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Decisione

33.2014.5

Denegata giustizia negata ma invito all'amministrazione a voler chiarire all'assicurata (art. 27 LPGA) i suoi diritti

10 marzo 2014Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Kieser,

ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Per

costante giurisprudenza del Tribunale Federale, vi è diniego di giustizia

qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda,

per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti

ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre secondo la

giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente

si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un

termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché

dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons. 3b e riferimenti).

Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia.

Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia

agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20

cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata

giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi

è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un

prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103

V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della

procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato

(DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483). Il principio

secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò,

anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

· che, come

evocato nel giudizio citato e nel giudizio 29 novembre 2011 inc. 36.2011.70,

dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti

positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Se l'autorità

si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della

Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono

stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV,

tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali). In una sentenza del 25

giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg.,

il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico

dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi

di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata

presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza

impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un

ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi

meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non

aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza. In RAMI 1997

U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a

carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei

riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da

27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa);

· che nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale del Canton Argovia, è

stata riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più

di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri, Ver-fahrensfragen in der

Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso giudicato il 22 giugno

1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver

lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo

ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il TFA ha stabilito, in una

sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109 s., che l'oggetto di un ricorso

per denegata o ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o

del preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle

prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non

costituiscono l'oggetto litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è

da considerare valida anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser,

op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56). Il TF ha ripreso gli stessi principi in un

recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010

inc.8C_613/2009) dove ha ricordato la necessità di ossequio del precetto di

celerità in particolare per le decisioni di prima istanza, si veda anche la

sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 PAG. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite

pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et

pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par

l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.

232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.

117 et les

références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa

décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci

et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est

suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui

l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit

toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se

limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.

540 et les

arrêts cités)."

· che in DTF

130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha, più

esplicitamente, specificato che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne a droit, dans une

Considerandi

procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause soit traitée équitablement

et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable ou adéquat du

délai s'apprécie au regard de la nature de l'affaire et de l'ensemble des

circonstances, selon un principe déjà fixé sous l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;

ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1 CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une

protection plus étendue que les garanties constitutionnelles nationales (ATF

114.

Ia 179 ss; Hottelier, op. cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al.

1.

Cst. consacre

le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard injustifié à

statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle lorsqu'elle ne rend

pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai prescrit par la loi

ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que toutes les autres

circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib 311 consid. 5 p. 323 ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte

in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN, op. cit., p. 200 ss;

HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2

Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au

justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse

diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,

le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158

s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur

en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties

doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/

Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/ HOTTELIER, op. cit., n. 1243

p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques

"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF

124.

I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge

structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une

procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.

165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à

garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF

119.

III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.; HAEFLIGER/

SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1244 et

1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3

La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité,

qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette

constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et

dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.

417.

et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la

responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite

sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut

être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au

Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer

sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de

conclusions dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)." (sottolineatura

del redattore)

· che va qui

ribadito come, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata

giustizia, il Tribunale ordina all’assicura-tore sociale di concludere entro un

termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta

misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001

KV 38 consid. 2b pag. 110), il giudice non può sostituire l’indagine che

compete all’assicuratore con propri atti di verifica e di istruttoria e non

deve neppure, conseguentemente, analizzare il merito della fattispecie. Il

giudizio si limita all’accertamento, o meno, di una denegata giustizia od un

ritardo ingiustificato da parte della Cassa, e, laddove l’amministrazione abbia

dato seguito alle domande dei ricorrenti nelle more della procedura, occorre

verificare, per determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il

patrocinio o il carico di spese, se il ricorso era necessario e se un ritardo

nella reazione della Cassa è sussistito;

· che nel caso

concreto la signora RI 1 ha chiesto di essere posta al beneficio di una

prestazione, come aveva fatto nel passato ricevendo una comunicazione (datata 4

febbraio 2013) che accoglieva le sue richieste entro determinati limiti,

conferendole il diritto di ottenere una decisione formale (doc. II/1);

· che al

momento della richiesta di assunzione delle spese (in particolare riferite a

quelle di contributi sociali) la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG

non ha invece fornito nessun tipo di spiegazione comprensibile e non ha emanato

una formale decisione;

· che tale

omissione non è ancora tale da assurgere ad ingiustificato ritardo nella trattazione

della procedura siccome lo scritto interlocutorio della Cassa è del 30 gennaio

2014.

e comunque l’amministrazione ha preso in qualche modo contatto con l’assi-curata.

Da notare ancora che la funzionaria responsabile ha evaso gli scritti precedenti

dell’assicurata;

· che non sono

dati quindi gli estremi per un intervento del Tribunale cantonale delle Assicurazioni

che imponga all’amministra-zione di agire a fronte di ingiustificato ritardo. Resta

il fatto che il signor RA 1, che ha 79 anni, e che con la moglie __________, di

77.

anni, si sono sempre occupati della figlia portatrice di un grave handicap,

hanno sottoposto una richiesta alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG

che va interpreta nel senso di una presa a carico delle spese di aiuto

domiciliare, ciò nonostante un assicuratore privato versi un importo

forfettario che appare non coprire pienamente la spesa. Il signor RA 1 ha

quindi il legittimo diritto di vedere la sua richiesta convenientemente istruita

da parte della Cassa, con la verifica del diritto a percepire rimborsi per le

spese di aiuto domiciliare, e con l’ulteriore verifica se il diritto a tale

rimborso debba essere esteso al di la di quanto riconosciuto con la decisione richiamata

del 4 febbraio 2013;

· che, per

questo motivo, il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, va respinto. Gli

atti vanno comunque trasmessi alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG

Servizio Prestazioni Complementari, per esaminare la richiesta dell’assicurata,

per fornire al signor RA 1 – che rappresenta la figlia – le necessarie e complete

informazioni in merito al tema posto (art. 27 LPGA), e per evadere le richieste

mediante l’emanazione (se del caso) di una formale decisione impugnabile;

· che non si

prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Nella

misura in cui è ricevibile il ricorso è respinto. Gli atti vengono

comunque immediatamente trasmessi alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI

IPG Servizio Prestazioni Complementari affinché l’amministrazione provveda a

fornire all’assicu-rata (tramite il suo rappresentante) tutte le informazioni

complete relative ai diritto che rivendica (art. 27 LPGA) ed al fine di (eventualmente)

emanare una decisione formale impugnabile.

2. Non

si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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