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Decisione

32.2010.301

Domanda di rendita respinta. Assicurato deceduto prima dell'inoltro del ricorso

15 settembre 2011Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

2.3. In

lite è il diritto di ____________________ ad una rendita d’invali-dità.

2.4. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,

malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la

surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere

sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance

invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band

XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).

Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera

se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno

al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di

rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai

sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità

e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio

di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali

di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe

potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,

op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.

264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire

se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,

benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84);

2.5. Nel

caso in esame, fondandosi sugli atti medici di cui all’in-serto, in particolare

il rapporto 5 gennaio 2010 del dr. __________, pneumologo curante, con annotazioni

6 aprile 2010 il dr. __________ del SMR ha rilevato:

"

Per valutazione del caso

vedasi annotazioni del medico SMR del 07.12.2009.

L'ecocardiogramma eseguito in data 21.01.2010 su

indicazione di ipertensione polmonare, a parte una lieve ipertrofia ecocentrica

del ventricolo destro con buona funzione sistolica, è risultato normale.

Dall'ultimo rapporto medico del pneumologo curante Dr. __________

datato 05.10.2010 si evince che la malattia broncopolmonare dell'A. ha comunque

una prognosi ridotta con dispnea allo sforzo e limitazione oggettiva con

desaturazione sotto sforzo, riduzione del volume di ossigeno ed esaurimento di

riserve respiratorie.

Pertanto, nonostante a livello cardiaco la situazione è

verosimilmente normale, l'A. sarà da considerare inabile, come certificato,

nella misura del 100% dal 05.03.2009 in ogni attività lavorativa, con riduzione

della CL nella misura del 50% dal 29.05.2009 in attività medio-pesanti (in

attività pesanti continua una IL totale), considerando l'adattamento allo

sforzo e riduzione dell'esposizione alla polvere.

Possiamo considerare l'A. abile in ogni attività

lavorativa leggera, sempre a partire dal 29.05.2009, rispettosa dei seguenti

limiti funzionali:

non può svolgere attività dal carico discontinuo,

prevalentemente camminando (su terreni accidentati), sollevare/trasportare pesi

(vicino/lontano dal corpo), salire le scale, chinarsi,esporsi ad ambienti

polverosi.

Revisione del caso fra un anno." (Doc. AI 49/1)

L’insorgente

contesta la conclusione del SMR circa un’abilità lavorativa del 100% in

attività adeguate, sostenendo come l’attività svolta al 50% (preparazione e

sorveglianza degli impianti di pulizia; cfr. questionario del datore di lavoro

del 19 ottobre 2010, in doc. AI) sia leggera e come nel succitato rap-porto il dr.

__________ ha attestato una capacità lavorativa del 50% in attività adeguate. Nondimeno

l’assicurato stesso non aveva escluso di poter svolgere la propria attività al

100% (“Al momento continua a lavorare al 50% e si trova bene, gli andrebbe

bene continuare così. Dove lavora adesso potrebbe lavorare al 100%”;

rapporto 10 febbraio 2010 del consulente IP; doc. AI 43-1).

Il

succitato specialista ha valutato una totale incapacità lavorativa in lavori

pesanti e una capacità del 50% in lavori medio-pesanti. Inoltre ha

indicato le limitazioni fisiche che, come rettamente evidenziato dal dr. __________

del SMR nelle annotazioni 4 ottobre 2010 (doc. AI 65-11), corrispondono ad una

tipologia lavorativa leggera esigibile al 100%.

Per

questi motivi, lo scrivente TCA condivide la valutazione medico teorica effettuata

dall’Ufficio AI.

2.6. Con

il ricorso è stato prodotto il certificato 20 ottobre 2010 del dr. __________,

avente il seguente tenore:

"

Il paziente è inabile al

lavoro al 100% dal 31.08.10 causa inizialmente stato febbrile, tosse, catarro,

in seguito polialgie, dolori cervicali, enterite, epistassi, forti edemi

pretibiali bilaterali non regrediti malgrado la terapia con Torem.

Un'iniezione di Kenacort A40 effettuata in settembre

non ha portato che un modico miglioramento della sintomatologia asmatica.

Tachicardia sinusale, extrasistole sopraventricolare ed un ingrandimento

atriale sx. Non escludo una nuova visita da parte del medico cardiologo.

Labor del 14.10.10: CDT, YGT aumentati, il paziente

stesso dichiara di bere almeno 1 litro di birra e mezzo litro di vino al

giorno. (Vedi risultati allegati). Gli ho consigliato di diminuire l'apporto di

alcolici." (Doc. A4)

Orbene,

contrariamente a quanto sostenuto in sede di risposta, secondo questa Corte non

è necessario richiedere al dr. __________ un rapporto al fine di definire la

residua capacità lavorativa dell’interessato sino al suo decesso. Infatti, volendo

ammettere – per ipotesi di lavoro – un peggioramento al 30 a-gosto 2010 della

capacità lavorativa nella misura del 100%, ai sensi dell’art. 88a cpv. 2 OAI tale

modifica esplicherebbe gli effetti legali solo dal 1° dicembre 2010, ossia dopo

tre mesi. Tenuto conto che l’assicurato è deceduto il 10 novembre 2010 (VI/2), il

peggioramento non può essere considerato.

2.7. Per quel che concerne

l’aspetto economico, nel rapporto finale 21 luglio 2010 la consulente in

integrazione professionale, tenendo conto delle limitazioni mediche, ha

ritenuto che nel caso in esame non sono dati i presupposti per intraprendere

una riqualifica professionale, precisando inoltre la presenza sul mercato del lavoro

di attività direttamente accessibili al-l’assicurato (doc. AI 57).

Quale reddito

da valido la consulente, fondandosi sui dati forniti dal datore di lavoro,

ha considerato un importo di fr. 73’626.-- relativi al 2009 in mancanza di dati salariali del 2010.

Per

quel che concerne il reddito da invalido, secondo la giurisprudenza, lo stesso è determinato sulla base della situazione

professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo

sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che

il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca

un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e

riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché

l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito

da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado

di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi

dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi

nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC

1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b). Inoltre, va rilevato che,

secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della

particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,

nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non

possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in

lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello

medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario

teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo,

come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse

di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito

del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale

procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il

giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello

degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc). L’Alta Corte ha

stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni

economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento

TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di

statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei

valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del

5 settembre 2006).

Se

una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un reddito

considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente

accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone.

In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido

aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo

capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante

una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre

esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla

base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto presente che i

fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo

dei redditi di raffronto non possono essere presi in considerazione una seconda

volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali (DTF 134 V 322).

Quando

il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto

nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo stabilito, anche in

casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid.

4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5 % dal

salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla

media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare – soddisfatte

le ulteriori condizioni – un parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando

però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente

la soglia del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid.

5.5).

Nel

caso di specie, la consulente, conformemente alla citata giurisprudenza, ha

utilizzato i dati salariali forniti dalla tabella TA1

elaborata dall'Ufficio federale di statistica e relativa ad una professione che

presuppone qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a

proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.

RAMI 2001 U 439, pp. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pp. 47ss.), riconoscendo una

riduzione del 18% per motivi personali e determinando in tal modo un reddito da

invalido di fr. 50’220.--. Dal raffronto dei redditi è risultato un grado d’invalidità

non pensionabile del 32%.

Tale

modo di procedere è stato vagliato dal TCA e risulta corretto.

Ne

consegue la conferma della decisione impugnata e la re-iezione del ricorso.

2.8. Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico di __________.

Per

questi motivi

dichiara

e pronuncia

1. Il

ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

Considerandi

2.

Le

spese, per fr. 500.--, sono poste a carico di __________.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

giudice Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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