32.2010.325
Ricorso accolto. Alla luce delle divergenze fra la perizia svolta in ambito di assicurazione militare e i referti dei medici curanti specialisti, l'incarto è retrocesso all'amministrazione per un nuov
9 maggio 2011Italiano49 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2010.325
Data decisione, Autorità:
09.05.2011, TCA
Titolo:
Ricorso accolto. Alla luce delle divergenze fra la perizia svolta in ambito di assicurazione militare e i referti dei medici curanti specialisti, l'incarto è retrocesso all'amministrazione per un nuovo accertamento ortopedico
AFFEZIONE PSICHICA
DECORRENZA DELLA RENDITA
DIRITTO ALLA RENDITA
PERIZIA
RENDITA
RENDITA LIMITATA
UFFICIO ASSICURAZIONE INVALIDITÀ
art. 4 cpv. 1 LAI
art. 28 cpv. 2 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 17 cpv. 1 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2010.325
LG/sc
Lugano
9 maggio 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 18 novembre 2010
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 28 ottobre 2010 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1, nato
nel 1977, da ultimo attivo in qualità di cuoco/esercente, in data 29 maggio 2008 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per le sequele di
una lussazione alla spalla destra avvenuta durante la scuola reclute del 1999 (doc.
AI 15-1).
Il caso è
stato assunto dall’assicurazione militare (doc. AMF 29-1).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con decisione del 17 settembre
2009 (doc. AI 45-1), preavvisata con progetto del 26 maggio 2009 (doc. AI 40-1)
ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera d’invalidità (grado 100%) dal
1° settembre 2006, ma versata unicamente a partire dal 1° maggio 2007 (essendo
la domanda tardiva), sino al 31 gennaio 2009.
1.3. Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dallo RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale il riconoscimento di una
rendita intera d’invalidità dal 1° maggio 2007 a tempo indeterminato, e in via subordinata il rinvio degli atti all’Ufficio AI per nuovi
accertamenti medici (doc. AI 53-3).
A
sostegno delle proprie argomentazioni l’insorgente ha, in particolare, prodotto
il referto del Dr. __________ dell’Ospedale Regionale di __________ (doc. AI
53-33).
1.4. In risposta
l’UAI, dopo aver sottoposto al vaglio del SMR il referto del Dr. __________, ha
invitato il ricorrente ad oggettivare la patologia psichiatrica, di cui ha
fatto cenno il medico curante, ed ha poi postulato la conferma del
provvedimento impugnato (doc. AI 56-1).
1.5. Il 20
novembre 2009 l’insorgente ha prodotto il rapporto del 2 novembre 2009 del Dr. __________
del Centro per la Terapia del Dolore __________ (doc. AI 58-2+3), mentre il 25
novembre 2009 ha inviato al TCA il referto del 23 novembre 2009 del Servizio di
psichiatria e di psicologia medica di __________ (doc. AI 59-3).
1.6. Con le
osservazioni del 7 dicembre 2009 l’UAI, dopo aver sottoposto la nuova
documentazione medica all’esame del SMR, ha proposto in via principale la
retrocessione degli atti all’amministrazione per un accertamento peritale di
carattere psichiatrico con protesta di tasse, spese e ripetitibili, e in via
subordinata la reiezione del ricorso (doc. AI 63-1).
1.7. Il 18
dicembre 2009 il rappresentante dell’assicurato ha preso atto della proposta
dell’UAI di retrocessione degli atti per nuovi accertamenti medici e contestato
l’attribuzione delle spese e delle ripetibili all’insorgente (doc. AI 64-3).
1.8. Il 29
gennaio 2010 l’avv. RA 1 ha confermato l’accordo dell’assicurato alla
retrocessione dell’incarto e la rivendicazione di tasse, spese e ripetibili
(doc. AI 67-2).
1.9. Questa Corte
con decreto dell’11 febbraio 2010 ha stralciato la causa dai ruoli per
intervenuta transazione (cfr. inc. 32.2009.178, doc. AI 68-1).
1.10. Il 23
febbraio 2010 l’UAI ha predisposto un accertamento medico psichiatrico presso
il Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali di __________ che ha avuto
luogo in data 17 marzo 2010 (doc. AI 77-1).
1.11. Esperito tale
accertamento e una nuova valutazione economica (doc. AI 83-1), l’UAI con
decisione del 28 ottobre 2010 (doc. AI 91-1), preavvisata con progetto del 24
agosto 2010 (doc. AI 85-1) ha attribuito all’assicurato una rendita intera
d’invalidità (grado 100%) dal 1° settembre 2006, versata a decorrere dal 1°
maggio 2007 ex art. 48 LAI (domanda tardiva), sino al 31 marzo 2009 e una mezza
rendita (grado 53%) limitatamente al periodo compreso tra il 1° aprile 2009 e
il 31 marzo 2010, per poi negarla successivamente non essendo il grado
d’invalidità pensionabile.
1.12. Contro questa
decisione l’assicurato, sempre rappresentato dallo RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’assegnazione di una
rendita del 100% dal 1° settembre 2009 e in via subordinata il rinvio degli
atti all’amministrazione affinché approfondisca la patologia psichiatrica (doc.
I).
Secondo
il ricorrente l’UAI avrebbe disatteso le indicazioni del TCA contenute nel
decreto di stralcio dell’11 febbraio 2010. Nella decisione impugnata vengono
infatti elencati i limiti funzionali dell’assicurato e le attività semplici e
ripetitive ritenute esigibili senza alcun riferimento agli aspetti psichiatrici
ed all’eventuale esame delle conseguenze, in termini di incapacità lavorativa,
derivanti dalla dipendenza medicamentosa (doc. I).
L’avv. RA
1 ha lamentato la mancata ricezione del rapporto del Centro peritale delle
assicurazioni sociali, le cui conclusioni non sarebbero state – secondo il
legale – nemmeno considerate nel provvedimento impugnato che si concentrerebbe
unicamente sulle limitazioni di natura fisica (doc. I).
A
sostegno delle proprie argomentazioni egli ha fatto riferimento agli scritti
del Dr. __________ del 7 luglio 2010 (doc. AI 87-11) e del 21 agosto 2010 (doc.
AI 87-13) prodotti in sede di osservazioni al progetto di decisione del 24
agosto 2010.
A mente
dell’insorgente l’UAI avrebbe misconosciuto il quadro psichiatrico di RI 1, vieppiù
peggiorato, e che unitamente alla patologia fisica condurrebbero ad una piena
inabilità lavorativa dell’assicurato (doc. I).
In
conclusione l’avv. RA 1 ha sottolineato che “una decisione di diniego della
rendita d’invalidità che non consideri il possibile esito positivo della
procedura pendente innanzi alla __________ appare sicuramente prematura e,
ancora una volta pregiudizievole per il signor RI 1” (doc. I, pag. 7).
1.13. In data 26
novembre 2010 il legale di RI 1 ha prodotto il certificato medico del 15
novembre 2010 del Dr. __________ (doc. IV+B).
1.14. In risposta
l’UAI, fondandosi sulla valutazione del 7 ottobre 2008 del Dr. __________ in
ambito di assicurazione militare e sulla perizia del Centro peritale per le
assicurazioni sociali, nonché su quelle del SMR e sulla valutazione economica
della consulente in integrazione professionale, ha confermato la decisione
impugnata e proposto la reiezione integrale del gravame (doc. VIII1-2).
1.15. Il 25
febbraio 2011 l’insorgente ha richiamato gli atti dall’assicuratore militare e
prodotto il certificato dell’11 febbraio 2011 del Dr. __________ (doc. C1), lo
scritto del 14 febbraio 2011 del medesimo curante (doc. C2) e il certificato
del 9 febbraio 2011 del Dr. __________ (doc. C3).
L’avv. RA
1 ha quindi contestato le conclusioni del rapporto peritale del Dr. __________,
in particolare la capacità lavorativa residua fissata dal perito e la diagnosi
che, stando al rapporto, “sarà determinata dall’evoluzione futura della
problematica ortopedico-reumatologica” e dunque necessiterebbe di un
ulteriore approfondimento medico (doc. X).
Fatti
I doc. X
e allegati (C1-3) sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XI).
1.16. Con le
osservazioni del 14 marzo 2011 l’UAI, dopo aver sottoposto la nuova
documentazione medica al vaglio del SMR, ha riconfermato il provvedimento
adottato. In merito alla prognosi posta dal Dr. __________ l’UAI ha ripreso le
annotazioni del Dr. __________ del SMR, il quale pur riconoscendo un’evoluzione
sfavorevole ha confermato che la situazione clinica è di stallo oramai da
diversi anni (doc. XII+bis).
I doc.
XI, XII+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre
2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28
cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito
da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).
2.3. Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131
V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa
K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19
ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,
12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno
2004 nella causa T., I 299/03).
Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.
2.4. L’art. 17
cpv. 1 LPGA stabilisce che:
"
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
2.5. In una
sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer
1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della
revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così
espresso:
"
(...)
2. 2.1 En l'espèce, il s'agit tout
d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui
suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a
pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et que
le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside uniquement
dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens de l'art.
17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du dossier (p.
ex. arrêt P. du 31 janvier 2003
[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur
les motifs de révision en particulier: URSS Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,
Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en
effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à
la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche
Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri
[Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall,
1999, p. 15).
2.2 Si l'on
compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables
(syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante
en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux
traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont
divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à
la santé sur la capacité de travail. Les experts du COMAI avaient estimé que le
syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de la personnalité. On était en présence d'une atteinte à la santé mentale importante, entraînant
une incapacité totale de travail, sans perspective de reclassement ni
d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la fixation somatique.
Les experts de la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique
susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent
s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble
somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue
pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.
2.3 Sur la base
de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de la Clinique X. ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais
remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de
fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont
cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils
insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé la Clinique X., en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il
s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à
la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du
droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).
3. 3.1. Le principe selon lequel
l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision
formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,
lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une
importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi,
l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les
conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge
est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,
il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par
l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF
112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la
reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.
3.2 Pour juger
s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans
nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au
moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à
l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la
reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de
même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un
changement de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une
reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une
décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur
la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque
des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière
inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas lorsque
l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe de la
priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier 2003,
déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne saurait être admise
lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont
l'examen suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects
ou de leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la situation
de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).
3.3 En l'espèce,
c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires se
trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI, du 9
mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une rente
entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un tableau
clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de ses
aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail implique
toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait être
qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans les
différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne l'ont
pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité).
Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la mesure où
cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères jurisprudentiels
permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En tout cas, les critiques
émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les médecins de la Clinique X. ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de
crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes
d'experts en ce sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que
l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits
dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une
surexpertise serait de nature à les départager.
Mais, ici également, on ne peut faire abstraction
des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au recourant
comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré
et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des données
médicales recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une
appréciation médicale différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître
comme manifestement erronée la décision initiale ou pour ordonner une
expertise.
On ne peut pas non plus affirmer que
l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconnaissant
le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du
COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait
pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût
permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."
Una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed
inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce dunque né un caso di
revisione, né un caso di riconsiderazione.
2.6. Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid.
3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:
" (…)
Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali
propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono
considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una
sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che
“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in
particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata
sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto
scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del
Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).
(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).
2.7. Nella
decisione del 28 ottobre 2010 l’UAI ha riconosciuto all’assicurato una rendita
intera d’invalidità limitatamente al periodo compreso tra il 1°
settembre 2006, versata a decorrere dal 1° maggio 2007 ex art. 48 LAI (domanda
tardiva), sino al 31 marzo 2009 e una mezza rendita (grado 53%) dal 1° aprile
2009 al 31 marzo 2010 sulla base della valutazione del Dr. __________, svolta per
conto dell’assicuratore militare, e di quella del Centro peritale per le assicurazioni
sociali (CPAS) per gli aspetti psichiatrici.
Nel
referto peritale del 7 ottobre 2008 il Dr. __________, spec. FMH in medicina
interna, specialista in cardiologia e medicina psicosomatica e psicosociale
AMPP, dopo aver esposto l’affezione assicurata, la situazione, le dichiarazioni
soggettive e lo status, ha formulato la seguente valutazione:
"
(…)
Valutazione medica
Diagnosi: 1) Stato
dopo prima lussazione traumatica della spalla
destra
(il 03.09.1999);
- lussazione
abituale della spalla destra su instabilità anteriore della stessa;
- stato
dopo artroscopia e stabilizzazione anteriore della spalla destra il 18.10. 2005
(fecit dr. med. __________);
-
stato dopo sutura
artroscopia della cuffia dei rotatori con ancore e
tenotomia del capo lungo del bicipite brachiale per
rottura della cuffia, instabilità del tendine capo lungo del bicipite brachiale
spalla destra (artroscopia del 07.11.2007 - fecit prof. __________
- doc. 218);
- stato
dopo artroscopia diagnostica con sìnoviectomia e asportazione aderenze su
condropatia gleno-omerale, borsite e aderenze spalla destra (09.04.2008 fecit
prof. __________ );
-
recente terapia del
dolore con infiltrazione del ganglio stellato (12.09.2008) e blocco del nervo sovraspínato destro (19.09.2008).
Dal lato soggettivo, si rileva una sindrome del
dolore cronico con limitazioni parzialmente invalidanti a carico dell'arto
superiore destro nei movimenti dì extrarotazione ed abduzione, come pure
dell'elevazione anteriore.
È stato compilato il DPR
(Descrizione posto di lavoro - allegato 1), che verrà discusso nel Capitolo
"Valutazione medico-assicurativa".
Obiettivamente, si rilevano le seguenti
limitazioni e segni clinici:
1) riduzione importante della mobilità del braccio destro sopra
l'orizzontale delle spalle in abduzione, meno in elevazione anteriore ma con
limitazione del movimento del braccio a livello dell'orizzontale, limitazione importante della rotazione esterna, lieve
ípoamiotrofia da scarso uso del braccio destro di circa 1 cm.
2) Nessuna alterazione della sensibilità e della motricità, come
pure nessuna alterazione neurologica dell'arto superiore destro.
3) Riduzione della mobilità del braccio destro a causa di uno scatto
doloroso e blocco articolare, probabilmente legato a recidiva di aderenze
sinoviali, come documentato dal prof. __________ in occasione del rapporto
operatorio del 09.04.2008.
VALUTAZIONE MEDICO-ASSICURATIVA
La descrizione del posto di lavoro (DPL), basata
sulle limitazioni riscontrate e descritte nel capitolo "Valutazione
medica", così delinea le attività adeguate alla patologia della spalla
destra dell'assicurato:
1) può svolgere talvolta un lavoro molto leggero, sollevando e
portando pesi fino a 5 Kg fino all'altezza dei fianchi (= da ½ h a quasi 3 h; 6-33%);
2) può svolgere di rado un lavoro leggero (sollevando e portando
pesi di 5-10 Kg) fino all'altezza dei fianchi (fino a circa ½ h, 1-5%);
3) non può svolgere mai lavori medi, pesanti e molto pesanti, né
sollevare pesi fino a 5 Kg ed > 5 Kg oltre l'altezza del petto.
4) Può maneggiare attrezzi:
- leggero
di precisione molto spesso, ovvero da 5 h e ½ a 8 h (67-100%), come ad es. montaggio di piccoli elementi /
utilizzo di una tastiera;
-
può lavorare di rado rotando la mano destra,
come ad es. lavori con il cacciavite (fino a ca mezzora; 1-5%);
-
non può lavorare mai in lavori medi (ad es.
avvitare / forare), pesanti / lavoro manuale rozzo o in lavori molto pesanti.
5) Relativamente alla posizione e mobilità:
- non può
effettuare mai lavori sopra la testa;
-
può effettuare molto spesso la rotazione del
tronco, può stare seduto inclinato in avanti, in piedi ed inclinato in avanti,
può stare molto spesso inginocchiato e con le ginocchia flesse.
6) Posizione di lunga durata:
- può stare seduto molto spesso;
- può
stare molto spesso in piedi;
- può
scegliere la posizione liberamente molto spesso.
7) Spostamento:
- può camminare molto spesso fino a ed
oltre 50 metri;
- può camminare spesso per lunghi tratti, su terreno
accidentato, salire le scale e su scale a pioli.
8) L'uso delle due mani è limitato per la mano destra, quindi in
parte non necessario.
9) Può stare in equilibrio, in parte necessario.
In corsivo ho evidenziato le attività
esigibili, qui riassunte;
1) Può maneggiare attrezzi:
- leggero di precisione molto spesso,
ovvero da 5 h e ½ a 8 h
(67-100%), come ad es. montaggio di piccoli elementi/ utilizzo di una tastiera.
2) Relativamente alla posizione e mobilità:
- può effettuare molto spesso la rotazione del tronco, può stare
seduto inclinato in avanti, in piedi ed inclinato in avanti, può stare molto
spesso inginocchiato e con le ginocchia flesse.
3) Posizione di lunga durata:
- può stare seduto molto spesso;
- può stare molto spesso in piedi;
- può scegliere la posizione liberamente
molto spesso.
4) Spostamento:
- può camminare molto spesso fino a ed
oltre 50 metri;
- può camminare spesso per lunghi
tratti, su terreno accidentato, salire le scale e su scale a pioli.
Le suddette attività sono adeguate alla
problematica della spalla destra del signor RI 1 e sono esigibili ai 100 %, sulla base delle
limitazioni osservate e descritte nel Capitolo "Valutazione medica"." (Doc. AI 23/6-8)
A seguito
del decreto dell’11 febbraio 2010 del TCA (cfr. inc. 32.2009.178), l’UAI ha
predisposto un accertamento medico psichiatrico presso il Centro Peritale per
le Assicurazioni Sociali (CPAS) di __________.
Nel
referto del 18 marzo 2010 il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia e il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia e
direttore del CPAS, dopo aver illustrato l’anamnesi del paziente, i dati
soggettivi, le constatazioni obiettive, hanno posto la seguente diagnosi e
valutazione:
"
(…)
4. Diagnosi:
L'insieme delle
notizie, delle osservazioni e delle constatazioni obiettive raccolte durante la
visita ambulatoriale e più sopra dettagliatamente esposte, mi permette di
porre, secondo scienza e coscienza, il seguente giudizio psichiatricodiagnostico:
♦ Disturbi di personalità misti (ICD-10:F61.0 / tratti di quello borderline
e di quello dipendente)
5. Valutazione e prognosi:
Da un punto di vista
psichiatrico l'attuale capacità lavorativa del periziando, a mio giudizio, è
ridotta di grado medio-lieve (capacità lavorativa medico-teorica del 70%).
La prognosi, data la
diagnosi, sarà determinata dall'evoluzione futura della problematica
ortopedico-reumatologica (e quindi dalla sindrome algica che ne deriva).
B) CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ DI LAVORO
1. Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai
disturbi constatati:
Il periziando, dal
lato psicopatologico, presenta una alterazione nella propria costituzione
caratteriale con una prima manifestazione del difficoltoso funzionamento
nell'età adolescenziale verificatasi in occasione della crisi coniugale dei
suoi genitori e ricomparso in concomitanza con l'insorgenza della problematica
infortunistica di natura ortopedico-reumatologica.
A mio giudizio il
periziando, attualmente, non presenta sintomi di un quadro depressivo vero e
proprio a differenza da quanto risulta dalla lettura del Rapporto stilato dai
Colleghi del Servizio di psichiatria e psicologia medica del 23 novembre 2009;
in quest'ottica una sintomatologia depressiva unita ai Disturbi di personalità
poteva generare una inabilità lavorativa quantificabile anche al 50%, sempre
per l'anno 2009.
Per quanto concerne
una probabile Sindrome da dipendenza da oppioidi condivido sostanzialmente la
posizione dei Colleghi del Servizio di psichiatria e psicologia medica ...
Assenti segni di dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti ...
(loro Rapporto del 23 novembre 2009) pur ammettendo che il desiderio-bisogno
riscontrato nel periziando di assumere le gocce di Oxynorm sia
importante-considerevole.
Considerandi
2.
Conseguenze dei disturbi
sull'attività attuale:
l disturbi psichici
del periziando, più sopra elencati, compromettono di grado medio-lieve la sua
capacità lavorativa nella sua attività o nelle altre a lui idonee (incapacità
lavorativa medico-teorica del 30% da calcolarsi dal gennaio 2010 e continua,
non cumulabile con quella ortopedica-reumatologica).
3.
L'ambiente di lavoro dell'assicurato è in grado di
sopportarne i disturbi psichici?
Il periziando, dall'anno 2005, non ha
più un ambiente di lavoro.
C) CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
D'INTEGRAZIONE
1.
È possibile effettuare provvedimenti d'integrazione? Ve
ne sono in corso? Ne sono previsti?
Date
le sue condizioni di salute non sono, ora, richiesti dal periziando.
2.
È possibile migliorare la capacità di lavoro sul
posto di lavoro attuale?
----------------------------------------------
3.
L'assicurato è in grado di
svolgere altre attività?
Sì, dal lato
psichiatrico (comunque non prima di risolvere-inquadrare la problematica
ortopedico-reumatologica).
D) OSSERVAZIONI, ALTRE DOMANDE
- Il perito dovrà in particolare
anche valutare se l'uso di derivati della morfina è adeguato o meno-sospetto
abuso ( Ufficio Al Ticino/ Medico AI): per la
risposta vedi più sopra (mia Perizia capoverso B punto 1).
- Colloquio telefonico con il
Dott. __________ del 17 marzo 2010: lo specialista
curante riferisce che il periziando soffre di ... un vero e importante dolore
alla spalla destra e che ha una soglia del dolore bassa ... e ritiene inoltre
che l'uso delle gocce di Oxynorm è ... molto alto con tendenza ad abusare ....
Ritiene comunque il periziando inabile al lavoro nella misura del 100% per
motivi reumatologici. Consiglio, in considerazione di quanto precede, di
interpellare il Dott. Med. __________ per avere un suo giudizio
diagnostico-terapeutico-prognostico,
con apprezzamento della capacità lavorativa futura del caso in esame, nonché
concedervi la visione del Rapporto del Prof. Dr. med. __________ di cui egli è
in possesso.
-
Colloquio telefonico con la Psicologa __________ del Servizio
psicosociale di __________ del 18 marzo 2010: conferma di avere in
trattamento il periziando dal mese di gennaio 2010 e che si tratta di uno ...
spazio di parola ...; nel contesto diagnostico non esclude la possibilità di
presenza di una componente istrionica nel Disturbo di personalità di cui è
affetto il periziando." (Doc. AI 77/7-9)
2.8
Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125.
V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001.
pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000.
UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali
fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati
concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano
indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag.
109.
consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).
Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006.
concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione
l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)
Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato
quanto segue:
"
(…)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125.
V 351 consid. 3a p. 352) qui
permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient
de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un
mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I
170.
consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.
2.2.1
et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait
remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et
procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins
traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces
médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été
ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour
remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)
Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Va ancora rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità
dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di
cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc.
32.1999
).
2.9
Nella
concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione
della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica
agli atti, questo TCA non può confermare l’operato dell’amministrazione, in
quanto la problematica ortopedica non è stata chiarita in modo soddisfacente.
2.9.1
Per quanto
riguarda la patologia psichiatrica, l’assicurato è stato sottoposto ad
un accurato esame, grazie al consulto specialistico del Dr. __________, spec.
FMH in psichiatria e psicoterapia e del Dr. __________, spec. FMH in
psichiatria e psicoterapia e direttore del CPAS che nel referto del 18 marzo
2010.
hanno diagnosticato “Disturbi di personalità misti (ICD-10:F61.0 /
tratti di quello borderline e di quello dipendente)” (doc. AI 77-7).
I periti
hanno quindi ritenuto che da un punto di vista psichiatrico la sintomatologia
depressiva unita ai disturbi di personalità poteva generare per l’anno 2009
un’inabilità lavorativa del 50%, mentre dal mese di gennaio 2010 i disturbi
psichici diagnosticati compromettono la capacità lavorativa, nella sua attività
o in altre idonee, nella misura del 30%.
Secondo
il Dr. __________ e il Dr. __________ la prognosi sarà determinata
dall'evoluzione futura della problematica ortopedico-reumatologica (e quindi dalla
sindrome algica che ne deriva) (doc. AI 77-7/8).
Il TCA non ha motivo per distanziarsi da tale
valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.
Le
argomentazioni ricorsuali secondo cui l’amministrazione non avrebbe trasmesso
la perizia del CPAS all’assicurato e avrebbe poi disatteso quanto imposto
all’UAI dal decreto di stralcio del TCA non possono essere condivise.
In
primis va evidenziato che l’Ufficio AI ha trasmesso in data 31 maggio 2010
(dunque quasi tre mesi prima del progetto di decisione, cfr. doc. AI 85-1) al
medico curante Dr. __________, su richiesta dell’assicurato, una copia del
referto peritale del CPAS (doc. AI 81-1). Successivamente lo stesso è stato
nuovamente prodotto dall’UAI con l’allegato responsivo (doc. VIII 1-2).
In
secondo luogo, questa Corte nel decreto di stralcio dell’11 febbraio 2010 aveva
rilevato che dalla documentazione medica
emergevano “degli aspetti di dipendenza medicamentosa e una problematica
psichiatrica, che non stati approfonditi” e che, dunque, sono stati oggetto
del rinvio per un accertamento peritale (doc. AI 68-1).
Tale
accertamento, svolto presso il Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS)
di __________ in data 18 marzo 2010 dal Dr. __________ e dal Dr. __________, ha
permesso di mettere in evidenza l’utilizzo importante di oppioidi da parte
dell’assicurato:
“Attualmente il dosaggio di oppioidi risulta in
continuo crescendo. Sottolineo che il paziente solamente per recarsi dalla sua
abitazione di __________ per la consultazione odierna, ha assunto prima di
uscire di casa 85 mg di Oxynorm in gocce!! Queste modalità di assunzione degli
oppioidi, come già ribadito in precedenza al paziente, è pericolosa in quanto
porta sicuramente ad un aumento del dosaggio e ad assuefazione. Ho spiegato al
paziente che sarebbe necessario, se non di eliminare, perlomeno di ridurre
l’assunzione dell’Oxynorm” (doc. AI 77-5).
I periti
hanno quindi posto una chiara diagnosi psichiatrica di “Disturbi di
personalità misti (ICD-10:F61.0 / tratti di quello borderline e di quello
dipendente)”, ripresa peraltro anche dal medico curante Dr. __________ nel
rapporto di degenza del 21 agosto 2010 presso la __________ (doc. AI 87-13), e
indicato una capacità lavorativa residua del 70% con una prognosi che sarà
determinata dall’evoluzione della patologia ortopedico-reumatologica (doc. AI
77-7).
Specificatamente
alla questione della dipendenza
medicamentosa i periti hanno condiviso la valutazione dei medici del Servizio
di psichiatria e psicologia medica che avevano indicato “assenti segni di
dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti” pur ammettendo un
desiderio-bisogno importante di RI 1 di assumere gocce di Oxynorm (doc. AI
77-7/8).
L’amministrazione
ha, dunque, rettamente dato seguito alle indicazioni del TCA contenute nel
decreto di stralcio dell’11 febbraio 2010 e non vi sono ragioni per distanziarsi dalla valutazione psichiatrica del Dr. __________ e
del Dr. __________, che - come detto - non è stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti.
2.9.2
Per quanto
riguarda la patologia ortopedica, l’assicurato è stato sottoposto ad un
accurato esame - nell’ambito dell’assicurazione militare - grazie al consulto
del Dr. __________, spec. FMH in medicina interna, specialista in cardiologia e
medicina psicosomatica e psicosociale AMPP, che nel referto del 7 ottobre 2008 ha diagnosticato uno “Stato dopo prima lussazione traumatica della spalla destra (il
03.09
); -lussazione abituale della spalla destra su instabilità anteriore
della stessa; -stato dopo artroscopia e stabilizzazione anteriore della spalla
destra il 18.10. 2005 (fecit dr. med. __________); - stato dopo sutura artroscopia della cuffia dei rotatori con ancore e tenotomia del capo lungo
del bicipite brachiale per rottura della cuffia, instabilità del tendine capo
lungo del bicipite brachiale spalla destra (artroscopia del 07.11.2007 - fecit prof. __________ - doc. 218); - stato dopo artroscopia diagnostica
con sinoviectomia e asportazione aderenze su condropatia gleno-omerale, borsite
e aderenze spalla destra (09.04.2008 fecit prof. __________ ); - recente
terapia del dolore con infiltrazione del ganglio stellato (12.09.2008) e blocco
del nervo sovraspinato
destro (19.09.2008).” (doc. AI 23-6).
Il Dr. __________
ha quindi descritto i limiti funzionali e le attività ritenute adeguate alla
patologia alla spalla destra ed esigibili da RI 1 al 100% (doc. AI 23-8).
L’assicurato,
già in occasione della prima decisione dell’Ufficio AI del 17 settembre 2009,
aveva prodotto il certificato medico, datato 8 ottobre 2009, del Dr. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’Ospedale Regionale di __________
(doc. AI 53-33).
Il Dr. __________
aveva diagnosticato un’”omartrosi destra. Stato dopo stabilizzazione
artroscopica della spalla destra” e certificato un’evoluzione
sfavorevole della patologia indicando che il paziente “soffre delle
conseguenze delle lussazioni recidivanti alla spalla, dei conseguenti
interventi di stabilizzazione e ha sviluppato un’omartrosi” con problemi di
carattere psichiatrico e psicologico. Secondo il medico una ripresa del lavoro non
era assolutamente possibile (doc. AI 53-34).
Nel
rapporto del 7 luglio 2010 il Dr. __________, spec. FMH in medicina interna e
malattie reumatiche, ha posto una diagnosi in parte sovrapponibile a quella del
Dr. __________, aggiungendo tuttavia uno “Stato dopo artroscopia
diagnostica, artrolisi, borsectomia e decompressione subacromiale il 06.05.2010”
svolta dal Dr. __________, spec. FMH in ortopedia, chirurgia e traumatologia
(cfr. referti del 18 febbraio 2010, del 6 maggio 2010 e del 17 giugno 2010;
doc. AI 80-3/5; 82-2), persistenti dolori e abuso morfinico (doc. AI 87-11).
Il Dr. __________
ha quindi precisato, facendo riferimento al rapporto operatorio del Dr__________
(doc. 80-5), che il paziente anche in narcosi presenta “una notevole
limitazione della mobilità, ciò che conferma che oltre al problema di dolore
cronico ci sia un problema meccanico della spalla stessa” (doc. AI 87-11).
Nel
rapporto del 21 agosto 2010, successivo alla degenza di RI 1 presso la Clinica __________,
il Dr. __________ ha ripreso la diagnosi ortopedica già posta in data 7 luglio
2010.
evidenziando la difficoltà del caso contraddistinto da “danni organici
ben documentati da 4 artroscopie” e dall’altro il disturbo di personalità
(doc. AI 87-14).
Per
quanto riguarda la capacità lavorativa residua, nella perizia psichiatrica del
Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS) del 18 marzo 2010 il Dr. __________
ha ripreso il colloquio telefonico avuto con il Dr. __________ del 17 marzo
2010.
e l’indicazione del reumatologo che “ritiene comunque il periziando inabile
al lavoro nella misura del 100% per motivi reumatologici”.
Il Dr. __________
ha quindi concluso il referto consigliando d’interpellare il Dr. __________ per
un parere diagnostico-terapeutico-prognostico, con apprezzamento della capacità
lavorativa futura dell’assicurato (doc. AI 77-8).
L’Ufficio
AI non ha tuttavia interpellato lo specialista limitandosi alle valutazioni del
SMR (doc. AI 78-1; 90-1).
L’assicurato
ha quindi prodotto lo scritto del 15 novembre 2010 del Dr. __________, spec.
FMH in chirurgia ortopedica presso l’Ospedale Regionale di __________o (doc. B),
nel quale lo specialista ha evidenziato una “spalla con scatti dolorosi e
che impediscono al paziente qualsiasi tipo di attività. A livello
passivo invece l’articolazione può essere mobilizzata ma con estremo dolore che
persiste a lungo ed irradiato a tutto l’arto superiore. Il paziente ha eseguito
un’artro-TAC che mostra un quadro di sostanziale normalità dell’articolazione a
livello omerale.
Si
segnala che a livello clinico il paziente soffre di un dolore acutissimo con
parestesie e disestesie irradiate all’arto superiore destro alla
digito-pressione del cavo ascellare e della fossa sovraclaveare. Per cui non è
escludibile anche un’irritazione/ compressione dei nervi del plesso brachiale a
livello dell’outlet toracico. In considerazione della discrasia tra il quadro
arto-TAC, la sintomatologia e la cronicità dei sintomi, si consiglia una visita
presso uno specialista della patologia dell’outlet toracico. Ho consigliato al
paziente uno specialista di __________” (doc. B, la
sottolineatura è del redattore).
Anche in
questo caso l’UAI si è limitato a sottoporre il referto del Dr. __________ al
vaglio del SMR, il quale non ha riscontrato elementi oggettivi nuovi
riconfermando la valutazione del Dr. __________ (doc. VIII2).
Da parte
sua, il medico curante, generalista, Dr. ____________________ ha anch’egli certificato,
in data 9 febbraio 2011, un’inabilità lavorativa completa (100%) (doc. C3).
Nella DTF
125.
V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per
sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In una
sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.
Alla luce
quindi delle divergenze fra la valutazione del Dr. __________, risalente al
mese di ottobre 2008 e i più recenti rapporti specialistici del Dr. __________
(luglio e agosto 2010) e del Dr. __________ (novembre 2010), il TCA ritiene che
non è possibile, senza procedere ad ulteriori accertamenti di natura ortopedica,
concludere con sufficiente tranquillità che lo stato valetudinario
dell’assicurato giustifichi una piena abilità lavorativa in attività adeguate
rispettose dei limiti funzionali indicati dal Dr. __________ nella valutazione
del 7 ottobre 2008.
2.10
Secondo la
giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento.
Un rinvio
all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità
della procedura né il principio inquisitorio.
In una
sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito
che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare
quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale
basterebbe a chiarire un fatto.
Tale
giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.
In
particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,
p. 560.
L'autore
ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui
è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario
disponendo delle perizie mediche (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 176).
Il
risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di
ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della
procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito
temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli
assicuratori.
Nemmeno
l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una
parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una
perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di
diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere
tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai
Tribunali (e, quindi, allo Stato).
Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche.
In una
sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,
p. 196s., la nostra Corte federale ha ricordato - facendo riferimento ad una
sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio
all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i
fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li
avrebbe comunque puntualmente accertati.
Nella
concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come
detto, si rivela lacunoso.
La
decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,
affinché metta in atto un ulteriore approfondimento a livello ortopedico,
inteso a delucidare l’aspetto diagnostico e le ripercussioni dei disturbi sulla
capacità lavorativa dell’assicurato, in particolare a stabilire se vi sia stato
o meno un peggioramento della patologia alla spalla in epoca successiva alla
perizia del Dr. __________.
Quindi,
in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione effettuerà una valutazione
globale delle patologie di cui soffre l’assicurato (psichiatrica e ortopedica),
debitamente motivata, e si pronuncerà nuovamente sul diritto alla rendita.
2.11
Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato dallo RA 1, ha diritto ad un'indennità per
ripetibili (cfr. STF del 5 settembre 2007 nella causa V., K 63/06 e la citata
DTF 126 V 11 seg. consid. 2).
2.12
Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§
La decisione del 28 ottobre 2010 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.10..
2. Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
L’Ufficio
AI dovrà inoltre versare all’assicurato fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili
(IVA inclusa).
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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