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Decisione

32.2021.21

Non entrata nel merito su una domanda di revisione. TCA conferma

4 maggio 2021Italiano28 min

l’annullamento del provvedimento e l’entrata nel merito della richiesta di revisione.

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

32.2021.21

FC

Lugano

4 maggio 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il vicepresidente

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattrice:

Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 15 febbraio 2021 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 16 gennaio 2021 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto in fatto

1.1 Per decisione 19 febbraio 2008 (resa

dopo l’annullamento da parte del Tribunale cantonale delle assicurazioni di due

precedenti provvedimenti amministrativi e rinvio all’amministrazione per

ulteriori accertamenti) l’Ufficio AI del Canton __________, dove era

domiciliata l’assicurata, acquisita agli atti varia documentazione medica,

comprensiva anche di valutazioni peritali, ha accolto la richiesta di

prestazioni presentata nel marzo 2003 da RI 1, nata nel 1967 e già attiva come telefonista

e impiegata d’ufficio, riconosciuta come salariata a tempo pieno, attribuendole

una mezza rendita (inabilità lavorativa del 50% e un conseguente grado

d’invalidità del 52%) dal 1. agosto 2005.

1.2 La prestazione è in seguito

stata confermata mediante comunicazioni del 25 agosto 2010 e 25 agosto 2016, al

termine di revisioni avviate nel marzo 2010 e gennaio 2016.

Con scritti dell’8 e 23 settembre

2020 l’assicurata ha presentato una richiesta di revisione della prestazione

lamentando un peggioramento delle sue condizioni, sulla base di documentazione

medica.

1.3 Con decisione del 18 gennaio

2021, preavvisata con progetto del 23 novembre 2020, l’amministrazione non è

entrata in materia sulla domanda di revisione, evidenziando come l’assicurata

non avesse apportato fatti nuovi o modificazioni di fatti noti che conducano a

sostanziali cambiamenti dello stato di salute e funzionale.

Fatti

1.4 Avverso la suddetta decisione

insorge dinanzi al TCA l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, postulando

l’annullamento del provvedimento e l’entrata nel merito della richiesta di revisione.

Sostiene che il suo stato di salute sia peggiorato e rimprovera in sostanza

l’Ufficio AI di non aver tenuto conto di quanto allegato dai curanti (doc. I).

1.5 Con la risposta di causa

l’amministrazione ha chiesto di confermare la decisione impugnata, evidenziando

che con la domanda di revisione l’assicurata non ha reso plausibile che la sua

capacità lavorativa si sia ridotta in modo da modificare in misura rilevante il

grado di invalidità e il diritto a prestazioni.__________

considerato in diritto

2.1 La presente vertenza non pone

questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio

per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione delle prove). Il TCA

può dunque deci-dere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art.

49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; STF 8C_855/2010 dell’11

luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

2.2 Nel caso in

esame, avendo l’Ufficio AI emanato una decisione di non entrata in materia,

questo giudice è unicamente chiamato a stabilire se l’amministrazione ha

correttamente oppure no rifiutato di esaminare il merito della nuova domanda di

revisione. Infatti, se l'assicurato interpone ricorso

contro la decisione di non entrata in materia, il giudice esamina solo se a

buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia. Se invece –

ciò che non corrisponde al caso in esame – essa ha accettato di esaminare la

nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in

materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa

attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10

consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 p. 269

consid. 1a).

2.3 Giusta l’art.

87 cpv. 2 OAI se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare

che il grado d'invalidità o di grande invalidità o il bisogno di assistenza o

di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura rilevante per il diritto

alle prestazioni. Qualora la rendita, l'assegno per grandi invalidi o il

contributo per l'assistenza siano stati negati perché il grado d'invalidità era

insufficiente, perché non è stata riconosciuta una grande invalidità o perché

il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere diritto al contributo per

l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se sono soddisfatte le

condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).

Se una richiesta di prestazioni è stata

rifiutata, una nuova domanda potrà essere esaminata nel merito solo se

l'assicurato rende verosimile una modifica rilevante della situazione di fatto

tale da influire sul diritto a prestazioni (DTF 109 V 119 consid. 3a; Kieser, Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, 1999, n.

1006 p. 185; DTF 109 V 262 consid. 3, 109 V 108 consid. 3a). Scopo di

questo requisito è impedire che l'amministrazione debba costantemente chinarsi

su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è già stata

rifiutata da una precedente decisione cresciuta in giudicato (STF 8C_716/2011

del 5 gennaio 2012; DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con

riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra

nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è

resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto

alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della

richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V

108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der

Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003, pp. 84ss). La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono

soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di

salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute

è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno

subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994

in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109

V 116 consid. 3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione è dunque

necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano

subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. Una revisione

della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della

decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non

basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia

giudicata in modo diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a, 1985 p. 336; STFA del 29

aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).

In DTF 130 V 64, il TFA ha

precisato che nel caso in cui l'assicurato non ha reso verosimile un rilevante

cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti

rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non

risulta applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita l'assicurato non

rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi

di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere

dall'amministrazione, quest'ultima deve impartire all'interessato un termine

per produrre il mezzo di prova in questione con l'avvertenza che in caso

contrario non entrerà nel merito della domanda (cfr. consid. 5.2.5).

Va ancora

rilevato che per quanto concerne gli art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, è

sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento. Non è

necessario portare la prova piena per convincere l'amministrazione che è

subentrato un rilevante cambiamento rispetto all'ultima decisione cresciuta in

giudicato. È sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile

modifica, anche se permane la possibilità che un'analisi approfondita dimostri

che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23

aprile 2015 consid. 4.2; 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3; 9C_688/2007 del 22 gennaio 2008; SVR 2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa).

2.4 Con sentenza

8C_457/2012 del 9 luglio 2012 (ribadita nella STF 8C_901/2013 del 27 febbraio

2014 consid. 2) il Tribunale federale ha confermato che, nell'ambito di una

nuova domanda di prestazioni, l'assicurato già nella nuova richiesta deve

rendere verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura

rilevante per il diritto alle prestazioni (o deve perlomeno fare riferimento a mezzi di prova, segnatamente

rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere dall'amministrazione atti

a rendere verosimile l'asserita modifica. In questo secondo caso – come

accennato (cfr. consid. 2.3) – l'amministrazione deve impartire all'interessato

un termine per produrre il mezzo di prova in questione con l'avvertenza che in

caso contrario non entrerà nel merito della domanda; DTF 130 V 69 consid. 5.2).

Atti prodotti in sede di ricorso sono invece, di massima, tardivi e da

considerare nell'ambito di una nuova domanda (cfr. consid. 3.2).

2.5 Nell’ambito dell’esame della

prima domanda di prestazioni presentata dall’assicurata nel marzo 2003, con la

quale l’assicurata lamentava in particolare affezioni ad entrambi i polsi, Ufficio

AI del Canton __________, a seguito del rinvio degli atti per ulteriori

accertamenti sancito dal Tribunale cantonale delle assicurazioni mediante pronuncia

del 30 gennaio 2004 (doc. AI 24), aveva predisposto l’esecuzione di una perizia

a cura del dr. __________, chirurgo della mano. Quest’ultimo, nel referto del 1.

luglio 2004, ricordato come l’assicurata fosse stata operata il 23 aprile e 5

novembre 2002 al tunnel carpale del braccio destro, e come la medesima

lamentasse dolori anche al braccio sinistro, poste le diagnosi di “Status

nach Operation eines Karpaltunnelsyndroms rechts mit postoperativer Sudeck-Dystrophie,

Status nach Exzision eines dorsalen Handgelenkganglions rechts, Neurom im

Bereiche des Ramus palmaris des Nervus medianus, Nicht operiertem Karpaltunnelsyndrom

links», aveva concluso ritenendo l’assicurata inabile nella professione

precedentemente esercitata, ma abile totalmente in un’attività leggera adeguata

e al 50% nello svolgimento delle faccende domestiche (doc. AI 29). A seguito di

un nuovo rinvio pronunciato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni

(pronuncia del 10 aprile 2006) in annullamento della decisione del 15 luglio

2004 dell’Ufficio AI (doc. AI 31 e 54), l’amministrazione ha fatto esperire una

nuova perizia sempre a cura del dr. __________. Con referto del 18 luglio 2006,

osservato come rispetto al 2004 la situazione fosse peggiorata interessando ora

in misura rilevante anche il braccio sinistro con sintomi e dolori come al

braccio destro e mobilità molto limitata, e rilevato come l’assicurata non

volesse tuttavia farsi operare, ha confermato le diagnosi poste nella

precedente valutazione aggiungendo quella di “Chronifiziertes Schmerzsyndrom”

ad entrambe le braccia (doc. AI 58). Una valutazione peritale è pure stata

eseguita dal dr. __________, neurologo, il quale, nel referto del 20 febbraio

2007, attestati i dolori ad entrambe le braccia e le mani, ha negato la

presenza di un danno neurologico invalidante (doc. AI 65). Con decisione del 19

febbraio 2008 l’amministrazione, considerata l’assicurata salariata al 100% e

ritenuta un’inabilità lavorativa in attività adeguate del 50%, con un

conseguente grado di invalidità del 52%, le ha attribuito una mezza rendita dal

1. agosto 2005 (doc. AI 83). La decisione è cresciuta incontestata in

giudicato.

La prestazione è in seguito

stata nuovamente confermata con comunicazione del 25 agosto 2010 (doc. AI 108) dopo

una revisione avviata nel marzo 2010, nel corso della quale la situazione

valetudinaria dell’assicurata è stata giudicata invariata, e meglio sulla base del

rapporto del curante dr. __________ del 26 aprile 2010 (doc. AI pag. 410), di

una visita neurologica a cura del dr. __________ del 22 febbraio 2010 (che ha

posto le diagnosi di “malesseri legati ad una tendenza ad iperventilazione,

associati a delle vertigini parossistiche da posizione, asma allergica,

emicrania, stato da algodistrofia dopo intervento al canale carpale destro con

persistenti disestesie locali, possibile neuroma cicatriziale”, doc. AI pag.

411), di una valutazione del dr. __________, dermatologo, del 23 luglio 2009

(che ha diagnosticato un’”asma bronchiale subclinica con marcata

iperreattività bronchiale su base di terreno atopico”, doc. AI pag. 415) e

delle Annotazioni del dr. __________ del SMR del 24 agosto 2010 (doc. AI 107,

108).

Nel corso della nuova

revisione avviata nel gennaio 2016 l’assicurata ha fatto pervenire la

documentazione relativa all’intervento di artroscopia diagnostica subito al

polso sinistro il 6 giugno 2013 e alle infiltrazioni di corticosteroidi il 4

dicembre 2013 sempre al polso sinistro, ad opera del dr. __________. Nel

rapporto di visita ambulatoriale del 23 gennaio 2015 il dr. __________ ha posto

le diagnosi di “Sospetta instabilità medio carpica con: - probabile sindrome

da impatto ulna carpico polso sinistro, - esiti dopo artroscopia diagnostica

radio carpica con debridement disco triangolare, sinovectomia in sede radio

carpica il 6.6.2013, - esiti dopo infiltrazione di corticosteroidi in sede ulno

carpica il 4.12.2013, - esiti dopo artroscopia diagnostica radio carpica e

medio carpica con debridement del disco triangolare, sinovectomia in sede radio

carpica e debridement del legamento scafo lunare con shrinking il 16.10.2014, e

Borsite olecranica gomito bilaterale”, oltre alle diagnosi “collaterali”

di “Morbo di De Quervain polso sinistro traumatizzato esiti dopo infiltrazione

di corticosteroidi il 27.03.2013, esiti dopo decompressione a ciclo aperto del

nervo mediano all'altezza del canale carpale destro (04.2002) su reazione alga

distrofica mano destra con persistenti disestesie locali (AI del 52%), escissione

ganglio articolare dorsale (11.2002), stato dopo isterectomia vaginale, dopo

colecistectomia, dopo taglio cesareo, dopo appendicectomia, conosciuti disturbi

dispeptici funzionali, asma bronchiale di tipo allergico, emicrania”. Lo

specialista, dopo aver precisato che malgrado l’ergoterapia in corso

l’assicurata lamentava comunque sempre dei “dolori in particolare in sede di

ulno carpica e in maniera marcata sul dorso del polso in sede radio carpica”,

ha espresso la sua valutazione come segue:

" (…) II quadro clinico è invariato rispetto a quanto già

riportato durante le ultime visite. La situazione si è pressoché stabilizzata.

Si confermano due zone di dolore e cioè all'altezza dell'articolazione radio ulnare

distale e in sede radio carpica rispettivamente medio carpica.

Questo è

già stato anche constatato durante i due interventi in artroscopia. Come già accennato

durante l'ultima visita ho proposto alla paziente una seconda opinione a

livello universitario e ho consigliato il Dr. __________ presso l'Ospedale

Universitario di __________. La paziente è d'accordo. (…).

Per

quanto riguarda la borsite, ora bilaterale ho consigliato di mettere una

gomitiera elastica e di prendere dei FANS. Viene seguita dall'ergoterapista per

dei trattamenti combinati sia al polso smista-o che ad entrambi i gomiti.”

(doc. AI pag. 448)

Nella certificazione del 22

febbraio 2016, il curante dr. __________, internista, ha posto le diagnosi con

ripercussione sulla capacità lavorativa di “Sospetta reazione algodistrofica

(sindrome del dolore regionale complesso, SDRC) mano dx, su st.d. intervento

per tunnel carpale dx (04.2002), st.d. escissione di ganglio articolare dorsale

(11.2002), st.d. algodistrofia dopo intervento al canale carpale dx con

persistenti disestesie locali, possibile neuroma cicatriziale (valutazione Dr. __________

02.2010)”, ritenendo l’assicurata impossibilitata a riprendere il suo

lavoro come segretaria (doc. AI 116).

Nell’Annotazione del 22

agosto 2016 il dr. __________ del SMR ha concluso che l’esame della documentazione

prodotta permetteva di concludere che lo stato di salute era invariato quanto

alle limitazioni già indicate nel passato (doc. AI 123). Di conseguenza, con comunicazione

del 25 agosto 2016 la mezza rendita è stata confermata (doc. AI 124).

2.6 Con scritto dell’8 settembre

2020 l’assicurata ha fatto valere un peggioramento delle sue condizioni.

Sottolineati i problemi ad entrambe le mani e l’impossibilità di svolgere molte

attività casalinghe, ragione per cui aveva fatto capo anche all’aiuto

domiciliare, oltre alla presenza di una sindrome lombovertebrale e cervicale,

ha chiesto una revisione della sua prestazione (doc. AI 125). Nel complemento

del 23 settembre 2020 l’assicurata ha precisato che il peggioramento della sua

salute era da situare al 2015, per quanto riguardava le affezioni somatiche, e

nel 2018 per quelle psicologiche. Ribadito che “non intendo in nessun modo

espormi ad un’eventuale operazione alla mano sx.”, ha affermato che “nel

2003 con l'aiuto della piscoanalisi durata 5 anni, ho fatto fatica ad accettare

la mia invalidità, per questa ragione nel 2016, quando mi avete mandato la

domanda di revisione, ho preferito illudermi che tutto andasse bene. Oggi a 53

anni è sempre dura da accettare, ma so di aver bisogno di terze persone che mi

aiutino nelle mansioni quotidiane, e che la mia invalidità non è più solo del

52%. Dal mio quadro clinico per quanto riguarda la mano dx già con conferma di

invalidità del 52% è chiara ed indiscutibile. La revisione della percentuale di

grado invalidante che espongo, è il quadro clinico della mano sx, che prima

usavo d'aiuto alla destra, ma che ora a distanza di anni e varie problematiche

insorte, è invalidante quanto, se non di più della dx.” (doc. AI 12).

Ha quindi prodotto uno

scritto del 29 luglio 2019 del dr. __________, allestito alo scopo di postulare

il riconoscimento dell’aiuto domiciliare, che attestava un peggioramento delle

condizioni dal 2014 (doc. AI pag. 496) e una certificazione del 23 settembre

2020 del medesimo curante, il quale, dopo aver attestato che la paziente aveva

Considerandi

dei disturbi alle mani invalidanti, oltre dei dolori lombari cronici “su

alterazioni degenerative diffuse che peggiorano il quadro clinico”, ha

posto le diagnosi seguenti:

“Diagnosi permanente

- Sospetta reazione

algodistrofica (sindrome del dolore regionale complesso, SDRC) mano dx su st.d. intervento per tunnel carpale dx (04.2002), st.d.

escissione di ganglio articolare dorsale (11.2002), st.d. algodistrofia dopo

intervento al canale carpale dx con persistenti disestesie locali, possibile

neuroma cicatriziale (valutazione dr. __________ 02.2010)

- Emicrania

- Asma bronchiale allergico (valutazione Dr. __________

2009)

- Sindrome

lombovertebrale - RM lombare (26.1.2018): piccola

protrusione discale e fissurazione L4-5 mediana-paramediana, non conflitti radicolari,

piccola protrusione discale mediana-paramediana L5-S1 senza conflitti radicolari

- Disturbi

dispeptici funzionali: gastroscopia

(07.12.2012): lieve ins. iatale senza esofagite erosiva (biopsie normali), ecografia addominale (21.12.2012): normale, test resp. intolleranza al lattosio neg. (3.2014),

celiachia esclusa (Ac neg 2.2014)

Diagnosi secondaria

Diagnosi collaterali:

- dexa (23.7.2019): normale

- st.d settoplastica funzionate e

turbinoplastìca bilat., fronto-sfenoetmoidectomia

bilat.(26.2.2018)

- st.d. isterectomia vaginale in

laparoscopia conservativa degli annessi (10.2011) e

asportazione IUD per

menometrorragie/ipermenorrea

- st.d. colecistectomia (2007)

- st.d. artroscopia

diagnostica radiocarpica e mediocarpica polso sx con debridement disco triangolare,

sinovectomia e debridement leg. scafo-lunare e shrinking (16.10.2014)

- st.d. artroscopia

diagnostica radiocarpica polso sx con debridement disco triangolare (TFCC), sinovectomia In sede radio carpica (6.6.2013)

- st.d. taglio

cesareo (2001), appendicectomia (1983), intervento al piede dx, trombosi anale.”

(doc. AI 128)

Ha versato agli atti documenti

già all’inserto e rapporti di visite al Pronto soccorso dell’Ospedale __________

di __________ il 19 giugno 2019, 2 ottobre 2018, 12 maggio 2018 e dell’Ospedale

__________ di __________ il 16 giugno 2017 (doc. AI pag. 511, 512, 516 e 519) oltre

ad un referto radiologico del 29 gennaio 2018 di una RM alla colonna lombare

nativa, con indicazione a RM per “lombosciatalgia destra in territorio

L5-S1” (doc. AI pag. 518).

Con annotazione 21 novembre

2020.

il dr. __________del SMR ha osservato:

" La nuova documentazione non permette per il momento un

rientro in materia. Come anche descritto dalla paziente la situazione è da

ritenersi come cronica ed agli atti inviati non vi è obiettività per un

ulteriore deterioramento convalidato da visite/trattamenti specialistici negli

ultimi anni.” (doc. AI 130)

Con progetto di decisione

del 23 novembre 2020 e, quindi, dopo evasione delle osservazioni del 9 dicembre

2020.

dell’assicurata (con la quale la medesima ha ribadito l’intervento di un

peggioramento delle sue condizioni, specie per quanto riguardava la mano

sinistra, doc. AI 132), con decisione del 16 gennaio 2021, l’amministrazione

non è entrata nel merito della nuova domanda sulla base di queste motivazioni:

"

(…) con la richiesta di revisione del 14.09.2020, lei ha richiesto un

aumento della rendita Al. Le disposizioni legali che le competono si trovano in

allegato. La nostra decisione si basa su questi presupposti.

Decidiamo pertanto

Non si entra nel merito della richiesta

di prestazioni.

Considerazioni

Con decisione del 16.05.2008 l’Ufficio AI

del Canton __________ le ha attribuito una mezza rendita con grado d’invalidità

del 52%.

Il 14.09.2020 e successivamente il

25.09.2020

abbiamo ricevuto uno scritto da parte sua rispettivamente

documentazione medica atta a richiedere una revisione della rendita. Tale documentazione è stata sottoposta al vaglio del nostro

Servizio medico regionale. Quest'ultimo

conclude dicendo che essa non apporta nuovi elementi che permettono l'entrata in materia.

Audizione

Abbiamo ricevuto il suo scritto datato

09.12.2020

In assenza di nuova documentazione

medica, oltre a quella che è già stata valutata dal Servizio medico regionale,

non possiamo che confermare il nostro progetto di decisione del 23.11.2020.” (doc. AI 133)

2.7

In concreto l’insorgente

non ha reso verosimile una modifica della sua situazione valetudinaria

rilevante, ossia tale da incidere sulla capacità lavorativa, rispetto alla decisione

formale del 19 febbraio 2008.

In effetti, la domanda di

revisione si basa sostanzialmente su documentazione attestante i noti problemi

ad entrambe le mani. La ricorrente sostiene in definitiva che mentre in

occasione dell’attribuzione della mezza rendita ella era affetta dai problemi invalidanti

solo alla mano destra, dal 2008 a tali problematiche si sarebbero sommate

quelle alla mano sinistra, ancor più invalidanti, che le impedirebbero di

svolgere molte attività casalinghe. A sostegno della sua domanda ella ha prodotto

la certificazione del 23 settembre 2020 del dr. __________, il quale ha attestato

che la paziente “ha dei disturbi alle mani invalidanti, vi è una mancanza di

forza soggettiva, impossibilità a eseguire del movimenti di pro- e supinazione,

e una mancanza di sensibilità che non le permettono di svolgere semplici

mansioni quotidiane (per esempio pettinarsi, sollevare una pentola piena

d'acqua, passare l'aspirapolvere, guidare un'automobile con il cambio

manuale,...)” (doc. AI pag. 524).

Ora, la documentazione

medica prodotta dalla ricorrente fa stato in sostanza delle medesime affezioni e

diagnosi già evidenziate e indagate nell’ambito della prima domanda e le cui

conclusioni mediche sono state fatte proprie nella decisione formale del 19

febbraio 2008, cresciuta incontestata in giudicato e per questo vincolante. Le

medesime conclusioni sono state pure confermate al termine delle revisioni

della prestazione eseguite nel marzo 2010 e gennaio 2016, ritenuto come le

relative comunicazioni di conferma della prestazione, del 25 agosto 2010 rispettivamente

25.

agosto 2016, non sono state contestate dall’assicurata.

Il curante non espone in

effetti in che misura e in che modo le patologie elencate influirebbero sulla

capacità lavorativa dell’assicurata rispettivamente in che misura lo farebbero

in maniera e in misura diverse da quanto diffusamente valutato nell’ambito

della decisione del 2008 e delle successive revisioni.

Sia in effetti ricordato che

già in occasione dell’attribuzione della rendita, all’assicurata erano state

riconosciute svariate diagnosi e limitazioni, che segnatamente interessavano

entrambi i polsi, non solo quello destro (che era stato operato per tunnel

carpale il 23 aprile 2002). In particolare nelle sue valutazioni peritali del 1.

luglio 2004 e 18 luglio 2006 il dr. __________, chirurgo della mano, aveva

riferito dei dolori ad entrambe le mani lamentati dall’assicurata, e aveva

posto le diagnosi di “Status nach Operation eines Karpaltunnelsyndroms

rechts mit postoperativer Sudeck-Dystrophie, Status nach Exzision eines

dorsalen Handgelenkganglions rechts, Neurom im Bereiche des Ramus palmaris des

Nervus medianus, Nicht operiertem Karpaltunnelsyndrom links», rispettivamente

anche di “Chronifiziertes Schmerzsyndrom” da entrambe le parti (doc. AI

29). Secondo il perito nel periodo tra la prima e la seconda perizia da lui

eseguita la situazione era peggiorata con interessamento di entrambe le mani con

sintomi e dolori sia a sinistra che a destra e mobilità molto limitata e,

quindi, sviluppo di una sindrome del dolore cronico ad entrambe le estremità

superiori.

Sulla base di questa perizia

l’amministrazione, con la decisione del 19 febbraio 2008, aveva ammesso

un’inabilità lavorativa completa nell’attività esercitata e del 50% in un’attività

adeguata e nelle faccende domestiche (doc. AI 29). La presenza di importanti

dolori ad entrambe le braccia era pure stata confermata dal dr. __________, neurologo,

nel referto del 20 febbraio 2007 (doc. AI 65, 83). La decisione è cresciuta

incontestata in giudicato.

Detta prestazione è stata confermata

dopo una revisione avviata nel marzo 2010 (doc. AI 107, 108) e anche a seguito

della successiva revisione del gennaio 2016, nella cui sede l’assicurata aveva

presentato la documentazione - nuovamente prodotta con la richiesta di

revisione dell’8 settembre 2020 - relativa agli interventi eseguiti dal dr. __________

al polso sinistro, e meglio un’artroscopia diagnostica il 6 giugno 2013 e infiltrazioni

di corticosteroidi il 4 dicembre 2013. Nella sua certificazione il dr. __________

aveva evidenziato la presenza delle problematiche ad entrambi i polsi, su esiti

dei citati interventi, con “Sospetta instabilità medio carpica (…), Borsite

olecranica gomito bilaterale” oltre alle diagnosi “collaterali” di “Morbo

di De Quervain polso sinistro traumatizzato esiti dopo infiltrazione di

corticosteroidi il 27.03.2013, esiti dopo decompressione a ciclo aperto del

nervo mediano all'altezza del canale carpale destro (04.2002) su reazione alga

distrofica mano destra con persistenti disestesie locali (AI del 52%),

Escissione ganglio articolare dorsale (11.2002) (…), Asma bronchiale di tipo

allergico, Emicrania”), e precisato che malgrado l’ergoterapia in corso

l’assicurata lamentava comunque sempre dolori (doc. AI pag. 448; cfr. al consid.

2.5

in esteso). Il sospetto di una “reazione algodistrofica (sindrome del

dolore regionale complesso, SDRC)” era stata del resto anche sottolineata

dal dr. __________ nel certificato del 22 febbraio 2016 (doc. AI 116).

Alla luce di queste certificazioni,

sentito il medico SMR - per il quale “la problematica principale limitante è

di tipo locomotorio ai due polsi (destro in stato dopo Sudek e sinistro con

sospetta instabilità medio carpica anche qui indagata esaustivamente)”,

ragione per cui lo stato di salute andava considerato invariato; annotazione

del 22 agosto 2016 (doc. AI 123) - mediante la comunicazione del 25 agosto 2016

la mezza rendita era stata confermata (doc. AI 124). Come detto, a tale

comunicazione l‘assicurata non si era opposta, segnatamente postulando la resa

di una decisione formale soggetta a ricorso.

Contrariamente a quanto

sostenuto dalla ricorrente quindi, già in occasione dell’attribuzione della

mezza rendita e delle successive conferme dopo revisione, l’inabilità lavorativa

che giustificava la conseguente invalidità e che è stata oggetto di

approfondito esame, era da ricondurre alle problematiche, inclusa la sindrome del

dolore cronico, ad entrambi i polsi.

Quanto alle ulteriori

diagnosi citate dal dr. __________ nella certificazione del 23 settembre 2020,

quelle di emicrania e asma bronchiale allergica erano già presenti nelle

precedenti valutazioni (cfr. segnatamente le certificazioni del dr. __________

del 26 aprile 2010, del dr. __________ del 22 febbraio 2010 e del dr. __________

del 23 luglio 2009, doc. AI pag. 410-415; cfr. anche il rapporto dr. __________

del 23 gennaio 2015, doc. AI pag. 447) e del resto non vi sono elementi per

ritenere che dalle stesse possa essere dedotta un’inabilità lavorativa.

Né, infine, il fatto che il

dr. __________ segnali la presenza di “dolori lombari cronici su alterazioni

degenerative diffuse” tali da peggiorare il quadro clinico, con la diagnosi

di “sindrome lombovertebrale (RM lombare (26.1.2018): piccola protrusione discale

e fissurazione L4-5 medianaparamediana, non conflitti radicolari, piccola

protrusione discale mediana-paramediana L5-S1 senza conflitti radicolari”,

permette, in assenza di documentazione medica specialistica al riguardo, di

concludere per un aumento rilevante dell’inabilità lavorativa dell’assicurata.

Manifestamente non

permettono inoltre di ipotizzare un peggioramento delle condizioni rilevante e

duraturo i rapporti di visite al pronto soccorso a motivo di “dolore al IV

dito mano sinistra su piccolo distacco della testa del falange mediale

(verosimile trauma nel sonno” (del 19 giugno 2019, doc. AI pag. 511), “crisi

di iperventilazione con fastidio epigastrico contestuale” (del 2 ottobre

2018, doc. AI pag. 512) “cervicalgia su contrattura muscolare” (del 12

maggio 2018, doc. AI pag. 516) e “toracalgia sottomammaria sx di probabile

origine osto-muscolare, ipokallemia lieve” (del 16 giugno 2017, doc. AI

519). In effetti, a prescindere che in nessuno di questi rapporti viene

attestata un’inabilità lavorativa, tutte queste visite si sono concluse con una

dimissione “in condizioni generali buone”. Anche il referto radiologico

di RM alla colonna lombare nativa, con indicazione a RM per “lombosciatalgia

destra in territorio L5-S1” conclude per una situazione tutto sommato

benigna, con assenza di ernie e conflitti radicolari, a parte minime

alterazioni, che in ogni modo non comportano alcuna attestazione di inabilità

lavorativa espressa da uno specialista in materia (doc. AI pag. 518).

Quanto infine all’accenno a

problematiche psichiatriche, l’assicurata non ha prodotto alcuna certificazione

che attesti una presa a carico psichiatrica rispettivamente un influsso sulla

capacità lavorativa di affezioni extra somatiche.

Se ne deve concludere quindi

che in particolare il dr. __________ ha in sostanza ripreso le affezioni e le

diagnosi già evidenziate e indagate nell’ambito della prima domanda - evasa con

la decisione formale del 19 febbraio 2008, cresciuta incontestata in giudicato

e per questo vincolante - e delle successive revisioni. Il curante non espone

tuttavia in che misura e in che modo le patologie elencate influirebbero sulla

capacità lavorativa rispettivamente se ed eventualmente in che misura lo

farebbero in maniera e in misura diverse.

Alla luce di quanto precede,

a ragione il medico SMR, nella sua annotazione 21 novembre 2020, ha ritenuto che

la nuova documentazione non rendeva verosimile un rilevante peggioramento delle

condizioni, la situazione dovendosi ritenere cronica, come del resto affermato

dall’assicurata medesima (doc. AI 130).

Questo giudice -

attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli atti - non ha

quindi motivo di distanziarsi dall'apprezzamento del medico SMR per il quale la

documentazione prodotta dall’assicurata non permette dunque nemmeno di

ipotizzare l’intervento di una sostanziale e rilevante modifica del suo stato

di salute.

Giova del resto ricordare

che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a

disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto

alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -

determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività

lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente

esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico

nei singoli casi. Scopo e senso del disposto come pure dell’art. 49 OAI

risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici

per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi

ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi

chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo

modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e

assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così

decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece

no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009

consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

Non va del resto neppure

dimenticato un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima

Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche

se specialista (cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno

un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega

al suo paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del

23.

aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid.

3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des

assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,

Basilea 2000, p. 269s.). In ragione

della diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di

perizia) in caso di lite non ci si può quindi di regola fondare sulla posizione

del medico curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio

2008; STF I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).

In

conclusione, non essendo stata resa verosimile una notevole modifica

nelle condizioni di salute nell’ambito della procedura amministrativa e,

quindi, prima della resa del querelato provvedimento, secondo questo giudice

giustamente l’Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova richiesta di

prestazioni.

La decisione impugnata va pertanto

confermata e il ricorso respinto.

2.8

Secondo l'art. 69 cpv. 1bis

LAI in vigore dal 1° gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. la

disposizione transitoria dell’art. 83 LPGA in combinazione con gli art. 61 lett.

a e fbis LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021) la procedura

di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni in caso di

controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta a spese. L’entità delle

spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione delle spese di procedura

e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7

aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto

l’esito della vertenza, le spese di fr. 500.-- sono poste a carico della

ricorrente.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese di procedura di fr.

500.-- sono poste a carico della ricorrente.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione

è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare

la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere

allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario di Camera

giudice

Raffaele Guffi Gianluca Menghetti