32.2010.359
Rinvio atti per nuovi accertamenti in merito alla patologia pneumologica. Il perito dovrà esprimersi sia sull'aspetto diagnostico, sia sulle ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa dell'a
21 luglio 2011Italiano42 min
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AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2010.359
Data decisione, Autorità:
21.07.2011, TCA
Titolo:
Rinvio atti per nuovi accertamenti in merito alla patologia pneumologica. Il perito dovrà esprimersi sia sull'aspetto diagnostico, sia sulle ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa dell'assicurato
DIMINUZIONE DELLA RENDITA
DIRITTO ALLA RENDITA
GRADO DI INVALIDITÀ
PERIZIA
RENDITA
UFFICIO ASSICURAZIONE INVALIDITÀ
art. 4 cpv. 1 LAI
art. 28 cpv. 2 LAI
art. 7 LPGA
art. 8 LPGA
art. 16 LPGA
art. 17 cpv. 1 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
32.2010.359
LG/DC/sc
Lugano
21 luglio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 13 dicembre 2010
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 12 novembre 2010 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1, nato
nel 1953, da ultimo attivo quale capo minatore presso la __________, in data 5
ottobre 2007, ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI
per adulti (rendita) per infarto ed enfisema polmonare (doc. AI 1-1/5).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, in particolare una valutazione
cardiologica da parte del medico SMR, Dr. __________, l’UAI con il progetto di
decisione del 31 luglio 2009 (doc. AI 39-1) ha attribuito all’assicurato una
rendita intera d’invalidità (grado 100%) limitatamente al periodo dal 1° maggio
2008 al 30 giugno 2009 e un quarto di rendita (grado 43%) dal 1° luglio 2009.
1.3. In sede di
osservazioni al progetto di decisione dell’UAI l’assicurato ha lamentato un
peggioramento della patologia polmonare che ha richiesto un suo ricovero presso
il Presidio ospedaliero di __________ (doc. AI 42-1; 49-1; 51-9).
1.4. Esperiti
nuovi accertamenti medici ed economici, in particolare una perizia pneumologica
da parte del Dr. __________ (doc. AI 57-1), l’UAI con la decisione del 12
novembre 2010 (doc. AI 63-1) ha attribuito all’assicurato una rendita intera
d’invalidità (grado 100%) limitatamente al periodo dal 1° maggio 2008 al 30
giugno 2009 e un quarto di rendita (grado 47%) dal 1° luglio 2009.
1.5. Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’annullamento del
provvedimento dell’amministrazione e il riconoscimento di una rendita intera a
far tempo dal 1° luglio 2009. In via subordinata il legale ha chiesto che venga
esperito un accertamento medico volto a determinare lo stato generale di salute
dell’assicurato, rispettivamente le sue capacità funzionali (doc. I).
L’insorgente
ha contestato la valutazione medica svolta dall’amministrazione, in particolare
la perizia del Dr. __________.
A
sostegno delle proprie argomentazioni egli ha prodotto i referti del Dr. __________
dell’Ospedale di __________ (doc. H).
Secondo
l’avv. RA 1 l’amministrazione avrebbe tralasciato le altre patologie lamentate
dal ricorrente quali: “la grave cardiopatia ischemica, l’arteriopatia
obliterante cronica, l’ateromasia delle arterie carotiti ecc…” e valutato
in modo ingiustificatamente ottimista l’insufficienza respiratoria. Ciò che
condurrebbe ad un’inabilità lavorativa completa dell’assicurato in qualsiasi
attività lavorativa (doc. I).
Per
quanto riguarda la valutazione economica, il legale ha contestato la riduzione
dal reddito da invalido applicata dalla consulente in integrazione, ritenendo
che vi siano altri elementi da prendere in considerazione quali: la scarsa
scolarità, l’impossibilità di ipotizzare una riformazione, il peso che gli
preclude determinate attività. L’insorgente ha, altresì, contestato le attività
esigibili menzionate nel rapporto (doc. I).
1.6. L’UAI, in
risposta, sulla base della perizia cardiologica del Dr. __________ del SMR e
quella pneumologica del Dr. __________ nonché sul rapporto della consulente in
integrazione professionale ha confermato il proprio provvedimento e postulato
la reiezione integrale del gravame (doc. IV+bis).
1.7. Il 7
febbraio 2011 l’avv. RA 1 ha prodotto la presa di posizione del Dr. __________
(doc. I), del Dr. __________ (doc. L) e la decisione dell’Azienda sanitaria
locale (doc. M).
Il doc.
VI e gli allegati sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. VII).
1.8. Nelle
osservazioni del 18 febbraio 2011 l’UAI, dopo aver sottoposto la nuova
documentazione medica al vaglio del SMR, ha confermato la propria decisione
(doc. VIII+bis).
Fatti
I doc.
VII, VIII+bis sono stati inviati al legale dell’assicurato per conoscenza (doc.
IX).
1.9. Il 25 febbraio
2011 il patrocinatore di RI 1 ha prodotto la dichiarazione di ricovero datata
23 febbraio 2011 dell’Azienda Ospedaliera della __________ (doc. X+bis).
I doc.
X+bis sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XIII).
1.10. Il 14 marzo
2011 l’avv. RA 1 ha prodotto nuova documentazione medica attestante il ricovero
ospedaliero dell’assicurato (doc. XII+O 1-5).
I doc.
XII, O 1-5 sono stati inviati all’UAI per osservazioni (doc. XIII).
1.11. In data 16
giugno 2011 il legale dell’assicurato ha inviato al TCA l’attestazione di
controllo post ricovero del 14 giugno 2011 dell’Azienda Ospedaliera della __________
(doc. XV+bis)
Anche il
doc. XV+bis è stato inviato all’UAI per osservazioni (doc. XVI).
1.12. Con le
osservazioni del 24 giugno 2011 l’UAI ha preso posizione sui doc. X+bis e XII+O
1-5 riconfermandosi nella propria decisione dopo aver interpellato il SMR (doc.
XVII+bis).
Il
doc. XVII+bis è stato inviato all’avv. __________ per conoscenza (doc.
XIX).
1.13. Il
patrocinatore dell’assicurato ha inviato a questa Corte, il 1° luglio 2011, il
rapporto relativo alla dimissione di RI 1 dall’Azienda Ospedaliera della __________
(doc. XVIII+P)
Il doc.
XVIII+P è stato trasmesso all’UAI per osservazioni (doc. XX).
1.14. L’UAI, in
data 4 luglio 2011, dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica all’esame
del SMR, ha confermato il proprio provvedimento (doc. XX+bis).
I doc.
XX, XXI+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XXII).
1.15. Nelle
osservazioni del 15 luglio 2011 l’UAI ha trasmesso la presa di posizione del
SMR sulla degenza ospedaliera dell’assicurato. L’amministrazione ha quindi
nuovamente confermato il proprio provvedimento (doc. XXIII+bis).
I doc.
XXIII+bis sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. XXIV).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre
2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA
I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28
cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).
2.3. Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce
una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime
per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla
revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03).
Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.
2.4. L’art. 17
cpv. 1 LPGA stabilisce che:
"
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
2.5. In una
sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer
1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della
revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così
espresso:
"
(...)
2. 2.1 En l'espèce, il s'agit tout
d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui
suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a
pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et
que le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside
uniquement dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens
de l'art. 17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du
dossier (p. ex. arrêt P. du 31 janvier 2003
[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur
les motifs de révision en particulier: URSS Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,
Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en
effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à
la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche
Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri
[Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall,
1999, p. 15).
2.2 Si l'on
compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables
(syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante
en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux
traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont
divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à
la santé sur la capacité de travail. Les experts du COMAI avaient estimé que le
syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de la personnalité. On était en présence d'une atteinte à la santé mentale importante, entraînant
une incapacité totale de travail, sans perspective de reclassement ni
d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la fixation somatique.
Les experts de la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique
susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent
s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble
somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue
pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.
2.3 Sur la base
de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de la Clinique X. ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais
remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de
fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont
cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils
insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé la Clinique X., en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il
s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à
la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du
droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).
3. 3.1. Le principe selon lequel
l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision
formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,
lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une
importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi,
l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les
conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge
est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,
il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par
l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF
112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la
reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.
3.2 Pour juger
s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans
nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au
moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à
l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la
reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de
même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un changement
de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une
reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une
décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur
la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque
des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière
inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas lorsque
l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe de la
priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier 2003,
déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne saurait être admise
lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont l'examen
suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects ou de
leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la situation
de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).
3.3 En l'espèce,
c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires se
trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI, du 9
mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une rente
entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un tableau
clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de ses
aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail implique
toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait être
qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans les
différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne l'ont
pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité).
Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la mesure où
cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères jurisprudentiels
permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En tout cas, les critiques
émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les médecins de la Clinique X. ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de
crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes
d'experts en ce sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que
l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits
dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une
surexpertise serait de nature à les départager.
Mais, ici également, on ne peut faire abstraction
des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au recourant
comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré
et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des données médicales
recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une appréciation médicale
différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître comme manifestement
erronée la décision initiale ou pour ordonner une expertise.
On ne peut pas non plus affirmer que
l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconnaissant
le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du
COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait
pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût
permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."
Una
diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce dunque né un caso di revisione, né
un caso di riconsiderazione
2.6. Nella
presente fattispecie l’UAI, con la decisione del 12 novembre 2010, ha attribuito una rendita intera d’invalidità limitatamente al periodo dal 1° maggio 2008 al 30
giugno 2009 fondandosi sulla documentazione medica agli atti (certificati Dr. __________
/ Dr. __________; Dr. __________).
Si
tratta ora di stabilire se l’amministrazione era legittimata oppure no a
ridurre ad un quarto la rendita dell’assicurato, a far tempo dal 1° luglio
2009.
Con lo
scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute di RI 1,
l’Ufficio AI ha affidato al Servizio medico regionale (SMR) il compito di
svolgere una valutazione specialistica (cardiologica).
Il Dr. __________
del SMR, nel rapporto medico del 4 marzo 2009, dopo aver illustrato l’anamnesi
del paziente, lo status e il risultato degli esami supplementari paraclinici ha
posto la seguente diagnosi e conclusione:
"
(…)
Diagnosi:
Stato da infarto miocardico infero‑posteriore
il 16,11,2006 e stato da dilatazione coronarica e posa di stent nell'arteria
coronaria destra e nel ramo interventricolare anteriore.
Attualmente riserva coronarica e funzione dei
ventricolo sinistro normali. Bronchite cronica e enfisema da pregresso
tabagismo, eventualmente da inalazioni di polveri nell'attività di minatore.
Placca aterosclerotica nell'arteria femorale
superficiale sinistra, senza al momento sintomatologia di claudicazione
intermittente.
Importante soprappeso.
iperlipidemia e ipertensione arteriosa in
trattamento.
Valutazione/conclusione:
L'A. presenta una cardiopatia ischemica con stato
da infarto miocardio inferoposteriore e stato da dilatazione e posa di stent
nell'arteria coronarica destra e nel ramo interventricolare anteriore.
Attualmente la funzione delle coronarie e del ventricolo sinistro è normale. La
bronchite cronica è attualmente compensata, con presenza di pochi ronchi basali
bilaterali. Non vi è cianosi e si nota solo una lieve dispnea da sforzo, in
parte attribuibile al soprappeso. L'aterosclerosi all'arteria femorale
superficiale sinistra non manifesta attualmente episodi di claudicazione
intermittente.
Le patologie descritte non permettono più la
ripresa dell'attività precedente di minatore.
È possibile il reinserimento in un'attività
lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato, secondo l'allegato Esame
della funzionalità fisica e tenendo conto della bassa scolarità dell'A.” (doc.
AI 30-5/6).
In sede
di osservazioni al progetto di decisione del 31 luglio 2009 l’UAI ha
predisposto un accertamento pneumologico (doc. AI 53-1).
Il Dr. __________,
spec. FMH in malattie polmonari e Capo-Servizio di Pneumologia dell’Ospedale
Regionale di __________ __________, nel referto del 12 agosto 2010 ha così risposto alle domande dell’UAI:
"
(…)
Diagnosi
·
BPCO con componente di reversibilità di grado
moderato (GOLD II)
·
Possibile incipiente leggero disturbo
ventilatorio di tipo restrittivo di origine mista (obesità corporea, possibile
incpiente processo cicatriziale)
·
Obesità corporea BIVII 35
·
Pregresse sequele specifiche
·
Pregresso tabagismo
Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale e
come si ripercuotono di disturbi sull'attività L'assicurato é da considerarsi
inabile al lavoro quale minatore al 100%.
Da quanto sussiste la diminuzione della capacità
lavorativa
Sulla base dei dati risulta difficile esprimersi
con certezza. Tuttavia già in occasione dell'esame da noi eseguito nel 2007 si
constatava un disturbo ventilatorio ostruttivo di grado moderato che rendeva
già allora l'assicurato inabile al lavoro per lavori fisici pesanti quali
quello di minatore al 100%.
E' possibile effettuare provvedimenti di
integrazione
No, teoricamente l'assicurato dovrebbe tuttavia
diminuire adeguatamente il peso corporeo e farsi sottoporre come é già il caso
a misure di riabilitazione respiratoria. E' tuttavia dubbio che ciò possa
portare alla ripresa completa della capacità lavorativa quale minatore.
E' possibile migliorare la capacità lavorativa
sul posto dì lavoro attuale.
No.
L'assicurato é in grado di svolgere altre
attività
Lavori fisici moderati al massimo al 50%, lavori
sedentari fisici leggeri al 100%. (doc. AI 57-5).
2.7 Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata
Considerandi
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001.
pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000.
UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001.
pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006.
concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(…)
La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)
A questo
proposito va ricordato che l'art. 49 OAI così enumera i compiti dei servizi
regionali:
"
1I servizi
medici regionali esaminano le condizioni mediche del diritto alle prestazioni.
Nel quadro della loro competenza medica specifica e delle istruzioni
specializzate di portata generale, essi sono liberi di scegliere i metodi
d'esame idonei.
2Se occorre, i
servizi medici regionali possono eseguire direttamente esami medici sugli
assicurati. Mettono per scritto i risultati degli esami. Una copia dei
risultati degli esame deve essere fornita agli assicurati. È fatto salvo
l'articolo 47 capoverso 2 LPGA.
3Per ogni caso
esaminato, i servizi medici regionali forniscono agli atti AI un rapporto
scritto con i necessari dati. Esso contiene i risultati dell'esame medico e una
raccomandazione sul seguito da dare, dal profilo medico, alla domanda di
prestazioni.
4I servizi
medici regionali sono disponibili a fornire consulenza agli uffici AI della
regione."
Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti
e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:
"
(…)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125.
V 351 consid. 3a p. 352) qui
permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient
de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un
mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I
170.
consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.
2.2.1
et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait
remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et
procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins
traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces
médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été
ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour
remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)
Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Va ancora rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn,
Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità
dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di
cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc.
32.1999
).
2.8
Nella
concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
de ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione
della decisione qui impugnata, questo TCA, dopo attenta analisi della
documentazione medica agli atti, non può confermare l’operato
dell’amministrazione, in quanto la problematica pneumologica non è stata
chiarita in modo soddisfacente.
Se da una
parte, infatti, il TCA non ha motivo per distanziarsi dalla valutazione della
patologia cardiologica, approfonditamente vagliata dai medici del SMR (Dr. __________),
analogo discorso non può invece valere con riferimento ai disturbi di natura pneumologica
dell’assicurato, che necessitano, per contro, di essere ulteriormente indagati.
2.9
Per
quanto riguarda la patologia cardiologica, l’assicurato
è stato sottoposto ad un accurato esame da parte del Dr. __________ del SMR, il
quale ha diagnosticato una “Cardiopatia ischemica con stato da infarto
miocardico inferiore e stato da dilatazione coronarica (PTCA), con posa di
stent nell'arteria coronarica destra e nel ramo interventricolare anteriore il 16
novembre e rispettivamente il 23 novembre 2006. Bronchite cronica. Enfisema”
(doc. AI 30-1).
Secondo
lo specialista le patologie descritte non permettono più la ripresa dell'attività
precedente di minatore, mentre è possibile il reinserimento in un'attività
lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato (doc. AI 30-2).
Il TCA non ha motivo per distanziarsi da tale
valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.
Il
ricorrente ha prodotto l’elettrocardiogramma del 29 novembre 2009 (doc. G) e il
rapporto datato 9 dicembre 2010 del Dr__________, spec. in Cardiologia e in
Pneumologia, Primario della riabilitazione Cardiologica dell’Ospedale di __________,
nel quale il medico curante ha affermato che la perizia del Dr. __________
avrebbe trascurato le altre gravi patologie di RI 1, ovvero la grave
cardiopatia ischemica, l’arteriopatia obliterante cronica e l’ateromasia delle
arterie carotidi. Inoltre l’insufficienza respiratoria e la sindrome delle
apnee notturne sarebbero state valutate in maniera troppo ottimistica (doc. H).
Il Dr. __________
ha quindi ritenuto il paziente inabile totalmente in ogni attività lavorativa
(doc. H).
Questa
documentazione medica non permette tuttavia una diversa valutazione della
fattispecie.
I medici
del SMR, ai quali è stato sottoposto il referto medico, hanno precisato che dal
lato cardiologico l’assicurato è stato valutato dallo specialista Dr. __________,
il quale ha debitamente tenuto conto della problematica cardiaca.
I
medici del SMR, Dr. __________ e Dr. __________, hanno quindi precisato quanto
segue:
"
(…)
-
la presenza di un’arteriosclerosi è di regola
una problematica diffusa a tutto il corpo, primaria manifestazione presso
l’assicurato risulta essere la problematica cardiaca. La presenza di una
arteriosclerosi a livello delle carotidi può essere un fattore rischio ma nel
specifico caso non produce sintomi e quindi non è da ritenersi limitante.
-
per quanto concerne la possibile problematica di
apnee notturne si rimanda alla pagina 4 della perizia pneumologica
-
l’arteriopatia periferica con sintomi di
claudicatio a 250 non è limitante per un’attività prevalentemente sedentaria.
Da notare che la primaria terapia in questa problematica risulta l’allenamento
alla marcia. Si fa inoltre notare che la presenza di calcificazioni a livello
delle arterie periferiche non è diagnostico per una problematica limitante ma è
unicamente indicatore di una arteriopatia periferica, problematica ben nota”
(doc. IV bis).
Nello
scritto del 1° febbraio 2011 il Dr. __________ ha evidenziato nel paziente un
ventricolo sinistro molto dilatato con una notevole compromissione della
funzione contrattile globale. Secondo lo specialista il quadro è evoluto in una
grave forma di cardiomiopatia dilatativa post-infartuale che rende problematica
anche un’attività con sforzi lievi-moderati.
Nel
medesimo referto il medico ha aggiunto che “l’aumento fisiologico della
pressione sistolica durante l’esercizio fisico coincide con una maggiore
turbolenza del flusso – specie in presenza di placche – con disturbo dello
shear stress, ritenuto di fondamentale importanza nella produzione di ossido
nitrico”
Per
quanto concerne l’arteriopatia periferica il Dr. __________ ha poi ritenuto
contraddittoria la conclusione peritale secondo cui il paziente può svolgere
attività leggere e sedentarie, ma nel contempo può trarre vantaggio con
l’allenamento alla marcia.
Infine,
il medico curante ha concluso indicando che la sindrome delle apnee notturne si
accompagna non solo a disturbi del sonno ma anche a disturbi cognitivi e
dell’attenzione e spesso a disturbi della personalità (doc. i).
A mente del
Dr. __________ l’assicurato è da ritenere inabile al 100% in ogni attività
(doc. i).
Secondo
il Dr. __________ del SMR lo scritto del Dr. __________ non contiene nuovi
elementi clinici pratici, ma piuttosto “elementi di tipo teorico in parte
molto teorici e discutibili ma non pertinenti per quanto concerne la
funzionalità e l’esigibilità lavorativa” (doc. VIIIbis).
2.10
Quanto
all’aspetto pneumologico, per contro, il TCA non può, in mancanza di ulteriori
approfondimenti, confermare la valutazione svolta dall’amministrazione, per le
ragioni che seguono.
2.10.1
Secondo la
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare
oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e
a decidere se la documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio
corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero
contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza
valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si
fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è,
del resto, che il rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su
esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona
esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia
chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311
consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
Nella DTF
125.
V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per
sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In una
sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.
2.10.2
L’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame da parte del Dr.
__________, spec. FMH in malattie polmonari e Capo-Servizio di Pneumologia
dell’Ospedale Regionale di __________ __________, il quale ha diagnosticato “BPCO
con componente di reversibilità di grado moderato (GOLD II). Possibile
incipiente leggero disturbo ventilatorio di tipo restrittivo di origine mista
(obesità corporea, possibile incipiente processo cicatriziale). Obesità
corporea BIVII 35. Pregresse sequele specifiche. Pregresso tabagismo” (doc.
AI 57-5).
Per
quanto riguarda la capacità lavorativa residua il Dr. __________ ha indicato
che l'assicurato é da considerarsi inabile al lavoro quale minatore al 100%,
mentre lavori fisici moderati possono essere esercitati al massimo al 50% e
lavori sedentari fisici leggeri al 100%.
Il
ricorrente, da parte sua, ha prodotto lo scritto del 3 febbraio 2011 del Dr. __________
dell’Azienda Ospedaliera della __________, nel quale viene indicato un “ulteriore
peggioramento” rispetto al 2009 e 2007, del quadro clinico, con un
deficit funzionale respiratorio ostruttivo di grado moderatamente severo. Gli
esami di laboratorio hanno inoltre deposto per un peggioramento
dell’emogasanalisi in aria ambiente, Test del cammino in aria ambiente “con
valori ai limiti per insufficienza respiratoria latente” e un “incremento
significativo degli indici di citolisi epatica e colestasi” (doc. L).
La nuova
documentazione medica del Dr. __________ non è stata tuttavia sottosta al
perito specialista Dr. __________, ma unicamente al medico del SMR, Dr. __________,
che ha evidenziato anch’egli un peggioramento della funzionalità polmonare,
sebbene i dati di laboratorio siano identici a quelli emersi in occasione della
perizia (doc. VIIIbis).
Il TCA
rileva ancora che l’assicurato ha subìto un nuovo ricovero presso l’Azienda
Ospedaliera della __________, reparto di riabilitazione Pneumologica, dal 14
febbraio al 5 marzo 2011 (doc. Xbis).
Anche in
questo caso la documentazione relativa alla degenza di RI 1 non è stata
sottoposta a valutazione da parte di uno specialista FMH in pneumologia (doc.
XVIIbis).
Infine,
l’avv. RA 1 ha prodotto, in data 16 giugno 2011, un’attestazione dell’Azienda Ospedaliera __________ che attesta “una riacutizzazione bronchitica” e consiglia un
ricovero in pneumologia per ulteriori accertamenti.
Ricovero che è quindi
avvenuto dal 24 al 28 giugno 2011 presso l’Azienda Ospedaliera
della ____________________ a seguito di una riacutizzazione bronchitica -
nell’aprile 2011 - trattata con antibiotico. La diagnosi posta dal Dr. __________
è di “Sindrome bronchiectasica in paziente affetto da “interstizio-patia
polmonare” a verosimile genesi pneumoconoitica e BPCO enfisematosa”. Il
medico ha quindi indicato le ragioni del ricovero, ovvero la tosse, la dispnea
da sforzo ed episodi emoftoici recidivanti, anche se non presenti al momento
del ricovero (doc. P).
Nelle
annotazioni del SMR del 30 giugno 2011 e del 12 luglio 2011 il Dr. __________
ha confermato una situazione polmonare stabile rispetto a quella riscontrata
nella valutazione peritale del Dr. __________ (doc. XXI+bis; XXIII+bis).
Chiamato
a pronunciarsi, il TCA, in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 sopra esposta
(cfr. consid. 2.5.3.1.), ritiene che, nel caso di specie non è possibile, in
mancanza di ulteriori approfondimenti di natura pneumologica, concludere con la
necessaria tranquillità che l’assicurato sia abile al 50% per lavori fisici
moderati e al 100% per lavori sedentari fisici leggeri.
In
particolare, questa Corte rileva che la documentazione medica relativa alla
patologia pneumologica, prodotta dall’assicurato in via ricorsuale, non è mai
stata sottoposta al perito dell’amministrazione Dr. __________, spec. FMH in
pneumologia, per una sua valutazione specialistica. Questo malgrado che
l’insorgente abbia subìto numerosi ricoveri ospedalieri (ancora nel febbraio
2011.
e nel giugno 2011) e il suo stato di salute si sia progressivamente
aggravato.
A tal proposito il perito Dr. __________, nella
valutazione del 12 agoato 2010 aveva già constatato un quadro leggermente
peggiorato rispetto al 2007 “con un sospetto incipiente disturbo
ventilatorio di tipo restrittivo che può essere addotto al marcato aumento
ponderale”. In considerazione delle alterazioni cicatriziali già constatate
nella TAC precedente – secondo lo specialista – l’assicurato potrebbe
presentare un processo restrittivo incipiente. Ragione per la quale il Dr. __________
riteneva opportuno che RI 1 venisse sottoposto a regolari controlli
radiografici rispettivamente funzionali (doc. AI 57-4).
2.11
Il rinvio
degli atti all’UAI si giustifica anche per quanto riguarda l’aspetto economico.
La
consulente in integrazione professionale nel rapporto del 4 giugno 2009 e del
30.
settembre 2010 ha indicato: - compiti di controllo / manutenzione tipici
delle organizzazioni comunali (letturista, ripristino dei cestini, pulizia
fontane, servizi); - addetto alla logistica (magazziniere, con l’ausilio del
muletto); - operaio generico (mansioni d’assemblaggio, stampa, rifinitura,
lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo,
di sorveglianza, riparazioni, imballaggio, etichettatura); - autista, fattorino
addetto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce non troppo pesante
(es. fiori, prodotti farmaceutici) (doc. AI 35-3).
Il medico
del SMR, Dr. __________, aveva indicato che è possibile il reinserimento dell’assicurato
in un'attività lavorativa con impegno fisico lieve‑moderato (doc. AI
30-2). Il Dr. __________, da parte sua, ha successivamente precisato che lavori
fisici moderati possono essere esercitati al massimo al 50% e lavori sedentari
fisici leggeri al 100% (doc. AI 57-5).
Nel
rapporto della consulente in integrazione non viene fatta una distinzione tra
lavori fisici moderati e lavori sedentari leggeri, ma viene unicamente fatto riferimento
al rapporto del 4 giugno 2009 e indicato che le attività esigibili rispettano
il limite per mansioni leggere (>10 kg).
Questa
Corte ritiene che le attività esigibili dall’assicurato, sulla base delle
limitazioni medico-teoriche e della configurazione della realtà economica del
Cantone Ticino, vadano precisate maggiormente in considerazione della parziale
abilità (50%) dell’assicurato nei lavori fisici moderati e della piena abilità
lavorativa in attività sedentarie leggere.
2.12
Secondo la giurisprudenza
federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non sono stati
sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due soluzioni: o
rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio o procedere
personalmente a tale complemento. Un rinvio all'assicuratore non viola né il
principio della semplicità e della rapidità della procedura né il principio
inquisitorio. In una sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA
ha comunque stabilito che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia,
in particolare quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di
istruzione puntuale basterebbe a chiarire un fatto. Tale giurisprudenza è stata
criticata dalla dottrina.
In
particolare, da G. Aubert (cfr. la nota pubblicata in SJ 1993, p.
560), il quale ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF
che pone il principio secondo cui è compito dell'assicuratore accertare
d'ufficio i fatti, se necessario disponendo delle perizie mediche. Ora,
secondo Aubert, il risultato della giurisprudenza citata è
quello di ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della
gratuità della procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte
abbia agito temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli
assicuratori. Del resto, nemmeno l'argomento fondato sulla rapidità della
procedura convince Aubert: da una parte, non occorre più tempo all'assicuratore
che al giudice per ordinare una perizia e, d'altra parte, la stessa
giurisprudenza federale rischia di diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad
essa, l'assicuratore può essere tentato di rifiutare di ordinare delle perizie
lasciando tale onere ai Tribunali (e, quindi, allo Stato).
Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche (cfr. in questo senso STCA
35.2004.100
del 9 marzo 2005).
D’altra
parte, in una sentenza C 206/00 del 17 novembre 2000, pubblicata in DLA
2001, p. 196s., la massima Corte federale ha ricordato - facendo riferimento a
una sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio
all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i
fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li
avrebbe comunque puntualmente accertati.
Nella
concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come
detto, si rivela lacunoso.
La
decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,
affinché la documentazione medica pneumologica venga sottoposta al vaglio del perito
specialista Dr. __________, il quale si esprimerà sia sull’aspetto diagnostico,
sia sulle ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa dell’assicurato,
in particolare indicando se vi è stato un peggioramento del quadro clinico nel
periodo di tempo compreso tra la valutazione peritale del 12 agosto 2010 e la
decisione impugnata del 12 novembre 2010.
L’amministrazione
procederà quindi ad una nuova valutazione economica, in particolare chiarendo
quali sono le attività esigibili dall’assicurato sulla base delle limitazioni
medico-teoriche e del mercato del lavoro accessibile.
Quindi,
in esito a tale complemento istruttorio, tenendo conto anche delle altre
patologie, se del caso opportunamente aggiornate, l’amministrazione si
determinerà nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurato.
2.13
Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di
ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di
prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a
spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in
funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133
V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'Ufficio AI.
2.14
Vincente in
causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un'indennità per
ripetibili (cfr. STF K 63/06 del 5 settembre 2007 e la citata DTF 126 V 11 seg. consid. 2).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§
La decisione del 12 novembre 2010 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.12..
2. Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
L’Ufficio
AI verserà al ricorrente la somma di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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