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Decisione

32.2019.217

AI concede un quarto di rendita per periodo limitato. Assicurata contesta e produce nuovi atti medici. Su proprosta dell'AI, annullamento decisione e rinvio per accertamenti ulteriori

27 aprile 2020Italiano11 min

impone secondo quanto indicato nella sua Annotazione del 23 gennaio 2020 dal medico

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Raccomandata

Incarto

n.

32.2019.217

FC

Lugano

27 aprile 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il vicepresidente

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattrice:

Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 12 dicembre 2019 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione dell’11 novembre 2019 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

considerato in fatto e in diritto

che - per decisione 11 novembre 2019

l’Ufficio AI – esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso e dopo

raffronto dei redditi per quanto riguardava la parte salariata – ha accolto la

domanda di prestazioni presentata il 5 settembre 2018 da RI 1 nel, riconoscendole

un quarto di rendita di invalidità (grado AI del 43%) limitatamente al periodo

dal 1. marzo al 31 luglio 2019;

- contro suddetta decisione

s’aggrava al TCA l’assicurata patrocinata dall’avv. __________. Producendo

nuova refertazione medica, l’insorgente rimprovera in particolare

all’amministrazione una non corretta valutazione medica della fattispecie.

Postula quindi l’annullamento della decisione contestata e il ritorno degli

atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti peritali;

- con la risposta di causa

– sulla base dell’annotazione 23 gennaio 2020 con cui il medico SMR ha

osservato che in considerazione della documentazione prodotta dalla ricorrente

(in particolare una valutazione neurologica del dr. __________ del 4 luglio

2019 e una del reparto di ortopedia della __________ del 14 ottobre 2019) poteva

configurarsi la presenza di un disturbo della percezione del dolore per cui

appariva necessario procedere ad una perizia pluridisciplinare; doc. IV/1 –

l’amministrazione ha postulato la retrocessione degli atti per procedere ad

ulteriori accertamenti medici (cfr. doc. IV);

- con scritto 10 febbraio 2020

il rappresentante dell’insorgente ha comunicato di aderire alla proposta

dell’amministrazione;

- la presente vertenza non

pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad

esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il

TCA può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi

dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 ago-sto 2015; STF 8C_855/2010

dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011);

- secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI

in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende

l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata

da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,

malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la

surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere

sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance

invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundes-verwaltungsrecht, Band

XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). Secondo l’art.

28 cpv. 1 lett. b LAI l’assicurato ha diritto ad una rendita se ha avuto

un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno

senza notevole interruzione (e, per la lett. c, se al termine di questo anno è

invalido [art. 8 LPGA] almeno al 40%). Secondo il cpv. 2 del medesimo art. 28

LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno

al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono

invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è

determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato

conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di

eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa

ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro

(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto

conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado

d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del

reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello

che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore

(Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié

pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto

conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora

realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in

attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del

lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale

del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84). Per l’art. 29 cpv. 1 LAI il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in

cui l’assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente

all’art. 29 cpv. 1 LPGA;

-

per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica

decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente,

la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per

analogia le regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120,

125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del

27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005).

L’art.

17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della

rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è

aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

Fatti

I principi giurisprudenziali

sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art.

41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343,

consid. 3.5, pagg. 349-352). La rendita può essere oggetto di

revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di

salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di

guadagno, pur essendo tale stato di salute rimasto immutato, abbiano subito una

modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi

pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice valutazione

diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate,

non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372

consid. 2b e 390 consid. 1b; vedi anche STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005

pubblicata in Plaidoyer 1/06, pag. 64). Se la capacità al

guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento

determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni

dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo

si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza

interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.

1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,

occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non

appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è

applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI);

- nel caso concreto, come chiesto con il gravame e come indicato in

risposta di causa, alla luce degli atti medici all’inserto e sulla scorta della

refertazione specialistica prodotta col gravame, v’è effettivamente da ritenere

che, onde addivenire ad un chiaro e completo giudizio sulla situazione

invalidante dell’assicurata, la situazione medica vada ulteriormente indagata,

in particolare dal profilo psichiatrico e reumatologico. Tale conclusione si

impone secondo quanto indicato nella sua Annotazione del 23 gennaio 2020 dal medico

SMR dr. __________, il quale, dopo aver visionato la valutazione

neurologica della dr.ssa __________ del 4 luglio 2019 (attestante “non

ritrovo elementi clinici a favore di una patologia a carico del plesso

brachiale, dei nervi medianulnare o sofferenza neurogena acuta o cronica nel

territorio del nervo sopra-scapolare o del nervo ascellare. La sintomatologia è

quindi da interpretarsi di origine ortopedica e concordo con il dr. __________ sull'indicazione

ad una rivalutazione di secondo parere in un Centro terziario come Ia __________

o la Clinica __________ ...") e quella effettuata dal dr. __________

del reparto di Ortopedia della __________ il 14 ottobre 2019 (per il quale "(…)

non ho trovato patologie che possano spiegare il correlato clinico. Non ci sono

danni strutturali qui, quindi non posso formulare una raccomandazione dal punto

di vista chirurgico. A questo proposito, emerge solo una misura conservativa…"),

ha concluso che seppur da tali certificazioni non emergeva “alcuna oggettiva

dimostrazione di un peggioramento somatico dello stato di salute dell'A”,

Considerandi

poteva però “configurarsi la presenza di un disturbo della percezione rispettivamente

sindrome somatoforme da dolore persistente”. Da qui, secondo il medico SMR,

“la necessità di accertare l’eventuale presenza di patologia

psichiatrica-reumatologica, ci impone una perizia pluridisciplinare."

(doc. IV/1). Sulla base di tali conclusioni del SMR, l’Ufficio AI nella sua

risposta, ha quindi concluso che “stante quanto precede, considerata la

necessità di effettuare nuovi accertamenti medici, lo scrivente Ufficio

richiede a codesto lodevole Tribunale il rinvio degli atti” (doc. IV). A

tale richiesta ha sostanzialmente aderito la ricorrente tramite il suo

patrocinatore in data 10 febbraio 2020 affermando che “con riferimento alla

Vostra ordinanza del 30 gennaio 2020, si prende atto che, nella sua risposta

del 27 gennaio 2020, l'Ufficio Al - seppur attraverso argomentazioni che non possono

essere condivise dalla signora RI 1 - acquiesce di fatto al ricorso, chiedendo

che gli atti gli vengano retrocessi per lo svolgimento di nuovi accertamenti medici,

segnatamente una perizia pluridisciplinare. La signora RI 1 aderisce a questa

proposta (che corrisponde a quanto da lei richiesto nel gravame) e postula

l'assegnazione di congrue ripetibili” (doc VI).

- in STF

9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha

precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una

perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore

per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha

ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che

necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen

Ausführungen”; cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché

vi erano delle carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine

Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der

notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der

Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine

Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen

erforderlich ist”; cfr. STCA 32.2011.115 del 27

ottobre 2011);

- nel

caso concreto, considerato come gli accertamenti eseguiti dall’amministrazione paiono

incompleti, si giustifica il rinvio degli atti affinché essa

proceda nel senso sopra indicato. In esito alla nuova

istruttoria dovrà essere emessa, nel rispetto dei dettami dell’art. 57a LAI,

una nuova decisione soggetta a ricorso ai sensi degli

artt. 56 e segg. LPGA nel cui ambito l’assicurata potrà riproporre ogni censura

di fatto e di diritto, sia in relazione alla valutazione medica che a quella

economica;

- giusta

gli artt. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle

spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009

del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008);

- visto l'esito della lite, le

spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico dell'Ufficio AI;

- vincente in causa e patrocinata dall’avv. __________, la ricorrente

ha diritto ad un'indennità per ripetibili che appare equo stabilire in fr.

1'800 (art. 61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 1 Lptca).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è accolto.

§ La decisione dell’11

novembre 2019 è annullata.

§§ Gli atti sono rinviati

all’Ufficio AI perché proceda conformemente ai considerandi.

2.- Le spese di procedura di fr.

500 sono poste a carico dell’Uffi-cio AI che rifonderà alla ricorrente fr. 1'800

(IVA inclusa) per ripetibili.

3.- Comunicazione agli interessati

i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di

diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario di Camera

giudice Raffaele Guffi Gianluca

Menghetti