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Decisione

32.2021.53

Metodo di raffronto percentuale dei redditi non applicabile perché salario da valido e invalido possono essere stabiliti sulla base di dati statistici. Fallimento datore di lavoro. Ass. è rimasto senza lavoro x motivi estranei all'invalidità.Basarsi su redditi statistici x determinare reddito valido

18 ottobre 2021Italiano65 min

ricorrente, le esposte conclusioni dei periti (doc. F), riprese dal dr. med. __________

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

32.2021.53

TB

Lugano

18 ottobre 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 21 aprile 2021 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 15 marzo 2021 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto in fatto

1.1. Nel gennaio 2019 (doc. 4) RI

1, 1960, attivo fino a dicembre 2018 (doc. 6) presso il servizio accoglienza

del __________ di __________, ha presentato una domanda di prestazioni dall'assicurazione

invalidità, segnalando di essere inabile al lavoro al 100% dal marzo 2017 a

causa di disturbi al cuore.

Raccolti i certificati medici presso i curanti e sentito il

Servizio Medico Regionale (doc. C), risultando l'assicurato abile al 100% l'Ufficio

assicurazione invalidità, con progetto di decisione del 24 aprile 2019 (doc. D),

gli ha negato il diritto alla rendita.

1.2. La perizia pluridisciplinare affidata

al Servizio Accertamento Medico ha concluso il 2 dicembre 2020 (doc. 39) per

una capacità lavorativa del 90% dal 1° maggio al 30 novembre 2018 e del 70% dal

mese di dicembre 2018, intesa come riduzione del rendimento, nell'attività precedentemente

svolta e in attività adatta rispettosa dei limiti funzionali posti dal perito

reumatologo.

Visti il rapporto finale del 9 dicembre 2020 (doc. G) del Servizio

Medico Regionale e le considerazioni della consulente in integrazione

professionale (docc. H e 41), con decisione del 15 marzo 2021 (doc. B), emessa

dopo le osservazioni dell'assicurato (doc. 51), l'Ufficio assicurazione

invalidità ha confermato il progetto di decisione del 23 dicembre 2020 (doc.

47), che annullava e sostituiva il precedente, e ha ribadito il rifiuto a una

rendita di invalidità.

L'amministrazione ha considerato che poiché dal maggio 2018 l'assicurato

non avrebbe potuto sfruttare maggiormente la sua capacità residua di guadagno

in attività alternative, ha ritenuto che all'inabilità presentata nell'abituale

attività corrispondeva anche una pari incapacità di guadagno (10% dal 1° maggio

2018 e 30% dal 1° dicembre 2018).

Alla scadenza dell'anno di attesa, a marzo 2018, l'incapacità

lavorativa era del 100% in qualsiasi attività e l'interessato avrebbe perciò

avuto diritto a una rendita intera; tuttavia, il diritto al versamento

decorreva da luglio 2019 (art. 29 LAI).

A quel momento, però, non sussisteva un diritto alla rendita, presentando

egli un grado di invalidità inferiore al 40%. Essendo abile al 70% in qualsiasi

attività, anche basandosi su un salario statistico si giungerebbe comunque a un

grado AI del 30%.

1.3. Il 21 aprile 2021 (doc. I) RI

1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto al Tribunale, in via principale, di

riconoscergli il diritto a una rendita di invalidità e, in via subordinata, di

rinviare gli atti all'amministrazione per ulteriori accertamenti di carattere

economico.

Il ricorrente non ha contestato il reddito da valido di Fr. 67'938,72

stabilito dall'Ufficio AI per l'anno 2019 (doc. H), ma ha rimproverato all'amministrazione

di essersi basata, per il reddito da invalido, su una semplice annotazione della

consulente in integrazione professionale, che però non ha indicato lo stipendio

che potrebbe conseguire lavorando in un'altra struttura né ha fornito il

dettaglio della sua verifica; non ha quindi accertato esattamente l'attività

che egli ha svolto per poi poterla raffrontare con quella di assistente di

sala. Essa ha perciò dato per scontato che oggi, nonostante l'età e i suoi limiti

funzionali, l'assicurato potrebbe percepire ancora lo stesso stipendio di

prima.

L'accertamento effettuato dall'Ufficio AI è, a dire dell'insorgente,

troppo superficiale e, pertanto, la decisione andrebbe contestata e gli atti

rinviati per un'istruttoria. Prescindendo però da ciò per evitare un inutile

rinvio, il ricorrente ha concluso che nelle sue condizioni non sarebbe comunque

più in grado di svolgere un'attività presso un __________. Inoltre, visti il

suo stato di salute, i limiti funzionali e l'età, nessun __________ gli darebbe

un lavoro come assistente di sala, perciò non può essere considerato

collocabile non solo nell'ambito dei __________, ma anche in un'altra attività

lavorativa, anche leggera.

In una simile attività, egli raggiungerebbe un grado di invalidità

del 44%, così come calcolato dall'Ufficio AI, perciò appare lecito chiedere il

riconoscimento di un quarto di rendita di invalidità.

1.4. Nella risposta del 17 maggio

2021 (doc. IV) l'Ufficio AI ha chiesto al Tribunale di respingere il ricorso.

L'amministrazione ha rilevato che dal lato medico i periti hanno

attentamente valutato lo stato di salute del ricorrente e che le loro

conclusioni non sono state contestate.

Sull'esigibilità lavorativa, la consulente in integrazione

professionale ha ritenuto che l'attività svolta prima del danno alla salute era

ancora esigibile, così come anche le attività adeguate.

In merito alla questione economica, l'amministrazione ha rilevato

di avere proceduto al raffronto dei redditi considerando quale reddito senza

invalidità quello statistico visto che l'assicurato era stato licenziato e non

aveva perso il lavoro per motivi legati al danno alla salute. Ritenuto il

reddito con invalidità e stanti le riduzioni attuate, l'Ufficio AI ha

confermato integralmente il calcolo del grado di invalidità effettuato.

1.5. Il 25 maggio 2021 (doc. VI)

il ricorrente ha osservato che la questione economica va accertata per il

tramite di professionisti con puntuali approfondimenti, non essendo ancora dato

di sapere quali specifiche attività l'assicurato svolgeva al __________. Senza

queste precisazioni, le valutazioni e le limitazioni esposte dai medici

risultano a maggior ragione teoriche e dunque sono inapplicabili dal profilo

dell'esame economico. Pertanto, le valutazioni mediche sono da ritenere

criticate.

Inoltre, senza conoscere nel dettaglio l'attività che l'assicurato

svolgeva, dal profilo economico è pure impossibile stabilire quale reddito

potrebbe ancora percepire nonostante tutti i suoi limiti e l'età. Se i medici

ritengono ancora esigibile l'ultima attività svolta presso il __________ di __________,

allora questa affermazione non può essere seguita se non è dato di sapere quale

attività egli esercitava effettivamente.

Nemmeno la consulente poteva perciò valutare il reddito che egli

potrebbe ancora conseguire in una simile attività.

Secondo il ricorrente, se l'Ufficio AI pretende confrontare il

reddito che l'assicurato percepiva prima del danno alla salute presso il __________

di __________ con quello che egli potrebbe oggi ancora percepire presso un

altro __________ parificato, l'amministrazione deve però prima capire in cosa

consisteva la sua attività, sottoporre il tutto ai medici per valutare se le

limitazioni indicate sono confermate e infine giudicare se anche in un mercato

del lavoro equilibrato egli troverebbe ancora un posto quale impiegato in un __________;

se sì, con quale stipendio e in seguito potrà calcolare il reale grado di

invalidità.

Se, come sembra invece proporre nella sua risposta, l'amministrazione

vuole procedere facendo capo ai dati statistici, seppure nella decisione

impugnata ciò non sembri però essere il caso, proprio perché il suo posto di

lavoro oggi non esiste più a causa del fallimento della società, anche per il

reddito da valido occorre fare capo alle medesime basi statistiche. Al reddito

da invalido vanno poi applicate tutte le riduzioni del caso, ciò che porta a un

grado di invalidità superiore al 40%.

1.6. L'Ufficio assicurazione

invalidità ha rilevato che dagli atti risulta che l'ultima attività svolta dall'assicurato

presso il __________ di __________ era di addetto all'accoglienza e tale

attività è stata considerata dai periti nella loro valutazione. Questo aspetto

è stato approfondito dal Servizio integrazione professionale, così come risulta

nel complemento dell'8 marzo 2021 (doc. I). L'attività abituale è perciò

esigibile e il ricorso va quindi respinto.

1.7. Il ricorrente non ha

formulato ulteriori osservazioni (doc. IX).

considerato in diritto

2.1. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI

in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al

guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla

salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o

infortunio.

Gli elementi fondamentali dell'invalidità,

secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o

psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente

incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno

alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché

il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité

dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno

1991, pag. 216 segg.).

Per incapacità al lavoro s'intende

qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute

fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile

nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al

lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni

esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).

L'incapacità al guadagno è

definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in

considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e

che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione

ragionevolmente esigibili.

Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è

considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale

presumibilmente permanente o di lunga durata.

La nozione d'invalidità di cui

agli artt. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non

medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

L'art. 28 cpv. 1

LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità

al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere

ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione

ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)

almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al

termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive

che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno

al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza

rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono

invalidi almeno al 40%.

Tuttavia, il diritto alla

rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha

rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA,

ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29

cpv. 1 LAI).

In virtù dell'art. 28a cpv. 1

LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività

lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il

reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.

Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il

grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del

lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo

l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del

lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe

potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Si confronta perciò il reddito

che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con

quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua

capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni

normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti

integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30

consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Secondo la giurisprudenza, per il raffronto

dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale)

inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono

però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere

conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa

della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V

222).

Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la

Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta

a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente

formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non

riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata con

STFA U 156/05 del 14 luglio 2006,

consid. 5).

2.2. A seguito della domanda di

prestazioni del 2019 dell'assicurato, l'Ufficio AI ha richiamato gli atti

medici determinanti e l'ha sottoposto a una perizia pluridisciplinare, i cui

risultati sono stati fatti propri dal dr. __________ del Servizio Medico

Regionale nel suo rapporto finale del 9 dicembre 2020 (doc. G), rilevando che

da marzo 2017 era inabile al 100%, da maggio 2018 al 10% e da dicembre 2018 al

30%, sia nell'attività abituale di impiegato al __________ sia in altre

attività adeguate al suo stato di salute, fisicamente leggere e fermo restando delle

limitazioni funzionali.

Considerato che l'assicurato non poteva sfruttare maggiormente la

sua residua capacità di guadagno in attività alternative, l'amministrazione ha

proceduto al calcolo del grado di invalidità utilizzando il metodo di raffronto

percentuale dei redditi, perciò ha ritenuto che all'inabilità lavorativa presentata

dall'assicurato nell'abituale attività corrispondeva una incapacità di guadagno

di pari entità, determinando un grado AI del 100% da marzo 2018, del 10% da

maggio 2018 e del 30% da dicembre 2018.

Visto però che il diritto al versamento alla rendita decorre al

più presto sei mesi dopo l'inoltro della domanda di prestazioni, il diritto a

una rendita intera sorto a marzo 2018 non poteva essere riconosciuto e a luglio

2019, essendo a quel momento il grado AI del 30%, l'assicurato non aveva

diritto a una rendita di invalidità.

L'interessato ha messo in discussione il reddito da invalido,

ossia che sia ancora in grado di svolgere un'attività presso un __________

considerate le sue condizioni fisiche, i suoi limiti funzionali e la sua età.

Se anche riuscisse a trovare un'occupazione simile, al massimo potrebbe

percepire un reddito di Fr. 38'282,38 come già inizialmente calcolato dall'Ufficio

AI e quindi, paragonato al reddito da valido di Fr. 67'938,72 (doc. H), si

giungerebbe a un grado AI del 44%. Implicitamente, dunque, il ricorrente ha contestato

il metodo di calcolo adottato dall'Ufficio assicurazione invalidità,

pretendendo che si applichi il metodo ordinario di confronto dei redditi

anziché il metodo di raffronto percentuale dei redditi.

2.3. Per quanto

concerne l'aspetto medico, l'SMR ha ritenuto necessario fare esperire una

perizia pluridisciplinare in ambito neurologico, reumatologico, cardiologico e

psichiatrico.

Nel rapporto del 2 dicembre 2020 (docc. 39 e F) che

ne è scaturito, il Servizio Accertamento Medico ha posto le diagnosi rilevanti

con ripercussioni sulla capacità lavorativa di: stato dopo grave trauma di

elettrocuzione nel 1984 con: ipoestesia netta dell'arto superiore sinistro con

in genere limitato deficit funzionale dell'arto; intermittenti episodi di

marcata spasticità dell'arto superiore sinistro con connesso deficit funzionale

quasi totale della durata da ore fino a un'intera giornata; lieve paresi arto

inferiore destro; ipoestesia arto inferiore destro in sede distale della coscia

laterale, ipoestesia analoga di minore importanza all'arto inferiore sinistro;

stato dopo impianto di un neurostimolatore retro-orbitale destro nel 1989 e

rimozione nel 1994; stato dopo impianto neurostimolatore cerebrale nel 1994,

tutt'ora in situ. Sindrome da disadattamento reazione mista ansiosa depressiva

(ICD-10: F43.2). Cardiopatia dilatativa con dilatazione e disfunzione

ventricolare sinistra da moderata a severa, asintomatico nella vita quotidiana.

Stato dopo impianto di defibrillatore profilattico nell'aprile 2018.

Quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità

lavorativa gli specialisti hanno posto una sindrome cervicovertebrale

parzialmente cervicospondilogena cronica a sinistra. Dolori coxogeni a destra.

Dislipidemia. Sovrappeso (BMI 25,41 kg/mq). Tabagismo.

Dal punto di vista reumatologico, l'esperto ha

descritto dei limiti funzionali e di carico che sono stati ripresi, come le

diagnosi, dal dr. med. __________ del Servizio Medico Regionale nel suo

rapporto finale del 9 dicembre 2020 (doc. G). Anche dal lato cardiaco v'erano

delle limitazioni, essedo possibili attività con impegno fisico leggero o medio

al 100%, mentre erano escluse le attività prevalentemente pesanti, la guida

professionale o altre attività implicanti una stretta vicinanza con forti campi

elettromagnetici.

Sulla scorta delle diagnosi e delle limitazioni

individuate, gli specialisti del SAM hanno concluso (doc. F) che l'assicurato

presentava una capacità lavorativa del 70% nell'attività svolta di impiegato al

__________, intesa come riduzione del rendimento, mentre era inabile al 100% in

attività pesanti.

In un'attività adatta, rispettosa dei limiti

funzionali, la capacità lavorativa era del 70%.

Fatti

I periti hanno precisato che l'assicurato ha

presentato un'inabilità lavorativa totale da marzo 2017 ad aprile 2018 dovuta

alle problematiche cardiologiche, poi da maggio a novembre 2018 la capacità

lavorativa era del 90%, intesa come riduzione del rendimento dovuta solo alla

diagnosi psichiatrica e dal mese di dicembre 2018 la capacità lavorativa era

del 70%, dovuta alla somma tra incapacità lavorativa in ambito psichiatrico e

quella in ambito neurologico. L'evoluzione nel tempo dell'incapacità lavorativa

era la stessa sia nell'attività svolta sia in attività adatta.

Convincenti e non contestate come tali dal

ricorrente, le esposte conclusioni dei periti (doc. F), riprese dal dr. med. __________

dell'SMR (doc. G), vanno fatte proprie dal Tribunale.

Il TCA conferma dunque una comprovata inabilità lavorativa

da marzo 2017 in qualsiasi attività secondo i citati gradi.

2.4. Il

ricorrente ha implicitamente contestato che si applichi il metodo di raffronto

percentuale dei redditi in luogo del metodo ordinario di confronto dei redditi.

Infatti, egli ha affermato che per potere ammettere che possa

ancora svolgere la medesima attività di prima dell'insorgenza del danno alla

salute, occorre però prima sapere quali specifiche attività svolgeva presso il __________.

Inoltre, senza conoscere esattamente queste componenti della sua precedente

attività, è pure impossibile stabilire quale reddito potrebbe ancora percepire,

per di più nonostante tutti i suoi limiti funzionali e l'età. Pertanto, l'insorgente

non si è detto d'accordo che possa riprendere la sua attività

lavorativa in un __________ simile alla struttura in cui è stato attivo per

decenni e conseguire un salario paragonabile a prima.

A suo dire, l'accertamento compiuto dalla consulente in

integrazione professionale presso una struttura simile non sarebbe stato sufficiente,

ma parziale, mancando il salario conseguibile e il dettaglio delle attività che

potrebbe svolgere.

2.5. In merito al metodo

applicabile al calcolo del grado d'invalidità, e meglio alla cosiddetta “Prozentvergleich”,

il Tribunale federale si è così espresso nella sentenza 9C_225/2016 del 14

luglio 2016:

" 6.2.1. L'UAIE propone di dedurre il tasso di

incapacità al guadagno direttamente dal grado di inabilità lavorativa del 50%

nella precedente (e in ogni altra professione) e di rinunciare ad effettuare un

raffronto dei redditi di riferimento.

6.2.2. Ora, se la persona interessata non

sfrutta in maniera completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa

residua, il reddito da invalido va di principio determinato alla luce dei dati

forniti dalle statistiche salariali come risultano segnatamente dall'inchiesta

svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica

(ISS; DTF 126 V 75 consid. 3b pag. 76 con riferimenti). Tuttavia, è possibile derogare a

questo principio e fissare la perdita di guadagno direttamente in base all'incapacità

di lavoro operando un confronto percentuale (“Prozentvegleich”). Questo

metodo costituisce una variante ammissibile del raffronto dei redditi basato su

dati statistici: il reddito da valido è preso in considerazione nella misura

del 100%, mentre il reddito da invalido è preso in considerazione tenendo conto

dell'incapacità lavorativa, la differenza percentuale corrisponde in tal modo

al grado d'invalidità (sentenze 8C_628/2015 del 6 aprile 2016 consid. 5.3.5 e

8C_211/2013 del 3 ottobre 2013 consid. 4.1 con i riferimenti pubblicata in SVR

2014 UV n. 1 pag. 1; Meyer/Reichmuth, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung

[IVG], 3 aed. 2014, n. 35 e seg. ad art. 28 a LAI). L'applicazione

di questo metodo si giustifica quando il salario da valido e quello da invalido

sono fissati in base agli stessi dati statistici, oppure quando il lavoro

precedentemente svolto è ancora possibile (perché il contratto di lavoro per

esempio non è stato sciolto), oppure quando questo lavoro offre le migliori

possibilità di reintegrazione professionale (perché per esempio il salario

prima dell'invalidità è superiore a quello da invalido) (sentenze

9C_310/2009 del 14 aprile 2010 consid. 3.2 e 8C_294/2008 del 2 dicembre 2008

consid. 6.4.1).” (la sottolineatura è della redattrice).

Nella citata sentenza 9C_225/2016 del 14 luglio 2016, l'Alta Corte

ha negato la possibilità di applicare, nel caso giudicato, il confronto

percentuale, affermando al consid. 6.2.3 che:

"

(…) Contrariamente a quanto asserito dall'UAIE, le

condizioni per eccezionalmente fare capo al confronto percentuale

("Prozentvergleich") non sono date nella fattispecie. Infatti,

l'assicurato non ha più lavorato dal 2007 e il contratto presso il suo

ex-datore di lavoro è stato disdetto in quell'anno. Non gli sarebbe quindi

possibile riprendere la stessa attività. Non è inoltre dimostrato che il

lavoro di muratore gli possa offrire, alla luce delle patologie di cui è

affetto, le migliori possibilità di reintegrazione. La tesi dell'UAIE fa

inoltre astrazione del fatto che non vi è alcun automatismo nell'applicazione

di questo metodo, nel senso che il grado d'incapacità di guadagno non

corrisponde necessariamente a quello di lavoro: l'applicazione di questo metodo

non esime l'autorità dal verificare se la capacità di lavoro medicalmente

attestata non debba essere ulteriormente ridotta per tenere conto di altri

fattori, come la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato

(sentenza 8C_530/2015 del 6 gennaio 2016 consid. 6.2; Meyer/Reichmuth, op.

cit., n. 37 ad art. 28 a LAI). Ora, l'UAIE non ha operato alcun

accertamento in proposito e un'ulteriore riduzione non può essere esclusa a

priori, ciò che porterebbe al riconoscimento di un grado d'invalidità superiore

al 50%. È quindi a ragione che il Tribunale amministrativo federale ha operato

un raffronto dei redditi sulla base di un reddito da invalido calcolato su dati

statistici.” (sottolineature della redattrice)

Nella STF 9C_627/2017 dell'11 dicembre 2017 l'assicurata, operata

per un tumore maligno, ha interrotto l'attività lavorativa al 100% dal 12 marzo

del 2012, con tentativi di ripresa al 50% da fine aprile 2012. Da marzo 2012 v'era

una residua capacità lavorativa del 50% sia nell'attività abituale che in

sostitutive adeguate, ossia compatibili con le numerose limitazioni funzionali

ritenute.

Nel 2014 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero le

ha riconosciuto il diritto a un quarto di rendita ordinaria, mentre nel 2017 il

Tribunale amministrativo federale, considerate le circostanze specifiche, ha

ritenuto che si poteva ricorrere eccezionalmente al metodo del

"Prozentvergleich" e le ha attribuito una mezza rendita di invalidità.

Il Tribunale federale ha spiegato i due metodi di calcolo:

" 4.2. Nel

caso di assicurati esercitanti un'attività lucrativa, il grado d'invalidità

dev'essere determinato sulla base di un raffronto dei redditi (art. 16 LPGA, art.

28a cpv. 1 LAI; cfr. DTF 137 V 334 consid. 3.1.1 pag. 337). Di regola questo

metodo di calcolo si effettua nel caso in cui i due redditi ipotetici possono

essere determinati numericamente in modo preciso. Il grado d'invalidità può

essere eccezionalmente determinato con confronto percentuale ("Prozentvergleich";

sul tema cfr. DTF 114 V 310 consid. 3 c pag. 314 seg. e in particolare 104 V

135 consid. 2b pag. 137). Questo metodo costituisce una variante ammissibile

del raffronto dei redditi basato su dati statistici: il reddito da valido è

preso in considerazione nella misura del 100%, mentre il reddito da invalido è

valutato tenendo conto dell'incapacità lavorativa e la differenza percentuale

corrisponde al grado d'invalidità (cfr. sentenza 9C_526/2017 del 14 novembre

2017 consid. 5.3). Il grado d'invalidità è da determinare per mezzo di un

confronto percentuale, quando i redditi senza e con impedimento (reddito da

valido e da invalido) non si lasciano determinare in modo sufficientemente

preciso o solo con un onere eccessivamente sproporzionato e inoltre, in

quest'ultimo caso, si può ritenere che il raffronto del reddito ipotetico

valutato in termini percentuali in considerazione delle circostanze note

valutate nel caso di specie, dia un risultato sufficientemente affidabile (cfr.

sentenze 9C_804/2016 del 10 aprile 2017 consid. 2.2 e 9C_882/2010 del 25

gennaio 2011 consid. 7.1).".

L'Ufficio AI ricorrente ha censurato che il TAF non ha verificato

le condizioni per l'attuazione del "Prozentvergleich", a suo dire

esso si sarebbe basato su supposizioni non motivate, soprattutto in assenza di

un'attività stabile presso il precedente datore di lavoro, l'assicurata aveva

appena iniziato l'attività poco prima del danno alla salute e il contratto di

lavoro era stato disdetto.

La disdetta del rapporto di lavoro è datata 24 settembre 2014.

Su questa questione l'Alta Corte si è pronunciata come segue:

" 4.4. Il

ricorrente merita di essere seguito laddove censura l'applicazione del

confronto percentuale operato dal Tribunale amministrativo federale. Al momento

dell'insorgere della malattia e delle sue ripercussioni sull'attività

lavorativa, A. era attiva quale operaia del controllo di qualità nell'ambito

della produzione di ormoni alla B. SA. Tale attività era svolta dapprima dal 31

marzo 2010 tramite la E. SA, agenzia di collocamento e, in seguito, con

contratto fisso dal 1° aprile 2011. Conformemente alla giurisprudenza

menzionata (cfr. consid. 4.2) tale reddito è dunque determinabile in modo

sufficientemente preciso e senza alcun onere eccessivamente sproporzionato, di

modo che non vi è spazio per l'applicazione eccezionale del metodo del

confronto percentuale ma è dato il metodo ordinario del raffronto dei redditi

(art. 16 LPGA e 28a cpv. 1 LAI; cfr. consid. 4.2, come pure sentenza

9C_641/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 4.4.4).".

Va ancora rammentato che con sentenza 9C_310/2009 del 14 aprile

2010 il Tribunale federale ha mostrato le sue perplessità circa l'applicazione,

nel caso di specie, del confronto percentuale da parte del TAF, affermando:

" 3.1 Unico oggetto del contendere è il calcolo dell'invalidità operato

dal Tribunale amministrativo federale. Controverso è in particolare il fatto

che i primi giudici, inferendo il tasso di incapacità al guadagno direttamente

dal grado - incontestato e risultante dagli atti - di inabilità lavorativa (50

%) attestato nella precedente (e in ogni altra) professione, abbiano rinunciato

ad effettuare un raffronto dei redditi di riferimento.

3.2 Come fa notare l'Ufficio ricorrente, l'operato

dei primi giudici può dare adito a qualche giustificata perplessità. Avendo

infatti rinunciato ad effettuare il raffronto dei redditi e omesso così di

tenere debitamente conto dell'elemento economico della nozione di invalidità,

ci si può effettivamente domandare se essi non siano così incorsi in una

violazione del diritto federale. Contrariamente a quanto evocato dalla

pronuncia impugnata, le condizioni per eccezionalmente fare capo al

confronto percentuale ("Prozentvergleich") non sembrano date

(sul tema cfr. DTF 114 V 310 consid. 3c pag. 314 seg.; sentenze

8C_294/2008 del 2 dicembre 2008 consid. 6.4.1, I 1/03 del 15 aprile 2003

consid. 5.2 e I 35/01 del 30 maggio 2001 consid. 3a). Dalla sentenza

8C_692/2007 del 4 luglio 2008 - invocata dai primi giudici a sostegno della

loro tesi - non può in particolare dedursi nulla che faccia concludere nel

senso indicato dal Tribunale amministrativo federale.

Quest'ultimo ha accertato in maniera vincolante

che il precedente rapporto di lavoro è stato sciolto e che da allora l'opponente

non ha più ripreso una nuova attività lucrativa che le permette di sfruttare in

maniera completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa residua.

In tali condizioni, tenuto anche conto dell'obbligo di ridurre il danno,

secondo cui l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente

esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua

"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua

capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28 e sentenze ivi citate;

Hardy Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,

1995, pag. 296 segg.), il reddito da invalida poteva essere determinato

sulla base dei dati statistici salariali ISS e avrebbe consentito di calcolare

senza difficoltà il grado d'invalidità sulla scorta di un raffronto dei redditi

(DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 pag. 475; 126 V 75 consid. 3b/bb pag. 76 con riferimenti;

sentenza citata 8C_294/2008, consid. 6.4.1 in fine). Tanto più che la

consulente in integrazione professionale, che era la persona più indicata per

verificare quali attività fossero possibili alla luce degli accertamenti medici

(DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158; cfr. anche sentenza 9C_635/2007 del 21

agosto 2008 consid. 3.3; Ulrich Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

IVG, pag. 228 seg.), nel suo rapporto finale del 20 ottobre 2006 aveva

espressamente rilevato che, considerato anche il suo profilo

socio-professionale, l'assicurata poteva essere inserita in attività non

qualificate quali ad esempio quella di operaia in genere o di addetta al

confezionamento, al montaggio e/o imballaggio.” (le evidenziature sono della

redattrice)

Il medesimo concetto è stato espresso nella sentenza 9C_237/2016

del 24 agosto 2016, dove il Tribunale federale ha tuttavia confermato il confronto

percentuale, affermando:

" 3.2. Comme l'ont retenu les premiers juges,

les conditions étaient réunies pour procéder à une comparaison en pour-cent. En

effet, l'intimée était en mesure de reprendre l'activité qui était la sienne

avant la survenance de l'atteinte à la santé - l'office AI ayant retenu une

capacité de travail de 60 % dès le 2 juin 2007 dans l'activité habituelle, puis

de 100 % dès le 11 mars 2009. L'assurée a par ailleurs effectivement repris

cette activité après l'accident survenu le 25 mars 2007 à 60 % dès le 1er juin

2007 (rapport d'expertise du CEMed du 25 janvier 2008 et questionnaire pour l'employeur

du 23 avril 2008). Le fait que son employeur l'a ultérieurement licenciée (avec

effet au 31 mai 2008) n'a pas d'incidence sur le choix de la méthode à

appliquer pour calculer le taux d'invalidité puisque l'intimée avait déjà

repris son ancienne activité en 2007. Elle a en outre conservé un éventail

relativement large de possibilités de réintégration sur un marché du travail

similaire à celui dans lequel se trouvait son activité de représentante et dont

les revenus concernés auraient ainsi été fondés sur les mêmes données

statistiques. En tout état de cause, il serait difficile de chiffrer les

revenus de l'assurée avec et sans invalidité, le salaire de cette dernière se

composant à raison de 50 % d'une part fixe et de 50 % d'une part variable en fonction

des commissions perçues.

Par conséquent, dans la mesure où l'intimée

était incapable de poursuivre son activité habituelle à raison de 40 % mais a

continué son activité à un taux de travail réduit, la perte de gain ne pouvait

que correspondre à la diminution de rendement. L'incapacité de travail se

confondait ainsi avec l'incapacité de gain. C'est dès lors à bon droit que

la juridiction cantonale a fixé le taux d'invalidité à 40 % sans analyse des

revenus mais en procédant à la comparaison en pour-cent.”.

Nel caso ticinese trattato nella STF 9C_452/2017 del 6 febbraio

2018, la nostra Massima Istanza ha confermato l’utilizzo del metodo di confronto

percentuale dei redditi, precisando tuttavia che con il metodo ordinario di

confronto dei redditi il risultato sarebbe stato lo stesso in termini di

diritto alla rendita.

In quella fattispecie nel 2006 l'Ufficio AI, preso atto che

l'abituale professione da un punto di vista medico era la più idonea e poteva

essere svolta nella misura del 50%, ha riconosciuto all'assicurato una mezza

rendita d'invalidità con effetto dal 1° maggio 2005, in applicazione del metodo

di confronto percentuale ("Prozentvergleich").

Nell'ambito di una nuova revisione d'ufficio nel 2010, l'amministrazione,

in via di riconsiderazione, ha soppresso la rendita d'invalidità in assenza di

un grado d'invalidità pensionabile, calcolato in applicazione del metodo ordinario

di confronto dei redditi.

Su rinvio del TCA, esperita una perizia pluridisciplinare, nel

2016 l'Ufficio AI ha riconosciuto che al momento dell'assegnazione della mezza

rendita d'invalidità era incorso in un errore manifesto avendo applicato il

"Prozentvergleich" invece del metodo ordinario di confronto dei

redditi, da cui risultava un grado d'invalidità del 26%. Nel 2017 il TCA ha

respinto il ricorso dell'assicurato, il quale si è rivolto al Tribunale federale

chiedendo di confermare il diritto ad almeno una mezza rendita d'invalidità.

Nella prima decisione i periti nominati dall'Ufficio AI avevano

stabilito un'incapacità lavorativa del 50% nella abituale professione di

tecnico edile del ricorrente, che era anche stata ritenuta la più idonea dal

punto di vista medico.

L'amministrazione aveva perciò deciso di determinare il grado

d'invalidità con il metodo del confronto percentuale ("Prozentvergleich")

invece di quello ordinario di raffronto dei redditi (art. 16 LPGA)

Al considerando 5.1 il Tribunale federale ha spiegato che:

" L'UAI

aveva optato espressamente per tale metodo, ritenendo il risultato

sufficientemente affidabile. Prova della correttezza della scelta ritenuta

dall'UAI è che nell'incarto AI figura pure un calcolo, effettuato il 16 ottobre

2006, del grado d'invalidità mediante metodo di raffronto dei redditi da cui

risulta una capacità di guadagno residua del 44.31 %, che aprirebbe comunque il

diritto a una mezza rendita d'invalidità. L'UAI nella decisione di attribuzione

della mezza rendita d'invalidità, considerato soprattutto che l'abituale attività

professionale era stata ritenuta la più idonea da un punto di vista medico e

che l'attuale capacità di guadagno residua non era comunque incrementabile in

un'altra attività lavorativa svolta in misura del 50 % aveva però optato per il

metodo del confronto percentuale. Conformemente alla giurisprudenza menzionata

al consid. 4, non si è dunque in presenza di un errore manifesto della

decisione di concessione della mezza rendita d'invalidità. Il Tribunale

cantonale, accertando la presenza di un errore manifesto, ha dunque violato il

diritto federale constatando come le condizioni della riconsiderazione fossero

date.".

In una recente STF 9C_18/2021 del 21 settembre 2021, la perizia

del SAM del 9 ottobre 2017 ha concluso per una capacità lavorativa completa dell'assicurato

per l'aspetto psichiatrico sia per la componente neurologica. Soltanto dal

profilo reumatologico è stata accertata un'incapacità lavorativa dal 22

febbraio 2016 anche in un lavoro adatto, dopo essere stato messo a beneficio

degli interventi ergonomici sul posto di lavoro, ma solo al massimo del 25% a

causa della necessità di maggiori pause e di alternare le posizioni corporee

(cfr. consid. 3.4). Pertanto, al considerando 3.5 l'Alta Corte ha concluso che "Di fronte a una capacità lavorativa residua del

75%-100% nella propria occupazione in una società fiduciaria-immobiliare, la

perdita di guadagno può essere stabilita applicando il metodo di confronto

percentuale ("Prozentvergleich"; cfr. DTF 114 V 310 consid. 3a)".

Con sentenza 8C_294/2008 del 2 dicembre 2008 la nostra Massima

Istanza aveva invece stabilito l'inapplicabilità del confronto percentuale (“Prozentvergleich”),

poiché il rapporto di lavoro era stato sciolto e la persona assicurata non

aveva ripreso alcuna attività esigibile:

" 6.4.1 Bei der Festsetzung des Invalideneinkommens ist zunächst

umstritten - und als Rechtsfrage frei überprüfbar (vgl. BGE 132 V 393 E. 3.3 S. 399 mit Hinweisen) -, ob die Vorinstanz Tabellenlöhne

hätte verwenden müssen.

Das kantonale Gericht hat dies verneint.

Das von ihm gewählte Vorgehen besteht zusammengefasst darin, vom Grad der

Arbeitsunfähigkeit auf den Grad der Erwerbsunfähigkeit zu schliessen. Das ist

indessen grundsätzlich nicht gestattet, da dabei das wirtschaftliche Element

des Invaliditätsbegriffs ausser Acht gelassen wird. Für eine ausnahmsweise

Anwendung dieser Methode besteht kein Anlass (zum Ganzen: BGE 114 V 310 E. 3c S. 314 f.; Urteile 9C_575/2007 vom

18. Oktober 2007 E. 3.3, I 168/06 vom 31. Juli 2007 E. 6.1 mit Hinweisen, I 1/03 vom 15. April 2003 E. 5.2 und I 35/01 vom 30. Mai 2001 E. 3a). Das im

angefochtenen Entscheid erwähnte Urteil RKUV 2006 Nr. U 568 S. 65 (U 87/05)

vermag die vorinstanzliche Betrachtungsweise nicht zu stützen. Der dort

beurteilte Sachverhalt unterscheidet sich insofern und entscheidend von dem

hier gegebenen, dass die versicherte Person in der angestammten Beschäftigung

bestmöglich eingegliedert war (E. 2.2 des besagten Urteils). Im

vorliegenden Fall trifft dies nicht zu. Das frühere Arbeitsverhältnis wurde,

wie das kantonale Gericht festgestellt hat, aufgelöst.

Da das frühere Arbeitsverhältnis nicht mehr

besteht und keine neu aufgenommene, die Restarbeitsfähigkeit voll ausschöpfende

Erwerbstätigkeit zur Diskussion steht, bietet sich für die Bestimmung der

Invalideneinkommens die Verwendung von Tabellenlöhnen an (BGE 129 V 472 E. 4.2.1 S. 475; 126 V 75 E. 3b/bb S. 76 f. mit Hinweisen).” (sottolineature della redattrice)

Va infine rilevato che l'applicazione del confronto percentuale (“Prozentvergleich”)

non esclude di per sé la riduzione sociale del 25%. Con sentenza 8C_530/2015

del 6 gennaio 2016 in ambito di assicurazione contro gli infortuni il TF ha

ribadito che:

" 6.2. Die Unfallversicherung beruft sich auf

ein Urteil des Bundesgerichts vom 7. August 2008 (9C_129/2008). In dessen

Erwägung 3.3.1 wird mit Blick auf BGE 126 V 75 E. 75 E. 5b S. 79

ausgeführt, ein sogenannter leidensbedingter Abzug von gesamthaft höchstens 25

% sei nur vorzunehmen, wenn das Invalideneinkommen anhand von Tabellenlöhnen

festgelegt werde. Eine solch strikte Aussage lässt sich jedoch dem zitierten

Leitentscheid nicht entnehmen. Vielmehr muss auch bei der Anwendung des

Prozentvergleiches immer geprüft werden, ob weitere Faktoren, soweit sie

anerkannt sind (BGE 126 V 75), dem Rentenansprecher die Verwertung der

Restarbeitsfähigkeit zusätzlich erschweren (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des

Bundesgerichts zum IVG, 3. Aufl. 2014, N. 37 zu Art. 28a). Nicht gekürzt werden

können nur Löhne, welche effektiv im Rahmen einer teilweisen Erwerbsfähigkeit

erzielt werden oder auch sogenannte DAP-Löhne (Dokumentation der SUVA zu

ausgewählten Arbeitsplätzen mit Angaben zu den ausbildungsmässigen und

körperlichen Anforderungen sowie dem dabei erzielten Verdienst)

(MEYER/REICHMUTH, a.a.O. N. 101 zu Art. 28a). Entgegen dem Vorbringen der

Unfallversicherung schliesst die von der Vorinstanz vorgenommene Variante des

Einkommensvergleichs die Berücksichtigung eines Abzuges vom Tabellenlohn nicht

aus, geht sie doch weder von einem konkret erzielten Lohn noch von einem

DAP-Lohn aus. Vielmehr macht sie einen "bezifferten

Schätzungsvergleich", ohne die beiden Vergleichseinkommen ziffernmässig

genau zu ermitteln. Dabei kann ein Abzug berücksichtigt werden (MEYER/REICHMUTH,

a.a.O. N. 35 zu Art. 28a mit Hinweis auf Urteil I 1/03 vom 15. April 2003 E.

5.2;). Das kantonale Gericht hat den von ihm vorgenommen Abzug von 5 % mit den

schlechteren Verdienstmöglichkeiten im Teilzeiterwerb begründet. Daran ist

nichts auszusetzen. Es bleibt bei dem von der Vorinstanz auf 24 % festgelegten

Invaliditätsgrad. Die Beschwerden sind abzuweisen.”.

In una sentenza 9C_492/2018 del 24 gennaio 2019, il ricorrente

aveva sostenuto che il grado di invalidità era stato erroneamente determinato nella

decisione impugnata mediante un confronto percentuale.

Dopo avere spiegato i principi alla base dell'applicazione del

metodo ordinario di confronto dei redditi e del metodo di raffronto percentuale

per determinare il grado di invalidità (cfr. consid. 4.3.2), il Tribunale

federale ha affermato che anche se si effettua il calcolo del grado di

invalidità comparando numericamente i due redditi con il metodo ordinario di

confronto, non si ottiene comunque il diritto a una rendita di invalidità:

" 4.3.3. Selbst wenn der Invaliditätsgrad der Versicherten -

entsprechend dem in der Beschwerde vertretenen Standpunkt und der Verfügung der

IV-Stelle vom 11. Januar 2017 - anhand der Gegenüberstellung zweier

ziffernmässig möglichst genau ermittelter Vergleichseinkommen festgesetzt wird,

erreicht er die anspruchserhebliche Schwelle von 40 % (Art. 28 Abs. 2 IVG)

nicht.".

Determinati il reddito da valido (cfr. consid. 4.3.3.1) e il

reddito da invalido (cfr. consid. 4.3.3.2), il Tribunale federale ha tratto le

seguenti conclusioni:

" 4.3.3.3. Die Gegenüberstellung der beiden auf demselben Tabellenwert

beruhenden Einkommen (Fr. 87'905.- und Fr. 61'534.-), wie sie auch die

IV-Stelle vorgenommen hat, unterscheidet sich im Ergebnis - es resultiert ein

rentenausschliessender Invaliditätsgrad von (gerundet) 30 % - nicht vom

Prozentvergleich, der dem angefochtenen Entscheid zugrunde liegt. Selbst wenn

das Invalideneinkommen (aufgrund eines Abzuges vom Tabellenlohn) mit Fr.

55'381.- ermittelt würde, wäre ein Rentenanspruch zu verneinen

(Invaliditätsgrad von rund 37 %).".

2.6. In

concreto, alla luce della giurisprudenza federale appena riprodotta, questo

Tribunale ritiene che le condizioni per

eccezionalmente fare capo al confronto percentuale

("Prozentvergleich") non sono date.

L'assicurato è stato alle dipendenze del __________ dal 1988 al

2018 come addetto al servizio accoglienza e sicurezza. Il danno alla salute si

è manifestato nel marzo 2017 e da allora l'interessato è stato ritenuto

dapprima inabile al 100%, poi al 90% e da dicembre 2018 al 70% e per fine anno

2018 è stato licenziato (STF 9C_225/2016 del 14 luglio 2016; STF 8C_294/2008

del 2 dicembre 2008).

Infatti, il precedente rapporto di lavoro è stato sciolto e da

allora l'assicurato non ha più ripreso una nuova attività lucrativa che gli

permettesse di sfruttare in maniera completa e ragionevolmente esigibile la

capacità lavorativa residua (STF 9C_310/2009 del 14 aprile 2010; STF

8C_294/2008 del 2 dicembre 2008).

Inoltre, tenuto conto dell'obbligo di ridurre il danno, non vi

sono difficoltà nel calcolare il grado d'invalidità sulla scorta del raffronto

dei redditi, poiché il salario che l'interessato avrebbe potuto conseguire

senza il danno alla salute e il salario da invalido possono essere determinati,

come si vedrà in seguito, sulla base dei dati statistici salariali ISS (STF

9C_225/2016 del 14 luglio 2016; STF 9C_310/2009 del 14 aprile 2010 e STF

8C_294/2008 del 2 dicembre 2008). Tanto più che la consulente in integrazione

professionale, ossia la persona più indicata per verificare quali attività

siano possibili alla luce degli accertamenti medici, nel rapporto finale del 21

dicembre 2020 (doc. 41) ha indicato quali attività esigibili adeguate, oltre a

quella svolta in precedenza quale addetto all'accoglienza essendo abile al 70%,

anche tutte quelle attività semplici e ripetitive che rispettano le limitazioni

espresse in sede medica.

Il caso di specie si differenzia inoltre da quello giudicato dal

Considerandi

TF con la sentenza 9C_237/2016 del 24 agosto 2016. Infatti, l'Alta

Corte, pur affermando che “Le

fait que son employeur l'a ultérieurement licenciée (avec effet au 31 mai 2008)

n'a pas d'incidence sur le choix de la méthode à appliquer pour calculer le

taux d'invalidité puisque l'intimée avait déjà repris son ancienne activité en

2007”, ha aggiunto che in quel caso era inoltre difficile stabilire i

redditi dell'assicurata con e senza invalidità, poiché il salario si componeva

per il 50% di una parte fissa e per il 50% di una parte variabile in funzione

delle commissioni percepite (“En

tout état de cause, il serait difficile de chiffrer les revenus de l'assurée

avec et sans invalidité, le salaire de cette dernière se composant à raison de

50.

% d'une part fixe et de 50 % d'une part variable en fonction des commissions

perçues”). In concreto,

invece, sia il salario da valido che quello da invalido sono agevolmente

determinabili.

Nulla muta la circostanza che l'Ufficio assicurazione invalidità

ha accertato che presso un altro __________ i compiti che è chiamata a svolgere

la figura dell'assistente di sala sono attività leggere per le quali v'è la

possibilità di cambiare attività all'interno di un turno (doc. I), giacché a

tutti gli effetti il rapporto di lavoro del ricorrente è stato sciolto e,

stante il fallimento del suo ex datore di lavoro, nemmeno gli sarebbe possibile

riprendere la sua attività.

L'insorgente non è stato peraltro giudicato abile al lavoro al 70%

solo nell'attività di addetto all'accoglienza, ma anche in qualsiasi attività

leggera (STF 9C_310/2009 del 14 aprile 2010). Egli può quindi mettere a frutto

la sua capacità lavorativa residua in altri ambiti lavorativi.

Secondo questo Tribunale, quale salario statistico da invalido

occorre pertanto prendere in considerazione quello relativo alle attività

semplici e ripetitive (cfr. consid. 2.7.).

2.7

L'obbligo

dell'assicurato di mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in altri

ambiti lavorativi discende dall'art. 21 LPGA. In relazione alle conseguenze

economiche dell'incapacità lavorativa, vige il principio secondo cui l'assicurato

è tenuto all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno

alla salute.

In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto

quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle

conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua

residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V

22.

consid. 4a pag. 28; Landolt,

Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi

Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato alcun diritto ad una

rendita se la persona interessata è in grado di percepire un reddito tale da

escluderne l'erogazione (DTF 113 V 22 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).

Dalla persona assicurata possono tuttavia essere

pretesi unicamente provvedimenti esigibili che tengano conto delle circostanze

oggettive e soggettive del caso concreto, quali la sua capacità lavorativa

residua, le ulteriori circostanze personali, l'età, la situazione professionale,

i legami presso il luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la

presumibile durata dell'attività lavorativa (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28;

cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

Occorre anche ricordare che il concetto d'invalidità

è riferito ad un mercato del lavoro equilibrato, nozione quest'ultima teorica

ed astratta implicante da una parte un certo equilibrio tra offerta e domanda

di manodopera e, dall'altra, un mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire

una gamma di posti di lavoro diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di

caso in caso stabilire se l'invalido possa mettere a profitto le sue residue

capacità di guadagno e conseguire un reddito tale da escludere il diritto a

rendita. In particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere

negata qualora le attività esigibili dall'interessato lo siano in una forma

talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale o

siano reperibili solo in misura molto ridotta cosicché le possibilità

occupazionali appaiono sin dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (STF 8C_670/2009 del 7 aprile 2010 consid. 8; STF

8C_641/2008 del 14 aprile 2009 consid. 5.2; STF 8C_709/2008 del 3 aprile 2009

consid. 2.3; DTF 110 V 273 consid. 4b pag. 276; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b e

1989.

pag. 331 consid. 4a; Plädoyer 1995 n. 1 pag. 67 consid. 5c).

Al riguardo, come è stato ricordato nella STF

8C_709/2008 del 3 aprile 2009 al considerando 2.3, il Tribunale federale ha già

ripetutamente stabilito che in considerazione dell'ampio ventaglio di

attività semplici e ripetitive contemplate dai settori della produzione e dei servizi

(cfr. Tabella TA1 edita dall'Ufficio federale di statistica, livello di

esigenze 4 [denominato ora livello di competenze 1]) – un numero significativo

di queste attività sono infatti di natura leggera, permettono di alternare la

posizione e sono pertanto adatte al danno alla salute che impone di lavorare in

posizione alternata - esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui

realizzare la propria capacità lavorativa residua. Si tratta segnatamente del

mercato occupazionale per personale non qualificato o semi qualificato (RCC

1989.

pag. 331 consid. 4a), in cui possono venir eseguite mansioni di

sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e che consentono il

cambiamento frequente di posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2).

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, da un assicurato

costretto ad abbandonare la sua originaria professione, si può pretendere

soltanto l'esercizio di quelle attività lucrative che - tenuto conto della sua

formazione professionale così come delle sue attitudini fisiche ed

intellettuali - gli sono effettivamente accessibili su quel mercato del lavoro

equilibrato che entra in considerazione per lui (Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo

2003, pag. 130 e giurisprudenza ivi menzionata; Omlin,

Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag.

205.

segg., secondo cui: “Bei einem Wechsel

muss die neue Tätigkeit, die Invalidentätigkeit, der Eigenart des Versicherten

angepasst sein und hat den körperlichen und geistigen Fähigkeiten sowie den

Behinderungen des Versicherten zu entsprechen”; Doudin, La rente d'invalidité dans l'assurance-accidents

selon la jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances, in: SZS 1990, pag.

255.

segg.).

In questo ordine d'idee, il Tribunale federale ha stabilito che -

trattandosi di lavoratori non qualificati esercitanti, prima di divenire

invalidi, un'attività manuale - entrano generalmente in linea di conto soltanto

dei lavori di manovalanza oppure altre attività fisiche (Omlin, op. cit., p. 206; RCC 1989, p.

331.

consid. 4a).

L'Alta Corte ha tuttavia anche precisato che il mercato del lavoro

accessibile a questi assicurati non è limitato a tali attività.

Nell'industria e nell'artigianato le attività fisicamente pesanti

vengono eseguite sempre più spesso tramite macchinari, motivo per cui aumentano

le attività di controllo e sorveglianza (SVR 2002 UV 15, p. 49 consid. 3b; RCC

1991, p. 332 consid. 3b, STFA U 871/02 del 20 aprile 2004, consid. 3; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.5).

Anche in questo ambito vi sono aperte delle opportunità di lavoro

per lavoratori ausiliari, così come è il caso per il settore delle prestazioni

di servizio.

Va infine rilevato che, per giurisprudenza, se è vero che vanno

indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al

giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli

accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di

invalidità. In proposito va rilevato che il TF ha già ritenuto corretto il

rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori

leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (STF 8C_399/ 2007 del

23.

aprile 2008 consid. 8.2; Pratique VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STF U 329/01

del 25 febbraio 2003, consid 4.7).

Da ultimo, va ricordato che la determinazione del grado AI è il

risultato di un puro calcolo economico che spetta al consulente in integrazione

professionale sulla scorta delle indicazioni e limitazioni mediche; egli valuta

infatti quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili. Spetta

quindi al consulente, e non al medico, avuto riguardo alle indicazioni

sanitarie, valutare l'esigibilità e la possibilità per l'assicurato di cercare

un nuovo impiego su un mercato equilibrato del lavoro e a proposito degli

elementi da prendere in considerazione (DTF 125 V 256 consid. 4;

RtiD II-2008 pag. 274; Meyer-Blaser,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

2.8

Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona

assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido), come

ricordato nella STF 9C_151/2020 del 5 maggio 2020 al considerando 6.1, decisivo

non è il guadagno realizzato nell'ultima attività svolta, bensì il reddito che

la persona assicurata conseguirebbe, secondo il grado della verosimiglianza

preponderante, se non fosse diventata invalida. Tale reddito deve essere

determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonda sull'ultimo

reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla

salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF

144.

I 103 consid. 5.3; DTF 134 V 322 consid. 4.1), o comunque sul salario che

potrebbe essere conseguito in un posto di lavoro identico nella stessa azienda

o in un'azienda simile.

Questo perché normalmente, in base all'esperienza

comune, la persona interessata avrebbe continuato la precedente attività in

assenza del danno alla salute (RAMI 2000 pag. 381 consid. 2a). In tale contesto

la normale evoluzione professionale va senz'altro considerata. Tuttavia gli

indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e percepito un salario

più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30; RAMI 1993 no. U 168

pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è pertanto

sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata da passi

concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi, ecc. (Pratique VSI 2002

pag. 161 consid. 3b [I 357/01]).

Nella citata STF 9C_151/2020 il Tribunale federale

ha inoltre evidenziato che nel caso in cui non fosse possibile quantificare in

maniera attendibile il reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe potuto

conseguire senza l'invalidità, in circostanze particolari ci si può scostare da

questo valore e ricorrere ai dati statistici risultanti dalla Rilevazione

svizzera della struttura dei salari (RSS) edita dall'Ufficio federale di

statistica. Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare

indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo

salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli

sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di

persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto

definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già

delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo

stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali

norme salariali.

Entra ugualmente in linea di conto la situazione in

cui il posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno

alla salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità

(STF 9C_329/2014 del 1° luglio 2014 consid. 5.2).

2.9

Dagli atti risulta che dal 1988

il ricorrente era alle dipendenze del __________ inizialmente come portiere

interno, poi al servizio accoglienza e sicurezza (doc. 9), ma che, a causa del

fallimento della struttura, a metà dicembre 2018 è stato licenziato con effetto

al 31 dicembre 2018 (doc. 6).

Ciò significa che quando nel marzo 2017 è insorto il danno alla

salute riconosciuto dai periti, l'assicurato stava lavorando. Più tardi, con il

licenziamento, l'insorgente si è quindi trovato nella medesima situazione di un

assicurato che ha perso il posto di lavoro non per motivi dovuti alla sua

invalidità, ma per questioni economiche indipendenti dalla sua persona.

A tale proposito, il TCA segnala che anche in un caso ticinese in

ambito di indennità giornaliera in caso di malattia, l'Alta Corte ha stabilito

il 4 luglio 2017 (STF 9C_81/2017 e 9C_92/2017) il principio che, essendo

rimasto senza lavoro per motivi estranei alle sue condizioni di salute, per

determinare il reddito da valido ci si deve basare sui dati statistici del

settore e non sull'ultimo salario percepito dall'assicurato:

" 7.3. B. non può

pretendere il reddito da valido (su tale nozione cfr. DTF 129 V 222 consid.

4.3.1

pag. 224 con riferimenti) che percepiva dalla ditta C., considerato che

dagli accertamenti del Tribunale cantonale è emerso che egli era stato

licenziato il 30 novembre 2012 con effetto al 31 dicembre 2012. Questo

significa che indipendente dal danno alla salute B. non avrebbe più percepito

un reddito dalla ditta C. Vista la sua lunga esperienza quale gessatore la

Corte cantonale, come del resto la A. SA, potevano ragionevolmente presumere

che egli avrebbe continuato l'attività di gessatore. Per questo motivo l'importo

di fr. 68'281.22 ritenuto dal Tribunale cantonale in applicazione dei dati

statistici relativi al ramo costruzione, peraltro non contestato dalla A. SA,

merita conferma.".

Nel caso concreto essendo il datore di lavoro fallito, per certo

il posto di lavoro dell'assicurato non esisteva più al momento

determinante della valutazione dell'invalidità. L'assicurato ha quindi perso

il suo impiego presso l'ex datore di lavoro per motivi estranei all'invalidità

e non l'avrebbe di conseguenza conservato neppure senza il danno alla salute. Anche se fosse stato sano, il ricorrente non avrebbe quindi più

potuto essere attivo in quel posto di lavoro, perciò

l'accertamento del reddito senza invalidità non può effettuarsi sulla base del

salario; l'assicurato non avrebbe più potuto percepire lo stipendio versatogli

dal datore di lavoro e ciò indipendentemente dal danno alla salute.

Ci si deve pertanto basare sui dati statistici salariali in quel

settore (STF 8C_934/2015 del 9 maggio 2016 consid. 2.2 e 4.2; STF 9C_501/2013

del 28 novembre 2013 consid. 4.3.2; STFA I 792/05 del 15 marzo 2016 consid.

3.3; STCA 36.2016.106 del 21 dicembre 2016 confermata dalla STF 9C_81/2017 e

9C_92/2017 del 4 luglio 2017; STCA 32.2019.118 del 27 aprile 2020).

L'amministrazione ha correttamente adottato questa soluzione e il

ricorrente non l'ha contestata benché, per errore, abbia ritenuto che l'importo

di Fr. 67'938,72 corrispondesse al salario che egli ha realmente conseguito

presso il __________ (doc. I punto 4 pag. 5), mentre si tratta del reddito

statistico che l'Ufficio AI ha stabilito per il 2019 basandosi sulla Tabella TA1_tirage_skill_

level 2018 - Rami economici (NOGA08), uomini, categoria 90-93 Attività

artistiche, intrattenimento e divertimento, livello 2 di competenze (attività

pratiche come la vendita, la cura delle persone, l'elaborazione di dati e

l'amministrazione, l'utilizzo di macchinari e di apparecchiature elettroniche,

i servizi di sicurezza, i trasporti) visti i numerosi anni di esperienza nel

settore (doc. 42).

La scrivente Corte, fondandosi anch'essa sulla stessa Tabella e

sulla medesima categoria, stabilisce l'importo di Fr. 67'324,92

(Fr. 5'356 x 12 : 40 x 41,9) a valere quale reddito da valido per il 2018 e per

il 2019, visto che la Tabella T1.1.10 Indice dei salari nominali,

Uomini, 2011-2020, non prevede alcun aumento per quell'anno (+ 0%).

2.10

Per quanto concerne il reddito

da invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati

nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 75, che al considerando 3b/aa ha stabilito che ai fini della fissazione del reddito da invalido è determinante la situazione professionale

concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in

maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito

derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un

salario sociale ("Soziallohn").

Qualora difettino indicazioni economiche effettive,

possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti

dalle statistiche salariali ufficiali,

edite dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi

medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid.

3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

Per il 2019, anno di eventuale diritto alla rendita (DTF

128.

V 174 = RAMI 2002 U 467 pag. 511 segg.), in assenza di dati salariali

concreti occorre basarsi sui dati statistici nazionali e dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 2018,

edita dall'Ufficio federale di statistica, più precisamente dalla tabella TA1 2018_tirage_skill_level - Rami

economici (NOGA08) (denominata Salario mensile lordo [valore centrale] secondo

il ramo economico, il livello di competenze e il sesso – Settore privato; DTF

142.

V 178), si osserva che il

salario lordo mediamente percepito in quell'anno dagli uomini per un'attività semplice di tipo fisico o manuale (ossia il livello 1 di

competenze; STF 9C_632/2015)

per 40 ore settimanali corrisponde a un importo di Fr. 65'004.- (Fr. 5'417 x 12 mesi).

Adattando all'evoluzione dei salari nominali questo dato fino a porsi al momento in cui l'assicurato dovrebbe

(continuare a) ricevere la rendita (DTF 126 V 81 consid. 7a; STF U 8/07

del 20 febbraio 2008; STCA 36.2008.148 del 12 dicembre 2008; STCA del 13 febbraio 2006, 36.2005.55), per

l'indicizzazione dei salari nell'ambito dell'accertamento del reddito ipotetico

da invalido si ha per gli uomini che partendo dal dato del 2018 il salario lordo

statistico svizzero adeguato al rincaro ammonta nel 2019 a Fr. 65'560,65

(Fr. 65'004 : 105,1 x 106) (cfr.

Tabella T1.1.10 Indice dei salari nominali, Uomini, 2011-2020, pubblicata dall'Ufficio

federale di statistica in: https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/ lavoro-reddito/salari-reddito-lavoro-costo-lavoro/evoluzione-salari.assetdetail.

255182.html; STF 8C_671/2013 del 20 febbraio 2014, consid.

4.2).

Questo dato si riferisce, però,

a un tempo lavorativo di 40 ore alla settimana. Riportando ora questa cifra su

un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel

2019.

(cfr. per questo

aspetto, STFA I 203/03 del 21 luglio 2003, consid. 4.4; cfr. anche

sentenza U 8/07 del 20 febbraio 2008 e

la Tabella sulla durata normale del lavoro nelle aziende secondo la divisione

economica, in ore per settimana (T 03.02.03.01.04.01), pubblicata dall'Ufficio

federale di statistica, aggiornata al 2020: https://www.bfs.admin.ch/bfs/fr/home/statistiques/travail-remuneration/activite-professionnelle-temps-travail/tedmps-travail/heures-normales-statistique-duree-normale-travail.assetdetail.2967269.html), il salario lordo medio ipotetico nazionale da

invalido per un uomo è di Fr. 68'346,97 (Fr. 65'560,65 : 40 x

41,7), ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa (STF U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

In tale contesto va pure ricordato (per una maggiore

esposizione di sentenze sul tema, cfr. STCA 32.2020.33 del 7 ottobre 2020), che

l'età avanzata viene presa in considerazione quando si tratta di sapere

se la capacità lavorativa residua può essere realisticamente sfruttata sul

mercato equilibrato del lavoro (SVR 2016 IV Nr. 58 consid. 4.2.2). Il Tribunale

federale ha tuttavia posto delle esigenze relativamente alte per ammettere la

non sfruttabilità della capacità di lavoro residua di persone di età avanzata (SVR

2016.

IV Nr. 58 consid. 4.3.4) vista la possibilità di svolgere lavori non

qualificati indipendentemente dall'età (DTF 146 V 16).

Ora, nel caso concreto l’assicurato era ancora collocabile sul

mercato del lavoro in quanto al momento determinante, ossia

quando la sua capacità lavorativa residua è stata valutata medicalmente (DTF

138.

V 457 consid. 3.3), nei mesi di maggio e luglio 2020 - mentre il rapporto

peritale è stato redatto alcuni mesi dopo, nel dicembre 2020 - l'assicurato

aveva da poco compiuto 60 anni.

2.11

Secondo la giurisprudenza federale, per gli

assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale

(affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di

occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità

residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a

raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una

riduzione percentuale sul salario teorico statistico.

L'Alta Corte ha precisato, al

riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico

permettesse di tenere conto delle varie particolarità suscettibili di influire

sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione

globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente

motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo

apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.

5b/cc).

Con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013, a proposito della

riduzione del salario statistico tramite l'utilizzo di multipli di 5, il Tribunale

federale ha affermato che nella sua prassi applica abitualmente alle deduzioni a

titolo di circostanze particolari dei multipli di 5. L'applicazione di tassi

più frazionati si rivelerebbe invece problematica, poiché siffatte riduzioni

sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente

verificabili in sede giudiziaria.

L'Alta Corte, con sentenza

8C_80/2013 del 17 gennaio 2014, ha rammentato che non è necessario procedere

con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in considerazione come le

limitazioni legate all'età, gli anni di servizio, la nazionalità, la categoria

del permesso di soggiorno o il tasso d'occupazione.

Occorre piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei

limiti del potere di apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito

da invalido, tenuto conto dell'insieme delle circostanze concrete. Non è dunque

possibile procedere separatamente, in maniera schematica, sommando i singoli

fattori di deduzione, ma la deduzione va fatta complessivamente tenendo conto

di tutte le circostanze del singolo caso, ma non può superare il 25% (STF

9C_211/2016 del 18 ottobre 2016 consid. 6.2.1).

Nelle recenti STF 8C_730/2019, 8C_765/2019 e

8C_9/2020, tutte del 10 giugno 2020 e concernenti casi ticinesi, il Tribunale

federale ha innanzitutto ribadito al considerando 4.4.1 che se un

reddito da invalido è stabilito in base ai dati statistici, bisogna ancora

esaminare se tale ammontare deve essere ridotto oppure no.

L'influsso di tutti i fattori sul reddito (limitazioni relative al

danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità/tipo di permesso di

residenza e grado di occupazione) deve essere valutato nel suo insieme

considerando tutte le circostanze del caso concreto, facendo corretto uso del

proprio potere di apprezzamento, senza che occorra procedere a una

quantificazione separata di ogni fattore di riduzione. In ogni caso, la riduzione

non deve superare il 25% (DTF 135 V 297 consid.

5.2

pag. 301; 134 V 322 consid. 5.2

pag. 327 seg.; 126 V 75 consid. 5b/bb

pag. 80).

Inoltre il TF (cfr. consid. 4.4.3), riferendosi all'art. 57 LPGA,

ha ricordato che il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza motivi

pertinenti, sostituire semplicemente il suo apprezzamento a quello dell'autorità

amministrativa; egli deve appoggiarsi sulle circostanze che sono di natura a

dimostrare il proprio apprezzamento come il più appropriato (DTF 137 V 71 consid.

5.2

pag. 73 con riferimento).

In quelle sentenze, l'Alta Corte ha soprattutto osservato quanto

segue:

" 4.4.4. Una

riduzione del reddito da invalido può essere applicata soltanto se nel caso

concreto sussistono elementi a sostegno della circostanza che la persona

assicurata a causa dell'uno o dell'altro criterio (o di più criteri) non può

sfruttare professionalmente in un mercato equilibrato del lavoro se non in

maniera inferiore alla media la sua restante e limitata capacità lavorativa (DTF

135.

V 297 consid. 5.2 pag. 301; sentenza 8C_82/2019 del 19 settembre 2019

consid. 6.2.2 con riferimento). Occorre ricordare che le limitazioni mediche

già incluse nell'esame della capacità lavorativa residua non devono influire

ulteriormente nella disamina della riduzione del reddito da invalido e a un

conteggio doppio del medesimo aspetto: la sola circostanza che per l'assicurato

siano esigibili soltanto attività leggere fino medio complesse non giustifica

anche in caso di una capacità lavorativa limitata una riduzione aggiuntiva

dovuta alle limitazioni personali (sentenze 8C_805/2016 del 22 marzo 2017

consid. 3.1 e 3.4.2 e 9C_846/2014 del 22 gennaio 2015 consid. 4.1.1 con

riferimenti). Il livello di qualifica 1 dei dati RSS comprende già tutta una serie

di attività leggere, che tengono conto di molte limitazioni. In altre parole,

possono essere considerate sotto il cappello delle limitazioni funzionali solo

circostanze che in un mercato equilibrato del lavoro devono essere considerate

come eccezionali (sentenze 8C_495/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 4.2.2 con

riferimento e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.3.2)."

(cfr. A. Bernasconi, “8C_9/2020 du 10 juin 2020 - Abattement sur le revenu d'invalide

selon l'ATF 126 V 75”, in SZS/RSAS 1/2021 pag. 49 seg.).

2.12

Nell'evenienza

concreta, il ricorrente non comprova né pretende in alcun modo che vi siano

circostanze eccezionali in un mercato equilibrato del lavoro che nella

fattispecie permetterebbero di affermare che subisca uno svantaggio tale da

trovarsi in una situazione inferiore alla media. Pertanto, l'aumento della

deduzione dal reddito da invalido, basato esclusivamente sulle limitazioni

derivanti dal danno alla salute, non può essere in concreto concessa (cfr.

citate STF 8C_730/2019, 8C_765/2019 e 8C_9/2000, consid. 4).

Il ricorrente è infatti in grado comunque di svolgere delle

attività semplici contemplate dai settori della produzione e dei servizi

previste nella Tabella TA1 edita dall'Ufficio federale di statistica, livello

di competenze 1, visto che un numero significativo di queste attività sono di

natura leggera, permettono di alternare la posizione e sono pertanto adatte al

danno alla salute che impone di lavorare in posizione alternata. Le limitazioni

funzionali permettono di eseguire mansioni non qualificate, semplici e

ripetitive, quali quelle individuate dalla consulente in integrazione

professionale di operaio generico in attività di controllo, imballaggio,

etichettatura, quale aiuto amministrativo, call center, vendita di prodotti

online, che non comportano aggravi fisici e che consentono il cambiamento

frequente di posizione.

Inoltre, considerato che la capacità lavorativa del 70% tiene già

conto della limitazione, per il ricorrente, di potere sollevare pesi soltanto

fino a 5 kg, non è dunque possibile accordare una ulteriore deduzione per

attività leggere come effettuato dall'amministrazione (doc. 43).

Per quanto concerne la lamentela legata all'età, occorre rilevare

che la giurisprudenza ha ammesso in maniera restrittiva come l'età, benché sia

un elemento estraneo all'invalidità, possa condurre – cumulata a circostanze

personali e professionali – a rendere inesigibile, ricordato che il concetto di

mercato equilibrato del lavoro è teorico e astratto (DTF 134 V 64 consid.

4.2.1), la ricerca di un nuovo impiego (STF 9C_318/2014 del 10 settembre 2014

consid 5.2; STF 9C_918/2008 del 28 maggio 2009 consid. 4.2.2).

In un caso ticinese il Tribunale federale ha confermato la conclusione

dei giudici cantonali secondo cui la realizzazione della capacità lavorativa

residua sul mercato del lavoro equilibrato è stata considerata, inoltre,

ammissibile, malgrado l'assicurato avesse compiuto sessant'anni (STF

9C_916/2009 del 30 agosto 2010 consid. 7.1; STF 9C_918/2008 del 28 maggio 2009

consid. 4.2.1 e 4.2.2).

Al riguardo va rilevato che sebbene l'età avanzata

venga considerata un fattore estraneo all'invalidità, la giurisprudenza

riconosce che essa, insieme ad altri fattori di carattere personale o

professionale, può ostare alla realizzazione della capacità lavorativa residua

sul mercato del lavoro equilibrato per mancanza di richiesta di tale forza

lavoro (sentenza citata 9C_918/2008 consid. 4.2.2, anche DTF 132 V 393 consid. 3.2). In che misura l'età influisca sulla possibilità di

realizzare la capacità lavorativa residua non si valuta alla luce di un

principio generale, bensì tenuto conto delle esigenze delle attività di

riferimento (sentenza citata 9C_918/2008 consid. 4.2.2).

La nostra Massima Istanza ha infatti stabilito, nella DTF 138 V

457, che la capacità lavorativa residua dipende dalle condizioni

del singolo caso. Determinanti possono essere la natura e lo stato dei danni

della salute e le sue conseguenze, il prevedibile dispendio per l'adattamento e

l'introduzione e in questo contesto anche la personalità, i talenti esistenti e

le abilità, la formazione, la carriera professionale o l'applicabilità dell'esperienza

professionale dal tradizionale campo lavorativo (cfr. consid. 3.1). Di

conseguenza, la reintegrabilità dipende non da ultimo dal periodo durante il

quale l'assicurato è ancora disponibile per

un'attività lavorativa e soprattutto anche per un eventuale cambiamento di

attività (cfr. consid. 3.2).

Inoltre, l'Alta Corte ha precisato che la questione della messa in

atto della capacità di lavoro rispettivamente della capacità residua di lavoro,

in caso di età avanzata, si esamina al momento in cui l'esigibilità medica di

una capacità di lavoro totale o parziale è constatata (cfr. consid. 3.3). In

altre parole, occorre basarsi sull'età dell'assicurato al momento in cui viene

valutata, dal profilo medico, la sua capacità lavorativa (STF 9C_88/2013 del 4

settembre 2013 consid. 4.3).

Nella DTF 146 V 16 (= SVR 2020 IV Nr. 34) il Tribunale federale ha

precisato che il fattore età deve parimenti essere valutato prendendo in

considerazione tutte le circostanze concrete. Ciò vale in particolare nell'ambito

dei lavori ausiliari sull'ipotetico mercato equilibrato del lavoro, dove un'età

avanzata non deve forzatamente agire quale fattore di riduzione del salario

(cfr. consid. 7.2.1).

Nessuna deduzione deve essere applicata per

le limitazioni funzionali, visto che la limitazione del rendimento determinato

in sede medica le tiene già in considerazione, poiché nel caso di specie la

capacità lavorativa del 70% è da intendere quale riduzione del rendimento del

30% nell'ambito di una presenza durante tutto il giorno (cfr. perizie neurologica

e psichiatrica).

Alla luce di quanto sottolineato dall'Alta Corte nella STF 9C_359/

2014.

del 5 settembre 2014, la riduzione del rendimento non dà infatti luogo

ad un'ulteriore riduzione per motivi personali:

" 5.4. En ce qui concerne le taux d'abattement

sur le salaire statistique, la jurisprudence considère que lorsqu'un assuré est

capable de travailler à plein temps mais avec une diminution de rendement,

celle-ci est prise en considération dans la fixation de la capacité de travail

et il n'y a pas lieu, en sus, d'effectuer un abattement à ce titre (arrêts

9C_677/2012 du 3 juillet 2013 consid. 2.2; 8C_93/2013 du 16 avril 2013

consid. 5.4 et les références).".

Anche nella STF 8C_163/2015 del 16 giugno 2015 il Tribunale

federale ha ricordato che non è possibile, nel momento in cui si valuta l'entità

della riduzione percentuale da applicare al reddito da invalido, tenere conto

nuovamente della riduzione di rendimento già constatata a livello medico e

inclusa nella valutazione della capacità lavorativa residua, onde evitare di

prendere in considerazione due volte lo stesso punto di vista (STCA 32.2019.118

del 27 aprile 2020; STCA 32.2018.65 del 13 marzo 2019; STCA 32.2018.51 dell'11

febbraio 2019; STCA 32.2018.31 del 4 febbraio 2019; STCA 32.2017.124 del 22

febbraio 2017; STCA 32.2017.42 del 5 ottobre 2017).

La nostra Massima Istanza ha espressamente indicato che:

" 3.2.2. Bestehen über das ärztlich beschriebe Beschäftigungspensum

hinaus zusätzliche Einschränkungen, wie beispielsweise ein vermindertes

Rendement pro Zeiteinheit wegen verlangsamter Arbeitsweise oder ein Bedarf nach

ausserordentlichen Pausen oder ist die funktionelle Einschränkung ihrer

besonderen Natur nach nicht ohne weiteres mit den Anforderungen vereinbar, wie

sie sich aus den gewöhnlichen betrieblichen Abläufen ergeben, kann dies bei der

Bemessung des leidensbedingten Abzugs vom statistischen Tabellenlohn

berücksichtigt werden (Urteil 8C_260/2011 vom 25. Juli 2011 E. 5.5 mit

Hinweisen). Allerdings ist zu beachten, dass allfällige bereits in der

Beurteilung der medizinischen Arbeitsfähigkeit enthaltene gesundheitliche

Einschränkungen nicht zusätzlich in die Bemessung des leidensbedingten Abzuges

einfliessen können, weil damit ein- und derselbe Gesichtspunkt bei der

Bestimmung des Invalideneinkommens doppelt angerechnet würde. Die Vorinstanz

Dispositivo

hat zutreffend erkannt, dass Dr. med. B. die Arbeitsfähigkeit in der

angestammten oder einer anderen adaptierten Erwerbstätigkeit in der Bandbreite

von 50 % - 70 % angab, wobei aus der (mehrfachen) Unterstreichung des höheren

Niveaus (70 %) zu schliessen war, dass die Versicherte eher in diesem Umfang

ohne Leistungseinschränkung arbeiten könnte. Unter diesen Umständen hat das

kantonale Gericht zu Recht erkannt, dass kein triftiger Grund bestand, in das

Ermessen der Verwaltung einzugreifen, zumal auch sonst kein abzugsbegründendes

Merkmal gemäss BGE 126 V 75 vorlag, welches die Vorinstanz, auf deren Entscheid

im Übrigen verwiesen wird, nicht berücksichtigt hätte.".

Infine, lo svolgimento dell'attività di addetto all'accoglienza e

alla sicurezza per decenni non è di pregiudizio al ricorrente. Si può ritenere,

secondo il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni

sociali (DTF 129 V 56 consid. 2.4; DTF 138 V 218 consid. 6), che l'assicurato

sia in grado di svolgere almeno delle attività leggere, semplici e non

specializzate come indicato dalla consulente in integrazione professionale. Infatti,

questi lavori non contrastano né con le sue condizioni di salute né tanto meno

con la sua età (STCA 32.2021.32 del 13 settembre 2021; STCA 32.2020.33 del 7

ottobre 2020; STCA 32.2019.194 del 3 agosto 2020; STCA 32.2017.222 del 26

novembre 2018; STCA 32.2017.63 del 6 novembre 2017; STCA 32.2017.18 del 27

luglio 2017).

Attività di questo tipo non richiedono peraltro particolari

conoscenze professionali, potendo perciò l'assicurato essere subito attivo dopo

una breve introduzione teorica e concreta direttamente sul posto, e ciò anche

se simili attività lucrative esulano dal suo consueto ambito lavorativo.

Nella recente STF 8C_109/2021 del 6 settembre 2021, il TF ha ribadito

questi concetti giudicando sulla richiesta del 2015 di aumento, per

peggioramento, del diritto alla mezza rendita di invalidità attribuita nel 2001

a un assicurato, nato nel 1959.

L'Alta Corte si è al riguardo così espressa:

" 5.3.2. Entgegen der Ansicht des Beschwerdeführers stellt sein Alter

(unabhängig davon, ob mit der IV-Stelle von einem 57-Jährigen oder mit dem

Versicherten von einem 59½-Jährigen ausgegangen wird; vgl. zur weiterhin

offenen Frage nach dem massgeblichen Zeitpunkt für die Prüfung des

altersbedingten Anspruchs auf einen Abzug vom Tabellenlohn: BGE 146 V 16 E. 7.1) keinen Grund dar, der einen

leidensbedingten Abzug zu rechtfertigen vermöchte. Denn insbesondere im Bereich

der Hilfsarbeiten muss sich ein fortgeschrittenes Alter auf dem hypothetischen

ausgeglichenen Arbeitsmarkt (Art. 16 ATSG) praxisgemäss nicht zwingend

lohnsenkend auswirken. Gerade Hilfsarbeiten werden auf dem massgebenden

ausgeglichenen Stellenmarkt altersunabhängig nachgefragt (BGE 146 V 16 E. 7.2.1 mit Hinweisen). Auch der

Einwand, praxisgemäss rechtfertige schon die Tatsache, dass der

Beschwerdeführer auf eine wechselbelastende Tätigkeit angewiesen sei, einen

10%igen Leidensabzug, trifft nicht zu. Vielmehr ist stets eine gesamthafte

Schätzung gefordert (E. 5.3.1 hiervor). Hier fällt ins Gewicht, dass ein

Vollzeitpensum zumutbar ist. Dabei wird gutachtlich eine 30%ige Einschränkung

der Leistungsfähigkeit, bedingt durch einen vermehrten Pausenbedarf und/oder

ein verlangsamtes Arbeitstempo, berücksichtigt. Bereits in der Beurteilung der

medizinischen Arbeitsfähigkeit enthaltene gesundheitliche Einschränkungen

dürfen nun aber nicht zusätzlich in die Bemessung des leidensbedingten Abzugs

einfliessen und so zu einer doppelten Anrechnung desselben Gesichtspunkts

führen (BGE 146 V 16 E. 4.1 mit Hinweis). Wenn

die Vorinstanz deshalb mit Blick auf die Vorgabe einer wechselbelastenden

Arbeit und die zusätzlichen Anforderungen an eine angepasste Tätigkeit einen

Leidensabzug vom Invalideneinkommen in der Höhe von insgesamt 10 % bestätigt

hat, so lässt sich dies nicht als rechtsfehlerhafte Ermessensausübung

qualifizieren.".

2.13. Alla luce di

quanto qui sopra esposto (in particolare delle sentenze federali del 10 giugno

2020, cfr. consid. 2.11), ricordato che siamo in presenza di un assicurato

60enne, con una capacità lavorativa del 70% che poteva essere integrato nel

mondo del lavoro e svolgere attività semplici e ripetitive, questo Tribunale

non può fare propria la riduzione complessiva del 20% del reddito da invalido

operata dall’amministrazione (10% per attività leggere e 10% per altri

fattori di riduzione; doc. 42).

Va invece unicamente

concessa una riduzione del 10% per altri fattori di riduzione, considerata la

necessità di alternare la postura, non inclusa nella valutazione medica.

2.14. Da quanto

precede discende che il reddito statistico ipotetico da invalido

rivalutato ammontante nel 2019 a Fr. 68'346,97 va ritenuto nella misura del 70% stante

la ridotta capacità lavorativa

esigibile dell'assicurato (Fr. 68'346,97 x 70 : 100

= Fr. 47'842,88) e in seguito questo nuovo reddito va diminuito del 10% per tenere conto delle circostanze

personali, ottenendo così l'importo

di Fr. 43'058,59 (Fr.

47'842,88 - [Fr. 47'842,88 x 10 : 100]).

Confrontando questo

dato con l'ammontare di Fr.

67'324,92 corrispondente al

reddito (ipotetico) da valido che l'assicurato avrebbe potuto conseguire

nell'anno 2019 come addetto all'accoglienza al 100% senza il danno alla

salute, risulta dunque una perdita di

guadagno del 36,04

% ([Fr. 67'324,92 - Fr. 43'058,59] : Fr. 67'324,92 x

100), che va arrotondata al 36% (DTF 130 V 121).

Questo grado di invalidità non dà diritto all'assicurato a una

rendita di invalidità dal 1° luglio 2019, essendo inferiore al grado

pensionabile del 40% (art. 28 cpv. 2 LAI).

Pertanto, anche facendo capo al metodo ordinario di confronto dei

redditi, il risultato non differisce da quello ottenuto con il confronto

percentuale dei redditi adottato dall'amministrazione e su cui si basa la

decisione impugnata.

Il ricorso è di conseguenza respinto e si prescinde dal dare

seguito alla richiesta ricorsuale di audizione (doc. VI).

2.15. Il 1°

gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L'art. 61 lett. a LPGA prevede ora unicamente che la

procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica, ma non più anche gratuita

per le parti.

Dalla medesima data è entrato in vigore l'art. 61 lett. fbis

LPGA, secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura

è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola

legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che

ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Per l'art. 69 cpv. 1bis LAI nel tenore in vigore dal 1° gennaio

2021, la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle

assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell'AI è soggetta

a spese. L'entità delle spese è determinata fra Fr. 200.- e Fr. 1'000.- in

funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133

V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre

2008).

Visto l'esito della vertenza,

le spese per complessivi Fr. 500.-vanno poste a carico del ricorrente.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese di Fr. 500.- sono

poste a carico dell'insorgente.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia

di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti