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Decisione

32.2010.325

Ricorso accolto. Alla luce delle divergenze fra la perizia svolta in ambito di assicurazione militare e i referti dei medici curanti specialisti, l'incarto è retrocesso all'amministrazione per un nuov

9 maggio 2011Italiano49 min

Source ti.ch

Fatti

I doc. X

e allegati (C1-3) sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XI).

1.16. Con le

osservazioni del 14 marzo 2011 l’UAI, dopo aver sottoposto la nuova

documentazione medica al vaglio del SMR, ha riconfermato il provvedimento

adottato. In merito alla prognosi posta dal Dr. __________ l’UAI ha ripreso le

annotazioni del Dr. __________ del SMR, il quale pur riconoscendo un’evoluzione

sfavorevole ha confermato che la situazione clinica è di stallo oramai da

diversi anni (doc. XII+bis).

I doc.

XI, XII+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XIII).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria

(cfr. STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre

2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio

2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;

STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,

pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;

STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,

secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o

psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la

conseguente incapacità di guadagno.

Occorre

quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità

di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per

l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la

sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

L’art. 28

cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno

diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di

rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi

almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi

dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in

condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del

lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito

da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere

determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante

la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle

affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et

pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché

invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto

dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei

all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini

fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;

Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente

esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e

dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione

personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua

capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge

il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se

ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione

fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

Al

proposito va infine ancora rilevato che, secondo la

giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le

circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla

rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla

medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali

modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione

(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili

di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R

consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in

SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01

pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I

26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I

475/01).

2.3. Per

costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione

attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o

la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le

regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131

V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa

K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19

ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,

12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno

2004 nella causa T., I 299/03).

Al

riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006

N. 39 pag. 182.

2.4. L’art. 17

cpv. 1 LPGA stabilisce che:

"

Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce

una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta

proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

I

principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto

il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.

17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

2.5. In una

sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer

1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della

revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così

espresso:

"

(...)

2. 2.1 En l'espèce, il s'agit tout

d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui

suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a

pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et que

le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside uniquement

dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens de l'art.

17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du dossier (p.

ex. arrêt P. du 31 janvier 2003

[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur

les motifs de révision en particulier: URSS Müller, Die materiellen

Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,

Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en

effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à

la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche

Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri

[Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall,

1999, p. 15).

2.2 Si l'on

compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables

(syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante

en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux

traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont

divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à

la santé sur la capacité de travail. Les experts du COMAI avaient estimé que le

syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de la personnalité. On était en présence d'une atteinte à la santé mentale importante, entraînant

une incapacité totale de travail, sans perspective de reclassement ni

d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la fixation somatique.

Les experts de la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique

susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent

s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble

somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue

pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.

2.3 Sur la base

de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de la Clinique X. ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais

remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de

fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont

cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils

insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé la Clinique X., en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il

s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à

la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du

droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).

3. 3.1. Le principe selon lequel

l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision

formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,

lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une

importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi,

l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les

conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge

est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,

il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par

l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF

112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la

reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.

3.2 Pour juger

s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans

nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au

moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à

l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la

reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de

même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un

changement de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une

reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une

décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur

la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque

des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière

inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas lorsque

l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe de la

priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier 2003,

déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne saurait être admise

lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont

l'examen suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects

ou de leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la situation

de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).

3.3 En l'espèce,

c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires se

trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI, du 9

mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une rente

entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un tableau

clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de ses

aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail implique

toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait être

qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans les

différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne l'ont

pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité).

Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la mesure où

cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères jurisprudentiels

permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En tout cas, les critiques

émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les médecins de la Clinique X. ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de

crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes

d'experts en ce sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que

l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits

dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une

surexpertise serait de nature à les départager.

Mais, ici également, on ne peut faire abstraction

des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au recourant

comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré

et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des données

médicales recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une

appréciation médicale différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître

comme manifeste­ment erronée la décision initiale ou pour ordonner une

expertise.

On ne peut pas non plus affirmer que

l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconnaissant

le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du

COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait

pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût

permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."

Una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed

inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce dunque né un caso di

revisione, né un caso di riconsiderazione.

2.6. Per

quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute

psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di

gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della

sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile

per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;

Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.

342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid.

3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

L'Alta Corte ha inoltre

avuto modo di precisare che:

" (…)

Tra i danni alla salute psichica, i

quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.

4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali

propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono

considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono

turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità

di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la

misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più

oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un

assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività

lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue

attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può

da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di

un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi

decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa

insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere

che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da

lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF

102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.

1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29

settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

Secondo la giurisprudenza

del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni

dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la

farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella

causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,

pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

In una

sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che

“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in

particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata

sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto

scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del

Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).

(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

2.7. Nella

decisione del 28 ottobre 2010 l’UAI ha riconosciuto all’assicurato una rendita

intera d’invalidità limitatamente al periodo compreso tra il 1°

settembre 2006, versata a decorrere dal 1° maggio 2007 ex art. 48 LAI (domanda

tardiva), sino al 31 marzo 2009 e una mezza rendita (grado 53%) dal 1° aprile

2009 al 31 marzo 2010 sulla base della valutazione del Dr. __________, svolta per

conto dell’assicuratore militare, e di quella del Centro peritale per le assicurazioni

sociali (CPAS) per gli aspetti psichiatrici.

Nel

referto peritale del 7 ottobre 2008 il Dr. __________, spec. FMH in medicina

interna, specialista in cardiologia e medicina psicosomatica e psicosociale

AMPP, dopo aver esposto l’affezione assicurata, la situazione, le dichiarazioni

soggettive e lo status, ha formulato la seguente valutazione:

"

(…)

Valutazione medica

Diagnosi: 1) Stato

dopo prima lussazione traumatica della spalla

destra

(il 03.09.1999);

- lussazione

abituale della spalla destra su instabilità anteriore della stessa;

- stato

dopo artroscopia e stabilizzazione anteriore della spalla destra il 18.10. 2005

(fecit dr. med. __________);

-

stato dopo sutura

artroscopia della cuffia dei rotatori con ancore e

tenotomia del capo lungo del bicipite brachiale per

rottura della cuffia, instabilità del tendine capo lungo del bicipite brachiale

spalla destra (artroscopia del 07.11.2007 - fecit prof. __________

- doc. 218);

- stato

dopo artroscopia diagnostica con sìnoviectomia e asportazione aderenze su

condropatia gleno-omerale, borsite e aderenze spalla destra (09.04.2008 fecit

prof. __________ );

-

recente terapia del

dolore con infiltrazione del ganglio stellato (12.09.2008) e blocco del nervo sovraspínato destro (19.09.2008).

Dal lato soggettivo, si rileva una sindrome del

dolore cronico con limitazioni parzialmente inva­lidanti a carico dell'arto

superiore destro nei movimenti dì extrarotazione ed abduzione, come pure

dell'elevazione anteriore.

È stato compilato il DPR

(Descrizione posto di lavoro - allegato 1), che verrà discusso nel Capi­tolo

"Valutazione medico-assicurativa".

Obiettivamente, si rilevano le seguenti

limitazioni e segni clinici:

1) riduzione importante della mobilità del braccio destro sopra

l'orizzontale delle spalle in ab­duzione, meno in elevazione anteriore ma con

limitazione del movimento del braccio a livello dell'orizzontale, limitazione importante della rotazione esterna, lieve

ípoamiotrofia da scarso uso del braccio destro di circa 1 cm.

2) Nessuna alterazione della sensibilità e della motricità, come

pure nessuna alterazione neu­rologica dell'arto superiore destro.

3) Riduzione della mobilità del braccio destro a causa di uno scatto

doloroso e blocco articola­re, probabilmente legato a recidiva di aderenze

sinoviali, come documentato dal prof. __________ in occasione del rapporto

operatorio del 09.04.2008.

VALUTAZIONE MEDICO-ASSICURATIVA

La descrizione del posto di lavoro (DPL), basata

sulle limitazioni riscontrate e descritte nel capi­tolo "Valutazione

medica", così delinea le attività adeguate alla patologia della spalla

destra dell'assicurato:

1) può svolgere talvolta un lavoro molto leggero, sollevando e

portando pesi fino a 5 Kg fino all'altezza dei fianchi (= da ½ h a quasi 3 h; 6-33%);

2) può svolgere di rado un lavoro leggero (sollevando e portando

pesi di 5-10 Kg) fino all'al­tezza dei fianchi (fino a circa ½ h, 1-5%);

3) non può svolgere mai lavori medi, pesanti e molto pesanti, né

sollevare pesi fino a 5 Kg ed > 5 Kg oltre l'altezza del petto.

4) Può maneggiare attrezzi:

- leggero

di precisione molto spesso, ovvero da 5 h e ½ a 8 h (67-100%), come ad es. montaggio di piccoli elementi /

utilizzo di una tastiera;

-

può lavorare di rado rotando la mano destra,

come ad es. lavori con il cacciavite (fino a ca mezzora; 1-5%);

-

non può lavorare mai in lavori medi (ad es.

avvitare / forare), pesanti / lavoro manuale rozzo o in lavori molto pesanti.

5) Relativamente alla posizione e mobilità:

- non può

effettuare mai lavori sopra la testa;

-

può effettuare molto spesso la rotazione del

tronco, può stare seduto inclinato in avanti, in piedi ed inclinato in avanti,

può stare molto spesso inginocchiato e con le ginocchia flesse.

6) Posizione di lunga durata:

- può stare seduto molto spesso;

- può

stare molto spesso in piedi;

- può

scegliere la posizione liberamente molto spesso.

7) Spostamento:

- può camminare molto spesso fino a ed

oltre 50 metri;

- può camminare spesso per lunghi tratti, su terreno

accidentato, salire le scale e su scale a pioli.

8) L'uso delle due mani è limitato per la mano destra, quindi in

parte non necessario.

9) Può stare in equilibrio, in parte necessario.

In corsivo ho evidenziato le attività

esigibili, qui riassunte;

1) Può maneggiare attrezzi:

- leggero di precisione molto spesso,

ovvero da 5 h e ½ a 8 h

(67-100%), come ad es. montaggio di piccoli elementi/ utilizzo di una tastiera.

2) Relativamente alla posizione e mobilità:

- può effettuare molto spesso la rotazione del tronco, può stare

seduto inclinato in avanti, in piedi ed inclinato in avanti, può stare molto

spesso inginocchiato e con le ginocchia flesse.

3) Posizione di lunga durata:

- può stare seduto molto spesso;

- può stare molto spesso in piedi;

- può scegliere la posizione liberamente

molto spesso.

4) Spostamento:

- può camminare molto spesso fino a ed

oltre 50 metri;

- può camminare spesso per lunghi

tratti, su terreno accidentato, salire le scale e su scale a pioli.

Le suddette attività sono adeguate alla

problematica della spalla destra del signor RI 1 e so­no esigibili ai 100 %, sulla base delle

limitazioni osservate e descritte nel Capitolo "Valutazione medica"." (Doc. AI 23/6-8)

A seguito

del decreto dell’11 febbraio 2010 del TCA (cfr. inc. 32.2009.178), l’UAI ha

predisposto un accertamento medico psichiatrico presso il Centro Peritale per

le Assicurazioni Sociali (CPAS) di __________.

Nel

referto del 18 marzo 2010 il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e

psicoterapia e il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia e

direttore del CPAS, dopo aver illustrato l’anamnesi del paziente, i dati

soggettivi, le constatazioni obiettive, hanno posto la seguente diagnosi e

valutazione:

"

(…)

4. Diagnosi:

L'insieme delle

notizie, delle osservazioni e delle constatazioni obiettive raccolte durante la

visita ambulatoriale e più sopra dettagliatamente esposte, mi permette di

porre, secondo scienza e coscienza, il seguente giudizio psichiatrico­diagnostico:

♦ Disturbi di personalità misti (ICD-10:F61.0 / tratti di quello borderline

e di quello dipendente)

5. Valutazione e prognosi:

Da un punto di vista

psichiatrico l'attuale capacità lavorativa del periziando, a mio giudizio, è

ridotta di grado medio-lieve (capacità lavorativa medico-teorica del 70%).

La prognosi, data la

diagnosi, sarà determinata dall'evoluzione futura della problematica

ortopedico-reumatologica (e quindi dalla sindrome algica che ne deriva).

B) CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ DI LAVORO

1. Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai

disturbi constatati:

Il periziando, dal

lato psicopatologico, presenta una alterazione nella propria costituzione

caratteriale con una prima manifestazione del difficoltoso funzionamento

nell'età adolescenziale verificatasi in occasione della crisi coniugale dei

suoi genitori e ricomparso in concomitanza con l'insorgenza della problematica

infortunistica di natura ortopedico-reumatologica.

A mio giudizio il

periziando, attualmente, non presenta sintomi di un quadro depressivo vero e

proprio a differenza da quanto risulta dalla lettura del Rapporto stilato dai

Colleghi del Servizio di psichiatria e psicologia medica del 23 novembre 2009;

in quest'ottica una sintomatologia depressiva unita ai Disturbi di personalità

poteva generare una inabilità lavorativa quantificabile anche al 50%, sempre

per l'anno 2009.

Per quanto concerne

una probabile Sindrome da dipendenza da oppioidi condivido sostanzialmente la

posizione dei Colleghi del Servizio di psichiatria e psicologia medica ...

Assenti segni di dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti ...

(loro Rapporto del 23 novembre 2009) pur ammettendo che il desiderio-bisogno

riscontrato nel periziando di assumere le gocce di Oxynorm sia

importante-considerevole.

Considerandi

2.

Conseguenze dei disturbi

sull'attività attuale:

l disturbi psichici

del periziando, più sopra elencati, compromettono di grado medio-lieve la sua

capacità lavorativa nella sua attività o nelle altre a lui idonee (incapacità

lavorativa medico-teorica del 30% da calcolarsi dal gennaio 2010 e continua,

non cumulabile con quella ortopedica-reumatologica).

3.

L'ambiente di lavoro dell'assicurato è in grado di

sopportarne i disturbi psichici?

Il periziando, dall'anno 2005, non ha

più un ambiente di lavoro.

C) CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ

D'INTEGRAZIONE

1.

È possibile effettuare provvedimenti d'integrazione? Ve

ne sono in corso? Ne sono previsti?

Date

le sue condizioni di salute non sono, ora, richiesti dal periziando.

2.

È possibile migliorare la capacità di lavoro sul

posto di lavoro attuale?

----------------------------------------------­

3.

L'assicurato è in grado di

svolgere altre attività?

Sì, dal lato

psichiatrico (comunque non prima di risolvere-inquadrare la problematica

ortopedico-reumatologica).

D) OSSERVAZIONI, ALTRE DOMANDE

- Il perito dovrà in particolare

anche valutare se l'uso di derivati della morfina è adeguato o meno-sospetto

abuso ( Ufficio Al Ticino/ Medico AI): per la

risposta vedi più sopra (mia Perizia capoverso B punto 1).

- Colloquio telefonico con il

Dott. __________ del 17 marzo 2010: lo specialista

curante riferisce che il periziando soffre di ... un vero e importante dolore

alla spalla destra e che ha una soglia del dolore bassa ... e ritiene inoltre

che l'uso delle gocce di Oxynorm è ... molto alto con tendenza ad abusare ....

Ritiene comunque il periziando inabile al lavoro nella misura del 100% per

motivi reumatologici. Consiglio, in considerazione di quanto precede, di

interpellare il Dott. Med. __________ per avere un suo giudizio

diagnostico-terapeutico­-prognostico,

con apprezzamento della capacità lavorativa futura del caso in esame, nonché

concedervi la visione del Rapporto del Prof. Dr. med. __________ di cui egli è

in possesso.

-

Colloquio telefonico con la Psicologa __________ del Servizio

psicosociale di __________ del 18 marzo 2010: conferma di avere in

trattamento il periziando dal mese di gennaio 2010 e che si tratta di uno ...

spazio di parola ...; nel contesto diagnostico non esclude la possibilità di

presenza di una componente istrionica nel Disturbo di personalità di cui è

affetto il periziando." (Doc. AI 77/7-9)

2.8

Quanto alla

valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi

importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si

fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal

paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),

che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del

perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto

medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,

ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I

462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF

125.

V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997

pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998

IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata

nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al

principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per

quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il

giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,

il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro

conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa

fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono

ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una

superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI

2001.

pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella DTF 125 V 351 (= SVR

2000.

UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti

allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,

infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie

fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali

fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati

concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano

indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag.

109.

consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto

2006.

concernente un caso di assicurazione

per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio

delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione

per l'invalidità, sottolineando

che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per

principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione

l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

Per quel che riguarda i

rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il

giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia

esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in

favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353

consid. 3a)cc); Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.

230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008

del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici

curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato

quanto segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur

probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt

s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF

125.

V 351 consid. 3a p. 352) qui

permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient

de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un

mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I

170.

consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.

2.2.1

et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait

remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et

procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins

traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces

médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été

ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour

remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi

sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la

procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25

aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia

ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La

promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni

sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.

628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in

particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni

sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &

Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità

dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di

cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle

risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino

l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante

un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc.

32.1999

).

2.9

Nella

concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute

del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione

della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica

agli atti, questo TCA non può confermare l’operato dell’amministrazione, in

quanto la problematica ortopedica non è stata chiarita in modo soddisfacente.

2.9.1

Per quanto

riguarda la patologia psichiatrica, l’assicurato è stato sottoposto ad

un accurato esame, grazie al consulto specialistico del Dr. __________, spec.

FMH in psichiatria e psicoterapia e del Dr. __________, spec. FMH in

psichiatria e psicoterapia e direttore del CPAS che nel referto del 18 marzo

2010.

hanno diagnosticato “Disturbi di personalità misti (ICD-10:F61.0 /

tratti di quello borderline e di quello dipendente)” (doc. AI 77-7).

I periti

hanno quindi ritenuto che da un punto di vista psichiatrico la sintomatologia

depressiva unita ai disturbi di personalità poteva generare per l’anno 2009

un’inabilità lavorativa del 50%, mentre dal mese di gennaio 2010 i disturbi

psichici diagnosticati compromettono la capacità lavorativa, nella sua attività

o in altre idonee, nella misura del 30%.

Secondo

il Dr. __________ e il Dr. __________ la prognosi sarà determinata

dall'evoluzione futura della problematica ortopedico-reumatologica (e quindi dalla

sindrome algica che ne deriva) (doc. AI 77-7/8).

Il TCA non ha motivo per distanziarsi da tale

valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati

medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in

grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.

Le

argomentazioni ricorsuali secondo cui l’amministrazione non avrebbe trasmesso

la perizia del CPAS all’assicurato e avrebbe poi disatteso quanto imposto

all’UAI dal decreto di stralcio del TCA non possono essere condivise.

In

primis va evidenziato che l’Ufficio AI ha trasmesso in data 31 maggio 2010

(dunque quasi tre mesi prima del progetto di decisione, cfr. doc. AI 85-1) al

medico curante Dr. __________, su richiesta dell’assicurato, una copia del

referto peritale del CPAS (doc. AI 81-1). Successivamente lo stesso è stato

nuovamente prodotto dall’UAI con l’allegato responsivo (doc. VIII 1-2).

In

secondo luogo, questa Corte nel decreto di stralcio dell’11 febbraio 2010 aveva

rilevato che dalla documentazione medica

emergevano “degli aspetti di dipendenza medicamentosa e una problematica

psichiatrica, che non stati approfonditi” e che, dunque, sono stati oggetto

del rinvio per un accertamento peritale (doc. AI 68-1).

Tale

accertamento, svolto presso il Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS)

di __________ in data 18 marzo 2010 dal Dr. __________ e dal Dr. __________, ha

permesso di mettere in evidenza l’utilizzo importante di oppioidi da parte

dell’assicurato:

“Attualmente il dosaggio di oppioidi risulta in

continuo crescendo. Sottolineo che il paziente solamente per recarsi dalla sua

abitazione di __________ per la consultazione odierna, ha assunto prima di

uscire di casa 85 mg di Oxynorm in gocce!! Queste modalità di assunzione degli

oppioidi, come già ribadito in precedenza al paziente, è pericolosa in quanto

porta sicuramente ad un aumento del dosaggio e ad assuefazione. Ho spiegato al

paziente che sarebbe necessario, se non di eliminare, perlomeno di ridurre

l’assunzione dell’Oxynorm” (doc. AI 77-5).

I periti

hanno quindi posto una chiara diagnosi psichiatrica di “Disturbi di

personalità misti (ICD-10:F61.0 / tratti di quello borderline e di quello

dipendente)”, ripresa peraltro anche dal medico curante Dr. __________ nel

rapporto di degenza del 21 agosto 2010 presso la __________ (doc. AI 87-13), e

indicato una capacità lavorativa residua del 70% con una prognosi che sarà

determinata dall’evoluzione della patologia ortopedico-reumatologica (doc. AI

77-7).

Specificatamente

alla questione della dipendenza

medicamentosa i periti hanno condiviso la valutazione dei medici del Servizio

di psichiatria e psicologia medica che avevano indicato “assenti segni di

dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti” pur ammettendo un

desiderio-bisogno importante di RI 1 di assumere gocce di Oxynorm (doc. AI

77-7/8).

L’amministrazione

ha, dunque, rettamente dato seguito alle indicazioni del TCA contenute nel

decreto di stralcio dell’11 febbraio 2010 e non vi sono ragioni per distanziarsi dalla valutazione psichiatrica del Dr. __________ e

del Dr. __________, che - come detto - non è stata smentita da certificati

medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti.

2.9.2

Per quanto

riguarda la patologia ortopedica, l’assicurato è stato sottoposto ad un

accurato esame - nell’ambito dell’assicurazione militare - grazie al consulto

del Dr. __________, spec. FMH in medicina interna, specialista in cardiologia e

medicina psicosomatica e psicosociale AMPP, che nel referto del 7 ottobre 2008 ha diagnosticato uno “Stato dopo prima lussazione traumatica della spalla destra (il

03.09

); -lussazione abituale della spalla destra su instabilità anteriore

della stessa; -stato dopo artroscopia e stabilizzazione anteriore della spalla

destra il 18.10. 2005 (fecit dr. med. __________); - stato dopo sutura artroscopia della cuffia dei rotatori con ancore e tenotomia del capo lungo

del bicipite brachiale per rottura della cuffia, instabilità del tendine capo

lungo del bicipite brachiale spalla destra (artroscopia del 07.11.2007 - fecit prof. __________ - doc. 218); - stato dopo artroscopia diagnostica

con sinoviectomia e asportazione aderenze su condropatia gleno-omerale, borsite

e aderenze spalla destra (09.04.2008 fecit prof. __________ ); - recente

terapia del dolore con infiltrazione del ganglio stellato (12.09.2008) e blocco

del nervo sovraspinato

destro (19.09.2008).” (doc. AI 23-6).

Il Dr. __________

ha quindi descritto i limiti funzionali e le attività ritenute adeguate alla

patologia alla spalla destra ed esigibili da RI 1 al 100% (doc. AI 23-8).

L’assicurato,

già in occasione della prima decisione dell’Ufficio AI del 17 settembre 2009,

aveva prodotto il certificato medico, datato 8 ottobre 2009, del Dr. __________,

spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’Ospedale Regionale di __________

(doc. AI 53-33).

Il Dr. __________

aveva diagnosticato un’”omartrosi destra. Stato dopo stabilizzazione

artroscopica della spalla destra” e certificato un’evoluzione

sfavorevole della patologia indicando che il paziente “soffre delle

conseguenze delle lussazioni recidivanti alla spalla, dei conseguenti

interventi di stabilizzazione e ha sviluppato un’omartrosi” con problemi di

carattere psichiatrico e psicologico. Secondo il medico una ripresa del lavoro non

era assolutamente possibile (doc. AI 53-34).

Nel

rapporto del 7 luglio 2010 il Dr. __________, spec. FMH in medicina interna e

malattie reumatiche, ha posto una diagnosi in parte sovrapponibile a quella del

Dr. __________, aggiungendo tuttavia uno “Stato dopo artroscopia

diagnostica, artrolisi, borsectomia e decompressione subacromiale il 06.05.2010”

svolta dal Dr. __________, spec. FMH in ortopedia, chirurgia e traumatologia

(cfr. referti del 18 febbraio 2010, del 6 maggio 2010 e del 17 giugno 2010;

doc. AI 80-3/5; 82-2), persistenti dolori e abuso morfinico (doc. AI 87-11).

Il Dr. __________

ha quindi precisato, facendo riferimento al rapporto operatorio del Dr__________

(doc. 80-5), che il paziente anche in narcosi presenta “una notevole

limitazione della mobilità, ciò che conferma che oltre al problema di dolore

cronico ci sia un problema meccanico della spalla stessa” (doc. AI 87-11).

Nel

rapporto del 21 agosto 2010, successivo alla degenza di RI 1 presso la Clinica __________,

il Dr. __________ ha ripreso la diagnosi ortopedica già posta in data 7 luglio

2010.

evidenziando la difficoltà del caso contraddistinto da “danni organici

ben documentati da 4 artroscopie” e dall’altro il disturbo di personalità

(doc. AI 87-14).

Per

quanto riguarda la capacità lavorativa residua, nella perizia psichiatrica del

Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS) del 18 marzo 2010 il Dr. __________

ha ripreso il colloquio telefonico avuto con il Dr. __________ del 17 marzo

2010.

e l’indicazione del reumatologo che “ritiene comunque il periziando inabile

al lavoro nella misura del 100% per motivi reumatologici”.

Il Dr. __________

ha quindi concluso il referto consigliando d’interpellare il Dr. __________ per

un parere diagnostico-terapeutico-prognostico, con apprezzamento della capacità

lavorativa futura dell’assicurato (doc. AI 77-8).

L’Ufficio

AI non ha tuttavia interpellato lo specialista limitandosi alle valutazioni del

SMR (doc. AI 78-1; 90-1).

L’assicurato

ha quindi prodotto lo scritto del 15 novembre 2010 del Dr. __________, spec.

FMH in chirurgia ortopedica presso l’Ospedale Regionale di __________o (doc. B),

nel quale lo specialista ha evidenziato una “spalla con scatti dolorosi e

che impediscono al paziente qualsiasi tipo di attività. A livello

passivo invece l’articolazione può essere mobilizzata ma con estremo dolore che

persiste a lungo ed irradiato a tutto l’arto superiore. Il paziente ha eseguito

un’artro-TAC che mostra un quadro di sostanziale normalità dell’articolazione a

livello omerale.

Si

segnala che a livello clinico il paziente soffre di un dolore acutissimo con

parestesie e disestesie irradiate all’arto superiore destro alla

digito-pressione del cavo ascellare e della fossa sovraclaveare. Per cui non è

escludibile anche un’irritazione/ compressione dei nervi del plesso brachiale a

livello dell’outlet toracico. In considerazione della discrasia tra il quadro

arto-TAC, la sintomatologia e la cronicità dei sintomi, si consiglia una visita

presso uno specialista della patologia dell’outlet toracico. Ho consigliato al

paziente uno specialista di __________” (doc. B, la

sottolineatura è del redattore).

Anche in

questo caso l’UAI si è limitato a sottoporre il referto del Dr. __________ al

vaglio del SMR, il quale non ha riscontrato elementi oggettivi nuovi

riconfermando la valutazione del Dr. __________ (doc. VIII2).

Da parte

sua, il medico curante, generalista, Dr. ____________________ ha anch’egli certificato,

in data 9 febbraio 2011, un’inabilità lavorativa completa (100%) (doc. C3).

Nella DTF

125.

V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai

rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per

sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In una

sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il

Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può

fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle

dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,

nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle

conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal

principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha

dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a

mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni

all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di

prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei

medici curanti.

Alla luce

quindi delle divergenze fra la valutazione del Dr. __________, risalente al

mese di ottobre 2008 e i più recenti rapporti specialistici del Dr. __________

(luglio e agosto 2010) e del Dr. __________ (novembre 2010), il TCA ritiene che

non è possibile, senza procedere ad ulteriori accertamenti di natura ortopedica,

concludere con sufficiente tranquillità che lo stato valetudinario

dell’assicurato giustifichi una piena abilità lavorativa in attività adeguate

rispettose dei limiti funzionali indicati dal Dr. __________ nella valutazione

del 7 ottobre 2008.

2.10

Secondo la

giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non

sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due

soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio

o procedere personalmente a tale complemento.

Un rinvio

all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità

della procedura né il principio inquisitorio.

In una

sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito

che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare

quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale

basterebbe a chiarire un fatto.

Tale

giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.

In

particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,

p. 560.

L'autore

ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui

è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario

disponendo delle perizie mediche (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 176).

Il

risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di

ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della

procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito

temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli

assicuratori.

Nemmeno

l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una

parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una

perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di

diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere

tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai

Tribunali (e, quindi, allo Stato).

Lo

scrivente TCA non può che condividere tali critiche.

In una

sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,

p. 196s., la nostra Corte federale ha ricordato - facendo riferimento ad una

sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio

all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i

fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li

avrebbe comunque puntualmente accertati.

Nella

concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come

detto, si rivela lacunoso.

La

decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,

affinché metta in atto un ulteriore approfondimento a livello ortopedico,

inteso a delucidare l’aspetto diagnostico e le ripercussioni dei disturbi sulla

capacità lavorativa dell’assicurato, in particolare a stabilire se vi sia stato

o meno un peggioramento della patologia alla spalla in epoca successiva alla

perizia del Dr. __________.

Quindi,

in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione effettuerà una valutazione

globale delle patologie di cui soffre l’assicurato (psichiatrica e ortopedica),

debitamente motivata, e si pronuncerà nuovamente sul diritto alla rendita.

2.11

Vincente

in causa, il ricorrente, patrocinato dallo RA 1, ha diritto ad un'indennità per

ripetibili (cfr. STF del 5 settembre 2007 nella causa V., K 63/06 e la citata

DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

2.12

Secondo

l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle

spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009

del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§

La decisione del 28 ottobre 2010 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al

considerando 2.10..

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

L’Ufficio

AI dovrà inoltre versare all’assicurato fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili

(IVA inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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