33.2014.18
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
24 ottobre 2016Italiano44 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
33.2014.18
TB
Lugano
24
ottobre 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 12 maggio 2014 di
RI 1
rappr. da: RA 1
rappr. da: RA 2
contro
la decisione su opposizione del 27 marzo 2014 emanata da
Cassa cantonale di compensazione – Ufficio delle prestazioni,
6501 Bellinzona
in materia di prestazioni complementari
ritenuto in fatto
1.1. Beneficiaria di una rendita
di vecchiaia e di un assegno per grandi invalidi dell'AVS di grado elevato
(doc. A4), RI 1, nata nel 1947, è anche al beneficio delle prestazioni
complementari, che per novembre e dicembre 2013 (doc. A5) le hanno riconosciuto
nel fabbisogno per le spese infermieristiche sostenute a domicilio l’importo
massimo legale di Fr. 25'000.-.
1.2. Dal 1° gennaio 2014 (doc. A6)
la Cassa di compensazione non ha più riconosciuto all’assicurata, nel foglio di
calcolo per la PC, il massimo possibile per i costi per le cure
infermieristiche a domicilio a titolo di spese di malattia e di invalidità, ma
soltanto l'importo (Fr. 21'663.-) ritenuto fino a quel momento comprovato per
il 2014 (Fr. 32'895.-) non coperto dall'assegno per grandi invalidi di grado
elevato dell’AVS (Fr. 11'232.-).
1.3. Con decisione su opposizione
del 27 marzo 2014 (doc. A3) la Cassa cantonale di compensazione ha confermato
la decisione formale del 16 dicembre 2013 (doc. A6) e quindi il riconoscimento
dal 1° gennaio 2014 del diritto al rimborso delle spese per le cure e
l'assistenza limitatamente a Fr. 21'663.- all’anno, in virtù della deduzione,
dalle spese ritenute finora comprovate, dell'assegno per grandi invalidi di
grado elevato percepito dall'assicurata (Fr. 11'232.-).
Secondo l'amministrazione, l'art. 14 cpv. 4 e 5 LPC non prevede una
riserva ai sensi dell'abrogato art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC. Pertanto, per le
spese per le cure e l'assistenza spetta ai Cantoni decidere se l'AGI - e dal 1°
gennaio 2012 anche il contributo per l'assistenza dell'AVS o dell'AI - debba
essere o no dedotto anche prima del raggiungimento dei limiti dell'art.
14 cpv. 3 LPC, visto che gli effetti dell’OMPC sono decaduti con il 31 dicembre
2010.
D'avviso della Cassa di compensazione, la nuova Legge cantonale di
applicazione della LPC non prevede franchigie e riserve, perciò la garanzia del
rimborso minimo di Fr. 25'000.- (art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC) non è stata
mantenuta a livello cantonale e l'unica eccezione al computo dell'AGI è
prevista dall'art. 8 cpv. 3 LaLPC, quindi, a contrario, l'AGI va sempre computato.
Di conseguenza, nella misura in cui i costi per le cure e
l'assistenza rivendicati da un assicurato sono inferiori all'importo
complessivo dell'AGI - e del contributo per l'assistenza -, la Cassa di
compensazione non deve rimborsargli queste spese, che sono comunque
contabilizzate. In seguito, superati i Fr. 25'000.-, esse sono
rimborsate sino al raggiungimento di Fr. 60'000.- (art. 19b OPC-AVS/AI)
rispettivamente di Fr. 90'000.- (art. 14 cpv. 4 LPC).
A mente della Cassa, questa soluzione non comporta un pregiudizio
a quegli assicurati che hanno costi per le cure e l'assistenza superiori a
quanto riconosciuto con il versamento dell'AGI e del contributo per
l'assistenza rispettivamente superiori anche ai limiti previsti all'art. 14
cpv. 3 LPC. In tal caso, infatti, l'assicurato che ha delle importanti spese
annue otterrà il rimborso delle stesse come prima della modifica della legge.
D'altronde, sottolinea l'amministrazione, visto che l'assegno per
grandi invalidi è riconosciuto proprio per spese dovute alla necessità di un
aiuto regolare e notevole di terze persone per compiere gli atti ordinari della
vita, per cure permanenti o per una sorveglianza personale, la soluzione
adottata dal Cantone Ticino non lede le persone che presentano delle spese di
cura e di assistenza inferiori all'AGI e al contributo per l'assistenza
riconosciuti rispettivamente inferiori ai limiti contemplati dall'art. 14 cpv.
3 LPC.
In conclusione, secondo l'amministrazione, in virtù dell'art. 34
LPC la OMPC non è più applicabile e spetta ai Cantoni decidere se l'AGI e il
contributo per l'assistenza debbano essere dedotti anche prima del
raggiungimento dei limiti dell'art. 14 cpv. 3 LPC per quanto riguarda le spese
per le cure e l'assistenza. Inoltre, secondo la Cassa, la garanzia prevista
dalla OMPC di un importo minimo rimborsato (Fr. 25'000.-) prima del
computo dell'AGI e del contributo per l'assistenza non è più stata ripresa
nella LaLPC e gli importi annui rimborsabili previsti dall'art. 14 cpv. 4 LPC e
dall'art. 19b OPC-AVS/AI sono rispettati. Alla luce di ciò, per la Cassa si
giustifica quindi la soluzione adottata.
1.4. Il 12 maggio 2014 (doc. I) RI
1, rappresentata dalla RA 1, a sua volta patrocinata dalla RA 2, ha interposto
ricorso al Tribunale, chiedendo l'annullamento della decisione su opposizione e
quindi di non dedurre l'importo dell'assegno per grandi invalidi e di
riconoscerle il rimborso dell'importo massimo di Fr. 25'000.- per le cure e
l'assistenza a domicilio.
L’insorgente ritiene che l'art. 14 cpv. 3 LPC abbia istituito un
importo minimo di rimborso, perciò non è stato più necessario riprendere
il testo dell'art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC (secondo cui il rimborso non poteva
scendere sotto gli importi massimi previsti dall'art. 3d cpv. 2 vLPC), poiché
non sussisterebbe più il rischio, nei casi di rimborso con importi maggiorati e
computo dell'AGI, di un rimborso inferiore agli importi minimi fissati.
Pertanto, i Cantoni non possono scendere sotto gli importi minimi di rimborso
dell'art. 14 cpv. 3 LPC e nemmeno devono computare l'assegno per grandi
invalidi. Un'eccezione è prevista dall'art. 14 cpv. 4 LPC che stabilisce che,
indipendentemente dagli importi massimi di rimborso stabiliti dai Cantoni, essi
devono superare la soglia minima prevista al cpv. 3 se: il richiedente è
beneficiario di un AGI di grado medio o elevato dell'AI o dell'assicurazione
contro gli infortuni, dall'importo delle spese che superano i Fr. 25'000.- deve
essere dedotto l'importo dell'assegno per grandi invalidi, il rimborso non
può superare gli importi previsti al cpv. 4.
D'avviso dell’insorgente, l'art. 14 cpv. 4 LPC non mette in
discussione il principio sancito dall'art. 14 cpv. 3 2a frase LPC, ossia che le
spese rimborsate non possono essere inferiori a Fr. 25'000.-, ma regola un
aspetto delle spese da rimborsare.
Per RI 1 non va dimenticato che la volontà del legislatore era che
la nuova legislazione (LPC), in essere dal 1° gennaio 2008, non portasse ad
un peggioramento della situazione in vigore fino al 2007.
Per questo motivo, la Cassa di compensazione non poteva, computando
l'assegno per grandi invalidi, rimborsare un importo delle spese di malattia e
d'invalidità inferiore a Fr. 25'000.-.
A tale riguardo, la tesi dell'amministrazione secondo cui né la
LPC né la LaLPC prevedono una franchigia come l'art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC
sarebbe errata. Infatti, l'art. 5 LaLPC andrebbe interpretato nel senso che
l'importo massimo di rimborso previsto dalla LaLPC corrisponde agli importi
minimi stabiliti dall'art. 14 cpv. 3 LPC. Inoltre, poiché l'art. 8 cpv. 2 LaLPC
prevede che l'assegno per grandi invalidi non è equiparato ad un rimborso delle
spese da parte di altre assicurazioni, dalle spese di malattia non
sarebbe possibile dedurre l'importo dell'AGI che l'assicurato riceve dall'AVS
o dall'AI. L'unica eccezione è prevista dall'art. 14 cpv. 4 LPC, quando il
beneficiario dell'assegno per grandi invalidi di grado medio o elevato dell'AI
o della LAINF chiede il rimborso delle spese per le cure e l'assistenza per un
importo superiore ai limiti stabiliti all'art. 14 cpv. 3 LPC. Pertanto,
contrariamente a quanto sostiene la Cassa di compensazione, che ritiene di
essere autonoma nella decisione di dedurre o no l'AGI anche nei
casi in cui non sono superati gli importi minimi previsti dall'art. 14 cpv. 3
LPC, solo nei casi in cui vengono superati questi importi minimi l'assegno per
grandi invalidi potrebbe essere computato.
Analizzando le modifiche legislative succedutesi nel tempo,
l’insorgente evidenzia che nel 1998, con la 3a revisione della LPC, l'AGI non
era posto in deduzione quando si avevano spese per le cure e l'assistenza, ciò
che è stato confermato con la 4a revisione della LAI (1° gennaio 2004), in cui
un beneficiario di un AGI medio o elevato poteva ottenere un rimborso oltre il
limite di Fr. 25'000.- qualora, raggiunta questa soglia e dopo avere utilizzato
l'assegno per grandi invalidi, presentasse ulteriori spese per la cura e
l'assistenza. Come prevedevano le Direttive sulle prestazioni complementari in
vigore fino al 31 dicembre 2007 (N. 5030 e N. 5030.1 DPC), un assegno per
grandi invalidi dell'AI poteva essere dedotto unicamente se le spese per
le cure e l'assistenza superavano i Fr. 25'000.- annui e dunque si poteva
pretenderne il rimborso fino a Fr. 60'000.- rispettivamente fino a Fr.
90'000.-.
Al contrario, quindi, non era possibile dedurre
l'AGI quando la spesa di aiuto per il mantenimento a domicilio non superava
Fatti
i Fr. 25'000.-, né se si trattava di un AGI di grado esiguo o di un AGI
dell'AVS. Con l'introduzione del contributo per l'assistenza, dal 1° gennaio
2012 la situazione non sarebbe mutata.
L’insorgente rileva, inoltre, che computare l'assegno per grandi
invalidi come effettuato dalla Cassa di compensazione anche prima del
superamento del limite di Fr. 25'000.- rispettivamente prevedere un rimborso
inferiore a Fr. 25'000.- dopo il computo dell'AGI, sarebbe privo di base
legale cantonale. In effetti, il fatto che dal 1° gennaio 2008 la seconda frase
dell'art. 3 cpv. 2 OMPC non sia stata inserita nella LaLPC non può essere
interpretato come un'autorizzazione a procedere in tal senso. Il fondamento
giuridico sarebbe inoltre assente anche a livello federale, visto che per i
rimborsi nei limiti dell'art. 14 cpv. 3 LPC l'assegno per grandi invalidi non
è dedotto.
Da ultimo, la ricorrente osserva che anche ammettendo che
l'abolizione dell'art. 3 OMPC rappresenti una base legale sufficiente per il
computo dell'assegno per grandi invalidi come effettuato dalla Cassa, ci si
troverebbe confrontati con un repentino cambiamento di prassi da parte della
Cassa, che in specie violerebbe il principio della buona fede degli assicurati.
1.5. Con risposta del 30 maggio
2014 (doc. III), la Cassa cantonale di compensazione propone di respingere il
ricorso.
L'amministrazione riconosce che i Cantoni non possano fissare
importi massimi inferiori a quelli minimi previsti dalla LPC per le spese di
malattia e di invalidità e che, superati gli importi complessivi minimi secondo
l'art. 14 cpv. 3 LPC, occorra dedurre l'assegno per grandi invalidi e il
contributo per l'assistenza.
La controversia fra le parti riguarda l'ipotesi in cui ci si trovi
al di sotto dell'importo minimo dell'art. 14 cpv. 3 LPC, come nel caso
di grande invalidità di grado lieve, e meglio a sapere a chi competa la
decisione di dedurre l'assegno per grandi invalidi rispettivamente il
contributo per l'assistenza dell'AVS o dell'AI. Secondo la Cassa, questa
facoltà spetta ai Cantoni dal 2008 ed il Cantone Ticino, a differenza di altri
Cantoni, con la LaLPC non ha previsto alcuna garanzia ai sensi dell'art. 3 cpv.
2 2a frase OMPC per il riconoscimento del diritto al rimborso di spese ai sensi
dell'art. 14 LPC.
L'amministrazione nega inoltre che, in concreto, vi sia un
cambiamento di prassi dato che, in relazione alle spese sostenute nella
fattispecie, non v'è un reale pregiudizio economico nel senso voluto dal
ricorso.
In sostanza, se è richiesto il rimborso dei costi per la terza
persona a domicilio e l'ammontare complessivo dell'AGI e/o del contributo per
l'assistenza è superiore a detti costi, occorre rifiutare il riconoscimento di
dette spese di malattia e di invalidità. Per contro, i costi superiori all'AGI
e/o al contributo per l'assistenza saranno rimborsati nel rispetto dei limiti
rimborsabili previsti dall'art. 14 LPC.
1.6. Invitata a esprimersi
ulteriormente ed, eventualmente, a postulare l'acquisizione di prove (doc. IV),
con scritto del 12 giugno 2014 (doc. V) l’insorgente sostiene che, giusta
l'art. 14 cpv. 3 LPC, i Cantoni possono fissare importi massimi, ma gli stessi
non possono essere inferiori agli importi minimi stabiliti dal legislatore
federale. I Cantoni non possono quindi derogare alla LPC e quand'anche si
ammettesse tale ipotesi, il Cantone Ticino non ha usufruito di questa
possibilità, visto che la LaLPC non contiene disposizioni in merito. Non
potrebbe quindi essere avvallata l'interpretazione della Cassa secondo cui
dalla mancata ripresa della seconda frase dell'art. 3 cpv. 2 OMPC sarebbe
possibile dedurre che la volontà del legislatore cantonale fosse quella di non
più garantire il limite minimo previsto dall'art. 14 cpv. 3 LPC. Nemmeno il
rinvio della Cassa all'art. 8 cpv. 3 LaLPC gioverebbe alla tesi secondo cui, a
contrario, in tutti gli altri casi non previsti da questo disposto l'AGI
potrebbe essere dedotto.
1.7. Il 24 giugno 2014 (doc. VII)
l'amministrazione ribadisce che l'AGI va sicuramente computato se l'assicurato
fa valere delle spese superiori all'importo previsto dall'art. 14 cpv. 3
LPC, mentre al di sotto di questo importo, e nel caso di un assegno
grandi invalidi di grado lieve, la LPC lascia ai Cantoni la possibilità di non
considerare dette prestazioni. Per la Cassa, i Cantoni che hanno scelto di non
considerare l'AGI e/o il contributo per l'assistenza, mantenendo così la
garanzia prevista dall'art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC, l'hanno esplicitamente
previsto nella legge cantonale. Il Cantone Ticino, con la promulgazione
dell'art. 8 LaLPC, ha così chiaramente escluso la regola secondo la quale un
rimborso non possa anche essere inferiore a quanto previsto all'art. 14 cpv. 3
lett. a LPC.
1.8. Nelle sue ulteriori
osservazioni dell'8 settembre 2014 (doc. IX), l’insorgente produce le risposte
di cinque Casse cantonali di compensazione a due suoi quesiti relativi al
computo dell'AGI e all'esistenza di un importo minimo di rimborso (docc. A10-A14).
Essa inoltre richiama i Messaggi del Consiglio federale e del
Consiglio di Stato ticinese in merito alle recenti modifiche legislative,
evidenziando come la Nuova Perequazione finanziaria e la ripartizione dei
compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC) escludeva un peggioramento della
situazione degli assicurati, quindi la volontà del legislatore era di non
computare un AGI esiguo e di riconoscere un importo minimo di rimborso anche
nei casi di computo dell'AGI medio ed elevato pari almeno a quello fissato
nell'art. 14 cpv. 3 LPC. In altri termini, l'assegno per grandi invalidi è
deducibile soltanto nei casi previsti dall'art. 14 cpv. 4 LPC e il computo
dell'AGI non può condurre ad un rimborso inferiore ai limiti legali.
1.9. Le parti si sono espresse
ulteriormente, il 22 settembre 2014 (doc. XI) l'amministrazione e il 6 ottobre
seguente (doc. XIII) l’assicurata, confermando le loro rispettive posizioni.
Alla luce della particolarità del tema oggetto della procedura,
nell'ambito di un'altra controversia simile alla presente (inc. n. 33.2014.7)
il 15 gennaio 2015 (doc. XVI dell’inc. n. 33.2014.7) il Tribunale ha
interpellato l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sottoponendogli due
quesiti, ai quali l'UFAS ha risposto il 23 gennaio 2015 (doc. XVII dell’inc. n.
33.2014.7).
Le parti hanno formulato le loro osservazioni nel corso del mese
di febbraio 2015 (docc. XIX, XX e XXIII dell’inc. n. 33.2014.7).
Inoltre, il 29 aprile 2015 (doc. XXVII dell’inc. n. 33.2014.7) ha
avuto luogo un dibattimento davanti al giudice delegato del TCA.
Infine, il 1° settembre 2015 (doc. XVIII) lo stesso giudice
delegato ha informato le parti che, poiché la controversia in esame porta su
una tematica simile a quella esaminata nella STCA 33.2014.7, evasa il 25 giugno
2015, oggetto di un ricorso davanti al Tribunale federale, il TCA ha ritenuto
opportuno sospendere la trattazione della presente procedura fino
all’emanazione del giudizio federale.
Il giudizio dell’Alta Corte nella procedura formante l’incarto n.
33.2014.7 è stato emesso il 17 giugno 2016 (9C_583/2015), con reiezione del
ricorso interposto dall’amministrazione. Alla luce di ciò, la trattazione della
procedura qui in esame è stata riattivata.
Nell’ambito di un procedimento diverso da quello in esame, il 28
settembre 2016 (doc. XX dell’inc. 33.2014.11) si è svolta davanti al giudice
delegato del TCA un’udienza nel corso della quale le parti, con riferimento
all’AGI dell’AVS, hanno evidenziato che in tali casi il rimborso ammonterebbe a
Fr. 25'000.-.
considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la
verifica dell'operato della Cassa cantonale di compensazione nell'ambito del
rimborso delle spese di malattia e di invalidità a cui hanno diritto i
beneficiari di prestazioni complementari all'AVS/AI.
2.2. Nella fattispecie qui in
esame, per l’anno 2013 (doc. A5) la Cassa cantonale di compensazione ha
concesso all’assicurata il rimborso delle spese per le cure e l'assistenza senza
computare l'assegno per grandi invalidi di grado elevato dell’AVS che la stessa
riceveva e nella misura massima di Fr. 25'000.- in virtù dell’art. 14 cpv. 3
lett. a n. 1 LPC.
Con la decisione del 16 dicembre (doc. A6) la Cassa cantonale di
compensazione ha invece riconosciuto il rimborso di queste spese nella misura
della differenza risultante dalla deduzione dalle spese lorde di malattia e di
invalidità dell’AGI percepito dall’assicurata, poiché a livello cantonale non
vi sarebbe (più) la garanzia di un importo minimo da rimborsare prima di
prendere in considerazione l'assegno per grandi invalidi e del contributo per
l'assistenza e inoltre spetterebbe ai Cantoni decidere se l'AGI e il contributo
per l'assistenza debbano essere dedotti anche prima del raggiungimento
dei limiti previsti all'art. 14 cpv. 3 LPC. Non prevedendo la LaLPC alcuna
norma specifica, secondo la Cassa, il Canton Ticino avrebbe optato per la deduzione
dell'assegno per grandi invalidi e del contributo per l'assistenza anche quando
le spese di malattia e di invalidità sono inferiori agli importi
previsti all'art. 14 cpv. 3 LPC e non più soltanto in applicazione dell'art. 14
cpv. 4 LPC, ossia in presenza di spese per le cure e l'assistenza superiori
a questi limiti.
Nell'evenienza concreta l'amministrazione ha quindi deciso che,
poiché l'assegno per grandi invalidi di grado elevato percepito dall'assicurata
ammonta a Fr. 11'232.- e le spese di malattia e di invalidità ritenute comprovate
di cui ha chiesto il rimborso assommano a Fr. 32'895.-, l'AGI copre già in
parte le spese per le cure e l'assistenza, perciò le prestazioni complementari
devono rimborsarle soltanto la differenza di Fr. 21'663.-.
L’insorgente ritiene, invece, che l'assegno per grandi invalidi e
il contributo per l'assistenza non debbano essere computati anche se le spese
per le cure e l'assistenza superano il limite minimo di Fr. 25'000.-, poiché
essa beneficia di un AGI dell’AVS. In tal caso vale l’art. 14 cpv. 3 LPC e non
il capoverso 4, perciò le PC dovrebbero rimborsarle il massimo legale di Fr.
25'000.-.
2.3. Secondo l'art. 3 cpv. 1 LPC,
le prestazioni complementari comprendono la prestazione complementare annua
(lett. a) e il rimborso delle spese di malattia e d'invalidità (lett. b).
Per l'art. 3 cpv. 2 LPC, la prestazione complementare annua è una
prestazione pecuniaria (art. 15 LPGA), mentre il rimborso delle spese di
malattia e d'invalidità è una prestazione in natura (art. 14 LPGA).
L'art. 14 LPC concerne le spese di malattia e d'invalidità.
Giusta l'art. 14 cpv. 1 lett. b LPC, i Cantoni rimborsano ai beneficiari
di una prestazione complementare annua le spese comprovate dell'anno civile in
corso di aiuto, di cure e di assistenza a domicilio e in strutture diurne.
Secondo l'art. 14 cpv. 2 LPC, i Cantoni designano le spese che
possono essere rimborsate secondo il capoverso 1. Possono limitare il rimborso
alle spese necessarie nell'ambito di una fornitura di prestazioni economica e
appropriata.
In virtù dell'art. 14 cpv. 3 LPC, per le spese di
malattia e d'invalidità rimborsate in aggiunta alla prestazione complementare annua,
i Cantoni possono fissare importi massimi. Questi ultimi non possono tuttavia
essere inferiori ai seguenti importi annui:
a. per le persone che vivono a casa
1. persone sole, persone vedove, coniugi di persone
che vivono in un istituto o in un ospedale Fr. 25'000.-
Considerandi
2.
coppie sposate Fr. 50'000.-
3.
orfani di padre e di
madre Fr. 10'000.-
b.
per le persone che vivono in un istituto o in un ospedale Fr. 6'000.-
A norma dell'art. 14 cpv. 4 LPC, per le persone che
vivono a casa e hanno diritto a un assegno per grandi invalidi dell'AI o
dell'assicurazione contro gli infortuni, l'importo minimo secondo il capoverso
3.
lettera a numero 1 è aumentato a Fr. 90'000.- in caso di grande invalidità di
grado elevato, per quanto le spese per le cure e l'assistenza non siano coperte
dall'assegno per grandi invalidi e dal contributo per l'assistenza dell'AVS o
dell'AI. Il Consiglio federale disciplina l'aumento corrispondente per le
persone con una grande invalidità di grado medio e quello dell'importo per
coniugi.
Il 1° gennaio 2004 è stato infatti introdotto l'art.
19b OPC-AVS/AI concernente l'aumento dell'ammontare massimo e, con la Nuova
impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti
tra Confederazione e Cantoni (NPC), dal 1° gennaio 2008 il testo
è stato modificato aggiornando gli articoli di legge citati. Dal 1°
gennaio 2012 questa norma è stata ulteriormente modificata inserendo il
contributo per l'assistenza dell'AVS o AI.
L'art. 19b cpv. 1 OPC-AVS/AI dispone che per le persone che vivono
a casa e che hanno diritto a un assegno per grandi invalidi dell'AI o
dell'assicurazione contro gli infortuni, l'ammontare di cui all'art. 14 cpv. 3
lett. a n. 1 LPC è aumentato a Fr. 60'000.- in caso di grande invalidità di
grado medio, nella misura in cui i costi per le cure e l'assistenza non siano
coperti dall'assegno per grandi invalidi e dal contributo per l'assistenza
dell'AVS o dell'AI.
Secondo l'art. 19b cpv. 2 OPC-AVS/AI, per i coniugi che vivono a
casa e che hanno diritto a un assegno per grandi invalidi dell'AI o
dell'assicurazione contro gli infortuni, l'ammontare di cui all'art. 14 cpv. 3
lett. a n. 2 LPC è aumentato secondo la seguente tabella, nella misura in cui i
costi per le cure e l'assistenza non siano coperti dall'assegno per grandi
invalidi e dal contributo per l'assistenza dell'AVS o dell'AI:
Numero di persone Grado
della grande invalidità Ammontare massimo
entrambi i coniugi elevato per ognuno Fr.
180'000.-
entrambi i coniugi medio per ognuno Fr.
120'000.-
un coniuge elevato
un coniuge medio Fr.
150'000.-
solo un coniuge elevato Fr.
115'000.-
solo un coniuge medio Fr.
85'000.-
A norma dell'art. 14 cpv. 5 LPC, l'importo è
aumentato secondo il capoverso 4 anche in caso di riscossione di un assegno per
grandi invalidi dell'AVS se l'assicurato percepiva in precedenza un assegno per
grandi invalidi dell'AI.
L'art. 14 cpv. 6 LPC prevede che le persone che in
seguito a un'eccedenza dei redditi non hanno diritto a una prestazione complementare
annua hanno diritto al rimborso delle spese di malattia e d'invalidità che
superano l'eccedenza dei redditi.
I Cantoni possono rimborsare direttamente ai
fornitori i costi fatturati non ancora pagati (art. 14 cpv. 7 LPC).
La disposizione transitoria dell'art. 34 LPC prevede che finché i
Cantoni non hanno designato le spese che possono essere rimborsate secondo
l'art. 14 cpv. 1, gli artt. 3-18 dell'Ordinanza sul rimborso delle spese di
malattia e delle spese dovute all'invalidità in materia di prestazioni
complementari (OMPC) nella versione in vigore il 31 dicembre dell'anno
precedente l'entrata in vigore della Legge federale del 6 ottobre 2006 che
emana e modifica atti legislativi per la nuova impostazione della perequazione
finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni si
applicano per analogia, ma per una durata massima di tre anni a contare
dall'entrata in vigore della legge.
Il Cantone Ticino ha emanato la Legge di applicazione della LPC
del 23 ottobre 2007 (LaLPC), che è entrata in vigore il 1° gennaio 2008
contemporaneamente alla nuova LPC, rendendo così non più applicabile l'OMPC.
Per l'art. 5 cpv. 1 LaLPC le spese di malattia e d'invalidità e
gli importi massimi sono quelli riconosciuti dalla LPC.
L'art. 8 cpv. 1 LaLPC dispone che un diritto al rimborso delle
spese può essere fatto valere nella misura in cui tali spese non siano già
prese a carico da altre assicurazioni.
Secondo l'art. 8 cpv. 2 LaLPC, la concessione di un assegno per
grandi invalidi dell'AVS, dell'AI, dell'assicurazioni infortuni e
dell'assicurazione militare non è equiparata a un rimborso delle spese da parte
di altre assicurazioni.
A norma dell'art. 8 cpv. 3 LaLPC, nella misura in cui
l'assicurazione malattia ha tenuto in considerazione l'assegno per grandi
invalidi dell'AI o dell'assicurazione infortuni per fissare l'importo delle
spese di cura e assistenza a domicilio che essa è tenuta a rimborsare,
l'assegno per grandi invalidi non è dedotto dalle spese considerate.
Nei casi di cui all'art. 14 cpv. 5 LPC, i cpv. 3 e 4 sono
applicabili per analogia (art. 8 cpv. 4 LaLPC).
2.4
La
nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei
compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), in vigore dal 1° gennaio 2008, ha reso necessaria la revisione completa della LPC e della legge d'applicazione cantonale. La
normativa ticinese da legge di sussidiamento è diventata una legge sulle
prestazioni (cfr. Messaggio del 2 maggio 2007 n. 5924 del Consiglio di Stato,
capitolo 8, in particolare 8.1.1).
Al capitolo "8.1.5 Spese
di malattia e di invalidità (art. 14-16 della legge federale)", il
Consiglio di Stato si è così espresso:
"
Con la NPC le spese di
malattia e di invalidità sono esclusivamente a carico dei Cantoni, ai quali
spetta, in linea di principio, di determinare quali siano le spese
rimborsabili, purché ciò non comporti però un peggioramento della situazione
attuale per gli assicurati.
Allo scopo di garantire una prassi uniforme a
livello nazionale, la LPC definisce per quali prestazioni i Cantoni possono
prevedere un rimborso delle spese e ne fissa i termini di richiesta. La
soluzione proposta tiene conto della sovranità dei Cantoni in questo settore,
senza provocare un peggioramento della situazione delle persone assicurate. La
competenza di stabilire l'importo massimo del rimborso annuo delle spese di
malattia e d'invalidità, il quale non dovrà essere inferiore agli importi
massimi attuali, è conferita ai Cantoni.".
In merito ai
contenuti della nuova legge di applicazione della LPC, al capitolo 8.2 del
citato Messaggio n. 5924 il Consiglio di Stato ha osservato:
"
Il nuovo assetto della
legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI rende
necessario un adeguamento della relativa legge cantonale di applicazione.
Considerato che con la NPC si propone l'introduzione di una nuova LPC, il
Consiglio di Stato propone l'abrogazione dell'attuale legge cantonale,
sostituendola con una nuova normativa, che consideri le innovazioni proposte
con la NPC in materia di prestazioni complementari. La modifica più sostanziale
riguarda l'introduzione di un nuovo capitolo relativo al rimborso delle spese
(art. da 5 a 25): per il resto, sono da segnalare solo leggere modifiche
rispetto alla Legge d'applicazione attuale.".
L'Esecutivo
cantonale si è chinato specificatamente sulle spese di malattia e di invalidità
(art. 34 LPC) nel capitolo 8.2.4:
"
Con la NPC, le spese di
malattia e di invalidità sono esclusivamente a carico dei Cantoni, ai quali
spetta di determinare quali siano le spese rimborsabili, nei limiti dell'art.
14.
della legge federale.
Il contenuto dell'Ordinanza federale sul
rimborso delle spese di malattia e delle spese dovute all'invalidità in materia
di prestazioni complementari (OMPC) viene quindi ripreso nella legislazione
cantonale sulle prestazioni complementari (legge di applicazione e
regolamento), ritenuto che il nostro Cantone limita il rimborso alle spese
necessarie nell'ambito di una fornitura di prestazioni economica ed appropriata
(art. 14 cpv. 2 della legge federale).
Gli importi massimi dei rimborsi corrispondono
a quelli previsti dall'art. 14 cpv. 3-6 della legge federale.
Con la nuova legge cantonale di applicazione
viene conferita una delega al Consiglio di Stato di determinare a quali attori
(fornitori di prestazioni o assicuratori) possono essere direttamente
rimborsati i costi fatturati e non ancora pagati (art. 14 cpv. 7 della nuova
legge federale).".
In effetti, il tenore
dell'attuale art. 8 LaLPC è identico all'art. 3 OMPC, ad eccezione del
capoverso 2 dell'art. 3 OMPC che non è più stato ripreso nella legge cantonale
di applicazione.
L'OMPC (Ordinanza sul rimborso
delle spese di malattia e delle spese dovute all'invalidità in materia di
prestazioni complementari, RS 831.301.1) è stata abrogata con l'entrata in
vigore della nLPC il 1°gennaio 2008, dato che la competenza per legiferare in
materia di rimborsi di spese di malattia e d'invalidità - entro il termine di 3
anni previsto dall'art. 34 LPC - è stata trasferita ai Cantoni. Nel nostro
Cantone la materia è stata tempestivamente regolamentata dal 2008 dalla LaLPC,
le nuove norme cantonali sono entrate subito in vigore e l'OMPC si è
automaticamente estinta.
2.5
Come
ricordato al considerando 1.9, il Tribunale federale si è pronunciato su questa
tematica a seguito del ricorso inoltrato dalla Cassa cantonale di compensazione
contro la STCA 33.2014.7 emanata il 25 giugno 2015.
In quell’occasione, questo TCA non aveva ritenuto possibile
dedurre dalle spese di malattia e di invalidità l’assegno per grandi invalidi
quando dette spese sono inferiori ai limiti previsti dall’art. 14 cpv. 3
LPC (cfr. consid. 2.12.1.1-2.12.1.3). Ad ogni buon conto, questo Tribunale
aveva evidenziato che, quand’anche si ritenesse che un Cantone possa per
principio computare l’AGI senza attendere la possibilità di aumento
dell’importo limite di rimborso data dall’art. 14 cpv. 4 LPC, il Cantone Ticino
non ha comunque previsto questa possibilità nella LaLPC. Infatti, l’art. 8 cpv.
2.
LaLPC (cfr. consid. 2.12.1.4-2.12.1.5) dispone che l’assegno per grandi
invalidi di grado lieve, medio o elevato, non va assimilato a una presa a
carico da parte di altre assicurazioni. Di conseguenza la concessione di un AGI
non preclude il riconoscimento del diritto al rimborso ai sensi dell’art. 14 LPC
(art. 8 cpv. 1 LaLPC) e, pertanto, come tale, un AGI non deve essere dedotto
dalle spese di cura e d’assistenza da rimborsare.
Inoltre, questa Corte aveva concluso che vi è la garanzia di un
importo minimo di rimborso delle spese di malattia e di invalidità in virtù
dell’art. 14 cpv. 3 LPC in caso di aumento dell’importo rimborsabile delle
spese secondo l’art. 14 cpv. 4 LPC e che, non avendo il Cantone Ticino previsto
una specifica norma sull’importo minimo rimborsabile, la Cassa di compensazione
non era legittimata a scendere al di sotto degli importi minimi fissati
dall’art. 14 cpv. 3 lett. a LPC quando si è in presenza di un aumento delle
spese rimborsabili giusta l’art. 14 cpv. 4 LPC (cfr. consid. 2.12.2).
Nella sua sentenza 9C_583/2015 del 17 giugno 2016, destinata alla
pubblicazione, l’Alta Corte ha dapprima esposto le norme legali applicabili e
le prese di posizione di questo Tribunale (cfr. consid. 5.1), della ricorrente
(cfr. consid. 5.2) e dell’opponente (cfr. consid. 5.3).
In seguito, il Tribunale federale è entrato nel merito della
questione, rilevando che dal 1° gennaio 2008 il finanziamento del rimborso
delle spese di malattia e d’invalidità incombe ai Cantoni (art. 16 LPC). Da
allora, la LPC si limita a stabilire delle condizioni quadro, incaricando i
Cantoni di regolamentare le modalità di questo rimborso (cfr. consid. 6.2).
Pertanto, ha sottolineato l’Alta Corte, dal 1° gennaio 2008 spetta
oramai ai Cantoni determinare le modalità del rimborso delle spese di malattia
e d'invalidità. È in particolare di competenza cantonale, in assenza di una
normativa federale specifica, decidere se l'assegno per grandi invalidi debba
essere detratto dalle spese di cui all'art. 14 cpv. 1 lett. b LPC quando queste
sono inferiori a Fr. 25'000.-. Il diritto federale prevede infatti una
deduzione dell'assegno per grandi invalidi dalle spese da rimborsare, ma solo
nei casi previsti dall'art. 14 cpv. 4 LPC e art. 19b OPC-AVS/AI, ossia quando
le spese di cura e di assistenza comprovate sono più elevate dell'assegno per
grandi invalidi e se gli importi di cui all'art. 14 cpv. 3 lett. a n. 1 e 2
LPC, prima della deduzione dell'assegno, non sono sufficienti per rimborsare
tutte le spese di malattia e d'invalidità, ipotesi non realizzata nel caso
esaminato il 17 giugno 2016, giacché le spese comprovate di malattia e
d’assistenza ammontavano a Fr. 13'032.- e l’assegno per grandi invalidi a Fr.
14'040.- (cfr. consid. 6.3.1).
Secondo la nostra Massima Istanza, la tesi del TCA secondo cui il
diritto federale prevederebbe che è possibile dedurre dall'importo da
rimborsare l'assegno per grandi invalidi percepito solo quando l'importo di Fr.
25'000.- è superato, e cioè quando si applica l'art. 14 cpv. 4 1a frase LPC,
escludendolo negli altri casi, non trova nessun riscontro nelle nuove
disposizioni federali ed è contraria all'ampia delega conferita ai Cantoni in
materia (cfr. consid. 6.3.2).
Secondo il Tribunale federale, neppure è fondata la tesi del TCA
quando afferma che gli importi fissati all'art. 14 cpv. 3 LPC costituiscono una
garanzia minima di rimborso al di sotto della quale non è possibile andare,
neanche dopo deduzione dell'assegno per grandi invalidi, non trovando alcuna
conferma nella nuova normativa federale. L’Alta Corte ha a tal proposito
rilevato che gli importi di cui all'art. 14 cpv. 3 LPC non costituiscono per i
Cantoni un importo massimo da non superare, ma servono solamente a stabilire
una soglia al di sotto della quale i Cantoni non possono scendere. I Cantoni
restano pertanto liberi di fissare un importo massimo superiore a quelli
indicati nella LPC per le spese da rimborsare (DTF 138 I 225 consid.
3.3.1
pag. 228). L'art. 14 cpv. 3 LPC non concerne invece le modalità di
calcolo del rimborso delle spese che restano di competenza dei Cantoni. La
soluzione avanzata dal Tribunale cantonale, ha osservato l’Alta Corte,
corrisponde in realtà al previgente art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC, in vigore fino
al 31 dicembre 2007. Questa disposizione prevedeva esplicitamente che il rimborso
non poteva essere inferiore all'importo massimo di Fr. 25'000.-. Ora, sottolinea
ancora il Tribunale federale, questa ordinanza è stata appunto abrogata - con
riserva della norma transitoria di cui all'art. 34 LPC - per permettere di
trasferire ai Cantoni la competenza di regolamentare le modalità di rimborso
delle spese di malattia e d'invalidità (cfr. consid. 6.3.2).
Il nuovo diritto federale non prevede quindi più dal 2008 una
garanzia minima di rimborso al di sotto della quale non è possibile andare,
neanche dopo deduzione dell'assegno per grandi invalidi. Inoltre, quando le
spese di malattia e d'invalidità da rimborsare di cui all'art. 14 cpv. 1 lett.
b LPC sono inferiori a Fr. 25'000.- per le persone sole che vivono a casa (art.
14.
cpv. 3 lett. a n. 1 LPC), l'art. 14 LPC non prescrive, né vieta, che
l'assegno per grandi invalidi debba essere dedotto dall'importo da rimborsare.
La questione è infatti ora di competenza cantonale. Stanti queste
considerazioni, l’Alta Corte ha ritenuto corretta la censura della ricorrente
su questo punto e non ha quindi confermato la motivazione del giudizio del
Tribunale cantonale (cfr. consid. 6.3.3).
Per quanto concerne l’applicazione del diritto cantonale, secondo
il Tribunale federale, l’interpretazione data in proposito dal TCA nel giudizio
impugnato non è arbitraria.
L’art. 8 cpv. 2 LaLPC prevede che gli assegni per grandi invalidi
non possono essere presi in considerazione per un'eventuale deduzione. Una
deduzione dell'assegno per grandi invalidi non è quindi possibile e,
pertanto, il rimborso delle spese deve essere integrale come dispone
esplicitamente l'art. 8 cpv. 1 LaLPC.
Come rilevato dal Tribunale cantonale, l’Alta Corte ha poi precisato
che l'art. 8 cpv. 2 LaLPC non fa alcuna distinzione in merito al grado della
grande invalidità, nel senso che anche una grande invalidità di grado lieve o
medio fa sì che l'assegno per grandi invalidi relativo non sia equiparato a un
rimborso delle spese.
L'art. 8 LaLPC non fa inoltre nessuna distinzione in relazione all'importo
delle spese da rimborsare: la normativa non cambia se le spese sono inferiori o
superiori a Fr. 25'000.-, oppure se sono inferiori o superiori all'assegno per
grandi invalidi.
Infine, anche se il diritto cantonale, contrariamente a quanto contemplava
l’art. 3 cpv. 2 2a frase OMPC che non è stato ripreso dal legislatore cantonale,
non prevede esplicitamente alcuna garanzia minima di rimborso delle spese, per
il Tribunale federale questo è ininfluente sull'esito della causa di fronte al
chiaro art. 8 cpv. 1 e 2 LaLPC, che non prevede alcuna deduzione dell'assegno
per grandi invalidi, indipendentemente dal grado della grande invalidità e
dall'importo delle spese da rimborsare (cfr. consid. 7.2).
Di conseguenza, l’Alta Corte ha respinto la censura della Cassa di
compensazione sull’interpretazione del diritto cantonale e ha confermato il
giudizio cantonale per quanto riguarda il risultato (cfr. consid. 7.3).
2.6
In un recente giudizio (STF
9C_282/2016 del 12 settembre 2016, anch’esso destinato alla pubblicazione), il
Tribunale federale si è pronunciato sul rimborso delle spese di malattia e di
invalidità in applicazione dell’art. 14 cpv. 6 LPC in un caso in cui dette
spese ammontavano a Fr. 104'520,57 e v’era un’eccedenza dei redditi di Fr.
31'222.-.
Per la Cassa cantonale di compensazione, così come per il
Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, l’assicurata, beneficiaria di
un assegno per grandi invalidi di grado elevato dell’AVS, non aveva diritto al
rimborso delle spese di malattia e di invalidità, giacché l’eccedenza dei
redditi era superiore all’importo massimo di Fr. 25'000.- a cui la stessa
avrebbe avuto diritto. Secondo la ricorrente, invece, dapprima l’eccedenza dei
redditi andrebbe computata sulle spese effettive di malattia e solo successivamente
si dovrebbe procedere con la limitazione del rimborso delle spese all’importo
massimo (cfr. consid. 2.2).
L’assicurata ha fatto valere di avere diritto ad un rimborso
massimo dei costi di Fr. 90'000.-, visto che beneficia di un AGI elevato e che
non è importante che si tratti di un AGI dell’AVS.
Altrimenti, ha proseguito la ricorrente, essa si troverebbe in una
situazione peggiore rispetto ad altre persone beneficiarie di un assegno per
grandi invalidi e sarebbe quindi costretta ad essere ricoverata in una casa di
cura, ciò che è contrario al principio di divieto di discriminazione dell’art.
8.
cpv. 1 Cost. fed. e dell’art. 14 CEDU e al diritto alla protezione della
sfera privata giusta l’art. 13 cpv. 1 Cost. fed. e l’art. 8 cifra 1 CEDU (cfr. consid.
2.
).
Secondo l’interpretazione letterale dell’art. 14 cpv. 4 e 5 LPC,
che scaturisce dai testi legali delle tre lingue nazionali formulati
altrettanto chiaramente, l’Alta Corte ha concluso che un aumento a Fr. 90'000.-
dell’importo minimo dell’art. 14 cpv. 3 lett. a n. 1 LPC è previsto unicamente
per le persone che hanno diritto ad un assegno per grandi invalidi di grado
elevato dell’AI o dell’AINF rispettivamente per coloro che prima avevano
diritto ad un AGI dell’AI. Se, per contro, viene attribuito un assegno per
grandi invalidi dell’AVS, il rimborso delle spese di malattia e di invalidità è
limitato a Fr. 25'000.- (cfr. consid. 3.2: “(…) Nach dem klaren Wortlaut der Bestimmungen von Art. 14
Abs. 4 und 5 ELG (E. 1.1) ist eine Erhöhung des Mindestansatzes auf Fr.
90'000.- nur vorgesehen für Personen mit einem Anspruch auf eine
Hilflosenentschädigung der Invaliden- oder der Unfallversicherung resp. für
solche, die vorher eine Hilflosen-entschädigung der Invalidenversicherung
bezogen haben. Wird hingegen eine Hilflosenentschädigung "bloss" der
AHV ausgerichtet, ist die Vergütung der Krankheits- und Behinderungskosten auf
Fr. 25'000.- beschränkt. In der französischen und italienischen Version von
Art. 14 Abs. 4 und 5 ELG ist die Regelung ebenso eindeutig formuliert wie in
der deutschen Fassung.“).
Il Tribunale federale ha analizzato il testo di legge in vigore
fino a fine 2007 e quello adottato nel 2008 con la Nuova perequazione
finanziaria affermando, come previsto dal relativo Messaggio e dalla STF 9C_583/2015
del 17 giugno 2016, che dal 2008 il finanziamento del rimborso delle spese di
malattia e di invalidità incombe ai Cantoni, limitandosi la LPC a stabilire
delle condizioni quadro e incaricando i Cantoni di regolamentare le modalità di
questo rimborso. I Cantoni possono dunque fissare degli importi massimi per le
spese da rimborsare, che tuttavia non possono essere inferiori agli importi
indicati all’art. 14 cpv. 3 LPC. Perciò la situazione precedente degli
assicurati dovrebbe essere garantita rispettivamente dovrebbe essere escluso un
peggioramento della situazione (cfr. consid. 3.3.1).
La nostra Massima Istanza ha poi ricordato che l’aumento del
rimborso a Fr. 90'000.- è stato adottato con la 4a revisione della LAI dal 1°
gennaio 2004, visto che uno degli scopi di questa revisione era di aumentare
l’autonomia delle persone con andicap, che avrebbe dovuto essere raggiunto in
particolare con l’introduzione di un “indennizzo per l’assistenza”. Con tale
aumento dell’importo massimo rimborsabile il legislatore ha così voluto
apportare dei miglioramenti per le persone con limitazioni dovute
all’invalidità rispettivamente ad infortuni, ma non per le persone con
impedimenti dovuti in prevalenza all’età. In tal senso la regolamentazione
prevista dall’art. 14 cpv. 5 LPC contiene semplicemente una garanzia dei
diritti acquisiti quando l’AGI dell’AI viene sostituito dall’AGI dell’AVS (cfr.
consid. 3.3.2: “(…) Eines der Hauptziele der 4. IVG-Revision war es, die Autonomie von
Menschen mit Behinderungen zu erhöhen, was insbesondere durch Einführung einer
"Assistenzentschädigung" erreicht werden sollte (Botschaft vom 21.
Februar 2001 über die 4. Revision des Bundesgesetzes über die
Invalidenversicherung, BBl 2001 3244, 3209 Ziff. 1.1.2). Vor diesem Hintergrund
wurde zusätzlich "bedürftigen Behinderten mit hohem Pflegebedarf, die
ausserhalb einer stationären Institution leben wollen, [...] ein entsprechender
Anspruch auf Ergänzungsleistungen zugebilligt - dank eines wesentlich erhöhten
Maximalbetrages von 90 000 Franken pro Jahr" (AB 2001 N 1920; vgl. auch AB
2001.
N 1923; AB 2002 S 751 und 753). Der Gesetzgeber wollte demnach mit der
Erhöhung des Ansatzes Verbesserungen für Menschen mit invaliditäts- resp.
unfallbedingten Einschränkungen, nicht aber für solche mit (vorwiegend)
altersbedingter Hilflosigkeit schaffen. In diesem Sinn beinhaltet die Regelung
von Art. 14 Abs. 5 ELG resp. Art. 3d Abs. 2ter aELG lediglich eine
"Besitzstandwahrung", wenn die Hilflosenentschädigung der IV durch
eine solche der AHV abgelöst wird (vgl. Art. 42 Abs. 4 IVG und Art. 43 bis Abs.
4.
AHVG).“).
Ciò stante, l’Alta Corte ha concluso che dagli artt. 8 Cost. fed.
e 14 CEDU la ricorrente non poteva trarre alcun vantaggio, non fondando l’art.
14.
LPC alcuna discriminazione né disuguaglianza di trattamento (cfr. consid. 3.4.1).
Inoltre, l’art. 8 CEDU e l’art. 13 cpv. 1 Cost. fed. non sono pertinenti e il
Tribunale federale ha rilevato che la decisione impugnata non significa che
l’assicurata sia obbligata a recarsi in una casa di cura; essa vuol solo dire
che non tutti i costi dovuti ad andicap devono essere coperti
dall’assicurazione sociale (cfr. consid. 3.4.2: “(…) Der angefochtene Entscheid bedeutet denn auch keinen
Zwang, sich in institutionelle Pflege zu begeben; er besagt nur, dass nicht
sämtliche behinderungsbedingten Kosten von der Sozialversicherung gedeckt
werden.“).
Dispositivo
Per questi motivi, non v’è alcuna ragione per distanziarsi dal
testo letterale delle disposizioni dell’art. 14 cpv. 4 e 5 LPC. È quindi a
giusta ragione che il Tribunale cantonale ha ritenuto determinante il limite
dell’art. 14 cpv. 3 lett. a n. 1 LPC e ha considerato per le spese di malattia
e di invalidità un importo massimo secondo il diritto cantonale di Fr. 25'000.-
(cfr. consid. 3.5: “Nach dem Gesagten besteht keine Veranlassung, vom
Wortlaut der Bestimmungen von Art. 14 Abs. 4 und 5 ELG abzuweichen. Somit hat
die Vorinstanz in concreto zu Recht die Grenze von Art. 14 Abs. 3 lit. a Ziff.
1 ELG als massgeblich erachtet und für die Krankheits- und Behinderungs-kosten
einen kantonalrechtlichen Höchstbetrag von Fr. 25'000.- angenommen.“).
Infine, al considerando 4 l’Alta Corte ha analizzato l’art. 14
cpv. 6 LPC, giacché dal testo legale non è chiaro se esso si riferisca alle
spese effettive o soltanto a quelle che sono riconosciute dopo essere state
ridotte secondo l’importo massimo cantonale (cfr. consid. 4.1:
“(…) Als Vergleichsgrösse
zum Einnahmenüberschuss können somit entweder die tatsächlichen oder lediglich
die anerkannten, d.h. auf einen allfälligen kantonalrechtlichen Höchstbetrag im
Sinne von Art. 14 Abs. 3 bis 5 ELG reduzierten Kosten gemeint sein; die
Formulierung (auch in der französischen und italienischen Version) lässt beide
Möglichkeiten zu.“).
Partendo dall’art. 19a vLPC, di simile tenore (cfr. consid. 4.2.1: “Auch die
Bestimmung von Art. 14 Abs. 6 ELG ist als bundesrechtliche Sicherung eines
Mindestanspruchs zu verstehen (E. 3.3.1). Weiter ergibt sich aus der Botschaft
NFA, a.a.O., 6232 Kommentar zu Art. 14 lediglich, dass in Art. 14 Abs. 6 ELG
die Regelung des (auf den 31. Dezember 2007 aufgehobenen) aArt. 19a ELV (SR 831.301; AS 1997 2961)
übernommen wurde. Dass sich der Gesetzgeber dabei konkret mit der hier
interessierenden Frage beschäftigte, ist nicht ersichtlich.”), e
interpretandone il testo secondo la lettera, il Tribunale federale ha
considerato che le spese di malattia e di invalidità devono essere considerate
analogamente alle spese riconosciute giusta l’art. 10 LPC, ciò che porta
implicitamente a concludere che l’eccedenza dei redditi deve essere dedotta
dalle spese. Ritenuto che le spese riconosciute giusta l’art. 10 LPC devono
essere comprovate, allora nel caso di applicazione dell’art. 14 cpv. 6 LPC
devono anche essere considerate soltanto le spese di malattia che vengono
ridotte a un importo massimo (cfr. consid. 4.3: “Die getrennte Berechnung der jährlichen
Ergänzungsleistung und der Vergütung von Krankheits- und Behinderungskosten
erfolgt nur zur Verfahrens-vereinfachung (JÖHL/USINGER, Ergänzungsleistungen
zur AHV/IV, in: Soziale Sicherheit, SBVR Bd. XIV, 3. Aufl. 2016, S. 1924 Rz.
238; ERICH GRÄUB, Zusatzleistungen zur AHV und IV, in: Recht der Sozialen
Sicherheit, Steiger-Sackmann/Mosimann [Hrsg.], 2014, S. 925 f. Rz. 26.106). Es
ist daher folgerichtig, Krankheits- und Behinderungskosten analog zu den
anerkannten Ausgaben gemäss Art. 10 ELG zu berücksichtigen (vgl. JÖHL/USINGER,
a.a.O.). Dies ergibt sich implizit auch daraus, dass von den Kosten der
Einnahmenüberschuss, der seinerseits auf der Grundlage von Art. 10 f. ELG
berechnet wird, in Abzug zu bringen ist. Anerkannte Ausgaben gemäss Art. 10 ELG
- mit Ausnahme von jenen für den allgemeinen Lebensbedarf - müssen nachgewiesen
werden (vgl. BGE 138 V 218 E. 6 S. 221). Die
Kosten für den allgemeinen Lebensbedarf und den Mietzins einer Wohnung, die
Gewinnungskosten bei einem Erwerbseinkommen sowie die Kosten für
Gebäudeunterhalt und Hypothekarzinse werden indessen nur bis zu einem
bestimmten Höchstbetrag anerkannt, auch wenn die entsprechenden tatsächlichen
Ausgaben höher sind. Konsequenterweise sind bei Anwendung von Art. 14 Abs. 6
ELG ebenfalls nur die auf einen Höchstbetrag reduzierten Krankheitskosten zu
berücksichtigen.“).
Infine, ha osservato l’Alta Corte, bisogna considerare che
nell’ambito delle prestazioni complementari le persone che hanno un’eccedenza
di redditi non devono essere nel complesso posizionate meglio rispetto a quelle
che hanno un’eccedenza di spese. Purché sia stato stabilito un importo massimo
cantonale giusta l’art. 14 cpv. 3 fino a 5 LPC, per gli assicurati del secondo
gruppo è disponibile per le spese di malattia al massimo questo importo.
Secondo il metodo di calcolo proposto dalla ricorrente, gli assicurati del
primo gruppo potrebbero finanziare con l’eccedenza di spese altre prestazioni
al di là dell’importo massimo e in tal modo ridurre le loro spese non coperte a
discapito delle assicurazioni sociali rispettivamente del Cantone (cfr. consid.
4.4: “Schliesslich
gilt es zu bedenken, dass im Bereich der Ergänzungsleistungen Menschen mit
einem Einnahmenüberschuss im Ergebnis nicht besser gestellt werden sollen als
solche mit einem Ausgabenüberschuss. Sofern ein kantonalrechtlicher
Höchstbetrag im Sinne von Art. 14 Abs. 3 bis 5 ELG festgelegt wurde, steht
Versicherten der zweiten Gruppe für Krankheitskosten maximal dieser Betrag zur
Verfügung. Bei der Berechnungsweise der Beschwerdeführerin (E. 2.2) könnten
Versicherte der ersten Kategorie - entsprechend hohe tatsächliche Ausgaben
vorausgesetzt - über den Höchstbetrag hinaus zusätzliche Leistungen mit dem
Ausgabenüberschuss finanzieren und dadurch zu Lasten der Sozial-versicherung
resp. des Kantons ihre ungedeckten Kosten reduzieren.“).
Pertanto, ha concluso la Massima Istanza, dall’interpretazione
dell’art. 14 cpv. 6 LPC discende che per spese di malattia e di invalidità che
superano l’eccedenza dei redditi devono essere intese soltanto le spese
riconosciute, ossia quelle che sono ridotte in virtù di un eventuale importo
massimo secondo il diritto cantonale ai sensi dell’art. 14 cpv. 3 a 5 LPC.
L’Alta Corte ha così confermato il metodo di calcolo del Tribunale cantonale
(cfr. consid. 4.5: “Insgesamt ergibt die Auslegung von Art. 14 Abs. 6 ELG,
dass unter den darin genannten Krankheits- und Behinderungskosten lediglich die
anerkannten, d.h. die auf einen allfälligen kantonalrechtlichen Höchstbetrag im
Sinne von Art. 14 Abs. 3 bis 5 ELG reduzierten Kosten zu verstehen sind. (…) Den
Kantonen bleibt es unbenommen, den Vergütungsanspruch grosszügiger zu gestalten
(E. 4.2 in initio). Damit bleibt es in concreto bei der vorinstanzlichen Berechnungsweise;
die Beschwerde ist auch in diesem Punkt unbegründet.“).
Il ricorso dell’assicurata è stato dunque respinto.
2.7. Nel caso concreto la ricorrente, che viveva a casa, ha avuto delle spese di malattia e
invalidità consistenti in cure e assistenza a domicilio (art. 14 cpv. 1 lett. b
LPC), che per il 2014 (doc. A7) sono state preventivate in Fr. 39'840.- oltre
accessori.
Con il ricorso l’assicurata ha evidenziato che le
spese per le cure infermieristiche sono state rimborsate dalla Cassa per il
2013 nella misura di Fr. 25'000.- (doc. A5), mentre dal 1° gennaio 2014 per un
importo inferiore a causa del computo dell’AGI (doc. A6) e per di più partendo
da un importo errato di Fr. 32'895.-.
L'assegno per grandi invalidi di grado elevato
dell’AVS che l'assicurata percepiva assommava a Fr. 11'232.- (doc. A4).
Come stabilito dalla recente STF 9C_282/2016 del 12 settembre
2016, destinata alla pubblicazione, i beneficiari di un AGI elevato dell’AVS non
possono pretendere un rimborso delle spese di malattia e di invalidità fino a
Fr. 90'000.-, perciò l’art. 14 cpv. 4 LPC non è applicabile. Fanno
quindi stato i limiti dell’art. 14 cpv. 3 lett. a n. 1 LPC (cfr. consid. 3.5).
Al riguardo, va
ricordato che dal 1° gennaio 2008 spetta ai Cantoni fissare gli importi massimi
per le spese di malattia e di invalidità da rimborsare e che gli importi di cui
all’art. 14 cpv. 3 LPC non costituiscono per i Cantoni un importo massimo da
non superare, ma servono solamente a stabilire una soglia massima al di sotto
della quale essi non possono scendere. I Cantoni restano pertanto liberi di
fissare un importo massimo superiore a quelli indicati nella LPC (STF
9C_583/2015 del 17 giugno 2016, destinata alla pubblicazione, consid.
6.3.2; DTF 138 I 225 consid. 3.3.1).
Dando seguito a
questa delega, il Cantone Ticino, come visto, con l’art. 5 LaLPC ha stabilito
che gli importi massimi sono quelli riconosciuti dalla LPC e quindi in concreto
alla ricorrente, beneficiaria di un assegno per grandi invalidi di grado
elevato dell’AVS, persona sola che vive a casa, si deve applicare il limite di
Fr. 25'000.- previsto dall’art. 14 cpv. 3 lett. a n. 1 LPC (citata STF
9C_282/2016, destinata alla pubblicazione, in cui al consid. 3.5 si conclude
per un importo massimo di Fr. 25'000.- sulla base del diritto cantonale
argoviese).
D’altronde, durante l’udienza del 28 settembre 2016 (doc. XX dell’inc. n. 33.2014.11), concernente un caso
diverso, la Cassa ha riconosciuto che, alla luce della sentenza del Tribunale
federale del 17 giugno 2016, in fattispecie simili alla presente avrebbe
limitato il rimborso delle spese di malattia a Fr. 25'000.- (doc. XX dell’inc.
n. 33.2014.11: “(…) entrambe le parti concordano che per quanto
attiene l’AGI dell’AVS non vi sono presenti problemi di sorta poiché le norme
pongono il limite di fr. 25'000.--.”. E ancora: “Il rappr. della
ricorrente, con riferimento ai casi dell’AGI AVS, fatta salva la situazione dei
diritti acquisiti, afferma che la legge è chiara e prevede un limite di fr.
25'000.-- senza deduzione AGI. La Cassa dà atto che questo era il criterio
applicato in precedenza e concorda con lo stesso anche adesso.”.).
In virtù di
quanto esposto, la decisione impugnata è annullata e il ricorso è accolto, con
rinvio degli atti alla Cassa cantonale di compensazione per emanare una nuova
decisione che riconosca all’insorgente il rimborso massimo di Fr. 25'000.- per
le sue spese comprovate di malattia e di invalidità.
Vincente in causa
e patrocinata dalla RA 2, la ricorrente ha diritto a delle indennità per ripetibili
(art. 61 lett. g LPGA), che in specie saranno ridotte in virtù del fatto che le
motivazioni addotte sono simili a quelle espresse nell'inc. n. 33.2014.7, evaso
con sentenza del 25 giugno 2015 e oggetto della STF 9C_583/2015 del 17 giugno
2016.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto.
§ La decisione su opposizione
è annullata e gli atti vanno rinviati alla Cassa cantonale di compensazione,
affinché emani una nuova decisione che riconosca il rimborso di Fr. 25'000.-
per le spese per le cure e l'assistenza sopportate dall’assicurata.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa cantonale di compensazione verserà all’insorgente la
somma di Fr. 500.- a titolo di ripetibili ridotte (IVA inclusa).
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti