32.2010.270
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4 aprile 2011Italiano29 min
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Numero d'incarto:
32.2010.270
Data decisione, Autorità:
04.04.2011, TCA
Titolo:
TCA non può confermare la decisione dell'UAI di non entrata in materia sulla nuova richiesta di prestazioni dell'assicurato,poiché quest'ultimo ha apportato degli elementi oggettivi in grado di rendere verosimile un'evoluzione delle sue patologie.Rinvio atti affinché UAI entri nel merito
NON ENTRATA IN MATERIA
NUOVA DOMANDA
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
art. 4 cpv. 1 LAI
art. 28 cpv. 2 LAI
art. 69 cpv. 1bis LAI
art. 16 LPGA
art. 87 cpv. 3 OAI
Raccomandata
Incarto n.
32.2010.270
cr/sc
Lugano
4 aprile 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattrice:
Cinzia Raffa
Somaini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 settembre 2010
di
RI 1
contro
la decisione del 9 settembre 2010 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1, nato
nel 1953, in precedenza attivo in qualità di gerente di una società attiva
nella manutenzione dei giardini e come viticoltore indipendente, in data 31
maggio 2005 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti, a causa dei
problemi derivanti da “mal di schiena - Morbo di Bechterew” (doc. 1/1-7).
Esperiti
gli accertamenti del caso, tra cui un rapporto d’inchiesta per l’attività
professionale indipendente (doc. 19), con progetto di decisione del 23 marzo
2007 (doc. 53/1-3), poi confermato con decisione del 5 luglio 2007 (doc. 62/1-4),
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, ritenuto un grado di
invalidità inferiore al 40%.
Questa
decisione è cresciuta, incontestata, in giudicato.
1.2. In data 5
maggio 2010 l’assicurato ha inoltrato una comunicazione di rilevamento
tempestivo (doc. 66/1-2).
A seguito
di tale comunicazione, l’Ufficio AI, rilevato che con decisione del 5 luglio
2007 l’amministrazione ha già respinto una precedente richiesta di prestazioni
AI, ha informato l’interessato che “nel caso intendesse nuovamente richiedere
prestazioni AI, le chiediamo di voler produrre entro 30 giorni la
documentazione medica che comprovi un eventuale peggioramento del suo stato di
salute con una conseguente incidenza sulla sua capacità lavorativa attuale,
specificante da quando esso è avvenuto. Tale certificazione deve esplicitare
quale sono le patologie di cui soffre. Conformemente all’art. 87 cpv. 3 e 4
dell’Ordinanza AI potremmo entrare nel merito unicamente se fossero assolte le
dette condizioni” (doc. 67-1).
Con
progetto di decisione del 28 giugno 2010 l’UAI ha deciso di non entrare in
materia sulla nuova richiesta di prestazioni, rilevando che l’assicurato “non
ha credibilmente dimostrato che dopo l’emissione della precedente decisione, le
circostanze oggettive abbiano subito una modifica rilevante ai fini del diritto
alle prestazioni. Una nuova valutazione di una condizione invariata non è
possibile” (doc. 73-1).
1.3. In sede di
osservazioni l’assicurato ha trasmesso all’amministrazione della documentazione
(doc. 75 e 76).
1.4. Con la
decisione del 9 settembre 2010 l’UAI, dopo aver sottoposto la documentazione
medica trasmessa dall’assicurato al vaglio del SMR, ha confermato la non
entrata in materia sulla nuova richiesta di prestazioni (doc. A1).
1.5. Contro
questa decisione l’assicurato ha inoltrato un ricorso al TCA, postulando
l’annullamento della decisione impugnata e l’esecuzione di una perizia
reumatologica, come richiesto dai suoi medici curanti (doc. I).
1.6. A seguito
del decreto di completazione del ricorso del 30 settembre 2010 (doc. II), con
scritto dell’8 ottobre 2010 l’assicurato ha rilevato di essere affetto,
dall’età di 40 anni, dal Morbo di Bechterew.
Egli ha sottolineato
che, “nel corso degli anni, la malattia è progredita, accentuando notevolmente
Fatti
i vari disturbi motori, articolari e all’occhio sinistro (in cura dal dr. __________)”,
di modo che “al mattino, quando mi alzo, ho bisogno di almeno 1 ora di
ginnastica per rimettermi “in forma” per poter lavorare”.
Ha
aggiunto di essere in cura da diversi anni presso il dr. __________ e, da 5
anni, presso il dr. __________ “che mi segue con un trattamento di iniezioni”.
Il
ricorrente ha rilevato che, “nonostante le cure, la fisioterapia, ecc., i
dolori e i fastidi associati a questo morbo persistono riducendo notevolmente
la mia capacità lavorativa con un massimo di 4 ore al giorno”.
Alla luce
di queste considerazioni, egli ha chiesto che “mi venga accordata una visita di
controllo AI, come richiesto anche dai miei medici curanti, motivata dal fatto
che comunque i dolori e i disagi progrediscono” (doc. III).
1.7. L’Ufficio AI,
in risposta - dopo aver rilevato che in sede ricorsuale l’assicurato si è
limitato a produrre gli stessi referti medici già esaminati dal SMR, mentre che
per la prima volta è stata sollevata l’esistenza di una problematica
oftalmologica, non comprovata da adeguati referti medici - ne ha chiesto la
reiezione (doc. VI).
1.8. In data 10
novembre 2010, l’assicurato ha ribadito il carattere evolutivo del morbo che lo
affligge e che lo ha costretto a ridurre al 50% la sua attività già a partire
dal 2004, chiedendo ancora una volta di essere sottoposto agli esami medici del
caso, a conferma di quanto da lui asserito e confermato dai suoi medici curanti
(doc. VIII).
1.9. Con
osservazioni del 22 novembre 2010, l’Ufficio AI ha ribadito quanto già indicato
in sede di risposta di causa, facendo notare che il referto del dr. __________
è già stato considerato dal SMR nell’annotazione del 10 giugno 2010 (doc. X).
1.10. Con scritto
del 29 novembre 2010, l’assicurato ha ribadito le sue richieste ricorsuali,
chiedendo inoltre che la sua pratica non venga più seguita dalla giurista
incaricata dell’Ufficio AI “poiché non mi ritengo soddisfatto del suo operato”
(doc. XII).
Tale
scritto dell’assicurato è stato trasmesso all’amministrazione (doc. XIII), per
conoscenza.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).
Nel
merito
2.2. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in:
Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
L’art. 28
cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Questa graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore
dal 1° gennaio 2008.
Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).
2.3. Qualora una
prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità era
insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Se tale condizione non è soddisfatta
l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in
tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile
di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare
nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; DTF 117 V 198 consid. 4b;
DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitäts-verlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86; Valterio, Droit et
pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pag. 270).
Se
l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la
fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la
modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è
effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per
analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1
LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 pag. 8; Rüedi,
Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in
Schaffauer/Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198). In particolare, la costante
giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non
solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid.
3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque
necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano
subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. D'altra parte
la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma
piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni caso la revisione
della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della
decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38 consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del
29 aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).
Nella
sentenza pubblicata in DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che
nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento,
il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati
d'ufficio dal giudice, non risulta essere applicabile. Solo se nella nuova
domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non
rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi
di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all'interessato un termine
per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in caso
contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).
Infine, se
l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in materia,
il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di
entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova
richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia,
ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile
dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b;
DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).
La giurisprudenza sopra
menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio
2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (STFA I 734/05
dell’8 marzo 2006).
2.4. Nel caso in esame, avendo l’Ufficio
AI emanato una decisione di non entrata in materia, il TCA è
unicamente chiamato a stabilire se l’amministrazione ha correttamente oppure no
rifiutato di esaminare il merito della richiesta.
Nella
decisione del 5 luglio 2007, l’amministrazione ha respinto la richiesta di
prestazioni dell’assicurato fondandosi, dal profilo medico, sul rapporto medico
del SMR del 31 agosto 2005, nel quale è stata posta la diagnosi principale di
“malattia di Bechterew con manifestazioni sistemiche ed uveite a sinistra
(1994)”, mentre quali diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa quelle
di “stato dopo epatite virale B; stato dopo frattura della rotula sinistra
(1984); stato dopo frattura del gomito sinistro (1973); stato dopo frattura
della tibia e del perone sinistro, osteosintesi (1968); ernia inguinale a
destra; abuso di nicotina” (doc. 15-1).
Quali
limiti funzionali il medico del SMR ha indicato che l’assicurato è “abile al
lavoro in misura totale per lavori fisicamente leggeri che si svolgono in parte
in posizione seduta e permettono di cambiare posizione ogni ora. Non può
eseguire lavori pesanti (alzare e spostare pesi superiori a 15 kg, lavori con il tronco in anteflessione o in posizioni inergonomiche)”.
Quanto
alla capacità lavorativa, il medico del SMR ha ritenuto l’assicurato, a partire
dal mese di luglio 2004, inabile al lavoro al 50% nella sua professione, ma
inabile al lavoro al 20% (da intendersi come riduzione del rendimento per
esacerbazioni frequenti) in attività adeguate, rispettose delle sue limitazioni
funzionali (doc. 15-2).
Questo rapporto del medico SMR si fondava sulla
valutazione del 22 febbraio 2005 eseguita per conto dell’assicuratore malattia
da parte del dr. ____________________, spec. FMH in medicina generale, il quale
aveva posto le diagnosi di “Morbo di Bechterew con sacro-ileite sintomatica ed
uveite sinistra persistente; stato di epatite B; ernia inguinale destra; stato
da frattura tibia e perone sinistro, patella sinistra, gomito sinistro, polso
destro” (doc. 1-12 inc. Cassa malati).
Il dr. __________ aveva osservato:
"
(…)
Il paziente presenta un morbo di Bechterew con
una sintomatologia divenuta sistemica nel corso degli ultimi due anni: in
qualità di giardiniere-boscaiolo, è giustificata un’incapacità al lavoro del
50% dallo scorso 27 luglio 2004.
Purtroppo la prognosi di tale patologia non è
favorevole, motivo per cui sarà da prevedere un’inabilità al lavoro sia
parziale di lunga durata, come pure è ipotizzabile un’invalidità completa
duratura nel corso dei prossimi anni.
È pertanto giustificato mantenere l’inabilità al
lavoro al 50% a lunga scadenza.
Chiedo pertanto alla spettabile __________ di
richiedere un ulteriore certificato inerente l’incapacità al lavoro al medico
curante dr. __________ fra circa 4-6 mesi.”
(Doc. 1-12 inc. Cassa malati)
Dal
profilo economico, nella decisione del 5 luglio 2007, l’Ufficio AI, dopo avere fatto eseguire, alla luce dell’attività in parte
indipendente dell’assicurato, un’indagine in loco ad opera del Servizio
ispettorato dell’AI e avere ritenuto esigibile, nel rispetto dell’obbligo di
riduzione del danno, un cambiamento di attività, ha quindi fissato al 28% il
grado di invalidità dell’assicurato (doc. 62).
Nell’ambito della nuova richiesta di prestazioni,
l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio AI i seguenti
referti medici:
-
referto del 17 luglio 2007 del dr. __________,
spec. FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, indirizzato
all’assicuratore malattia, del seguente tenore:
" Il
paziente a margine è affetto da una spondartropatia sieronegativa HLA-B27
positiva (Morbo di Bechterew), complicata da uveiti recidivanti (diagnosi posta
alcuni anni fa).
Ultimamente la
sintomatologia dolorosa vertebrale diventa sempre più insistente e ribelle ai
FANS assunti (100-200 mg di Indometacin al giorno), compromettendo anche le
prestazioni fisiche e professionali (giardiniere forestale in proprio).
A questo punto
ritengo indicato un potenziamento della cura con l’introduzione di un inibitore
del TNF-alfa, non da ultimo per non compromettere la capacità lavorativa del
paziente. Gli accertamenti effettuati non evidenziano controindicazioni per la
terapia.
Considerandi
Chiedo quindi
gentilmente il benestare da parte della Cassa malati per poter introdurre
l’Humira nel consueto dosaggio di 40 mg s.c. ogni 2 settimane.
Resto a disposizione
per ulteriori informazioni.” (Doc. 64-1)
-
referto del 17 maggio 2010 del dr. __________,
all’attenzione dell’Ufficio AI, secondo cui:
" Confermo
di seguire il paziente a margine da giugno 2007 per la diagnosi seguente:
o
Morbo di Bechterew HLA/B27 positivo, associato
ad uveiti recidivanti
Il paziente mi è stato indirizzato per una presa a carico
della suddetta diagnosi, con manifestazioni cliniche dal lato reumatologico in
particolare al livello gluteale bilateralmente con irradiazioni agli arti
inferiori, il tutto con caratteristiche infiammatorie (dolori notturni,
difficoltà nell’avviarsi di mattina) ma con una componente anche meccanica
(difficoltà nell’alzare pesi, ecc.).
In considerazione della resistenza terapeutica per quanto
riguarda la sintomatologia clinica ai FANS assunti (Indometacin, 100 mg al
giorno) si è deciso per l’introduzione di un trattamento di base con Adalimumab
(Humira), terapia in corso da novembre 2007 con un decorso clinico discreto che
ha permesso di ridurre l’assunzione di FANS.
Sul piano funzionale persiste una limitazione della mobilità
lombare in tutte le direzioni di -1/3 con la sollecitazione di dolori gluteali
bilateralmente. Non vi sono segni per una partecipazione periferica della
spondartropatia.
Il paziente gestisce una piccola azienda (giardiniere con
interventi anche forestali), attività che lo impegna fisicamente. La patologia
reumatologica riduce chiaramente la sua caricabilità fisica. Nell’ottica di ciò
ritengo credibili le sue affermazioni di ingravescenti difficoltà nello
svolgere il suo lavoro. Non sono però in grado di giudicare il reale impatto
dell’affezione sul suo rendimento.
L’eventuale diritto a prestazioni da parte dell’AI andrebbe
secondo me valutato nell’ambito di una perizia reumatologica abbinato ad
un’inchiesta nell’azienda per verificare le sue mansioni svolte).” (Doc. 68)
-
referto del 29 maggio 2010 del dr. __________,
spec. FMH in medicina interna, indirizzato all’Ufficio AI,
del seguente tenore:
" Confermo
di avere seguito in passato e saltuariamente anche attualmente il paziente
sopraccitato in cura a causa di:
o
malattia di Bechterew HLA B27 positivo e stato
da uveiti recidivanti
o
stato da epatite B
o
stato da frattura rotula sinistra e gomito
sinistro
Il paziente da anni lamenta dolori a livello lombare
irradianti al gluteo bilateralmente e al III prossimale degli arti inferiori.
Dolori di tipo infiammatorio, presenti indipendentemente
dall’attività svolta ma esacerbati con i lavori fisici eseguiti.
Ricordo che il paziente gestisce una ditta che si occupa di
giardinaggio con interventi forestali nonché coltivazione di importanti aree di
vigneti.
La sintomatologia lamentata dal signor RI 1 è sicuramente
credibile, la limitazione dell’attività lavorativa pure. In considerazione di
quanto sopra esposto riterrei senz’altro indicata una perizia reumatologica
come già richiesta dal collega dr. __________” (Doc. 69-1)
Al riguardo, nelle sue annotazioni del 10 giugno
2010, il dr. __________ del SMR ha osservato:
"
Assicurato nato nel 1953, gerente società __________
(lavori forestali, commercio legna, manutenzione giardini, gestione vigneti) +
viticoltore indipendente
Diagnosi: malattia di Bechterew con
manifestazioni sistemiche e uveite a sinistra
Valutazione 2005 medico teorica: IL 50% in
attività abituale, 20% in attività adatta
Nuova richiesta 5.5.2010:
rapporto __________ del 17.5.2010:
- sul
piano funzionale persiste limitazione della mobilità lombare di 1/3
- la
patologia reumatologica riduce chiaramente la sua caricabilità fisica
- non
sono in grado di giudicare il reale impatto dell’affezione sul suo rendimento
lettera del dr. __________ del 29.5.2010:
- il paziente da
anni lamenta dolori a livello lombare
- ritiene indicata
perizia reumatologica
Valutazione:
dall’attuale documentazione non risulta
documentata una sostanziale modifica dello stato di salute dell’assicurato
rispetto al 2007: limitazione della mobilità sempre di 1/3, ridotta
caricabilità già riconosciuta in passato.” (Doc. 70-1)
Nell’ambito
delle osservazioni al progetto di decisione del 28 giugno 2010 di non entrata
in materia sulla nuova domanda di prestazioni AI, l’assicurato ha prodotto un
referto, datato 26 luglio 2010, nel quale il dr. __________ ha osservato:
"
Confermo che il paziente sopraccitato si trova
in mia cura a causa di malattia. In aggiunta al certificato precedente del
29.05.2010
tengo a precisare che le condizioni di salute del paziente sono
peggiorate in questi ultimi anni con limitazione dell’attività lavorativa. La
malattia è da considerarsi quindi in evoluzione.” (Doc. 75-1)
Nelle annotazioni mediche del 7 settembre 2010,
il dr. __________ del SMR ha precisato:
"
Attuale documentazione già in pratica nota.
Si conferma presa di posizione del 10.6.2010.”
(Doc. 78-1)
In corso
di causa l’assicurato ha trasmesso al TCA un certificato del 9 novembre 2010
del dr. __________, spec. FMH in oftalmologia, del seguente tenore:
"
Seguo il signor RI 1 dal 2004 a causa di uveiti anteriori recidivanti correlate direttamente alla sua malattia primaria (Morbo
di Bechterew).
Al momento la situazione è abbastanza stabile, in
questi sei anni tuttavia il paziente ha avuto cinque recidivi.
Questa malattia può causare delle complicazioni
oculari quali glaucoma secondario post-uveitico e cataratta.
Il paziente deve sottoporsi a regolari controlli
oculistici, questi controlli diventano urgenti in caso di infiammazione.” (Doc.
C2)
2.5
Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate.
Determinante
quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine
del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto
(STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160
consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989.
pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001.
pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000.
UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001.
pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006.
concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione
l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)
Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato
quanto segue:
"
(…)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur
probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat
d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4
p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I
514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée
par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du
seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire.
Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments
objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui
sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de
l'expert.(…)
2.6
Alla luce della documentazione medica prodotta
dall’assicurato, questo Tribunale ritiene che, a torto, l’Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova domanda di prestazioni
inoltrata dall’assicurato.
A fronte
infatti dei referti medici con i quali sia il dr. __________, che il dr. __________,
hanno chiesto all’Ufficio AI di effettuare una
valutazione peritale reumatologica, l’amministrazione non poteva limitarsi -
come ha fatto – a ritenere che non vi fosse stato alcun cambiamento dello stato
di salute dell’interessato, con la motivazione che, come indicato dal dr. __________
del SMR, “la limitazione della mobilità è sempre di 1/3 e la ridotta
caricabilità era già riconosciuta in passato” (doc. 70-1).
Se infatti, da una parte, è vero, come ritenuto
dal medico SMR, che già nella valutazione del 22 febbraio 2005 eseguita per
conto dell’assicuratore malattia, il dr. __________ aveva indicato, descrivendo
l’apparato locomotorio, che la colonna vertebrale presentava una “flessione
laterale lombare ridotta di 1/3 in ambo i sensi” (cfr. doc. 1-11 inc. Cassa
malati), è, d’altra parte, altrettanto vero che lo stesso dr. __________ aveva
concluso che “purtroppo la prognosi di tale patologia (morbo di Bechterew,
n.d.r.) non è favorevole, motivo per cui sarà da prevedere un’inabilità al
lavoro sia parziale di lunga durata, come pure è ipotizzabile un’invalidità
completa duratura nel corso dei prossimi anni” (doc. 1-12 inc. Cassa malati).
Nonostante questa chiara indicazione di una
prognosi sfavorevole - che avrebbe comportato un’inabilità lavorativa
importante e duratura - il dr. __________ del SMR non ha ritenuto opportuno
procedere ad un aggiornamento peritale reumatologico delle condizioni di salute
dell’interessato, malgrado ciò sia stato espressamente richiesto sia dal dr. __________,
sia dal dr. __________ (cfr. doc. 68, 69, 75).
Il TCA non può concordare con l’opinione del
medico del SMR.
Questa Corte ritiene infatti, contrariamente a
quanto preteso dall’Ufficio AI, che l’assicurato abbia
apportato degli elementi oggettivi in grado di rendere verosimile un’evoluzione
delle sue patologie, che avrebbero dovuto essere indagati dall’amministrazione
entrando nel merito della nuova richiesta di prestazioni dell’interessato.
Il dr. __________, difatti, nel suo scritto del
17.
maggio 2010, dopo avere descritto la nuova farmacoterapia prescritta
all’assicurato, a fronte di una “resistenza terapeutica per quanto riguarda la
sintomatologia clinica ai FANS assunti” (doc. 68-1), ha espressamente indicato
di ritenere “credibili le sue affermazioni di ingravescenti difficoltà nello
svolgere il suo lavoro”, aggiungendo di non essere tuttavia “in grado di
giudicare il reale impatto dell’affezione sul suo rendimento” e ritenendo
quindi opportuno che “l’eventuale diritto a prestazioni da parte dell’AI
andrebbe quindi valutato nell’ambito di una perizia reumatologica abbinata ad
un’inchiesta nell’azienda per verificare le sue mansioni svolte” (doc. 68).
Il dr. __________ dal canto suo, nello scritto
del 29 maggio 2010, ha espressamente indicato che i dolori risentiti da anni
dall’assicurato “sono presenti indipendentemente dall’attività svolta ma
esacerbati con i lavori fisici eseguiti”, sottolineando come “la sintomatologia
lamentata dal signor RI 1 è sicuramente credibile, la limitazione dell’attività
lavorativa pure”, chiedendo quindi all’amministrazione di eseguire una perizia
reumatologica (doc. 69-1).
Nello scritto del 26 luglio 2010, inoltre, il dr.
__________ ha espressamente rilevato che “le condizioni di salute del paziente
sono peggiorate in questi ultimi anni con limitazione dell’attività lavorativa.
La malattia è da considerare quindi in evoluzione” (doc. 75-1).
A fronte degli elementi sopra esposti, a comprova
della natura evolutiva delle patologie dell’interessato e ritenuta la prognosi
sfavorevole già indicata dal dr. __________ nella valutazione del 22 febbraio
2005, questo Tribunale deve concludere che, conformemente alla giurisprudenza
sopraesposta (cfr. consid. 2.3.), la documentazione medica prodotta
dall’assicurato rende verosimile un peggioramento della situazione
valetudinaria ed è quindi a torto che l’amministrazione non è entrata nel
merito della domanda di prestazioni.
Di
conseguenza la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati
all’amministrazione perché entri nel merito della nuova domanda ed esamini,
tramite l’esecuzione di una perizia che tenga conto di tutte le patologie di
cui soffre l’interessato, ivi comprese le uveiti recidivanti
correlate al Morbo di Bechterew, se la modifica delle circostanze resa
attendibile in questa sede sia effettivamente avvenuta e, nell’affermativa, in
che misura essa incida sui presupposti del diritto a prestazioni e sulla
capacità di guadagno dell’assicurato.
2.7
Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402).
Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'Ufficio AI.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione del 9 settembre 2010 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.6..
2. Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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