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Decisione

32.2014.97

Domanda di rendita AI respinta in assenza di un danno alla salute invalidante. Nessuna violazione del diritto di essere sentito. Conferma della completezza degli accertamenti effettuati dall'UAI e del

18 maggio 2015Italiano79 min

Source ti.ch

Fatti

I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U

329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzia-lità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993 pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA

I 462/05 del 25 aprile 2007).

Per quel che concerne il

Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione invalidità, l’Alta

Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è

incaricato di rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione

conferiti dall'art. 44

LPGA (consid. 6 e 7).

In merito al valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di

accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo

e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF 136 V 376

il Tribunale Federale ha specificato che la qualità formale di

parte dell'orga-no esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella

procedura giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare

ricorso in materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti

di parte le prove assunte dall'amministra-zione nella precedente fase non

contenziosa.

In una sentenza di

principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale

ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al

valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art.

72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione,

formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul

Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

L’Alta

Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per

poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni

come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo

nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla

Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha

riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente

le garanzie procedurali, visto il poten-ziale di ricavi dell’attività dei SAM

nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro

dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò

ritenuto necessario adottare dei correttivi:

(a livello amministrativo)

- assegnazione a caso dei

mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

- differenze minime delle

tariffe della perizia (consid. 3.2),

- miglioramento e

uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

- rafforzamento dei

diritti di partecipazione:

-- in caso di divergenze

l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale

impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale

federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurispru-denza

secondo DTF 132 V 93);

-- alla persona assicurata

spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad

esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento

della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);

(a livello dell’autorità

giudiziaria di prima istanza)

In caso di accertata

necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale

federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia

medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA

1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11

aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione

invalidità (consid. 4.4.2).

Infine, il Tribunale

federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard

processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà

decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue

specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto

di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la

decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema

cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

Occorre ancora evidenziare

che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle

opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità,

sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR

non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.

Per

quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza

della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto

di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di

dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125

V 353 consid. 3a)cc);

Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,

Zurigo 1997, pag. 230).

Infine, va ricordato che se vi sono dei

rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza

valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I

462/05 del 25 aprile 2007).

2.5. In concreto l’insorgente

afferma in primo luogo che l’UAI non avrebbe dato seguito alla decisione del __________

di richiamare l’incarto della __________.

Nella sentenza __________

del 18 febbraio 2013 la __________ al consid. 11 ha stabilito che “l’__________ dovrà quindi, riferendosi in modo particolare alla

documentazione medica contenuta nell’incarto, da completare, della __________

(valutazione retroattiva su un periodo superiore a dieci anni),” formulare

le diagnosi con e senza influenza sulla capacità lavorativa.

Nei fatti, nel consid. B,

il __________ aveva a questo proposito affermato che “con decisione del 9

settembre 2003 (incarto dell’Ufficio assicurazione invalidità del Canton __________

/__________ -__________, doc. 204), la __________ ha sospeso la procedura infortunistica

e il versamento di qualsiasi prestazione a causa del rifiuto dell’assicurato di

sottoporsi ad una perizia in Svizzera. Contro questa decisione quest’ultimo ha

formulato opposizione il 10 ottobre 2003 (incarto UAI-__________, doc. 243), la

cui procedura è pure stata sospesa “bis die Gerichtsinstanzen über die

verlangte IV_Rente rechtskäftig entschieden haben”. A partire da questa data

non si riscontrano più documenti della __________ in nessuno degli incarti agli

atti”. (sottolineatura del redattore).

La situazione,

innanzi al TCA, è diversa.

Dalla documentazione

prodotta emerge che il 28 giugno 2007 una funzionaria dell’UAI del Canton __________

ha parlato con una funzionaria dell’__________ che le aveva spiegato che

l’insorgente aveva inoltrato anche all’__________ una domanda d’invalidità e

chiedeva di poter ottenere copia del dossier (doc. AI 268-6). Agli atti vi è

poi un foglio di trasmissione dell’assicurazione __________, datato 6 luglio

2007 (doc. AI 270-1) e trasmesso alla __________, corrispondente all’acronimo

della “__________”, con l’indicazione “Akten in Kopie”, “gemäss

Tel., Brief, Bespr. Vom 29.06.2007” (doc. AI 270-1).

Ciò significa che l’__________

nel mese di giugno 2007 ha chiesto la documentazione sia all’UAI del Canton __________

che alla __________ la quale, il 6 luglio 2007 ha provveduto all’invio dei documenti. Tant’è che in seguito al rinvio del __________, l’__________

ha chiesto alla __________ di trasmettere tutti i documenti successivi al 6

luglio 2007 (doc. AI 484-1). Con scritto del 19 agosto 2013 l’assicuratore ha

trasmesso “unsere Akten ab 06.07.2007” (doc. AI 483-1). Come emerge

dalla presa di posizione trasmessa il 20 dicembre 2013 all’__________ che aveva

interpellato l’__________ in seguito alla segnalazione da parte del ricorrente

dei presunti ritardi nel caso in esame, gli atti non contenevano alcun nuovo elemento

(doc. AI 499-2: “ […] Mit Brief vom 6. August 2013 wurden bei der __________ die Akten ab dem 6. Juli 2007 angefordert. Diese trafen bei der __________ am 19. August

2013 ein, enthielten aber keine neue Elemente. Am 4. September 2013 wurde das Dossier dem ärztlichen Dienst zur

Stellungsnahme im Sinne des Urteils des Bundesverwaltungsgerichts vom 18. Februar unterbreitet […]“).

Non

vi sono pertanto ulteriori atti medici.

Del resto nel

progetto di decisione l’__________ aveva già evidenziato che “conformemente

alla sentenza del 18.02.2013, abbiamo chiesto alla __________ di trasmetterci

tutti gli atti in loro possesso posteriori al 06.07.2007” e che “nessuna

nuova documentazione medica era allegata alla loro risposta. Ci sono stati

fatti pervenire unicamente degli atti relativi a scambi epistolari” (doc. AI

500-2) ed in sede di osservazioni al progetto di decisione il medesimo

insorgente ha poi affermato che “codesto lodevole __________ per

l’emanazione del progetto di decisione qui in discussione si è limitato ad

acquisire agli atti l’incarto della __________ e a sottoporre la documentazione

dell’incarto al suo Servizio medico (…)” (doc. AI 503-2).

Per cui l’__________ ha

dato seguito correttamente a quanto deciso dal __________.

Non va poi dimenticato che

rispetto agli atti prodotti alla __________ che, per quanto concerne

l’assicuratore __________, terminavano con uno scritto del 10 ottobre 2003

(cfr. consid. B, supra), in concreto __________ ha prodotto anche atti

successivi. In particolare vi è un scritto del 13 luglio 2014 della __________ all’allora

rappresentante dell’insorgente, dove si fa riferimento alla sentenza dell’8

luglio 2014 del Tribunale amministrativo del Canton __________, al quale viene

chiesto se mantenere sospesa la procedura fino alla decisione in ambito AI

oppure se intende ottenere una decisione su opposizione negativa, che rifiuta

il pagamento di prestazioni (doc. AI 242-1; cfr. anche doc. AI 192-1, scritto

della __________ ____________________ all’__________ del 4 luglio 2005 per

conoscere lo stato della procedura). Ora, poco tempo dopo, l’insorgente ha

rescisso il mandato all’avv. __________, affidando all’avv. RA 1 la sua

rappresentanza (doc. AI 171-1, lettera del 18 agosto 2004 e doc. AI 172-1,

scritto dell’avv. __________ all’UAI del Canton __________).

Ne segue che, ritenuto che

per l’__________ l’incarto (medico) è completo, avendo ricevuto dalla __________

gli atti fino al 6 luglio 2007 in data 9 luglio 2007 (doc. AI 270-1) e quelli

successivi al 6 luglio 2007 il 19 agosto 2013 (doc. AI 483-1), che tuttavia non

contenevano nuova documentazione medica, spetta semmai all’insorgente produrre eventuali

documenti mancanti o comunque, perlomeno, indicare quali atti medici

(rilevanti) non sarebbero ancora stati prodotti, indicando presso chi ottenerli.

Il ricorrente in sede di

audizione e di colloquio innanzi all’UAI del Canton Ticino ha prodotto atti

medici in gran parte già presenti nell’incarto (cfr. doc. AI 513 e seguenti),

senza tuttavia né sostenere, né produrre, né comprovare, neppure in sede di

ricorso che vi sarebbero ancora documenti (medici) presso la __________ che non

sarebbero agli atti e che avrebbero un influsso sull’esito della causa.

Proprio in seguito al

lungo tempo trascorso dall’inoltro della richiesta di prestazioni (11 dicembre

1997), vi fosse un tale atto, sarebbe nell’interesse dell’insorgente produrlo

senza indugio.

Va qui rammentato che la

procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni sociali è retta dal principio

inquisitorio. Il Tribunale accerta d'ufficio, con la

collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove

necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di ricorrere

a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all'assunzione di

mezzi probatori che le parti hanno notificato. È dunque compito del

giudice chiarire d'ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente

rilevanti (cfr. art. 61 LPGA).

Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo

correlato nell'obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid.

2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212;

DLA 1992 pag. 113; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: Basler Juristische

Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira,

Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale, in:

Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz, in: Luzerner Rechtsseminar 1986,

Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo obbligo

comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si

avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente

richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati:

in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze

dell'assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg.

158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; Beati in: Relazioni tra diritto civile e

assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg).

L'obbligo di accertamento d'ufficio dei fatti,

correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque privo d'efficacia

il principio secondo cui l'onere della prova incombe alla parte che da

un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in caso di mancata

prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la legge non disponga

altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui

asserita deve fornirne la prova.

Inoltre

va rammentato che con sentenza H 258/03 del 14 aprile 2005, l’allora TFA (dal 1°

gennaio 2007: TF), ha affermato:

" (…)

3.3. Quanto all'acquisizione di documenti dall'Ufficio manodopera estera, va

rilevato che i primi giudici non solo hanno richiamato e trasmesso per

conoscenza (il 4 febbraio 2003) la documentazione

ritualmente richiesta, ma l'interessato con atto 18 febbraio 2003 ha anche potuto determinarsi in merito alle singole questioni.

Con riferimento alla pretesa necessità di richiamare

dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti l'incarto

concernente "le esecuzioni promosse ed ogni altro atto ed incarti relativi

ai contributi dovuti e/o pagati da ditta D.________", giova qui ricordare

che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, ritenuto che è preciso dovere

processuale delle parti, a maggior ragione se patrocinate da un legale,

indicare con esattezza - dopo aver proceduto come lo consente il diritto di

consultazione dedotto dall'art. 8a cpv. 1 LEF (cfr. sull'estensione di siffatto

diritto: Peter, Commento basilese, no. 15 all'art. 8a LEF) - i documenti atti a dimostrare le circostanze da esse

invocate (cfr. sentenza del 23 luglio 2002 in re G., H 170/01, consid. 3.3). (….)”

In concreto,

ritenuto che l’__________ aveva già richiamato gli atti della __________ il 29 giugno

2007 e li aveva ricevuti, con lettera del 6 luglio 2007, il 9 luglio 2007 (doc.

AI 270-1) e che, in seguito alla sentenza __________ del 18 febbraio 2013 del __________,

li ha completati chiedendo il 6 agosto 2013 (doc. AI 484-1), gli atti

successivi al 6 luglio 2007 (doc. AI 484-1), al medesimo assicuratore,

ricevendoli il 19 agosto 2013 (doc. AI 483-1), spettava all’insorgente produrre

o allegare eventuale documentazione mancante oppure comprovare o rendere

verosimile, che vi sarebbero documenti medici rilevanti non risultanti agli

atti, indicando precisamente presso chi sarebbero depositati.

Ciò a

maggior ragione se si tiene conto del fatto che nessuno meglio dell’insorgente

è al corrente degli esami medici effettuati in questi ultimi 18 anni e sarebbe

nel suo interesse produrre eventuali documenti mancanti.

Ora, con le

osservazioni del 4 settembre 2014 ha affermato che “entro il termine di cui

alla sua comunicazione del 28 agosto 2014, la informo che il ricorrente non ha

altri mezzi di prova da presentare. Il medesimo ritiene che quanto allegato in

sede ricorsuale è ampiamente provato con riferimento a tutti i certificati

medici già agli atti” (doc. X).

Alla luce di

tutto quanto sopra esposto questo Tribunale non può muovere alcun rimprovero __________

e deve concludere che la documentazione medica agli atti è completa.

2.6. Con le osservazioni del 4

settembre 2014 (doc. X), l’insorgente sostiene che:

" (…)

Il __________, come giustamente ricordato dall’amministrazione, ha

dichiarato di non poter confermare gli esiti della perizia medica __________.

Ne consegue che questa perizia, contraddittoria sia a livello

diagnostico che in merito alla determinazione dei periodi di inabilità

lavorativa di lunga durata, e siccome emessa da un ente non autorizzato, va estromessa

dagli atti. La decisione di codesto lodevole Tribunale non può in alcun modo

fondarsi su questo referto peritale infondato, oltre che emesso da un medico

non autorizzato e non legittimato."

In realtà, nella sentenza __________

del 18 febbraio 2013 il __________, ha confermato, per i motivi esposti al

consid. 5, cui si rinvia (cfr. consid. 1.15), che alla perizia

pluridisciplinare del 15 settembre 2009 del __________ “deve essere

riconosciuto pieno valore probatorio, contrariamente a quanto sostenuto dal

ricorrente, dimodoché essa costituisce un valido mezzo di prova per

pronunciarsi sul merito del caso. La richiesta di stralcio degli atti della

perizia pluridisciplinare del __________ deve quindi essere respinta” (cfr.

consid. 5.4). Il __________ ha pure confermato che il __________ poteva

allestire il referto e che il dr. med. __________ era autorizzato a fungere da

perito (cfr. consid. 5 già citato).

Ne segue che esso può

essere preso in considerazione quale elemento di giudizio e non va estromesso

dagli atti. Diversa la questione circa le conclusioni della perizia in merito

alle diagnosi ed alla capacità lavorativa del ricorrente. Il __________ ha

infatti ritenuto necessario un rinvio degli atti all’__________ per sottoporre

tutta la documentazione ai medici SMR poiché il referto del __________ non è

riuscito a chiarire in modo definitivo questi aspetti avendo intercalato alla

propria valutazione medica giudizi di valore inopportuni e potenzialmente

fuorvianti sulla credibilità di pareri emessi da altri specialisti (cfr.

consid. 9.6 della sentenza).

2.7. Resta pertanto da esaminare

se l’UAI ha correttamente dato seguito alla sentenza del __________ e meglio

se, riferendosi in modo particolare alla documentazione medica contenuta

nell'incarto, ha chiaramente formulato la diagnosi, in tutte le sue dimensioni

(psichiatrica, neuropsicologica, cardiologica ed ortopedico-reumatologica), con

e senza influenza sulla capacità lavorativa, ed ha fissato il grado di

quest'ultima in occupazioni confacenti, descrivendo dettagliatamente il tipo di

azioni esigibili, a decorrere dall'8 febbraio 1997, data dell'infortunio, fino

al 31 agosto 2008, visto che il ricorrente beneficia di una rendita di

vecchiaia dal 1° settembre 2008. Tutto ciò sottoponendo l'insieme degli atti al

proprio servizio medico, il quale doveva espletare gli eventuali nuovi esami

medici ritenuti necessari e doveva esprimere il proprio avviso dettagliato e

fondato sulla diagnosi e sulla capacità lavorativa, quantificandola (consid. 11

della citata sentenza federale).

Questo Tribunale, chiamato

a valutare se l’UAI ha ottemperato alla decisione del __________ e se ha

stabilito correttamente il grado d’invalidità del ricorrente, per i motivi che

seguono, deve confermare la valutazione dell’autorità amministrativa.

L’__________, dopo aver

richiamato gli atti dell’incarto non ancora prodotti dalla __________, ha

sottoposto la fattispecie dapprima al proprio medico SMR, dr. med. __________,

il quale si era già occupato in precedenza della fattispecie e che, il 9

ottobre 2013, ha affermato:

" (….)

L’expertise __________ __________ du 15.09.09 avec

compléments les 28.12.09 et 24.01.11 démontre de manière médicalement

convaincante:

. la

<<rechute>> du 07.07.97 implique des symptômes pour la plupart

absents auparavant rendant le terme <<rechute>> inadéquat.

. la

symptomatologie de cette <<rechute>> est sans soucie anatomique

correspondant et non explicable par une physiopathologie pertinente. Elle a

fait l’objet d’investigations donnant lieu à des appréciations erronées (cf.

notamment pages 19 à 22 de l’expertise) notamment de la part:

Du Prof. __________ (10.02.98)

De la __________ __________

__________ (séjours du 19.05 au 16.06.98 et du 23.02 au 23.03.99)

Du Dr __________ (14.04.00)

. Les

médecins intervenus ensuite ont perpétué ces erreurs sans esprit critique

. Sur

le plan psychiatrique, des troubles psychiques avec valeur de maladie dans le

passé ne sont pas totalement exclus, mais les actes au dossier ne permettent

pas de penser qu’ils aient entraîné une incapacité de travail de longue durée.

. L’infarctus

du myocarde de 2002 n’a pas laissé de séquelle appréciable et n’a pas entraîné

d’incapacité de travail de longue durée.

. L’hypothétique

polyneuropathie n’entraîne pas de limitation fonctionnelle significative dans

les activités professionnelles exercées par l’assuré. Le diabète sucré est par

ailleurs sans complication et n’a donc pas de répercussion sur la capacité de

travail.

. L’hypertension

artérielle – sans complications – n’a pas d’influence sur la capacité de

travail.

. L’obésité

est sans complication et ne présente pas de caractéristiques invalidante au

sens de l’AI.

Sur le plan psychiatrique, j’apporte les précisions

suivantes :

. Le

Dr __________ (consultation unique du 07.05.01) indique une symptomatologie

compatible avec un syndrome anxio-dépressif significatif qui se serait installé

après l’accident et serait d’intensité variable avec des périodes de relatif

bien-être et de rechutes.

Il propose un

antidépresseur (….) et une prise en charge psychiatrique.

. On

ne possède aucune autre évaluation psychiatrique stricto sensu (par un médecin

spécialiste en psychiatrie) avant l’expertise __________ du 15.09.09

. Le

rapport du psychologue __________ du 18.12.99 se borne è reprendre le

diagnostic proposé par la __________ __________ de __________, ne mentionne pas

de propres constatations objectives et dit que les plaintes de l’assuré sont

restées sans changement significatif.

. A part le (….) (un somnifère), aucun document

médical ne mentionne de traitement pharmacologique psychotrope de longue durée.

. A

l’issue des 2 séjours à la __________ __________ de __________, les médecins

ont constaté une nette amélioration de l’état de santé de l’assuré.

Une éventuelle atteinte à la santé psychiatrique

significative ne présente donc pas les caractéristiques d’une maladie de longue

durée au sens de l’AI.

Appréciation – proposition(s)

Sur la base de ce qui précède, le médecin AI propose

d’admettre les incapacités de travail totales dans toute l’activité lucrative

suivantes :

. 100% du 09.02.07 (date de l’accidente) au

20.05.97

. 100%

du 19.05.98 au 16.06.98 (hospitalisation à la __________ __________ __________)

. 100%

du 23.02.99 au 23.03.99 (hospitalisation à la __________

__________ __________)

. 100% du 21.04.02 au 01.08.02 (infarctus du

myocarde et opération de revascularisation).

Etant donné le caractère non probant des

appréciations médicales après la <<rechute>> de juillet 1997 et

jusqu’à l’expertise du 15.09.09 ainsi que le caractère très épisodique des

prises en charge ou appréciations psychiatriques ne permettant donc pas

d’inférer une atteinte psychiatrique de longue durée au sens de l’AI, le

médecin AI exclut toute incapacité de travail de longue durée au sens de

l’AI. » (doc. AI 491)

Successivamente

è stato interpellato il medico SMR dr. med. __________, FMH psichiatria e

psicoterapia, che il 22 novembre 2013 ha affermato:

" (…)

Ich werde am 11.11.2013 angefragt, mich aus

psychiatrischen Sicht zu den am 06.09.2013 von __________ aufgeworfenen Fragen

zu äussern.

Dies hat auch schon Dr. __________, SMR __________,

am 09.10.2013 gemacht, auf S. 2 hat er sich auch zur psychiatrischen Seite

geäussert. Ich bin mit allen seinen Ausführungen einverstanden. Als einzigen Punkt

möchte ich ergänzend das AZ von Dr. __________, Psychiater, vom 07.05.2011

nochmals kritisch beleuchten. Darin spricht er von einem „sindrome ansioso

depressivo“, welches laut ICD am ehesten einem F41.2, also „Angst und

depressive Störung gemischt“ entspräche. Würde dem so, so wäre Definitionsgemäss

weder die Angst, noch die Depression so stark, dass sie eine eigenständige

Diagnose rechtfertigen würden. Dieses Krankheitsbild hat kaum je Krankheitswert

im Sinne von langwährender AUF und ist in der Regel gut beahndelbar, z.B. mit

Seroxat (Paroxetin) wie im AZ vorgeschlagen. Eine eindeutige depressive Episode

wird nicht beschrieben oder diagnostiziert, der V. war bekanntlich auch nie in

einer psychiatrischer Behandlung. Fazit: Aus psychiatrischer Sicht bin ich mit

den von Dr. __________ vorgeschlagenen Perioden von AUF einverstanden.“ (doc.

AI 495-1)

Infine, il

19 dicembre 2013 la dr.ssa med. __________ ha ampiamente

preso posizione sull’intera fattispecie ed in particolare sulle perplessità

sollevate dal __________:

" On demande au médecin chef de prendre position au sujet des éléments

demandé par le __________ dans son arrêt du 18.02.2013.

Questions du __________:

1.Formuler de manière claire les diagnostics,

dans toutes ses dimensions (psychiatrique, neuropsychologigue cardiologique et

orthopédique-rhumatologique) avec et sans

répercussions sur la CT, et

Considerandi

2.

Fixer le degré de CT dans des activités de

substitutions avec description des types d'activités exigibles à partir du

8.02.1997

(date de l'accident) jusqu'au 31.08.2008 (âge de la retraite).

3.

L'ensemble des actes devra être soumis au

service médical qui demandera d'év. autres examens médicaux (si retenus

nécessaires) et qui se prononcera ensuite de manière détaillée et précise sur

les diagnostics et sur la CT 8 avec indication du degré de l'assuré.

4.

Ensuite, l'__________ devra se prononcer sur

l'exigibilité de la mise en valeur la CT résiduelle de l'assuré.

Réponses:

1.

Diagnostics:

a. Psychiatrie:

Sur le plan psychiatrique, la première évaluation faite par un médecin psychiatre date du 07.05.2001:

syndrome anxio-dépressif important (sans mention du code diagnostic DSM-V ou

CIM), incapacité de travail totale et proposition de prise en charge par un

centre d'aide

psychiatrique de le région territoriale concernée.

• Auparavant, il y a seulement des mention de

troubles et de plaintes diverses et variées:

ο __________ __________

séjour du 19,05. au 16.06.1998: «posttraumatische Anpassungsstörung».

Aucun psychiatre n'a examiné l'assuré durant ce séjour.

Aucun code diagnostic n'est précisé. Les signataires du

rapport médical de sortie sont le Prof. __________, neurologue et spécialiste

en médecine physique et réhabilitation et une assistante médecin du service, Dresse.

__________ (soit diplômée en 1993 soit en 1995 selon son prénom, qui seraient

respectivement devenues médecin interniste en 2002 ou

neurologue en 2005).

ο Rapport de Monsieur __________, lic. phil. «Fachpsychologe für

Neuropsychiatrie et für Psychotherapie FSP» du

18.12

; déclarant

prodiguer un traitement psychothérapeutique à

l'assuré sur demande du Prof. __________, en raison de la persistance du trouble

de l'adaptation avec symptomatologie dépressive et importants sentiments de diminution

de l'estime de soi. Aucun diagnostic psychiatrique n'est évidemment formulé, puisque

le psychologue est par définition non médecin.

ο __________

séjour du 23.02. au 23.03.1999: «schwere

posttraumatische Anpassungsstörung mit agitierter

Depression». A nouveau aucun psychiatre n'a examiné

l'assuré durant ce séjour (mais bien un chiropraticien et un urologue

externes). Les signataires sont à nouveau le Prof. __________ et un Dr __________

(serait diplômé en 1998, depuis devenu psychiatre en 2005).

• A relever en avril 2000 un épisode décrit

par son médecin traitant Dr __________ et le lic. phil __________,

neuro-psychologue durant lequel l'assuré se serait __________ __________. Cet

épisode aurait notamment fortement aggravé l'état psychique de l'assuré, lui

faisant perdre toute confiance dans les gens et créant un sentiment de honte

persistant. Là non plus, aucun psychiatre n'a été

consulté.

Conclusion:

Diagnostics:

Seul diagnostic retenu le 07.05.2001: syndrome

anxio-dépressif important.

Depuis le rapport psychiatrique de cette seule et

unique consultation le 07.05.2001, il n'y a aucun suivi sur ce plan.

La seconde évaluation psychiatrique au dossier est

celle du Dr. __________, dans l'expertise __________ du 15.09.2009, qui ne

retient aucun trouble psychique.

Incapacité de travail:

Aucune incapacité de travail durable n'est attestée

dans le dossier en raison d'une pathologie psychique particulière.

Par conséquent, aucune incapacité de travail ne peut

être retenue en relation avec une affection psychique.

b. Neuropsychiatrie.

En juillet 1997, soit 5 mois après l'accident de

circulation, les premières plaintes de troubles de concentration sont relatées.

Par la suite, apparition de «déficits neuro-psychologiques» (non spécifiés), de

fatigabilité accrue, puis de troubles de la mémoire (notamment pour les chiffres),

et enfin le rapport du neuro-psychologue Dr. Phil. __________ du 10.02.1998 qui

décrit un état neuro-psychologique correspondant à une «lésion légère à modérée

des fonctions cérébrales » engendrant une forte limitation de la capacité de

travail, qui est limitée au maximum à 60%, sans toutefois préciser en quoi

exactement consistent les incapacités fonctionnelles.

Un examen (Verlaufsuntersuchung) neuro-psychologique

a lieu le 02.03.1999 lors du séjour à la __________ __________ : des déficits

cognitifs massifs sont attestés (a relever que l'assuré présentait alors des

signes cliniques qui avaient fait poser le diagnostic de «dépression agitée»,

ce qui explique très certainement la présence dé tels déficits cognitifs.

La valeur probante d'un tel examen en cas de

dépression importante est à relativiser.

Aucun suivi sur le plan neuro-psychologique par la

suite. Le seul rapport neuro-psychologique au dossier est l'évaluation faite

durant l'expertise __________ de septembre 2009, sans démontrer de troubles

particuliers.

Conclusion:

Diagnostics: Aucun

diagnostic n'est formellement posé dans ce domaine, notamment en relation avec

un éventuel trouble psychique (qu'il soit dépressif ou d'adaptation).

Incapacité de travail:

A part I'IT estimée par __________ de 40 %, aucune

IT n'est médicalement attestée sur le plan uniquement neuro-psychologique

Toutes les plaintes de l'assuré sont consignées dans les nombreux rapports et

sont toutes considérées comme des séquelles inhérentes au «coup du lapin» subi

en février 1997.

Cependant, il n'y a jamais eu de quelconque atteinte

cérébrale organique démontrée suite à cet accident.

Aucune IT ne peut donc être retenue en relation avec

ces plaintes.

c. Cardiologie

Avant l'accident de circulation du 08.02.1997, cet

assuré présentait déjà une hypertension artérielle, et un diabète de type II

traités par un hypoglycémiant (Amaryl) et un antihypertenseur (Selectol) (__________du

24.07.1998

Dr __________ cardiologue le 13.01.1999).

L'examen cardiologue complet effectué le 13.01.1999

par le Dr __________ ne démontre aucune atteinte cardiaque. Les facteurs de

risques cardio-vasculaires décrits sont adiposité, I’hypercholestérolémie, le

diabète sucré et l'hypertension artérielle. Tant l'ECG que échocardiographie

sont dans les normes, une petite augmentation du volume musculaire du

ventricule gauche était toutefois visible mais sans aucune répercussion sur la fonction

ventriculaire qui reste parfaitement normale. Le poids est alors de 91 kg pour 167 cm. Un examen ergométrique (test d'effort) n'a pas pu être mené à bien, l'assuré se plaignant

de I’apparition immédiate de céphalées rendant l'exercice impossible.

En février 2002, l'assuré présente un épisode d'angine de poitrine ; un test d'effort s'avère positif et une scintigraphie met en

évidence une ischémie antéro-apicale et inférieure réversible. En avril 2002

une coronarographie démontre une maladie des trois vaisseaux et l’assuré subit

une intervention chirurgicale de revascularisation cardiaque (avec sternotomie)

(rapport médical du 9.01.2004 concernant la consultation d'avril 2002 ; rapport

opératoire du 29.04.02 et rapport médical du 04.05.2002).

Un certificat du Dr __________, du 30.10.2002 estime

l'incapacité de travail à 100 % en raison du « quadruple by pass

aorto-coronarien » du 29.04.2002. (le Dr __________ est chirurgien général, ce

n’est pas lui qui a opéré le patient, mais un chirurgien cardiologue, le Dr __________

).

Le rapport du chirurgien cardiaque Dr __________ du

09.01.2004

décrit un assuré sans aucune complication séquellaire à son

affection cardiaque, présentant une bonne compensation cardio-circulatoire, une

bonne ventilation pulmonaire et des ECG parfaitement dans les normes, Ce

spécialiste conclut que l'assuré ne présente strictement

plus aucuns symptômes en relation avec sa

cardiopathie ischémique.

Deux rapports manuscrits du 25 et 26.02.2006 font

état de consultation au service des urgences pour « crise hypertensive ». Les

valeurs de la tension artérielle mesurées sont cependant parfaitement normales

(140/70,130/ 65 et 130 / 80), les ECG sont normaux et un test d'effort est

normal aussi. Il n'y a aucun élément en faveur d'une atteinte ischémique

cardiaque.

Le E213 du 26.03.2006 ne démontre également aucune

atteinte cardiaque. Ce qui est confirmé par le rapport médical du Dr __________

du 02.02.2007 qui décrit un équilibre hémodynamique cardiovasculaire acceptable.

Conclusion:

Diagnostics: Status après intervention chirurgicale

pour maladie coronarienne des trois vaisseaux.

Incapacité de travail: A

part la période opératoire et postopératoire de chirurgie cardiaque, où une IT

de 100 % est reconnue du 21.04.2002 au 01.08.02, aucune IT n’est attestée par

un cardiologue en raison de la pathologie cardiaque.

d. Rhumatologie/orthopédie :

Les premières radiographies de la colonne

cervicale effectuées le 19.02.1997 soit 4 jours après l'accident de

circulation du 8.02.1997 démontrent un état dégénératif sous forme d'arthrose

de la colonne cervicale de cet assuré qui a alors 54 ans : « troubles

dégénératifs

multiples avec spongylose, spondylarthrose,

uncarthrose C2/C3, C3/ C4 C5/C6 ». Il n'y a aucuns éléments en faveur d'une

lésion osseuse récente ou ligamentaire engendrant une déformation ou une instabilité

de la Colonne cervicale (rapports médicaux du 14.3.97 et du 23.04.1997). Ces

lésions osseuses sont de toute évidence totalement antérieures à l'accident et

n'ont aucunement pu être provoquées par celui-ci.

Un scanner du crâne et de la colonne cervicale du

11.12.1997

ne démontre également aucune lésion

osseuse, ni d'atteinte de la substance cérébrale. Il y a notamment aucun élément

pouvant être en relation avec des lésions post traumatiques cérébrales ou

osseuses cervicales. La légère diminution du foramen

intervertébral au niveau de C5/ C6 et de C6/ C7 s'explique par des

proliférations uncarthrosiques, donc par le phénomène dégénératif lié à

l'arthrose.

Une IRM de la tête et de la colonne cervicale du

12.06.1998

est décrite dans le rapport du séjour de la

__________ de mai-juin 1998: il n'y a aucune lésion du parenchyme cérébral

post-contusionnelle ou de quelque autre type que ce soit. Il existe une

protrusion discale minime C6/C7 sans hernie discale ni neuro-compression. Les

ligaments sont tous intacts et il n'y a aucunes lésions focales de la moelle

épinière. Aucun élément en faveur

d'une hypermobilité.

Un rapport du chiropraticïen Dr __________ du

30.03.1999

fait état de troubles fonctionnels crâniens et de dysfonction de

l'articulation maxillaire.

Le rapport de sortie de la __________ d'avril 1999

fait état d'un consilium avec un chiropraticien Dr __________ le 17.03.1999. Le

diagnostic posé alors est un « syndrome vertèbrogène thoraco-dorsal sur

hypomobilité motrice de l'unité Th4/Th5 » (soit le milieu des

vertèbres thoraciques).

IRM de la tête, de la colonne cervicale et du

maxillaire du 17.05.1999 : aucune modification significative

par rapport aux examens précédents. Attitude de maintien rigide de la colonne

cervicale et de limitation des inclinaisons (ce

n'est pas un élément anatomique mais un examen fonctionnel de la mobilité, fié

à la volonté de la personne examinée et à ses éventuelles douleurs).

Certificat médical Dr __________, spécialiste en

chirurgie générale du 07.05.2001: traitement

depuis mai 2000 en raison de déficit fonctionnel sévère du membre supérieur

gauche «suite à l'accident de février 1997 », avec déficit complet en mobilité

de la main gauche

(100%) et de la motricité grossière (60%), avec

paresthésies diffuses de tout le membre supérieur gauche y compris l'épaule

gauche. IT totale. Aucune limitation chiffrée n'est décrite.

Certificat médical du Dr __________

neurochirurgie du 07.05.2001 : déficit en flexion du coude

gauche, en extension du coude gauche en adduction et en abduction du bras,

gauche et en flexion des doigts et du pouce gauches. Aucune limitation chiffrée

n'est décrite, de

même aucun status neurologique (ni ENMG) n'est décrit.

Certificat médical du Prof. __________,

orthopédie, du 07.05.2001. paresthésies et

hypoesthésies avec déficits moteurs du bras, de la capacité de préhension de la

main gauche et de la flexion du poignet gauche. De même aucune limitation

chiffrée n'est décrite.

Certificat médical du 21,01.2003 du Dr __________, chirurgien du genou et de l'épaule : cervico-brachialgies gauches

avec céphalées. Incapacité de travail pour 4 mois, sans date de début ni de

fin.

Rapport médical du 05.11.2003 Dr __________, anesthésie, traitement de la douleur : cervico-brachialgies gauches, céphalées de

tension et troubles sensitifs de la base de la langue séquellaires à un « coup

du lapin » en 1997 : aucun status clinique ne permet d'objectiver de tels

diagnostics.

Trois examens « médico-légaux » du Prof. __________

11.01

, 30.01.2004 et 14.03.2007 concluent à un IT

de 70 & pour toutes activités : à relever que ces trois rapports sont

identiques mot à mot les uns avec les autres, tant au niveau de l'examen

clinique «actuel » que des diagnostics, et que l'examen clinique est

particulièrement peu descriptif reportant essentiellement les plaintes de

l'assuré sans éléments objectifs.

Plus rien ensuite jusqu'au status orthopédique de

l'expertise __________ de 2009 qui ne décrit -rien de particulier.

Conclusion :

Diagnostics :

Status après coup du lapin sans aucune lésion

anatomique consécutive, sur un état antérieur d’arthrose relativement avancée

de la colonne cervicale.

Dysesthésies des doigts gauches IV et V, status neurologique

totalement normal dès février 1997.

Cervico-brachialgies gauches avec déficits moteurs

sans strictement aucuns éléments objectifs pour confirmer ces allégations.

Incapacité de travail:

Aucune incapacité de travail sur la base d'une

atteinte orthopédique ou rhumatologique objective ne peut être retenue.

2.

Incapacités de travail retenues par l'__________

depuis février 1997

100.

% du 08.02.1997 au

19.05.1997

dans toutes activités (accident du 08.02.1997 )

0% dès le 20.05.1997 au 06.07.1997

75.

% du 07.07.1997 au

31.12.1997

(<<rechute » de l'accident du 08.02.1997 )

0.

% dès le 01.01.1998 au 18.05.1998

100.

% du 19.05.au

16.06.1998

(séjour à la __________ )

0.

% du 17.06.1998 au 22.02.1999

100.

% du 23.02.99 au

23.03.99

(séjour à __________ , suite à une cholécystectomie par

laparoscopie le 01.02.1999 )

0.

% du 24.03.1999 au 20.04.2002

100% du 21.04.2002 au

31.07.2002

(opération pour maladie coronarienne )

0% dès le 01.08.2002

Lors des IT de 100 % aucune activité de substitution

n'était possible.

Il n'y a donc aucune incapacité de travail durable

au sens de l'AI, toutes les IT retenues n’étaient que passagères.

3.

Autres examens médicaux éventuels

Aucun examen médical n'est actuellement nécessaire.

4.

Mise en valeur de la capacité de travail

résiduelle ?

Sur la base des documents au dossier, l'assuré ne

présente pas d'atteinte invalidante ayant pour conséquence une diminution de

son incapacité de gain permanente ou de longue durée et, de ce fait, nous

n'avons pas à nous prononcer quant à l'exigibilité de la mise en

valeur d’une éventuelle capacité de travail

résiduelle »

(doc. AI 498 1-5)

Alla luce di

quanto sopra questo TCA deve ritenere che l’__________ ha dato seguito a quanto

deciso dal __________ e che non vi sono motivi per distanziarsi dalle

conclusioni dell’amministrazione. Le valutazioni dei medici SMR, dr. med. __________,

__________ e __________, sono da considerare dettagliate, approfondite e quindi

rispecchianti i parametri giurisprudenziali ricordati in precedenza. Gli specialisti

si sono espressi su tutte le patologie lamentate dall’assicurato, hanno

esaminato la documentazione messa a loro disposizione ed hanno valutato la

capacità lavorativa dell’insorgente sulla base di tutta la documentazione

medica acquisita.

In

particolare la dr.ssa med. __________, medico capo dell’__________, ha

formulato in maniera chiara le diagnosi, in tutte le sue dimensioni

(psichiatrica, neuropsicologica, cardiologica e ortopedico-reumatologica) con e

senza ripercussioni sulla capacità lavorativa del ricorrente, giungendo alla

convincente e motivata conclusione che l’interessato non ha mai avuto una

capacità lavorativa durevole nella propria precedente attività, come del resto

già stabilito dalla perizia del __________ del 15 settembre 2009. A questo proposito va rilevato come la dr.ssa dell’__________ si è fondata, per la sua

valutazione, su tutta la documentazione medica a sua disposizione e come il

referto __________ è stato preso in considerazione solo per esaminare la

successiva evoluzione dello stato di salute e confermare quanto già emerge

dagli altri atti specialistici.

La dr.ssa med.

__________ ha segnatamente stabilito che dal punto di vista psichiatrico vi è

una sola diagnosi del 7 maggio 2011 (sindrome ansioso depressiva importante),

ma alcuna presa a carico (neppure farmacologica, se non per un sonnifero, cfr.

presa di posizione del dr. med. __________; cfr. anche presa di posizione del

dr. med. __________) della patologia né alcuna attestazione di una qualche

incapacità lavorativa durevole causata da una patologia psichica.

Circa

l’aspetto neuropsichiatrico, la dr.ssa ha stabilito che non è stata posta

alcuna diagnosi, in particolare con un eventuale disturbo psichico. A parte

l’incapacità lavorativa del 40% certificata dal dr. med. __________, non vi è

alcun altro medico che ha rilevato una qualsiasi incapacità lavorativa per

questa patologia. Del resto tutte le conseguenze sono attribuite al colpo di

frusta seguito all’incidente del 1997. Tuttavia l’interessato non ha mai subito

alcuna conseguenza organica a livello cerebrale in seguito all’incidente.

Per quanto

concerne la patologia cardiaca, l’incapacità lavorativa è limitata al periodo

successivo all’operazione subita nel 2002, per il periodo dal 21 aprile al 1°

agosto. Anche dal punto di vista reumatologico-ortopedico non viene certificata

alcuna incapacità lavorativa.

La dr.ssa __________

ha così potuto escludere la necessità di ulteriori esami medici ed ha potuto

definire i periodi di incapacità lavorativa (riportati nella decisione

impugnata).

Il

ricorrente sostiene che i medici del SMR __________ e del Servizio medico dell’__________

non lo hanno mai visto, né visitato e che sarebbe di conseguenza escluso che

essi abbiano potuto esprimere fondati pareri sulla fattispecie in esame.

A

torto.

Infatti il referto dei

medici SMR risponde alle condizioni poste dalla giurisprudenza e riassunte nel

considerando 2.4, per conferirgli piena forza probatoria.

Del resto, di norma, una

valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktegutachten”) è

possibile se l’SMR dispone, come in concreto, di sufficienti elementi

risultanti da altri accertamenti personali (cfr., nel caso di una perizia,

sentenza 9C_376/2007 del 13 giugno 2008; sentenza 8C_659/2010 del 14 febbraio 2011

consid. 5; sentenza 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012; sentenza 8C_184/2013 del 7

giugno 2013, consid. 2.5).

In concreto

non va poi dimenticato che il __________ non ha ordinato un nuovo esame

personale, bensì ha lasciato ai medici dell’__________ il giudizio circa

l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti medici (cfr. consid. 11: “[…]

L’__________ sottoporrà l’insieme degli atti al proprio servizio medico, il

quale farà espletare gli eventuali nuovi esami medici che riterrà necessari […]”).

Ciò che gli specialisti del SMR __________, nel preciso caso concreto, hanno

potuto escludere, essendo sufficiente la (copiosa) documentazione medica

dell’inserto.

I referti

dei medici curanti e quelli citati con il ricorso che danno atto di altri

periodi di incapacità lavorativa non sono atti a sovvertire quanto stabilito

dai medici SMR, sulla base di tutta la documentazione medica acquisita.

Ciò vale in

particolare per i certificati che l’insorgente ha prodotto in sede di audizione

(del resto in gran parte già agli atti in precedenza e dunque già ampiamente

valutati [cfr. doc. AI 380]), i quali si limitano a porre diagnosi e inabilità

lavorative, senza tuttavia descrivere elementi medici oggettivi che possano

mettere in dubbio le pertinenti valutazioni dei medici SMR (doc. AI 513 e

seguenti).

A questo

proposito il TF ha più volte avuto l’occasione di ribadire che la

differente valutazione medica tra il medico che prende in cura l’assicurato e

il perito è spiegabile con la diversità degli incarichi assunti (a scopo di

trattamento piuttosto che di perizia: cfr. sentenza 9C_697/2013 del 15 novembre

2013.

consid. 3.2, sentenza 9C_151/2011 del 27 gennaio 2012, cfr. anche sentenza

9C_949/2010 del 5 luglio 2011, nonché sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010).

Al ricorrente va

ugualmente ricordato che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano

un'opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una

perizia ordinata dal giudice o dall'amministrazione e a imporre nuovi accertamenti

(cfr. ad esempio sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4 con

riferimento; sentenza 9C_697/2013 del 15 novembre 2013, consid. 3.2). Anche

perché il medico curante, che vede il proprio paziente quando il disturbo si

trova in una fase acuta, tende a farsi un'idea diversa della gravità del danno

alla salute rispetto al perito il cui esame invece non si focalizza sulla

necessità di cura in un dato momento (sentenza 9C_697/2013 del 15 novembre

2013, consid. 3.2; SVR 2008 IV n. 15 pag. 43 consid. 2.2.1 [I 514/06]).

Le

attestazioni di incapacità lavorative al 100% nel 1997 e nel 1998 dei dr. med. __________

e __________, non fanno stato di alcuna diagnosi né di alcun dato medico

oggettivo (doc. AI 513-2 e 513-2). I certificati della __________ di __________

del 24 luglio 1998 e del 6 aprile 1999, riportano le diagnosi già note, nonché

i periodi di degenza che sono stati riconosciuti dai medici SMR quali momenti

di completa incapacità lavorativa (doc. AI 513-4 e 513-5).

Con il

certificato dell’8 agosto 2000 il dr. med. __________, specialista in

endocrinologia di __________ (__________) si limita ad attestare un’inabilità a

svolgere la normale attività senza apportare alcun elemento medico oggettivo

(doc. AI 513-6), così come con quello del 7 maggio 2001 il dr. med. __________

(doc. AI 513-8; cfr. anche la presa di posizione, a questo proposito, della

dr.ssa med. __________, cfr. anche doc. AI 380-4), con quello del 20 giugno

2003.

il dr. med. __________ di __________ (__________; doc. AI 513-9) e con

quello del 16 novembre 2004 il dr. med. __________ (doc. AI 513-11).

Neppure gli

estratti di referti medici allestiti dal dr. med. __________ l’11 gennaio 2001

(doc. AI 513-7), il 30 gennaio 2004 (doc. AI 513-10) e il 14 marzo 2007 (doc.

AI 513-19), nonché quello del 2 febbraio 2007 del dr. med. __________ (doc. AI

513-18), contengono elementi che possano far ritenere come non corrette le

conclusioni dei medici SMR. La dr.ssa med. __________ ha preso posizione in

particolare sui certificati del dr. med. __________, rilevando che tutti e tre

i certificati, malgrado il tempo trascorso, sono identici, parola per parola,

sia per quanto concerne l’esame clinico attuale, che le diagnosi, e che

l’esame clinico è poco descrittivo, riportando essenzialmente le lamentele del

ricorrente, senza alcun elemento oggettivo.

A questo

proposito va rammentato, circa il ruolo del medico SMR, che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a

disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto

alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -

determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività

lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente

esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico

nei singoli casi.

Scopo e

senso del disposto come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per

gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti

sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche

conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità

funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara

separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla

base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può

ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza

9C_9/2010 del 29 settembre 2010,9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in

SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

Alla luce di

quanto sopra esposto ed in particolare delle valutazioni dei medici SMR, questo

TCA deve concludere che l’assicurato, nel periodo determinante (11 dicembre

1996.

[cfr. sentenza __________ del 18 febbraio 2013 del __________, consid.

9.

] – 31 agosto 2008), non ha presentato alcun danno alla salute che abbia

come conseguenza una diminuzione della sua capacità di guadagno permanente o di

lunga durata (cfr. in particolare art. 28 e 29 LAI).

Ne segue

che, come rilevato giustamente dall’UAI, non è necessario né stabilire quali

attività esigibili potrebbe esercitare l’insorgente, né procedere con

l’abituale raffronto dei redditi.

Va infine

evidenziato che la circostanza che in __________ l’interessato sia considerato

invalido e abbia beneficiato dal 1° marzo 2006 al 65esimo anno di età di un

assegno per invalidità (cfr. doc. AI 513-17) non è un motivo per poter ottenere

la medesima prestazione in Svizzera, ritenuto come i concetti giuridici alla

base della fissazione dell’invalidità tra i due Paesi sono diversi. L’allora

TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che anche in seguito all’entrata in

vigore dell’ALC, il grado d’invalidità si determina unicamente in base al

diritto svizzero. Infatti, in DTF 130 V 253, al consid. 2.4 (cfr. anche Silvia

Bucher, Die Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts zum

Freizügigkeitsabkommen (FZA), in SZS 2004, pag. 405 e segg., in particolare

pag. 422), l’Alta Corte ha precisato che:

" 2.4 Während somit das FZA gegenüber der bisherigen Rechtslage für

unter den persönlichen Anwendungsbereich der Verordnung Nr. 1408/71 fallende

Versicherte insofern eine Verbesserung bringt, als Viertelsrenten neu

exportierbar sind, ändert sich hinsichtlich der Invaliditätsbemessung nichts an

der bisherigen Rechtslage. Wie in nach dem Sozialversicherungsabkommen mit

Österreich zu beurteilenden Fällen die Gewährung von Leistungen durch ein

österreichisches Versicherungsorgan die invalidenversicherungs-rechtliche Beurteilung

nach schweizerischem Recht nicht präjudiziert (Urteil K. vom 4. Februar 2003, I

435/02, Erw. 2), bestimmt sich der Invaliditätsgrad auch nach Inkrafttreten des

FZA (abgesehen von der Berücksichtigung der von den Trägern der anderen Staaten

erhalte-nen ärztlichen Unterlagen und Berichte gemäss Art. 40 der Verordnung

Nr. 574/72; vgl. auch Art. 51 der Verordnung Nr. 574/72) allein nach

schweizerischem Recht. Nach Art. 40 Abs. 4 der Verordnung Nr. 1408/71 ist

nämlich die vom Träger eines Staates getroffene Entscheidung über die

Invalidität eines Antragstellers für den Träger eines anderen betroffenen

Staates nur dann verbindlich, wenn die in den Rechtsvorschriften dieser Staaten

festgelegten Tatbestandsmerkmale der Invalidität in Anhang V dieser Verordnung

als übereinstimmend anerkannt sind, was für das Verhältnis zwischen Österreich

und der Schweiz (ebenso wie für das Verhältnis zwischen den übrigen

EU-Mitgliedstaaten und der Schweiz) nicht der Fall ist."

Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la

decisione impugnata merita conferma.

2.8

Secondo

l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie

relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale

cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L’entità delle spese è

determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura

e senza riguardo al valore litigioso.

Visto l’esito della

vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--andrebbero poste a carico del

ricorrente.

Quest’ultimo chiede

tuttavia di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il

gratuito patrocinio.

Ai sensi dell’art. 61

lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il

diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente

può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale disposto mantiene il principio

che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si

esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa

indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, ATSG Kommentar,

Zurigo, Basilea, Ginevra 2009, ad art. 61, n. 102, pag. 788).

I presupposti (cumulativi)

per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati rispetto al

vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 102s) – sono in principio

dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è

necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito

positivo (DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).

Il diritto all’assistenza

giudiziaria comprende da un lato la liberazione dal pagamento delle tasse di

giustizia e delle spese, dall’altro - nella misura in cui necessario - il

diritto al gratuito patrocinio (DTF 121 I 60 consid. 2a con

riferimenti; cfr. art. 29 cpv. 3 Cost. fed.; Müller, Grundrechte in der

Schweiz, 1999, p. 544).

Per

valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la

giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra

del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV

Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).

Al minimo esecutivo

va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U

102/04 del 20 settembre 2004).

In

concreto dagli atti emerge che l’insorgente percepisce una rendita AVS di fr.

1'908 al mese (doc. IX/bis), cui occorre sottrarre fr. 1'200 quale

importo base per persone che vivono sole secondo la Tabella per il calcolo del

minimo di esistenza ai fini esecutivi (edita dalla CEF, quale autorità

cantonale di vigilanza, stato 1° settembre 2009), fr. 300 di supplemento del

25% sul fabbisogno minimo secondo la citata giurisprudenza (STFA U

102/04 del 20 settembre 2004), fr. 250 per l’affitto (doc. IX/bis) e fr. 130.35

per la cassa malati (al netto del sussidio; doc. IX/Bis), per un residuo mensile

di fr. 27.65, manifestamente insufficiente per pagare un avvocato.

Va qui evidenziato che l’importo

di fr. 5'887.30 (secondo pilastro) versato trimestralmente dalla __________ (cfr.

anche tassazione 2012 e doc. AI 482-6), è pagato direttamente alla moglie da

cui l’insorgente vive separato, su ordine del Pretore aggiunto del Distretto di

__________ del 22 aprile 2014 (cfr. doc. D2) e non deve di conseguenza essere

preso in considerazione.

In

queste circostanze il requisito dell’indigenza è dato.

Considerato che

l’interessato non dispone delle necessarie conoscenze giuridiche, per cui l'intervento

di un legale, in casu l’avv. RA 1, appare senz'altro giustificato, e che le

argomentazioni, tenuto conto dell’insieme della procedura, non erano

palesemente destituite di esito favorevole, il TCA ritiene che nella

fattispecie siano soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza

giudiziaria a favore dell'assicurato, riservato l'eventuale obbligo di

rimborso, qualora la situazione economica dell’insorgente dovesse in futuro

migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; sentenza 32.2011.202 del 16 maggio 2012;

STFA del 15 luglio 2003, I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002, U

234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid.

6).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. L’istanza tendente alla

concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è accolta.

§ Di

conseguenza RI 1 è ammesso al gratuito patrocinio dell’avv. RA 1.

3. Le

spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente. A seguito

della concessione dell'assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte

dallo Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti