32.2019.53
Il presunto miglioramento dell'autonomia dell'assicurato nel compimento dell'atto quotidiano della vita controverso necessita di essere ulteriormente approfondito prima di poter stabilire il grado di AGI da riconoscere dal 4/2018,fermo restando,fino a quel momento,il diritto all'AGI di grado elevato
20 febbraio 2020Italiano32 min
accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'articolo
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
32.2019.53
CR
Lugano
20 febbraio 2020
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Cinzia Raffa Somaini,
vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 1° marzo 2019 di
RI 1
rappr. da: RA 1
rappr. da: RA 2
contro
la decisione del 31 gennaio 2019 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel 2006, affetto
da una infermità congenita (cifra 403 OIC corrispondente a oligofrenia congenita)
- per la quale è già stato posto al beneficio di provvedimenti sanitari (doc.
14) - in data 30 novembre 2017, per il tramite della mamma, ha inoltrato una
richiesta di prestazioni AI per minori, volta ad ottenere un assegno per grandi
invalidi (AGI) (doc. 16).
Eseguiti gli accertamenti
medici del caso, poi completati da un’inchiesta ,svolta alla presenza della
madre e dell’educatore, presso l’Istituto __________ di __________ (dove RI 1
soggiorna durante la settimana, a partire da settembre 2018), con progetto di
decisione del 15 ottobre 2018 (doc. 42), l’Ufficio AI ha assegnato
all’assicurato il diritto ad un AGI di grado medio dal 1° dicembre 2016,
aumentato ad un AGI di grado elevato dal 1° luglio 2017 e poi nuovamente
ridotto ad un AGI di grado medio dal 1° aprile 2018, accordando, inoltre, anche
il diritto ad un supplemento per cure intensive di 4 ore dal 1° luglio 2018.
Nonostante le
contestazioni sollevate dalla mamma di RI 1 contro tale progetto di decisione,
suffragate pure dalle considerazioni espresse dalla coordinatrice
psicopedagogica-settore minorenni dell’Istituto __________, l’Ufficio AI, dopo
avere richiesto una presa di posizione all’assistente sociale, con decisione
del 31 gennaio 2019 ha confermato il diritto ad un AGI di grado medio dal 1°
dicembre 2016, ad un AGI di grado elevato dal 1° luglio 2017 e ad un AGI di
grado medio dal 1° aprile 2018, oltre ad un supplemento per cure intensive di 4
ore dal 1° luglio 2018 (doc. A).
1.2. Con tempestivo ricorso del 1°
marzo 2019, la mamma di Giuseppe in rappresentanza del figlio e a sua volta
rappresentata dalla RA 2, ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e
il riconoscimento di un AGI di grado elevato anche dopo il 1° aprile 2018.
Il rappresentante legale
di RI 1 ha, in sostanza, contestato la valutazione fornita dall’assistente
sociale in occasione dell’inchiesta svolta in data 1° ottobre 2018, rilevando
come probabilmente vi sia stato un fraintendimento tra quanto affermato dalla
mamma di RI 1 e quanto riportato, invece, nel rapporto d’inchiesta. Ciò anche
alla luce di quanto spiegato dalla coordinatrice psicopedagogica-settore
minorenni dell’Istituto __________.
A fronte del malinteso
verificatosi, il rappresentante legale di RI 1 ha ritenuto del tutto inutile e
fuorviante il rinvio al principio della priorità delle dichiarazioni della
prima ora fatto dall’assistente sociale, non essendo in presenza, nel caso di
specie, di versioni contraddittorie.
Il rappresentante legale
ha quindi contestato fermamente la presa di posizione dell’assistente sociale,
criticando anche il fatto che la stessa non abbia approfondito la questione,
interpellando nuovamente la mamma di RI 1, o l’educatore del ragazzo, o,
ancora, provvedendo a verificare di persona le modalità di esecuzione dell’atto
controverso.
1.3. Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la
conferma della decisione contestata, con argomenti di cui si dirà, per quanto
di interesse, nei considerandi in diritto (doc. IV).
1.4. In data 2 maggio 2019 il
rappresentante legale dell’assicurato ha ribadito le richieste ricorsuali,
evidenziando l’incoerenza della valutazione fornita dall’assistente sociale
della funzione “andare al gabinetto” rispetto a quella concernente gli atti
“vestirsi/svestirsi” e “igiene personale”. Pure contestata la presunta presenza
- addotta dall’amministrazione - di una “dichiarazione della seconda ora” da
parte della mamma di RI 1, circostanza non corrispondente alla realtà, essendo
invece evidente l’esistenza di un malinteso in quanto indicato nel rapporto
d’inchiesta (doc. VI).
1.5. Con osservazioni del 27
maggio 2019, l’Ufficio AI – dopo avere sottoposto le contestazioni della RA 2
all’assistente sociale autrice dell’inchiesta, per una presa di posizione (doc.
X/1) – ha ribadito la correttezza della decisione impugnata, chiedendo ancora
una volta la reiezione del ricorso (doc. X).
1.6. In data 27 maggio 2019 il
rappresentante dell’assicurato, ad ulteriore conferma di quanto sostenuto con
il ricorso, ha trasmesso al TCA due prese di posizione (una da parte del __________
della __________ e, l’altra, dalla coordinatrice psicopedagogica-settore
minorenni dell’Istituto __________) a comprova della necessità di RI 1 di
essere controllato da terzi nell’atto di andare al gabinetto, con riferimento
in particolare alla corretta pulizia sia del corpo, che della biancheria intima
(doc. XI + 1-2).
1.7. In data 13 giugno 2019, il
rappresentante dell’assicurato ha contestato la presa di posizione
dell’operatrice sociale, mettendo nuovamente in rilievo il carattere non
pienamente probante del rapporto d’inchiesta del 12 ottobre 2018, elaborato in
autonomia dall’assistente sociale. Il rappresentante ha rilevato che tale modo
di procedere dell’amministrazione non garantisce che quanto indicato nel
rapporto corrisponde effettivamente a quanto riferito dalle parti, circostanza
che si verificherebbe qualora l’assistente sociale redigesse un verbale, poi
debitamente controfirmato da tutte le parti interessate (in casu, la
mamma e l’educatore di RI 1), ciò che tuttavia non è avvenuto nel caso di
specie (doc. XIV).
1.8. Con osservazioni dell’11
giugno 2019, l’amministrazione ha chiesto nuovamente la reiezione del ricorso,
rilevando come al momento dell’inchiesta non sia stata segnalata la necessità
di cambiare spesso la biancheria intima all’interessato a causa del fatto che
egli non si pulirebbe adeguatamente dopo essere andato al bagno (doc. XV).
1.9. In data 27 giugno 2019, il
rappresentante dell’assicurato ha ribadito che il rapporto d’inchiesta redatto
dall’assistente sociale contiene delle contraddizioni, motivo per il quale non
può essergli riconosciuto valore probante (doc. XVIII).
Tali considerazioni del rappresentante dell’interessato sono state
trasmesse all’amministrazione (doc. XIX), con la facoltà di presentare
eventuali altre osservazioni.
L’Ufficio AI non ha dato seguito a tale possibilità.
in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49
cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31
agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).
nel merito
2.2. Oggetto del contendere è
sapere se l’assicurato, oltre ad un assegno per gradi invalidi di grado medio
dal 1° dicembre 2016 e di grado elevato dal 1° luglio 2017 e ad un supplemento
per cure intensive di 4 ore dal 1° luglio 2018, riconosciuto con la decisione
contestata – e non contestati - ha diritto anche ad un AGI di grado medio dal
1° aprile 2018, come deciso dall’amministrazione, oppure continui, anche dopo
tale data, ad avere diritto ad un AGI di grado elevato, come preteso, invece,
nel ricorso.
2.3. Secondo
l’art. 9 LPGA - che ha ripreso la definizione contenuta nell’art. 42 vLAI (cfr.
DTF 133 V 450) - è considerato grande invalido colui che a causa di un danno
alla salute ha bisogno in modo permanente dell’aiuto di terzi o di una
sorveglianza personale per compiere gli atti ordinari della vita. La
giurisprudenza ha precisato che l’aiuto di cui abbisogna l’assicurato può
essere inteso sia come aiuto diretto di terzi che come sorveglianza
dell’assicurato durante il compimento degli atti ordinari rilevanti della vita,
per esempio quando la persona che lo sorveglia lo esorta a compiere un atto che
rimarrebbe incompiuto senza l’espresso incitamento di un terzo a causa dello
stato psichico dell’assicurato (cosiddetto aiuto indiretto; cfr. DTF 133 V 463;
STF 8 C 479/2007 del 4 gennaio 2008; DTF
121 V 91; 107 V 149).
Gli
atti ordinari della vita sono i seguenti (cfr. DTF 127 V 97; DTF 125 V 303; DTF
117 V 146 consid. 2.):
- vestirsi/svestirsi
- alzarsi/sedersi/coricarsi
- mangiare
- provvedere
all'igiene personale
- andare
al gabinetto
- spostarsi
(in casa e all'esterno) e stabilire contatti.
Per
atti che permettono di stabilire dei contatti sociali con l'ambiente la
giurisprudenza ha precisato che bisogna intendere il comportamento normale
all'interno della società così come richiesto dall'esistenza quotidiana (DTF
117 V 27 e 146, 105 V 52, 104 V 127).
2.4. L’art.
42 LAI prevede in particolare che
gli assicurati con domicilio e dimora
abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, se sono grandi invalidi (art. 9 LPGA),
hanno diritto a un assegno per grandi invalidi (cpv. 1).
La
grande invalidità è di grado elevato, medio o lieve (cpv. 2).
È
considerato grande invalido anche chi a causa di un danno alla salute vive a
casa e necessita in modo permanente di essere accompagnato nell’organizzazione
della realtà quotidiana. Chi soffre unicamente di un danno alla salute psichica
ha diritto almeno a un quarto di rendita. Chi ha bisogno unicamente di essere
accompagnato in modo permanente nell’organizzazione della realtà quotidiana è
considerato grande invalido di grado lieve (cpv. 3).
L’art
37 OAI stabilisce che la grande invalidità è reputata di grado elevato se
l’assicurato è totalmente grande invalido. Ciò è il caso quando necessita
dell’aiuto regolare e notevole di terzi per compiere tutti gli atti ordinari
della vita e il suo stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza
personale (cpv. 1).
Per
Fatti
i minorenni si considera unicamente il maggior bisogno d'aiuto e di
sorveglianza personale che il minorenne invalido necessita rispetto a un
minorenne non invalido della stessa età (art. 37 cpv. 4 OAI). Per
calcolare la grande invalidità dei minorenni, si applicano le direttive
dell’allegato III concernenti il calcolo della grande invalidità determinante
dei minorenni (marg. 8086 della Circolare sull’invalidità e la grande
invalidità nell’assicurazione per l’invalidità [CIGI]; SVR 2009
IV nr. 30 p. 85 consid. 4.2.1 [9C_431/2008]; STF 8C_158/2008 del 15 ottobre
2008 consid. 5.2.2).
La grande
invalidità è di grado medio se l’assicurato, pur munito di mezzi ausiliari,
necessita:
a) di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere la maggior parte degli atti ordinari della vita,
b) di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna,
inoltre, di una sorveglianza personale permanente,
c) di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna,
inoltre, di un accompagnamento permanente nell’organizzazione della realtà
quotidiana ai sensi dell’art. 38 OAI (cpv. 2).
Infine, la
grande
invalidità è di grado lieve se l’assicurato, pur munito di mezzi ausiliari:
a) è costretto a ricorrere in
modo regolare e considerevole, all’aiuto di terzi per compiere almeno due atti
ordinari della vita,
b) necessita di una
sorveglianza personale permanente,
c) necessita, in modo
durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste dalla sua infermità,
d) a causa di un grave danno
agli organi sensori o di una grave infermità fisica, può mantenere i contatti
sociali con l’ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in modo
regolare e considerevole,
e) è costretto a ricorrere a
un accompagnamento costante nell’organizzazione della realtà quotidiana ai
sensi dell’articolo 38 OAI (cpv. 3).
L'art. 38
OAI ("Accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana")
stabilisce che:
"
Esiste un bisogno di
accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'articolo
42 capoverso 2 LAI quando un assicurato maggiorenne non vive in un'istituzione
e a causa di un danno alla salute:
a) non può vivere autonomamente
senza l'accompagnamento di una terza persona:
b) non può compiere le attività
della vita quotidiana e intrattenere contatti fuori casa senza
l'accompagnamento di una terza persona; oppure
c) rischia seriamente
l'isolamento permanente dal mondo esterno (cpv. 1).
Chi soffre unicamente di un danno alla salute
psichica deve avere diritto almeno a un quarto di rendita per essere
riconosciuto grande invalido (cpv. 2).
È considerato unicamente l'accompagnamento
nell'organizzazione della realtà quotidiana che è regolare e necessario in
relazione con le situazioni menzionate nel capoverso 1. Fra queste non rientrano
in particolare le attività di rappresentanza e di amministrazione nel quadro
delle misure di tutela conformemente agli articoli 398-419 del Codice civile
(cpv. 3)."
Secondo l’art. 42 cpv. 4 LAI
l’assegno per grandi invalidi è accordato al più presto dalla nascita e al più
tardi fino alla fine del mese in cui l’assicurato ha fatto uso del diritto al
godimento anticipato della rendita secondo l’articolo 40 capoverso 1 LAVS o in
cui raggiunge l’età di pensionamento. L’inizio del diritto è retto, a partire
dal compimento del primo anno di età, dall’articolo 29 capoverso 1. Va
qui rilevato che nella sentenza pubblicata in DTF 137 V 351 il TF ha precisato
che contrariamente al rinvio dell'art. 42 cpv. 4
in fine LAI, l'inizio del diritto all'assegno per grandi invalidi non è
disciplinato dall'art. 29 cpv. 1 LAI. Continua invece ad essere applicabile,
per analogia, l'art. 28 cpv. 1 LAI sui presupposti del diritto alla rendita.
Per quanto concerne
l’ammontare dell’assegno per grandi invalidi, secondo l’art. 42 ter cpv. 1 LAI l’assegno
mensile in caso di grande invalidità di grado elevato ammonta all’80%, in caso
di grande invalidità di grado medio al 50% e in caso di grande invalidità di
grado lieve al 20% dell’importo massimo della rendita di vecchiaia secondo
l’articolo 34 capoversi 3 e 5 LAVS.
I
minorenni grandi invalidi che necessitano di un’assistenza intensiva hanno
diritto, secondo l’art. 42 ter cpv. 3 LAI, ad un supplemento per cure
intensive, non accordato in caso di soggiorno in un istituto. Tale supplemento
ammonta, se il bisogno di assistenza dovuto all’invalidità è di almeno 8 ore al
giorno, al 60 per cento, in caso di un bisogno di almeno 6 ore al giorno, al 40
per cento e, in caso di un bisogno di almeno 4 ore al giorno, al 20 per cento
dell’importo massimo della rendita di vecchiaia secondo l’articolo 34 capoversi
3 e 5 LAVS. Il supplemento è calcolato sotto forma di importo giornaliero. Il
Consiglio federale disciplina i dettagli.
Infine, l’art. 39 OAI ("supplemento cure intensive") recita:
"
1 Vi è assistenza intensiva a minorenni ai sensi
dell’articolo 42ter capoverso 3 LAI quando questi necessitano, a
causa di un danno alla salute, di un’assistenza supplementare di almeno quattro
ore in media al giorno.
Considerandi
2.
Come assistenza si considera il maggior bisogno di
cure e di cure di base rispetto a quelle richieste da minorenni non invalidi
della stessa età. Non si considera il tempo dedicato a misure mediche ordinate
dal medico e applicate dal personale sanitario ausiliario, nonché alle misure
pedagogico-terapeutiche.
3.
Se un minorenne necessita, a causa di un danno alla
salute, una sorveglianza supplementare permanente, quest’ultima può essere
conteggiata come due ore di assistenza. Una sorveglianza particolarmente
intensiva necessaria a causa dell’invalidità può essere conteggiata come
quattro ore di assistenza.”
2.5
Ai
sensi dell’art. 69 cpv. 2 OAI l’ufficio AI esamina le condizioni
assicurative, fra l’altro, mediante l’esecuzione di sopralluoghi.
Secondo la giurisprudenza, un rapporto
d’inchiesta circa la grande invalidità (art. 9 LPGA) o la necessità di cure
deve adempiere i seguenti criteri. L’estensore dell’inchiesta (in casu si
trattava di un’inchiesta sulla durata e l’intensità dell’assistenza per cure a
domicilio) deve essere una persona qualificata, che conosca il contesto in cui
la persona bisognosa di cura vive, nonché le affezioni (diagnosi) e limitazioni
mediche e le necessità di cura. Nel rapporto devono essere contenute le
indicazioni ricevute dall’assicurato e, se è il caso, le opinioni divergenti
delle parti coinvolte nell’inchiesta. Il testo del relativo rapporto deve
essere inoltre plausibile, dettagliato e motivato in merito ai singoli provvedimenti
di cura ed assistenza da prendere in considerazione e inoltre deve
corrispondere alle indicazioni acquisite in loco. Se ciò è il caso, allora il
rapporto d’inchiesta acquisisce valore probatorio pieno. Il giudice delle
assicurazioni sociali interviene solo in presenza di valutazioni chiaramente
insostenibili, errate. Questo in considerazione del fatto che la persona
competente che ha eseguito l’inchiesta possiede una conoscenza maggiore della
fattispecie che il tribunale chiamato in causa a seguito di un ricorso (DTF 140
V 543 consid. 3.2.1. con riferimenti).
2.6
A
seguito della domanda di prestazioni, l’Ufficio AI ha dato incarico
all’assistente sociale di esperire un’inchiesta domiciliare, svolta presso
l’Istituto __________, dove RI 1 soggiorna durante tutta la settimana a partire
da settembre 2018 (rientrando a casa solo durante i fine-settimana), eseguita
il 1° ottobre 2018, alla presenza del ragazzo, di sua mamma e del suo educatore.
Con
rapporto del 12 ottobre 2018 l’assistente sociale incaricata ha quantificato in
complessivi 4 ore e 27 minuti il tempo supplementare per cure intensive (cfr. doc.
37)
A
proposito del bisogno di assistenza, l’assistente sociale ha costatato che
rispetto ad un coetaneo normodotato l’assicurato necessita di regolare e
notevole aiuto di terzi per i seguenti gli atti ordinari della vita:
"
(…)
Necessità di maggior aiuto rispetto ad un coetaneo per
compiere sei atti ordinari della vita:
vestirsi/svestirsi da luglio
2009.
(dai 3 anni)
alzarsi/sedersi e coricarsi da luglio 2017 (dagli
11.
anni)
mangiare da luglio
2009.
(dai 3 anni)
lavarsi da
luglio 2012 (dai 6 anni)
andare alla toilette da
luglio 2012 (dai 6 anni) a gennaio 2018
spostarsi da luglio
2011.
(dai 5 anni)
Necessita di una sorveglianza personale:
permanente da luglio 2012 (dai 6 anni).” (Doc. 37)
L’assistente
sociale ha pertanto concluso:
"
(…) Sono assolte le condizioni per
il versamento di un assegno per minorenni grandi invalidi di grado medio a
decorrere da dicembre 2016 (retroattivo di un anno dalla data della richiesta);
elevato a decorrere dal mese di luglio 2017 (dalla maggior dipendenza da terzo
nell’atto di alzarsi-sedersi, coricarsi); medio a decorrere dal mese di aprile
2018.
(3 mesi dalla minor dipendenza da terzi nell’atto di “andare al
gabinetto”). (Doc. 37)
Di
conseguenza, con la decisione contestata l’Ufficio AI ha riconosciuto il
diritto ad un assegno per grandi invalidi di grado medio con effetto dal 1° dicembre
2016.
(un anno prima dell’inoltro della domanda), di grado medio dal 1° luglio
2017.
e di nuovo medio dal 1° aprile 2018. L’amministrazione ha inoltre
riconosciuto il supplemento per cure intensive ex art. 42ter cpv. 3 LAI (doc. A).
2.7
La
mamma di RI 1 ha contestato, nell’ambito delle osservazioni presentate contro
il progetto di decisione del 15 ottobre 2018, le conclusioni alle quali è
giunta l’amministrazione a proposito della presunta
minor dipendenza da terzi nell’atto di “andare
al gabinetto” che sarebbe stata raggiunta da suo figlio a partire dal mese di
gennaio 2018, ritenendo esservi stato un malinteso tra quanto da ella affermato
in occasione dell’incontro presso l’Istituto __________ e quanto, invece,
riportato dall’assistente sociale nel rapporto d’inchiesta.
Ella
ha affermato che grazie alle salviettine igieniche suo figlio è in grado di
pulirsi in maniera autonoma, sottolineando tuttavia come ciò non basti per
concludere che lo stesso sia pienamente indipendente nello svolgimento di tale
atto.
Al
contrario, RI 1 deve comunque ricevere indicazioni da parte di una terza
persona su come pulirsi e, soprattutto, deve essere controllato per verificare
che sia lui, sia i suoi indumenti intimi, lo siano effettivamente.
A
comprova di tali affermazioni è stata trasmessa all’Ufficio AI una presa di
posizione da parte della coordinatrice psicopedagogica – settore minorenni
dell’Istituto __________, signora __________, la quale, in un messaggio di
posta elettronica del 14 novembre 2018, ha rilevato:
" (…) Ti
scrivo in merito all’indagine fatta sulle autonomie di RI 1.
Temiamo ci sia stata un’incomprensione in merito alle abilità di RI
1.
nell’igiene personale al gabinetto.
Il ragazzo si reca al bagno in autonomia e non è necessario
doversi sostituire a lui nella pulizia. Tuttavia non è autonomo nel modo di
pulirsi e nel riconoscere quando è pulito. Per questo è necessaria la presenza
fisica che controlla e dà chiare indicazioni verbali al ragazzo per come
pulirsi. Resta presente la necessità di controllare anche gli indumenti intimi
perché non è in grado di riconoscere se sono da cambiare” (cfr. doc. 45.1)
Chiamata
dall’amministrazione a prendere posizione riguardo alle obiezioni sollevate contro
il progetto di decisione del 15 ottobre 2018, l’assistente sociale incaricata,
signora __________, con annotazione per l’incarto del 15 gennaio 2019, ha
osservato:
" (…)
Andare al gabinetto
Sulla base delle informazioni rese in sede d’inchiesta dalla madre
dell’assicurato e dall’educatore dell’Istituto __________, signor __________, RI
1.
risulta autonomo nell’atto qui considerato; ora tuttavia, in sede di
contenzioso, vengono fornite altre indicazioni, totalmente contrastanti.
Come detto sopra, si rileva che “secondo dottrina e
giurisprudenza, in presenza di due versioni differenti, la preferenza deve
essere accordata alle dichiarazioni date nella prima ora, quando si ignoravano
le conseguenze giuridiche. Le spiegazioni fornite in un secondo tempo non
possono integrare le prime constatazioni dettagliate, soprattutto se le
contraddicono. Pertanto, osservate le divergenze, dove indicato, tra quanto
dichiarato nel rapporto d’inchiesta e quanto in seguito osservato, si reputa
che le indicazioni fornite inizialmente abbiano una grande importanza nella
valutazione presente, poiché non condizionate”.
Per l’atto in questione, si confermano nuovamente le risultanze
del rapporto d’inchiesta del 12.10.2018.” (Doc. 52)
2.8
In sede ricorsuale, il
rappresentante dell’assicurato ha contestato il fatto che RI 1 possa essere
considerato autonomo per quanto concerne l’atto di “andare al gabinetto”, ribadendo
come questa conclusione alla quale è giunta l’assistente sociale sia probabilmente
il frutto di un fraintendimento (doc. I).
Egli ha sottolineato come,
in ogni caso, non possa essere seguito il ragionamento dell’assistente sociale
riguardo al principio della priorità delle dichiarazioni della prima ora, visto
che, nel caso di specie, la mamma dell’assicurato non ha mai fornito due
versioni contraddittorie e contrapposte, ma ha semmai precisato il proprio
pensiero, descrivendo come, nonostante l’indipendenza nell’andare al gabinetto
e nell’azione pratica di pulirsi, RI 1 non possa prescindere dalla supervisione
e dal controllo da parte di un terzo sull’effettiva riuscita dell’operazione
(doc. I e doc. VI).
Il rappresentante ha pure
evidenziato l’incoerenza esistente nella valutazione fornita dall’assistente
sociale della funzione “andare al gabinetto” rispetto a quella concernente gli
atti “vestirsi/svestirsi” e “igiene personale” (doc. VI).
Chiamata nuovamente a prendere posizione riguardo alle critiche
del rappresentante legale dell’assicurato, l’assistente sociale interessata,
con annotazioni per l’incarto del 20 maggio 2019, ha ribadito la propria
opinione, osservando:
" In
occasione dell'inchiesta a domicilio, ho dettagliatamente valutato ogni singolo
atto ordinario della vita, tenendo conto sia dell'aiuto diretto che di quello
indiretto e nel rapporto d'inchiesta del 12 ottobre 2018, ho riportato appieno
le dichiarazioni della madre e dell'educatore di riferimento, signor __________.
Per quanto concerne l'atto di "andare a gabinetto", la
madre ha dichiarato la totale autonomia di RI 1, dopo un periodo di
apprendimento all'uso delle salviettine umidificate, a partire da gennaio 2018.
A tale data sono giunta ponendo delle domande
precise per valutare l'atto nel dettaglio e né la madre né
l'educatore, hanno espresso la necessità di un qualsivoglia aiuto, nemmeno
indiretto. L'atto è stato approfondito accuratamente e non ho avuto motivo di
dubitare delle dichiarazioni, rese nella prima ora, della madre, perché
confermate anche dalla figura professionale dell'educatore. Nel caso avessi
avuto dei dubbi, avrei richiesto la valutazione da parte di un'ergoterapista.
In particolare l'operatore sociale non ha in alcun modo segnalato la necessità
di accompagnare il ragazzo in bagno per guidarlo nella pulizia e per il
controllo. Si osserva inoltre che l'educatore non ha personalmente smentito
quanto precede e che la e-mail del 14.11.2018 inviata all’attenzione della
signora __________ della __________ è stata
redatta da un'altra persona, non presente al colloquio, ossia la
signora __________ su esplicita richiesta dell'allora patrocinatrice
dell'assicurato.
Circa le affermazioni riguardanti “l'incoerenza della valutazione dell'atto
di andare a gabinetto" si osserva che l’aiuto nell'atto di
"vestirsi/svestirsi" è scaturito prevalentemente per la scelta del
quotidiano abbigliamento e per il controllo ad operazione terminata,
essenzialmente riguardo al verso degli abiti; per l'atto di
"igiene personale", l'aiuto è necessario per stimolarlo alla piccola
toilette al lavandino e per dosare la quantità di sapone e la temperatura
dell'acqua. Tali impedimenti non sono di fatto in contrasto con
l'acquisita autonomia nel delicato atto di "andare a
gabinetto", considerando anche l'età dell'assicurato (12 anni).
Non ho ritenuto opportuno ricontattare la madre a seguito delle
osservazioni al progetto semplicemente perché ho ritenuto fossero dichiarazioni
della seconda ora, che ritrattavano quanto chiaramente esposto nel corso
dell'inchiesta a seguito di precise domande in merito.
Al contrario di quanto indicato dalla ricorrente, non ho dedotto
la piena autonomia unicamente dal fatto che la madre dell’assicurato abbia
indicato di aver introdotto l'utilizzo delle salviettine umidificate, bensì
tale spiegazione è stata fornita in seguito, allorquando a domanda precisa
sulla necessità di aiuto per tale atto, sia la madre che l'operatore sociale hanno
confermato la piena autonomia. Solo in seguito, quando ho fatto notare che ciò contrastava
con quanto indicato nel formulario di domanda, la madre ha spiegato il motivo
del miglioramento in tale ambito.” (Doc. X/1)
Pendente causa, il rappresentante dell’assicurato ha trasmesso
un’ulteriore presa di posizione da parte della coordinatrice psicopedagogica –
settore minorenni dell’Istituto __________, la quale, come messaggio di posta
elettronica del 6 maggio 2019 ha rilevato quanto segue:
" Le invio
lo scritto da Lei chiesto per RI 1:
RI 1 va controllato quando va in bagno, lui è in grado di fare
l’atto di pulirsi da solo, ma non di riconoscere appieno quando effettivamente
è pulito. La biancheria intima sarebbe molto sporca senza che per lui questo
diventi un problema; non si laverebbe le mani. La pulizia in autonomia sarebbe
quindi decisamente insufficiente. Tali conseguenze sono state sperimentate e
osservate.
Resto a disposizione se dovessimo specificare o sottolineare altri
aspetti. “(Doc. XI/2)
Il rappresentante dell’interessato ha pure trasmesso una presa di
posizione del 14 maggio 2019 del __________ della __________, signor __________,
il quale, dopo avere indicato che RI 1 ha preso parte alla colonia durante
determinate date (in particolare, nel 2018, dal 2 al 4 febbraio, dal 13 al 15
aprile e dal 4 al 6 maggio), ha in particolare osservato che:
" (…) Come
riferito dai monitori e dalle monitrici del gruppo __________ del quale il
ragazzo faceva parte, RI 1 necessitava di un’assistenza pressoché totale per
quanto riguarda l’igiene in bagno: per quanto defecasse in bagno e vi si
recasse come risposta allo stimolo, RI 1 non era in grado di assicurarsi
autonomamente l’igiene successiva, e quindi se non assistito tralasciava di
pulirsi, uscendo dal bagno e causando non pochi problemi a se stesso e anche
agli altri. In questo senso, era necessario accompagnare il ragazzo in bagno e
procedere alla pulizia una volta che avesse terminato. Nemmeno era sufficiente
guidarlo verbalmente: il ragazzo necessitava di un aiuto fisico e pratico, che
di fatto risolvesse la situazione al posto suo. (…)” (doc. XI/1)
2.9
Chiamato a pronunciarsi,
questo Tribunale non può, senza che prima vengano svolti ulteriori
approfondimenti, concordare con le considerazioni espresse dall’amministrazione
a proposito del pieno valore probante da attribuire alla valutazione fornita
dall’assistente sociale nel rapporto d’inchiesta redatto in data 12 ottobre
2018.
– poi da ella confermata con annotazioni del 15 gennaio 2019 e del 20
maggio 2019 – posta a fondamento della decisione impugnata.
Dagli atti, infatti,
emergono alcuni dubbi riguardo all’effettivo miglioramento dell’autonomia
dell’assicurato, valutato dall’assistente sociale nel rapporto d’inchiesta del
12.
ottobre 2018, rispetto all’atto ordinario della vita dell’“andare al
gabinetto”.
Il TCA rileva, innanzitutto, che il rapporto in questione, datato
12.
ottobre 2018, non è un verbale di quanto discusso durante il colloquio del
1° ottobre 2018, controfirmato dalle parti in segno di conferma dell’esattezza
di quanto in esso riportato, ma un riassunto “di parte”, redatto in autonomia
dall’assistente sociale, di quanto da ella appurato e valutato in
quell’occasione.
Dei contenuti di tale rapporto la parte interessata e, nello
specifico, la mamma di RI 1, ha potuto prendere conoscenza – e come vedremo,
contestarne la valutazione per quanto riguarda l’atto di “andare al gabinetto” -
solo una volta emesso il progetto di decisione del 15 ottobre 2018.
Inoltre, dallo stesso rapporto d’inchiesta emergono,
effettivamente, come evidenziato dal rappresentante dell’assicurato, alcune
incongruenze nella valutazione dei diversi atti ordinari della vita (rispetto
alla presunta conquistata indipendenza a partire da gennaio 2018 nell’atto di
“andare al gabinetto”), che avrebbero dovuto per lo meno essere chiarite da
parte dell’assistente sociale.
La stessa, difatti, ha ritenuto che RI 1, per l’atto di
“vestirsi/svestirsi”, necessiti di aiuto per la scelta dell’abbigliamento
quotidiano da indossare “adeguato alle condizioni climatiche ed igieniche”
e di un controllo ad operazione terminata “perché non sempre indossa gli
indumenti nel verso giusto o allaccia bottoni e stringhe correttamente”;
inoltre, per quanto riguarda l’atto “igiene personale”, ella ha indicato che
l’interessato “se stimolato, esegue la piccola toilette giornaliera al
lavandino alla presenza dell’adulto che lo guida alla corretta igiene”,
così come necessita dell’aiuto di terzi anche in occasione della doccia serale,
in quanto “RI 1 non sa dosare la temperatura dell’acqua né i prodotti per
l’igiene”, salvo poi indicare, nella valutazione dell’atto “andare al
gabinetto”, che la mamma dell’interessato avrebbe affermato che da gennaio 2018
RI 1 “non necessita più del suo aiuto né per l’igiene intima, né per
aprire-chiudere bottone e cerniera dei pantaloni” (cfr. doc. 37, corsivo
della redattrice).
Tali apparenti incongruenze non sono state chiarite
dall’assistente sociale neppure nelle successive prese di posizione redatte su
incarico dell’Ufficio AI, a fronte delle obiezioni della mamma di RI 1.
L’operatrice si è, infatti, limitata ad affermare che il controllo
nell’atto del “vestirsi/svestirsi” concerne “solo” la scelta dell’abbigliamento
quotidiano e la verifica ad operazione completata che gli abiti siano stati
indossati correttamente; mentre per “l’igiene personale” ha ritenuto che il
controllo del dosaggio del sapone e della adeguata temperatura dell’acqua non
sarebbero in contrasto con l’autonomia nell’atto di “andare al gabinetto” (doc.
X/1).
Il TCA non ritiene tali considerazioni esaustive e reputa, quindi,
indispensabile che la questione controversa venga chiarita in maniera
approfondita e motivata.
Altrettanto insoddisfacente e, di conseguenza, non condivisibile
il riferimento fatto dall’assistente sociale, prima, e dall’Ufficio AI, poi, al
principio della priorità alle dichiarazioni della prima ora.
Come correttamente rilevato in sede ricorsuale e, in seguito, in
corso di causa, la mamma di RI 1 e gli educatori da ella interpellati non hanno
fornito una “nuova” versione dei fatti, in antitesi con quanto indicato nel
rapporto d’inchiesta, ma hanno, al contrario, cercato di precisare determinati
aspetti riportati in maniera non precisa nel rapporto d’inchiesta, a loro
parere a causa di un malinteso, dei quali hanno tuttavia avuto conoscenza solo
dopo l’emissione del progetto di decisione del 15 ottobre 2018.
Avendo la mamma dell’assicurato contestato già in sede di
audizione l’interpretazione e la valutazione dell’assistente sociale riguardante
lo specifico atto dell’“andare al gabinetto” e poi continuato a mantenere la
stessa linea anche nel ricorso e nelle successive prese di posizione fornite in
corso di causa, spiegando il probabile fraintendimento verificatosi al momento
dell’inchiesta, il TCA non ritiene di essere in presenza di versioni
contrastanti, circostanza che avrebbe potuto portare a liquidare la questione
dando la priorità alle dichiarazioni della prima ora.
Al contrario, stante la coerenza delle obiezioni fin da subito
sollevate dalla mamma dell’assicurato, supportate pure dalle dichiarazioni
degli educatori dell’Istituto __________ che ospita RI 1, l’assistente sociale
interessata avrebbe dovuto in ogni caso approfondire la questione,
interpellando quantomeno l’educatore dell’interessato prima di potere esprimere
un parere finale.
Contrariamente a quanto preteso dall’assistente sociale incaricata
di eseguire l’inchiesta domiciliare (svolta presso l’Istituto __________) – la
quale ha osservato che l’educatore non ha espresso la necessità
dell’interessato di qualsivoglia aiuto, neppure indiretto (cfr. doc. X/1) - dal
rapporto d’inchiesta non emerge che l’educatore presente all’incontro abbia
fornito una descrizione dell’atto di “andare al gabinetto”, in particolare
spiegando in quale maniera venissero svolte le operazioni di pulizia.
L’assistente sociale ha, infatti, riportato solo che “sia
l’educatore che la madre confermano la totale autonomia di RI 1 nell’atto qui
trattato”, aggiungendo il ragionamento della mamma dell’assicurato a proposito
dell’appreso utilizzo da parte di quest’ultimo delle salviettine igieniche.
Ora, a mente del TCA, la descritta totale autonomia nell’atto in quanto
tale di andare al gabinetto, così come pure nel fatto che RI 1 possa materialmente
utilizzare da solo le salviettine umidificate, non rappresentano elementi di
per sé sufficienti per potere escludere che, come preteso dalla mamma
dell’interessato e dagli educatori da ella contattati, l’assicurato abbia
comunque bisogno di essere “guidato” nella pulizia e, soprattutto, di essere
controllato a fine operazione per accertare la reale presenza di una
sufficiente ed adeguata igiene non solo personale, ma anche della biancheria
intima indossata.
Il chiarimento di tali aspetti, messi in luce sia dalla mamma, sia
dagli educatori che si occupano dell’assicurato durante tutta la settimana (e
durante alcuni fine-settimana di colonia) – va qui evidenziato che dal mese di
settembre 2018 l’assicurato soggiorna presso l’Istituto __________, ciò che
imponeva e impone ancora, a maggior ragione, il coinvolgimento in prima persona
degli educatori nel capire esattamente come viene gestito nel quotidiano l’atto
in questione, attraverso precise domande da porre, delle quali non vi è traccia
nel rapporto d’inchiesta - risultava imprescindibile da parte
dell’amministrazione prima di potere emettere una decisione di merito.
Non avendolo fatto, si impone un rinvio degli atti all’Ufficio AI
affinché accerti compiutamente le modalità di svolgimento dell’atto qui
controverso, tenendo debitamente conto del concreto aiuto, diretto o indiretto,
fornito dagli educatori presso l’Istituto, rispettivamente dai familiari quando
lo stesso rientra al domicilio.
Pertanto,
sulla base delle ragioni qui diffusamente esposte, trovandoci
di fronte ad un accertamento dei fatti lacunoso, si giustifica il rinvio degli
atti all’amministrazione - alla quale compete accertare lo stato di salute
dell’interessato - affinché metta in atto le verifiche necessarie al fine di
chiarire se sia effettivamente intervenuto (e nell’affermativa in che misura e
da quando), oppure no, un miglioramento nell’autonomia dell’assicurato rispetto
all’atto ordinario della vita “andare al gabinetto”.
Quindi in esito a tali
complementi istruttori, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul grado di AGI spettante all’assicurato a partire dal mese di aprile
2018, fermo restando il diritto di quest’ultimo, fino a quel momento, ad un AGI
di grado elevato dal luglio 2017, non contestato. Va a questo proposito
rammentato che in DTF 137 V 314 il TF ha modificato la propria giurisprudenza
ed ha stabilito che alla parte ricorrente deve essere concessa la possibilità
di ritirare il ricorso anche nel caso in cui la decisione che le riconosce una
rendita (ad esempio un quarto di rendita) viene annullata e la causa rinviata
all'ufficio AI per ulteriori accertamenti (consid. 3.2).
In concreto, con la conferma
del diritto ad almeno un AGI di grado elevato dal luglio 2017 fino al mese di
marzo 2018 nel dispositivo della presente sentenza, su questo specifico punto
non vi è spazio per una reformatio in peius (cfr. anche la sentenza 9C_205/2011
del 10 novembre 2011, consid. 8.4, penultimo paragrafo; STCA 32.2014.70 del 30
marzo 2015).
2.10
Ne
discende che il ricorso va accolto ai sensi dei considerandi e gli atti
rinviati all’amministrazione affinché, effettuati i necessari accertamenti, si
pronunci nuovamente sul grado dell’AGI spettante all’assicurato a partire dal
mese di aprile 2018.
Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
2.11
Nel caso
di specie, inoltre, visto l’esito del ricorso (il rinvio con esito aperto
equivale a piena vittoria: da ultimo STF 8C_859/2018
del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1 pag. 271 con riferimento), il ricorrente, rappresentato
dalla Consulenza Giuridica Andicap, ha diritto all’importo di fr. 2’000.-- a
titolo di ripetibili da mettere a carico dell’Ufficio AI (cfr. art. 61 lett. g
LPGA; 22 LPTCA; cfr. STCA 35.2018.129 del 28 marzo 2019, consid. 2.15.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è
accolto
ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione del 31 gennaio 2019 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.9. e si pronunci nuovamente sull’asserito
miglioramento dell’autonomia dell’interessato nel compimento dell’atto
ordinario della vita controverso e il conseguente grado di AGI spettantegli dal
mese di aprile 2018, fermo restando il diritto di quest’ultimo, fino a quel
momento, ad almeno un AGI di grado elevato dal mese di luglio 2017.
2. Le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a
carico dell’Ufficio AI, il quale verserà al ricorrente fr. 2’000.-- a titolo di
ripetibili (IVA inclusa se dovuta).
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti