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32.2018.55

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

4 marzo 2019Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a,

181 consid. 3a).

Queste condizioni di concessione dell'assistenza giudiziaria, poste

dalla giurisprudenza sotto l'egida dell'art. 4 vCost. fed., sono applicabili

alla concessione dell'assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella

procedura d'opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre 2004, consid. 2.1; SVR

2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2). Tuttavia, la questione di sapere se esse sono

realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più severi nella procedura

amministrativa (Kieser,

ATSG-Kommentar, 3a ed., Zurigo, Basilea, Ginevra 2015, n.

28 e n. 35 ad art. 37, pagg. 528 e 530).

A tal proposito, occorre tenere conto delle circostanze del caso

concreto, della particolarità delle regole di procedura applicabili, così come

delle specificità della procedura amministrativa in corso. In particolare,

occorre menzionare, oltre alla complessità delle questioni di diritto e dei

fatti, le circostanze concernenti la persona in oggetto, come la sua capacità

di orientarsi in una procedura. Quale regola generale, il gratuito patrocinio è

necessario quando la procedura è suscettibile di riguardare in maniera particolarmente

grave la situazione giuridica della persona interessata. Altrimenti, una tale

necessità esiste soltanto quando alla relativa difficoltà del caso si aggiunge

la complessità della fattispecie o dei quesiti giuridici, alla quale il richiedente

non è in grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182 consid. 2.2; SVR 2007 EL

Nr. 7, consid. 5.2.2).

La necessità di patrocinio da parte di un legale dipende dalle

circostanze oggettive e soggettive del caso concreto, ossia dalla particolarità

della norme procedurali applicabili, dalla complessità delle questioni

giuridiche, dalla fattispecie poco chiara, ma anche dal richiedente.

Quest’ultimo, ad esempio, non dev’essere capace di difendere i propri

interessi. Qualora sussista la minaccia di un intervento particolarmente grave

nello statuto giuridico dell’indigente è di regola data la necessità di un

patrocinio, altrimenti soltanto nei casi in cui oltre alla relativa complessità

della fattispecie si aggiungono anche difficoltà reali e giuridiche che non

possono essere risolte dal richiedente stesso (“Falls ein besonders starker Eingriff in die

Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich

geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen Schwere des Falles besondere

tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der

Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen ist.”, cfr.

DTF 125 V 35 consid. 4b e riferimenti; DTF 119 Ia 265) oppure

se l’assistenza di rappresentanti di associazioni invalidi, assistenti sociali

o altre persone nel settore sociale non può essere presa in considerazione (“Eine anwaltliche Verbeiständung drängt sich

nur in Ausnahmefällen auf, in denen ein Rechtsanwalt beigezogen wird, weil

schwierige rechtliche oder tatsächliche Fragen dies als notwendig erscheinen

lassen und eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere

Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt“; DTF 132 V 201 consid. 4.1 con riferimenti).

Occorre poi ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di

procedura ricorsuale che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad

avvocato patentato (STFA I 447/04 del 2 marzo 2005, consid. 4.2 citata in DTF

132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto riguarda un

avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di utilità

pubblica e non iscritto in un albo, cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006

IV Nr. 50 pag. 181; giurisprudenza confermata nuovamente nella STF 8C_399/2007

del 23 aprile 2008).

2.2 Nella sentenza

I 928/05 del 4 dicembre 2006 in una vertenza relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa

va riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche

che vengono trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha

negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di

opposizione.

Con sentenza 9C_991/2008 del 18 maggio 2009,

al consid. 4.4.1 il TF ha confermato questa giurisprudenza, rammentando che di

principio la presenza di un legale già in sede amministrativa non è necessaria:

" Es trifft nicht zu, dass die Erforderlichkeit einer anwaltlichen

Vertretung im Einspracheverfahren grundsätzlich anzunehmen sei und den

Regelfall bilde. Die gegenteilige Auffassung (vgl. Kieser, a.a.O., N. 21 zu

Art. 37 ATSG) hat das Eidg. Versicherungsgericht im Urteil I 746/06 vom 8. November 2006 E. 3.1

in fine verworfen. Nichts anderes ergibt sich aus BGE 132 V 200. Gegenteils

wurde in diesem Urteil auf den klaren Willen des (historischen

ATSG-)Gesetzgebers hingewiesen, an die sachliche Gebotenheit der

unentgeltlichen Verbeiständung mit Blick auf die bisherige Praxis im

sozialversicherungsrechtlichen Verwaltungsverfahren einen «sehr strengen

Massstab» anzulegen (BGE 132 V 200 E. 5.1.3 in initio S. 204).“.

