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Decisione

32.2019.28

Decisione con la quale è stato negato il diritto a prestazioni non può essere confermata, senza che prima venga attuata una perizia psichiatrica nel rispetto della procedura probatoria strutturata bas

15 gennaio 2020Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

2.5. In

sede ricorsuale, la rappresentante dell’assicurato ha contestato la valutazione

fornita dal SMR, posta alla base della decisione di rifiuto del diritto a

prestazioni, ritenendola lacunosa e in contrasto con la storia di malattia

dell’interessato.

A

sostegno delle proprie obiezioni, ella ha trasmesso al TCA il referto di

dimissione dalla Clinica __________ di __________ del 10 gennaio 2019 - presso

la quale l’interessato è rimasto degente dall’8 dicembre 2018 al 24 dicembre

2018, prima di essere trasferito presso le cure intense dell’Ospedale __________

di __________, a seguito di un tentativo di suicidio per impiccagione - nel

quale sono state poste le diagnosi di “disturbo di personalità misto

(ICD10-F61); disturbi psichici e comportamentali dovuti all’uso di alcool:

intossicazione acuta (ICD10-F10.0)” (cfr. doc. A11).

Preso atto di queste critiche, l’amministrazione,

nella risposta di causa, ha confermato la correttezza delle conclusioni alle

quali è giunto il dr. __________ del SMR, anche alla luce della nuova presa di

posizione dello psichiatra del SMR. Quest’ultimo, infatti, nelle annotazioni

del 19 febbraio 2019, ha ribadito il proprio punto di vista, osservando:

" Ho preso

visione del dossier e della nuova documentazione medica presentata in sede di

ricorso al TCA. Nel rapporto medico di dimissione dalla __________, relativo

all’ultimo ricovero dal 08.12.2018 al 24.12.2018, firmato dal dr. __________,

viene evidenziata come diagnosi una intossicazione acuta da alcolici. Nel corso

della notte del ricovero, si legge, l’assicurato, in stato di impregnazione

etilica, ha avuto delle alterazioni comportamentali che hanno poi avuto come

conseguenza il ricovero in ambito stazionario, volontario, dell’assicurato. Il

24.12.2018, durante la degenza in __________, il paziente veniva trovato in

bagno con un compagno di stanza e con una bottiglia di plastica preparata per

fumare cocaina e crack. Tali comportamenti, in assenza di un congruo e

documentato periodo di osservazione (6 mesi) in assenza dal consumo di sostanze

psicotrope, sono da ricondurre necessariamente dal punto di vista diagnostico

ad una sindrome da dipendenza da sostanze psicoattive multiple e per questo non

è possibile discostarsi da quanto espresso nel rapporto finale SMR del

29.10.2018. Il fatto che l’assicurato metta in atto agiti anche gravi, come

tentativi di suicidio e crisi pantoclastiche, sotto l’effetto di sostanze

psicotrope multiple, non giustifica una diagnosi differente secondo il manuale

ICD10.” (Doc. V/1)

2.6. Quanto alla valenza probante

di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano

stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami

completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia

stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito

siano ben motivate.

Determinante

quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né

l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o

rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid.

1c; in fine con rinvii).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF

8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di

Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF

132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di

rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione

conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore

probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità

del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

Nella DTF 137 V 210 il

TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una

decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM

nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle

procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla

Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima

Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello

amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle

tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità

e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2

al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso

di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il

Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una

perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;

consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

Se

vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la

procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si

fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile

2008).

Va infine evidenziato che in

ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché

di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione

del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,

STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del

rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in

caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;

Considerandi

DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.

3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung

des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)

e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria

non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o

dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20

marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe

con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

Va

poi rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto

affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione

dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in

RDAT 2003-II p. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate

alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). In

quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di

Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:

Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 p. 105 ss), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il

perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa

da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,

quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche

croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla

malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della

stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a

trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve

essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve

esprimersi sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

Del

resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,

tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le

allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,

l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni

fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le

lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le

allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto

(STCA 32.1999.124 inedita 27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004

pubblicata in DTF 130 V 352).

2.7

Questo

Tribunale, chiamato ad esprimersi a proposito della correttezza della

valutazione del 29 ottobre 2018 del dr. __________ del SMR, posta a fondamento

della decisione impugnata, non può in ogni caso, alla

luce della modifica giurisprudenziale dettagliatamente esposta al considerando

2.3

, condividerne le conclusioni.

Il TCA rileva, infatti, che la

conclusione alla quale è giunto il dr. __________ del SMR - considerando

che i disturbi dell’interessato siano integralmente riconducibili ad una

sindrome di dipendenza da sostanze psicoattive multiple e, per tali ragioni,

privi di carattere invalidante – così come anche le critiche ricorsuali

riguardo alla mancanza di verifica da parte dell’amministrazione a proposito

del danno alla salute all’origine dell’abuso o insorto quale conseguenza dello

stesso, non siano più attuali, visto il mutamento di giurisprudenza del

Tribunale federale riguardo alle tossicomanie.

Per tali ragioni, se anche corrispondesse al vero, come sostenuto

dal dr. __________ del SMR, che i disturbi dell’interessato siano causati

esclusivamente da un problema di abuso di sostanze psicoattive – circostanza comunque

negata dallo psichiatra curante, il quale, nel referto del 4 settembre 2018, ha

escluso sul piano diagnostico che l’interessato possa essere considerato un

tossicodipendente, rilevando come la struttura psichica dello stesso,

oscillante tra la psicosi e la nevrosi, negli ultimi 8-10 mesi, ma soprattutto

dalla fine della scorsa primavera, stia rovinosamente slittando in un sistema

di funzionamento di registro schizotipico-schizoaffettivo, con un ricorso

all’abuso di psicofarmaci e/o di sostanze psicoattive sempre più spesso a scopo

di ottenere una sorta di sedazione (cfr. doc. 59) - occorrerebbe in ogni caso,

alla luce della nuova giurisprudenza federale ricordata in precedenza (cfr.

consid. 2.3.), accertare tramite una procedura probatoria strutturata fondata

su indicatori, come per qualsiasi altra malattia psichica, se la sindrome da

dipendenza abbia delle ripercussioni o meno sulla capacità al lavoro della

persona interessata.

Ciò appare tanto più indispensabile nel caso concreto, alla luce

delle altre diagnosi psichiche invalidanti attestate sia dallo psichiatra

curante, sia nei referti di dimissione dalla __________ di __________, e pure

riconosciute dal dr. __________ del SMR, Caposervizio di psichiatria e

psicoterapia, il quale, nelle annotazioni del 21 febbraio 2018, discostandosi

dalle precedenti conclusioni del dr. __________, ha ritenuto che “dopo

attento esame del dossier, emerge che la patologia primaria è il

disturbo di personalità, pertanto una diffida ad astenersi da un eventuale

consumo di sostanze non porterebbe ad un verosimile miglioramento della

capacità lavorativa” (cfr. doc. 35 - il corsivo è della redattrice).

Pertanto, stante quanto sopra esposto, appare imprescindibile, nel

caso di specie, rinviare gli atti all’Ufficio AI affinché ordini una perizia

psichiatrica volta a stabilire, nel rispetto della procedura probatoria

strutturata fondata su indicatori richiesta dalla giurisprudenza federale,

quali siano le patologie dell’interessato, le sue limitazioni e l’influsso che

le stesse rivestono sulla sua capacità lavorativa residua.

Solo una volta eseguiti gli approfondimenti peritali del caso

l’amministrazione potrà e dovrà esprimersi nuovamente a proposito del diritto a

prestazioni dell’assicurato.

2.8

L’assicurato ha chiesto di

essere posto al beneficio

dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (cfr. doc. I).

Visto l'esito favorevole del ricorso (il

rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: cfr. STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con

rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1 pag. 271 con riferimento), l'assicurato, rappresentato dalla Consulenza

giuridica andicap, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 2'000.-- a titolo di ripetibili (art. 61

cpv. 1 lett. g LPGA).

La domanda di assistenza

giudiziaria per la procedura ricorsuale diventa pertanto priva di oggetto (DTF

124.

V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014

consid. 5; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16

agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).

2.9

Secondo

l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di

controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi

al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle

spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di

procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009

del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto l’esito della

vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio

AI.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso accolto

ai sensi dei considerandi.

§

La decisione impugnata del 27 dicembre 2018 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al

considerando 2.7..

2. Visto

l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico

dell’Ufficio AI.

L’Ufficio

AI dovrà inoltre versare all’assicurato fr. 2’000.-- a titolo di ripetibili

(IVA inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza

giudiziaria e gratuito patrocinio del 31 gennaio 2019.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti