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Decisione

32.2020.147

Domanda di revisione: rendita intera dal 1. aprile 2018 (tre mesi dopo il peggioramento). Conferma della perizia del SAM e della valutazione del consulente in integrazione che conclude per una non reintegrabilità nel mondo del lavoro in un mercato supposto in equilibrio

19 aprile 2021Italiano44 min

133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare

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Raccomandata

Incarto

n.

32.2020.147

FS

Lugano

19 aprile 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Francesco Storni, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso dell’11 novembre 2020 di

RI 1

contro

la decisione del 19 ottobre 2020 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto in fatto

1.1. Questo Tribunale, con

sentenza del 25 giugno 2014 (STCA 32.2013.156 sub doc. AI 210/643-669) –

confermata dal Tribunale federale (TF) con pronuncia del 30 aprile 2015 (STF

9C_613/2014 sub doc. AI 215/691-697) –, in accoglimento del ricorso del

13 settembre 2013 (doc. AI 193/495-504) interposto contro la decisione del 17/23

luglio 2013 con cui l’Ufficio AI aveva riconosciuto all’assicurato il diritto

ad una rendita intera limitatamente al periodo dal 1. febbraio al 30 settembre

2006 (doc. AI 179/458-463, 183/470-475 e 189/487), ha modificato la decisione

impugnata nel senso che, oltre al diritto alla rendita intera dal 1. febbraio

al 30 settembre 2006, l’assicurato ha diritto ad un quarto di rendita dal 1.

maggio 2010.

Con decisioni del 26

agosto 2015, cresciute incontestate in giudicato, l’Ufficio AI ha quindi

stabilito per RI 1 il diritto ad una rendita intera di fr. 405.-- dal 1.

febbraio al 30 settembre 2006 (doc. AI 231/738-742) e, conformemente all’art.

29 cpv. 2 LAI visto che è stato al beneficio d’indennità giornaliere durante il

periodo dal 1. settembre 2007 al 31 agosto 2012 (per l’istoriato dell’incarto

si rinvia qui alla succitata STCA del 25 giugno 2014 sub doc. AI 210/643-669),

ad un quarto di rendita di fr. 109.-- dal 1. settembre 2012, di fr. 110.-- dal

1. gennaio 2013 e di fr. 111.-- dal 1. gennaio 2015 (doc. AI 232/743-747).

1.2. Chiamato a pronunciarsi sul

ricorso del 24 febbraio 2017 (doc. AI 262/849-850) inoltrato da RI 1 contro la

decisione del 25 gennaio 2017 con cui l’Ufficio AI, nell’ambito della revisione

intrapresa nel mese di agosto 2015 (cfr. doc. AI 228/728), gli ha riconosciuto

il diritto ad una rendita di tre quarti dal 1. settembre 2016 (doc. AI

261/845-846 con le motivazioni sub doc. AI 260/841-844), questo Tribunale, con

sentenza del 27 settembre 2017 cresciuta incontestata in giudicato (STCA

32.2017.28 sub doc. AI 274/933-966), lo ha accolto nel senso che il diritto a

tre quarti di rendita è stato riconosciuto dal 1. novembre 2014.

L’amministrazione, con

decisione del 6 dicembre 2017 cresciuta incontestata in giudicato – dando

seguito alla succitata sentenza a cui qui si rinvia per l’istoriato –,

ha pertanto riconosciuto a RI 1 il diritto a tre quarti di rendita dal 1.

novembre 2014 (doc. AI 281/977-978 con le motivazioni sub doc. AI 278/970-973).

1.3. L’Ufficio AI, nel frattempo invitato

da RI 1 ad attivarsi, “(…) quale ente di collegamento, per la richiesta di

una prestazione d’invalidità italiana (…)” (doc. AI 284/986) – visti la documentazione medica

pervenutagli nei mesi di marzo e giugno 2018 (doc. AI 291/1029-1034 e 292/1035-1037),

il rapporto 30 ottobre 2018 della dr.ssa __________ (doc. AI 312/1113-1114) e l’“Annotazione

per/da SMR” del 5 novembre 2018 del medico SMR dr. __________ (doc. AI

314/1116) –, con scritto del 5

novembre 2018 ha comunicato all’assicurato che “(…) in base alla nuova

documentazione medica acquisita agli atti il nostro Servizio medico regionale

(SMR) ritiene opportuno entrare nel merito della sua richiesta di

peggioramento. Il progetto di decisione del 28.08.2018 viene pertanto

annullato. (…)” (doc. AI 313/1115; vedi anche il doc. AI 303/1093-1098).

L’Ufficio AI –

aggiornati gli atti medici (vedi i rapporti della dr.ssa __________ del 29

novembre 2018 sub doc. AI 321/1154-1162, del dr. __________ del 19 febbraio

2019 sub doc. AI 326/1177-1186 e del dr. __________ del 26 febbraio 2019 sub

doc. AI 331/1190-1199) e annullata la predisposta perizia psichiatrica (cfr.

doc. AI 333/1201-1202, 334/1203-1205, 355/1301, 356/1303 e 359/1310) – il

27 novembre 2019 ha ordinato al __________ una perizia pluridisciplinare (doc.

AI 370/1343-1348; con la “Richiesta perizia” del 15 luglio 2019 sub doc.

AI 364/1317-1318; la “Comunicazione: Perizia medica pluridisciplinare”

del 22 luglio 2019 sub doc. AI 367/1326-1331 e gli scritti 10 dicembre 2019 e 8

gennaio 2020 del __________ sub doc. AI 373/1351-1352 e 374/1353-1355).

L’amministrazione – ritenuto il seguente “Contesto del

mandato”: “(…) assicurato a beneficio dopo sentenza TCA del 27.9.2017 di

rendita ¾ da 1.11.2014 (abile al 50% in attività adatta). Attuale revisione,

richiesta di peggioramento del 13.6.2018. Rapporto dr. __________ 2.2019: - Dal

lato reumatologico l’assicurato potrebbe svolgere attività leggera, adatta

anche al 100%. Rapporto dr.ssa __________ del 29.11.2018: - Attesta una IL 100%

dal 2013, inizio presa a carico - Attuale episodio depressivo di grado medio F

32.1. In considerazione del fatto che il dr. __________ in seguito non conferma

una CL piena in attività adatta e che la dr.ssa __________ non inoltra il

rapporto medico si rende necessario procedere a valutazione peritale in ambito

pluridisciplinare. (…)” (doc. AI 370/1343-1344) – ha posto al __________ le seguenti domande: “(…) •

Rispetto alla situazione documentata negli atti alla base della summenzionata

decisione determinante, si è verificato un cambiamento dello stato di salute?

Quali cambiamenti emergono dalle diagnosi pertinenti? • Quando è

presumibilmente subentrato il cambiamento? • Il cambiamento dello stato

di salute ha prodotto un cambiamento dell’incapacità al lavoro nel quadro

dell’attività svolta e della capacità lavorativa in un’attività adeguata? In

caso affermativo, da quando e in che misura? (…)” (doc. AI 370/1344).

Con decisione del 19

ottobre 2020 (preavvisata con “Progetto d’assegnazione di rendita. Aumento

della rendita d’invalidità” del 2 luglio 2020 sub doc AI 398/1510-1513 e oggetto

della presente vertenza) – rilevato che “(…) dal 01.01.2018 risulta

che attività adeguate allo stato di salute sarebbero medicalmente esigibili

nella misura del 100% con riduzione di rendimento del 60%. Il dossier è quindi

stato trasmesso al nostro consulente in integrazione professionale, il quale

tenuto conto della situazione socio-professionale ha stabilito che lei non

risulta reintegrabile nel mercato del lavoro, per cui la capacità al guadagno è

praticamente nulla. (…)” (doc. AI 406/1523) – l’Ufficio AI ha

riconosciuto dal 1. giugno 2018 (mese in cui è stata presentata la richiesta di

peggioramento) il diritto ad una rendita intera (doc. AI 411/1534-1536 con le

motivazioni sub doc. AI 406/1523-1527).

L’amministrazione ha

emesso la propria decisione visti la perizia pluridisciplinare del 16 aprile

2020 del __________ (doc. AI 390/1380-1492), il rapporto finale 20 aprile 2020 del

medico SMR dr. __________ (doc. AI 391/1493-1497) e la “Valutazione del

consulente AI” del 26 giugno 2020 (doc. AI 395/1504-1506).

1.4. Contro la decisione del 19

ottobre 2020 l’assicurato ha inoltrato il presente ricorso.

L’insorgente – contestata

la valutazione peritale del __________ con argomentazioni di cui si dirà, se

necessario, in seguito – ha chiesto di riconoscergli un’incapacità

lavorativa del 60% dal punto di vista somatico da sommare a quella

riconducibile all’aspetto extra somatico; di ritenere un’inabilità lavorativa

per motivi psichiatrici già dal 2013; di chiarire la percentuale d’incapacità

al lavoro dovuta alle singole diagnosi espresse e di effettuare un confronto

dei redditi da valido e invalido aggiornati a oggi.

Contestualmente egli ha

postulato pure di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (IV) e

il 24 novembre 2020 ha consegnato a mano alla cancelleria del Tribunale

cantonale delle assicurazioni il “Certificato per l’ammissione

all’assistenza giudiziaria” corredato della relativa documentazione (V e

V/1).

1.5. Con la risposta di causa –

premesso che alla perizia pluridisciplinare del __________ va riconosciuta

piena forza probatoria e osservato che “(…) ritenuto lo stato peggiorato

certificato da gennaio 2018, in applicazione dell'art. 88a cpv. 2 e 88bis cpv.

1 lett. a OAI, il diritto alla rendita intera può essere riconosciuto dal 1º

aprile 2018, ritenuto che la documentazione medica pertinente è stata inoltrata

all'amministrazione nel corso di marzo del 2018 (revisione su domanda). (…)”

(VI, pag. 5) – l’Ufficio AI ha proposto al Tribunale di riconoscere “(…)

due mesi supplementari rispetto alla prestazione già riconosciuta con la

decisione resa, quindi diritto alla rendita intera dal 1º aprile 2018 al posto

del 1º giugno 2018 (…)” (VI, pag. 5).

1.6. L’insorgente, con scritto 7

gennaio 2021 (VIII e VIII/1; trasmessi per conoscenza con facoltà di presentare

eventuali osservazioni all’Ufficio AI, IX), ribadite le proprie tesi ha

concluso che “(…) confermo quanto richiesto in ogni precedente comunicazione

e chiedo che vengano accolte tutte le mie precedenti richieste, avendo esibito

ogni mezzo di prova a conferma della mia buona fede, di quella dei medici che

mi hanno seguito e mi seguono, soprattutto risulterà verificabile

l'aggravamento avvenuto a causa del morbo reumatologico e quindi anche della

situazione psicologica, sulla quale solo adesso è stato possibile raccogliere e

presentare una documentazione attendibile a partire dall’anno 2013. Chiedo

quindi di distinguere e valutarle separatamente ma anche nel loro complessivo

grado, pur sapendo che dal 2018 la mia capacità di guadagno rimane pari a 0 a

causa delle limitazioni fisiche che mi impediscono l'accesso ad un mestiere

qualsiasi. (…)” (VIII).

considerato in diritto

2.1. Oggetto del contendere è

sapere se a ragione l’Ufficio AI ha aumentato il diritto dell’assicurato da ¾ di

rendita a una rendita intera con effetto dal 1. giugno 2018 (cfr. consid. 1.3).

2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI

in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al

guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla

salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o

infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita

definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a

infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di

guadagno.

Occorre quindi che il

danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,

perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411,

n. 46).

Per incapacità al lavoro

s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla

salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente

esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso

d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione

anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6

LPGA).

L'incapacità al guadagno è

definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in

considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e

che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure

d'integrazione ragionevolmente esigibili.

Secondo l’art. 8 cpv. 1

LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale

presumibilmente permanente o di lunga durata.

La nozione d'invalidità di

cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico,

non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

L'art. 28

cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua

capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può

essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti

d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro

(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione;

e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI

prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono

invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,

ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se

sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi dell'art. 16

LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito

del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e

dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di

un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di

mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli

avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal

raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua

invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni

di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata

alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato

avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli

può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità

lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali

del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi

(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136

consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Secondo

la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze

esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i

redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base

temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi

di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di

incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222).

2.3. L’art. 17 cpv. 1 LPGA

stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce

una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta

proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

Qualsiasi

cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado

d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione

giusta l’art. 17 LPGA.

Fatti

I principi

giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime

del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA

(DTF 130 V 343, consid. 3.5, pagg. 349-352).

La rendita

può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile

dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla

capacità di guadagno, pur essendo tale stato di salute rimasto immutato,

abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275

consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

Una semplice

valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste

sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi

dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b; vedi anche STF

I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer 1/06, pag. 64).

Per

stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto

di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento

della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della

pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF

133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare

una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V

30).

Se la capacità al guadagno

dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento

determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni

dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo

si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza

interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.

1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,

occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non

appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è

applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

Queste norme sono

applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di

assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF

8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STF 29 maggio 1991 nella causa St.;

RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al

momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già

un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012

del 6 dicembre 2012, consid. 5.3 con riferimenti).

Se l’assicurato ha chiesto

la revisione, l’aumento della rendita, dell’assegno per grandi invalidi o del

contributo per l’assistenza avviene al più presto a partire dal mese in cui la

domanda è stata inoltrata (art. 88bis cpv. 1 let. a OAI).

2.4. Per poter graduare

l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre

di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri

specialisti.

Il compito del medico consiste

nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in

quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un

importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora

ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008;

DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag.

134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).

Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni

sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente

ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtssprechung des Bundesgerichts zum IVG,

2014, ad art. 28a, pag. 389).

Quanto alla valenza

probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti

siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su

esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia

stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito

siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha

valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad

esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (STF 8C_828/2007 del 23

aprile 2008; STF I 462/05 del 25 aprile 2007; STF U 329/01 e U 330/01 del 25

febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a e 122 V 160 consid. 1c).

Le perizie affidate dagli

organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria

amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i

quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a

risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non

sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF

8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di

Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF

132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di

rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione

conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio

delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo

e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

Nella DTF 137 V 210 il TF

ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una

decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM

nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle

procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla

Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima

Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello

amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle

tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità

e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2

al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso

di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il

Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una

perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;

consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

Se vi sono dei rapporti

medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare

l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto

piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, consid. 5.3).

Va poi evidenziato che in

ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché

di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione

del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,

STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del

rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in

caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 9C_757/2016 del 10

febbraio 2017 consid. 4.2; 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012; 8C_5/2011 del 27

giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;

DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc);

Meyer/Reichmuth, op. cit., ad art. 28a, pag. 398) e che il solo fatto

che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente

a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o

dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20

marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe

con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

Va poi rilevato che,

affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve

adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del

disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pagg.

628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate alcune sentenze

federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). In quest’ultima

sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In

particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und

[psychiatrische] Gutachten, in: SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg), in ambito

psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una

classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il perito deve anche

valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte

dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il

carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la

perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il

carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con

sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti

medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in

base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi

sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di

una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le

divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni

sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una

richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal

paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto

dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi

handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita

27 settembre 2001; STF I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352).

2.5. Nel 2015 il Tribunale

federale (TF) ha modificato la sua prassi per l’accertamento del diritto a una

rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche

oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141

V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi

casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una

procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo

potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando

da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un

altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione

complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra

l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una

terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il

reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura

della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza

delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo

libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova

(cfr. comunicato stampa del TF del 14 dicembre 2017).

In due sentenze del 30

novembre 2017, pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il TF ha stabilito che

la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui

la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da

accertare alla luce di indicatori, deve trovare applicazione per tutte le

malattie psichiche.

Ciò significa, in

particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che il precedente

criterio della “resistenza alle terapie” come condizione necessaria per

la concessione di una rendita AI non vale più in maniera assoluta (cfr.

comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

Nelle succitate due sentenze

in parola il TF è giunto alla conclusione che la descritta procedura deve

essere applicata all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in

presenza di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di

depressione lieve fino a medio-grave. Le malattie psichiche possono essere

individuate e dimostrate in linea di principio soltanto in maniera limitata con

criteri oggettivi. Anche se una classificazione medica è necessaria e secondo

la scienza è presupposta una diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile

accontentarsi solo di questo. Piuttosto è decisiva la questione delle

ripercussioni funzionali di un disturbo. Per la valutazione delle conseguenze

di un’affezione psichica la diagnosi non è più centrale.

Nella DTF 145 V 215 il TF

ha infine stabilito che anche le sindromi da dipendenza primaria, come tutte le

malattie psichiche, devono essere sottoposte, in linea di principio, a una

procedura probatoria strutturata secondo la DTF 141 V 281.

2.6. Nella fattispecie in esame,

come accennato (cfr. consid. 1.3), l’Ufficio AI – entrato nel merito

della domanda di aumento (ravvisata nella documentazione medica pervenutagli

nel mese di marzo e giugno 2018) e vista la richiesta di perizia 15 luglio 2019

dei medici SMR dr. __________ e dr. __________ (doc. AI 364/1317-1318) –

ha ordinato una perizia pluridisciplinare a cura del __________ (doc. AI 370/1343-1348).

Questo Tribunale, chiamato

a verificare se, nel caso di specie, lo stato di salute del ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emanazione della

decisione impugnata, dopo attento esame della documentazione medica agli atti,

non ha alcun motivo per scostarsi dalla perizia pluridisciplinare 16 aprile

2020 del __________ (doc. AI 390/1380-1492).

I periti, nel referto

datato 16 aprile 2020 (doc. AI 390/1380-1492) –

esposti lo “Svolgimento del mandato peritale: aspetti formali”, il “Motivo

e circostanze della perizia (come contenuti nel mandato)” e la “Panoramica

delle fonti impiegate” (doc. AI 390/1380-1382), dopo aver riassunto gli

atti, l’anamnesi famigliare, personale - sociale, professionale e patologica, i

disturbi soggettivi e le affezioni attuali, l’anamnesi sistemica, la

descrizione della giornata e le constatazioni obiettive (doc. AI 390/1383-1415)

–, hanno posto le seguenti diagnosi

rilevanti con ripercussioni sulla capacità lavorativa: “(…) Diagnosi di

sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di media gravità F33.1.

Disturbo di personalità non specificato F60.0. Morbo di Bechterew (spondilite

anchilosante) diagnosticato nel 2005, attualmente in trattamento con Enbrel 50

mg s.c. e Methotrexat 15 mg s.c. una volta alla settimana. (…)” (doc. AI

390/1428) e, senza ripercussioni sulla capacità lavorativa, le seguenti ulteriori

diagnosi: “(…) Periartropatia tendinopatica della spalla ds. Piede piano

transverso bilaterale. Dislipidemia. Iperglicemia (sospetto diabete mellito di

tipo 2). (…)” (doc. AI 390/1428).

Sempre

nella “Struttura della valutazione consensuale per perizie

pluridisciplinari” (doc. AI 390/1423-1434) – premesso che “(…) le

conclusioni peritali si fondano su un’esauriente discussione plenaria tra i

medici periti del __________ e tra il Dr. med. D. __________ e il Dr. med. __________

in data 15.4.2020 alle ore 13:45, tramite teleconferenza (…)” (doc. AI

390/1423) –, i periti del __________ hanno esposto l’iter che ha portato

l’amministrazione a ordinare la presente perizia pluridisciplinare (cfr. doc.

AI 390/1423-1425), hanno confermato le valutazioni specialistiche di natura psichiatrica,

reumatologica e internistica (cfr. doc. AI 390/1425-1428) e, ai punti da C a M,

hanno formulato le seguenti conclusioni:

"

(…)

C Ripercussioni funzionali dei

reperti / delle diagnosi

L'A. è limitato sia dalle patologie a livello

reumatologico e psichiatrico.

A livello psichiatrico I'A. è limitato dalla sindrome

depressiva.

Dal punto di vista reumatologico l'A è limitato in

attività lavorative non ergonomiche, soprattutto per quanto riguarda la colonna

cervicale, in cui deve evitare movimenti repentini di rotazione e flessione

della colonna vertebrale. Per la colonna vertebrale vi è una limitazione determinata

dalla rigidità. L'A. è limitato in movimenti ripetuti di flessione e rotazione

del tronco ed è limitato nell'alzare dei pesi fino a 5 kg. Riesce a fare degli allenamenti

muscolari con manometri del peso di 1 kg. È limitato nel mantenere la posizione

seduta per più di due ore, nel mantenere la posizione in piedi cambiando appoggio

per più di ore e la deambulazione per ca. un'ora in piano. Da preferire

un'attività in cui possa cambiare spesso posizione e rimanere attivo, evitando

posizioni statiche e prolungate. Per quanto riguarda il polso ds. sono da

evitare movimenti ripetitivi di flessione dorsale e volare e l'utilizzo dì

oggetti pesanti, nonché il dover scrivere a lungo. Inoltre si devono tenere in

considerazione le difficoltà respiratorie dell'A. per attività troppo

impegnative dal punto di vista cardiovascolare.

D Discussioni di aspetti della

personalità eventualmente rilevanti

L'A. presenta aspetti di personalità fortemente

caratterizzati in senso rivendicativo e persecutorio.

E Discussione di fattori di

stress e risorse

L'A. risulta molto suscettibile allo stress sulla

scorta degli aspetti personologici e del quadro depressivo. Come fattori di

stress ricordiamo la sospensione della riformazione professionale, i problemi

finanziari e i problemi assicurologici avuti dall'A.

F Verifica della coerenza

Non abbiamo constatato incoerenza.

G Capacità lavorativa

nell'attività svolta finora

L'A. presenta una capacità lavorativa dello 0% come

croupier.

H Capacità lavorativa in un'attività

adeguata

In un'attività adatta e rispettosa dei limiti

funzionali descritti dal nostro consulente in reumatologia, l’A. presenta una

capacità lavorativa del 40% (presenza durante tutto il giorno ma con rendimento

ridotto).

I Motivazione della capacità e

dell'incapacità lavorative complessive (le incapacità lavorative parziali sono

interamente o parzialmente addizionabili o non lo sono affatto)

Abbiamo parzialmente addizionato le riduzioni delle

capacità lavorative per le patologie a livello reumatologico e psichiatrico, non

avendo i consulenti valutato le stesse patologie.

I.1 Descrivere l'evoluzione della

capacità lavorativa nel tempo nell'attività svolta

L'A. presenta una capacità lavorativa dello 0% come

croupier dal gennaio 2005 (inizio della prolungata incapacità lavorativa) e

continua.

I.2 Descrivere l'evoluzione della

capacità lavorativa nel tempo in un'attività adeguata

L'A. presenta una capacità lavorativa del 40% in

attività adatte e rispettose dei limiti funzionali descritti dal nostro

consulente e come studente di economia dal gennaio 2018, inizio della presa a

carico psichiatrica, e continua. Precedentemente vale quanto già stabilito

dall'Ufficio Al del Canton Ticino.

L Provvedimenti sanitari e

terapie con ripercussioni sulla capacità lavorativa

Considerandi

È importante che l'A continui la presa a carico a

livello psichiatrico e reumatologico. A livello reumatologico consiglia un

allenamento cardiocircolatorio e la partecipazione ad un gruppo di ginnastica

Bechterew. In caso di peggioramento è possibile un cambiamento della terapia

aumentando il dosaggio di MTX oppure sostituendo Enbrel con un altro biologico.

A livello psichiatrico è importante, che I'A. continui

i colloqui regolari con la psichiatra curante e l'assunzione di una terapia

farmacologica.

Dal punto di vista internistico si consiglia una presa

a carico della dislipidemia e dell'iperglicemia (per esempio misure dietetiche,

cambiamento dello stile di vita, eventualmente farmaci).

M Risposte a domande particolari

Revisione (solo per i casi sottoposti a revisione)

• Rispetto alla situazione documentata negli atti alla

base della summenzionata decisione determinante, si è verificato un cambiamento

dello stato di salute? Quali cambiamenti emergono dai reperti e dalle diagnosi

pertinenti?

Sì!

A livello psichiatrico vi è stato un cambiamento con

la necessità di una presa a carico psichiatrica continuativa a partire dal

gennaio 2018.

A livello reumatologico vi è un miglioramento dello

stato infiammatorio, che possiamo far risalire all'aprile 2019.

• Quando

è presumibilmente subentrato il cambiamento?

Globalmente vi è stato un cambiamento a partire dal

gennaio 2018.

• Il cambiamento dello stato di salute ha prodotto un

cambiamento dell'incapacità al lavoro nel quadro dell'attività svolta e della capacità

lavorativa in un'attività adeguata? In caso affermativo, da quando e in che misura?

Sì! Il cambiamento è subentrato nel gennaio 2018 con

una capacità lavorativa del 40% in un'attività adatta.

Informazioni sull'elaborazione della valutazione consensuale

con firma

Come sopra riportato, la valutazione consensuale è avvenuta

mediante teleconferenza.

Lasciamo al servizio medico regionale, rispettivamente

all'Ufficio Al, la decisione di inviare copia della nostra perizia al medico

curante affinché sia informato sulle conclusioni peritali. (…)" (doc. AI

390/1428-1432)

La perizia

pluridisciplinare 16 aprile 2020 del __________ (doc. AI 390/1380-1492) è da

considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri

giurisprudenziali ricordati ai considerandi precedenti. Gli specialisti si sono

espressi su tutte le patologie lamentate dall’assicurato, hanno esaminato

accuratamente tutta la documentazione messa loro a disposizione ed hanno

valutato la capacità lavorativa dell’insorgente sulla base delle indicazioni

risultanti dalle visite effettuate presso di loro.

I medici hanno esaminato

approfonditamente l’evolversi dello stato di salute del ricorrente prendendo in

considerazione tutta la documentazione medica prodotta dall’assicurato ed

acquisita nel corso della procedura amministrativa.

Al referto va attribuita

piena forza probante.

Le conclusioni sono del

resto state confermate anche dal medico SMR dr. __________ nel rapporto finale

del 20 aprile 2020 (doc. AI 391/1493-1497).

2.7

Il ricorrente, come accennato

(cfr. consid. 1.4), contesta le conclusioni a cui sono giunti i periti del __________.

Al riguardo questo

Tribunale rileva quanto segue.

Quanto alla pretesa di

riconoscergli un’incapacità lavorativa del 60% dal punto di vista somatico –

“(…) Chiedo pertanto che si possa valutare l'aggravamento della malattia di

Bechterev in termini percentuali di inabilità lavorativa almeno del 10%, da

sommare al precedente grado del 50%, raggiungendo il 60%, oltre al grado da

sommare per lo stato di salute mentale. (…)” (I, pag. 2) – il dr. __________,

FMH in reumatologia e riabilitazione, nel consulto del 9 marzo 2020 (doc. AI

390/1452-1472) ha così risposto alle precise domande inerenti al caso specifico

di revisione:

"

(…)

• Rispetto alla situazione documentata negli atti

alla base della summenzionata decisione determinante, si è verificato un

cambiamento dello stato di salute? Quali cambiamenti emergono dai reperti e

dalle diagnosi pertinenti?

Si. L'assicurato è stato valutato per quanto riguarda

l'Ufficio dell'Assicurazione Invalidità il 25.06.2016 dal Dr med. __________.

Rispetto a questa valutazione vi è stato sicuramente

un miglioramento delle condizioni di salute in particolar modo grazie

all'introduzione di una terapia medicamentosa di base efficace. Non ho più

evidenziato segni per una gonartrite. Non vi sono più attriti alle

articolazioni metacarpo-falangee Il e Ill di destra. Per quanto riguarda le

articolazioni periferiche la risposta è stata senz'altro positiva.

Per quanto riguarda la colonna vertebrale i reperti

erano già così avanzati che ottenere un miglioramento della mobilità in questa

situazione è difficile anche se per la sintomatologia dolorosa vi è stato un

certo miglioramento.

Secondo il Dr. med. __________ ci si poteva aspettare,

con una terapia adatta, almeno una diminuzione delle artriti periferiche (fatto

che è avvenuto) che potrebbe portare a un certo aumento della capacità

lavorativa nell'ordine del 10% così da tornare a un 60% di abilità lavorativa.

Personalmente ritengo che per quanto riguarda

un'attività lavorativa adatta il miglioramento ottenuto grazie alle terapie

medicamentose attualmente in corso possa portare a una capacità lavorativa

anche dell'80%.

Mi rifaccio anche a un rapporto medico per l'Ufficio

dell'Assicurazione Invalidità del Dr. med. __________ del 26.02.2019 in cui

egli segnala come l'assicurato può svolgere un lavoro d'ufficio a tempo pieno e

con rendimento possibilmente ridotto in misura da stabilire. La situazione è

comunque invariata da anni. Valutazione che ha poi corretto in un ulteriore rapporto

del 04.12.2019 segnalando come in attività leggere e adatte bisogna distingue

tra attività manuale qualunque, in qualunque attività manuale anche leggera e

adatta vi è un'incapacità lavorativa del 70%. In un lavoro d'ufficio senza

movimento ripetitivo con l'arto superiore destro e con la possibilità di pause

più prolungate del solito per sgranchirsi e cambiare posizione in una

situazione ergonomicamente adatta vi è un'incapacità lavorativa del 60%.

Personalmente ritengo queste incapacità lavorativa

decisamente sovrastimate per un'attività lavorativa leggera e variata.

• Quando

è presumibilmente subentrato il cambiamento?

Ritengo che l'assicurato abbia avuto un miglioramento

a partire dal 11.04.2019 data del certificato medico del Dr. med. __________

dove viene elencato il valore della CRP < 5 e della VES di 8 mm la prima

ora. Dati questi che ci inducono a interpretare il fatto che un'attività

infiammatoria non sia più presente a quel momento.

• Il cambiamento dello stato di salute ha prodotto un

cambiamento dell'incapacità al lavoro nel quadro dell'attività svolta e della

capacità lavorativa in un'attività adeguata? In caso affermativo, da quando e

in che misura?

No per quanto riguarda l'attività svolta, si per

un'attività adeguata.

L'assicurato per quanto riguarda un'attività

lavorativa adatta che tenga in considerazione le limitazioni funzionali da me

sopra descritte presenta, dal 11.04.2019, una capacità lavorativa nella forma

del 80%. (…)" (doc. AI 390/1471-1472)

Il rapporto 4 dicembre

2019.

del dr. __________ indirizzato al dr. __________ (doc. AI 390/1484-1485) –

rapporto per il quale l’insorgente ha chiesto che “(…) siano confermate in

giudizio le motivazioni descritte nel rapporto medico del 4 dicembre 2019 dal

Dr. __________, segnalate al Dr. __________ nel 2018. (…)” (I, pag. 4) –

è stato considerato dal dr. __________ nel succitato consulto del 9 marzo 2020

(doc. AI 390/1452-1472) confermato dai periti del SAM e dal quale questo

Tribunale non ha alcun motivo per scostarsi.

In particolare, avuto

riguardo alla censura secondo la quale con la “Richiesta perizia” del 15

luglio 2019 (doc. AI 364/1317-1318) non sarebbe stata considerata la

documentazione medica “esatta”

“(…) visto che riportano una capacità

lavorativa in attività leggera pari al 100%, nella stessa richiesta di

perizia del 19 Luglio 2020

[recte 15 luglio 2019: cfr. doc. AI

364/1317-1318] (…)” (I, pag. 5), va qui rilevato che nella “Richiesta

perizia” del 15 luglio 2019 è evidenziato che “(…) in considerazione del

fatto che il dr. __________ in seguito non conferma una CL piena in attività

adatta e che la Dr.ssa __________ non inoltra il rapporto medico si

rende necessario procedere a valutazione peritale in ambito pluridisciplinare.

(…)” (doc. AI 364/1317, sottolineature del redattore).

Considerata l’assenza di

motivi per mettere in dubbio le suddette conclusioni a cui sono giunti i periti

del __________, giova qui ricordare che il giudice si scosta dalle risultanze

peritali solo in presenza di elementi oggettivamente verificabili non presi in

considerazione nell’ambito dell’esame peritale e sufficientemente pertinenti

per rimettere in causa le conclusioni dell’esperto (STF 8C_55/2019 del 22

maggio 2019), ciò che non si avvera nel caso di specie.

Riguardo alla pretesa di

ritenere un’inabilità lavorativa per motivi psichiatrici già dal 2013 –

“(…)

Chiedo che il vostro giudizio mi permetta di ottenere un grado di inabilità

lavorativa per la situazione psicologica in cui mi trovo da che hanno

interrotto la riqualifica, valutato nel 100% nel 2013, anno in cui la

dottoressa __________ mi ha visitato diverse volte e ha potuto constatare il

mio stato di salute precario per motivazioni diverse dalla malattia, anche se

la stessa era comunque motivo di grande preoccupazione. (…)” (I, pag. 8) –

il dr. __________, nel consulto del 4 marzo 2020 (doc. AI 390/1435-1451), poste

le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “(…) Sindrome

depressiva ricorrente, episodio attuale di media gravità (ICD 10-F33.1).

Disturbo di personalità non specificato (ICD 10-F60.9) (…)” (doc. AI

390/1445), ha concluso per un’incapacità lavorativa (flessione del rendimento)

del 50% in qualsiasi attività dal 1. gennaio 2018 in avanti (cfr. doc. AI

390/1447-1449, punti 8.1 e 8.2).

Questo Tribunale – visto che la dr.ssa __________, nello

scritto del 30 ottobre 2018 indirizzato all’Ufficio AI (doc. AI 312/1113-1114),

non si è espressa sulla capacità lavorativa rilevando, tra l’altro, che “(…)

con la presente vi informo in merito allo stato di salute della persona

summenzionata. Ho visto per la prima volta il paziente il 17.6.2013, su

segnalazione dell'Avvocato __________ di __________, a causa di un importante

stato depressivo con marcata ansia in relazione ai problemi legati alla nota

malattia a livello osseo. Unitamente a ciò egli viveva, in quel momento una

situazione precaria a livello finanziario motivo questo che non gli avrebbe

permesso di intraprendere una cura regolare con la sottoscritta (avevo potuto

rivederlo il 25.6.2013 in quanto avevo prescritto una terapia antidepressiva

che il paziente però non aveva iniziato perché vissuta come ulteriore

fallimento; egli si è ancora presentato dalla sottoscritta il 3.4.2014 ma anche

qui, per gli stessi motivi, la presa in carico non ha avuto seguito). Ho

rivisto il signor RI 1 il 30.1.2018 nell'ambito di una situazione di crisi di

tipo ansioso e depressivo a causa soprattutto della difficile situazione a

livello burocratico (ricorso Al, problemi finanziari,...); sottolineo che tutto

ciò si andava comunque ad aggiungere allo stato fisico di base reso precario

dalla malattia ossea. (…)” (doc. AI 312/1113) e che nei successivi rapporti

medici del 29 novembre 2018 (doc. AI 321/1154-1160) e del 31 luglio 2019 (doc.

AI 369/1334-1342) ha attestato un’incapacità lavorativa del 100% in qualsiasi attività

da anni (cfr. doc. AI 321/1156, punto 1.3) e del 75% nell’ultimo anno (doc. AI

369/1336, punto 1.3) –

conformemente alla succitata giurisprudenza (cfr. consid. 2.4 e 2.5) e ritenuto

che nessun altro attestato medico specialistico è stato prodotto, non ha alcun

motivo per scostarsi dalla conclusione a cui è giunto il dr. __________ nel

succitato consulto del 4 marzo 2020 (doc. AI 390/1435-1451) confermato anche dai

periti del __________ (cfr. doc. AI 390/1425).

Come già accennato, il

giudice si scosta dalle risultanze peritali solo in presenza di elementi

oggettivamente verificabili non presi in considerazione nell’ambito dell’esame

peritale e sufficientemente pertinenti per rimettere in causa le conclusioni

dell’esperto (STF 8C_55/2019 del 22 maggio 2019).

Del resto, come accennato

(cfr. consid. 1.2), con decisione del 6 dicembre 2017 con la quale ha

riconosciuto all’insorgente il diritto a tre quarti di rendita dal 1. novembre

2014.

(doc. AI 281/977-978 con le motivazioni sub doc. AI 278/970-973),

l’Ufficio AI ha dato seguito alla STCA 32.2017.28 del 27 settembre 2017 cresciuta

incontestata in giudicato (doc. AI 274/933-966).

Per quanto riguarda in

particolare un eventuale cumulo tra l’inabilità lavorativa dal profilo

reumatologico (20%) e quella dal lato psichiatrico (50%), i periti __________

hanno concluso che “(…) abbiamo parzialmente addizionato le riduzioni delle

capacità lavorative per le patologie a livello reumatologico e psichiatrico,

non avendo i consulenti valutato le stesse patologie. (…)” (doc. AI

390/1429, punto I).

Tale conclusione, peraltro

non contestata validamente dal ricorrente, merita conferma. In effetti, quanto

alla valutazione globale delle patologie, va qui ricordato che secondo l’Alta

Corte, per determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che

soffre di diverse patologie, non si devono semplicemente sommare le singole

valutazioni, bensì far capo a un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata

discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati (STF 9C_913/2012 del 9

aprile 2013, 9C_330/2012 del 7 settembre 2012; SVR 2008 IV Nr. 15). La

questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se

del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di principio

il giudice non rimette in discussione (STFA I 338/01 del 4 settembre 2001,

pubblicata in RDAT I-2002 n. 72, pag. 485).

In una sentenza I 606/03

del 19 agosto 2005, l'Alta Corte ha inoltre precisato che il giudizio sul grado

complessivo dell’incapacità lavorativa va di regola eseguito nell’ambito di una

perizia pluridisciplinare. Nella STF I 514/06 del 25 maggio 2007, pubblicata in

SVR 2008 IV Nr. 15, il TF ha ulteriormente rilevato che “(…) una semplice

addizione di diverse inabilità lavorative parziali, eventualmente presa in

considerazione in occasione di una perizia pluridisciplinare, può produrre, a

seconda delle peculiarità concrete del caso, un risultato troppo consistente

oppure troppo esiguo. (…)” (regesto della SVR 2008 IV Nr. 15, pag. 43).

Nella sentenza 32.2011.236

del 17 giugno 2013 il TCA ha nuovamente avuto modo di sottolineare

l’importanza, nel caso di assicurati affetti da diverse patologie, di

determinare il grado complessivo di incapacità lavorativa facendo capo ad un

giudizio globale, scaturente su una ponderata discussione plenaria fra gli

esperti interessati (STF 9C_330/2012 del 7 settembre 2012; 8C_245/2012 del 9

aprile 2013).

Nella fattispecie, a

proposito della valutazione globale delle diverse patologie di cui è affetto il

ricorrente, in ossequio a detta giurisprudenza, risulta che “(…) le

conclusioni peritali si fondano su un’esauriente discussione plenaria tra i

medici periti del __________ e tra il Dr. med. __________ e il Dr. med. __________

in data 15.4.2020 alle ore 13:45, tramite teleconferenza (…)” (doc. AI

390/1423) e che i periti hanno concluso per una capacità lavorativa globale

in un’attività adeguata del 40% dal gennaio 2018 (cfr. punti H e I.2 sub doc.

AI 390/1429-1430).

Tale conclusione, che fa

capo ad un giudizio globale dopo ponderata e accurata discussione tra i periti

coinvolti, non può essere messa in discussione da questo Tribunale e merita

conferma.

In concreto l’insorgente –

come confermato dal medico SMR dr. __________ nel succitato rapporto finale del

20.

aprile 2020 (cfr. doc. AI 391/1493-1497) –, dal mese di gennaio 2018,

va ritenuto abile al lavoro nella misura del 40% in un’attività adeguata rispettosa

dei limiti funzionali posti.

2.8

Quanto alla valutazione

economica va rilevato quanto segue.

Come accennato (cfr.

consid. 2.4) spetta essenzialmente al consulente professionale, che meglio di

chiunque altro è in grado di emettere una valutazione a proposito delle

attività economiche entranti in linea di conto nonostante il danno alla salute

e l'età (STF 9C_697/2013 del 15 novembre 2013 consid. 3.3, 9C_439/2011 del 29

marzo 2012 consid. 5; 9C_949/2010 del 5 luglio 2011; RtiD II-2008 pag. 274

consid. 4.3), e non al medico, avuto riguardo alle indicazioni e limitazioni

mediche, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili

(STF 9C_986/2010 dell'8 novembre 2011 consid. 3.5).

Al riguardo va pure

rilevato che il concetto d'invalidità è riferito ad un mercato del lavoro

equilibrato, nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante, da una parte,

un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un

mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di

lavoro diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di caso in caso stabilire

se l'invalido possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e

conseguire un reddito tale da escludere il diritto ad una rendita. In

particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere negata qualora

le attività esigibili dall'interessato lo siano in una forma talmente ristretta

da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo

in misura molto ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiano sin

dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC

1991.

pag. 332 consid. 3b e 1989 pag. 331 consid. 4a).

Nella fattispecie concreta

il consulente AI, nella valutazione del 26 giugno 2020 (doc. AI 395/1504-1506) – ritenuta, sulla base della succitata

perizia pluridisciplinare del __________ 16 aprile 2020 confermata dal rapporto

finale SMR 20 aprile 2020 (cfr. consid. 2.6), un’incapacità lavorativa totale

nell’attività abituale dal 2005 e del 60% in un’attività adeguata dal 1.

gennaio 2018 e continua (riduzione del rendimento) e esposti gli “Aspetti

medico-assicurativi” e l’“Analisi della reintegrabilità e diritto a PPR”

–, ha concluso che “(…) in

considerazione di quanto sopraesposto e precedentemente analizzato emerge come

il quadro clinico non permetta la messa in atto di PPR volti a migliorare la

capacità di guadagno dell'A.to. In passato sono stati effettuati diversi

tentativi in tal senso che non hanno portato ad una nuova qualifica

professionale. In seguito lo stato di salute è ulteriormente peggiorato con

inabilità prolungata e stazionaria sul lungo periodo. Ora, tenuto conto dei

seri limiti funzionali di ordine reumatologico (che lo renderebbero abile

unicamente in attività estremamente leggere) e di ordine psichico (quadro

medico tendente alla cronicizzazione che esige lo svolgimento di attività prive

di stress), dell'inattività dell'assicurato nel libero mercato del lavoro

dall'agosto del 2005 e dei passati provvedimenti integrativi con esito

infruttuoso, chi scrive ritiene che non esista – nemmeno in un mercato del

lavoro supposto in equilibrio - un numero sufficiente di impieghi accessibili

all'assicurato. Questo ci porta ad una valutazione complessiva odierna di non

reintegrabilità nel normale circuito lavorativo a partire da gennaio del 2018.

Se è vero che una nuova cura medicamentosa ha portato ad un miglioramento della

parte fisica, è altrettanto vero che il certificato peggioramento legato alla

parte psichica, con le limitazioni funzionali enunciate e con conseguente

attestazione di una CL del 40% (rendimento ridotto) non risulta essere in linea

con le reali esigenze del mercato del lavoro nei settori specifici

sopraccitati. Va infine rilevato che secondo la giurisprudenza la capacità

lavorativa residua non è realizzabile nel mondo del lavoro se le limitazioni

mediche e personali dell'assicurato sono talmente importanti che possono essere

sfruttate in attività di nicchia (che rendono le possibilità occupazionali a

priori escluse od irrealistiche); rispettivamente quando solo un datore di

lavoro particolarmente generoso e comprensivo sarebbe disposto ad assumere

l'interessato. In tale ipotesi la reintegrabilità non viene ammessa, poiché le

concessioni al lavoratore richieste ad un potenziale datore di lavoro sono da

ritenersi smisurate e quindi l'esercizio di un'attività lavorativa deve essere

considerato incompatibile con le esigenze attuali del mondo del lavoro (cfr. ad

es. STF 9C_984/2008 consid. 4 e 5). (…)” (doc. AI 395/1506).

Questo Tribunale,

conformemente alla succitata giurisprudenza e tenuto conto del riserbo di cui

deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il

proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (DTF 137 V 71 e 132 V 393

consid. 3.3), non ha alcun motivo per scostarsi dalla valutazione del

consulente in integrazione professionale peraltro nemmeno contestata.

Di conseguenza –

ribadito che per i motivi sopra esposti (cfr. consid. 2.7) non è possibile

ritenere un’inabilità lavorativa per motivi psichiatrici già dal 2013 e

considerato che dal 1. gennaio 2018 l’insorgente non è più reintegrabile nel

mercato del lavoro – la domanda di effettuare un confronto dei redditi

da valido e invalido aggiornati a oggi (cfr. consid. 1.4) va disattesa in

quanto ininfluente nel caso concreto.

2.9

Visto tutto quanto precede,

confermata la non reintegrabilità in un mercato del lavoro supposto in equilibrio

(cfr. consid. 2.8), il peggioramento dello stato di salute dal gennaio 2018

(cfr. consid. 2.7) e in corretta applicazione degli articoli 88a cpv. 2 e art.

88bis cpv. 1 let. a OAI (cfr. consid. 2.3), all’insorgente –

come del resto proposto dalla medesima amministrazione con la risposta di causa

(cfr. consid. 1.5) – va riconosciuto il diritto ad una rendita intera

dal 1. aprile 2018 (ovvero tre mesi dopo il peggioramento dello stato di salute

e vista la domanda di revisione del marzo 2018 ai sensi del disposto di cui

agli artt. 88a cpv. 2 e 88bis cpv. 1 let. a OAI).

Il ricorso va quindi accolto

ai sensi dei considerandi e la decisione impugnata modificata nel senso che RI

1.

ha diritto ad una rendita intera dal 1. aprile 2018.

2.10

Secondo l'art. 69 cpv. 1bis

LAI, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2020 ed applicabile in concreto

(cfr. anche la disposizione transitoria, art. 83 LPGA), la procedura di ricorso

in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni

AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402;

STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto l'esito della

vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--vanno poste a carico dell'Ufficio

AI ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria (cfr. consid.

1.4), da intendersi quale esonero da spese l’insorgente non essendo patrocinato

in causa.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione impugnata è modificata nel senso che RI 1 ha diritto ad una rendita

intera dal 1. aprile 2018.

2. Le spese, per fr. 500.--,

sono poste a carico dell’Ufficio AI, ciò che rende priva di oggetto la domanda

di esenzione dalle spese formulata da RI 1.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti