Lexipedia

Decisione

32.2010.205

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

23 marzo 2011Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

I doc.

XIV e XVI+1 sono stati inviati a RI 1 per osservazioni (doc. XVII).

1.9. L’assicurato

ha preso posizione, in data 21 marzo 2011, sui documenti trasmessi (doc.

XVIII).

I

doc. XVII e XVIII sono stati inviati per conoscenza all’UAI (doc. XIX).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria

(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21

dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio

2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA

U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H

304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Il TCA è

chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a negare

all’assicurato il diritto a prestazioni dell’assicurazione invalidità oppure

no.

Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,

secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o

psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la

conseguente incapacità di guadagno.

Occorre

quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità

di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per

l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la

sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

L’art. 28

cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno

diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di

rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi

almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi

dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in

condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del

lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido

(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere

determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante

la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle

affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et

pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché

invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto

dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei

all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini

fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;

Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile

dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla

possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale

dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al

guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado

dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è

possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle

circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

Al

proposito va infine ancora rilevato che, secondo la

giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le

circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla

rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla

medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali

modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione

(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili

di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R

consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in

SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01

pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I

26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I

475/01).

2.3. Per quanto riguarda in

particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha

stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non

poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità

lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la

società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI

1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA

del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher,

Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

L'Alta Corte ha inoltre

avuto modo di precisare che:

" (…)

Tra i danni alla salute psichica, i

quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.

4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali

propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono

considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono

turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità

di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la

misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più

oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un

assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività

lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue

attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può

da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di

un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi

decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa

insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere

che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da

lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF

102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.

1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29

settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

Secondo la giurisprudenza

del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni

dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la

farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella

causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

In una

sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che

“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in

particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui

criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente

(cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale

delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4

luglio 2007, I 384/06).

2.4. Secondo

costante giurisprudenza del TFA, la tossico-dipendenza non può di per sé

motivare una invalidità ai sensi della legge.

L’assicurazione

AI ne tiene conto solo se la dipendenza alla droga ha provocato una malattia o

un infortunio in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subìto un danno

alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se essa

stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (“… wird eine solche

Sucht im Rahmen der Invalidenversicherung bedeutsam, wenn sie ihrerseits eine

Krankheit oder einen Unfall bewirkt hat, in deren Folge ein körperlicher oder

geistiger Gesundheitsschaden eingetreten ist, oder wenn sie selber Folge eines

körperlichen oder geistigen Gesundheisschaden ist, welchem Krankheistswert

zukommt” , Pratique VSI 2002 p. 30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7

consid. 2b; STFA del 25 luglio 2003 nella causa R. [I 731/02], del 27

maggio 2003 nella causa M. [I 862/02], del 19 dicembre 2003 nella causa P. [I

619/02], del 22 gennaio 2004 nella causa S. [534/03]).

In

una sentenza del 31 gennaio 2000 pubblicata in Pratique VSI 2001 pp. 223 e

segg. (= SVR 2001 IV Nr. 3), confermando la sua precedente giurisprudenza, il

TFA ha avuto modo di ribadire, a proposito della tossicomania, quanto segue:

"

(…)

ne justifie pas en soi une invalidité au sens de

la loi. En revanche, l'AI en tient compte si elle provoque une maladie

ou un accident entraînant une atteinte à la santé physique ou mentale qui

diminue la capacité de gain ou si elle résulte elle-même d'une atteinte à la

santé physique ou mentale que l'on peut qualifier de maladie (ATF 99 V 28

consid. 2 = RCC 1973 p. 600; VSI 1996 p. 318 consid. 2a, p. 321 consid. 1a et

p. 324 consid. 2a et références citées; confirmé par l'arrêt non publié en cause

J. du 21 octobre 1999, I 569/98). (…)" (VSI 2001

pag. 225)

precisando

che:

"

b. Est considérée comme invalidité au sens de

la loi - comme nous l'avons - la diminution de la capacité de gain, présumée

permanente ou de longue durée, qui résulte d'une atteinte à la santé physique

ou mentale provenant d'une infirmité congénitale, d'une maladie ou d'un

accident. Sur la base de cette définition, la toxicomanie en soi, soit plus

précisément le diagnostic de toxicomanie, ne justifie pas une invalidité au sens

de l'art. 4 LAI. Indépendamment du fait que les notions de toxicomanie et de

dépendance à la drogue ne sont pas utilisées de manière uniforme par la

médecine (vois MSD-Manual der Diagnostic und Therapie, 5e éd.,

Munich 1993, p. 2979) et qu'une définition générale valable pour tous fait

défaut, le diagnostic de toxicomanie à la drogue ne permet pas de conclure que

l'assuré ne peut plus s'abstenir de drogues; la dépendance à la drogue n'est

pas davantage liée à une incapacité de travail ou de gain (voir VSI 1996 p. …).

Au vu de ces considérations, la jurisprudence établie depuis de longues années,

qui admet que la toxicomanie ne peut être invalidante que si elle est liée aux

facteurs mentionnés à l'art. 4 al 1 LAI, ne fait que concrétiser la notion

d'invalidité. (…)" (VSI 2001 pag. 226)

Secondo la Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per

l'invalidità (CIGI), pto. 1013, Le tossicomanie (sindromi

da dipendenza quali p. es. l'alcolismo [RCC 1989 p. 283, 1969 S. 236], la

dipendenza da medicamenti [RCC 1964 p. 115] o da droghe [RCC 1992 p. 180, 1987

p. 467, 1973 p. 600], l'abuso di nicotina oppure l'obesità [RCC 1984 p. 359])

non giustificano di per sé un'incapacità al lavoro. Esse possono tuttavia avere

l'effetto di una danno alla salute invalidante se:

– sono la

conseguenza o il sintomo di un danno invalidante alla salute mentale o fisica,

oppure

– hanno

causato un notevole danno fisico e/o mentale quale una durevole lesione

cerebro-organico-neurologica oppure un irreversibile mutamento di natura organica

della personalità affettiva.

Occorre pertanto verificare se la tossicodipendenza è la

conseguenza di un danno alla salute fisico o mentale di natura patologica

preesistente oppure se la dipendenza è la ragione di un susseguente danno

alla salute suscettibile di diminuire la capacità al guadagno in maniera

permanente o di lunga durata (Pratique VSI 2001 p. 227 consid. 5 e 6).

La

giurisprudenza federale ha inoltre precisato che la terapia e l’integrazione

sociale, per quanto siano auspicabili, non costituiscono di per sé

degli scopi per i quali l’AI possa accordare delle prestazioni secondo la legge

(Pratique VSI 2001 consid. 7 p. 228).

Il TFA ha in particolare ritenuto un assicurato di 23 anni, tossicomane ed

eroinomane dall'età di 17 anni - che aveva postulato l'assegnazione di

provvedimenti professionali dell'AI poiché non più in grado di riprendere la

professione iniziata - non invalido ai sensi della legge ed ha di conseguenza

negato il diritto a prestazioni AI (Pratique VSI 1996 pp. 317ss).

Per contro

l'Alta Corte ha ammesso la presenza dell'invalidità in una persona dipendente

dalla droga già dal suo ventesimo anno d'età - e che al momento della decisione

aveva 37 anni - la quale soffriva di un grave disturbo della personalità (personalità

schizofrenica). Le gravi turbe e la dipendenza ormai cronica comportavano

un'incapacità al lavoro dell'assicurato del 100%, non più migliorabile né con

misure mediche, né professionali. In quel caso, dopo un apprezzamento totale

dell'insieme delle cause e delle conseguenze, il danno alla salute è stato

considerato come malattia, perché la dipendenza, almeno in modo parzialmente

causale, era una conseguenza del disturbo della personalità. L'assicurato era

stato poi posto al beneficio di una rendita AI (RCC 1992, pp. 180ss).

2.5. Nella

decisione impugnata l’UAI ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni

dell’assicurazione invalidità sulla base della valutazione del SMR.

Nel

rapporto medico del SMR del 15 marzo 2010 il Dr. __________, spec. FMH in

psichiatria e psicoterapia, dopo aver esposto l’anamnesi del paziente,

l’evoluzione dei disturbi psichici, la vita quotidiana, i disturbi soggettivi,

la terapia, l’uso di sostanze e lo status psichico ha diagnosticato le seguenti

patologie:

"

(…)

Disturbi psichici dovuti all’uso di cannabinoidi

Pregresso uso di oppiacei in terapia sostitutiva

con metadone

Tratti schizoidi di personalità DD sindrome

amotivazionale

Epatite C cronica

Problemi dovuti all’uscita di prigione (Z 65.2)

Uso di droghe (Z 72.2)

Monitoraggio per consumo di droghe (Z 71.5)

Problemi legati alle circostanze abitative e

economiche (Z 59)”

(doc. AI 23-7)

Il medico

del SMR è quindi giunto alle seguenti valutazioni / conclusioni:

"

(…)

A.o svizzero 58enne, con lunga storia di

dipendenza, in trattamento “cronico” con Metadone e consumatore abituale di

Considerandi

canapa, per sua stessa ammissione. L’A.o avrebbe avuto un’attività lavorativa

regolare durante non molti anni della sua vita, non lavorerebbe dal 1991.

Sarebbe tornato in Ticino nel 1994 da __________, dove avrebbe vissuto in casa

della sorella e del cognato, gestori di una panetteria ad __________, svolgendo

dei lavoretti per loro. In seguito alla morte della sorella, il cognato avrebbe

ceduto tutte le sue proprietà in Svizzera per trasferirsi in __________, dove

vive da anni il figlio, rispettivamente nipote dell’A.o A questo punto, l’A.o

si sarebbe trovato senza casa, con i cani del cognato da accudire e senza mezzi

di sostentamento. Si sarebbe allora trasferito a __________ in un appartamento

in affitto, a beneficio dell’Assistenza.

Come è stato diffusamente descritto in casi di

tossicodipendenti di lunga data, soprattutto in caso di consumo di cannabis, in

quanto solitamente consumatori di droghe cosiddette pesanti non raggiungono per

patologie intercorrenti l’età del nostro A.o, siamo probabilmente di fronte a

un caso di sindrome amotivazionale: La sindrome motivazionale è un disturbo

che colpisce molti consumatori cronici di cannabis e in genere di droghe. È

connotata da distraibilità, apatia, riduzione delle attività finalizzate,

incapacità di gestire nuovi problemi, compromissione del giudizio e delle

abilità comunicative, mancanza di ambizione e di progettualità a lungo termine.

Questi sintomi sono nei fatti simili e sovrapponibili a tratti schizoidi, quali

freddezza emozionale, appiattimento affettivo (non depressione del tono

dell’umore).

Tali aspetti rendono questo A.o totalmente

inabile in qualsiasi attività nel mercato del lavoro libero ed anche non

indicato un inserimento in un’attività occupazionale non lucrativa, per il

consumo abituale di canapa.

Osservazioni:

Dall’osservazione odierna e dagli atti medici a

disposizione, non risultano segni o sintomi intuitivi di una psicopatologia

maggiore indipendente dal consumo di sostanze, che possa influenzare ora, o

abbia influenzato in passato, la capacità lavorativa dell’A.o in qualsiasi

attività.” (doc. AI 23-7/8)

2.6

Quanto alla

valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi

importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si

fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal

paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),

che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del

perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto

medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,

ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I

462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF

125.

V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997

pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite

da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono

a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle

inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1

pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata

nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al

principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per

quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il

giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,

il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro

conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa

fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono

ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una

superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI

2001.

pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella DTF 125 V 351 (= SVR

2000.

UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti

allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,

infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie

fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i

quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a

risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non

sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI

2001.

pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto

2006.

concernente un caso di assicurazione

per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio

delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione

per l'invalidità, sottolineando

che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per

principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione

l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

A questo

proposito va ricordato che l'art. 49 OAI così enumera i compiti dei servizi

regionali:

"

1I servizi

medici regionali esaminano le condizioni mediche del diritto alle prestazioni.

Nel quadro della loro competenza medica specifica e delle istruzioni

specializzate di portata generale, essi sono liberi di scegliere i metodi

d'esame idonei.

2Se occorre, i

servizi medici regionali possono eseguire direttamente esami medici sugli

assicurati. Mettono per scritto i risultati degli esami. Una copia dei

risultati degli esame deve essere fornita agli assicurati. È fatto salvo

l'articolo 47 capoverso 2 LPGA.

3Per ogni caso

esaminato, i servizi medici regionali forniscono agli atti AI un rapporto

scritto con i necessari dati. Esso contiene i risultati dell'esame medico e una

raccomandazione sul seguito da dare, dal profilo medico, alla domanda di

prestazioni.

4I servizi

medici regionali sono disponibili a fornire consulenza agli uffici AI della

regione."

Per quel che riguarda i

rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il

giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia

esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in

favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353

consid. 3a)cc); Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.

230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008

del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici

curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato

quanto segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur

probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt

s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF

125.

V 351 consid. 3a p. 352) qui

permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient

de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un

mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I

170.

consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.

2.2.1

et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait

remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et

procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins

traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces

médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été

ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour

remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi

sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la

procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25

aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia

ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La

promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni

sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.

628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in

particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni

sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &

Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni

sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una

richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente

e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative

lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap

nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,

inc. 32.1999.124).

2.7

Nella

concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute

del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione

della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica

agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione

effettuata dal SMR, da considerare dettagliata, approfondita e quindi

rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati.

Il Dr. __________

del SMR nel rapporto medico del 15 marzo 2010 ha diagnosticato “Disturbi psichici dovuti all’uso di cannabinoidi. Pregresso

uso di oppiacei in terapia sostitutiva con metadone.Tratti schizoidi di

personalità DD sindrome motivazionale. Epatite C cronica. Problemi dovuti

all’uscita di prigione (Z 65.2). Uso di droghe (Z 72.2). Monitoraggio per

consumo di droghe (Z 71.5). Problemi legati alle circostanze abitative e

economiche (Z 59)” (doc. AI 23-7).

Secondo

il Dr. __________ l’assicurato è affetto da sindrome motivazionale connotata da

distraibilità, apatia, riduzione delle attività finalizzate, incapacità di

gestire nuovi problemi, compromissione del giudizio e delle abilità

comunicative, mancanza di ambizione e di progettualità a lungo termine.

Il

ricorrente è dunque ritenuto totalmente inabile in qualsiasi attività nel

mercato del lavoro, compreso un inserimento in un’attività occupazionale non

lucrativa, a causa del consumo abituale di canapa. (doc. AI 23-7, la

sottolineatura è del redattore).

Il medico

non ha però rilevato segni o sintomi intuitivi di una psicopatologia maggiore

indipendente dal consumo di sostanze che possa influenzare, o abbia influenzato

la capacità lavorativa di RI 1 (doc. AI 23-7).

Nella

fattispecie la dipendenza dalla droga dell’assicurato non è dunque

la conseguenza di un danno invalidante alla salute fisico o mentale di natura

patologica preesistente, né la ragione di un susseguente notevole danno fisico

e/o mentale quale una durevole lesione cerebro-organico-neurologica oppure un

irreversibile mutamento di natura organica della personalità affettiva (cfr.

consid. 2.4.).

Sia la certificazione del 15 agosto 2009 del

medico curante Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoteria (doc. AI

18-1), che quella del 2 giugno 2009 del Dr. __________, spec. FMH in medicina

interna (doc. AI 16-1), non permettono a questa Corte una diversa valutazione

della fattispecie.

In particolare, il Dr. __________ nel proprio

referto ha diagnosticato anch’egli una “Dipendenza da oppiacei in cura

metadonica (DSM IV: F11.2). Dipendenza da Cannabis (DSM IV: F12.24). Grave

disturbo schizotipico di Personalità (DSM IV: F21). Epatite C cronica, stato

post cura con Interferone” (doc. AI 18-1).

Il medico curante, dopo aver ripercorso il

vissuto dell’assicurato e la dipendenza dagli stupefacenti fin dalla giovane

età, ha certificato un’inabilità lavorativa all’80% riscontrando un “rallentamente

del pensiero e delle funzioni cognitive, difficoltà di attenzione e concentrazione,

scarsa affidabilità, tendenza ad entrare in relazioni conflittuali a causa

dell’ideazione paranoide, fragilità psico-fisica dovuta all’abuso di

sostanze ed alla terapia sostitutiva” (doc. AI 18-2, la sottolineatura

è del redattore).

Il

ricorrente, da parte sua, si è limitato a contestare genericamente il rapporto

medico del SMR rilevando che i suoi problemi di depressione non sono legati

direttamente alla dipendenza, senza tuttavia oggettivare, in alcun modo, le

proprie argomentazioni (doc. I, X).

In data

14.

gennaio 2011 questa Corte ha interpellato il Dr. __________ chiedendogli la

seguente precisazione (doc. AI XIV).

"

(…)

Alla luce della sua valutazione e di quella del

Dr. __________, in particolare della diagnosi di “Disturbi psichici dovuti

all’uso di cannabinoidi. Tratti schizoidi di personalità DD sindrome amotivazionale”

(doc. AI 23-7) e “grave disturbo schizotipico di Personalità (DSM IV: F21)”

(doc. AI 18-1), per quale motivo lei ritiene che il consumo di sostanze

stupefacenti non abbia provocato una psicopatologia maggiore indipendente da

tale consumo (cfr. conclusioni del rapporto, pag. 23-8)?"

Il Dr. __________

nelle annotazioni del 3 marzo 2011, dopo aver precisato che l’assicurato ha più

volte spontaneamente affermato di fare un uso abituale e continuativo di

cannabis ha precisato che “era stata esaminata con cura la documentazione

medica e l’intera storia dell’A.: non era emersa alcuna indicazione di

psicopatologia maggiore primaria, rispettivamente indipendente da consumo

di sostanze” (doc. XVI1, la sottolineatura è del redattore”.

Il medico

ha quindi concluso precisando che durante la visita l’assicurato presentava uno

status psichico del tutto compatibile con disturbi attentivi e di

concentrazione tipici dell’uso abituale di canapa (doc. XVI1).

L’assicurato,

da parte sua, ha in sostanza ribadito quanto già sostenuto in via ricorsuale in

merito al consumo di canapa (doc. XVIII).

La

risposta del Dr. __________ ha dunque permesso di chiarire la questione

controversa (cfr. STF 9C_2003/2008 del 26 marzo 2009). Il TCA non ha quindi

nessuna ragione per scostarsi dalla valutazione del SMR.

Da quanto precede, a mente

di questo Tribunale è da ritenere perciò

dimostrato con il grado di certezza richiesto nelle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati;

DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; DTF 113 V 323 consid. 2a;

DTF 112 V 32 consid. 1c; DTF 111 V 188 consid. 2b; SVR 1996 Nr. 85 pag.

269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 p. 210/211), che l’assicurato,

non è da ritenere invalido ai sensi della LAI, in quanto la tossicomania non ha

provocato una malattia o un infortunio in seguito alla quale o per cui

l’assicurato ha subìto un danno alla salute fisica o mentale che riduce la

capacità al guadagno, né tantomeno essa risulta da un tale danno con valore di

malattia (cfr. consid. 2.4.).

A giusta

ragione, quindi, l'UAI ha respinto la domanda di prestazioni.

Ne

consegue la conferma del querelato provvedimento e la reiezione del gravame.

2.8

Secondo

l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle

spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009

del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell'assicurato.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’assicurato ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster