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Decisione

33.2023.16

Restituzione di PC.Rinuncia di reddito.Computo del reddito ipotetico della moglie NON invalida ex art.163 CC e NON art.14a/14b OPC.Periodo di adattamento per computare il reddito ipotetico:NO art. 25 cpv. 4 OPC. Per fissare il reddito ipotetico:salari statistici Rilevazione svizzera struttura salari

16 ottobre 2023Italiano60 min

presuppone un motivo e quindi una decisione di riconsiderazione – quando l'assicurato

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Raccomandata

Incarto

n.

33.2023.16

TB

Lugano

16 ottobre 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 5 maggio 2023 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 27 marzo 2023 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Servizio prestazioni

complementari, 6501 Bellinzona

in materia di prestazioni complementari

ritenuto in fatto

1.1. Beneficiario di prestazioni

complementari all'AI dal 1° giugno 2007 (doc. 14-8/9) per sé e la sua famiglia,

l'8 ottobre 2019 (doc. 97) RI 1, 1967, è stato informato dalla Cassa cantonale

di compensazione che, in assenza dello svolgimento di un'attività lucrativa da

parte della moglie, nel calcolo della prestazione complementare avrebbe

computato un reddito ipotetico minimo da attività lucrativa.

La Cassa ha invitato la moglie ad annunciarsi, entro 20 giorni,

all'Ufficio regionale di collocamento per reperire un'attività lavorativa

rispettivamente a una Cassa di disoccupazione per l'eventuale diritto alle

indennità di disoccupazione. In caso di mancata iscrizione all'URC o di

annullamento della stessa, dopo sei mesi avrebbe computato nel calcolo PC un

reddito ipotetico.

1.2. Con decisione del 6 novembre 2020

(doc. 134) la Cassa ha stabilito che dal 1° giugno 2021 avrebbe calcolato la

prestazione complementare di diritto prendendo in considerazione un reddito

ipotetico di Fr. 36'640.-.

L'assicurato, tramite __________, ha informato l'amministrazione il

18 novembre 2020 (doc. 136-1/7) che la moglie si era iscritta presso l'Ufficio

regionale di collocamento (doc. 136-2/7) e il 25 febbraio 2021 (doc. 142) che,

stante l'inabilità lavorativa totale, l'iscrizione della moglie al sistema

COLSTA era stata annullata il 25 novembre 2020 (doc. 143-3/6) dal 13 novembre

2020.

Il 10 marzo 2021 (doc. 144) la Cassa ha respinto la richiesta dell'assicurato

di riesame della prestazione, a motivo che i certificati medici prodotti per la

chiusura dell'iscrizione all'URC non potevano essere considerati. Pertanto, si

è riconfermata nella decisione del 6 novembre 2020 di computo di un reddito

ipotetico.

1.3. Con decisione del 20 maggio 2021

(doc. 148) l'amministrazione ha calcolato il nuovo diritto alle PC computando dal

1° giugno 2021 nei fogli di calcolo un reddito ipotetico da lavoro per la

moglie di Fr. 36'640.-.

Il 1° luglio 2021 (doc. 152-1/4) __________ ha comunicato alla

Cassa che il coniuge dell'assicurato si era iscritta alla Cassa di

disoccupazione (doc. 152-2/4), perciò ha chiesto lo stralcio del reddito

ipotetico retroattivamente dal 1° giugno 2021.

La Cassa vi ha provveduto il 2 luglio 2021 (docc. 153-155), ma ha

computato le indennità giornaliere di disoccupazione fino alla loro estinzione

(doc. 155-3/3). Dal 1° novembre 2021 (doc. 157) essa ha poi ricalcolato il

diritto alle prestazioni complementari (Fr. 1'152.- al mese) senza conteggiarle

e ha invitato l'assicurato a fare rimanere iscritta la moglie all'URC per

cercare un lavoro, altrimenti avrebbe valutato di reintrodurre un reddito

ipotetico.

1.4. In occasione della revisione

periodica, il 12 agosto 2022 (doc. 167-6/41) l'assicurato ha dichiarato che il

terzo figlio percepiva un reddito di Fr. 1'080.- al mese per lo stage di

tirocinio.

Il 12 dicembre 2022 (doc. 169) la Cassa di compensazione ha

comunicato al beneficiario di PC che dal 1° gennaio 2023 il suo diritto sarebbe

ammontato a Fr. 1'177.- al mese, inserendo nel foglio di calcolo, in particolare,

un reddito da attività lavorativa dipendente del figlio pari a zero.

1.5. Il 19 gennaio 2023 (doc. 171) l'assicurato

ha trasmesso alla Cassa un nuovo certificato medico attestante un'inabilità del

100% della moglie e la conferma del 10 gennaio 2023 (doc. 171-2/3) di

annullamento, a decorrere da quel giorno stesso, dal sistema COLSTA per

inabilità prolungata.

1.6. Nell'ambito dell'esame della

revisione periodica il 21 febbraio 2023 (doc. 179) la Cassa di compensazione, dopo

avere considerato lo stipendio percepito dal figlio minore per lo stage, ha ricalcolato

il diritto dell'assicurato e ha emesso una decisione di restituzione di

prestazioni complementari indebitamente ricevute dal 1° luglio 2022 al 31

dicembre 2022 e per il mese di gennaio 2023.

Inoltre, dal 1° febbraio 2023 essa ha nuovamente conteggiato il

reddito ipotetico della moglie di Fr. 36'640.- come da precedente decisione del

20 novembre 2020 e ha ricalcolato il suo diritto alle PC che, essendo limitato

al pagamento del premio forfettario dell'assicurazione malattia, ha portato

alla richiesta di restituzione delle prestazioni complementari già versate.

In totale, la richiesta di restituzione della Cassa è di Fr. 6'392.-.

1.7. L'assicurato si è opposto il 15

marzo 2023 (doc. 180) a questo provvedimento, facendo valere la buona fede per

avere sempre fornito puntualmente tutta la documentazione richiesta dalla Cassa.

Inoltre, egli ha ricordato che è al beneficio di una rendita intera di

invalidità da oltre 15 anni, che la moglie è da tempo ammalata ed

impossibilitata a svolgere le normali faccende domestiche, perciò non è

corretto computarle un reddito ipotetico e che il figlio terminerà il 30 giugno

2023 lo stage nell'ambito dell'apprendistato. Nel caso in cui la decisione di

restituzione fosse confermata, l'opponente ha chiesto il condono dell'importo

da restituire, perché anche un pagamento rateale sarebbe un insostenibile

aggravio per la famiglia.

1.8. Con decisione su opposizione del 27

marzo 2023 (doc. A) la Cassa cantonale di compensazione ha respinto l'opposizione,

a motivo di non essere stata tempestivamente informata che il 1° luglio 2022 il

figlio __________ ha iniziato uno stage remunerato, ma di averlo scoperto

soltanto con la revisione periodica.

Inoltre, visto che la moglie dell'opponente è stata stralciata dal

sistema COLSTA il 10 gennaio 2023, dal 1° febbraio 2023 ha inserito un reddito

ipotetico per il coniuge non invalido.

Esposta la giurisprudenza sull'obbligo di informarla su ogni

cambiamento (art. 24 OPC-AVS/AI) e ricordato che il 29 gennaio 2009 ha emesso

la prima decisione di prestazioni complementari in cui è evidenziato questo suo

obbligo, e che ad essa ne sono seguite molte altre, da ultimo il 3 marzo 2022

con effetto dal 1° gennaio 2022, come pure tutte le comunicazioni di fine anno

relative al diritto per l'anno successivo, la Cassa ha concluso che tutte

queste circostanze avrebbero dovuto far sorgere un dubbio all'assicurato ed

egli avrebbe dovuto interpellarla per sapere come mai il reddito da attività

lucrativa del figlio non era stato computato. È solo con la revisione periodica

per l'anno 2022 che l'amministrazione ne è venuta a conoscenza e ha così potuto

correggere il computo di questo salario ai fini del calcolo PC.

La correttezza della decisione di restituzione va confermata.

Per quanto concerne il computo del reddito ipotetico alla moglie,

la Cassa ha riassunto gli eventi occorsi dal 6 novembre 2020 e ha concluso che,

in applicazione del N. 3521.02 DPC, non essendo attiva professionalmente, alla

moglie dell'opponente doveva essere conteggiato un reddito ipotetico a titolo

di rinuncia a redditi da attività lucrativa. Non v'erano circostanze oggettive

e soggettive che l'hanno impedita di mettere a frutto la sua restante capacità

di guadagno.

Infine, la Cassa ha precisato che la domanda di condono potrà

essere evasa soltanto dopo che la decisione di restituzione sarà cresciuta in

giudicato.

1.9. Su segnalazione di __________

(docc. 182 e 183), il 18 aprile 2023 (doc. 184) la Cassa di compensazione ha

emesso una nuova decisione quale "Correzione della decisione del 21

febbraio 2023: ripresa corretta dell'affitto. Richiesta di restituzione

rimanente a vostro carico Fr. 5'607.-.". Infatti, ha corretto in Fr.

16'713.-, in luogo di Fr. 14'913.-, la pigione lorda riconosciuta quale spesa,

ricalcolando il diritto alle prestazioni complementari dell'assicurato dal 1°

luglio 2022 al 31 gennaio 2023 e riconoscendogli un pagamento retroattivo di

Fr. 785.-, che è stato posto in compensazione con l'ammontare da restituire di

Fr. 6'392.-.

1.10. Il 5 maggio 2023 (doc. I) RI 1 si è

rivolto al TCA chiedendo di annullare la decisione di restituzione del 28

febbraio 2023.

Il ricorrente ha rilevato che dal salario mensile di Fr. 1'010,85

che il figlio percepisce come stagière, occorre dedurre Fr. 40.- per le spese

di trasporto e Fr. 300.- per i pasti fuori casa, perciò il suo reddito netto si

riduce a Fr. 670,85 al mese, soldi che il figlio usa personalmente per fare

fronte ai suoi pregressi debiti.

Il reddito ipotetico imputato alla moglie deve invece essere

integralmente annullato, giacché la decisione del 2020 che ha stabilito detto

reddito è errata, visto che sin dal 2020 è stata ritenuta inabile in qualsiasi

attività, come confermato dai recenti referti medici allegati (docc. B, C e D2).

Nonostante ciò, per dimostrare la sua buona volontà, essa si è iscritta all'URC

che, constatato però che era permanentemente ammalata, nel mese di gennaio 2023

l'ha cancellata dal sistema COLSTA.

L'assicurato ha fatto notare che al fine di evitare il computo del

reddito ipotetico da lavoro dal 31 marzo 2023, il 27 aprile 2023 (doc. D1) la

moglie si è iscritta nuovamente all'Ufficio regionale di collocamento, che poi

ne ha rifiutato l'iscrizione sulla base di un certificato medico di inabilità

lavorativa totale (docc. D e D2).

Inoltre, stante il perdurare di questa situazione di totale

inabilità lavorativa, lo psichiatra curante ha inoltrato il 2 maggio 2023 una

nuova domanda di prestazioni all'Ufficio assicurazione invalidità.

Infine, nel caso in cui la decisione di restituzione sia

confermata, il ricorrente ha postulato il condono dell'importo richiesto dalla

Cassa tenuto conto sia della mancanza di mezzi finanziari per farvi fronte, sia

della sua assoluta buona fede.

Egli ha perciò chiesto di ripristinare le originarie prestazioni

senza conteggiare il reddito ipotetico della moglie.

1.11. Nella risposta di causa del 15

maggio 2023 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione, rilevando che il

ricorso ha proposto le medesime argomentazioni sollevate con l'opposizione, ha

rinviato alla decisione impugnata e ha respinto il ricorso.

1.12. Il 24 maggio 2023 (doc. V) il

ricorrente ha osservato che la Cassa non ha modificato l'importo chiesto in

restituzione, benché con conteggio del 18 aprile 2023 (doc. E1) l'amministrazione

stessa abbia riconosciuto che il credito ancora dovuto ammonta a Fr. 5'607.- e

non più a Fr. 6'392.-. Pertanto, la decisione di restituzione del 21 febbraio

2023 deve essere annullata.

L'assicurato ha inoltre precisato che il figlio avrebbe terminato

lo stage remunerato il 30 giugno 2023, stipendio che il ragazzo tratteneva

integralmente per sé per pagare le spese di trasporto, di vitto fuori casa e di

pregressi debiti.

Lo stato di salute della moglie, tuttora ammalata e

impossibilitata a svolgere una qualsiasi attività lavorativa, è peggiorato.

Il suo medico ne ha chiesto il ricovero alla Clinica di

riabilitazione e ne ha informato l'Ufficio assicurazione invalidità (doc. E2).

L'assicurato ha perciò ribadito le sue pretese ricorsuali.

1.13. Il 2 giugno 2023 (doc. VII) la Cassa

ha comunicato al TCA di non formulare ulteriori considerazioni.

considerato in diritto

2.1. Oggetto

del contendere è la correttezza dell'ordine di restituzione di Fr. 6'392.- che

il 21 febbraio 2023 la Cassa di compensazione ha emesso nei confronti del

ricorrente per le prestazioni complementari versategli dal 1° luglio 2022 al 28

febbraio 2023.

Occorrerà quindi implicitamente esaminare anche se è corretto che dal

1° febbraio 2023 la Cassa ha computato un reddito ipotetico da lavoro di Fr. 36'640.-

per il coniuge dell'assicurato.

2.2. Il 1° gennaio 2021 è entrata in

vigore la revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) del 6 ottobre 2006 (RU 2020

585; FF 2016 6705) e dell'Ordinanza sulle prestazioni

complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità

del 15 gennaio 1971 (OPC-AVS/AI) (Riforma delle PC).

Per la disamina del diritto a delle prestazioni complementari eventualmente

già insorto in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole generali del

diritto intertemporale (STF 9C_238/ 2022 del 4 novembre 2022, consid. 2.3; STF

9C_104/2022 del 7 settembre 2022, consid. 3.3; STF 9C_275/2022 del 6 settembre

2022, consid. 2.3; STF 9C_96/2022 dell'8 agosto 2022, consid. 3.3), secondo cui

sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello

stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce

conseguenze giuridiche, con riserva di disposizioni particolari

di diritto transitorio (DTF 130 V 445 consid. 1, con riferimento a DTF

130 V 329).

Le Disposizioni

transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) contemplano al

capoverso 1 che il diritto anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata

in vigore della modifica ai beneficiari di prestazioni complementari per i

quali la riforma delle PC comporta complessivamente una diminuzione della prestazione

complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione complementare

annua.

In concreto, in virtù delle citate Disposizioni Transitorie,

avendo la Cassa di compensazione ritenuto un

diritto più elevato in applicazione delle norme

vigenti fino all'entrata in vigore della Riforma delle PC, al ricorso contro la

decisione emanata dalla Cassa cantonale di compensazione il 27 marzo 2023 - data

che, di principio, delimita il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni

sociali dal profilo materiale e temporale (STF 9C_241/2022 del 30 giugno 2022)

- si applicano dunque le disposizioni della LPC, della OPC-AVS/AI così come

della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni

sociali (LPGA) nella versione valida fino al 31 dicembre 2020.

2.3. L'art. 25 cpv.

1 prima frase LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono

essere restituite.

Il capoverso 2 dell'art. 25 LPGA prevede che il diritto di esigere

la restituzione si estingue dopo tre anni a decorrere dal momento in cui l'istituto

d'assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo

il versamento della prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per

il quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo

è determinante.

Fatti

I principi applicabili alla restituzione secondo la LPGA sono

dedotti dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore, che conserva

pertanto la sua validità (DTF 130 V 318).

Per giurisprudenza costante,

nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle prestazioni

presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le

prestazioni litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 consid. 2b; DTF 126 V 42

consid. 2b; STF 9C_429/2012 del 19 settembre 2012; STF 9C_795/2009 del 21

giugno 2010 pubblicata in SVR 2010 EL Nr. 12; STF U 408/06 del 25 giugno 2007;

STFA K 147/03 del 12 marzo 2004). Ciò non è il caso – e la restituzione non

presuppone un motivo e quindi una decisione di riconsiderazione – quando l'assicurato

ha beneficiato di una prestazione alla quale, da un profilo oggettivo, non

aveva diritto (STF 9C_233/2007 del 28 giugno 2007, consid. 2.3.2; STCA 32.2011.285 del 14 giugno 2012).

Analogamente alla revisione

delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve procedere

alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato

quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad

una conclusione giuridica differente (art. 53 cpv. 1 LPGA; DTF 129 V 110, DTF

126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003; STFA I 339/01

del 29 novembre 2002).

La nozione di

fatti o mezzi di prova nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione

(processuale) di una decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di

revisione di un giudizio cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una

sentenza fondata sull'art. 137 lett. b OG (Plädoyer 2007/1 pag. 62; STFA I 642/04

del 6 dicembre 2005).

Inoltre, l'amministrazione

può riconsiderare una decisione passata formalmente in giudicato e sulla

quale un'autorità giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che

sia senza dubbio errata e la sua rettifica rivesta un'importanza notevole (art.

53 cpv. 2 LPGA).

Questi principi sono pure

applicabili nel caso in cui delle prestazioni siano state accordate senza

essere state oggetto di una decisione formale se il loro versamento ha comunque

validamente esplicato effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid.

4b, DTF 126 V 46 consid. 2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11

febbraio 2004).

Una decisione è stata ad

esempio considerata senza dubbio errata a seguito di calcolo illegale di una

rendita, in conseguenza ad una valutazione errata dell'invalidità per l'applicazione

errata di principi fondamentali (DTF 119 V 483 consid. 3; DTF 110 V 179).

Secondo la giurisprudenza (STF 9C_862/2010 del 18 gennaio 2012; STF 9C_1061/2010 del 7 luglio

2011, consid. 6.1), la riconsiderazione non è tuttavia ammissibile se la

decisione è stata oggetto di controllo giudiziale nel merito (DTF 127 V 466

consid. 2c). Per determinare se è possibile riconsiderare una decisione

in quanto manifestamente erronea, occorre fondarsi sulla situazione giuridica

esistente al momento della sua pronuncia, prendendo in considerazione la prassi

allora in vigore (DTF 125 V 383 consid. 3 pag. 389 con riferimenti), tenuto

conto del fatto che un cambiamento di prassi o di giurisprudenza non giustifica

di regola una riconsiderazione (DTF 117 V 8 consid. 2c pag. 17; 115 V 308

consid. 4a/cc pag. 314). Per motivi legati alla sicurezza giuridica e per

evitare che la riconsiderazione diventi uno strumento che consenta di

riesaminare liberamente i presupposti del diritto a prestazioni di lunga

durata, l'irregolarità deve essere manifesta. In particolare non vi è

inesattezza manifesta se l'assegnazione della prestazione dipende dall'adempimento

di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo margine di

apprezzamento riguardo a certi aspetti o elementi, e se la decisione iniziale

appare ammissibile alla luce della situazione di fatto e di diritto. Se

persistono ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione iniziale,

non è possibile procedere ad un riesame (STF 9C_439/2007 del 28 febbraio 2008

consid. 3.1; STF 8C_883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 4.1.2).

2.4. In specie,

dopo essere venuta a conoscenza di un fatto nuovo con la ricezione del

formulario di revisione periodica delle prestazioni complementari per l'anno

2022, ossia che dal 1° luglio 2022 l'ultimogenito dell'assicurato svolgeva uno

stage remunerato Fr. 1'080.- lordi al mese, con decisione formale del 21

febbraio 2023 la Cassa di compensazione ha stabilito il nuovo diritto dell'assicurato

alle prestazioni complementari dal 1° luglio 2022 al 31 gennaio 2023, così come

risulta dai fogli di calcolo allegati. Questo diritto era inferiore rispetto a

quanto stabilito in precedenza, poiché nei redditi ha computato l'effettivo

reddito da lavoro netto conseguito dal figlio (Fr. 1'010,85 x 13 mensilità),

dedotte le spese professionali di Fr. 245.-.

Con questo ordine di restituzione l'amministrazione ha pure

preteso il rimborso delle prestazioni complementari di Fr. 1'177.- corrisposte

al ricorrente per il mese di febbraio 2023 giacché, considerato il computo di

un reddito ipotetico da lavoro della moglie di Fr. 36'640.-, il diritto alle PC

decadeva.

Constatato quindi un indebito riconoscimento di prestazioni, giusta

l'art. 25 cpv. 1 1a frase LPGA la Cassa ha chiesto la restituzione delle PC

erroneamente versate per quel periodo, corrispondente alla differenza fra le PC

incassate e le prestazioni complementari di diritto, ammontanti dal 1° luglio

2022 al 28 febbraio 2023 a Fr. 6'392.-.

Sul mancato computo del reddito da lavoro del figlio __________

2.5. In virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. c

LPC, le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera hanno diritto

alle prestazioni complementari se hanno diritto a una rendita dell'assicurazione

invalidità.

L'importo della prestazione complementare annua è pari alla quota

delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

Per quanto qui di rilevanza, va

segnalato che l'art. 10 LPC prevede una lista esaustiva di spese riconosciute e

che al capoverso 3 dispone in particolare che:

"

Per tutte le persone sono inoltre

riconosciute le spese seguenti:

a. spese per il conseguimento del

reddito, fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;".

L'art. 11 LPC enumera

esaustivamente i redditi computabili/non computabili e fra quelli computabili

(cpv. 1) vi sono:

" a. due

terzi dei proventi in denaro o in natura dall'esercizio di

un'attività

lucrativa per quanto superino annualmente 1000 franchi per le persone sole e

1500 franchi per i coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una

rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI;

per gli invalidi aventi diritto a un'indennità giornaliera dell'AI, il reddito

dell'attività lucrativa è computato interamente;".

2.6. Nel determinare il

diritto alle prestazioni complementari per l'assicurato dal 1° gennaio 2023, il

12 dicembre 2022 (doc. 169) la Cassa di compensazione ha ritenuto fra i redditi

computabili unicamente le rendite di invalidità dell'assicurato e la completiva

del figlio __________ versate sia dalla Cassa __________ sia dalla Cassa

pensioni __________.

Benché l'amministrazione disponesse di tutte le

necessarie informazioni diligentemente fornite dall'assicurato in precedenza per

calcolare il diritto alle PC per sé e la sua famiglia, con il nuovo calcolo la

Cassa ha inspiegabilmente tralasciato di computare nei redditi dell'interessato

il salario conseguito dal terzo figlio con lo stage iniziato poco prima, il 1°

luglio 2022, come impiegato di commercio.

Infatti, il 12 agosto 2022 (doc. 167) l'assicurato

ha compilato il formulario di revisione periodica della prestazione

complementare alla rendita AI e alla domanda n. 14 ha indicato correttamente che

il figlio minore percepiva un reddito da attività lucrativa di Fr. 1'080.- per

uno stage e ha sottolineando che si trattava di un contratto di apprendistato,

che ha regolarmente allegato (doc. 167/16-41) unitamente alla busta paga di

luglio 2022 (doc. 167-20/41). Egli ha pure crociato la risposta affermativa

alla domanda se si trattava di un reddito regolare e a sapere se il figlio

aveva delle spese a suo carico per recarsi al lavoro, precisando che

ammontavano a Fr. 371.- e producendo copia dell'abbonamento Arcobaleno (doc.

167/18-41).

Indubbiamente la Cassa ha commesso un errore

inserendo, nei fogli di calcolo, l'importo di zero franchi quale reddito da

attività lucrativa dipendente del figlio __________ per il diritto alle PC dal

1° gennaio 2023. Questa errata comprensione della

situazione economica del ricorrente ha perciò portato l'amministrazione ad

attribuirgli indebitamente delle prestazioni maggiori e poi a chiederle in

restituzione appena si è accorta dell'errore esaminando il formulario di

revisione periodica.

È infatti solo in occasione dell'analisi dettagliata del

formulario di revisione periodica compilato dall'assicurato, avvenuta nel mese

di febbraio 2023, che la Cassa di compensazione è venuta a

conoscenza dell'errore che essa stessa ha commesso due mesi prima, quando gli

ha concesso le prestazioni complementari senza considerare il reddito da lavoro

del figlio e le relative spese professionali, ma semplicemente riprendendo lo

stato di fatto e di diritto in essere a quel momento e quindi senza apportarvi

le necessarie modifiche, non avendole ancora valutate, considerate e dunque

recepite.

Questa scoperta ha dato luogo alla necessità

di ricalcolare il diritto alle prestazioni complementari dell'assicurato. I

nuovi fogli di calcolo allestiti il 21 febbraio 2023 (docc. 173-178) hanno infatti

modificato la situazione, visto che dal 1° luglio 2022 la Cassa cantonale di

compensazione ha ritenuto per la posta del reddito da lavoro l'importo di Fr. 11'141.- a titolo di reddito da attività lavorativa dipendente di __________,

a cui ha dedotto Fr. 245.- per spese di natura professionale. Essa ha poi

effettuato il calcolo del diritto alla PC secondo il vecchio e il nuovo diritto

per stabilire, secondo le Disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo

2019, quale ipotesi di calcolo gli era più favorevole.

Ciò ha comportato che, con l'aumento dei redditi computabili, il

diritto alle prestazioni complementari del ricorrente è diminuito e le

prestazioni che egli ha indebitamente percepito in quel lasso di tempo gli sono

state chieste in restituzione con la stessa decisione del 21 febbraio 2023.

2.7. Il TCA rileva che l'errore commesso

dalla Cassa va fatto dipendere dai tempi tecnici di evasione delle domande di

revisione.

In effetti, nel caso in esame l'amministrazione disponeva già, al

30 agosto 2022 (cfr. data riportata lateralmente sui documenti scansionati

presenti nel suo incarto), di tutta la necessaria documentazione per potere

emettere subito una nuova decisione che tenesse conto del reddito da lavoro del

figlio del ricorrente sin dal 1° luglio 2022. Tuttavia, l'importante mole di

lavoro a cui è confrontata la Cassa di compensazione - Servizio prestazioni

complementari, ha comportato che anche se, come in concreto, le opportune

informazioni, i dati, corretti, e tutti i necessari documenti erano stati sin

da subito debitamente forniti dall'assicurato, la Cassa di compensazione ha

potuto esaminare il formulario di revisione soltanto alcuni mesi dopo.

2.8. Sulla scorta di quanto precede, è

comunque a buon diritto che la Cassa cantonale di compensazione ha emanato una

decisione di restituzione per le prestazioni che ha indebitamente versato all'assicurato

da quando l'ultimogenito ha iniziato l'anno di stage remunerato. La pretesa di

restituzione retroattiva al 1° luglio 2022 è dunque corretta.

Tuttavia, poiché con il ricorso l'assicurato ha fatto valere che

il figlio deve sostenere non solo le spese di trasporto, ma anche le spese per

il vitto fuori casa, che egli ha quantificato in Fr. 300.- al mese, gli atti

vanno rinviati all'amministrazione per verificare se siano dati i presupposti

per concedergli queste altre spese per il conseguimento del reddito (art. 10

cpv. 3 lett. a LPC). Essa terrà presente la giurisprudenza secondo cui le spese

supplementari per i pasti consumati fuori casa possono essere annoverate fra

quelle deducibili, necessarie al conseguimento del reddito, soltanto se

superano l'importo stabilito all'art. 11 cpv. 2 OAVS in relazione con l'art. 11

OPC-AVS/AI (DTF 123 V 258).

Quanto alle spese di trasferta, se è vero che il ricorrente le ha

cifrate in Fr. 371.- annui, non va dimenticato che il tragitto con i mezzi

pubblici da casa (__________) al lavoro (__________) si svolge interamente all'interno

della zona 10 (www.arcobaleno.ch), perciò

è corretto che l'amministrazione ha riconosciuto il costo dell'abbonamento

Arcobaleno riferito unicamente a questa zona (Fr. 245.- annui) e non alle due

zone (10+11) acquistate da suo figlio (doc. 167-18/41).

Infine, nel determinare nuovamente il diritto alle

PC del ricorrente dal 1° luglio 2022 secondo il vecchio o il nuovo diritto, nel

calcolo in virtù del nuovo art. 11 cpv. 1 lett. a LPC la Cassa cantonale di

compensazione terrà presente il principio recentemente stabilito dal Tribunale

federale (STF 9C_223/2022 del 15 maggio 2023 destinata alla pubblicazione).

Pronunciandosi su un caso ticinese, l'Alta Corte ha

infatti confermato che la franchigia prevista dall'art. 11 cpv. 1 lett.

a LPC deve essere considerata una sola volta per nucleo familiare e

dunque è indifferente da quale reddito va dedotta (se da quello dei genitori o

dei figli che lavorano). È stabilita per economia domestica e applicata al nucleo

familiare, ma deve essere dedotta per principio solo al reddito dell'attività

lucrativa dell'avente diritto alle prestazioni complementari. La franchigia non

vale pertanto per il singolo avente diritto alle prestazioni complementari

(cfr. consid. 5.6).

Il Tribunale federale ha altresì rilevato che il N. 3421.11 DPC,

in vigore dal 1° gennaio 2021, nella misura in cui prevede che "il reddito da attività lucrativa degli orfani e dei

figli conferenti diritto a una rendita e vivono nella medesima economia

domestica vanno computati senza deduzione di una franchigia nella misura di due

terzi" è contrario all'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC. L'esclusione a

priori della deduzione di una franchigia dal reddito da attività lucrativa del

figlio è possibile unicamente se il genitore con cui vive nella medesima

economia domestica consegue già anch'esso un reddito da attività lucrativa, sia

pure un reddito ipotetico giusta l'art. 14 OPC-AVS/AI, superiore all'importo

della franchigia da dedurre. In tal caso, la franchigia può essere dedotta una

volta soltanto (cfr. consid. 5.8).

Sul computo di un reddito ipotetico da lavoro alla moglie __________

2.9. Occorre sapere se, ed eventualmente

in quale misura, debba essere conteggiato nei redditi computabili dell'assicurato

un reddito ipotetico da lavoro della moglie, visto che essa non esercita alcuna

attività lucrativa e nemmeno è al beneficio di una rendita di invalidità.

La Cassa di compensazione ha stabilito in Fr. 36'640.- il reddito

ipotetico conseguibile dal coniuge dell'assicurato basandosi sul salario

mensile lordo secondo il sesso, la nazionalità e la categoria di permesso di

soggiorno ripreso dal "Salarium - Calcolatrice statistica dei salari

2018", edita dall'Ufficio federale di statistica nel 2020 (doc. 132).

Il ricorrente ha per contro sempre sostenuto che la moglie non è

assolutamente in grado di svolgere una qualsiasi attività lucrativa essendo

inabile al lavoro al 100% per motivi psicofisici, come attestato ancora di

recente dai suoi medici curanti, perciò non le si può computare alcun reddito

ipotetico da lavoro.

2.10. L'art.

11 cpv. 1 lett. g LPC imponeva il computo dei redditi a cui l'assicurato ha

rinunciato.

Dal 1° gennaio 2021 questa norma è stata abrogata, siccome

dettagliatamente trattata nel nuovo art. 11a cpv. 1 LPC.

Secondo questo nuovo disposto, se una persona rinuncia

volontariamente a esercitare un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile,

il reddito ipotetico di tale attività è computato come reddito. Il computo è

retto dall'art. 11 cpv. 1 lett. a nLPC.

Come spiegato nel Messaggio del Consiglio federale del 16

settembre 2016 concernente la modifica della legge federale sulle prestazioni

complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità

(Riforma delle PC) (FF 2016 6777), il nuovo art. 11 cpv. 1 lett. a LPC

disciplina il computo dei redditi dell'attività lucrativa cui una persona ha

rinunciato (redditi ipotetici dell'attività lucrativa). La disposizione

conferma sostanzialmente la prassi vigente in materia.

In particolare, si ipotizza una rinuncia solo nel caso in cui una

persona rinunci volontariamente ad esercitare un'attività lucrativa

ragionevolmente esigibile.

Se invece una persona non può svolgere un lavoro remunerato per

motivi indipendenti dalla sua volontà, nel calcolo delle PC non può

essere considerato alcun reddito ipotetico dell'attività lucrativa. Questo caso

si verifica, in particolare, quando una persona non riesce a trovare un posto

di lavoro pur avendo compiuto gli sforzi necessari. Si rinuncia pure al computo

di un reddito ipotetico dell'attività lucrativa anche nel caso in cui non si

possa esigere da una persona che eserciti un'attività lucrativa (ad esempio

perché deve svolgere compiti assistenziali o segue una formazione a livello

terziario).

L'art. 11a cpv. 1 lett. a nLPC conferma anche la prassi in essere

secondo cui i redditi ipotetici dell'attività lucrativa sono computati nel

calcolo delle PC allo stesso modo di quelli effettivamente conseguiti, ovvero

solo per due terzi e previa deduzione di una franchigia (DTF 117 V 287 consid.

3c; RCC 1987 p. 583). Fanno eccezione i redditi ipotetici dei coniugi.

2.11. Già nel 1991, con DTF 117 V 287 l'allora

Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale

federale) ha stabilito che, in caso di invalidità del marito e conformemente

all'art. 163 CC, la moglie che sino a quel momento non esercitava un'attività

lucrativa o l'esercitava in maniera limitata può, secondo le circostanze, essere

costretta a lavorare o ad ampliare la sua attività lucrativa (DTF 114 II 301):

" 3. a) Il est exact que le nouveau droit matrimonial a apporté d'importantes

modifications par rapport à l'ancien droit. En particulier, la loi ne prévoit

plus une répartition déterminée des tâches entre époux, mais elle leur laisse

le soin de convenir de la répartition des rôles, ainsi que du mode et du

contenu de la contribution de chacun d'eux (art. 163 al. 2 CC). L'épouse n'a

dès lors plus de prétention légale à apporter sa contribution par les soins du

ménage exclusivement et à être en principe dispensée d'une activité lucrative.

Ainsi, lorsque le mari n'est plus en mesure d'exercer une activité lucrative,

p.ex. à la suite d'une maladie grave ou bien parce qu'il a perdu son emploi, l'épouse

qui, jusque-là, n'avait pas - ou seulement dans une mesure restreinte - exercé

d'activité lucrative pourra alors, selon les circonstances, se voir contrainte

de le faire ou d'étendre son activité. Avant d'envisager une semblable

modification de la répartition des tâches, il faut cependant examiner dans

chaque cas si et dans quelle mesure on pourra exiger de l'épouse qu'elle exerce

dorénavant une activité, compte tenu notamment de son âge, de son état de

santé, de sa formation et, le cas échéant, du temps plus ou moins long pendant

lequel elle aura été éloignée de la vie professionnelle (ATF 114 II 302 consid. 3a et les

références citées; voir, en ce qui concerne la prise en considération du revenu

hypothétique du débiteur de la contribution d'entretien en cas de suspension de

la vie commune: ATF 117 II 16; cf. aussi, à propos du

revenu du conjoint de l'assuré tenu à restituer des prestations indûment

touchées: ATF 116 V 295 consid. 3b).".

L'Alta Corte ha poi esaminato se il reddito ipotetico del coniuge

poteva essere preso in considerazione nella fissazione del reddito determinante

in virtù dell'allora art. 3c cpv. 1 lett. f LPC (dal 2008 art. 11 cpv. 1 lett.

g vLPC e dal 2021 art. 11a cpv. 1 nLPC) e ha concluso che se la moglie si

astiene dal mettere a frutto la sua capacità di guadagno, il suo reddito

ipotetico, stimato dall'amministrazione o dal giudice, viene computato nel

reddito determinante conformemente a questa norma. Questo disposto è dunque

direttamente applicabile quando la moglie di un assicurato rinuncia a mettere a

frutto la sua capacità di guadagno allorquando, per ridurre il danno, potrebbe

vedersi obbligata a esercitare un'attività lucrativa in virtù dell'art. 163 CC.

Il TFA ha perciò espressamente escluso di fare capo alle norme

schematiche degli artt. 14a e 14b OPC-AVS/AI concernenti il computo del reddito

dell'attività lucrativa per persone parzialmente invalide

rispettivamente per vedove non invalide:

" 3. (…)

c) Pour calculer le revenu hypothétique de l'épouse,

il ne se justifie pas, contrairement à l'opinion de l'administration et des

premiers juges, de faire appel, même par analogie, aux normes schématiques de l'art. 14b

OPC-AVS/AI: cette disposition vise la situation

bien particulière des veuves sans enfants et son application ne saurait être

étendue à d'autres cas non expressément envisagés par le Conseil fédéral. Il

appartient bien plutôt à l'administration ou, en cas de recours, au juge des

assurances sociales d'examiner si l'on peut exiger de l'intéressée qu'elle

exerce une activité lucrative et, le cas échéant, de fixer le salaire qu'elle

pourrait en retirer en faisant preuve de bonne volonté.

L'administration et le juge appliqueront ainsi à

titre préalable les principes du droit de la famille, à l'instar, p.ex., du

juge pénal qui fixe le montant de l'amende infligée à l'époux qui voue ses

soins au ménage (ATF 116 IV 4) ou du juge des poursuites qui fixe la quotité saisissable (ATF 115 III 103, ATF 114 III 15 consid. 3). Le revenu de l'activité lucrative potentielle

devra alors être pris en considération dans la fixation du revenu déterminant

au même titre qu'un gain effectivement réalisé; en particulier, il devra,

conformément à l'art. 3 al. 2 in fine LPC, être pris en compte à raison des

deux tiers seulement, comme le sont d'ailleurs les revenus hypothétiques visés

par les art. 14a et 14b OPC-AVS/AI (cf.

RCC 1987 p. 583 ss).".

Nella STFA P 40/03 del 9 febbraio 2005 (pubblicata in SVR 2007 EL

Nr. 1), l'Alta Corte si è pronunciata sul computo di un reddito ipotetico della

moglie, non attiva professionalmente, ricordando che l'obbligo secondo cui la

moglie è tenuta ad esercitare un'attività lucrativa si impone in particolare

quando il coniuge non è in grado di farlo a causa della sua invalidità, perché

incombe a ciascun coniuge contribuire al mantenimento della famiglia. Ha poi precisato

i criteri da applicare per determinare detto reddito:

" 2.

Selon l'art. 3c al. 1 let. g LPC, les revenus déterminants comprennent les ressources et

parts de fortune dont un ayant droit s'est dessaisi. Cette disposition est

directement applicable lorsque l'épouse d'un assuré s'abstient de mettre en

valeur sa capacité de gain, alors qu'elle pourrait se voir obligée d'exercer

une activité lucrative en vertu de l'art. 163 CC (ATF 117 V 291 s. consid. 3b; VSI 2001 p. 127 s. consid. 1b). Il appartient à

l'administration ou, en cas de recours, au juge des assurances sociales d'examiner

si l'on peut exiger de l'intéressée qu'elle exerce une activité lucrative et,

le cas échéant, de fixer le salaire qu'elle pourrait en retirer en faisant

preuve de bonne volonté. Pour ce faire, il y a lieu d'appliquer à titre

préalable les principes du droit de la famille, compte tenu des circonstances

du cas d'espèce (ATF 117 V 292 consid. 3c). Les critères décisifs auront notamment trait à l'âge

de la personne, à son état de santé, à ses connaissances linguistiques, à sa

formation professionnelle, à l'activité exercée jusqu'ici, au marché de l'emploi,

et le cas échéant, au temps plus ou moins long pendant lequel elle aura été

éloignée de la vie professionnelle (ATF 117 V 290 consid. 3a; VSI 2001 p. 128 consid. 1b).".

La nostra Massima Istanza ha pure ribadito che le norme

schematiche di cui agli artt. 14a e 14b OPC-AVS/AI non sono applicabili per

fissare il reddito ipotetico di una moglie che non è invalida e che non

esercita un'attività lucrativa, dato che queste disposizioni concernono delle

situazioni particolari e la loro applicazione non può essere estesa ad altri

casi non previsti espressamente dal Consiglio federale (cfr. consid. 3).

Con la DTF 134 V 53, il Tribunale federale ha confermato nel 2008 la

giurisprudenza sul computo di un reddito determinante di un assicurato il cui

coniuge non esercita attività lucrativa e sui criteri da prendere in

considerazione per sapere se si può esigere dal coniuge che eserciti un'attività

lucrativa e, in caso affermativo, per fissare il salario che ne potrebbe

risultare (cfr. consid. 3.1). In questo suo giudizio, il TF ha ritenuto che l'autorità

giudiziaria non avesse debitamente accertato i fatti, quali lo stato di salute

della moglie dell'assicurato, la sua capacità lavorativa, la sua effettiva

disponibilità a svolgere un'attività professionale, se e quanto essa poteva

contare sull'aiuto del marito per l'educazione e la sorveglianza dei tre figli.

Pertanto, non era possibile determinare in quale misura la moglie era in grado

di lavorare tenuto conto del suo stato di salute, dei suoi oneri familiari,

della disponibilità del marito e dunque fissare il reddito che essa avrebbe

potuto realizzare, perciò ha annullato la sentenza e ha rinviato la causa ai

giudici cantonali per stabilire i fatti in maniera conforme al diritto (cfr.

consid. 4.5).

Nella STF 9C_103/2015 dell'8 aprile 2015 (pubblicata in SVR 2015

EL Nr. 7), l'Alta Corte si è pronunciata sul caso di un assicurato invalido la

cui moglie 55enne non esercitava alcuna attività lucrativa e a cui la Cassa di

compensazione, ritenendo che avesse rinunciato a dei redditi, ha computato un

reddito ipotetico minimo di Fr. 36'000.-. L'assicurato, invece, a causa dell'età,

dell'assenza di formazione e del fatto che non ha mai lavorato, ha ritenuto

impossibile che il suo coniuge esercitasse un'attività lucrativa, anche perché

essa si doveva occupare di lui stante il suo precario stato di salute.

Il Tribunale federale ha ricordato che per determinare l'attività

lavorativa che il coniuge può ragionevolmente svolgere si deve tenere conto del

singolo caso concreto applicando i principi del diritto di famiglia (art. 163

CC). Di conseguenza, devono essere presi in considerazione l'età, lo stato di

salute, le conoscenze linguistiche, l'istruzione, l'attività precedente, la situazione

concreta del mercato del lavoro e, se del caso, la durata dell'assenza dal

mondo del lavoro. Se il coniuge non cerca un lavoro o lo fa in modo

insufficiente nonostante sia (parzialmente) in grado di lavorare, viola l'obbligo

di ridurre il danno che gli incombe (cfr. consid. 2.2).

Nel caso esaminato, dagli atti non è emersa alcuna prova che la

moglie del ricorrente avesse compiuto sforzi per trovare un lavoro (part-time)

durante il periodo di adattamento, perciò ha violato il suo obbligo di ridurre

Considerandi

il danno.

2.12

Nella citata STFA P 40/03 del 9

febbraio 2005, l'oggetto del contendere portava sull'adeguatezza del periodo di

sei mesi concesso dall'amministrazione - portato a 12 mesi dall'autorità

giudiziaria a motivo che la moglie doveva potere migliorare le sue conoscenze

linguistiche - per computare un reddito ipotetico del coniuge secondo l'allora

art. 3c cpv. 1 lett. g LPC.

Al considerando 3 il Tribunale federale ha rilevato che il N.

2084.6

DPC (attuale N. 3424.11 DPC che recita: "Se le PC versate a un assicurato vengono ridotte in seguito al computo

di un reddito minimo ai sensi del N. 3424.02, la riduzione prende effetto sei

mesi dopo la notifica della decisione.") applicato dalla Cassa di

compensazione ricorrente si riferiva ai casi di riduzione di una prestazione

complementare in corso dovuta al computo di un reddito minimo conformemente

agli artt. 14a e 14b OPC-AVS/AI. Poiché non si giustificava, per fissare il

reddito ipotetico della moglie, nemmeno per analogia, di rifarsi alle norme

schematiche degli artt. 14a e 14b OPC-AVS/AI visto che concernono delle precise

casistiche in cui non rientrava la fattispecie in esame, per il TFA non era

possibile applicare il N. 2084.6 DPC, e quindi il termine di adattamento di sei

mesi, neppure per analogia.

La nostra Massima Istanza ha considerato che alla data

determinante la moglie aveva 45 anni, era arrivata in Svizzera nell'ottobre

2001.

dopo essersi sposata alcuni mesi prima con un uomo beneficiario di una

rendita di invalidità. Di formazione infermiera, non era però dato a sapere se

fino a quel momento avesse svolto la sua professione. Sembrava verosimile che

non avesse conoscenze della lingua francese, inoltre la coppia non aveva figli

e non è stato invocato che lo stato di salute del marito necessitasse di cure.

Il marito si opponeva però a che la moglie esercitasse un'attività oltre a

quella di occuparsi della casa (cfr. consid. 4.1).

L'amministrazione ha ritenuto un reddito mensile ipotetico di Fr.

1'500.- (Fr. 18'000.- annui), ciò che corrispondeva a un'attività non

qualificata esercitata a tempo parziale. L'Alta Corte, ricordato che in un suo

precedente giudizio (P 64/03 del 27 febbraio 2004) il periodo di adattamento

ritenuto per questo genere di attività era stato di quattro mesi, ha concluso

che un periodo di sei mesi appariva già molto lungo per il caso in questione

(attività a tempo parziale, non qualificata, senza oneri familiari) e il

prolungamento di sei mesi deciso dai primi giudici per motivi linguistici non

si giustificava in alcun modo per questo genere di attività, non qualificata,

ritenuta a titolo di reddito ipotetico (cfr. consid. 4.2).

Il Tribunale federale ha perciò accolto il ricorso della Cassa.

Nella DTF 142 V 12 il Tribunale federale ha esaminato se

correttamente il Tribunale cantonale ha stabilito che un reddito ipotetico della

moglie non invalida di un beneficiario di rendita AVS poteva essere considerato

solo dopo un adeguato periodo di adattamento o un periodo transitorio.

L'Alta Corte ha innanzitutto ricordato che un reddito ipotetico

del coniuge non invalido di un richiedente le prestazioni complementari deve di

principio essere considerato come una rinuncia di reddito computabile nel

calcolo delle prestazioni complementari in virtù dell'art. 11 cpv. 1 lett. g

LPC, disposizione direttamente applicabile perché il coniuge potrebbe essere

obbligato a esercitare un'attività lucrativa giusta l'art. 163 CC:

" 3.2 Unter dem Titel des Verzichtseinkommens (Art. 11 Abs. 1 lit. a und g ELG) ist auch ein hypothetisches Einkommen des Ehegatten eines

EL-Ansprechers anzurechnen (vgl. Art. 9 Abs. 2 ELG), sofern auf eine zumutbare Erwerbstätigkeit oder deren zumutbare

Ausdehnung verzichtet wird (BGE 117 V 287 E. 3b S. 290 ff.; Urteil des Eidg. Versicherungsgerichts P 18/99 vom 22. September 2000 E. 1b, in: AHI 2001 S. 132; vgl. auch RALPH JÖHL,

Ergänzungs-leistungen zur AHV/IV, in: Soziale Sicherheit, SBVR Bd. XIV, 2.

Aufl. 2007, S. 1758 f. Rz. 178). Bei der Ermittlung einer allfälligen

zumutbaren Erwerbstätigkeit der Ehefrau oder des Ehemannes ist der konkrete

Einzelfall unter Anwendung familienrechtlicher Grundsätze (vgl. Art. 163

ZGB) zu berücksichtigen (BGE 117 V 287 E. 3c S. 292). Dementsprechend ist auf das Alter, den

Gesundheitszustand, die Sprachkenntnisse, die Ausbildung, die bisherige

Tätigkeit, die konkrete Arbeitsmarktlage sowie gegebenenfalls auf die Dauer der

Abwesenheit vom Berufsleben abzustellen (BGE 134 V 53 E. 4.1 S. 61; BGE 117 V 287 E. 3a S. 290; Urteile 8C_589/2007 vom 14. April 2008 E. 5.1

und des Eidg. Versicherungsgerichts P 40/03 vom 9. Februar 2005 E. 2, in: SVR

2007.

EL Nr. 1 S. 1, sowie P 18/99 vom 22. September 2000 E. 1b, in: AHI 2001 S.

132; je mit weiteren Hinweisen). Ferner ist bei der Festlegung eines

hypothetischen Einkommens zu berücksichtigen, dass für die Aufnahme und Ausdehnung

der Erwerbstätigkeit eine gewisse Anpassungsperiode

erforderlich und nach einer langen Abwesenheit vom Berufsleben die volle

Integration in den Arbeitsmarkt in einem gewissen Alter nicht mehr möglich ist.

Dem wird im Rahmen der Ergänzungsleistung dadurch Rechnung getragen, dass der

betreffenden Person allenfalls eine realistische Übergangsfrist für die

Aufnahme einer Erwerbstätigkeit oder Erhöhung des Arbeitspensums zuzugestehen

ist, bevor ein hypothetisches Erwerbseinkommen angerechnet wird (Urteile 9C_265/2015

vom 12. Oktober 2015 E. 3.4.1 und 9C_630/2013 vom 29. September 2014 E. 3 mit

Hinweis, in: SZS 2015 S. 61).".

Poi, il TF ha osservato che era pacifico che l'art. 25 cpv. 4

OPC-AVS/AI non fosse applicabile al caso in esame, nemmeno per analogia. Esso

ha rilevato che, tuttavia, le Direttive sulle prestazioni complementari

prevedono espressamente la concessione di un periodo di adattamento per altre

due costellazioni.

Ha citato in primo luogo il N. 3482.06 DPC (dal 2021 N. 3521.06

DPC), secondo cui in caso di riduzione delle PC in corso in seguito al computo

di un reddito ipotetico da attività lucrativa del coniuge non invalido, deve

essere concesso un termine di adattamento adeguato. L'articolo 25 capoverso 4

OPC-AVS/AI non è applicabile.

Al riguardo, l'Alta Corte ha puntualizzato che con la STFA P 40/03

del 9 febbraio 2005 il periodo transitorio di sei mesi per avviare un'attività

lucrativa parziale non qualificata remunerata Fr. 1'500.- al mese è stato

considerato generoso.

Inoltre, ha indicato che al N. 3482.07 DPC (dal 2021 N. 3521.07

DPC) l'UFAS ritiene che se il reddito di un'attività lucrativa indipendente è

nettamente inferiore a quello che una persona potrebbe conseguire con un'attività

salariata ragionevolmente esigibile, va computato quest'ultimo come reddito da

attività lucrativa. Il servizio PC deve annunciare questo adeguamento al

beneficiario di PC, concedendogli un termine di adattamento di al massimo

dodici mesi (cfr. consid. 5.2).

Il Tribunale federale ha stabilito che nel caso in cui si deve

computare un reddito ipotetico del coniuge non invalido come una rinuncia di

reddito, sia nel caso di prestazioni complementari in corso sia nel caso di

prestazioni complementari richieste per la prima volta, occorre concedere al

coniuge un termine transitorio ragionevole per potere intraprendere un'attività

lucrativa o per aumentare il grado d'occupazione già in essere. Questo

principio non è però valido quando si tratta di una domanda di PC presentata

nell'ambito dell'ottenimento di una rendita AVS, perché l'inizio della rendita

AVS può essere previsto e pianificato a motivo per esempio del raggiungimento

dell'età pensionabile AVS e della cessazione dell'attività lucrativa (mentre

significativamente diverso è il caso in cui si debba decidere sul diritto alle

PC di un beneficiario di una rendita AI, non essendo prevedibile se e quando si

avrà diritto a una rendita di invalidità). Se ciò si realizza, il coniuge del

richiedente le PC non può perciò aspettare fino all'ultimo momento prima della cessazione

dell'attività lucrativa dell'altro coniuge per cercare un lavoro. Infatti, il

coniuge non invalido ha avuto un lasso di tempo sufficiente per integrarsi nel

mercato del lavoro in vista del pensionamento dell'altro coniuge. L'approccio

opposto, invece, che prevede ugualmente la concessione di un periodo di

adattamento per cercare lavoro, significherebbe che i coniugi potrebbero ottimizzare

il loro diritto alle prestazioni complementari adottando un adeguato stile di

vita, circostanza che per il Tribunale federale non va ammessa (cfr. consid.

5.4):

" 5.4 Nach den unter E. 3.2 hiervor

dargelegten Grundsätzen ist nicht invaliden Ehegatten von EL-Ansprechern im

Einzelfall eine realistische Übergangsfrist für die zumutbare Aufnahme einer

Erwerbstätigkeit oder Ausdehnung des Arbeitspensums einzuräumen. Anders als die

Beschwerdeführerin annimmt, gilt dies rechtsprechungsgemäss sowohl für laufende

als auch für erstmals beantragte Ergänzungsleistungen (Urteile 9C_630/2013 vom

29.

September 2014 E. 5.1, in: SZS 2015 S. 61; 8C_172/2007 vom 6. Februar 2008

E. 4.2; des Eidg. Versicherungsgerichts P 28/04 vom 30. August 2004 E. 2.2 und

4.4; P 18/02 vom 9. Juli 2002 E. 1b und 4 sowie P 18/99 vom 22. September 2000

E. 1b und 2d, je in fine, in: AHI 2001 S. 132). Darauf hinzuweisen ist

indessen, dass in den erwähnten Urteilen 9C_265/2015 vom 12. Oktober 2015 und

9C_630/2013 vom 29. September 2014 (in: SZS 2015 S. 61) über den

EL-Leistungsanspruch von Bezügern einer IV-Rente zu befinden war. Im

vorliegenden Fall handelt es sich demgegenüber um einen im Zusammenhang mit dem

Bezug einer AHV-Rente gestellten Antrag auf EL. Diese beiden Konstellationen

unterscheiden sich insofern massgeblich, als der AHV-Rentenbeginn regelmässig

vorausseh- und planbar ist. Eine integrale Übertragung der angeführten Recht-sprechung

auf die hier zu beurteilende Sachlage erscheint daher nicht ohne Weiteres als

sachgerecht. Vielmehr gilt es diesbezüglich zu präzisieren, dass eine

Übergangsfrist ab Beginn des potenziellen EL-Bezugs dort nicht einzuräumen ist,

wo mit Blick auf einen absehbaren künftigen EL-Bezug des einen Ehepartners dem

anderen Ehepartner im Vorfeld genügend Zeit zur Verfügung stand, um sich

erwerblich einzugliedern. Mit Eintritt in das AHV-Rentenalter ist im Regelfall

mit einer Aufgabe der Erwerbstätigkeit zu rechnen. Zeichnet sich eine solche

ab, kann der Ehepartner des EL-Ansprechers nicht bis zum letzten Moment der

Aufgabe der Erwerbstätigkeit mit der Arbeitssuche zuwarten. Die gegenteilige

Betrachtungsweise nähme in Kauf, dass die Eheleute durch entsprechende

Dispositionen in der Lebensführung die EL-Berechtigung zu optimieren

vermöchten, was abzulehnen ist.".

Nella STF 9C_255/2023 dell'8 giugno 2023, il Tribunale federale ha

negato la concessione di un periodo di adattamento. La moglie ha smesso di

lavorare a fine gennaio 2021, sapendo che il marito percepiva la rendita di

vecchiaia dal 1° giugno 2018 e nel marzo 2021 quest'ultimo ha formulato domanda

di PC. Per i giudici federali, conformemente alla citata DTF 142 V 12 consid.

5.4, in questa situazione iniziale alla moglie non doveva essere concesso un

periodo di adattamento per l'integrazione nel mondo del lavoro, poiché l'inoltro

della domanda di prestazioni complementari non è stata una sorpresa (cfr.

consid. 5.2.2).

Recentemente, con STF 9C_357/2023 del 17 agosto 2023 il Tribunale

federale ha ribadito il principio secondo cui nel caso si debba computare un

reddito ipotetico del coniuge non invalido sia se si tratta di una prima

domanda di PC sia quando le prestazioni complementari sono in corso, si deve accordare

un periodo di adattamento per avviare un'attività lavorativa o per aumentare il

tasso di occupazione già in atto:

" 4.3. C'est également en vain que le

recourant se réfère à l'ATF 142 V 12 pour affirmer qu'à

supposer qu'un revenu hypothétique pour son épouse dût être pris en

considération, il eût fallu prévoir un délai de transition d'une certaine

importance. Selon la jurisprudence, un délai de transition réaliste pour la

prise exigible d'une activité lucrative (ou l'augmentation du taux d'activité)

permettant de tenir compte d'un revenu hypothétique du conjoint (non-invalide)

dans le cadre d'une première demande de prestations complémentaires ou lorsque

des prestations sont en cours (à ce sujet, cf. ATF 142 V 12 consid. 3.2 et 5.4

et les arrêts cités) doit être accordé lors de la fixation du revenu en cause

(arrêt P 28/04 du 30 août 2004 consid. 2.2). Ce délai ne joue pas de rôle dans

le cadre d'une éventuelle demande de restitution de prestations - fixées en

fonction d'un tel revenu - versées indûment. (…)".

2.13

Nella citata DTF 134 V 53 la nostra

Massima Istanza ha concluso che è sulla base di uno stato di fatto incompleto e

di un apprezzamento arbitrario di questi fatti, che l'autorità giudiziaria ha ritenuto,

partendo da un reddito statistico di Fr. 46'680.- ricavato dalla Tabella delle

Rivelazioni Statistiche Salariali RSS e considerando che l'assicurata era abile

al 25%, che il coniuge era in grado di conseguire, al massimo, un reddito annuo

di Fr. 11'670.-, arrotondati a Fr. 12'000.-. Non essendo però possibile determinare

in quale misura la moglie era in grado di lavorare tenuto conto del suo stato

di salute, dei suoi oneri familiari, della disponibilità del marito e quindi di

fissare il guadagno che avrebbe potuto realizzare, ha annullato la sentenza

impugnata e ha rinviato la causa all'autorità giudiziaria cantonale per accertare

debitamente i fatti.

Sulla base di questa sentenza, il N. 3482.04 DPC (fino al 31

dicembre 2020) e il N. 3521.04 DPC (dal 2021) prevedono che per la fissazione

del reddito ipotetico computabile ci si deve basare sui salari lordi indicati

nella Rilevazione svizzera della struttura dei salari.

A questo proposito, Valterio,

Commentaire de la loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS et à

l'AI, 2015, si è pronunciato sulla rinuncia di un coniuge a dei redditi da

attività lucrativa sulla base dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC (pag. 185 N. 132 ad

art. 11). Nell'indicare in quale misura possa essere ritenuta esigibile

un'attività lucrativa, egli ha analizzato i singoli criteri stabiliti dalla giurisprudenza

quali l'età del coniuge, il suo stato di salute, le sue conoscenze

linguistiche, la sua formazione professionale, l'attività esercitata fino a

quel momento, il mercato del lavoro e il lasso di tempo più o meno lungo

durante il quale il coniuge è stato assente dalla vita professionale.

Al capitolo relativo alla presa in considerazione della situazione

concreta del mercato del lavoro (pag. 192 N. 144 ad art. 11), l'autore ha affermato

che per sapere se il coniuge di un assicurato può mettere a frutto la sua

capacità di guadagno sul mercato del lavoro, occorre determinare se e a quali

condizioni egli è in grado di trovare un lavoro, perciò occorre esaminare

concretamente la situazione del mercato del lavoro. La questione se il coniuge

di una persona che riceve prestazioni complementari sia in grado di lavorare e

percepire un reddito non può quindi basarsi, senza ulteriori approfondimenti,

sull'esperienza o su dati statistici, poiché questi, da soli, non consentono di

trarre conclusioni sulla capacità di lavorare e percepire un reddito in un caso

specifico (STF 9C_539/2009 del 9 febbraio 2010, consid. 5.1.1:

"Die hypothetische Frage,

ob die Ehegattin eines EL-Bezügers bei Aufbringung des forderbaren guten

Willens eine Stelle finden und in welcher Höhe sie Erwerbseinkünfte erzielen

könnte, lässt in der Regel ohne vorgängige Abklärungen im Einzelfall weder ein

schematisches Abstellen auf statistische Durchschnittswerte noch mehr oder

weniger gesicherte Erfahrungsannahmen zu, die zwar mehrheitlich zutreffen

mögen, aber nichts über das beruflich-erwerbliche Leistungsvermögen im

konkreten Fall aussagen."). Ciò significa

in particolare, prosegue l'autore, che per una persona che non riprende il

lavoro o un'attività lucrativa esigibile, i dati statistici salariali della

Rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) non possono, da soli,

essere determinanti - seppure il Tribunale federale non abbia fondamentalmente messo

in discussione il computo dei redditi basato su queste statistiche (pag. 193 nota

673.

ad art. 11). Infatti, considerato che le prestazioni complementari sono

concepite come una prestazione di bisogno, non si deve, come per l'AI, partire

da un mercato del lavoro equilibrato, ma occorre tenere conto, da una parte,

della situazione personale dell'interessato e, dall'altra parte, di quella del

mercato del lavoro vicino al suo domicilio (STF 9C_539/2009 del 9 febbraio

2010, consid. 5.1.1: "Zu berücksichtigen sind einerseits das Angebot an

offenen und geeigneten Stellen für Personen, welche die persönlichen und

beruflichen Voraussetzungen der Ehefrau des EL-Ansprechers aufweisen, und

anderseits die Zahl der Arbeit suchenden Personen (Urteil P 64/03 vom 27.

Februar 2004 E. 3.3.2). Im Allgemeinen kann angenommen werden, dass nach einer

langen Abwesenheit vom Berufsleben in einem gewissen Alter die volle

Integration in den Arbeitsmarkt nicht mehr zumutbar ist."). Se

il coniuge non ha intrapreso alcun passo per trovare un lavoro, viola il suo obbligo

di ridurre il danno e in tal caso si può senz'altro considerare un reddito

ipotetico.

Nella STF 9C_103/2015 dell'8 aprile 2015, pubblicata in SVR 2015

EL Nr. 7, il Tribunale federale ha affermato che il Tribunale cantonale ha

giustamente tenuto conto del fatto che l'ipotetico reddito da attività

lucrativa di Fr. 36'000 preso in considerazione dalla Cassa di compensazione era

nettamente inferiore al guadagno medio delle donne che svolgono lavori semplici

e ripetitivi. Anche se è vero che le possibilità di lavoro tendono a diminuire

con l'avanzare dell'età e la mancanza di esperienza professionale, secondo

l'Alta Corte non era assolutamente probabile che la capacità lavorativa residua

della ricorrente fosse inutilizzabile, disponendo di conoscenze della lingua

tedesca e restandole ancora diversi anni prima del raggiungimento dell'età

della pensione (cfr. consid. 3.2.3).

Inoltre, non risultava che ulteriori criteri decisivi (cfr.

consid. 2.2) non fossero stati presi in considerazione per determinare il reddito

che la moglie poteva ragionevolmente percepire. Non essendo stato contestato, per

il Tribunale federale non v'era motivo di esaminare d'ufficio più

approfonditamente l'importo del reddito ipotetico computato (cfr. consid. 3.3).

Recentemente (9C_255/2023 dell'8 giugno 2023), un ricorrente ha

criticato le considerazioni del Tribunale di primo grado in merito all'ammontare

del reddito computabile della moglie stabilito in Fr. 36'850.-.

Il Tribunale cantonale si è basato sul salario medio statistico per

lavori non qualificati nel 2020, dal quale ha detratto il 10% poiché i salari

nella regione di San Gallo sarebbero inferiori alla media svizzera. Secondo i

giudici cantonali, la Cassa di compensazione avrebbe dovuto tenere conto delle

detrazioni per la previdenza professionale e per l'assicurazione contro gli

infortuni non professionali. Per contro, secondo la prassi cantonale la

deduzione del 20% concessa dall'amministrazione in considerazione dell'età

della moglie sarebbe stata illegale. L'ipotetico reddito da attività lucrativa

di 36'850 franchi sarebbe stato quindi troppo basso. Tuttavia, poiché vi era

comunque un'eccedenza di reddito si potevano omettere ulteriori accertamenti

(cfr. consid. 5.5.1).

Secondo il ricorrente, per le persone con più di 60 anni dovrebbe

essere prevista una detrazione di almeno il 20%. Con questa critica, però, per

il Tribunale federale il ricorrente non ha dimostrato l'esistenza di una

violazione del diritto federale. Inoltre, ha osservato che l'autorità

giudiziaria cantonale ha basato la sua decisione su un reddito ipotetico di Fr.

36'850 - che a suo avviso era troppo basso del 20% - perché in ogni caso comportava

un'eccedenza di reddito.

In altre parole, il Tribunale cantonale ha concesso, almeno nel

risultato, la deduzione lamentata dal ricorrente. Il fatto che i primi giudici abbiano

calcolato il reddito ipotetico in modo errato non è né riscontrabile né è stato

fatto valere.

L'Alta Corte ha precisato soltanto che le considerazioni della

Prima istanza sui contributi da detrarre dal reddito ipotetico contraddicono la

prassi del Tribunale federale. Di principio, dal reddito ipotetico non possono

essere operate deduzioni ipotetiche relative a contributi LPP né LAINF, visto

che l'importo da dedurre, dipendendo da ciascun datore di lavoro, non è certo (STF

9C_653/2018 del 26 luglio 2019, consid. 6.2 pubblicata in SVR 2019 EL Nr. 15). Tale

circostanza, tuttavia, restava irrilevante ai fini dell'esito del procedimento

(cfr. consid. 5.5.2).

Riassumendo, i giudici cantonali hanno giustamente ritenuto che la

moglie del ricorrente potesse ragionevolmente lavorare a tempo pieno in un'attività

adatta. Questo potenziale di guadagno era inoltre presumibilmente realizzabile.

L'ipotetico reddito di Fr. 36'850.- immaginato dal Tribunale di primo grado non

era quindi in ogni caso troppo elevato. Di conseguenza, le basi di calcolo su

cui si è fondata la decisione impugnata erano valide. Il ricorso è stato

respinto (cfr. consid. 5.6).

2.14

Va ancora osservato che, secondo la recente

giurisprudenza (STF 9C_255/2023 dell'8 giugno 2023, consid. 4.2.2), esiste una

presunzione naturale che un coniuge possa effettivamente utilizzare la propria

capacità di guadagno.

In linea di principio, questa presunzione non può essere rovesciata

adducendo l'assenza di competenze linguistiche e di esperienza lavorativa,

almeno non in relazione a un'attività semplice e ripetitiva ("Diese Vermutung kann im Prinzip nicht unter Hinweis

auf mangelnde Sprachkenntnisse und fehlende Arbeitserfahrung umgestossen

werden, zumindest nicht in Bezug auf eine Hilfstätigkeit"). Di

norma, la prova dell'inutilizzabilità richiede sforzi lavorativi non andati a

buon fine. La prova dell'inabilità al lavoro è valida se viene accertato con

verosimiglianza preponderante che la capacità di guadagno non possa essere messa

a frutto.

Inoltre, nel medesimo giudizio al considerando 5.4.2 il Tribunale

federale ha stabilito che l'età della ricorrente (nata nel 1959) non le impediva

di per sé di essere occupabile. L'Alta Corte ha evidenziato che ha finora

rifiutato - nonostante le critiche della dottrina (CARIGIET/KOCH, Ergänzungsleistungen

zur AHV/IV, 3a edizione 2021, N. 557 con nota 698) - di ipotizzare un limite di

età fisso per il computo di un reddito ipotetico da lavoro di un coniuge non

invalido.

Anche nella STF 9C_567/2022 del 25 settembre 2023 la nostra

Massima istanza ha ribadito al considerando 7 che il fatto che la moglie del

ricorrente avesse compiuto 60 anni non era effettivamente determinante in sé. La

questione di sapere se è esigibile da un coniuge che riprenda o che aumenti la

sua attività dipende dalle circostanze del caso particolare. Secondo costante

giurisprudenza, occorre tenere conto non solo dell'età del coniuge, ma anche

del suo stato di salute, della sua formazione e, se del caso, del lasso di

tempo più o meno lungo durante il quale è stato lontano dalla vita

professionale.

Per contro, va ricordato che l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI dispone

come viene computato il reddito dell'attività lucrativa per le persone

parzialmente invalide di età inferiore a 60 anni.

Va infine rilevato che il fatto di non avere una formazione e di

non avere mai lavorato non costituisce un motivo che impedisce di valorizzare

la capacità di lavoro esigibile di un coniuge di una persona beneficiaria delle

prestazioni complementari (STF 9C_357/2023 del 17 agosto 2023, consid. 4.2.2).

2.15

Nell'evenienza concreta, il

ricorrente ha evidenziato che il computo di un reddito ipotetico della moglie

non è corretto, poiché quest'ultima è stata medicalmente ritenuta inabile al

lavoro sin dal 2020. I tentativi di iscriversi all'Ufficio regionale di

collocamento sono subito falliti, essendo risultata malata in maniera

permanente e quindi inabile al lavoro. I recenti referti medici confermano la

sua totale inabilità sia dal lato fisico sia psichico.

La Cassa di compensazione, fondandosi sulla STCA 32.2019.158 del

13.

luglio 2020 (doc. 125) con cui questo Tribunale, avallando l'operato dei

periti nominati dall'Ufficio assicurazione invalidità e dei medici del Servizio

Medico Regionale, ha ritenuto la moglie del ricorrente totalmente abile al

lavoro nell'attività abituale e in un'altra adeguata dal luglio 2018, dopo

avere esaminato i nuovi referti prodotti dall'assicurato, ha concluso che non

avendo il suo coniuge intrapreso un'attività lavorativa doveva essergli

computato un reddito ipotetico sulla base del N. 3521.02 DPC. La Cassa gli ha

perciò computato, in virtù dell'art. 14a OPC-AVS/AI, un reddito di Fr. 36'640.-

determinato sulla base della Calcolatrice statistica dei salari 2018 (doc.

132).

2.16

In primo luogo la scrivente Corte ribadisce

che il computo di un reddito ipotetico del coniuge del ricorrente non può

avvenire sulla base dell'art. 14a OPC-AVS/AI citato dall'amministrazione.

Infatti, come visto, poiché la moglie dell'assicurato non è

invalida nel senso giuridico del termine, non essendo al beneficio di una

rendita di invalidità, non può tornare applicabile l'ipotesi del computo del

reddito dell'attività lucrativa per persone parzialmente invalide (STF

9C_103/2015 dell'8 aprile 2015, pubblicata in SVR 2015 EL Nr. 7, consid. 2.2: "Ist

dieser im rechtlichen Sinne nicht invalid, ist Art. 14a wie Art. 14b ELV weder

direkt noch analog anwendbar (SVR 2007 EL Nr. 1 S. 1, P 40/03 E. 3).").

Di conseguenza, neppure vanno adottati i principi concernenti la

determinazione del reddito ipotetico e il periodo di adattamento derivanti

dall'applicazione dell'art. 14a OPC-AVS/AI.

Occorre invece verificare se v'è stata una rinuncia di reddito da

parte della moglie non invalida del beneficiario di PC basandosi sull'art. 11

cpv. 1 lett. g vLPC/art. 11a cpv. 1 nLPC.

Per quanto concerne l'esame della correttezza del computo di un

reddito ipotetico del coniuge non invalido di Fr. 36'640.-, il TCA evidenzia

che l'amministrazione non ha motivato le sue ragioni e le sue conclusioni sul

principio stesso di considerare un simile reddito. In altre parole,

contrariamente a quanto prevede la giurisprudenza, la Cassa cantonale di

compensazione non ha dettagliatamente esaminato se fosse possibile esigere

dall'interessata che esercitasse un'attività lucrativa ragionevole applicando i

principi del diritto di famiglia (art. 163 CC) e quindi tenendo conto delle

circostanze del caso concreto.

In effetti, dagli atti non risulta che la Cassa di compensazione si

sia fondata sull'età della moglie dell'assicurato, sul suo stato di salute, sulle

sue conoscenze linguistiche, sulla sua formazione professionale, sulla sua attività

precedente, sulla concreta situazione del mercato del lavoro così come sulla durata

della sua assenza dalla vita lavorativa per concludere che fosse abile al

lavoro al 100% e che in quanto tale poteva lavorare a tempo pieno e conseguire

un reddito di Fr. 36'640.-.

Il foglio di calcolo intitolato "Salarium - Calcolatrice

statistica dei salari 2018", seppure abbia considerato alcuni di questi

parametri, come l'età e le attività non qualificate esercitabili dal coniuge,

non racchiude tuttavia - forzatamente - anche gli altri succitati criteri di

valutazione.

D'avviso della scrivente Corte, la Cassa di compensazione non ha

dunque debitamente accertato i fatti e non è dato a sapere quali criteri

decisivi stabiliti dalla costante giurisprudenza (da ultimo STF 9C_567/2022 del

25.

settembre 2023 consid. 7) siano stati presi in considerazione per

determinare dapprima che la moglie poteva esercitare un'attività lucrativa e poi

che avrebbe potuto percepire Fr. 36'640.- (STF 9C_103/2015 dell'8 aprile 2015,

consid. 3.3 a contrario).

In assenza di questi dati non è quindi possibile determinare se e in

quale misura la moglie era in grado di lavorare e quale reddito sarebbe stata ragionevolmente

in grado di conseguire nella sua situazione e in un mercato concreto del

lavoro.

Nemmeno è stato spiegato il motivo per cui nessun termine di

adattamento è stato concesso alla moglie dell'assicurato, visto che il 21 febbraio

2023.

la Cassa ha deciso che, addirittura retroattivamente dal 1° febbraio 2023,

avrebbe computato all'assicurato un reddito ipotetico di Fr. 36'640.-.

A nulla vale il riferimento alla comunicazione del 6 novembre 2020

(doc. 134), considerato che concerneva solo e soltanto il futuro computo di un

reddito ipotetico dal 1° giugno 2021.

Ogni computo di un reddito ipotetico deve essere preceduto da una

chiara decisione in tal senso, che deve riferirsi a un determinato periodo. Il

rinvio a precedenti decisioni in tal senso deve essere escluso. Così facendo la

Cassa di compensazione potrebbe, arbitrariamente, riattivare la prima decisione

di computo di un reddito ipotetico mettendo l'assicurato di fronte al fatto

compiuto del computo di un reddito ipotetico, senza preavvisarlo con una

decisione impugnabile, proprio come nel caso in esame.

Gli atti devono perciò essere rinviati all'amministrazione per

stabilire i fatti in maniera conforme al diritto e per determinarsi nuovamente

sul computo di un reddito ipotetico della moglie del ricorrente fondandosi sui

summenzionati criteri giurisprudenziali di analisi tratti dal diritto di

famiglia (art. 163 CC).

Per quanto concerne l'importo del reddito ipotetico computato, visto

l’esito della procedura e l’assenza di specifica contestazione, non v'è motivo

per esaminarlo ulteriormente in questa sede (STF 9C_103/2015 dell'8 aprile

2015, consid. 3.3).

2.17

Va infine rilevato che dopo avere

emesso la decisione del 21 febbraio 2023 di restituzione di Fr. 6'392.- per

prestazioni indebitamente ricevute dal ricorrente dal 1° luglio 2022 al 28

febbraio 2023, che è stata oggetto di un'opposizione e della decisione su

opposizione del 27 marzo 2023 qui sub judice, il 18 aprile 2023 (doc. 184) l'amministrazione

ha inspiegabilmente emanato una nuova decisione di restituzione quale "Correzione

della decisione del 21 febbraio 2023: ripresa corretta dell'affitto. Richiesta

di restituzione rimanente a vostro carico Fr. 5'607.-".

È evidente che questa decisione formale non poteva essere emanata,

poiché la precedente decisione formale era già stata impugnata dall'assicurato

e per di più la stessa Cassa aveva già emesso una decisione su opposizione.

Semmai, quindi, l'amministrazione avrebbe dovuto notificare

all'assicurato una nuova decisione su opposizione che annullava e sostituiva

la precedente del 23 marzo 2023 e che modificava l'importo da restituire.

Considerato che effettivamente la Cassa, nella decisione qui in

esame, ha considerato una pigione errata, avendo essa ritenuto il costo del

parcheggio in luogo dell'acconto delle spese, gli atti le vanno rinviati anche

per correggere questo ammontare.

La nuova decisione formale si pronuncerà pertanto anche su questo

aspetto.

2.18

In più occasioni, nei

suoi allegati, il ricorrente ha postulato il condono dell'importo da restituire

invocando la propria buona fede.

Per l'art. 25 cpv. 1 seconda frase LPGA, la restituzione non deve

essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in

gravi difficoltà.

Secondo costante giurisprudenza, di principio, è possibile

pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in

giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in

quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (STF 9C_211/2009 del 26

febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5

novembre 2009). Il TF ha rilevato che di norma sulla restituzione e sul condono

vanno emesse due distinte decisioni e che l'amministrazione può rinunciare alla

restituzione se le condizioni del condono sono manifestamente adempiute (STF

9C_387/ 2011 del 25 luglio 2011; STF 8C_1031/2008 del 29 aprile 2009; STF I 121/07 del 16 gennaio 2008; STF 9C_233/2007 del 28 giugno

2007).

In concreto la Cassa ha deciso l'obbligo per l'assicurato

di restituire le prestazioni complementari e il TCA ne ha confermato il

principio. Per la quantificazione dell'importo definitivo da restituire occorre

attendere la nuova decisione della Cassa.

Solo quando il giudizio relativo alla restituzione

diverrà definitivo sarà possibile per il ricorrente domandare il condono e, se

del caso, la decisione della Cassa sulla domanda di condono potrà essere

impugnata dapprima mediante opposizione presso la stessa Cassa cantonale di

compensazione (art. 52 LPGA) e poi con ricorso davanti a questo Tribunale (art.

56.

LPGA).

Una decisione del Tribunale sulla domanda di condono del

ricorrente è dunque prematura e come tale è irricevibile.

2.19

Sulla scorta delle considerazioni

esposte, il ricorso deve essere dunque parzialmente accolto e gli atti rinviati

alla Cassa cantonale di compensazione affinché ricalcoli l'importo che il

ricorrente deve restituire dal 1° luglio 2022 al 28 febbraio 2023 come pure il

suo nuovo diritto alle PC dal 1° febbraio 2023 secondo quanto indicato,

emanando due distinte decisioni.

La domanda di condono dovrà essere trattata dalla Cassa di

compensazione a richiesta dell'assicurato, non prima, però, della crescita in

giudicato della (nuova) decisione di restituzione che la stessa dovrà emettere.

Benché parzialmente vincente in causa al ricorrente, non

patrocinato, non vanno attribuite ripetibili (art. 61 lett. g LPGA) né

addebitate spese, portando il ricorso sulla richiesta di prestazioni

complementari e non avendo il legislatore previsto di prelevare delle spese (art.

61.

lett. fbis LPGA).

Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF

9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16

febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21

luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares

Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais

judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la

LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è parzialmente

accolto, di conseguenza:

1.1. La decisione su opposizione è

annullata.

1.2. Gli atti sono rinviati alla Cassa

cantonale di compensazione affinché, in base alle considerazioni esposte,

ricalcoli l'importo delle prestazioni complementari indebitamente percepite che

il ricorrente deve restituire per il periodo dal 1° luglio 2022 al 28

febbraio 2023.

1.3. La Cassa di compensazione determinerà

inoltre il diritto alle PC dal 1° febbraio 2023 emanando le necessarie decisioni.

2. L'istanza di condono è irricevibile.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si

attribuiscono ripetibili.

4. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti