32.2020.64
Revisione della mezza rendita attribuita all'assicurato e riconosciuto un peggioramento transitorio e quindi una rendita intera per tempo limitato. Assicurato contesta decisione e fa valere un peggioramento. TCA conferma decisione contestata
11 gennaio 2021Italiano64 min
del 28 febbraio 2018 del dr. __________. Il perito aveva concluso che la situazione
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
32.2020.64
FC
Lugano
11 gennaio 2021
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 15 giugno 2020 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 18 maggio 2020 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto, in fatto
1.1. Con
decisione 29 gennaio 1998 l’Ufficio AI ha respinto una domanda di prestazioni
AI per adulti presentata nel marzo 1997 da RI 1, nato nel 1963, di professione
installatore di impianti sanitari, - affetto da sindrome lombo-vertebrale
cronica, sindrome cervico-vertebrale, sindrome del tunnel carpale e obesità
(doc. AI 11) -, ritenendo che il grado di invalidità riconoscibile al
richiedente non raggiungeva un grado rilevante (doc. AI 30). Impugnata
dall’assicurato, questa decisione è stata annullata con sentenza 16 novembre
1998 del TCA, il quale ha ritenuto la fattispecie non sufficientemente istruita
retrocedendo quindi gli atti all’amministrazione per effettuare ulteriori
chiarimenti (inc. 32.1998.31).
Esperiti
nuovi accertamenti, mediante decisione del 15 aprile 2004, l’Ufficio AI ha
riconosciuto all’assicurato una mezza rendita di invalidità per un grado di
invalidità del 54% a decorrere dal 1. agosto 1997 (doc. AI 112, 118).
1.2. Avviata
nel giugno 2006 una procedura di revisione, l’Ufficio AI, con decisione del 14
novembre 2007, ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera per il periodo
dal 1. luglio 2006 (tre mesi dopo il peggioramento) al 28 febbraio 2007 (tre mesi dopo l’attestata ripresa della capacità lavorativa al 50%) e
in seguito confermato la mezza prestazione (doc. AI 165). Questa decisione è
stata confermata dal TCA mediante pronuncia del 5 febbraio 2009 (STCA
32.2007.391).
Una
nuova procedura di revisione è stata avviata nel luglio 2010. Dopo una
procedura di riqualifica professionale l’assicurato è stato assunto a tempo pieno
come autista dalla __________ e di conseguenza, con decisione 11 marzo 2014,
l’Ufficio AI ha soppresso la rendita, stante la ripresa completa dell’abilità
lavorativa.
Nel
gennaio 2016 il medico curante dell’assicurato ha postulato la riapertura del
caso, segnalando un peggioramento delle condizioni di salute. Effettuati gli
accertamenti del caso, con decisione del 24 febbraio 2017, ammessa un’inabilità
completa in ogni attività completa dal 5 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016 e dal
1. febbraio 2016 del 50% nell’attività abituale di manutentore di apparecchi
informatici e di autista e dello 0% in attività adeguate, ammesso quindi un
peggioramento delle sue condizioni, conformemente all’art. 32 LAI, ha ripristinato
il diritto ad una rendita intera dal 1. novembre 2015 e a far tempo dal 1.
giugno 2016 (tre mesi dopo l’avvenuto miglioramento delle condizioni) alla
mezza rendita per un grado di invalidità del 54%.
1.3. Nel
settembre 2017 il curante dell’assicurato ha chiesto un riesame. Effettuati gli
accertamenti del caso, inclusa una perizia reumatologica, con decisione del 4
settembre 2018 l’amministrazione ha confermato il diritto ad una mezza rendita
di invalidità, considerato come il peggioramento intervenuto non era perdurato
per più di tre mesi, riservandosi tuttavia una nuova revisione successivamente
al secondo intervento alle ginocchia previsto per novembre 2018.
1.4. Nel
dicembre 2018 è quindi stata avviata una nuova revisione delle prestazioni. Effettuata
una perizia multidisciplinare a cura del __________, mediante progetto di
decisione del 8 gennaio 2020 e, quindi, decisione del 18 maggio 2020,
l’amministrazione, ammessa dal novembre 2018 un’inabilità completa nella sua
attività di autista e operaio in ogni attività, ma una ripresa di un’abilità
del 50% dal 22 febbraio 2019 in attività adeguate, ammesso quindi un
transitorio peggioramento (dal novembre 2018 al febbraio 2019), ha riconosciuto
il diritto ad una rendita intera dal 1. febbraio 2019, sostituita, a far tempo
dal 1. giugno 2019, ossia trascorsi tre mesi dall’oggettivato miglioramento
dello stato di salute, da una mezza rendita per un grado di invalidità del
58%.
1.5. Rappresentato
dall’avv. RA 1, l’assicurato ha interposto ricorso a questo Tribunale, contestando
le conclusioni dell’amministrazione e in particolare la valutazione
psichiatrica e chiedendo quindi il rinvio dell’incarto all’Ufficio AI per nuova
valutazione psichiatrica.
1.6. Con
risposta di causa del 25 giugno 2020 l’Ufficio AI chiede la reiezione del
ricorso e la conferma della decisione contestata, ritenendo corretta sia la
valutazione medico-teorica che la definizione del grado d’invalidità.
Il
ricorrente ha in seguito fatto pervenire un rapporto medico del 16 giugno 2020 del
servizio di ortopedia dell’Ospedale __________ di __________, sul quale si è
pronunciato l’Ufficio AI con scritto 21 luglio 2020.
considerato in
diritto
2.1. Oggetto
del contendere è sapere se successivamente al 1. giugno 2019 l’assicurato ha diritto
ad una mezza rendita di invalidità, come stabilito dall’amministrazione, o a
una prestazione maggiore.
2.2. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina
n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto
conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora
realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in
attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del
lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).
Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale)
inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono
però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003,
consid. 4.1).
2.3. Un
danno alla salute psichica può portare ad un’invalidità se esso è di gravità
tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua
capacità lavorativa sul mercato del lavoro (DTF 127 V 298 consid. 4c).
Al
riguardo l'Alta Corte ha sottolineato che:
" (…) Tra i
danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare
un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre
alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a
malattia.
Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e
dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le
limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando
prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile
dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque
stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno
alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro
gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello
di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di
stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla
salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno
un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi
se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in
pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino
insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e
sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine). (…)"
(STF I 166/03 del 30 giugno 2004, consid. 3.2)
In
particolare, secondo la giurisprudenza del TF, un disturbo somatoforme da
dolore persistente non è di regola atto, in quanto tale, a determinare una
limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare
un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A determinate condizioni tale
disturbo può causare un’incapacità lavorativa e spetta comunque allo
specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione riconosciuta
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente sull’esigibilità
della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.
Nella
DTF 130 V 352 (confermata in DTF 136 V 281 consid. 3.2.1 e 131 V 49 e nelle STF
9_C 830/2007 del 29 luglio 2008 e 9C_959/2009, 9C_995/2009 del 19 febbraio
2010), l’Alta Corte ha precisato che un’inesigibilità presuppone in ogni caso
la presenza manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole gravità,
intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri criteri. Tali
criteri sono (1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche
accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in
evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione sociale in
tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza
possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante simultaneamente
l’insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico
(profitto primario tratto dalla malattia; "primärer
Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti
ambulatoriali o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di
provvedimenti riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona
assicurata (DTF 130 V 354 consid. 2.2.3; STFA inedita 28 maggio 2004 in re B, I 702/03 consid. 5 e del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; Pratique VSI 2000 p. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der
Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der
Sozialversicherung, namentlich für den Einkommensvergleich in der
Invaliditätsbemessung, in: Schaffhauser/Schlauri [editori], Schmerz und
Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, p. 76 segg. e 80 segg.).
L’Alta
Corte, nella DTF 131 V 49, dopo avere confermato che l'esame dell'effetto
invalidante di un disturbo da dolore somatoforme richiede una verifica completa
della situazione sulla base dei criteri summenzionati, ha aggiunto che si
devono considerare anche gli elementi a sostegno della non sussistenza
dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione per l'invalidità. Pertanto, se le
limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento
osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori
intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure
mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco
credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella
vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v.
Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen
Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434,
con riferimento ad uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).
Questa
giurisprudenza è stata estesa anche al caso della fibromialgia (STFA I 873/05
del 19 maggio 2006) e, nella DTF 137 V 64, oltre ad estenderla anche
all’ipersonnia (sonnolenza diurna), patologia che rientra nel quadro dei
disturbi privi di sostrato organico oggettivabile non chiari dal profilo
patogenetico ed eziologico, l’Alta si è così espressa:
" (…)
4.2 Diese im Bereich der somatoformen
Schmerzstörungen entwickelten Grundsätze werden rechtsprechungsgemäss bei der
Würdigung des invalidisierenden Charakters von Fibromyalgien (BGE 132 V 65 E. 4
S. 70), dissoziativen Sensibilitäts- und Empfindungsstörungen (SVR 2007 IV Nr.
45 S. 150, I 9/07 E. 4 am Ende), Chronic Fatigue Syndrome (CFS; chronisches
Müdigkeitssyndrom) und Neurassthenie (Urteile 9C_662/2009 vom 17. August 2010
E. 2.3, 9C_98/2010 vom 28. April 2010 E. 2.2.2 und I 70/07 vom 14. April 2008
E. 5) sowie bei dissoziativen Bewegungsstörungen (Urteil 9C_903/2007 vom 30.
April 2008 E. 3.4) analog angewendet. Ferner entschied das Bundesgericht in BGE 136 V 279, dass sich ebenfalls sinngemäss nach der in E. 4.1 hievor dargelegten
Rechtsprechung beurteilt, ob eine spezifische un unfalladäquate HWS-Verletzung
(Schleudertrauma) ohne organisch nachweisbare Funktionsausfälle invalidisierend
wirkt. (…)" (DTF 137 V 64, consid. 4.2, pag. 68)
Va
qui evidenziato che il TF, nella STF 9C_492/2014 del 3 giugno 2015 pubblicata
in DTF 141 V 281, ha modificato la propria giurisprudenza relativa alle
affezioni psicosomatiche, compresi i disturbi somatoformi dolorosi (cfr.
comunicato stampa del 17 giugno 2015, in: www.bger.ch) stabilendo in sostanza
che la capacità di lavoro deve essere valutata nell’ambito di una procedura in
cui i fatti sono stabiliti in maniera strutturata, alla luce delle circostanze
del caso particolare e senza risultati predefiniti. L’Alta Corte ha in
particolare stabilito che la presunzione secondo cui questi disturbi possono
generalmente essere sormontati con uno sforzo di volontà ragionevolmente
esigibile è stata abbandonata.
In
una sentenza del 30 novembre 2017 pubblicata in DTF 143 V 409, il Tribunale
federale è giunto alla conclusione che la nuova procedura illustrata nella DTF
141 V 281 deve ora essere applicata all’esame di tutti i casi nei quali è
richiesta una rendita AI in presenza di disturbi psichici, in particolare anche
nell’eventualità di depressioni da lievi fino a medio-gravi (cfr.
comunicato stampa del 14 dicembre 2017, in: www.bger.ch). Alla luce di
questa nuova prassi, dunque, per tutte le malattie psichiche, comprese le
depressioni da lievi fino a medio-gravi, occorrerà applicare una procedura
probatoria fondata su indicatori. Ciò comporta, in particolare, la modifica
della precedente giurisprudenza del TF per la quale le depressioni da lievi
fino a medio-gravi erano ritenute invalidanti solo nel caso in cui fosse stata
dimostrata una “resistenza alle terapie”, ponendo ora quale questione decisiva,
per tutte le affezioni psichiche, quella di sapere se la persona interessata
riesca a presentare, sulla base di un metro di valutazione oggettivo, la prova
di un’inabilità lavorativa invalidante.
Infine,
val la pena ancora precisare che per la giurisprudenza affinché un esame medico
in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse
condizioni (cfr. DTF 127 V 294). L’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle
organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto
tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata. Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su
diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli
osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane
sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le
informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto
che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto
(STCA 32.1999.124 del 27 settembre 2001).
2.4. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una
modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà,
per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o
su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.
La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a
confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V
262, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in
caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento
determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi
senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).
Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che
la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi
è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.
L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente
dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione
illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato
o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente
dall’articolo 77 OAI.
Va
ancora rilevato che con sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in
DTF 141 V 9 e SVR 4/5 2015, IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha
stabilito che se i fatti determinanti per il diritto alla rendita
si sono modificati a tal punto da lasciar apparire una notevole modificazione
dello stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve
essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198
consid. 4b pag. 200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2;
9C_226/2013 del 4 settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova
valutazione dello stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla
spalla aggiuntivo al quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una
rendita (consid. 5 e 6).
In
una sentenza 9C_158/2012 del 5 aprile 2013 il Tribunale federale ha rammentato
che una riduzione o soppressione può essere adottata quando le circostanze di
fatto (di natura valetudinaria e/o economica) rilevanti per il diritto alla
rendita si sono modificate in maniera considerevole (cfr. DTF 130 V 343 consid.
3.5 pag. 349 con riferimenti). Secondo il principio dell’onere probatorio
materiale, la situazione giuridica precedente deve permanere se una modifica
rilevante della fattispecie non è dimostrabile con il grado di verosimiglianza
preponderante (sentenza 9C_158/2012 del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV n. 18 pag.
181, 9C_418/2010, consid. 3.1; cfr. anche sentenza 9C_32/2012 del 23 gennaio
2013, consid. 2).
2.5. Per
costante giurisprudenza (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine
di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di
ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal
medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 261 consid. 4; 115 V 134 consid. 2; 114 V 314 consid. 3c; 105 V 158 consid. 1). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123),
bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A proposito delle perizie
mediche esterne (art. 44 LPGA) eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2;
SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33
segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati,
di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi
che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31;
RAMI 1993 pag. 95).
Nella
DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter
emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i
SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).
Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).
Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).
Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
2.6. Secondo
la giurisprudenza, il punto di riferimento temporale per valutare se si è in
presenza di una modifica rilevante del grado di invalidità suscettibile di
incidere notevolmente sul diritto alla prestazione è costituito dall’ultima
decisione cresciuta in giudicato che si fonda su un esame materiale del diritto
alla rendita. Vanno quindi paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione (DTF 133 V 108, 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto
di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di
rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, pag. 379).
In
concreto, come meglio si illustrerà al consid. 2.7, con decisione 4 settembre
2018 l’amministrazione, pronunciandosi sulla richiesta di revisione delle prestazioni
presentata dall’assicurato (il quale, sulla base della precedente decisione del
24 febbraio 2017, era beneficiario di una mezza rendita d’invalidità), ha
confermato la mezza prestazione (per un grado di invalidità del 54%), ritenuto
come il peggioramento delle sue condizioni intervenuto nel marzo 2018 era
durato meno di tre mesi. Queste conclusioni sono stata tratte sulla base di
accertamenti medici e del relativo rapporto SMR (doc. AI pag. 1079).
Questo
Giudice è, quindi, ora chiamato a valutare se successivamente a tale decisione
del 4 settembre 2018, lo stato di salute del ricorrente sia peggiorato in misura
tale da giustificare la modifica delle prestazioni.
2.7. Dagli
atti di causa risulta che l’assicurato è stato beneficiario di una mezza
rendita d’invalidità da agosto 1997 (fatta eccezione per una rendita intera dal
1. luglio 2006 al 28 febbraio 2007) sino alla soppressione con decisione del 11
marzo 2014, e quindi nuovamente di una rendita intera dal novembre 2015
trasformata in mezza rendita dal giugno 2016. Le prestazioni erano da
ricondurre a inabilità causate da una sindrome cervicospondilogena cronica, una
lombalgia cronica con lisi istmica L5, una pangonartrosi bilaterale e un’instabilità
della caviglia (doc. AI pag. 1023). Nell’ambito della revisione avviata nel
settembre 2017, preso atto che il dr. __________ aveva confermato la presenza
di artrosi alla caviglia destra, e il dr. __________ riferito dell’avvenuta sinovialectomia
per il D2 per sinovialite crepitante e infine che il curante dr. __________
attestava una persistente inabilità lavorativa completa, è quindi stata
eseguita una perizia reumatologica. Nel referto del 28 febbraio 2018 il dr. __________
ha riferito di una situazione clinica sostanzialmente stabile rispetto alla
valutazione del dr. __________ del 2016 e ha concluso che fino all'intervento chirurgico
del 1. marzo 2018 lo stato di salute era invariato come da decisione precedente,
ritenuto che l’operazione al ginocchio avrebbe comportato un’inabilità di due
mesi con seguente recupero della capacità lavorativa (doc. AI pag. 1009). Il 1.
marzo 2018 l’assicurato è quindi stato sottoposto a intervento per impianto di
protesi totale al ginocchio sinistro con decorso regolare, ragione per cui il
dr. __________, chirurgo ortopedico, l’ha giudicato abile dal 4 giugno 2018,
preannunciando l’analogo intervento al ginocchio destro per il 6 novembre 2018
(doc. AI pag. 1036).
Di
conseguenza, con rapporto finale del 29 maggio 2018 il medico SMR dr. __________
aveva concluso che dal 1. febbraio 2016 l’assicurato
era inabile al 50% nell’attività abituale, ma abile in attività adeguate, dal 4
marzo 2018 (impianto protesi al ginocchio) inabile in ogni attività, con
ripresa di un’abilità del 50% nell’attività abituale e completa in attività
leggere adeguate (doc. AI pag. 1455). Di conseguenza con la decisione del 4
settembre 2018 l’amministrazione, ricordato come l’assicurato fosse al
beneficio di una mezza rendita di invalidità con grado del 54%, ha respinto la
domanda di aumento della rendita, concludendo che “sulla scorta della
documentazione presente agli atti, l'SMR oggettiva sì un peggioramento dello
stato di salute ma che tuttavia in virtù del art. 88a, cpv. 2, OAI, tale
peggioramento non è tenuto in considerazione poiché non è perdurato per più di
tre mesi”. Ammessi periodi di inabilità lavorativa nell’attività abituale del
50% dal 1. febbraio 2016, 100% dal 1. marzo 2018, 50% dal 4 giugno 2018 e in
attività adeguata dello 0% dal 1. febbraio 2016, 100% dal 1. marzo 2018, e 0%
dal 4 giugno 2018, ha quindi respinto l’aumento della rendita. Ha nondimeno
precisato che “in vista di un nuovo intervento chirurgico previsto nel mese
di novembre 2018, l'ufficio Al avvierà una revisione d'ufficio con l'intento di
rivalutare la situazione del signor RI 1” (doc. AI pag. 1079).
In
occasione della revisione avviata nel dicembre seguente, l’amministrazione,
valutate le certificazioni del dr. __________, del dr. __________ e della dr.ssa
__________ (psichiatra curante dal 23 marzo 2018), ha interpellato il medico
SMR che ha ritenuto imprescindibile l’effettuazione di una perizia
multidisciplinare eseguita dal __________ (doc. AI pag. 1153). Dal referto del 9
ottobre 2019 risulta che i periti hanno fatto capo a consultazioni
specialistiche di natura psichiatrica (dr. __________), reumatologica (dr. __________),
pneumologica (dr. __________), internistica (dr. __________) e neurologica (dr.
__________) e, sulla base delle risultanze dei singoli consulti e degli
accertamenti eseguiti presso il citato centro d’accertamento, hanno posto le seguenti
diagnosi:
"
(…)
B.1 Diagnosi rilevanti con ripercussioni sulla capacità
lavorativa:
Sindrome
cervicospondilogena cronica bilaterale in:
- alterazioni
degenerative plurisegmentali del rachide cervicale (oseocondrosi G3-C4, C5-06 e
C6-C7 con piccole ernie discali prevalentemente a ds., senza conflitti
radicolari (MRI- cervicale del 16.3.2019);
Sindrome lombospondilogena cronica con
possibile componente lomboradicolare irritativa L5 a ds., in
- alterazioni
degenerative plurisegmentali del rachide lombare (spondilartrosi L4-L5
accentuata a ds., discopatia L5-S1 con stenosi foraminale bilaterale a contatto
con la radice nervosa di L5, alla MRI lombare del 27.6.2019;
- spondilolistesi
di L5 su S1 di primo grado secondo Meyerding, su spondilolisi di L5.
Deficit funzionale delle ginocchia,
prevalentemente a ds., in:
- esiti da
impianto di protesi totale al ginocchio destro, il 6.11.2018;
- esiti da
impianto di protesi totale al ginocchio sinistro, il 2.3.2018.
Dolori cronici alle caviglie
bilaterali, di non chiara eziologia DD: incipiente artrosi tibioastragalica e
sottoastragalica, su/con:
- stato dopo
pseudoartrosi del processo posteriore talico postraumatico a sin., con
revisione e débridement, asportazione del frammento, il 27.7.1999;
- stato dopo
revisione e resezione della punta anterodistale del malleolo interno, da
ricostruzione del legamento deltoide e resezione dell'osso accessorio
navicolare, il 24.10.2001.
OSAS di severità media, non trattato.
Sindrome di compressione cronica dei
due nervi mediani nei canali carpe:
- attualmente più importante a ds.
dal punto di vista ENG;
- pregressa
decompressione del canale carpale sin, con apertura semplice del LAAC,
16.9.2014.
B.2 Diagnosi rilevanti senza
ripercussioni sulla capacità lavorativa
Ansia episodica parossistica
(ICD1O-F41.0).
Calo progressivo delle prestazioni
cognitive con fatica mentale.
Disturbi statici del rachide
(ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo, appiattimento della
colonna dorsale).
Decondizionamento e sbilancio
muscolare
Obesità (peso 107,3 kg/statura 170
cm).
Tabagismo 40-45 P/Y.
Diabete mellito di tipo 2 (sotto
trattamento farmacologico).
Dislipidemia (sotto trattamento).
Iperuricemia (dato anamnestico).
Ipoacusia.” (doc. AI pag. 1250)
Dopo
aver proceduto ad un’esaustiva valutazione particolare e globale, in sede di
discussione peritale, i periti hanno ritenuto invalidanti in primis la patologia
pneumologica (non trattata) e quelle al rachide e all'apparato locomotorio
(valutate sia dal reumatologo che dal neurologo). A loro avviso vi era inoltre “sia
un'instabilità emotiva, sia una difficoltà a frenare l'impulsività e gli agiti
aggressivi”. Esprimendosi quindi sulla capacità lavorativa, hanno concluso
che come autista di autobus l'assicurato presentava una capacità lavorativa
dello 0%, e questo da inizio luglio 2017 (inizio della prolungata inabilità), mentre
che in un’attività adeguata e rispettosa dei limiti funzionali descritti dal
reumatologo e dal neurologo e senza la necessità di condurre automezzi pubblici
o mezzi semoventi egli, eccezion fatta per i periodi di inabilità completa dal
2 marzo al 3 giugno 2018 e dal 6 novembre 2018 al 21 febbraio 2019 (a causa
degli interventi alle ginocchia), sempre dal luglio 2017, raggiungeva una
capacità lavorativa del 50% (4 ore). Hanno precisato che “la riduzione
della capacità lavorativa in attività adatte dal punto di vista pneumologico
permette di tener conto delle limitazioni descritte dal consulente in
neurologie” (doc. AI pag. 1252).
Riprese
le diagnosi invalidanti e le conclusioni della perizia __________, con rapporto
finale 5 novembre 2019 il SMR ha quindi riscontrato un peggioramento dal
novembre 2018, ammettendo periodi di inabilità lavorativa nell’attività
abituale del 50% dal 1. febbraio 2016, 100% dal marzo 2018, 50% dal giugno 2018
e del 100% dal 6 novembre 2018 e in attività adeguata dello 0% dal 1. febbraio 2016,
100% dal 2 marzo 2018 al 3 giugno 2018, 0% dal 4 giugno al 5 novembre 2018,
100% dal 6 novembre 2018 al 21 febbraio 2019 e del 50% dal 22 febbraio 2019 (doc.
AI pag. 1377; cfr. in esteso al consid. 2.9).
Di
conseguenza, interpellato il consulente professionale (doc. AI pag. 1383), con
il progetto di decisione dell’8 gennaio 2020 l’amministrazione ha proposto un
aumento temporaneo della mezza rendita a intera dal 1. febbraio 2019 sino al 1.
giugno 2019, momento dal quale l’assicurato aveva nuovamente diritto alla mezza
rendita d’invalidità (grado di invalidità del 58%; doc. AI 1389).
In
sede di osservazioni l’assicurato, tramite il suo patrocinatore, ha prodotto
uno scritto del 7 febbraio 2020 della psichiatra curante dr.ssa __________, la quale
ha concluso per un’inabilità lavorativa dell’80%. La valutazione era corredata
da un rapporto 6 febbraio 2020 della psicologa che riferiva dei test effettuati
e una relazione della psicoterapeuta __________ (doc. AI pag. 1407segg). In
tale valutazione la psichiatra curante ha posto quali diagnosi invalidanti
quelle di “condizione depressiva di grado medio-grave F 32.1, sofferenza di
personalità (impulsività e aspetti narcisistici, correlati a temi traumatici di
vita), ansia generalizzata” e ha esposto, tra l’altro, quanto segue:
"
(…) Per la diagnosi Psicologica, vi prego di fare riferimento al
rapporto qui allegato, allestito dalla Psicoterapeuta __________ che segue
individualmente il paziente, in psicoterapia, dal febbraio 2018.
Qui riassumo brevemente: “la
Psicoterapeuta dott.ssa __________ esprime chiaramente una condizione di ritiro
sociale persistente e di un appiattimento emotivo dell'Assicurato. Fa
riferimento inoltre a sintomi di ansia generalizzata, preoccupazioni anticipatorie,
malessere fisico costante (osservato anche in seduta), umore depresso, bassa
tolleranza alle frustrazioni che portano I' Assicurato anche ad aggredire
verbalmente e nelle interazioni relazionali le persone che lo circondano. Vi è
una condizione di inadeguatezza e di scarso valore di Sé”.
Attuale terapia in corso
• Psicoterapia
individuale settimanale
• Colloqui mensili di Terapia di
coppia
• Terapia
farmacologica (assunta con regolarità): duloxetina 60 mg die.
Rilievi dei tests psicologici
effettuati BDI E STAI-X effettuati nel corso di 60' di colloquio con I'
Assicurato
BDI (Beck depressione inventory).
La somministrazione del BDI ha
documentato un punteggio che si colloca nella fascia indicante la presenza
di vissuti depressivi di grave entità (punteggio nel range tra 30-63).
Dalle risposte fornite dall'
Assicurato, si segnalano quali presenti significativi vissuti di: calo
d'efficienza lavorativa ("non riesco a lavorare per niente"),
preoccupazioni somatiche ("sono completamente preso dalle preoccupazioni
sulla mia salute e da quello che sento") e calo della libido ("ho
perso completamente interesse per il sesso").
Presenza moderata di vissuti di:
pessimismo ("ho la sensazione che non uscirò mai dalle mie
difficoltà"), senso di fallimento ("se ripenso alla mia vita riesco a
vedere solo una serie di fallimenti"), aspettativa di punizione ("ho
la sensazione che sto subendo una punizione o che sari') punito"),
autoaccusa ("mi accuso per le mie colpe"), indecisione ("ho
grandi difficoltà quando devo prendere decisioni"), disturbi del sonno
("mi sveglio una o due ore prima del solito e mi riesce difficile
addormentarmi"), affaticabilità ("mi stanco quasi sempre, qualsiasi
cosa faccia").
STAI-X (STATE TRAIT ANXIETY
INVENTORY)
La somministrazione della Forma X
dello STAI ha evidenziato la presenza di punteggi significativamente al di
sopra del range di norma per quanto concerne le componenti stabili del vissuto
d'ansia (Ansia di Tratto —60 Punti), che si estrinsecano nella tendenza a
percepire situazioni stressanti come pericolose e minacciose e a rispondere alle
varie situazioni con diverse intensità nelle reazioni. Altrettanto elevato
il punteggio emerso all'indagine della propensione a vivere stati d'ansia in
specifici contesti (Ansia di Stato — 52 Punti) che risulta
significativamente al di sopra della media della popolazione maschile.
Riflessioni sulla perizia del dr.
Med. __________
Il Perito dottor __________ (nella sua
perizia, al punto 4.3 Reperti dell'esame psichiatrico)
segnata da una condizione di calo
della concentrazione e aumento e della fatica mentale che si palesano verso la
dine della visita, ed è effettivamente ciò che osserviamo anche noi nel corso
delle sedute. Tuttavia il perito non considera rilevante tale rilievo e non
approfondisce ulteriormente tale osservazione, per esempio con tests ulteriori.
Il dottor __________ rileva una
condizione di ansietà incrementata, tuttavia poi non la considera rilevante
affatto inficiante ai fini della abilità lavorativa, senza spiegarne i motivi.
Crediamo che una valutazione peritale,
per un Assicurato così difeso strutturalmente e traumatizzato, possa
preferibilmente essere integrata con tests psicologici di approfondimento, che
mettano maggiormente in rilievo le difficoltà più profonde e i traumi che
Assicurato (proprio per la nature profonde degli stessi e per la struttura di
personalità del paziente) nasconde strenuamente nella relazione con chi in quel
momento lo sta valutando e giudicando (considerare anche gli aspetti
narcisistici di personalità, che lo portano a mostrare la parte di sé più
funzionante).
Il dr. __________ scrive che non si
rilevano deficit del contenimento degli impulsi, tuttavia non approfondisce la
presenza di tale aspetto al di fuori della seduta e nelle interazioni dell'assicurato.
Il Perito scrive che traspare un certo
nervosismo legato allo stato di salute e in modo particolare alla presenza dei
dolori continui a carico dell'apparato locomotore: siamo assolutamente
d'accordo con lui per tale rilievo.
Tuttavia, il perito non dà
sufficientemente credito a questo rilievo, non lo valorizza adeguatamente, in particolare
rispetto alle interferenze che tale dolore continuo e nervosismo possa avere
sulla qualità della vite dell'assicurato e sulla possibilità di una effettiva
ripresa lavorativa, soprattutto di tenuta.
Nel punto 7.4 della perizia, il dr. __________
descrive una bassa soglia di tolleranza allo stress e del rendimento e delle
prestazioni cognitive nell'arco della giornata: siamo assolutamente d'accordo
con il Perito, il quale tuttavia poi sostiene che il paziente possa lavorare 8
ore giornaliere e questo appare piuttosto contraddittorio.
Il dr. __________ scrive che i
trattamenti psicologici in corso hanno migliorato Io stato psichico dell'A.:
riteniamo che solo in parte questa constatazione sia corretta, dato che tale
miglioramento non appare persistente e purtroppo, come si evince dal rapporto
della Psicoterapeuta __________, sono presenti a tutt'ora rilevanti sintomi
psicopatologici e un malessere e un ritiro purtroppo di grado rilevante,
nonostante gli sforzi terapeutici messi in campo.
Inoltre, nel punto 3.2.7 della perizia
si scrive che Cymbalta è assunto a 30 mg la sera, invece fin dal marzo 2019 è
prescritto e assunto con regolarità a 60 mg al giorno, purtroppo al momento
senza grandi risultati sullo stato dell'umore e del dolore.
Conclusioni e proposte
In base ai rilievi clinici,
psicoterapeutici e testistici effettuati, concludo che l'Assicurato non è in
grado attualmente di svolgere una attività lavorativa, per le persistenti
condizioni depressive, ansiose, discontrollate episodicamente e di ritiro
personale in cui a tuttora versa.
Si considera pertanto inabile al
lavoro, dal solo punto di vista psichiatrico, in misura Rilevante, al 80%.”
(doc. AI pag. 1406)
Dette
certificazioni sono state trasmesse al __________, il quale ha preso posizione
in proposito con scritto 2 marzo 2020, confermando le conclusioni peritali nel
senso che “i documenti inviatici non apportano elementi tali da modificare
la valutazione espressa nella nostra perizia del 9.10.2019 (abile allo 0% come
autista di bus e abile al 50% in attività adatte)” (doc. AI 153 e 158; cfr.
in esteso al consid. 2.10).
Di
conseguenza, mediante la decisione contestata del 18 maggio 2020, l’Ufficio AI
ha concluso quanto segue:
" (…)
Aumento temporaneo della rendita
d'invalidità
Egregio Avv. RA 1,
Abbiamo riesaminato il diritto
all'ottenimento di una rendita d'invalidità per il Signor RI 1. Le disposizioni
legali che le competono si trovano in allegato.
La nostra decisione si basa su questi
presupposti.
Decidiamo pertanto:
Dal 01.02.2019, ossia, tre mesi dal
peggioramento dello stato di salute (art.88 cpv.2 0AI) il. Signor RI 1 ha
diritto ad una rendita intera con grado Al del 100%.
A far tempo dal 01.06.2019, ovvero,
trascorsi 3 mesi dal l'oggettivato miglioramento dello stato di salute secondo
l’art. 88a cpv. 1 OAI, l’assicurato ha diritto ad una ½ rendita ma con grado AI
del 58%.
Esito degli accertamenti:
Attualmente il Signor RI 1 è al
beneficio di una mezza rendita d'invalidità, con grado Al del 54%.
Nel mese di novembre 2018 abbiamo
avviato su vostra richiesta la revisione della suindicata prestazione.
Esaminati gli atti acquisiti in sede
di revisione, segnatamente sotto il profilo medico-teorico, con particolare
riferimento alla perizia pluridisciplinare alla quale il Signor RI 1 è stato
sottoposto presso il __________, dopo attenta valutazione, il nostro Servizio
Medico Regionale (SMR) ha riconosciuto che il danno alla salute è peggiorato,
comportando le seguenti inabilità lavorative:
Attività abituale quale
operaio/autista di bus
100% dal 06.11.2018 e continua
Attività adeguate
100% dal 06.11.2018 al 21.02.2019
50% dal 22.02.2019 e continua
A far tempo dal mese febbraio 2019 il
Signor RI 1 risulta essere abile nella misura del 50% in attività adeguate al
suo stato di salute, per contra, l'abituale attività non è più esigibile.
Di seguito viene illustrato il metodo
utilizzato per calcolare il grado d'invalidità, i redditi utilizzati sono gli
ultimi dati salariali forniti dall'Ufficio federale di statistica (Tabelle RSS
TA1).
Reddito da valido:
Senza il danno alla salute,
nell'attività abituale svolta nella misura del 100%, l'assicurato avrebbe
potuto percepire un reddito annuo lordo per l'anno 2018 pari a CHF 63'910.00
(fonte: richiesta al datore di lavoro __________
Reddito da invalido:
Dal 22.02.2019 e continua
Dal profilo salariale, la
giurisprudenza imposta dall'Alta Corte federale indica che sono esclusivamente
applicabili, in difetto d'indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti alla tabella di riferimento TAI dell'inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (STFA 12 ottobre 2006 nella causa S., 1,1 75/03, e del 5
settembre 2006 nella causa p,, l 222/04).
Sempre in base alla giurisprudenza
federale, tali redditi possono ancora essere diminuiti nella misura massima del
25%, e ciò al fine di considerare quei fattori che nel caso di specie sono
suscettibili di influenzare il reddito che l'assicurato potrebbe percepire,
quali ad esempio le limitazioni addebitabili al danno alla salute, l'età, la
nazionalità, il grado di occupazioni (cfr. DTF 126 V 75).
Malgrado il danno alla salute e con
una capacità lavorativa del 50% in attività adeguate, l'assicurato avrebbe
potuto conseguire CHF 26'958.00 (tabella RSS elaborata dall’Ufficio federale di
statistica; attività semplici e ripetitive valore mediano) inclusa una
riduzione complessiva del 20% dovuta alla necessità di svolgere unicamente
attività leggere e per altri fattori di riduzione.
II calcolo utilizzato è mostrato qui
di seguito.
Confronto dei redditi:
senza invalidità CHF 63'910.00
con invalidità CHF
26'958.00
Perdita di guadagno CHF 36'952.00 = grado
d'invalidità del 58%
Nonostante il peggioramento dello
stato di salute, dal nuovo calcolo del guadagno residuo si evince un grado Al
del 58%, tale grado dà pertanto diritto alla medesima rendita finora versata.
La consulente del nostro Servizio
d'integrazione Professionale (SIP) non ritiene opportuno mettere in atto
provvedimenti d'ordine professionale.
Osservazioni al progetto di decisione
del 08.01.2020:
In data 11.02.2020 abbiamo ricevuto le
vostre osservazioni avverso il suindicato progetto di decisione, alle stesse è
stata allegata documentazione medica redatta dai seguenti medici:
Dr.ssa __________;
Dr.ssa __________;
Dr.ssa __________.
Abbiamo successivamente inviato la
suindicata documentazione al vaglio del Servizio Medico Regionale (SMR), a sua
volta, il SMR ha inviato tutto al medico perito del __________.
Dopo attenta valutazione, il SMR ha
ritenuto che quanto giunto in fase di audizione non apporta ulteriori elementi
oggettivi sufficienti da permetterci di modificare quanto valutato in sede di
valutazione pluridisciplinare alla quale l'Assicurato è stato sottoposto.
Il Signor RI 1 risulta quindi essere
medicalmente abile al 50% in attività adeguate al suo stato di salute.
Visto quanto sopra esposto si conferma
in toto quanto descritto nel suddetto progetto di decisione.
Reintegrazione
Attualmente non sono previsti
provvedimenti di reintegrazione.
Una nuova verifica della situazione
medica, personale e lavorativa non escluderà, se sarà indicate, l'adozione di
provvedimenti reintegrativi con Io scopo di migliorare la capacità al guadagno.
La rendita versata finora sarà ridotta a una 1/2 rendita (grado d'invalidità
del 50%) a partire dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione.
La riduzione della prestazione decorre
dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione (art.
88bis cpv. 2, lett. a dell'Ordinanza sull'Assicurazione Invalidità (OAI)).” (doc.
AI 160)
Il
ricorrente insorge in questa sede ritenendo che la sua situazione valetudinaria
non sia stata adeguatamente valutata, segnatamente dal punto di vista
psichiatrico. In corso di procedura ha prodotto un rapporto medico del 16
giugno 2020 del servizio di ortopedia dell’Ospedale __________ di __________ (doc.
VI/1; cfr. in esteso al consid. 2.10).
2.8. Premesso
quanto sopra, come anticipato (cfr. consid. 2.6), va rilevato che al fine di
accertare se vi sia stato un valido motivo di revisione, corrispondente nel
caso in esame ad un peggioramento duraturo della situazione valetudinaria,
occorre paragonare i fatti al momento del provvedimento del 4
settembre 2018 con quelli all’epoca della decisione contestata (cfr. doc. AI pag.
845 e pag. 1425).
Ora,
nell’ambito della revisione avviata nel dicembre 2018, l’amministrazione, sulla
base delle conclusioni della perizia __________ e dei rapporti del SMR, ha accertato sì un peggioramento delle condizioni dell’assicurato rispetto
alla precedente decisione di concessione della rendita, riconoscendo quindi un
aumento della mezza rendita a intera dal 1. febbraio 2019 (tre mesi dopo il
peggioramento delle condizioni intervenuto nel novembre 2018, con inabilità
lavorativa completa in ogni attività) sino al 1. giugno 2019 (vale a dire tre
mesi dopo l’avvenuto nuovo miglioramento delle condizioni da situare al
febbraio 2019, con ripresa della capacità lavorativa del 50% in attività
adeguate) e, quindi, la conferma della mezza prestazione dal 1. giugno 2019.
Per
Fatti
i motivi che seguono questa conclusione va condivisa.
2.9. È bene ricordare che nell’ambito dell’evasione della revisione
avviata nel settembre 2017 su richiesta dell’assicurato, che era titolare di
una mezza rendita dal giugno 2016 (dal novembre 2015 al maggio 2016 rendita
intera) – per un’inabilità da ricondurre ad una sindrome cervicospondilogena
cronica, una lombalgia cronica con lisi istmica L5, una pangonartrosi
bilaterale e un’instabilità della caviglia (doc. AI pag. 1023) –
l’amministrazione si era basata sulle conclusioni della perizia reumatologica
del 28 febbraio 2018 del dr. __________. Il perito aveva concluso che la situazione
clinica era sostanzialmente stabile rispetto alla valutazione dr. __________ del
2016, riservato il periodo di inabilità lavorativa di due mesi che avrebbe comportato
il previsto intervento al ginocchio (poi eseguito ad un ginocchio il 1. marzo
2018 e all’altro il 6 novembre 2018), dopo il quale era da prevedere il recupero
di una capacità lavorativa anche come autista del 50% ed una capacità piena in
attività adatta. Di conseguenza, con rapporto finale del 29 maggio 2018 il
medico SMR dr. __________, aveva posto le diagnosi con influsso invalidante di
“ Gonartrosi bilaterale, Prevista posa protesi
ginocchio sinistro per 3.2018, Artralgia caviglia sinistra e Stato dopo
pseudartrosi processo posteriore posttraumatico, asportazione frammento
27.7.1999, Stato dopo revisione 24.10.2001, Sperone calcaneare a destra,
Sindrome cervico-spondilogena cronica, Sindrome lombovertebrale cronica” oltre a quelle, senza influsso sulla capacità lavorativa,
di “diabete mellito tipo 2, Sindrome delle apnee del sonno, dr. __________”.
Con riferimento alla capacità lavorativa aveva concluso che dal 1. febbraio
2016 l’assicurato era inabile al 50% nell’attività abituale, ma abile in
attività adeguate, dal 1. marzo 2018 (impianto protesi al ginocchio) inabile totalmente
in ogni attività, con ripresa di un’abilità del 50% nell’attività abituale e
completa in attività leggere adeguate del 4 giugno 2018 (doc. AI pag. 1455). Di
conseguenza con la decisione del 4 settembre 2018 l’amministrazione ha
confermato la mezza rendita di invalidità, ritenuto che il peggioramento dello
stato di salute non poteva dare diritto ad un aumento delle prestazioni poiché
comportante un’inabilità lavorativa completa in attività adeguate per un
periodo inferiore ai tre mesi (doc. AI pag. 1079; cfr. consid. 2.7).
Avviata
una nuova revisione nel dicembre 2018, in considerazione dell’avvenuto
intervento chirurgico il 6 novembre 2018, l’Ufficio AI, valutati i certificati
dei curanti, ha fatto esperire una perizia multidisciplinare dal __________, il
quale, nel referto del 9 ottobre 2019, sulla base di consultazioni
specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. __________), reumatologica
(dr. __________), pneumologica (dr. __________), internistica (dr. __________)
e neurologica (dr. __________), ha posto le diagnosi invalidanti menzionate per
esteso al consid. 2.7 e ha concluso che a dipendenza della patologia
pneumologica e quelle del rachide e dell’apparato locomotorio, come autista di
autobus l'assicurato presentava una capacità lavorativa dello 0%, da inizio
luglio 2017 (inizio della prolungata inabilità), mentre che in un’attività
adeguata e rispettosa dei limiti funzionali descritti dal reumatologo e dal
neurologo e senza la necessità di condurre automezzi pubblici o mezzi semoventi
egli, eccezion fatta per i periodi di inabilità completa dal 2 marzo al 3
giugno 2018 e dal 6 novembre 2018 al 21 febbraio 2019 (interventi alle
ginocchia), sempre dal luglio 2017, raggiungeva una capacità lavorativa del
50% (4 ore) (doc. AI pag. 1252).
Ora,
richiamata la giurisprudenza in materia di valore probatorio di rapporti medici
di cui al considerando precedente, questo Tribunale non intravede ragioni che
gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del __________,
i quali hanno compiutamente valutato, sino al momento della resa della
decisione contestata – per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini
dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati
fino al momento della resa della decisione contestata (DTF 132 V 215
consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti) – le differenti affezioni di cui
l’assicurato è portatore, giungendo ad una conclusione logica e priva di
contraddizioni che stabilisce l’intervento di un peggioramento dal luglio 2017,
con un’inabilità lavorativa completa nell’attività abituale, in luogo della
precedente del 50% e in attività adeguate con un’inabilità del 50%, fatto salvo
il periodo dal novembre 2018 al febbraio 2019, nel quale, a dipendenza degli
interventi subiti alle ginocchia, l’abilità era nulla in ogni attività.
Dal
febbraio 2019, vale a dire al termine del periodo di ripresa dopo l’intervento
alle ginocchia, il ricorrente andava ritenuto nuovamente abile nella misura del
50% in attività adeguate, vale a dire rispettose delle limitazioni funzionali
esposte. Rispetto alla situazione all’epoca della precedente decisione del 4
settembre 2018 la situazione era quindi da considerare peggiorata. Tale
conclusione, confermata dal SMR nel rapporto finale del 5 novembre 2019 (doc.
AI pag. 1373), va condivisa.
In
effetti, per quanto riguarda l’aspetto neurologico, l’assicurato è stato
valutato dal dr. __________, il quale, dopo aver descritto l'anamnesi e lo
stato neurologico, ha escluso deficit sensitivo-motori oggettivabili a livello
lombare, come peraltro già concluso dal dr. __________. Dopo aver riferito
delle lamentale dell’assicurato, con disturbi parestetici alle mani, persistenza
di un leggero rallentamento soprattutto motorio, rallentamento sensitivo a destra,
sintomatologia piuttosto a sinistra, con parestesie piuttosto nel V dito della
mano sinistra, ha rilevato che comunque la conduzione sensitivo-motoria del nervo
ulnare sinistro era perfettamente normale, in particolare nel solco cubitale.
Una sofferenza radicolare C8 non era evidente, e non vi erano deficit motori,
né deficit sensitivi maggiori ai membri superiori. Globalmente, tenendo in
considerazione le brachialgie parestestiche, le lombalgie croniche e
cervicalgie ha quindi concluso per un'incapacità lavorativa del 50%, 4 ore al
giorno ogni giorno con rendimento totale o un lavoro di 8 ore con rendimento
ridotto. In un'attività leggera, senza dover sollevare pesi superiori ai 5 kg
senza la necessità di abbassarsi, alzarsi in continuazione, restando perlopiù e
alzandosi al bisogno (ma non stando in continuazione seduto o in posizione
eretta) l'assicurato raggiungeva tuttavia una capacità lavorativa del 75%
tenendo conto in particolare delle lombalgie. Da evitare erano lavori
ripetitivi e intensi con le braccia, con l’utilizzo in continuazione di strumenti
vibranti. Da tali approfondite conclusioni non vi è motivo di scostarsi, né del
resto il ricorrente fa valere argomentazioni che possano metterle in
discussione.
Per
quanto riguarda il piano pneumologico, l’assicurato è stato valutato dal
dr. __________, il quale, poste le diagnosi di OSAS di severità media, non
trattata, tabagismo e obesità, ha riferito che l’assicurato presentava un OSAS
da anni non trattata. Ha pure rilevato che il disturbo dell'architettura del
sonno non era purtroppo stato trattato e giustificherebbe un nuovo tentativo
terapeutico. L’assicurato necessiterebbe attualmente di un trattamento
ventilatorio notturno e, parallelamente, di un ulteriore tentativo di perdita
ponderale e di svezzamento dal tabagismo. ln qualità di autista di autobus, non
erano esigibili ore di presenza lavorativa sul mezzo senza un'adeguata terapia
ventilatoria notturna per OSAS, considerato anche come l’assicurato dichiarasse
una certa ipersonnia alla guida. Ha quindi concluso per una capacità lavorativa
come autista nulla, la quale potrebbe aumentare in caso di un trattamento
ventilatorio notturno. L’assicurato poteva tuttavia svolgere un'attività non
implicante la guida di mezzi pubblici o la conduzione di mezzi semoventi in
assenza di una terapia ventilatoria notturna, al 50%.
Anche
da questa valutazione questo giudice non può scostarsi ritenuto anche che non è
contestata dall’assicurato.
Dal
punto di vista internistico, l’assicurato non presentava alcuna
incapacità lavorativa, dopo valutazione del dr. __________, il quale aveva
precisato che l’assicurato era comunque seguito dal medico curante a causa di
un diabete mellito e dislipidemia (in trattamento farmacologico).
D’altra
parte l’assicurato è stato valutato, per quanto riguardava le problematiche reumatologiche,
dal dr. __________, il quale, esposte le diagnosi menzionate sopra, ha
in sostanza sottolineato dal punto di vista terapeutico la necessità di un calo
ponderale onde ridurre il carico sulle articolazioni delle estremità inferiori
strutturalmente alterate, rispettivamente sul passaggio lombosacrale.
Parallelamente ha consigliato un programma di ricondizionamento e riequilibrio
della muscolatura tramite ginnastica attiva rivolta all'aumento della massa
muscolare, lomboaddominale e alle estremità, aumentando così la resistenza agli
sforzi fisici. Andava inoltre rivisto il trattamento farmacologico analgesico. Per
quanto riguardava i limiti funzionali e di carico, il perito li ha elencati
come segue:
" Giudico
come lavoro adatto allo stato di salute attuale un'attività che tiene
pienamente conto de/limiti funzionali e di carico seguenti: l'assicurato può
molto spesso sollevare e portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi,
talvolta tra 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi, mai pesi oltrepassanti i 10
kg fino all'altezza dei fianchi; l'assicurato può talvolta sollevare pesi fino
a 5 kg sopra l'altezza del petto, mai pesi oltrepassanti i 5 kg sopra l'altezza
del petto. L'assicurato può talvolta maneggiare attrezzi di precisione, molto
spesso maneggiare attrezzi molto leggeri, molto spesso maneggiare attrezzi
leggeri, talvolta maneggiare attrezzi di media entità, mai attrezzi pesanti. La
rotazione manuale normale. L'assicurato può di rado effettuare favori al di
sopra della testa, di rado effettuare la rotazione del tronco, può talvolta
assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti, di rado la posizione in
piedi ed inclinata in avanti, può mai assumere la posizione inginocchiata, può
talvolta effettuare la flessione delle ginocchia, mai assumere la posizione
accovacciata. L'assicurato può assumere spesso la posizione seduta di lunga
durata, talvolta la posizione in piedi di lunga durata, dovendo tuttavia avere la
possibilità di alternare le posizioni corporee al bisogno. L'assicurato può molto
spesso camminare fino a 50 metri, molto spesso oltre 50 metri, di rado
camminare per lunghi tragitti, come pure di rado camminare su terreno
accidentato, può di rado salire le scale, mai salire su scale a pioli.”
Per
quanto riguardava la capacità lavorativa, secondo il perito l’assicurato in
un'attività adatta, rispettosa dei limiti appena descritti, era abile al lavoro
completamente dal 4 giugno 2018 fino al 5 novembre 2018 e dal 22 febbraio 2019.
Come autista dal 22 febbraio 2019 poteva lavorare 4 ore al giorno, ma con una
diminuzione del rendimento del 60% a partire dal 22 febbraio 2019.
Precedentemente al 2 marzo 2018 (intervento d'impianto di protesi totale al
ginocchio sinistro) erano validi i limiti funzionali descritti dal dr. __________
nella perizia del 28 febbraio 2018. A causa degli interventi chirurgici
ortopedici alle ginocchia (necessitanti convalescenze e riabilitazioni) dal 2
marzo 2018 fino al 3 giugno 2018 e dal 6 novembre 2018 fino al 21 febbraio 2019
l'assicurato era totalmente inabile lavoro per qualsiasi attività. Anche da tale
valutazione questo giudice non ritiene di doversi scostare, l’assicurato non
avendo peraltro addotto alcuna motivazione.
Infine,
per quanto riguarda la sfera psichiatrica, l’assicurato
è
stato valutato dal dr. __________, il quale come diagnosi (senza influenza
sulla capacità lavorativa) ha posto quella di ansia episodica parossistica
ICD-10 F41.0 e calo progressivo delle prestazioni cognitive con fatica mentale.
Il consulente nella sua valutazione ha fatto notare che nello sviluppo
psicologico avevano influito negativamente sia la perdita della fiducia nei
confronti dell'autorità genitoriale, sia la difficoltà nella gestione della
rabbia vissuta come esito nell'insoddisfazione relazionale di appartenenza con
le figure di riferimento primarie. Il comportamento dell’assicurato era quindi
sempre stato all'insegna dell'instabilità, emotiva e di uno stile di vita fuori
dai limiti con difficoltà a frenare la sua impulsività, con agiti aggressivi e
eccessi alcolici che lo avevano portato ad essere più volte arrestato e al
ritiro della licenza di condurre. Era stato tuttavia positivamente influenzato
dal secondo matrimonio. Successivamente i medici curanti hanno consigliato una
psicoterapia che l’assicurato stava quindi seguendo allo scopo di migliorare il
suo rapporto con il passato, in modo da integrarlo nello stile di vita e
permettergli di relazionarsi in maniera più soddisfacente con sé stesso e con
gli altri. I provvedimenti terapeutici messi in atto hanno portato a
significativi miglioramenti dello stato di salute dal lato psichico e gli hanno
consentito di recuperare la capacità d'investimento sulla realtà esterna. Rimaneva
una bassa soglia di tolleranza allo stress e di calo del rendimento e delle
prestazioni cognitive nell'arco della giornata. Tutto ben considerato in ogni
modo l’assicurato era da considerare, dal punto di vista psichico, abile al
lavoro al 100%.
A
tale valutazione, tratta sulla base di un approfondito esame clinico, che non
ha tralasciato alcun elemento di rilievo, si deve aderire senza riserve. Il dr.
__________, infatti, chiamato a stabilire la capacità lavorativa del
ricorrente, dopo averlo visitato, eseguiti gli esami più appropriati e studiata
la documentazione agli atti, ha descritto nei particolari l’anamnesi e l’esame
psichico ed ha risposto alle questioni poste dall’AI, che tengono conto degli
indicatori standard posti dal Tribunale federale nella sentenza 9C_492/2014 del
3 giugno 2015, pubblicata in DTF 141 V 281 ed estesa con la DTF 143 V 409 a
tutte le malattie psichiche (cfr. al consid. 2.3 e 2.5).
Considerandi
Alla
luce di tali dettagliati consulti specialistici, il __________ ha, come
anticipato, concluso per un’inabilità lavorativa completa quale autista di
autobus, mentre che in un’attività adeguata e rispettosa dei limiti funzionali
descritti dal reumatologo e dal neurologo e senza la necessità di condurre
automezzi, l’assicurato raggiungeva una capacità lavorativa del 50%, eccezion
fatta per i periodi successivi agli interventi alle ginocchia nei quali era da
considerare totalmente inabile.
2.10
A
tali conclusioni, che peraltro sono state confermate anche dal medico SMR (doc.
AI pag. 1373), si deve aderire, ritenuto che, come verrà illustrato nel
prosieguo, le stesse non sono state smentite da altra documentazione
medico-specialistica attestante nuove affezioni o una diversa valenza delle
patologie diagnosticate o, ancora, un peggioramento successivo alla perizia e
entro la data della decisione contestata, ribadito nuovamente che per la giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino
alla resa del provvedimento contestato (DTF 132 V 220 consid. 3.1.1).
Dalle
ben motivate conclusioni della perizia __________ non è in effetti possibile
scostarsi sulla base della documentazione prodotta dal ricorrente. Innanzitutto
con lo scritto 18 marzo 2020, che ha riferito del controllo eseguito il 18
marzo 2020, il dr. __________ ha valutato come stazionaria la situazione successiva
agli interventi di protesi alle ginocchia e invariata rispetto alle precedenti
visite (doc. AI pag. 1429).
Nemmeno
la certificazione resa dai sanitari del reparto di ortopedia dell’Ospedale __________
di __________ il 16 giugno 2020, prodotta in questa sede, permette di
concludere diversamente. In tale certificazione i sanitari, ai quali il
ricorrente era stato inviato per una valutazione specialistica dei dolori
cronici al gomito di sinistra, si sono espressi come segue:
" (…)
Esame obiettivo
Gomito sinistro: normoconformato,
articolarità possibile sia attivamente che passivamente con lieve deficit di
estensione e supinazione. Lieve dolenzia digito-pressoria a livello della
troclea omerale, leggera dolorabilità a livello dell'epicondilo omerale.
Lievissima instabilità allo stress in varo e valgo a 30°. Non valutabile
l'instabilità rotatoria alla manovra del pivot shift. Lieve dolorabilità a
livello dell'epicondilo durante le manovre di supinazione forzata.
Esami radiologici
Risonanza magnetica gomito sinistro
del 26.02.2020:
si osserva rottura parziale del fascio
anteriore del legamento collaterale ulnare, distrazione all'inserzione omerale
del legamento collaterale e radiale. Parziale disinserzione del tendine comune
degli estensori.
Valutazione e procedere
Si discute con il paziente la natura
complessa dei suoi dolori a livello del gomito. Probabilmente la maggior parte
dei dolori sono da imputare ad un’epicondilite. Si informa il paziente che in
caso si voglia intervenire chirurgicamente a livello del gomito bisognerebbe eseguire
una artroscopia diagnostica per valutare lo stato dell'articolazione, la sua
stabilità ed eseguire poi una cura di epicondilite per via aperta. Data pero la
paucisintomaticità attuale si consiglia un atteggiamento conservativo al
problema. Non prevediamo per tale motivo ulteriori visite di controllo ma
rimaniamo a disposizione nel caso la sintomatologia dolorosa si dovesse
aggravare. Data la storia clinica del paziente di dolori diffusi
poliarticolari, chiedo al collega Dr. ____________, di valutare l'esecuzione di
una diagnostica per escludere problematiche reumatologiche. Per tal motivo se
il collega è d'accordo farei convocare il paziente dalla Dr.ssa __________,
specialista in reumatologia, per eseguire una visita di controllo.” (doc. VI/1)
Ora,
come con pertinenza osservato dall’amministrazione (doc. VIII), tale scritto
non contiene elementi oggettivi che permettano di definire un’incapacità
lavorativa maggiore rispetto a quanto valutato dall’amministrazione. A
prescindere infatti dalla circostanza che lo stesso neanche si pronuncia su un’eventuale
inabilità lavorativa da ricondurre ai dolori cronici al gomito sinistro oggetto
di esame clinico, esso manifestamente non consente di comprovare un
peggioramento delle condizioni dell’assicurato, il quale peraltro ha riferito
di “un miglioramento della sintomatologia algica nell'ultimo periodo con in
definitiva una attuale buona funzionalità dell'articolazione”.
Né
del resto la certificazione, che peraltro si riferisce ad un controllo avvenuto
il 10 giugno 2020 e quindi in epoca successiva alla decisione qui contestata
(del 18 maggio 2020), evidenzia nuove affezioni o una diversa valenza delle
patologie diagnosticate o, ancora, un peggioramento successivo alle predette
valutazioni mediche e entro la data della decisione contestata, ritenuto come
per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento del provvedimento
contestato (DTF 132 V 220 consid. 3.1.1).
Nel
suo ricorso l’assicurato contesta del resto essenzialmente le conclusioni
dell’amministrazione in merito alle affezioni psichiatriche, censurando
sostanzialmente che il grave stato d’ansia di cui soffre non sarebbe stato
adeguatamente considerato. Produce un rapporto 7 febbraio 2020 della psichiatra
curante dr.ssa ___________, corredato dal referto della psicoterapeuta __________
e del rapporto circa i test eseguiti dalla psicologa __________ (doc. AI pag.
1405; cfr. al consid. 2.7). Ora, tale documentazione è stata sottoposta al __________,
il quale con scritto 2 marzo 2020 ha confermato le conclusioni peritali nel
senso che “i documenti inviatici non apportano elementi tali da modificare
la valutazione espressa nella nostra perizia del 9.10.2019 (abile allo 0% come
autista di bus e abile al 50% in attività adatte)” (doc. AI 153 e 158).
Nella
sua presa di posizione il dr. __________ ha affermato:
" Caro
Collega,
ho preso visione del rapporto
medico del 07.02.2020 redatto dalla collega psichiatra Dr.ssa __________ di __________
in merito al quale ti fornisco le mie osservazioni. In generale la collega si
dichiara d'accordo con i miei rilievi clinici salvo valutarli in maniera
differente sul piano della ripercussione che essi a suo dire hanno sul piano
funzionale. Laddove io parlo di calo della concentrazione e di fatica mentale
dell'A. la collega __________ afferma che non gli ho dato rilievo ma faccio
osservare che ho inserito il dato riferito al deficit cognitivo messo in
evidenza nel capitolo delle diagnosi accanto a quello relativo all’ansia
episodica parossistica. Quest'ultima inoltre non l'ho considerata inficiante ai
fini dell'abilità lavorativa in quanto ricondotta ad episodi di ansia e non ad
un 'ansia generalizzata che per definizione si dipana in maniera permanente su
tutto l'arco della giornata. Per quel che riguarda l'asserito déficit
personologico di tipo impulsivo non l'ho rilevato all'esame clinico e perlomeno
sulla base di quanto espostomi nel corso delle due visite esso pare essersi
incanalato entro limiti accettabili grazie all’influsso positivo esercitato su
di lui dalla seconda moglie. Rispetto infine alla ridotta tolleranza allo
stress e al nervosismo da me messo in relazione allo stato fisico e in modo
particolare alla presenza costante dei dolori a carico dell’apparato
locomotorio si evince che io non li considero fattori inficianti l’attività
lavorativa mentre la collega __________ li considera aventi un maggiore
impatto. Per quel che riguarda infine i trattamenti messi in atto a livello
ambulatoriale ribadisco di averne potuto apprezzare i benefici effetti che
hanno portato ad un miglioramento della condizione clinica dell'A. che
abbisogna ora a mio avviso di essere consolidata attraverso una prosecuzione
della presa a carico vista anche la buona aderenza dell'A. al programma di
cura.
Rimanendo a tua disposizione per
ulteriori precisazioni e collaborazioni invio cordiali saluti."
Ora,
tali allegazioni, ben motivate ed espresse dallo specialista che aveva già
accuratamente valutato l’assicurato, che prendono attenta posizione sulle
affermazioni della psichiatra, della psicoterapeuta e della psicologa curanti e
sono state integralmente avallate e condivise anche dal SMR (cfr. Annotazione
del 3 marzo 2020, doc. AI pag. 1417), meritano di essere confermate senza
riserve. La relazione della psicoterapeuta __________ del 7 febbraio 2020 non
si pronuncia del resto su un’eventuale incapacità lavorativa, limitandosi a
concludere che “per i motivi sopra esposti, il sig. RI 1 si ritiene non
idoneo a riprendere un’attività lavorativa” (doc. AI pag. 1410).
Né
del resto il ricorrente ha prodotto nuova documentazione che possa in qualche
modo far apparire queste conclusioni errate o incomplete, o attesti una
modifica dello stato di salute rispetto alla valutazione in ambito __________.
In
questa sede egli si limita in effetti a ribadire la contestazione della
valutazione psichiatrica operata, non producendo alcun documento nuovo né
un’ulteriore presa di posizione dei curanti in merito alle approfondite
valutazioni e conclusioni espresse dal __________ nel complemento peritale del 2
marzo 2020 e senza addurre elementi nuovi che permettano di considerare
quantomeno ipotizzabile una modifica della situazione rispetto alla valutazione
del __________ e del SMR.
Sia
soltanto osservato che l’allegazione del ricorrente per cui in sostanza il dr. __________
non avrebbe considerato in maniera adeguata la valutazione della dr.ssa __________
e quella della psicoterapeuta __________, non può essere considerata,
considerato come il perito psichiatra abbia sufficientemente preso di posizione
in merito alla documentazione prodotta dall’assicurato in fase di opposizione
al progetto di decisione esprimendosi compiutamente nel citato scritto del 19
febbraio 2020. Del resto, la conclusione della psichiatra curante, per la quale
l’assicurato sarebbe inabile nella misura dell’80%, senza tuttavia apportare
dei validi momenti che possano in qualche modo mettere in discussione quanto
concluso dal perito __________, costituisce in sostanza un’opinione soggettiva
che tuttavia non trova riscontro nelle conclusioni degli specialisti del __________
né, del resto, in nuove certificazioni prodotte ulteriormente.
Ribadite
altresì le considerazioni generali che si impongono sul tema dell’attendibilità
delle certificazioni dei medici di fiducia (anche se specialisti; cfr.
STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001; cfr. consid. 2.5; sia pure evidenziato che
il TF, nella STF 9C_757/2016 del 10 febbraio 2017, ha rilevato che “(…) il
fatto che il medico curante la segua da più tempo non è un criterio ritenuto
dalla giurisprudenza per apprezzare il valore probatorio di un rapporto
valetudinario (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 352 con riferimenti). Al
contrario, la prassi prevede che, di principio, deve essere considerato con la
necessaria prudenza l'avviso dei medici curanti a causa dei particolari legami
che essi hanno con il paziente (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353), per
cui, secondo esperienza comune, il medico curante tende generalmente, in caso
di dubbio, a pronunciarsi in favore del proprio paziente in ragione del
rapporto di fiducia che lo unisce a quest'ultimo. (…)” (STF 9C_757/2016 del
10.
febbraio 2017, consid. 4.2)) le certificazioni della psichiatra e
della psicoterapeuta curanti non consentono pertanto di dipartirsi dalle
conclusioni chiare e coerenti del __________ e del SMR.
All’assicurato
va del resto ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione
comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare - ove ciò fosse
ragionevolmente esigibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura
della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover
sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con
riferimenti).
Così
stanti le cose, questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti
contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno
dell'assicurato sino alla resa del querelato provvedimento, senza che si renda
necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti (valutazione anticipata delle prove, fra le tante
cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1 p. 429 e riferimenti; anche DTF 135 V
465). La domanda di effettuare una
ulteriore perizia medica non può quindi essere accolta.
Pertanto,
visto quanto sopra, ritenuta la perizia __________ del 9 ottobre 2019 - la
quale rispecchia tutti i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla
giurisprudenza (cfr. consid. 2.3 e 2.5) e alla quale va quindi attribuita piena
forza probante -, e il complemento del 2 marzo 2020 così come gli affidabili
pareri dei medici del SMR (sul valore probatorio delle
opinioni espresse dai medici SMR, cfr. STFA I 938/05 del 24 agosto 2006; cfr.
anche sopra al consid. 2.5) e non essendo provato un peggioramento duraturo e
incidente sulla capacità lavorativa, intervenuto prima della decisione
contestata del 18 maggio 2020 (la quale delimita, come detto, il
potere cognitivo del giudice delle
assicurazioni sociali, cfr. DTF 132 V 220 consid. 3.1.1), il TCA ritiene dimostrato con il
grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6, 126 V 360) che lo stato
di salute dell’assicurato abbia subito un peggioramento rispetto all’ultima
decisione del 4 settembre 2018 e meglio dal mese di novembre 2018, momento a
partire dal quale l’assicurato era da considerare inabile in misura completa e
in ogni attività, ritenuto tuttavia che dal mese di febbraio 2019 egli ha
ripreso un’abilità lavorativa del 50% in attività adeguate alle limitazioni
poste dai periti. Le conclusioni della decisione contestata in
merito all’intervenuto peggioramento, da un lato, e al successivo nuovo
miglioramento, dall’altro, e quindi alla relativa capacità lavorativa vanno
quindi confermate.
2.11
Per
quel che concerne l’aspetto economico (rimasto totalmente incontestato), alla
valutazione esperita dall’Ufficio AI - che ha raffrontato un reddito da valido
di fr. 63’910.- percepito dall’assicurato dall’ultimo datore di lavoro a un
reddito da invalido di fr. 26’958.-
(determinato partendo dai fr. 67'393.80 statisticamente conseguibili nel 2018
da personale maschile in attività semplici e ripetitive, ritenute esigibili
dall’assicurato in base alle suesposte conclusioni medico teoriche, e riducendo
tale importo della metà considerando la capacità lavorativa del 50% e operando
un’ulteriore riduzione del 20% per tener conto della necessità di svolgere
unicamente attività leggere e per considerare anche altri fattori di riduzione),
ottenendo quindi un grado d’invalidità del 58% ([63’910- 26’958] x 100 : 63’910 = 58%), che conferisce
nuovamente il diritto ad una mezza rendita d’invalidità; cfr. in al consid. 2.7
- va prestata integrale adesione.
2.12
L’amministrazione ha pertanto rettamente ammesso
la sussistenza di un transitorio peggioramento e, quindi, un motivo di
revisione (cfr. al consid. 2.4) e di conseguenza, richiamati gli art. 88 cpv. 2
e 88a cpv. 1 OAI, aumentato la rendita a intera per il periodo dal 1. febbraio
2019, riducendola quindi a mezza dal 1. giugno 2019.
In
conclusione, visto quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre
il ricorso va respinto.
2.13
Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è
determinata fra 200.- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del
ricorrente.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese di procedura per fr. 500.--
sono poste a carico del ricorrente.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti