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Decisione

32.2010.359

Rinvio atti per nuovi accertamenti in merito alla patologia pneumologica. Il perito dovrà esprimersi sia sull'aspetto diagnostico, sia sulle ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa dell'a

21 luglio 2011Italiano42 min

Source ti.ch

Fatti

I doc.

VII, VIII+bis sono stati inviati al legale dell’assicurato per conoscenza (doc.

IX).

1.9. Il 25 febbraio

2011 il patrocinatore di RI 1 ha prodotto la dichiarazione di ricovero datata

23 febbraio 2011 dell’Azienda Ospedaliera della __________ (doc. X+bis).

I doc.

X+bis sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XIII).

1.10. Il 14 marzo

2011 l’avv. RA 1 ha prodotto nuova documentazione medica attestante il ricovero

ospedaliero dell’assicurato (doc. XII+O 1-5).

I doc.

XII, O 1-5 sono stati inviati all’UAI per osservazioni (doc. XIII).

1.11. In data 16

giugno 2011 il legale dell’assicurato ha inviato al TCA l’attestazione di

controllo post ricovero del 14 giugno 2011 dell’Azienda Ospedaliera della __________

(doc. XV+bis)

Anche il

doc. XV+bis è stato inviato all’UAI per osservazioni (doc. XVI).

1.12. Con le

osservazioni del 24 giugno 2011 l’UAI ha preso posizione sui doc. X+bis e XII+O

1-5 riconfermandosi nella propria decisione dopo aver interpellato il SMR (doc.

XVII+bis).

Il

doc. XVII+bis è stato inviato all’avv. __________ per conoscenza (doc.

XIX).

1.13. Il

patrocinatore dell’assicurato ha inviato a questa Corte, il 1° luglio 2011, il

rapporto relativo alla dimissione di RI 1 dall’Azienda Ospedaliera della __________

(doc. XVIII+P)

Il doc.

XVIII+P è stato trasmesso all’UAI per osservazioni (doc. XX).

1.14. L’UAI, in

data 4 luglio 2011, dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica all’esame

del SMR, ha confermato il proprio provvedimento (doc. XX+bis).

I doc.

XX, XXI+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XXII).

1.15. Nelle

osservazioni del 15 luglio 2011 l’UAI ha trasmesso la presa di posizione del

SMR sulla degenza ospedaliera dell’assicurato. L’amministrazione ha quindi

nuovamente confermato il proprio provvedimento (doc. XXIII+bis).

I doc.

XXIII+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XXIV).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria

(cfr. STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre

2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio

2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;

STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,

pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA

I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Secondo

l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,

secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o

psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la

conseguente incapacità di guadagno.

Occorre

quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità

di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per

l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la

sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

L’art. 28

cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno

diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di

rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi

almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi

dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in

condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del

lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido

(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere

determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante

la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle

affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et

pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si

confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non

fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché

invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui

ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa

adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto

dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto

dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei

all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini

fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;

Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente

esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e

dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione

personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua

capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge

il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se

ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione

fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

Al

proposito va infine ancora rilevato che, secondo la

giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le

circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla

rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla

medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali

modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione

(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili

di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R

consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in

SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01

pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I

26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I

475/01).

2.3. Per

costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce

una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime

per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla

revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF

125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I

597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre

2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;

STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004

nella causa T., I 299/03).

Al

riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006

N. 39 pag. 182.

2.4. L’art. 17

cpv. 1 LPGA stabilisce che:

"

Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce

una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta

proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

I

principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto

il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.

17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

2.5. In una

sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer

1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della

revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così

espresso:

"

(...)

2. 2.1 En l'espèce, il s'agit tout

d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui

suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a

pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et

que le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside

uniquement dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens

de l'art. 17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du

dossier (p. ex. arrêt P. du 31 janvier 2003

[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur

les motifs de révision en particulier: URSS Müller, Die materiellen

Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,

Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en

effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à

la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche

Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri

[Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall,

1999, p. 15).

2.2 Si l'on

compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables

(syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante

en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux

traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont

divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à

la santé sur la capacité de travail. Les experts du COMAI avaient estimé que le

syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de la personnalité. On était en présence d'une atteinte à la santé mentale importante, entraînant

une incapacité totale de travail, sans perspective de reclassement ni

d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la fixation somatique.

Les experts de la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique

susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent

s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble

somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue

pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.

2.3 Sur la base

de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de la Clinique X. ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais

remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de

fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont

cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils

insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé la Clinique X., en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il

s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à

la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du

droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).

3. 3.1. Le principe selon lequel

l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision

formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,

lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une

importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi,

l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les

conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge

est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,

il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par

l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF

112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la

reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.

3.2 Pour juger

s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans

nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au

moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à

l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la

reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de

même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un changement

de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une

reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une

décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur

la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque

des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière

inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas lorsque

l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe de la

priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier 2003,

déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne saurait être admise

lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont l'examen

suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects ou de

leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la situation

de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).

3.3 En l'espèce,

c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires se

trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI, du 9

mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une rente

entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un tableau

clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de ses

aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail implique

toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait être

qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans les

différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne l'ont

pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité).

Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la mesure où

cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères jurisprudentiels

permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En tout cas, les critiques

émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les médecins de la Clinique X. ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de

crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes

d'experts en ce sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que

l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits

dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une

surexpertise serait de nature à les départager.

Mais, ici également, on ne peut faire abstraction

des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au recourant

comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré

et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des données médicales

recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une appréciation médicale

différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître comme manifeste­ment

erronée la décision initiale ou pour ordonner une expertise.

On ne peut pas non plus affirmer que

l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconnaissant

le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du

COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait

pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût

permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."

Una

diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente

approfonditamente esaminato non costituisce dunque né un caso di revisione, né

un caso di riconsiderazione

2.6. Nella

presente fattispecie l’UAI, con la decisione del 12 novembre 2010, ha attribuito una rendita intera d’invalidità limitatamente al periodo dal 1° maggio 2008 al 30

giugno 2009 fondandosi sulla documentazione medica agli atti (certificati Dr. __________

/ Dr. __________; Dr. __________).

Si

tratta ora di stabilire se l’amministrazione era legittimata oppure no a

ridurre ad un quarto la rendita dell’assicurato, a far tempo dal 1° luglio

2009.

Con lo

scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute di RI 1,

l’Ufficio AI ha affidato al Servizio medico regionale (SMR) il compito di

svolgere una valutazione specialistica (cardiologica).

Il Dr. __________

del SMR, nel rapporto medico del 4 marzo 2009, dopo aver illustrato l’anamnesi

del paziente, lo status e il risultato degli esami supplementari paraclinici ha

posto la seguente diagnosi e conclusione:

"

(…)

Diagnosi:

Stato da infarto miocardico infero‑posteriore

il 16,11,2006 e stato da dilatazione coronarica e posa di stent nell'arteria

coronaria destra e nel ramo interventricolare anteriore.

Attualmente riserva coronarica e funzione dei

ventricolo sinistro normali. Bronchite cronica e enfisema da pregresso

tabagismo, eventualmente da inalazioni di polveri nell'attività di minatore.

Placca aterosclerotica nell'arteria femorale

superficiale sinistra, senza al momento sintomatologia di claudicazione

intermittente.

Importante soprappeso.

iperlipidemia e ipertensione arteriosa in

trattamento.

Valutazione/conclusione:

L'A. presenta una cardiopatia ischemica con stato

da infarto miocardio inferoposteriore e stato da dilatazione e posa di stent

nell'arteria coronarica destra e nel ramo interventricolare anteriore.

Attualmente la funzione delle coronarie e del ventricolo sinistro è normale. La

bronchite cronica è attualmente compensata, con presenza di pochi ronchi basali

bilaterali. Non vi è cianosi e si nota solo una lieve dispnea da sforzo, in

parte attribuibile al soprappeso. L'aterosclerosi all'arteria femorale

superficiale sinistra non manifesta attualmente episodi di claudicazione

intermittente.

Le patologie descritte non permettono più la

ripresa dell'attività precedente di minatore.

È possibile il reinserimento in un'attività

lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato, secondo l'allegato Esame

della funzionalità fisica e tenendo conto della bassa scolarità dell'A.” (doc.

AI 30-5/6).

In sede

di osservazioni al progetto di decisione del 31 luglio 2009 l’UAI ha

predisposto un accertamento pneumologico (doc. AI 53-1).

Il Dr. __________,

spec. FMH in malattie polmonari e Capo-Servizio di Pneumologia dell’Ospedale

Regionale di __________ __________, nel referto del 12 agosto 2010 ha così risposto alle domande dell’UAI:

"

(…)

Diagnosi

·

BPCO con componente di reversibilità di grado

moderato (GOLD II)

·

Possibile incipiente leggero disturbo

ventilatorio di tipo restrittivo di origine mista (obesità corporea, possibile

incpiente processo cicatriziale)

·

Obesità corporea BIVII 35

·

Pregresse sequele specifiche

·

Pregresso tabagismo

Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale e

come si ripercuotono di disturbi sull'attività L'assicurato é da considerarsi

inabile al lavoro quale minatore al 100%.

Da quanto sussiste la diminuzione della capacità

lavorativa

Sulla base dei dati risulta difficile esprimersi

con certezza. Tuttavia già in occasione dell'esame da noi eseguito nel 2007 si

constatava un disturbo ventilatorio ostruttivo di grado moderato che rendeva

già allora l'assicurato inabile al lavoro per lavori fisici pesanti quali

quello di minatore al 100%.

E' possibile effettuare provvedimenti di

integrazione

No, teoricamente l'assicurato dovrebbe tuttavia

diminuire adeguatamente il peso corporeo e farsi sottoporre come é già il caso

a misure di riabilitazione respiratoria. E' tuttavia dubbio che ciò possa

portare alla ripresa completa della capacità lavorativa quale minatore.

E' possibile migliorare la capacità lavorativa

sul posto dì lavoro attuale.

No.

L'assicurato é in grado di svolgere altre

attività

Lavori fisici moderati al massimo al 50%, lavori

sedentari fisici leggeri al 100%. (doc. AI 57-5).

2.7 Quanto alla

valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi

importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si

fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal

paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),

che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del

perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto

medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,

ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I

462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF

125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997

pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998

IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata

Considerandi

nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al

principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per

quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il

giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,

il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro

conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa

fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono

ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una

superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI

2001.

pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella DTF 125 V 351 (= SVR

2000.

UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti

allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,

infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie

fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i

quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a

risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non

sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI

2001.

pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto

2006.

concernente un caso di assicurazione

per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio

delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione

per l'invalidità, sottolineando

che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per

principio necessario procedere ad una nuova perizia.

In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

A questo

proposito va ricordato che l'art. 49 OAI così enumera i compiti dei servizi

regionali:

"

1I servizi

medici regionali esaminano le condizioni mediche del diritto alle prestazioni.

Nel quadro della loro competenza medica specifica e delle istruzioni

specializzate di portata generale, essi sono liberi di scegliere i metodi

d'esame idonei.

2Se occorre, i

servizi medici regionali possono eseguire direttamente esami medici sugli

assicurati. Mettono per scritto i risultati degli esami. Una copia dei

risultati degli esame deve essere fornita agli assicurati. È fatto salvo

l'articolo 47 capoverso 2 LPGA.

3Per ogni caso

esaminato, i servizi medici regionali forniscono agli atti AI un rapporto

scritto con i necessari dati. Esso contiene i risultati dell'esame medico e una

raccomandazione sul seguito da dare, dal profilo medico, alla domanda di

prestazioni.

4I servizi

medici regionali sono disponibili a fornire consulenza agli uffici AI della

regione."

Per quel che riguarda i

rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il

giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia

esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in

favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353

consid. 3a)cc); Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.

230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008

del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti

e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto

segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur

probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt

s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF

125.

V 351 consid. 3a p. 352) qui

permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient

de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un

mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I

170.

consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.

2.2.1

et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait

remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et

procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins

traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces

médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été

ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour

remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi

sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la

procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25

aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia

ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La

promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni

sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.

628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in

particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni

sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn,

Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità

dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di

cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle

risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino

l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante

un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc.

32.1999

).

2.8

Nella

concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute

de ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione

della decisione qui impugnata, questo TCA, dopo attenta analisi della

documentazione medica agli atti, non può confermare l’operato

dell’amministrazione, in quanto la problematica pneumologica non è stata

chiarita in modo soddisfacente.

Se da una

parte, infatti, il TCA non ha motivo per distanziarsi dalla valutazione della

patologia cardiologica, approfonditamente vagliata dai medici del SMR (Dr. __________),

analogo discorso non può invece valere con riferimento ai disturbi di natura pneumologica

dell’assicurato, che necessitano, per contro, di essere ulteriormente indagati.

2.9

Per

quanto riguarda la patologia cardiologica, l’assicurato

è stato sottoposto ad un accurato esame da parte del Dr. __________ del SMR, il

quale ha diagnosticato una “Cardiopatia ischemica con stato da infarto

miocardico inferiore e stato da dilatazione coronarica (PTCA), con posa di

stent nell'arteria coronarica destra e nel ramo interventricolare anteriore il 16

novembre e rispettivamente il 23 novembre 2006. Bronchite cronica. Enfisema”

(doc. AI 30-1).

Secondo

lo specialista le patologie descritte non permettono più la ripresa dell'attività

precedente di minatore, mentre è possibile il reinserimento in un'attività

lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato (doc. AI 30-2).

Il TCA non ha motivo per distanziarsi da tale

valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati

medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in

grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.

Il

ricorrente ha prodotto l’elettrocardiogramma del 29 novembre 2009 (doc. G) e il

rapporto datato 9 dicembre 2010 del Dr__________, spec. in Cardiologia e in

Pneumologia, Primario della riabilitazione Cardiologica dell’Ospedale di __________,

nel quale il medico curante ha affermato che la perizia del Dr. __________

avrebbe trascurato le altre gravi patologie di RI 1, ovvero la grave

cardiopatia ischemica, l’arteriopatia obliterante cronica e l’ateromasia delle

arterie carotidi. Inoltre l’insufficienza respiratoria e la sindrome delle

apnee notturne sarebbero state valutate in maniera troppo ottimistica (doc. H).

Il Dr. __________

ha quindi ritenuto il paziente inabile totalmente in ogni attività lavorativa

(doc. H).

Questa

documentazione medica non permette tuttavia una diversa valutazione della

fattispecie.

I medici

del SMR, ai quali è stato sottoposto il referto medico, hanno precisato che dal

lato cardiologico l’assicurato è stato valutato dallo specialista Dr. __________,

il quale ha debitamente tenuto conto della problematica cardiaca.

I

medici del SMR, Dr. __________ e Dr. __________, hanno quindi precisato quanto

segue:

"

(…)

-

la presenza di un’arteriosclerosi è di regola

una problematica diffusa a tutto il corpo, primaria manifestazione presso

l’assicurato risulta essere la problematica cardiaca. La presenza di una

arteriosclerosi a livello delle carotidi può essere un fattore rischio ma nel

specifico caso non produce sintomi e quindi non è da ritenersi limitante.

-

per quanto concerne la possibile problematica di

apnee notturne si rimanda alla pagina 4 della perizia pneumologica

-

l’arteriopatia periferica con sintomi di

claudicatio a 250 non è limitante per un’attività prevalentemente sedentaria.

Da notare che la primaria terapia in questa problematica risulta l’allenamento

alla marcia. Si fa inoltre notare che la presenza di calcificazioni a livello

delle arterie periferiche non è diagnostico per una problematica limitante ma è

unicamente indicatore di una arteriopatia periferica, problematica ben nota”

(doc. IV bis).

Nello

scritto del 1° febbraio 2011 il Dr. __________ ha evidenziato nel paziente un

ventricolo sinistro molto dilatato con una notevole compromissione della

funzione contrattile globale. Secondo lo specialista il quadro è evoluto in una

grave forma di cardiomiopatia dilatativa post-infartuale che rende problematica

anche un’attività con sforzi lievi-moderati.

Nel

medesimo referto il medico ha aggiunto che “l’aumento fisiologico della

pressione sistolica durante l’esercizio fisico coincide con una maggiore

turbolenza del flusso – specie in presenza di placche – con disturbo dello

shear stress, ritenuto di fondamentale importanza nella produzione di ossido

nitrico”

Per

quanto concerne l’arteriopatia periferica il Dr. __________ ha poi ritenuto

contraddittoria la conclusione peritale secondo cui il paziente può svolgere

attività leggere e sedentarie, ma nel contempo può trarre vantaggio con

l’allenamento alla marcia.

Infine,

il medico curante ha concluso indicando che la sindrome delle apnee notturne si

accompagna non solo a disturbi del sonno ma anche a disturbi cognitivi e

dell’attenzione e spesso a disturbi della personalità (doc. i).

A mente del

Dr. __________ l’assicurato è da ritenere inabile al 100% in ogni attività

(doc. i).

Secondo

il Dr. __________ del SMR lo scritto del Dr. __________ non contiene nuovi

elementi clinici pratici, ma piuttosto “elementi di tipo teorico in parte

molto teorici e discutibili ma non pertinenti per quanto concerne la

funzionalità e l’esigibilità lavorativa” (doc. VIIIbis).

2.10

Quanto

all’aspetto pneumologico, per contro, il TCA non può, in mancanza di ulteriori

approfondimenti, confermare la valutazione svolta dall’amministrazione, per le

ragioni che seguono.

2.10.1

Secondo la

giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare

oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e

a decidere se la documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio

corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero

contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza

valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si

fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è,

del resto, che il rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su

esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona

esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia

chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni

dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311

consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).

L'elemento

rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo

di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

Nella DTF

125.

V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai

rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per

sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In una

sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il

Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può

fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle

dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,

nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle

conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal

principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha

dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a

mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni

all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di

prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei

medici curanti.

2.10.2

L’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame da parte del Dr.

__________, spec. FMH in malattie polmonari e Capo-Servizio di Pneumologia

dell’Ospedale Regionale di __________ __________, il quale ha diagnosticato “BPCO

con componente di reversibilità di grado moderato (GOLD II). Possibile

incipiente leggero disturbo ventilatorio di tipo restrittivo di origine mista

(obesità corporea, possibile incipiente processo cicatriziale). Obesità

corporea BIVII 35. Pregresse sequele specifiche. Pregresso tabagismo” (doc.

AI 57-5).

Per

quanto riguarda la capacità lavorativa residua il Dr. __________ ha indicato

che l'assicurato é da considerarsi inabile al lavoro quale minatore al 100%,

mentre lavori fisici moderati possono essere esercitati al massimo al 50% e

lavori sedentari fisici leggeri al 100%.

Il

ricorrente, da parte sua, ha prodotto lo scritto del 3 febbraio 2011 del Dr. __________

dell’Azienda Ospedaliera della __________, nel quale viene indicato un “ulteriore

peggioramento” rispetto al 2009 e 2007, del quadro clinico, con un

deficit funzionale respiratorio ostruttivo di grado moderatamente severo. Gli

esami di laboratorio hanno inoltre deposto per un peggioramento

dell’emogasanalisi in aria ambiente, Test del cammino in aria ambiente “con

valori ai limiti per insufficienza respiratoria latente” e un “incremento

significativo degli indici di citolisi epatica e colestasi” (doc. L).

La nuova

documentazione medica del Dr. __________ non è stata tuttavia sottosta al

perito specialista Dr. __________, ma unicamente al medico del SMR, Dr. __________,

che ha evidenziato anch’egli un peggioramento della funzionalità polmonare,

sebbene i dati di laboratorio siano identici a quelli emersi in occasione della

perizia (doc. VIIIbis).

Il TCA

rileva ancora che l’assicurato ha subìto un nuovo ricovero presso l’Azienda

Ospedaliera della __________, reparto di riabilitazione Pneumologica, dal 14

febbraio al 5 marzo 2011 (doc. Xbis).

Anche in

questo caso la documentazione relativa alla degenza di RI 1 non è stata

sottoposta a valutazione da parte di uno specialista FMH in pneumologia (doc.

XVIIbis).

Infine,

l’avv. RA 1 ha prodotto, in data 16 giugno 2011, un’attestazione dell’Azienda Ospedaliera __________ che attesta “una riacutizzazione bronchitica” e consiglia un

ricovero in pneumologia per ulteriori accertamenti.

Ricovero che è quindi

avvenuto dal 24 al 28 giugno 2011 presso l’Azienda Ospedaliera

della ____________________ a seguito di una riacutizzazione bronchitica -

nell’aprile 2011 - trattata con antibiotico. La diagnosi posta dal Dr. __________

è di “Sindrome bronchiectasica in paziente affetto da “interstizio-patia

polmonare” a verosimile genesi pneumoconoitica e BPCO enfisematosa”. Il

medico ha quindi indicato le ragioni del ricovero, ovvero la tosse, la dispnea

da sforzo ed episodi emoftoici recidivanti, anche se non presenti al momento

del ricovero (doc. P).

Nelle

annotazioni del SMR del 30 giugno 2011 e del 12 luglio 2011 il Dr. __________

ha confermato una situazione polmonare stabile rispetto a quella riscontrata

nella valutazione peritale del Dr. __________ (doc. XXI+bis; XXIII+bis).

Chiamato

a pronunciarsi, il TCA, in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF

8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 sopra esposta

(cfr. consid. 2.5.3.1.), ritiene che, nel caso di specie non è possibile, in

mancanza di ulteriori approfondimenti di natura pneumologica, concludere con la

necessaria tranquillità che l’assicurato sia abile al 50% per lavori fisici

moderati e al 100% per lavori sedentari fisici leggeri.

In

particolare, questa Corte rileva che la documentazione medica relativa alla

patologia pneumologica, prodotta dall’assicurato in via ricorsuale, non è mai

stata sottoposta al perito dell’amministrazione Dr. __________, spec. FMH in

pneumologia, per una sua valutazione specialistica. Questo malgrado che

l’insorgente abbia subìto numerosi ricoveri ospedalieri (ancora nel febbraio

2011.

e nel giugno 2011) e il suo stato di salute si sia progressivamente

aggravato.

A tal proposito il perito Dr. __________, nella

valutazione del 12 agoato 2010 aveva già constatato un quadro leggermente

peggiorato rispetto al 2007 “con un sospetto incipiente disturbo

ventilatorio di tipo restrittivo che può essere addotto al marcato aumento

ponderale”. In considerazione delle alterazioni cicatriziali già constatate

nella TAC precedente – secondo lo specialista – l’assicurato potrebbe

presentare un processo restrittivo incipiente. Ragione per la quale il Dr. __________

riteneva opportuno che RI 1 venisse sottoposto a regolari controlli

radiografici rispettivamente funzionali (doc. AI 57-4).

2.11

Il rinvio

degli atti all’UAI si giustifica anche per quanto riguarda l’aspetto economico.

La

consulente in integrazione professionale nel rapporto del 4 giugno 2009 e del

30.

settembre 2010 ha indicato: - compiti di controllo / manutenzione tipici

delle organizzazioni comunali (letturista, ripristino dei cestini, pulizia

fontane, servizi); - addetto alla logistica (magazziniere, con l’ausilio del

muletto); - operaio generico (mansioni d’assemblaggio, stampa, rifinitura,

lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo,

di sorveglianza, riparazioni, imballaggio, etichettatura); - autista, fattorino

addetto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce non troppo pesante

(es. fiori, prodotti farmaceutici) (doc. AI 35-3).

Il medico

del SMR, Dr. __________, aveva indicato che è possibile il reinserimento dell’assicurato

in un'attività lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato (doc. AI

30-2). Il Dr. __________, da parte sua, ha successivamente precisato che lavori

fisici moderati possono essere esercitati al massimo al 50% e lavori sedentari

fisici leggeri al 100% (doc. AI 57-5).

Nel

rapporto della consulente in integrazione non viene fatta una distinzione tra

lavori fisici moderati e lavori sedentari leggeri, ma viene unicamente fatto riferimento

al rapporto del 4 giugno 2009 e indicato che le attività esigibili rispettano

il limite per mansioni leggere (>10 kg).

Questa

Corte ritiene che le attività esigibili dall’assicurato, sulla base delle

limitazioni medico-teoriche e della configurazione della realtà economica del

Cantone Ticino, vadano precisate maggiormente in considerazione della parziale

abilità (50%) dell’assicurato nei lavori fisici moderati e della piena abilità

lavorativa in attività sedentarie leggere.

2.12

Secondo la giurisprudenza

federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non sono stati

sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due soluzioni: o

rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio o procedere

personalmente a tale complemento. Un rinvio all'assicuratore non viola né il

principio della semplicità e della rapidità della procedura né il principio

inquisitorio. In una sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA

ha comunque stabilito che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia,

in particolare quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di

istruzione puntuale basterebbe a chiarire un fatto. Tale giurisprudenza è stata

criticata dalla dottrina.

In

particolare, da G. Aubert (cfr. la nota pubblicata in SJ 1993, p.

560), il quale ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF

che pone il principio secondo cui è compito dell'assicuratore accertare

d'ufficio i fatti, se necessario disponendo delle perizie mediche. Ora,

secondo Aubert, il risultato della giurisprudenza citata è

quello di ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della

gratuità della procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte

abbia agito temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli

assicuratori. Del resto, nemmeno l'argomento fondato sulla rapidità della

procedura convince Aubert: da una parte, non occorre più tempo all'assicuratore

che al giudice per ordinare una perizia e, d'altra parte, la stessa

giurisprudenza federale rischia di diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad

essa, l'assicuratore può essere tentato di rifiutare di ordinare delle perizie

lasciando tale onere ai Tribunali (e, quindi, allo Stato).

Lo

scrivente TCA non può che condividere tali critiche (cfr. in questo senso STCA

35.2004.100

del 9 marzo 2005).

D’altra

parte, in una sentenza C 206/00 del 17 novembre 2000, pubblicata in DLA

2001, p. 196s., la massima Corte federale ha ricordato - facendo riferimento a

una sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio

all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i

fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li

avrebbe comunque puntualmente accertati.

Nella

concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come

detto, si rivela lacunoso.

La

decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,

affinché la documentazione medica pneumologica venga sottoposta al vaglio del perito

specialista Dr. __________, il quale si esprimerà sia sull’aspetto diagnostico,

sia sulle ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa dell’assicurato,

in particolare indicando se vi è stato un peggioramento del quadro clinico nel

periodo di tempo compreso tra la valutazione peritale del 12 agosto 2010 e la

decisione impugnata del 12 novembre 2010.

L’amministrazione

procederà quindi ad una nuova valutazione economica, in particolare chiarendo

quali sono le attività esigibili dall’assicurato sulla base delle limitazioni

medico-teoriche e del mercato del lavoro accessibile.

Quindi,

in esito a tale complemento istruttorio, tenendo conto anche delle altre

patologie, se del caso opportunamente aggiornate, l’amministrazione si

determinerà nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurato.

2.13

Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di

ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di

prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a

spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in

funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133

V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell'Ufficio AI.

2.14

Vincente in

causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un'indennità per

ripetibili (cfr. STF K 63/06 del 5 settembre 2007 e la citata DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§

La decisione del 12 novembre 2010 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al

considerando 2.12..

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

L’Ufficio

AI verserà al ricorrente la somma di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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