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Decisione

33.2018.2

Autodenuncia di sostanza mobile e immobile all'estero. Ricalcolo del D PC. Per determinare la sostanza netta i debiti vanno dedotti dalla sostanza lorda. Solo i debiti comprovati con certezza sono ded

14 novembre 2019Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello nazionale a favore

degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare fondi dell'assicurazione

vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).

In effetti, la Legge federale sulle

prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto quella del 19 marzo 1965

entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella del 6 ottobre 2006

in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di garantire un

"reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" di

cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans.

all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346) e al nuovo art. 112a

Cost. fed.

Questa nozione è più ampia rispetto al

"minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La

LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e

invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143

(145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo,

"Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza

sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.

460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e

meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V

204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992

pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge

federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

3. In

virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. a LPC, le persone domiciliate e dimoranti

abitualmente in Svizzera hanno diritto alle prestazioni complementari se

ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

L'importo della prestazione

complementare annua è pari alla quota delle spese riconosciute che eccede i

redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

Per quanto

riguarda le spese riconosciute, l'art. 10 cpv. 1 LPC prevede che:

" Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un

istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute

sono le seguenti:

a. importo

destinato alla copertura del fabbisogno generale vitale, per anno:

1. 19 290 franchi per le persone sole,

Considerandi

2.

28 935 franchi per i coniugi,

3.

10 080 franchi per gli orfani che hanno diritto a una

rendita e per figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o

dell'AI; per i due primi figli si prende in considerazione la totalità

dell'importo determinante, per altri due figli due terzi ciascuno e per ogni

altro figlio un terzo;

b. la pigione di un

appartamento e le relative spese accessorie; in caso di conguaglio per le spese

accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo;

l'importo massimo annuo riconosciuto è il seguente:

1.

13 200 franchi per le persone sole,

2.

15 000 franchi per i coniugi e le persone con orfani

che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per

figli dell'AVS o dell'AI,

3.

3600 franchi in più se è necessaria la locazione di un

appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella.".

Inoltre,

giusta l'art. 10 cpv. 3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che

non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale,

sono riconosciute le spese seguenti:

" a. spese per il conseguimento del reddito, fino a concorrenza del reddito

lordo dell'attività lucrativa;

b. spese di manutenzione

di fabbricati e interessi ipotecari, fino a concorrenza del ricavo lordo

dell'immobile;

c. premi versati

alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione

malattie;

d. importo

forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;

l'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale o regionale

per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la

copertura infortuni);

e. pensioni

alimentari versate in virtù del diritto di famiglia.".

L'art. 11

cpv. 1 LPC enumera esaustivamente i redditi computabili, fra i quali vi sono:

" b. i proventi della sostanza mobile e immobile;

c. un quindicesimo della sostanza netta, oppure un

decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, per quanto superi 37 500

franchi per le persone sole, 60 000 franchi per i coniugi e 15 000 franchi per

gli orfani che hanno diritto a una rendita e i figli che danno diritto a una

rendita per figli dell'AVS o dell'AI; se l'immobile appartiene al beneficiario

delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della

prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste

persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 112 500 franchi è preso in

considerazione quale sostanza;

d. le rendite, le

pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e

dell'AI;".

Quali

redditi non computabili l'art. 11 cpv. 3 LPC elenca:

" a. le prestazioni dei parenti giusta gli articoli

328-330 del Codice civile;

b. le prestazioni

dell'aiuto pubblico sociale;

c. le prestazioni

pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d. gli assegni

per grandi invalidi delle assicurazioni sociali;

e. le borse di

studio e altri aiuti all'istruzione;

f. i contributi per l'assistenza versati dall'AVS

o dall'AI.".

4.

Oggetto del

contendere è il diritto di RI 1 e di RI 2 di percepire le prestazioni

complementari dal 1° gennaio 2018.

I ricorrenti hanno

impugnato la decisione della Cassa cantonale di compensazione, poiché dal

calcolo delle PC non sono stati considerati i debiti che essi hanno nei suoi

confronti a seguito della decisione di restituzione delle prestazioni

complementari emessa lo stesso 18 gennaio 2018 (doc. A5), come pure gli

interessi provvisori negativi su questo debito. Si avrebbe così una sostanza

negativa e un reddito immobiliare azzerato, perciò gli assicurati avrebbero

diritto alle PC. Andrebbe inoltre considerato o il valore locativo

dell'immobile oppure la quota di 1/10 della sostanza, ma non entrambi. Gli

insorgenti ritengono perciò di avere diritto a delle prestazioni complementari

annue di almeno Fr. 24'415.-.

