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Decisione

32.2019.172

Entità e decorrenza dell'AGI minorenni e del supplemento per cure intensive spettanti all'assicurato

19 giugno 2020Italiano66 min

è calcolato sotto forma di importo giornaliero. Il Consiglio federale disciplina

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

32.2019.172

cr

Lugano

19 giugno 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 19 settembre 2019 di

RI 1

rappr. da: RA 1

rappr. da: RA 2

contro

la decisione del 19 agosto 2019 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto, in fatto

1.1. RI 1, nato nell’aprile del

2015, è affetto da un disturbo dello spettro autistico, diagnosticato nel 2017

dal Prof. dr. __________, neuropediatra e primario dell’Istituto __________ - e

che costituisce un’infermità congenita riconosciuta secondo la cifra 405 dell’Ordinanza

sulle infermità congenite (OIC) - a seguito del quale è stato posto al

beneficio di provvedimenti sanitari, ergoterapia e psicoterapia.

In data 8 giugno 2018

l’assicurato, per il tramite dei propri genitori, ha presentato una domanda di

assegno grandi invalidi (AGI) per minorenni.

Eseguiti gli accertamenti

del caso, in particolare un’inchiesta a domicilio, con progetto di decisione

del 23 maggio 2019 l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato un AGI minorenni

di grado medio dal 1° aprile 2019, riconoscendo la necessità di aiuto regolare

e permanente da parte di terzi per lo svolgimento di 5 atti ordinari della

vita.

A seguito delle

contestazioni sollevate dai genitori di RI 1 contro tale progetto di decisione,

rivendicando il bisogno di aiuto anche per l’atto di

“alzarsi/sedersi/coricarsi”, oltre al diritto ad un supplemento per cure

intensive, con decisione del 19 agosto 2019 l’Ufficio AI ha assegnato

all’assicurato il diritto ad un AGI minorenni di grado medio dal 1° aprile

2019, poi aumentato ad un AGI minorenni di grado elevato dal 1° luglio 2019,

oltre ad un supplemento per cure intensive (SCI) di 4 ore (di cui 2 ore per

necessità di sorveglianza supplementare permanente) dal 1° luglio 2019 (doc.

A2).

1.2. Con tempestivo ricorso del 19

settembre 2019 l’assicurato, rappresentato dai propri genitori, a loro volta

patrocinati dalla RA 2, ha contestato la decisione dell’Ufficio AI, chiedendo

il riconoscimento del diritto ad un AGI minorenni di grado elevato dal 1°

aprile 2019 e, dalla stessa data, il diritto ad un supplemento per cure

intensive di 6 ore.

A sostegno di quest’ultima

pretesa, i rappresentanti legali hanno evidenziato come RI 1 abbisogni di una

sorveglianza particolarmente intensiva, la quale va conteggiata con 4 ore di

assistenza e non solo con 2 ore di assistenza, corrispondente ad una

sorveglianza supplementare permanente, ai sensi dell’art. 39 cpv. 3 OAI.

Ricordando quanto previsto

dal marginale 8079 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità

(CIGI) e dal relativo esempio 1, i rappresentanti legali ne ha evidenziato la

similitudine esistente con quanto riportato dall’assistente sociale in sede di

inchiesta, nonché con le attestazioni del Prof. __________ e con quanto

affermato pure dai genitori di RI 1 nelle osservazioni inoltrate contro il

progetto di decisione del 25 giugno 2019. In maniera unanime emerge quindi, a

loro avviso, l’imprescindibilità di una sorveglianza a vista costante del

bambino, viste le sue difficoltà nell’interazione sociale, nella capacità di

attenzione e ritardo nello sviluppo psicomotorio, con prontezza di intervento

dell’adulto, per evitare che si possa mettere in pericolo. Ciò giustifica,

pertanto, l’esistenza di una sorveglianza particolarmente intensiva, motivo per

il quale all’assicurato deve essere riconosciuto un impegno supplementare per

la sorveglianza di 4 ore e non solo di 2 ore.

A proposito dell’AGI

minorenni di grado elevato, riconosciuto dall’Ufficio AI a partire dal 1°

luglio 2019, i rappresentanti legali ha rilevato come tale diritto vada

riconosciuto già a partire dal 1° aprile 2019, al compimento dei 4 anni di RI 1,

senza dover attendere il termine di tre mesi previsto dall’art. 88a cpv. 2 OAI.

A loro parere, difatti,

allo scadere dell’anno di attesa (vale a dire nell’aprile 2019) è subentrata la

modifica del grado di grande invalidità per motivi di età (dai 4 anni si può

considerare la necessità di aiuto nell’atto di alzarsi/sedersi/coricarsi, da cui

il riconoscimento del bisogno di aiuto per il compimento di 6 atti ordinari

della vita, oltre ad una sorveglianza permanente), e non per un peggioramento

dello stato di salute, circostanza che avrebbe sì imposto l’attesa di un

termine di tre mesi.

Per tali motivi, i

rappresentanti legali hanno quindi concluso che l’assicurato abbia diritto ad

un AGI minorenni di grado elevato e un supplemento per cure intensive di 6 ore

a partire dal 1° aprile 2019 (doc. I).

1.3. Con la risposta di causa

l’Ufficio AI, dopo avere richiesto una presa di posizione sia all’assistente

sociale competente (doc. IV/1), che al SMR (doc. IV/2), ha confermato la

correttezza della decisione impugnata, con argomenti di cui si dirà, per quanto

occorra, nei considerandi in diritto (doc. IV).

1.4. In data 11 novembre 2019 i

rappresentanti legali hanno ribadito come la sorveglianza di cui necessiti RI 1

sia particolarmente intensiva - non essendo lo stesso, a causa della sua

patologia, in grado di riconoscere i pericoli e non potendo quindi mai essere

perso di vista – apportando, ad ulteriore conferma di quanto preteso, un

aggiornato rapporto da parte del Centro psico-educativo (doc. A3).

Essi hanno pure nuovamente

richiesto che non venga applicato il periodo di attesa di tre mesi per il

riconoscimento del grado elevato dell’AGI, “dato che ci troviamo di fronte ad

un aumento del grado di grande invalidità a seguito del sopraggiungere del

limite di età secondo l’Allegato III della CIGI (ovverossia ci troviamo di

fronte ad un mancato miglioramento previsto rispetto ad un coetaneo) in

contemporanea con il termine dell’anno di attesa” (doc. VIII).

1.5. Con osservazioni del 21

novembre 2019 l’Ufficio AI, basandosi anche sul parere del SMR (doc. X/2), ha

confermato che la sorveglianza di cui necessita RI 1 è quella che qualsiasi

bambino affetto da autismo presenta, aggiungendo che “ammettere con eccessiva

facilità la necessità di sorveglianza particolarmente intensiva significherebbe

in pratica introdurre un automatismo che imporrebbe di riconoscerne la

necessità ogni qualvolta viene posta la diagnosi di autismo, automatismo questo

chiaramente escluso dalla giurisprudenza, oltre che dal senso della norma”

(doc. X).

1.6. In data 14 gennaio 2020, i

rappresentanti legali hanno ancora una volta sostenuto che nel caso di RI 1 vi

sia la necessità di “un’attenzione superiore alla media e costante necessità di

intervenire da parte di chi presta la sorveglianza, per evitare che il

minorenne metta in pericolo sé stesso e/o gli altri o danneggi cose nonostante

l’applicazione di accorgimenti strumentali e strutturali per la sicurezza” (doc.

XIV), così come pure attesto dal Prof. __________ (doc. A4) e dal pedagogista

della Fondazione __________ responsabile dell’intervento di parent training

(doc. A5).

1.7. Con osservazioni del 27

gennaio 2020 l’Ufficio AI, dopo avere richiesto una presa di posizione alla

pediatra del SMR (doc. XVI/1) e all’assistente sociale competente (doc. XVI/2),

ha nuovamente chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione

impugnata (doc. XVI).

1.8. Con scritto del 20 febbraio

2020, i rappresentanti legali hanno confermato quanto già sostenuto in sede

ricorsuale e nelle successive prese di posizione, manifestando stupore per le

osservazioni espresse dall’assistente sociale, indicando che scopo della RA 2 è

quello di patrocinare in modo corretto e deciso le persone che ad essa si

rivolgono al fine di vedere tutelati i loro diritti (doc. XVIII).

Tali considerazioni dei

rappresentanti dell’assicurato sono state trasmesse all’amministrazione (doc.

XIX), per conoscenza.

in diritto

2.1. Oggetto del contendere è la

questione a sapere se l’assicurato ha diritto ad un assegno per grandi invalidi

minorenni di grado medio dal 1° aprile 2019 e di grado elevato dal 1° luglio

2019, con un supplemento per cure intensive di 4 ore dal 1° luglio 2019, come

riconosciuto con la decisione contestata, oppure ad un assegno per grandi

invalidi di grado elevato dal 1° aprile 2019 con un supplemento per cure

intensive di 6 ore dal mese di aprile 2019.

Secondo l’art. 9 LPGA -

che ha ripreso la definizione contenuta nell’art. 42 vLAI (cfr. DTF 133 V 450)

- è considerato grande invalido colui che a causa di un danno alla salute ha

bisogno in modo permanente dell’aiuto di terzi o di una sorveglianza personale

per compiere gli atti ordinari della vita. La giurisprudenza ha precisato che

l’aiuto di cui abbisogna l’assicurato può essere inteso sia come aiuto diretto

di terzi che come sorveglianza dell’assicurato durante il compimento degli atti

ordinari rilevanti della vita, per esempio quando la persona che lo sorveglia

lo esorta a compiere un atto che rimarrebbe incompiuto senza l’espresso

incitamento di un terzo a causa dello stato psichico dell’assicurato

(cosiddetto aiuto indiretto; cfr. DTF 133 V 463; STF 8 C 479/2007 del 4 gennaio

2008; DTF

121 V 91; 107 V 149).

Gli atti ordinari della

vita sono i seguenti (cfr. DTF 127 V 97; DTF 125 V 303; DTF 117 V 146 consid.

2.):

- vestirsi/svestirsi

- alzarsi/sedersi/coricarsi

- mangiare

- provvedere all'igiene

personale

- andare al gabinetto

- spostarsi (in casa e

all'esterno) e stabilire contatti.

Per atti che permettono di

stabilire dei contatti sociali con l'ambiente la giurisprudenza ha precisato

che bisogna intendere il comportamento normale all'interno della società così

come richiesto dall'esistenza quotidiana (DTF 117 V 27 e 146, 105 V 52, 104 V

127).

2.2. L’art. 42 LAI prevede in

particolare che gli assicurati con domicilio e dimora abituale (art. 13 LPGA)

in Svizzera, se sono grandi invalidi (art. 9 LPGA), hanno diritto a un assegno

per grandi invalidi (cpv. 1).

La grande invalidità è di

grado elevato, medio o lieve (cpv. 2).

È considerato grande

invalido anche chi a causa di un danno alla salute vive a casa e necessita in

modo permanente di essere accompagnato nell’organizzazione della realtà

quotidiana. Chi soffre unicamente di un danno alla salute psichica ha diritto

almeno a un quarto di rendita. Chi ha bisogno unicamente di essere accompagnato

in modo permanente nell’organizzazione della realtà quotidiana è considerato

grande invalido di grado lieve (cpv. 3).

L’art 37 OAI stabilisce

che la grande invalidità è reputata di grado elevato se l’assicurato è

totalmente grande invalido. Ciò è il caso quando necessita dell’aiuto regolare

e notevole di terzi per compiere tutti gli atti ordinari della vita e il suo

stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza personale (cpv. 1).

La grande invalidità è di

grado medio se l’assicurato, pur munito di mezzi ausiliari, necessita:

a) di aiuto

regolare e notevole di terzi per compiere la maggior parte degli atti ordinari

della vita,

b) di aiuto

regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e

abbisogna, inoltre, di una sorveglianza personale permanente,

c) di aiuto

regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e

abbisogna, inoltre, di un accompagnamento permanente nell’organizzazione della

realtà quotidiana ai sensi dell’art. 38 OAI (cpv. 2).

Infine, la grande

invalidità è di grado lieve se l’assicurato, pur munito di mezzi ausiliari:

a) è costretto a

ricorrere in modo regolare e considerevole, all’aiuto di terzi per compiere

almeno due atti ordinari della vita,

b) necessita di una

sorveglianza personale permanente,

c) necessita, in

modo durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste dalla sua

infermità,

d) a causa di un

grave danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica, può mantenere

Fatti

i contatti sociali con l’ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti

in modo regolare e considerevole,

e) è costretto a

ricorrere a un accompagnamento costante nell’organizzazione della realtà

quotidiana ai sensi dell’articolo 38 OAI (cpv. 3).

L'art. 38 OAI

("Accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana")

stabilisce che:

" Esiste un

bisogno di accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi

dell'articolo 42 capoverso 2 LAI quando un assicurato maggiorenne non vive in

un'istituzione e a causa di un danno alla salute:

a) non

può vivere autonomamente senza l'accompagnamento di una terza persona:

b) non

può compiere le attività della vita quotidiana e intrattenere contatti fuori

casa senza l'accompagnamento di una terza persona; oppure

c)

rischia seriamente l'isolamento permanente dal mondo esterno (cpv. 1).

Chi soffre unicamente di un

danno alla salute psichica deve avere diritto almeno a un quarto di rendita per

essere riconosciuto grande invalido (cpv. 2).

È considerato unicamente

l'accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana che è regolare e

necessario in relazione con le situazioni menzionate nel capoverso 1. Fra

queste non rientrano in particolare le attività di rappresentanza e di

amministrazione nel quadro delle misure di tutela conformemente agli articoli

398-419 del Codice civile (cpv. 3)."

Per

i minorenni, secondo l’art. 37 cpv. 4 OAI, si considera unicamente il maggior

bisogno d’aiuto e di sorveglianza personale che il minorenne invalido necessita

rispetto a un minorenne non invalido della stessa età. Per calcolare la grande

invalidità dei minorenni si applicano le direttive dell’allegato III

concernenti il calcolo della grande invalidità determinante dei minorenni

(marg. 8086 della Circolare sull’invalidità e la

grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità [CIGI]: SVR 2009 IV nr.

30 p. 85 consid. 4.2.1 [9C_431/2008]; STF 8C_158/2008 del 15. ottobre 2008

consid. 5.2.2).

Secondo l’art. 42 cpv. 4

LAI l’assegno per grandi invalidi è accordato al più presto dalla nascita e al

più tardi fino alla fine del mese in cui l’assicurato ha fatto uso del diritto

al godimento anticipato della rendita secondo l’articolo 40 capoverso 1 LAVS o

in cui raggiunge l’età di pensionamento. L’inizio del diritto è retto, a

partire dal compimento del primo anno di età, dall’articolo 29 capoverso 1. Va

qui rilevato che nella sentenza pubblicata in DTF 137 V 351 il TF ha precisato

che contrariamente al rinvio dell'art. 42 cpv. 4 in fine LAI, l'inizio del

diritto all'assegno per grandi invalidi non è disciplinato dall'art. 29 cpv. 1

LAI.

Continua invece ad essere

applicabile, per analogia, l'art. 28 cpv. 1 LAI sui presupposti del diritto

alla rendita.

L’art. 28 LAI prevede

quanto segue:

" 1. L’assicurato ha diritto a una rendita se:

a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni

consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante

provvedimenti d’integrazione ragionevolmente esigibili;

b. ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40 per cento

in media durante un anno senza notevole interruzione; e

c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40 per

cento.

2. La rendita è graduata come segue, secondo il

grado di invalidità:

Grado d’invalidità

Diritto alla rendita in frazioni di

rendita intera

almeno 40 %

un quarto

almeno 50 %

metà

almeno 60 %

tre quarti

almeno 70 %

rendita intera

Riguardo all’importo

dell’assegno per grandi invalidi, l’art. 42 ter cpv. 1 LAI stabilisce che:

" Il grado personale di grande invalidità è determinante per stabilire

l’importo dell’assegno per grandi invalidi. L’assegno per grandi invalidi è

versato individualmente e deve agevolare la libertà di scelta negli ambiti

principali della vita. L’assegno mensile in caso di grande invalidità di grado

elevato ammonta all’80 per cento, in caso di grande invalidità di grado medio

al 50 per cento e in caso di grande invalidità di grado lieve al 20 per cento

dell’importo massimo della rendita di vecchiaia secondo l’articolo 34 capoversi

3 e 5 LAVS2. L’assegno per

gli assicurati minorenni è calcolato sotto forma di importo giornaliero.”

2.3. I minorenni grandi invalidi che

necessitano di un’assistenza intensiva hanno diritto ad un supplemento.

L’art. 42 ter cpv. 3 LAI

prevede, infatti, che:

" L’assegno per minorenni grandi invalidi che necessitano inoltre di

un’assistenza intensiva è aumentato di un supplemento per cure intensive; il

supplemento non è accordato in caso di soggiorno in un istituto. Il supplemento

ammonta, se il bisogno di assistenza dovuto all’invalidità è di almeno 8 ore al

giorno, al 100 per cento, in caso di un bisogno di almeno 6 ore al giorno, al

70 per cento e, in caso di un bisogno di almeno 4 ore al giorno, al 40 per

cento dell’importo massimo della rendita di vecchiaia secondo l’articolo 34

capoversi 3 e 5 LAVS.4 Il supplemento

è calcolato sotto forma di importo giornaliero. Il Consiglio federale disciplina

i dettagli.”

L’art. 39 OAI

("supplemento cure intensive") precisa che:

"

1 Vi è assistenza intensiva a minorenni ai sensi dell’articolo 42ter capoverso 3 LAI

quando questi necessitano, a causa di un danno alla salute, di un’assistenza

supplementare di almeno quattro ore in media al giorno.

Considerandi

2.

Come assistenza si considera il maggior bisogno di cure e

di cure di base rispetto a quelle richieste da minorenni non invalidi della

stessa età. Non si considera il tempo dedicato a misure mediche ordinate dal

medico e applicate dal personale sanitario ausiliario, nonché alle misure

pedagogico-terapeutiche.

3.

Se un minorenne necessita, a causa di un danno alla

salute, una sorveglianza supplementare permanente, quest’ultima può essere

conteggiata come due ore di assistenza. Una sorveglianza particolarmente

intensiva necessaria a causa dell’invalidità può essere conteggiata come

quattro ore di assistenza.”

2.4

Ai sensi dell’art. 69 cpv. 2

OAI l’ufficio AI esamina le condizioni assicurative, fra l’altro, mediante

l’esecuzione di sopralluoghi.

Secondo la giurisprudenza,

un rapporto d’inchiesta circa la grande invalidità (art. 9 LPGA) o la necessità

di cure deve adempiere i seguenti criteri. L’estensore dell’inchiesta (in casu

si trattava di un’inchiesta sulla durata e l’intensità dell’assistenza per cure

a domicilio) deve essere una persona qualificata, che conosca il contesto in

cui la persona bisognosa di cura vive, nonché le affezioni (diagnosi) e

limitazioni mediche e le necessità di cura. Nel rapporto devono essere

contenute le indicazioni ricevute dall’assicurato e, se è il caso, le opinioni

divergenti delle parti coinvolte nell’inchiesta. Il testo del relativo rapporto

deve essere inoltre plausibile, dettagliato e motivato in merito ai singoli

provvedimenti di cura ed assistenza da prendere in considerazione e inoltre

deve corrispondere alle indicazioni acquisite in loco. Se ciò è il caso, allora

il rapporto d’inchiesta acquisisce valore probatorio pieno. Il giudice delle

assicurazioni sociali interviene solo in presenza di valutazioni chiaramente

insostenibili, errate. Questo in considerazione del fatto che la persona

competente che ha eseguito l’inchiesta possiede una conoscenza maggiore della

fattispecie che il tribunale chiamato in causa a seguito di un ricorso (DTF 140

V 543 consid. 3.2.1. con riferimenti).

2.5

Va infine ricordato che, al

pari di ogni altra ordinanza amministrativa, le direttive dell'UFAS (incluse le

circolari) costituiscono delle istruzioni dell'autorità di vigilanza

all'indirizzo degli organi esecutivi dell'assicurazione sul modo di svolgere le

loro competenze. Volte ad assicurare un'applicazione uniforme delle

prescrizioni legali da parte dell'amministrazione, tali istruzioni esplicano

effetto solo nei confronti di quest'ultima. Esse non creano delle nuove regole

giuridiche e rappresentano il punto di vista dell’amministrazione

sull’applicazione di una norma di diritto e non un'interpretazione vincolante

delle stesse. Il giudice ne controlla liberamente la costituzionalità e la

legalità e se ne deve scostare nella misura in cui esse stabiliscono delle

norme non conformi alle disposizioni legali applicabili (DTF 139 V 125 consid. 3.3.4., 133 V 257 consid. 3.2, 131 V 45 consid. 2.3, 130 V 172

consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2, 127 V 61 consid. 3a,

126.

V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a).

2.6

A seguito della domanda di

prestazioni, l’Ufficio AI ha dato incarico all’assistente sociale di esperire

un’inchiesta domiciliare eseguita il 27 marzo 2019, alla presenza del bambino e

dei suoi genitori.

In tale occasione,

l’assistente sociale ha riconosciuto che RI 1, rispetto ad un coetaneo non

invalido, necessita di un maggior bisogno di aiuto da parte di terzi nel

compimento di 5 atti ordinari della vita e meglio:

" vestirsi/svestirsi (da

aprile 2018)

mangiare (da

settembre 2016)

lavarsi (da

aprile 2018)

andare alla toilette (da

aprile 2018)

spostarsi (da aprile 2018)”.

Sulla base di tali valutazioni, con progetto di decisione del 23

maggio 2019, l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato un AGI minorenni di

grado medio dal 1° aprile 2019.

A seguito delle osservazioni presentate dai genitori

dell’assicurato contro tale progetto di decisione (doc. 52), l’assistente

sociale, chiamata dall’amministrazione ad esprimersi, con annotazione del 3

luglio 2019 ha rilevato quanto segue:

" Rispondo

alle osservazioni sollevate dai genitori in merito al progetto di decisione

dell’Assegno per Grandi Invalidi del 23 maggio 2019

Alzarsi-sedersi-sdraiarsi

In sede di contenzioso i genitori richiedono il riconoscimento

dell’atto in questione conteggiando anche i 30 minuti di tempo supplementare

per “comportamento oppositivo”, in quanto:

“RI 1 necessita invece della presenza costante del genitore: da

solo non riuscirebbe a riaddormentarsi (bisogna sempre essere presenti per

tranquillizzarlo) e si alzerebbe continuamente (bisogna impedirgli di alzarsi e

girare per casa), ciò si ripete più volte per notte ad ogni momento in cui si

sveglia, per cui non è possibile lasciarlo solo. Le sponde non riescono a

limitarlo (riesce a scavalcarle, rischiando anche di mettersi in pericolo),

mentre la contenzione fisica susciterebbe un tale stato di agitazione,

frustrazione e nervosismo da peggiorare la situazione e rendere ancora più

difficili (se non impossibili) e lunghi i tempi dell’addormentamento”.

Questo aspetto dovrà essere valutato dal medico SMR, poiché in

base all’allegato IV delle CIGI l’impegno per “alzarsi/tranquillizzare (da 4

anni): 30 minuti” può essere conteggiato solo per ragioni mediche.

Mangiare

Premessa: in occasione dell’inchiesta a domicilio, l’atto in

questione è stato accuratamente valutato insieme alla madre.

Durante il colloquio, la signora __________ ha dichiarato riuscire

anch’essa a mangiare mentre nutre RI 1; ora, tuttavia, in sede di contenzioso

vengono fornite altre indicazioni, totalmente contrastanti. In tali circostanze

vale il principio più volte citato in sede giurisprudenziale, che “in presenza

di due versioni differenti, la preferenza deve essere accordata alle

dichiarazioni della prima ora, quando si ignoravano le conseguenze giuridiche”.

Per quanto concerne invece il supplemento per “comportamento

oppositivo”, nonostante tale necessità sia già stata evidenziata nel rapporto

d’inchiesta, il tempo supplementare può essere conteggiato solo a partire dai 6

anni, in base all’Allegato IV delle CIGI.

Per l’atto in questione si confermano le risultanze dell’inchiesta

del 27 marzo 2019.

Espletare i bisogni corporali

In base ai nuovi elementi riportati in sede di contenzioso, per

l’atto in questione riconosco un ulteriore tempo supplementare di 40 minuti,

considerato il supplemento di 20 minuti per comportamento oppositivo ed

altrettanti 20 minuti per l’allenamento ad usare il wc.

Sorveglianza personale

In base all’Allegato III delle CIGI

“Di regola prima dei 6 anni la sorveglianza personale non va presa

in considerazione. Per i bambini affetti da autismo infantile o colpiti da

frequenti attacchi di epilessia che nessuna medicazione riesce a tenere sotto

controllo il bisogno di sorveglianza può essere riconosciuto già a partire da 4

anni, a seconda della situazione e della gravità del disturbo. Generalmente

prima degli 8 anni non bisogna considerare una sorveglianza particolarmente

intensiva.

Per RI 1 ho già riconosciuto la necessità di una maggiore

sorveglianza rispetto ad un coetaneo (pari a 2 ore di tempo supplementare) a

partire dai 4 anni (aprile 2019). Ora in sede di contenzioso i genitori

richiedono il riconoscimento di una sorveglianza “particolarmente intensiva”

(pari a 4 ore di tempo supplementare); questo aspetto dovrà essere esaminato

dal medico SMR, che dovrà valutare se vi siano patologie che giustificano tale

necessità prima degli 8 anni (vedasi marginale 8079 delle CIGI).

Conclusioni: mi riservo di procedere con le conclusioni, dopo la

presa di posizione del medico SMR sull’atto di “alzarsi/sedersi/coricarsi” e

sulla “sorveglianza particolarmente intensiva”. (Doc. 54)

Conformemente a quanto

richiesto dall’assistente sociale, con annotazione del 24 luglio 2019 la dr.ssa

__________, pediatra del SMR, ha rilevato:

" Bambino di

4.

anni con un disturbo dello spettro autistico, con difficoltà nell’interazione

sociale, nella capacità di attenzione e ritardo dello sviluppo psicomotorio.

Ho letto le osservazioni datate 25.06.2019 presentate dai Sig.ri __________

e RA 1, genitori di RI 1.

Nel formulario ufficiale del 15.5.2018 compilato dalla signora __________

risulta che:

- per alzarsi e sedersi il bambino è autonomo, necessita invece di

aiuto fisico diretto, anche per dare il ritmo dormi/veglia

- il bambino necessita di sorveglianza totale anche in casa,

scappa e si mette in pericolo.

Il rapporto d’inchiesta della signora __________ del 27.03.2019 al

punto 1.2 discute degli atti alzarsi/sedersi/sdraiarsi: a livello pratico il

bambino esegue autonomamente tutte le funzioni; non viene menzionato

comportamento oppositivo

Al punto 1.4.3. indicazioni sulla sorveglianza personale viene

segnalato che RI 1 non sta mai fermo e fatica ad obbedire. La madre non può mai

perderlo di vista, neanche per pochi minuti.

1.

Alzarsi,

sedersi, sdraiarsi

I bambini che come RI 1 soffrono di un

disturbo dello spettro autistico non sempre riescono a rispettare e comprendere

il ritmo sonno/veglia, spesso hanno difficoltà ad addormentarsi, durante la

notte si svegliano frequentemente: necessitano sempre di addormentarsi con un

genitore e di essere riaccompagnati a letto in caso di risveglio.

Quanto descritto dai sig.ri __________

nelle loro osservazioni è coerente con le necessità di un bambino affetto da

autismo: l’impegno supplementare di 30 minuti nella notte può essere

conteggiato dai 4 anni.

2.

Sorveglianza

personale

Le marginali 8078.1 e 2 CIGI

descrivono che la necessità di una sorveglianza sussiste in particolare se:

- Il

minore potrebbe nuocere a sé stesso o a terzi

Il pericolo e la necessità di sorveglianza

che ne deriva devono permanere nonostante le misure relative all’obbligo di

ridurre i danni adottati (box, babyphone, protezioni per prese, finestre,

porte, fornelli, ecc.).

- La

sorveglianza personale presenta un certo grado di intensità, che supera la

necessità di sorveglianza di un bambino sano della stessa età

Inoltre in forza della c.m. 8079 CIGI la sorveglianza è

considerata particolarmente intensiva se alla persona addetta all’assistenza

sono richiesti un grado di attenzione superiore alla norma e una prontezza di

intervento costante. Ciò significa che la persona addetta all’assistenza deve

trovarsi costantemente nelle immediate vicinanze dell’assicurato, poiché

qualsiasi distrazione può avere con ogni probabilità conseguenze che possono metterne

a repentaglio la vita o può portare a gravi danni per le persone e/o cose. A

causa della sorveglianza/assistenza uno a uno richiesta la persona addetta

all’assistenza non può dedicarsi praticamente a nessun’altra attività. Inoltre,

per la sicurezza dell’assicurato e del suo ambiente è necessario prevedere

anticipatamente misure adeguate per ridurre il danno, senza tuttavia che queste

provochino una situazione non esigibile per l’ambiente.

Nel caso di RI 1 la sorveglianza è necessaria in quanto a causa

della sua patologia non è in grado di percepire il pericolo, né di ascoltare,

comprendere e ubbidire agli avvertimenti degli adulti che sono con lui.

Pertanto nel caso di questo bambino autistico è giustificata la

sorveglianza personale permanente a partire dai 4 anni.” (Doc. 57)

Alla luce di queste

valutazioni, con la decisione impugnata l’Ufficio AI, rivedendo la propria

posizione, ha riconosciuto ad RI 1 un bisogno di aiuto da parte di terzi

rispetto ad un coetaneo sano per il compimento di tutti gli atti ordinari della

vita e un SCI di 4 ore (così calcolato: 1 ora e 45 minuti per gli atti ordinari

della vita; 21 minuti per le cure; 6 minuti per accompagnamento a visite

mediche o a sedute di terapia; 2 ore di sorveglianza personale permanente, per

un totale complessivo di 4 ore e 12 minuti).

All’interessato è quindi

stato assegnato un AGI minorenni di grado medio dal 1° aprile 2019, poi

aumentato ad un grado elevato dal 1° luglio 2019, nonché un SCI di 4 ore dal 1°

luglio 2019 (doc. A2).

2.7

Nel caso concreto, la prima

contestazione riguarda il momento a partire dal quale l’assicurato ha diritto

ad un AGI minorenni di grado elevato.

Secondo l’amministrazione,

l’interessato, al termine dell’anno di carenza (cioè nel mese di aprile 2019)

ha diritto ad un AGI minorenni di grado medio, poi aumentato ad un AGI

minorenni di grado elevato dal 1° luglio 2019 (dopo tre mesi dall’inizio del

pagamento dell’AGI, nel rispetto del termine di attesa di cui all’art. 88a cpv.

2.

OAI).

A parere dei suoi rappresentanti

legali, invece, il diritto ad un AGI di grado elevato dovrebbe partire dal 1°

aprile 2019, momento del compimento dei 4 anni di RI 1, e non dopo un periodo

di tre mesi da tale data ex art. 88a cpv. 2 OAI.

Secondo loro, infatti,

allo scadere dell’anno di attesa non vi è stato un peggioramento dello stato di

salute - circostanza che avrebbe sì imposto l’attesa di un termine di tre mesi

– ma vi è stato il compimento dei quattro anni del bambino, circostanza che

permette di considerare la necessità di aiuto nell’atto di “alzarsi, sedersi,

coricarsi” e la sorveglianza.

Nella risposta di causa, l’amministrazione ha ribadito la

correttezza del proprio agire, rilevando che “affinché sia possibile

riconoscere da subito il diritto ad un AGI di grado elevato, è necessario che

la grande invalidità sia stata di grado elevato durante tutto il periodo di

attesa (cfr. marg. 8093 CIGI), ciò che non è manifestamente il caso nella

fattispecie” (doc. IV).

Tali considerazioni sono state contestate dai rappresentanti

legali di RI 1, i quali, in data 11 novembre 2019, hanno rilevato che quanto

sostenuto dall’amministrazione “non tiene minimamente conto della rinuncia al

periodo di attesa di tre mesi così come imposto dal marginale 8113 della CIGI:

“in caso di modifica del grado di grande invalidità per motivi di età (secondo

la tabella dell’Allegato III), in analogia al N. 4008.1 si deve rinunciare al

periodo di attesa di tre mesi di cui all’art. 88a cpv. 2 OAI”.

Essi hanno sottolineato che “l’assicurato, allo scadere dell’anno

di attesa, aprile 2019, ha un grado elevato di grande invalidità, poiché con il

compimento dei 4 anni gli è riconosciuto anche l’atto di

“alzarsi/sedersi/coricarsi” e la sorveglianza (che corrisponde ad una modifica

per motivi di età secondo l’Allegato III della CIGI), mentre nel periodo di

attesa aveva solamente un grado medio di grande invalidità. Giusta l’art. 35

cpv. 1 OAI e il marginale 8093 della CIGI l’assicurato non avrebbe

immediatamente diritto ad un AGI di grado elevato, ma solamente dopo i tre mesi

di attesa. Poiché però proprio al contempo dello scadere dell’anno è subentrata

la modifica del grado di grande invalidità per motivi di età (in altri termini

non è avvenuto il miglioramento previsto dall’Allegato III della CIGI rispetto ad

un coetaneo) eccone giustificati i motivi per rinunciare al periodo di attesa

di tre mesi precisati nell’art. 88a cpv. 2 OAI, come prevede il marginale 8113

della CIGI” (doc. VIII).

L’Ufficio AI, nelle osservazioni del 21 novembre 2019, non ha

preso posizione riguardo a queste ultime considerazioni espresse dai

rappresentanti dell’assicurato (cfr. doc. X).

Chiamato a pronunciarsi,

questo Tribunale ritiene che le obiezioni sollevate in sede di ricorso e in

corso di causa siano pertinenti e condivisibili.

Riguardo alla nascita del

diritto all’AGI, la cifra marginale 8092 prevede che:

" In linea

di principio, il diritto all’assegno per grandi invalidi, in applicazione

analogica dell’articolo 28 capoverso 1 lettera b LAI, nasce dopo la scadenza di

un anno d’attesa. In questo caso, le regole concernenti la nascita del diritto

alla rendita di cui all’articolo 29 capoverso 1 LAI non sono applicabili (BGE 137 V 351).”

La cifra marginale 8093

CIGI precisa:

" La

percentuale dell’assegno da accordare è stabilita in base al grado della grande

invalidità prima e dopo il periodo di attesa. La grande invalidità è quindi

considerata di grado elevato se è stata di grado elevato durante tutto il

periodo di attesa e se presumibilmente rimarrà tale (cfr. N. 4001 seg.). In

caso di modifiche della grande invalidità durante l’anno di attesa, come per il

calcolo dell’incapacità lavorativa media per il diritto alla rendita (N. 2017

segg.), occorre determinarne il grado medio, determinante per il calcolo

dell’assegno per grandi invalidi all’inizio del diritto, tenendo conto delle

percentuali di cui all’articolo 42ter LAI,

vale a dire 20 per cento per la grande invalidità di grado lieve, 50 per cento

per quella di grado medio e 80 per cento per quella di grado elevato (Pratique

VSI 1999 pag. 252).

Esempio:

Un’assicurata è grande invalida di grado lieve dall’1.5.2016 al

31.7.2016

Nell’agosto del 2016, il suo stato di salute peggiora causando una

grande invalidità di grado elevato. Dopo la scadenza del termine di attesa nel

maggio del 2017, il grado medio della grande invalidità durante il periodo di

attesa è del 65 per cento (3 x 20% più 9 x 80% = 780%, 780%: 12 = 65%). Visto

che dopo il periodo di attesa l’assicurata continua a essere grande invalida

almeno di grado medio, dall’1.5.2017 ha diritto a un assegno per grandi

invalidi di grado medio. Dall’1.8.2017 può esserle versato un assegno per grandi

invalidi di grado elevato applicando l’articolo 88a capoverso 2 primo periodo

OAI (l’art. 88a cpv. 2 secondo periodo OAI non entra in linea di conto, poiché

il grado di grande invalidità di almeno l’80% necessario per il diritto ad un

assegno più elevato non esisteva al momento della nascita del diritto,

l’1.5.2017; cfr. Pratique VSI 2001 pag. 274).

Nell’ambito della

“Revisione – modifica del diritto” la cifra marginale 8113 CIGI stabilisce che:

" Per la

modifica della grande invalidità e dell’onere d’assistenza in relazione al

supplemento per cure intensive per i minorenni (N. 8074 segg.), si applicano

per analogia le vigenti disposizioni concernenti la modifica del diritto alla

rendita (N. 4008 segg. e 5001 segg.; art. 17 cpv. 2 LPGA). In caso di modifica

del grado di grande invalidità per motivi di età (secondo la tabella

dell’Allegato III), in analogia al N. 4008.1 si deve rinunciare al periodo di

attesa di tre mesi di cui all’articolo 88a capoverso 2 OAI. Inoltre

queste disposizioni si applicano anche al momento del passaggio da un assegno

per grandi invalidi per minorenni a quello per adulti (9C_395/2011).”

La cifra marginale 4008.1 CIGI, a sua volta, prevede che:

" È

possibile rinunciare al periodo di attesa di tre mesi (art. 88a cpv. 2

OAI) se l’aumento della rendita non è dovuto a un cambiamento dello stato di

salute dell’assicurato, bensì a una situazione globale stabilizzata (p. es. in

caso di cambiamento di statuto dell’assicurato) (I 599/05 consid. 5.2.3; I 930/05).”

Nella sentenza I 930/05

del 15 dicembre 2006, concernente un’assicurata alla quale l’amministrazione

aveva rifiutato il diritto ad una rendita di invalidità in applicazione del

metodo misto – decisione poi avallata dai giudici cantonali - il Tribunale

federale ha ritenuto che il diritto a prestazioni fosse da valutare secondo il

metodo misto in un primo momento, poi secondo il metodo ordinario del raffronto

dei redditi - avendo l’assicurata dimostrato che, senza il danno alla salute, a

partire dal mese di marzo 2005 avrebbe lavorato a tempo pieno.

Così facendo,

l’amministrazione le ha riconosciuto il diritto ad un quarto di rendita dal 1°

gennaio 2005 (scadenza dell’anno d’attesa), poi aumentato ad una mezza rendita

a partire dal 1° marzo 2005. Il TF, riprendendo quanto già deciso nella STF I 599/05 del 6 febbraio 2006 consid. 5.2.3, ha precisato che nello stabilire il

momento a partire dal quale riconoscere il diritto ad una mezza rendita di

invalidità si dovesse fare astrazione dal termine di attesa di tre mesi di cui

all’art. 88a cpv. 2 OAI, trattandosi di un cambiamento non dovuto

all’evoluzione dello stato di salute, da considerare stabile (cfr. sentenza

citata, consid. 5 in fine: “Comme la révision de la rente

n'est pas justifiée par une évolution de l'état de santé de la recourante, à

savoir par un phénomène pathologique labile, mais qu'elle s'inscrit dans un

contexte où celui-ci apparaît comme stabilisé, il peut être fait abstraction du

délai de trois mois prévu à l'art. 88a al. 2 RAI pour fixer la naissance du

droit à la demi-rente (arrêt H. du 6 février 2006, I 599/05, consid. 5.2.3 et

les références). Il s'ensuit que la recourante a droit à une demi-rente

d'invalidité à compter du 1er mars 2005.”).

Ora, nel caso di specie, come correttamente rilevato dai

rappresentanti legali del bambino, allo scadere dell’anno di attesa, nell’aprile

2019, durante tutto l’anno d’attesa RI 1 ha adempiuto le condizioni per avere

diritto ad un AGI minorenni di grado medio (necessitando di aiuto per il

compimento di cinque atti ordinari della vita).

Allo scadere dell’anno di carenza, nell’aprile 2019, a seguito del

compimento dei quattro anni di età, egli ha diritto ad un AGI minorenni di

grado elevato, necessitando a quel momento di aiuto nel compimento di tutti gli

atti ordinari della vita e di una sorveglianza personale.

L’aumento del grado di grande invalidità non è determinato da un

peggioramento delle condizioni di salute - nel qual caso andrebbe applicato il

periodo di attesa di tre mesi ex art. 88a cpv. 2 OAI al fine di assicurarsi che

il peggioramento abbia carattere duraturo e non passeggero – ma è dovuto alla

circostanza che con il compimento dei quattro anni di età – esattamente nel

mese di aprile 2019, che coincide pure con il termine dell’anno di attesa

secondo quanto indicato dall’Ufficio AI – RI 1 abbisogna di maggiore aiuto da

parte di terzi rispetto ad un coetaneo sano anche nell’atto di “alzarsi,

sedersi, coricarsi”, oltre alla sorveglianza, computabili a partire da suddetta

età.

Trattandosi quindi di un cambiamento di grado di grande invalidità

a seguito del raggiungimento di un determinato limite di età (in casu: 4 anni),

non vi è ragione di verificarne la persistenza nel tempo, avendo

automaticamente carattere duraturo (analogamente a quanto previsto alla cifra

marginale 4008.1 CIGI nel caso di cambiamento causato non da motivi di salute,

ma a seguito di una situazione globale stabilizzata).

Il diritto ad un AGI minorenni di grado elevato va riconosciuto,

quindi, da aprile 2019. Su questo punto il ricorso va accolto.

2.8

La seconda contestazione

riguarda il mancato riconoscimento da parte dell’Ufficio AI del carattere

particolarmente intensivo della sorveglianza di cui abbisogna RI 1 a causa

della sua infermità.

I rappresentanti legali

ritengono che l’amministrazione ha riconosciuto che nel caso di specie vi è la

necessità di una sorveglianza personale permanente, anziché di una sorveglianza

particolarmente intensiva, a seguito di un fraintendimento, ritenuto che la

stessa pediatra del SMR ha ammesso che RI 1 non è in grado di percepire il

pericolo, né di ascoltare, comprendere e ubbidire agli avvertimenti degli

adulti. Tale valutazione configura, a mente dei suoi rappresentanti legali,

quanto previsto dalla marginale 8079 CIGI per spiegare in cosa consista una

sorveglianza particolarmente intensiva (doc. I).

Di parere opposto

l’Ufficio AI, il quale ha confermato anche in sede di risposta di causa la

correttezza della decisione impugnata, producendo a sostegno della stessa due

prese di posizione, una da parte dell’assistente sociale autrice dell’inchiesta

a domicilio e, l’altra, della pediatra del SMR (cfr. doc. IV/1-2).

Nell’annotazione per

l’incarto del 2 ottobre 2019 l’assistente sociale competente ha rilevato:

" Nel corso

della mia pluriennale esperienza professionale incaricata delle valutazioni del

diritto all'AGI degli assicurati minorenni ho riscontrato le condizioni per

riconoscere la sorveglianza di 4 ore solo in due casi con patologie gravissime

e necessità di sorveglianza e di cure 24 ore su 24 poiché l'assicurato era in

costante pericolo di vita.

Nel caso di RI 1 non ho avuto alcuna titubanza nel convenire sulla

necessità di sorveglianza superiore rispetto ad un coetaneo, limitatamente a

due ore.

Pur trattandosi di un bambino che non sta mai fermo, che fatica ad

obbedire e che la mamma non può perdere di vista neanche per pochi minuti -come

ho onestamente riportato nel rapporto di valutazione -egli non è da

considerarsi costantemente in pericolo di vita. Ricordo che qualsiasi bambino

coetaneo necessita di attenta sorveglianza in ragione della tenera età.

La patologia di cui soffre RI 1 - disturbo dello spettro

autistico, con difficoltà nell'interazione sociale, nel linguaggio, nella

capacità di attenzione e con un ritardo dello sviluppo psicomotorio - non

rientra necessariamente fra le patologie che richiedono una sorveglianza

permanente particolarmente intensiva.

Una sorveglianza personale, di regola, non va accordata prima dei

6.

anni ma le disposizioni CIGI offrono la possibilità di riconoscere la

sorveglianza personale già a partire dai 4 anni, esclusivamente per i bambini

autistici o epilettici a seconda della situazione e della gravità del disturbo.

Con il consenso del medico pediatra SMR mi sono avvalsa della

possibilità di riconoscere la sorveglianza personale che RI 1 necessita in

misura maggiore rispetto ad un coetaneo già a partire dai 4 anni. Si tratta di

un tangibile riconoscimento del maggior impegno dei genitori.

Per considerare una sorveglianza particolarmente intensiva, si

esige che la persona addetta all'assistenza (genitori, maestre, educatori; ecc)

abbia con il bambino un rapporto uno a uno, un grado di attenzione ed una

disponibilità costante che non le consente di occuparsi di altre persone o

attività.

Va altresì considerata l'esigibilità da parte dei genitori

nell'adottare misure necessarie a ridurre il danno, mettendo in sicurezza

l'ambiente del bambino (box, protezioni per finestre, porte, prese, fornelli

ecc.).

Non ravviso altri elementi che possano minimamente giustificare

una sorveglianza permanente particolarmente intensiva anche in considerazione

dei costanti progressi attestati dagli specialisti che lo hanno in cura.

Confermo pertanto che la sorveglianza personale di cui necessita RI

1.

corrisponde a 2 ore giornaliere.” (Doc. IV/1)

La pediatra del SMR, dal

canto suo, nell’annotazione del 30 settembre 2019, ha indicato quanto segue:

" RI 1 è un

bambino di 4 anni 5/12 affetto da un disturbo dello spettro autistico, con

difficoltà nell'interazione sociale, nel linguaggio, nella capacità di

attenzione e con un ritardo dello sviluppo psicomotorio.

A causa della sua patologia RI 1 necessita di essere sorvegliato

in modo maggiore rispetto ad un coetaneo normodotato.

Basandosi sulle informazioni agli atti risulta che RI 1 frequenta

un pre-asilo ed il __________ a tempo parziale. In base all'ultimo rapporto

datato 05.06.2019 del signor __________, psicologo e psicoterapeuta Capo équipe

presso il Centro __________, risulta·che RI 1 frequenta il __________ tre volte

alla settimana dal 26.01.2018.

Da ottobre 2018 si è passati da una seduta individuale di un'ora

ad una seduta individuale di un’ora e mezza perché il bambino ha aumentato le

sue possibilità di partecipazione alla terapia. Nel corso dei prossimi mesi

abbiamo l'obiettivo di raggiungere le 2h di terapia (3 volte alla settimana).

Inoltre questa valutazione riporta nei risultati raggiunti che dal

gennaio 2018 ad oggi il bambino ha fatto moltissimi progressi. Inizialmente il

lavoro si è focalizzato sul permettere al bambino di portare la sua attenzione

sull'interazione con le altre persone (terapisti, membri della famiglia ecc.).

Per quanto riguarda il linguaggio, notiamo che il bambino è passato da 3 parole

a circa 100 e ultimamente inizia a comporre frasi di due parole. Il contatto

visivo è più modulato e maggiormente frequente durante le interazioni sociali.

Il bambino ora riesce a fare delle scelte e indicare ciò che desidera. Il suo

livello di attenzione è aumentato, all'inizio era di 10-15 secondi, ora

riusciamo a fare dei giochi o della attività anche di 10 minuti. Osserviamo

inoltre dei progressi nell'ambito delle competenze cognitive. ·

RI 1 mostra rapidi progressi e il lavoro eseguito al __________

con l'obiettivo di lavorare sull'interesse e la motivazione sociale del bambino

per aumentare le occasioni di apprendimento, sta portando a buoni risultati.

In base a quanto scritto dal Sig. __________ questo lavoro permetterà

di mettere le basi necessarie al futuro inserimento di RI 1 alla Scuola dell’Infanzia.

Riassumendo in base a queste informazioni, risulta che RI 1

necessita sì di essere sorvegliato, ma non risulta la necessità di una

sorveglianza particolarmente intensiva.

Confermo pertanto, come già scritto nella risposta del 24.07.2019,

la necessità di una sorveglianza personale permanente (pari a due ore) a

partire dai 4 anni.” (Doc. IV/2)

I rappresentanti legali dell’assicurato hanno contestato tali

considerazioni, trasmettendo, a comprova della necessità di una sorveglianza

particolarmente intensiva, un ulteriore rapporto stilato dal Centro __________.

In tale rapporto, datato 29 ottobre 2019, sottoscritto dalla

psicoeducatrice __________, dal Capo équipe __________ e dal dr. __________,

viene indicato quanto segue:

" (…) La

terapia di RI 1 è iniziata il 26.01.2018 ed è ancora in corso. Il piano di

trattamento __________ prevede una frequenza di due sedute alla settimana (il

lunedì per un'ora e mezza di terapia, il venerdì per un'ora). La terapia si

svolge in un setting individuale, in una stanza appositamente predisposta per

poter lavorare in modo stimolante e in tutta sicurezza.

RI 1 viene seguito da due psicologhe che si alternano tra il

lunedì e il venerdì e che rivolgono un'attenzione costante al bambino.

Il modello proposto per il piano terapeutico è l’Early Start

Denver Model (ESDM), il quale si basa sulla teoria della motivazione sociale (Chevallier,

Kohls, Troiani, Brodkin, & Schultz, 2012) e sui modelli comportamentali

(ABA, Pivotal). L'ESDM si prefigge quindi di lavorare sull'interesse e la

motivazione sociale del bambino per·aumentare le occasioni di apprendimento. Le

attività proposte al bambino vanno a stimolarlo e, attraverso la ripetizione,

a rinforzare le sue competenze di lettura e gestione dell'incontro

relazionale con l'altro.

Nel corso dell'intervento __________ sono state svolte diverse

valutazioni dettagliate delle competenze di RI 1 nei diversi campi di sviluppo

(comunicazione, competenze sociali, imitazione, motricità, abilità cognitive,

autonomie personali) al fine di stabilire gli obiettivi terapeutici e di

monitorare l'evoluzione del bambino. In questi anni di terapia RI 1 ha fatto

prova di molti progressi nelle diverse aree di sviluppo, se li paragoniamo alla

sua situazione all'inizio del trattamento. Lo sguardo è quantitativamente e

qualitativamente più presente nell'interazione sociale, il linguaggio si sta

ampliando e sempre più strutturando in piccole frasi di 2-3 parole, si osserva

inoltre la capacità di indicare per effettuare delle scelte, così come pure la

capacità di attenzione sta aumentando.

Nonostante l'evoluzione positiva osservata finora, RI 1 continua a

richiedere l'intervento di professionisti che possano sostenerlo nel

raggiungere le prossime tappe della crescita. Seppur la sua comunicazione e la

sua comprensione delle situazioni che lo circondano siano migliorate nel corso

dell'intervento, queste risultano tuttora inferiori alla norma per un bambino

della sua età. Per questo motivo RI 1 richiede la sorveglianza continua ed

elevata da parte degli adulti, senza i quali egli rischierebbe situazioni di

pericolo per se stesso e/o per gli altri (per es., egli non sa leggere il

pericolo di arrampicarsi su basi instabili o di porre la mano sulle placche

della cucina). RI 1 riesce ad anticipare solo parzialmente Ie conseguenze delle

sue azioni e, solamente se accompagnato da un adulto, riesce a organizzare il

suo gioco e le esplorazioni degli spazi in modo conseguente (per es. se faccio

cadere un oggetto, poi lo raccolgo). Il suo comportamento rimane ancora molto

imprevedibile e non può quindi essere lasciato da solo. Il bambino è molto

affrancato ai suoi schemi d'azione che, se·vengono interrotti o modificati,

possono·provocargli intense crisi di rabbia e pianto, difficili da gestire.

Inoltre; i suoi schemi d'azione spesso necessitano di un tempo di esecuzione

maggiore per svolgere·attività quotidiane (per es. vestirsi/svestirsi, lavare

le mani, ...). Anche a casa i genitori ci riportano come queste situazioni

richiedono da parte loro un investimento massiccio di tempo ed energie (per es.

fare il bagno, gestione dei pasti, passeggiate): RI 1, attraverso i suoi

schemi, tenta di determinare la situazione per tutti i membri della famiglia,

creando grossi disagi e difficoltà di gestione.

L'approccio ESDM richiede pure un grande investimento da parte dei

genitori, i quali frequentano regolarmente i momenti di terapia al fine di

poter continuare a lavorare quotidianamente sugli obiettivi terapeutici

definiti per il bambino anche a casa (attraverso delle attività di stimolazione

e esercitazione di alcuni apprendimenti).” (Doc. A3)

Con annotazioni del 20 novembre 2019, la dr.ssa __________ del SMR

ha rilevato:

" Ho letto

le osservazioni presentate dalla RA 2 in data 11.11.2019 e l’allegato rapporto

del Centro __________ datato 29.10.2019.

Durante la crescita e lo sviluppo infantile si può osservare una

variabilità individuale, ogni bambino ha i suoi tempi, ma ci sono limiti

temporali entro i quali vengono raggiunte le tappe che portano ad apprendere e

padroneggiare abilità fondamentali dì tipo fisico, sociale e comunicativo.

Generalizzando si può affermare che all’età di 4 anni di solito i

bambini hanno sviluppato capacità motorie che permettono loro un buon controllo

dei movimenti, possono mangiare e andare in bagno da soli; sono spontanei, non

provano orgoglio o vergogna; iniziano a sviluppare la moralità (comprensione

della trasgressione delle regole) e cominciano ad essere consapevoli dei

pericoli e del rischio di ferirsi; sono in grado di usare frasi che dovrebbero

essere comprensibili anche da estranei.

Un bambino affetto da un disturbo dello spettro autistico presenta

un disturbo nello sviluppo che ne causa un ritardo, e che coinvolge soprattutto

le capacità di interazione sociale, di comunicare e di stabilire relazioni con

gli altri.

Tutto questo si manifesta in difficoltà di comunicazione e di

linguaggio, assenza di espressioni del volto per esprimere stati d'animo,

assenza di gestualità. I bambini appaiono chiusi nel loro mondo, non sono in

grado di dialogare o non parlano proprio, possono esprimersi con linguaggio

bizzarro e ripetitivo, espressioni facciali e gesti inappropriati, mostrano

difficoltà nella comprensione. Spesso utilizzano comportamenti stereotipati e

ripetitivi ed hanno interessi limitati e ristretti, con difficoltà di

adattamento ai cambiamenti, attaccamento ossessivo ad oggetti insoliti, schemi

di comportamento rigidi.

Questa disabilità può variare molto in gravità (livello di gravità

secondo DSM-5 Disturbi dello spettro dell'autismo: Livello 1-3, v. Tabella

allegata), che viene misurata in base al livello di compromissione nella

comunicazione sociale sui pattern di comportamento ristretti, ripetitivi, che

limitano I’autonomia nella vita quotidiana.

Il trattamento dei bambini autistici consiste nell'utilizzo di

"rinforzi positivi" che permettono di insegnare a questi pazienti i

comportamenti desiderabili e di ridurre quelli problematici e disadattativi.

Con i metodi come ESDM (Early Start Denver Model) e ABA (Applied

Behavior Analysis) i bambini imparano come interagire con gli altri, apprendono

a giocare e migliorano e sviluppano le capacità di comunicazione verbale e non

verbale. Grazie a questo vengono progressivamente eliminati i comportamenti

auto lesivi, auto-stimolatori (ecolalie, gesti stereotipati, ripetitivi).

I genitori vengono coinvolti ed apprendono le tecniche di base in

modo da poter aiutare i propri figli anche a casa.

Il Centro __________ è una struttura semi-residenziale diurna che

nel campo della psichiatria infantile è qualificato anche per il trattamento di

bambini con disturbi dello spettro autistico, per i quali si avvale di

personale specializzato che lavora in un ambiente terapeutico preparato ed

indirizzato a questi casi.

Le informazioni agli atti riguardanti il piccolo RI 1, ed il

quadro fornito dal Centro __________, descrivono un bambino con caratteristiche

comportamentali per un disturbo dello spettro autistico.

In base al rapporto medico dell'08.01.2018 del Prof. __________,

pediatra e specialista in neurologia pediatrica, risulta che RI 1 fa fatica ad

obbedire, gioca da solo, non cerca il contatto con gli altri. Nel rapporto

medico non viene indicata la necessità di una sorveglianza personale o di un

maggiore aiuto rispetto ad un coetaneo (punto 1.8).

I rapporti di decorso riguardanti il trattamento in atto presso il

Centro __________ che sono agli atti (17.04.2019 e 05.06.2019 Sig. __________;

29.10.2019

Dr. __________ e Sig. __________) descrivono che il piano di

trattamento con sedute individuali impostato inizialmente su 3 volte la

settimana, ha portato a molti progressi nelle diverse aree di sviluppo, se li

paragoniamo alla sua situazione all'inizio del trattamento (26.01.2018).

Lo sguardo è quantitativamente e qualitativamente più presente

nell'interazione sociale, il linguaggio si sta ampliando e sempre più

strutturando in piccole frasi di 2-3 parole, si osserva inoltre la capacità di

effettuare delle scelte, così come la capacità di attenzione sta aumentando.

(...) RI 1 continua a richiedere l'intervento di professionisti

che possano sostenerlo nel raggiungere le prossime tappe della crescita. Seppur

la sua comunicazione e la sua comprensione delle situazioni che lo circondano

siano migliorate nel corso dell'intervento, queste risultano tuttora inferiori

alla norma per un bambino della sua età. Per questo motivo RI 1 richiede la

sorveglianza continua ed elevata da parte degli adulti, senza i quali egli

rischierebbe situazioni di pericolo per sé stesso e/o per gli altri (per es.

egli non sa leggere il pericolo di arrampicarsi su basi instabili o di porre la

mano sulle placche della cucina). RI 1 riesce ad anticipare solo parzialmente

le conseguenze delle sue azioni e, solamente se accompagnato da un adulto,

riesce a organizzare il suo gioco e le esplorazioni degli spazi in modo

conseguente (...). Il suo comportamento rimane ancora molto imprevedibile e non

può quindi essere lasciato da solo. (…).

Inoltre nello stesso rapporto viene indicato che la terapia si

svolge in un setting individuale, in una stanza appositamente predisposta per

poter lavorare in modo stimolante e in tutta sicurezza. RI 1 viene seguito da

due psicologhe che si alternano tra il lunedì e il venerdì e che rivolgono

un'attenzione costante al bambino.

Come già scritto sopra, nel caso di RI 1, affetto da un disturbo

dello spettro autistico, siamo in presenza di una patologia che porta ad un

ritardo nell'acquisizione delle capacità di interazione sociale, dell'abilità

di comunicare e della capacità di stabilire relazioni con gli altri. II

trattamento intensivo svolto al Centro psico-educativo (terapia

comportamentale) sta portando benefici che anche i genitori riconoscono (i

genitori vedono i progressi e sono rassicurati dall'evoluzione che sta facendo

il bambino, 17.04.2019 sig. Dornbierer), ed il fatto che la frequenza e quindi

l'intensità del trattamento sia stata diminuita da 3 sedute (rapporti __________

18.04

e 05.06.2019) a 2 sedute settimanali (rapporto dr. __________, Sig. __________

del 29.10.2019) lo conferma.

Non si può negare che RI 1 è affetto da una patologia

caratterizzata da un ritardo dello sviluppo in alcuni ambiti, che necessita dei

suoi tempi per evolvere, e che lo porta ad avere una comprensione dei pericoli

inferiore alla norma per l’età – 4 anni – in cui i bambini normodotati

cominciano ad essere consapevoli dei pericoli e del rischio di ferirsi (mani

sulle placche della cucina), ma non possono essere lasciati senza sorveglianza.

Per quanto riguarda l'affermazione riguardante l'attenzione

costante·al bambino da parte delle psicologhe, bisogna contestualizzarla al

fatto che si tratta di un momento di terapia intensiva, che richiede che

impegno e concentrazione siano completamente rivolti al bambino durante il

trattamento, e che prevede tempi precisi e limitati (secondo le indicazioni del

dr. __________ 29.10.2019: un'ora e mezza il lunedì e un'ora il venerdì), che,

come si può facilmente comprendere, non è facile sfruttare e rispettare con un

bambino affetto da un disturbo dello spettro autistico e dell'età di 4 anni.

Pertanto, dal punto di vista medico, le informazioni agli atti

fornite con il rapporto del 29.10.2019 dal Centro __________: ·

- non portano informazioni agli atti tali da imporre una diversa

valutazione della fattispecie;

-non sembrano descrivere un profilo di paziente autistico

particolarmente grave, che comporterebbe la necessità di un investimento

particolare rispetto a quello prevedibile per un altro bambino di quattro anni

affetto da autismo.” (Doc. X2)

Dall’allegata Tabella dei livelli di gravità del disturbo dello

spettro dell’autismo (DSM-5) risulta che il livello 3 richiede un “supporto

molto significativo”, il livello 2 un “supporto significativo” e il livello 1

necessita “di un supporto”.

Per quanto riguarda il livello 3, vi sono “Gravi deficit delle

abilità di comunicazione sociale, verbale e non verbale, causano gravi

compromissioni del funzionamento, avvio molto limitato delle interazioni

sociali e reazioni minime alle aperture sociali da parte di altri”, con in più

“Inflessibilità di comportamento, estrema difficoltà nell'affrontare il

cambiamento o altri comportamenti ristretti/ripetitivi interferiscono in modo

marcato con tutte le aree del funzionamento. Grande disagio/difficoltà nel

modificare l'oggetto dell’attenzione o l’azione”.

Nel livello 2, si rilevano

“Deficit marcati delle abilità di comunicazione sociale verbale e non verbale;

compromissioni sociali visibili anche in presenza di supporto; avvio limitato

delle interazioni sociali; reazioni ridotte o anomale alle aperture sociali da

parte di altri”, con “Inflessibilità di comportamento, difficoltà

nell'affrontare i cambiamenti o altri comportamenti ristretti/ripetitivi sono

sufficientemente frequenti da essere evidenti ad un osservatore casuale e

interferiscono con il funzionamento in diversi contesti. Disagio/difficoltà nel

modificare l’oggetto dell’attenzione o l’azione".

Infine, nel livello 1, “In assenza di supporto, i deficit della

comunicazione sociale causano notevoli compromissioni. Difficoltà ad avviare le

interazioni sociali e chiari esempi di risposte atipiche o infruttuose alle

aperture sociali da parte di altri. L'individuo può mostrare un interesse

ridotto per le interazioni sociali”, mentre “L'inflessibilità di comportamento

causa interferenze significative con il funzionamento in uno o più contesti.

Difficoltà nel passare da un'attività all'altra. I problemi nell'organizzazione

e nella pianificazione ostacolano I'indipendenza.”

In corso di causa, i rappresentanti legali hanno trasmesso al TCA

ulteriore documentazione atta a comprovare il bisogno per RI 1 di una

sorveglianza particolarmente intensiva e meglio:

- messaggio di posta elettronica del 23 dicembre 2019, con il

quale il Prof. Dr. __________, spec. FMH in pediatria e psicoterapia, ha

attestato che:

" Come puoi

vedere dalla valutazione allegata, posso concludere che RI 1 presenta un

disturbo dello spettro autistico con associato un ritardo globale di sviluppo e

rende necessario per il bambino un supporto significativo come descritto nel

livello 3, secondo i criteri diagnostici del disturbo dello spettro autistico

DSM5.

RI 1 infatti, per quanto riguarda il livello di comunicazione

sociale, necessita della presenza dell'adulto per avviare o rispondere alle

aperture sociali poiché non è in grado di automatizzare i processi legati

all'interazione comunicativa. Inoltre persiste un'importante rigidità del

funzionamento cognitivo e per quel momento possono emergere comportamenti stereotipati,

ripetitivi di fronte ai cambiamenti, che interferiscono con le abilità

quotidiane e possono portare il bambino ad avere crisi di pianto e di rabbia.”

(Doc. A4)

- valutazione del 19

dicembre 2019 della psicologa-psicoterapeuta dell’Unità __________ (__________

istituita per l’intervento diretto a bambini e ragazzi con disturbi dello

spettro dell’autismo (DSA) e alle loro famiglie), a complemento del rapporto

descrittivo __________ del 29.10.2019. In tale rapporto, dopo aver riportato i

risultati dei test effettuati al bambino, la psicologa-psicoterapeuta ha

concluso che:

" (…) Per

completezza di informazione e alla luce dei risultati sopra riportati, il

bambino presenta una diagnosi di:

Disturbo dello spettro dell’autismo associato a ritardo globale di

sviluppo (DSM5: 299.0 e 315.8; ICD10-F84.0 e F80.9).

La diagnosi di Autismo, unitamente al ritardo di sviluppo, rende

necessario per il bambino un supporto significativo come descritto nel Livello

3.

(secondo i criteri diagnostici del Disturbo dello Spettro Autistico DSM-V). RI

1, infatti, per quanto riguarda il livello di comunicazione sociale necessita

della presenza dell’adulto per avviare e/o rispondere alle aperture sociali,

poiché non è ancora in grado di automatizzare i processi legati all’intenzione

comunicativa. Inoltre persistono importanti rigidità del funzionamento

cognitivo per cui al momento possono emergere comportamenti stereotipati e

ripetitivi di fronte ai cambiamenti che interferiscono con le abilità

quotidiane e possono portare il bambino ad avere crisi di pianto e rabbia.

Come già evidenziato nel precedente rapporto CPE, “Nonostante

l'evoluzione positiva osservata finora, RI 1 continua a richiedere l'intervento

di professionisti che possano sostenerlo nel raggiungere le prossime tappe

della crescita. Seppur la sua comunicazione e la sua comprensione delle

situazioni che lo circondano siano migliorate nel corso dell'intervento, queste

risultano tuttora inferiori alla norma per un bambino della sua età. Per questo

motivo RI 1 richiede la sorveglianza continua ed elevata da parte degli adulti”

si conferma la necessità di un supporto significativo per

sostenere il bambino durante tutte le attività quotidiane.” (Doc. A4)

- rapporto del 4 dicembre 2019 relativo all’intervento di parent training

domiciliare, nel quale il pedagogista della Fondazione __________ ha rilevato

che:

" A partire

da gennaio 2019, la Fondazione __________ (pedagogista di riferimento: __________)

interviene a domicilio presso la famiglia __________ con una frequenza settimanale.

L'intervento a casa (parent training) ha lo scopo di dare un supporto

pedagogico ai genitori nella gestione quotidiana di RI 1 e di fornire una

consulenza relativa alle modalità più appropriate per stimolare lo sviluppo del

bambino (a livello comunicativo, linguistico, cognitivo, ludico e di autonomie

personali). RI 1 ha una diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico e presenta

delle gravi compromissioni a livello di interazione sociale e di comunicazione,

di capacità ludiche e di autointrattenimento, di organizzazione e di autonomia.

Ha delle difficoltà marcate nel capire i contesti che lo circondano e necessita

di un supporto importante nell'affrontare le diverse attività e routine

quotidiane. Gli interventi della Fondazione __________ si svolgono aII'interno

della casa oppure nei contesti frequentati abitualmente dalla famiglia (es.

parco giochi e·supermercati), a seconda di quanto concordato con i genitori.

Nel periodo intercorso tra gennaio e dicembre 2019, RI 1 ha

mostrato un'evoluzione generale positiva, effettuando apprendimenti a livello

linguistico, comunicativo e, in parte, ludico.

Malgrado questi miglioramenti, al momento, si osserva come RI 1

necessiti della presenza costante da parte di un adulto per diversi motivi e in

tutti i contesti da lui frequentati.

A livello comunicativo, il bambino ha bisogno di stimoli da parte

dell’adulto per comunicare i suoi bisogni, in quanto da solo non è ancora in

grado di attivarsi in maniera costante. La stimolazione della comunicazione e

l'attenzione alle sue richieste (che sovente vanno interpretate) richiede la

presenza diretta dell'adulto e una vicinanza fisica importante. A livello di

comprensione verbale, RI 1 non risponde in maniera costante e vi sono diverse

situazioni nelle quali è molto difficile attirare la sua attenzione con la voce

(ad esempio se è attratto da qualcosa che lo interessa). A causa di questo, è

necessario restare nelle immediate vicinanze.

A livello di occupazione del tempo, necessita della presenza

sistematica di un adulto in quanto non è ancora capace ad occuparsi in·maniera

autonoma senza il rischio di mettersi in pericolo. Se lasciato da solo, anche

per brevi momenti, corre il rischio di ferirsi, di rompere degli oggetti oppure

di utilizzare in modo improprio alcuni oggetti. Ad esempio, RI 1 si occupa

correndo per la casa e non riesce a prestare attenzione costante visivamente a

quello che lo circonda, con il rischio di urtare dei mobili o far cadere degli

oggetti. l genitori hanno dovuto strutturare l'ambiente in modo tale da

diminuire le probabilità di incidente, con un'attenzione molto maggiore

rispetto a quella necessaria per un bambino della stessa età. Nel caso in cui

vi fossero degli oggetti pericolosi per terra (ad esempio un bicchiere rotto) RI

1.

non sarebbe in grado di percepire il rischio e potrebbe camminarci sopra.

A livello di autonomie personali, RI 1 ha bisogno di un aiuto

molto maggiore rispetto ai coetanei (ad esempio, per vestirsi, svestirsi,

utilizzare la toilette, spostarsi all'interno della casa).

Durante le attività all'esterno (ad esempio, spostamenti a piedi,

attività al parco, compere nei negozi) necessita di una supervisione costante.

Non è in grado di cogliere i pericoli e, ad esempio, nei tragitti sulla strada,

non ha nessuna consapevolezza dei potenziali rischi. Deve essere tenuto a mano

e controllato perché potrebbe allontanarsi repentinamente. All'interno dei

negozi e dei supermercati deve essere guidato fisicamente per evitare che corra

in giro, urti la merce o che vada a toccare oggetti di altre persone (ad

esempio, telefonini).

A livello di gestione del comportamento, malgrado i miglioramenti

effettuati, RI 1 richiede un'attenzione marcata. È possibile che abbia delle

crisi di rabbia contraddistinte da urla, ad esempio in luoghi pubblici, e per

questo motivo è necessario un impegno notevole per gestire le uscite (prima,

durante e dopo).” (Doc. A5)

Chiamata dall’amministrazione ad esprimersi riguardo agli

ulteriori mezzi di prova prodotti dai rappresentanti legali, la dr.ssa __________

del SMR, con annotazione del 21 gennaio 2020, ha indicato che “dal punto di

vista medico lo scritto del 23 dicembre 2019 del Prof. __________ non apporta

nuove informazioni agli atti e posso confermare la precedente valutazione del

20.

novembre 2019” (doc. XVI/1).

Dal canto suo, con annotazione per l’incarto del 27 gennaio 2020,

l’assistente sociale ha ribadito le proprie precedenti valutazioni, rilevando,

in particolare, che:

" (…) La RA

2.

chiede a gran voce di ottenere quattro ore di sorveglianza anziché le due

riconosciute nel rispetto delle disposizioni, come pure del buon senso comune.

Gli ultimi scritti non forniscono tuttavia informazioni diverse da

quelle già note, né offrono argomentazioni tali da dimostrare che la decisione

Al sia inappropriata.

Il bambino RI 1 ha il privilegio di essere seguito da figure

professionali specializzate, in strutture adatte ai suoi bisogni e i suoi

genitori hanno messo in atto tutte le misure necessarie a favorire il suo

sviluppo nel migliore dei modi. A questo scopo dispongono inoltre di fr.

2'844.- mensili da utilizzare come meglio credono per sentirsi sostenuti

nell'impegnativo compito genitoriale del crescere un figlio.

Ritengo pertanto che il grado massimo dell'AGI come pure le

quattro ore di supplemento per cure intensive siano prestazioni corrispondenti

all'attuale situazione di RI 1. In futuro, quando il confronto con un coetaneo

sarà rivisto, se saranno assolte le tutte le condizioni necessarie si procederà

al riconoscimento di una sorveglianza personale permanente di quattro ore.

Al momento ribadisco la convinzione che le attuali prestazioni Al

accordate sono corrette e incontestabili. (…).” (Doc. XVI/2)

2.9

Chiamato a pronunciarsi,

questo Tribunale condivide la disamina con la quale l’amministrazione nella

decisione impugnata - in maniera approfondita e fondata sulle attente

valutazioni dell’assistente sociale e della pediatra del SMR, dalle quali non

vi è ragione per discostarsi - è giunta alla conclusione che RI 1, a causa

della sua patologia, necessiti, in maniera eccezionale già a partire dai 4

anni di età, di una sorveglianza personale permanente.

Al riguardo, va rilevato che la Circolare sull’invalidità e la

grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI), valida dal 1°

gennaio 2015, Stato: 1° gennaio 2018, riferendosi alla sorveglianza permanente

di cui all’art. 39 capoverso 3 OAI – il quale prevede che se un minorenne

necessita, a causa di un danno alla salute, una sorveglianza supplementare

permanente, quest’ultima può essere conteggiata come due ore di assistenza. Una

sorveglianza particolarmente intensiva necessaria a causa dell’invalidità può

essere conteggiata come quattro ore di assistenza - alle cifre marginali

8078-8078.3 prevede i casi nei quali sussiste la necessità di una sorveglianza

permanente, mentre alla cifra marginale 8079 illustra le circostanze nelle

quali la sorveglianza riveste carattere particolarmente intensivo.

A proposito della

sorveglianza permanente, la cifra marginale 8078 stabilisce che:

" 8078: I

N. 8035-8039 sono applicabili per analogia.

In questo

contesto occorre tenere conto in particolare del confronto con il comportamento

dei coetanei (DTF 137 V 424). Normalmente la sorveglianza permanente non è

riconosciuta prima dei sei anni dato che fino a quest’età anche un bambino sano

ha bisogno di sorveglianza (eccezioni v. Allegato III).

Nell’“Allegato III: Direttive sul calcolo della grande invalidità

determinante per i minorenni”, con riferimento all’età media per prendere in

considerazione il notevole impegno supplementare dovuto all’invalidità a

proposito della sorveglianza personale è stato precisato che:

" Di regola

prima dei 6 anni la sorveglianza personale non va presa in

considerazione.

Per i bambini affetti da autismo infantile o colpiti da frequenti

attacchi di epilessia che nessuna medicazione riesce a tenere sotto controllo

il bisogno di sorveglianza può essere riconosciuto già a partire da 4 anni,

a seconda della situazione e della gravità del disturbo.

Generalmente prima degli 8 anni non bisogna considerare una

sorveglianza particolarmente intensiva.”

Le cifre marginali

8078.1-8078.3 prevedono che la necessità di una sorveglianza sussiste in

particolare se:

" 8078.1 il

minore potrebbe nuocere a sé stesso o a terzi.

Il

pericolo e la necessità di sorveglianza che ne deriva devono permanere

nonostante le misure relative all’obbligo di ridurre i danni adottate (box,

babyphone, protezioni per prese, finestre, porte, fornelli ecc.).

Esempio:

Un

bambino di 9 anni non è in grado di riconoscere i pericoli. Prova in

continuazione ad esplorare le prese elettriche. È anche particolarmente

attratto dall’acqua e cerca sempre di aprire i rubinetti. Nonostante le misure

adottate (p. es. applicazione di protezioni sulle prese ecc.) non è possibile

scongiurare tutti i rischi (p. es. allagamento). Sussiste dunque una necessità

di sorveglianza. La stessa situazione si presenta nel caso di un bambino di

cinque anni. In questo caso la necessità di sorveglianza è dovuta all’età e non

può dunque essere riconosciuta.

8078.2

la

sorveglianza personale presenta un certo grado d’intensità, che supera

la necessità di sorveglianza di un bambino sano della stessa età (sentenza del

TF 9C-431/2008 del 29.02.2009).

8078.3

Nel caso dei

minori la sorveglianza personale permanente è conteggiata automaticamente come

due ore di assistenza nell’ambito del SCI. Diversamente da quel che succede per

gli adulti, anche nell’ambito della grande invalidità di grado elevato non si

deve attribuirle un’importanza minima, ma essa deve essere attentamente

verificata.”

Il carattere

particolarmente intensivo della sorveglianza è invece trattato alla cifra

marginale 8079 CIGI, la quale stabilisce che:

" La

sorveglianza è considerata particolarmente intensiva se alla persona addetta

all’assistenza sono richiesti un grado di attenzione superiore alla norma e una

prontezza d’intervento costante. Ciò significa che la persona addetta all’assistenza

deve trovarsi costantemente nelle immediate vicinanze dell’assicurato, poiché

qualsiasi distrazione può avere con ogni probabilità conseguenze che possono

metterne a repentaglio la vita o può portare a gravi danni per persone e/o

cose. A causa della sorveglianza/assistenza uno a uno richiesta, la persona

addetta all’assistenza non può dedicarsi praticamente a nessun’altra attività.

Inoltre, per la sicurezza dell’assicurato e del suo ambiente è necessario

prevedere anticipatamente misure adeguate per ridurre il danno, senza tuttavia

che queste provochino una situazione non esigibile per l’ambiente.

Se è possibile utilizzare strumenti di sorveglianza (monitor,

allarmi), la sorveglianza non è da considerare automaticamente come

particolarmente intensiva.

La necessità di una sorveglianza durante la notte non costituisce

una condizione per qualificare la sorveglianza come particolarmente intensiva.

Esempio 1:

Un bambino autistico ha gravi difficoltà a percepire il mondo

circostante e a comunicare con esso, il che si manifesta nel suo comportamento

nei confronti di determinati oggetti (p. es. rovescia contenitori, lancia

oggetti, danneggia mobili ecc.). Il bambino non è inoltre in grado di riconoscere

i pericoli: egli può ad esempio uscire improvvisamente dalla finestra.

Eventualmente non è nemmeno in grado di reagire adeguatamente a richiami o

avvertimenti verbali. In determinate situazioni può ad esempio prodursi un

Dispositivo

comportamento autolesionista o aggressivo verso altre persone. Per questi motivi

la persona addetta all’assistenza deve trovarsi costantemente nelle immediate

vicinanze del bambino, con un grado di attenzione superiore alla norma, e deve

essere pronta ad intervenire in qualsiasi momento.”

Nel caso di specie, questo Tribunale rileva che sia l’assistente

sociale autrice dell’inchiesta a domicilio, sia la pediatra del SMR, riscontrando

l’adempimento delle condizioni descritte nelle cifre marginali 8078-8078.3

CIGI, hanno riconosciuto la necessità di sorveglianza permanente di cui

necessita RI 1 a causa del suo disturbo dello spettro autistico, nella misura

di 2 ore giornaliere.

Inoltre, proprio tenendo conto della gravità dell’autismo di RI 1

- pure messo in evidenza dal suo medico curante e dai suoi terapeuti e,

peraltro, non messo in dubbio dall’Ufficio AI - l’amministrazione ha

riconosciuto il bisogno di sorveglianza già a partire da quattro anni (anziché

dai sei anni, così come previsto, in maniera eccezionale, nell’Allegato III).

Il TCA concorda con questa valutazione dell’amministrazione, per i

motivi qui di seguito illustrati.

Questo Tribunale ritiene,

innanzitutto, pienamente probante in quanto plausibile, dettagliato e ben motivato

l’apprezzamento fornito dall’assistente sociale.

Quest’ultima - che, come

indicato al consid. 2.4., rappresenta la persona competente e qualificata per

esaminare i temi oggetto della presente vertenza – chiamata a confrontarsi con

le obiezioni sollevate in sede ricorsuale, ha rilevato come nel corso della sua

pluriennale esperienza abbia riscontrato le condizioni per riconoscere una

sorveglianza di 4 ore “solo in due casi

con patologie gravissime e

necessità di sorveglianza e di cure 24 ore su 24 poiché l’assicurato era in

costante pericolo di vita”, sottolineando di non avere avuto “alcuna

titubanza nel convenire sulla necessità di sorveglianza superiore rispetto ad

un coetaneo, limitatamente a due ore”, con il consenso anche della pediatra

del SMR (doc. IV/1, corsivo della redattrice).

Ella ha precisato che nel caso di specie, “pur trattandosi di un

bambino che non sta mai fermo, che fatica ad obbedire e che la mamma non può

mai perdere di vista neanche per pochi minuti, come ho onestamente riportato

nel rapporto di valutazione, egli non è da considerarsi costantemente in

pericolo di vita. Ricordo che qualsiasi bambino coetaneo necessita di

attenta sorveglianza in ragione della tenera età” (doc. IV/1, corsivo

della redattrice).

Il TCA non ha motivo per dubitare di queste considerazioni

dell’assistente sociale, le quali, inoltre, sono pure state confermate dalla

pediatra del SMR.

A tale riguardo, va rilevato che l’amministrazione, nel rispetto

della giurisprudenza federale (cfr. ad esempio STF 8C_573/2018 dell’8 gennaio

2019, consid. 3.2., laddove è stato ribadito che in caso di punti poco chiari

in merito ai disturbi fisici o psicologici e/o sui loro effetti sulla vita

quotidiana non solo è possibile, ma è necessario richiedere informazioni

complementari agli specialisti medici), ha correttamente coinvolto la dr.ssa __________,

chiedendole un parere specialistico in merito al genere di sorveglianza che la

patologia di RI 1 impone ai genitori.

La pediatra del SMR, attraverso un parere motivato e approfondito

fondato sull’attento esame di tutta la documentazione all’incarto - che il TCA

ritiene di potere condividere in quanto rispettoso delle esigenze di natura

probatoria generalmente riconosciute (sentenza 9C_323/2009 pubblicata in SVR

2009 IV n. 56 pag. 174; cfr. anche sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012,

consid. 4.2 e sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, consid. 4.2.1) -

convenendo sulla gravità del disturbo di cui è affetto RI 1, con difficoltà

nell’interazione sociale, nel linguaggio, nella capacità di attenzione e

ritardo dello sviluppo psicomotorio, ha confermato che il bambino “a causa

della sua patologia necessita di essere sorvegliato in modo maggiore

rispetto ad un coetaneo normodotato”.

La dr.ssa __________, alla luce anche dei progressi del bambino

messi in luce dal __________, ha in maniera chiara e non suscettibile di

equivoci – come, invece, sostenuto dai rappresentanti legali – concluso che “riassumendo,

in base a queste informazioni, risulta che RI 1 necessita sì di essere

sorvegliato, ma non risulta la necessità di una sorveglianza particolarmente

intensiva” (cfr. doc. IV/2, corsivo della redattrice).

Tale valutazione è poi stata ribadita dalla dr.ssa __________

anche nelle osservazioni del 20 novembre 2019, nelle quali la pediatra del SMR,

dopo aver preso visione delle obiezioni sollevate dai rappresentanti legali nei

confronti della decisione dell’amministrazione, ha in maniera diffusa e minuziosamente

motivata (cfr. supra, consid. 2.8.) concluso che la documentazione medica agli

atti, così come i rapporti del Centro __________, “non sembrano descrivere un

profilo di paziente autistico particolarmente grave, che comporterebbe la

necessità di un investimento particolare rispetto a quello prevedibile per un

altro bambino di quattro anni affetto da autismo” (doc. X2, corsivo della

redattrice).

Il TCA concorda con queste considerazioni della pediatra del SMR,

le quali, del resto, non sono state smentite da adeguata documentazione

medico-specialistica attestante una gravità della patologia del bambino tale da

metterne costantemente in pericolo la vita.

Sia il Prof. __________ (cfr. doc. A4), sia il pedagogista della

Fondazione __________ (cfr. doc. A5), hanno, infatti, evidenziato la necessità

per RI 1 di essere costantemente sorvegliato, ciò che è appunto quanto è stato

riconosciuto dall’amministrazione stessa.

Alla luce, dunque, delle motivate considerazioni espresse sia

dall’assistente sociale competente, che dalla pediatra del SMR, il TCA ritiene

corretta la decisione impugnata, con la quale l’Ufficio AI ha riconosciuto il

bisogno di RI 1, già a partire dai quattro anni di età, di una

sorveglianza personale permanente, escludendo, almeno per il momento, la

necessità di una sorveglianza particolarmente intensiva.

A quest’ultimo riguardo, va rilevato che l’assistente sociale

competente, nelle annotazioni del 27 gennaio 2020, ha evidenziato come tale

decisione sia adeguata alle attuali condizioni di salute e all’età del bambino,

non escludendo che, in futuro, le cose possano cambiare. Ella ha, infatti,

tenuto a precisare che “il grado massimo dell’AGI come pure le quattro ore di

supplemento per cure intensive siano prestazioni corrispondenti all’attuale

situazione di RI 1”, non escludendo tuttavia che “in futuro, quando il

confronto con un coetaneo sarà rivisto, se saranno assolte tutte le condizioni

necessarie si procederà al riconoscimento di una sorveglianza personale

permanente di quattro ore” (doc. XVI/2, corsivo della redattrice).

Tale soluzione appare tanto più corretta, ritenuto che l’Alta

Corte, in una sentenza 9C_666/2013 del 25 febbraio 2014, pubblicata in SVR 2014

IV Nr. 14 pag. 55, ha riconosciuto l’esistenza di una sorveglianza

particolarmente intensiva nel caso di un’assicurata autistica di 6 anni,

che senza tale costante vigilanza nella vita di tutti i giorni avrebbe

distrutto oggetti alla velocità della luce e non

sarebbe stata in grado di valutare i pericoli e ciò che le accadeva intorno.

Doveva anche essere tenuta per mano fuori dalla casa o dalla scuola, perché non

conosceva la paura del contatto con gli estranei e sarebbe andata con loro. Inoltre,

nei posti nei quali non era possibile prenderla per mano, ad esempio nei campi

da gioco, l'accompagnatore doveva essere particolarmente attento e

costantemente pronto a intervenire per evitare che scappasse, ferendosi durante

l'uso di attrezzature o oggetti per il gioco (cfr. sentenza 9C_666/2013 del 25

febbraio 2014 consid. 8.2.2.2, in: SVR 2014 IV n. 14 p. 55 – il corsivo è della

redattrice).

In un’altra sentenza 8C_741/2017 del 17

luglio 2018, l’Alta Corte ha censurato l’operato con il quale i primi giudici,

nell’ambito di una revisione, avevano assegnato ad un assicurato di 5 anni,

affetto da una malformazione del sistema nervoso centrale, con un'idrocefalia

interna, epilessia e un grave ritardo cognitivo dello sviluppo, un supplemento

per cure intensive di 4 ore, anziché di 2 ore come riconosciuto

dall’amministrazione (cfr. sentenza citata, consid. 3.4.4.).

Stante quanto sopra esposto, il TCA ritiene che riconoscendo nel

caso di specie la necessità di una sorveglianza personale permanente di due ore

(con un SCI totale di quattro ore) l’Ufficio AI abbia adeguatamente tenuto

conto sia della gravità della patologia di RI 1, sia della sua età al momento

della decisione impugnata.

Su questo punto, pertanto, il ricorso va respinto.

2.10. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca

e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative

all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale

delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra

200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo

al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF

8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico

delle parti in ragione di metà ciascuno.

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è parzialmente

accolto.

§ La decisione del

19 agosto 2019 è riformata nel senso che all’assicurato è riconosciuto il

diritto ad un AGI minorenni di grado elevato dal 1° aprile 2019, oltre ad un

supplemento per cure intensive, dalla stessa data, di 4 ore per una

sorveglianza personale permanente.

2. Le spese di

procedura per fr. 500.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente nella

misura di fr. 250.-- e dell’Ufficio AI nella misura di fr. 250.--. L’Ufficio AI

verserà al ricorrente fr. 2’000.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa se

dovuta).

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti