Lexipedia

Decisione

32.2013.102

Richiesta di assunzione dei costi di un intervento di cross linking corneale respinta perché lo stato di salute non rientra nei parametri dell'OIC (infermità congenita)

28 novembre 2013Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

I

genitori hanno allora deciso di sottoporlo al cross linking corneale, che

consiste nell’indurimento del tessuto della cornea tramite l’applicazione di

una sostanza (riboflavina) e conseguente irradiazione con luce ultravioletta.

La cura è stata eseguita sull’occhio sinistro e prossimamente sarà effettuata

anche sull’occhio destro. L’insorgente, citando il proprio curante, sottolinea

che l’assenza di un intervento avrebbe compromesso la sua situazione visiva e

lo avrebbe condotto al trapianto della cornea in età più avanzata.

L’interessato fa riferimento anche ad un parere del dr. __________ il quale ha

confermato che l’unico rimedio per arrestare la patologia è di sottoporre

l’occhio affetto da cheratocono al cross linking corneale.

Nel

merito l’insorgente sostiene che la decisione impugnata si basa su una visione

statica della sua situazione clinica poiché presuppone che la cura potrebbe

essere rimborsata solo quando la vista è ormai compromessa. Tuttavia, a quel

punto la cura non servirebbe a nulla e si dovrebbe procedere con un trapianto

di cornea. Tenuto conto del decorso della malattia, senza il trattamento

tramite il cross linking corneale, l’insorgente ritiene che le soglie stabilite

dall’OIC sarebbero state raggiunte in breve tempo.

L’interessato

evidenzia che seguendo quanto affermato dall’UAI, dovrebbe aspettare che la

vista sia ineluttabilmente compromessa prima di poter beneficiare degli aiuti

previsti anche se ciò potrebbe ostacolare la sua crescita ed il suo percorso

formativo.

1.4. Con risposta

del 12 giugno 2013, cui ha allegato una presa di posizione del medico SMR, dr.

med. __________, l’amministrazione propone la reiezione del ricorso con

argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione

(doc. IV).

1.5. Il 29 agosto

2013 il ricorrente ha prodotto ulteriori prove (doc. VIII).

in

diritto

2.1. Per l’art.

12 cpv. 1 LAI sino all'età di 20 anni compiuti, gli assicurati hanno diritto ai

provvedimenti sanitari destinati non alla cura vera e propria del male ma

direttamente all'integrazione nella vita professionale o a favorire lo

svolgimento delle mansioni consuete e atti a migliorare in modo duraturo e

sostanziale la capacità al guadagno o la capacità di svolgere le mansioni

consuete o a evitare una diminuzione notevole di tale capacità.

A norma

dell’art. 12 cpv. 2 LAI il Consiglio federale ha la facoltà di delimitare i

provvedimenti previsti nel capoverso 1 da quelli destinati alla cura vera e

propria del male. A tale scopo, esso può segnatamente precisare la natura e

l'estensione dei provvedimenti a carico dell'assicurazione e disciplinare

l'inizio e la durata del diritto

In

particolare sono ritenuti provvedimenti sanitari gli interventi chirurgici,

fisioterapeutici e psicoterapeutici, intesi a sopprimere o ad attenuare i postumi

d’una infermità congenita, d’una malattia o d’un infortunio – caratterizzati da

una diminuzione della motilità del corpo, delle facoltà sensoriali o delle

capacità di contatto – per migliorare in modo duraturo e notevole la capacità

di guadagno o la capacità di svolgere mansioni consuete oppure preservare tale

capacità da una diminuzione importante. I provvedimenti devono

essere considerati come indicati secondo le conoscenze mediche esperimentate, e

permettere d’integrare l’assicurato in modo semplice e adeguato (art. 2 cpv. 1

OAI).

L'art. 13

cpv. 1 LAI stabilisce che gli assicurati, fino al compimento dei 20 anni hanno

diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità

congenite (art. 3 cpv. 2 LPGA).

Il

diritto a tali provvedimenti esiste indipendentemente dalla possibilità

d’integrazione nella vita professionale o di svolgimento delle mansioni

consuete (art. 8 cpv. 2 LAI).

Il

Consiglio federale designa le infermità per le quali sono concessi tali

provvedimenti. Esso può escludere le prestazioni, se l'infermità è di poca

importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

Facendo

uso della delega di competenza di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato

l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21).

Questa

autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare

per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei

criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli

aspetti di ordine pratico (RDAT II-1999, n. 65; Pratique VSI 1999 p. 173

consid. 2b con riferimenti).

Giusta

l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in

allegato. Il Dipartimento federale dell'interno può qualificare delle infermità

congenite evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità

congenite giusta l'articolo 13 LAI.

L’art. 2

cpv. 1 OIC dispone che il diritto nasce con l’inizio dei provvedimenti

sanitari, ma al più presto a nascita avvenuta.

Se la cura di un’infermità congenita viene assunta perché è

necessaria una terapia precisata nell’allegato, il diritto nasce con l’inizio

del provvedimento; esso si estende in seguito a tutti i provvedimenti sanitari

necessari alla cura dell’infermità congenita (cpv. 2).

Sono

reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita

tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a

conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.

3 OIC).

2.2. I

provvedimenti necessari volti alla cura delle infermità congenite riguardano in

particolare la cura delle conseguenze e delle manifestazioni che, da un punto

di vista medico, fanno parte dell'insieme dei sintomi che riguardano

l'infermità congenita interessata (U. Meyer-Blaser, "Bundesgesetz über die

Invalidenversicherung", Ed. Schulthess Polygraphisches Verlag,

Zurigo 1997, p. 103).

Il

diritto a provvedimenti sanitari si estende, eccezionalmente, anche al

trattamento di danni alla salute secondari, che non fanno più parte

dell'insieme di sintomi dell'infermità congenita, ma che, secondo l'esperienza

medica, sono spesso la conseguenza di questa infermità (Pra 1991 Nr. 214 p. 904

consid. 1a; DTF 100 V 41 consid. 1a; RCC 1971 p. 560;

Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité

sociale, Ginevra 1991, p. 235 segg., 241).

Secondo la giurisprudenza tra l'infermità congenita e il disturbo

manifestatosi deve esserci pertanto un nesso causale adeguato qualificato (DTF

129 V 210 consid. 3.3; Pra 1991 Nr. 214 p. 903). Ciò è il caso se i sintomi

sono una conseguenza frequente dell'infermità congenita in esame. Il criterio è

puramente quantitativo (cfr. giurisprudenza citata in Scartazzini, op. cit. p.

240, 241). Solo se vi è un nesso causale adeguato qualificato il diritto

all'assunzione dei costi per la cura dell'infermità congenita è dato

(Meyer-Blaser, op. cit., p. 104 e giurisprudenza federale citata). Non è invece

necessario che l’affezione secondaria sia una conseguenza diretta

dell'infermità congenita. Anche conseguenze indirette possono esserlo (Pra 1991

Nr. 214 p. 903 consid. 3b).

Va ancora evidenziato che in una sentenza 9C_866/2008 dell’8

luglio 2009, il Tribunale federale, distanziandosi dal giudizio dei primi

giudici – i quali avevano accordato ad un’assicurata, affetta da «cataracta

juvenilis», il diritto ai provvedimenti sanitari per la

cura dell’infermità congenita di cui alla cifra 419 dell’allegato OIC,

annullando la decisione con la quale l’amministrazione aveva rifiutato

l’assunzione dei costi per gli interventi di cataratta bilaterale, considerando

che l’acuità visiva non avesse raggiunto i limiti di gravità necessari per il riconoscimento di un’infermità congenita -

ha ritenuto che, nel caso di specie, non fosse possibile riconoscere

all’interessata l’assunzione dei costi degli interventi oculistici richiesti, dato

che l’acuità visiva dell’assicurata non ha mai raggiunto, fino al momento delle

operazioni chirurgiche in discussione – diversamente da quanto invece

avvenuto nella fattispecie di cui alla sentenza pubblicata in

DTF 120 V 89, nella quale il prognatismo aveva raggiunto i valori richiesti per

avere diritto a prestazioni durante il trattamento - i limiti previsti

dalla cifra marginale 419 dell’allegato OIC.

2.3. In concreto

la cifra marginale 416 OIC prevede un intervento dell’AI in caso di opacità

congenita della cornea con acuità visiva di 0,2 o meno ad un occhio o 0,4 o

meno ai due occhi (dopo correzione del vizio di rifrazione).

In concreto, il 2 febbraio

2013 il dr. med. __________, FMH oftalmologia e oftalmochirurgia, ha risposto

ad alcune domande poste dai genitori del ricorrente.

Lo specialista ha

affermato:

" (…)

1. con

l’ausilio degli occhiali il grado di vista registrato in occasione dell’ultima

visita del 18 gennaio 2013 è del 100% sia per l’occhio destro che per il

sinistro. Senza occhiali a destra è pari a 80% a sinistra circa 30%. Si tratta

dunque di uno stato oftalmologico ancora buono potendo correggere con occhiali

entrambi gli occhi al 100%.

Considerandi

2.

La

malattia è congenita (ossia presente dalla nascita). L’Assicurazione invalidità

pone un limite nella capacità visiva con occhiali al di sopra del quale la

malattia non viene riconosciuta. I limiti sono: vista inferiore al 20% (con

occhiale) su un occhio (l’altro normale) oppure inferiore al 40% sui due occhi.

Nel caso di RI 1 la vista è al di sopra di questi limiti e dunque non vi è

presupposto per un riconoscimento da parte della AI.

3.

la

cura chiamata Cross Linking Corneale consiste nell’indurimento del tessuto

della cornea tramite l’applicazione di una sostanza (Riboflavina) e conseguente

irradiazione con luce ultravioletta.

4.

Quale

risultato della cura il tessuto corneale si indurisce rallentando o arrestando

la sua deformazione ossia la progressione del cheratocono.

5.

La

cura per l’occhio sinistro è terminata. E’ ora prevista la stessa cura per

l’occhio destro. Solo nel corso dei prossimi 1-2 anni si potrà dire se abbiamo

raggiunto l’effetto desiderato o eventualmente se la cura andrà ripetuta.

6.

In

Svizzera la terapia di Cross-Linking viene praticata dal 2007. Il primo

trattamento a livello mondiale per il cheratocono è stato effettuato a Dresda

nel 1998. A livello di comunità scientifica il trattamento è ora riconosciuto e

praticato in tutti i continenti.

7.

Se

non viene eseguito nessun trattamento il cheratocono progredisce, la

deformazione della cornea aumenta e di conseguenza la capacità visiva

diminuisce. Questo avviene tanto più rapidamente quanto più giovane è il

paziente.

8.

Il

trattamento di Cross Linking è l’unica cura conservativa attualmente esistente

per il cheratocono.

9.

allo

stato attuale per RI 1 la capacità visiva con occhiali o con lenti a contatto è

praticamente uguale. Se la malattia progredisce la lente a contatto può dare

una vista migliore rispetto all’occhiale. Il trattamento di Cross-Linking può

migliorare la tolleranza alle lenti a contatto.

10.

Il trapianto di cornea è la

soluzione ultima adottata quando la malattia progredisce al punto da rendere

impossibile la correzione con occhiali o con lenti a contatto. Con il

trattamento di Cross-Linking si spera di poter evitare alla maggior parte dei

pazienti di dover affrontare un trapianto di cornea.

Come detto condivido le vostre apprensioni e anche il vostro

sentimento di ingiustizia verso gli enti assicurativi che non si prendono a

carico una terapia convalidata atta alla cura di una malattia.

Il grosso ostacolo è che si tratta di una lacuna (una delle

tante!!) del sistema federale TarMed che stabilisce quali siano le prestazioni

a carico delle assicurazioni malattia e quali no. Cercare di cambiare qualcosa

in questo complicatissimo sistema è una lotta titanica (…)” (doc. 8-4)

Il 19 febbraio 2013 il

medico SMR, dr. med. __________, ha affermato:

" Questo

ragazzo è portatore di cheratoconus bilaterale, ma con l’aiuto di occhiali

adatti ha un’acuità visiva è del 100% all’occhio destro, dell’80% all’occhio

sinistro, ragione per cui la presa a carico della malattia della cornea non può

essere presa in considerazione.

In più è stato sottoposto ad una cura chiamata cross linking

corneale che porta ad indurimento del tessuto corneale tramite applicazione di

riboflavina. Il cross linking corneale rallenta o addirittura arresta la

progressione del cheratocono, ragione per cui i genitori ritengono di aver

diritto al rimborso delle spese.

Come il dr. __________ ha spiegato chiarissimamente ai genitori, i

criteri che devono essere rispettati per far sì che l’AI possa prendere a

carico un caso di deformazione della cornea, sono dettati dall’acuità visiva

che deve rispettare alcuni limiti che, nel caso di RI 1, sono nettamente troppo

alti.

Si tratta perciò di un rifiuto della presa a carico di questo caso

come IC Nr. 416!!” (doc. 11-1)

L’11 giugno 2013 il medico

SMR, dr. med. __________, ha affermato tra l’altro:

" Valutazione:

lo scritto del dr. __________ ben riassume la problematica.

-

L’intervento di cross-linking è scientificamente riconosciuto ma non fa

parte degli interventi riconosciuti dalla Lamal.

-

La prognosi dipende dal singolo caso, ossia se il trattamento riesce a

rallentare o fermare del tutto la progressione del cheratocono, questione alla

quale si può dare solamente una risposta a posteriori. Da notare che sovente la

progressione del cheratocono si arresta spontaneamente.

-

Trattandosi di un trattamento di recente introduzione mancano dati sui

risultati a distanza, vedi anche

-

(.....)

-

Da notare che questo intervento non può essere fatto quando il

cheratocono ha raggiunto i criteri richiesti dall’AI, ossia quando vi è una

cicatrice corneale o vi è una opacità (…)

In conclusione

-

non siamo in presenza di un danno alla salute stabilizzata

-

attualmente non vi sono i criteri richiesti nelle marginali per la presa

a carico della cura di un cheratocono

-

si tratta di un trattamento non riconosciuto a livello LAMAL

-

il trattamento non garantisce con sufficiente probabilità un successo

durevole

-

Attualmente non siamo in presenza d’una invalidità o di una imminente

invalidità ai sensi dell’AI.

-

Nella remota ipotesi di un futuro danno invalidante vi è una buona

possibilità di trattamento tramite trapianto di cornea, intervento presa a

carico dell’AI o dalla LAMAL (doc. IV/1)

Agli atti l’insorgente ha

prodotto anche un e-mail del PD dr. med. Dr. phil. __________ “Chefarzt

Augenklinik” presso l’Ospedale cantonale di __________, il quale ha

affermato che “die Behandlung mit Crosslinking ist sehr effektiv. Die Zahl der Transplantationen bei Keratoconuspatienten ist bereits

deutlich zurückgegangen. Wenn Ihr Sohn bereits mit 11 Jahren einen Keratoconus

hat, dann würde er ohne Crosslinking mit fast 100% Sicherheit in den nächsten

Jahren ein Transplantat benötigen. Wichtig ist es, dass er auch nach dem

Crosslinking ein Leben lang nicht im Auge reibt, da dies dem Keratoconus

beschleunigt. Das Crosslinking ist in der Schweiz aus politischen, nicht aus

medizinischen Gründen von der Krankenkasse nicht bezahlt“ (doc. B1).

Da parte sua il dr. med. __________,

“Leitender Arzt Augenklinik” presso l’Ospedale cantonale di __________,

il 29 luglio 2013, dopo aver evidenziato che il ricorrente verosimilmente non

adempie i requisiti per poter beneficiare di un intervento dell’AI, ha ribadito

che il crosslinking è indicato per il caso di specie e che l’insorgenza del

cheratocono in soggetti giovani comporta effetti diversi rispetto a quanto si

verifica in pazienti oltre i 20 anni. Inoltre lo specialista

ha affermato che “Der Beginn des Keratokonus wird meist mit Beginn der

Pubertät diagnostiziert. Typischerweise kommt es zu einer Progression während

10.

bis 20 Jahren, bis die Progression schliesslich schrittweise stoppt. Die

Rate der Progression ist variabel. Das Resultat am Ende der Progression ist

ebenfalls sehr variabel und reicht von mildem irregulärem Astigmatismus bis zu

ausgeprägter Verdünnung und Vernarbung, welche eine Hornhauttransplantation

erfordert. Die Feststellung, dass die Progression des Keratokonus oft spontan zum

Stillstand kommt, ist daher korrekt. Allerdings ist es sehr wohl möglich, dass

beim Erreichen des Stillstandes ein fortgeschrittenes Stadium erreicht worden

ist, das eine Transplantation vonnöten macht“. Il dr. med. __________ ha

poi affermato che „sämtliche verfügbaren Daten belegen die Wirksamkeit der

crosslinking Behandlung. Selbstredend sind die Langzeiterfahrungen begrenzt auf

ca. 6 bis 7 Jahre, aber nach heutigem Wissenstand scheint das crosslinking

zumindest bei Erwachsenen nur einmal im Leben notwendig zu sein (Ausnahmen

stellen Schwangere und Patienten mit schwerer Neurodermatitis dar). Inwiefern

dies auf Kinder zutrifft, ist schwieriger abzuschätzen, weil die Datenlage

kleiner ist.

Wie

Ihnen Prof. __________ mit Mail vom 20.02.13 bereits erläutert hat, besteht

momentan noch Zweifel, ob bei RI 1 angewandte Methode des transepithelialen

crosslinkings („epi-on“) die gleich stabilen Resultate mit sich bringt wie die

Standardmethode „epi-off“, dh mit Abtrag des Epithels. Um die Perspektive

umzudrehen: Es gibt genügend Literatur, um die Wirksamkeit auch bei Kindern zu

zeigen. Meines Wissens gibt es hingegen keine Daten, welche ein Versagen des

crosslinkings bei Kinder belegen“. Il medico ha

aggiunto che „es gibt Schätzungen, wonach 20% aller Patienten mit

Keratokonus im Laufe ihres Lebens eine Hornhauttransplantation erhalten. Da die

Progression umso schneller ist, je jünger der Patient ist, liegt im

vorliegenden Fall sicherlich keine „entfernte Möglichkeit“, sondern ein hohes

Risiko vor“.

Circa

l’esclusione prevista dall’Opre, lo specialista afferma che „dieser

Entscheid des Bundesamtes für Gesundheit datiert vom August 2008. Zu diesem

Zeitpunkt war die Datenlage noch ungenügend. Aktuell liegen hingegen genügend

Daten vor, welche die Wirksamkeit, Zweckmässigkeit und Wirtschaftlichkeit des

crosslinkings belegen. Anders ausgedrückt: es dürfte nach den Prinzipien der

evidence based medicine schwierig sein zu belegen, dass crosslinking nicht

wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich sei“ ed ha concluso affermando che

„Die Tatsache, dass eine Therapiemodalität in den Vereinigten Staaten nicht

zugelassen ist, lässt keine Rückschlüsse auf deren Wirksamkeit und

Zweckmässigkeit zu. Es gibt in der Augenheilkunde genügend Beispiele für in der

Schweiz und Europa langjährig etablierte Therapiemodalitäten, um welche uns

unsere US-Kollegen beneiden (zB Zovirax-Augensalbe für herpetische

Hornhautentzzündungen, irisgestützte Aphakielinsen oder torische intraokuläre

Collarmerlinsen)“ (doc. B2).

Pendente causa il TCA ha

interpellato l’UFSP, chiedendo quando è stata presa la

decisione di escludere dall’assunzione dei costi a carico della LAMal il

trattamento di cross linking della cornea, per quale motivo questo tipo di

trattamento è stato escluso dall’assunzione dei costi della LAMal (in

particolare sulla base di quali studi scientifici), se è stata presa in

considerazione o rilevata una differenza nell’evoluzione della malattia

(degenerazione della cornea) tra i bambini e gli adulti, e se, visto il tempo

trascorso dal 1° agosto 2008, è attualmente prevista o è in corso, una nuova

valutazione circa l’assunzione dei costi del trattamento di cross linking della

cornea (in caso di risposta positiva, a che punto sono le valutazioni). Il

Tribunale ha inoltre domandato di trasmettere i protocolli della Commissione

delle prestazioni inerenti la decisione di escludere il trattamento di cross

linking dall’assunzione dei costi della LAMal e di autorizzare il TCA a

sottoporli alle parti in causa, per garantire loro il diritto di essere sentiti

(doc. IX).

Con risposta del 2

ottobre 2013 l’UFSP ha affermato che:

" (…)

1.

Les études prises en considération, soit Wollensak et al. Am J

Ophtalmol 2003, Hafezi et al, J Cataract Refract Surg 2007, Kymionis et al, J

Cataract Refract Surg 2007 (annexe 1-3) ont mis en avant le fait que le

traitement de la cornée par UV crosslinking était une prestation novatrice, non

encore établie du point de vue ophtalmologique et entraînant des complications.

Dans la mesure où cette prestation ne remplissait pas les critères

d’efficacité, d’adéquation et d’économicité de l’art. 32 LAMal, le DFI a décidé

en date du 1er août 2008, sur conseil de la Commission fédérale des

prestations générales et des principes (Commission), d’exclure la prise en

charge par l’AOS de cette prestation. Une différenciation entre le traitement

des enfants et celui des adultes ne semble pas avoir été prise en compte.

2.

Aucune nouvelle demande n’a été déposée auprès de notre Office en vue

de l’inscription dans l’OPAS du traitement de la cornée par UV crosslinking en

cas de kératocône.

3.

La décision de la Commission a été prise par voie de courriel sans

avoir fait l’objet d’un protocole (…Omissis…). » (doc. XI)

2.4

Per costante

giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione

(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono

essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito

del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,

nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al

lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare

quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al

consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare

quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

Quanto

alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse

dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto

(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni

del perito siano ben motivate.

Determinante

quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine

del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto

(STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U

329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160

consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989.

pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il

suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

Per quel che riguarda i rapporti del medico

curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere

conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente,

il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF

8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;

Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im

Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti

medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

2.5

Nel caso di

specie, alla luce della documentazione medica prodotta dalle parti e dell’OIC,

è a giusta ragione che l’UAI ha rifiutato la presa a carico dell’intervento di

cross linking.

In primo

luogo l’insorgente non ha diritto al trattamento poiché, dopo correzione del

vizio di rifrazione, egli ha un’acuità visiva molto migliore rispetto a quanto

previsto dal marginale 416 OIC che prevede un intervento dell’AI in caso di

opacità congenita della cornea con acuità visiva di 0,2 o meno ad un occhio o

0,4 o meno ai due occhi. In concreto l’assicurato con l’ausilio degli occhiali

ha una vista del 100%, senza occhiali dell’80% a destra e del 30% a sinistra

(doc. AI 17-11). Il medico SMR, dr. med. __________, ha a questo proposito

sottolineato che “i criteri che devono essere rispettati per far sì che l’AI

possa prendere a carico un caso di deformazione della cornea, sono dettati

dall’acuità visiva che deve rispettare alcuni limiti che, nel caso di RI 1,

sono nettamente troppo alti” (doc. AI 11-1).

Lo stesso

medico curante, dr. med. __________, ha affermato che nel caso del ricorrente “la

vista è al di sopra di questi limiti e dunque non vi è presupposto per un

riconoscimento da parte della AI” (doc. A2) ed anche il dr. med. __________ “Leitender Arzt Augenklinik” presso l’ospedale cantonale di __________,

ha rilevato che “prinzipiell glaube ich nicht, dass die IV kostenpflichtig

werden wird, die hierfür erforderlichen Voraussetzungen sind klar geregelt und

treffen im vorliegenden Fall nicht zu” (doc. B2).

In

secondo luogo, circa la circostanza secondo cui l’insorgente prima o poi avrebbe

raggiunto i limiti previsti dall’OIC ed allora il trattamento di cross linking

sarebbe stato inutile, dovendo procedere con il trapianto della cornea, va

rilevato quanto segue.

Il TF ha già avuto modo di stabilire nella sentenza 9C_866/2008

dell’8 luglio 2009 che non era possibile riconoscere all’interessata

l’assunzione dei costi degli interventi oculistici richiesti, dato che

l’acuità visiva dell’assicurata non ha mai raggiunto, fino al momento delle

operazioni chirurgiche in discussione – diversamente da quanto invece

avvenuto nella fattispecie di cui alla sentenza pubblicata in

DTF 120 V 89, nella quale il prognatismo aveva raggiunto i valori richiesti per

avere diritto a prestazioni durante il trattamento - i

limiti previsti dalla cifra marginale 419 dell’allegato OIC (“Die in Ziff. 419 GgV Anhang festgelegten

Werte sind Ausdruck der in Art. 13 Abs. 2 IVG vorgesehenen Möglichkeit, dass

der Bundesrat die Leistung ausschliessen kann, wenn das Gebrechen von

geringfügiger Bedeutung ist. Damit wird in qualitativer Hinsicht ein bestimmter Schweregrad des

Leidens als Leistungsvoraussetzung umschrieben (vgl. BGE 120 V 89 zu Ziff. 210 GgV Anhang). Indem die

Vorinstanz eine Leistungspflicht bejaht hat mit der Begründung, die

Visusverminderung hätte in Zukunft den erforderlichen Schweregrad erreicht,

nimmt sie eine über die vom Bundesrat festgelegte Leistungsvoraussetzung

hinausgehende Anspruchsausdehnung vor. Damit hat sie Bundesrecht verletzt, da

die Visuswerte nach den unbestrittenen, verbindlichen Feststellungen im

angefochtenen Entscheid die in Ziff. 419 GgV Anhang für die Anerkennung des

Augenleidens als Geburtsgebrechen festgelegten Grenzwerte im Zeitpunkt der Operation

nicht erreicht hatten. Darin liegt auch der Unterschied zu BGE 120 V 89, wo sich die Schwere des Gebrechens

während der Behandlung verwirklichte. Liegt kein Geburtsgebrechen vor, kann

eine auf Art. 13 IVG gestützte Kostenübernahme auch nicht damit begründet

werden, dass die Behandlung medizinisch indiziert war (was hingegen zu einer

Kostenübernahme durch die Krankenkasse führen könnte).

Del

resto, come stabilito nel parallelo incarto relativo all’assicurazione delle

cure medico-sanitarie (inc. 36.2013.39), l’intervento di cross linking corneale

non è riconosciuto dalla LAMal ed è inserito nella lista negativa

dell’Opre in quanto non adempie ancora i criteri dell’efficacia,

dell’adeguatezza e dell’economicità previsti dall’art. 32 LAMal.

A questo

proposito il dr. med. __________, con scritto del 2 febbraio 2013, afferma che

“solo nel corso dei prossimi 1-2 anni si potrà dire se abbiamo raggiunto

l’effetto desiderato o eventualmente se la cura andrà ripetuta” (doc. 4),

mentre il dr. med. __________ evidenzia che „Selbstredend

sind die Langzeiterfahrungen begrenzt auf ca. 6 bis 7 Jahre, aber nach heutigem

Wissenstand scheint das crosslinking zumindest bei Erwachsenen

nur einmal im Leben notwendig zu sein (Ausnahmen stellen Schwangere und

Patienten mit schwerer Neurodermatitis dar). Inwiefern dies auf Kinder

zutrifft, ist schwieriger abzuschätzen, weil die Datenlage kleiner

ist“ e „Wie Ihnen Prof. __________ mit Mail vom 20.02.13 bereits

erläutert hat, besteht momentan noch Zweifel, ob bei RI 1 angewandte

Methode des transepithelialen crosslinkings („epi-on“) die gleich stabilen

Resultate mit sich bringt wie die Standardmethode „epi-off“, dh mit Abtrag

des Epithels“ (sottolineature del redattore).

Anche

dall’ulteriore documentazione prodotta dall’insorgente emerge che il

trattamento cui è stato sottoposto l’interessato è un intervento innovativo per

il quale non vi sono tuttavia ancora studi a lungo termine, in particolare per

quanto concerne i bambini (doc. B3: “sono già stati trattati 108 casi di

pazienti pediatrici con il cross-linking corneale, con risultati incoraggianti.

Alcuni casi sono stati seguiti per 5 anni e, in tutti i casi, il

cheratocono è risultato stabile” [sottolineature del redattore]; doc. B4: “Les complications retrouvées chez l’enfant sont, à ce jour

essentiellement des abcès de cornée. […] Toutefois, ces techniques sont

encore en cours d’évaluation“ [sottolineatura del redattore] ;

cfr. anche doc. B5, dove __________ chiede ai propri pazienti il

deposito di un anticipo poiché il trattamento non è riconosciuto dalla LAMal).

Ora, ai

sensi dell’art. 14 cpv. 1 LAI i provvedimenti sanitari comprendono la

cura eseguita dal medico stesso o, su sua prescrizione, dal personale sanitario

ausiliario, in uno stabilimento o a domicilio, ad eccezione delle terapie

logopediche e psicomotorie (lett. a), come anche i medicamenti

prescritti dal medico (lett. b.).

Secondo

la giurisprudenza, un trattamento è da considerarsi come indicato secondo la

scienza medica, ossia scientificamente riconosciuto, se è largamente ammesso

dai ricercatori e dagli operatori medici. L'elemento decisivo, a tal proposito,

risiede nel risultato delle esperienze e nel successo ottenuti dal metodo in

questione (DTF 125 V 27 consid. 4a, 123 V 58 consid. 2b/aa e riferimenti ivi

citati). Questa definizione, sviluppata vigente la LAMI e ripresa nell'ambito

di applicazione della LAMal (cfr. sentenza del 25 ottobre 2001, I 120/01,

consid. 2a), è di principio applicabile anche ai provvedimenti sanitari

dell'assicurazione invalidità (DTF 115 V 195 seg. consid. 4b).

Decisivo a questo riguardo è il risultato delle esperienze e il

successo di una terapia determinata (DTF 120 V 476 consid. 4a; sentenza del 21

novembre 2001, U 218/99).

Di

conseguenza, se una determinata terapia, in quanto non riconosciuta dalla

scienza medica, non rientra tra le prestazioni obbligatorie a carico delle

casse malati, non deve nemmeno essere assunta dall'assicurazione per

l'invalidità a titolo di provvedimento sanitario (DTF 123 V 60 consid. 2b/cc e

riferimenti; STFA 25 febbraio 2003, I 63/01).

Ritenuto che in data

odierna il TCA ha confermato che il cross linking non va messo a carico della

LAMal (inc. 36.2013.39), questo provvedimento non può neppure essere assunto

dall’AI, né ai sensi dell’art. 12 LAI, né ai sensi dell’art. 13 LAI.

In queste condizioni il

ricorso va respinto, mentre la decisione impugnata merita conferma.

2.6

Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità

delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese

di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto

l’esito della vertenza le spese per complessivi fr. 500.--vanno poste a carico del

ricorrente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster