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Decisione

32.2011.231

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

29 febbraio 2012Italiano51 min

Source ti.ch

Fatti

I periodi d'inabilità lavorativa indicati sono

documentati."

(Doc. 42/2)

2.5. In sede

ricorsuale, l’assicurato ha criticato la decisione dell’UAI di attribuzione di

un quarto di rendita a partire dal 1° maggio 2010, trasmettendo al TCA il

seguente referto, datato 8 settembre 2011, redatto dal dr. __________,

specialista FMH in medicina interna e angiologia:

"

Con la presente certifico che il summenzionato,

a partire da inizio giugno 2011, presenta 3 patologie di relativa nuova

insorgenza, per le quali sono in corso degli accertamenti ulteriori.

- sindrome delle apnee notturne ostruttive. È in discussione

l'applicazione di un dispositivo C-PAP notturno. Il paziente viene seguito dal

Dr.med. __________;

- dolori importanti ed acuti nella regione dell'inguine e

dell'anca di destra di origine ancora non determinata di nuova insorgenza e

investigati da parte del Dr. med. __________, Ortopedia FMH;

- presenza di grossi clavi dolorosi al piede destro in presenza

d'importanti difficoltà deambulatorie ed é curato dal Dr. med. __________,

Dermatologia FMH e vi é richiesta formale per scarpe ortopediche su misura.

Restano comunque aperte le problematiche del

ginocchio di destra con un flexum che non ha potuto essere operato a causa

dell'insorgenza della problematica dell'anca destra." (Doc. B)

Al

riguardo, il dr. D. __________ del SMR, specialista FMH in medicina generale,

nelle annotazioni del 20 settembre 2011, ha osservato:

"

Richiesta 3.2010

Assicurato con IL 50% da 5.2009 per problematica

ortopedica e vascolare.

Visita sul posto di lavoro 5.2010 (dr. ____________________)

e seguente valutazione: si conferma IL 50% (rendimento ridotto)

si calcola un grado AI 47% dopo confronto

redditi, segue decisione del 14.7.2011

Ricorso:

certificato dr. __________ del 8.9.2011:

presenza di nuove patologie in accertamento:

- sindrome delle apnee notturne con

probabile trattamento C-PAP

- dolori inguine destra

-

clavi dolorosi ai piedi con necessità di scarpe ortopediche su misura

Valutazione:

-

si conferma una IL del 50% nell'attività abituale, attività adatta al danno alla salute

con attuale posto di lavoro ideale (valutazione confermata tramite sopralluogo)

e datore di lavoro che mostra ampia comprensione.

-

L'attuale documentazione medica indica nuove

patologie senza specificare l'influsso sulla CL. Da notare che attualmente non

vi è certificata, da quanto risulta dall'incarto, una IL superiore al 50%.

-

L'attività attualmente svolta non risulta dannosa

per l'assicurato, attività che di fatto riesce a svolgere con un rendimento del

50%." (Doc. VIII/1)

L’assicurato ha poi trasmesso al TCA i seguenti

certificati medici:

-

referto del 25 ottobre 2011 del dr. __________,

specialista FMH in medicina interna, indirizzato al dr. C. __________, del

seguente tenore:

" Con

la seguente lettera vorrei indirizzarti con una certa urgenza il sopraccitato

paziente per un ricovero presso il tuo nosocomio.

Ho parlato con il

paziente in un modo approfondito sull'intenzione di ricoverarlo presso la

Clinica __________.

Dal punto di vista internistico

non ci sono particolari problemi, il paziente è in cura per:

Una

cardiopatia valvolare

Una lieve

sindrome di apnea notturna

Uno stato

dopo protesi anca sinistra

Attualmente

una gonalgia per gonartrosi ginocchio ds

Il paziente è sotto

la seguente terapia:

sintrom

sec. Quick

Beloc Zok

50 1-0-0

Seropram 20

1-0-0

Tranxilium

5 al bisogno.

Indicazione del

ricovero è una grave sindrome ansio-depressiva, reattiva su usura, mobbing,

maltrattamento su forma di schiavitù da parte del datore di lavoro. Infatti

malgrado una invalidità con certificato medico al 100% da parte dell’ortopedico,

il paziente per ricatti da parte del datore di lavoro va obbligato a

lavorare fino a tarda notte, che ha portato a una sindrome di disadattamento

grave con una sindrome ansio-depressiva reattiva. II paziente accennava un

possibile tentamen se non riesce ad uscire da questo circolo vizioso. L'unica

soluzione a mio avviso è un ricovero, una terapia medicamentosa e sostegno

psicologico, per rientrare in qualche modo nella sua attività professionale in

un'altra ditta.

Per i dettagli sono

disponibile a spiegarli verbalmente, sul mio numero diretto 683 66 12.

Ti ringrazio per la

collaborazione e ti prego di convocare il paziente tramite il suo telefono

portatile.

PS: il paziente dice

di essere stato seguito dal servizio di psichiatria a __________, purtroppo non

sono in possesso di nominativi." (Doc. E2)

-

referto del 10 novembre 2011 del dr. __________,

specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, indirizzato alla patrocinatrice

dell’interessato, del seguente tenore:

" Come

Lei sa, il Signor RI 1 è ricoverato all'Ospedale __________, nel reparto di

psichiatria e psicoterapia, dal 4.11.2011.

Le sue condizioni di

salute sono in fase di valutazione; egli soffre di una patologia che abbraccia

tanto l'aspetto fisico quanto l'aspetto psichico e quest'ultimo in particolare

chiede un periodo di osservazione e di valutazione stimabile in alcune

settimane almeno.

Le potrò fornire

informazioni più precise non prima della metà di dicembre." (Doc. E1)

Nelle sue annotazioni del 18 novembre 2011, il

dr. __________ del SMR ha osservato:

"

Assicurato attualmente ricoverato a __________

dal 4.11.2011.

Valutazione: dall’attuale certificazione risulta

peggioramento dello stato di salute a partire dal 4.11.2011 con attuale IL

100%, CL da valutare nel decorso.” (Doc. XVII/bis)

2.6. Per costante

giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione

(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono

essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito

del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,

nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al

lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare

quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al

consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare

quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

Quanto

alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza

dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e

che le conclusioni del perito siano ben motivate.

Determinante

quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine

del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto

(STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U

329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160

consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il

suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state

eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se

giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di

accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a

ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998

IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata

nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al

principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per

quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il

giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,

il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro

conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa

fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono

ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una

superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI

2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993 pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Per quel

che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione

invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia,

devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA

(consid. 6 e 7).

In merito

al valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di

accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo

e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF

136 V 376 il Tribunale Federale ha specificato che la qualità formale di

parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura

giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in

materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte

le prove assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa.

In una

sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V

210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza

federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di

accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità

alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr.

iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

Considerandi

L’Alta

Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per

poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni

come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo

nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla

Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha

riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente

le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM

nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro

dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò

ritenuto necessario adottare dei correttivi:

(a

livello amministrativo)

-

assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

-

differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

-

miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid.

3.

),

-

rafforzamento dei diritti di partecipazione:

-- in

caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una

decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle

assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6;

cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

-- alla

persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla

procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid.

3.4.2

; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);

(a

livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)

In caso

di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il

Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una

perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza

secondo DLA 1997

Nr. 18 p.

85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid.

3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid.

4.4

).

Infine,

il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio

standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto

si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue

specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto

di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la

decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema

cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

Nella

sentenza 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 il TF ha in particolare precisato

quanto segue a proposito del valore probatorio delle perizie di un SAM:

"

2.2.2

Das Bundesgericht hat in BGE 136 V 376 dargelegt, dass diese Kritik im Ansatz unzutreffend ist, weil sie

die verfassungs- und gesetzesrechtlichen Grundlagen der schweizerischen

Verwaltungsrechtspflege ausblendet. Danach handelt die IV-Stelle im Verwaltungsverfahren

nicht als Partei, sondern als zur Neutralität und Objektivität verpflichtetes

Organ des Gesetzesvollzugs. Solange kein Beschwerdeverfahren angehoben ist,

läuft ein Einparteienverfahren mit dem Leistungsgesuchssteller als Partei und der

IV-Stelle als Behörde, welche nach den Grundsätzen des Amtsbetriebes die

Herrschaft über das Verfahren innehat. Nach dem Übergang zum

Anfechtungsstreitverfahren wird die Verwaltung zwar im prozessualen Sinne zur

Partei; sie bleibt lite pendente indessen weiterhin an die rechtsstaatlichen

Grundsätze (Art. 5 BV) gebundenes, der Objektivität und Neutralität

verpflichtetes Organ. Daher hat sie nicht auch im materiellen Sinn

Parteieigenschaft. Von dieser Rechtslage geht die Judikatur über die

Beweiskraft versicherungsmedizinischer Berichte und Gutachten (BGE 125 V 351; 122 V 157) aus. Sind formell einwandfreie und materiell schlüssige (das

heisst beweistaugliche und beweiskräftige) medizinische Entscheidungsgrundlagen

des Versicherungsträgers (Administrativgutachten) vorhanden, so besteht daher

nach der Rechtsprechung kein Anspruch auf eine gerichtliche Expertise (BGE 135 V 465 E. 4 S. 467). Gemäss der Rechtsauffassung, wie sie in der

gesetzlichen Ordnung über die Amtsermittlungspflicht des

Sozialversicherungsträgers zum Ausdruck kommt, wird Beweis über

sozialversicherungsrechtliche Ansprüche schwergewichtig auf der Stufe des

Administrativverfahrens geführt, nicht im gerichtlichen Prozess. Hierin liegt

eine Grundentscheidung des Gesetzgebers, deren Abänderung im formellen Gesetz

vollzogen werden müsste (vgl. Art. 164 Abs. 1 lit. e-g BV). Die Verwaltung ist

aufgrund von Art. 89 Abs. 2 lit. a BGG immer dann zur Beschwerde berechtigt,

wenn der angefochtene Akt die Bundesgesetzgebung in ihrem Aufgabenbereich

verletzen kann. Aus der formellen Parteieigenschaft der Durchführungsstelle im

gerichtlichen Prozess bzw. der Legitimation zur Erhebung von Beschwerden in

öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten kann offensichtlich nicht gefolgert

werden, auch die Beweiserhebungen der IV-Stelle im (vorausgehenden)

nichtstreitigen Verfahren bis zum Verfügungserlass seien Handlungen einer

(formellen) Partei, womit das spätere gerichtliche Abstellen hierauf gegen die

Verfassung oder die EMRK verstiesse.

2.2.3

Die grundsätzliche Verfassungs- und

Konventionsmässigkeit der Beschaffung medizinischer Entscheidungsgrundlagen

durch externe Gutachtensinstitute in der schweizerischen Invalidenversicherung

bestätigt ein rechtsvergleichender Ausblick. Danach kann - eine zweifellos in

die Kompetenz des nationalen Gesetzgebers fallende Grundentscheidung - die

medizinische Sachkompetenz entweder bei der entscheidenden Behörde selber

liegen oder bei zur Entscheidung im Einzelfall beizuziehenden Sachverständigen.

(…)

2.3

Im Hinblick auf die Ermittlung des

medizinischen Sachverhalts sind die MEDAS gesetzlich (Art. 59 Abs. 3 IVG)

vorgesehene Hilfsorgane der Invalidenversicherung. Als solche unterliegen sie

gleich wie die IV-Stellen selber dem verfassungsmässigen Gebot eines neutralen

und objektiven Gesetzesvollzugs. Institutionell wird die Eigenschaft der

Neutralität und Objektivität durch die selbständige Stellung der MEDAS

gestützt. Ihre Selbständigkeit zeigt sich darin, dass sie in ganz

verschiedenen, selber gewählten Rechtsformen auftreten und auf

unterschiedlichen Trägerschaften beruhen; sodann werden sie vom BSV weder

fachlich beaufsichtigt (vgl. Art. 64a IVG), noch sind sie im Einzelfall

weisungsgebunden. Ihre Kosten werden naheliegenderweise aus der IV-Rechnung

gedeckt, weshalb sie mit dem BSV auf tarifvertraglicher Grundlage

zusammenarbeiten (zu der daraus sich ergebenden Problematik vgl. aber unten E.

3.1

).

Unter diesen Umständen kann das Gebot der

Verfahrensfairness nicht allein durch den Umstand verletzt sein, dass

gutachtliche und andere medizinische Erkenntnisse aus dem

Administrativverfahren die wesentliche tatsachenbezogene Entscheidungsgrundlage

für die gerichtliche Überprüfung des Verwaltungsaktes bilden. Die Konzeption,

wonach ein Gericht auf die vom Versicherungsträger korrekt erhobenen Beweise

abstellen und auf ein eigenes Beweisverfahren verzichten darf, bleibt

grundsätzlich vereinbar mit Völker- und Bundesrecht (BGE 135 V 465 E. 4.3.2 S. 469). Aus der Rechtsvergleichung ergibt sich keine im

europäischen Raum allgemein anerkannte einheitliche Rechtsauffassung, dass über

streitige Sozialleistungen nur aufgrund eines gerichtlichen Beweisverfahrens

abschliessend entschieden werden dürfte (unten E. 4.3). Eine andere Frage ist,

wie es sich verhält, wenn ein Gericht die ursprüngliche Beweisgrundlage einmal

verworfen hat (dazu unten E. 4.4.)" (ATF

137.

V 232-233 e 236-237)

Occorre

ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse

dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante

ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.

In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

"

(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et

des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels

précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison

d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin

traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui

l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les

médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune

circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de

ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

Per quel che riguarda i

rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il

giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia

esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in

favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353

consid. 3a)cc); Pratique

VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.

230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008

del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici

curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato

quanto segue:

"

(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre

experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de

mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports

médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des

critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante.

A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la

jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat

d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les

références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause

une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de

nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont

une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins

traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans

le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en

cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia

ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La

promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni

sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.

628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in

particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni

sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &

Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni

sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una

richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente

e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative

lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap

nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,

inc. 32.1999.124).

2.7

Questo

Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’Ufficio AI prima dell’emissione della decisione

impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, non può

confermare l’operato dell’amministrazione, in quanto i disturbi che affliggono

l’assicurato non sono stati sufficientemente chiariti.

Nel

rapporto medico dell’11 gennaio 2011, il dr. __________ del SMR ha considerato

l’assicurato inabile al lavoro al 100% dal 17 agosto 2009 al 17 gennaio 2010 e

inabile al lavoro al 50% a partire dal 18 gennaio 2010, sottolineando che

l’interessato, affetto da una “patologia complessa di carattere vascolare,

cardiaco ed ortopedico”, è stato “ritenuto inabile al lavoro al 50% sia

dall’angiologo, sia dal chirurgo ortopedico” (doc. 42-2).

A tale

proposito, il TCA rileva, innanzitutto, che è vero che il dr. __________ e il

dr. __________ hanno considerato l’assicurato ancora abile al lavoro al 50% dal

profilo internistico, rispettivamente da quello ortopedico (cfr. doc. 17-4;

17-7).

È

altrettanto vero, tuttavia, che il dr. __________ del SMR, partendo da tali

valutazioni dei medici curanti, ha semplicisticamente tratto la conclusione che

l’interessato presenti globalmente una capacità lavorativa residua del 50%

(cfr. doc. 42-2).

Come

correttamente indicato dalla patrocinatrice in sede ricorsuale, essendo

l’assicurato affetto da numerosi disturbi, interessanti diversi ambiti della

medicina – che, secondo la definizione posta dallo stesso medico del SMR, danno

luogo ad una “patologia complessa di carattere vascolare, cardiaco ed

ortopedico” (cfr. doc. 42-2) - a mente del TCA l’amministrazione non poteva

limitarsi, come invece ha fatto, a basarsi sulle indicazioni fornite dai

curanti al fine di esprimere un giudizio globale in merito alla capacità

lavorativa residua dell’interessato, ma avrebbe dovuto, al contrario, far capo

ad una valutazione peritale pluridisciplinare, al fine di determinare con

precisione il grado complessivo dell’incapacità lavorativa dell’interessato.

Al

riguardo, va qui ricordato che secondo l’Alta Corte, per determinare il grado

di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie, non

si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo ad

un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra

tutti gli esperti interessati.

La

questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se

del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di

principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA del 4 settembre 2001

nella causa D., I 338/01, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72, p. 485).

In una

sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005, lo stesso TFA ha inoltre precisato che il

giudizio sul grado complessivo dell’incapacità lavorativa va di regola eseguito

nell’ambito di una perizia pluridisciplinare.

In

una sentenza I 514/06 del 25 maggio 2007, pubblicata in SVR 3/2008 IV nr. 15,

pag. 43-45, il Tribunale federale ha osservato che “una semplice addizione di

diverse inabilità lavorative parziali, eventualmente presa in considerazione in

occasione di una perizia pluridisciplinare, può produrre, a seconda delle

peculiarità concrete del caso, un risultato troppo consistente oppure troppo esiguo”.

Su questo argomento, cfr. D. Cattaneo, “Le

perizie nelle assicurazioni sociali”, in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG,

Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203 e segg. (245-249).

Già solo

Dispositivo

per questi motivi la decisione dell’amministrazione -basata, dal profilo

medico, sul rapporto medico dell’11 gennaio 2011 del dr. __________ del SMR e

non su una perizia pluridisciplinare comprendente anche una “ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati” -

non può essere confermata dal TCA, in mancanza di sufficienti elementi, dal

profilo medico, per determinare con sufficiente tranquillità quale sia il grado

di capacità lavorativa complessiva residua dell’interessato.

Questo

aspetto dovrà quindi essere oggetto di accurato approfondimento in sede

peritale pluridisciplinare.

Inoltre, il TCA ritiene che un approfondimento peritale

sia necessario anche relativamente all’aspetto psichiatrico.

Il TCA rileva,

infatti, che, nonostante dalla documentazioni agli atti risulti che l’interessato

soffre, da anni, di disturbi psichici, per i quali assume una terapia

farmacologica, il dr. __________ del SMR non ha ritenuto opportuno approfondire

la tematica psichiatrica, limitandosi ad indicare che l’interessato presenta

anche una “sindrome ansiosa”, senza influsso sulla capacità lavorativa (doc.

42-1).

Questo Tribunale non ritiene corretto l'operato dell’amministra-zione,

per i motivi seguenti.

Già nelle annotazioni per l’incarto del 9 aprile

2010, il dr. __________ del SMR ha indicato che, tra i problemi di salute

dell’interessato, vi è quello relativo ad una “struttura di personalità di tipo

piuttosto dipendente, magari con problematica depressiva (assume Efexor e

Deanxit)” (doc. 12-1).

Nel “rapporto di valutazione IT – Assessment” del

9 aprile 2010, il consulente incaricato ha rilevato che “l’assicurato informa

che assume da anni degli antidepressivi (Deanxit e Efexor che assume al

mattino) e Sintrom (la sera), comunica che ha diminuito una pastiglia, ha

tentato di eliminare il Deanxit e il Efexor ma che la problematica è

peggiorata” (doc. 13-2).

Nel rapporto medico del 19 aprile 2010, il dr. __________

ha, tra l’altro, indicato che “per quanto riguarda gli impedimenti mentali

psichici, si tratta di un paziente che in passato ha sofferto di una situazione

depressiva per le polimorbidità del quale egli purtroppo è rimasto vittima,

malformazioni congenite, complessa problematica urologica con linfedema

secondario, che sembrano ora essere nettamente migliorati grazie alla presa a

carico da parte del suo datore di lavoro” (doc. 17-4).

A fronte di queste indicazioni, nelle annotazioni

del 30 aprile 2010, lo stesso dr. __________ del SMR ha ritenuto opportuno

“convocare l’assicurato per un colloquio, all’occasione del quale si stabilisce

anche l’eventuale indicazione per una valutazione specialistica psichiatrica”

(doc. 18-2).

Dopo l’incontro con l’interessato sul posto di

lavoro, nelle annotazioni del 21 maggio 2010, il dr. __________ ha indicato che

“è auspicabile un ripristino della presa a carico specialistica della sindrome

ansiosa e depressiva con colloqui di sostegno e gestione della farmacoterapia”

(doc. 21-2).

Nelle annotazioni per l’incarto del 7 luglio

2010, poi, il funzionario incaricato ha osservato che “consiglio all’assicurato

di rivolgersi ad uno specialista e di prendere contatto con il sig. __________

per far fissare un appuntamento con il dr. __________, medico fiduciario della __________”

(doc. 25-1).

Nonostante questi indizi riguardo l’esistenza di

una problematica psichiatrica, che avrebbe dovuto imporre degli approfondimenti

specialistici, il dr. __________ del SMR - peraltro non specialista in materia

(cfr. sul tema della specializzazione dei medici del SMR: STF I 142/07 del 20

novembre 2007 e STF I 65/07 del 31 agosto 2007) - nel rapporto medico dell’11

gennaio 2011, si è limitato a porre, tra le diagnosi senza influsso sulla

capacità lavorativa, anche quella di “sindrome ansiosa” (doc. 42-1).

Il TCA non può concordare con la soluzione scelta

dal medico del SMR, e ritiene che non sia possibile, senza prima procedere ad

ulteriori accertamenti, concludere con sufficiente tranquillità che, dal punto

di vista psichiatrico, l’assicurato non presenti delle patologie invalidanti.

Questa

soluzione si giustifica tanto più, se si pone mente al fatto che, in corso di

causa, la patrocinatrice ha prodotto un referto del 25 ottobre 2011 del dr. __________,

indirizzato al dr. __________ nel quale lo specialista in medicina interna

sollecita un ricovero psichiatrico in quanto l’interessato presenterebbe “una

grave sindrome ansioso-depressiva” (doc. E2). A seguito di tale scritto,

l’assicurato è poi stato effettivamente ricoverato alla Clinica di __________ a

partire dal 4 novembre 2011, come risulta dal referto del 10 novembre 2011 del

dr. __________ (doc. E1).

Al riguardo, nelle annotazioni del 18 novembre

2011, il dr. __________ del SMR ha ritenuto che “risulta un peggioramento dello

stato di salute a partire dal 4 novembre 2011, con attuale IL del 100%, CL da

valutare nel decorso” (doc. XVII/bis).

Per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali

valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di

fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il 14 luglio 2011 – quando si ritenga che

fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento

retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25

consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V

366 consid. 1b).

In concreto, il referto del dr. 25

ottobre 2011 del dr. __________ (doc. E2) e quello del 10 novembre 2011 del dr. __________ (doc. E1) sono successivi alla decisione impugnata: essi vanno

tuttavia presi in considerazione, ritenuto che l’assicurato presenta dei

disturbi di natura psichica, necessitanti una farmacoterapia, da diversi anni.

Essi

sono suscettibili di mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo

della situazione precedente la decisione del 14 luglio 2011 (cfr. STF 9C_369/2011

del 3 febbraio 2012; STFA U 299/02 del 2 settembre 2003).

Il TCA

non può, in mancanza di approfonditi accertamenti dal profilo psichiatrico,

concordare con la valutazione del dr. __________ del SMR a proposito di un

peggioramento dello stato psichico dell’interessato solo a partire dal 4

novembre 2011, non essendo possibile determinare a partire da quando i disturbi

psichiatrici dell’assicurato hanno avuto un’incidenza sulla sua capacità

lavorativa residua.

Anche

questo tema dovrà quindi essere oggetto di un approfondimento specialistico in

sede peritale.

2.8. In una

sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V

210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla

giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi

di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della

conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha

pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente

una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore

per un complemento istruttorio.

Il TF ha,

al riguardo, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer versicherungsinternen

oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene Tatfrage nicht anhand

anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das Problem, inwieweit die

mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die Wahl haben soll

zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit diese eine neue

oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines

Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den

kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61

lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen

auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen

Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung

delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten

(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des

Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte

Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko

von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren

multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick

auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche

funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der

Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,

Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation

schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der

Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die

Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter

Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im

Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;

vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,

derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine

Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo

dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige

Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,

bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger

zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten

(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil

vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen

noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,

die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts

fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines

Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS

von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.

Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein

Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig

erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich

abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem

rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der

bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die

betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend

reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine

Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt

hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher

vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen

Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache

zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung

von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das

Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S.

151 E. 3.5,9C_85/2009)”.

(DTF

137 V 263-265)

In una

sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella

pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli

infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF

135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di

rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero

di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare

gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo

la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

"

Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht

entweder ein Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den

Versicherungsträger zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art.

44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

(STF 8C_59/2011 consid. 5.2)

L’Alta

Corte è giunta alla stessa conclusione in una sentenza ancor più recente,

8C_943/2010 del 9 novembre 2011, concernente una fattispecie in cui l’aspetto

della residua capacità lavorativa era stato oggetto di valutazioni discordanti

tra il medico fiduciario dell’assicuratore infortuni ed i sanitari della

clinica di riabilitazione dove l’assicurato aveva soggiornato tempo prima. In

quella pronunzia, il TF ha rinviato la causa all’amministrazione affinché

disponesse un complemento istruttorio da parte di un medico indipendente

ossequiando la procedura di cui all’art. 44 LPGA.

Nel

caso di specie, è vero che la questione relativa alla capacità lavorativa

dell’assicurato, non necessita semplicemente di una precisazione o di un

chiarimento. Va però rilevato che l’UAI, come visto in precedenza (cfr. consid.

2.7.), ha fondato la sua decisione sul solo parere del SMR, il quale non ha

peraltro approfondito la problematica psichiatrica, e non su una perizia

amministrativa pluridisciplinare.

Sono pertanto realizzati i

presupposti per un rinvio degli atti all’amministrazione (cfr. la

giurisprudenza appena citata).

Per

le ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.7., si giustifica quindi

l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti

all’amministrazione, affinché faccia allestire al più presto

una perizia pluridisciplinare che accerti tutte le patologie che affliggono

l’interessato e le ripercussioni che questi disturbi hanno sulla capacità

lavorativa del ricorrente.

Quindi,

in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione si determinerà

nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurato.

2.9. Secondo

l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle

spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009

del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell'Ufficio AI.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§

La decisione impugnata del 14 luglio 2011 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al

considerando 2.8..

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

L’Ufficio

AI verserà al ricorrente la somma di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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