Questo Tribunale deve

quindi analizzare se gli importi relativi ai redditi computabili (entrate) considerati

nella decisione impugnata, nella misura in cui sono contestati dai ricorrenti, siano

corretti.

5.

Per

quanto concerne il computo della sostanza, va innanzitutto evidenziato

che, in virtù del citato art. 11 cpv. 1 lett. c LPC, un decimo della sostanza

netta, nella misura in cui superi la franchigia di Fr. 60'000.- per coniugi,

deve essere computato come reddito (N. 3441.01 DPC [Direttive sulle prestazioni

complementari all'AVS e all'AI], edite dall'UFAS, valide dal 1° aprile 2011,

stato 1° gennaio 2018).

La sostanza di una persona beneficiaria

di PC comprende i beni mobili e immobili di sua proprietà e i suoi diritti

personali e reali. La provenienza dei singoli beni è irrilevante (N. 3443.01

DPC).

La sostanza determinante ai sensi

dell'art. 11 cpv. 1 lett. b e c LPC ingloba effettivamente gli attivi che

l'assicurato ha ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni. Gli immobili

e i titoli che l'assicurato possiede devono dunque essere presi in

considerazione nel calcolo delle PC qualunque sia la loro situazione. Tuttavia,

la sostanza situata all'estero e che non può essere trasferita in Svizzera o

realizzata per una qualsiasi ragione non deve essere presa in considerazione

nella sostanza determinante (N. 3443.06 DPC). Questo principio è stato ritenuto

conforme al diritto federale (STF 9C_751/2018 del 16 aprile 2019 consid. 6.2 = SVR

2019.

EL Nr. 11; STF 9C_333/2016 del 3 novembre 2016 consid. 4.3.1 = SVR 2017 EL

Nr. 1; STFA P 82/02 del 26 maggio 2003 consid. 2.2).

Rifacendosi alla

giurisprudenza risultante dalla STF 9C_540/ 2009 del 17 settembre 2009

portante sulla contestazione della valutazione di un immobile sito in Tunisia, codificata

nel N. 3444.03 DPC, di recente l'Alta Corte ha ribadito la possibilità di fare

riferimento a una perizia realizzata all'estero per determinare il valore di un

immobile se non è ragionevolmente possibile procedere a un'altra valutazione (STF

9C_751/2018 del 16 aprile 2019 consid. 7.2 = SVR 2019 EL Nr. 11).

È pacifico che i ricorrenti sono

proprietari di alcuni immobili siti all'estero ed è indubbio che queste

proprietà non servano da abitazione ai richiedenti le PC, perciò detta sostanza

deve essere computata al valore venale in virtù dell'art.

17.

cpv. 4 OPC-AVS/AI, secondo cui la sostanza immobiliare che non serve

di abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve

essere computata al valore corrente.

La Cassa di compensazione, il 14 giugno

2018.

(doc. 9), ha così correttamente fatto presente agli interessati la

necessità di disporre del valore commerciale di detti immobili.

Gli assicurati hanno interpellato un

geometra con studio in __________ che il 15 marzo 2017 (doc. 15) ha reso la sua

perizia, stabilendo in € 95'000.- il valore venale del mappale n. 14 sito in

Via __________.

Inoltre, il 31 marzo 2017 (doc. 11) il

perito ha valutato al valore di mercato i terreni agricoli di cui ai mappali n.

10.

(€ 1'650.-), n. 11 (€ 16'200.-) e n. 960 (€ 19'700.-) sempre siti in __________.

I ricorrenti non hanno contestato

l'ammontare di Fr. 154'606.- che la Cassa di compensazione ha ritenuto a titolo

di proprietà fondiaria secondaria.

Il TCA osserva che il valore venale

totale di € 132'550.-, convertito in base ai tassi di cambio giornalieri

pubblicati dalla Banca centrale europea analogamente a quanto avviene per le

rendite e le pensioni versate in divise degli Stati parte all’Accordo sulla

libera circolazione delle persone o della Convenzione AELS, con riferimento al

primo tasso giornaliero disponibile per il mese immediatamente precedente

quello dell’inizio del diritto (N. 3452.01 DPC), dà al 1° dicembre 2017 un valore

di Fr. 154'964.- (€ 132'550 x 1,1691, consultabile sul sito http://sdw.ecb.europa.eu/ quickview.do?SERIES_KEY=120.EXR.D.CHF.EUR.SP00.A),

importo leggermente superiore alla cifra ritenuta dall'amministrazione.

6.

Oltre

alla sostanza immobile, vanno computati quale sostanza determinante anche gli

averi a risparmio che, secondo la documentazione prodotta pendente causa

nell'ambito della domanda di assistenza giudiziaria, ammontavano al 31 dicembre

2017.

(docc. IV/3-5) a Fr. 31'967,12 (Fr. 6'675,60 + Fr. 8'291,22 + Fr.

17'000,30), contro i Fr. 9'674.- conteggiati dalla Cassa.

Considerato anche il veicolo (Fr.

1'000.-), la sostanza totale lorda degli assicurati, mobile e immobile,

assomma a Fr. 187'931.-.

7.

I

ricorrenti si sono lamentati che la Cassa non ha dedotto dalla sostanza il

debito che essi hanno nei suoi confronti e che deriva dalla decisione di

restituzione del 18 gennaio 2018 (doc. A5) con cui l'amministrazione ha

stabilito in Fr. 191'370.- le prestazioni complementari che essi devono

restituire siccome indebitamente percepite dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre

2017.

Nell'ambito delle prestazioni

complementari, per determinare la sostanza netta secondo l'art. 11 cpv. 1 lett.

c LPC i debiti devono essere dedotti dalla sostanza lorda. Soltanto i debiti

comprovati con certezza sono però deducibili (STF 9C_806/2010 del 31 maggio

2011.

consid. 4.2 = SVR 2011 EL Nr. 9; SVR 2011 EL Nr. 2 consid. 3.3; N. 3443.05

DPC). Debiti incerti o debiti il cui importo non è ancora stato accertato, non

possono per contro essere dedotti dalla sostanza (STF 9C_365/2018 del 12

settembre 2018 consid. 3.2; DTF 142 V 311 consid. 3.1 e 3.3 = SVR 2016 EL Nr.

4; DTF 140 V 201 = SVR 2014 EL Nr. 9 consid. 5). Sarebbe difatti inconciliabile

con il senso e lo scopo del disposto ammettere che la sola possibilità che un

debito esista, diminuisca la sostanza consumabile. Un debito incerto o il cui

importo non è ancora definito non ha ancora sufficientemente consistenza per

giustificare il privilegio della copertura debitoria sulla consumabilità della

sostanza. La priorità della funzione compensatrice della sostanza deve

limitarsi ai casi in cui l'esistenza e/o l'entità del debito sono accertati

(STF 9C_806/ 2010 del 31 maggio 2011 consid. 4.2 = SVR 2011 EL Nr. 9).

Quali debiti sono considerati i debiti

ipotecari, i piccoli crediti presso banche, i prestiti fra privati, ma anche i

debiti fiscali (STF 8C_140/2008 del 25 febbraio 2009 consid. 7.3). Per la presa

in considerazione di un debito, è sufficiente che il debito sia effettivamente

sorto; la sua esigibilità non è un requisito. Il debito deve essere

adeguatamente comprovato (STF 9C_365/2018 del 12 settembre 2018 consid. 3.2;

DTF 142 V 311 consid. 3.1 = SVR 2016 EL Nr. 4; DTF 140 V 201 consid. 4.2 = SVR

2014.

EL Nr. 9).

Come evidenziato nella citata DTF 142 V

311.

al considerando 3.3 (pubblicata in SVR 2016 EL Nr. 4), in virtù dell'art.

17.

cpv. 1 OPC-AVS/AI la valutazione della sostanza computabile deve essere

effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta

cantonale diretta del Cantone di domicilio.

L'art. 13 cpv. 1 della Legge federale

sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) e l'art. 40 cpv. 1 LT

dispongono che l'imposta sulla sostanza ha per oggetto la sostanza netta

totale.

Quale sostanza netta totale va

intesa la differenza positiva fra gli attivi e i passivi del contribuente. Possono

essere detratti tutti i debiti se, nel momento determinante, esistono

effettivamente e non solamente eventualmente e la loro causa e l'origine sono

soddisfatti; l'esigibilità non è un presupposto. Inoltre, possono essere presi

in considerazione solo i debiti che gravano sulla sostanza economica del

patrimonio. Ciò è il caso quando il debitore deve seriamente contare sul fatto

che deve restituirli (STF 9C_699/2017 del 26 novembre 2018 consid. 4.2 = SVR

2019.

EL Nr. 2).

Questa condizione è data per i debiti

per i quali è stato emesso un attestato di carenza di beni ai sensi dell'art.

149.

cpv. 1 LEF, quando con verosimiglianza preponderante si deve partire dal

presupposto che il creditore farà valere il proprio credito non appena il

debitore disporrà di nuova sostanza (STF 9C_699/ 2017 del 26 novembre 2018

consid. 4.2 = SVR 2019 EL Nr. 2). Un documento simile che attesta l'insufficienza

del patrimonio sottoposto all'esecuzione svizzera per soddisfare il creditore è

un riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, ossia come titolo per proseguire

l'esecuzione.

8.

Nell'evenienza

concreta, lo stesso giorno, il 18 gennaio 2018, in cui la Cassa di

compensazione ha emanato la decisione su opposizione di conferma della modifica

del diritto alle PC dal 1° gennaio 2018, contro cui gli assicurati hanno

ricorso al TCA e che è oggetto del caso in disamina, la stessa amministrazione

ha emesso una decisione formale di restituzione relativa a prestazioni

complementari apparentemente indebitamente ricevute dagli interessati nel

periodo dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017, pretendendo la restituzione

di Fr. 191'370.-.

Il 25 ottobre 2019 (doc. XV) la Cassa

di compensazione ha informato il Tribunale che quel giorno ha inviato al

patrocinatore dei ricorrenti la decisione su opposizione (doc. B1) concernente

l'obbligo di restituire le prestazioni percepite a torto (doc. A5).

Con questa decisione su opposizione la Cassa

ha parzialmente accolto l'opposizione del 12 febbraio 2018 modificando la sua decisione

formale del 18 gennaio 2018, nel senso che gli assicurati "sono tenuti a restituire l'importo di Fr. 175'098.- a

titolo di prestazioni complementari all'AVS indebitamente percepite per il

periodo dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017.".

Al considerando 4.3 della STF

9C_806/2010 del 31 maggio 2011 concernente un caso ticinese, pubblicata in SVR

2011.

EL Nr. 9, il Tribunale federale si è pronunciato sulla sorte di un debito

che il beneficiario di prestazioni complementari aveva nei confronti di

artigiani in ragione di oltre Fr. 100'000.- e che il TCA aveva considerato

deducendolo dalla sostanza lorda.

L'Alta Corte ha rilevato che fino ad

evasione della vertenza in sede civile tale debito non era però certo, né tanto

meno era definito nel suo importo. Integralmente contestato fino ad allora, è

diventato certo soltanto il 23 agosto 2010 con l'emanazione della sentenza del

Pretore, che apparentemente era cresciuta in giudicato. Tuttavia, trattandosi

di un fatto che è subentrato successivamente al momento determinante della

decisione su opposizione in lite - resa l'8 febbraio 2010 - che delimita

temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali,

questo debito non poteva essere considerato per l'esame e l'accoglimento della

domanda dell'assicurato.

Siccome nella sentenza del 23 agosto

2010.

il TCA ha dedotto dalla sostanza lorda un debito contestato e incerto, che

tuttavia al momento determinante della decisione su opposizione era oggetto di

una causa giudiziaria non ancora definita, il Tribunale federale ha concluso

che la soluzione adottata da questa Corte non era corretta e che l'importo

ritenuto non poteva essere considerato per il calcolo della sostanza netta

computabile.

Applicando quindi alla fattispecie ora

al vaglio della scrivente Corte la giurisprudenza esposta, si deve ritenere

che, come nel caso giudicato nel 2011 dal Tribunale federale, anche

nell'evenienza concreta si è in presenza di un debito che non è certo e che nemmeno

è stato accertato nel suo importo.

Come visto, infatti, con la recente emanazione

della decisione su opposizione, gli opponenti hanno la possibilità di impugnarla

davanti a questo Tribunale entro 30 giorni dalla sua notifica.

Da ciò discende che si può pertanto

affermare con la necessaria tranquillità che quando il 18 gennaio 2018 è stata

emanata la decisione su opposizione concernente la fissazione del diritto degli

assicurati alle prestazioni complementari per l'anno 2018, momento determinante

che delimita il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (STF

8C_163/ 2019 del 5 agosto 2019 consid. 4.3; STF 8C_329/2017 del 5 settembre

2018.

consid. 3.2; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1), non solo l'esistenza del

principio stesso di dovere restituire delle prestazioni indebitamente ricevute

non era ancora stato stabilito con certezza, ma anche il suo eventuale importo

non era stato ancora determinato definitivamente.

Soltanto quando il debito che i

ricorrenti hanno apparentemente nei confronti della Cassa cantonale di

compensazione sarà definitivamente comprovato con certezza, allora l'importo

che sarà stabilito potrà essere, di principio, deducibile dalla sostanza lorda.

Ritenuto tuttavia che, nel caso

concreto, al momento della decisione su opposizione del 18 gennaio 2018 il

debito in oggetto era ancora incerto essendo stato stabilito quello stesso

giorno mediante decisione formale - che poi è stata contestata con opposizione

del 12 febbraio 2018 (doc. 105) ed è sfociata nella citata decisione su

opposizione del 25 ottobre 2019 (doc. B1) -, non è possibile dare seguito alla

richiesta ricorsuale di dedurre dalla sostanza lorda l'importo del debito che

gli assicurati avrebbero nei confronti della Cassa cantonale di compensazione.

È quindi a giusta ragione che per il

calcolo della sostanza netta computabile la Cassa non ha detratto la somma di

Fr. 191'370.-.

Da quanto precede

discende che la sostanza netta dei ricorrenti ammonta a Fr.

187'931.-.

9.

Deducendo

dalla sostanza lorda di Fr. 187'931.- (cfr. consid. 6) la franchigia per

coniugi di Fr. 60'000.-, si ha una sostanza computabile di Fr. 127'931.-

che, in virtù dell'art. 11 cpv. 1 lett. c LPC, deve essere conteggiata nel

calcolo delle PC in ragione di un decimo e quindi nella misura di Fr. 12'793.-.

Questo importo va dunque ad aggiungersi

agli altri elementi dei redditi computabili, ossia i proventi della sostanza

mobile e immobile (art. 11 cpv. 1 lett. b LPC) quale il valore locativo della

proprietà immobiliare all'estero, e le rendite, tanto quelle svizzere quanto

quelle estere (art. 11 cpv. 1 lett. d LPC).

Di conseguenza, i redditi computabili

degli assicurati aumentano (Fr. 48'488.-) e, di pari passo, diminuisce la quota

delle spese riconosciute che li supera (Fr. 8'123.-), come prevede l'art. 9

cpv. 1 LPC che stabilisce il diritto alla prestazione complementare.

Ad ogni modo, tale peggioramento della

situazione è ininfluente sul diritto degli assicurati, poiché comunque essi

continuano ad avere diritto al pagamento del premio della Cassa malati da parte

della Cassa di compensazione.

Pertanto, sulla scorta delle

considerazioni che precedono e tenuto conto che il TCA

può, in linea di principio, riformare una decisione a svantaggio del

ricorrente dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e

averlo reso attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (art. 61 lett. d

LPGA; art. 20 cpv. 2 LPTCA; DTF 122 V 166; Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art.

61, n. 7 segg.), nell'evenienza concreta, considerate tutte le circostanze del

caso, si rinuncia a effettuare una reformatio in pejus, visto che

comunque si tratta unicamente di una facoltà data all'autorità giudicante (STFA U 192/02 del 23 giugno 2003; STFA H 313/01

del 17 giugno 2003; STFA C 119/02 del 2 giugno 2003; STFA U 334/02 del 22

aprile 2003; DTF 119 V 249; STCA 33.2013.7 del 17 febbraio 2014; STCA

33.2010.23

del 30 marzo 2011; STCA 33.2010.15 del 13 gennaio 2011; STCA

33.2010.14

del 23 novembre 2010; STCA 33.2008.6 del 4 marzo 2009; STCA

33.2008.3

del 23 aprile 2008; STCA 30.2007.32 del 23 novembre 2007; STCA

36.2007.69

del 16 agosto 2007).

Stando così le cose, non

occorre esaminare le altre censure formulate dai ricorrenti.

Va comunque brevemente

osservato che la tesi ricorsuale secondo cui il computo di un decimo

della sostanza computabile debba essere eliminato poiché già si tiene conto nei

redditi computabili del valore locativo, non può essere seguita, avendo queste

due voci una diversa natura, un fondamento differente e uno scopo pure diverso

l'una con l'altra. Pertanto, si deve considerare nei redditi computabili tanto

il valore locativo della sostanza all'estero quanto la quota di sostanza

computabile.

10.

Con

il ricorso gli assicurati hanno chiesto di essere posti al beneficio

dell'assistenza giudiziaria facendo valere la loro indigenza siccome al

beneficio delle prestazioni complementari limitate al pagamento del premio di

Cassa malati (doc. I).

Di principio, anche se un assicurato è

soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre

che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che

la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla

Legge sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio (LAG).

L'art. 2 LAG definisce il principio

secondo cui l'assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per

assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di

tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.

L'estensione di questo diritto è

regolato dall'art. 3 LAG, che prevede che:

" 1 L'assistenza

giudiziaria si estende:

- all'esenzione dagli anticipi e dalle

cauzioni;

- all'esenzione dalle tasse e spese

processuali;

- all'ammissione al gratuito patrocinio.

2.

L'assistenza giudiziaria è

concessa, su istanza, integralmente o in parte; se ne sono dati i presupposti,

l'autorità è tenuta ad accordarla in modo parziale.

3.

Essa è esclusa se la

procedura non presenta possibilità di esito favorevole per l'istante.".

I presupposti (cumulativi) per la

concessione dell'assistenza giudiziaria sono in principio dati se l'istante si

trova nel bisogno, se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno

indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V

202.

consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

I criteri posti nella legge cantonale

sono quindi identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata

interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali

(cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28

novembre 2000).

Come ha

ribadito il Tribunale federale (STF 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011, consid.

9), una parte è indigente quando non è in grado di assumere le spese del processo

senza intaccare i mezzi necessari al suo sostentamento personale e a quello

della famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5.1 pag. 223 seg.; 128 I 225 consid.

2.5.1

pag. 232; 127 I 202 consid. 3b pag. 205). Per accertarne lo stato di

bisogno va preso in considerazione l'insieme della sua situazione finanziaria.

Vanno quindi considerati gli elementi di reddito - come pure quelli della

sostanza (DTF 124 I 97 consid. 3b pag. 98 con riferimenti) - di entrambi i

coniugi (DTF 119 Ia 11 consid. 3a pag. 12; 115 Ia 193 consid. 3a pag. 195; 108

Ia 9 consid. 3 pag. 10; cfr. pure sentenza 8C_446/2009 del 7 gennaio 2010

consid. 7).

L'obbligo dello Stato di accordare l'assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento dei coniugi

derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 12 consid. 3a; STF I

129/06 dell'8 maggio 2006, consid. 3.2; STF I 491/02 del 10 febbraio 2003,

consid. 3.2.1; STF U 278/00 del 5 marzo 2001, consid. 4). Non

entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui

l'interessato potrebbe far capo a norma dell'art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 20 ad art.

155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Si può invece pretendere dal

proprietario di un fondo che accenda un credito sulla sua proprietà immobiliare,

fintanto che la stessa può ancora essere gravata (STF H 176/06

del 16 gennaio 2007, consid. 4.2; STF I 617/06 del 12 gennaio 2007, consid.

7.

; STF U 356/02 del 7 luglio 2003,

consid. 3.2, con riferimento alla DTF 119 Ia 12 consid. 5

e al consid. 7 non pubblicato della SVR 2002 EL Nr. 9; STF U 29/01 del 4

luglio 2001, consid. 1b).

Nella commisurazione della capacità

patrimoniale del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente

i redditi conseguiti (STF U 29/01 del 4 luglio 2001, consid. 1b; SVR 1998 UV

Nr. 11 consid. 7a). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento

della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è

presentata l'istanza e non solo alla fine della procedura (DTF 119 Ia 12

consid. 5; DTF 118 Ia 369; STF I 713/01 del 22 aprile 2002,

consid. 2c; STF H 41/01 del 26 aprile 2001, consid. 4c).

Dal punto di vista temporale, il

presupposto del bisogno dell'istante deve essere determinato al momento in cui

si statuisce sulla richiesta di assistenza giudiziaria (SVR 1998 UV Nr. 11

consid. 4a; DTF 108 V 265), in particolare quando il lasso di tempo trascorso

tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 155, pag. 485, n. 39.

In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179 consid. 3a; RDAT

1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini,

op. cit., pag. 485-486, nn. 39, 40 e 41 con relative note).

Il limite per ammettere uno stato di

bisogno ai sensi delle disposizioni sull'assistenza giudiziaria è superiore al

minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr.

13.

consid. 7b, consid. 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento

variante fra il 15% e il 25% (STFA del 20 settembre 2004, U 102/04). L'indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (RAMI 1996 pag.

209.

consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa H., pag. 3). In

una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l'istante

non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile.

Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal

modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente,

se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo

minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate

le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

L'attestato municipale sullo stato di

indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 156, n. 10 pag. 490).

Nel caso concreto, dalla documentazione

agli atti risulta che al 31 dicembre 2016 i ricorrenti disponevano di titoli e

capitali nella misura di Fr. 39'882 (doc. IV/7) e al 31 dicembre 2017 di Fr.

31'967.- (docc. IV/3-5).

Oltre alla sostanza mobile, gli

assicurati dispongono di una sostanza immobile all'estero che fiscalmente è

stata fissata in Fr. 63'900.- e il cui valore venale è stato stabilito, come

visto, in oltre Fr. 150'000.-.

Così stando le cose, anche ipotizzando

che gli averi in deposito siano diminuiti ritenuto come dal 1° gennaio 2018 gli

assicurati abbiano diritto al solo pagamento del premio di Cassa malati e non

più anche a una prestazione in contanti - circostanza comunque non sollevata né

tanto meno comprovata dagli insorgenti, considerato che secondo la

giurisprudenza si può pretendere dai ricorrenti che accendano un'ipoteca sulla

loro proprietà immobiliare e che utilizzino il credito ottenuto per fare

fronte, anche ratealmente, agli onorari del patrocinatore, il requisito dell'indigenza

non è dunque dato.

Quanto al requisito della probabilità

di esito favorevole, esso difetta quando le possibilità di vincere la causa

sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole

riflessione, rinuncerebbe ad avviare una causa o a continuarla in

considerazione delle spese cui si esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio

2007; DTF 129 I 135, consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3; DTF 125 II

275, consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini,

op. cit., ad art. 157, pag. 492, n. 1).

A tal proposito, si osserva che per

valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio

particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame

non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere

respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non

lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304,

consid. 2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere

il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori

rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito

favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b;

Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art.

157, pag. 491, nota 591).

In specie, alla luce delle

considerazioni esposte, il ricorso era sin dall'inizio sprovvisto di esito

favorevole.

Infatti, la consolidata giurisprudenza

sulla necessità che un debito sia comprovato con certezza per potere essere

deducibile dalla sostanza lorda di un beneficiario delle prestazioni

complementari doveva portare gli insorgenti a capire che fintanto che la

situazione relativa all'ordine di restituzione non viene chiarita non è

possibile procedere detraendo degli importi che, fino a quel momento, non sono

nient'altro che dei debiti meramente ipotetici e che quindi non possono essere

posti in deduzione della sostanza lorda.

Facendo quindi difetto due dei tre

presupposti cumulativi necessari per ottenere l'assistenza giudiziaria, non

occorre verificare oltre l'adempimento dell'altra condizione.

L'istanza di assistenza giudiziaria

deve essere così respinta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. L'istanza

di assistenza giudiziaria è respinta.

3. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il giudice delegato Il

segretario

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti