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33.2009.12

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

28 giugno 2010Italiano58 min

Source ti.ch

Fatti

i quali vi sono:

" (…)

d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,

comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

f. gli assegni familiari;

h. le pensioni alimentari previste dal diritto di famiglia.".

2.4. Il

ricorrente lamenta una diminuzione del suo diritto alle prestazioni

complementari dal 1° dicembre 2009, derivante dal fatto che la Cassa ha

ritenuto che non è più tenuto al pagamento di contributi alimentari a favore

della figlia minorenne nella misura di Fr. 800.- al mese, come risulta dal

verbale di udienza del 25 settembre 2009. In realtà, però, egli continuerebbe a

sostenere dei costi che la riguardano, sia perché spesso __________ viene a

trovarlo sia perché le paga le fatture dei medici e delle analisi.

Al proposito, questo Tribunale evidenzia che, in

effetti, il Pretore di __________, dopo avere sentito entrambi i genitori, il

25 settembre 2009 (doc. 111) ha modificato l'accordo di misure a protezione dell'unione coniugale del 4 dicembre 2007, stabilendo per l'insorgente l'obbligo di versare alla moglie, a titolo di contributo alimentare

per la figlia, l'importo

corrispondente alla rendita completiva AI, nel 2009 pari a Fr. 228.-, già

versata alla moglie.

In realtà, quindi, il contributo alimentare strictu

sensu è pari a zero, poiché la rendita completiva per figli dell'AI, spettante per diritto proprio alla

figlia, non è, a tutti gli effetti, un contributo alimentare del diritto

civile, ma è una rendita delle assicurazioni sociali che, giusta l'art. 285 cpv. 2 CC ("Salvo

diversa disposizione del giudice, gli assegni per i figli, le rendite d'assicurazione

sociale e analoghe prestazioni per il mantenimento del figlio, spettanti alla

persona tenuta al mantenimento, sono pagate in aggiunta al contributo"), deve essere aggiunta al contributo di mantenimento previsto dal

giudice civile.

In virtù di quanto stabilito dal Pretore nel

2009, dunque, è ben chiaro che è venuto a cadere l'obbligo per l'assicurato

di continuare a versare alla moglie, a favore della figlia, il contributo alimentare

vero e proprio di Fr. 800.- fissato in occasione dell'udienza del 4 dicembre 2007 (doc. 157). È invece rimasto dovuto, a

favore di __________, il versamento della rendita completiva per figli, seppure

non fosse stato esplicitamente menzionato nell'accordo del 2007, ma che era sottinteso secondo, peraltro, anche il

citato art. 285 cpv. 2 CC, essendo un diritto proprio della figlia.

Ne discende che è corretto che la Cassa di compensazione

abbia eliminato la voce del contributo alimentare dal fabbisogno del

ricorrente, dato che, a tutti gli effetti, dal 1° settembre 2009 non è più

tenuto giuridicamente al versamento di questo importo.

A riprova di ciò, dal calcolo delle PC della figlia

la Cassa ha giustamente eliminato l'ammontare di Fr. 9'600.-

(Fr. 800.- x 12) dai suoi redditi computabili, ritenuto che, effettivamente,

non percepisce più dal padre questa somma per il suo mantenimento.

2.5. L'assicurato ha inoltre affermato che egli continua comunque a

mantenere la figlia, giacché quest'ultima "va e viene dal suo appartamento (la madre abita

molto vicino) dove ha anche una camera per sé stessa", e quindi la

presenza della figlia comporta dei costi, che devono dunque essere tenuti in

considerazione nel calcolo del suo fabbisogno. Prova ne è, a suo dire, che

spetta al ricorrente saldare le fatture dei medici a cui fa capo la figlia, poiché

la madre, sebbene ne abbia la custodia, non se ne occupa, tanto da averla

lasciata senza copertura dell'assicurazione

malattia obbligatoria. Nemmeno le ha pagato la retta scolastica.

In proposito, va rilevato che la lista dei costi

computabili (spese riconosciute) ai fini del calcolo della PC, elencati all'art.

10 LPC (cfr. consid. 4), è esaustiva e che quest'ultima disposizione è di diritto federale imperativo (Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur

AHV/IV, 2a ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, pag. 134; N. 3001

DPC), perciò non è possibile derogarvi.

Di conseguenza, tutte le spese che non risultano

nell'elenco di cui al citato art. 10 LPC non possono essere ammesse in

deduzione a favore dell'assicurato.

Con il fabbisogno vitale (limite di reddito) per

le persone non collocate in istituti (Fr. 18'720.- nel 2009) si deve dunque sopperire a tutto quanto non è

possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla legge (quali il

vitto, i vestiti, il mobilio, il telefono, il canone radio-TV, la

responsabilità civile, ecc.; cfr. Carigiet, Ergänzungsleistungen

zur AHV/IV, pag. 23 N. 74, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],

Soziale Sicherheit, Basilea 1998).

Pertanto, le spese addotte dal ricorrente

riguardo al mantenimento della figlia nei momenti in cui la stessa va a

trovarlo e/o vive da lui non possono essere prese in considerazione a

titolo di spese riconosciute all'assicurato, non rientrando, infatti, nell'elenco di cui all'art.

10 LPC.

Peraltro, come ha affermato l'amministrazione, fintanto che la figlia è

legalmente affidata alla custodia della mamma, il padre non può pretendere di

conteggiare nel suo fabbisogno "la presenza" della figlia e quindi i

relativi costi che ne scaturiscono.

Questo TCA rileva, al riguardo, che le visite di __________

all'insorgente non sono poi

state così frequenti come il ricorrente lascia intendere. Tali visite non giustificano

un accresciuto costo di mantenimento, che le prestazioni complementari

dovrebbero riconoscere. Infatti, la lettera manoscritta della figlia, datata 25

gennaio 2010 (doc. B4), specifica chiaramente che i contatti tra padre e figlia

- presumibilmente nel 2009 - sono stati rari (pag. 3: "(…) le poche

volte che sono riuscita ad andare a trovarlo, dopo poco tempo cominciava a

chiamare al telefono sia me che mio padre e ci minacciava che dovevo rientrare

a casa entro dieci minuti."; pag. 5: "(…) venerdì 2 gennaio

2010 volevo andare un po' da mio padre perché ero un po' triste, visto che mi manca molto ed era un po' di tempo che non lo vedevo.").

D'altronde, come già evidenziato, ad oggi il ricorrente non è più

tenuto giuridicamente a versare alla figlia dei contributi alimentari e nemmeno

ne ha l'affidamento. Pertanto, finché

dal profilo civile la situazione è quella vigente dal 1° settembre 2009, per le

PC l'assicurato non può vantare

dal 1° dicembre 2009 alcun diritto a dipendenza del mantenimento (spontaneo)

della figlia.

2.6. Quanto alle

fatture della cassa malati intestate a __________, che l'interessato ha affermato di avere talvolta

dovuto saldare personalmente in luogo e vece della madre, il Tribunale conferma

quanto ha già rilevato la Cassa di compensazione.

In particolare, non va dimenticato che la figlia

del ricorrente, beneficiaria di prestazioni complementari, ha automaticamente diritto

al pagamento del premio di cassa malati da parte della stessa Cassa di

compensazione e che quindi, a suo carico, vi sono unicamente le eventuali

partecipazioni ai costi.

Al proposito, occorre osservare che giusta l'art. 14 cpv. 1 lett. g LPC, i Cantoni rimborsano

ai beneficiari di PC le spese di partecipazione ai costi secondo l'art. 64 LAMal e designano le spese che

possono essere rimborsate secondo il capoverso 1 (art. 14 cpv. 2 LPC).

Nel Cantone Ticino, la Legge di applicazione

della LPC (LALPC) del 28 dicembre 2007, entrata in vigore il 1° gennaio 2008,

indica agli artt. 5-12 quali spese, in quale misura ed in che modo, le spese di

malattia sono assunte dal Cantone. L'art. 11 LALPC riprende inoltre il tenore del citato art. 14 cpv. 1

lett. g LPC.

È pertanto incomprensibile che il ricorrente si

sia assunto le partecipazioni ai costi di malattia della figlia – peraltro, v'è discrepanza tra l'assicuratore indicato sui cedolini di pagamento (doc. A4) e quello

che avrebbe sospeso la figlia (doc. A5) - quando si sa che la Cassa di

compensazione le rimborsa le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria giusta l'art. 24 LAMal, dato che sua figlia ha un diritto proprio alle

prestazioni complementari. Occorre soltanto che la domanda di rimborso sia

presentata alla Cassa entro quindici mesi dalla fatturazione (art. 7 LALPC).

In tal senso, dunque, non vi dovrebbe essere

alcun aggravio per il padre a dipendenza dei costi di cassa malati della

figlia.

Quanto all'indicazione che la copertura obbligatoria di cassa malati di __________

sarebbe sospesa poiché la madre non ha versato i premi dovuti, innanzitutto il TCA rileva che la decisione di sospensione delle prestazioni del 13 ottobre 2009 (doc. A5) a

dipendenza del "conteggio dei premi del Feb. 09 – Apr. 09 secondo LAMal"

è indirizzata alla moglie del ricorrente e che quest'ultima è indicata quale titolare del conto. Non vi sono prove,

quindi, che la sospensione si riferisca alla copertura della figlia.

In secondo luogo, va ricordato che per volere del

Cantone Ticino, i minorenni non possono essere sospesi dall'assicuratore qualora i loro genitori non

paghino i premi e/o le partecipazioni ai costi LAMal dei figli. Appare dunque

strana questa circostanza.

L'art. 45 del Regolamento della legge sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie (RLCAMal) del 13

novembre 2007, in vigore dal 16 novembre 2007, prevede infatti chiaramente che

di principio il pagamento dei crediti scoperti verso gli assicuratori avviene

per gli assicurati minorenni e per quelli maggiorenni.

L'art. 46 precisa quanto segue per gli assicurati minorenni:

" 1 Previa segnalazione o richiesta, l'Istituto

delle assicurazioni sociali procede immediatamente al pagamento dei crediti

scoperti riguardanti gli assicurati minorenni.

2 Nel contempo:

a) richiama i genitori ai doveri di legge

relativi all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;

b) segnala la situazione

al Comune di domicilio o di residenza.

3 Anche in caso di pagamenti da parte del Cantone, l'assicuratore

mantiene la procedura di incasso forzato, nei confronti dei genitori, per

crediti scoperti riguardanti assicurati minorenni.

4 In caso di realizzazione nell'ambito della procedura

di esecuzione, l'assicuratore restituisce immediatamente all'Istituto delle

assicurazioni sociali, in via prioritaria, quanto già anticipato dal Cantone

per assicurati minorenni.

5 L'assicuratore

è tenuto a dar seguito immediatamente a ogni richiesta dell'Istituto delle

assicurazioni sociali riguardante crediti scoperti per assicurati minorenni, in

particolare per quanto attiene alla presentazione dei medesimi per i

pagamenti."

2.7. Occorre

ancora rilevare che la circostanza, a detta dell'insorgente, che la decisione impugnata "rischia inoltre di

fargli perdere il sussidio per l'appartamento: in tal caso egli dovrebbe verosimilmente traslocare in

un appartamento più modesto – a discapito della camera per la figlia." (doc. I pag. 2 in fine e 3 in initio), non ha alcuna

rilevanza nell'ambito delle

prestazioni complementari, che riconoscono le spese di pigione fino ad un

massimo di Fr. 13'200.- all'anno per persone sole.

Spetta dunque soltanto all'assicurato responsabilmente trovare una

sistemazione adeguata tanto al numero di persone che la abitano quanto alle sue

capacità finanziarie.

Visto quanto esposto nei considerandi che

precedono, in alcun modo la dignità umana del ricorrente è stata lesa. Questo

Tribunale respinge dunque la censura di violazione dell'art. 7 Cost. fed. (doc. I punto 2).

2.8. Il

ricorrente si è inoltre lamentato di un abuso rispettivamente di un eccesso del

potere discrezionale da parte della Cassa di compensazione (doc. I punto 3 pag.

3), che sia ha asserito che la disponibilità economica del ricorrente appare

immutata dopo la cancellazione del versamento del contributo alimentare di Fr.

800.- a favore della figlia, sia non ha computato nelle sue uscite la rendita

per figli derivante dall'assicurazione

invalidità.

L'insorgente ha evidenziato che nel 2007 egli percepiva una prestazione

complementare di Fr. 3'421,50

ed una rendita d'invalidità di

Fr. 774.- (doc. A2), per un totale di Fr. 4'195,50 al mese, mentre ora deve vivere con Fr. 2'560.- mensili (Fr. 2'090.- [PC] + Fr. 470.- [rendita AI]).

Questa differenza è subito spiegata: fino al 1°

novembre 2007, infatti, il calcolo delle PC veniva fatto per tutta la famiglia,

ovvero considerando il padre, la madre e la figlia come un nucleo familiare,

motivo per cui gli importi erano più consistenti. Anche la rendita AI era più

elevata, proprio perché comprendeva sia quella di sua spettanza sia quella

completiva per la figlia che, poiché conviveva con il padre, veniva versata a

quest'ultimo. Con la separazione

dei genitori e l'attribuzione

dell'affidamento della figlia

alla madre, questa rendita per figli è stata correttamente versata alla madre a

favore della figlia, ciò che ha forzatamente comportato una diminuzione del diritto

alle PC ed all'AI dell'assicurato.

Questa nuova situazione ha portato poi la Cassa

di compensazione a non più considerare la rendita completiva per figli nei

redditi computabili dell'insorgente,

proprio perché, a tutti gli effetti, non viene più versata a lui, ma alla madre

per la figlia.

Nemmeno la richiesta di computare questa rendita

di Fr. 228.- nel fabbisogno del padre dato che egli, insieme al contributo alimentare

di Fr. 800.-, la riversava alla figlia, non può essere accolta.

Va ribadito, al riguardo, che la rendita delle

assicurazioni sociali deve essere aggiunta ad un eventuale contributo

alimentare (art. 285 cpv. 2 CC) e quindi non può essere considerata un contributo

alimentare come tale. È vero che l'assicurato versava a favore della figlia, che viveva separata, un

importo mensile totale di Fr. 1'028.-, ma non va dimenticato che Fr. 228.- corrispondevano alla

rendita completiva AI derivante dal diritto proprio della figlia e Fr. 800.-, e

solo quelli, corrispondevano al contributo alimentare.

Ne discende, dunque, che la rendita per figli AI non

poteva e non può essere considerata come un'uscita del ricorrente, ossia non può essere conteggiata nel suo fabbisogno

né dal 2007 quando versava, inoltre, il contributo alimentare e che, esso soltanto,

era correttamente computato nel suo fabbisogno, né tanto meno dal 1° dicembre

2009, quando è stato esonerato dal continuare a corrispondere alla figlia il

contributo alimentare di Fr. 800.-.

La richiesta dell'interessato di aumentare la sua rendita PC dell'importo di Fr. 228.- deve dunque essere

respinta.

In tali circostanze, la censura di abuso

rispettivamente di eccesso di potere d'apprezzamento da parte della Cassa di compensazione sia per avere

affermato che il ricorrente ha un'immutata disponibilità finanziaria avendo cancellato dal suo fabbisogno

la somma di Fr. 9'600.-

destinata alla figlia e malgrado debba far fronte ad ulteriori spese quando

quest'ultima vive da lui (cfr.

consid. 5 e 6), sia per non avere a suo tempo computato quali spese

riconosciute anche il versamento della rendita completiva per figli, deve

essere manifestamente respinta.

2.9. In

conclusione, finché la sua situazione dal profilo civile rimarrà quella attuale

con l'affidamento della figlia

alla madre, le spese riconosciute all'assicurato dal 1° dicembre 2009 ammontano a Fr. 36'614.- (Fr. 18'720.- [fabbisogno vitale per persona sola]

+ Fr. 4'224.- [contributo cassa

malati] + Fr. 470.- [contributo per AVS/AI/IPG] + Fr. 13'200.- [pigione massima netta riconoscibile]),

così come determinato a buon diritto dall'amministrazione.

I redditi computabili assommano alla sola rendita

AI del padre, quindi a Fr. 6'840.- ed anche tale posta va dunque

confermata.

Ne discende, quindi, che è a giusta ragione che

la Cassa cantonale di compensazione ha calcolato in Fr. 25'080.- il diritto alle prestazioni

complementari annue del ricorrente, rispettivamente in Fr. 2'090.- al mese,

già compreso il contributo per la LAMal.

Stanti così le cose, la decisione impugnata deve

essere confermata ed il ricorso integralmente respinto.

2.10. Da ultimo,

occorre ancora verificare la lamentela dell'assicurato riguardo alla mancata concessione dell'assistenza giudiziaria. Il ricorrente ha

invocato una denegata giustizia da parte della Cassa cantonale di compensazione

(doc. I).

Nella fattispecie, il 19 novembre 2009 la Cassa di compensazione

ha emanato una decisione di concessione di prestazioni complementari, contro

cui l'assicurato ha interposto opposizione il 1° dicembre 2009 (opposizione non

presente agli atti). Con decisione su opposizione del 18

dicembre 2009 la resistente non si è espressa specificatamente sulla domanda di

assistenza giudiziaria, limitandosi infatti a respingere l'opposizione. È solo con la risposta di

causa che l'amministrazione ha preso

posizione su questa questione, negandogli il diritto al gratuito patrocinio.

Al riguardo, va rilevato che l'autorità di

ricorso può pronunciarsi su un determinato oggetto solo in presenza di una

decisione emessa dalla Cassa (SVR 2003 EL Nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003, U

105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003, U 355/02, consid. 3; RAMI 2001

pag. 36; DTF 125 V 413 = SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118 V 313; DTF 110 V 51

consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF

102 V 152; Gygi, Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

In una sentenza del 12 marzo 2004 pubblicata in

DTF 130 V 388, l'allora TFA (dal

1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha inoltre stabilito che, anche dopo l'entrata

in vigore della LPGA, applicabile ai settori delle assicurazioni sociali

disciplinati dal diritto federale, il rilascio di una decisione è una

condizione materiale necessaria per poter emanare un giudizio di merito nella

successiva procedura amministrativa o giudiziaria.

Secondo la giurisprudenza, a condizione che all'amministrazione

sia stata data l'opportunità di pronunciarsi in merito, la procedura

giudiziaria amministrativa può essere estesa, per ragioni di economia

processuale, a una questione non propriamente oggetto della lite purché essa

sia suscettibile di essere giudicata e così strettamente connessa all'oggetto

iniziale della controversia che si possa ravvisare un'unità fattuale (STF

8C_16/2010 del 3 maggio 2010; STFA I 712 /02 del 6 febbraio 2003, consid. 1.1;

DTF 122 V 36 consid. 2a).

In concreto, la questione dell'assistenza giudiziaria in sede di

opposizione è strettamente legata alla problematica di merito. La Cassa ha

avuto nuovamente la possibilità – colta - di prendere posizione al riguardo

anche nella risposta di causa, dato che l'insorgente ne ha fatto richiesta con il ricorso a questo TCA.

Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza

(vedi, per l'assicurazione invalidità: DTF 114 V 228, per l'assicurazione

contro gli infortuni: DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva

riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito

patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di

assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti

applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi

nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue

conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 202 consid.

4a e 372 consid. 5b).

L'allora TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la

concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (SVR

2000 KV Nr. 2, consid. 4c, pag. 6, in fine).

L'art. 37 cpv. 4 LPGA, relativo alla

rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti all'assicuratore, prevede

che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del

patrocinio gratuito.

Qualora, dunque, un assicurato non disponga di

sufficienti mezzi finanziari, le sue conclusioni non siano sprovviste di

possibilità di successo e la lite non sia priva di difficoltà di ordine

fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito patrocinio nella procedura di

opposizione del diritto delle assicurazioni sociali (SVR 2004 EL Nr. 4).

Queste condizioni di concessione dell'assistenza giudiziaria, poste dalla

giurisprudenza sotto l'egida

dell'art. 4 vCost. fed., sono

applicabili alla concessione dell'assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella procedura d'opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre

2004, consid. 2.1; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2). Tuttavia, la questione di

sapere se esse sono realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più

severi nella procedura amministrativa (Kieser, ATSG Kommentar,

2a ed., Ginevra, Basilea, Zurigo 2009, n. 18 e n. 22 ad

art. 37, pagg. 503 e 504).

A tal proposito, occorre tenere conto delle

circostanze del caso concreto, della particolarità delle regole di procedura

applicabili, così come delle specificità della procedura amministrativa in corso.

In particolare, occorre menzionare, oltre alla complessità delle questioni di

diritto e dei fatti, le circostanze concernenti la persona in oggetto, come la

sua capacità di orientarsi in una procedura. Quale regola generale, il gratuito

patrocinio è necessario quando la procedura è suscettibile di riguardare in

maniera particolarmente grave la situazione giuridica della persona interessata.

Altrimenti, una tale necessità esiste soltanto quando alla relativa difficoltà

del caso si aggiunge la complessità della fattispecie o dei quesiti giuridici,

alla quale il richiedente non è in grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182

consid. 2.2; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2).

Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f

LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo

esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano",

significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la

quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa,

le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag.

504 e seguenti; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).

Peraltro, giusta l'art. 37 cpv. 4 LPGA, la concessione del gratuito patrocinio richiede

una domanda in questo senso (Kieser, op. cit., n. 21 ad art. 37, pag. 503).

Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza

del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito

favorevole (FF 1999 3965).

La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia

con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag.

504-505).

Quindi, le tre condizioni cumulative per la

concessione dell'assistenza

giudiziaria sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia

necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le

sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (STF I 134/06 del 7

maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA U 234/00 del 23 maggio

2002; DTF 125 V 202 consid. 4a; DTF 125 V 372 consid. 5b e riferimenti; DTF 124

I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a,

181 consid. 3a).

In una sentenza I 928/05 del 4 dicembre 2006 in una vertenza

relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità

dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va

riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che

vengono trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha

negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di

opposizione sviluppando le seguenti considerazioni:

"

(…)

5.1 Was die von Vorinstanz und Verwaltung

verweigerte unentgeltliche Verbeiständung im Einspracheverfahren anbelangt, so

hat das kantonale Gericht zutreffend erwogen, dass der Gesuch stellenden Person

ein unentgeltlicher Rechtsbeistand im Verwaltungsverfahren gemäss Art. 37 Abs.

4 ATSG nur bewilligt wird, wo die Verhältnisse es erfordern, im kantonalen

Prozess dagegen bereits, wo die Verhältnisse es rechtfertigen (Art. 61 lit. f

Satz 2 ATSG). Richtig ist auch, dass die Offizialmaxime rechtfertigt, an die Voraussetzungen,

unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen

strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 36 Erw. 4b, 114 V 235 Erw. 5b); die

anwaltliche Vertretung im Verwaltungsverfahren drängt sich nur in

Ausnahmefällen auf (BGE 132 V 201 Erw. 4.1, 117 V 408 f. Erw. 5a, 114 V 238

Erw. 6). Verlangt werden qualifizierende, besondere Umstände. Dagegen kann

nicht bereits aus dem Umstand, dass eine Recht suchende Person während des

Verwaltungsverfahrens von einer Fürsorgebehörde betreut wurde, auf die fehlende

Notwendigkeit einer anwaltlichen Vertretung im Einspracheverfahren geschlossen

werden. Insoweit greift die Begründung der Vorinstanz zum ablehnenden Entscheid

zu kurz.

Considerandi

5.2

Umgekehrt kann aber auch nicht bereits

aufgrund der Tatsache, dass eine Rente - mithin eine finanzielle Leistung von

in der Regel erheblicher Bedeutung - zur Diskussion steht, automatisch von

einer notwendigen Verbeiständung ausgegangen werden. Wollte man bereits in

diesem Umstand einen besonders schweren Eingriff in die Rechtsstellung des

Versicherten erblicken, der regelmässig eine unentgeltliche Verbeiständung zur

Folge hat, würde dies darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen

oder den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung

widerspräche (Urteil R. vom 8. November 2006, I 746/06). Es sind vielmehr die

konkreten Umstände zu beurteilen.

5.3

Vorliegend hat die IV-Stelle ihre

Leistungsverweigerung in einer ersten Verfügung vom 9. Januar 2004 zunächst

damit begründet, dass die im Arztbericht von Frau Dr. med. L.________ vom 30. Dezember

2003.

gestellte Diagnose weiterhin eine körperlich nicht belastende Tätigkeit

ganztägig ermögliche, was nach wie vor ein rentenausschliessendes Einkommen

zulasse. Auf anwaltliche Einsprache hin holte sie den zum Abklärungsbericht der

Institution X.________ vom 23. Juni 2003 abgefassten Zusatzbericht von Frau Dr.

med. L.________ vom 28. April 2004 ein, worin eine psychiatrische Begutachtung

empfohlen wurde, und hob die Verfügung deswegen auf (Einspracheentscheid vom

21.

Juli 2004). Nach Eingang des psychiatrischen Berichtes von Dr. med.

H.________ vom 28. Januar 2005, worin auf das Fehlen eines psychischen oder psychosomatischen

Gesundheitsschadens geschlossen wurde, erneuerte die Verwaltung ihre ablehnende

Haltung mit Verfügung vom 7. Februar 2005. Aus medizinischer Sicht wies der

Fall demnach weder nach Erlass der ersten noch der zweiten Verfügung besondere

Schwierigkeiten auf. Auch sonst sind keine qualifizierten Umstände auszumachen.

Es galt lediglich, die offenkundige Diskrepanz zwischen den medizinischen Berichten

und jenem der Institution X.________ zu erkennen und aufzugreifen, wozu die den

Beschwerdeführer während des Verwaltungsverfahrens begleitende Fürsorgebehörde

ohne weiteres in der Lage gewesen wäre. Der vorinstanzliche Entscheid, mit welchem

die Notwendigkeit einer anwaltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren verneint

wurde, ist somit im Ergebnis zu bestätigen. (…)“.

Nella sentenza I 746/06 dell'8 novembre 2006, il TFA ha indicato i

seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:

" (…)

3.2

Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat

die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren

etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten

und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu

dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung

zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die

Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkommensberechnung in

der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile

umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in

welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die

Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung

fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12. Oktober 2004

Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände.

(…)“.

Per un caso in cui, sempre in materia di assicurazione per l'invalidità,

il TFA ha invece ammesso la necessità dell'assistenza di un avvocato per la

procedura di opposizione visto che si trattava di applicare la giurisprudenza

relativa alla sindrome da dolore somatoforme, cfr. la sentenza I 319/05 del 14

agosto 2006.

A questo proposito, con sentenza dell'8 ottobre 2008 (inc. n. 32.2007.250), il TCA ha affermato:

"

(…)

2.11.2

Nella presente fattispecie l'Ufficio AI –

lasciata aperta la questione a sapere se la vertenza non fosse di primo acchito

votata all'insuccesso – ha negato all'assicurata il diritto all'assistenza

giudiziaria in sede amministrativa in quanto ha ritenuto – rientrando il caso

nella casistica più consueta delle pratiche AI – non necessario o perlomeno non

indicato l'intervento di un avvocato.

Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non

sono in concreto sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.

Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari

per riconoscere il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa,

in particolare sulla necessità dell'assistenza di un avvocato “sachliche

Gebotenheit des Beizugs eines Anwalts”, l'Alta Corte, in una sentenza I 911/06

del 2 febbraio 2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha sviluppato

le seguenti considerazioni:

" (…)

Hinsichtlich der sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen

Verbeiständung im Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die

Eigenheiten der anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des

jeweiligen Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität

der Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der

Person des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit,

sich im Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu BGE 122 I 8, in: AJP

1996.

S. 495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des

Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls

bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder

rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich

alleine gestellt nicht gewachsen ist (BGE 130 I 182 Erw. 2.2 mit Hinweisen),

und wenn auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere

Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt (BGE

125.

V 34 Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S. 163 f. Erw. 2a und b). Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen, dass das

in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz

beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des

rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (BGE 130 I 183 f. Erw. 3.2 und 3.3 mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen,

unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen

strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 35 f. Erw. 4b; Anwaltsrevue 2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10. März 2006

Erw. 7.1, I 692/05). (…)”

(STFA del 2 febbraio 2007 nella causa G., I 911/06)

La necessità o meno dell'assistenza di un

avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal

tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei

casi di applicazione cfr. consid. 2.11.1).

Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di

valutare il diritto dell'assicurata ad una rendita AI o ad una riformazione

professionale, l'Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto

ricorrere ad una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 35).

Contro la decisione che negava all'assicurata il

diritto a prestazioni, l'avv. X ha poi interposto opposizione, criticando in

particolare la valutazione psichiatrica inerente la sindrome somatoforme

dolorosa.

Analogamente a quanto già deciso dal TFA, come

visto (consid. 2.11.1. in fine), trattandosi nel caso di specie dell'applicazione

della giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore somatoforme, la necessità

dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione va quindi

ammessa (cfr. sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006).

Alla luce di quanto appena esposto è a torto che

l'Ufficio AI ha ritenuto non necessario o perlomeno non indicato l'intervento

di un avvocato e concluso che l'insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad

un legale.

Per quanto riguarda gli altri presupposti – non

analizzati dall'Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il

diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva che l'assicurata, come verrà esposto di seguito (cfr. consid. 2.13.), non può essere

considerata indigente.

Il rifiuto dell'istanza di assistenza giudiziaria

con gratuito patrocinio, inoltrata dall'assicurata in data 17 ottobre 2006, deve

pertanto essere confermato."

Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008

sempre in ambito di assicurazione invalidità, riguardo all'assistenza giudiziaria nella procedura

amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

"

(…)

4.

4.1

Dans la procédure administrative en matière d'assurances

sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est accordée au demandeur

lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA). La LPGA a ainsi

introduit une réglementation légale de l'assistance juridique dans la procédure

administrative (ATF 131 V 155 consid. 3.1; Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37).

4.2

Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence,

les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe

remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant

est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins

indiquée (ATF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b et les références).

Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est

nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances

concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour

chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans l'hypothèse

où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un avocat serait

judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même des

connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un jugement

justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V 118; cf.

aussi ATF 130 I 182 consid. 2.2, 128 I 232 consid. 2.5.2 et les références).

4.3

Ces conditions d'octroi de l'assistance

judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont

applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la

procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, consid. 2.1,

publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir

si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères

dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).

En ce qui concerne le point de savoir si l'assistance

d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement justifiée par les

circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier 2006, I 812/05,

consid. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de tenir compte des

circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles de procédure

applicables, ainsi que des spécificités de la procédure administrative en

cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la complexité des

questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui tiennent à la

personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une procédure. Dès

lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance de

représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes ou

de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet d'inférer

que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt M. du 29

novembre 2004, I 557/04, déjà cité, consid. 2.2). En règle générale, l'assistance

gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible d'affecter d'une

manière particulièrement grave la situation juridique de l'intéressé. Sinon,

une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative difficulté du cas s'ajoute

la complexité de l'état de fait ou des questions de droit, à laquelle le

requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182 consid. 2.2 et

les références). (…)"

Per quanto concerne il diniego di giustizia

invocato dall'assicurato, non

va dimenticato che, giusta l'art. 56 cpv. 1 LPGA, le decisioni su opposizione e

quelle contro cui un'opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante

ricorso.

Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può

essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda

dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.

Questa norma include sia i ricorsi per ritardata

giustizia che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar,

Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560).

Con l'entrata in vigore della LPGA, secondo il citato art. 56 cpv. 2,

spetta al competente Tribunale cantonale delle assicurazioni statuire in merito

ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia (Kieser, op. cit., art.

56.

nota 11 pag. 560; STFA inedita I 387/03, del 23 ottobre 2003, consid. 3).

Ora, come visto, l'assicurato ha chiesto con l'opposizione l'assistenza

giudiziaria, ma né una decisione formale né tanto meno una decisione su

opposizione in merito sono state emanate dalla Cassa. Di conseguenza, il

ricorrente non poteva rivolgersi direttamente al TCA, fatto salvo, appunto, il

ricorso per denegata giustizia.

Secondo l'allora TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità

giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui

risoluzione essa è competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi

menzionati; Kieser, op. cit., art. 56 nota 10 pag. 560).

Sempre secondo la giurisprudenza, vi è diniego di

giustizia nel caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare

una decisione, ma ciò non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto

conto della natura dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF

107.

Ib 164 consid. 3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno

determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il

fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in

maniera tempestiva (DTF 108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c).

Il principio secondo cui la procedura innanzi al

Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61

lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle

assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura

amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 243 n. 509).

L'allora TFA ha stabilito,

in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV Nr. 38, pag. 109, che l'oggetto di un

ricorso per denegata o ritardata giustizia è soltanto la verifica del preteso

diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito

alle prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono

l'oggetto litigioso di questa procedura.

Questa giurisprudenza è valida

anche sotto l'imperio dell'art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56).

Da ultimo va rilevato che, in

caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il

Tribunale ordina all'assicuratore sociale di concludere entro un termine

ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, op. cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001

KV Nr. 38, consid. 2b pag. 110).

Nel caso in esame, è evidente che vi è stato un

diniego di giustizia formale, nella misura in cui la Cassa cantonale di compensazione

ha preso posizione sulla richiesta di assistenza giudiziaria soltanto con la

risposta di causa, ma non con una decisione impugnabile.

In queste circostanze, il ricorso, su questo

punto, va accolto e l'incarto

rinviato all'amministrazione

per l'evasione della domanda di

gratuito patrocinio mediante l'emanazione

di una decisione.

2.11

Per quanto

concerne la domanda di assistenza giudiziaria in sede ricorsuale, il TCA osserva che, ai sensi dell'art. 61 lett. f

LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di

farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere

diritto al gratuito patrocinio.

Di principio, anche se un assicurato è

soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, sempre

che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

L'art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del

diritto alla concessione dell'assistenza

giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la

determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V

362, consid. 1b; Kieser,

op. cit., n. 102 ad art. 61, pag. 788).

In merito alla procedura per le cause davanti al TCA, l'art. 28 cpv. 2 LPTCA, in vigore dal 1°

ottobre 2008, rinvia la disciplina del gratuito patrocinio alla Legge cantonale

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag).

I tre presupposti cumulativi per la concessione

dell'assistenza giudiziaria –

rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA U

102/04 del 20 settembre 2004, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03,

consid. 2.1; Kieser, op. cit., n.

104.

segg. ad art. 61, pag. 788) – sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno (cfr. anche

art. 3 Lag), se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato

(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue conclusioni non sembrano dover

avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; STF I 134/06 del 7

maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372

consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323

consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

I criteri posti nella legge cantonale sono quindi

identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando

le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85

cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).

L'intervento dell'avvocato

deve essere necessario o perlomeno indicato. Il TF ha stabilito che la

necessità dell'intervento di un

avvocato è data nella misura in cui le questioni controverse non sono di facile

soluzione e la parte oppure il suo rappresentante civile non possiedono

conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265).

2.12

Nel caso di specie la fattispecie non era d’immediata comprensione

per una persona non cognita in materia giuridica. Ciò nonostante il

ricorrente abbia formulato opposizione ed abbia trasmesso scritti al TCA.

In concreto andava esaminata la questione della

natura della rendita completiva AI per figli, e meglio sapere se la stessa dovesse

essere versata alla figlia dal padre e quindi conteggiata nel fabbisogno dell'assicurato, ritenuto che lo stesso Pretore

ha indicato, sempre nel verbale del 2009, che il padre avrebbe dovuto versare

alla madre, a titolo di contributo alimentare a favore della figlia, l'importo corrispondente alla rendita

completiva AI.

La fattispecie può essere definita complessa dato

l'intreccio fra procedure

civili ed amministrative. Peraltro, a livello civile, le procedure in essere,

tuttora pendenti, sono più di una (docc. C2, C3 e XIX), ciò che complica

ulteriormente la comprensione dei fatti e l'interazione con le prestazioni complementari.

Deve quindi essere ammessa, in questa sede, la

necessità di patrocinio.

2.13

L'istante va considerato indigente quando non

è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare

il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR

1998.

UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per

determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del

richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi

confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori; STF 4P.158/2002 del 16

agosto 2002; Cocchi/Trezzini, Codice

di procedura civile ticinese massimato e commentato, Appendice 2000/2004,

Lugano 2005, n. 8 ad art. 3 Lag, pag. 223). L'obbligo dello Stato di accordare l'assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di

mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11 segg.). Non

entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l'interessato

potrebbe far capo a norma dell'art.

328.

e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, Codice

di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 20 ad art.

155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Dal punto di vista temporale, il presupposto del

bisogno dell'istante deve

essere determinato al momento in cui si statuisce sulla richiesta di assistenza

giudiziaria (STF 1P.542/2003 del 20 ottobre 2003; SVR 1998 UV Nr. 11 consid.

4a; DTF 108 V 265; Cocchi/Trezzini,

op. cit., Appendice, n. 18 ad art. 3 Lag, pag. 226), in particolare quando il

lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 39 ad art.

155, pag. 485. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179 consid.

3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini,

op. cit., nn. 39, 40 e 41 con relative note, pag. 485-486).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai

sensi delle disposizioni sull'assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (STF 5P.321/2004 del 21 settembre 2004; SVR 2007 AHV Nr. 7, SVR 1998

IV Nr. 13 consid. 7b e 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e

il 25% (STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). L'indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più

mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia

(RAMI 1996 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

H., pag. 3). In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che

una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente

sostenendo che l'istante non è

indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile. Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

L'attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice

soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini,

op. cit., n. 10 ad art. 156, pag. 490).

Nella commisurazione della capacità patrimoniale

del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il

TFA, infatti, si tiene conto dell'intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre

1994.

nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.).

La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del

processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l'istanza e non solo alla fine della

procedura (DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369).

Oltre a tale condizione occorre ancora che il

processo non sia palesemente destituito di possibilità di esito favorevole.

Il requisito della probabilità di esito

favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue

che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe

ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si

esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA del 26 settembre 2000 nella

causa N.D.N.; DTF 129 I 135 consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3 e

sentenza ivi citata; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art.

157, pag. 492).

A tal proposito, si osserva che per valutare la

probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio

particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame

non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere

respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non

lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.

2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il processo

si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,

le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (DTF 125 II

275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 591 ad

art. 157, pag. 491).

2.14

In concreto, l'assicurato non ha prodotto il certificato

per l'ammissione all'assistenza giudiziaria. Egli si è semplicemente

limitato a rinviare alla sentenza del Pretore del 25 settembre 2009, che gli ha

concesso l'assistenza

giudiziaria ed il gratuito patrocinio. Inoltre, ha affermato che, essendo

beneficiario di prestazioni complementari, la sua indigenza è nota. Tale

conclusione appare affrettata. Occorre infatti esaminare nel dettaglio le spese

che il ricorrente deve mensilmente affrontare e confrontarle con le sue entrate

mensili.

Dal 1° dicembre 2009, l'assicurato deve fare fronte mensilmente al pagamento della pigione

compreso l'acconto spese, la TV

via cavo ed il posteggio, pari a Fr. 1'351,60 (docc. 49-55), mentre dal 1° gennaio 2010 egli sostiene che

la pigione lorda è aumentata a Fr. 2'138,60 (doc. V).

Quanto al suo fabbisogno mensile, esso deve

essere calcolato sulla scorta dei minimi di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo (art. 93 LEF). Si hanno così Fr. 1'200.- di minimo esistenziale per

una persona sola (cfr. circolare n. 35/2009 della Camera di esecuzione

e fallimenti del Tribunale d'appello, in vigore dal 1° settembre 2009), visto

che, come noto, all'ora attuale

la figlia non è stata legalmente affidata alle cure dell'interessato.

Quale supplemento, va ritenuta dunque la spesa di

Fr. 1'351,60 al mese effettivamente

pagata per la pigione lorda, dato che l'aumento indicato dall'assicurato non è stato minimamente comprovato e non può quindi

essere ritenuto da questo Tribunale.

Il premio LAMal ed i contributi AVS/AI/IPG sono

direttamente pagati dalla Cassa di compensazione, visto che l'assicurato beneficia di PC.

Dal profilo fiscale, l'assicurato è verosimilmente esente, come lo era già nel 2006 e come

risulta dalla dichiarazione IC 2007 agli atti.

Dalla documentazione in possesso del TCA, poi, non emergono altre spese.

Aggiungendo a queste spese l'importo base mensile del minimo di esistenza agli effetti del

diritto esecutivo LEF, Fr. 1'200.-, si ottiene nel complesso che il fabbisogno minimo mensile del

richiedente risulta dunque (almeno) di Fr. 2'531,60.

I redditi mensili dell'assicurato per il 2009 ed il 2010 ammontano a Fr. 2'660.- (Fr. 2'090.- [PC] + Fr. 570.- [rendita AI]).

L'eccedenza a favore dell'assicurato è di soli Fr. 130.- al mese.

Aggiungendo all'importo base LEF un supplemento variante fra il 15% e il 25% come

prevede la giurisprudenza, il ricorrente non dispone più di alcunché per far

fronte ad altre spese, come in specie l'onorario del suo legale.

Pertanto, egli va qualificato come

indigente.

Come visto, l'interessato non possedeva le necessarie conoscenze

giuridiche, perciò l'intervento di un legale appariva giustificato e di primo

acchito il ricorso, portante sulla contestazione della cancellazione del

contributo alimentare alla figlia e del versamento della rendita completiva di

quest'ultima, di non facile lettura, non pareva essere sin dall'inizio

sprovvista di fondamento.

Alla luce di quanto appena esposto, tutte e tre

le condizioni per l'ottenimento

dell'assistenza giudiziaria

sono date.

L'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio va

quindi concessa in sede ricorsuale, riservato l'eventuale obbligo di rimborso,

qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse più tardi migliorare

(art. 61 lett. f LPGA; Kieser, op.

cit., n. 110 ad art. 61, pag. 790; cfr. art. 9 Lag; STFA I 569/ 02 del 15

luglio 2003, consid. 5; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002, consid. 5a = DTF 128

V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

2.15

Il ricorrente

ha chiesto l'audizione della

figlia alfine di determinare gli esborsi a suo favore seppure non ne sia

giuridicamente tenuto (doc. I pag. 4).

L'audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere

il diritto d'essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n.

1.

CEDU.

Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l'obbligo di organizzare

un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una

richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione

di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di

parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare

un simile obbligo (STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009; STF I

472/06 del 21 agosto 2007; nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90,

consid. 6, pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

In concreto, non essendo stata presentata una specifica

domanda di procedere ad un'udienza

pubblica, questo TCA rinuncia all'audizione della figlia del ricorrente, peraltro superflua, come già

evidenziato, ai fini dell'esito

della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).

Conformemente alla costante giurisprudenza,

qualora l'istruttoria da

effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un

apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di

determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri

provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad

assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a

ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469

consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c

e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del

diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza

dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.

3c e riferimenti).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto nel senso delle considerazioni esposte. Di conseguenza:

1.1. È accertata una

denegata giustizia, non avendo la Cassa di compensazione emanato una decisione

formale in merito alla richiesta di assistenza giudiziaria in ambito

amministrativo formulata dall’assicurato. Gli atti sono rinviati

all'amministrazione, affinché si pronunci sul diritto dell'assicurato di beneficiare del gratuito

patrocinio per la procedura amministrativa.

1.2. Nella misura

in cui è rivolto contro la decisione su opposizione 18 dicembre 2009 della

Cassa Cantonale di Compensazione, Ufficio delle prestazioni il ricorso è respinto.

2. L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria in sede ricorsuale è

accolta.

3. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa cantonale di compensazione verserà al

ricorrente la somma di Fr. 300.- a titolo di ripetibili ridotte (IVA inclusa).

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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