consid. 2a pag. 342 e riferimenti;
vedi inoltre RCC 1990 pag. 206 consid. 2a, 1986 pag. 304 consid. 3b).
La possibilità di
compensare presuppone non solo la riunione delle qualità di debitore e
creditore nella medesima persona, ma anche un rapporto stretto dal punto di
vista giuridico o della tecnica assicurativa tra il diritto alla prestazione e
il credito invocato (DTF 130 V 505 consid. 2.4 pag. 510-512 e riferimenti; vedi
anche RCC 1983 pag. 69).
La compensazione
può essere esercitata in ogni momento, a condizione che il credito sia scaduto
e non sia prescritto (RCC 1977 pag. 477).
2.4. Con la decisione contestata l’amministrazione ha compensato le
rendite arretrate riconosciute per il periodo dal 1. giugno 2009 al 30 aprile
2010, per un importo di fr. 25'080.--, con la pretesa del medesimo importo
fatta valere dalla Cassa di compensazione del Cantone __________ per contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività
indipendente da ultimo esercitata dall’insorgente.
Sulla
base dei combinati articoli 50 cpv. 2 LAI e 20 cpv. 2 LAVS è a ragione che
l’Ufficio AI ha riconosciuto alla Cassa di
compensazione del Cantone __________ il diritto di compensare il credito per contributi arretrati vantato nei confronti del ricorrente
(DTF 115 V 341 e 111 V 99).
Tuttavia
va qui rilevato che, fatto salvo il caso in cui l’autorità competente in materia
di aiuto sociale ha versato alla persona assicurata prestazioni anticipate per
il periodo corrispondente a quello delle rendite arretrate, il minimo vitale
del diritto esecutivo costituisce un limite alla compensazione (DTF 136 V 286).
Nella
menzionata DTF 136 V 286 l’Alta Corte ha infatti sviluppato le seguenti
considerazioni:
"
(…)
6.1 Institutionen der Sozialversicherung dürfen Forderungen nur soweit mit
Versicherungsleistungen verrechnen, als dadurch das betreibungsrechtliche Existenzminimum
der versicherten Person nicht tangiert wird (SVR 2007 BVG Nr. 15 S. 49, B 63/05
Fatti
E. 3.1; Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 3.3; je mit Hinweisen auf die
Rechtsprechung: BGE
131 V 249 E. 1.2 S. 252; BGE
130 V 505 E. 2.4 S. 510; BGE
115 V 341 E. 2c S. 343; BGE
113 V 280 E. 5b S. 285; BGE
111 V 99 E. 3b S. 103; BGE
108 V 49 E. 1 in fine; BGE
107 V 72 E. 2 S. 75; BGE
106 V 137).
6.2 Nach der Rechtsprechung stellt sich die Frage der Zulässigkeit einer Verrechnung
unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums
nicht nur bei einer laufenden, monatlich ausgerichteten Rente, sondern auch bei
Rentennachzahlungen. Zur Begründung wird angeführt, auch diese hätten zum
Zweck, den Existenzbedarf der versicherten Person zu decken (Art. 34quater Abs. 2 Satz 3 aBV; Art. 112 Abs. 2 lit. b BV),
und zwar in jener Zeitspanne, für die sie nachbezahlt werden (Urteil des Eidg.
Versicherungsgerichts I 305/03 vom 15. Februar 2005 E. 4 mit Hinweis auf die
Urteile I 375/90 vom 10. Juni 1992 E. 5b/aa; I 503/88 vom 19. April 1989 und H
153/85 vom 29. April 1986 E. 2b; vgl. auch Urteil I 141/05 vom 20. September
2006 E. 5.3.1). Davon gehen auch die Verwaltungsweisungen des BSV aus, wobei
für die Prüfung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums in einem solchen
Fall diejenige Zeitspanne massgebend ist, für welche die Nachzahlung bestimmt
ist (Rz. 10921 RWL). Im Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3 bezeichnete
das Eidg. Versicherungsgericht die Auffassung des kantonalen Gerichts als
prüfenswert, dass das Fehlen einer Rente in der Vergangenheit allenfalls zu einer
Unterschreitung des Existenzminimums geführt habe, sei grundsätzlich nicht von
Belang, weil der Verzicht auf die Verrechnung der Nachzahlung für verflossene
Zeiten nicht zu einem besseren Leben führe. Die Frage wurde schliesslich
offengelassen.
(…)
8.1 In SVR 2007 BVG Nr. 15 S.
49, B 63/05 E. 3.2 hat das Eidg. Versicherungsgericht unter Hinweis auf die
Rechtsprechung (BGE
121 V 17 E. 4d S. 26; SVR 2005 ALV Nr. 5 S. 13, C 12/04 E. 2.3; Urteil I 255/91 vom 18. Mai 1992 E. 2b) erwogen, die Verrechnungsschranke des
Existenzminimums komme nicht zum Tragen, wenn dieses in der fraglichen Zeit
durch Leistungen der Sozialhilfe sichergestellt gewesen sei. Voraussetzung sei
allerdings, dass die Sozialhilfe die Leistungen erbringe für die Zeitspanne,
während welcher die versicherte Person auf den Entscheid eines
Sozialversicherungsträgers über die Anspruchsberechtigung gewartet und
anschliessend rückwirkend Versicherungsleistungen zugesprochen erhalten habe.
Die in SVR 2007 BVG Nr. 15 S. 49 zitierten Urteile
betrafen die Drittauszahlung von Rentennachzahlungen an die bevorschussende
Sozialbehörde. In einem solchen Fall verlangt die Fürsorgebehörde vom
Sozialversicherer die Überweisung der Rentenleistungen für einen Zeitraum, für
den sie die versicherte Person unterstützt hat. Könnte sich die versicherte
Person in einem solchen Fall auf das Existenzminimum berufen und die Auszahlung
in diesem Umfang an sich selbst verlangen, käme sie zweimal in den Genuss von
Leistungen.
8.2 Ähnlich verhält es sich, wenn die versicherte Person in der
Vergangenheit von der Fürsorgebehörde während einer Zeitspanne unterstützt
wurde, für welche später Renten nachbezahlt werden, die Verrechnung jedoch
nicht mit der Sozialbehörde, sondern - wie hier - mit einem anderen Zweig der
Sozialversicherung zur Diskussion steht, dessen Anspruch jenem der
Fürsorgebehörde vorgeht (vgl. auch Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E.
5.3.2). Hinzu kommt, dass sich der Schutz des Existenzminimums bei
Verrechnungen auf dem Gebiet der Sozialversicherung an Art. 125 Ziff. 2 OR anlehnt. Dieser sieht vor, dass Verpflichtungen, deren
besondere Natur die tatsächliche Erfüllung an den Gläubiger verlangt, wie
Unterhaltsansprüche und Lohnguthaben, die zum Unterhalt des Gläubigers und
seiner Familie unbedingt erforderlich sind, nicht durch Verrechnung getilgt
werden können (vgl. BGE
130 V 505 E. 2.4 S. 510). Art.
125 Ziff. 2 OR wie auch Art. 93 Abs. 1 SchKG wollen einzig vermeiden, dass jemand durch die
Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen würde, was nicht der Fall ist, wenn
es - wie im vorliegenden Fall - um eine nachträgliche Beurteilung für einen Zeitraum
geht, für welchen Sozialhilfe effektiv ausgerichtet worden ist (vgl. zum
Ganzen: SCHLAURI, a.a.O., S. 148 ff.).
8.3 Damit ergibt sich, dass das kantonale Gericht, ohne Bundesrecht zu verletzen,
davon ausgehen konnte, dass die Verrechnungsschranke des Existenzminimums nicht
gilt, weil die Sozialbehörde für die Zeit des nachträglichen Rentenanspruchs
der Beschwerdeführerin Leistungen ausgerichtet hat. Nicht geprüft werden muss
daher die im Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 offengelassene Frage, ob
bei Rentennachzahlungen die Zulässigkeit einer Verrechnung generell nicht mehr
unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums
zu prüfen ist. Beim vorliegenden Ergebnis spielen die Höhe des
betreibungsrechtlichen Existenzminimums und der
Fürsorgeleistungen keine Rolle. Es kann daher offenbleiben, ob es sich bei den
von der Beschwerdeführerin nachgereichten Unterlagen um zulässige Noven im
Sinne von Art. 99 BGG handelt. Eine Verrechnung mit laufenden Renten
wurde in der Verfügung vom 26. November 2008 nicht angeordnet, weshalb nicht zu
prüfen ist, wie es sich diesbezüglich mit der Wahrung des Existenzminimums
verhält.
(…)" (DTF 126 V 286 consid. 6 e 8 pag. 291-294)
La
summenzionata giurisprudenza è stata confermata nella STF 9C_1015/2010 del 12
aprile 2011 dove il TF ha, in particolare, sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
3.4 Eine Rechtsprechungsänderung rechtfertigende Gründe
sind nicht ersichtlich. Es leuchtet zwar ohne weiteres ein, dass eine
versicherte Person, welche während eines bestimmten Zeitraums Sozialhilfe
bezogen hat und für denselben Zeitraum eine Rentennachzahlung bekommt, sich
nicht auf die Verrechnungsschranke des betreibungsrechtlichen Existenzminimums
berufen kann, weil diese zum Zwecke hat, zu vermeiden, dass jemand durch die
Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen wird, wovon angesichts der von der
Sozialhilfe erhaltenen Unterstützung nicht die Rede sein kann (BGE
136 V 286 E. 8.2 S. 293). Anders verhält es sich jedoch, wenn eine
versicherte Person unter dem Existenzminimum gelebt und dennoch (aus
irgendwelchen Gründen) keine Unterstützung der Sozialbehörde beansprucht hat;
denn in diesem Fall kann nicht argumentiert werden, dass das Existenzminimum im
fraglichen Zeitraum durch die Sozialbehörde sichergestellt gewesen und der
Zweck der Verrechnungsschranke damit hinfällig sei. Wohl lässt sich nicht von
der Hand weisen, dass der Verzicht auf die Verrechnung der Nachzahlung für die
Vergangenheit nicht zu einem besseren Leben führt (so auch Schlauri, a.a.O., S.
151). Allerdings dürfte die versicherte Person - soweit sie nicht über
hinreichendes Vermögen verfügte - gezwungen gewesen sein, sich die Mittel zur
Existenzwahrung anderweitig zu beschaffen, zu denken ist beispielsweise an eine
Bevorschussung von privater Seite, die es nachträglich zurückzuerstatten gilt.
Was den Hinweis der Vorinstanz anbelangt, wonach der Beschwerdeführer gemäss
der von der IV-Stelle vorgenommenen Ermittlung des Invalideneinkommens in der
Lage gewesen wäre, einen höheren Verdienst zu erzielen, ist zu bemerken, dass
im Rahmen der Ermittlung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums keine
Handhabe für die Anrechnung hypothetischen Einkommens besteht.
Des Weitern lässt sich für die Geltung der
Verrechnungsschranke des betreibungsrechtlichen Existenzminimums bei
Rentennachzahlungen nach wie vor anführen, dass es die Verwaltung sonst in der
Hand hätte, durch Zuwarten mit dem Erlass der Rentenverfügung die
Verrechnungsschranke zu umgehen (Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts I
141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.1; H 153/85 vom 29. April 1986 E. 2b).
Zudem hängt es oft von Zufälligkeiten (wie beispielsweise Verzögerungen in der
Abklärung der medizinischen Verhältnisse aufgrund überlasteter
Gutachtensstellen) ab, ob die versicherte Person die Rente laufend oder
rückwirkend in Form einer Rentennachzahlung bekommt; dieses aleatorische
Element darüber entscheiden zu lassen, ob das betreibungsrechtliche
Existenzminimum zu beachten ist, wäre geradezu stossend.
Wenn es auch zutrifft, dass die Verrechnung dem
Schuldner der Beiträge insoweit Vorteile bringt, als diese rentenbildend sind,
kann daraus - entgegen dem angefochtenen Entscheid - nicht geschlossen werden,
die Verrechnung sei ohne Rücksicht auf das Existenzminimum zulässig, soweit es
um rentenbildende Beiträge gehe. Zwar wurde in E. 5.3.2 des Urteils I 141/05
vom 20. September 2006 unter Hinweis auf EVGE 1955 S. 35 ausgeführt, dass der verrechnungsweisen
Tilgung rentenbildender AHV-Beiträge mit AHV-Renten der Existenzschutz nicht
entgegenstehe. Doch ging es bei dem dieser Aussage zugrunde liegenden, im Jahre
1955 zu beurteilenden Fall um die Verrechnung von AHV-Beiträgen mit einer
laufenden Hinterlassenenrente der AHV, in welcher Konstellation das Gericht aus
Gründen der Praktikabilität die Verrechnung ohne Rücksicht auf das Existenzminimum
als zulässig erachtete. Dabei war die Überlegung wegleitend, dass sich die
Frage der Verrechenbarkeit andernfalls alsbald "in neuer Gestalt" gestellt
hätte, weil die Ausgleichskasse bei dauernder Uneinbringlichkeit der geschuldeten
Beiträge die laufende Hinterlassenenrente niedriger hätte festsetzen müssen
(…)" (STF 9C_1015/2010 del 12 aprile 2011 consid.
3.4)
Rilevato
che dagli atti non risulta che l’assicurato, nel periodo per il quale è stata
fatta valere la compensazione (dal giugno 2009 all’aprile 2010), fosse al beneficio
della pubblica assistenza, la compensazione con le rendite arretrate può essere
operata solo nella misura in cui la deduzione di cui è oggetto la rendita non
intacca il minimo vitale riconosciuto ai sensi del diritto esecutivo (art. 93
LEF; DTF 136 V 286 consid. 6.1 pag. 291 e riferimenti). Se le entrate non
dovessero superare il minimo vitale ex art. 93 LEF, allora il credito da contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività indipendente deve essere dichiarato irrecuperabile (DTF 136 V 286 consid. 6.2 e DTF
115 V 341 consid. 2a pag. 342-244 e 111 V 99 consid. 3a pag. 102-103, nelle
quali si trattava in particolare della compensazione di una rendita con
contributi arretrati).
Nel
caso in esame, il suddetto calcolo non è stato fatto.
Ne
consegue che la decisione impugnata, limitatamente a quanto disposto circa la
compensazione, è da annullare e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, per
il tramite della Cassa di compensazione del Cantone __________, conformemente
alla succitata giurisprudenza, verifichi l'esigibilità della compensazione
fatta valere.
Il
rinvio degli atti all’amministrazione si giustifica a maggiore ragione visto
che la stessa Cassa di compensazione del Cantone __________, nella lettera 23
marzo 2011 (cfr. consid. 1.7 e XVIII), ha ammesso di essere incorsa in un
errore concludendo che la corretta pretesa per contributi
arretrati da porre in compensazione ammonterebbe a fr. 23'635.75 e non invece a
fr. 25'080.-- come ritenuto nella decisione impugnata.
L’Ufficio
AI dovrà pertanto pronunciarsi compiutamente anche sull’importo preciso che,
fatto salvo il minimo vitale ex art. 93 LEF che va in
ogni caso salvaguardato, potrebbe essere posto in
compensazione.
2.5. Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
Per
questi motivi
dichiara
e pronuncia
1. Il
ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.
§ La decisione impugnata,
limitatamente a quanto disposto circa la compensazione, é annullata e gli atti
rinviati all’Ufficio AI perché proceda come indicato al consid. 2.4.
Considerandi
2.
Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.
3.
Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il
segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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