Nella sentenza I 746/06 dell'8 novembre 2006, il TFA ha indicato i

seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:

" (…)

3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat

die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren

etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten

und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu

dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung

zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die

Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkommensberechnung in

der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile

umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in

welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die

Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung

fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12. Oktober

2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände.

(…)“.

Nella summenzionata DTF 132 V 200, al considerando 4.1 il Tribunale

federale ha affermato che la necessità di patrocinio da parte di un legale è data

nei casi in cui oltre alla relativa complessità della fattispecie si aggiungono

anche difficoltà reali e giuridiche che non possono essere risolte dal richiedente

stesso oppure se l’assistenza di rappresentanti di associazioni di invalidi,

assistenti sociali o altre persone nel settore sociale non può essere presa in

considerazione.

A questo proposito, con sentenza dell'8 ottobre 2008 (inc. n.

32.2007.250) questo TCA ha affermato:

" (…)

2.11.2. Nella presente fattispecie l'Ufficio AI – lasciata aperta

la questione a sapere se la vertenza non fosse di primo acchito votata

all'insuccesso – ha negato all'assicurata il diritto all'assistenza giudiziaria

in sede amministrativa in quanto ha ritenuto – rientrando il caso nella

casistica più consueta delle pratiche AI – non necessario o perlomeno non

indicato l'intervento di un avvocato.

Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non sono in concreto

sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.

Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari per riconoscere

il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, in particolare

sulla necessità dell'assistenza di un avvocato “sachliche Gebotenheit des

Beizugs eines Anwalts”, l'Alta Corte, in una sentenza I 911/06 del 2 febbraio

2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha sviluppato le seguenti

considerazioni:

" (…)

Hinsichtlich der sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen

Verbeiständung im Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die

Eigenheiten der anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des

jeweiligen Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität

der Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der

Person des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit,

sich im Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu BGE 122 I 8, in: AJP

1996 S. 495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des

Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls

bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder

rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich alleine

gestellt nicht gewachsen ist (BGE 130 I 182 Erw. 2.2 mit Hinweisen), und wenn

auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere Fach-

und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt (BGE 125 V

34 Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S. 163

f. Erw. 2a und b). Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen,

dass das in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem

Untersuchungsgrundsatz beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der

Ermittlung des rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (BGE 130 I 183

f. Erw. 3.2 und 3.3 mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch,

an die Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich

geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 35

f. Erw. 4b; Anwaltsrevue 2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10. März 2006 Erw. 7.1, I 692/05). (…)”.

La necessità o meno dell'assistenza di un avvocato durante la procedura

di opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che

vengono trattate nella decisione impugnata (per dei casi di applicazione cfr.

consid. 2.11.1).

Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di valutare il diritto

dell'assicurata ad una rendita AI o ad una riformazione professionale,

l'Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto ricorrere ad

una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 35).

Contro la decisione che negava all'assicurata il diritto a

prestazioni, l'avv. X ha poi interposto opposizione, criticando in particolare

la valutazione psichiatrica inerente la sindrome somatoforme dolorosa.

Analogamente a quanto già deciso dal TFA, come visto (consid.

2.11.1 in fine), trattandosi nel caso di specie dell'applicazione della

giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore somatoforme, la necessità

dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione va quindi

ammessa (cfr. sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006).

Alla luce di quanto appena esposto è a torto che l'Ufficio AI ha

ritenuto non necessario o perlomeno non indicato l'intervento di un avvocato e

concluso che l'insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad un legale.

Per quanto riguarda gli altri presupposti – non analizzati

dall'Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il diritto

all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva che

l'assicurata, come verrà esposto di seguito (cfr. consid. 2.13.), non può

essere considerata indigente.

Il rifiuto dell'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito

patrocinio, inoltrata dall'assicurata in data 17 ottobre 2006, deve pertanto

essere confermato.".

Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008 sempre in ambito di

assicurazione invalidità, riguardo all'assistenza giudiziaria nella procedura

amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

" (…)

4.

4.1 Dans la procédure administrative en matière

d'assurances sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est

accordée au demandeur lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA).

La LPGA a ainsi introduit une réglementation légale de l'assistance juridique

dans la procédure administrative (ATF 131 V 155 consid. 3.1; Kieser, op. cit.,

n. 22 ad art. 37).

4.2 Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence,

les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe

remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant

est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins

indiquée (ATF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b et les références).

Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est

nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances

concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour

chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans

l'hypothèse où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un

avocat serait judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même

des connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un jugement

justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V 118; cf.

aussi ATF 130 I 182 consid. 2.2, 128 I 232 consid. 2.5.2 et les références).

4.3 Ces conditions d'octroi de l'assistance

judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont

applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la

procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, consid. 2.1,

publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir

si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères

dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).

En ce qui concerne le point de savoir si

l'assistance d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement

justifiée par les circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier

2006, I 812/05, consid. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de

tenir compte des circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles

de procédure applicables, ainsi que des spécificités de la procédure administrative

en cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la complexité des

questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui tiennent à la

personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une procédure. Dès

lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance de

représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes ou

de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet

d'inférer que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt

M. du 29 novembre 2004, I 557/04, déjà cité, consid. 2.2). En règle générale,

l'assistance gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible

d'affecter d'une manière particulièrement grave la situation juridique de

l'intéressé. Sinon, une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative

difficulté du cas s'ajoute la complexité de l'état de fait ou des questions de

droit, à laquelle le requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182

consid. 2.2 et les références). (…)".

Nella STF 8C_931/2015 del 23 febbraio 2016, pubblicata in SVR 2016

IV Nr. 17, l’Alta Corte ha ricordato che, nella procedura amministrativa, la

necessità di patrocinio da parte di un avvocato può essere ammessa soltanto in

casi eccezionali (cfr. consid. 3). Nel caso esaminato, concernente un nomade,

il TF ha ritenuto che un competente patrocinio da parte di un mandatario che non

era avvocato era stato nel complesso oggettivamente possibile ed esigibile,

motivo per cui un gratuito patrocinio da parte di un avvocato non era

necessario (cfr. consid. 5.3).

Nella STF 8C_676/2015 del 7 luglio 2016 (SVR 2016 IV Nr. 41),

parzialmente pubblicata in DTF 142 V 342, il Tribunale federale ha giudicato il

caso di un agente di sicurezza che è stato ferito durante il suo lavoro.

L’Ufficio AI ha raccolto degli atti medici e una perizia e ha dapprima respinto

la richiesta di gratuito patrocinio, poi ha negato il diritto a una rendita di

invalidità. Per quanto concerne la necessità del patrocinio da parte di un

avvocato nella procedura amministrativa, l’Alta Corte ha affermato che per

riconoscere i punti deboli di una perizia medica sono necessarie determinate

conoscenze mediche e giuridiche della fattispecie. Nel caso giudicato non si

poteva parlare di un caso complesso anche se si è trattato di applicare la

prassi in ambito di dolore somatoforme. Il TF ha evidenziato che se si

ritenesse il contrario, ciò porterebbe in pratica a dovere riconoscere il diritto

al gratuito patrocinio in ogni procedura amministrativa, nella quale si deve

Considerandi

discutere di una perizia medica, che sarebbe contrario alla nozione dell’art.

37.

cpv. 4 LPGA come deroga. L’assenza di conoscenze giuridiche non è atta a

fondare la necessità di un patrocinio legale. Il fatto che viga il principio

inquisitorio giustifica l’applicazione di un parametro restrittivo (cfr.

consid. 7.2 non pubblicato: „Die Vorinstanz verneinte die

Erforderlichkeit der unentgeltlichen anwaltlichen Vertretung im Verwaltungsverfahren,

da der Versicherte seit 2010 durch die Fürsorgebehörde unterstützt werde. Diese

hätte bei im Übrigen überschaubaren Verhältnissen ohne Weiteres die Vertretung

bzw. Beratung übernehmen können. Es gehe nicht darum, ob die PTBS als unklares

Beschwerdebild gelte oder nicht, sondern darum, das ABI-Gutachten zu würdigen.

Mangels Erforderlichkeit der anwaltlichen Vertretung seien die übrigen

Anspruchsvoraussetzungen nicht zu prüfen. Die Einwände des Versicherten sind nicht

geeignet, ein abweichendes Ergebnis zu begründen. Zwar sind für das Erkennen

von Schwachstellen einer ärztlichen Expertise aufgrund der einschlägigen

Rechtsprechung (vgl. E. 2 hievor) gewisse medizinische Kenntnisse und

juristischer Sachverstand erforderlich. Von einer komplexen Fragestellung kann

hier - auch wenn es um die Anwendung der Praxis zu den somatoformen

Schmerzstörungen geht - gleichwohl nicht gesprochen werden. Denn die

gegenteilige Auffassung liefe darauf hinaus, dass in praktisch allen

Verwaltungsverfahren der Anspruch auf unentgeltliche Rechtsverbeiständung

bejaht werden müsste, in denen ein medizinisches Gutachten zur Diskussion

steht, was der Konzeption von Art. 37 Abs. 4 ATSG als einer

Ausnahmeregelung widerspräche. Fehlende Rechtskenntnisse vermögen sodann die

Notwendigkeit der anwaltlichen Verbeiständung bzw. einen

"Ausnahmefall" im Sinne der Rechtsprechung nicht zu begründen (Urteil

8C_559/2014 vom 29. Oktober 2014 E. 7.4.2). Das vom Versicherten angerufene

Prinzip der Chancengleichheit führt angesichts der Offizialmaxime (Art. 43

ATSG) zu keinem anderen Schluss. Zwar wird die sachliche Notwendigkeit einer

anwaltlichen Verbeiständung durch den Umstand allein, dass die zuständigen

Behörden gehalten sind, an der Ermittlung des rechtserheblichen Sachverhalts massgeblich

mitzuwirken, nicht generell ausgeschlossen. Die Geltung des

Untersuchungsgrundsatzes rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen, unter

denen eine rechtsanwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen

strengen Massstab anzulegen (Urteil 8C_323/2013 vom 15. Januar 2014 E. 5.2.3).

Aus Art. 6 Ziff. 1 EMRK vermag der Versicherte ebenfalls nichts zu

seinen Gunsten abzuleiten (vgl. auch Urteil 8C_559/2014 E. 7.3). Gleiches gilt

für seinen Einwand, das IV-Verwaltungsverfahren wirke sich auch auf seine

Ansprüche gegenüber der beruflichen Vorsorge aus.„).

Al ricorrente è stato concesso il gratuito patrocinio per la sede

federale (cfr. consid. 8).

Con sentenza 32.2008.164 dell’11 maggio 2009 questo

Tribunale, nell’ambito di una procedura inerente l’assicurazione invalidità, ha

rifiutato ad un’assicurata l’assistenza giudiziaria in sede amministrativa

(mentre l’ha ammessa in sede ricorsuale), poiché, pur essendo oggetto del

contendere il diritto ad una rendita AI, sulla base della rigorosa giurisprudenza

federale, non ha ritenuto necessaria la presenza di un patrocinatore già in

sede amministrativa ritenuto che la fattispecie non era particolarmente

complessa.

Anche nella STCA 36.2012.50 del 12 settembre 2012

questo TCA ha ritenuto sproporzionato far capo ad un rappresentante allorché la

questione del mancato pagamento delle prestazioni farmaceutiche è stata risolta

senza neppure la necessità di dover avviare una procedura amministrativa

tramite l’emanazione della decisione formale e poi della decisione su

opposizione per poter utilizzare correttamente la propria tessera farmaceutica.

Il Tribunale ha rilevato che si trattava semplicemente di intervenire presso

l’assicuratore per capire cosa fosse successo e quindi era sufficiente scrivere

autonomamente, senza far capo ad un esperto, una lettera alla Cassa malati,

chiedendo per quale motivo le prestazioni farmaceutiche del figlio non erano

state rimborsate, rispettivamente perché le tessere di farmacia dei figli apparivano

bloccate.

Il 4 febbraio 2015 con STCA 32.2014.48 il TCA ha

concluso che rettamente l’Ufficio AI ha ritenuto non giustificato

l’intervento di un legale, visto che quel caso, in cui un’assicurata è stata

ritenuta inabile al lavoro al 100% per motivi psichici solo come salariata e

non anche come casalinga con conseguente rifiuto di una rendita di invalidità

(grado AI del 26%), rientrava nella consueta casistica di questo genere di

problematiche. Pertanto, giustamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di

gratuito patrocinio, senza accertare l’eventuale indigenza dell’assicurata, né

valutare se la causa fosse palesemente priva di successo.

2.3

Nell’evenienza

concreta, la scrivente Corte rileva che dagli atti risulta che dal gennaio 2017

l’assicurato ha contattato per e-mail l’amministrazione una dozzina di volte, sia

informandola dello stato della pratica in ambito infortunistico (docc. 49, 57,

70), sia trasmettendole degli atti medici attestanti le patologie in essere.

Al riguardo va osservato che il ricorrente non si è limitato di

volta in volta ad allegare uno o più certificati medici ai suoi scritti

elettronici, ma ha dato prova di conoscere la materia e gli atti necessari da

presentare ai fini dell’iter procedurale.

Per esempio, nell’e-mail del 25 gennaio 2017 (doc. 49) egli ha

affermato che “presenterò ricorso presso il

Tribunale delle assicurazioni del Canton Ticino, contro la decisione della __________,

concernente il 30% della rendita di invalidità.” e nella seguente

del 13 febbraio 2017 (doc. 57) ha inviato all’Ufficio AI “copia del ricorso che ho fatto al tribunale cantonale

delle assicurazioni, contro la decisone __________ per la rendita d’invalidità,

dove si mette a fuoco il fatto di ripetere la visita finale di chiusura caso,

in quanto le decisioni del medico derivano da conclusioni sullo svolgimento di

esercizi di forza a cui non sono mai stato sottoposto.”.

Diligentemente l’interessato ha tenuto al corrente il funzionario

incaricato della sua domanda di prestazioni, informandolo passo dopo passo come

risulta dall’e-mail del 20 marzo 2017 (doc. 61):

" Le invio

un rapporto dell’ortopedico dove mi sono recato per i grossi problemi che ho da

un po’ di tempo alla spalla dx ed alle gambe.

Domani mi recherò dal Neurologo per una visita di controllo, già

programmata, e poi Le invio il rapporto. Giovedì invece andrò dallo Psichiatra

per un incontro, e poi Le invierò l’indirizzo mail del Dottore, visto che la

Sig.ra __________ me lo aveva chiesto per mandare al Dottore un questionario da

compilare. (…)”.

Una settimana dopo egli ha trasmesso all’amministrazione i

rapporti della neurologa e dello psichiatra, indicando che “si evince la situazione problematica, sia dal punto di

vista fisico che mentale.” (doc. 65).

Lo scritto del 20 aprile 2017 (doc. 69) denota una particolare

comprensione della situazione e dimestichezza della pratica:

" Le scrivo

perché volevo chiedere se è possibile iniziare una vostra procedura di

valutazione per la mia invalidità, anche se non è ancora finita la procedura

con la __________, visto che stiamo aspettando la decisione del Tribunale

Cantonale delle Assicurazioni in merito.

Le chiedo questo, perché è 1 anno che percepisco solo la rendita __________

(1350 frs) e come può capire in 4 è difficile andare avanti.

Penso che con i certificati, le valutazioni dei medici, la

valutazione psichiatrica, il colloquio con la Sig.ra __________, che ha visto

in che condizione sono, posso sperare di ottenere una rendita.

Sono comunque a disposizione per qualsiasi valutazione medica da

parte vostra.

Ringrazio per il tempo che mi concede e aspettando una Sua

risposta, porgo cordiali saluti.”.

Il ricorrente ha continuato ad aggiornare l’Ufficio AI sulla causa

pendente davanti a questo TCA in materia di assicurazione contro gli infortuni

e sulle sue condizioni di salute.

Il 3 luglio 2017 (doc. 70) ha scritto quanto segue:

" volevo

informarla che il mio ricorso al TCA contro la decisione __________ è stato

respinto.

Nonostante io rimanga basito per determinate prese di posizione e

non capisca certe decisioni, HO DECISO DI NON CONTINUARE CON IL RICORSO E DI

CHIUDERE LA CONTROVERSIA CONTRO LA __________.

Anche perché sia mentalmente che economicamente non ce la faccio

più.

Attendo quindi una Vostra decisione in merito alla mia rendita.

Per qualsiasi informazione, o se devo presentarmi da Voi, me lo

faccia sapere.

Siccome ho avuto un ulteriore peggioramento sia sui dolori che

sulla deambulazione, il mio medico di fiducia mi ha richiesto una visita

neurologica che effettuerò a breve. Appena ho la relazione del medico ve la

spedisco.

Anche psicologicamente sono peggiorato con continui attacchi di

panico e lo psichiatra mi ha cambiato la cura antidepressiva.”.

Il 12 luglio seguente (doc. 75) l’assicurato ha trasmesso

all’Ufficio AI il rapporto della visita neurologica, osservando che era

necessario effettuare altri esami per capire l’origine del problema alle gambe

e di avere già prenotato un esame per fine mese, anche perché i dolori erano

peggiorati. Egli si è detto di nuovo disponibile a farsi visitare da uno

specialista dell’AI.

L’assicurato ha inviato all’amministrazione, sempre per e-mail,

una lista delle medicine che assumeva chiedendo di farlo pervenire al Servizio

Medico Regionale, visto che la __________ non ne aveva tenuto conto così come

soprattutto degli effetti collaterali, che gli davano continua sonnolenza,

ansia, forti mal di testa, difficoltà ad urinare, dolori e spasmi muscolari (doc.

87).

Il 2 ottobre 2017 (doc. 89) l’interessato, rilevando che era in

attesa da 18 mesi, ha chiesto lumi sulla sua domanda, così pure un mese dopo (doc.

93) e in quell’occasione si è informato sulla procedura amministrativa di

valutazione delle richieste di rendita AI (SMR, Servizio di integrazione

professionale), tanto che, su indicazione del funzionario dell’Ufficio AI, il 9

novembre 2017 (doc. 96) ha telefonato alla consulente in integrazione

professionale per informarsi sullo stato della sua pratica.

Il successivo 23 novembre (doc. 97) è stata la consulente stessa a

contattarlo e a informarlo che il Servizio Medico Regionale ha confermato la

valutazione della __________ e che non riteneva dati elementi medici che

rendevano necessario procedere a una perizia. In quell’occasione l’assicurato

ha contestato la valutazione medica, argomentando che le molteplici patologie,

a suo avviso, giustificavano la concessione di una rendita di invalidità.

Pertanto, le parti hanno concordato che l’Ufficio AI avrebbe emesso il progetto

di decisione contro il quale egli avrebbe poi inoltrato le sue osservazioni.

Questa conclusione è stata pure riportata nel rapporto della

consulente in integrazione professionale del 27 novembre 2017 (doc. 103).

Al progetto di decisione del 30 novembre 2017 (doc. 105), con cui

l’amministrazione ha attribuito all’assicurato una rendita intera temporanea,

hanno fatto seguito le osservazioni del 10 gennaio 2018 (doc. 112) formulate

dall’avv. RA 1.

Il legale ha esposto l’iter medico a cui si è sottoposto

l’assicurato dal giorno dell’infortunio, si è pronunciato sull’accertamento

dello stato di salute del suo assistito contestando come egli non sia stato

visitato da nessun medico del Servizio Medico Regionale, ma che l’Ufficio AI si

sia limitato ai rapporti medici già raccolti in ambito infortunistico

attenendosi alle conclusioni tratte dalla __________, che però non ha considerato

le conseguenze dei disturbi psichici. La menomazione fisica e i problemi

psichici sono stati attestati anche dal neurologo curante nel dicembre 2017, il

quale ha consigliato un aumento del dosaggio del farmaco Lyrica.

Per il patrocinatore era dunque necessario essere sottoposto a una

perizia pluridisciplinare per accertare i problemi neurologici e reumatologici,

ma anche ortopedici e psichici.

L’avv. RA 1 si è infine espresso sulla valutazione del grado di

invalidità e sulla decorrenza del diritto alla rendita.

A sostegno delle sue richieste egli ha prodotto un referto medico

del 2014 del chirurgo della mano e quello citato del neurologo, oltre alla

lista dei medicamenti assunti dall’interessato.

2.4

Sulla base della

documentazione esposta, questo Tribunale ritiene che l’intervento di un

avvocato patentato nel preciso caso di specie non era necessario, potendosi

l’assicurato ben gestire da solo davanti all’autorità amministrativa o, semmai,

con l’aiuto di rappresentanti di associazioni di invalidi, sindacati o altre

persone nel settore sociale, indipendentemente dal fatto che fosse straniero e

vivesse all’estero. Avrebbe infatti potuto fare capo ai diversi patronati

presenti sul territorio che abitualmente curano gli interessi dei lavoratori __________

nei confronti delle istituzioni svizzere in ambito di assicurazioni sociali.

Ad ogni modo, il fitto scambio di e-mail avuto con l’Ufficio AI

denota che il ricorrente era perfettamente in grado di formulare da solo le

osservazioni al progetto di decisione, tutt’al più che egli stesso l’ha fatto

presente telefonicamente alla consulente in integrazione professionale, quando

le ha chiaramente detto che non era d’accordo con la valutazione del Servizio

Medico Regionale, poiché le numerose problematiche di salute presenti dovevano,

a suo dire, giustificare il riconoscimento di una rendita di invalidità.

Pertanto, al fine di potere dare modo all’assicurato di contestare formalmente la

situazione medica ritenuta dall’amministrazione, è stato concordato di emettere

il progetto di decisione contro cui egli avrebbe formulato le osservazioni.

Ed in effetti così è stato, ma l’assicurato, anziché attivarsi di

persona, ha preferito farsi patrocinare da un legale.

D’avviso della scrivente Corte, il patrocinio dell’avv. RA 1 non

era affatto indispensabile per formulare le osservazioni al progetto di

decisione e ciò né per la natura della causa stessa né per il contenuto del suo

scritto che, per quanto concerne l’aspetto medico, si è limitato a chiedere di

erigere una perizia pluridisciplinare e ha prodotto, a sostegno della sua

richiesta, un certificato datato 2014 e un altro successivo al progetto stesso.

Non solo la richiesta di effettuare una perizia medica, ma anche i

due documenti medici potevano pacificamente essere trasmessi dall’assicurato,

che nel corso della procedura amministrativa ha dato prova di sapersi ben

destreggiare con l’ente competente e ha chiesto e ottenuto informazioni

sull’iter procedurale in corso.

Non va poi dimenticato che, parallelamente alla procedura davanti all’Ufficio

AI, il ricorrente si è confrontato dapprima con l’assicuratore infortuni, poi ha

affrontato una causa giudiziaria davanti a questo stesso Tribunale e quindi era

al corrente che la valutazione del suo stato di salute sarebbe avvenuta sulla

base di certificati medici e/o di perizie, tanto che ne ha inviati numerosi al

funzionario responsabile della sua pratica AI con cui ha allacciato uno scambio

epistolare elettronico e a cui ha chiesto delucidazioni sulla procedura di

valutazione per l’ottenimento di una rendita di invalidità.

A quest’ultimo proposito, l’Ufficio AI ha correttamente osservato

come sia praticamente la prassi ordinare l’erezione di perizie, anche

multidisciplinari, per valutare lo stato di salute degli assicurati qualora vi

siano dei certificati di medici curanti che attestino un determinato stato che

va ulteriormente indagato o semplicemente confermato.

Non va poi dimenticato di rilevare che durante la conversazione

telefonica che l’insorgente ha avuto con la consulente in integrazione

professionale, egli le ha fatto presente di essere affetto da numerose

patologie e che, non essendo d’accordo con le conclusioni mediche tratte dal

Servizio Medico Regionale, gli era stato spiegato che avrebbe potuto esprimersi

formalmente inoltrando delle osservazioni al progetto di decisione.

Non era dunque necessario rivolgersi a un legale per ribadire

all’Ufficio assicurazione invalidità le sue perplessità sul suo stato di salute

né per produrre due certificati medici, di cui uno per di più datato 2014 - e peraltro

non determinante ai fini della valutazione del suo stato di salute - e l’altro

recentemente rilasciato dal neurologo curante.

Come per gli altri referti medici trasmessi diligentemente per

e-mail all’amministrazione, così anche questi due potevano esserlo da parte

dell’assicurato medesimo.

Anche la richiesta di essere visitato da specialisti e quindi di

fare erigere una perizia (pluridisciplinare) era già stata formulata almeno in

un paio di occasioni dall’assicurato (docc. 69 e 75) nei suoi scritti al

funzionario dell’amministrazione, perciò niente gli impediva di ribadire di

persona, formalmente, tale domanda anche nelle osservazioni al progetto di

decisione.

Peraltro, in tale direzione andava già la conversazione avuta il

23.

novembre 2017 con la consulente in integrazione professionale (doc. 97).

A maggior ragione, dunque, l’aver fatto capo a un avvocato

patentato per ribadire dei concetti più volte espressi durante l’iter

amministrativo risulta essere stato non solo inutile, ma nemmeno indispensabile

ai sensi dell’art. 37 cpv. 4 LPGA.

In un ambito come quello dell’assicurazione invalidità, dove vige

il principio inquisitorio, di principio, tranne nei casi complessi,

l’intervento di un avvocato già in sede amministrativa, non è necessario (SVR

2016.

IV Nr. 41 consid. 7.2).

Nel preciso caso di specie non si trattava di dover dirimere una

difficile questione giuridica, ma di fare unicamente presente all’Ufficio AI che

vi erano delle patologie extra-infortunistiche da tenere in considerazione per

la valutazione della sua invalidità e quindi che l’amministrazione non poteva

limitarsi alle conclusioni mediche tratte in ambito infortunistico.

La perizia pluridisciplinare che è stata poi effettivamente

ordinata dall’SMR non ha modificato il grado di (non) complessità della pratica

concernente il ricorrente.

Sulla scorta delle considerazioni esposte, dovendo la necessità di

patrocinio da parte di un legale essere verificata con rigore, la richiesta di

assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in sede amministrativa non può

di conseguenza essere ammessa.

2.5

La domanda di assistenza

giudiziaria ex art. 61 lett. f LPGA formulata contestualmente al ricorso,

essendo l’impugnativa presentata innanzi a questo TCA manifestamente priva di

esito favorevole per i motivi appena esposti, non può neppure essere accolta

per la procedura ricorsuale (STCA 36.2016.78 consid. 2.3).

2.6

Secondo l'art. 29 cpv. 2

LPTCA e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L'entità delle spese è determinata fra Fr. 200.- e Fr. 1'000.- in

funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133

V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre

2008).

Visto l'esito della vertenza, le spese per complessivi Fr.

500.

-vanno poste a carico dell'insorgente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di assistenza

giudiziaria con gratuito patrocinio per la sede giudiziaria è respinta.

3. Le spese di Fr. 500.- sono

poste a carico del ricorrente.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere

una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti