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Decisione

32.2023.84

Conferma decisione di non entrata in materia non avendo l’assicurato reso verosimile, in sede amministrativa, un peggioramento dello stato di salute. Atti medici prodotti per la prima volta in sede ricorsuale non vengono presi in considerazione. Trasmissione nuovi atti all’Ufficio AI

7 novembre 2023Italiano23 min

medici, che intende trasmettere in un secondo tempo o che chiede all’amministrazione

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

32.2023.84

FS

Lugano

7 novembre 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il vicepresidente

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattore:

Francesco Sciuchetti, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 4 settembre 2023 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 4 luglio 2023 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto in fatto

1.1. Per

decisione 4 luglio 2023 preavvisata il 10 maggio 2023 l’Ufficio AI non è

entrato in materia sulla nuova domanda di prestazioni presentata nell’aprile

2023 da RI 1, la cui precedente richiesta inoltrata nell’agosto 2021 era stata

respinta con decisione 8 settembre 2022, confermata da questa Corte con STCA

32.2022.70 del 6 marzo 2023.

1.2.

Contro tale decisione s’aggrava al TCA RI 1, rappresentato dall’avv. RA

1, postulando l’annullamento della decisione impugnata e la concessione di una

rendita intera d’invalidità o, subordinatamente, il rinvio degli atti

all’amministrazione affinché entri nel merito. Contesta in particolare la

valutazione clinica posta alla base del querelato provvedimento, producendo

della nuova refertazione medica. Insta altresì per la concessione

dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

Con

la risposta di causa l’amministrazione, con riferimento all’annotazione 14

settembre 2023 del medico SMR dr. __________, chiede il ritorno degli atti “per

procedere all’istruttoria”, ritenendo il rapporto medico 31 luglio 2023

della dr.ssa med. __________, prodotto con il ricorso, atto a giustificare

l’entrata in materia.

Con

scritto 5 ottobre 2023, la patrocinatrice dell’insorgente ha notificato di

aderire alla proposta di retrocessione formulata dall’amministrazione.

Il

19 ottobre 2023 il ricorrente ha prodotto il certificato municipale per

l’ammissione all’assistenza giudiziaria vidimato dalla cancelleria comunale e

corredato dalla documentazione economica di rito.

considerato in

diritto

2.1. La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un

giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 ago-sto 2015;

STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

2.2. L’oggetto

del contendere deve essere limitato alla questione a sapere se a ragione

l'Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova domanda di prestazioni.

Infatti, se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di

non entrata in materia, il giudice esamina solo se a buon diritto

l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia. Se invece – ciò che non

corrisponde al caso in esame – essa ha accettato di esaminare la nuova

richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in

materia ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa

attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10

consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 p. 269 consid. 1a).

Per tale motivo, nella misura in cui nel caso in disamina viene

chiesto di procedere, sulla base della refertazione medica all’inserto e quella

prodotta col ricorso, ad una valutazione materiale del diritto alla rendita e

non solo di esaminare se a ragione o meno l'amministrazione ha rifiutato

di entrare in materia, il presente gravame s’appalesa irricevibile.

2.3. Giusta

l’art. 87 cpv. 2 OAI se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve

dimostrare che il grado d'invalidità o di gran-de invalidità o il bisogno di

assistenza o di aiuto dovuto all'inva-lidità è cambiato in misura rilevante per

il diritto alle prestazioni. Qualora la rendita, l'assegno per grandi invalidi

o il contributo per l'assistenza siano stati negati perché il grado

d'invalidità era insufficiente, perché non è stata riconosciuta una grande

invalidità o perché il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere diritto al

contributo per l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se sono

soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).

La

giurisprudenza ha avuto modo di stabilire che l’art. 87 cpv. 3 OAI (già art. 87

cpv. 4 OAI) si applica per analogia anche

alle prestazioni reintegrative. Se, quindi, una prestazione di reintegrazione è

stata rifiutata, una nuova domanda potrà essere esaminata nel merito solo se

l'assicurato rende verosimile una modifica rilevante della situazione di fatto

tale da influire sul di-ritto a prestazioni (DTF 109 V 119 consid.

3a; Kieser, Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, 1999, n. 1006 p.

185; DTF 109 V 262 consid. 3, 109 V 108 consid. 3a).

Scopo di

questo requisito è impedire che l'amministrazione debba costantemente chinarsi

su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è già stata

rifiutata da una precedente decisione cresciuta in giudicato (STF 8C_716/2011

del 5 gennaio 2012; DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con

riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra

nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è

resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto

alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entra-re nel merito della

richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V 108 consid.

2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der

Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003, pp. 84ss). La costante

giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non

solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso

sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto

invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un

cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4;

RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b,

105 V 30). Affinché sia possibile la revisione è dunque necessario che le

condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica,

tale da influire sulla perdita di guadagno. Una revisione della rendita è

possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione

iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece

che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo

diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a, 1985 p. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella

causa G.C., consid. 4).

In DTF

130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in cui l'assicurato non ha reso

verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio,

secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati

d'ufficio dal giudice, non risulta applicabile. Solo se nella nuova domanda di

rendita l'assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo

tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora

prodotti o da richiedere dall'amministrazione, quest'ultima deve impartire

all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con

l'avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (cfr.

consid. 5.2.5).

Va ancora

rilevato che per quanto concerne i capoversi 2 e 3 dell’art. 87 OAI

(corrispondenti ai capoversi cpv. 3 e 4 in vigore sino al 31 dicembre 2011) è

sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento. Non è

necessario portare la prova piena per convincere l'amministrazione che è

subentrato un rilevante cambiamento rispetto all'ultima decisione cresciuta in

giudicato. È sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile

modifica, anche se permane la possibilità che un'analisi approfondita dimostri

che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23

aprile 2015 consid. 4.2; STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 2.2 e

2.3; STF 9C_688/2007 del 22 gennaio 2008; SVR 2002 IV Nr. 10 consid

1c/aa).

Più la

precedente decisione è distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla

verosimiglianza ex art. 87 cpv. 2 e 3 OAI del rilevante cambiamento;

quanto

più breve è il lasso di tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto più

rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allegazioni

dell'assicurato. Su questo aspetto, l’amministrazione dispone di un certo

potere di apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispettare

(DTF

109 V 114 consid. 2b, 123 consid. 3b e 264 consid. 3; STFA I 619/04 del 10

febbraio 2005, consid. 3.1; STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid.

2.3; v. anche SVR 2003 IV n. 25 p. 76).

2.4. Nella

fattispecie in esame, gli atti medici prodotti in sede amministrativa non

apportano elementi che permettano di ritenere verosimile un peggioramento

rispetto alle valutazioni poste a fondamento della decisione 8 settembre 2022 dell’Ufficio

AI, confermata dalla decisione 6 marzo 2023 di questa Corte, e meglio il

rapporto finale del SMR del 12 novembre 2021, sulla base del quale

l’amministrazione aveva concluso per un’inabilità lavorativa in attività

abituale di pulitore d’auto indipendente del 50% dal 1° maggio 2020 e per una

piena abilità in attività adeguate dal 23 settembre 2021 in ragione di una “Sindrome

da disfunzione posturale a genesi prevalentemente discendente condizionante: -

Sindrome dolorosa dorso-lombare e lombare in scoliosi dorso-lombare sinistro

convessa di circa 10° con rilevante componente ipostenica” (doc. 22 incarto

AI).

In

effetti, con la domanda di prestazioni presentata nell’aprile 2023, RI 1 si è

limitato a produrre un certificato medico della dr.ssa med __________ che

attesta in maniera del tutto generica e senza ulteriori specificazioni

un’inabilità lavorativa del 100% dal 24 aprile 2023 al 24 giugno 2023 (cfr.

doc. 48 incarto AI), ciò che non può essere considerata un’attestazione medica

facente validamente e in maniera motivata stato di una (verosimile) rilevante

modifica della situazione accertata nell’ambito della precedente procedura

sfociata nella decisione 8 settembre 2022, confermata da questo Tribunale il 6

marzo 2023.

Né del

resto è possibile desumere un tale peggioramento dalla refertazione medica

prodotta in sede di osservazioni al progetto di decisione di non entrata in

materia 10 maggio 2023. Il certificato medico 25 maggio 2023 della dr.ssa med. __________,

attesta anch’esso genericamente e senza ulteriori specificazioni un’inabilità lavorativa

del 100% dal 25 maggio 2023 al 26 giugno 2023 (doc. 58 incarto AI). A giusto

titolo il medico SMR ha quindi ritenuto che dal profilo psicologico non fosse

stato reso verosimile un rilevante peggioramento, limitandosi la refertazione

prodotta ad indicare “una IL del 100% ma non descrive uno stato clinico

psichiatrico” (doc. 59 incarto AI).

Nel

rapporto medico 30 maggio 2023 il curante, dr. med. __________ ha invece

rilevato che:

"

Il Sig. RI 1 è un paziente, ex

gestore di autolavaggio, affetto da una scoliosi cervicodorso-lombare

progressiva presente gi dalla nascita, aggravatasi nel corso degli ultimi

anni. Il paziente da circa un anno presenta un peggioramento delle proprie

condizioni con comparsa di dolori dorso-lombari, ormai cronici, invalidanti,

carico-dipendenti, resistenti a tutti i trattamenti antalgici finora tentati.

Il paziente è stato sottoposto ad una valutazione

specialistica posturografica che ha evidenziato una grave sindrome da

disfunzione posturale con sindrome dolorosa dorso-lombare e scoliosi

dorso-lombare sinistra convessa di circa 10 gradi ed ad una nuova valutazione

reumatologica/neurologica.

Le condizioni attuali del paziente non gli permettono

più di eseguire la sua attività di gestore di autolavaggio così come non può

più eseguire attività lavorative affini che comportino la stazione eretta

prolungata od i movimenti ripetitivi di flesso-estensione del dorso e delle

spalle o lavori che comportino la posizione seduta per oltre un’ora. (…)”. (doc.

58 incarto AI)

Ora, la

diagnosi posta risulta essere la medesima di quella già indicata dallo stesso

curante con il “Rapporto medico: Integrazione professionale/Rendita” del

23 settembre 2021 (doc. 6 incarto AI pto. 3.1) e ritenuta dal medico SMR il

quale, proprio su tale base, con rapporto finale 12 novembre 2021 ha accertato

una capacità lavorativa completa in attività adeguata a far tempo dal 23

settembre 2021, evidenziando fra i limiti funzionali proprio la necessità di alternare

la postura al bisogno, quella di pause supplementari e che non sono più

possibili “posizioni inergonomiche per la colonna” (cfr. doc. 22 incarto

AI). Nella nuova certificazione il curante si limita ad indicare, senza porre

una nuova diagnosi, che “le condizioni attuali del paziente” implichino

l’impossibilità di eseguire “lavori che comportino la posizione seduta per

oltre un’ora”. Sennonché egli, oltre a non motivare tale considerazione, se

non indicando un peggioramento dei dolori del paziente senza oggettivare la sua

affermazione - e senza indicare chiaramente a quando sia da ricondurre tale

asserito peggioramento - non spiega perché le sopracitate limitazioni

funzionali stabilite dal SMR, il quale aveva anch’esso fra le altre cose

evidenziato la necessità di alternare la postura al bisogno, quella di disporre

di pause supplementari e di non assumere posizioni inergonomiche, non siano

adeguate alle condizioni del signor RI 1. Quanto alla valutazione specialistica

posturografica citata, non ci si può esimere dall’osservare che già il 18

giugno 2020 l’insorgente era stato sottoposto a tale esame il quale ha posto la

nota diagnosi di “Sindrome da disfunzione posturale […] Sindrome dolorosa

dorso-lombare e lombare in scoliosi dorso-lombare sinistra convessa di circa

10° […]” (cfr. doc. 6 incarto AI) già alla base della decisione di diniego 8

settembre 2022 e ora nuovamente ribadita dal curante. Se anche si trattasse di

un nuovo esame vi è pertanto da ritenere che il quadro clinico non sia mutato a

quello precedentemente ritenuto dall’amministrazione. Quanto alla “nuova

valutazione reumatologica/neurologica” nemmeno si comprende se il curante

si riferisca a nuovi esami - posteriori alla decisione di diniego 8 settembre

2022 - i cui risultati ad ogni modo non vengono riportati, o se si riferisca alle

poste a corredo della domanda di prestazioni 26 agosto 2021 i cui risultati

sono già stati esaminati dal SMR (cfr. doc. 6 incarto AI).

In

siffatte circostanze non si può che aderire alla conclusione del medico SMR che

nemmeno da questo profilo la documentazione medica proponga nuove diagnosi od

un quadro clinico differente da quello già noto e valutato.

Quanto

allo scritto 22 maggio 2023 del dr. med. __________ – si tratta di una missiva

indirizzata al curante dr. med. __________ con cui lo informa sull’esito delle

visite eseguite sul comune paziente. Con annotazione 19 giugno 2023 – il medico

SMR ha confrontato lo status rilevato nella succitata missiva con quello

ritenuto nel suo rapporto finale 12 novembre 2021 concludendo che non emergesse

un quadro clinico differente, né una nuova diagnosi rispetto a quanto da lui

valutato. A tale conclusione occorre prestare adesione ritenuto come il dr.

med. __________ non evidenzia in alcun modo che sia intervenuto un

peggioramento delle condizioni dell’assicurato successivamente alla decisione

di diniego dell’8 settembre 2022, né si esprime sulla capacità lavorativa

dell’assicurato.

Ne

discende che, non avendo l’insorgente reso verosimile una modifica rilevante

della sua situazione invalidante in sede amministrativa – richiamato inoltre il

suevocato principio secondo cui quanto più breve è il lasso di tempo trascorso

dalla decisione precedente (nella fattispecie quella resa l’8 settembre 2022,

confermata il 6 marzo 2023 da questa Corte) tanto più rigorosamente vanno

apprezzate le allegazioni alla base della nuova domanda (in casu la domanda di

prestazioni 28 aprile 2023) – la decisione di non entrata in materia 4 luglio

2023 deve essere confermata, il ricorso non meritando pertanto accoglimento.

La

documentazione medica prodotta per la prima volta dopo l’emissione della

surriferita decisione non muta l’esito del giudizio e ciò per i motivi che

seguono.

2.5. Il 20 luglio 2023,

all’amministrazione è pervenuto un nuovo rapporto medico del dr. med. __________

datato 19 luglio 2023, facente anch’esso stato di un peggioramento dello stato

di salute, corredato da molteplici rapporti di valutazioni cliniche, alcuni dei

quali già presentati nell’ambito della precedente domanda di prestazioni 26

agosto 2021. Dopo aver sottoposto tale documentazione al vaglio del SMR, con

scritto 24 luglio 2023 l’amministrazione ha indicato di confermare la decisione

di non entrata in materia 4 luglio 2023 (cfr. doc. 67 incarto AI).

Con il

gravame l’assicurato ha prodotto dell’ulteriore, nuova refertazione medica

(cfr. supra consid. 1.2).

Esaminata

tale documentazione, in data 14 settembre 2023 il medico SMR ha rilevato: “Certificazione

di malattia psichiatrica presente dal mese di aprile 2023 e mai oggettivata

prima se non con un certificato a firma della Dr.ssa __________ del 31.01.2023 [recte:

31.07.2023]. Per questo motivo si ritiene giustificato entrare in materia”.

Da qui la proposta di “ritornare

gli atti all’UAI per procedere all’istruttoria” formulata

dall’amministrazione in sede di risposta di causa, a cui l’insorgente ha

aderito (cfr. supra consid. 1.2). Dalla formulazione adottata dall’Ufficio AI

(“In ricorso il referto della Dr.ssa Med. __________ datato 31 luglio è

stato ritenuto atto a giustificare l’entrata in materia sulla nuova domanda di

prestazioni dell’AI”) non si desume in modo chiaro se con ciò

l’amministrazione intendesse postulare l’annullamento della decisione impugnata

ed il conseguente rinvio degli atti per entrare nel merito della domanda di

prestazioni 28 aprile 2023, oppure la trasmissione degli allegati prodotti in

corso di causa, affinché potesse trattare gli stessi alla stregua di una nuova domanda

di prestazioni. Ad ogni modo si rileva quanto segue.

In STF 8C_457/2012 del

9 luglio 2012 l’Alta Corte ha giudicato corretto l’agire di un tribunale

cantonale che non aveva preso in considerazione la nuova documentazione medica

prodotta per la prima volta nella procedura ricorsuale e che andava considerata

nell’ambito di una nuova domanda nel caso in cui con la stessa fosse stata

sufficientemente comprovata una modifica delle circostanze di fatto (“(…) Weiter hat die

Vorinstanz zutreffend erwogen, dass die von ihr erst im kantonalen

Beschwerdeverfahren neu aufgelegten Arztberichte nicht berücksichtigt werden

können, sondern im Wege einer allfälligen Neuanmeldung vorzubringen sind, falls

sie eine anspruchsrelevante Tatsache glaubhaft machen sollen (BGE 130 V 64 E.

5.2.5 S. 69; Urteil 8C_177/2010 vom 15. April 2010 E. 6). Auf den

angefochtenen Entscheid wird verwiesen (Art. 109 Abs. 3 BGG) (…)”).

Nella STF

Fatti

I 734/05 dell’8 marzo 2006 (citata nella STF 8C_177/2010 del 15 aprile 2010),

il TF aveva accolto un ricorso di un Ufficio AI che si era lamentato del fatto

che un tribu-nale cantonale aveva preso in considerazione un certificato medico

prodotto solo in sede di ricorso. L’Alta Corte ha rammentato che se nella nuova

domanda non viene reso verosimile che il grado d’invalidità si è modificato in

misura rilevante per il diritto alle prestazioni, ciò non porta in tutti i casi

all’obbli-go per l’amministrazione di fissare un termine all’assicurato per

rendere verosimile la modifica. Il termine va assegnato unicamente laddove

l’assicurato non rende verosimile la modifica rilevante per il diritto alle

prestazioni, ma rinvia a mezzi di prova supplementari, in particolare atti

medici, che intende trasmettere in un secondo tempo o che chiede all’amministrazione

di acquisire d’ufficio. Se, per contro, viene inoltrata una nuova do-manda

senza rinvio a mezzi di prova supplementari, l’amministrazione deve decidere

sulla base della domanda e degli atti ivi prodotti. Nello spirito della

normativa di cui all’art. 87 cpv. 3 OAI, mezzi di prova che datano

successivamente alla decisione di non entrata in materia devono

essere sempre prodotti nell’ambito di una nuova domanda di prestazioni

(rispettivamente di revisione).

Quanto

alla proposta formulata nella risposta di causa dall’Ufficio AI, nella misura

in cui bisogna ritenere che la stessa sia da intendersi come una richiesta di

annullamento della decisione 4 luglio 2023 e del conseguente rinvio degli atti

per entrare nel merito, la stessa configura un’adesione (acquiescenza)

integrale alla pretesa di causa attorea (cfr. STF 9C_570/2007 del 5 marzo 2008,

consid. 1.2., STCA 36.2009.180 del 25 gennaio 2010, p. 4 e segg.; STCA

32.2021.132 del 29 marzo 2022, consid. 2.4).

Secondo la giurisprudenza del TFA (ora TF), in caso

di acquiescenza e transazione durante la procedura giudiziaria, spetta al

giudice verificare la legalità dell’accordo (RCC 1988 p. 423 consid. 2c; per la

transazione art. 50 cpv. 3 LPGA: Kieser, ATSG Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra

2003, art. 50 nota 3 p. 502 ss e nota 16 p. 507; SVR 1996 AHV Nr. 74 p. 223;

STFA 10.3.1982 nella causa D.B.; RCC 1988 p. 421; DTF 112 V 175/176; DTF 104 V

162; Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, 3. Edizione, Berna 2003,

p. 463-463).

Stante quanto sopra, anche nella misura in cui occorra

interpretare la richiesta dell’Ufficio AI quale adesione alle richieste attoree

di annullamento della decisione impugnata e di rinvio degli atti, alla stessa, formulata

sulla base di atti medici prodotti tardivamente ai sensi della surriferita

giurisprudenza federale, non può essere dato seguito e la pronuncia

amministrativa deve essere confermata.

La documentazione medica prodotta (per la prima volta) dopo

la decisione di non entrata in materia 4 luglio 2023 (docc. C, D, E e doc. 65

incarto AI con allegati) – a valere quale ulteriore nuova domanda

dell’assicurato – deve quindi essere trasmessa all’Ufficio AI affinché,

dopo esame della stessa e al di là del fatto che si sia già espressa con

scritto 24 luglio 2023, rispettivamente con la risposta di causa (cfr. supra

consid. 2.5), renda una decisione formale impugnabile

(preceduta da

preavviso con possibilità, per l’assicurato, di presentare osservazioni con

eventuale produzione di ulteriore documentazione medica o economica) di

entrata o non entrata in materia ai sensi dell’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI e, in caso affermativo,

dopo istruzione della causa, si pronunci nel merito del peggioramento.

Va qui

inoltre rilevato che, nella misura in cui, come accennato (cfr. supra consid.

2.5), il ricorrente si prevale di refertazione medica già presentata

nell’ambito della precedente domanda di prestazioni 26 agosto 2021 (e meglio i

rapporti medici 17 gennaio 2020 del dr. med. __________, 12 maggio 2020 del dr.

med. __________, 19 giugno 2020 del dr. med. __________, 24 marzo 2021 del dr.

med. __________), nella

DTF 136 V 369 il Tribunale federale ha stabilito che la forza di crescita in

giudicato di decisioni (amministrative, su opposizione o su ricorso) relative a

prestazioni ricorrenti (come le rendite AI, cfr. pro multis STF 9C_341/2017 del

Considerandi

27.

settembre 2017 consid. 4.1.) nell’ambito delle assicurazioni sociali è di

principio temporalmente illimitata, estendendosi sia ai presupposti del diritto

alla specifica prestazione che ai fattori che ne determinano l’estensione (ad

esempio dal profilo temporale), a condizione che essi si riferiscano a

fattispecie conclusesi al momento della decisione. Simili elementi di

motivazione della decisione cresciuta in giudicato non sono perciò suscettibili

di riesame nell’ambito di una revisione o di una nuova domanda, né vi si può

rinvenire, a meno che non sussista un nuovo caso di assicurazione (consid.

3.1.1

e seg. con molteplici rinvii giurisprudenziali e dottrinali). Ciò

comporta che se l’assicurato, pur rilevando (validi) motivi per opporsi,

rispettivamente impugnare la decisione rimane passivo, tale omissione non potrà

essere successivamente sopperita, neppure appellandosi all’obbligo

dell’amministrazione di procedere ad una valutazione completa “a tutto tondo”

(ted. allseitige Prüfung) (DTF 147 V 213 consid. 6.2.2.).

Ne consegue che gli elementi già valutati

dall’amministrazione e successivamente sottoposti al vaglio di questo Tribunale

(cfr. decisione dell’Ufficio AI del 8 settembre 2022 e decisione dello

scrivente Tribunale del 6 marzo 2023 di cui all’inc. 32.2022.70), non sono

quindi suscettibili di essere nuovamente esaminati nell’ambito di una revisione

o di una nuova domanda, a meno che non insorga un nuovo caso di assicurazione, non

ravvisandosi motivi che le avrebbero impedito di impugnare la menzionata

decisione giudiziaria.

2.6

Visto tutto quanto precede, la decisione

impugnata merita conferma mentre il ricorso, nella misura in cui ricevibile, va

respinto.

2.7

Secondo l'art. 69 cpv. 1fbis LAI nel tenore

in vigore dal 1. gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. anche la

disposizione transitoria dell’art. 82a LPGA in combinazione con gli art. 61

lett. a e fbis LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021)

la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni in

caso di controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta a spese.

L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione delle

spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (cfr. DTF 133 V 402;

STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500 sono poste a carico del

ricorrente.

2.8

Come

accennato (cfr. supra consid. 1.2), il ricorrente chiede di essere posto al

beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

Ai

sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve

essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo

giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L’art. 28

cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito

patrocinio è retta dalla Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio

d’ufficio (LAG), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011.

I

presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in

principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato

è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di

esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b). Per valutare se un

assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza, si

tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid.

7b, p. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento

al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

Nel

caso in disamina non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di esito

favorevole. Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa

sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole

riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si

esporrebbe (RAMI 1994 p. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b, 119 Ia 251). Dopo un

esame forzatamente sommario, sulla base degli atti all’inserto e di quelli

prodotti in sede ricorsuale, la vertenza appariva sin dall’inizio destinata

all’insuccesso.

Come

esposto al considerando 2.4, gli atti prodotti in sede amministrativa non

contenevano elementi idonei a rendere verosimile un cambiamento dello stato di

salute dell’insorgente rispetto a quanto ritenuto nella decisione di diniego 8

settembre 2022 confermata dalla decisione di questo Tribunale del 6 marzo 2023.

Quanto alla refertazione medica prodotta successivamente alla decisione 4

luglio 2023, su cui fanno leva le argomentazioni ricorsuali, la stessa risultava

già da un esame sommario tardiva e, come tale, ininfluente ai fini del presente

giudizio.

In simili condizioni, l’istanza di

assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio deve essere respinta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso,

nella misura in cui ricevibile, è respinto.

2. L’istanza

tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è

respinta.

3. Gli

atti vengono trasmessi all’Ufficio AI affinché proceda nelle proprie incombenze

conformemente ai considerandi.

4. Le

spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico del ricorrente.

5. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione

impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario di Camera

giudice Raffaele Guffi Gianluca

Menghetti